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2 (1884) 1582 - 1586
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281. 1584 213

281. Antonio Possevino an Dr. David Peifer. April/Mai

(Berichtigungen betreffs der Türkenliga. Der Streit des Kaisers mitPolen. Das päpstliche Schreiben.)

Molf iir° sig r mio etc.

Rispondendo all' ultima lettera di V. S. dito, quanto a gl'avisiche sono pervenuti d'Italia in cotesta corte, che devono esserestimati falsi da S. A. et da ognuno, perche io non ho mai havutaintentione di trattar lega per oppugnare il Turco, ma bene hohavuto fine di operare che'l re non si alienasse da Ccsare, et chesi conservasse la dignitä dell' uno et dell' altro, acciocbe gettatiet stabiliti qnesti fundamenti d'unione non si mostrassero tantoarditi li neniici del nome christiano a portarci le ruine, et li pren-cipi dell' imperio con S. M. istessa si mostrassero piu pronti etvehementi alla difesa d'Ongaria et alla fortificatione et sicurtä de'confini et di que' contorni. Perche non bisogna ingannarsi, chenon si facendo un' antemurale a quella parte, corre pericolo, che'ltorrente ruini per tulta Germania. Et questa difesa succederäfacilmente, quando Cesare et il re siano uniti, dal quäl' essempiojnvitati gl'altri principi concorreranno tutti.

Et per ritornare a quello, che V. S. dice essersi inteso delletrattationi d'accordi et di tregue seguite tra il Turco et alcuniprincipi christiani, deve sapere, che non sta cosi a punto il ne-gocio, come viene scritto, perche se bene per il danno notabilefatto a' Turchi da' Cosachi dovevano essi mostrare maggior risen-timento, et la morte dell' ambasciatore polono, che ritornaväd'Arabia, era stata violeuta, tuttavia con significare che tutto ciöera seguito senza saputa dell 1 uno et dell' altro principe, et conla reintegratione de' danni, appariva, che si conservasse la repu-tatione de tutti. Et con i'haversi poi mandati ambasciatori l'unoet l'altro, s' erano con eguale honore accommodate le cose, da chesi conclude, che'l re di Polonia non vi ha lasciato del suo ne hamostrato di temere. Quanto poi al re di Spagna, non bisognacredere, che'l Turco habbia acconsentito cosl tosto alla treguaseco per li romori di questa lega, della quäle non s'e parlato mai,ma bene perche il negocio tanto urgente et cosi lungo della guerradi Persia 1' habbi costretto; ne meno e verissimile, che Francesihabbino fatto officii in contrario, se per Francesi e da intendereil re et li principi fideli di quel regno, ma piü tosto Oranges etquelli altri, che con la ruina altrui hanno pensato di fermar me-glio il piedi [!]. Et per venire in fine a' signori Venetiani, tantomanca che habbino il timore, come viene scritto, che arditamentefortificano il regno di Candia, vi fanno un nuovo arsenale etv' hanno mandato per la custodia il sig r Latino Orsino huomoeccell" 10 nella militia, per difendere le cose loro. Et questo bastiintorno a quello, che si e detto in cotesta Corte in questo proposito.

Poiche V. S. non trova bene, ch'io passi costi, ricevo il suoconsiglio per buono, et le mando un' altra lettera ch'io ho havutadal re, nella quäle mi solecita per questi negotii et desidera in-finitamente, che vi si interponga l'autoritä di S. A.; la quäle epur bene che sia disiugannata di molte cose, ciö e, che la mentedel pontefice sia stata sola per la quiete et per la conservatione