482di Buonritiro. Finì sua vita in Ma-drid l'anno 1703 Palomino a car-te 463.VINCENZIO BOzza disegnò ed ese-gui a mosaico la sentenza di Salo-mone nella Chiesa di S. Marco diVeneziaVINCENZIO CACCIANEMIGI Gentiluo-mo Bolognese, e scolaro del Par-migiamno dipinse in S. Petronionella Capella Elefantuzzi la D col-lazione di S. Gio: Battista, ed un'altra ne colorì più bella, e daMaestro l'anno 1451. in S. Stefanonella Capella Macchiavelli. Masi-ni fol. 639.VINCENZIO CAMPI fratello minored'Antonio, e di Giulio, tarti figlidi Caleazzo Cremonese Pittore, subravo naturalista, tenendosi sempreal vero: veggonsi moltissime pittu-re fatte con gran facilità, tanto distorie, quanto di fiori, e di frutti:ajutò ad Antonio: colorì gran par-te dei suoi quadri per la Francia,e per la Spagna, dove fu, ed èstato sempre celebrato il suo no-me. Intese bene l'architettura,la geografia; descrisse tutto il Cre-monese in piccola carta, ed inta-gliò in rame la pianta di Cremonal'anno 1584. Baldinucci par. 2. sec.4. fol. 87.VINCENZIO CARDUCCI Pittore, edArchitetto Fiorentino, fratello diBartolomeo Pittore, Scultore, edArchitetto, il quale dopo, che eb-be prestato ajuto a Federico Zuc-cheri nella Cupola di Firenze, se-co andò a Madrid, e trovandosi inquelle magnifiche occasioni di tan-ti lavori, là chiamò Vincenzio, ilquale perfezionò nell'arte, tanto-chè in vita di Filippo II. e III.abbelli d'opere sue parte del Rea-le Palagio, e dipinse la Volta del-la Reale Capella del Pardo, 1 la-terali, e gli angoli di sagre storieconcernenti al mirabilissimo Sacra-
mento dell'Altare, Morto Bartolo-meo il fratello, a Vincenzio toccòlo travaglio della Galleria posta amezzo giorno, nella quale dipinsela Vita, l'educazione, ed i fattidell'Aquila. Rivide per poco tem-po la Patria, poi ritornò a Ma-drid, e per le Chiese di quella Cit-tà lasciò sue memorie. Ebbe in som-mo onore, e stima l'arte, anzi nescrisse un Libro in lingua Spagnuo-la, intitolato Dialogo della Pittu-ra, in cui assai notizie diede d'o-pere di Valentuomini, che erano alsuo tempo nelle Reali Gallerie, ePalagio, e si trova stampato in Ma-drid 1633. ove passò all'altra vi-ta, e lasciò non poche facultà alsuo nipote. Baldinucci par. 3. sec.4. sol. 313. In quei tempi parimen-ti era al servigio di S. M. AngeloNardi Pittore Fiorentino, il qualedipinse in varie Chiese, e possede-va una singulare cognizione dellemaniere del Pittori, e S. M. fre-quentemente si serviva dell'ope-ra sua nel dare giudizio sopra lepitture, che faceva venire dall'Ita-lia. M. S.Nel 1638. di anni 60. morì, come ilPalomino accerta nelle Vite de Pit-tori Spagnuoli a carte 293.VINCENZIO CATENA Cittadino Vene-ziano visse nei tempi di Giorgione da Castelfranco; con ogni po-tere cercò emulare la gloria dilui, ma non lo superò nella mae-strìa, benchè usasse ogni diligen-za, e buon colorito nelle sue fat-ture, come raccogliesi nelle Chie-se, e nei privati ritratti. Segui-ta la sua morte nel 1532. si ritro-varono nel suo testamento moltilegati pii, di maritare zittelle, difare limosine al Pittori poveri, edil residuo dell'eredità lasciollo all'Accademia dei Pittori, i quali fab-bricarono le case a S. Soffia, e lastanza, ove fanno le ragunanze lo-