LiberaliMoto.
VITApassate. Andò vna volta Cicerone ad Apolline in Delfo, perconsigliarsi, come douesse gouernarsi per indrizzare gli studi,e gli atti suoi alla vera gloria, & n'hebbe cotal risposta. Non tilasciar guidare da gli essempi altrui, & da l'opinioni, ma fà leoperationi secondo la tua natura conforme all'humore, che titroui. Chi vuol peggio? Stette vn pezzo dopò il suo ritorno, chenon s'inrrometteua nelle dignità od vfficij, sol professione facen-do di lettere Greche, & Latine. Nondimeno poco appresso si-tibondo d'honore tornò a trattare le cause forensi, & n'era piùdi tutti gli altri addoperato. Oltre a l'altre cose che, & lode, &ammiratione gli portauano, questa era vna, che non voleuaper le cauſe forenſi niuna mercede, ò prezzo riceuere, & pertutti vgualmente volontieri le sue forze empiegaua. Trattando-si vn giorno vna causa per Siciliani, contro a Verre che in quel-l'Isola stando al gouerno infinite sceleraggini commesse haue-ua, dopo molto contrastare, per fine con nuoua sorte di giudi-cio fu l'auuersario condennato. Et volendo certi ingarbuglia-re, e differrire la publicatione della sentenza, non è bisogno, dis-se M Tullio di prolunga, in causa tanto nota, massime doue itestimonij così conformi parlano. Nè di là si partì, che fu lacondennagione di Verre publicata, in settecento e cinquantamila sestertij per le rubberie da lui fatte. Era Cicerone moti-uo, & faceto, che però hauendo Metello nipote huomo di leggier ceruello fatto intagliare vn coruo nel sepolcro del suo pre-cettore. Filagro, egli disse; Troppo bene stà questo coruo in-tagliato; perche in vero costui più tosto ti ha insegnato a vola-re che a sapere. Infinite cose di Cicerone, per breuità conuienlasciarsi che in Plutarco, & altri autori diffusamente si narrano.Egli pare in somma con verità, che tra famosi in lettere, & armi possa hauerne honorato luogo. Molti nemici in Roma depiù potenti hebbe, & quantunque si componesse con Cesaredopò le sue vittorie, tuttauia la nitnicitia grande, che con Anto-nio haueua, & massime quella liberissima oratione contro dilui fatta in Senato, fu la rouina sua. Non è da lasciare quelgran suo nemico Clodio, che sendo Tribuno lo fece gir in bando, se ben tosto ne su con honore riuocato. Mori finalmenteCicerone su'Ilito del Mare appresso ad Asture, ucciso da soldati di Anto-muore.nio, sotto la condotta di vn certo Pompilio, quale già per la vi-ta in giudicio diffese, tanto può l'ingratiudine humana.VI-.