Schlorice S. 473 u. 447 : 6. Ausgabe ECEDARIO ABI ITTORICO. — a . . ABECEDARIO PITTORICO DEL. M. R. P. PELLEGRINO ANTONIO ORLANDI BOLOGNESE CONTENENTE LE NOTIZIE DE PROFESSORI DI PITTURA, SCOLTURA, ED ARCHITETTURA IN QUESTA EDIZIONE CORRETTO E NOTABILMENTE DI NUOVE NOTIZIE ACCRESCIUTO DA PIETRO GUARIENT ACCADEMICO CLEMENTINO, ED INSPETTORE DELLA REGIA GALLERIA DI S. M. FEDERICO AUGUSTO III. RE DI POLONIA, ED ELETTORE DI SASSONIA, ecc. ⑤ N . Decep ex N R Krake libris L * S O N IN VENEZIA Appresso GIAMBATISTA PASQUALI. MDCCLIII. CON LICENZA DE' SUPERIORI, e PRIVILEGIO. ALLA SAGRA REAL MAESTA DI FEDERICO AUGUSTO III RE DI POLLONIA ED ELETTOR DI SASSONIA. L. S Dont SLIDOV SAGRA REALE MAESTA [L mettere a piedi della MAESTA VOSTRA questa mia, qualunque si sia, fatica, null'altro è che darle in tributo quello, che intieramente si può dir cosa sua. Frutto della clemenza Vostra, o SIRE, è qualunque buona notizia, che siasi da me in quest Ope Opera inserita; imperciocchè è frutto della continua applicazione, che per genio egualmente che per dovere mi concede la ſorte onorevole d'impiegare me nella splendida Galleria delle Pitture della MAESTA' VOSTRA, Raccolta in vero ormai degna di Voi solo o SIRE, come Voi solo siete degno di lei. E in vero chi mai non invoglierebbeſi di rintracciare, e ſcoprire quanto è poſſibile in queſta nobiliſſima Arte della Pittura, servendo ad un MONARCA, che anche in questo a Professori istessi più dotti, e sperimentati può nel dare comandi, dar nuovi lumi, e peregrine notizie? Oltre di ciò e dove ſi vide mai un Re tanto della Reale Magnificenza amico, delle Scienze, e delle Arti liberali Protettore, e Conoscitore, quale, o SIRE, Voi siete ? Voi ne vostri Palagi avete quanto di più ricco, e grande produſſero giammai le Miniere di Golconda, e del Brasile. Avete, e conoscete quanto di raro, e peregrino forma e nei Mari più lontani, e ne' Paeſi più ſtranieri la Terra. L'India iſteſſa non ardiſce più mandarci i Vasi più preziosi, e le candide Tazze, ch ella a gran prezzo vendeaci, dacchè le voſtre Fornaci di Misnia l'hanno non solamente imitata, ma di gran lunga ſuperata, e vinta. Ma per ritornare a quello, ch'è più di mia conoscenza; e dove, dove mai, se non nella vostra Reggia trovasi, o SiRE, quanto di sublime, e portentoso formarono da tre Secoli in qua i più valorosi, ed in qualunque lunque cosa più celebri Pittori, ed altri Artefici dell'Europa? L'Architettura anch'essa, che fu sempre indivisibile compagna de' più magnanimi ed illustri Principi della Terra, quali progressi non iſperiamo noi che ella non ſia per fare ſotto il vostro felicissimo Regno? Un occhiata sola, che diasi a gran principj, che qui in Dresda si presentano, basterà per formar un' idea di quel, che dobbiamo aspettarci. Così quel Dio, ch'è il solo Protettore, e Custode de' Re, conservi lunghissimo tempo la MAESTA VOSTRA nel florido stato, in cui ſi ritrova, e accreſca vieppiù, come con tanta benedizione ha incominciato, la Reale FAMIGLIA di SASSONIA, la quale avendo preso luminoso esempio da Voi, e da quella degna REGINA, che per Compagna vi diede, è diventata, come ognun vede. la delizia ed amore de' voſtri fedeliſſimi Vaſſalli. Questi sono, o SIRE, i voti, questi i sospiri, che non solamente io, ma tutti i vostri felicissimi Sudditi inalzano al Cielo col cuore ripieno del più perfetto zelo, e della più ſommeſſa e riſpettoſa venerazione. Della REALE MAESTA VOSTRA Dresda il primo Gennajo 1753. L'Umiliſs. Oſſequioſiſs. e Obbedientiſs. Servo Pietro Guarienti AL AL LETTORE PIETRO GUARIENTI. Oll' attenta continua osservazione negli anni addietro da me fatta delle innumerabili Opere di Pittura, che nel lungo corso de' varj miei viaggi alla mia vista si offersero, avendo scoperto, che di molti Professori di quella nobilissima arte sì antichi, che moderni dal P. F. PELLEGRINO ANTONIO ORLANDI nel suc Abecedario Pittorico non s'era fatta menzione; lungi dall'imputargli a colpa, o difetto simil mancanza, dopo serie giudiziose riflessioni dalla sperienza avvalorate mi sono accorto, che di tutti i Pittori, e sono in gran numero, esatte notizie non ponno aversi, se non da quelli, che da diletto e curiosità mossi, e d'intendimento forniti, per varie regioni scorrendo, quanto loro vien fatto di qua, e là vedere, minutamente osservando, lu mi ed informazioni rintracciano, e quanto con industriose ricerche raccolgono, a registrare diligentemente si applicano. Or questa per quanto da me si è potuto, attenta ricerca avendo io fatto nel tempo dei lunghi miei giri per le colte Città, e Provincie d'Europa; e trovandomi d'averne rinvenuto assaissimi, i nomi de' quali, ad onta del loro merito, erano ingiustameute lasciati giacere nell'oscurità, e nell'obblio: ho pensato di trarli alla luce. e amandarne a' posteri l'onorata memoria, e con ciò sar cosa, onde al pubblico qualche utilità el piacere, ed a me qualche lode ne provenisse, L'orme adunque del benemerito Orlando seguendo, oltre aver inserito nell' Abecedario i nomi di tanti valenti Uomini a suoi luoghi disposti, ed averne accennato i paesi, ed i tempi, ne' quali fiorirono dell'abilità, del carattere, del valore di ciascheduno di essi ho fatto parola, dandone quel giudizio, che spogliato d'ogni passione, al vero merito di ognuno unicamente si convenisse. Ma perchè ad alcuno potrà parere, ch io con troppa imprudenza, e forse anche temerità lo scabroso e difficile ussizio di giudice arrogato mi sia, al quale, oltre la cognizione de' precetti dell'Arte, un acutissima vista, un assai fino discernimento, una perfetta conoscenza de molti caratteri, e delle varie particolari maniere richiedesi; non sarà fuor di proposito, che degli studj da me assai per tempo incominciati, e sino a quest'ora continuati, e degli altri mezzi dalla lunga pratica, e dalla costante indefessa applicazione somministratimi, i quali alla pretesa necessaria intelligenza, la Dio mercè, mi conduſsero, brevemente ragioni. Rimasto di undici anni privo de' miei Genitori, ebbi i primi rudimenti di Pittura in Verona da Biagio Falcieri, che aveva nome di buon Pittore, sotto la disciplina del quale stetti tre anni; indi volenteroso di fare maggiori progressi, portatomi a Bologna col favore del w. C io fatto nel Sig. Marchese Albergati, passai alla Scuola del tanto celebre Giuseppe Maria Crespi, detto lo Spagnuolo, Maestro veramente insigne di questo Secolo, presso del quale fermatomi sette anni continui, cercai di profittare non tanto degli insegnamenti di lui, quanto del comodo delle diverse Scuole, e molto più delle rare Pitture, che sono di singolare ornamento a quell'illustre Città. Con tali principj, e col continuo esercizio del disegnare, e del dipingere andando innanzi, mi posi in cuore d'applicarmi con tutto l'impegno a divenire un esperto conoscitore de' Maestri sì moderni, che antichi; al qual fine cominciai a contemplare, e con attenta cura ad esaminare le Opere de' Pittori più celebri, le quali, per essere in pubblico esposte, quanto frequentemente mi tornava comodo, io poteva a mio agio rivedere, osservare, e farvi sopra quelle considerazioni, le quali aggiunte a qualunque altra immaginabile diligenza da me non tralasciata, i acquisto di quella cognizione, che io m'era prefissa, agevolar mi potessero. Nè contento della sola visuale, benchè attenta, osservazione e disamina, un qualche pezzo di ciascun Autore copiai, perchè il preciso carattere, onde un Artefice dall'altro distinguesi, fitto in mente mi rimanesse, e quella propria particolare maniera mi si rendesse più familiare. Indi venutami vaghezza di rimirare cogli occhi propri le rare Pitture, le quali o per fama, o per notizie ne Libri stampati lasciateci, in questo o quel luogo trovarsi io sapeva; non v'è Città, Terra, o Castello in Italia, in cui qualche bell' opera di rinomato Pittore vi fosse che io visitato non abbia; ivi più lunga dimora facendo, dove il numero di tali Pitture fosse maggiore. Quivi sopra i varj modi fra sè dissimili di dipingere studio facendo, le varie guise di disegnare, di lumeggiare, di colorire, di ombreggiare, di panneggiare accuratamente notava: e richiamandomi alla memoria altre Opere degli stessi Autori altrove vedute, se fra quelle e queste qualche differenza vi fosse, di scorgere m' industriava; e dalla più forte, o più languida maniera, qual prima, qual dopo, ed in quale età dell'Autore ciascuna di esse fosse stata prodotta, non senza fondamento mi lusingava di poter francamente asserire. Con ciò le prime, le seconde, e le ultime maniere di ciascun valente Pittore arrivai a conoscere, e quando la forza, il brio, l'energia in essi accresciuta, o scemata si fosse; essendo per lo più avvenuto, che nelle ultime Opere di quei Pittori, che ad un'età avanzata pervennero, la primiera grazia, la maestà, la robustezza, l'espressione, la franca e maestrevole condotta in darno si cerchi. A tutto questo aggiunsi la lettura di tutti quei libri, che di Pittura trattano, e le Vite de' Pittori descrivono, e la speculazione de' Disegni de' Maestri più accreditati e corretti, e delle Stampe originali; cose tutte, che di un sensibilissimo ajuto mi furono nell'intrapreso cammino. A termine del quale mi lusingherebbe esser giunto la da me non meritata pubblica acclamazione avuta nella celebre Clementina Bolognese Accademia sino dall'Anno 1725. se misurato me stesso, stesso, e conosciuto quel che non sono, attribuir non dovessi a generosità de' Signori Accademici quello, che, mercè loro, ho la gloria di comparire. Or questo studio con tanta assiduità e premura da me coltivato, un tal diletto recavami, che d'ogni mia attenzione e satica m'avrebbe abbondantemente ricompensato, se nuovi inciampi non si fossero attraversati, e nuove difficoltà non mi avessero obbligato a far nuovi studj. Il dover talor dire il suo sentimento circa a molte Opere nelle Gallerie, e Case riposte, le quali per essere fatte sulla maniera di questo. o di quel Maestro, da' Professori a questo o a quel Maestro con tutta l'asseveranza vengono attribuite; qualora tutti i peculiari caratteri di quel preteso Maestro non s'incontrino, e nè da' libri, nè dagli archivj, nè da private memorie lume alcun ci si porga, è un' assai malagevole impresa, e da non riuscirne con onore, se non da quelli, che una pratica cognizione abbian fatto, come ho fatto io, ed un esatto catalogo formato si abbiano non solo de' Maestri Capi delle Scuole, ma di quegli Scolari ancora, che maggiore spirito ed abilità dimostrarono, ed i loro respettivi Maestri più da presso seguirono, fedelmente e felicemente imitandogli. Difficoltà però maggiore dell'accennata si è quella di scoprire le male arti, gl'inganni, le fraudi di alcuni pessimi Uomini, i quali alla borsa tirando de' poco intendenti; e troppo creduli compratori, oltre a mille altri artifizj, arrivano a fat comparire per opere di molti anni quelle, che sono o satte da loro, o da poco tempo, imitatrici di qualche antica maniera. A guardarmi da queste insidiose arti con tutta la serietà m'applicai, e dopo molto tempo ebbi la sorte di penetrarne gli arcani, e sapere precisamente quali cose a tal pravo fine usassero; onde assai facile poi mi fu nelle occasioni di dispute e contese i veri originali da' supposti, i vergini da' fatturati distinguere; e con un mio specifico, buttato a terra tutto il contrafatto e fittizio, facendo apparir la pittura quale da prima ella fu, svergognare e confondere gl'impostori. Or veggasi un poco, qual caso debba farsi del giudizio dato sopra certi Quadri da quei Professori avvegnachè abili, e valenti, i quali in nulla più che nel maneggiare il pennello esercitati si siano; potrà bensì da essi riconoscersi l'originalità in un quadro dalla franchezza e maestria. con cui sarà dipinto; ma non potrà da essi senza il soccorso delle sopradivisate cognizioni e avvertenze accertarsi il tempo, la mano, e le altre individuali necessarie particolarità, specialmente se di Autori da essi non mai veduti, e solo noti di nome si tratti. Dal che ne siegue, che poca o niuna fede meritano quelle giurate autentiche, che alcuni di essi osano stendere, affine di raccomandare questa o quell'opera, la quale qualora cada sotto l'occhio di esperto conoscitore, e per quella ch'è si rilevi, la loro poca pratica, e corta intelligenza si scopre. Ma vi è ancor di pego gio: Una certa razza di gente poco onesta, e al guadagno anche illecito unicamente intesa, coll'onorato titolo di Sensali un vergognoso commer- cio di quadri facendo, co' nomi più illustri, e famosi battezza quelli, che ha per le mani, e le supposte sue merci accredita con ideate relazioni, e menzogne. Or da questo indebito perniciosissimo traffico qual grave pregiudizio e disonore ne venga a' buoni ed onesti Professori, ed intendenti di questa pregiatissima Arte; quale sfregio, e danno si rechi alle Raccolte, e Gallerie, ognuno facilmente da sè, anche senza le mieparole, comprende; mentre chi una volta da costoro è stato ingannato. nuovi inganni sempre temendo, anche agli Uomini dabbene, e leali di credere non si arrischia; e viensi a scemare il pregio di quelle belle originali opere, che nelle Gallerie con tanta gelosia conservansi, qualora possa mettersi in dubbio la loro originalità col confronto di altre consimili. Nel qual proposito moltissimi casi potrei io addurre, a me noti, della sfacciata temerità di costoro, i quali abusandosi dell'altrui buona fede e semplicità, i poco intendenti nelle tese reti fanno cadere, vendendo loro il bianco pel nero; ma, oltre che ciò un dispiacere sensibilissimo cagionerebbe a moltissimi, i quali da costoro delusi, si credono di possedere le cose più rare; non essendo cosa, che all'istituto mio si convenga, nè da sbrigarsene in breve, mi astengo dal farlo; tanto più che l'età mia non mi consente di entrare in questo odioso aringo, e sol mi permette di tacitamente fra me deplorare l'altrui cecità, e l'infelice stato, cui la nobile, e bella professione trovasi omai miseramente ridotta, A quello dunque, che di questo discorso è l'unico scopo, tornando, dico che la pratica cognizione de' caratteri e maniere de' grandi Maestri non è cosa da tutti, e neppur di quelli, che nella pittura con lode si esercirano; ch'essendo questo uno studio a parte, al fondamento del dissegno, e dell'esercizio, è d'uopo unire e diligenze, e viaggi, e fatiche, ed osservazioni, e confronti; e che per dare un vero aggiustato giudizio è necessario un lungo e serio esame di tutte le parti, delle circostanze, degli amminicoli, non omesse le debite riflessioni circa il tempo, che ha il colore, e se la pittura sia sul rame, sulla tavola, oppur sulla tela. Ma forse alcun mi dirà, che si può dare una copia fatta in tempo dell' Autore, la quale abbia la patina, che all'età corrisponda, e la manie ra di quel Maestro, e fatta sia da altro perito Maestro, anche col ri tocco in qualche parte di quello stesso, che fece prima l'originale; e in questo caso come distinguerla, come riconoscerla? Confesso il vero, che in questo caso scabrosa è la prova, ed assai difficile il discernimento; contuttociò non è impossibile lo scoprimento, qualora il bravo intendente apra bene gli occhi, e consideri l'opera più nelle accessorie, che nelle cose principali; mentre certamente chi copia usa maggiore attenzione a ricopiare le teste, le mani, i piedi, ed è men diligente nel resto, e questa ineguale minor diligenza nelle parti meno importanti può dar qualche lume a scoprire il vero; poi le pennellate del copiatore, siasi da esso usata quanta diligenza si vuole, non saran ranno mai con quella franchezza buttate, con cui le butta il Maestro il quale non essendo obbligato ad imitare, da sè le butta dal forte suo estro, e dal proprio sapere condotto; e così al suo luogo leggiere, franche, vergini, lucide, e naturali rimangono; laddove quelle dell'altro un poco stentate, stiracchiate, e peste appariscono: al che si aggiunga, che il copiatore, benchè con tutto lo sforzo d'imitare perfettamente s' ingegni, negli accessorj non può a meno di non cadere nel proprio carattere. Veggonsi ancora certe copie da eccellenti Professori fatte (e di queste io ne ho vedute parecchie, come quelle fatte dai Caracci, da Guido, da Benvenuto da Garofalo, da Andrea del Sarto, dal Bronzino, de Paolo Veronese, e sono mentovate dal Vasari, dal Malvasia, e da altri, che della Pittura trattarono) con tale esattezza, e perfezione eseguite, che gli stessi Maestri ingannaronsi nel crederle i propri parti: Or queste certamente apprezzare debbonsi quanto gli originali medesimi, tanto più che in esse con occhio critico esaminate corretti ravvisansi quei piccoli difettucci, che negli originali si trovano; ciò non ostante il bravo intendente la copia dall'originale deve distinguere, quando ogni altro lume mancasse, per quella essenziale importantissima ragione, che in quasche parte della copia anche eccellentemente fatta il proprio particolare carattere di chi l'ha fatta da chi ha buon occhio necessariamente si scorge. Ma questo buon occhio non si acquista se non dopo insinite osservazioni, diligenze, e fatiche. Più facilmente può trar nell'inganno una copia da prima mediocremente fatta, e poi passata per mano di certi Pittori, i quali ogni loro cura ed applicazione vi pongono nel falsificare i caratteri; mentre questi con somma attenzione ricuoprendo, secondo il bisogno, certe parti o trascurate, o imperfette, con certe botte franche ritoccando le stentato ed il languido, correggendo il dissegno, e la gradazione ed armonia de' colori introducendovi, talmente simile all' originale la rendono, che e per la patina antica rassembra, e l'acuta vista degli stessi Professori delude. Ed oh piacesse al Cielo, che non abbondassero le Gallerie di simili pasticci, i quali certamente non potranno giammai rilevarsi per tali se non da quelli, che consapevoli e pratici di cotai modi furbeschi, ed artifizj, e ricercati del loro sentimento e giudizio, per le leggi dell' onestà si crederanno obbligati a svelare apertamente la verità. Da tutto ciò chiaramente apparisce la necessità di fare tutti i sopra accennati studj indispensabilmente a chiunque voglia saper conoscere, e giudicare delle Pitture, e che io non a caso, ma da buone ragioni, e dall'esperienza ammaestrato ragiono. Il Baldinucci Scrittor moderno della Pittura in una Lettera scritta al Marchese Capponi Luogotenente dell'Accademia del Disegno in Firenze, e stampata in Roma nel 1685. sa al fa alcuni quesiti intorno alla pratica perizia di conoscere perfettamente le Pitture, e ciò che ricercasi per distinguere dagli originali le copie; ma a' quesiti poi non risponde, e le difficoltà non appiana, che nel giudicare s'incontrano: il che non so io se egli abbia fatto per non divulgare gli arcani dell'arte, oppure perchè non essendo molto frequenti in quel tempo gli artificj e gli inganni, non abbia creduto assolutamente necessario il farne avvertiti i Lettori. Comunque siasi, dottamente egli e saviamente scrisse, ma meno assai di quel che conveniva si estese, e lasciò che desiderare; non avendo fatta parola de mezzi, che alla scienza di distinguere e ben giudicare delle Pitture conducono. Ora il mio sentimento si è, che per arrivarvi è di mestieri premettere lo studio del Disegno e delle sue parti sì in teorica, che in pratica; essere informato delle leggi del chiaròscuro; intendersi della maggiore o minore freschezza di colore, e del tocco più o meno leggiero; sapere i varj precetti, de' quali deve esser inteso chi o istorie, o favole, o animali, o paesaggi a rappresentare si applica; e così dire delle altre parti tutte, che l'arte della Pittura costituiscono: che con la lunga visuale osservazione deesi avere una costante e certa pratica delle maniere adoperate da' Maestri nella gioventù, virilità, e vecchiaja, e de' tempi, ne' quali ora più ora meno con furore, con estro, con brio, con freschezza hanno operato: mentre non deesi fare acquisto di pitture per il solo nome degli Autori, che portano in fronte, nè per la fama, che di esse si è sparsa; ma per la loro intrinseca particolare rarità e bellezza: che finalmente deonsi leggere le Opere, che di Pittura trattano e de' Pittori, dalle quali in qual tem po ciascun Autore fiorisse, ed in qual Scuola sia stato allevato, si apprende; come pure i Trattati di Simmetria, di Prospettiva, di Architettura, senza l'ajuto delle quali scienze, siccome non può formarsi un buon quadeo, così non può darsene un netto giudizio. Ma di questo non più, parendomi di averne a sufficienza parlato; e restandomi a dir qualche cosa intorno alle notizie da me nuovamente inserite in quest'Opera: nella quale se qualche Pittore mentovato si fosse che di poco merito apparisse; ciò si è fatto, perchè ragione voleva, che ciascuno indistintamente della propria lode, al suo merito proporzionata, defraudato non fosse, ed il buon animo, e l'intenzione di quelli si palesasse, i quali per fare grandi progressi, e divenire eccellenti, indefessamente si affaticarono, avvegnachè loro di raggiungere la desiata perfezione venisse conteso: oltredichè la poco felice riuscita degli artefici mediocri, che non sono pochi, fa più chiaramente risplendere il pregio, e l'eccellenza di quelli, ch'ebbero un tempo la sorte di essere 1 ristoratori della Pittura, e di quei, che successivamente salire la fecero al più alto grado di stima, e di gloria. Di questi grandi Uomini, che per far riforgeré, coltivare, promuovere la bell' arte cotanto si affaticarono, no, a lungo è stato scritto da Plinio, dal Junio, dal Vasari, dall' Adriani, dal Dati, dal Ridolfi, i quali Autori eziandio l'età alla nobile professione o favorevoli, o avverse descrissero. Queste mie poche Giunte il Secolo per la Pittura fortunatissimo, ed i tempi posteriori riguardano, nelle quali quanto m è avvenuto di vedere nell' Italia, nella Germania, nelle Spagne, ed in Inghilterra, ho accuratamente notato; il che certamente unito alla lettura de' più accreditati Maestri alla pratica mia cognizione non poco influì. Benchè, a vero dire, niente più contribui ad accrescere, e rassodare la per l'innanzi debole, e incerta mia cognizione, quanto la continua vista, e speculazione della celebre e doviziosa Galleria di Sua Maestà il RE di POLONIA, delle più insigni Opere de' più eccellenti Maestri fornita, cui per clementissimo dono di quel Sovrano ho l'onore di sopraintendere. Ora queste per la loro rarità, e sorprendente bellezza rinomatissime Opere, le quali meriterebbero, che tutto il Mondo buon occhio avesse per gustarne i pregi, e le grazie, ed il comodo avesse di vagheggiarle, ho 10 a suoi luoghi con distinzione notate, con che all' altrui curiosità per quanto da me si è potuto, ho avuto in animo di soddisfare. Questa particolar diligenza, a solo oggetto di dilettare il Lettore usata, siccome non potrà non piacere, così voglio sperare, che con qualche gradimento sia accolto il restante, che a sempre maggior gloria dell' incomparabile arte della Pittura di raccogliere ho divisato. Vivi felice N ABE. ABECEDARIO PITTORICO, NEL QUALE SI DESCRIVONO LE VITE DE PITTORI, SCULTORI; ED ARCHITETTI ANTICHISSIMI, le loro Patrie, Scuole, e Tempi, nei quali fiorirono. PRIMA. PARTE dolo quella grazia, che fusse per esBERONE dipinse la Concordia, sere loro più profittevole, en ebAmicizia, ed i simulacri degli bero in risposta dal Demonio, che Dei: insegnò l'arte a Nesso suo fipassati tre giorni sarebbero staglio. Plinius lib. 36. cup. 5. ti consolati: spirato ta, tempo, fuACHEMENE Ateniese Scultore, e Starono ritrovati amendue morti. Jutuario, discepolo di Fidia. nius fol. 6. ADRIANO IMPERADORE erudito in oAGATARCO SAMIO Pittore insigne per gui genere d'eloquenza Greca, CL. dipingere animali. Gloriandosi in pretina, Professore di Medicina, di Masenza di Zeusi di pignere con frantematica, di Geometria, di Astrolochezza, e prestezza, n'ebbe in rigia, di Poesia, de Pittura, e di Scolsposta: essere meglio l'operare tartura: con somma lode, e diligenza di, e bene, che presto, e male. Fiolavorò figure di marmo, e di bronrì 400. anni avanti Gesù Cristo. Da20, e dipinse belle Tavolette. Per ti fol. 12. Jun. fol. 6. tali, e tante prerogative, l'anno AGATOCLE; vedi Alessandro. 119. meritò di essere inalzato all' AGELADE Statuario Argivo fece un Impero Romano, nel qual tempo eGiove di marmo; gettò Cavalli di resse la famosa COLONNA TRAJAbronzo, ed altre Statue. Fiorì nell' NA alta 140. piedi, in cui sono inOlimpiade 87. Jun. fol. 7. tagliate le Vittorie riportate dai Parti, dai Daci, dal Germani, e da AGESSANDRO, ANTENODORO, e PoLIDORO Scultori Rodiani, scolpiroaltri. Terminò la vita negli anni 62. no insieme in un solo marmo, il e vigesimo primo del suo Impero bello, e maraviglioso gruppo delle per male d'idropisia. Sandrart fol. 84. tre figure del LAOCOONTE coi sivedi Apollodoro gliuoli annodati dal Serpe, come li ADROCIDE concorrente di Zeusi fu bra descrive Virgilio. Quest opera si vivo Pittore. de gran tempo nel Palagio di Tito AGAMEDE, e TRIFONE fratelli ArchiImperadore, ed ora trovasi nel Giartetti, fabbricarono il TEMPIO d'Adino di Belvedere in Roma, Borghi POLLO in DELFO, e dopo averlo eni fol. 265. retto chiedettero per mercede all'I AGE AGESISTRATO Ingegnero, e Mecanico, AMFIONE: di questo nome vi fu un scrisse varie regole per fabbricare Vasajo; un Architetto della Rocca machine. Jun. fol. 7. di Tebe; un Pittore, che nella diAGLAO FONTE Pittore Tasio fiorì nell' sposizione non la cedeva ad Apelle: Olimpiade 90. Jun. fol. 7. ed uno Scultore. Jun. fol. 12. AGORACLITO Pario per la sua bel- AMFISTRATO Statuario fece la statua lezza, e bontà molto amato da Fidi Clito in bronzo, e lavorò negli dia, il quale più volte nell'opere Orti di Servilio. Jun. fol. 12. proprie scolpi il nome del diletto AMULIO dipinse una Minerva sì bene discepolo. Lavorò a competenza di in iscorcio, che da ogni parte pareva Alcamene Ateniese una Venere, e rimirasse chi la guardava. Fiorì nei fu giudicato vincitore l'Ateniese tempi di Necone. Tassoni fol. 330. non per l'artificio della statua, ma ANASANDRA Pittrice figlia, e discepoper il favore dei Cittadini, che non la di Nealce: vi fu parimenti Anavollero dare l'onore al forestiero sandro Pittore. Junio fol. 13. perlochè sdegnato, vendette la sua ANDROBOLO, APOLODORO, ASCLEVenere, con patto, che non fusso PIODORO, ed ALVEO, furono Sculposta in Atene, e la chiamò Netori soliti a fare i ritratti dei Filomesi, cioè sdegno. Borghini fol. 259. sofi. Plin. lib. 34. cap. 8. ALCAMENE Statuario Ateniese scoANDROCIDE concorrente di Zeusi fiolaro di Fidia, tanto avanzossi nella rì 400. anni avanti Gesù Cristo. professione, che lavorò a competen- ANDRONICO Cireste Statuario, ed za del Maestro, intagliò in avorio Architetto inalzò una Torre in Aed in oro un Banco; in marmo un tene a otto faccie, ogn'una delle Esculapio, un Ercole, ed un Cupiquali era esposta ad uno degli otdo. Fiorì nell'Olimpiade 83. ved. to venti principali; sopra vi fabbricó un Tritone aereo, che nelAgoraclito, Plin. lib. 36. cap. 5. Bor ghini sol. 259. la destra mano teneva una verALCIMACO Pittore di seconda riga ga, con la quale segnava quel venSandrart fol. 76. to, che spirava. Vitruv. lib. 1. ALCONE: di questo nome vi furono cap. 6. tre grandi Maestri, il primo IntaANDROSTENE Statuario Ateniese, Scogliatore di Milo: il secondo Statualaro d'Eucadmo. Paus. lib. 20. fol. rio, che fabbricò l'Ercole di ferro in 643. Tebe; il terzo Fabbro. Jun. fol. 10. ANGELIONE: vedi Tetèo. ALESSANDRO terzogenito del Re PerANTENODORO: vedi Agesandro. seo, su egregio Intagliatore, e TorANTERMO di Chio (Itola dell'Arcinitore. La fortuna incostante sollepelago) fu nipote di Mala Scultovò Agatocle Siciliano dai lavori di re; per ischerzo caricò Ipponate faplastica al Regno, ed abbassò Alesmoso Poeta, ed Uomo bruttissimo, sandro legittimo erede del Reame e l'espose in publico; perlochè egli ai lavori di bronzo per ſovvenire lo punse sì amaramente in un poea' suoi bisogni in Roma. Oros. lib. 4. c. 20. ma, che morì di dolore circa l'OALEXIS, O ALESSIDE Statuario di Silimpiade 60. Borghini fol. 257. cione, su scolaro di Policleto. Ju- ANTIDOTTO Scolaro d' Eufranore fu nius fol. 11. Pittore diligente, ma nei colori seALIPO Statuario di Sicione, scolaro vero. Jun. fol. 14. Visse nell'Olimdi Naucide Argivo: l'opere che fepiade 104. ed insegnò a Nicia. Sance, le registra Pausania nel lib. 10. drart fol. 65 fol. 625 ANTFANE Argivo Statuario Scolaro Rodi, e con diverso colore spartì di Policleto fuse, un Cavallo di bron la detta linea: ricercatolo poscia, 20. Jun. fol. 14. ed abbracciatisi insieme, mostrandoANTIFILO Scolaro di Ctesidemo, vigli Protogene lo spartimento della vea al servigio di Tolomeo Re dell' linea, Apelle con tinta diversa ne Egitto quando capitò Apelle in Cortirò una più sottile nel mezzo di te, e perchè se lo vide anteposto quella, con istupore di Protogene, indebitamente accusollo per compliche si diede per vinto. Ritornato ce di Teodata nella congiura di alla Patria, fu amato, e più volte Tiro, contuttochè Apelle non fusse visitato da Alessandro Magno, il mai stato in Tiro, e non conoscesquale fece un editto, che niuno dose Teodata, se non per fama, e per vesse fare il suo ritratto fuori che Governatore di Tolomao: dichiaraApelle. Per l'Alessandro fulminante to pertanto reo di lesa Maestà, fu dipinto nel Tempio di Diana Efesicondannato alla catena; ma uno dei na, ebbe 20. talenti d'oro. Colpì sì congiurati già prigioniero, non pobene il ritratto del Cavallo del Matendo soffrire la sfacciata calunnia cedone, che fece nitrire le Cavalle. d'Antifilo, depose vivissime ragioni Con la spugna tinta di più colori, a favore d'Apelle, che toccate con gettata per isdegno nel viso d'un demano da Tolomeo, consegnò a perstriero anelante, partorì a caso la petue catene l'accusatore. Dati fol.89. spuma grondante dalla bocca. DiANTIGONO: di tal nome vi furono pinse Campaspe Larissea la più cara uno Statuario, ed un Pittore: Aconcubina d'Alessandro, ed accormendue scrissero dell'arte loro. Jun. tosi il Re, che se n'era invaghito, fol. 14. glie la donò. Servì Tolomeo MoANTIOCO d'Illi Scultore fece una Pallade, la quale trovasi nel giardinarca d'Egitto, in Corte del quale ebbe quasi a perdere la vita (come no Lodovisi, ed un torso si vede si è detto di sopra in Antifilo. nel Palagio Giustiniano di Roma Non lascio passare un giorno senza col nome Antioco d'Illì faceva. Dati tirare una linea. Era solito esporre fol. 118. in pubblico i suoi dipinti, e nasco ANTOBOLO Scolaro d'Olimpia Pittristo dietro al Quadro sentire le cence. Plin. lib. 35. cap. 11. sure del volgo per correggerle; onANTONINO IMPERADORE: con le dide è nota quella del Scarpinello, il rezioni di Diognetto dipinse opere quale scopri nei calzari d'una Velaudabili. Jun. fol. 15. nere un solo orecchino, che fu corANTORIDE Tebano imparò la pittura retto; perlochè insuperbito, cavillò da Aristide. Fiorì nell'Olimpiade il giorno seguente la gamba; ma 112. Sandrart fol. 61. restò schernito con quel: Sutor non APATURIO Alabandeo ottimo Pittoultra crepidam. Una copia di quest' re da Scene. Vitru. lib. 7. cap. 5. opera trovasi in Roma nella ComAPELLE nativo di Coo, e Cittadino pagnia di S. Luca, e nel Sandrari d'Efeso fu Scolaro d'Eforo Efesino fol. 70. è in istampa. Con gloria, o poi di Panfilo: il suo operare fu con modestia visse nell'Olimpiade cotanto sublime, che riportò il no112. Scrisse dell'arte della pittura me di Principe dei Pittori. Desioso indrizzando gli scritti a Perseo suo di vedere Protogene in Rodi, là si Scolaro: finalmente terminò la vita trasferì; nè ritrovandolo in Casa in Patria. Dati fol. 80. Sandrart fol. tirò una sottilissima linea sopra un suo quadro, dalla quale conobbe 67. Borghini fol. 273. Protogene essere giunte Apelle in APOLLODORO Ateniese Pittore, e StatuaA 2 ARCESILAO Pario Pittore dipinse sotuario dipinse un Ajace percosso dal pra i vetri, Arcesilao Plastico famifulmine di Giove, e fu di tanta belgliare di Lucio Lucullo; costui venlezza, che rapiva gli occhi di tutti dette le sue figure più di quello ai riguardanti, come pure un Sacervessero fatto 1 suoi antecessori. Judote, che adorava gl'Idoli. Queste nius fol. 25. due tavole s'ammirarono in PerARCHESITA Statuario lavorò Centaugamo dell'Asia per molti secoli ri, Ninse, un Giove, ed altre figuCirca poi le sue Sculture, se bene re nominate da Plinio lib. 36. cap. 5. erano terminate col fiato, mai peARCHIA Architetto servì Jerone Re di rò non quietava l'animo per vederSiracusa in tutte le fabbriche, e fu le più perfette, onde fu che molte capo sopra tutti gli Artefici. Junio ancorchè ridotte all' ultima perfefol. 25. zione, furono infrante di sua maARCHIMEDE Siracusano Geometra, Mano. Scrisse un Trattato della pittematico, Architetto, ed ingegnosistura: visse nell'Olimpiade 90. allo simo Inventore di Machine, e di scrivere del Borghini fol. 269. o nelSfere: scrisse un Trattato delle Mala 93. al riferire del Sandrart fol. 15. chine. Jun. fol. 26. Vi fu un altro Apollodoro, che forARCHITA Tarentino famoso Machinimò vasi di terra, ed un altro Arsta, Filosofo, ed Ingegnero, che fechitetto, che fu fatto morire da ce volare le colombe di legno, inAdriano Imperadore per averlo arsegnò i precetti della mecanica, e rogantemente motteggiato con quel scrisse di tale arte. Jun. fol. 26. vade, & cucurbitas pingé. Jun. fol. ARDICE di Corinto, imparate le linee della pittura da Filocle EgiziaAPOLLONIO, e TAURISCO furono quei no, o da Cleante di Corinto, su di celebri Statuarij, che lavorarono di quei primi Maestri, che senza altro un solo fasso la famosa DIRCE stra colore seguirono quell' imperfetto scinata dal toro, e liberata dai due modo di disegnare. Plin. lib. 35. cap. 3. gladiatori Zeto, ed Amfione, il tutto in figure grandi al naturale, det- AREGONTE di Corinto dipinse nel Tempio di Diana. Strabo lib. 8. fol. 343. to comunemente il TORO FARNE lit. C. SE, perchè trovasi in Roma nel PaARELLIO Romano fiorì nella pittura lagio dei Serenissimi di Parma, e poco avanti Augusto: dovendo disi vede alle stampe. Plin. lib. 36. pignere Dee nei Tempj, servivasi cap. 5. Un Apollonio su insigne Meper modello di donne prostitute, e canico; Un altro Scultore, di cui benchè riuscissero mirabili, d'ordiè in Roma un Ercole, e sotto scrit ne però del Senato furono abolite tovi Apellonio di Nestore Ateniese fa come d'origine profane. Borghini fol. ceva. Parimente il Junio fol. 24. fa menzione d'un Apollonio Scarpellino, che fece il ritratto d'Augusto; ARGELIO Architetto scrisse delle proporzioni corintie, e joniche. Vitru. ed il Baldinucci, nel Secolo 1. fol. 30. in procem. lib. 7. registra Apollonio Greco compositoARGIO Statuario Scolaro di Policlere di mosaico in Venezia, il quale to. Argio Statuario fece in Corinto circa l'anno 1246. da Andrea Taf la Statua di Giunone di legno. Jufu condotto a Firenze per insegnanius fol. 27. re simile arte perduta, ai Toscani ARIMA, DIORES, e NICONE furono ARCESILA figlio di Tisicrate di SicioPittori più antichi di Apelle, e di Prone, e annoverato fra' Pittori non itogene: ne parla Varrone lib. 8. de L. L. gnobili da Laerzio fol. 24. ARI ometra, o delle M ere, che se stico, fece Lottatori, Filosofi, e BiARISTANDRO PARIO, e POLICLETO ghe; non dissimile da Esopo, quegli ARGIVO Statuarj; il primo fece una in favole scritte, e questi in figure femmina Spartana, che sonava la famoso comparve. Jun. fol. 29. lira; il secondo una Venere. Paus. ARISTODOTO, ed ARISTOGITONE fulib. 3. fol. 196. rono Statuarj. Jun. fol. 30. ARISTARETE figlia, e discepola di NeARISTOFANE dipinse il fatto d'Anced arco riportò gran lode per aver dilacerato dal Cignale. Plin. lib. 35. pinto un Esculapio. Borghini fol. 286. cap. 11. ARISTIDE Tebano fratello, e Scolarc ARISTOLAO figlio, e Scolaro di Paudi Nicomaco, fu il primo, che esprisia Ateniese dipinse la morte d'Emesse le passioni dell'animo. Ut paminonda Tebano, Teseo, Medea suo Quadro fu portato da AlessanSacrificj &c. Plin. lib. 35. cap. 21. Sandro Magno a Pella sua Patria. Didrart fol. 75. pinse la guerra del Macedone con ARISTOMACO Strimonio Statuario fePersiani, nella quale entrarono cence le Statue di tre meretrici. Ari to figure, e patteggiò con Mnasono stomede Scultore Tebano. AristomePrincipe degli Alatesi, che ciaschedon Statuario Argivo. Aristomene duna figura gli fusse pagata cento Tasio Pittore: Tutti sono nominati mine. Molte altre opere sue si videro in Roma. Tanto fu nel dipindal Giunio fol. 29. ARISTON Statuario Lacedemone. Agere valente, che il Re Attalo comriston Mitilenese Intagliatore in arprò una ſua tavola per cento talengento. Aristonida Statuario. Ariti, (che allo scrivere del Dolci fol. stonide Pittore. Aristofone Pittore 18. sono sessantamila scudi). Fiorì nell'Olimpiade 112. Plin. lib. 35. cap. e figlio d'Aglaofonte: li vedi tutti 10. Borghini fol. 281. Aristide celebre nel Giunio fol. 30. vedi Telesta. Statuario di Sicione fu Scolaro a: ARTEMONE Pittore in Roma dipinse Policleto, e fiorì nell'Olimpiade 87. Giove in forma di pioggia d'oro sopra Danae la Regina Stratonica, Sandrart fol. 61. Ercole, e Dianlia. Lasciò belle meARISTIPPO, e NICERO Tebani furomorie dei suoi pennelli sotto i portino amendue figli, e discepoli del soci d'Ottavia. Sandrart fol. 76. Artepradetto Aristide juniore, Sandrari mone Statuario adornò i Palagi Pafol. 61. latini dei Cesari d'opere nobilissiARISTOBOLO Sirio Scolaro d'Olim me. Altri due Artemoni Ingegneri pia Pittrice civili, e da guerra sono nel Giunio ARISTOCLE, O ARISTOCLIDE Pittore Scolaro di Nicomaco. Aristocle Stafol. 31. ARUNZIO Statuario fabbricò un Catuario di Scione fratello di Canace, vallo di bronzo, entro il quale chiuche fiorì nell'Olimpiade 95. Aristodendovi i rei, e sotto ponendovi il cle Statuario figlio, e Scolaro di fuoco, morivano con estremo doloCleota. Aristoclide Pittore Cretenre; lo donò ad Emilio Censorino se, il quale dipinse il tempio di ATiranno d'Egesta, Città di Sicilia, pollo in Delfo. Tutti sono nominae questi per mercede ne fece la proti dal Giunio fol. 29. ARISTODEMO Pittore di Caria, Pava con il disgraziato Artefice: Sidre, e Maestro di Nicomaco, che mile storia narrasi ancora di Perillo tormentato nel suo Toro di bronzo fiorì nell'Olimpiade 112. Scrisse degl. antichi Littori, dei Re, e delle Città che fece, e la riferisce Plutar. paral. che favorirono i Professori di Pit Jun. fol. 31. tura, e di Scultura, Aristodemo Pla- Ascaro Tebano Statuario Scolaro d' Age stico Ateniese, condotto in AlessanAgelide Sicioneo. Paus. lib. 5. fol. 334. dria da Marcantonio, pervenne fra ASCLEPIODORO Pittore nei tempi d' cattivi in Roma, dove nel Tempio Apelle, dipinse per Mnasone Tirand'Apollo scolpi una Diana col prono dodici Dei, ognuno dei quali gli prio nome in fronte. Jun. fol. 35. fu pagato 300. mine, che in tutto sono 63000. fiorini. Sandrart. fol. 73. AUTOBOLO così chiamato da certi Autori in vece d'Antobolo sopradetto Asclepiodoro Statuario fece i ritratti dei Filosofi dei suoi tempi. Plin. lib. 34. cap. 8. PATICLE Magnesio Statuario le opeASILOCO discepolo d'Apelle. re sue sono descritte da Paus. lib. ASOPODORO Statuario Argivo, ed A3. fol. 196. lexio furono Scolari di Policleto. BATION Statuario fece Lottatori, ArPlin. lib. 35. cap. 8. mati, Cacciatori, Sacerdoti, un AATTALO Ateniese Statuario Attalo pollo, ed una Giunone, che fu colRe dell'Asia inventò il ricamo delle locata nel Tempio della Concordia vesti, fu amante della pittura, di Roma. Plin. lib. 34. cap. 8. comprò un quadro d'Aristide Teba BATRACCO: vedi Sauron. no per cento talenti. Jun. fol. 34 BEDA di Bisanzio Statuario scolaro di ATENEO franco Statuario, fiorì nell Lisippo. Jun. fo. 37. Olimpiade 115. Plin. lib. 34. cap. 8. BIONE di Chio Scultore. Bione MilesioATENIONE Maronite Scolaro di Glaufu un altro Scultore. Jun. fol. 37. cone da Corinto, sebene nel coloriBRIASSI, TIMOTEO, SCOPA, PITI, re ebbe un poco di crudezza, l'acLEOCARE lavorarono di compagnia compagnò però con tant' arte, che il nobilissimo MAUSOLEO d'ARTEfu comunemente piaciuto. Dipinse MISIA REGINA DI CARIA, per denel Tempio di Cerere Eleusina in positaryi le ceneri dell'amato consorAtene, un grande stuolo di fanciul te Mausolo, che morì l'anno secondo le, che con canestri in capo andadella centesima Olimpiade, e riusci vano al sacrificio, Achille in abito tanto prezioso, magnifico, e ricco, semminile ritrovato da Ulisse, ed che meritò luogo fra le sette Maraun Cavallo col conduttore, molto viglie del Mondo. Borghini fol. 2. al naturale. Se la morte non lo raBRIETE Pittore figlio, e Scolaro di piva al Mondo in gioventù, averebPausia. Jun. fol. 38. vedi Piti. be oscurata la gloria dei più celebri BRITEO Statuario citato dal Lomazzo, Pittori dei suoi tempi. Borghini fol. 285. fu Scolaro di Mirone. ATENODORO Statuario fece un GioBROTEAS Statuario figlio di Tantalo. ve, un Apollo, condusse per eccelPaus. lib. 3. fol. 205. lenza le semmine; fu Scolaro di Policleto, diverso da quello, che lavo- BULARCO LIDIO fiorì nell'Olimpiade 18. Vendette una sua pittura, in rò nel Laocoonte, chiamato Antenocui era espressa la guerra dei Madoro Rodiano, come si è detto in Age gneti, a Candaule Re di Lidia per sandro. Plin. lib. 34. cap. 8. lib. 36. cap. 5. tanto oro, quanto pesava. Borgh. fol. 30. ATERIO Labeone Pretore, Governatore, e Pittore di Roma dilettossi dipin- BUPALO di Chio fratello di Antermo dipinse per ischerzo Ipponate Poeta gere picciole tavole. Sandrart fol. 83. assai difforme, e questi tanto lo punATTIO Prisco Pittore Romano, di se coi suoi versi, che disperato con ordine di Vespasiano Augusto dipinun laccio s'appese ad una pianta. se nei Tempj della Virtù, e dell' Jun. fol. 39. vedi Antermo. Onore. Sandrart fol. 83. AULANIO Evandro Scultore, e Pla- BUTIREO LICIO dal Lomazzo chiama Inventò una lucerna di bronzo, che to Buteo, fu Scolaro di Mirone, inconservava il lume un anno intero tagliò in marmo Argonauti, ed alPlin. lib. 34. cap. 8. tre Statue. Jun. fol. 40. CALINTO Statuario fiorì nei tempi di Onata, incise Statue equestri, e pedestri. Paus. lib. 10. fol. 633. CALIPSO, O CALLISSA Pittrice nomiCALACE lavorò in picciole tavonata da Plin. lib. 35. cap. 11. lette rappresentazioni antiche CALISTRATE Scultore è nominato dal Sandrart fol. 40. Lomazzo, in vece di Callicrate soCALAMIDE, O CALAMIS, che è tutto prañetto uno, fu Argentiero, e Statuario CALLON Egineta Scultore, Scolare fece un Colosso d'Apollo agli Atedi Teteo, e di Angelione, intagliò niesi, il quale da Marco Lucullo fu in legno una Giunone nel Tempio trasportato in Roma negli Orti di di Corinto: fiori nell' Olimp. 87. Servilio. Lavorò aurighe, quadrighe Callon Eleo, Callone, e Callos, tutcavalli, Esculapj in bronzo, in marti tre Statuarj sono nel Giunio fol. 45. mo ed in avorio, legati in oro. JuCANACO Sicioneo Statuario gettò nius fol 41. Statue di metallo, intagliò in avoCALCOSTENE Statuario intagliò Lottario, ed in oro, ed incise in marmo. tori, e Comici. Jun. fol. 49. Fiorì nell'Olimp. 95. Plin. lib. 34 CALLIA ATENIESE (secondo Teofracap. 8. sto) negli anni 249. dopo l'edificazione di Roma pensando di cavar CANTARO Sicione Statuario Scolaro d'Eutichide: vi su un altro oro dalle arene, che rosseggiavano Cantaro Vasajo. Jun. fol. 46. nelle miniere d'argento, ritrovò il CARETE, CALETE, O CHARES Statuaminio: ben'è vero però, che prima rio di Lindo discepolo di Lisippo era stato ritrovato in Ispagna, m. in dodici anni formò di bronzo il duro, ed arenoso. Borghini fol. 210. famosso COLOSSO DI RODI alto Furono parimenti di tal nome uno 70 cubiti, di valuta 300. talenti Statuario, ed un Architetto nomima durò poco tempo la gloria di nati dal Giunio a fol. 43. sì grande Statua, annoverata fra le CALLICLE Statuario Megarense scolpi sette Maraviglie del Mondo, se doi ritratti dei Filosofi, fece un Giopo 56. anni, correndo l'Olimpiade ve, ed altre figure. Callicle Pittore 138. fu atterrata dal tremuoto. Judipinse in picciolo. Jun. fol. 46. nius fol. 50. CALLICRATE Scultore lavorò formiche; ed altri animali d' avorio in forma CARMANE Scolaro d'Eufranone Pittore non ignobile. Plin. lib. 35. cap. 11. sì minuta, che era una maraviglia CARISTIO Pittore di Pergamo. Jun. il vederli. Un Pittore, ed un Arfol. 84. chitetto di tal nome sono nel Giunio CARTA Statuario Spartano fu Maestro fol. 44. vedi Mirmecide. d'Euchir. CALIFONE Pittore Samio dipinse nel Tempio di Diana Efesina. Paus. lib. CASTORIO, CLAUDIO, NICOSTRATO SINFORIANO, e SIMPLICIO furono 10. fol. 660. famosi Scultori in Roma nei tempi CALIMACO Pittore, e Statuario Atedi Diocleziano (che regnò dal 284 niese su simile ad Apollodoro in non sino all'anno 316.) Imposto loro saziarsi mai dell'opere sue, benchè dall'Imperadore lo scolpire certi Iridotte all'ultima persezione. Fu il doli, mai vollero eseguire tal' ordiprimo, che trapanasse i marmi per ne, anzi condotti alla presenza del iscavare le pieghe, ed i sfondati: simu Architetti di detto Tempio. Jun. simulacro del Sole, acciochè l'ado fol. 51. rassero, protestarono di mai volere CIDIA fiorì nell'Olimp. 104., dipinse adorare manifatture umane, che pegli Argonauti, che con Giasone anrò sdegnatosi il Tiranno ordinò, che darono in Colco per acquistare il fuſsero martirizzati: ed ora le Reli Vello d'oro, e tal pittura fu comquie loro si venerano in Roma nelprata per 144. sesterzj da Ortensio Ola Chiesa dei Santi Quattro, e si ratore, il quale fabbricò a posta un celebra la festa li 8. Novembre. Tempio nel suo Toscolano poco IunEx Adone, Breviario Romano, & aliis gi da Roma, oggi chiamato S. MaCEFISODORO Greco figlio del celebre ria di Grotta ferrata Sandrart fol. 64. Prasitele, che fiorì nell Olimp. 104 CIMONE CLONEO Greco addolcì Non solo ereditò le ricchezze patersembianti, investigò le pieghe dei ne, ma ancora la virtù. Si videro manti, fece apparire le vene nei cordi sua mano nel Tempio d'Apollo pi, divisandoli in varie positure, onPalatino in Roma una Latona; a de ne riportò maggior gloria degli Sepolcro d'Asinio una Venere; nel antipassati Pittori. Ridolfi par. 1. fol. le Logge di Ottaviano, entro il Tem5. Borgh ni fol. 268. pio di Giunone, un' Esculapio, ed CLAUDIO Santo Martire: vedi Castorio. una Diana; in Pergamo d'Asia, una Statua, le di cui mani erano più CLEANTE di Corinto (secondo quelli, che scrivono essere principiata la simili alla carne, che al marmo. Pittura dai Greci di Corinto) fu uDorghini fol. 264. Tre altri vi furono no dei primi inventori, che circondi tal nome, il primo Pittore, che dando l'ombra d'una figura con ur fiorì nell'Olimp. 90. il secondo Stasolo colore la terminasse: altri, che tuario nell'Olimp. 102. e fu quelvollero principiasse la Pittura in Silo, che alzò la maravigliosa Minerva cione d'Egitto, scrivono, che fusse nel Tempio di Giove Servatore falFilocle Egiziano. Questi Pittori d bricato nel Porto d'Atene, ed il un solo colore, e di una sola linea terzo Statuario, e formatore dei richiamavansi Monocromati. Borghini tratti dei Filososi nell'Olimp. 120. fol. 266 Jun. fol. 49. CLEARCO Reginio Plastico discepolo CENO Pittore di scuderia, d'arme, e d Euchir Corintio. Junio fol. 86. di stemmi, e di geroglifici. Plin. lib. CLEOFANTE di Corinto stimato il pri35. cap. 2. mo, che ritrovasse i colori: ma è in CEREA: di tal nome furono un' Orefidubbio se fusse quello, che andò a ce, ed uno Statuario. Chereas, e Roma con Demarato Padre di TarDiadea riuscitono bravi nell'arte quinio Prisco, allorachè fuggendo mecanica; combatterono con Alesira di Cipselo Principe di Corinto sandro, ed acquistarono il sapere da passò in Italia. Eorghini fol. 266. Polide di Tessalia. Jun. fol. 48. e 51 CEREFANE dipinse opere lascive. Plut. CLEOMENE d'APOLLODORO Ateniese sta inciso nella bellissima VENERE de poetis audiendis. dei MEDICI, che serbavasi in RoCHERSIFRONE primo Architetto del ma nel Giardino dei Serenissimi di TEMPIO DI DIANA EFESINA, che Toscana, ed ora trovasi nella Galfu terminato in 220. anni da tutta leria di Firenze. Dati fol. 116. Di tal l'Asia: era di lunghezza 425. piedi, nome vi furono uno Statuario, ed 220. di larghezza, stabilito sopra un Architetto. 