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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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26la fortuna, ſenza averle a ire mendicando.Vero è che il Vasari a torto incolpa Ve-nezia d'una cosa, che segue per tutto, epiù che altrove qui in Roma, come sa-pete voi medesimo per esperienza.M. Io non so come il discorso ci abbia tra-portati su questo punto, il quale io nonaveva intenzione di toccare per le ragioniveracissime da voi addotte, io perquesta causa mi lagnava delle nostre Arti,ma per altro, che vi accennai da princi-pio, benchè anche questa sortosopra me-riti qualche considerazione.B. Vi lamentavate, del sentir dire tantispropositi a coloro, che vengono al vostroStudio a commettervi qualche opera. Orcome la cosa si riduce a pure parole, nonci trovo quei guai, che contavate, per-chè, come dice il proverbio, le parolenon fanno lividi, e chi vive nel mondobisogna, che ogni senta dire delli spro-positi, e faccia orecchi di mercante.M. A questo io rispondeva, se vi sovviene,ciò esser vero, quando li spropositi nonnuocono a chi gli sente dire; ma quandosono di pregiudizio non pure all'interesse,che per ora voglio lasciare in un canto,ma alla riputazione dell'Arte, e dell'Ar-tefice, e al buon nome, che uno procurad'acquistarsi co' suoi studj, non sono inmo-