La piaga guarì :
JJ un ferro rifina ,Se /’ altro ferì .
SCENA XIV.
Anna, e Didon^j.
An Errnana j a te ne 'vengo,
Lieta nel tuo gioire ;
Partirò i noftri lacci, or parta ficoLa memoria di lor/ciòIta, e leggiera;
E fra l r opere nofire^.
Sol quefid una fi taccia i>.
Perche di più color 'veli la faccia ?Segui il conjiglio mio ;
Donagli error di’un cieco a un cieco oblio.Did: j4h sì, fquarciji il mantoDe /’ infinta Virtufe.
Sòn ueri»m r l so, Germana,
Ma mani i tuoi configli.
Il de fio mi trasporta ,
E doueha il fuo defio forza è scappigliValma } che in uà feguir uuolpur la jcorta\G 2 Di