128. colonne, alte 60. piedi. CreCLEOTA, Cleocare, Clesia, Clito Stasisonte Gnosio, Metagene suo figlio, tuarij. Cliade Mecanico, e Clistene Peonio, Demetrio &c. furono altri CRATINO Padre, e Maestro d'Irene Architetto, sono nel Jun. fol. 51. che dipinse nel Tempio di Cerere CLEONE da Plin. lib. 34. cap. 8. annoveBorghini fol. 286. rato fra quegli Statuarj, il genio CRATONE di Sicione fu primo Invende' quali era riportare in marmo I tore del grafire; altri dicono, che effigie de Filosofi, fu parimenti Pitfusse Sauria Samio, il quale circontore, e dipinse Admeto Re della scrisse in terra un Cavallo ombreg Tessaglia. Sandrart. fol. 75. giato dal Sole. Jun. fol. 56. CLESSIDE non essendo stato accettato CRESILLA Scultrice: dovendosi scolpidalla Regina Strattonica con quell re a competenza d'altri Maestri setonore, che se gli doveva, sdegnato te Amazoni, per ornamento del la dipinse prostituta agli abbracciaTempio di Diana Efesina, riportò il menti d'un pescatore, del quale terzo onore, essendo stato dato il correva voce ne fusse invaghita, e primo a Policleto, ed il secondo a questa tavola l'appese al Porto de Fidia. Borghini fol. 259. Mare, dal quale subito partì. Non CRITIA: di tal nome furono due Stavolle la Regina, che detta pittura tuarij, uno de quali fu chiamato si levasse da quel luogo, perchè in Critias Nesiotes emolo di Fidia essa era maraviglioſamente ritratta Jun. fol. 57. Borghini fol. 285. Sandrart fol. 77. COLLOCROTICO antichissimo Pittore CTEFICLE Scultore. Ctesilao formò un' Amazone ferita. Jun. fol. 58. riferito dal Lomazzo. CTESIDEMO noto per la pittura dell COLLOTA Pittore di Teio. COLLOTA espugnazione dell'Occhalia Città delStatuario ajutò il suo Maestro Fidia nel lavoro del famoso GIOVE OLIM la Beozia, Reggia degli Euriti. PICO. COLLOTA Pario Statuario diSandrart fol. 75. scepolo di Prasitele. Jun. fol. 34. CTESIOCO Pittore Scolaro, e fratel10 d'Apelle. Jun fol. 58. CONONE primo Inventore di lavorare vasi di terra. CONONE Colonèc Pittore inalzò l'arte, ed ebbe molAFNE da Mileto, e PEONIO di ti Scolari. Jun. fol. 54. CORIBA discepolo di Nicomaco TebaEfeso amendue Architetti, fabbricarono il TEMPIO D'APOLLO Mino Statuario. Sandrart fol. 78. lesio d'ordine Jonico. Jun. fol. 72. CORINTIA Vergine figlia di Dibuta de Sicionèo, fu la prima, che con DAIFRONE, DEMOCRITO, e DEMONE l'ombra d'un lume segnasse nel muStatuarij, fecero i ritratti de Filosofi, ro un profilo d'un suo amante, che Jun. fol. 71. poi riempiuto di creta dal GenitoDAMEA Statuario di Clitore (Castello re, che lavorava di plastica, servì nell'Arcadia) fu Scolaro di Lisippo: gran tempo in Sicione per esemplaun altro DAMEA da Crotone Statuare, dal quale l'arte andossi perfe rio vien registrato da Paus. lib. 6. zionando. Jun. fol. 55. fol. 369. CORNELIO Pino Romano, con Attio DEDALO Ateniese da Pausania stimaPrisco dipinse per l'Imperadore Vesto figlio di Mitione di regia stirpe; pasiano ne' Tempj dell'Onore, e da Severo è creduto figlio d'Eufedella Virtù. Sandrart fol. 83. mio; e da altri Autori di EpalaCRATERO Pittore, e Comico dipinse mio: riuscì insigne Fabbro, Statuanel Pompejano d'Atene. CRATERO rio, Disegnatore, Astrologo, MacStatuario adornò di bellissime memochinista, Ingegnero, perito universale nella meccanica, ed Inventore rie i Palagi Palatini de' Cesari. di varj istromenti. Credesi, che riJun. fol. 56. cevesse in dono la scienza da Midichiarandosi dilicato Pittore, Prinnerva. Ucciso Perdice suo nipote, cipe della Pittura, e discendente di che tentava superarlo nell' invenzioApollo. Sandrart fol. 60. ne; fuggì con Icaro il figlio in DIADES: vedi Cerea. Candia, dove dal Re Minos fu te- DIBUTADE fu il primo, che aggiunneramente amato; ivi inalzò supergesse a' Monocromati il colore rosso, bissime fabbriche, inventò ingegnoe col gesso sul viso formasse ritratsissime macchine, e compose il meti di terra. Borghini fol. 70. morabile LABIRINTO DI CRETA: DILLO, ed AMICLEO Statuarj di Corinto, lavorarono sempre di comFiorì Dedalo ne tempi de' sopradetti Regnanti, ovvero 1120. anni avanpagnia le Statue loro. Paus lib. 10. ti la venuta di Gesù Cristo, como fol. 633. nota il Sandrart. Un altro DEDA- DINIA uno de' primi Pittori MonocroLO Statuario figlio, e Scolaro di mati, allo scrivere di Plinio, fiorì Patrocle Sicionòo registra Pausania: avanti le Olimpiadi. Jun. fol. 75. il tutto vedi nel Jun. fol. 62. DINOCRATE Architetto diede il segne e le misure ad Alessandro Magno DEMERATO di Corinto venne in Itaper la fabbrica della Città d'Aleslia con Eucirapo, con Euchir, sandria in Egitto. Fiorì nell'Olimcon Eutigrammo Maestri di plasti piade 112. Jun. fol. 75. ca, e da questi si sparse l'arte per DINOMEDE Statuario fiorì nell'Olimtutta l'Italia, particolarmente per piade 95. Plin. lib. 34. cap. 8. l'Etruria, dove fiorì per gran tem DINOMENE Statuario fece le Statue di po. Borghini fol. 255. Protesilao, e di Pittodoro Lottatori. DEMETRIO RE insigne fabbricatore d Jun. fol 77. macchine. Di tal nome furono un DINONE Statuario Scolaro di PolicleCrefice, un Architetto del Tempio te. Jun. fol. 77. di Diana, un Pittore del parlatore e catedratico, ed uno Statuario, che DIODORO Pittore. DIODOTO Statuario. Jun. fol. 78. fece la Statua di Lisimace Sacerdo tessa, la quale servì 60. anni nel DIOGENE Pittore visse nella Corte del Tempio di Minerva. Jun. fol. 73. Re Demetrio, DIOGENE Statuario DEMOFILO, e GORGASO Pittori, diAteniese per ordine di Marco Agrippinsero nel Tempio della Dea Cepa lavorò nel PANTEON, oggi norere in Roma, e sotto le Pitture minato la Rotonda. Jun. fol. 78. loro scrissero molti versi. Borghini DIOGNETO misuratore, ed Ingegneto fol. 256. DEMOFILO altro Pittore stid'Alessandro Magno, DIOGNETTO mato Maestro di Zeusi. Un OrefiArchitetto Rodiano con macchine ce, ed un Architetto di tal nome, ingegnose difese la Patria combate che scrisse i precetti delle protuta da Demetrio, che servivasi per porzioni, sono nel Jun. fol. 74. Architetto d'Eupimaco Ateniese. Vitru. lib. 10. cap. 21. DEMOFONTE Messenio Scultore fece vari Simulacri ne' Tempj più celebra- DIONISTO Rodiano, detto il fiero dall ti. Vi fu ancora un famoso Orefice asprezza della voce, fu Scolaro di di tal nome. Jun. fol. 72. Aristarco. DIONISIO Colosonio, detDEMONE Ateniese coetaneo di Zeusi, to Dionisiodoro. DIONISIO chiamato e di Parrasio, nell'Olimp. 93. diAntropofago, perchè dipingeva sopinse opere varie, in ispecie una lamente Uomini; questi tre furono Cibele, la quale Tiberio pagò 60. Pittori. DIONISIO figlio di TimarSestercj per adornare il suo Gabinetchide, su Statuario, e lavorò nella to; fu milantatore dell'arte sua, Dea Giunone, che stava nel Tem r 4 4 40 DORICLIDE: vedi Medonte. pio sotto i portici d'Ottavia in Roma. DIONISIODORO Statuario Scolaro di DUNSTANO Uomo di santa vita, e annoverato fra' Beati; fu Artefice Critia: li vedi tutti nel Jun. fol. 79. meccanico, ed Intagliatore; menDIOSCORIDE uno de' più celebri Cotre esercitavasi nel terminare un caniatori, ed Intagliatori in gioje, che lice d'oro, il Demonio in ispecie fiorissero in Roma al tempo d'Otcorporale l'andava tentando, il che taviano Imperadore, il quale fra comptendendo in ispirito il Santo, tanti Scultori lo scelse, acciocchè con le tenaglie infocate pigliollo per formasse in una gioja il suo ritrat il naso, né lo lasciò sinattantochè to. In picciolo sigillo intagliò panon ebbe l'opera finita. Cronicon Joan. rimenti il ritratto di Cesare AuguBromton col. 878. lin. 64. sto, e di questo se ne serviva pe firmare le lettere Regie. Al giorno CATODORO con SOSTRATE amend'oggi fra le preziose antichità de L due Statuarj fusero una bellissima Re Cristianissimo vedesi la testa di Minerva Alifera di bronzo. Polib. Solone eccellentemente intagliata in lib. 4 fol. 340. lit. D. ametisto, con certi caratteri greEFORO Efesino Maestro d'Apelle, prici, che formano il nome di Diosma di Panfilo. Jun. fol. 84. coride. Visse negli anni di Gesù Cri EGESANDRO è riportato dal Lomazzo sto. Jun. fol. 80. in vece d'Agesandro; lavorò nel DIPENO, e SILLO de' primi Scultori LAOCOONTE, come si è detto. Cretensi, che fiorirono nel tempo EGIA Statuario, emolo di Fidia, fiori che regnavano i Medi, cioè nell' nell'Olimpiade 83. Jun. fol. 94 Olimpiade 50. Chiamati in Scione EGINARDO, OVVero EINARDO Archida quel Pubblico per la fabbrica d' tetto, chiamato il Magno per la alcune Statue degli Dei, restarono sublimità della scienza nell'Archiin tal modo disgustati da quai Potessura: Servì a Carlo Magno, e di poli, che lasciarono l'opera imperordine di quegli eresse fabbriche mafetta, e si partirono per Etolia; gnifiche. Jun. fol. 82. fioriva nel 780. dopo di che successe tal carestia, che ricorrendo ad Apollo n'ebbero ELADA Statuario Argivo, Maestro di Fidia. Jun. fol. 83. Vedi Golada. in risposta, che non sarebbe cessata sinattantochè non fussero richiamati ELENA Pittrice Egiziana, figlia di Timone, dipinse la Battaglia Issica, gli Scultori a terminare gli Dei. la quale Vespasiano collocò nel TemRicercati adunque con isquisita dipio della Pace. Jun. fol. 94. ligenza, con premj, ed onori, diedero fine alle Immagini d'Apollo, ELIO Adriano: vedi Adriano. di Diana, d'Ercole, e di Minerva, ELIODORO Statuario fece molte Statue di Cacciatori, d'Armati, di Sae ritornò l'abbondanza. Ecco quancerdoti, e di due Lottatori, che to può fare il Demonio! Borghini furono posti nel portico d'Ottavia. fol. 257 Jun. fol. 94. DONTA Lacedemone Statuario Scolaro di Dipeno, e di Sillo; l'opere ELOTTA Scultore, e Pittore d'Etolia dipinse Giunone nel Tempio d'Ardi costui si videro nel tesoro d'Otdea, e sotto vi scrisse carmi latini. tavia in Roma. Paus. lib. 6. fol. 380 Sandrart fol. 79. DOROTEO Pittore lavorò per Nerono Imperadore una tavola, che fu so- ENDEO Statuario Ateniese, Scolaro di Dedalo, seguitò il Maestro in Crestituita in luogo d'una Venere conta, e condusse una Minerva, sottosumata dal tempo nel Tempio di scrivendovi il proprio nome. EnCesare Padre d'Augusto. Plin. lib. 35. DIO B•2 cap. 10. DIO fu un altro Statuario, una MiEVANTE Pittore dipinse in due tavole nerva del quale tutta d'avorio fu Andromeda, e Prometea. Jun. fol. 81. da Augusto cretta nell'ingresso della EUBIO Scultore Tebano, lavorò un sua Porta. Jun. fol. 83. Ercole di candida pietra. Paus. lib. 9. ENOS figlio di Seth, fu inventore delfol. 558 le Immagini, e de' Padiglioni: moEBULIDE Scultore Padre d'Euchir rì l'anno della creazione del Mondo fabbricò un Apollo. Paus. lib. 1. fol. 4. 1140. e visse 905. anni. Cronistoriae EUCADMO Statuario insegnò ad Andel Padre Timoteo da Termine Carmelidrostene. Jun. fol. 86. tano lib. 1. fol. 42. EUCHIONE Pittore, e Statuario Grecc. ENTOCO Statuario fece un Simulacro fiorì nell'Olimpiade 107. fu nobile di legno. Paus. lib. 2. fol. 119. Pittore, e benchè adoperasse solo EPIMACO Architetto Ateniese: vedi quattro colori, dipinse egregiamenDiogneto. te tragedie, comedie, e SemiramiEPITINCANO. In una gemma, nella de, che acquistava il Regno da una quale è intagliata la testa di Mardamigella. Plin. lib. 35. cap. 10. cello nipote d'Augusto, ed in un EUCHIR cognato di Dedalo fu Invenaltra, in cui è effigiato Germanico, tore della pittura in Grecia (per leggesi Epitincano faceva: Amenduo quanto ne scrive Aristotile.) EUCHIR queste gemme sono riferite da FulScultore Ateniese figlio d'Ebulide vio Orsini, dal Fabri, e dal Dati fol. 118. scolpi Lottatori, Armati, CacciatoERACLIDE Macedonio, Scolaro di Car ri, e Sacerdoti al Sacrificio. EUneade, dipinse Navi: andò col Re CHIR Plastico Scolaro di Carta: vedi Demerato. Jun. fol. 86. Perseo in Atene, dove fioriva Metrodoro, ed ivi morì. Sandrart fol. 75. EUCLIDE Scultore Ateniese. EUCLIDE Scultore Egineta, Padre di SiERACLIDE Tarentino Architetto milo, che fece il Simulacro di GiuERACLIDO Focese Scultore, sono nel none nel Tempio di Samo. EUCLIJun. fol. 94. ERIGONO macinatore di colori nella de Pittore, chiamato ancora EUTIScuola di Nealce, tanto s'approfitCHIDE, dipinse la Vittoria sopra un tò nella Pittura, che superò gli alcarro tirato da due Cavalli. Eutri compagni. Sandrart fol. 78. CLIDE Megarense Geometra, che su ERMODORO Salamino Architetto, con a' tempi di Socrate, ed un altro suo disegno stabilì il TEMPIO DI EUCLIDE juniore Geometra usitato tutti sono nel Jun fol 86. MARTE nel Circo Flaminio, Jun. EUDORO dipinse opere sceniche, e la fol. 95 ERMOGENE Alabandeo Architetto, die sciò qualche memoria ne' bronzi. Sandrart fol: 77. de in luce un Volume del Tempic EVENORE d'Efeso Padre, e Maestro Jonico di Diana. ERMOGENE Pittodi Parrasio illustre Pittore, che fiore Affricano. ERMOGENE Citerejo rì 420. anni avanti Gesù Cristo. Statuario sece un Apollo di bronzo Dati fol. 44. in Corinto. Jun. fol. 96. EUFRANORE d'Istmo, Scolaro d'AriERMOLAO Statuario adornò i Palagi Palatini de' Cesari. Jun. fol. 96. stide, non solo dipinse, ma figurò ancora in marmo, in bronzo, ed ERONE Seniore Ingegnero, e Macchiin argento: fu Uomo facile nel nista famoso Alessandrino, fiorì 120. apprendere ogni arte; diede quella anni avanti Gesù Cristo. ERONI maestà agli Eroi, che loro si conjuniore scrisse molti Libri circa vaveniva; osservò le proporzioni, e rie cose meccaniche: fiorì nel tempo degradò le figure. Dipinse in Efe d'Eraclio Imperadore, che regnava l'anno 611. Jun. fol. 96. Repo de i Carta / c. Pittori. L'anno 450. dalla fondaso un Ulisse, che addestrava al giozione di Roma, e 302. avanti la go un Bue, ed un Cavallo; dipinvenuta del Redentore nostro, dipinse parimenti in Atene dodici D.i. se il Tempio della Salute: tal died in altri luoghi bellissimi quadri. pinto duro sino all'età di Plinio, Scrisse un Trattato della simetria, come riferisce nel suo lib. 35. cap. 4. e de' colori. Fiorì nell' Olimpiado Sandrart fol. 80. vedi Manilio. 104. Sandrart f. l. 63. EUMARO Ateniese ingegnossi di fare FALERIONE dipinse Silla convertito in mostro, mentre lavavasi in un fonRitratti d'ogni figura, ma con un te, le di cui acque erano state afsolo colore; e però anch'esso fu fatturate da Circe. Sandrart fol. 77. chiamato Monocromate: visse avan ti Bularco, che fiorì nell'Olimpia- FENICE Statuario, Scolaro di Lisip po. Plin. lib. 34. cap. 8. de 18. Sandvart fol. 51. FIDIA Ateniese, littore, e Principe EUPOMPO di Sicione artificioso Pitdegli Scultori, imparò da Ippo tore, e Matematico, divise in tre nell Olimpiade 90. Intagliò in avoordini la Pittura, che per l'avanti rio il famoso GIOVE OLIMPICO, e era in due, cioè Attico, ed Asiati poco dopo in simile materia la tanco, aggiugnendovi il Sicionio: bento decantata MINERVA, alta 60. cuchè avesse riportati i principj da Eubiti; nello scudo di questa v' incise senida; interrogato, qual Maestro la guerra delle Amazoni, e de' Gidegli antichi seguitasse, rispose, la ganti: ne calzari il conslitto de'Lanatura: su Maestro di Panfilo, che piti, e de Centauri: e nella base treninsegnò ad Apelle, e concorrente di Zeusi. Fiorì nell'Olimpiade 93. Santa Dei. Altre Minerye di metallo da lui formate furono venerate ne drart fol. 60. EURIPIDE Pittore, e Scrittore di TraTempj della Fortuna in Roma, e gedie. Jun. fol. 88. Diana in Efeso. Fabbricò una Venere per lo Loggo d'Ottavia; pa EUSENIDA fu Maestro d'Aristide Pitrimenti il BUCEFALO domato da tore di singolare virtù: fiorì nell' Alessandro Magno, a competenza Olimpiade 110. Plin. lib. 35. cap. 10. dell'altro di Prasitele, in figure giEUTICHIDE Scultore da Mileto, dava gantesche, che in oggi s'ammirano grande speranza, ed era vicino ad nel Monte Palatino, in faccia alla uguagliaisi a Prasitele, se morte im Porta del Palagio Papale, con ismatura non lo rapiva al Mondo, crizione; Opus Phidiae, Opus Praxicompiuto che ebbe il terzo lustro tolis; il Borghini fol. 258. il Dati fol. EUTICHIDE Statuario siori nell'Olim109. il Sanarart fol. 52. A similitupiade 120. EUTICHIDE Pittore, det dine d'Apelle non si vergognava to EUCLIDE, vedilo di sopra. Jun. esporre al pubblico sindicato le sue fol. 89. manifatture, ed egli starvi dietro EUTICRATE Statuario di Sicione finascosto per correggerle. Scrisse più glio, e Scolaro di Lisipo, su rovolte nel piedistallo delle figure il busto, e più forte del Padre nelle nome de' suoi Scolari. Fu de' primi epere sue, visse nell'Olimpiade 120. che lavorasse di basso rilievo. EbPlin. lib. 34. cap. 8. be molti competitori in Atene, che EUTIGRAMMO: vedi Demerato. però accusato da quelli d'avere tra fugato quantità d'oro nella fabbrica d'una Statua, purgò la calumnia Abio Massimo Cavaliero Romano col disfare l'opera; onde gli emoperito nella legge, nelle lettere li convinti, si levarono dal Mondo umane, ed antiche, e Principe de rio, lavorò con celerità, e ritrovò col mezzo del veleno, per non sogvia più spedita degli altri nel digiacere a pubblica infamia. pingere. Plin. lib. 35. cap. 10. FILEOS Architetto scrisse un Volume sopra la fabbrica del Tempio di FRADMONE Statuario Argivo, con Dedalo, Policleto, ed Agelade fabbriMinerva. Vitru. in procem. lib. 7. cò il Tempio al Dio tutelare degli FILESIO Statuario d'Eritrea, fece due Orti. Pauslib. 6. fol. 358. Giovenchi di bronzo in Elide. Paus. FRILLO ebbe grido di gran Pittore in fine lib. 4. nella 90. Olimpiade. Ridolfi part. 1. FILISCO Pittore dipinse la bottega di fol. 5. un Pittore con un fanciullo, che soffiava nel fuoco. Plin. lib. 35. cap. FRINONE Statuario, Scolaro di Policleto. Jun. fol. 164 11. FILISCO Statuario Rodiano scolFUFFIZIO, detto ancora SUFFITIO, fu pì nel Tempio sotto i portici d'Otil primo, che dasse in luce un Votavia un Apollo, una Diana, e le lume d'Architettura in Roma. Vinoye Muse. Plin. lib. 36. cap. 5. il tru. in procem. lib. 7. Borghini fol. 265. non distingue l'unodall altro. FILOCARE, O FILOCLE Pittore EgiSALATO, detto ancora GELATO, ziano, uno de' primi, che dasse alla Pittore, dipinse Omero, che voluce i barlumi della pittura a simitaya un fonte d'eloquenza; e militudine di Cleante in Corinto, tutti i Pittori correvano a bere di come si è detto. Borghini fol. 266. quell'acque. Eliano lib. 13. Jun. fol. 163. GELADA, detto ancora ELADA: vedi FILOMACO laveratore in marmo, meElada. morato da Suida per un Simulacro d'Esculapio con diligenza lavorato. GEMINO Greco Matematico, e prospettivo, riportato dal Lomazzo nel Jun. fol. 163. suo Trattato di pittura a fol. 263. EILONE Architetto di Disanzio molto lodato dagli Ateniesi per il disegno GIGE, nato in Lidia (Provincia dell' Asia minore) portò l'arte pittorica di quel famoso PORTO D ATENE in Egitto; e fu de' primi, che secapace di mille Navi. Diede in lugnasse le figure. Convengono gli ce un Volume delle proporzioni de Scrittori, che la Pittura nascesse Sacri Tempj: un altro dell'Armadall'ombra del Sole, o del lume, mentario navale, che sabbricò nel la quale dintornata con uno stilo, Porto Pireo: un altro delle fabbrio con carbone facesse apparire abche, delle Torri, de' muri, e de bozzi delle figure, alle quali col luoghi muniti, con le regole militempo furono aggiunti i chiariscutari per l'offesa, e difesa; scrisse ri, e la diversità de' colori, che diancora delle macchine. Jun. fol. 162. stinguono le parti; come dottamen163. Registra parimente un altro te scrive il Sandrart, ed il Ridolfi FILONE Statuario, che esercitossi in nella part. 1. fol. 4. lavorare Lottatori, Cacciatori, e GIZIADE Statuario Lacedemone, fece Sacerdoti al Sacrificio. il Tempio di Minerva, e la di lei FILOPINACE, sopranome imposto ad Statua di bronzo. Paus. lib. 111. fol. un Pittore, che arse d'amore per 193. S 196. bella fanciulla Eritrea, da lui diGLAUZIA Statuario Egineta, fece un pinta. Jun. fol. 163. vedi Pigmalione. carro, e sopra d'esso la Statua di FILOSENO Eretrio Greco, Scolaro di Gelone. Jun. fol.91. Nicomaco, dipinse al Re Cassandro la battaglia d'Alessandro con Da- GLAUCO di Chio, nell' Olimp. 25. su Sien an Cux ### 1 del Tempio Dorico di Minerva, che il primo, che ritrovasse il modo di è nella Rocca di Atene. Fiorì a' temunire il ferro. GLAUCO Artefice inpi di Pericle. Strabo lib. 9. fol. 385. gegnoso di Samio. GLAUCO Lemnio insigne Statuario. GLAUCO Argivo IDEO Pittore è nominato da Xenofonte nel lib. 6. Statuario. GLAUCO fabbricatore di IERONE: vedi Tlepolemo. Navi: tutti sono nominati dal Jun. IFI figurò Nettuno, e la Vittoria. fol. 92. Sandrart fol. 77. GLICERA Pittore di Sicione notato dal IGENONE fu antichissimo Pittore MoLomazzo nocromato. Jun. fol. 98. GLICONE, O GLAUCONE Ateniese, fu ILARIO Bitinio fiorì in Atene nella memorabile per il famoso ERCOLI. pittura, e fu ammirabile nell'espriFARNESE (così detto, perchè sta eretmere le faccie degli Uomini: fu emoto nel Cortile de' Serenissimi di Parlo d'Eufranore: restò con tutta la ma in Roma. ) Quanto sia tremensua famiglia ucciso da Barbari sotto da, bene intesa, risentita, dintornaValente Imperadore. Jun. fol. 97. ta, e muscolata questa Statua, lo JON Statuario fiorì nell'Olimp. 114 dicano tanti Intagliatori, tanti PitJun. fol. 101. tori, e tante stampe, che mai si soIPATODORO Statuario fiorì nell'Olimp. no saziate di darla in luce: Dirò so112. Paus. nel lib. 10. fol. 6. narra le lo, che ritrovata senza gambe, suopere, che fece. darono i nostri secoli a rifarle; e fu IPPO, O HIPPIAS Statuario, e Mael'artefice Fra Guglielmo della Porstro di Fidia. Iun. fol. 97. ta ( come si dirà nella seconda parte). Furono poi ritrovate le proIPPODAMAS Architetto di Mileto, fabprie gambe l'anno 1560. ma il Buobricò agli Ateniesi il Pirèo. Jun. naroti stimò bene non doversegii fol. 97. IRENE figlia, e disceposa di Cratino mutare, per il bello accompagnadipinse una fanciulla nel Tempio di mento, che gli facevano le moderCerere. Borghini fol. 286. ne. Dati fol. 117. ISIDORO Milesio, Architetto, ed InGORGASO, e DEMOFILO Pittori, lagegnero di Giustiniano Imperadore. vorarono figure di terra, e di pieISIDORO Nipote del sopradetto sertra: dipinsero nel Tempio della Dea vì al medesimo Imperadore nelle Cerere in Roma, e descrissero in fortificazioni della Città di Zenoversi i loro dipinti. Borghini fol. 256. bia. ISIDORO Statuario fu sommaGORGIA Statuario, fiorì nell Olimp. mente lodato per l'Ercole intaglia87. Plin. lib. 34. cap. 8. to in Pario. Jun. fol. 102. GRILLIONE Scultore è nominato da Laerzio nel lib. 5. ADEONE Pretore, Console, e Pittore ADES Statuario, e condiscepolo di Romano. Ridolfi part. 1. fol. 12. Zeusi Scultore; furono amendue allievi di Silanione; fiorirono nell' LACHES Statuario Lindo, fece il CoLOSSO DEL SOLE IN RODI; queOlimp 114. Plin. lib. 34. cap. 8. sto Laches è chiamato ancora ChaICANO Statuario, lavorò Lottatori, res, del quale se n'è parlato in CaArmati, Cacciatori, e Sacerdoti. Plin. lib. 34. cap. 8. rete. Jun. fol. 103. LACONE Statuario fiorì nell'OlimpiaJETIMO Architetto fabbricò i Tempi de 87. Plin. lib. 34. cap 8. d'Apollo nel Monte Gorilio, e di Cerere in Eleusi: Scrisse un Libro LAIPPO Sicionèo Statuario, figlio, e pittura, e privilegiato da AlessanScolaro di Lisippo: fiorì nell'Olimp. dro Magno come Apelle, cioè d' 120. Jun. fol. 104. avere egli solo la gloria di scolpirLALA Cizena Vergine Vestale, dipinlo in marmo, o bronzo: fu scolaro se, e scolpì in avorio i Ritratti di d'Eupompo; e riferiscono gli Aumolte Matrone Romane, e dallo tori, che perfezionasse sino 610. specchio ne cavò il proprio semOpere: fiori nell'Olimpiade 112. biante: non vi fu a suoi tempi penSandrart fol. 60. nello più spedito del suo; quindi è, LISISTRATO di Sicione Statuario, e che per la conservata virginità, e fratello del sopradetto Lisippo, fu per la gloria di tante virtù, gli fu il primo, che gettasse di cera, foreretta una Statua, che oggi vedesi masse di gesso, e facesse figure al nel nobilissimo Museo Giustiniano naturale, ritraendo dal vero. Quein Roma: fiorì al tempo di Marco sto modo di modellare venne tanto Varrone, cioè 33. anni avanti la in uso, che niuno Maestro gettava venuta del nostro Redentore. San in bronzo, se prima in tal modo drart fol.85. non avesse fatto prove diverse. BorLEARCO Statuario Regina, fuse di ghini fol. 255. Jun. fol. 117. bronzo il più antico Simulacro di LUCIO MANILIO, o MALLIO celebre Giove, che mai fusse di tal matePittore in Roma, invitò seco a ceria fabbricato. Paus. lib. 111. fol. 194. na Servilio Geminio, il quale veLEOCARE Flisco Rodiano Scultore, e dendo i figli del Pittore assai diforStatuario: vedi Briassi. mi, Lucio, gli disse, tu pingi molLEONIDE scrisse varj Precetti della to bene, ma scolpisci molto male prospettiva. Vitru. in procem. lib. 7. a cui rispose, sappi, che dipingo di Questo Leonide da Plin. nellib. 36. a giorno, e scolpisco di notte. Macrocap. 5. è chiamato Leone Saffo. Ibio ne' Saturnali lib. 11. cap. 2. NIDE Pittore Antedoniese fu scolaLUDIO Romano grande Inventore, e ro d'Eufranore. Jun. fol. 106. primo, che dipignesse in muro Cit LEONTISCO è memorato da Plin. ne. tà terrestri, maritime, ville, camlib. 35. a cop. 5. per la pittura d'Ara pi, selve, fiumi, alberi, fiori, frutto victorioso. ti, caccie, pescagioni, e navigaLEONZIO Statuario è nominato dal zioni, coll'introduivi Uomini, DonLomazzo nel Trattato di pittura a fol. ne, ed Animali in varie forme, c 563. attitudini scherzanti. Fiorì ne temLICIO Statuario siglio di Mirone, fu pi di Cesare Augusto, Borghini. Pliscolaro di Policleto: le opere sue nio. Sandrart fol. 83. sono descritte da Paus. lib. 5. fol. 331. LISIA in una sola pietra fece un carro con quattro Cavalli, e sopra VALA di Chio Isola dell'Arcipe Apollo, e Diana: quest'opera fu M lago: vedi Antermo. memorabile, non solo per la belMANDROCLE Architetto di Dario. lezza, ma ancora per essere stata Jun. fol. 118. conſecrata da Auguſto ad Ottavio suo Padre, sopra il Monte Palati- MANILIO: vedi Lucio, e Fabio Massimo, che fu detto anch' esso Manino. Borgh ni fol. 265. L150 di Macélio; questi per l'eccellenza de' quadania, e LISON amendue Statuar, dri, che dipinse nel Tempio della sono nel Jun. fol. 117. Salute, riportò la gloria, che tutti LISIPPO Sicioneo illustre Pittore, Stai Fabj successori fussero cognominati tuario, Scultore, Inventore della Pittori. Borghini fol. 43. quadratura de' corpi, Scrittore di MAR. a. vero Azzio cel. oltre un Filosofo, ed uno StatuaMARCIA di Marco Varrone Pittrice, rio. Sei altri Pittori di tal nome ritrasse molte Femmine Romane registra Laerzio nel Lib. 6. con la velocità del suo pennello superò Sopilo, e Dionisio. Borghini MENODORO Ateniese Scultore, lavorò Lottatori, Soldati, Cacciatori, e fol. 186. Sacerdoti al Sacrificio; di sua maMARCO LUDIO, sebbene oriondo di no oggi conservasi in Tebe un CuEtol a, detto però Romano: vedi pido ad imitazione di Prasitele Ludio. Paus. lib. 9. fol. 581. MECOFANE Scolaro di Pausia, fu diligente Pittore, ma diede nel cru- MENNONE Architetto in Echatania, Città nella Media; fabbricò il PAdo, e duro. Sandrart fol. 75. LAGIO DEL RE CIRO di pietre diMEDONTE Lacedemone Statuario, verse legate in oro, e si considera fratello di Doriclide, amendue imper una delle sette maraviglie del pararono l'arte da Dipeno, e da Mondo. Jun. fol. 110. MENNONE EgiSillo. Paus lib. 5. fol. 319. ziano antichissimo Pittore, StatuaMECALE Statuario, con Antifilo, e Porio, e Custode delle sacre Immagi teo lav orarono nel tesoro de' Carni. Furono così belle le sue Statue, taginesi, vicino a Sicione. Jun. fol. 119. che percosse da raggi del Sole naMELAMPE Architetto, scrisse i Precetscente, sembrava, che movessero il ti delle proporzioni. Vitr. in proce. lib. 7. labbio per articolare le parole. Nel MELANZIO, O MELANTE di Sicione SEPOLCRO DI SIMANDIO RE DELL condiscenolo d'Apelle nella Scuola EGITTO (di circuito un miglio) di Panfilo, riuscì insigne per i fonformò tre altissime Statue, una deldamenti pittorici; le opere sue fule quali avea il piede di misura rono comprate da Tolomeo Re di che oltrepassava i sette cubiti, coEgitto con esorbitantissimi prezzi. me rapposta il Sandrart nella vita di Sandrart fol. 66. Scrisse varj Precetti Gige Lidio a fol. 49. ed il Torbone nel lidella pittura. Jun. fol. 120. bro delle Statue a fol. 56. MENECMO (dal Lomazzo) detto MENECHINO antico Statuario, fece una METAGENE Gnosio Architetto, figlio di Ctesifonte, lavorò nel Tempio di Diana cacciatrice d'avorio legato Diana Esesina insieme col Padre. in oro; scrisse dell'arte sua, e fio Jun. fol. 123. vedi Chresifrone. rì nell'Olimpiade 87. Paus fol. 433. MENELAO è nome, che sta intagliato METICO Architetto, fece la piazza di Atene, denominata dal suo nome in due Statue congiunte d'una MaPiazza Metica. Polluce lib. 8. cap. 10. dre, e di un figlio, che si stimano essere simbolo dell'amore reciproco, METODIO Monaco Romano, Predicatore, Scrittore Ecclesiastico, Uo e sono nella Città di Roma nel mo venerabile, di santi costumi, e Giardino Aldobrandini a Monte MaPittore insigne. In certa battaglia. gnanapoli. Dati fol. 118. che Bogalo Re de' Bulgari diede a MENESTRATE Scultore di chiaro nome suoi nemici, restò fra gli altri prinel Tempio di Diana Efesina, fece gionieri in potere del Re. Questi tandi marmo un Ercole, ed un Ecate to si compiacque della di lui elotanto rilucente, che i Sacerdoti avquenza, che l'ammise a famigliari vertivano quelli, che entravano, a discorsi. Con tale occasione, desio non fissarvi troppo lo sguardo, per so Metodio di guadagnare quell'ani non restare abbagliati. Borghini fol. ma grande al Cielo, più volte in264. trodusse materie di Santa Fede, ma MENIPPO: di tal nome furono due tutto in vano; diede pertanto di Pittori, memorati da Apollodoro, piglio a' pennelli, e segretamente zo, gettò Animali, Satiri, Dei, dipinse il Giudizio universale, imUomini, ed in spezie quel bell' Erpegnando ogni studio nell'esprimere cole, che era in Roma nel Palagio Gesù Cristo fulminante con l'eterdi Pompeo Magno; fu scolaro di na sentenza i dannati. Introdotto Agelide, e riuscì mirabile nello scolBogalo alla vista di sì terribile spetpire le teste, come Prasitele le bractacolo, rimase inorridito, e più che cia, e Policleto il petto. Fiorì nell' mai confuso al racconto di que Olimpiade 87. Borghini fol. 264. Jun. tremendo mistero; che però infiamfol. 127. MIRONE Statuario di Limato d'un santo ardore, con mol cia, scolaro di Policleto. Plin. lib. ti Cittadini ricevette il Santo Bat34. cap. 8. tesimo l'anno 845. Cedreno fol. 540. MNASISTEO Sicionèto, e MNASISTIriferito dal Jun. nel lib. 1. delle pitture MO figlio, e Scolaro d'Aristide antiche cap. 4. §. 4. sono citati dal Sadrart fol. 78. nella METRODORO Ateniese discepolo di vita d'Elotta Carneade: fu Filososo, e Pittore, e MNESARCO Padre di Pitagora, arti fu mandato dagli Ateniesi a L. Paoficioso Maestro per iscolpire in gemlo per ornare il di lui Trionfo, me; cercò più la lode, che il guaad ammaestrargli i figliuoli: fiorì dagno. Laerzio lib. 8. 166. anni avanti la Redenzione del Muso Statuario, donò alli Popoli di Mondo. Sandrart fol. 76. Corinto un Giove. Paus. lib. 5. fol. 334 MICIADE figlio, e discepolo di Mala Muzto Architetto scientifico, edifice Scultore, che fiorì nell Olimpiade 60. i Tempj della Virtù, e dell'Onore. MICCIO, O NICONE amato scolaro di Vitru. in procem. lib. 7. Zeusi. Jun. fol. 123. MICONE altro Pittore, detto il juniore, Padre, e Maestro di Timarete CAUCERO Statuario fece un LotPittrice. MICONE Statuario, figlio tatore anelante. Plin. lib. 34 di Nicocrate, lavorò Statue equecap. 8. stri, e pedestri. Jun. fol. 124. MICO- NAUCIDE Argivo Statuario, lavorò in NE Principe de Pittori Ateniesi, dibronzo, in avorio, ed in oro; fiopinse la pugna de Centauri, e gli rì con Diomede, Canaco, e Patro Argonauti, che viaggiavano in Colcle nell'Olimp. 95. Plin. lib. 34. cap. 8. co. Questa Tavola fu dedicata al NAUPAZIO: vedi Sodiar. Tempio di Castore. Espresse bene NEALCE accurato Pittore. Valerio Mas. in pittura le battaglie; ebbe un filib. 8. cap. 11. Scrive, che volendo glio per nome Onata, che fiorì nell dipingere la ſpuma alla bocca d'un Olimpiade 83. Sandrart fol. 55. Cavallo anelante, nè riuscendogli MIDONE Solèo, discepolo di Piromarappresentarla al naturale, soprafatco Statuario Macedone. Sandrart to dallo sdegno, avventò nel quafol. 78. dro la spugna, della quale si serMIRMECIDE eccellentissimo, e diligen viva a pulire i pennelli, e percuotissimo Scultore, formò un carro tendo a caso le narici, lasciovvi con quattro cavalli, e la guida di impressa la spuma similissima al veessi, ma così in picciolo, che una ro: non dissimile caso si racconta mosca con l'ali copriva il tutto; d'Apelle. Dati fol.94. similmente formò una nave d'avo NEARCO Padre, e Maestro d'Aristario, che stava nascosta sotto di un rete Pittrice. Borghini fol. 286. ape. Borghini fol. 265. vedi Calicate. NERONE artefice, e lavoratore di gemMIRONE famoso per l'opere di bronme. Jun. fol. 132. NERONE Impe ⛪ migliari se quella mattina avesse radore fiorì nella pittura e nella pransato; di questa pittura il Replastica: Adriano, Alessandro Seve Attalo, e Tolomeo vollero dargli ro, e Valentiniano Imperadori ansessanta talenti (che sono 36000. che essi maneggiarono i pennelli, e scudi d'oro) ma egli volle piuttolasciarono memorie pubbliche in Rosto farne un dono alla Patria. Fioma. Ridolfi part. 1. fol. 12. rì nell'Olimpiade 112. Sandrart fol. 65. NESSO, figlio, e scolaro d'Aberone NICOFANE elegante Pittore si dilettò Pittore. Sandr. in Elotta fol. 78. di colorire fatti antichi, per magNESTOCLE Statuario, emolo di Fidia, giormente eternare la gloria degli fiorì nell'Olimp. 83. Jun. fol. 132. Eroi: fu Uomo impetuoso. Fiorì NEXARIS Architetto, scrisse i Precetne'tempi d'Apelle, e di Protogeti delle Proporzioni. Vitru. in procem. ne. Sandrart fol. 73 lib. 7. NICOMACO Tebano, figlio, e scolaro NICEA Ateniese ebbe gran nome per d'Aristodemo, e fratello d'Aristila franchezza nel dipingere animade: allo scrivere di Plin. lib. 35. cap. li al naturale. Malvasia p. 4. fol. 129. 10. dipinse il ratto di Proserpina, NICEARCO dipinse una Venere fra gli che per molto tempo fu conservato amori, dipinse ancora le Grazie, in Campidoglio, una Venere, un ed Ercole pentito della sua pazzia. Apollo, una Diana, ed altre infiPlin. lib. 35. cap. 11. nite pitture per la franchezza, colNICEO Pittore nato in Costantinopola quale le conduceva. Fiorì nell' li da Madre figlia d'un Etiopo, Olimp. 112. Sandrart fol. 60. pure ella nacque bella, e bianca di colore nostrano, ed egli da detta NICONE Architetto, Padre di Galeno Madre nacque Etiopo. Plin. lib. 7. Prencipe della Medicina. Jun. fol. 135 NICONE Pittorc. Ætianus lib. 7. cap. nat. hist. cap. 12. 38. de Animalibus NICERATO Ateniese Statuario, figlio d'Eutemone, eresse un Esculapionel NICOSTENE Pittore, Maestro di Teodoro Samio, e di Stadio. Plin. lib. Tempio della Concordia in Roma: fiorì nell'Olimpiade 124. Plin. lib. 35. cap. 11. NICOSTRATO Pittore, riguardando e34. cap. 8. statico un'Elena dipinta da Zeusi NICERO Tebano, figlio d'Aristide, e fu interrogato da uno de' circostanfratello d'Aristippo: vedi Aristide ti, che cosa gli fosse accaduto: risNICIA Ateniese, scolaro d'Antidotto fu Pittore di chiaro nome, dipinse pose, non così m' interrogaresti, se avessi i miei occhi. Aelianus var. benissimo le femmine, e fece tanto hist. fol. 14. 47. NICOSTRATO Santo bene a chiaro, e scuro, che l'opeMartire: vedi Castorio. re sue parevano di rilievo; colori una Ninfa Nemea, la quale da SilNINFODORO Ingegnero, e Meccanico: lano fu portata d'Asia a Roma; un scrisse un Libro delle Macchine Vitru. in procem. lib. 7. Bacco, che si vide lungo tempo nel Tempio della Concordia; un GiacinNOTKERO Pittore, e Medico insigne, to, che da Cesare fu condotto di divenne cieco, e visse sino all'ulAlessandria a Roma; in Efeso il cetima vecchiaja, nel qual tempo fu lebrato sepolcro di Megalisia Sacervisitato da Ottone primo Imperadodotessa di Diana; ed in Atene l'Inre nel passaggio, che fece per San ferno d'Omero: fece quest'opera Gallo, ritornando a Roma. Jun. con tanta attenzione d'animo, che fol. 136. mentre la conduceva a perfezione qualche volta chiedeva a' suoi faB 2 OLIAB, OLIAB, e BESELEEL furono Scultori ammaestrati da Dio, de quali si legge nell'Esodo al cap. 31. che li riempì di sapienza, e di scienza nell'operare ciò, che si può fare con l'oro, coll'argento, col bronzo, col marmo, e con ogni sorta di legno. OLIMPIA: Di questa Pittrice non si ritrova altra memoria, se non che insegnasse l'arte ad Autobolo. Plin. lib. 35. cap. 11. OLIMPIOSTENE Statuario scolpì tre Muse in Elicona. Paus. lib. 9. fol. 585 OLIMPO Statuario memorato da Paus. lib. 6. fol. 349. OMFALIONE Pittore, e scolaro di Nicia, fu la delizia, e l'ajuto del Maestro in opere varie. Paus. lib. 6. fol. 276. ONASIA Pittore dipinse alli Platesi Eriganea afslitta per la contesa de figli. Paus. lib. 9. fol. 151. ONATA Pittore, dipinse i muri nel vestibolo dell'Astare di Minerva. ONATA Egineta Statuario, e figlio di Nicone, lavorò per i Popoli di Tasia un Ercole di bronzo; per gli Elei un Mercurio; per 1 Figalensi una Cerere, pagata sei mila scudi, varie statue equestri, e pedestri di sua mano sono in diversi luoghi. Fiorì nell' Olimpiade 83. Sandrari fol. 55. Jun. fol. 137. ONETO Statuario, e TILACO suo fratello lavorarono un Giove. Paus. lib. 5. fol. 333. PA PACUVIO Poeta, Scrittore di tragedie, e Pittore Brundusino dipinse favole, visse in Roma, dove con i suoi pennelli adornò il Tempio d'Ercole in Campo Vaccino; nonagenario mori in Taranto, circa 1 Olimpiade 156. Junio fol. 139. Borghini fol. 43. PANCO Ateniese, detto ancora PANÈO, fratello di Fidia, nelll'Olimpiade 83. dipinse in Elide lo scudo di Minerva, e la Battaglia di Maratona con i ritratti dei Capitani Ateniesi, e Persiani. Sandrat fol. 51. PANCIAS Statuario di Chio imparò 1 arte da Sostrate suo Padre, che visse nell'Olimpiade 114. Paus. lib. 10. fol. 360. Un'altro PANCIO Statuario registra Teofraste. PANFILO di Macedonia discepolo d'Eupompo riuscì celebre per i fondamenti della pittura, delle belle lettere, e dell'aritmetica, e della geometria: non volle insegnar l'arte per minor prezzo d'un talento, o gni dieci anni, ed a simile ragione lo pagò Apelle di lui discepolo. Per l'autorità di costui in Sicione, poi in tutta la Grecia, su ordinato, che i fanciulli nobili, prima d'ogni altra cosa, imparassero a disegnare. Berghini fol. 272. Vi su un altro PANFILO Statuario, e scolaro di Prasitele, citato dal Sandrart a fol. 62. PAOLO EMILIO Cavaliere Romano fu così amante della Pittura, e della Scultura, che oltre le belle lettere, e filosofia, la fece insegnare ai suoi figliuoli. Plutarc. fol. 470. Fu la Pittura, e la Scultura dai Greci, e dai Latini tenuta in tanto pregio, come arte liberale, che con pubblico bando si vietò alli servi, ed alli condannati per qualsivoglia misfatto il poterla esercitare. Borghini fol. 43. PARRASIO nacque in Efeso, e non in Atene ( come vogliono alcuni) fu figlio, e discepolo d Evenore illustre Pittore, concorrente di Timante, e di Zeusi, il quale deluse col finto velo dipinto; fu secondo nell' operare; primo che ritrovasse le vere proporzioni, la galanteria dei sembianti, la vaghezza dei capegli, la venustà della bocca, e la persezione dei dintorni; perlocchè conoscendo il proprio valore, insuperbito, e gonfio vestiva di porpora, portava corona d'oro, posava la destra sopra una mazza gemma an den susseil. 1. e della egnar l'an 1 talento, c 77/212 sori sparsi per questa prima parte; ta, dichiarandosi Principe della Pittutti sono nominati dal Junio a fol. 340 tura, ed oriondo d'Apollo. Circa PAUSIA di Sicione figlio, e scolaro di l'opere sue si ha, che il Meleagro, Briet, poi di Panfilo: questo fu il l'Ercole, ed il Perseo, dipinti in Roprimo, che dipignesse palchi, voldi, tre volte percossi dal fulmine. te, o soffitti; colorì in picciole tarimasero intatti; l'Arcigallo, cioè vole danze di fanciulli; amò ardenil Principe dei Sacerdoti di Cibele temente Glicera bella fanciulla, che su sommamente stimato da Tiberio vendeva fiori, e la ritrasse a sedeil Bacco, fu tenuto in venerazione re in alto di tessere una ghirlanda, in Corinto; Il Prometeo tormenta e così bella riuscì la pittura, che to, con grave commozione, fu amuna copia fu da Lucullo in Atene mirato dal Macedone in Eseso, Pepagata due talenti: dipinse un Safigurarlo al naturale comprò un pri crificio, che si vide nelle Logge di gioniero d'Olinto, lo condusse in Pompeo, e molti cercarono d'imiAtene, e fieramente l'afflisse sino a tarlo, ma niuno arrivò mai a tanmorire. Andrea Scoto dubita se tal ta eccellenza: fiorì nei tempi d'Aaccidente sia vero, o finto per eserpelle. Borghini fol. 282. Junio fol. 146. cizio dei Declamatori, come asso Sandrart fol. 63. lutamente non ha per vera la voPAUSON Pittore notissimo in Grecia ce, che il Buonaroti legasse in Croper la sua povertà: lo riferisce Ece un'Uomo, e ve lo facesse mo liano. rire, per esprimere al vivo l'ImPEIRAS Statuario formò il Simulacro magine del Salvatore spirante. Aldi Giunone. Paus. lib. 11. fol. 115. tre tavole dipinse in piccolo, ed in grande. Fiorì nell'Olimpiade 95. PERICLETO Statuario scolaro di Policleto Argivo. Junio fol 148. Dati fol. 43. PASIA Pittore scolaro d'Erigono. Plin. PERICLIMENO Statuario lavorò con forza Lottatori, Armati, Cacciatolib. 35. cap. 11. ri, e Sacerdoti; fece il ritratto d'uPASITELE Plastico, Statuario, Sculto na femmina, che in un sol parto re, ed Intagliatore, chiamò la pla partorì trenta figliuoli. Junio fol. 148. stica madre di queste arti, onde PERILLO Scultore di bronzo, fuse il mai si diede ad opera alcuna, che memorabile TORO, entro il quale prima non l'avesse modellata di terchiudendosi i rei, e sotto accendenra. Scrisse cinque Volumi dell'opedovi fuoco, a gran stento morivare più belle, che fussero ai suoi no: in premio di tal'opera, fu il tempi nel Mondo. Nacque in Greprimo, che vi provasse la morte, cia, e visse in Roma, dove intaper comando di Falaride Tiranno gliò un Giove d'avorio per il Temd'Agrigento. Ovidio Eleg. 12. ved. pio di Metello. Osserva, che que Aruntio. Vi su ancora uno Statua sto non è PRASITELE, del quale si rio chiamato Perelio, che fiorì neli parlerà a suo luogo. Paus. lib. 5. Olimpiade 87. Junio fol. 148. fol. 325. PATROCLE Statuario, Padre, e Mae- PERSEO Pittore amato discepolo d'Apelle, al quale scrivendo il Maestro di Dedalo Sicionèo; fiorì nelstro, andirizzò i suoi Precetti dell' l'Olimpiade 95. Plin. lib. 34. cap. 8. Arte. Dati fol. 98. Paus. lib. 6. fol. 347. PAUSANIA, detto Pittore delle mere- PIGMAGLIONE Re di Cipro, e Scultore amò sì ardentemente un Simutrici. PAUSANIA Apolloniata Stalacro di Venere, che acciecato daltuario. PAUSANIA Istorico Greco la passione, se ne serviva di giorda cui si sono cavati tanti Profesno; no, e di notte di concubina. Junio PITI, o PITIO Architetto, e Scultofol. 188. vedi Filopinace. re, fu il quinto di quei celebri MaePIREICO umile Pittore, anzi chiama stri, che lavorarono nel superbissito il sordido, perchè ebbe genio a mo MAUSOLEO d'ARTEMISIA: fedipignere cose basse, come botteghe ce sopra il Sepolcro una Pira mide con un Carro tirato da quattro Cadi sartori, barbieri, asini, vettovavalli, e l'altezza era di piedi 150. glie &c. Plinio lib. 35. cap. 10. Sanquesto PITI (riferito dal Borghini drart fol. 74. PIRGOTELE Scultore in gemme fu dia fol. 43.) stimo, che sia PITE'O sopramentovato in Pitea: vedi Briassi tanto valore, che Alessandro Ma gno a lui solo concesse lo scolpirlo PITOCLE vivea nell'Olimpiade 155. e in quelle, come ad Apelle in pitlavorava Statue di marmo. Junio tura, a Lisippo in marmo, ed a Po fol. 190. licleto in bronzo. Plin. lib. 37. cap. 1. PITOCRITO Statuario di quelli, che PIRILAMPO Statuario nato in Messifecero Lottatori, Soldati, Armati, na. Paus. lib. 6. fol. 349. Cacciatori, e Sacerdoti al sacrificio. PIRRO d'Elide (dal Lomazzo detto Plin. lib. 34. cap. 8. PIRRONE, e nipote di Dedalo) imPITODORO: due Scarpellini vi furo parò la Filosofia, e la Pittura; fiono di tal nome, uno con Cratero rì mille anni avanti la venuta del l'altro con Artemone, i quali adorMessia. Sandrari fol. 49. Laerzio lib. 9 narono di belle manifatture i PalaUn'altro PIRRO Statuario registra gi Palatini dei Cesari. Plinio lib. 36. Pausania lib. 6. fol. 379. cap. 5. PIROMACO Statuario fiorì nella 120. PLATONE Filosofo si dilettò della Pittura. Borghini fol. 43. Olimpiade. Plinio lib. 34. cap. 8. PISICRATE Statuario, si videro di PLISIENETO Pittore Ateniese, fratelsua mano un Marte, ed un Merculo di Fidia, fu Artefice di gran norio nel Tempio della Concordia di me. Jun. fol. 166. Roma. Plinio lib. 34. cap. 8. POLEMONE Alessandrino Pittore è riPISONE Calaurèo Statuario, e scolaro ferito dal Lomazzo, Junio, e da Plin. d'Amfione. Paus. liq. 6. 10. fol. 625 nel lib. 35. cap. 11. PITAGORA: di questo nome vi fu il POLICARPO Scultore fece una VeneFilosofo Samio. Un Musico Pittore, che si lavava, ed un Dedalo. re, e primo Inventore dei paesi, e Plin. lib. 36. cap. 5. delle misure appresso i Greci. Due POLICLE Pittore Atramiteno, è mePittori, uno Samio, l'altro Pario. morato da Vitruvio nel lib. 3. Polied uno Scultore Regina scolaro di cle Statuario fiorì nell' Olimpiade Clearco, questi fiorì nell'Olimpia102. Un'altro scolaro di STADIE'O, de 87. tutti si ritrovano nel Junio fiorì nell'Olimpiade 155. Un'altro a fol. 189. che fece un' Ermafrodito, fiorì nell' PITE'A Pittore di Bura (Castello nell Olimp. 145. POLICLE Scultore fraAcaja) dipinse l'Elefante di Perga tello di Dionisio, e figlio di Timarmo, e praticò colorire sopra muri. chide, lavorò nel Tempio di Giu PITE O Architetto negò l'ordine donone, sotto i portici d'Ottavia in rico a i sacri Tempj, e diede in luRoma. Jun. fol. 166. ce un Volume dei Mausolei. PITIA POLICLETO di Sicione insigne StatuaStatuario fiorì nell'Olimpiade 115. rio, e scolaro d'AGELIDE, a comPITIO Architetto disegno il Tempetenza di FIDIA lavorò un'Amazopio di Minerva in Priene, Vedi i. ne nel Tempio di Diana Efesina, Junio a fol. 190. altre statue nell'Atrio di Tito Impera. peradore, ed in Roma un'Ercole, ed un Anteo. Agli Argivi fece un Simulacro di Giunone d'avorio, e d'oro, un'Ercole, che uccideva l'Idra, un'Ecate di bronzo, un' Apollo, una Latona, ed una Diana d'alabastro. Nell'iscolpire il petto delle figure non ebbe pari. Ebbe gran scuola, e da quella n'uscirono celebri Maestri: fiorì nell'Olimp. 87 Jun. fol. 167. Fiorirono ancora POLICLETO TASIO lavoratore di Plastica, e POLICLETO Statuario Argivo: vedi Aristandro. POLICO EGINETA Statuario. Jun. fol. 168. POLICRATE Statuario di quelli, che fecero Lottatori, Soldati, Sacerdoti &c. Plin. lib. 34. cap. 8 POLIDE, O POLIO, dal Lomazzo è descritto per Pittore, e Scultore, ed Architetto. Da Vitruv. nel proem. lib. 7 è dichiarato per Machinista, ed Ingegnero di Tessalia. Facilitò la maniera di fare gli Arieti militari; insegnò a Diade, ed a Cerèa, che combatterono per Alessandro Magno; scrisse un Libro delle Macchine. POLIDETE, ed ERMOLAO Statuar riempirono di bellissime manifatture i palagi Palatini de i Cesari. Jun. fol. 172. POLIDORO: vedi Agessandro. POLIETTO Statuario fece la statua di Demostene Oratore. Plutarcus in Demosthenem. POLIS Statuario fu di quelli, che fecero Lottatori, Soldati, e Cacciatori &c. Plin. lib. 34. cap. 8. POLISTRATE AMBRACIOTA Statuario. Jun. fol. 175. POSIDONIO EFESINO Statuario, e Coniatore, fiorì ai tempi di Pompeo Magno, Jun. fol. 175. POSIS PLASTICO, al tempo di Marco Varrone componeva frutti, uve pesci, ed animali di terra, e così ben dipinti, che non si distinguevano dal ver o. Jun. fol. 175. POTEO: vedi Megale. PRASITELE Greco famosissimo Scultore in marmo, e in bronzo, formò il ratto di Proserpina, l'Ubriachezza con un Bacco, ed un Satiro; Armodio, ed Aristogitone, che uccisero il Tiranno: queste statue essendo state levate da Verse Re di Persia, furono ricuperate da Alessandro Magno, e rimandate agl Ateniesi. Scolpi due Veneri, una comprata da quelli di Coo, l'altra da quelli di Gnido, e benchè per questa il Re Nicomede ne offerisse il pagamento di tutti 1 debiti di quella Città, tuttavolta gli fu negata; tale n'era la bellezza, che un giovine, ardentemente innamorato d'essa, si nascose di notte nel Tempio per isfogare le sue voglie, a similitudine del Cupido di Propontide, anch'esso dalla sua mano scolpito, il quale rimase lascivamente sporcato da un Rodiano. In Roma si videro un Tritolemo, una Cerere, la Buona ventura, un Sileno, un Apollo, un Nettuno, ed anche oggi s'ammira nel Monte Palatino il BUCEFALO domato da Alessandro, fatto a competenza di Fidia e sottoscrittovi Opus Praxitelis. Scrisse cinque Libri dell'opere famose. che furono ai suoi tempi nel Mondo, in Pittura, in Scultura, ed in Architettura (testimonio Varrone). Visse nell'Olimp. 