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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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Del me-

VITAtutti gl'istromenti, e libri del caro padrone, & ridotta moltadi quella heredità in denari ad Atene per filosofare si trasferi,Tutto ciò, non altr'onde habbiamo che da lul stesso che scri-nendo ad Antigono suo nuouo amico gliel fe palese. Questa(dic'egli in quella lettera) è l'origene il nascimento, questo ilche voluto io stesso liberamente spiegare, accioche Perseo, &Filonide che le Istorie scriuono de nostri tempi, non prendanofatica per me, vi scemino, v'accrescano. Fu Bione dimolto chiaro ingegno ma tanta su del suo dire l'acutezza cheageuolmente faceua gli animi de gli ascoltanti piegare dou'eivoleua: però fu anche gran Soffista. Fauellandosi della perso-na di vn giouane prodigo, & dissoluto che per sorte tra gli altriera presente a lui riuolto disse. Tu sei per ogni modo gran-d'huomo, che doue già la terra inghiotti Anfiarao lei tu hoggi-mai hai diuorata, & sorbita perche per la crapula e'l giuoco ha-ueua il tutto dissipato. Facile diceua essere la strada alle pene infernali, conciosia che da ogni ciecho si camina senza tema di errore. Auenne che nauigando egli, con molti altri a piene velehuomini della feccia del mondo, s'incontrarono in certi corsali,& mentre s'affaticauano per vscir loro delle mani diceuano;Guai a noi, siamo spediti se ci conoscono: & Bione per lo incon-tro, guai pur a me, se non mi riconoscono tra voi. Ad vn'huo-mo per natura inuidioso, veggendolo fuor dell'ordinario con-tristato; io non disse imaginarmi, se a te alcun male, ò puraltrui alcun bene sia auenuto. Si dilettaua de' publici giuochidoue si esercitasse la giouentù, & era il primo che confesteuolmodo gli altri ad allegria prouocasse. Fu anche buon Poeta, &cose compose a guisa di ciò di quella età ingegnose. Vna solcosa, ma grauissima & indegna di nome d'huomo gli viene daDiogene aſcritta, la quale per non ſtomacare l'altrui orecchie(potendosi massime in Laertio vedere) tralasciaremo, facendoad altro passaggio.LACI