Druckschrift 
Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
Entstehung
Seite
2r
Einzelbild herunterladen
 

odub.a Grec.assero cone auanticon ellparerera il suoquel meMahnsto dettofattolouanicreie accto,man'hebbeechesicegli cueld

DI TALETE.sendogli questa sua pouertà rimprouerata, volle mostrare, ches'egli hauesse voluto, sarebbe ricco al pari di loro diuentato conl'industria dell'ingegno suo. Scriue dunque Ieronimo Rodiottonel ſecondo de'ſuoi Commentari, ch'eſſendo ſtato quell'anno inMileto raccolta grande d'vliue, doue che ogn'vno con verisimilragione si auisaua che l'anno seguente poche ve ne douessero essere, egli che per via d'Astrologia preuedeua douerne esser perlo contrario vna quantità maggiore, comperò co danari de gliamici suoi, che volontieri lo accommodarono, quasi tutte le vli-ue dell'anno auuenire. Così essendouene fuor della commune Abbōdaza preuiopinione grande abbondanza, fece in esse vn'incredibile guadasta.gno. Rimasero quegli ignoranti, che la sua pouertà, e'l suo bassostato scherniuano beffati, hauendo egli di molta sostanza fattoacquisto. Vna notte essendo vscito di casa, a considerar il Cielo,& a caso per essergli sdrucciolato il piede, caduto in vna fossa,vidde vna donna vecchia Barbara, che di lui si rideua, & diceua-gli. O Talete, non ti vergogni tu, di voler il Cielo considerare,non sapendo poi quello, che ti hai per terra dinanzi? A cui Tale-te non diede altra risposta. Deuo sommamente (diceua) ringra-tiar Dio, che m'ha fatto huomo, & non bestia: maschio, & non fe-mina: Greco, & non Barbaro. Soleua egli dire, che la più anticacosa era Dio, perche mai hebbe principio; la più bella il mondo, Notaperche era opera di Dio; la più grande il luogo, perche vi capeogni cosa; la più veloce l'intelletto, perche discorre per tutte lecose; la piu forte la necessità, perche e sopra ogni cosa; & la piùsaggia, & più prudente il tempo, perche ordina, & rinoua il tut-to. Addimandato se l'huomo potesse operar male senza che Iddio lo sapesse, rispose che ne pur pensar poteua il male, che Iddionon lo sapesse. Interrogato se mai haueua commesso adulterio,negò, perche l'adulterio non era minor male dell'esser spergiu-ro. Quale (gli dimandò vno) è la più difficil cosa? & egli, il conoscer se stesso. Che cosa è più dolce ad acquistare? Et egli; quelloche l'huom desidera. Che cosa e Dio? Et esso; Ente senza princi-pio, & senza fine. Come si può giustamente viuere? Et esso fa-cendo quello che si comanda ad altri, rispose, qual'huomo è fe-lice quanto al mondo? colui. Addimandato ch'è sano del corporicco di discorso, & nelle sue cose temperato. Insegnaua douer-si ciascuno ricordare dell'amico presente, & assente; & mostrar-si più bello, & ornato di animo; che di faccia, & di corpo: &questo si poteua fare con lo studio delle buone lettere, & del-A 2 l'arti