104. Sandrart. fol. 63. Vi fu un altro PRASITELE Statuario, che fiorì al tempo di Pompeo Magno, cioè 75. anni avanti Gesù Cristo, ed è riferito dal Borghini fol. 262. PRAXIA ATENIESE Statuario, e scolaro di CALAMIDE. Paus. lib. 10. fol. 643. PROTOGENE diligentissimo Pittore di Cauno (Città nella Caria soggetta a Rodi.) Il Gilasio da lui dipinto in Rodi fu cotanto celebrato, che Demetrio nell' espugnare quella Città, non volle servirsi del fuoco per non incenerirlo. Apelle bramò un na rimesso in salute, nuovamente suo quadro per cinquanta talenti. diede di piglio ai pennelli, ma carDipinse Cidippe, Tlepolemone, Flicerato, con lamine di ferro infocate sco Scrittore di Tragedie, il Re Angli furono abbronzate le mani; non tigono, Festide madre di Aristotile, mancò Iddio con nuovo miracolo riun'Alessandro Magno, ed un Dio sanarlo, e Teodora moglie del TiPane. Gettò figure di bronzo, e ne ranno a impetrargli la libertà. L'anformò di terra. Scrisse due Libri no poi 842. morto Teofilo disperadella Pittura. Fiorì nell'Olimpiade tamente per la sconfitta dell'eserci112. La concorrenza della linea con to suo, si adoperò il Santo nel reApelle, vedila in Apelle. Dati fol. 84 staurare le Sacre Immagini. Nel Sandrart fol. 72. 856. dall'Imperadrice, e da MichePTOLICO: di tal nome furono due Stale il figlio Regnante, con ricchissituarj citati da Pausania. mi, e preziosi doni fu inviato a RoQU ma per inchinare Benedetto III. Sommo Pontefice, e ritornò colmo d'oQUINTO PEDIO nipote di Q. PEnori. Dovendo poi per altra ambaDIO Console Romano, fu mu sciata Imperiale ritornare a Roma, to, ma loquace con i pennelli alla morì nel viaggio, ed il suo Corpe mano: averebbe inalzato grandefu riportato a Costantinopoli, e semente il suo nome, se al tempo di polto nella Chiesa di S. Evandro. Augusto in florida età non fusse La Vita di detto Santo fu data alle defunto. Sandrart fol. 86. stampe in Roma l'anno 1681. da RE Lazzaro Baldi Pittore. D Eco dell'Isola di Samo. Sono di SAN LVCA Antiocheno, Evangelista, seguace di Paolo, Scrittore degli Atparere alcuni, che da costui nati degli Appostoli, Medico, Scultoscesse l'arte di lavorare di terra, re, e Pittore; ritrasse la Santissima molto tempo avanti Dibutade, Vergine in età d'anni 48. e questa che Demerato, fuggendo da CorinSacra Immagine da Gierusalemme to sua Patria, conducesse in Italia fu portata a Costantinopoli. L'an Eucirapo, ed Eutigrammo Maestri no poi 1160. per Divina rivelazio di Plastica per propagarla. Borghini ne, da Fra Eutimio Carmelitano fol. 255 fu trasferita sopra il Monte della SA Guardia, tre miglia lontano da Bologna, dove la pietà delli Divoti, SALPIONE bravo Scarpellino per innel 1673. diede principio ad un matagliare vasi di marmo. Junio gnifico Portico, che ora terminato fol. 194. con somma maraviglia di tutto il SAN LAzzARO Monaco Greco nato nelMondo, a detto Monte conduce la Città di Chazana, fu insigne PitCinque simili Immagini si ritrovatore. Teofilo Ironociaste Imperadore no in Roma da lui dipinte. Una si di Costantinopoli, l'anno 830. di venera nella Chiesa de RR. PP. nostra salute, pubblicò rigorosissimo Carmelitani in Brescia, ed altre in editto, che non solo fussero abolidiversi luoghi, Disegnò al naturale te le Sacre Immagini, ma puniti Gesu Cristo in età d'anni 12. e su con pena capitale quei Pittori, che compiuto il ritratto da mano Anne avessero dipinte. Sordo agli or gelica, conservato nel Santuario di dini Imperiali, seguiva il Santo PitS. Gio: Laterano in Roma: luta tore a dipignerne, onde fu crudelgliò in legno la Statua di Maria mente tormentato. Per opera Divi Vergine, che si venera nella Santa Scene dei Teatri Romani, ma non Casa di Loreto. Visse 84. anni, e s'avanzò mai a fare figure; ne parfu sepolto in Costantinopoli, d'inlano Plinio, Varrone, il Junio, ed di trasferito in Acaja (Città della il Sandrart a fol. 74. Grecia). Masini nella Scuola del SIADRA Statuario Spartano. Junio Cristiano, edizione di Milano del fol. 203. 1699. a fol. 40. e 230. SILANIONE Architetto scrisse i PrecetSARNACO Architetto scrisse i Precetti ti delle proporzioni. Vitruv. in proaem della Simetria. Vitruv. in proæm. lib. 7. Un altro SILANIONE Stalib. 7. tuario fiorì nell'Olimpiade 114. fu ATIRO Architetto scrisse un Volume sopranominato il Pazzo, perche indei Mausolei: vedi Piteo. franse varie Statue di sua mano SAURIA Pittore SAMIO fu inventore per l'insaziabilità, che nudriva di degli Orologi solari. Jun. fol. 195. mai perfezionarle abbastanza. Jun. SAUROM, e BATRACCO furono Sculfol. 199. tori Spartani. Molti Autori sono di SILENO Architetto compose un Voluparere, che per essere Uomini ricme delle proporzioni doriche. Vitru. chissimi fabbricassero a loro spese in procem. lib. 7. il Tempio di Minerva nei portici SILLACE REGINO Pittore è nominato d'Ottavia, con la speranza di poda Atenèo lib. 5. a cap. 13. tervi scrivere tal memoria, il che SIME'O Statuario fece Lottatori, Solnegato loro, usarono un artificio, e dati, Cacciatori, e Sacerdoti. Plin. fu l'incidere nelle basi delle colonlib. 34. cap. 8. ne una Rana, ed una Lucerta, geSIMILE, O SIMILIDE Scultore Egineta roglifici dei loro nomi. Plin. lib. 36. figlio d'EUCLIDE Scultore; lavorò cap. 5 nel Tempio di Samo, fiori ai temp. SCEO, O SCEVO Architetto fabbricò di Dedalo. Jun. fol. 200. una Porta della Città di Troja, chia- SIMO Pittore dipinse un giovine, che mata Porta Scea, dal nome dell'Arriposava nella bottega di un imbiantefice. Jun. fol. 295. catore da panni, ed una Nemesi SCILLO, SCILIO, SILLO, O SCIRO Sandrart fol. 77. (come scrive il Baldinucci) vedi SIMONE Scultore figlio d'Epelamo, Dipeno Jun. fol. 199. SIMONE Statuario EgiSCOPA nell'Olimpiade 89. fu in Saneta. Plin. lib. 5. cap. 341. motracia Scultore di chiarissimo noSIMONIDE Pittore dipinse un'Agatarme, per il Cupido, e Fetonte da co: se poi questo SIMONIDE sia quei Popoli adorati. Lavorò l'Apolquello, che nell'Olimpiade 61. corlo, detto il Palatino; una Dea Verendo uno stadio, su vincitore, o sta nel Giardino di Servilio; un Netquello, che fu Capitano dei Siratuno, Tetide, con Achille attor cusani, o il Poeta, che fu anco niati da Ninse, da Tritoni, e da Pittore, non lo sa il Sandrart a Delfini; una Venere, che quasi sufol. 77 però la bella di Gnido, di Prasite SINFORIANO Santo Martire: vedi Cale; finalmente avanzato nell'età storio. operò nel nobilissimo Mausoleo SINOON Statuario Scolaro d'ARISTOd'ARTEMISIA. Borgbini fol. 260. e CLE. Jun. fol. 200. 262. vedi Briassi. SIROPERA Pittore d'Anastasio ImpeSERAMBO Egineta Statuario. Paus. radore. Jun. fol. 203. lib. 35. cap. 10. SISIFO lavoratore di vasi di bronzo. SERAPIONE dipinse per eccellenza le Jun. fol. 200. So da Valerio Massimo) si crede fusse SOCRATE Pittore ritrasse Esculapio con Dinocrate, come si è detto. le figlie Igina, Egle, e Panace; dipinse il Pigro, che torceva una fu- STENIS, O STENIDE d'Olinto fratello di LISISTRATO Statuario, lavorè ne da nave, ed un'asino la rodeva. le Statue di Cerere, di Minerva, e Sandrart sol. 75. SOCRATE Tebano di Giove per il Tempio della ConScultore. Altró SOCRATE Scultore cordia in Roma. Jun. fol. 202. figlio di Sofronisco descrive il Jun. STIPACE di Cipro Statuario è riferito a sol. 220. Il Lomazzo registra Soda Plin. nel lib. 34. cap. 8. crate Filososo Ateniese, col dire STOMIO Statuario è descritto da Paus. che fu Scarpellino: vedi Sofronisco. nel lib. 6. a fol. 371. SODIAS, con NAUPAZIO, e con MESTRATONE Scultore fece agli Argivi NECMO fecero una Diana Cacciail SIMULACRO D'ESCULAPIO in alatrice d'avorio, e d'oro: fiorì nell' bastro: questo è il più famoso, che Olimpiade 87. Paus. lib. 7. fol. 433. ai giorni nostri si veda. Pausania SOFILO Ateniese Padre di SOFOCLE lib. 2. fol. 127. Oratore tragedo, fu bravo Architetto, e lavoratore di bronzo. Jun. STRATONICO Intagliatore fece un Satiro addormentato sopra un vaso; fol. 200. che fu cosa degna da vedersi. Plin. SOFRONISCO Padre di SOCRATE Filib. 33. cap. 12. losofo lavorò in marmo. Val. Mas. STRANGOGLIONE Statuario lavorò Alib. 3. cap. 4. mazoni, una Diana, e tre Muse SOMIS Statuario, e Plastico è riferito Jun. fol. 203. da Paus. nel lib. 6. a fol. 371. SOPILO Pittore fece opere di gran lode, ma fu superato da Marcia di SALETE Sicionèo Pittore magnaMarco Varrone. Berghini fol. 286. nimo. Lortius in vita Taleti. SOSTRATE Architetto di Gnido inalzè lib. 1. nomina altri quattro Artefici la Torre Nell'isoia del Faro di simil nome. d'Alessandria, sotto Tolomeo Re TARE Padre del Patriarca Abramo fu dell Egitto, che fioriva nell'Olimlavoratore di terra e creta, Epiph. piade 112. fu la spesa di 800. talib. 1. adver. haereses cap. 1. lenti. Isac. Vossius lib. 2. cap. 7. JuTARCHESIO, PITE'O, ed ERMOGENE nio. fol. 201. Sostrate Statuario NiArchitetti negarono l'ordine Dorico pote, e Scolaro di Pitagora Regiai Sacri Tempj. Vitru. lib. 4. cap. 3. no, con Ecatodoro fece una bellissima Minerva Alifera di bronzo. TAURISCO Pittore. TAURISCO Intagliatore in argento. Junio fol. 205. Poubio lib. 4. fol. 340. D. vedi Apollonio SPINTARO CORINTIO fu l'Architette TELECLE fratello di TEODORO Statuari del TEMPIO D'APOLLO IN DELFO, e figli di RECO Samio loro Maee questo si vede ancora ai nostri stro: composero insieme il Simulagiorni, Paus. lib. 10. fol. 619. cro d'Apollo ai Samj; la metà delSPURIO CARVILIO Statuario inalzò la Statua la fece TELECLE in Samo; un Giove in Campidoglio. Plin. lib. l'altra metà la lavorò TEODORO 34. cap. 7. in Eseso, e congiunte le parti inSTADIO, O STADIE'O Statuario Atesieme, riuscirono così ben' accordaniese Scolaro di Nicostene, e Maete, che sembrarono da una sola stro di Policle, che fiorì nell'Olimmano formate. Diodorus Siculus in piade 155. Paus. lib. 6. fol. 351. fine lib. 1. STASICRATE Fonditore di bronzo servi Alessandro Magno; tal'Artefice, TELEFANE Pittore dei più antichi di Sicione. TELEFANE Statuario Feceo, dimoraya in Tessalia. Jun. a fol. 207. Questo TELEFANE (il Lomazzo) lo chiama TELEFANTE Scrittore dell Arte. TELESIO Statuario Ateniese formò un Nettuno, ed Anfitriade sua moglie, d'altezza nove cubiti, questi s'adorarono in Teno. Jun. fol. 207. TELESTA, O TELETA Statuario, con Aristone suo fratello, detto Lacedemone (se bene oriondo di Lacone) eressero un COLOSSO DI GIOVE, alto 18. piedi. Paus. lib. 5. TELOCARE Statuario nella sommità del MAUSOLEO D'ALICARNASSO. fece nel Tempio di Marte un Colosso, con nobilissima maestria lavorato. Vitru. lib. 11. cap. 8. TEOCIDE Architetto scrisse i Precetti delle proporzioni. Vitru. in proaem. lib. 7. TEOCLE Statuario Lacedemone Scolaro di SILLO, e di DIPENO, lavorò sette stelle vespertine di legno di cedro. Paus. lib. 6. fol. 379. TEOCOSMO Megarense Scultore: nel bosco di Megara, detto Olimpo v'è un bellissimo Tempio dedicato a Giove, nel quale intagliò il Simulacro d'avorio, e d'oro, ajutato da Fidia. Pausania lib. 1. fol. 75. TEODORO. Di tal nome vi furono quattro Pittori, il primo dipinse la guerra Iliaca in più tavole, che si videro nei portici di Filippo in Roma, una Cassandra nel Tempio della Concordia, ed un Re Deme trio. Il secondo fu di SAMO, escolaro di NICOSTENE. Il terzo ATENIESE. Il quarto EFESINO. Tre Statuarj, uno di MILETO, l'altro TEBANO, l'ultimo di SAMO, fratello di TELECLE sopranominato. Due Architetti, uno FECE'O, che scrisse un Volume dell'altezza del Tempio di Delfo, l'altro LEMIO. Sono tutti questi Artesici distintamente descritti dal Junio fol. 209. dal Sandrart fol. 77., e nel Borghini fol. 255. sono confusi, TEOMNESIE Sardiano, su Statuario, che ebbe genio a formare Lottatori, Soldati, Cacciatori, e Sacerdoti al sacrificio. Plin. lib. 34. cap. 8. TEONE Pittore Samio, dipinse Citaredo, e spettacoli tragici, come sarebbe a dire, Oreste agitato dalle Furie, per l'uccisione della Madre nel Tempio d'Apollo. Jun. fol. 211. Sandrart fol. 78. TEOPROPO Statuario Egineta, gettò un Toro di bronzo ne sacri recinti d'Apollo. Paus. lib. 10. fol. 624. TERONE di Beozia, su Statuario, ed è nominato da Paul. lib. 6. fol. 370. TESIFONE, dal Jun. detto CTESIFONTe Gnosio, è riferito dal Lomazzo per sommo Architetto del Tempio di Diana Efesina, e per Architetto militare. Si nomina ancora dal detto Lomazzo un TESIFONTE Statuario, che scrisse dell'arte: vedi Chersifonte TESILOCO scolaro d'Apelle. Dati fol. 92. TESIOCO di Coo, Pittore, e fratello d'Apelle, amendue sigli di Pitio Dati fol. 81. TETEO, ed ANGELIONE Scultori, fecero un Simulacro d'Apollo in Delio, furono Scolari di Dipeno, e di Sillo; fiorirono nell' Olimpiade 87. Jun. fol. 45. in Calon. fol. 14. TILACO, ed ONETO fratelli Statuarj composero insieme un Giove. Jun. fol. 237. TIMAGORA Calcidense Pittore, scrisse della Pittura in versi, Lomazzo. TIMANTE di Cipro, concorrente di Zeusi, dipinse Ifigenia avanti l'Altare del Sacrificio attorniata da molti addolorati per l'imminente sua morte; laonde avendo stancata l' arte, e speso tutto il dolore nell' esprimere i parenti, restandogli da dipingere il Padre, nè sapendo in esso spiegare maggior dolore degli altri, lo dipinse in atto di coprirsi il capo con un lembo del manto, Espresse in una tavoletta un Ciclopo, che dormiva, e volendo far conoscere la di lui grandezza, gli fece attorno alcuni Satiri, che con il tirso misuravano il dito grosso della mano: fu opera di costui un Eroe, o Semideo, che per lungo tempo si vide nel Tempio della Pace in Roma. Visse circa l'Olimp. 93. Sandrart fol. 60. Berghini fol. 272. TIMARCHIDE Statuario Attico, con Timocle fece un Esculapio, ed un Apollo con la cetra, Lottatori, Cacciatori, Guerrieri, Sacerdoti, ec. fu Padre di Policle, e di Dionisio; fiorì nell'Olimpiade 155. Jun. fol. 215. TIMARCO Statuario, fiorì nell'Olimp. 120. Plin. lib. 34. cap. 8. TIMARETE figlia, e discepola di Micone juniore, dipinse in Efeso una Diana. Plin. lib. 35. cap. 9. & 11. TIMENETO Pittore, è nominato da Paus. lib. 1. fol. 39. TIMILO Statuario fece un Cupido. Paus. lib. 1. fol. 39. TIMOCLE: vedi Timarchide. TIMOMACO di Bisanzio, fiorì ne' tempi di Cesare Dittatore, al quale dipinse un Ajace, ed una Medea, riposti nel Tempio di Venere, e venduti 80. talenti. Plin. lib. 35. cap. 11 Sandrart fol. 78. TIMONE Statuario, lavoratore di Lottatori, d'Armati, e di Sacerdoti, ec. Plin. lib. 34. cap. 8. TIMOTEO Scultore, lavorò nel MAUSOLEO D'ARTEMISIA: vedi Briassi. TIMOTEO Statuario. Paus. lib. 11. fol. 146. TINDAREO Statuario grazioso, è riportato dal Lomazzo. TISAGORA su memorabile per il conflitto d'Ercole con l'Idra, il tutto fabbricato di ferro, come pure per due teste di Leone, e di Cignale di simile materia, i quali si conserva no in Pergamo. Paus. lib. 10. fol. 642 TISANDRO Statuario, è nominato da Paus. nel libro suddetto. TISIA fu di quegli Statuarj soliti scolpire Lottatori, Cacciatori, ec. Plin. lib. 34. cap. 8. TISICRATE di Sicione, discepolo d'Euticrate, aderì con più studio alla maniera di Lisippo, dimodochè molte opere sue sono simili a quella: insegnò l'arte ad Arcesila suo figlio. Plin. lib. 34. cap. 8. TLEPOLEMO Pittore, fratello di Jerone, fu lavoratore di Ritratti in cera. Profugo dalla Patria per certo sacrilegio, su di grande ajuto a C. Verre nel saccheggio di Sicilia. Jun. fol. 218. TRASIMEDE Pario Statuario, lavorò nel Giove Olimpico d'Atene; fece un Simulacro d'Esculapio d'avorio legato in oro, che con un bastone sostentava la mano sinistra, e posava la destra sopra il capo d'un Dragone, a cui vicino giacea un cane. Paus. lib. 2. fol. 134. TRASMANDO Pittore Italiano, Jun. fol. 218. TRASONE Statuario, fece Lottatori, Cacciatori, Sacerdoti, ec. Plin. lib. 34. cap. 8. TRIFONE: vedi Agamede. TUBALCAIM primo fabbro, che adoperasse il martello, che facesse opere di ferro, e bronzo, come suo fratello Tubal. Genes. cap. 6. 22. TURPILIO di Venezia, e Cavaliere Romano, dipinse con la mano sinistra bellissime tavolette, molte delle quali si ritrovano a nostri giorni in Venezia, ed in Verona. Plin. lib. 35. cap. 4. Sandrart fol. 83. JALENTINIANO Imperadore, Uomo di somma prudenza, di gran forza nel persuadere, e dissuadere diligentissimo ricercatore dell'ordine militare, franco Scrittore, grazioso Pittore, Plastico, ed Inventore di nuove forme d'armi: fioriva nel 370. e di questi ne parla Ammiano Marcellino nel lib. 30. VALERIO Ostiense Architetto, eresse con suo disegno il TEATRO DI ROMA: vedi Plin. lib. 36. cap. 15. che è degno d'osservazione. 29 VITRUVIO, cioè Marco Vitruvio PolZENONE Afrodisio Scultore è descritto dal Gutero. lio Architetto celebratissimo, su caro a Cesare Dittatore, ad Augusto ZEUSI d'Eraclea: 397. anni avanti il nascimento di Gesù Cristo comparImperadore, e ad Ottavia sua Sove al Mondo per rendere glorioso rella; compose quei dieci sapientisco' pennelli il suo nome: parendogli simi Libri d'Architettura, che ginon v'essere danaro, che fusse barano frequentemente per le mani stante a pagare l'opere, che con de' professori. Jun. fol. 221. tanta dolcezza, con studio, e con dilicatezza conduceva, piuttosto le donava, come fece l'Alcmena al PubVENOCRATE Statuario, scolaro di blico di Gergento, ed un Dio PaTisicrate, o come vogliono alne al Re Archelao, che seco lo tri d'Euticrate; vinse l'uno, e l' condusse in Macedonia a dipigner altro con la copia dell'opere sue: vi il Reale Palagio. Per i Crotocompose molti Volumi dell'arte. niati abbellì il Tempio di Giunone Plin. lib. 34. cap. 8. Vi fu un altro Pittore di tal nome, il quale scriscon molti suoi quadri, ed in ispese della Pittura, ed è citato nel lib. zie con Elena, ricavata dalle cinque fanciulle più belle di quel pae35. a cap. 10. se. Per gli Ateniesi dipinse nel TemXENOCRITO Statuario Tebano, nel Tempio d'Ercole in Tebe ridusse a pio di Venere un Cupido coronato per fezione alcune Statue di candido di rose. Per i Romani nel Tempio marmo. Paus. lib. 9. fol. 558. della Concordia un Marsia, e molXENOFILO Statuario, fece agli Argi te altre opere compì in luoghi di vi un Simulacro d'Ercole d'alaba versi. Nel dipingere frutti fu celebre, montrochò con Ure dipinte stro, il quale ancora a giorni nostri ingannò gli uccelli: fu deluso da si vede. Paus. lib. 11. fol. 127. Parrasio in un Velo dipinto, cre XENOFONTE Scultore Ateniese, fece duto per vero; fu arguto nel parun Giove sedente, ed una Diana. Paus. lib. 8. fol. 506. Un altro Xenolare; vestiva alla grande, e portava il suo nome intessuto d'oro nel fonte Pario Statuario nomina Laermanto. Morì smoderatamente ridenzio nel lib. 2. do nel contemplare una bruttissima vecchia, che ritratto aveva. Vi furono molti altri col nome di Zeusi ENODORO Statuario, ed Intagliacioè uno Scultore, discepolo di Sitore memorabile per il COLOS lanione; un Filosofo; un Medico SO DI MERCURIO, fabbricato nella un Prefetto di Lidia Ambasciadore Gallia nel termine di dieci anni; fu d' Antioco a' Romani; e Zeusi Blaula valuta di quello 400. H. — S denio, cioè della Città di Blando (cioè Sestercj) Per Nerone inalzè in Frigia. Jun. Plin. Sandrart, Dain Roma il COLOSSO DEL SOLE alti fol. 1. vedi Jades to 90. piedì. Plin. lib. 34. cap. 8. ZENONE di Sicione, Pittore, e disce- ZEUSIPPO d' Fraclèa insigne Pittore, polo di Neocle. Plin. lib. 35. cap. 11. ZEUSIPPO Statuario. Jun. fol. 229. ABE ABECEDARIO PITTORICO, NEL QUALE SI DES CRIVONO GLI ANTICHI-MODERNI, ED I VIVENTI PROFESSORI DI PITTURA, DI SCULTURA, E D'ARCHITETTURA, Con le Patrie, le Scuole, e Tempi, ne' quali fiorirono. PARTE SECONDA. AART Janszen Druivelteyn, nae parla con tal grazia ed energia, to in Harlem, ebbe fama di che obbliga ciascuno ad amarlo. valente Pittore d'animali, e paeVive tuttora in Patria, ed in età si. Morì nell'anno 1617. Il Campo d'anni quaranta gode salute prospart. 1. a cart. 251. pera AAT Van Hort di Anversa, fu peABATE Andrea Belvedere, Pittor varitissimo Pittore di vetri. Vasari lente in dipingere fiori, frutti, erpart. 3. fol. 860. stampa di Firenze be, ed uccellami. Nacque in NaABATE Lorenzo de Terrari Genovese poli, e condusse a fine moltissime figliuolo di Gregorio Pittore di qualopere con amore, ed intelligenza. che stima, apprese la pittura dagli Andò poscia in Ispagna con Luca insegnamenti del Padre, il qualo Giordano, in compagnia del quale veggendolo profittare, l'inviò a Roservì la Corte in molte occasioni ma, perchè colà si perfezionasse Fu molto stimato da Carlo II. il nell'arte. Di là tornato alla Patria, quale compiacendosi di farlo operain pubblico ed in privato operanre insieme col detto Giordano, gli do, credito, e riputazione acquistosfece dipingere varj quadri. Ritorsi. In Carignano nella Chiesa de nato alla Patria, finì di vivere l' P P. Gesuiti fece due Tavole di Al anno 1732. tare con ottimo gusto ed intendiABATE D. Bartolomeo dalla Gatta mento. Altra Tavola di sua mano fu un Miniatore riputatissimo. Di si vede nella Chiesa della Visita questo suo pregio fanno chiara te zione de' P. P. Agostiniani Scalzi. stimonianza, oltre le opere da esso In casa di S. E. il Sig. Co: Leopol fatte in Arezzo sua Patria nella do Doria fece un soffitto di una Chiesa de' SS. Fiore, e Lucilla, un piccola Sala, per la bizzaria dell' Messale donato a Papa Sisto, su cui invenzione, e per la vaghezza del dipinse la Passione di Gesù Cristo; colorito, mirabile. E' sì eccellente ed altre miniature ne' Libri da Conel disegno, e sì fecondo d' invenro nella Chiesa di San Martino in zioni, che da tutta la Nobiltà neLucca. Dipinse anche in grande in gli ornati, e fabbriche moderne, de molte Chiese sì del suo Paese, che suo parere è richiesto. E' amante di Roma; e specialmente nella Cadella proprietà, e della delicatezza: pella di Papa Sisto, ad emulaziono di Pietro Perugino, e di Luca da crebbe il suo nome per la GermaCortona. Con gran lode fioriva cirnia; e nelle favole, nelle storie, ca gli anni 1455. e morì nell' anno ne paesi, negli animali, e ne'ritrat1461. con fama di buono, e costuti fece vedere quanto eruditi fussemato Religioso. Vasari Tom. 1. f. 353. ro i suoi pennelli: amorevole, moABATE Don Gaetano Zumbo Siciliadesto, ed amante dell'Arte, mor no: questo Virtuoso comparve in l'anno 1647. Lasciò Enrico, CorneBologna l'anno 1695. e fece stupilio, ed altri figli di grande stima re i più virtuosi Dilettanti colle sue nel disegno, e nell'intaglio. Sanfigurine di cera colorite, che fordrart fol. 290. mava; ma specialmente ne' cimite- ABRAMO BOSSE, o BOSS superò colla ri, ne cadaveri, e negli scheletri acqua forte molti rinomati Intaera rarissimo: di tale perfezione gliatori in Parigi; intese bene l'Artanto se ne compiacque il Serenischitettura, e diede varj Libri alle simo Principe di Toscana, che per stampe, come potrai vedere nella molti anni lo trattenne al suo serParte 3. Tav. II. Sandrart fol. 374 vigio stipendiato alla grande: morì ABRAMO YANDIEPENBEKO d'Anversa: in Francia l'anno 1702. viveva nel 1661. superati tutti quelABATE Francesco Primaticcio Bololi, che al suo tempo avevano dignese (secondo il Filibien, ed il pinto sopra i vetri, passò alla scuoMalvasia p. 2. fol. 151.) su discepolo la del Rubens, ed in poco tempo d'Innocenzo da Imola nel disegno dipinse favole, e storie copiose, coe del Bagnacavallo nel dipinto: alme si può vedere dalla stampa del lo scrivere del Vasari p. 3. lib. 2. fol. Tempio delle Muse, intagliato 211. su scolaro di Giulio Romano. anno 1662. da Cornalio Ploemart Per la rarità del suo disegnare, o e da altre incise dal Mattamio. Sancolorire, chiamato in Francia l'andrart. fol. 314. no 1531. da Francesco I. adornò di ABRAMO JANSSENS viveva nel 1660. stucchi, e di pitture la Reale GalFu de' primi Pittori d'Anversa nel leria, ed in premio di sì belle opedipingere gran quadri di sacre, e re lo dichiaro Cameriere d'onore di profane storie: se l'amore di beled Abate di S. Martino. Defunto la fanciulla, che poi conseguì in il Re, servì Enrico III. e successiconsorte, non avesse fermato il bel vamente Francesco II. che nel 1558. corso a' suoi eruditi pennelli, che lo creò Commissario Generale sopra dopo si videro insulsamente languitutte le fabbriche del Regno: conre, al certo non avrebbe la sua glosumato dalle fatiche, e dal tempo ria perduto quel gran lustro, che in morì in Francia, circa il 1570. Balgioventù s'era acquistato. Sandrart. dinucci p. 2. sec. 4. fol. 274. Sandrari fol. 293 fol. 160. Le marche, che usò nelle ABRAMO BRUCHEL di nazione Fiastampe delle opere sue, le vedrai mingo, fu eccellente nel dipingere nella 3. parte alla Tavola V. fiori, frutti, ed uccelli. Desideroso ABRAMO BLOEMART nacque in Gordi vedere l'Italia si portò prima a ckom ne contorni d' Olanda l'anRoma, indi a Napoli, ove si fece no 1569. e fu allevato nella scuola gran nome, e dimorò sin che visse di Francesco Floris, dove imparò Il Giordano facea tanta stima di lui il disegno; ma il dipignere l'apche molte volte impiegollo nelle prese, secondo i varj pellegrinaggi, sue opere, che abbellite voleva con da diversi Maestri: più dalla nafiori, e con frutti; e solea dire tura, che dall'arte fatto Pittore, che da pochi era eguagliato, ma che ADAMO ELZHEIMER da Francfort, e che nessuno l'avea potuto superaperò detto Adamo da Francofort, ovre. Non mi venne fatto di ripescavero Tedesco, nacque l'anno 1574. re il tempo della morte di lui; baimparò il disegno da Filippo Udem sta però di sapere, che vivea ne bach; visitò tutta la Germania, e tempo del Giordano. Di esso ne Roma, e praticò sempre con virparla il Domenici a carte 297. nel tuosi nel disegno, sicchè da ognuTom. 3. delle Vite de' Pittori Napono apprendendo il meglio, nelle coletani. se minute, e nell'esprimere fatti ABRAMO MINJON nacque in Francnotturni in bellissimi paesi, famosc fort, e studiò nella Scuola di David de comparve: su d'immaginativa, Heem famoso Pittore di frutta, e di memoria sì franco, che le vedudi fiori, nel che fare divenne ante Romane osservate la mattina, cor esso perito a segno, che i quagiustamente la sera disegnava: sebdri di lui gli furono assai bene pabene per la sua virtù arrivò a gragati, e tuttora a prezzo alto sistido sublime, pure ammogliato, e camano. Fu singolare nella freschezrico di figli visse miseramente; anza de' colori, e lucido nella comzi per debiti imprigionato, tanto s posizione di essi. Morì in Utrecht afflisse, che vi lasciò la vita, nel nel 1679. Pontificato di Paolo V. Un suo RiABRAMO HONDIUS di Brabante tratto si vede in stampa. Un'Ope creduto figliuolo di Enrico, fu buon ra singolare di detto Maestro si conPittore in grandi e picciole figure. serva in Londra nella famosa Racfacile, vago, e di bella e aggiucolta del Sig. Pavolo Willarts. Sanstata macchia. S. E. il Sig. Mardrart fol. 286. Borghini fol. 101. (a) chese di Menesen, Vieerè delle InADAMO KRAFT Scultore Norimbergedie di Portogallo, in Lisbona nella se, le di cui superbe manifatture sua bella Raccolta di Pitture consparse in più luoghi della Germa serva due Quadri grandi di questo nia sono raccontate dal Sandrart Autore, ne quali sono espressi fol. 208. fioriva nel 1570. quattro Elementi, due per ciascun ADAMO VVILLARTS celebre nel diQuadro, da' quali si scorge, che il pingere marine, e porti di mare con nome di lui e ben degno di ricorpiccole ed isquisite figure; venne aldanza. la luce in Anversa l'anno 1577. ACHILLE CALICI Bolognese scolaro di ma desideroso di sarsi nome, gire Prospero Fontana: veduto che ebbe per la Fiandra, e passato in Utrecht, una tavola di Lodovico Caracci, ivi fissò la sua stanza, attendendo s'invaghì tanto di sì grandiosa, e ad eseguire le moltissime commiscorretta maniera, che sempre seguì sioni, che gli venivano date. Fioquella scuola, predicando per tutto riva negli anni 1630. con credito el solo in quella ritrovarsi il vero mostima do di dipignere. Malvasia p. 2. fol. 216. ADONE DONI d'Assisi, pratico e vaADAMO de Van Oort, nato in Anlente Pittore, dipinse con Raffaello versa, imparò da suo Padre Lamdel Colle, con Lattanzio Marchi berto, che fu chiarissimo in Pittugiano, e col Doceno: fiorì nel 1545. ra, nella Scultura, in Architettura Vasari part. 3. lib. 2. fol. 267. in ottica, e calcografia. Nacqua nel 1557. e morì nel 1641. Sandrart ADRIANO Rodriguez Padre della Compagnia di Gesù, Pittore eccellente, fol. 279. (a) Di quest'Autore nella Galleria di S. M. il Re di Polonia vi sono tre pezzetti istoriati. the leve in età di anni trenta fu ricevuto nella Compagnia in Madrid, nel Collegio Imperiale, ai tredici di Ottobre l'anno 1648. Nel Refettorio del suo Collegio dipinse varie pitture sacre con ottimo gusto. Mori l'anno 1669. e fu compianto universalmente da tutti per le sue rare virtù ed ottimi costumi. La vita di lui è descritta dal Palumino Tom. 2. fol. 368. ADRIANO de Bie Pittore Fiammingo, Padre di Cornelio, il quale compilò le Vite dei Pittori Fiamminghi nel libro intitolato Aureo Gahinetto, su stimato molto nel far Istorie di grandi Figure. Fece egli i suoi studj in Italia, dove dimorò lungo tempo. L'anno 1594. viveva nella sua Patria assai riputato. Vedi la vita di lui nell' Aureo Gabinetto a car. 230. ADRIANO Vander CABEL Ollandese ammaestrato da Giovanni Van Soven, apprese a far Porti di Mare Paesi, ed Animali, imitando qualche volta Castiglione e Salvator Rosa; ma per aver egli adoperato colori grossamente macinati e lavorati alla prima, quasi tutti i suoi quadri cangiatisi di colore hanno perduto la primiera bellezza. Scorgesi però da essi, ch'ei toccava bene gli alberi, ed egualmente bene batteva le foglie, come pure che 1 piccoli animali e le figurine leggiadramente faceva. Mori in Lione nell anno 1695. e nell' Abregè è registra ta la vita di lui a car. 95. vol. 2 ADRIANO Van Niulant, assai celebre nel dipingere Porti di Mare con picciole figure toccate con sommo gusto e finezza, fu in grande credito mentre visse, e dopo la morte le opere di lui ascesero a prezzi considerabili, e furono comperate da grandi Signori per ornamento dei loro Gabinetti. Fece egli i suoi studj in Anversa, e in Amsterdam, dove soggiornò sinchè visse. Dipinse anche varie istoriette del Testamento vecchio e nuovo con piccole figure con rara politezza e vaghezza espresse, le quali dagli amatori dell' arte sono ricercatissime. Viveva nell' anno 1660, come nell'Aureo Gabinetto a carte 147. Un prezioso quadro di questo Autore conservasi in Lisbona nella bella raccolta di pitture presso il Nobile Signor Diego de Napoles ADRIANO Van Utrecht rinomatissimo Pittore di Anversa nacque ne 1599. Avendo egli un grande talento per la Pittura, divenne sì eccellente nel dipingere animali vivi e morti, massime pennuti, presi da naturale, che pochi eguagliarono i dipinti da lui. Per la fama sparsa del suo sapere su desiderato dal Monarca delle Spagne, dall'Imperatore, e da tutti 1 Principi dell' Europa, per servigio dei quali si adoperò con somma sua lode. Girò l'Italia e la Francia, lasciando dapertutto memorie del suo industrioso pennello. Lasciò di vivere in Anversa l'anno 1651. con dispiacere di tutti. Nell'Aures Gabinetto si danno notizie di lui a carte 107. ADRIANO Stalbent, scolare di Giovanni Brusola, dipinse piccoli paesaggi con piccole figure ad imitazione del suo Maestro. Nacque e dimorò in Anversa, ed ebbe il vanto di essere pazientissimo nel suo operare. Fioriva circa l'anno 1608. ADRIANO Van Venne, nato in Delft l'anno 1589. valentissimo Pittore a chiaroscuro, servì il Principe d'Oranges, il Re di Danimarca, ed altri Principi di Europa, i quali tutti ebbero in grande estimazione le opere di lui. Fece egli il suo soggiorno all'Haya, dove terminò il corso di sua vita nel 1650. L'Aurec Gabinetto ne dà varie notizie di lui ed il Ritratto a carte 235 ADRIANO Vander Spelt studiò la Pittura dal naturale, e dipinse bellissimi te Pittore. Govert Flinch grande asimi fiori in Leida sua patria, ed matore della pittura e intendentisin Berlino, ove dimorò molto tem simo del disegno, conosciuto il tapo. Mancò di vita l'anno 1673. lento del giovine, gli diede sua fiCampo a carte 213. glia in moglie, e dipoi per le più ADRIANO Van Ostadenato in Lubec. cospicue Gallerie dell'Ollanda e Fianl'anno 110. apparò la pittura da dra il condusse, perchè l'ottimo guFrancesco Hals, e si acquistò gransto apprendesse. Divenuto gran Maede stima col dipingere conversastro fu invitato a fare il ritratto zioni di Contadini e bambocciate dell'Elettor Palatino, il qual virle quali sono in grandissimo pregie tuoso Principe, veduta la rara abitenute dagl'intendenti. Dimorò qual lità di lui, lo trattenne al suo serche tempo in Amsterdam, ed ebbe vigio con lo stipendio di 4000. Fioun Fratello col nome di Isacco Van rini, e le opere pagate. Lavorò per Ostade, il quale dipinse sul gusto quel Principe varie opere tutte a di lui, ma chi ha buon occhio in pittura, sa distinguere le opere de perfezione compite. Colorì vaga Adriano da quelle del Fratello, che mente le sue figure, e lor diede grazia e morbidezza. Le opere di lui gli fu alquanto inferiore. Finì i suoi furono sempre, ed ora più che mai giorni in Amsterdam, e le opere da esso fatte sono di grande ornamen sono a carissimi prezzi stimate. Ritornato in Roterdam l'anno 1727. to ai gabinetti de' Principi e Signodepose la spoglia mortale, lascianri. Memorie ad esso spettanti sono do l'unica sua figlia erede di sue nell'Abrege a carte 35. Tom. 2. facoltà. L'Abrege fa menzione di ADRIANO Vander Veede venuto alla lui a carte 10/. (a) luce in Amsterdam nel 1639. si acquistò il nome di abile pittore nel ADRIANO Van Linschoten, nato in la scuola di Giovanni Winants, Delft l'anno 1590. studiò la pittuFaesaggi ed animali dipinse. Pora sotto Giuseppe Ribera, detto lo se anche studio nel far le figure Spagnuoletto, e riuscì pittore d'Ied arrivò a farle nei Paesi di Ruy storie. Fissò sua dimora all'Haya, stal e di altri famosi Autori. Fu edove acquistossi stima, e morì in molo di Bergem, ma gli restò inetà assai avanzata. dietro, non avendolo mai potuADRIANO, ovvero Arent di Gelden to raggiungere nel gusto e neldi Utrecht, che fu scolaro di Remla intelligenza. Dipinse anche quabrandt, fece tali progressi, che ardri d'Istorie, ma il suo maggior rivò a contendere il primato di pervanto fu negli animali. L'Abrege sezione al Maestro. Le opere di lui ne dà la vita a car. 101. Tom. 2. furono ricercatissime e pagate a prezADRIANO Vander Verff uscì di nozi eccedenti. Morì in Amsterdam bile famiglia di Roterdam l'anove dimorava, in età di anni 82. no 1659. Informati i Genitori di lui nell'anno 1729. (b) che assolutamente alla Pittura ap ADRIANO de Uries, nato all'Haya plicarsi volca, alla scuola il man fu non men perito statuario, che darono di Eglon Vander Neer, dal pittore valente. la quale dopo pochi anni partendoADRIANO Braver Fiammingo seguace si si fece conoscere un assai valendel Monstrast; da sè in picciole storiete, (a) Di Adriano Vander Verff S. M. il Re di Polonia ha tredici pezzi istoriati: (b) Cristo avanti Pilato, opera singolare di quest'Autore, è posseduta da S. Maestà il Re di Polonia. Monache di S. Marta in Milano, riette, e fatti rusticali acquistò tanVasari pag. 3. fol. 20. ta fama, che erano pagate a prez zo d'oro: fu di natura tanto libe- AGOSTINO Caracci nacque in Bologna l'anno 1557. fu fratello magrale, che morendo, fu d'uopo sepgiore d'Annibale, e cugino di Lopellirlo all'usanza dei poveri. Indovico, Capoduce della scuola Casorsero poco dopo gloriosi Profes raccesca: nei teneri anni attese all sori dell' arte, che gli fabbricaarte dell' Orefice, e maneggiò così rono un magnifico deposito, nel prontamente il bulino, che di 14 quale con grande onore riposa anni intagliò alcuni Santi sul gusto Sandrart folg. 289. viveva nel 1658. di Cornelio Cort, e nel quarto luADRIANO de Uvert da Brusselles imstro, diede alle stampe, in quattro parò prima da Cristiano Quecbor fogli, il Presepe di Baldassarre da ne, poi giunto in Italia seguitò Siena. Nel tempo medesimo attese l'opere del Parmegianino: morì in alle belle lettere, alla filosofia, ed Colonia nell'età avanzata, doalla lettura di storie sacre, e propo aver dato alle stampe opere fane, onde con gl'insegnamenti di varie: fiorì nel 1566. Sandrart fol Prospero Fontana, e di Lodovico, 247. Oratore, Poeta, Intagliatore, e Pit ADRIANO da Utrecht nato l'anno tore comparve. Per meglio erudiro 1599. ebbe una verità così singola la penna, il bulino, ed il pennelre nel dipingere gli animali, che lo, andò a Parma, ed a Venezia, sembravano vivi, e però lo desidee ritornò così dotto, diligente, agrò la Spagna, e l'Olanda per gogiustato, e tenero, che pose in gedere dei suoi dipinti. Sandrart fol. losia Annibale. Crebbe poi il con291. Morì l'anno 1651. tragenio di quogli, quando lo sentì ADRIANO Frisio Scultore. tanto acclamare per l'opere, che ADRIANO Palladino da Cortona, scoespose in pubblico, onde l'escluse laro di Pietro da Cortona, seguito dall'ajuto della Galleria Farnese in la maniera del suo Maestro, e moRoma, ritornando a Bologna pieno ri settuagenario nel 1680. di disgusti. Chiamato al servigio AGOSTINO Bruno di Colonia Agrip. del Serenissimo di Parma, provò pu pina, fiorì con lode singolare nel che mai contraria la sorte, per le dipignere storie, e fare ritratti, Sanopposizioni, che gli diede il Modrart fol. 303. schino Scultore, e Capo IngegneAGOSTINO Busti detto Agosto Bambaro delle fabbriche, antiponendo semja Scultore Milanese, molto stimato pre a lavori Gaspero Celio, Pitdal Lomazzo, e dal Vasari. Nel tore Romano: s'avanzarono á tal secondo Claustro di S. Francesco in segno i di lui crepacuori, che asMilano si vede il maraviglioso Mausalito da morbo letale, d'anni 45. soleo da lui scolpito l'anno 1522. ivi lasciò la vita; e dagli Accadeper la Famiglia Biraga. Costui nelmici del disegno gli fu in Bologna le figure grandi, e picciole mostrò fatto glorioso funerale. Dell'opere tale tenerezza, e delicatezza, che sue in versi, in istampa, dei supernon si possono vedere cose finite con bissimi paesi, e pitture, ne parlamaggior gusto. Torre fol. 133. fol. no diffusamente il Malvasia p. 206. Vasari p. 3. lib. 1. fol. 133. sol. 357. il Baglioni sol. 105. il BelDa esso pure è stato fatto il sontuo lorio, ed altri. ſo ſepelero di Mons. de Fois, con Fra le opere di lui dignissima di ossero aziopiù di dedeci istoris di basso riliene è la famosa Comunione di S. Girolamo vo; lavoro assai pregiato presso le nel nella Chiesa de' P P. Certosini di Vecchia: l'anno 1669. ebbe un fiBologna glio chiamato Bartolomeo, l'anno AGOSTINO Ciampelli Fiorentino, al1675. una figlia chiamata Caterina lievo di Santo Titi, servi Clemenamendue educati da lui nel disete VIII. in Vaticano, in Laterano. gno, i quali hanno dipinte cose vaed in altri luoghi; numerandosi d rie, che non sono dispiaciute ai sua mano, a olio, ed a fresco quageniali ranta opere pubbliche ben tinte, ACOSTINO Marcucci Sanese, prima dhegnate, e studiate. Fu fatto Prescolaro di Lodovico Caracci, e poi sidente della Fabbrica di S. Pietro, nella ribellione di Pietro Faccini ma oppresio da tanta fatica, mancontro i Caracci, fu seguace del cò d'anni 62. circa il 1640. lasciò Faccini. Malvasia par. 3. fol. 179. un bellissimo Libro, in cui erano AGOSTINO Melisi discepolo del Bilidisegnate con somma diligenza tutvelt; questo studiosissimo Pittore te l'Opere da lui fatte. Baglioni Fiorentino ha più disegnato, che difol. 319. pinto, ed in fatti i suoi disegni soAGOSTINO dalle Prospettive Bolognese. no in grande stima. E' morto circosì detto, perchè in quelle riuscì ca gli anni 70. famoso, tiro sì bene le linee al AGOSTINO Metelli Bolognese scolaro punto, che apparirono di straordidi Gabbriello dagli Occhiali, poi del naria grandezza, i chiariscuri di riDentone, riuscì uno dei primi frelievo, ed i piani veri; di modo tascanti d'Italia, come dall'opere inle, che ingannò Uomini, e bestie finite dipintevi si può vedere. Chianelle scale dipinte, finestre, porte, mato in Ispagna da Filippo IV. inportiere ec. fiorì nel 1525. Masini sieme col Colonna figurista, dipinfol. 612. se nei giardini, nelle logge, e nelle AGOSTINO della Robbia Fiorentino stanze Reali; ma oppresso da tante Scultore, fiorì nel 1460. e dalla sua fatiche, d'anni 51. ivi morì nel Casa uscirono altri Professori insi1660. fu quadratorista, prospettivigni di Scultura, e di Pittura, costa, architetto, ed intagliatore. Dieme si vedrà nella Tavola prima dei de alle stampe varj Libri, fece molCognomi. ti bravi scolari: vedi Gioseffo MaAGOSTINO. Diolivolse da Trapani, fu ria suo figlio, Malvasia part. 4. fel. Scultore, poi si fece Cappuccino. 401. AGOSTINO Galliazzi Pittore di buon AGOSTINO Montanari Genovese, con contorno, sfumato, e tenero, diGiovanni suo fratello imparò da Aupinse due quadri laterali nei Chiorelio. Lomi Pisano, che nel 1595. stri di S. Pietro Oliveto di Brescia. dimorava in Genova; si diede por Averoldi fol. 213. sotto a G. B. Paggi, ma presto moAGOSTINO Joris, o di Giorgio, nacri. Soprani fol. 81. que in Delso di Baviera l'anno AGOSTINO Sanese, ed Angelo fratel1525. imparò da Giacomo Mondi: lo minore ambedue Scultori Pisani, riusci gran figurista, ed intagliatooltrepassarono in poco tempo i loro re. Di anni 27. nel cavare acqua da Maestri, e non sia di ciò stupore, un fiume, restò soffocato dall'onperchè tirarono origine dai Progede. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 66. nitori, che sino nel 1190. furonc Mori nel anno 1552. celebri Architetti. In Arezzo dunAGOSTINO Litterini nacque in Veneque, in Pisa, in Orvieto, in Pistozia l'anno 1642. imparò il disegnaja, in Bologna, in Ferrara, in Manre, e il dipingere da Pietro della tova, ed in Siena (dove nel 1317. furo miniatori. Agosto Zerabaglia Sculfurono dichiarati Architetti del Pub, tore, tutti Milanesi: sono citati dal blico) lavorarono statue, porte, Lomazzo a fol. 435. 457. e 615. cebassi rilievi, e depositi; inalzarono di Agostino Busti. Campanili, Monasterj, e Palagi; fermarono il corso al Pò, che ruinati ALBERTINO Lodigiano Pittoro notato dal Lomuzzo, a fui. 4.5. Questo gli argini, più di diecimila persoALBERTINO dipinse nella Corte n'agne sommerse. Con gran lode Agogiore del Palazzo di Francesco Sforstino morì in Patria circa il 1348. za Duca di Milano. Ln azzo fol.405. Vasari p. 1. fol. 51. ALBERTO Altorfio, così cognominato AGOSTINO Silla Pittore da Messina dalla sua Patria in Svezia, dove si è scritto nel catalogo degli Accacontemplano con molta erudizione, demici di Roma, nel 1679. Da gioed attenta argutezza quadri dipinvine praticò la scuola d'Andrea ti in picciolo, ed in grande: si diSacchi, su erudito dilettante di melettò d'intagliare, ed in fatti le sue daglie, e di disegni. stampe possono stare al pari dell'alAGOSTINO Tassi Bolognese degno altre dei suoi tempi. Sandr. fol. 220. lievo di Paolo Brilli, famosissimo paesista in Roma: l'anno 1610. col ALBERTO Carlieri è nato in Roma l'anno 1672. è stato scolaro di GioCav. Ventura Salimbeni si portò a seffo de' Marchis, poi del Padre Genova, ed insieme dipinsero opere grandiose. Soprani soli 311. Pozzi della Comp. di Gesù: lavora AGOSTINO Veneziano scolaro di Marbellissimi quadri ripieni d'architetcantonio Raimondi: fu costui brature, e y introduce vaghe storietvo Intagliatore in rame, ed in lete di figurine ben mosse, ben cologno; marcava le sue stampe con le lorite, e che sommamente dilettano. lettere A. V. overo A. V. I. AGOSTINO Verona: vedi Masseo. ALBERTO Duro, o Durero, celebre S AGOSTINO del Castiglio fu pittore Scultore, Architetto, Intagliatore, Geometra, Prospettivo, Aritmetidi ottimo disegno; di che sede ne fanno le opere a fresco da lui fatco, Letterato, Scrittore, e Pittore. te nella Città di Cordova, nel clauNacque nella Città di Norimberga stro della Chiesa di S. Paolo, ed all'anno 1470. da Padre Orefice, per tre sparse qua e là per la Spagna. nome anch'esso Alberto, e da fanFu nativo di Siviglia, e l'anno ciullo praticò l'arte paterna, ed il 1626. in età ancor prospera diede disegno sotto il Bonmartino, (per fine a' suoi giorni. Nella vita di quanto ne scrive il Lomazzo, ed il lui scritta dal Palumino in lingua Baldinucci) o sotto Michele WolSpagnuola descrivonsi diffusamente gemuto (come vuole il Sandrart). le opere, a carte 288. della seconComunque siasi, le sue stampe in da parte. rame, ed in legno saranno sempre AGOSTINO di Bramantino Milarare: le sue pitture in grande, in picnese, citato dal Lomazzo nella sua ciolo, ed i suoi ritratti per la diliidea del Tempio a carte 270. dice genza, e finitezza, saranno marasi aver dipinto con isquisita manievigliosi; i suoi libri d'Architettura, ra, e grande intendimento di prodi Prospettiva, e di Fortificazioni, spettiva nella Chiesa di S. Maria e della Simetria dell'Uomo, sarandel Carmine in Milano, e sul gran no stimati per i belli documenti; cornicione della capella di S. Madil suo nome memorabile, per i nodalena bili trattamenti, che ebbe nelle RegAGOSTO Decio, e Ferrante suo figlio gie di Germania, di Boemia, d'Unghe venile età sia mancato, e che per gheria, d'Inghilterra; e d'Italia trascuraggine nessuno ci abbia lail suo ritratto venerabile, per la sciato alcuna memoria di sua virbellezza, e maestà; il suo penneltù; quando pur le dette opere, che lo, e bulino invidiabili, per la momalgrado le ingiurie de' tempi tutdestia, con cui dipinse, o intagliò, tavia si conservano, e che col nomeritando il nome glorioso di Cume dell'Autore segnate sono, mestode della Pittura, e della Pudici ritano che il nome di lui alla pozia. Colmo di ricchezze, d'onori, sterità si propaghi. Verisimilmente e di gloria, terminò i suoi giorni può credersi che fatte le abbia cird'anni 57. e nel Cimiterio di San ca il 1540. Giovanni fuori di Norimberga, sotALBERTO Calvetti Veneziano, scoto lapide contrasegnata col suo nolare del Celesti, lavorò in S. Zaccheme, ebbe il riposo. Scrivono la di ria, Chiesa di Monache in Venezia lui vita il Vasari par. 3. lib. 1. fol. e nella Chiesa dell'Ascensione. Di 300. il Lomazzo, il Sandrar. fol. 210. lui si parla e registransi le opere il Baldinucci fol. 1. ec. (a) nelle Minere della Pittura di nearALBERTO Fontana Modonese compaco Boschini. Morì circa gli angno di Niccolò Abate; nel dipigneni 1708. re fregi, arabeschi, o animali fu celeberrimo; se il fumo non avesse ALDIGERI da Zevio Veronese, e familiarissimo dei Signori della Scadenigrate le Beccarie di Modona, la, per i quali, oltre molte opere il tempo non avesse consumati moldipinse la sala maggiore del Palati muri, più chiara sarebbe ai nogio loro, nella quale oggi abita il stri giorni la gloria di questo Va Podestà, introducendovi la guerra lentuomo, del quale ne parla il Vedi Gierusalemme, secondo che la dedriani fol. 69. scrive Gioseffo Ebreo, in questa coALBERTO Ovater Arlemense artificiopiosa storia mostrò grande spirito, sissimo Pittore in comporre vaste e giudizio; comparendo nelle facstorie, toccate con gran maestria ciate quel copioso fatto d'armi, ree bel maneggio di colori, viveva cinto da bellissimi ornamenti, con sessagenario nel 1504. Sand. fol 204. medaglioni pendenti, entro i quali ALBERTO Cavalli insigne pittore si vedono ritratti conservati sino ai Savonese, che si crede essere state nostri tempi. Vasari par. 2. fol. 424. scolare di Giulio Romano. Di que sto valente uomo non ritrovandosi, ALDOGRAFT: fu il suo nome Alberto di Vestfaglia, fu scolaro d'Alberto ad onta delle usate perquisizioni Dura, con vaghi colori dipinse gran altre opere, fuorchè le sue grandi tele; deposto poi il pennello, e dapitture a fresco di figure giganteto di piglio al bulino, incise con sche nella Piazza delle Erbe in Vetale grazia, e diligenza, che i Bacrona, forza è supporre, che in gio(a) D'Alberto Duro possiede S. Maestà un Oratorio piccolo soderato di vellute nevo, in mezzo a cui vedesi la B. Vergine col bambino Gesù assisa su maestoso trono, con una prospettiva di colonne, che sostengono volte mirabili per la grande simetriate proporzione; dall'una parte vedesi S. Michele vestito di lucidissime arme, che presenta alla Vergine un Cavaliere che sta inginocchiato; e dall'altra S. Catta rina Vergine e Martire; d'ambe poi le parti continuano le volte sostenute da colenne di basi e capitelli bellissimi adornate, e con somma diligenza e intendimento di prospettiva condotte. Quest'opera su del glorioso Imperator Carlo V. il quale per sua divozione sempre dietro se la portava in tutte le sue espedizioni. Fu questo uno dei quadri più mirabili dell'Autore. Possiede pure S. Maestà un vago disegno lumeggiato d'oro, che servì per opera di Altare, col nome, ed anno 1510. come pure altri sei pezzi istoriati dello stesso Autore. canali dati in luce nel 1551. fecero un gran contrapreso all'opere dei migliori Maestri, per esservi in quelli gran varietà di teste, d'arie di movimenti, e d'abiti sul gusto di Luca d'Olanda. Morì in Soest otto leghe lontano da Munster. Baldinucci fol. 23. Sandrart fol. 233 Il Sig. Ventura Rossi Pittore del Rodi Polonia possiede Adamo ed Eva in vago paeſe di detto Autore. ALESSANDRO Adrianense, Pittoro di Anversa, è menzionato nel Gabinetto Aureo delle Vite de' Pittori Fiamminghi a carte 273. ALESSANDRO Ardente Pittor Lucchese è citato dal Lomazza a car. 435 ALESSANDRO Cesari, cognominato il Greco, per testimonianza del Vasari nel primo Tomo della 3. parte a carte 296. fu peritissimo nell intagliar pietre preziose, e far conj per medaglie, ed eguagliò gli antichi Greci e Romani. Vivea nell'anno 1550. come da singolare medaglia di Papa Giulio III. fatta