DI CATONE.seco; & di ciò di tanta allegrezza faceua, come se vna città òRegno per forza d'armi conquistato hauesse, istimando piùguadagno dell'amicizia di costui, che quante imprese ò Lucullo fatte haueua, ò Pompeo pur all'hora faceua. Venne poitempo delle guerre ciuili, tra Cesare, & Pompeo, egli andan-do a quell'impresa sinistra per Pompeiani, & preualendo Cesaresi vide affatto vinto. All'hora per non venir alle mani del ne-mico determinò d'ammazzarsi da se stesso, & dopò c'hebbe letti, e riletti i Dialoghi di Platone dell'immortalità, tolta la spadache al capo del letto haueua in mano, sifece larga ferita nel petto. Ma perche la mano, con che ferito si haueua era debole,però non riusci il corpo mortale. Ma cadendo giù del letto aquel rumore entrarono i serui, & amici, & leuarono le grida,che sentire da tutti con gran pianti attorno a Catone si poseroper aiutarlo. Giaceua il misero tutto nel proprio sangue inuolto, e tutto che le interiora fossero in gran parte ò snori vsci-te ò di entro commosse, era nondimeno ancora viuo.Or mentre cercano i medici di rimetterle, & difasciar la ferita, egli volonteroso di morirele si stacco, & allargò la ferita. Mo-rì finalmente colmo di gloria, &ne rincrebbe la morte ſua alvittorioso Cesare, chedi già fatto pen-siero haue-ua diserbaruo viuo, &perdonar-gli.
Mertevolontaria.