gſuochfestendPoeta, &Vna soviereai creerno, fac
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30LACIDE CIRENESE.ONWACIDE figliuolo di un certo Alessandro, di più tostoonesta, che ricca famiglia fu di patria Cirenese, & di Arcesilao Filosofo acutissimo non pur discepolo, ma nella let-tura successore. Fu dalla sua giouentù soinmamente studioso, e sollecito al'imparare, & se bene Fauorino scriue ch'ei fosse di volto e di sembiauza anzi austerà che nò, nondimeno Laertionon cessa di lodare la sua affabilità, accompagnata da vn fa-uellare soaue & giocondo, che'l rendeua à marauiglia grato àtutta la scola. Et gli fu ben bisogno di buona maniera di conuerſatione, percioche i parenti ſuoi poueri, & che però non glirifondeuano la metà di quello che per honestamente filosofaregli faceua mestieri; il posero in graue necessità di capitare souen-te per le altrui mani bisognoso souuenimento. Non piacque a Modestiadi FilosoLacide di leggere, con quel fasto, e boria consueta de primi Aca-demici sotto a i portici di Atene nella superba fabrica, che delpublico stata era fatta, ma non prima ad Arcesilao successe, chetrasferi l'Academia nell'Orto ameno, & sempre dilettoso chegià stato del Re Attalo era; & questo fece per rimouersi in tut-to dai strepiti più propinqui delle piazze. Il luogo ottenne poi diLacidio il nome. Questo di notabile si riferisce di lui, che il ReAttalo sempre suo amicissimo, stando Lacide nella patria Fo-cese gli mando per vna sua littera, pregandolo che si volesse allasua