da esso coll'anno stesso. Ritrasse molti Principi e Cardinali, ed intagliò pietre con tal diligenza e finitezza, che vengono giudicate antiche. Di lui ho veduto varj lavori in Lisbona nella raccolta del Sig. Marchese d'Abrantes. ALESSANDRO Marcello, Nobile Veneto, ai pregi della Musica e del la Poesia aggiunse anche quello della Pittura. Oltre a molte opere a ogno per suo diporto egregiamente condotte, nel soffitto della Chiesa di S. Maddalena in Venezia con par ticolare studio dipinse la detta Santa portata in Cielo da Cherubini. Fini di vivere, non ha guari, in Patria, al governo di cui, ed alla virtù incessantemente applicossi. ALESSANDRO Leopardo Scultore, e fonditore di bronzi Veneziano, servì la Serenissima Repubblica in molte opere pubbliche, e spezialmente di sua invenzione gettò e scopìl i tre grandi piedestalli di bronzo; che sostengon 1 stendardi che sono nella gran Piazza dinanzi alla Chiesa di S. Marco, per 1 quali, che sono di buon disegno, meritossi non poca lode. Senonchè l'aver egli voluto con frande attribuirsi il merito di una grande opera da altri fatta, offuscò assaissimo la gloria di lui. Avendo il Senato Veneto dato la commissione ad Andrea Verocchio esimio Scultor Fiorentino di alzare una magnifica statua equestre di bronzo ad onore di Bartolomeo Coleoni nella piazza de SS. Giovanni e Paolo, si accinse il valentuomo con tanto calore all'impresa, e nel gettarla tanto si affaticò, che soprafatto da violentissima febbre morì prima di ripulire, e di riporre la sua bellissima statua nel luogo assegnato. Al che fare essendo stato chiamato il Leopardo, potè tanto nell'animo di lui al desidario d'immortalarsi con opera così illustre, che si fece lecito usar di artifizio per usurparsi tal vanto. Fatto un piccolo incavo nella cintura sotto la pancia del cavallo, in esse v incise il suo nome in tal guisa: Alexander, Leopardus fecit opus: indi riempì di bitume l'incavo, e la cintura di sopra con oro coperse, a fine che, scioltosi un giorno o per pioggie, o per calore di Sole il bitume, venisse a scoprirsi il suo nome, come, non ha molto, addivenne. Nè di ciò contento ordinò, che dopo la sua morte sopra la lapida del suo sepolcro si ponesse la seguente iscrizione: DOMUM MATERNAM ALESSANDER LEOPARDUS SUIS Q. Pos. AN. XV. POST ILL. BARTOLAMAEI COLEI STATUAE BASIS IDEM OPIFEX M. D. X. Questa Lapida vedesi nel primo Clau Claustro di S. Maria, detta dell' Orto, dei Padri Borgognoni in Venezia. ALESSANDRO Provagli, Bolognese, in compagnia d'altri virtuosi del suo tempo, nell'Oratorio di S. Rocco dipinse uno degli undici pezzi, ond'è composta la Vita del Santo, e lo rappresentò in atto di dar l'elemosina ai poveri. Essersi egli fatto un grande credito con quella pittura, viene asserito dal Chiarissimo Giampietro Zanotti Cavazzoni nel suo Passeggiere disingannato a carte 146. ALESSANDRO Tremiglione scultore e architetto disegnò ed eresse la facciata della Chiesa di S. Moisè in Venezia, e con statue di sua mano scolpite adorrolla l'anno 1683. ALESSANDRO Vittoria, di Trento, esimio scultore scolare del Sansovino, di sue belle statue, getti di bronzo, e sontuosi sepolcri arricchì la Città e Stato di Venezia. Fu stipendiato da quella illustre Repubblica, operando nelle più cospicue fabbriche pubbliche, e nelle Chiese erette dalla magnificenza di quel Dominio, nelle quali tale maestria e spirito dimostrò, che meritamente può andar del pari cogli antichi Greci e Romani. Visse sempre alla grande amato e riverito da tutti, e spezialmente dal prestantissimo Tiziano Vecellio, per cui sino alla morte ebbe una particolare stima ed affetto. Scrissero di lui i più chlari poeti ed istorici, principalmente il Vasari in molti luoghi delle Vite dei Pittori, e distintamente in quella del Sansovino, a carte 244 del Tom. 3. di stampa di Bologna. In Venezia nella Chiesa de' Frari avvi un altare di statue di marmo di sei piedi l'una rappresentanti i SS. Girolamo, Giambattista, Pietro, Andrea e Leonardo; opera pregiatissima e rara. § ALESSANDRO Guglielmi studiò la Pittura nella scuola del famoso Solimena, poi si portò a quella di Sebastiano Conca in Roma, e divenuto buon disegnatore, alla miniatura attese, in cui fece grandi progressi, talmente che ritornato a Napoli dal suo primo Maestro Solimena su scelto a copiare uno de' suoi quadri, il quale essendo riuscito di una particolare bellezza, fu in dono mandato alla Regina di Spagna, dalla quale fu molto gradito. Vive esso tuttavia in patria. ALESSANDRO Trocchi Pittore Bolognese dipinse nella Chiesa di S. Paolo della detta Città i quindeci misterj del Rosario, che circondano la tavola del secondo altare della Capella Bonvisi. Passeggiere disingannato pag. 212. ALESSANDRO Abbondio nobile Fiorentino scolaro del Buonaroti: questi infondendo i celori nella cera. si dilettò formare storie, e ritratti al naturale così simili, che Ridolfo II. Imperadore lo volle a Praga per vederlo operare; ma in tal Città perdette la vita; laſciò un figlio del nome, e paterna virtù erede, il quale anch'esso in detto luogo rimase sepolto. Sandrart fol. 339. ALESSANDRO Albini Bolognese allievo dei Caracci, fu uno di quei spiritosi scolari, che concorse a dipignere il Funerale d'Agostino Caracci; figurò Prometeo, che scendeva dal Cielo con fuoco levato dalle ruote del Sole, per dare spirito, e vita alla statua di Pandora, da lui fabbricata. Malvasia p. 3. fel. 414. Masini fol. 613. ALESSANDRO Cherardini Fiorentino scolaro d'Alessandro Rosi è nato l'anno 1655. questo degno Pittore è spedito nell'operare, fiero nell'inventare, e di gran macchia nel colorire, in ispezie i soffitti, e volte a fresco, come al PP. Agostiniani, ma con più dolcezza a olio, s'ammira nelle nove lunette nei PP. di S. Marco, nella Chiesa dei PP. Cisterciensi, nelle Monache Convertite, in S. Giovannino dei Cavalieri, e nella nobilissima Galleria dei Signori Giugni. Altre infinite operazioni di sua mano si vedono in pubblico, ed in privato per altre Città, che per brevità si tralasciano, ed altrettante se ne sperano dalla franchezza del suo degno pennello a gloria della Patria, in cui vive felice. ALESSANDRO Algardi Bolognese allievo di Giulio Cesare Conventi, e seguace dei Caracci; riuscì uno dei famosi Scultori, che fusse a suoi tempi in Bologna, ed in Roma, dove lavorò in Vaticano il tanto memorabile basso rilievo dell'Attila fugato da S. Leone, per il quale Innoc. X. gli pose al collo la Croce d'oro, e lo dichiarò Cavaliere Mancò in Roma d' anni 56. nel 1654. e fu sepolto nella Chiesa della sua Nazione. Bellorio fol. 388. Masini fol. 613. La casa Sampieri di Bologna possiede un bellissimo putto di marmo di detto Autore. ALESSANDRO Allori nacque in Firenze l'anno 1535. fu scolaro d'Angelo Bronzino suo Zio, che l'amò come siglio: tanta pratica fece nel disegno, e nel dolce colorito, che d'anni 17. comparve in pubblico; di 19. andò a Roma; di 21. ritornò alla Patria erudito nelle vedute Romane, e fu posto in opera per le Chiese, e per i Palagi più cospicui: i ritratti di sua mano furono, e saranno sempre in grande stima, intese molto bene il nudo, e studiò assai sopra quelli del Buonarotti, ebbe gran pratica nella Notomia; studiò con diligenza le cose dell'arte. L'anno 1590. diede alle stampe un Libro, nel quale mostrò l'arte del disegnare le figure, principiando dalli muscoli, nervi, ossa, membra, e corpo umano; mancò in vecchiezza nel 1607. Borghini fol. 623. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 278. ALESSANDRO Aretusi Modonese: quali, e quante pitture, o ritratti abbia fatto questo virtuoso, non è opera mia il memorarli; dirò solo, che per un bel colorito, e per una vaga finitezza, fu amato da vari Principi, in particolare da quelli di Toscana, dove morì. Vedriani fol. 124. ALESSANDRO Bonvicino, detto il Moretto, nacque l'anno 1514. in Rovato (Tertitorio Bresciano) applicossi da giovinetto con grande spirito alla pittura in Venezia sotto Tiziano; indi rivolto! alli disegni, e stampe di Raffaello, fece tanto profitto, che molte delle sue pitture sparse nelle pubbliche Chiese, e Palagi di Brescia, sono stimate di quel gran Maestro: diede all'opero sua bello finimante, tenerez za, naturalezza, vivacità, proporzione, espressione, e ciere maestose: i ritratti di sua mano sono famosi al pari dell'opere, tante delle quali condusse a competenza del Romanino, tutto Tizianesco nel suo dipignere: ebbe sepoltura nella Chiesa di S. Clemente in Brescia. Ridolfi pag. 1. fol. 245. Cozzando fol. 108. Averoldi fol. 16. Rossi fol. 503. Il Sig. Co. Luigi Avogadro di Brescia nella sua bella raccolta di rare Pitture conserva bellissimi pezzi di questo Aurore. ALESSANDRO Botticelli: vedi Sandro. ALESSANDRO Bottoni Romano Pittore scritto fra gli Accademici di Roma ALESSANDRO Casolano Sanese scolaro del Cav. Roncalli, fece vedere l'opere sue copiose d'invenzione, graziose nella disposizione, ed accurate nel disegno; non s'affezionò mai alla propria maniera; il che veduto da Guido Reni ebbe a dire: cio, entrovi circa cento figurine costui veramente è Pittore: seguì divisandosi in ogni una tutte le la sua morte nel 1606. in età di 54. parti. anni e lasciò Ilario il figlio, che con il Vanni, e con il Salimbeni ALESSANDRO Maganza figlio di Gio. Batista Pittore, nacque in Vicenterminarono l'op'ere, che lasciò imza l'anno 1596. riportate le prime perfette. Baldinucci p. 2. sec. 4. regole pittoriche dal Genitore, pasfol. 214. sò alla scuola di Gio: Antonio FaALESSANDRO degli Alessandri Franzesolo, studiò dall'opere del Zelotse, è scritto fra gli Accademici Pitti, indi passò a Venezia con pensietori di Roma l'anno 1668. ro di fermarsi ivi; ma chiamato ALESSANDRO da Carpi scolaro di Loalla Patria dagli Accademici Olimren o Costa. pici, fra' quali godeva la gloria ALESSANDRO Desportes nacque a Camdi famoso Poeta, là bisognò far ripignoule in Sciampagna, e fu allievo torno: le pitture, che dipinse fudi Niccasio Bernard, seguì la marono molte, sì a olio, come a freniera del Maestro fatto naturalista sco: ricco di numerosa prole, ved'animali, e di fiori, con verità dendosela perire sotto gli occhi maravigliosa espressi. Il Re gli dienella pestilenza del 1630. con anide luogo nelle Gallerie del Lovure mo intrepido tollerò tale calamità, dove operò con onore: fece un viag dolendosi solo della morte, che gli gio per l'Inghilterra, dove lasciò portasse troppo rispetto: zelante delle proprie manifatture nome glodell'onore di Dio, e del bene del rioso prossimo, in età di 48. anni morì ALESSANDRO Fei, detto del Barbiere, con pianto universale di tutti Tiorentino, con i principi avuti de buoni, e de i poverelli. Ridolf Ridolfo Ghirlandajo, con gl'increpar. 2. fol. 237. menti sotto Pier Francia, ed i progiessi riportati da Tommaso di S. AEESSANDRO Magnasco, detto il Lissandrino, nacque in Genova, ha Friano, si fece Valentuomo in granimparato il disegno, ed il coloride, ed in picciolo sopra scrittorj, re da Filippo Abbiati: è riuscito a olio, a fresco, a chiaroscuro, in mirabile in picciole figure, ma che figure, e prospettive nelle Città di damio nel grandioso, per una cerFirenze, di Pistoja, di Messina, e ta mossa di tocchi risoluti, e spenella Francia: dipinse ancora pubditi di gran macchia. Nell'ideare blici quadri con gran maneggio di poscia machine ha un'invenzione colore, di pratica, e di copiosa innon ordinaria. Vive in Milano. venzione. Nacque l'anno 1538. e di 38. anni lavorava per la Germa- Diverse sue opere singolari possiede la Casa Aresi, e il S. Marchese Cania. Borghini fol. 632. snedi; come in Venezia il S. Giusep ALESSANDRO Grimaldi Bolognese fu pe Smith Consele della gran Bertafiglio, e scolaro del famoso paesista Gio: Francesco detto Bolognese, gna. del quale si parlerà a suo luogo; ALESSANDRO Mari Turinese sortì i natali l'anno 1650. Dal variare seguì la maniera del Padre. paesi, variò gli esercizj; pure nelALESSANDRO Loni Fiorentino, dopo la pittura stabili il proprio genio. 47. anni di vita morì nel 1702. In Genoya dunque sotto Domenico imparò da Carlo Dolci, e seguitò Piola, in Venezia sotto il Cav. Lila maniera finita del Maestro. Pe beri, ed in Bologna sotto Lorenzo il Gran Principe di Toscana dipin Pasinelli, terminati gli studj del di se un quadretto minore d'un bracsegno ### segno incontrò l'approvazione di Uomini illustri, e singolari nelle invenzioni simboliche, e misteriose, e nell' imitazione d'alcuni Maestri antichi, i quali ha contrafatti sì bene, che non hanno avuto difficultà i più saputi di dichiararle di quelli. Visse in Milano esercitando non meno il pennello nel dipignere, che la penna in poetare. Morì in Madrid l'anno 1707. ALESSANDRO Marchesini figlio di Francesco Architetto, ed ingegnero nacque in Verona l'anno 1664. Con i principj del disegno sotto Biagio Falcieri, e con lo studio sopra l'opere di suo fratello Scultore, giunse all'età di 16. anni pratico disegnatore faraginoso: ciò osservato dal Virtuoso Pittore Antonio Calza, lo condusse a Bologna, dove ebbe luogo nella scuola del famoso Carlo Cignani; ivi copiò varj quadri del Maestro, ed altri ne fece d'invenzione. Ritornato alla Pa tria dipinse nel Collegio dei Notaj, nelle Chiese di S. Biagio, della Madonna della Scala, ed in Palagi diversi: giugnendo poi un suo quadro a Bolzano, ordinatogli da quel Magistrato, con tal occasione s aprì la strada per la Germania dove al giorno d'oggi sono ricercati i di lui quadri, particolarmente in picciolo. Vive questo modesto Pittore, e cerca sempre più maggiore perfezione per erudire l'opere sue in grande, in picciolo, a olio, ed a fresco. Mort in Verona l'anno 1733. ALESSANDRO Minganti scultore della scuola di Bologna, con Achille Censore, gettò di metallo la statua di Papa Gregorio XIII. che sta sopra la porta del Palagio pubblico di Bologna. Fioriva nel 1580. Masini fol. 613. vedi Anchise Censore. ALESSANDRO Orazj Bolognese bravo frescante fiorì nel 1440, Masini fol. 613 ALESSANDRO Rosi Pittore Fiorentino, nato circa il 1627. imparò da Cesare Dandini; riuscì bravo disegnatore; dipinse di gran macchia, e rilievo, e pure comparve tenero, vago, e finito, sì a olio, come a fresco: la Galleria dei Signori Corsini, la Tavola del S. Francesco nel Duomo di Prato, la Madonna famosa, e due baccanali per il Gran Principe Ferdinando, ed altre sue operazioni sono autentici testimonj del suo valore. Seguì la morte di questo bravo Pittore nell' età sua di 70. anni con istravagante accidente, e fu, che passando per certa contrada precipitò da un terrazzo una colonna, che l'uccise. ALESSANDRO Saluci Pittore Fiorentino, e Cavaliere; sta scritto al Libro degli Accademici di Roma nell anno 1648. ALESSANDRO Tiarini nacque in Bologna l'anno 1577. Inclinato più alla pittura, che alle lettere, fu accolto da Lavinia Fontana, che l'introdusse al disegno, poi lo consegnò per il colorito a Prospero suo Padre; questo defunto con estremo suo dolore, s'inoltrò egli nella scuola di Bartolomeo Cesi. Succedette poi, che in una baruffa scaricò un arma da fuoco nel petto d'un suo emolo, ma però senza offesa, onde fuggì con molti disagi a Firenze; ivi ritrovò ricovero nella bottega d'un ritrattista, esercitandosi nel fare le mani, e vestire i ritratti, il che veduto dal Passignano bravo Pittore, lo accolse in Casa, e vi dimorò sette anni continui Superati tutti i Compagni, ed uguagliato il Maestro, giunse la fama del suo alto sapere a Bologna, ove, liberato dalla contumacia, fece stupire con l'opere sue i Dilettanti. Alla vista d'un tinto di gran forza, di scorci non più veduti, d'impasto, e gran maneggio di colore, ti quadri dall'Autore medesimo, le lore, le Chiese, i Palagi, i Cavaquali un tempo adornavano l'organo valieri, ed i Cittadini si fecero adegli Accademici Filarmonici di Vevanti per godere della rarità dell' rona; ed oltre a queste ha eziandio opere sue, che furono numerose in altro quadro, su cui è dipinta la Bologna, in Cremona, in Parma Beata Vergine con S. Giuseppe, ed il in Reggio, in Modona, in MantoBambino Gesù. (b) va, ed in altre Città, come le deALESSANDRO Varotari, Veronese, detscrive il Malvasia par. 4. fol. 181. to il Padovanino, figlio, e scolaro Giunto all'età d'anni 91. fu sepoldi Dario; con la maniera paterna to nella Chiesa di S. Procolo. e con la Paolesca avanzossi l'anno Chi ha gusto di pittura non ometta di 1614. in S. Giustina, ed in altre contemplare il quadro grande posto Chiese, lasciandovi bellissimi quanella Capella del Rosario in S. Dodri. Ebbe una sorella per nome menico di Bologna, in cui è espresso Chiara, chiarissima anch essa nella il miracolo fatto da S. Domenico di pittura, e nei ritratti; questa risurisuscitare un fanciullo morto. (a) tando ogni onorevole accasamento ALESSANDRO Turco Veronese detto mai volle abbandonare il suo fral'Orbetto, perchè da fanciullo servì tello, e lo servì sino alla morte, di guida ad un cieco; illuminato che seguì nel 1650. in età di 60. dalla natura al disegno, cercò le anni. Ridolfi par. 2. fol. 83. regole dalla disciplina di Felice RicUn prezioso quaaro di costui e vi presse ci, detto il Brusasorci, e così bene S. E. il Signor Filippo Nani in Veseguì la maniera del Maestro, che nezia. (6) terminati i suoi giorni nel 1605. e ALESSANDRO Vassello scolaro di Gialasciate opere imperfette, furono cinto Brandi, coi disegni del Maemirabilmente complute, servendostro dipinse nella Volta della nava gli. di compagno Pasquale Ottino ta di S. Gio: della Malva un Dio della ſcuola medema: alle volte voPadre, e l'Altare Maggiore di detlendosi allontanare dallo stile del ta Chiesa in Roma. Titi fol. 29. Maestro, fece vedere un colorito ALESSIO Balduinetti Fiorentino con orreggesco, le sagome, ed i semtro il genio del Padre, che lo vobianti delle figure Guidesche, e con leva alla mercatura, nella quale questo bel modo di dipignere, si feaveva guadagnato gran somma di ce grande onore. Ridolfi par. 2. contanti, s'applicò al disegno, e fol 121. raro divenne nel copiare dal natuNella bella serie di pitture possedurale, nel fare ritratti, e nel dipita dal Signor Marchese Girardini gnere a olio, e a fresco fu diligendi Verona, sonovi molti pezzi di quate; finì le sue cose col fiato, e sebdri di questo Autore; ed in partico bene davano un poco nel seccarellare la famosa Tavola de' Re Magi lo, e nel crudetto, nulladimeno le Il Signor Giuseppe Smith console d' disponeva in sì vaghi paesetti, che Inghilterra in Venezia ha quattro belerano universalmente gradite: imlissime figure dipinte in quattro distinparò (a) La Maestà del Re Augusto di Polonia, ed Elettor di Sassonia ha di questo Aure un quadro con Angelica e Medoro, figure quasi al naturale: era prima nella Galleria Estense b) Cinque pezzi istoriati di lui veggonsi nella Galleria di S. Maestà. (c) Di questo valente artefice due pezzi istoriati sono in potere di S. Maestà. a parò anco il mosaico da un Tedesco, e lavorò diverse storie: visse fino agli anni 80. e di sua elezione volle morire nello Spedale di S. Paolo di Firenze l'anno 1448. Borghini fol. 329. Vasari par. 2 sol. 245. S ALFONSO Petrazzi, Pittor Senese, non solo diede più saggi di sua abilità nel maneggio di pennelli in pubblico ed in privato, imitando la bella maniera del Vanni suo Maestro; ma intento a promuovere la sua nobil arte, per comodo ed ammaestramento dei giovani principianci un Accademia a sue spese in sua casa istitui, cui tenne aperta eziandio ai forestieri, i quali alla pittura applicar si volessero. Per questa benemerenza amato qual padre dai professori visse civilmente sino all' ultima vecchiaja, e nell anno 1665. finì di vivere, Baldinucci sec. 5. fogl. 85. ALFONSO Torregiani Architetto disegnò e diresse la bella fabbrica della Chiesa di S. Ignazio, Noviziato de PP. Gesuiti in Bologna. Passeggiere disingannato pag. 75. stampa di Bologna ALFONSO Boschi Scultore fiorì nel 1649. ALFONSO Lombardo, o da Ferrara Scultore, e bravo ritrattista in cera, nello stucco, ed in marmo. A competenza di Tiziano, questo col pennello, e quello col scarpello, ritrassero Carlo V. e n ebbero ugualmente il premio; in marmo scolpì Clem. VII. e Giuliano Medici: d'anni 49. morì nel 1536. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 180. ALFONSO Rivarola, detto Ghenda Pittore Ferrarese, fu scolaro del Bononi, morì d'anni 33. nel 1640. ALONSO Sanchez Coello di Toledo, famoso ritrattista: dopo aver fatto il ritratto di Filippo II. Re delle Spagne, su dal medesimo Monarca mandato al Re di Morea. Butron. fol. 122. ALONSO dell'Arco, ch'ebbe il soprannome di Sordo, Pittore nato in Madrid, fu discepolo di D. Antonio Berneda. Nella sua infanzia era muto, ma col tempo balbet. tando profferi qualche parola. Applicossi a fare Ritratti, e gli faceva somigliantissimi, tali essendo quelli da esso dipinti nel Salone dei Padri di S. Giovanni di Dio in Madrid. Attese pure a fare istorie molto stimate da professori e dilettanti. Ebbe lunghissima vita, negli ultimi anni della quale tal cambiamento seguì nell'operare di lui, che le ultime pitture son dalle antecedenti dissomigliantissime. L'ultimo anno di sua vita fu il mille e settecento; vedi il Palumino a carte 453. par. 2. ALONSO del Tarco, Pittore paesista di Madrid, con leggiadra maniera espresse le differenze dei siti arie, e dirupi. Ne scrisse il Palumino la vita a carte 411. ALUNSO Vasques, nato in Ronda lo vicino a Siviglia, fu Pittore riputato per le molte sue pitture in S. Isidoro di Siviglia, e nel Convento della Mercede. Studiò molto la notomia, e su emolo di Pacheco. Mancò di vita l'anno 1650. Vedi la vita di lui nel tomo 2. del Palumino carte 305. ALONSO Berruguete, pittore, scultore, e architetto, nacque in un luogo chiamato Paredes de Navè poco distante da Vagliadolid. Andò a Roma nella sua gioventù, e profittò degl'insegnamenti del grande Michelangelo Buonaroti, e fu molto amico di Baccio Bandinelli, e di Andrea del Sarto, ma molto più delle belle antiche statue, e dei ben condotti Edifizj. Tornato alla sua Patria diede prove del suo intendimento e perizia nella Chiesa di S. Benito Real di Vagliadolid, cui con pezzi di architettura, con sue statue e pitture lodevolmente arricchi. chi, Dall'invittissimo Carlo V. fu § ALONSO SANCHEZ COOEGLIO Porfatto Cavaliere della Chiave d'otoghese, Pittore di Filippo II. Re ro, e suo Ajutante di camera, vodelle Spagne, su eccellente nel falendo che la virtù supplisse al di re ritratti, e dipingere Istorie. Nelfetto della nascita. Pieno di onori la fresca sua età portatosi in Roe di gloria morì l'anno 1545. Il Pama, con attenta ed indefessa cura lumino ne scrisse la Vita a carte studiò su gli originali di Rafaello, 230. Tom. 2. delle Vite de' Pittori e di altri egregj Pittori. Tornato Spagnuoli; e ne fa menzione il Vain Ispagna, dal detto Monarca fu sari par. 2. pag. 399. Ediz. di Bodichiarato suo Pittore coll'assegnalogna. mento di grosso stipendio, e di coALONSO Cano, scultore e architetto, moda abitazione nel Reale Palazuscì di nobile famiglia di Granata zo; nel quale mentre egli operava, l'anno 1600. Nella sua prima età così grande era per lui la stima e da mediocre pittore i rudimenti apla grazia del Re, che, oltre al chiaprese della pittura, ma i gemmarlo col titolo di Portoghese Titori di lui scorgendo in esso talento ziano, partendosi talora dalle sue superiore a quel del Maestro, a Sistanze per visitarlo, e cheramente viglia il mandarono, dove precet di dietro accostandosegli, colle sue tori ebbe Francesco Pacheco, e Giomani gli occhi gli turava, del che vanni del Castillo pittori valenti e accorgendosi Alonso, e volendo rizdi stima. Nella detta Città varie zarsi in piedi per dimostrazione del opere fece per la Chiesa di Monte dovuto ossequio, il Re con somma Sion dell'Ordine dei Predicatori, e benignità gl'imponea, che si stesse per altre Chiese ancora; delle qua a sedere, e che il suo lavoro seguisli essere fatte con maestria e dilise, e le ore intere a vederlo dipingenza, arrivata la notizia al Duca gere con piacere passava. Fece per Conte di Olivares, fu chiamato al l'Escuriale molte pitture, le quali la Corte, e coll'appoggio di cos messe al paragone di quelle de più grande Mecenate arrivò ad essere l' celebri Pittori, che in quel Real Architetto maggiore del Re; non Mon stero conservansi, non son creintralasciando però mai di dipinge dute punto inferiori. Copiò per orre non tanto ne' Palazzi Reali, quandine del Re le quattro famose Futo per le Città e Grandi del Rerie di Tiziano, che imitò a segno gno. Fu uomo di bell'aspetto, e d'essere riputate originali dagli indi genio assai bizzarro, ed amò tendenti più esperti. Per le Chiese, sempre di vestire e trattarsi alla e luoghi privati del Regno di Spagrande. Fini di vivere l'anno 1676. gna sparse sono moltissime opere di ed ebbe sepoltura nella Chiesa mag lui, e sono in tanto pregio ed estigiore di Granata sua Patria; restanmazione, che l'anno 1733. in Lisdo perciò sconsolatissimi i suoi amibona un suo quadro, in cui non cire gli amatori delle belle arti. erano che due mezze figure, è staPalumino pag. 388. part. 2. to in mia presenza venduto ad un ALONSO DE NEESSA nato nelle vi Francese per 400. Ducati d'oro. cinanze di Madrid, fu Pittore assai Morì da vero Cristiano, come era spiritoso. Veggonsi le opere di lui vissuto, nell'anno 1590. lasciando nella Chiesa e ne' Claustri dell'Osun grosso capitale per la fondazioservanza in Madrid. Il Palumino ne di un Ospitale in Vagliadolid part. 2. attesta, che di anni 40. fiper le povere Orfanelle, oltre una nì di vivere nel 1668. facoltà di più di 50000. mille scudi a' suoi il Re con is quel Rea a' suoi Eredi lasciata. Altre partità (Luogo Pio in Milano) varie colarità della sua vita vedi nel Pafigure, che dispensano a' Poveri la lumino part. 2. pag. 260. in lingua limosina, e queste furono terminaSpagnuola te l'anno 1486. Torre fol. 295. LoALTOBELLO da Melone Cremonese mazzo fol. 681. Pittore, descritto dal Lomazzo AMBROGIO BONVICINO Milanese ime dal Lamo a fol. 83. fioriva circa parò la Scultura in Roma da Prosil 1530. pero Bresciano: con ispirito, e con ALVARO di Pietro, Pittor Portugrazia avvivò molti marmi per le ghese. Il Vasari fa menzione di queChiese, e Palagi di quella gran Citsto valentuomo nella vita di Tadtà: visse anni 70. e morì nel 1622. deo Bartoli, dicendo che operò con Baglioni fol. 170. grido, e che vivea negli anni 1450. AMBROGIO CIOCCA scolaro di Giulio AMANZIO ROSINI Cittadino di CoAntonio Procaccino; perchè si dimo, scolaro d'Antonio Maria Creslettò di girare il Mondo, poche opepi, detto il Bustino; era per riuscire pubbliche si vedono in Milano re grand'Uomo, se la morte non sua Patria; le private poi sono sul gli troncava lo stame vitale in giogusto del suo Maestro. M. S. ventù l'anno 1690. AMBROGIO DU BOIS nato in AnverAMBROGIO BESOzzi nacque in Milasa l'anno 1543. toccava il quinto no l'anno 1648. Ebbe per Maestro lustro, quando in Parigi fu ricononel disegno Gioseffo Danedi, detto sciuto per eccellente Pittore, onde il Montalio: andò poi a Roma, e Enrico IV. l'impiegò ne' lavori di dal continuo studiare sopra le staFontanablò; e non solo coi penneltue, e pitture, e dal frequentare la 11, ma ancora col propri disegni per scuola di Ciro Ferri pigliò di quelaltri Pittori, si fece grande onore. la maniera Romana, e dopo sei anLasciò Paolo suo Nipote, ed altri ni ritornò a Milano molto pratico scolari bravi nel disegno. Morì di nella pittura, e nell' architettura anni 72. Baldinucci part. 2. sec. 4. negli ornati, ne' fregi, e negli arafol. 272. beschi, colle quali prerogative si fe- AMBROGIO FIGINO insine Pittore Mice largo in Turino, dove dipinse lanese in quadri istoriati, ed anco una Galleria a Madama Reale di in ritratti; questi condusse a tanta Savoja, ed altri ornati in diversi perfezione, che le Dame, i CavaPalagi: il simile fece in Piacenza. lieri, ed i Principi vollero da lui ed in Milano nella Sala de' Giurisessere effigiati. Il Mastro di Camconsulti, nelle Chiese, e nelle Capo di Casa Foppa ritratto interase private dentro, e fuori di sua Pamente al naturale fu in pubblico tria a olio, e a fresco, dove si amSenato da' Pittori più celebri stimamirano opere sue diverse, oltre le to mille seudi: fece il Ritratto dell molte spedite in oltramontani paeAltezza Reale di Savoja di quei si, le quali fanno conoscere quantempi, e per quello fu lodato nei to mai egli fusse famoso Pittore. suoi versi dal Marino: fiorì circa il Mori a' dì 6. Ottobre 1706. e su 1590. e fu scolaro di Gio: Paolo sepolto nella Chiesa della B. V. presLomazzo. M.S. so S. Satiro, dove era Deputato del Lo ſindio di Di-egni di Ambrogio Fi. Venerando Consorzio del Santissimo gino è stato acquistato dal Sig. GiuSacramento. seppe Smith console d'Inghilterra, che AMBROGIO BEVILACQUA Pittore Migli conserva nella sua rara e doviziolanese, dipinse a fresco nella Carisa Raccolta uniti a quelli de' più ec mo pigneva con ambedue le mani, cellenti Maestri; Quelli del Figino in una tenendo il chiaro, nell'alſon tanto eſatti quanto quelli di Mitra lo scuro: le opere sue sino al chelangelo da esso imitato. Lo stesse giorno d'oggi si conservano molto Sig. Console acquistò pure e conserva bene, per un colore grasso, e bene un Manoſcritto del detto Autore. impastato: aggrandì la maniera più AMBROGIO LORENZETTI Sanese ebbe di quella del Maestro. Guido suo bella, e nobile invenzione nel situafratello fu anch'esso Pittore: more le figure con gran diligenza, e rì d'anni 78. e fu sepolto nella Chiefacilità dipinte; unì al pennello la sa de Padri Carmelitani di S. Marpenna, e scrisse a favore della sua tino Maggiore nel 1552. Malvasia Patria, dalla quale su impiegato in part. 2. fol. 141. Vasari part. 3. lib. 1. alti maneggi: nel 1340. d'anni 83. fol. 220. passò all'altra vita. Vasari part. 1. fol. ANASTASIO FONTEBUONI Fiorentino, dopo la disciplina del Cav. PassiAMBROGIO PARISIO Scultore Romagnani andò a Roma, e ritrovò da no lavorò il basso rilievo nell'Urna dipignere in S. Balbina, in S. Gio: Sepolcrale di Clemente X. in San de Fiorentini, in S. Prisca, in San Pietro di Roma; ed una Santa BarGiacomo degli Spagnuoli, in San bara nella Chiesa di detta Santa ai Paolo, ed in altri luoghi. In FiLibrari. Fu scritto al catalogo degli renze vi sono sue memorie: finì la Accademici Romani l'anno 1678. vita in Patria in età giovanile nel Titi fol. 11. Ponteficato di Paolo V. Baglioni AMBROGIO BONO studiò la Pittufol. 163. ra sotto la disciplina di Carlo Lot in Venezia, e seguì la maniera del ANCHISE CENSORE, ed Alessandro Minganti già descritto, furono amenMaestro, non mai da quella dipardue Statuarj della Scuola di Bolotendosi. Lavorò nella Scola della gna; lavorarono insieme la bella Misericordia, ed in altri luoghi di Statua di bronzo di Gregorio XIII. detta Città. che sta sopra la Porta del Palagio AMBROGIO BORGOGNONE Pittore Maggiore in Piazza di Bologna: Milanese, dipinse il Tempio di San questa è di peso 11300. libre; fu Satiro nella sua Patria. Lomazzo finita l'anno 1580. e furono pagacita detto Autore a cart. 679. del ti gli Artefici con 700. scudi per suo libro dell'Arte della Pittura. ciaschoduno. Masini fel. 504. Vi fu AMBROGIO MARTINEZ Pittor di Graancora in Bologna un altro Anchinata, ammaestrato fu nella Pittuse, detto dal aisegno. ra da Alonso Cano Pittore ed ArANDREA ANDREASI Mantovano dechitetto del Re delle Spagne. Nel gno è di memoria pe' suoi intagli Real Monistero di San Girolamo di in legno dati alle stampe. Il Triondetta Città, ed altri luoghi fece fo di Nostro Signore in più sogli, molti Quadri, che gli fecero granmolte opere di Giovanni Bologna, de onore, e pe' quali si meritò una e di Domenico Beccafumi, ed il non volgare stima. Il Palumino cart. ritaglio del Trionso di Andrea Man381. part. 2. che ne descrisse la Vitegna, sono tutte opere di sua ma ta, vuol che sia merto l'an. 1674. no. Il Baylione dà conto di lui a AMICO ASPERTINO Bolognese, unc. carte 278. de più bizzari umori, che uscisse ANDREA, e FRANCESCO fratelli BONCalla Scuola di Francesco Francia. DI della Città di Forlì, furono eruera chiamato Mastro Amico da due diti nella pittura dal celebre Carle pennelli, perchè nel tempo medesi Cighani, come nella Vita di lui a Giordano aggiunta al Bellori accencart. 61. nasi a cart. 389. ANDREA CALAMECH Scultore Carra- rese, Scolaro dell'Ammannato, ladi-Bisagno, distretto di Genova, vorò in Firenze nel Deposito in S. anno 1490. si applicò alla Pittura, Croce di Michelangelo Buonaroti e riuscì il migliore, che dipingesse e fece la Statua rappresentante lo al suo tempo in Genova. Una TaStudio, sotto a cui stassi prostesa, vola da esso dipinta in San Martie come prigioniera la Pigrizia. Il no, che probabilmente credesi sarà Vasari nella 3. part. a cart. 204. lo stata la sua Parrochia, su cui rapfa dotato di grande abilità. presentasi la Vergine col bambino ANDREA FERRERI Scultore MilaGesù nelle braccia, coronata dagli nese, per i saggi d'ingegno dati sì Angeli, segnata col nome di lui, nella Scoltura, che nell' Architeted anno 1516. mostra chiaramente tura, fu aggregato ali Accademia la perizia ed abilità dell'operatoClementina, nella cui Istoria a cart. re. Altre opere a questa non pun135. della seconda parte si fa di to inferiori, avvegnacchè giovi speesso onorata menzione, e se ne rerare, che dal pennello di lui siano gistrano anche le opere. Fu scolaro uscite, nessun'altra però se ne acdi Giuseppe Mazza celebre Scultor cenna nelle Vite de' Pittori GenoBolognese, e viveva ancora nell'anvesi scritte dal Soprani a cart. 26. no 1739. ANDREA PALLADIO Vicentino, che § ANDREA GONZALEZ, Pittore di Lisfu uno de' prù eccellenti Architetti bona, studiò sotto D. Giulio Pit d'Europa, e che ora reputasi il più tor Genovese, che fece lunga dimo accreditato Magstro del modo di ra, e finì di vivere nella detta Citfabbricare, ovunque le belle arti tà. Divenne costui così franco, e sono in pregio, non ha bisogno, pratico nel dipingere, che non men che io colle mie rozze parole tenper la Corte, che nelle Chiese va ti di tessere encomj al glorioso suo continuamente operando con istile nome. Di lui parlano, ed immorcosì vago e corretto, a segno che tale lo rendono i cinque Libri di se avesse fatto i suoi studj in ItaArchitettura, da esso scritti a prolia, avrebbe superato tutti i Pittositto non men degli artefici, che ri di sua nazione. Con un' abilità degli studiosi, e di ottimi precetti desiderabile in ogni professione è ver arricchiti, de' quali in più linguo satissimo sì nel far figure, come tradotti, e quai canoni di tal arte animali, che dalla natura, e dal considerati, tutto il mondo fa uso; vero a maraviglia imita. S. E. il e le moltissime vaghe, sode, e maeSig. Duca di Cadaval ha di costui stose fabbriche, da lui maestrevolun quadro grande con figure al namente erette in Venezia, Padova, turale, ed animali, con particolare Vicenza, e suoi distretti, le quali maestria e spirito espresso. per l'idea, per il gusto, per la siANDREA MIGLIONICO Napoletano metria, e proporzion delle parti Pittore, scolaro di Luca Giordano. dagli intendenti e professori con piadipinse con freschezza di colore, ed cere e profitto si ammirano. Il virimitò il Maestro nella velocità deltuosissimo Milord Burlington apla mano, ma non potè uguagliarlo passionatissimo amatore, e promonella particolare grazia e maniera. tore dell'architettonica arte, e che Dipinse molti quadri nelle Chiese col suo magnifico Palazzo in Londi Napoli, come nella Vita del dra, e col delizioso luogo di Cam pagna in Clesich, di sua idea, ed invenzione architettati, ed cretti, ha dato luminosi saggi degli studj fatti in quell arte, e del suo raro sapere, grandissima quantità possede di disegni di quest' insigne Maestro, ed uniti a molte preziose pitture. quai gioje conservagli; e come cortesissimo Cavaliere ch'egli e, a chiunque di vedergli ha vaghezza, mostrargli compiacesi. Di questo celebratissimo Autore vedine la Vita premessa alle opere di lui, e nel Vasari, nel Sansovino part. 3. car. 248. stampa di Bologna. ANDREA PREVITALE Bergamasco, Scolaro di Giovanni Bellino, fu così esatto nell'imitare la maniera del Maestro, che molte sue opere al Bellino vengono attribuite, dando occasione a questo errore la somiglianza dell'artifizio. Fece molti ritratti con isquisita diligenza, e freschezza. Nella Cattedrale di Bergamo dipinse la Tavola con San Benedetto, ed altri Santi, per la quale ebbe grande stima. Ed in Sant Agostino pure di Bergamo dipinse S Orsola con le Vergini, nella qual tavola bellissime teste, di licati visi, e ben disposti panneggiamenti si veggono. In Ceneda dipinse la Santissima Annunziata, quadro cotanto apprezzato da Tiziano, che qualunque volta di passare per quella Città gli accadeva, a contemplarlo buona pezza fermavasi. Si crede vivesse, e fiorisse negli anni 1530. e si fa menzione di lui dal Ridulfi part. 1. cart. 123. ANDREA RICCIO Padovano di origine, e Scultore di professione. Di mano di costui sono le due Statue di Adamo ed Eva, che nel discendere dalla grande Scala, detta comunemente de' Giganti, del Palaz zo Ducal di Venezia si veggono e per il tempo, in cui fatte furono, sono stimatissime. Viveva egli nel 1400, e fu amicissimo di Antonello da Messina, come dal Vasari part. 2. cart. 284. si accenna. ANDREA TORESANI Bresciano, dotatò dalla natura di sublime talento per divenire Pittore, in età di soli anni tredici dipingeva paesi così al naturale, che dava ammirazione agli intendenti dell'arte. I Parenti di lui, vedendo l'inclinazione congiunta all'abilità del giovinetto, alla Scuola di Antonio Aureggio il mandarono, nella quale poco tempo fermatosi, arrivò a superare di gran lunga il Maestro. Di là, perchè nell' arte si perfezionasse, fu inviato a Venezia, dove studiando le opere di valentuomini, e la natura imitando, varj proſpetti di mare, con isbarchi, con navigli, con figure alla foggia delle differenti nazioni vestite con tal proprietà e grazia disegnò, ch'era una meraviglia a vedergli. In questo esercizio il giorno continuando, e frequentando la notte l'Accademia del nudo, nello spazio di cinque anni così celebre Maestro divenne, che da ogni Forestiere di qualità, che a Venezia in quel tempo arrivava, qualche quadro di lui con grande ansietà ricercavasi. Disegnò a penna con tanto sapore e finitezza, imitando il Campagnola e Tiziano, che da S. E. il Sig. Zaccheria Sagredo Patrizio Veneto amantissimo della Pittura, ebbe ordine di fare cento vedute in foglio tutte a penna; qual commissione mirabilmente eseguì. Altre cento vedute di paesi in mezzi fogli fece per me Pietro Guarienti, toccate a penna con tanto giudizio, e sapere, che in quella maniera di disegnare quasi unico e singolare può dirsi. Chiamato alla Patria, fece molte opere per Cavalieri e dilettanti, dipinte e condotte con istile bizzarro, e adornate con molte graziose figure, onde al fresco paeseg giare di lui una nuova bellezza si 1775 ### cesco della Torre, e Domenico Coaggiunge. Ivi pure fece un Libro sia, Pittori Napoletani, sopra vedi ritratti de' più famosi Musici, tri, per ornamenti di scrigni, e di Cantatrici, e Suonatori di quel temGabinetti, seguendo nel colorirgli po, disegnati a penna ed acquarella maniera del Maestro. Tutti e tre la con tanta somiglianza e morquesti valentuomini son menzionabidezza, che sembravano più viti nella Vita del Giordano a cart. 392. vi, che disegnati. Arrivato questo ANDREA Voltolini Pittor Veronese, Libro alle mani di D. Francesco oltre aver fatto de' ritratti somiglianValdalba Sacerdote, Musico ecceltissimi, dipinse anche fatti istorici lente ed amatore della pittura, sì sì nelle Chiese, che nelle case pricaro sel tiene, che per qualunque vate di sua Patria, in cui tenne grande offerta di prezzo gli sia sta Scola aperta per chi voleva apprenta fatta, non ha avuto cuor di pridere la pittura. Fioriva negli anni varsene. Per la fama del suo sape 1680. ed in Patria morì. re pervenuta a Milano, colà desiderato portossi, e con soddisfazione § ANDREA DA MURANO, così chiamato dal Ridolfi nella prima pardi quer Signori molte belle opere te a cart. 20. fu Maestro di Luigi fece; e per servigio di molti CavaVivarino, ed in San Pietro Martilieri Inglesi, che colà giornalmente re di Murano dipinse l'immagine capitano, le più belle vedute sì di quel Santo, secondo l'uso di quei della Città, che del Ducato dipintempi, in campo dorato. se. Dopo il soggiorno di quattro ANDREA DELL ASTA, che fu prianni ripassato a Venezia, fu colto ma scolaro di Solimena, si portò a da un tocco d'apoplessia, che lo Roma, e studiò sulle opere di Rafprivò dell'intendimento, e gli rese faello, e del Domenichino, dalle inabile al lavoro la mano, con inquali addottrinato, ritornò a Nacredibile dispiacere di tutti quei, Poli, con riputazione di buon Pitche lo conoscevano. Dal qual fiero tore, ed operò sì in pubblico, che male essendo stato tenuto per varj in privato. Parti ſono del pennello mesi inchiodato nel letto, e dipoi di lui i due quadri laterali nel Coconsigliato a passare nell'aria natiro della Chiesa di Sant'Agostino va, dalla quale se gli faceva spe de' Padri Scalzi: nell'uno de' quali rare qualche sollievo, solito suggeriè espressa la Nascita del Signore, mento de Medicine' casi gravi, ne nell'altro l'Adorazion de' Re Maquali disperano di poter riuscir con ogi. Molte altre opere di lui si amnore, ivi pochi giorni dopo il suo mirano in Napoli, particolarmenarrivo andò a ricevere il premio te descritte dal Dominici part. 3. a delle sue cristiane virtù, per essecart. 