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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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B. Io di due cose mi maraviglio: l'una chequesti gran personaggi non rislettano maial grande, e lungo studio, e alla gran fa-tica, che bisogna per acquistare questearti, del quale studio, e della qual faticasi trovano, se punto punto vi riflettono,esser affatto dig'uni. L altra, che sentendocontinuamente il biasimo eterno che si dàtanto in voce, che in iscritto a i Signoriche hanno fatto fare opere di pittura, odi scultura, ovvero d'architettura mala-mente, (*) non considerino, che l'istessamala voce sarà data loro perpetuamenteda tutti i posteri.M. Nò Signori; anzi par loro di far cosebellissime, e che gli debbano rendere im-mortali per tutti 1 secoli; e la ragione è,perchè la maggior parte di essi e comeSisto IV.; del quale dice il Vasari, (a) chenon molto s'intendeva di ſimili coſe, ancor-chè se ne dilettasse assai. Questi por, quan-do(*) Un bravo Professore presso al Zannoti Vol.1.a c. 282. Dell' Accademia Clementina: Dava lacolpa a' Signori, che avendo danari da far tali spese,più si fidano di Muratore perito (o d'un cattivo Ar-chitetto) che d'uomo che sappia profondamente fareun ottimo disegno con bella eleganza, ed armonia,e quell'ordine, e distribuzione, e decoro dare alle cese,di cui elle abbiſognano.(a) Vas. T.1. a c.438.