S C E N A IV.
Acate folo«
T^SElbel nome d’ Amico
Mifa dono il mio Prence } ela mia fedePari ala Nobiltà^ vuol del fuo FatoCb’ io n occupi gran parte , e lunge intantoD’accufar fife dimore ,
Cb’io faccia di mefteffo efcaal fi*’ardore,A dio 1 roia , A dio Roma,
Il crin d’un’ aurea chiomaLega or l’ancora al Lido .
Gran Magìa di Cupido JCancellò da la mente , edaldefirellpaffato, ilprefente , e l’amenire .
E pur è ver,
Che tanto fàBambino Arder !
Empie d’ardor ,
Traffigge i cor,
Lega i penfier.
E pur è veri