673. Morì l'anno 1721. in età re sempre stato modesto, casto, ed d'anni 48. amatore de' poveri. ANDREA VACCARO Pittore NapoANDREA VISO Pittore Napoletaletano, seguì da principio la mano, scolaro del Giordano, fece ne niera del Caravaggio, indi quella pubblici e privati luoghi molte pitdel celebre Guido, ed operò molto ture istoriate in grande; ma riuin Napoli ed altrove. Nella Chiescendo assai meglio nelle figure picsa della Pietà de' Turchini in detcole, con quelle assai credito e stita Città nella Capella grande a ma acquistossi. Viveva ancora nell' sinistra vedesi in un bel quadro di anno 1720. lui rappresentata Sant' Anna, che ANDREA VINCENTI Pittore, scolaofferisce a Dio Padre la Verginelro del Giordano, dipinse con FranG 2. le difegnava: occorse nel viaggio la Maria; e ſopra nuvole nella di Loreto, che sotto Macerata scoGloria si vede discendere il Padre prì in bella veduta quella FortezEterno accompagnato da vaghi Anza, e datosi al disegno, comparvegioletti; nel primo sopra un graro gli esecutori della Giustizia, che dino sta inginocchiato San Tommalo condussero prigione, e fattone so d'Aquino, che tiene in mano il rigoroso processo sopra l'altre ForSantissimo Sacramento. Mori in Natezze copiate, fu condannato con poli nel 1670. capitale sentenza alla morte; e so ANDREA VACCARI Pittore, che alMonsignore Bandini Fiorentino Gocuni dicono nativo di Roma, altri vernatore di quella Città non avesdi Genova, nella Chiesa della B. se pigliato informazione in Firenze Vergine di Loreto della Nazione Italiana in Lisbona dipinse una dedel suo genio pittorico, gli succedeva la diſgrazia; fu diſinvolto nell posizione di Croce con bella macoperare, atteggiante nelle figure, e chia e forza. Vivea circa gli anni 1670. risentito nella macchia; fu Poeta, Sonatore, Musico perfetto, di belANDREA DE VARGAS della Città la presenza, camminava con gradi Crema nelle Spagne, in età avanvita, e vestiva pomposamente: lazata portossi a Madrid per apprensciò la spoglia mortale circa l'anno dere la pittura dagli insegnamenti 1606. Bal tinucci part. 2. sec. 4. sol. 210. ed esempio di Francesco Camillo; ANDREA CAMASSEI da Bevagna, Scoe fu così ardente in lui questa volaro del Domenichino in Roma, poi glia, che in breve arrivò ad eguagliare il Meestro; il che recando d'Andrea Sacchi. In S. Pietro, in gelosia e dispiacere al suddetto, fu S. Egidio, in S Andrea della Valobbligato a ritornarsene alla sua le, in S. Bastianello, in S. Gio: in fonte, in S. Cajo, in S. Maria in Patria, dove molte pitture fece a via lata, ne' Padri Cappuccini, e oglio, ed a fresco. Mancò di vita nella Rotonda, tutte Chiese di Rol'anno 1674. in età d'anni 60. Il ma, vi sono opere degne del suo Palumino Tom. 2. cart. 381. dolce, nobile, e glorioso pennello, ANDREA VAN ARTUELT Pittore di tutte descritte nella Tavola dell Anversa, fu eccellente nel rappre Abate Titi. sentare navigli, e vedute di mere come pure burasche, stimatissime ANDREA CAMPANA Modonese, und dagli amatori dell' arte. Vivea in di quei Pittori vecchi, che fioriroPatria negli anni 1660. come dall no nel 1400. e che sono descritti Aureo Gabinetto a cart. 105. dal Vedriani fol. 56. ANDREA BOLGI da Carrara Scultore ANDREA CARLO BOULLE nato a Paè scritto al catalogo degli Accaderigi il dì 11. Novembre 1642. pormici di Roma l'anno 1648. Vi fu tò dalla natura tutte quelle dispoanco a quei tempi Andrea Carrarisizioni, che sono necessarie per le no Scultore, il quale penso, che belle Arti, e per qualunque professia lo stesso Bolgi, così nominato: sione, che si fusse fatta elettiva. vedi Francesco Mochi. La propensione di questo grande Sog ANDREA BOSCOLI Fiorentino Scolaro getto l'inclinava alla pittura, se di Santo Titi, quanto più simili suo Padre Artefice Ebanista non alla maniera del Maestro, tanto avesse impiegato a seguire l'arte più strevagante fu di natura; nei sua, che poi l'illuminò, e l'ajutò suoi viaggi teneva sempre pronto nel disegno, nel gusto, ed in una un libro, in cui le vedute più belperfezione superiore, e non cogni ra al Padre, nè ad alcun altro avanti di sè. Con la scelta de' legni della Indie, e del Brasile, di colori diversi, imitò nelle sue manifatture qualunque spezie di fiori, di frutti e di animali, componendone quadri, con caccie, battaglie, e mode accompagnate d'ornamenti d'un finissimo gusto, arricchiti di bronzi per formare Tavole, Scrittorj, Scrigni, Arme, Cifre, Orologi, Fregi e quanto mai li veniva in fantasia, così che resta a giudicarsene il vero, con ammirazione, ne Gabinetti di Monsignore il Delfino a Versailles, altresì per uso del Re, e di altri Signori, e particolari, tanto Francesi, quanto stranieri, i quali sono stati curiosi dell'opere sue La Maestà del Re gli diede luogo nelle Gallerie del Louvre in qualità di Architetto, di Pittore, di Scultore a mosaico, di Artesice E banista, d'Inventore di Cifre, e di Mastro ordinario de' sigilli Reali Il Cav. Bernino venuto in Francia. contrasse seco amicizia, e gli servì di consiglio sopra i disegni d'Architettura, che fece per ornamento del Louvre. La grande unione cumulata di tutte le sorte di disegni d'antichi, e moderni Pittori, e di tante stampe, gli fu sempre utilissima, e chiamava questa maravigliosa raccolta Sorgente deliziosa, che al presente li serve di diletto, e divertimento, avendo rinunziato 1 suoi ordegni a quattro snoi figliuoli, i quali impiegati ne' lavori, non sono inferiori di perfezione al Padre, ma ben fondati per la cognizione delle buone Arti. ANDREA CELESTI nacque in Venezia l'anno 1637. alleyato nel disegno e nella pittura dal Cav. Matteo Ponzoni, cercò da sè una vaga ma niera, ideo graziose, nobiltà d'abbigliamenti, ssarzo di pieghe, colore rilevante, sbattimenti luminosi, campo ameno, ed aria serena; con tante belle prerogative comparve alla vista di Venezia, e di altre Città con quadri grandi, e piccioli, che rallegrano l'occhio, e gradiscono a molti geniali. Morì l'anno 1706. era Cavaliero. ANDREA COMMODO Fiorentino Scolaro del Cigoli, entrò giovinetto in Roma, e dipigneva assai bene i ritratti al naturale; per copiare poi quadri famosi non ebbe pari, di modo che restarono ingannati più volte gli stessi periti dell' arte: sebbene era sempre occupato in copiare cose antiche, o moderne, lasciò però in pubblico qualche memoria: ritornato alla Patria con buono studio, con diligenza lavorò molti quadri, in ispezie un Giudizio universale, che fu l'opera migliore: morì d'anni 78. nel 1638. Fu sepolto in S. Ambrogio con pompa, e con accompagnamento degli Accademici del disegno. Baglioni fol. 334. Baldinucci part. 2. sec. 4. fol. 260. ANDREA CONTUCCI dal Monte Sansovino, e però comunemente detto il Sansovino: Fu celebre plastico, franco disegnatore, famoso prospettivo, e cosmografo; dal pascere gli armenti passò a Firenze nella Scuola d'Antomo Pollajolo, e tanto si approsittò nella Scultura, che nove anni servì il Re di Portogallo, Giulio II. per due Sepolcri nella Madonna del Popolo in Roma, Leone X. per la celatura di marmo nella Santa Casa, e molti altri Principi; colmo di ricchezze, di gloria, e d onore, morì in Patria d'anni 68. nel 1529. Vasari part. 3. lib. 1. fol. 122. Boughini fol. 401. ANDREA COSTA Bolognese, fece cose mirabili nella Santa Casa di Loreto, per quanto ne scrive il Malvasia par. 3. fol. 581. ANDREA del CASTAGNO, Fiorentino, detto Andrea dagl'impiccati, perchè l'anno 1478. dipinse al naturale in varj scorci appesi tutti i ca 1513. tutti i suoi spiriti più risopi della congiura contro Giulia luti per comparire imitatore d'un no, e Lorenzo fratelli dei Meditanto Mastro in S. Gaudioso Moci: fu Uomo fiero; uccise Domenache di Napoli. Andrea fu di Canico Veneziano, che gli fu Maesa Sabbatini. stro, per l'invidia di sentire tanto lodare l'opere di quegli: visse 71. ANDREA del GOBBO Milanese fiori nei tempi del Correggio, fu Pittore, e anni. Pasari p. 2. fol. 300. coloritore assai vago; parse quantiANDREA de' CERI Fiorentino, così dettà d'opere sue per le Case, a Pato, perchè pigneva i Ceri soliti oflagi: Nella Certosa di Pavia si ve ferirsi per S. Giovanni, attese poi de una Tavola grande con l'Assunalle miniature, e ad altre opere lota di M. V. dalla quale si comprendevoli. Borghini fol. 461. de quanto fusse eccellente, ed amaANDREA da Fiesole di Casa Ferrucci tore della fatica. Vasari p. 3. lib. 1. Architetto, e Scultore, Scolaro di fol. 25. Lamo fol. 102. Francesco Ferrucci, poi di Michel Maini Scultori Fesolani, lavorò in In S. Pietro Martire di Murano dipinse un sontuoso quadre nel la Capella PalNapoli, in Pistoja, in Volterra, in Fierenze, e mandò suoi lavori in lacini. Ungheria, mancò in vecchiaja, e ANDREA del MINGA compagno del Buonaroti nella Scuola del Ghirlanfu sepolto nei Padri dei Servi. Vadajo; fu nativo di Firenze. Vasari sari part. 3. lib. 1. fol. 113. Borghini par. 3. lib. 1. fol. 446. fol. 397. ANDREA da Fusina Milanese degno ANDREA del SARTO nato in Firenze da Padre Sartore, l'anno 1478. in teScultore; scolpi la Maddalena col nera età diede altissimi saggi del vaso in mano nella facciata del suo sapere nell'arte dell'orefice Duomo di Milano. Lomazzo fol. 682. nel disegno sotto Gio: Barile, e nel Un altro Andrea Fusina vive in dipinto sotto Pietro di Cosimo RosRoma di questa famiglia, il quale selli. Qual fusse la sua applicazioattende alla Scultura, ed ha fatto ne, e lo studio, si può dedurre dall' molti belli ritratti del Regnante opere giovanili, che comparvero Pontefice Clemente XI, e molte aggiustate, modeste, ben disegnate, Statue. e meglio colorite, come si può veANDREA di LIONE Napolitano prima dere nel mai abbastanza lodato scolaro del Cav. Belisario Greco Chiostro della Santissima Nunziata, poi con Salvatore Rosa discepolo nel quale espresse sì al vivo i fatd'Aniello Falcone: da giovine diti di S. Filippo Benizio, che tirò pinse alcune stanze nel Palagio del la maraviglia a contemplarli. CoVice Re sull'andare di Belisario; e minciarono per tanto a crescergli sono battaglie in grande; poi imigl'impegni, e sospirarono le Chietando il Falcone fece meglio in picse, i Palagi, ed i Mercanti l'opere ciolo; e in prospettive. Ebbe bellissue; giunse la fama del valoroso simo studio di disegni: morì ottoPittore in Francia, e desioso d'avergenario in Napoli, circa il 1675. lo in Corte Francesco I. lo chiamò ANDREA da Salerno ebbe i primi eru a sè, e con trattamento ben degno dimenti della pittura dal Zingaro d'un tanto Mecenate dei Virtuosi, vecchio; ma alla fama di Raffaello fu il merito d'Andrea contradistind'Urbino entrò nella di lui Scuola, to. Chiamato alla Patria dalla moe ne riportò di quell'elegantissimo glie, e dai parenti con licenza di disegno, e perfettissimo colorito i quel Monarca, e con promessa, e fondamenti: pose in opera l'anno li: ebbe per moglie una Sorella del giuramento di ritornarvi, si partì famoso Scultore Sansovino: fu docarico di danari, e d'onori. Fermaminato dalla malinconia, godeva to poi in Firenze dai pianti della più rosto stare ritirato in campa consorte, mancò alla promessa, con sommo spiacere del Re. Terminò gna, che lasciarsi vedere in Città: in tanto il Cortile, e l'opere della finì la vita d'anni 64. Vasari par. 3. Compagnia dello Scalzo, che sono lib. 1. fol. 230. e saranno sempre la Scuola, e l'AcANDREA GENEROLI di Sabina, detto in cademia, dalle quali ogni studioso Roma il Sabinese. Dipinse l'Altar potrà imparare il modo di colorimaggiore, ed i laterali di S. Gio: re, e di disegnare. Sono infinite Colavita di Roma. Titi fol. 49. l'altre opere, che fece, come si può ANDREA LANZANO Milanese Scolaro di vedere da tante stampe, e dal VaLuigi Scaramuccia, in Roma sotto sari par. 3. lib. 1. fol. 155. Termine Maratti, ed osservatore del Cav. finalmente di peste i suoi giorni in Lanfranchi, dopo aver date belle età di 42. anni, e nella Compagnia prove del suo valore in Patria fu dello Scalzo ebbe onorate esequie, chiamato all'Imperio, dove fu fatto Cavaliere, e travagliò con some riposo. (a) ANDREA de WERDT, alias dell'Histe mo onore; istoriò nobilmente i suoi da Brusselles, discepolo di Cristiano quadri, colorì con vago, e forte Quechorni, fu solitario Pittore stuimpasto di colore, abbligliò le fidioso, e gran paesista in Italia: gure con maestosi panneggiamenti, guardò con attenzione il dipinto del e s'avanzò sempre più alla gloria, Parmigianino, e cercò imitarlo nelsino all'anno 1712. le stampe, che diede alla luce: fiù- ANDREA LILIO d'Ancona con bella, ri nel 1560. Baldinucci par. 2. sec. 4. e dolce maniera imitò il Barocci, ma non così vago; piacque tanto fol. 67. ANDREA PATIGATI da Chiari (Castello a Papa Sisto V. il dipignere di quenel Territorio Bresciano) dipinse sto spedito Pittore, che l'impiegò l'Altare Maggiore delle Monache nella Libraria Vaticana, nella Scala d. S. Girolamo di Brescia. AverolSanta, e nel Palagio Maggiore: sedi fol. 266. ce ancora miniature, e dipinse batANDREA FELTRINO, detto di Cosime taglie. Terminò i suoi giorni in Rosselli, che gli fu Maestro nello Ascoli d'anni 55. circa il 1610. Baglioni fol. 139. figure, e nei grotteschi, che condusse con nuova, e vaga invenzione, ANDREA LVIGI d'Assisi, detto l'Infu Scolaro di Morto da Feltri: molgegno, scolaro di Pietro Perugino ti chiariscuri si vedono in Firenze nel luogo chiamato il Cambio di di sua mano: lavorò negl'ingressi Perugia lavorò nelle Pitture, che dei Pontefici, e nei funerali Ducavanno sotto il nome di Pietro Perugino, (a) S. M. il Re di Polonia possiede il più bel quadro che uscito sia dall'industre pennello di Andrea dal Sarto, commendato dal Vasati, ed esaltato dallo Scanelli, ed è il sagrifizio di Abramo, che su prima della Galleria Estense; come pure altro raro quadro con la Sacra Famiglia, figure al naturale, che parimenti trovavansi nella stessa Galeria. E similmente altro quadro col sagrifizio di Abramo, simile al primo e della stessa grandezza, ma inferiore nella bellezza, e col paese differente e non così bene condotto. Questo quadro essendo stato fatto dall'Autore per mandare al Re di Francia, e non essendone pienamente contento, fece il secondo, ma essendo in quel frattempo mancato di vita, il più bello di essi su acquistato dal Duca Francesco di Modena allora vivente, e l'altro da un Nobile Veneto, ora l'uno e l'altro posseduti da S. Maestà l'onore di essere Maestro del famorugino, e quelle, che sono di mano so Correggio. Riposò dalle fatiche di Andrea si veggono in più mo nel 1517. in età d'anni 86. sepolto derno stile, che quelle del Maestro in S. Andrea, con Deposito, e rie tutte furono finite l'anno 1500. tratto di bronzo. Vasari par. 2. fol. come ivi sta registrato nella meda391. Ridafi par. 1. fol. 67. Sandrart glia, dove è il ritratto di Pietro fol. 107. (a). Perugino: in ciò sbagliò il Sandrari a credere dalla novità dello stile Non ometta il curioso di veder in Padova nella Chiesa degli Eremitañi d'Andrea, che le suddette Pitture una capella dipinta da queſto celefossero di Raffaello, il quale quanbre Autore do furono terminate non avea più che 17. anni, e di quella età non ANDREA MONTICELLI, detto il Pittore da S. Damiano, per la contipotea arrivare alla maniera d'Anguità a detta Chiesa, dove teneva drea, la quale poi da lui scoperta bottega, e stanza: nacque in Bolonon solo fu imitata poco dopo, ma gna nel 1640. imparò la quadratudi gran lunga superata col tempo. tura da Agostino Metelli, e la geoIl Vasari car. 419. fa menzione nella metria da Matteo Borbone, poi da 2. par. pr. Volume. se fatto universale nei fiori, nei ANDREA MAINARDI, e Marco Antofrutti, nei tapeti, nei vasi, nelle nio fratelli Cremonesi, imparorono marine, nei paesi, nelle prospettida Giulio Campi il dipignere, e il ve, nelle scene, e negli arazzi findisegnare: operarono molto nei loti, a olio, o tempra, servì la Franlo contorni. cia, la Savoja, Firenze, ed altre CitANDREA MARILIANO Pavese entrò rà: comunicò pure tal pratica a nella Scuola di Bergardino Campi, Giacomo suo fratello, ed a Teodol'anno 1 581. Lamo sol. 111. ro il figlio, i quali vivono in detta ANDREA MANTEGNA Mantovano (o Città. Egli morì l'anno 1716. come vuole il Ridolfi Padovano ANDREA ORAZJ spiritoso Pittore in Rocol mezzo del disegno appreso nelma, è citato dall'Ab. Titi fol. 330. la scuola di Francesco Squarcione ANDREA ORCAGNA Scultore, Pittore, Pittore di Padova, passò dal pasce e Architetto Fiorentino, su Maestro re gli armenti ad essere fatto Cava di Giacomo suo fratello, e di Maliere del Marchese di Mantova, riotto suo nipote, per molto tempo Chiamato a Roma da Innoc. VIII. attese alla Scultura, e poi s'invadipinse gran tratto di muro in Belvedere, ma non vedendo correre stighì della Pittura, e gli fu imparapendio, formò di terra, da una par to il maneggio dei pennelli da Bernardo suo fratello. Per dare a dite del muro, la Discrezione. Il Pavedere, che era Pittore, e Scultopa, che ogni giorno andava a vedere l'opere del Pittore, l'interrore, nei dipinti ponea il suo nome Andreas Sculptor faciebat, e nelle gò, che significasse quella figura ed avuto per risposta, che era la Sculture, Andreas Pictor faciebat. D Discrezione: dall’altra parte (sog. questo valente Artefice parlano con giunse) fategli la Pazienza. Servi somma lode il Vasari, e il Baldialtri Principi, e gran Personaggi nucci nel secolo 2. fol. 63. diede alle Stampe opere varie da ANDREA PISANO Scultore, ed Arlui dipinte, ed intagliate. Scrisse un chitetto uscito dalla Scuola di GiotTrattato dell'Architettura. Godè to. Lavorò molte Statue in Firen(a) Un pezzo istoriato di Andrea conservasi presso di S, Maestà. tore, e scolaro del Cav. Maratti, ze, e di getto fece una Porta di si è avanzato così bene nell'Arte. bronzo per la Chiesa di S. Gio: la che dalla Santità di N. S. è stato quale fu terminata l'anno 1339. eletto per uno di quei Professori, Con architettura di lui fu fondato che hanno dipinto li dodici Profeil Tempio di S. Gio. in Pistoja l'anti, tra i pilastri della nave magno 1337. nei fondamenti del quale giore, nella Basilica di S. Gio: La fu ritrovato il Corpo di S. Atto Vescovo di quella Città, che ivi terano, ed egli ha colorito, a olio il Profeta Daniello. Moò in Maera stato sotterra, per lo spazio di 137. anni. Servì il Duca d'Atene dud l'anno 1539. Tiranno dei Fiorentini in varie ocANDREA RUTHART Fiammingo dipincorrenze, sì di fortificazioni, come se in S. Eusebio di Roma, si fece d'erezioni di varj Palagi. Egli è poi Monaco Celestino. Titi fol. 203 (a) molto lodato dal Vasari p. p. fol. 64. ANDREA SACCHI Romano nacque l'ane dal Baldinucci, secolo 2. fol. 32. no 1594. e riusci uno dei più spiritosi, e concettosi allievi dell'AlNel tempo del Doge Pietro Gradenigo bano; così bene lo seguì nella tel'anno 1300. oltre aver lavorato vanerezza, e nel colorito, che parve rie statue per la facciata della Chiediffuso lo spirito del Maestro nello sa di S. Marco, Capella Ducale del Scolaro. Con sì bella, e vaga mala Serenissima Repubblica di Venezia, niera s'aprì la via in Vaticano, fece il modello dell'Arsenale, como con cinque tavole d'Altare, quatda manoscritto antico, e dal Vasari tro delle quali furono per i patisi accerta par. pr. carte 66. nella Vita di detto artefice. menti dell'umidità levate, restandovi ora il S. Gregorio; e diversi ANDREA PODESTA Genovese Scolare mosaici, con suo disegno condotti. di Gio: Andrea Ferrari, andò a RoIn dodici altre Chiese principali ma, e meritò esser annoverato fra s'ammirano opere sue, descrittte gli Accademici Pittori. Soprani fol. nella tavola dell'Abate Titi, senza 259. le molte particolari per Principi ANDREA PORTA nacque in Milanc Romani, e stranieri. La sua Scuol'anno 1656. ebbe i principj del dila fu sempre numerosa di Studenti, segno da Cesare Fiori; studiò poi perché con amore, e con dolcezza da sè sopra le opere del Legnaniprestava ad ogn uno rispettivamenno, e si fece un colorito di tal forte il convenevole ajuto: finalmente za, e di tal vaghezza a olio, e a settuagenario terminò con gloria la fresco, che da tutti è gradito, o vita. M. S. però è sempre impiegato nei lavoUn famoso quadro di detto Autore pos ri. Ha un figlio per nome Ferdisiede il Re di Portogalo. nando, nato l'anno 1689. il quale ANDREA SALAINO: vedi Salai. per la grazia del disegno, per la ANDREA SCACCIATI Fiorentino, naforza del dipingere, e per la vivato circa il 1642. imparò da Mario cità dello spirito si crede, che giunBalassi, poi da Lorenzo Lippi, quegerà alla persezione: vivono in Misto lo persuase a dipingere si orilano frutti, ed animali, ai quali tendeANDREA POSSENTI Romano è scritto va il genio, e riuscì di tal'eccelal Catalogo degli Accademici di Rolenza, che ha servito la Serenissima nel 1657. ma Casa di Toscana, in Livorno ANDREA PROCACCINI Romano Pitmol(a) Di questo Autore tre pezzi con animali e figure, sono presso S. Maestà. molti Signori Inglesi, dai quali fu ANDREA TASI stimato il migliore lavoratore, e Capomastro di mosaico invitato in Inghilterra, ma per cernella sua Patria di Firenze: andò to impedimento restò in Patria, dove è morto nel secolo presente. a Venezia, e pigliò gran dimestichezza con quei Pittori Greci, che ANDREA SEMINI Genovese imparò da Antonio suo Padre il dipignere lavoravano in S. Marco; gli sortì poi in Roma dall'opere di Rassaela forza di prieghi, e danari condurre a Firenze Mastro Apollonio. lo si perfezionò; visse 68. anni il quale l'instruì in molte cose morì nel 1594. Soprani fol. 57. vedi Ottavio. del arte, e lavorarono gran tempo insieme: giunto all'età d'81. anni ANDREA SCHIAVONE da Sebenico in Dalmazia, condotto a Venezia s'ape di nostra salute 1294. lasciò la plicò a copiare le stampe del Parspoglia mortale. Vasari par. 1. fol. 24. migianino, l'opere di Tiziano, e ANDREA da Viadana, nell'anno 1578. di Giorgione; si fece con questo andò sotto la disciplina di Bernarstudio, senza altro Maestro, una dino Campi, dal quale imparò a pastosa, vaga, e dilettevole maniedisegnare, e a dipignere, e ne rira, che andò sempre crescendo sino portò grande profitto. Lamo sol. 111. all'anno 1582. in cui sessagenario ANDREA VEROCCHIO Fiorentino Orediè riposo ai pennelli. Vasari par. 3. sice, Fonditore, Scultore, Architetto, Pittore, Geometra, Intaglialib. 2. fol. 48. Ridolfi part. 1. fol. 227. (a) tore, Musico; portato da sublime ANDREA SCHIZZI Bolognese imparò ingegno al possesso di tante virtù, si fece desiderare dai Pontefici, dai dall'Albano, e da Lucio Massari, Re, dal Principi, a dai gran Mosinochè ebbero stanza insieme, illa poi divisi, andò sotto Francesco narchi: da tante fatiche oppresso, Briccio. Invaghito d'imparare la in età di 56. anni morì in Venezia quadratura la cercò dagl'insegnae l'ossa sue furono portate a Firenze da Lorenzo di Credi, suo menti del Colonna, del Metelli, o del Dentone, riuscendo a perfezioScolaro, e sepolte in S. Ambrogio. ne perito anche nell'Architettura Borghini fol. 355. Vasari par. 2. sol. che però nei Teatri, e Palagi più famosi su sempre adoperato; di Vedi la memoria di questo Autore in quanto operò in Bologna, ne parla Alessandro Leopardo. il Malvasia par. 4. fol. 176. in Ge- ANDREA VICENTINO Veneziano sconova, il Soprani fol. 233. laro del Palma juniore, sebbene non ANDREA SOLARI Milanese fratello di godeva tutta la perfezione del diCristoforo, detto il Gobbo, con Ansegno, s'ajutava però tanto col vadrea Salaino, detto Salai (del quago, e sbrigativo colorire, che nelle si parlerà a suo luogo) dipinse le Sale dello Scrutinio del Gran Condue tavole d'Altare nella Chiesa siglio, e nell' Antepregadi di Vene della gran Certosa di Pavia. Torre zia, stabilì diversi lavori in vaste, fol. 138. e copiose tele disposti; le pitture ANDREA SGUAZZELLA Fiorentino scoposcia per le Chiese, e particolari laro d'Andrea del Sarto, andò in sono in gran numero, perchè laFrancia col Maestro, quando si porvorò indefessamente, sino agli natò a servire Francesco I. come si è ni 75. e del Signore 1614. Ridolfi detto Vasari par. 3. lib. 1. fol. 164. par. 2. fol. 144. AN(a) Tre pezzi istoriati di lui sono nella celebratissima Galleria di S. Maestà. . ANDRINO d'EDESIA Pavese Pittoto il tempo di sua vita, che fu cirre, nominato dal Lomazzo nel suo ca l'anno 1500. Vasari par. 2. fol. 346. Trattato della pittura, a fol. 35. ANGELO EVERARDI, detto il FiamVivea nei tempt di Giotto. menghino, perchè filio di Gio: nati ANGELA BEINASCHI figlia e discepovo della Fiandra, nacque in Brela del Cavaliere Gio: Batista, nac scia l'anno 1647. imparò da Gio: da que l'anno 1666. ed ora vive in RoHert nativo d'Anversa Partito il ma dipignendo, e facendo naturali Maestro per Vienna, dove dimoraritratti. va il fratello giojelliero dell'ImpeANGELICA RENIERI, Anna, Clorinde, radore Ferdinando III. passò sotto la moglie di Pietro della Vecchia bradisciplina di Francesco Monti, detvo Pittore, e Lucrezia moglie di to il Brescianino, e portò via tutDaniel Vandich Pittore di buon no ta quella maniera, e colorito; parme, tutte figlie, e discepole di Nictì poi per Roma: studiò due anni colò Renieri, si concitarono l'inl'opere di quei celebri Maestri, in vidia dei migliori Pittori di Venezia particolare le battaglie del Borgoper la bella riuscita, che tutte fecero gnone, e di ritorno alla Patria, granella pittura. Boschini fol. 527. dirono a molti l'opere, e la piaceANGELO BIGI Pittore Fiorentino fravolezza dei suoi costumi: poco temtello, e scolaro del Francia: vedi po durò la gloria di questo virtuoFrancia Bigi. so, mentre d'anni 31. passò all'altra ANGELO BRONZINO Fiorentino scovita. M.S. laro, ed amato come figlio dal PonANGELO GADDI Fiorentino figlio, e tormo; compose i cartoni per gli ICOLAIO di Taddeo, sarebbe per cerArazzi Ducali; dipinse i ritratti di to riuscito uno dei primi Pittori di tutti gli Uomini Illustri di Casa quel tempo, se la copia delle faMedici; lavorò quadri per la Francultà paterne non gli avesse intercia, e per altre Città: il suo stile clusa la via, attendendo alla merfu dolcissimo, vago, e di bello imcatura, talchè morendo nel 1387. pasto; i suoi disegni a carboncino lasciò il valsente di cinquanta mitenerissimi, e perfettamente dintorla fiorini ai suoi figliuoli. Non è nati. Compose rime eroiche, e talperò, che per passatempo non di volta bernesche: fiorì nel 1570. Va pignesse quadri ragionevoli, e risari par. 3. lib. 2. fol. 273. (a) staurasse con perfezione i mosaici. ANGELO CAROSELLO Romano dipinMantenne scuola aperta di pittura, se in S. Pietro di Roma il bel e Cennio di Drea vi studiò 12. anquadro di San Vincislao Duca di ni: visse 63. anni, e nel sepolcro dei Boemia. Titi fol. 12. Fu scolaro suoi Maggiori in S. Maria Novella del Caravaggio; morì d'anni 78. riposa. Vasari par. 1. fol. 112. nel 1651. ANGELO: GALLI Milanese discepolo del ANGELO di DONINO Fiorentino ecDuchino: nella Collegiata di S. cellente disegnatore, ed amicissimo Giorgio di Milano dipinse la tavodi Cosimo Rosselli; se il tempo che la di S. Carlo affaccendato tra i lanspese in disegnare l'avesse impiegaguenti in tempo della peste di Mito in dipignere, sarebbe riuscito più lano. Torre. fol. 142. glorioso, e felice, giachè stentò tut-ANGELO MAINI, e TIBURZIO MAINI. H. 2 prin. (a) Di Angelo Bronzino S. Maestà ha due ritrati, ed altro quadro istoriato, principali Scultori Pavesi, lavorarono in picciole figure, come scrive il Lomazzo ANGELO MARIA CRIVELLI Pittore di scuderia Milanese: con il vero avanti gli occhi più dalla natura, che dall'arte fatto Pittore, s'è dato a dipignere animali, con tanta eccellenza tocati, e finiti, che i primari Pittori si provvedono di quelli per la compiacenza, che ne ritrovano. Vive in Patria, ove era Pittore dell'Eccellenza del Signor Barone Martini. ANGELO MASSAROTTI Pittore Cremonese, è scritto al catalogo degli Accademici di Roma l'anno 1680. Morì circa il 1726. ANGELO MICHELE CAVAzzONI naque in Bologna l'anno 1672. bramoso di riuscire Pittore fu posto dalli suoi parenti sotto la direzione di Gio: Gioseffo Santi, appresso del qua le potè molto approsietarsi, per avere questi una raccolta di bellissimi disegni d'ottimi Maestri. Passò a copiare alcuni dipinti dei più belli di Bologna, e la copia in picciolo, ch'egli fece della famosa Risurrezione di Annibale Caracci, esposta all'Altare di S. Caterina da Bologna, riuscì maravigliosa. Per l'intelligenza poi, che ha dell'Architettura disegnò mirabilmente le più belle Fabbriche di Bologna per il Senatore Bargellini, ed alcune di queste intagliò all'acqua forte. Sta ora copiando le belle opere de i Carracci, dipinte nel Salone del Palagio del Senatore Magnani Ambasciatore in Roma, presso la Santità di N. S. Clemente XI. per la Citrà di Bologna ANGELO MICHIELE COLONNADacque I'anno 1600. in Rovenna (Diocesi di Como. Accolto giovanetto in Bologna da un suo Zio, fu appoggia to a Gabriello Ferrantino per il disegno, e per le figure, ed al Dentone per la quadratura, Rinstì tanto famoso in queste virtù che unito con Agostino Metelli primo frescante, e quadratorista di Bologna, servì diversi Principi d'Italia. Chiamati in Ispagna da Filippo IV. ricevettero 400. scudi per il viaggio, 150. all'arrivo, 125. pezze da otto al mese 10000 lire d'ajuto di costa, e spese lautissime, con promessa di tutta la grazia Reale, se gli gradivano l'opere da farsi, le quali riuscirono di piena soddisfazione di S.M. si per l'inganni del Metelli nel fare stravedere in prospettiva, come del Colonna nelle figure così francamente compiute. Poco più d'un anno era passato, quando succedette la morte del Metelli, onde poco dopo ritornò il Colonna a Bologna, e nelle Chiese, e nei Palagi diede mano a tante nobilissime opere, che è uno stupore il vederle. Giunse felicemente all'età di 87. anni, e su lepolto nella Chiesa di S. Bartolomeo. Malvasia par. 4. fol. 401. ANGELO MICHIELE MONTICELLI nacque in Bologna l'anno 1678. e fu scolaro di Domenico Maria Viani, dal quale imparò quella forte macchia di tingere i suoi quadri, e sono paesi, mercati, battaglie, dirupi, c vedute, il tutto ben disposto, con quantità di figure, così ben mosse, e ben disposte, che fermano ogni uno, che le contempla. Se poi le frasche degli alberi introdotti da lui nei paesi non sono battute con quella franchezza, e con quella maestria, che si ricerca, egli è ben degno d'un benigno compatimento, mercechè, anni sono, perdette affatto la vista, della quale restò privo due anni interi, dopo dei quali acquistò uno spiraglio di luce da un solo occhio, il che lo rende mirabile nel condurre a perfezione quadri, e piccioli, e grandi, che piaciono a tutti. ANGELO MICHIELE TONI nato in Bologna l'anno 1640. è stato prima Mac. vive tuttora in patria amato da tutMaestro di scrivere, poi miniatore. ti. L'Accademia Clementina ne fa e da sè per un genio naturale fatto la Vita a car. 245. della 2. par. diPittore, si diede a tignere in gran chiarandolo suo Accademico. de, ed in picciolo sul gusto di, diversi Maestri, essendo passate oltre i §. ANGELO detto il SICILIANO, Scultore, nel Duomo di Milano scolpi monti opere di sua mano per il couna S. Maria Maddalena sostenuta lorito, ed idee, per lavori di quei da quattro putti, che vien applaucelebri Pittori, che si figurava imidita come opera di un buon Maetare. In gioventù era di tanta forstro. Fu pure Architetto, e di suo za, che levava pesi sterminati, e disegno è il Portico di S. Celso in fece stupire gli Uomini più nerbodetta Città. Vasari 3. par. a car. 21. ruti. Morì in Patria adì 16. Genn. 1708. ANGELO ROSSI Genovese nato l'an- §. ANGELO MALAVENA, Pittore paesista di Bologna, nella Sacristia di no 1671. imparò il disegno, e la S. Salvatore dipinse, in concorrenscultura, otto anni, da Filippo Paza di altri valenti uomini, diversi rodi scultore Genovese. D'anni 18. paesi con figure. Passeggier Disinentrò in Roma, e praticò l'Accadegannato a car. 103. mie del disegno, e dello studio sopra gli antichi Romani; tanto si S. ANGELO NAUDI, di nazione Italiano, discepolo di Paolo Veronese avanzò, che fra gli altri Scultori in sua gioventù portatosi a Madrid, comparve con un basso rilievo istocolla sua bella maniera di dipinge riato al naturale nel Gesù all'Altare appresa da sì eccellente Maestro, re magnifico di S. Ignazio, fu scul piacque tanto al Monarca Filippo, tore dell'Eminentissimo Sig. Card. Otche lo volle al suo servigio ed otoboni, per il quale condusse in S. perare lo fece non men nei PalaPietro Vaticano il nobilissimo Dezi Reali, che nelle Chiese di quel posito di Papa Alessandro VIII. e di vasto Regno. Per il solo Angelo basso rilievo con tutte le figure. Custode dipinto alla maniera e guil pensiero dell'Architettura fu del sto di Paolo, presso il Pulpito delSig. Co: Sanmartino. Morì in Roma la Chiesa del Carmine, quando alnel 1715. e lasciò Francesco Moderatro non avesse operato, merita che ti Milanese d'anni 35. il quale cosia noto il suo nome, e alla posterità si suo spirito, e leggiadria negli stuctrasmetta. Palumino car. 319. Tom. chi, e marmi sostiene la gloria del 2. Un assai bel quadro di costui è Maestro, come ha operato in molposseduto da S. E. il Sig. Co. d'Atti luoghi. talaja Generale dell'Armi di S.M. ANCELO SANESE: vedi Agostino sucS. ANGELO ROSSIS Pitor Fiorentino fratello. lavorò di quadratura e di prospettiANGELO VANDERNAUTE scritto al cava a fresco ed a oglio. Dimorò talogo dei Romani Pittori. lungo tempo in Venezia, dove anS. ANGELO GABRIELO PIO, Scultor che finì di vivere l'anno 1742. DiBolognese rinomatissimo, dotato dalpinse a fresco la grande Sala nel la natura di un genio particolare: Palazzo dei Sig. da Lezze Patriz quella bell'arte, nella scuola di AnVeneti. Lavoro anche di figure drea Feraeù, altri vogliono in quelma non riuscì così bene come nell la del celebre Giuseppe Marerizza, architettura riusci quel grande uomo, che ora tutANGELO SARZETTI, PITTORE, rita l'Europa riconosce nelle sue stacordato nella Vita del Cignani, di tue e bassi rilievi di marmo. Esatcui fu scolare. to e puntuale nelle sue operazioni F. AN 62. A. ANCELO SOLIMENA, Padre del fato della natura nel leggere di tre moso Francesco, apparò l'arte di anni, nel disegnare di sei, nel didipingere dal. Cav. Massimo Staziopignere fiori, e nello scolpire in leni in Napoli, e divenne uno de gno, e cera naturali ritratti; quanmigliori discepoli di lui. Compiti to portentosa coi pennelli, e con ch'ebbe i suoi studj, volle ritornagli scarpelli, altrettanto con la penre a Nocera sua patria, e dipinse na, e con la lingua su prodigiosa molte Tavole di Altare per varie in Filosofia, in Teologia, e in diChiese di que contorni. Si adoperò versità di linguaggi; teneva assidue anche per servigio del Sig. Duca di conferenze, e dispute con i più eruGravina, da cui era tenuto in prediti Sapienti. L'anno sessantesimo su gio. Amatore della Poesia compol'ultimo di sua vita. Sandvart fol.379. se varie rime in istile grazioso, e ANNA METRANA Turinese, una delle produſſe la ſua vita | sino all'anno più celebri Pittrici, che viva ai no1700. in cui compiva il suo ottanstri giorni; questa coi pennelli alla tesimo sesto anno, avendogli Dio mano nel dipignere ritratti al navoluto dare la consolazione di veturale, avanza la gloria dei migliodere, ed udire la fama e la gran ri ritrattisti; avendo in questi supedezza del suo figliuolo Francesco. rato la Madre gran Pittrice. §. ANGEIO TREVISANO, Pittor Ve-ANNA SMYTERS di Gant, Moglie di neziano, vive in Patria con ripuGio: Heer, primario Scultore di tazione di buon figurista, ed ottiFiandra, e Madre di Luca gran Pitmo ritrattista. tora, e Poeta: questa lodatissima ANIELLO ROSSI Napolitano, scoPittrice si dilottò istoriare quadretlare del Giordano, copiò molto beti di minutissime, e quasi invisibine le opere del suo Maestro, da cui li figure: fra le altre sue operaziofu condotto in Ispagna, ove dalla ni dipinse un Molino a vento con Corte ebbe onorevol stipendio; che sue vele distese, il molinajo carico gli servì per vivere agiatamente. d'un sacco; un cavallo, un carro Dominici. Tom. 3. a car. 447. e gente, che passava vicino a quelANNA FELICITA NEUBERGERA figlia di lo, e pure tutto il lavoro si poteDaniello d'Augustae; che gli su Maeva coprire con un grano di sava: stro, a olio, a gomma, e con cera relazione di Carlo Vanmander, riformò quadri, e figure mirabili; ferito dal Baldinucci p. 2. sec. 4. fol. 152. intagliò istorie in picciole noccivoANNA ANGUSCIOLA, Sorella della le di cerase; e Crocefissi tanto mifamosa Sofonisba, nobile Cremone nuti, che passavano per un forame se; fu anch'essa valente Pittrice, e d'ago. Sandrart fol. 385. si distinse ne ritratti naturali, e soANNA MARIA PERINTIA figlia di Giormigliantissimi, che fece per le più gio Scultore attese anch'essa all'arnobili Dame di Cremona sua Pate, ma in diversa materia del Patria. Vivea negli anni 1570. come dre; quello in marmi, e questa in scorgesi in un suo ritratto, ora poscera lavorò ritratti somigliantissiseduto da S. E. il Sig. Marchese D. mi, a similitudine d'Alessandro AbLuigi di Meneses, Vicerè dell'Inbondio, il quale mescolava i colodie. Di questa virtuosa fa menri con la cera, di modo che riuscizione Antonio Campi in un manovano al naturale dipinti. Sandrari scritto conservato da me Pietro Guafol. 337 rienti Scrittore delle Giunte a coANNA MARIA SCURMANA, nacque in testo Libro. Utrecht l'anno 1607. sti un porten- § ANNA SEGER Miniatrice Fiamminga. §. AN F ANNA, o sia ANNELLA DI ROSA, sa Galleria Farnese, riuscì l'opera Pittrice Napoletana, discepola del più magnifica, che uscisse mai da Cavalier Massimo Stanzioni, di gransuoi pennelli. E' indicibile il rifede abilità nel disegno, impiegata rire i disegni, ed i tanti quadri in dal suo Maestro nel far abbozzare grande, in piccolo, a olio, ed a si suoi quadri. Fece anche molte fresco, sì pubblici, come particoopere da sè, e tra queste i due sof lari, che dipinse; le stampe, e gli fitti nella Chiesa della Pietà de Autori ne danno però gran conTurchini, l'uno colla nascita, tezza; in quelli si leggono i dolcaltro colla morte di Maria Vergi prezzi, per i quali lavorò; la mone. Fu celebrata ne' suoi scritti da destia, con la quale visse; il vePaolo de' Mattei, e da altri Scrittostire dimesso, e quasi abbietto; la ri, come da testimonianza fattano naturale semplicità; il contragenio da Bernardo de Dominici nella 3. part. con Agostino; e l'infermità, che delle Vite de Pittori Napoletani a l'anno 1609. non potè superare in cart. 96. Roma, dove con pianto universaANNIBALE CACCAVELLO Scultore Nale, accompagnato da tutti i Profespolitano, il quale fioriva nel 1560. sori del disegno alla Rotonda restò ha molte dell'opere sue sparse per sepolto. Malvasia part. 3. fol. 357. le Chiese di Napoli, e di altri luoBellorio sel. 19. Sanarart fol. 178. ghi. Sarnelli fol. 130. ANNIBALE CASTELLI Bolognese, scoANNIBALE CARACCI nacque in Bolaro di Pietro Faccini; sebbene dielogna l'anno 1560. su fratello minode nel vizio del Maestro, cioè di re d'Agostino, e cugino di Lodovi caricare troppo i nudi, ed esorbico, dal quale lmparò quel gran tare ne contorni, comparve però misto Correggesco, Parmigianesco lodevolmente nella pubblica Chiee Tizianesco: fu d'ingegno vivace sa di San Paolo con due quadri a animoso, compendioso, facile, e speolio, si buttò poi al fresco, partidito. D'anni 18. comparve in pubcolarmente alla quadratura, e molblico con due tavole d'Altare; per te cose compì. Malvasia part. 3. meglio francarsi in quella vasta mafol. 568 niera imparata, volle in persona ve- ANNIBALE DALL'HER, scolaro di Lodere l'opere più famose di Parma renzo Costa, è riferito dal Malvasia. e di Venezia, tornando così erudiANNIBALE FONTANA Milanese, famoto, che superati tanti emoli, che lo so, e diligente Scultore, i di cui dispregiavano, come scorretto, el lavori s'ammirano sopra il frontispiladro dell'altrui fatiche, ebbe l'ono zio della Porta di mezzo di S. Celre d'essere ricercato da Principi, e so, nelle Sibille, ne' Profeti, nella da qualificati Signori. Col tempo Natività di Gesù Cristo, ed in tanaggiunse a tanti studj la veduta di ti altri luogi: fu rarissimo IntagliaRoma, che moderò quel gran suo tore in cristallo, in agate, in corco, e l'avvalorò di grazia tanto niole, in smeraldi, e zaffiri: intasingolare, che applicato alla famogliò una cassetta di cristallo per il Duca (a) Presso S. Maestà il Re di Polonia conservasi ora la famosissima elemosina di S. Rocco, e la singolare Assunta, tutte e due opere esimie di Annibale; come pure altro quadro grande, in cui è rappresentato l'Onore colle ali agli comeri, e corteggiato da varj puttini, ed un Ecce Homo di singolar maniera Correngiesca; e la famosa Madonna, detta comunemente della Rondinella; ed un Ritratto di un suonatore amico di Annibale, chiamato il Mascaroni, di particolare maniera: quali quadri tutti furono della Galeria Estense; ed altri tre pezzi pure istoriati. preveduto l'accidente, vi pose il Duca di Savoja che gli fu paganome d'Antiveduto; riuscì bravo ta sei mila scudi. Borghini sol. 564. Ritrattista, buon Pittore, e franco ANNIBALE PASSARI Modonese giovaPoeta; campò 55. anni, e morì nel ne di grande spirito, che d'anni 17. 1626. Baglioni sol. 292. Vedi Imperiale. comparve nel Duomo con un pubblico quadro; su rubato dalla mor- ANTONELLO da Messina, creato Pittore dalla natura, andò in Fiandra, te al Mondo in età giovanile. Viebbe il segreto da Giovanni da Brudriani sol. 140. ges di dipignere a olio, e fu il pri§ ANNIBALE LEONZI Pittor Perugino, mo, che lo portasse a Venezia cirmorì nel 1706. Leon Pascoli nelle ca l'anno 1430. visse anni 49. VaVite de' Pittori Perugini ne descrisari part. 2. fol. 281. ve la vita a cart. 213. Visse anni 83. ANTONELLO, detto ancora Antonino ANNUNZIO Galizzj da Trento, cele da Messina, o Barbalunga, fu un bre Miniatore, ed acclamato per la bravo allievo del Domenichino, e di lui figlia nominata Fede, che si vedono opere pubbliche in Ronelle miniature, e nella pittura sema di sua mano, particolarmente guì la maniera de' più bravi Pitin S. Silvestro a Monte Cavallo: tori di Milano; fioriva nel 1600. su di Casa Ricci. Lomazzo, idea del Tempio sol. 163. ANTONIA PINELLI Bolognese, fu DonS ANSELMO CANNERI Veronese, discena sapiente, intendente, Pittrice, polo di Giovanni Caroto, stimato diſcepola, e protetta da Lodovico Pittore riuscì, e dell'opera sua si Caracci, sopra i disegni del quavalse nelle sue grandi opere Paolo le nella Chiesa della Santissima NunCagliari, in compagnio del qual ziata di Bologna dipinse la Tavola pittura apprese. Per aver egli la del S. Giovanni, nella quale riper lo più operato in compagnia trasse a piedi se stessa, e Gio: Batdel detto Paolo, come alla Sorantista Bertusio suo Consorte, e deza nel distretto di Castelfranco, gno Pittore. Malvasia part. 2. fol. 270. nel Palazzo delli Signori Cornari. ANTONIO ABBONDIO, detto l'Ascona la fama grande del compagno imdel Lago maggiore, imparò la sculpedì, che il suo nome e virtù fos tura, e fece una Venere, ed ut se conosciuta. Fioriva negli anni 1575. Cupido in Milano. Lomazzo fol. Il Vasori nella Vita di Liberale Ve682. ronese ne parla a cart. 261. ANTONIO ALLEGRI da Correggio § ANSELMO Fiammingo, scolaro di Ludalla Patria nominato il famoso ca Giordano, così esattamente coCorreggio, fu scolaro del Frari, por piò le pitture del suo Maestro, che d'Andrea Mantegna, ma la natura difficilmente dagli originali discersuperò l'arte, ed il Maestro, e lo nonsi. Se la morte in giovenile età costituì in poco tempo l'esemplare colto non lo avesse, certamente delle belle idee, delle bocche ridenda credere, che da sè dipinto avrebti, dei vaghi colori, dei dorati cabe con ottimo gusto, e lasciato mepegli, dei scorci stupendi, delle piemorie degne del suo talento. Belghe andanti, delle bizzarre invenlori nella Vita del Giordano a cart. 380 zioni, e dei fondati componimenti. ANTIVEDUTO GRAMMATICA Sanese, i quali dalli Pittori passati, e dai così detto, perchè gravida la maventuri furono, e saranno sempre dre, volendo contro il consiglio del ammirati, studiati, ed imitati, sin marito partire per Roma, sorpresa chè dureranno le nobilissime Cupoda' dolori del parto, lo partorì in le del Duomo, e di S Giovanni di un'Osteria, ed il padre, che aveya Parma (m, u. que onoratamente, qual nacque, el Parma, i dipinti in Modena, in ripieno di gloria, e di cristiane opeReggio, in Mantova, e nelle più razioni morì nel 1534. di anni 40. famose Gallerie del Mondo, che a e nel Claustro dei PP. Francescani prezzi esorbitantissimi cercano l'odi Correggio ebbe onorevole sepolpere sue. Sin quì nella prima editura, e memoria nel sepolcro dei zione di questo mio Libro parla suoi Maggiori con giustizia di questo degno soggetto: mi lasciai poscia trasportare Due piccole giòje di questo Autore ammiransi nell'ampia raccolta di rare come è seguito ad altri Autori dalla passione di Giorgio Vasari, popitture posseduta dal Sig. Giuseppe Smith Conſole della Gran Bretagna. co amorevole coi Pittori I ombare ſono la Maddalena in piedi, e la di a mal trattare il Correggio in bella Cingarina detta del Correggio. ordine agli umili suoi natali, e stentate fatiche per guadagnare il viANTONIO ANTONIANO da Urbino Pittore, allievo di Federico Barocci. vere alla sua povera famiglia, conANTONIO BADILE Veronese memoratento d'ogni prezzo anco vile per bile per l'opere sue, e per esser le sue rare pitture, quando poi, col tempo, ho ritrovato essere egli nastato zio, e maestro del famoso Paoto da una delle più illustri fami lo Veronese. Sua vita la scrive il glie, e imparentato con la gente Pozzo a car. 59. più nobile di quella Città: educa- ANTONIO BALESTRA nacque in Veto in ogni sorta di buone Arti. rona, l'anno 1666. applicato alle cioè in Filosofia, nella Matematilettere umane si sentì chiamare dal ca, nella Pittura, nell' Architettugenio alla pittura, che però sotto ra, e nella Scultura, per consegui Giovanni Zeffis consumò un anno re le quali praticò coi Professori nel disegno; mortogli dopoi il papiù rinomati di quei tempi. Fu dre, e persuaso da' fratelli alla merPadrone di Poderi, e di Case, e catura, in quella si perdette sinc oltre le facoltà da lui acquistate all'età di 21. anni. Passò intanto nella pittura, col mezzo della quaa Venezia, e nella scuola del degno le riportò ricchissime, ed abbondanPittore Antonio Bellucci studiò, per ti ricompense, lasciò a Pomponic tre anni. Venne a Bologna, d'indi unico suo figlio una pingue eredia Roma, dove diretto dal celebre tà di Beni paterni, e materni. Tut Carlo Maratti, disegnò l'antico, to ciò resta dedotto da pubblici. opere di Rassaello, d'Annibale autentici istrumenti, con somma fa Carracci, e d'altri Maestri, sicchè tica finalmente comparsi alla luce franco nel disegno, a concorrenza ed alle stampe di Bologna pochi an d'altri studiosi meritò il primo preni sono, mediante le continue fatimio nell' Accademia di S. Luca, 1 che, e dispendiose diligenze di Loanno 1604. Ritornato alla Patria, dovico-Antonio David, del quale fece vedere quanto di perfezione si parlerà a suo luogo. Visse dunavesse acquistato. Rivide Venezia, e di(a) La rinomatissima Natività di Cristo, detta comunemente la Notte del Correggio; la grande Tavola di S Pietro Martire, quella di S. Sebastiano, come pure la altra di sua prima maniera con più Santi; ed il ritratto del Medico, e la mirabile e non mai abbastanza lodata Ma idalena, detta per vezzo la Maddalenina del Correggio, parti tutti singolarissimi di quel maraviglioso artesice, dalla Galleria Estense sono ora passati ad accrescere il lustro, e lo splendore della doviziosissima Galleria di S. M. il Re di Polonia ed Elettor di Sassonia, tavole d'Altare in Venezia, in Vee dipinse nelle Chiese di S. Pantarona, ed in altri luoghi, si portò leo, e nelle Scuole del Carmine, e a Vienna, dove godè l'onore di della Carità, e spedì a Bolzano un Pittore della Real Maestà di Gioquadro per quel Magistrato. Sono seffo I Re dei Romani. sue opere in Verona nei Padri Carmelitani Scalzi, in S. Niccolò, nel- ANTONIO BILIVELTI figlio d'un Tela Compagnia della Santissima Tridesco, imparò dal Cigoli in Firennità, in S. Tommaso, e nelle Stimze, ebbe maniera assai morbida, bel colore, grazia, grandezza, e nomate. Il dipinto di questo savic bili panneggiamenti; basta vedere Pittore sarà sempre gradito da tut l'esaltazione della Croce nella Chieti per un certo misto Raffaellessa dei Padri Teatini di Firenze, per co, Carraccesco, e Correggesco riconoscere in quella tutte le doti che sommamente diletta. Vive di questo degno Pittore, che d'anin Venezia. Morò circa l'anno ni 68. correndo il 1644. passò all' 1734 ANTONIO BEGARELLI uno dei più altra vita. M. S. aggiustati Scultori, e Plastici, che ANTONIO Bos intagliò di propria maniera in acqua forte, ed a bumai vedesse la sua patria di Modolino, si vedono di sua mano le fi na. I Tresepi, i Sepolcri con le gure dei Libri di tutte l'opere di Marie, i Depositi, i Santi, e le Monsù Desarguè Geometra, e MaStatue di terra cotta da lui forma tematico, che su Maestro di proste, sono così bene intese, espressi ve, e naturali, che tirano lo stupettiva nell' Accademia di Parigi pore ad ammirarle. Fra gli altri e stampò un Libro di dette lezioni, le quali sono molto ricercate da lavori è famoso il Deposito di Gesù Cristo dalla Croce, nella ChieDilettanti. Baldinucci fol. 7 sa di S. Margherita, PP. ZoccolanANTONIO BURINO nato in Bologna ti, nel quale il famoso Correggio, l'anno 1660. non meno del suo in sua compagnia, formò tre figuMaestro Domenico Canuti comparre. L'opere di questo valentuomo ve da giovinetto ferace nel disegno, vedute dal Buonaroti, in atto mae nel colorito, che però con il maraviglioso ebbe a dire: Se questa neggio universale dei suoi pennelli, terra diventaſſe mormo, guai alle Staa olio, ed a fresco entrò nei Patue di Roma. Coi suoi modelli serlagi, e nelle Chiese dentro, e suovi il Correggio per la Cupola del ri di Bologna, ammirandosi in tutDuomo di Parma; lavorò in Pate l'opere sue vivacità, prontezza, via, in Parma, ed in Reggio; con e spirito pittoresco, che lascieranLodovico suo nipote operò in Anno adito alli venturi Scrittori di versa, ed in altre Città; l'anno scriverle con più libertà, giacchè 1555. chiuse gli occhi alla luce, e vive in Patria questo modesto Pit nel sepolcro dei suoi maggiori, in tore. Vedi Barbara Burini. S. Pietro, ebbe il riposo. Vidriani Il Palazzo dei Signori Marchesi Albert gati in Campagna poco lungi dalla Citfol. 46. ANTONIO BELLUCCI Cittadino Vetà di Bologna tutto dipinto a fresco è neziano nato l'anno 1654. ha imuna evidente prova del valor pittoparato il disegno, ed il dipignere resco di costui, il quale al suo tempo da Domenico Difinico Gentiluomo si distinse per il migliore della scuola da Sebenico, Città della Dalmazia, Bolognese, e se avesse continuato a die dopo essere comparso con buon pingere col gusto di questa sua opera, impasto di colore in pubblico, con avrebbe uguagliato i più bravi Autori, ch tosi totalmente alle battaglie, ed che in quella celebre scuola fiorirono. ai paesi toccati con grazia PussinesMorì nel 1731. (4) ca è comparso più volte nelle GalANTONIO Busca Milanese scolaro di lerie dei Principi, e Cavalieri ItaCarlo Francesco Nuvolone, e d'Erliani, ai quali è sommamente gracole Procaccino Juniore; dopo una dito il suo dipignere di forza, amepratica sufficiente nel disegno, anno, e di grande invenzione: vive dò a Roma con Giovanni Ghisolfi, in Bologna. Morì nel 1714. poi ritornò sotto il secondo Maestro, col quale andò a dipignere a ANTONIO CAMPI Cremonese Scrittore, Architetto, Cosmografo, PittoTurino, e fu regalato da quell'A. re, e Cavaliero, imparò da GaleazR. d'una Medaglia d'oro, Ritorzo suo padre, poi da Giulio suo nato in Patria, stabili l'Accademia maggior fratello. L'anno 1575. nella Biblioteca Ambrosiana, che compose un Libro intitolato Cronida 20. anni, per certe discrepanze che di Cremona, dedicato a Filippo dei Professori, s'era perduta: que II. Re delle Spagne, dal quale fu sto vivace, e pronto Pittore lasciò molto onorato, siccome da Gregobelle memorie dei suoi pennelli per rio XIII. il quale per i servigi prele Chiese interiori, ed esteriori di stati alle fabbriche Romane, lo Milano: sebbene oppresso dalla pocreò Cavaliere dell'Abito di Cri dagra, che gli vietava il reggersi sto; quando, e dove morisse non in piedi, pure sopra una sedia gi ne parlano il Vasari par. 3. lib. 1. rante stava al treppiè per trava sol. 15. né il Baldinucci par. 2. sect. gliare sopra le tele; terminò la vi4. fol. 86. nè il Lamo a fol. 86. ta nel 1686. negli anni 61. e fu ANTONIO CARRA Scultore in Brescia, sepolto in S. Gio: Laterano, dove memorabile per le statue condotte lasciò erede la Scuola del Santissinella Chiesa di S. Faustino all Armo, purché provvedesse la moglie ca, dove riposano i Corpi dei Glodi sufficiente, e d'onorevole manriosi Ss. Faustino, e Giovita Protenimento. M. S. tettori di quella Città, Giovanni ANTONIO CALCAGNI da Recanati Carra anch egli è comparso in detScultore, e Fonditore, scolaro di ta Chiesa con la statua di S. BeGirolamo Lombardi, detto il Ferranedetto, ed in altri luoghi descritti rese; gettò molte statue dei Pontenella tavola dell'Averoldi, e del fici per la Marca; fece i dodici ApCozzando a fol. 131. postoli d'argento alla S. Casa; mori d'anni 57. nel 1593. Baldinucci ANTONIO CARRACCI figlio ottenuto da Agostino in Venezia, fu educap. 2. sec. 4. fol. 223. to nella Pittura da Annibale suo ANTONIO CALZA nato in Verona Zio, che lo condusse a Roma, doanno 1653. portato da un naturale ve acquistò gran gusto, e sapere istinto al disegno, lo ricercò in Bo per quelle Accademie, comparendo logna nella scuola di Carlo Cignai suoi nudi i più risentiti, bene inni. Ritornato in Patria, dal vedetesi, e meglio dintornati di qualsire le Battaglie del Borgognone, tansia gran disegnatore. Col favore to s'invaghì d'andarlo a visitare in del Cardinal Tonti dipinse due Alpersona a Roma, che là giunto tari, con i laterali a fresco in S. copiò opere diverse di quel gran Bartolomeo all'Isola, e si portò Maestro, ricevendo dal medesimo con tanto valore, che ascese il Quinon ordinarj documenti; sicchè darina. (a) Un gran pezzo istoriato di lui è nella Galleria di S. Maestà. rinale, dove egregiamente spiccò il suoi disegni furono dati alle stamsuo talento. Intanto, che s'andape dagl' Intagliatori. Invecchiato vano preparando alte commissioni volle pigliar moglie, d'età giovatanto gradite ai Cavalieri Romani, nile, che ben presto gli partori la s'ammogliò, ma per essere di namorte, mancando negli anni 60. fetura debole, e gracile, vi lasciò la polto in S. Luca. Baglioni fol. 302. vita d'anni 35. e di nostra salute ANTONIO COVPEL di Parigi figlio di 1618. Dispiacque a tutti la morte Noel Coypel, Direttore dell'Acdi sì degno soggetto, il quale si cademia Reale di Parigi, e di Rosperava (sino dallo stesso Guido ma, è stato allievo di suo Padre che più volte si servì dell'opera in Roma, studiò sopra l'opere di sua) dovesse uguagliare, se non Raffaello, di Michelagnolo, d'Anavanzare i Progenitori. Malvosia nibale Carracci, e sopra le statue pa. 3. sol. 5. 