Petrarca.
ITA.dure quella tenera età a gli studi più graui, nessuno lo pareg-giò. Fu stupore, che hauendo egli in casa vn seruitore nomatoil Mys gli pres per le sue qualità tanto di amore, che gl'insegnòla filosofia a modo suo, nella quale riusci chiarissimo. Pare chesieno molto tra se discordi gli scrittori, nel narrare i gesti d'E-picuro; percioché chi lo fa buon'osseruatore di quelle antichesuperstitioni pagare e:chi lo fà empio: chi lo fa moderato, echi furioso: e chi lo fa vorace, e chi astinente. Per lo più noudimeno egli portò mala fama, e indegna apunto del nome diFilosofo. Laertio dice, che fu humanissimo in verso tutti, assaiinclinato a venerar i Dei, e d'incredibil amore verso la patriasse ben come modesto non volle accettar giamai carico verunodi gouerno nella sua Republica. Diocle afferma ch'Epicuroper lo più in vn'ameno giardino dimoraua, & che cibo moltevile vsando, e di ruscello beuendo, semplice vita menasse lunge dalle turbolenze ciuili. Egli fu molto contrario Epicuro aquella legge di Pitagora co' suoi discepoli, cioè di porre ognisua cosa in commune, facendo che fosse bel segno di vera ami-citia questo: anzi l'improbaua con dire, che fosse segno di defifidenza, questo, & voleua, che ciascuno conoscesse il suo.Fgli patì il male della pietra, & di quello morì doppo esserne sta-to in vn accerbissima angoscia da quatordici giorni senza potervrinare, per esserglisi turrato l'esito di essa dalla pietra: & seguila sua morte l'anno secondo della centesima settima Olimpia.de, sendone viuuto settantadue anni. Anzi Hermippo, per di-mostrare, che in quelle vltime angustie del morire non si scor-dò gia de' suoi dogmi, afferma, ch'egli si fece porre in vn vasod'acqua calda, forse con speranza che quel bagno gli disface$$ela pietra, ò apprisse almeno i meati dell'vrina; & che quiui fat-tosi portar del buon vin puro, auuertisse col bicchier in mano,gli amici ad esser ricordeuoli de' precetti suoi: il che accennòLaertio in quei suoi versi.Hoc moriens caris, Epicurus dixit amicis.Dogmatis ò memores, vſque valete mei.Et calidam ingressus peluim, praedulce falernumHauſit, & est Stygias inde retractus aquas.Rende il nostro Poeta di lui, questo testimonio ne Trionfi.Contra'l buon Siro, che l'humana spemeAlzò,