212 1584 279-280.
25. April Behauptung, man würde durch Zulassung der Contutoren zehn Kurfürstenhaben 1 J. C. würde dann „nur ein blosse larva und muta persona sein,der nur dasjenig tun müste, was vier andern gefellig were". Die Unter-scheidung zwischen Tutel und Administration wird ausführlich abgelehnt.— Am 21. April teilt J. C. den Contutoren Beine Antwort „der ange-masten contutel . . . halb" mit und setzt voraus, die drei Fürstenwürden sich damit zufrieden geben und unnötige Weiterungen vermeiden.Am 22. April teilt er Werbung und Antwort an Sachsen und Branden-burg mit und wiederholt seine Bitte, die Einnahme in den kf. Verein zubefördern, welcher die Jugend seines Mündels keineswegs entgegensteht(Ebd. Conc).
April/Mai 280. Dr. David Peifer an Antonio Possevino. 1 )
(Kf. August Ansicht über die Türkenliga. Schreiben vom Papst, Kaiserund Polen. Possevino soll nicht kommen.)
„Molto R. Padre!
M'e stato carissirao intendere il buon stato di V. S. R., il chee piacciuto anco molto all' ill m0 mio padrone, il quäle m'ha ordi-nato ch'io le faccia intendere, che fra quattro giorni si ritroveräin corte di S. M. Ces. il sig r Gio. Padcorno suo consigliere; alquäle ha ordinato, che'da V. S. R. s'informi delle cose, che oecor-reranno, et poi avvisi.
Vero e che in quanto s' appertiene al negocio della lega contrail nemico de' Christiani, si come piace grandemente al sig r ducarnio sig re , cosi e bene tener il tutto segretissimo, perche essendopenetrata la voce a Costantinopoli ha giovato assai per far aecom-raodare, per quanto intendiarao per avisi venuti d'italia, li dispa-reri tra il Turco e'l re di Polouia, et ha anco accelerata la con-clusione della tregua tra Turchi et il re di Spagna, non giovandogl'officii de' Francesi fatti in contrario; et che finalmenteVenetiani istessi per timore de' Turchi non ardiscono di far motoaleuno.
Tuttavia l'opera di V. S. e tanto buona, che non si puö, senon laudare, come viene molto commendata anco da S. A., allaquäle hö lette le lettere pontificie, quelle di Cesare et quelle delre di Polonia, di che tutto ne parlera con li commissarii di S. M.Ces., che si hanno a ritrovare qui tra pochi giorni, facendo oguiefficace officio, perche segua et si mantenghi la unione tra quesli.dne cosi grandi prineipi vicini per beneficio della christianitä, etoperando, quanto poträ, perche dalli altri prineipi et stati clell'imperio sia contribuito per li sussidii d'Ongaria, che come pruden-temente e ricordato da V. S. R. bisogna che servi di un propug-nacolo contra gl'insulti (urcheschi. Peiö ella attendi pure, comeha cominciato, che con l'aiuto divino spero che ne habbia a seguireservitio notabile a la christianitä, et io non mancarö di coadiuvarecon ogni mio potere un' opera cosi degna et cosi pia. Non re-stando di dirle, che non giudico bene, ch'ella venga qui per hora,perche sarebbe con molto strepito et darebbe che raggionare; mapuö bene con sue lettere avvisarmi, che serä [!] da me posto inessecutione, come se la fosse presente."
Wh. D. V. 11. Cop.
1) Vgl. I. 418 A. 18.