17. Baglioni fol. 150. antiche, altresì in Lombardia le ANTONIO CASSONE di nascita Ancoopere di Tizziano, di Paolo Veronitano, ma alleyato nella scuola nese, e del Correggio: divenuto di Bologna, Uomo di bell' ingedunque perfetto Maestro, ritornò a gno, e che molte virtù possedeva, Parigi, dove fece quantità di lacioè del suono, della prospettiva, vori da cavalletto, molti per le dell'architettura, della scultura, e Chiese, e per le Case Reali; dipindl colorire belle storiette di cera in se la Volta della Capella di Verminute figure. In Roma diede vasailles, e quella di Samam, parimenrj disegni per Monasterj, Palagi, te la famosa Galleria nel Palagio Chiese; lavorò belle galanterie di di S. A. R. Monsignore il Duca d' legno; disegnò un bel Libro di caOrleans Reggente di Francia, il pricciose fontane; servì il Duca di gran Salone del Palagio della PrinBracciano; fu salariato con 200. cipessa di Montauban, molti quascudi annui dal Co: d'Alteinps, dri per le tapezzerie del Re, ed i Senza aver mai patita infermità alsoggetti per le Medaglie, che si socuna, nè adoperato occhiali nel no formate per la Storia Metallicorso di 75. anni, passò all'altra ca di Luigi il Grande. Ha goduto vita in Roma, nel 1634. Baglioni l'onore d'insegnare la Pittura alla fol. 339. suddetta Altezza Reale, avantiche ANTONIO CERVA Bolognese Miniatofusse Reggente, e questo Gran Prinre famoso in frutti, in uccelli, e cipe si faceva un gran piacere nel in quadrupedi, imparò da Paolo dipingere opere, per divertimento, suo Padre; fiorì nel 1620. Masini con quella Superiorità di genio, che fol. 614. ha per la Guerra, per la Pace, per ANTONIO CIRCIGNANO, detto il Potutte le Arti, e Scienze, in un femerancio, perchè nativo dalle Police, e sì grande Governo. Il gemerancie, (Stato di Toscana) imnio di S. A. per la Pittura si coparò da Niccolò suo Padre, e gran nosce più particolarmente nelli trentempo l'ajutò nelle fatture, che ta Quadri, che ha dipinto, cavati andava dipingendo in Roma. Dodalla Favola greca degli Amori inpo la morte del Padre dipinse in nocenti di Dafui, e della Cloe, che varie Chiese, e Gallerie Romane. sono stati rappresentati in Arazzi, Per la franchezza del disegno su e intagliati (onore questo sublime più volte impiegato a servire per la Pittura.) Antonio Coypel Collegj con bizzare invenzioni per e primario Pittore del Re, e di pubbliche Difese, come pure altri S.A.R. Monsignore il Duca Reggen dal quale imparò fare bellissimi rigente, Direttore della Regia Accatratti. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 110. demia di Pittura, e di Scultura, creato Cavaliere dalla Maestà del ANTONIO della CORNIA Pittore Romano scritto al catalogo degli AcRe, con lettere di Nobiltà per se cademici di S. Luca di Roma. Cone per i suoi Discendenti, altresì trafaceva per eccellenza gli origina nell'Accademia delle belle Lettere li antichi le quali professa in versi, e in prosa, come ha fatto nei Precetti, ed ANTONIO da CREVALCORE (Stato Bolognese) di Casa Leonelli, MuInstruzioni, sopra la Pittura, dati sico, e Pittore celeberrimo in fiori, a Carlo Coypel suo figlio, il quain frutti, in animali, ed in ritratle se bene è di prima età, tuttati, molti dei quali si vedono con volta è dell'Accademia Reale, e sottoscrizione del suo nome: fioriva occupatissimo per le opere del Renel 1490. Masini fol. 614. Li principali dipinti d'Antonio veg ANTONIO di DONINO MAzziERI Fiogonsi con gloria alle stampe. rentino, gran disegnatore, bravo in ANTONIO COYZEVOX d'origine Spadipignere cavalli, e paesi; imparò gnuolo, nato in Lione nel 1640 dadal Francia Bigio. Vasari par. 3. lib. fanciullo attese alla Scultura; in età di anni 17. andò a Parigi, ove 1. fol. 227. ANTONIO da Ferrara Pittore, fece lavorava Luigi Lerambert, e dopo molti belli lavori in Urbino, ed in avere travagliato sotto i più abili Città di Castello: fiori circa il 1500. Scultori del suo tempo, fu dal CarVasari par. 2. fol. 114. dinale di Fustembergh (che fecegli ANTONIO dai MONTI, così detto fare opere diverse) condotto in Alemagna. Al suo ritorno, il Re perchè abitava nel Rione dei Monti in Roma, nominossi ancora Angli ordinò molte sculture per i suoi tonio dai Ritratti, perchè in quelli Castelli, e Giardini di Versailles, di si portò tanto bene, che Papa GreMarli, e di Trianon; in questi luogorio XIII. si compiacque fermarsi ghi si osserva, con istupore, quanpiù volte al modello, acciochè col tità di Sculture in ogni genere dalverisimile originale potesse il pove lo scarpello di questo insigne, e ro Pittore ajutarsi, onde tutti i Diperfettissimo Artefice condotte. Ha lettanti cercavano il ritratto del fatto di getto in bronzo le Statue Papa di sua mano: seguì sempre a di Luigi XIV. il Grande, in forma far ritratti sino agli anni 50. quanequestre, e pedestre. Continua a do circa il 1588. uscendo una mattravagliare nella stanza, che per tatina di casa fu gettato a terra da le effetto (servendo anche di Scuouna Buffala la quale lo sottomise, la agli altri) gli ha assegnato nel e tanto lo calpestò, che rese l'ulLovure il Re. E' stato Direttore dell'Accademia della Pittura, e deltimo respiro. Baglioni sol. 56. la Scultura, ed attualmente n'è ANTONIO dal SOLE, detto dat paesi, i quali pigneva colla sinistra mano, Rettore e con la quale ancora scriveva: fu ANTONIO DANTI, Disegnatore, et Scrittore Perugino. Da questa CaScolaro dell'Albano, e Padre di sa uscirono altri Valentuomini, coGio: Gioseffo, bel Pittore Guidesco. me nella Tavola dei Cognomi si oggi vivente. Seguì sempre a dipi gnere paesi, nei quali si ritrova una può vedere. bella battuta di frasca, siti ameni, ANTONIO del CERAJUOLO Fiorentie fortezza di colore: morì ottoge no, su discepolo di Ridolfo Ghirnario nel 1677. landajo, poi di Lorenzo del Credi, AN 70 a Roma, dove d'anni 69. merì, ANTONIO DOMENICO GABBIANI Fioe fu sepolto nella Minerva. Vasari rentino scolaro di Vincenzio Dandini, ed in Roma di Ciro Ferri: riu par. 2. fol. 253. ANTONIO FOLER nacque l'anno 1530. sci con buono colorito, con migliovisse anni 86. studiò gli Autori Vere invenzione, e con massimo dise neziani; lavorò a olio, ed a fregno in istorie, in paesi, in architetsco, in grande, ed in piccolo, ma tura, ed in animali. Per quanto si sempre con poca fortuna. Ridolfi vede nell'opere sue, si può dire uno par. 2. fol. 146. Baldinucci part. 3 dei principali Pittori della sua Patria: Per il Gran Prencipe Ferdinansec. 4. fol. 211. do ha dipinto un Apollo, la caduta ANTONIO FRANCHI nato in Lucca, fu discepolo di Baldassare Francedei Giganti, nei mezzanini, mescolata di rilievo, e di colorito a freschini in Firenze. Ha fatto opere belle di vaga maniera, e finite, cosco, al Poggio Accajano il soffitto con medaglie attorno alla stanza: me si può vedere nella Chiesa delnelle Monache d'Annalena il soffitle Monache di S. Stefano, ed in alto della Chiesa, similmente con ritri luoghi: è nato l'anno 1638. dievo, e con colorito, ed altre pubL'anno 1686. su dichiarato Ritrat bliche, e private operazioni: Ora tista, e Pittore della G. P. Vittoha terminato la Cupola di S.M.Mad. ria di Firenze, dove morì nel 1709. dei PP. Cisterciensi, la quale intenLasciò un Trattato di Pittura M. S do, che sia riuscita perfettamente ANTONIO GANDINI Bresciano scolacompiuta, e gradita da tutti gli ro di Paolo Veronese in Venezia: Amatori delle buone Arti; è nato si vedono nelle più cospicue Chiel'anno 1652. e vive in Patria. se, e Claustri di Brescia opere a ANTONIO TANTOSE, Michel Rocheolio, ed a fresco di grande ecceltet, Gio: Sanson, Girard Michel lenza: s'invaghì poi della maniera Pittori, e Scultori al tempo di Frande Vanni, e qualche volta la micesco I. Re di Francia: furono ecschiò con la Paolesca; morì questo cellenti nei disegni per li Grottebravo Pittore in Brescia l'anno schi, che dipinsero nei Palagi Rea1630. e lasciò Bernard no il figlio, li; servirono ancora per i modelli bravo Pittore. Cozzando fol. 110. alli smalti di Limoges, Filibien p. 3. ANTONIO GENTILI, detto Antonio fol. 78. da Faenza, fu raro Argentiero, ANTONIO FILARETE Scultore FiorenOrefice, e Scultore; servì Principi, tino, con Simone fratello di Donae Pontefici, massimamente in Vatello in 12. anni fece le Porte di ticano con lavori di Croci, di Torbronzo di S. Pietro di Roma, per cieri, di Candelieri storiati con atordine d Eugenio IV. che fu createggianti figurine, di maschere, di to Pontefice l'anno 1431. Dopo tal festoni, di animali, e di vivacissi lavoro fu condotto a Milano dal me bizzarrie: mancò per risoíuzioDuca Sforza, acciocchè facesse i dine nonagenario, correndo l'anno segni delle sabbriche pubbliche. 1609. e fu sepolto in S. Biagio di Scrisse un Libro diviso in tre parti Roma: alla sua morte si ritrovaroche tratta delle misure degli edifino bellissimi disegni, particolarcj, del modo di fabbricare, e del mente di Fontane. Baglioni fol. 109. le forme delle fabbriche; tutto il ANTONIO GHERARDI Pittore da RieLibro è istoriato di figure, e nell' ti, sta scritto al Catalogo degli Acanno 1464. dedicollo al Magnifico cademici Romani l'anno 1674. fu Pietro di Cosimo Medici; ritornò scolaro di Pietro da Cortona: mol- 71 te opere sue sono per le Case, e ANIONIO-MARIA VASSALLO, nacque Chiese di Roma. in Genova di onestissimi parenti, Vedi il Pascoli 2. Tomo a car. 28. quali l'applicarono allo studio delANTONIO GEROLA scolaro dell'Alle belle lettere, d'indi alla Pittura, bano. con le direzioni di Vincenzio Malò ANTONIO GIORGETTI Pittore RomaPittore Fiammingo, al quale nel no, è scritto al Catalogo degli Ac disegno, e nel colorito ben presto cademici di Roma nel 1660. uguale divenne: fatto dunque uniANTONIO GIUSTI Fiorentino Pittoro versale nel dipignere figure grandi di grandissima invenzione, ed unipiccole, storie, ritratti, animali versale; dipinse paesi, animali, si quadrupedi, volatili, fiori, frutti, gure, e storie, e benchè ottogenae paesi, per la dolcezza, con cui nario, il tutto colorì con forza, o il tutto dipigneva, non era possicon fondamento: fu discepolo di Cebile resistere alle pubbliche, ed alle sare Dandini, e si fermò ancora con private commissioni, che s'affaccenMario Balassi. Morì di anni 81. davano per tenerlo in continuo esercizio: la complessione però malinnel 1705. sepolto in S. Lucia dei conica, e dilicata lo tradì nel più Magnoli ANTONIO INUREA Gentiluomo Gebel fiore di sua età; infermato granovese, imparò dal Sarezana: fece vemente, nè conoscendo i Medici il ritratti mirabili, e divenne intenmale, gli consigliarono la mutaziodente perfetto della pittura, e de ne dell'aria, e fu Milano, dove disegno (per quanto ne scrive il giunto, in breve tempo lasciò la Soprani a fol. 238. vita. Soprani fol. 227. ANTONIO LABACCO Intagliatore delle ANTONIO MELONI Mantovano scolaro del Trevisano in Roma; nel più antichità Romane. bel fiore di sua età, quando era in ANTONIO MARIA CRESPI, detto i procinto di fare mostra dei suoi asBustino, figlio, e scolaro di Benesidui studj, con mio grave dolore detto, fu così ubbidiente alla malo vidi morire in Roma nell'anno dre, che mai volle pigliar moglie per non abbandonarla: dei guadaSanto passato 1700. gni dell'opere sue, fondò varj leANTONIO MINI Scultore, ed allievo gati pii, e lasciò lo studio dei didi Michelagnolo Buonaroti, fu disegni a Pietro Bianchi, detto anch stintamente amato dal Maestro, e donogli una Leda dipinta, che poi esso il Bustino. ANTONIO MARIA FABBRIzzi Perugivendette per la Galleria Reale di Francia. Borghini fol. 515. no, bravo frescante Carraccesco: dipinse in molte Chiese di Perugia, ANTONIO MONDINI Pittore Milanedove morì di anni 55. nel 1649. se scolaro del Cavaliere Morazzoni. Poche sue opere si vedono in Pa fu sepolto in S. Francesco. Morell. fol. 158. tria, perchè fu vago di girare il ANLONIO-MARIA PANICO Bolognese Mondo scolaro di Dionigio Fiammingo, poi ANTONIO MONTEFORT nobile di Montefort, scolaro di Enrico Assuero di Annibale Carracci, nella maniera del quale tanto s'internò, che poi di Francesco Floris, lavorò in l'opere sue in Bologna, in Roma grande, fu celebre nel dipignere le estremità, franco, e spedito nel bozed in Farnese (dove ammogliate morì) sono state vendute, e crezare: di anni 49. morì nel 1583. dute di mano del Maestro. MalvaSandrart fol. 257. Baldinucci par. 2 sec. 4. fol. 150. sia par. 3. fol. 575. AN. ANTONIO MUZIO Veneziano seguace ANTONIO RANDA Bolognese, scoladel Palma, e di Paolo Fiammingo ro di Lucio Massari, su dichiarato (per quanto deduce l'Averoldi fol. Pittore del Serenissimo di Modona, 44.) dal dipinto, che fece all'Alnel 1614. Masini fol. 614. tare di S. Pietro d'Alcantara, nel- ANTONIO RINCON nato a Guadalcala Chiesa di S. Gioseffo in Brescia. ra vicino a Madrid, fu Pittore del ANTONIO ORSINI Pittore Romano Re Ferdinando il Cattolico, il quaè scritto al Catalogo degli Accade le lo creò Cavaliere di S. Giacomici di Roma. mo, Butron fol. 121. ANTONIO PASIO Bolognese frescante Fu uno de' primi che lasciasse lo stidi quadratura, con Fulgenzio Monle ſecco e duro che regnava in que dini figurista, servì l'Altezza Setempi, avendo avuto la curioſità di renissima di Toscana, ed altri Sivedere le belle piiture di Tiziano e gnori di Raffaello, che allora da Italia porANTONIO PESNE figlio di un Pittore tavansi nelle Spagne, e dallo studio di Parigi, pronipote, ed allievo di fatto su quelle imparò a contornare Carlo de la Fosse: dopo avere tracon guſto e morbidezza le ſue figure. vagliato in Parigi, passò a VeneCon questa sua nuova maniera operò zia, dove fece quantità di belli ri molto per le Chiese, per li suo Motratti di Personaggi diversi: non fu narca, e per i Grandi del Regno, impedito però da questo talento Palumino par. 2. a car. 235. che non facesse conoscere ancora il ANTONIO ROLI nito in Bologna I suo genio nelle storie, che ha uanno 1643. Imaprò dal Colonna, e gualmente eseguite con prontezza si fece pratico nella quadratura, con di pennello e buon colorito. PasGioseffo suo fratello figurista; andasato da Venezia Roma, su ricer va dipignendo la bella Volta della cato dal defunto Re di Prussia Chiesa di S. Paolo di Bologna, con annuale stipendio, che il Re anno 1695. quando mancandogli successore suo figlio tutt' ora gli all' improviso sotto li piedi una continua. tavola, precipitò al palco, e moANTONIO POLLAJOLO Fiorentino, imri; tal' opera su seguita da Paolo Iparò l'arte dell'Orefice da BertoGuidi, sopra i cartoni d'Antonio luccio Ghiberti, e riuscì famosissisuo Maestro: Il Guidi morì a Pisa I anno 1703. mo in legare gemmesmaltate, fondere bellissime figure, e lavorare ANLONIO ROSSELLINI diligentissimo diligentissimi bassi rilievi di minute Scultore Fiorentino, come ne dà storiette. Ajutò Lorenzo Ghiberti a piena fede il Deposito del Cardina. fare le Porte di bronzo di S. Gio: di Portogallo nella Chiesa di S. Miin Firenze, ed il Deposito di Papa niato, dove gli Angeli, i puttini, Innoc. VIII. in S. Pietro di Roma e M. V. non sembrano di marmo Con l'ajuto di Pietro suo fratello ma vivi: quest' opera perchè su Pittore, e scolaro di Andrea del Camolto gradita, convennegli farne stagno, passò alla pittura, e dipin un'altra simile a Napoli, per la e sino agli anni 7. Morì nel 1498. moglie del Duca Malfi, nipote di e fu sepolto in S. Pietro in VincoPapa Pio II. Mori in Firenze, in li di Roma. Borghini fol. 350. Va età d'anni 46. Borghini fol. 337. sari por. 2. fol. Vasari p. pr. f. l. 319. na fa la vita. ANTONIO RAGGI Scultore Lombardo, ANTONIO ROSSI Pittore antico in è scritto al Catalogo degli Accade Milano, di cui ai nostri giorni si mici di Roma l'anno 1657. ritrovava in essere nella Chiesa di S. Se S. Sebastiano della sua patria un S. Martino ufizioso nel sovvenire col proprio manto un poverello. Torre fol. 145. ANTONIO SACCHI da Como, studiò in Roma, ritornato alla patria dipinse la Cupola di S. Fedele, e pigliando il punto troppo alto, rimasero le figure tanto gigantesche che oppresso dal dolore morì l'anno 1694. ANTONIO SCALVATI Polognese allievo di Giacomo Lauretti, con il Maestro andò a Roma, e l'ajutò nella Sala di Costantino, entro il palagio Vaticano: d'ordine di Sisto V. lavorò nella Libreria, ed in altri luoghi, da quel Pontefice fabbricati: si diede poi a fare ritratti dei Pontefici, e fu singulare nel ritrarre tutti quelli dei suoi tempi fu uomo onorato, da bene, e civile. Oppresso dalla podagra, negli anni 63. morì, nel 1622. Baglioni sol. 172. ANTONIO SEMINI Genovese, nacque l'anno 1485. imparò da Lodovico Brea: lavorò sino alla morte con Teramo Piaggia; fu padre d'Andrea, e d'Ottavio. Soprani fol.253 ANTONIO TEMPESTA Fiorentino, nacque l'anno 1555. istradato al disegno da Gio: dalla Strada, detto lo Stradano, così presto grunse a segno di perfezione, che nella fecondità dei pensieri, e delle copiose storie. superò il Maestro: datosi poscia all intaglio, riempì gran parte del Mondo con le sue bellissime stampe particolarmente e di battaglie, e di cavalli, nei quali v'ebbe una felicità singulare: visse anni 75. Baglioni fol. 314. Baldinucci fol. 29. ANTONIO TRAVI, detto da Sestri, Stato Genovese, imparò da Bernardo Strozzi, poi da Gofredo Wals Fiammingo gran paesista, che uno al giorno ne perfezionava, durò la sua vita anni 55. e mancò nel 1668. Soprani fol. 241. ANTONIO TRIVA nacque l'anno 1626. in Reggio, imparò dal Guerzino, e riuscì Pittore vivace, di grande invenzione, di disegno, e di colorito mirabile, espresse sì bene con la mano sinistra i suoi pensieri sulle tele, che non si quieta lodarlo il Boschini nelle sue rime a fil. 536. Flamminia ſua ſorella fu anch' eſſa Pittrice, come a fel. 528. morì il Triva al servigio dell'Elettore di Baviera, T'anno 1699. ANTONIO VANDYCH nacque in Anversa l'anno 1599. da padre Mercatante, e da madre ricamatrice dalla quale ebbe qualche principio del disegno: passò poi alla Scuola di Enrico Balle, d'indi a quella di Pietro Paolo Rubens, l'opere del quale disegnò con tanta diligenza, e maestria, che poterono servire a quei famosi Intagliatori, che le espressero in rame. Servivasi il Maestro del giovinetto per farsi abbozzare i proprj quadri, e scoprendo, che s'andava avanzando nel colorito, e nella maniera di lui, per divertirlo dall'impiego, lo consigliò a fare ritratti, nei quali riuscì mirabilissimo, come si può vedere dal suo famoso Libro dei cento ritratti di Principi, di Letterati, di Pittori, di Scultori, d'Intagliatori, e di Amatori diversi delle belle Arti, dato alle stampe d'Anversa. Nell' età di 20. anni scorse l'Italia; si fermò due anni in Roma per studiare sull'antico, e sul moderno, di indi passò a Firenze, a Torino, ed a Genova, dove si trattenne alcuni anni in casa di Cornelio Vael Pittore suo concittadino. Giunse a Venezia dove fermossi sulle opere di Tiziano, e di Paolo Veronese, e sì francò su quella maniera, e colorito, con questa differenza però, che fu più morbido nella carnagione: si servì di riflessi, e di sbattimenti, e dove prefigeva i lumi, usciva fuori a tempo con grazia, e con forza; non si azzardò molto in verità tratta dal naturale, che inopere grandi, conoscendosi in parte finitamente diletta; i movimenti mancante d'invenzione, furono peche dà alle figure, sono scelti; il rò molte quelle, che fece in tele disegno è corretto, le arie di teste ordinarie, ed in ritratti. Servì a sono bellissime, i panneggiamenti Principi, a Monarchi, e particolare le pieghe sono ben disposte, il comente in Londra al Re Carlo, che lorito è buono, con tocco pastoso, lo creò Cavaliere del Bagno, e tee risoluto: il tutto fa campeggianeramente l'amò. Fece diversi rire, o in paesi, che sono mirabili tratti del Re, della Regina, dei o servono di fondo ai suoi quadri Primati del Regno, e altre opere d'altre invenzioni, che lo fanno Ebbe per moglie la figlia d'un Concomparire degno Pittore, sempre te d'Irlanda: trattossi sempre alla instancabile nello studio del naturagrande, sì nel vestire, come nel vitle: sono ornati molti Gabinetti dell' to: fu onesto, generoso, di buona opere sue, e molte se ne veggono grazia, bello d'aspetto, e di tratti alle stampe. nobili. Morì cattolico in Londra, Il celebre ed Eccellentiss. Dottor Mejt in l'anno 1641. e fu sepolto nella Chie Londra possiede due fam si quadri, che sa di S. Paolo. Bellori fol. 253. Sorapresentano figure della comica del prani fol. 305. Sandrart fol. 297. Teatro. Depiles fol. 414. (a) ANTONIO Veneziano (così detto dalANTONIO VASILACCHI, detto l'Ala lunga dimora in Venezia, per alliense, dall'Isola di Milo nell'Arcitro fu di nazione Fiorentina) lapelago; fu costui tanto spiritoso vorò con tanta diligenza l'opere sue ed imitatore della maniera di Paoa fresco, che non ebbe punto biso. lo Veronese, che per gelosia lo li gno di ritoccarle a secco; onde sicenziò dalla sua Scuola; perloch no al giorno d'oggi si conservano sdegnato diedesi a seguire la ma belle, e fresche in Venezia, in Piniera del Tintoretto, riuscendo gran sa, in Firenze, ed in altre Città: disegnatore, Pittore facile, felice si dilettò assai di chimica, e di meerudito, modesto, e riverito da Prindicina, onde è fama fra gli Autocipi: cessò dall'operare nel 1629. ri, che egli si dasse alla medicina, in età d'anni 63. Ridolfi par. 2. fol. 209. e lasciasse i pennelli: l'anno poANTONIO VATEAU nato in Valenzie 1383. in tempo di pestilenza medines andò a Parigi assai giovine, e cando gl'infermi in Firenze, morì fatta conoscenza con Claudio Gillot Vasari par. 1. fol. 123. sopra la maniera di lui si formò inNon su altrimenti Fiorentino ma benteramente la sua propria; cercò di sì Veneziano e si proverà con l'istoria, avere luogo nell'Accademia Reale ANTONIO Vicentino, detto Tognone di Roma, al a quale presentò alcuper la grandezza della statura, mane sue opere, che da Carlo de la cinò i colori, e servì un tempo BaFosse, Direttore in quel tempo dell' tista Zelotti, che dipigneva in VeAccademia di Parigi, e da tutti 1 nezia; invaghito poi del disegno, Professori furono applaudite. Antolo ricercò dal suo Padrone, e riunio Coypel presentemente primo Pitsci ragionevole Pittore; ma vedentore del Re ebbe piacere di presendo, che la fortuna non secondava tarlo, e fu accettato con gradimeni suoi desiri, gettò i pennelli, e to, e distinzione. Nelle opere di cinta la spada s'arrollò soldato, e questo valente Pittore si trova una per gli stenti sofferti, morì in età (a) Di questo valentissimo artefice ha S. Maestà 14. pezzi, tra ritratti, favole, ed istorie. Madrid, fu pittore fertile d'invengiovanile. Ridolfi pa. 2. fol. 231. zioni, e grazioso, spezialmente nel ANTONIO VITE da Pistoja scolaro di le piccole figure, quali con garbo Gerardo Starnina, dipigneva in Pied intendimento collocava ne suoi sa, nel 1403. Vasari par. 1. fol. 138. dipinti. Acquistatosi grande credito ANTONIO VIVARINO, e Giovanni operò per quasi tutti i Gabinetti fratelli da Murano, impararono da de' Principi è Signori delle Spagne. Luigi Vivarino, e con più accoVisse anni 65. e mancò di vita modata maniera lavorarono in luoghi l'anno 1690. Palumino a car. 432. diversi di Venezia; morì l'anno 1440. e fu sepolto in S. Aponale. § ANTONIO CANALE, Veneziano, Pit tore di prospettive riputatissimo. Ridolfi par. 1. fol. 21. Dopo avere studiato qualche temANTONIO VIVIANI, detto il Sordo d'Urbino (infirmità acquistata dall po sotto il padre pittore passò a umido della calce nel lavorare a freRoma ancor giovinetto, e facendo sua indefessa applicazione il disesco) fu scolaro del Barocci: piacque tanto la sua spedita, e vaga gnare con esattezza, e con mirabil maniera a Sisto V. che lo fece dipigusto dipingere le belle antiche fabgnere nella Libraria Vaticana, nelbriche, in pochi anni gli venne fatla Scala Santa, e nel Palagio Magto di rappresentarle su le tele con giore. Visse molto tempo, e conrale intendimento e maestria che da dusse la vita sino all'anno 1616. Pochissimi degli antichi, e da nessun de' moderni su eguagliato nell' Baglioni fol. 103. ANTONIO ZANCHI nacque in Este arte di copiare e contra fare con tanl'anno 1639. fu scolaro di Franceta perfezione la natura ed il vero. Con quest'esercizio fattosi pratico sco Rusca. La Città di Venezia e perito Maestro e restituitosi in Pagode opere bellissime, in particolare la Scuola di S. Rocco la tavola tria invaghì di sè e del singolare suo modo di dipingere tutti gli amadel contagio, seguito nel 1630. la Salute, una storia della Passione, tori dell'arte, ed i grandi Signori, la Scuola di S. Girolamo, il Samai quali a gara impiegavanlo, delle ritano, e Figlio prodigo, e tante alsue virtuose fatiche, a norma delle tre pitture, nelle quali ha fatto cosue inchieste, liberalmente ricomnoscere l'alto suo sapere, l'inven pensandolo. La grande piazza di zione, la grazia, il colorito, e l'eS. Marco, in varj prospetti distrispressione. Sandrart fel 398. (a) buita, con tale aggiustatezza ed arANTONIO BREGNO, famoso Architifizio dipinse, che l'occhio s'intetto, con sua opera e disegno, del ganna, e crede realmente di veder sontuoso Ducal Palazzo di Venela vera, non la dipinta. I spetta zia eresse la facciata verso il Rio. coli eziandio, e le pubbliche fundetto comunemente di Palazzo. zioni, gl'ingressi di Ambasciatori ANTONIO BELLA, Sacerdote e Pit i corsi di barche, o sia le Regatte tore della Città di Cordova, fece ingegnosamente ritrasse, il tutto con in sua patria molte opere sì pubmirabile accordo di colori e di lubliche che private. Il Palumino a mi, e con figure leggiadramente vecar. 387. par. 2. ne dà la vita. stite e bizzarramente situate ador§ ANTONIO CASTREYON, nato in nando. Fece un viaggio in Londra, dove K 2 (a) Di Antonio Zanchi nella Galleria di S. M. evvi un quadro istoriato. dove fermatosi quattro anni, ebbe continuamente occasione da quei Signori di produrre nuovi parti del suo industrioso pennello. Ritornato in patria, dove presentemente trattiensi, portò con sè varj abbozzi delle vedute e dei siti più riguardevoli di quell'ampia Citta, quali con suo comodo è da sperare, ch'ei ivorrà consegnare alle tele Ora nuovamene è ritornato in Londra. ANTONIO GAI, Veneziano, nato nel 1686. da uno Scultore in legno apprese l'arte della scoltura quale esso poi con intendimento e sapere esercitò in bronzo, in marmi, ed in ogni altra materia. O! tre a moltissime statue ed altre opere fatte per private persone, e mandate in altre Città, fu da quella Repubblica destinato ad operare nei pubblici edifiz) più riguardevoli, come nella Chiesa, e Piazza di S. Marco, e nella Loggia, in cui oltre alle portelle di bronzo di sua invenzione, fece due bassirilievi posti accanto a due simili del celebre Sansovino. ANTONIO CARNIO, del Friuli ammaestrato nella pittura da suo Padre, che fu anch'esso Pittore di qualche nome, colorì di buon gusto, e nella carnagione riuscì morbido e pastoso. Per non essere mar uscito del suo paese, pochi ebbero notizia di lui, onde poco operando, e male riconosciuto si ridusse a menare una stentata e miserabil vecchiaja. Vivea negli anni 1680. Scolare di questo valentuomo fu Francesco Pavona, di cui a suo luogo ANTONIO DEL CASTILLO Ysaabedra, della Città di Cordova, di nobile famiglia, studiò sotto il padre Agostino ne' primi anni della sua gioventù, che vedendolo far progressi, e di talento fornito, lo mandò a Siviglia alla scuola di Francesco Turbaran, in cui grandi avanzamenti avendo fatto, dopo aver ivi dato non pochi saggi del saper suo, restituissi alla Patria, dove sì ne grandi Palazzi che altrove operò sempre con grande soddisfazione di ognuno. Toccò assai bene i paesi, fece assai somiglianti i ritratti. e da pochi o nessuno su uguagliato nelle figure. Nell'anno 1667. in età di anni 60. compiè il corso di sua vita mortale. Palumino par. 2. a car. 363. ANTONIO DI CONTRERAS, della Città di Cordova, discepolo di Paulo di Cespedes, avvegnacchè da famiglia di qualità traesse i natali, esercitar volle la profession di pittore, e con istudio e bizzarria in quella adoperossi. Fece molte opere in privato ed in pubblico, e ſpezialmente nella Chiesa di S. Francesco di detta Città. Morì d'anni 67. nel 1654. Palumino par. 2. a car. 306. ANTONIO CECHINI, Pittor Veneziano fece molti quadri per particolari persone, e per la Chiesa dell Ospedal della Pietà dipinse la Risurrezione di Cristo. Fu uno di quei pittori, che secondo il gusto del suo secolo, cioè nel 1660. lavorò per pratica, senza considerare gli effetti della Natura. ANTONIO degli ANTONI di Rizzino, Pittor di quadratura, citato nel Passeggier Disirganato a car. 231. ANTONIO CASTELLANE, Bolognese, fu scolare di Carlo Cignani. ANTONIO FLORES Pittore menzionato dal Palumino par. 2. a c. 239. ANTONIO GAEBOU, Pittore d'Anversa, ricordato nell'Aureo Gabinet. to a car. 390. ANTONIO DARDANI, Pittor Bolognese, nella scuola di Giovanni Viviani imparò a disegnare e colorire, e senza maestro apprese da sè a dipingere di quadratura, e divenne sufficiente pratico in ogni genere di pittura. Operò in pubblico ed in privato sì in patria che fuori, c da e NTRÉRAL. e da ottimo Cristiano, qual visse morì l'anno 1735. in età di an. 58. Nell'Istoria dell'Accademia Clementina leggesi la Vita di lui a c. 417. ANTONIO DE SIMONE, Pittore Napolitano, con piccole figure dipinse paesi istoriatr con buon accordo; imitò la maniera del Borgognone nel rappresentar battaglie; si dilettò di anticaglie, e fece un riguardevole Museo di Pitture, Disegni. Marmi, e Medaglie; di sue facoltà fece moderato uso, vivendo da Filososo, e senza lusso. Morì in sua patria circa l'anno 1724. ANTONIO GIONIMA, Bolognese, in età ancor giovanile si fè scorgere un non volgare pittore, e ol tre molte opere fatte in pubblico nella piccola sala contigua alla Chiesa della Mascarella con bravura el forte colorito dipinse varj miracoli di S. Domen Ciò seguì nell'an. 1710. ANTONIO di Gino Lorenzo Scultore, nel Funerale del Buonaroti in Santa Croce di Firenze fece la statua che rappresenta la scoltura. Vasari par. 3. a car. 205. ANTONIO da Trento studiò la pittura sotto Francesco Mazzuola detto il Parmigianino, e sarebbe di venuto esimio Pittore, se il maestro di lui non lo avesse applicato ad intagli in legno, e stampe a tre tinte, nelle quali riuscì singolare ANTONIO KERN di Praga studiò in Venezia nella scuola di Giambattista Pittoni, e gli riuscì di perfettamente imitarlo. Passato a Roma, e studiando continuamente, mandò un suo quadro con la Strage degl. Innocenti a Dresda, il quale veduto da Sua Maestà il Re di Polonia gli piacque tanto, che lo volle al suc servigio con onorato stipendio. Da onesto uomo visse, e con credito e lode molte cose operò sino alla sua morte, che segui in Dresda l'an no 1747. S ANTONIO FRATAzzi Pittore, discepolo di Carlo Cignani si fe distinguere in Parma sua patria co' suo dipinti per valente nell'arte. Copiò con morbido colorito le pitture del suo maestro, e fece anche varie opere di sua invenzione. Nella vita del Cignani si fa memoria di lui a car. 60. ANTONIO FERRARI, Ferrarese, figlio e scolare di Francesco suo padre, dipinse con vago stile l'architettura equadratura all'uso moderno, e molte belle opere fece in Ferrara, ed altri luoghi. Alla Canda, villa del Polesine, a S. E. il Sig. Filippo Nani Patrizio Veneto dipinse un Palazzo con diligenza ed intendimento. Morì questo bravo pittore circa l'anno 1710. ANTONIO GIEROLA, detto il Cavalier Coppa, fu scolare di Guido Reno, e conservò sempre la maniera del maestro. Fermossi in Verona ed ivi lavorò molte Tavole di Altare per le Chiese di questa Città, ebbe grido per le sue opere, e meritò di esser creato Cavaliere, Il Pozzo, che ne descrive la vita a c. 171. lo fa morto l'anno 1665. ANTONIO GRACIA Reynoso, nativo della Città di Cabra nelle Spagne, applicatosi alla pittura, colla guida ed insegnamenti di Sebastiano Martines divenne maestro; e benchè la maniera di lui fosse alquanto caricata, e lontana dalla verità, ebbe però un grande furore nel dipingere, e toccò con facilità e destrezza le opere sue. Dilettossi molto di far disegni, con quantità di figure, toccati con lapis nero e penna, moltissimi dei quali giornalmente si veggono presso i dilettanti. Avvi un quadro grande di lui, con quantità di figure, nella Chiesa de'Cappuccini della Città di Andujar, ed altri molti sono qua e là dispersi per le Città della Spagna. Morì l'anno 1677. in età di an. 54. Palumino a car. 395. AN 78 ANTONIO LAUCHARES Pittore di Madrid, su discepolo di Eugenio Caxes, ed operò in pubblico ed in privato opere degne di rimembranza. Morì d'anni 54. nel 1640 Palumino a car. 296 ANTONIO FUMIANI, Pittor Vene ziano, con stile facile, e bizzarro compose le opere sue. Circa gli anni 1700. fioriva in patria con frequenti occasioni di esercitar la sua abilità e virtù. La maniera di luin qualche modo si accosta a quel la di Paolo Veronese. ANTONIO MASI, Sacerdote della Città di Jesi, nel Claustro della Madonna delle Grazie in Bologna dipinse le gesta di S. Elia. Passeggiere Disingannato a car. 226. ANTONIO MOLINARI, scolare di Antonio Zanchi, esercitatosi nella pittura e fattosi maestro, aprì scuola in Venezia sua patria, dove operò molte cose in pubblico ed in privato con credito grande. Le migliori opere di lui veggonsi nella Chiesa de' Ss. Cosmo e Damiano alla Giudeca. Viveva nel 1600. ANTONIO MABELANO, della Città di Antequera nelle Spagne, scolare di Paolo di Cerpedas, fu uno dei migliori frescanti di quel Regno All' Altar maggiore della Chiesa principale della Città di Lucerna dipinse molte istorie, nelle quali si fece riconoscere per abile ed esercitato maestro. Per molte commissioni avute da molte Città ebbe occasione di mostrare il suo talento e la sua perizia nell'arte. Morì in Lucerna di anni 60. nel 1625. Palumino, a car. 284. ANTONIO MORO, della Città di Utrecht in Ollanda, discepolo di Giovanni scorelli, fu eccellente Pittore d'istorie e ritratti, quali a maraviglia somiglianti faceva. Spese i primi anni della sua gioventù in Roma a studiare le opere di Michelangelo, e di Raffaello, onde fama e riputazione si procacciò quale pervenuta a Filippo II. Redi Spagna amatore de' begl'ingegni alla sua Corte chiamollo, perchè il suo ritratto facesse, quale riuscito essendo di sua intera soddisfazione, splendidamente regalatolo in Portogallo lo spedì, per ivi pure fare il ritratto di quel Monarca, il quale se ne compiacque tanto, che gli ordinò di fare i ritratti di tutta la reale famiglia. Dopo ciò non vi fu Cavaliere o Dama di rango che non volesse il suo ritratto fatto per le mani di lut, pagando volentieri il prezzo stabilito dal Re, il quale era di cento scudi in contante, e di un anello di valore. Indi per ordine dello stesso Re Filippo passò a Londra a fare il ritratto della Principessa Maria ſua Spoſa, la quale, oltre il dono di un anello di grande prezzo, gli fece l'assegnamento di cento lisbonine all'anno sua vita durante. Questo solo ritratto bastò ad arricchire il Pittore, atteso il grande numero di copie ch'ei fu pregato a farne, onde grande quantità di danaro ne trasse. Ritornato a Madrid dal Monarca oltre modo verso lui liberale, ebbe la permissione di restituirsi alla Patria, ove morì d'anni 56. Il Palumino, che ne scrisse la vita assegna la morte di lui all'anno 1568. ANTONIO de HORFELIN, nato in Saragoza, dopo i primi rudimenti appresi in patria, passò a Roma, dove fatti grandi progressi nell'arte della pittura riuscì un assai abile professore, e ritornato alla patria operò in pubblico ed in privato con gradimento ed applauso di ognuno. Morì d'anni 63. nell'anno 1650. Palumino par. 2. a car. 317. ANTONIO NOBILE, di patria Veronese, datosi alla pittura fu buon paesista, e per le sue opere ebbe stima, e se non fosse morto gio vine dava speranza di poter in quel genere riuscire eccellente e perfetto. Il Pozzo a car. 191. ANTONIO NOVELLI, dello stato di Firenze, ebbe nel disegno maestri Gerardo Silvani e l'Ubaldini. Riuscito uno scultore di grido, andò a Roma col Cardinale Carlo de' Medici, di cui fece in marmo il ritratto universalmente applaudito. Amante di libertà ricusò di appagare il desiderio della Regina di Svezia di averlo al suo servigio Ebbe uno spirito vivace, ed oltre la scoltura e la plastica che possedeva, fu inventore di macchine ed istrumenti Matematici, ed eccellente fabbricatore di Cannocchiali, e come ben perito di Musica nuovi musicali strumenti inventò. Non gli mancò il pregio di buon poeta, onde per tante doti era la delizia e il piacere de' grandi che per lui avevano stima ed amore. Morì nel 1661. Baldinuci secolo quinto a car. 339. ANTONIO PALMA, nipote del vecchio, fu alla scuola di Tiziano e del Zio; e benchè di esso non si vedano molte opere, è stato però pittore degno di memoria. Nella Chiesa de' Ss. Apostoli di Venezia fece una Tavola con la B. Vergine, ed i Ss. Teodoro, Luigi, e Bernardino; opera, in cui si scorge la buona mano, e la buona scuola. Fu padre di Giacomo il giovine, e fioriva negli anni 1600. ANTONIO del PONTE, fu sì ingegnoso architetto che alzò dalle acque il famoso Ponte di Rialto in Venezia, e pel merito di aver condotta a fine così grandiosa e superba mole, credesi che attribuito gli fosse il cognome del Ponte, con cui dopo su sempre chiamato. Vivea nell anno 1590. ANTONIO PEREDA, di Vagliadolid, fece 1 suoi studj di pittura prima sotto Pietro de Las Quevas, indi sotto Giambattista Crescenzio eccellente pittore Italiano, che colà dimorava. Per la correzione del disegno, e per la vaghezza del colorito avendo acquistato grande credito, il Re gli comandò di fare nel Palazzo di Buonvisino diverse opere, le quali con molto suo onore compi. Altre commissioni ebbe dipoi e dallo stesso Re, e dai Grandi del Regno; e si adoperò anche per servigio di molte Chiese di Madrid. Si prese gusto questo valentuomo d'imitar sempre la bella maniera Italiana, e si degnò per suo piacere e profitto di copiare le celebri pitture dell'Escuriale. Di anni 60. mancò nell' anno 1669. con grave dispiacere degli amatori dell' arte. Palumino tom. 2. a c. 368. ANTONIO PAGLIA, Bresciano, figlio di Francesco, (che studiò sotto Francesco Barbieri da Cento, e fu riputato valente nell'arte) dopo essere stato ammaestrato dal Padre. passò a Venezia a studiare su le opere degl'insigni maestri antichi e moderni, e fattosi perito ritornò alla patria, dove aperta scuola va continuamente operando con bizzarro stile e fresco colorito, amato e stimato dalla nobiltà, e dagl'intendenti e conoscitori dei pregi della pittura. ANTONIO PELLEGRINI, Padovano, per la felicità d'invenzione e speditezza nell'eseguire, ebbe grido di valente ed ingegnoso Pittore ad oglio ed a fresco. Dopo varj e lunghi viaggi per la Germania, Francia, ed Inghilterra, nei quai paesi operando non poche facoltà raccolse, fissò sua stanza in Venezia, del premio di sue virtuose fatiche comodamente ed onestamente vivendo. Nella Chiesa di sua Parrochia in Padova per sua divozione dipinse a fresco la volta della Capella Maggiore. Una bella serie di singolari quadri fiamminghi da lui raccol- ti, ond'era, lui vivente, signorilmente ornata la sua abitazione, dalla Signora Angela Carriera moglie di lui, e sorella della celebre Rosalba, fu venduta all Illustrissimo Signor Giuseppe Smith Console della gran Bretagna, il quale, unitamente ad altri moltissimi nulla inferiori in rarità e bellezza, nella sua magnifica e deliziosa Casa di Campagna posta in Villa di Mogliano gli trasportò, dai quali e dagli altri preziosi arredi la magnificenza di lui, la polizia, la squisitezza di gusto dimostrasi. ANTONIO RAMAZZOTTI, dipinse in S. Sigismondo di Bologna il soffitto del primo altare. Passeggier Disingannato a car. 101. ANTONIO ROSSI, scolare del Cavalier Marcantonio Franceschini, per il suo talento ed abilità mostrata nella Pittura, è stato ono rato di conveniente elogio dall'Accademia Clementina, tom. 2. a car303. ANTONIO Torri dipinse in Bologna nella Chiesa della Natività la Nascita di Maria Vergine, in concorrenza di altri virtuosi pittori. Passag. Disingan. a car. 198. ANTONIO SANTI Pittore è nominato nella Vita del Cignani, come scolaro di lui a car. 60. ANTONIO SUSINI, Fiorentino, datosi alla scoltura ed all'arte di gettar bronzi sotto la direzione di Giovanni Bologna, riuscì il più diligente e migliore scolare che avesse il suo maestro, dal quale era impiegato a ripulire le opere ſue. Andato a Roma fece molti modelli delle antiche statue, e formò di bronzo le più eccellenti, massime l'Ercole Farnesiano, quale risece più volte con moltissimo suo pro sitto. Arrivato alla età decrepita mori nell'anno 1624. lasciando trenta mila scudi in contante ad un suo Nipote il quale pure con grande suo onore seguitò la professione del Zio, e le ricchezze per eredità avute accrebbe. Baldinucci sec. 4. par. 3. fogl. 372. ANTONIO FRANCESCO VANDER MULER nato in Brusselles da onorata famiglia fu Pittore di singolai merito nel rappresentare paesi e battaglie. Ito in Francia fu destinato suo pittore da Luigi XIV. che lo impiegò a dipingere molti assedj marcie, e battaglie seguite nel suo Regno e fuori. Disegnò bene i cavalli, ed espresse a maraviglia i paesi, in cui erano seguiti fatti di arme ed azioni guerriere. In considerazione della sua distinta abilità e valore, avuta in moglie una Nipote di Carlo le Brun, con tale appoggio si cattivò la grazia del Re a segno di riceverne ogni giorno nuovi favori e regali. Per certe sue passioni nell'anno 1690. in età di anni 56. mancò di vita in Parigi. Abregè par. 2. a car. 206. ANTONIO VISENTINI, Veneziano, appresa l'arte di dipingere da Antonio Pellegrini, si diede allo studio dell'architettura, e da sè divenne un dei migliori professori di essa, ed intendentissimo delle regole di prospettiva. Nè di ciò pago ad intagliare in rame si accinse, e ciò esegui con tale intendimento ed esattezza che ammirare si fece nelle opere date in pubblico, e principalmente nella pianta, prospetto, ed interno della Chiesa di S. Marco. Oltre a ciò con molta sua lode in quaranta rami intagliò le vedute più cospicue di Venezia cavate da altrettanti quadri di Antonio Canal, ora posseduti dal Signor Giuseppe Smith console Britanico. Attento, diligente, esatto, indefesso ne' suoi varj lavori, vive in patria stimato e riverito per il suo sapere e virtù, ed amato per la ſua modeſtia, da cui le altre ſue belle doti un particolar pregio ed ornamento ricevono. § Ak polo di Cimabue; hacque l'anno ARCANGELO AQUILINI Romano è 1232. da Lapo, che su grande Arscritto nel catalogo degli Accademici di Roma chitetto. Le mura, i molti Palagi, ARCANGELO RESANI, di Padre Gei Campanili, le Chiese, ed i Monovese, e di Madre Regnicola, nacnasterj di Firenze riconoscono queque in Roma l'anno 1670. Imparò sto Valentuomo per loro Fondatoil disegno da Gio: Batista Buoncore. Morì in detta Città l'anno 13.0. re, ed applicandosi a dipignere ani Baldinucci sec. 4. fol. 35. mali, riuscì eccellente in quelli. In § ARNOLDO MITENS, nato di là dal Siena, in Bologna, in Venezia, nelmonti, diede in Roma saggio di sua le Città della Romagna, ed in altri abilità nel maneggio di pennelli, e Iuoghi, diede bellissime prove dei valente pittore mostrossi. Passato suoi pennelli, non solo per Cavaindi a Napoli, nella Chiesa di S. lieri, ma eziandio per i principali Francesco di Paola due tavole di Pittori, che non vollero restare priAltare dipinse, in una il Martirio vi d'un quadro di quello. La perdi S. Catterina, nell'altra la Beamanenza nelle sopradette Città gli tissima Vergine del Soccorso; con accrebbe il genio alle figure, e fele quali fecesi strada a moltissime ce quadri in grande, ed in picciolo altre, che in quella Città poi fece. storiati, ed ora ne va concludendo Indi portatosi all'Aquila per eseguidiversi dove dimora. Si diletta anre molte commissioni, per le quali cora di Poesia. accresciuto di credito e stima fu ARCANGELO SALIMBENI Sanese, imchiamato a Roma per dipingere un parò il disegnare, ed il dipignere quadro nella Basilica di S. Pietro, da Federico Zuccheri in Roma, in dove appena giunto fu assalito da strusse il figlio Ventura, e Franceun furioso male che al sepolcro lo sco Vanni figliastro, amendue per trasse nell'anno 1590. Baldinucci sec. la virtù della pittura creati Cava4. par. 3. fogl. 122. ARNOLDO di LEIDEN Pittore Fiamlieri, come si dirà a suo luogo, Baldinucci par. 2. fer. 4. fol. 109. mingo assai rinomato per le sue taARDUINO da BOLOGNA, Bidello del vole ben composte, e colorite con Collegio di Filosofia, e di Mediciforza. Voglioso di menare una vita na, fu Pittore, Intagliatore in lesolitaria e lontana dal commercio gno, e pratico nel conoscere l'erdegli uomini ricusò di appagare le be; fiorì nel 1515. Masini fol. 15. brame di Francesco Floris pittore ARNOLDO DONTH di Gant in Fianriputatissimo della Fiandra, il quadra fu scolaro d'Antonio Vandych, le per la grandissima stima che ne fatto pratico nella pittura attese alfaceva, con inviti ed istanze cercè le figure in Roma, ed ai ritratti di averlo presso di sè. Caduto inavnei quali riuscì uguale al Maestro: vedutamente in uno stagno di acvisse timido, e vergognoso ancorche qua vi lasciò la vita nell'anno fusse di bellissima presenza: mori 1564. in età di anni 66. Baldinucci con gran credito a dì 3. di Aprile secolo 4. a car. 349. 1665. e fu seppellito in S. Lorenzo ARRIGO FIAMMINGO pratico nella in Lucina accompagnato da tutt'i pittura giunse in Roma ai tempid Professori Fiamminghi, ed oltramonPapa Gregorio XIII. Nel Vaticatani. M. S. no, nella Libraria di Sisto V. in ARNOLFO di LAPO, overo di CamS. Maria Maggiore, in Campo Sanbio Scultore, ed Architetto, orion to, ed in altre Chiese, a olio, e a fresco, con vago finimento compi do dal Colle di Valdesa, fu disceope opere grandiose: morì in detta Citopere, che dipigneva per i Pontetà d'anni 78. circa il 1600. Baglioni fici di quel tempo: pose le mani quasi in tutte le pitture, che ordifol. 77. ARTEMISIA GENTILESCHI Pisana si nò Papa Sisto V. Nelle Chiese pringlia, e discepola d'Orazio, lavocipali di Roma si vedono suoi la rò non solo bellissimi ritratti, ma vori: s'avanzò sino all'età di 77. ancora quadri storiati. Sandrari anni, e morì del 1629. Baglioni fol. 300. fol. 192. ARTO da Leone, dall'arte del Padre, AURELIANO MILANI nato in Boloche lavorava corami, detto Coriagna l'anno 1675. Fu scolaro del Pario; s'applicò alla pittura sotto Corsinelli, e di Cesare Gennari: dise gnò quanto si trova in Bologna dinelio Engelbert, e con animosità pittorica, affrontò vaste tele, e mupinto dalli Caracci, e con tali sturi, dipignendovi fatti copiosi della dj, ed ammaestramenti si fece franSacra Scrittura, introducendovi belco nel disegnare, e nel dipignere, le architetture, nelle quali aveva come ha fatto per il Senato di Marsilia, per il Serenissimo Duca di Pargran franchezza: non volle mai sar accordo con alcuno dell'opere sue ma nelli nove quadroni storiati, se non all'osteria, della qualen'era per tanti altri. In oggi sta terminando un quadro d'Altare per la molto amico; più volte alterato dal Chiesa, detta la Madonna della Vivino scorse molti pericoli; finalmenta in Bologna, nel quale sempre te d'anni 66. e di nostra Salute 1564 più dà a divedere quanto sia gransu soffocato da un fiume. Sandrari de la sua virtù nel disegno, e nel fol. 250. colorito. Egli poi è mirabile ne ASCANIO detto dai Cristi fu eccelsuoi disegni, così bene intesi, finilente scultore in avorio, citato da ti, e con tanta pulizia condotti, Ridolfi par. 2. fogl. 267. Vivea cir che ogni Dilettante sospira di posca gli anni 1624. sederli. Vive questo savio, e moASELINO OLANDESE scolaro d'Isaia da desto Pittore in Patria. Velde; fu chiarissimo in dipignere AURELIO BONELLI Musico perfetto: battaglie, animali, e istorie; pratiPittore, e scolaro dei Caracci. Malcò con Monsù Bamboccio in Roma vasia par. 3. fol. 417. vide Venezia, ed Amsterdam, doAURELIO BUSSI da Crema scolaro di ve lavorò minute storie, e le venPolidoro, e di Maturino, su molte deva a gran prezzo; ivi morì. Sanlodato da Raffaello d'Urbino. Sodrart fol. 220. prani sol. 221. ASTOLDO LORENZI Scultore Fiorentino, è nominato dal Lomazzo a AURELIO LOMI fratello uterino d'Orazio Gentileschi, Pittore Pisano fol. 615. imparò da suo Padre Gio: Batista ATTAVANTE Miniatore Fiorentino, faFu molto gradito in Genova. D moso per il diligentissimo Silio Itaanni 58. morì nel 1622. Soprani lico, che s'ammira in S. Gio: e Pofol. 318. lo di Venezia, descritto dal Vasari nella par. 3. a sol. 270. fiorì circa AURELIO LUINI Milanese figlio, e scolaro di Bernardino: dimostrò gran il 1450. de spirito nel dipignere, particolarAVANZINO NUCCI da Città di Camente la facciata della Misericor stello studiò i bassi rilievi, le stadia, lungo il corso di Porta Comatue, e le pitture Romane, poi ensina, dove in poco spazio dipinse trò nella scuola di Niccolò Pomegran quantità di figure, per forza rancio, e ben presto lo servì nell' Santo di Titi, e singulare Maestro di quell'arte, con la quale parvo del famoso Pietro Berrettini, detto esser nato fondato notomista; v'è da Cortona, dipinse opere varie. pure una graziosissima prospettiva, e bellissimi chiaroscuri, che chiu- BACCIO d'AGNOLO Fiorentino Intagliatore, Intarsiatore, ed Architetdono opera sì bella. Nella Metroto; molti suoi lavori sono sparsi per politana, ed in altre Chiese si vei Palagi, e per le Chiese di Firendono opere sue. Lomazzo, Idea del ze: visse anni 83. morì nel 1543. Tempio fol. 163. lasciando Domenico, Filippo, e GiuAURELIO PASSAROTTI Bolognese filiano suoi figli Intagliatori, ed Arglio, e discepolo di Bartolomeo: eb chitetti. Vasari par. 3. lib. 1. fol. be più genio a miniare, che a di284. pignere; tirava impareggiabilmente di linee, e disegnava con un gran BACCIO del BIANCO Pittore, e famosissimo Ingegnero, passò in Ispagna fondamento, e con pulizia le foral servigio di Filippo IV. ed in matetificazioni: passò all'Imperio, e su ria di macchine fece cose, che paraccolto da Ridolfo II. ma abusanvero sopra l'essere naturale. Mori dosi di tante grazie compartitegli, in Madrid d'anni 60. circa il 1660. da quella Maestà, si meritò, per BACCIO da Montelupo Scultore, vis sette anni, un fondo di torre, dal se 88. anni, e morì circa il 1533. quale fu estratto per accudire a certi Raffaello gli su figlio, e superò l' disegni di fortificazione, e dopo con opere del Padre. Nella Santa Casa buona rimunerazione rimandato aldi Loreto terminò l'opere lasciate la Patria. Chiamato a Roma da Cle imperfette dal Sansovino. Vasari mente VIII. per assistere a certe fabpar. 