112ci vuol la pratica, e perciò s'accostano aun architetto, che abbia alle mani moltefabbriche, e veggono, come egli si re-gola nel gettare i fondamenti, nell'ingros-sare i muri, nel reggere le volte, e cosesimiliM. I casi particolari non fanno scienza, enon possono istruirsi, se non di quello,che si dovrebbe fare in un caso simile apunto; il qual caso non segue mai. Mavenendo poi a fare un edifizio, che nonabbia la stessa altezza, la stessa larghezza,e che non sia nello stesso sito, nè sia postosulla stessa qualità di terreno, nè compostode' medesimi materiali, in somma, che siavario per molte circostanze particolari,o anche per una sola, ma essenziale; comesi regolerà un novello architetto? Peresempio si vede, che a sostenere stabilmenteuna volta d'una stanza di tre canne di lar-ghezza un architetto pratico ha fatto lemuraglia di cinque palmi di grossezza,che cosa imparerà uno scolare, se non afare lo stesso in un caso medesimo? Mase la volta da farsi, in vece d'esser largatre canne, sarà due, o sarà quattro; inluogo d'essere a vela, sarà a mezza botte,o d'altra figura; in vece di posare su mu-raglie andanti, poserà da una parte su pilastri; se le muraglie della prima erano ditu-
to,matmanie