3. lih. 1. fol. 132. briche; là giunto, aggravato dalle indisposizioni cagionategli dai disa- BACCIO della PORTA: vedi Fra Bartolomeo di S. Marco. gi delle carceri, se ne morì. MalBACCIO GOTTI Fiorentino scolaro di vasia par. 2. fol. 239. Ridolfo Ghirlandajo, andò in Francia, e servì Francesco I. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 10. BACCIO BALDINO Intagliatore in BACCIO PINTELLI, Architetto Fiorame, lavorò gran tempo coi direntino, servì Sisto IV. Pontefice, segni di Sandro Botticelli. Vasari e con suo disegno fabbricò il Conpar. 3. lib. 1. fol. 300. vento e la Chiesa di S. Maria del BACCIO BANDINELLI Fiorentino, imPopolo in Roma, dove pure altre parò il disegno da suo Padre Orefabbriche eresse, e parimenti in Fifice, e la scultura da Francesco Rurenze sua patria. Vasari tom. pr. a. stico; disegnò sì egregiamente a pencar. 298. na, che varj dei suoi pensieri pasBACCIO UBERTINI, Fiorentino Pitsarono per mano d'Agostino Caractore, scolare di Pietro Perugino, ci. Con le sue belle statue, e bassi fu così esatto nell'imitare la marilievi servì Principi, Pontefici, e niera del suo Maestro, che molte Re, di modo tale, che Carlo V. sue opere per la somiglianza dell' lo creò Cavaliere: visse 72. anni, e artifizio vengono a Pietro attribuimorì nel 1559. insegnò la scultura te. Il Vasari ne fa menzione a car. a Clemente suo siglio, e quando 419. nella prima parte di stampa di era in posto di salire alla gloria. Firenze; ed a car. 547. dice che morte immatura lo rubò al MonBaccio ebbe un fratello di nome do. Valari par. 3. lib. 1. fol. 422. Antonio, che fu un valentissimo riBACCIO CIARPI Fiorentino allievo di cama camatore. Viveano costoro circa gli anni 1515. BALDASSARE d'ANNA, Pittor Veneziano, dipinse molte opere in pubblico ed in privato nella sua Patria. Dassi contezza di lui nelle Miniere della Pittura di Marco Boschint. BALDASSARE degli ALUIGI, nel funerale di Agostino Caracci dipinse i Fiumi Reno, Tevere, e Parma con lode di sua abilità. Vedine la memoria nel Funerale di esso Caracci stampato in Bologna 1603. a car. 23. BALDASSARE LONGHENA, Architetto, con suo disegno, modello, ed assistenza compì la magnifica fabbrica della Chiesa della Madon na della salute per commissione del Veneto Senato, che con pubblico voto a tale erezione obbligossi. Opera di lui è pure il Palazzo dei Nobili da Pesaro sul Canal Grande ed eziandio la bellissima scala del Monastero di S. Giorgio Maggiore, Isola de' PP. Benedettini. BALDASSARE LAURI, Pittore di Anversa e Padre di Filippo, ambi famosi Paesisti, fu scolare di Paolo Brilli cui ſeppe imitare a ſegno che le opere sue da quelle del Maestro difficilmente distinguonsi. Dopo varj viaggi pel Mondo, si fermò in Roma, e sino all'età di anni settanta operò con applauso, per soddisfare alle inchieste di Principi e Signori. L anno 1641. finì di vivere, lascian do il figlio con credito di assai valente pittore. BALDASSARE BIANCHI Bolognese scolaro del Paderna, poi d'Agostino Metelli, dal. quale n ebbe una figlia in consorte: nel suo mestiere di quadratura, e di prospettiva servì i Serenissimi di Mantova, e di Modona, dove morì d'auni 65. e di nostra salute 1679. BALDASSARE CARRARI Pittore Ravennate, con Matteo suo figlio dipinse il terzo Altare a mano destra nell' entrare, che si fa nella Chiesa di S. Domenico di Ravenna: l'opera, per essere una delle prime dipinta a olio in quella Città, su molto gradita, e da Papa Giulo II. stimata di bellezza al pari di quelle di Roma. Fabri fol. 93. BALDASSARE CROCE Bolognese scolaro d' Annibale Caracci, lavorò in Roma nel Vaticano, nel Laterano. nella Sala Clementina, e nelle Chiese più cospicue. S'affaticò sino agli anni 75. e morì nel 1638. in Roma. Baglioni sol. 297. Malvasia. pir. 3. fol. 527. BALDASSARE FRANCESCHINI da Volterra, e però detto il Volterrano, su discepolo di Matteo Rosselli; studiò l'opere del Correggio, ed altre della Lombardia; con eccellenza ridusse a fine glorioso i quattro operoni di bellissimo impasto, e di vaga maniera nella Villa, detta Petraja; tre Cupole nella Santissima Nunziata, ed una in S. Croce, che supera tutte l'altre; dell'opere sue ne sono sparse molte per 1 Palagi di Firenze, oltre le tante mandate in diversi Paesi. Visse 78. anni, e morì nel 1689. M. S. BALDASSARE GALANINO, detto degli Aloisj, Bolognese, parente, e scolaro del Carracci, sotto i quali riusci pratico Disegnatore, e Pittore. In Roma provando avversa fortuna si diede a fare ritratti, e su mirabile in quelli. Sessagenario cessò di vivere nel 1638. Gioseffo Carlo il figlio con le paterne direzioni riusciva gran Pittore, se la morte, di 30. anni, non lo portava all'altra vita. Malvasia par. 4. fol. 133. BALDASSARE GHERBIER nacque in Anversa l'anno 1592. Per dipignare a gomma sopra le membrane fu valentuomo; consumò molti anni in Italia, giunse a tanta perfezione cor suoi lavori, che su chiamato dal Re Britanico in Inghilterra: eb 118 ritò da Clemente VII. di essere dibe gran pratica nell'agire, e porchiarato Ingegnero di Firenze, e di tare negozj rilevanti: fu onorato Siena. Non senza sospetto di veledel titolo Equestre; e per molti anno morì in età di 55. anni nel 1536 ni fu Residente in Brusselles per e con pianto universale fu sepolte quella Regia Maestà. Sandrart fol. nella Rotonde di Roma, vicino a 310. Raffaello d'Urbino. Vasari par. 3. Fu diligentiſſimo miniatore sì d'iſtorie lib. 1. fol. 143. che di ritratti. Per il grido dell'ec cellente sua maniera fu chiamato a § BALDINO BALDINELLI, Fiorentino, fu scolare di Domenico GhirlandaLondra dal Duca di Buchingham jo, e fioriva circa gli anni 1500. indi passò ad essere il Pittore de Vasari tom. pr. a car. 369. Re Britannico. Spedite le sue commissioni in Brusselles con soddisfaxio- BARABINO Pittore Genovese, a olio e a fresco dipinse in Milano nel ne del Re, fu da S. Maestà eMonistero del Bocchetto, al Corletto Maestro di Cerimonie della sua duce, e nella Chiesa di S. GirolaCamera, nel quale uffizio contimo, Torre fol. 76. 244. nuò sinchè visse. Vedine la vita ed il ritratto nell' Aureo Gabinetto a BARBARA BURINI nacque in Bologna nel dì 3. di Decembre 1700. da Ancar. 249 BALDASSARE LANCIA da Urbino creatonio Pittore. Questa più dalla nato di Bartolomeo Genga, attese al tura ammaestrata nel disegno, che dagl'insegnamenti del padre, di nadisegno, poi s'esercitò nelle fortifiscosto di quegli principiò, ancor cazioni per le Città di Lucca, di bambina, a copiare alcune stampe, Siena, e di Firenze. Vasari par. 3. ed accostare la mano ai pennelli, fogl. 504. coll'esprimere sopra le tele le sue BALDASSARE MARCY di Cambrai fu idee, le quali scoperte dagli amiScultore, e lavorò molte cose; soci, e dagl'intendenti, animarono il no di lui, e di Gasparo suo fratello padre a secondare il genio della fimaggiore li due Cavalli, e li due Tritoni, che si vedono a Versailles glia, col prestarle le dovute direin una delle nicchie della Grotta di zioni. Principiò dunque a copiare Apollo: queste quattro figure sono alcuni quadri, i quali condusse con disposte in tal maniera, che forma buono impasto di colori, a misura no all'occhio un dilette volissimo condegli originali, e conformi all'esattrasto per tutte le loro parti, a cato contorno di quelli. Invitata a gione delle differenti attitudini. Balfare i ritratti di belle Dame, non dassare morì Professore della Reale iscansa l'impegno, e li termina con Accademia nel 1674. Filibien par. 4. tanta somiglianza, e li adorna con fol. 219. vedi Luigi Guerin. si vaga bizzarria di abbigliamenti che sono sommamente graditi. D BALDASSARE PORUzzi Sanese, fu disposto dalla natura per essere Pitproprio capriccio fece alcune divotore, ed Architetto; varj Palagj, e te Immagini per piatere ai parenChiese si sabbricarono con suo diseti, e agli amici: terminò quattorgno nelle Città di Siena, di Firenze dici quadretti storiati, che esprimodi Bologna, e di Roma, adornanno in diverse maniere la portata dole ancora con bellissime pitture di della Croce al Calvario da Gesù Christo, e si vedono nella Chiesa sua mano, molte delle quali si vedi S. Paolo in Monte, fuori di Bodono alle stampe, e fra le altre il logna, Padri Minori osservanti Ribellissimo Presepe intagliato in quatformati di S. Francesco, i quali sertro fogli da Agostino Caracci. Mevono inalzare teatri, ritrovare invenzio vono per la nuova divozione, inti ni, e bizzarrie sceniche, o carnova tolata Via Crucis. Fecondi il Cielo lesche era unico; morì in età virisi belli principj, e doni alla novel le. Soprani fel. 221. la Pittrice sempre più gloriosi avan zamenti nell'arte, per rinovare al-BARTOLANEO BIMBI Fiorentino discela Città di Bologna le gloriose mepolo di Lorenzo Lippi, si diede a fare fiori. Egli apprese tal maniera morie di tante altre Donne Boloda Angelo Gori, ed in fatti riesce gnesi, che adornarono, col disegno, molto vago, e verisimile, lavora la sempre Felsina Pittrice. BARBARA SIRANI Pittrice Bologneancora di figure, e vive in patria: è nato l'anno 1638. M. S. se, ricordata nel Passeggiero DisinBARTOLAMEO BISCAINO Genovese figannato a car. 295. glio, e scolaro di Gio: Andrea nel BARTRAM FOUCHIER, scolare del celebre Antonio Vandych, dipinse bei disegno, e nel colorire di Valerio Castelli; invidiosa la morte levò ritratti e conversazioni ideali. Ebdal Mondo questo bello spirito, e be stima e riputazione in Anversa, gran disegnatore, non ancor giunto dove dimorò e morì l'anno 1674. al quinto lustro l'anno 1657. SoJacob de Campo tom. 2. a car. 82. prani fol. 203. (a). BARTOLAMEO AMMANNATI Pittore Scultore, Architetto, e Scolaro di BARTOLAMEO BOHAM Intagliatore di Norimbega, lavorò con MarcantoBaccio Bandinelli, poi in Venezia nio Raimondi. Marcò le sue stamdel Sansovino. Nacque in Firenze nel 1511. Servì in Roma i Pontefipe con due B. B. come si dirà. ci Paolo III. Giulio III. e GregoBARTOLAMEO BOLOGHINI Sanese scorio XIII. nelle sculture, ed in arlaro di Pietro Laurati, dignissimo chitetture diverse, in particolare discepolo di Giotto: fiorì nel 1530. nel disegno del Collegio Romano: Vasari par. 1. fol. 63. in Firenze servì Cosimo I. in varie BARTOLAMEO BONASIO Modonese Scultore, Ingegnero, Maestro di tarcommissioni, e nei Ponti dell'Arno atterrati da un' impetuosa fiumana sia, e di prospettiva, vivrà glorioso sinatantochè dureranno le sedie del l'anno 1577.) come pure seguì nel Coro dei Reverendi PP. Agostinia1269. Fu uomo sopramodo caritani, e Domenicani di Modona, nel tevole, e divoto: visse 82. anni: le quali introdusse animali, figure sta sepolto in S. Giovannino di Fiprospettive; ed arabeschi di singurenze al suo Altare: Laura Battiferri sua consorte fu celebre Poeteslare disegno. Vidriani fol. 26. sa, che diede alla stampe opere TO- BARTOLAMEO BOzzATI scolaro di Tiscane, stampate nel 1560. Baldinucziano, lavorò nei musaici di S. ci par. 2. sec. 4. fol. 1. Marco Eresse con suo disegno e scolpi le figure BARTOLAMEO BRAMANTINO Milanedella grande Fontana, nella Piazza se Pittore, Architetto, e primo del Gran duca di Toscana. splendore del disegno, del colorito e dell'Architettura, in quei tempi BARTOLAMEO BASSI Genovese Pitto bassi, nei quali si lavorava allo re, e Prospettivista, scolaro di Gio: scuro. Dipinse in Roma per Papa Andrea Ansaldi; ebbe una maniera Niccolò V. alcune stanze, dopo di dolcé, accordata, e vaga; ornava che ritornò a Milano, dove dipinse i quadri degli altri di colonnati. opere varie, disegnò, e misurò le d'anticaglie, o d'architetture. Per An(a) Di Bartolameo Biscaino S. Maestà ha un quadro istoriato. . Antichità di Lombardia, e di quelGuido Reni, e le dedicò a Papa le compose un bel Libro. Con suc Urbano VIII. il quale lo grati ficè col titolo di Cavaliere di Lore to disegno erano, e sono ancora in essere molte Fabbriche in Milano. con annua entrata: Gio: Batista il fratello fu anch'egli Intagliatore Fioriva nel 1440. Dai suoi disegni imparò Bramante, che fu Architet e Teresa la figlia Pittrice. Malvato famoso. Alcuni Autori furono sia par. 2. fol. 130. in errore, che Bramantino venisse BARTOLAMEO da Bologna famosissimo da Bramante, o per parentela, o Miniatore, morì nel 1514. Masini per educazione d'insegnamenti, quanfol. 616. do si sa, che Bramante fu di CO. BARTOLAMEO da Forlì scolaro di Lorenzo Costa: e riserito dal Malvasia? gnome dei Lazzari, e da Urbino, e nacque in quel tempo, che BraBARTOLAMEO GAGLIARDI nacque in mantino era morto, o vicino a moGenova l'anno 1555. fu chiamato rire. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 19. lo Spagnoletto, perchè qualche temBARTOLOMEO CAVAROzzi Viterbese po cogli Spagnuoli fu nell'Indie: disegno costui con maniera risentidetto dei Crescenzi, perchè in Roma fu accolto da quei nobilissimi ta, e Michelagnolesca, e dipinse a Mecenati, acciochè studiasse le belolio, e a fresco, con gran diletto, intagliò all'acqua forte; fu umore le opere antiche, e moderne, seguì la maniera del Cavalier Pomeranfantastico; guadagnò molti danari cio, e si diportò eccellentemente bema il giuoco lo rese meschino; cadde da un ponte mentre lavorane, come nelle pubbliche opere di Viterbo, e nelle private di Roma va, e morì nel 1620. Soprani fol. 52. si vede; ma in età giovanile man- BARTOLAMEO GANGLIONI da Fano Accademico di Pietro Facini, è ricò nel 1625. Baglioni fol. 186. ferito dal Malvasia. BARTOLAMEO CENTOCATTI da UrbiBARTOLAMEO GENGA da Urbino fino Pittore, Scultore, Architetto, glio, e scolaro di Girolamo; pratied Inventore dei Baluardi; riferito cò col Vasari, e coll'Amannati; dal Lomazzo fol. 683. BARTOLOMEO CESI Bolognese, di scoriusci Pittore, Scultore, Architetto, ed Ingegnero: servì in Malta laro di Grammatica, giunse ad esquel Gran Mastro, e quei Cavalieserne Maestro; franco nello scrivere adornava i caratteri di bizzarri ari piansero la morte di lui, seguita nel 1558. in età di 40. anni. Varabeschi, e di figure cifrate, le quasari par. 3. lib. 1. fol. 500. li vedendo il Pittore Nosadella, lo consigliò entrare nella sua Suola, e BARTOLAMEO KILIAN d'Augusta, inprontamente l'ubbidì. Vide l'opere tagliò in grande, e dipinse ritratti. del Tipaldi, dei Passarotti, e di alM. S. tri, e sopra quelle si fece una ma- BARTOLAMEO LIGOZIO nipote del faniera aperta, vaga, e colorita, che moso Jacopo, fu eccellentissimo in piacque, e dilettò la Nobiltà di Bo dipignere fiori, con somma dilicalogna, ed i Pontefici di Roma tezza, e finimento; visse sino agli comparve molte volte in pubblico anni 75. M. S. a competenza dei Caracci; fu uo- BARTOLAMEO LOTTI Bolognese scolamo di gran cuore; si trattò alla ro del Viola, dipinse bellissimi paegrande; visse anni 79 e morì nel si, con il gusto Carraccesco. Mal. 1655. Malvasia par. 2. fol. 317. vasiapar. 4. sol. 132. BARTOLAMEO LUINI Milanese PittoBARTOLAMEO CORIOLANO da Bolore citato dal Lomazzo. gna, intagliò in legno l'opere di BAR 8 BARTOLAMEO MANFREDI Mantovanc tro da Cortona, dipinse il Transite scjolaro del Cav. Pomerancio: tutdì S. Gioseffo nella Chiesa dedicata to applicato a seguire la maniera a detto Santo in Roma, ed una del Caravaggio, tanto ne fece di S. Maria Maddalena de Pazzi nei profitto, che l'opere copiate da quelPadri Carmelitani di S. Martino dei lo, o le inventate di propria idea Monti. Titi fol. 174. e fol. 219. sono similissime di contorni, di cie- BARTOLAMEO PASSAROTTI Bolognese fu capo di quella Scuola Passarot. re, di pieghe, e di colorito; terminò i suoi giorni in Roma in età giotesca, che fiori in Tiburzio, in Auvanile. Baglioni fol. 158. relio, in Passarotto, ed in Ventura suoi figli, e tutti Pittori, ed in molBARTOLAMEO MARESCOTTI Bologneti altri, ai quali piacque quel mose, allievo di Guido Reni, sopra il do facile, grandioso, e ben coloriquale avea un alto dominio, facen to; dipinse gran quadri per le Chiedogli finire a capriccio i quadri, o per copiarli, o per servire quelli ase, e per i Palagi; fiori nel 1578. mici, che più liberalmente lo rega Milvasia par. 2. sol. 237. (a) lavano: morì di contagio l'anno Bartolomeo Ramenchi da Bagna1630. Malvasia par. 4. fol. 44. cavallo, e però comunemente detto il Bagnacavallo. Nel Bumaldi riBARTOLAMEO MONTAGNA, col frateltrovo, che fu Scolaro di Raffaello lo Benedetto, dipinse sulla maniera d'Urbino; diede in una maniera dei Bellini nella sua Città di Vicengrandiosa, e ben tinta, che piacque za opere varie, e fiorì circa il 1500. molto a Lodovico Caracci. Flori prevalse però Bartolomeo a Benenel 1542. Bartolomeo il giovine fu detto. Ridelfi par. 1. fol. 91. BARTOLAMEO MORELLI da Pianoro nipote del primo: non arrivò a quel (Stato Bolognese) e però detto gran fare, dipinse però di buon gusto: fu scritto al catalogo dei Bocomunemente il Pianoro, fu scolaro lognesi Pittori l'anno 1578. Gio: Batdell'Albano, e dipins: in pubblico. tista, e Scipione amendue Pittori ed in privato con ottimo gusto. dei Ramenghi furono suoi Cugini BARTOLAMEO MURILLIO Nobile di e dipinsero con forte maniera. Il Siviglia, imparato che ebbe il dise Malvasia nella par. 2. fol. 137. congnare, e il dipignere, viaggiò per futa il Vasari, che ebbe basso conl'Indie Occidentali, poi in Ispagna cetto dei Ramenghi. dove servì quel Re, e principali BARTOLAMEO RIDOLFI Veronese granBaroni, girò a Roma, dove fu stimato un novello Paolo Veronese de Stuccatore, ed Architetto per la Polonia, e per l'Italia. nella maniera, nel colorito, nella Il Pozzi deserive sue opere a c. 30. erudizione, e nell'invenzione. Mo BARTOLAMEO SCHIDONE Modonese rì l'anno 1682. Sandrart fol. 397. scolaro d'Annibale Caracci, su stuBARTOLAMEO NERONI, detto Mastro dioso ed innamorato dell'opere del Ricci. Sanese, fu scolaro, e SuoceCorreggio; così bene imitò quello ro di Gio: Antonio da Vercelli; olstile, che le sue pitture furono ritre la Pittura attese ancora all'Arcercate da varie parti del Mondo chitettura, e l'opere sue furono inDal Serenissimo Duca Ranuzio di tagliate in rame da Andrea AndriaParma gli fu fatto dono d'un bel ni Mantovano. Baldinusci par. 2. Podere, e data a godere ottima asec. 4. fol. 76. bitazione, e creato Pittore primaBARTOLAMEO PALOMBO allievo di Pierio: (a) Di Bartolameo Passarotti ha S. Maestà i ritratti di lui e di tutta la sua fu miglia in un quadro. con maniera assai naturale. Fu purio: giocava volentieri, onde l'anre valente nel rappresentare anino 1616. in una notte aveudo gio mali, e nelle piccole figure riuscì cato 800. scudi morì di dolore. Viun Pittore di buona macchia e fredriani fol. 108. Scanelli cap. 27. schezza; per i quai pregj le opere fol. 333. di lui seno ricercatissime. Mancò Le famose Pitture di questo Eccellente nell'anno 1660. Abregè tom. 2. a Pittore che furono del Sereniss. di Parcar. 81. ma, cva sono in Napoli nel Palazzo BARTOLAMEO CARDUCO, FiorenBi S. Maestà. tino, dopo aver appresa l'arte in BARTOLAMEO SPRANGER nacque in Italia, si portò in Ispagna in comAnversa l'anno 1546. variando paepagnia di Federico Zuccari per lasi variò Maestri, e più di 30. se vorare nel Regio Monastero dell' ne raccontano, sotto 1 quali, o po Escuriale a competenza di molti co, o assai fermossi: il suo operare fu altri valentuomini, che per comancaro al S. Pontefice Pio Quinto, ed do del Re dipingevano. Toccò ad a Ridolfo II. Imperadore, il quale esso di operare nel soffitto della alla presenza della Corte gli cinse Libreria di quel Monistero, e di la spada, e la collana d'oro, dirappresentare nelle volte dei Clauchiarandolo Nobile. Da tutti i Pristri alcuni Misterj del nostro Remati della Germania ricevette onodentore, con le quali opere ben ri, e nobile trattamento; disegnò condotte, e più con i suoi costumi mirabilmente molte opere sue, e fattosi adito alla grazia del Re, d'altri, e le diede alle Stampe fu da quello trattenuto e stipendiaMori in vecchiaja. Baldinucci fol. to per suo Pittore; ed essendo an254. Sandrart fol. 269. (a) che perito di Scoltura e di ArchiBARTOLAMEO TORRE Nobile Aretitettura, su nell'esercizio di coteste no, scolaro di Gio: Antonio Laparti impiegato per l'erezione ed orpoli, ed in Roma di D. Giulio Clonamento dei Regj edifizj. Per la vio: oltre il miniare, si dilettò d Città di Vagliadolid ebbe a fare disegnare Notomie, ma oppresso dal molte opere; nel Palazzo di Macontinuo fetore, circa il 1554. mo drid dipinse tutto l'Oratorio della rì in età di 25. anni. Vasari par. 3. Regina, e nella Chiesa di S. Filiplib. 1. fol. 388. po il Reale fece la Tavola della BARTOLAMEO VIVARINI da Murara Deposizione di Cristo dalla Croce no imparò dagli altri Vivarini suoi che fu una delle migliori sue opeantecessori: morì nel 1476. Ridolfi re, quale anche oggidì è tenuta in par 1. sol. 20. grandissima stima, come se fosse BARTOLAMEO BREEUBERG, nato in di Raffaello. Finalmente per comUtrecht l'anno 1620. con grande missione del Sovrano dipingendo con genio alla Pittura, continuò a stuindicibile sollecitudine ed ansietà diare sotto più Maestri sino a che nel Palazzo del Pardo, vi lasció si trovò abile a procacciarsi i mezla vita, non avendo che soli quazi onde vivere. In età ancor fresca rantanove anni dietà. Palumino ne si portò in Italia ed a Roma, doscrive diffusamente la viza, in idiove si fermò dipingendo paesaggi con ma Spagnuolo a car. 276. par. 2. fabbriche rovinate, e le vedute di Fivoli, di Frascati ed altri luoghi § BARTOLAMEO CLEMENTE, da Reggio, (a) Di questo Autore due pezzi istoriati, che furono di Modena, sono ora in potere di S. Maestà. gio, Scultore, è nominato dal Vasari a carte 523. parte 2. tom. primo. BARTOLAMEO BONO, Scultore Veneziano, che con sue opere servì quella Serenissima Repubblica in occasione di rifare e ingrandire il suntuoso e magnifico Ducale Palazzo. La statua, che tuttora vedesi, eretta al Doge Francesco Foscari, come autore di detto ristauro ed ingrandimento, è di mano di costui. Vivea negli anni 1439. BARTOLAMEO de CAUDERAS, Portoghese, ma oriondo di Spagna, su Pittore di buon nome acquistatosi colle opere fatte nel Convento de Domenicani nella Città di Madrid, e nella Chiesa di Nostra Signora de Atocha. Per la Città di Vagliadolid fece pure molti quadri stimati dai professori. Mori d'anni 59. neli anno 1606. BARTOLAMEO FACINI Pittor Ferrarese studiò la Pittura nella scuola di Bastianello Filippi, e fece in sua patria diverse Tavole di altare, ed ancor dei Ritratti. Morì nell'anno 1577. BARTOLAMEO CITTADELLA, Pittor Veneziano, dipinse non solo in sua patria, ma eziandio in Verona ed in Padova istorie in grande con freschezza di colorito, e buon disegno; con che si acquistò credito, e facoltà. Fioriva circa il 1690. lasciò un figliuolo, che ancor esso si occupa in far ritratti. BARTOLAMEO da CASTICLIONE, scolaro di Giulio Romano, molte opere fece con i disegni del suo Maestro; e avvegnacchè nulla si trovi ch'egli abbia fatto da sè, convien dire ch'egli grande abilità avesse, qualora si sappia che Giulio dell'opera di lui si valeva. Il Vasari nella vita di Giulio fa menzione di lui par. 3. vol. 2. a car. 352. BARTOLAMEO GONZALEZ, nato in Vagliadolid, discepolo di Patrizio Caxes, fattosi collo studio buon Pittore, e portatosi a Madrid, per ordine de Re Filippo III. fece Tritratti di tutta l'Augustissima Casa d'Austria, i quali perchè ben eseguiti e con ottimo gusto finiti, nel Palazzo del Pardo furon riposti. Mori di anni 63. nell' anno 1661. Palumino par. 2. a car. 277. BARTOLAMEO MURIGLIO, degno di esser annoverato tra i più celebri Pittori non men delle Spagne che di tutta l'Europa, naque nel 1613. nella villa di Pilas, vicina a Siviglia, da famiglia nobile e antica. Avendo sortito un grande genio per la pittura, passò a Siviglia nella scuola di Giovanni del Castiglio, da cui apprese i primi rudimenti dell'arte; indi fu mandato a Siviglia, dove fatto avendo conoscenza del suo paesano Diego Velasquez insigne pittore di camera di S. M. Cattolica, per mezzo di lui ebbe occasione di mostrare il suo non volgare talento, avendo avuto la permissione di copiare i più rari quadri di quel Monarca, come pur quelli del Regio Monastero dell' Escuriale, nel qual lungo lavoro assai bene si diportò. Piacendogli estremamente le opere di Tiziano, di Rubens, & di Vändych, collo studio fatto sopra di esse, di quelle sue singolari maniere ne compose una mista che fu la sua peculiare cotanto ammirata nelle produzioni del suo pennello. Fu ammirabile in lui la dolcezza del colorito, e la correzion del disegno, onde rinomar si fece, non solo per le Spagne, ma per tutto il resto di Europa. Coll' accetto e gradito suo stile moltissime opere fece per Sua Maestà, e per 1 primarij Signori del Regno. Nei Capuccini di Siviglia conservasi di lui il famoso quadro di S. Tommaso di Villanova, che dà l'elemosina ai poveri, cui l'Autore diceva essere il suo quadro, ed a me sì buoni Maestri, comparve in puba me che l'ho veduto è sembrata plico ed in privato pittore di vaopera eccellente ed inarrivabile. Oglia, e si meritò il gradimento e però anche molto per private perl'approvazione degl'intendenti. Nell' sone, ed i lavori di lui in Francia, anno 1659. in età di anni 61. finì Inghilterra ed Italia sono ricercadi vivere. Palumino tom. 2. a car tissimi, ed a grandi prezzi si paga 217. no. In età di anni 62. da improvisa sa morte rapito passò all'altra vi- § BARTOLAMEO PETRINI, Pittor Perugino. Leon Pascoli nelle Vite de ta, con dolore di tutti nell'an. 1685. Pittori Perugini a car. 242. dice Palumino tom. 2. a car 420. che morì di anni ventuno, nell'anBARTOLAMEO PASSARTE, Pittore no 1664. discepolo del Ribera, fu così abiBARTOLAMEO SIGNORINI, Pittor le imitatore del suo Maestro, che Veronese, con sue opere si fa distinda esso era ammesso a lavorare ne guere non meno in patria che fuopropri suoi quadri, e quelli poicho ri. Vive amato da tutti. faceva da sè, erano creduti del RiBARTOLAMEO PERES, per il suo bera Maestro; il che è anche avvecredito ed abilità fu Pittore del Re nuto del suo bel quadro della Nadi Spagna. Dipingendo esso a fretività del Signore nella Chiesa di sco, nel che principalmente e lode S. Giacomo degli Spagnuoli in Navolmente impiegavasi, nel Palazzo poli, che per il franco e ben indel Duca di Monteleone, il soffitto teso colorito da tutti comunemend'una scala per poca avvertenza te al Maestro si attribuisce. Igno mal congegnato nell' armadura gli rasi il tempo ed il luogo in cui mocadde addosso, dalla qual rovina e rì, e di lui poche memorie ci la percossa in pochi giornì morì nell' sciò il Dominici par. 3. a car. 23. anno 1693. in età di anni 59. PaBARTOLAMEO PEDONE, detto co lumino par. 2. car. 439. munemente Bortolo, inclinato non BARTOLAMEOTORREGGIANI, Pitmeno alla Pittura che alla Poesia, tore, scolare di Salvator Rosa, ed nell'una e nell'altra diede non poimitator così esatto, che durasi fatichi, nè dispregevoli saggi. Per conca a distinguere le opere di lui da to della Pittura riuscì nel far pae quelle del Maestro. Ne' paesaggi e si, porti di mare e burasche, ed un marine dipinte da Bartolameo troparticolar credito si acquistò col rap vandosi le figure dipinte da Salvapresentar cose accadute di notte. tore, è assai credibile, che di lui si Ma nessuna cura avendo di sua pervalesse nelle stesse sue opere. Do sona, e sudicio ne' vestimenti, e minici par. 3. car. 25. privo di ogni coltura e civiltà nel BARTOLAMEO VANDER ELST Pittonel suo modo di vivere dimostranre Ollandese menzionato nel Gabidosi, non si ebbe per lui quella stinetto Aureo car. 311. Vivea negli ma, che alle sue opere si convenianni 1613. va, onde costretto a lavorare per bottegai, una misera vita condusse $ BARLOLAMEO VINCENTE, di Sararagoza, fu professore di pittura, e continuamente fitto nelle taverne. studioso delle Matematiche. StudianMorì in Venezia in età avanzata do assiduamente sopra le insigni ocirca gli anni 1735. pere degl'illustri Pittori, onde è orBARTOLAMEO Roman, nato, in Manato l'Escuriale, da sè apparò l'ardrird, dopo la scuola del Velasquez te del dipingere, ed in pubblico ed passò a quella di Vicenzo Carduin privato operando del suo saper chio, e compiuti i suoi studj sotto fece fece mostra. Per l'Università di dete Prospettivista: gli anni di suavita Città fece un grande e bellissita furono 70. morì nel 1551. Vasamo quadro sinto di notte con S. Pieri par. 3. lib. 1. fol. 532. tro liberato di prigione dall'AngeBASTIANO da Montecarlo fu scolaro lo, nel quale imito talmente il Basdi Rafaellino del Garbo. sano, di cui per l'innanzi molti BASTIANO GALBOTTI è nato in Fiquadri avea copiato, che alcuni farenze l'anno 1676 ivi ha imparatura del Bassano voglion che sia. to da Alessandro Gherardini, ed in Certamente l'opera è bella ed una Bologna nella fiorita scuola di Gio: delle migliori che mai abbia fatto. Gioseffo dal Sole ha cercato miglioDipinse a fresco con grande franre perfezione. Il suo pennello è spechezza, ed i paesi sono con gusto dito, facile, spiritoso, e di buon Tizianesco. Morì di anni 70. l'animpasto, sì a olio, come a fresco no 1700. Palumino par. 2. car. 459. come ha fatto vedere in varie ChieAltri nomi di Bartolameo, se di Parma, ed in altri luoghi, vedi Bortolo. dove sempre è in opera. BARTOLET FLAMEL di Liegi su profes- BASTIANO MAINARDI da S. Giminiasore nella Reale Accademia di Pano scolaro, e cognato di Domenirigi: Un quadro da lui dipinto si veco Ghirlandajo Fiorentino, lavorò de nella Volta della camera di S quasi sempre col Maestro. Vasari M. nell' Appartamento alto delle parc. 2. fol. 569. Tuillerie. Morì Canonico di Liegi. BASTIANO RICCI scolaro di Federico Filibien par. 4. car. 220. Cervelli Pittore Milanese: è nato in BASTIANELLO FLORIGLORIO disceCividal di Beluno, l'anno 1660. polo di Pellegrino da S. Daniello, Egli è spedito, franco, spiritoso, dipinse in Udine sopra l'Altare magdi bel colore, e di vaghe attitudigiore di S. Giorgio una B. V. in aria ni; ha lasciato molte belle memocon infinito numero d'Angeli, che rie nei luoghi publici, e privati di in varie attitudini la circondano Milano, di Pavia, di Parma, di sotto v'è un bellissimo paese con i Bologna, di Vienna, e di Venezia. Ss. Gio: e Giorgio sopra un cavalMorì nel 1734. lo armato, che con lancia uccide il Di Bastiano Ricci le sue più famose dragone: nel S. Giorgio ritrasse se opere sono possedute dal Sig. Giusepstesso; altre fatture si vedono di sua pe Smith console della gran Breta. mano, ma sono un poco crude, e gna in Venezia, quali per la sua sindi maniera tagliente; visse circa 40. golarità vanno alle stampe intagliaanni. Vasari par. 3 lib. 1. fol. 189. te. Il qual Signore possiede anche molRidolfi a car. 115. part. 1. ti altri singolari piccioli quadri di detBASTIANO, detto ARISTOTILE, perto Autore, con quantità di disegni, chè nel rendere conto dell'opere originali dello stesso posti in libri, sue, o degli altri Maestri parlava che accompagnano altri de' più famocon modo grave, sentenzioso, ed si Autori, sì antichi, come moderaveva una fisonomia da Filosofo: ni, acquistatì tutti da esso come dinacque in S. Gallo (Stato Fiorenlettantissimo della Pittura. (a) tino) fu scolaro di Pietro PerugiBASTIANO TorREGIANI Bolognese, no, poi studiò dalli cartoni del Buoscolaro in Roma di Fra Guglielmo naroti; riuscì Pittore, Architetto della Porta: ebbe il carico dalli Pon (a) Di questo Autore, da cui pregio si accrebbe alla Pittura del nostro Secolo Sua Maestà ha tre pezzi istoriati. no 1658. ivi imparò dal BurgonPontefici Gregorio XIII. e Sisto V. zone, ed in Roma dal Caval. Berdella Fonderia dalla Camera Apponini; fatto spiritoso nel disegno, stolica; gettò in bronzo Cherubibizzarro nell' invenzione, gradito ni, Statue, Croci, Candelieri, ed nel colorito, s'aprì la via alla gloarabeschi per le principali Basiliria coi disegni per certi Mosaici in che; fu l'inventore delle forme di Vaticano, con le Pitture nelle Chiegesso per gettare facile, spedito, e se di San Francesco a Ripa, di con utile dei Professori: mancò in S. Agnese in Piazza Navona, della Roma, l'anno 1596. Baglieni fol. Minerva, di S. Marta, di S. Nic323. cola da Tolentino, di S. Andrea a Altri nomi di Bastiano, vedi Sebastiano Monte Cavallo, della Maddalena BATTISTA del CAVALIERE, così dete con la Tribuna all'Altare mag to, perchè scolaro del Caval. Bacgiore del Gesù, rappresentante la cio Bandinelli, per altro fu il novisione dell' Agnello Immaculato me suo, Gio: Battista di Domenima con più maestria, e franchez co Lorenzo Scultore: le prime fatza comparve nel mezzo della volture, che fece, furono le quattro ta di detta Chiesa, in cui espresse Stagioni mandate in Francia, ed il Cielo, e l'Inferno, che si genuun Fonte in Ispagna: in Firenze sua flettono al nome di Gesù, ed in fatpatria lavorò nel Sepolcro del Buoti quei figuroni infernali pare pro naroti, facendovi la statua, che priamente si precipitino dalla Volrappresenta la Pittura, ed il ritratta: con quest' opera diede gran gu to di Michelagnolo: in Campidosto alla Città di Roma, nella quaglio di Roma vi sono sue manifatle morì l'anno 1709. ture, come pure in altri luoghi: nacque l'anno 1528. e di 55. ope- BATTISTA NALDINI Fiorentino, nacque l'anno 1537. Principiò nella rava (come dice il Borghini f.598.) scuola del Pontormo a sbizzarrirsi BATTISTA D'ANGELO detto dal MORO nel disegno, poi in quella d'AnVeronese, così detto, perchè sco laro di Francesco Torbino, detto il gelo Bronzino a sfogarsi nel colo rito: si fece da sè una maniera faMoro; ebbe una figlia del Maestro in Consorte, e fu erede dello stu cile, tinta di vaghi colori, e codio di lui; insegnò al siglio Marpiosa di figure ben disposte, e me co, che lo servì quasi in tutte l'oglio espresse. D'anni 47. nelle pubbliche Chiese di Roma, di Firenpere che dipinse: fiorì nel 1560. Vaze, di Pistoja, e di Palermo, avesari par. 3. libr. 1. fol. 264. Ridolfi va lavorato 44. Tavole, oltre molpar. 2. sol. 115. te private, e sono tutte nominate BATTISTA FRANCO Veneziano, studiò, e copiò l'opere del Buonaro dal Borghini a fol. 613. Vasari p. 3. ti, massimamente il famoso Giudilib. 2. fol. 279. BATTISTA ZELOTTI Veronese condizio universale; fu celebre disegna tore; compose un Libro di tutte scepolo di Paolo, e scolaro del Bale Statue, e dell'Antichità Romadile: fu abbondante di pellegrini ne, con eccellenza disegnate; inpensieri, e di copiosi capricci, vatagliò in rame, e l'opere sue fu go, risoluto, franco, facile, ed universale Pittore; nel Gran Conrono da altri Intagliatori date al siglio, nella Libraria di Venezia le stampe; morì l'anno 1561. Vae nel 1570. al Catajo fece stordire sari par. 3. lib. 1. fol. 38. i Professori, con gli operoni DeBATTISTA GAULI, detto in Roma mocratici, Aristocratici, e MonarBacciccia, nacque in Genova l'anchi gino, viveva nel 1650. dipinse a chi, che dipinse coi fatti illustri olio, e a fresco sulla maniera Badella Nobilissima Famigli Obizzi roccesca. Si stima discendente dal e con altre studiose fatiche, dalle Cavaliere Vanni. quali oppresso, d'anni 60. gloriosamente partì dal Mondo. Ridolfi BENEDETTO BONFIGLIO Perugino, vago, e diligente Pittore, molto stipar. 1. fol. 350. mato dai Principi, e dai Pontefici, BATTISTA BORNO, Aretino, Pittoper i quali dipinse in Vaticano: re, scolare e imitatore di Guglielnon ebbe in quei tempi, che fiorimo di Marsiglia nel dipinger vetriva (cioè nel 1513.) alcuno che Lavorò per le più cospicue Basili lo superasse nei finimenti delle fi che dello Stato Fiorentino, e fiorì gure, e nei belli paesi. Vasari par. con credito e stima. Vivea circa 2. fol. 404. gli anni 1540 Vasari nella Vita di Guglielmo di Marsiglia tom. 2. f. 95. BENEDETTO BRANDIMARTE Lucchese l'anno 1592. fu chiamato a GenoBATTISTA CUGNI, dello Stato di va dal Principe Doria, accioché di Firenze, Pittore amico e compagno pingesse in S. Benedetto. Soprani di Cristoforo Gerardi, fece con esfol. 299. so e con Giorgio Vasari i quadri ed ornati del Reffettorio di S. Mi- BENEDETTO CALIARI fratello minore del famoso Paolo Veronese, riuscì chel in Bosco di Bologna. Parla di celebre in operoni copiosi, come lui il Vasari nella Vita del detto nelle Sale Ducali di Venezia si può Gerardi, tom. 3. fogl. 461. stampa vedere; fu franco nell' architettura, di Firenze. forte nel colore, ed aggiustato nelBATTISTA LORENZI, Scultore, col. la storia: sopravisse a Paolo, scamdisegno di Giorgio Vasari fece la pando la vita 60. anni, e lasciansepoltura di Michelangelo Buonarodo, nel 1598. Gabbriello fratello di ti in S. Croce di Firenze, e vi feCarletto suoi nipoti buoni Pittori. ce la statua della Scoltura, e la sta Ridolfi par. 1. fol. 340. Baldinucci tua della Pittura a Valerio Cioli BECCERA Pittore, e Scultore famoso BENEDETTO CAPORALI, detto il Bitti Perugino, scolaro di Pietro Perunelle Spagne, di cui l'opere si veg gino: esercitossi nella pittura, e molgono nella Chiesa delle Scalze a to più nell'architettura, dipignen Madrid, Butron fol. 122. do non solo molte opere, ma coBELLISARIO CORRENZIO illustre Pitmentando Vitruvio in quel modo tore Napolitano: in S. Paolo Mag. che ogni uno vede alle stampe; in giore di Napoli diede alte prove tali studj ammaestrò Giulio suo fi del suo sapere, ed in altri luoghi. glio. Fiorì circa il 1500. Vasari parSarnelli fol. 100. 2. fol. 420. BELLIN BELLINI, della famiglia dei BENEDETTO CRESPI, detto il Bustini, celebri Bellini Pittori Veneziani, Pittore Comasco, lavorò con forte cose sagre dipinse a emulazione de e con elegante maniera; insegnò suoi maggiori; dei quali talmente l'arte ad Antonio Maria suo figlio. imitò il carattere, che senza studio M. S. ed attenta osservazione non si può decidere, a chi di loro debbano at- BENEDETTO da MAJANO Scultore, at tese nei primi tempi a lavorare di tribuirsi. Molte immagini della Vertarsia, facendo prospettive, fogliagine veggonsi sopra tavole di buon mi, figure, armarj, scrigni, e casse gusto, e di vaghissimo colorito perlochè su chiamato in Ungheria Ridolfi par. 1 a car. 61. ed in altri luoghi; annojato da questo BENEDETTO BANDIERA Pittore Peru l'anno 1666. imparò il disegno da arte, passò a maneggiare i scarpel Antonio Domenico Gabbiani, poi in li sotto Giuliano da Majano suo Zio Roma dalle statue, e dalle più pree ritrovò tanta franchezza, e faciziose pitture: compiuti gli studj, si lità nello scolpire, che ebbe l'indiede con franchezza a tignere di gresso nel Ducale Palagio, e nello vaga maniera quadri storiati, avanChiese di Firenze; intagliò bellissizandosi cotidianamente alla gloria mi Crocefissi di legno, e lavorò vive in Roma, dove ha scuole del d'architettura; compì gli anni 54. nudo, e del disegno. E stato createrminando i suoi giorni nel 1498 to Cavaliero dall'Arcivescovo di e fu sepolto in S. Lorenzo di FiMagonza: ha dipinto d'ordine di renze. Borghini fol. 353. Vasari parN. S. il Profeta Isaia nella Basili2. fol. 380. ca di S. Gio: Laterano. (b) BENEDETTO da Rovazzano ArchitetCome nel Duomo di Pisa. to, e Scultore, traforando marmi, lavorò bellissime storie in grande, BENEDETTO MASSON Scultore, nato a Richelieu, apprese il buon gusto ed in piccole figure a competenza dello scolpire sullo studio delle Stadel Sansovino, e di Baccio Banditue, che il Cardinale di Richelieu nelli; fu condotto in Inghilterra per servigio Reale: di marmo, di bron di chiarissima memoria, aveva fatzo fece opere lodatissime. Circa l to collocare nel suo Palagio: andato quindi a Parigi, ivi travagliò anno 1550. perdette la vista, con con distinzione per Luigi XIV. il sommo dolore dell'arte, e poco do Grande. Morì Professore dell' Accapo morì. Vasari par. 3. lib. 1. fol. demia Reale di Pittura, e di Scul129. tura, li 8. Ottobre 1684. d'anni 51. BENEDETTO GENNARI Bolognese, nacLasciò un Figlio, che allevò egli que l'anno 1633. fu scolaro, e nipote stesso nell'Arte, e che altresì è dell' del famoso Guercino da Cento; per Accademia, e si acquista credito, e le sue rare virtù, e qualità servi riputazione, coll' eccellenza del suo Carlo II. in Inghilterra, e con titolo di Pittore Primario il Re Giaoperare. BENEDETTO MONTAGNA Vicentino como, ed in Italia per Principi diversi dipinse opere degne dei suoi col fratello Bartolameo sulla maeruditi pennelli. Morì l'anno 1715. niera dei Bellini dipinse opere vasepolto nella Chiesa di S. Niccolò rie: siorì nel 1500. Ridolfi par. 1. fol. 91. degli Alberi. (a) BENEDETTO GhIRLANDAJO Fiorenti- BENEDETTO PAGNI da Pescia (Stato Fiorentino) scolaro di Giulio Rono fratello, e scolaro di Domenico andò in Francia, dove esercitossi mano, divenne bravo coloritore lavorò coi cartoni del Maestro. Vanella Milizia, nella Pittura, e nel Mosaico; ritornò in Patria, con sari par. 3. lib. 1. fol. 332. molti privilegj, e doni riportati da Fu condotto a Mantova dal Maestro. quella Reale Maestà. D'anni 50. BENEDETTO POSSENTI da Bologna passò a vita migliore, sepolto in S scolaro dei Caracci, e spiritoso PitMaria Novella. Vasari par. 3. lib. tore in fare paesi, porti di mare fol. 24 imbarchi, mercati, balli, battaglie, ed altre simili bizzarrie. Insegnò BENEDETTO LUTI nacque in Firenze l'ar(a) Di Benedetto Gennari sono nella sopra nominata celebratissima Galleria due pezzi istoriati. (b) Due mezze figure di questo Autore sono altresì presso S. Maestà. che nelle Case de' suoi Concittadini l'arte a Pietro suo figlio, che nacsi veggono, ed in Arimini, dove que l'anno 1618. Malvasia par. 3. lungamente visse. Morì nell'anno fol. 580. 1520. Vasari nella Vita di Giovanni BENEDETTO LIOMFANINI, scolare Bellini par. 2. del tom. pr. car. 436. di Fra Bartolameo di S. Marco faBENEDETTO SPADARI, Pittore, apmosissimo Maestro: il Vasari lo fa plicatosi a dipingere sopra vetri, lapittore di stimma tom. 2. car. 41. vorò in molte Chiese d'Italia. Vastampa di Firenze. sari nella Vita di Guglielmo di Mar§ BENEDETTO DIANA, Pittor Venesiglia car. 95. ziano, visse al tempo dei Bellini, BENEDETTO CIMFANINI Vasari par. ed a competenza con loro nella Scuo3. fogl. 42. Fiorenza. la di S. Giovanni Evangelista dipinse molti Confratelli, che dipensano BENIHMINO BEOCK filio, e scolaro di Daniello, nacque l'anno 1631. danari a poveri. Nella Chiesa del in Lebbecca; pervenuta al terzoluCarmine dipinse una S. Lucia in stro, con la penna disegnò sì egremezzo a due altri Santi, e nella giamente al naturale il tritratto di Sacristia de' Padri Serviti la bella Adolfo Fiderico Duca MegapolitaTavola di Altare. Non si sa che no, che sembrò uscito dalla stamabbia dipinto fuori della sua Papa; ritrasse tutti i Principi della tria, nè chi abbia avuto per MaeCasa di Sassonia; nel 1659. girò per stro; dalle opere di lui però rilel'Italia, ed in molti luoghi segnò vasi il grande avanzamento che in qualche tela; ritornato alla Patria, quei tempi la pittura avea fatto condusse in consorte Anna Caterina Si può credere che fiorisse circa il Fischera Pittrice Norimbergese, con 1500. Ridolfi par. pr. cal. 24. la quale visse molto tempo. SanBENEDETTO BONFIGLIO, Pittor Pedrart fol. 382. rugino, citato dal Vasari nella ViBENITO MANUEL de Aguero, scota di Bernardino Pinturicchio nel lare di Giambatista del Mazo pit pr. tom. a car. 204. Lavorò in Rotor di camera di S. Maestà Filipma nel Palazzo Papale, ed in PePo IV. Re delle Spagne, fu pitto rugia sua Patria dipinse nella Cape re di considerazione. Il maggior la della Signoria l'Istoria di S. Er merito di lui era però il far paesi colano, ed altre opere pur fece ivi toccati con maestria e freschezza dal medesimo Vasari descritte. Fiocon delle figure in grandi ed in picriva circa gli anni 1510. colo. Molti di questi se ne vedono BENEDETTO BUGLIONI su buon nei Palazzi Reali, e spezialmente maestro in formar statue di terra, in quello di Buonvicino. Visse con alle quali con un suo secretto dava onore e amato da tutti, ed in età una certa invetriatura, che resisteancor giovine di soli anni 44. mova alle ingiurie del tempo; con che rì nel 1670. Palumino par. 2. car. si acquistò credito, ed a quel modo molte opere fece per Firenze sua pa BENITO CAELIO', Pittor Portughe tria ed altri luoghi. Fioriva circa se, fu così spedito e questo nel dil'anno 1500. Vasari nel fine della pingere, che ei solo fece tante opeVita di Andrea Verocchio, tom. re, quante fatte furono da tutti in pr. car. 390. sieme i pittori che fiorirono in Por BENEDETTO CODI, Ferrarese, aptogallo; non essendovi Chiesa, Moprese gl'insegnamenti della pittura nasterio, o cosa privata, in cu in Venezia da Giovanni Bellini, e qualche cosa non veggasi di mano quello stile seguendo molte opere fece, di lui. Nè soltanto operò per la Città di Lisbona, ma per le Città di tutto il Regno, e per quelle eziandio del Brasile. Ad onta della prestezza, con cui son dipinti, scorgesi ne quadri di lui un non so che, che dà gusto, ed un fresco e vago colorito; ed alcuni quadri della sua prima maniera dagli intendenti e dai professori sono riputati per buoni; tra i quali certamente annoverare e stimare si debbono quelli da lui dipinti in Lisbona nel Claustro del Carmine dei Padri del Riscatto degli Schiavi. Se questo Pittore avesse veduto l'Italia, e più aggiustato e diligente fosse stato ne' contorni, chiunque di sua nazione gli sarebbe restato addietro. Vivea negli anni 1680. BENOzzo GOzzOLI Pittore Fiorentino, fu copioso in figure, in animali, in prospettive, in paesi, in ritratti, ed in ornamenti; dipinse in Firenze, in Roma, in Siena, in Pisa, ed in altri luoghi: su scolaro del Beato Gio: da Fiesoli; terminò la vita in Pisa d'anni 78. nel 1478. Vasari part. 2. sel. 212. Borghini fol. 336. BENVENUTO CELLINI Cittadino Fiorentino, in tempo di sua gioventù attese con tanto genio all'arte dell' Orefice, che non ebbe pari nelle legature delle gioje, nel fondere medaglie, nel formare bellissime figurine di tondo, e di basso rilievo, ed in ogni altra coſa più maravigliosa in quell' arte. Servì in manifatture d'oro, d'argento, e di metallo, in Medaglie Papali, e con per la Zecca Clemente VII. il quale largamente lo rimunerò. Altrettanto fece in Firenze per il Duca Alessandro: Passato poi allo scolpire in marmo, e lavorare di getto, fu stimato in Parigi da Francesco I. per il quale lavoro molte cose d'oro, d'argento, e di metallo. Ritornato in Patria servì Cosimo I. e principalmente fece il Perseo di metallo, che taglia la testa a Medusa, attorniato da varie figurine, si vede, con ammirazione, nella Piazza, detta del Duca. Per la Capella del Palagio dei Pitti fece il bellissimo Crocefisso di marmo, tutto tondo al naturale, ed altre opere, che posero in gravissima suggezione, ed invidiosa competenza Baccio Bandinelli, Bartolameo Ammannati, ed altri Scultori. Lavorò Benvenuto non solo con gli scarpelli, ma ancora con la penna: scrisse un bel Libro intorno all'Oreficeria, e all'arte della Scultura in marmo, e in bronzo, lo presentò al Cardinale Ferdinando dei Medici, che poi fu gran Duca; ed ora trovasi presso il Cavaliere Antonio Francesco Marmi eruditissimo Amatore delle buone Arti: questo Libro poi fu dato alle Stampe in Firenze, l'anno 1568. Scrisse ancora la propria vita in un gran Volume, e questo si è conservato lungo tempo presso gli eredi del fu Andrea Cavalcanti di chiara memoria, ed altre cose, colle quali finì gloriosamente la vita. Il qual Volume è stato poi dato alle Stampe a spese del celebre Musico Bernestat. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 444. lib. 2. fol. 383. BENVENUTO da GAROFALO, detto Tisio Ferrarese, fu scolaro di Domenico Lanetti; in Cremona di Boccacino; in Roma di Gio: Baldini; ed in Mantova di Lorenzo Costa. Nel quinto lustro ritornò a Roma, e vedendo l'opere di Raffaello, e del Buonaroti, prese in abborrimento la seccagine dei suoi cotanto studiati Maestri, e per due anni studiando con assiduità quei belli dipinti, migliorò in tal maniera il gusto, che l'opere sue rendono estatica la dilettazione, se bene riguarda la disposizione, le attitudini, il forte, ameno, e pastoso colorito, il sicuro contorno, ed il tut siglio di Francesco, che tende a perto insieme d'un perfetto stile Raffezionarsi, e Giacomo Parolini scofaellesco. Nei quadri di suo genio laro del Cignani, che a fresco, ed usava dipingervi un garofalo. In età a olio con la maniera d'un tanto d'anni 70. perdette la vista, e di Maestro si fa onore. (a) 80. ricercò la luce eterna, nel 1559. Di Benvenuto due pregiatissime opere vegVasari par. 3. lib. 2. fol. 1. Il Padre gonsi nella Chiesa di S. Francesco in Superbi a fol. 124. scrive, che morì Ferrara, l'una, la ſtrage degl'Innocend'anni 68. fu sepolto in S. Maria ti, l'altra, la Risurrezione di Lazaro; del Vado. Fiorirono altri Pittori ed una terza di non minor pregio e Ferraresi, dei quali quanto prima bellezza in S. Giorgio fuori di detto si vedranno le loro Vite alle StamCittà, ch'è la famoſa Adorazion pe, composte dal Virtuoso, ed erude' Re Magi. dito Sig. Dottor Girolamo Baruffaldi. Qui succintamente li noterò BERNA SANESE scolaro d'Andrea Orcagna, dipinse in Firenze, in Siena. cronologicamente. Stefano da Fered in Cortona, e nel 1 69. andò in rara stimato scolaro del Mantegna Arezzo per dipignere in S. Agostino fioriva nel 1517. Benedetto Codi il fatto di Marino Barattiere, che scolaro di Gio: Bellino, morì nel per cupidigia di danaro aveva do1520. Domenico Lanetti morì cirnato l'Anima sua al Demonio, e ca il 1530. Francesco Surchi, detto ne fu liberato da S. Giacomo. Preil Dialai, fu scolaro del Dossi, morì cipitò da un ponte dipingendo in circa il 1560. Gio Francesco DianS. Giminiano di Valdesca, e in due ti, morì nel 1576. Bartolomeo Fagiorni, di fresca età motì: fioriva cini scolaro di Bastiano Filippi, mo rì nel 1577. Domenico Mona, mo circa il 1381. Vasari par. 1. sol. ri circa il 1598. Cammillo Ricci 118. scolaro del Scarsellino, morì circa il BERNABE XIMENEZ, Pittore in Lucerna, passò i primi suoi anni 1618. Gasparo Venturini, viveva nella milizia, ma sentendosi fortenel 1612. Gio: Paolo Grazini morì mente inclinato alla pittura, disernel 1620. Giacomo Bambini scolaro tò, e portatosi a Roma, ivi assiduadi Domenico Mona, morì nel 1626. mente studiando buon pittore di batFrancesco Naselli, morì circa il taglie divenne. Ritornato in Ispa1630. Gio: Andrea Ghirardoni, mogna fu costretto a ripigliare l'eserrì circa il 1628. Giulio Cremer cizio di soldato, contentandosi d'imdetto Croma, scolaro di Domenico piegare il poco tempo, che gli laMona, morì nel 1632. Cammillo sciavano i doveri e i pesi della miBerlinghieri scolaro del Bononi, molizia, a dipingere. Poche opere ferì circa il 1638. Francesco Costance, una delle quali, cioè la batta20 Cattanio fu scolaro del Scarsel glia di S. Jago con quantità di filino, poi di Guido Reni, mor. ture, è posseduta da S.E. il Co: di d'anni 63. nel 1665. Maurelio Sca Taroca in Lisbona. Palom. a c. 377. navini scolaro del Cignani, mori dice che morì l'anno 1671. in età nel 1698 Francesco Scala scolaro di di anni 70. Francesco Ferrari, e del Padre CeBERNARDINO BALDI dipinse in sare da Ravenna, morì nel 1698. molte Chiese di Bologna, come Vivono al presente Antonio Ferrari (a) Altre singolari opere di costui al numero di nove, che per la più parte erano nella Galleria Estense, ora sono presso S. Maestà il Re di Polonia, tra le quali il primo luogo dar si dee al celebre Trionfo di Bacco di moltissime figure composto, col disegno di Raffaello. 62. dipigneva in Sabioneta. Baldidal Passeggier Disingannato a carte nucci par. 2. sec. 4. fol. 61. Alessandro 222. Lamo ſtampò la di lui Vita, ed opeBERNARDINO BLACEO, Pittore nare in Cremona. to nel Friuli, vivea al tempo del Pordenone, ed in Santa Lucia di Molti sontussi disegni di lui si conservano nello ſludio del Signor Smith. Udine dipinse la B. Vergine posta a sedere tra belle Architetture con BERNARDINO CESARI fratello del Cavalier Giosesfo d'Arpino, che gli due Angioletti che l'adorano, e le fu maestro, dipinse in Laterano: Sante Lucia ed Agata da un lato ajutò in altri luoghi il fratello; coed i Santi Agostino e Nicola dall' piò molti disegni del Buonaroti, e altro. Maggior fama e lode sa ciò fece con tanta diligenza, che le rebbe venuta a questo valentuomo copie non si conoscevano dagli orise fosse uscito dalla sua patria. Riginali: morì giovane in Roma cirdolfi par. pr. car. 117. ca il 1614. Baglioni fol. 147. BERNARDINO BUTTINONE da TreviBERNARDINO CICERI nato in Pavia, glio, dal Vasari detto da Trevio. l'anno 1650. imparò da Carlo Sacfu scolaro di Vincenzio Civerchio chi; studiò poi in Roma, ed ora su Ingegnero, Pittore, ed Architetin Patria conduce felicemente quato del Duomo di Milano, e molto dri in grande, ed in picciolo con stimato da Leonardo da Vinci. Comtenerezza, e buon colore dipinti. parve in Santa Maria delle Grazie di Milano, con una gran Tavola BERNARDINO de' CONTI Pavese, con bella, e vaga maniera dipigneva dipinta nel mezzo del Coro, che nell' anno 1500. come riferisce il molto fu lodata dal Lomazzo. Nel Lomanno la Chiesa poi di S. Pietro, Padri BERNARDINO FERA, scolare di SoBenedettini, con Bernardo Zenale limena, si distinse nell'operare a suo paesano dipinse alcuni fatti di fresco sopra muraglie, e nel fare S. Ambrogio. Fioriva nel 1500. opere grandi a tempra. Ebbe un Torre fol. 162. 319. Lomazzo fol. fratello pittore ancor esso, e scola271. re del detto Maestro, che egregiaFu nell'architettura imitatore di Bramente disegnò e dipinse figure. Domante. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 20 minici 3. par. car. 672. BERNARDINO CAMPI nato in Cremona, l'anno 1522. dopo i principj BERNARDINO FERGIONI Pittore Romano, applicatosi alla pittura ebbe della pittura appresi da Giulio Camgenio di fare Animali, e ne fece pi, passò a Mantova sotto Ippolito molti quadri assai lodati; poi tiraCosta, che su scolaro di Giulio Roto dal genio di fare Marine, lasciò mano, e ne riportò quella bella, e la prima impresa, e s'appigliò a vaga maniera, di cui si servì in queste con vaghissima riuscita, ma tante occasioni, come nella Tribunei porti di mare ha qualità supena di S. Sigismondo di Cremona riore, e applauso maggiore, perchè che è 56. braccia di circuito, e di in questi introduce belle figure ben tale altezza, che per rappresentare mosse, e convenienti all'idea dell' in terra le figure al naturale, furoopera, onde i suoi dipinti sono difno nel dipinto di sette braccia: si fusi per i palagi dei Principi, dilettò fare ritratti, e fu ricercato molto cercati dai Forastieri. Vive da Principi, e da Monarchi: sece in Roma gran scuola; diede alle Stampe certi Pareri sopra la pittura; non si BERNARDINO GAGLIARDI da Città di Castello, dimorò quasi sempre sa il tempo di sua morte; d'anni 100 in Perugia, dove su dichiarato Citcon bellissime girate di teste, notadino: l'opere sue tendono allo stibilissimi sembianti, vaghissimi able del Caracci, e di Guido Reni: bigliamenti, e ben'intese attitudimorì d'anni 51. nel 1660. Era Cani, immortalò se stesso in Navarra valiere nella Cappella di S. Gioseffo, doBERNARDINO GANDINI Bresciano, scove dipinse dieci Sibille maggiori del laro, e figlio d'Antonio, procurò naturale, sopra cornicioni assise seguire l'orme del padre, e se non nelle facciate di sotto, colorì sei arrivò a quell' eccellenza, fu però storie di M. V. e nella volta il Dio bravo Pittore; lasciò vivi contrasePadre circondato dagli Angeli; ne gni del suo valore nelle Chiese di mezzo della Capella v'è un miraBrescia, cioè di S. Faustino, e di bilissimo Presepio di Tiziano. LoS. Zeno, di S. Giulia, del Carmimazzo, Idea del Tempio fol. 160. ne, e nella Chiesa dei Miracoli: BERNARDINO LENDENARI, vedi Cripassò all'altra vita, l'anno 1651. stosano. lasciò erede non solo delle facultà, BERNARDINO LICINIO parente, ed ma ancora della virtù Carlo Animitatore del Bordonone, dipinse tonio il siglio. Cozzando fol. 111. nelia Chiesa dei Frari di Venezia, BERNARDINO GATTI, chiamato il Soattese a fare ritratti, e qualchedujaro; da alcuni è creduto da Verna dell'opere sue è passata come celli, da altri Pavese, o Cremonese di mano del Bordonone. Ridolf comunque siasi, fiorì ai tempi del par. 1. fol. 116. Correggio, di cui fu scolaro; l'eBERNARDINO LUINI Milanese fu scomulazione lo fece comparire in Crelaro di Andrea Scoto, fu bravo dimona, e fuori di detta. Città nella segnatore, e dilicato coloritore, coChiesa di S. Sigismondo, con un me da tante opere sparse per MilaAscensione di Giesù Cristo, sotto no si vede: fioriva nel 1540. Inseuna volta, che è cosa molto bel gnò l'arte ad Aurelio, ed Evangela, e vaga, per un certo impasto lista suoi figli, ma Aurelio non sedi colore, che tira al Correggesco. guitò lo stile del Padre, ebbe più Dipinse a competenza del Bordonotosto un talento, come di Federico ne, e compì l'opere di quel grand Zuccheri. (a) Uomo, per la morte lasciate imBERNARDINO del LUPINO è Pittore perfette, nella Chiesa di S. Maria di descritto dal suddetto Lomazzo. Campagna, in Piacenza: il simile BERNARDINO PARASOLE nato in Rofece nella Steccata di Parma, ter ma, fu figlio di Leonardo, ed minando l'opere di Michelagnolo Isabella amendue periti nel disegno Sanese, ed amendue queste manifatcome si dirà a suo luogo; fu allieture sono così bene accordate, che vo del Cavaliere Gioseffo d'Arpisembrano d'una sol mano; dopo tal no; colorì di sua mano nella Chiedipinto gli fu dato a dipignere la sa di S. Rocco, presso il Mausolec Tribuna maggiore di detta Chiesa. d'Augusto, tutta la seconda CaFiori nei tempi dei sopradetti Pitpella, che è dal lato sinistro, a S. tori. Vasari pag. 3. lib. 2. fol. 14. Michele Arcangelo dedicata; stava Lomazzo fel. 684. Lamo fol. 39. in pronto per altre opere pubbliche, BERNARDINO LANINO da Vercelli ma la morte lo trasportò all'altro scolaro di Gaudenzio Milanese, legMondo. Baglioni sol. 395. giadro, ed insieme sorte Pittore BERNARDINO PINTURICCHIO da Perugia; (a) Di Bernardino Luini ha S. Maestà un pezzo istoriato. 101 rentino scolaro del Vasari, Pittorugia, condiscepolo di Raffaello re, Miniatore, Fonditore, Ebanista, sotto Pietro Perugino, lavorò in Architetto, e capriccioso Ingegnegioventù con il Maestro per un terro; in varie forme soddisfece alle vazo del guadagno; avanzato in età ste idee di Francesco Medici, Gran e perfezione dipinse la Libreria del Principe di Toscana. Vasari par. 3. Duomo di Siena, con vivacissimi lib. 2. fol. 281. colori, e nobilissimi comparti, coBERNARDO BELLOTO, di nascita aspiosamente istoriati; servì in Roma sai civile, e Nipote di Antonio Ca1 Pontefici Sisto IV. Innocenzo VIII. nal, cogli ammaestramenti del Zio Alessandro IV. Pio III. nelle loggie superate le difficoltà dell'arte, predi Belvedere, nella Torre Borgia se ad imitarlo con tutto lo studio nel Vaticano, in Castel S. Angelo ed assiduità. Per consiglio del Zic ed in altri luoghi; usò mischiare portatosi a Roma fece uso del suo con le pitture ornamenti di rilievo talento nel disegnare e dipingere le messi a oro: doveva poi dipignere antiche fabbriche e le più belle ve in S. Francesco di Siena la Natividute di quell'alma Città. Con tatà di M. V. e volendo una camera le esercizio rendendosi sempre più vuota, gli fu data adorna d'un so abile ritornato a Venezia passo a lo armario antico; perlochè grande Verona, Brescia, e Milano, dove strepito fece, acciocchè lo levassero con molta sua lode le più cospicue ma nel portarlo via, spezzossi una prospettive di quei paesi in tele ritavola nel fondo, dal quale n'uscitrasse; e molte ancora ne dipinse rono 500. ducati d'oro, per la qual di quelle di Venezia così diligente cosa tanto dolore n'ebbe per la sua mente e al naturale eseguite, che avarizia, che poco dopo d'anni 59. un grande intendimento ricercasi in morì, circa il 1513. Vasari par. 2. chi vuole distinguerle da quelle del fol. 4000. Zio. Presentemente è in Dresda, ocBERNARDINO POCCHIETTI, di casa cupandosi a rappresentar col penBarbatelli, detto anco dalle Grotte, nello i luoghi più celebri di quella dalle Facciase, dalle Muse (dinoCittà; ed essendo ancor giovine, o minazioni tutte riportate dall'opeindefesso nello studio ed attenzione, re diverse, che fece) fu scolaro di è da sperare che il nome di lui ceMichele di Ridolfo del Ghirlanda lebre e famoso divenga. jo; riusci Pittore universale, facile copioso, e spiritoso; quanto più ri-BERNARDO BONTALENTI, detto dale Girandole, perchè Inventore di cercato dai Grandi, e dai Nobili quelle, fu Pittore, Miniatore, Scultanto più lontano fuggiva da quel tore, Architetto militare, e civile: li, curandosi solo trattare con gennacque in Firenze l'anno 1536. Alte bassa, e vile, senza della qualo le rive dell'Arno precipitata la sua non sapeva vivere, convitandola casa, restarono sepolti sotto quelle o in casa propria, o all'osterie; non rovine tutti i suoi parenti, egli sofece conto del danaro, ma generolo da una volta difeso, d'anni 11. samente se ne servì: d'anni 70. su fu dal pietosissimo G. D. Cosimo sepolto nel Carmine di Firenze sua accolto, protetto, e custodito; dePatria, l'anno 1612. Baldinucci sioso d'imparare l'arte del Pittore. par. 2. sec. 4. fol. 241. l'apprese dal Bronzino, e dal SalBERNARDINO ROSSELLINI Fiorentiviari, l'Architertura dal Vasari, la no Pittore, ed Architetto stimato Scultura dal Buonaroti, e la midal Vasari. niatura da D. Giulio Clovio. NelBERNARDINO TIMANTE Bonacorsi Fio 102 le fortificazioni, nelle fontane!, nei teatri, nelle machine, e negli apparati, non cedette ad alcuno: la ſua ſcuola su sempre frequentata da Principi, Cavalieri, e da dilettanti: agli scolari poveri, ma di spirito, o di buona volontà, somministrava, o procacciava dalla Corte il mantenimento; conservò la vita sino agli anni 70. e fu compianta universalmente la di lui morte. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 89. BERNARDO da BRUSSELLES, detto Bernt, fu Pittore di Carlo V. il suo Ritratto va alle stampe. BERNARDO del BUDA, scolare di Andrea dal Sarto, fu dal Maestro impiegato in varie occasioni, espezialmente nel dipingere i ribelli della Repubblica Fiorentina, ch'erano fuggiti nel tempo dell'assedio della Città. Vivea negli anni 153 Vasari nella vita di Andrea del Sarto, par. 3. pr. vol. a car. 172. BERNARDO CARDONE Genovese Pittore universale in grande, in picciolo, ed in ritratti, fu scolaro di Gio. Andrea Ferrari. Soprani fol.259 BERNARDO CARLONE Scultore Lombardo è citato dal Lomazzo. BERNARDO CASTELLI Genovese scolaro d'Andrea Semini, poi del Cambiasi, fu pratico Pittore, franco disegnatore, e copioso istorico; intagliò le storie del Tasso, e diede molte altre opere alla stampa. Furono suoi figliuoli Gio: Maria, Bernardino, e Valerio: suoi congiunti Gio: Battista, Castellino, Niccolò e Girolamo, tutti bravi Pittori: d'anni 72. morì, nel 1629. Soprani fol. 115. Baglioni fol. 284. ʌ BERNARDO CAVALLINI Pittore, che da Carlo Celano nelle Notizie di Napoli a car. 26. dicesi aver dipinto nella Chiesa del Monastero di S. Antonio in un quadro laterale in corru Epistola S. Cecilia in atto di cantare con un Angelo assi stente; opera bellissima, e degna che ne sia fatta menzione. BERNARDO CERVA Modonese, sotto Guido Reni riusci feracissimo nel disegno, di modo tale, che sentendo quel gran Maestro la morte di questo giovane, che seguì in Modena l'anno del contagio, ebbe a dire: passeranno centinaja d'anni, prima che Modona veda un altro, che abbia la facilità di Bernardo Cerva nel disegno. Vidriani fol. 116. BERNARDO DADDI Pittore Aretino discepolo di Spinello, fu scritto nella Compagnia dei Pittori di Firenze, l'anno 1535. e dopo avere molto dipinto in quella Città, morì l'anno 1380. Baldinucci sec. 2. f. 70. BERNARDO ORCAGNA Pittore Fiorentino, scolaro nel disegno d'Andrea suo fratello Scultore; seguì poi il dipignere nella scuola d'Angelo Gaddi, e d'Andrea: invaghito di fare il Pittore ebbe i precetti dal fratello, e gran tempo dipinsero insieme: fiorirono nel 1350. Baldinucci sec. 2. fol. 66. BERNARDO PATEL Pittor Parigino ascritto nel Catalogo de' Pittori Fiamminghi dall'Autore del. Gabinetto Aurco a car. 311. BERNARDO RACCHETTI nipote del famoso Gio: Ghisolfi, dal quale imparò il dipinto, e l'architettura, è degno di memoria per le belle operazioni in quadratura, che ha fatto nella sua Città di Milano, dove l'anno 1702. in età di 63. anni é morto. BERNARDO ROSSELLINO, Scultore e Architetto Fiorentino, servì Niccolò V. Pontefice, e rifece la Chiesa di S. Francesco in Assisi, fortificandola e rabbellendola. Fece pure il disegno per ridurre il Vaticano in Fortezza; il che poi non si eseguì, forse per la troppa spesa. Fe ce molte stanze nel Castel S. Angelo, e lo abbellì dentro e fuori. Fiorì circa il 1490. Vasari nella vita di Antonio Rossellini par. pr. fol. 320. BEK- 103 BERNARDO STROzzi detto il Preto i pavoni, tanto beccarono quel muGenovese, scolaro di Pietro Sori; ro, che tutto lo difformarono: era entrò nella Religione Cappuccina, solito fare istoriare i suoi paesi da poi con licenza di Roma, uscì per Cesare da Sesti, come si dirà: fiorì accudire agl'interessi della Madre nel 1536. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 186. dopo la morte della quale pretenBERTO LINAIOLO, Pitter Fiorendendo la Religione, che ritornasse tino, fioriva circa gli anni 1470. all'ubbidienza, aggravato dagli anAlcune delle opere di lui, credute ni, dopo lunga prigionia, fuggì in singolari in quei tempi, mandate abito da Prete a Venezia, dove ser furono al Re di Ungheria, Vasari vì quella Signoria di Pittore, e d'Innella Vita di Paolo Romano tom. 1. gegnero, morì d'anni 63. sepolto in a car. 289. S. Fosca nel 1634. Soprani fol. 155. BERTOLDO Scultore Fiorentino, scoDue grandi quadri di questo Autore con laro di Donato, fece molti belli iſtorie di Criſto furono acquiſtati dal getti in bronzo, di battaglie, e di Signor Marchese Casnedi di Milacose picciole; tanto piacque a Lorenno. (a) zo dei Medici questo grand'uomo BERNARDO VAN-DOLEY, Brusselche lo creò Custode del nobilissimo lese, scolaro di Raffaello, fu Pit Giardino, in Piazza S. Marco, dotore d'istorie, e sua dimora fece in ve stavano belle Statue, ed anticaLeiden ed in Anversa. Vivea circa glie, con gran diligenza, e somma gli anni 1540. Il Campi pr. par. a spesa raccolte da quel magnanimo car. 203. Mecenate dei Virtuosi; di Custode BERNARDO VAN-ORLAI, Pittor di passò ad essere dichiarato CapomaBrusselles, passato a Roma, risorstro dell' Accademia del disegno mò e migliorò la sua secca manieche ivi da più virtuosi giovani si ra studiando le opere di Raffaello studiava, fra i quali fu annoveraRitornato in Patria, e fattosi cre to il Buonaroti, Francesco Granacdito col nuovo suo stile, dall'invitcio, il Torrigiano, ed altri: di queto Carlo V. fu destinato soprantensto Bertoldo non dice altro il Pasadente alle Pitture, e manifatture ri nella vita del Buonaroti par. 3. di Arazzi, che per comando di quel lib. 2. fol. 137. Monarca allora facevansi con i diBIAGIO da CORIGLIANO, scolaro di segni dei Pittori più celebri. FioDaniello da Volterra. Vasari par. 3. riva circa gli anni 1520. Baldinuccar. 85. ci secolo 4. a car. 225. BIAGIO FALCIERI nativo di S. AmBernardo Zenale da Treviglio imparò brogio (Terra nel Veronese) su dida Vincenzio Civerchio Milanese scepolo del Cav. Liberi, di cui nei attese alla Pittura, ed all'Archi primi anni imitò la maniera: si vetettura, e ne compose un Libro. dono pertanto in Verona opere diFu confidente di Leonardo da Vinverse in grande oltre misura, ed ci. Lomazzo fol. 684. altre più moderate. Morì d'an. 7 BERNAzzANO Pittor Milanese eccelnel 1703. e lasciò non picciolo vallentissimo in paesi, in erbe, in anisente ai suoi eredi. mali, in frutti, e in fiori; dipinse BIAGIO LOMBARDO, Cittadino Vein un cortile un giardino, e nel pia neziano, fu celebre emulatore delno un fragoletto di fragole, tanto la virtù Italiana, e dello stile Fiamnaturali, che ingannati i polli, ed mingo nel dipinger paesi. Lavorò (a) Due pezzi istoriati di lui veggonsi nella sontuosa Galleria di Sua Maestà. 104 anche di miniatura con vago colorito e corretto disegno. Vivea negli anni 1640. Ridolfi par. pr. a car. 112. BIAGIO VAIRONE Scultore Milanese scolpi il David dopo la facciata del Duomo di Milano. Lomazzo fol. 684 BIAGIO PUPINO Bolognese Pittore communemente detto Mastro Biagio dalle Lame, imparò la Pittura dal Francia, fu Musico celeberrimo Malvasia par. 2. fol. 56. BLAS de PRADO, Pittore nato in Toledo, fu accettissimo a Filippo II. Re di Spagna, che al suo servigio il trattenne. A petizione del Redi Maroco, colà il mandò, ed ivi lungo tempo fermatosi persoddisfazione di quel Re fece 1 ritratti di tutti i Monarchi di Europa. E avvegnacchè presso quella barbara nazione nè uso nè genio di Pittura vi fosse, e dai loro costumi fosse vietato il veder scoperta la faccia de le Principesse, pure a lui su permesso di fare il ritratto della figlia del Re, dal quale fu con splend dezza regalato, e rimandato in Ispagna con preziosi doni inviati al Sovrano Filippo. Il Sign. Antonio Vanella, Cavaliere dell' Abito di Cristo, possiede sei quadri di questo artefice, opere singolari e di grande vaghezza. Nella Casa dei Signori Fratelli della Misericordia in Portogallo, di mano di lui veg gonsi i Sponsali del Re D. Emmanuele egregiamente rappresentati. Celebre per la sua virtù e ricco di facoltà nell'anno 1557. in età di anni 60. morì in Madrid. Palomino a car. 240. tom. 2. BOCCACINO BOCCACCI Pittore Cremonese, con maniera Peruginesca fiorì nel 1540. e morì d'anni 58. lasciando Cammillo il figlio più pratico di se medesimo nell'arte. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 141. Lamo sol. BOCCARDINO Miniatore Fiorentino scolaro di Gerardo Miniatore, miniò la maggior parte dei Libri, che sono nella Badia di Firenze; fioriva nel 1480. Vasari par. 2. fol. 360. BOLERIS bravissimo nel dipignere fatti notturni, baccanali, ed animali d'ogni sorta sulla maniera del Bassano. Questi fu uomo grave; l'andar suo per Città su sempre sopra nobilissimo destriero assistito da servidori, a guisa di gran Cavaliere. Baldinucci p. 2. sec. 4. fol. 274. BON BOULOGNE figlio, ed allievo di Luigi Pittore, e Professore nell'Accademia Reale: passato a Roma pensionario dell'Accademia di Francia, dopo avervi studiato cinque anni, passò in Lombardia per istudiare il Correggio, ed i Carracci: nel suo ritorno fu ricevuto nell'Accademia Reale. Carlo le Brun lo fece lavorare alla gran Scala di Verfailles, facendo dopo molte opere tra le quali le Capelle di S. Girolamo, e di S. Ambrogio dipinte a fresco nella Chiesa degl'Invalidi opere, che gli meritarono singulare riputazione, e concetto. Aveva talmente studiate le maniere dei grandi Maestri, ch'egli le imitava sino ad ingannare sovente i più fondati cognoscitori una particularità rimarcabile era in lui, che la puparte dell'opere sue erano dipinte al lume di lucerna, che portava appesa sul capo nel biretto. Mori d'anni 69. a' dì 6. Maggio 1717. BONACORSO GhIBERTI Fiorentino figlio, e scolaro di quel famoso Lorenzo, che gettò le Porte di bronzo di S. Gio: di Firenze; lavorò anch'esso in quelle, e finì di sua mano il fregio, e l'ornamento, che è cosa maravigliosa da vedere; morì giovane, e lasciò Vittorio il figlio avanzato nell'arte, ma che attese più a consumare l'eredità avita, e paterna, che a seguire le pedate dei suoi maggiori. Da Papa Paolo III. mandato in Ascoli per Architetto, nua 105 so Autore una bellissima marina con una notte fu scannato da un suo isquisite figure; e S. E. il Sig. Marservidore, per levargli i danari. In chese Allegretti un bellissimo paequesto Soggetto terminò la Casa se, da lui tenuto come una gioja Ghiberti. Vasari par. 2. fol. 194. Vivea questo valentuomo nella sua BONAMICO BUFFALMACO Pittore Fiopatria nel 1614. Vita e ritratto di rentino, uomo faceto, citato dal lui dassi nel Gabinetto Aureo a car. Boccaccio, con Nello di Dino, e 171. Bruno, che furono i suoi compa gni; imparò il disegno da Andrea BONIFAZIO BEMBI Veneziano, scolaro del Palma Seniore; alle volte colTasi, e fu posto in opera in molpì sì bene nella maniera del Maeti luoghi pubblici, fra i quali si stro, che furono sempre ambigui i racconta, che dipingendo nella CatDilettanti nel giudizio dell' opere tedrale d'Arezzo, uno Scimiotto, che sue: la mischiò poi con il fare di lo stava a guardare, partito il PitTiziano, e con sì bel misto com tore, sporco con i pennelli gran parparve degno Pittore, sino agli anni te del dipinto, perlochè imprigio62. di sua vita. Ebbe un Fratello nato in una gabbia se lo teneva per nome Gio: Francesco Pittore. avanti quando dipigneva, ed erano Ridolfi far. 1. fol. 269. cose da scoppiare dalle risa a veBONMARTINO Pittore, e dei primi Indere i gesti, e le attitudini, che tagliatori Tedeschi. II Lomazzo a anch' esso faceva, mostrando di difol. 684. vuole, che sia stato il Maepignere. Visse 78. anni, e nel 1340. stro d'Alberto Duro. Le sue stam fu sepolto. Vasari part. 1. fol. 71. pe sono molte stimate per il proBONAVENTURA LAMBERTI nacque nelfondo intendere, che ebbe, e per i la Città di Carpi, l'anno 1652. Per gran lumi, che diede all'Arte dell' venuto in Bologna, e desioso del di intagliare in rame. segno l'imparò dal concettosissimo BORSO, e SIEFANO JELMI da CapuCarlo Cignani, e si portò così begnano (Stato Bolognese) furono ne nel colorito, che dopo essere stafamosi Architetti, ed Ingegnieri to alcuni anni in Roma, comparfiorirono nel 1375. Ghirarducci par. 2. ve in pubblico nella Minerva, e nei due laterali d'un Altare alla Madfol. 337. dalena, ed in una Cupola nella BORTOLINO TESTORINO Bresciano, assai commendato da Elia Capriolo, Chiesa della Vittoria, dove mostrò nelle Storie di Brescia, per eccellen il vago, e forte colore, con l'ecte Pittore, ed impareggiabile nell' cellenza del disegno, che fece molarte di ben colorire le figure, coti stupire di sì belli dipinti: finì d. me si vedeva nei muri della Chievivere in Roma, dove ha fatto al sa sotterranea di S. Faustino. Coztre grandi opere. Vedi Pascoli 2.10. zando sol. 111. a er. 331. BORTOLO d'ALESSANDRO, detto BONAVENTURA PEETERS, di AnManopola, Architetto Veneziano, versa, su insigne pittore di Mariinventore del modo di sostentare in ne, porti di mare, tempeste, e paearia le fabbriche per rassodarvi e risi, con bellissime macchiette di mettervi i fondamenti. Fece uso di figurine, Stimatissimo mentre visse questa sua utile ed ingegnosa innon minor fama ebbe dopo morte venzione nell'anno 1602. tenendo le opere di lui pagandosi a grandi in aria sospeso il Ducale Palazzo, prezzi. In Lisbona D. Diego de Nasinchè nell'ampio Cortile di esso poli, e Novogria, Gentiluomo amanfossero riposte più di settanta grantissimo della pittura, conserva di es 105 di colonne, onde ora sostengonsi gli quadrature dei corpi, delle piant archi di quel maestoso Edifizio. dei più belli edificj, e scrisse dell Architettura, e della Prospettiva BORTOLO DONATI, ſebbene non nacque D'anni 70. morì l'anno 1514. Vain Venezia, nientedimeno per la Iunga dimora in quella Città, detsari part. 3. lib. 1 fol. 33. to Veneziano, fu vago Pittore, di BRAMANTINO, vedi Bartolomeo Bramantino. buon gusto, disegno, di colorito BRAzzaco lavorò nella sala del Consie d'invenzione. Borghini fol. 541. glio dei X. con Paolo Veronese, e BORTOLO NAZARY Bergamasco, dicon Paolo Farinati. scepolo di Fra Vittore Ghislandi Fu scolaro del Badili, da cui ebbe i primi precetti dell' BREVIL, e BUNEL Franzesi, dopo la arte. Passò indi alla scuola di Anmorte del Primaticcio, furono ingelo Trevisani valente pittore in Ve nezia, ed in pochi anni arrivò a caricati questi due Pittori a terminare le opere più considerabili per dar saggi di sua abilità nei ritratti il Re, onde Brevil dipinse a Fontateste, mezze figure al naturale, con nablò 14. quadri a fresco in una ottimo colorito e bizzarre invendelle camere, che si chiama dei Poezioni. Vive in Venezia, lavorando ti, e con Bunel dipinse la picciola anche a pastello con morbidezza e Galleria del Louvre, che rimase abbuon gusto. bruciata nell'anno 1660. Morirono BORTOLO SCALIGERO Veneziano diin tempo, che regnava Enrico IV. scepolo d'Alessandro Varotari, diDepiles fol. 460. pinse con amore, con naturalezza, BRUNO di GIOVANNI Fiorentino, ae con vaghezza; fu Ingegnero, Mamico indispensabile di Nello, e di tematico, Aritmetico, e d'ogni bel Buffalmacco ( triumvirato delle fala virtù adorno: accrebbe la glocezie, che diedero tanto da scriveria dei Scaligeri una sua nipote per re al Boccaccio) fu della Scuola nome Lucia, della quale si parlerà d'Andrea Tasi, ebbe strano umore a suo luogo. Boschini sol. 511. in capo di far parlare le figure, BOULE Pittore Fiammingo allievo di scrivendogli fuori della bocca que Pietro Sneydre, e di lui grande imitanto, che intendeva, dovessero etatore nel dipignere Animali, Sposprimere; fu scritto nella Compasò la Moglie del Maestro rimasta gnia dei Pittori Fiorentini, l'anno vedova, lavorò ai Gobellini per o1530. Baldinucci sec. 2. fol. 25 pere del Re, in tempo che n'avea la direzione Carlo le Brun. Filibien BUONO Scultore, ed Architetto, dopo l'erezione d'alcune sabbriche in Par. 4. fol. 283. Ravenna, fondò in Napoli i CaBRAMANTE LAzzARI da Urbino stustelli Capuano, e dell Uovo; in diò l'opere di Fra Bartolomeo d'UrVenezia l'anno 1154. il Campanile bino; vide l'architetture di Napodi S. Marco; in Firenze, ed in Pili, e di Roma; studiò quelle di stoja molti Palagi, e Chiese; in Bramantino in Milano, e riuscì faArezzo l'Abitazione vecchia della moso non solo in architettura, ma Signoria, con la Torre per la cam ancora in pittura: insegnò a Rafpana pubblica, la quale nel 1533 faello d'Urbino il modo d'archifu gettata a terra, per essere trop tettare, e questi per gratitudine lo po vicina alla Fortezza, Vasari par ritrasse con un compasso alla ma1. fol. 7. no, nel Parnaso di Vaticano: servì d'Architetto alli Pontefici Alessan dro VI. e Giulio II. Disegnò le CALL Procuccini 107 rono belle memorie delle sue virtuose fatiche per varie Città. Vidriani sol. 119. SALEGARINO Ferrarese, detto il CAMMILLO BCCCACCINO imparò da Calzolaro, perchè prima esercisuo Padre, acquistò nome di degno tava tal'arte; nel disegno, e nel Pittore per la gentilezza dell'opere colorito fu scolaro dei Dossi; di sparse in varj Tempj della sua Citpinse l'Altare Maggiore di S. Giota di Cremona, particolarmente in vannino, e la Capella dei VilS. Sigismondo nella Volta, dove dilafuori in San Francesco di Ferrapinse Gesù Cristo attorniato dagli ra: fiorì nel 1540. come scrive il Angeli, che portano la Croce, e P. Superbi a fel. 125. nei laterali fece la Risurrezione di CALISTO fra tanti Pittori unico di tal Lazaro, e l'Adultera presentata al nome, ma dagli Autori di cogno Messia. Morì nel 1546. d'anni 35. me, e di Patria diversamente de Lomazzo Idca del Tempio fol. 158. scritto: il Ridolfi par. 1. fol. 254. lo Lamo fol. 31. chiama Calisto nato in Brescia delCAMMILLO BALLINI in Venezia nella famiglia dei Lodi; il Lomazzo, la Sala detta dello Scrutinio, in un e Girupeno, Calisto da Lodi; il grande ovato posto nel mezzo del Malvasia p. 2. sol. 290. Calisto Toce soffitto, dipinse una vittoria navacagno Lodeggiano; Altri lo dicole ottenuta da quella inclita Reno Calisto dalle Lodole. Certo ma pubblica nel porto di Trapani. noscritto singulare, citato dall'ACAMMILLO FILIPPI Pittore Ferrarese; veroldi fol. 119. nomina Calisto delnella facciata della Chiesa delle Mola Città di Lodi, di casato Piazza. nache di S. Silvestro in Ferrara di e di sopranome Tocrazno: concorpiuse un Giudizio universale; modano poi tutti, che l'opere a tem rì tisico, circa l'anno 1585. Fu sepra, a fresco, ed a olio in Brescia polto in S. Maria del Vado. Suin Crema, in Lodi, in Milano, ed perbi fol. 126. in altri luoghi siano dello stesso CAMMILLO GAVASSETE Modonese, de in quelle si vede bellissimo impasto ingegno qualificato, ed eminente di vaghi, e di forti colori, con nella pittura, come dall'opere di certo misto di tinta Tizianesca, per Piacenza nella Tribuna di S. Antola quale si crede scolaro di Tizia nio, che tanto fu lodata dal Guerno, di modo tale, che sommamencino; la morte invidiosa lo portò te dilettano i suoi dipinti. Circa il all'altro Mondo in età giovanile tempo, nel quale fiorì, non si riPanno 1628. Sta sepolto in S. Oltrova altro, che nel quadro esisten derico di Parma. Lasciò dolente Luite al Battistero di S. Clemente di gi il fratello Pittore. Vidriani sol. Brescia. Calixtus Landensis 1524. 113. CAMMILLA LAUTERI, Pittrice Bolognese, degna discepola del celebre CAMMILLO GRAFFICO Furlano Intagliatore a bulino, si dilettò fabbriCarlo Cignani, con somma sua locare certe fontane di rame, con de dipinse nella seconda capella in diversi capricci, e giuochi di acque S. Giorgio della sua Città un quache duravano 24. ore, servendo dro ben inteso e diligentemente consempre l'acqua medesima con indotto. Passet. Dising. a car. 123. gegnoso ritorno, fatto a forza di CAMMILLO BISOGNI, Andrea, e Paoruote, e di suste; di queste servi lo di tal Casato Modonesi, furono molti Principi per adornare le Galcelebri Scultori, che in figure, in lerie, e per imbandire le tavole arabeschi, e in quadrature lasciae cre . 108 e credenze; morì in Roma in fresca età. Baglioni fol. 391. CAMMILLO MANTOVANO eccellente in dipignere paesi, fiori, frutti, e festoni: lavorò gran cose in Venezia. Vasari par. 3. lib. fol. 83. CAMMILLO MARIANI nato in Vicenza di Padre Sanese; più dalla natura, che dall'arte fatto Pittore Scultore, ed Architetto, andò a Roma, dove trovò da esercitare il nobile suo talento in Vaticano, in Laterano, ed in altre Basiliche: arrivò agli anni 46. nè potendo scampare dalle mani della morte, l'anno 1611. fu sepolto in S. Susanna, con rammarico di tanti caritatevolmente beneficati. Biglioni fol. 114. CAMMILLO MARPEGANI Veneto, discepolo dell'Aliense, copiò con franchezza l'opere del Tintoretto, fece molti disegni di propria invenzione, introducendovi trionfi, e capricci toccati con facilità, e con grande studio; sessagenario mori l'anno 1640. Lasciò a Gasparo il figlio, virtuoso Pittore, infiniti disegni. Ridolfi par. 2. fol. 226. CAMMILLO MAzza nato in Bologna l'anno 1602. esercitossi gran tempo nella professione dell'Indoratore, poi in Roma sotto l'Algardi imparò la Scultura; in Venezia, in Padova ed in Bologna Scultore Plastico, et Statuario comparve: d'anni 70. mori in Patria, e fu sepolto in S. Tommaso del Mercato, Lasciò Giosefso il siglio eccellente Scultore, come si dirà. CAMMILLO PROCACCINO Bolognese fratello di Giulio Cesare, e di Carlo Antonio: scostossi dalla maniera di Ercole suo Padre, e Maestro, col dare in una maniera più grande, e capricciosa; lavorò a competenza dei Caracci in Bologna, di dove partito con gli altri fratelli sen andò a Milano, l'anno 1609. ed ivi piantò quella nobilissima scuola Procaccinesca, dalla quale uscirono tanti gloriosi Pittori. Ivi amato dalla Nobiltà fermossi quale tempo, poi dal Signor Co: Firro Visconti suo parzialissimo Protettore, fu condotto a Roma, d'indi a Milano; con istile più che mai purgato, ben tinto, e dintornato abbracciò gl'impegni dei pubblici, e dei privati lavori, i quali con prontezza terminò: fu Uomo gentile, galante, liberale, trattossi alla grande con carrozza, e servidori, visse 80. anni, e gloriosamente morì nel 1626. Malvasia par. 2. fol. 275. M. S. CAMMIELO RAMA Bresciano, scolaro del Palma juniore, sul gusto del quale con misto Tintoresco dipigneva l'anno 1622. come si vede dalle tavole, dipinte nel Refettorio del Carmine, nei Padri Serviti, ed in S. Faustino, e nelle Chiese di S. Gioseffo, di S. Alessandro, e di S. Francesco di Brescia. P. Cozzando sol. 112. CAMMILLO RICCI, Pittor Ferrarese, seguì sempre assai da presso la maniera del suo Maestro Scarsellino, e sol vi manca un non so che di più grandioso e più franco nelle opere di lui per confonderle con quelle del suo Maestro. Fioriva negli anni 1610. in Ferrara sua patria. CAMMILLO RUSCONI, Milanese Scultore, fattosi già perito nell'arte sua. si portò a Roma, ed ivi frequentò la scuola di Ercole Ferrara sin che visse; e non gli parendo di esser arrivato a quella cognizione che desiderava, s introdusse nella scuola di Carlo Maratti, da cui apprese le belle arie di teste, le belle piegature delle vesti, ed il fondamento di un ottimo gusto e disegno. A tutto questo aggiunse l'osservazione dell'antico, e l'attenta cura di esprimere gli affetti e di essere vivace nelle attitudini, accompagnando il tutto con bellezza e facilità. Operò molto in pubblico ed in privato, e ser 109 le grandioso, scorgendovisi in essi e servì Principi e Monarchi. Il Sela maniera del Maestro. Vivea cirpolcro di Papa Gregorio XIII. gli ca gli anni 1540. Angeli sotto l'organo della CapelCANDIDO VITALI nacque in Bologna la di S. Ignazio al Gesù, il depol'anno 1680. Fu instruito da Lorensito del Principe Sobieschi nei Capi zo Pasinelli, e sebene dalla natura puccini, e molti altri lavori fatti in non fu portato a dipingere figure. Roma lo qualificano per uno de' mi su però inclinato al dipingere fiogliori Scultori del suo tempo. Cleri, frutti, e animali, onde con le mente XI. facea tanta stima di quedirezioni di Carlo Cignani imparasto valentuomo, che, oltre l'onoto il modo di ritrovare i siti, e il narlo con distinti doni, si degnò buon gusto di dipingere, si diede a di visitarlo nella propria abitaziocopiare dal vero, e dai dipinti dei ne. Fu di esemplari costumi, momigliori Maestri in quel genere, e desto, e alieno dall' ambizione e compone in oggi quadri, nei quali dall'interesse si facea piacere di serintroduce fiori, frutti, ed animali vire agli amici. Visse casto sino aldei quali si provvedono sino li più la morte, che quasi improvisamen accreditati Pittori te il tolse nel 1728. Morendo lasciò ad una sua Sorella la facoltà di CAPPANNA Pittore Sanese dipinse con Domenico Pecori Aretino, da sè dodeci mille Scudi. Restarono di condusse molte facciate di Palagi, lui tre allievi bene istrutti ed ame Case a chiaroscuro: si crede, che maestrati dai precetti di lui, e soimparasse da Baldassare Peruzzi no Giuseppe Rusconi, Giambattista col quale ebbe grande dimestichezMasini, e Francesco Schiafino Geza. Vafuri par. 2. fol. 556. par. 3 novese, il quale con sue opere non lib. 1. fol. 150. solo illustra la sua Patria, ma anCARLETTO CALIARI figlio, e scolaro cora il Santo Sepolcro di Gerusadel famoso Paolo Veronese, tanto lemme, cui nell'anno 1742. mandò profitto cavò dagl'insegnamenti pavari bassirilievi di gusto esquisito. terni, che d'anni 17. diede sue ope§. CAMMILLO SACCIO, Scultore Venere compiute al Pubblico di Vene ziano, e fonditore di statue e bassirilie zia; nel 1588. morto Paolo con vi Stimatissime furono le opere di lui Gabbriello fratello maggiore diede per l'eccellenza del finimento e dicompimento ai lavori non terminasegno. Ridolfi nella vita di Leoti dal Padre, e surono gli operoni nardo Corona, parte 2. a cardi Papa Alessandro III. nella Sala te 102. del Consiglio, ed in altri luoghi CAMPELLO, così chiamato nelle Era di natura gracile, e dilicata, memorie antiche di Portogallo, fu perlochè non potendo soccombere Pittore nativo di quel Regno. Man a tante fatiche, che gli somminidato a Roma negli anni di sua giostrava il buon genio della pittuventù a studiar la Pittura sotto ra, caduto in una etisìa, d'anni 26. Michelangelo Buonaroti, tai procedette alla morte, che gli seguì gressi fece nell'arte, che tornal'anno 1596. Ridolfi par. 1. fol. 339. to alla Patria fu dichiarato Pittore Di Carletto Caliari, nella bella serie del Re D. Giovanni III. e servì di pitture in Casa Sagredo di S. Soancora il Re D. Emanuelle. Nel fia di Venezia, evvi una Ester, ch'è Claustro grande della Chiesa di Betun'opera delle più pregiabili che ablemme distante un miglio da Lisbobia fatto, e che per la sua bellezza na, dipinse varj misterj della Passiovien creduta di mano del Padre Paone di Cristo con buon disegno e sti 110 lo; e presso il Signor Giuseppe Smith pato, e la quarta trasportato nell' Console della gran Bretagna in VeneItaliano, annessovi anche tutto il zia, conservasi una bellissima immaPoema suddetto è stato impresso gine di M. Vergine. (a) l'anno 1713. in Roma, per il RosCARLI NO DOLCI Pittore Fiorentino si. Nel suo dipignere cercava il didiscepolo di Jacopo Vignali, dipinsegno dei Caracci, ed il colorito se d'una maniera finita al segno del Tiziano, e piacquero a tutti maggiore, con vaghi, e lucidi col'opere sue; morì l'anno 1665. Depilori; fu Uomo da bene, dipingeva les, fol. 488. vedi Ruggero Depiles. per ordinario cose sacre, e perchè CARLO ANTONIO PROCACCINI da Boera singolare nei ritratti, fu chialogna, figlio d'Ercole, di cui fu mato all'Impero per dipignere l'Imscolaro, e fratello di Cammillo, o peradrice. Morì nel 1686. in età d' di Giulio Cesare. Questi dalla naanni 70. M. S. tura non fu dotato di tanto spirito Il Signor Co: Vagienti Vicentino nella nè acceso di tanto fuoco, come sua raccolta ha un famoso quadro istofratelli nell'operare, e se le pitturiato col Martirio di S. Andrea; ed re di lui non risplendono nei Sagri in Casa Baglioni in Venezia sonov. Tempj, e non adornano pubbliche tre bei quadri, uno colla Vergine, l'alSale, godonsi bensì nei Regj ritiri, tro con il Redentore, il terzo con la e nelle private Gallerie: furone figura di Cristo; e presso il Signor questi ameni paesi, nei quali battè Smith console due mezze figure. (b) le frondi con franchezza, e con isCARLO ALFONSO di Fresnoy nacpedita maniera, fiori, e frutti, coque in Parigi l'anno 1611. da sì al naturale dipinti, che ogni gaPadre Medicinalista, che l'allevò binetto di Milano andò ambizioso sul disegno di farlo riuscire Medidi possederne: ma molto più i Goco, ma dato bando agli studj di vernatori di Milano ne andavano medicina, nell' età di 20. anni se in traccia per regalarne i suoi Reapplicò alla pittura, sotto Francedi Spagna, ed altri grandi persosco Perier, e sotto Simone Vovet, naggi. Ebbe un figlio, e fu Ercole che in sine dopo due anni abbanJuniore, il quale imparò la pittura donò, per andarsene a Roma, doda Giulio Cesare suo Zio, e del ve fermossi con Nicolò Mignard suo quale si parlerà a suo luogo. Malamico: ivi fece studio esattissimo vasia part. 2. fol. 289. sull'opere di Raffaello, e sopra l'anCARLO ANTONIO RAMBALDI da Botico, ed a misura che si avanzava logna scolaro di Domenico Viani: di cognizione, e di profondità nell' da un tanto Maestro imparò quel arte, poneva in iscritto le osservala forte maniera di colorire, a cui zioni, e le cose più rimarcabili, stava molto unito, particolarmente che poi trascrisse in versi latini nel nudo: sebbene non ebbe una cercomponendo un fondato Poema, già ta grazia di buon'aria nelle cere, cognito ai curiosi di pittura, il quatuttavolta quel tutto insieme era le poi dal latino su tradotto in progradito per la perfezione dei piasa francese da Ruggero Depiles ni, delle mosse, delle attitudini già tre volte in tale idioma ristamdelle graduazioni, delle figure, nel(a) Di Carletto Caliari S. M. il Re di Polonia ha un pezzo grande istoriato. (b) La Maestà del Re Augusto di Polonia possiede di Carlino il famoso Cristo in atto di spezzare il pane, descritto dal Baldinucci qual raro e singolar quadro; ed al tri tre pezzi istoriati. le quali usciva con certi chiari, e scuri, che le saceva risaltare dai quadri, sì a olio, come a fresco. in picciolo, ed in grande, come fece a Turino, in Bologna, ed in altri luoghi. Ma che? la sfortuna levò di speranza la sua Patria di vederlo perfetto Maestro, poichè nel giorno 16. di Ottobre 1717. e di sua età l'anno 38. in passare che faceva il fiume Taro, tra il Piacentino, e il Parmegiano, restò sommerso in quell'onde. Dal Re di Sardegna fu chiamato a dipingere varie opere ad oglio ed a fresco nella Veneria, Palazzo di delizia di S. M. In S. Lucia Chiesa de PP. Gesuiti in Bologna evvi il bel quadro di S. Francesco Saverio che muore. Mentre pli ſucceſſe la fatale diſgrazia di reſtar affogato nel Taro, era in compagnia di sia Moglie. Fu compianto dai Socj dell'Accademia Clementina, i quali nella Storia della medesima ne dieder la vita a car. 395. CARLO ANTONIO ROSSI Milanese se bene fu di poco grido, perchè era Uomo solitario, nè si curava di conversazione, si farebbe però torto alla di lui grande virtù, se non si manifestasse quantità di quadri d'Altare, e di pitture private, che dipinse. Soleva dire non esservi prezzo che pagasse la pittura, in particolare quando il virtuoso v'impiegava tutto lo spirito a bene perfezionarla; non bisognava disobbligarlo nel prezzi, ma somministrargli danaro subito, che lo richiedeva, altrimenti non portava rispetto ad alcuno, dando di calcio all'opere, che per verità molto studiava: circa gli anni 67. morì nel 1648. e fu sepolto nella Chiesa Collegiata di San Nazaro. M. S. CARLO ANTONIO TAVELLA, uno de' migliori Paesisti del tempo suo, nacque in Genova, dove con maniera gustosa per Cavalieri e dilettan111 ti moltissime tele dipinse. Arrivato il grido del suo sapere a Milano, Bergamo, Brescia, e Cremona, da tutte quelle Città frequenti commissioni gli vennero, quali con soddisfazione di ognuno eseguì. Imitando la maniera del Tempesta cui alle volte superò nell'armonia, e nel gusto, e quella del Pusino da un tal misto uscirono di bellissimi paesi con amene situazioni, e graziose cadute di acque, e con figurine con garbo e intendimento disposte. In Ispagna ed in Inghilterra andarono moltissimi de suoi quadri per ornamento di que Palagi. Visse onoratamente lontano da ogni ambizione, continuamente lavorando sino all'anno 1732. in cui morì, lasciando un suo figlio Sacerdote ne' Domenicani di Genova commissario ed erede di sue facoltà. CARLO BACCHIOCCO Milanese dipinse in Brescia nelle Chiese di S. Maria degli Angeli, dei SS. Giacomo, e Filippo, di S. Cristofano, e delle Orsoline, tutti Monasterj di Monache. Averoldi fol. 257. CARLO BIFFI Milanese scolaro di Cammillo Procaccini, fu bravo disegnatore; e se le comodità, e le ricchezze non l'avessero traviato dal dipignere, al certo il suo nome giugneva a buon termine di gloria, notandosi da quei pochi dipinti, che fece, il possesso che godeva nella maniera del Maestro: Morì d anni 70. nel 1675. CARLO BOLOGNINI Bolognese nacque l'anno 1662. imparò 1 principj da Mauro Aldrovandini, e con i progressi di Giulio Troglj, detto Paradosso, riusci a sresco, ed a olio nella quadratura, e nell'architettura, tirando certe prospettive ad un fare limato, e finito, che gradisce all'occhio, come ha fatto in Vienna, ed in Patria. E' morto in Cremona, l'an. 1704. adì 3. Ottobre CAR 112 te, che sece, sono molte; toccava CARLO BONONE da Ferrara, con bene i paesi, e gli animali; era soprincipi del disegno nella Scuola dellito nei suoi quadri storiati dipignelo Scarsellino giunse in Bologna, re un cane; sonava bene di chitared entrò nell' Accademia dei Cara leutata; sosteneva con decoro racci, nella quale fece non ordinal'arte; nobilmente si trattava; firio profitto; studiato che ebbe in nalmente d'anni 70. morì, e lasciò Roma, ed in Parma il Correggio in Gallarate un figlio pratico nella in Venezia il Tintoretto, e Paolo pittura. M. S. Veronese, fece un singolare estratto di quelle maniere, ed affrontò CARLO CESI da Rieti dipinse opere belle a fresco, ed a olio in diverspaziosi muri, e vaste tele, nelle se Chiese di Roma, nominate nelquali dipinse opere sacre, e profane la tavola dell'Ab. Titi. Fu scolacon sommo gusto osservate dai dilet ro di Pietro da Cortona, Vedi Patanti in Bologna, in Parma, in Genoscoli 2. tom. a car. 163. va, in Ferrara, ed in altre Città. Mori di 63. anni nel 1632. sta sepol- CARLO CIGNANI nacque in Bologna l'anno 1628. da onestissimi parenti to in S. Maria del Vado di Ferrai quali l'applicarono allo studio di ra. P. Superbi fol. 118. M. S. belle lettere, e perchè il genio lo CARLO BOzzONI Genovese figlio chiamava alla pittura, fu d'uopo e scolaro di Luziano, ritrasse in per consolarlo, prendere in casa il grande, ed in picciolo; diede alcuPittore Gio: Batista Cairo Casalani quadri al pubblico; fu Uome sco; superate le prime difficultà allegro, di grande spirito, di gedell'arte, passò alla scuola dell'enio nobile, vestiva alla grande, e ruditissimo Albano, e nel disegno a praticava con Cavalieri: morì l'ancompetenza del Canuti, del Pasinelno 1657. in fresca età. Soprani fol. li, del Bolognini, dello Scaramuc207. cia, e di altri, con pubblici onori CARLO CANE nacque di onesti Parenmeritò il Principato. Tanto poi si ti l'anno 1618. in Gallarate (Borprofittò nel colorire, che durante la go poco distante da Milano.) Apvita del Maestro, lo servì in varie plicato al disegno in Casa di Melpittoriche occasioni. Con uno stile chior Gillardini, principiò a copiamaestoso, espressivo, tenero, vago, re i capricci del Callot, e tanto e forte (che si può dire un perfetgenio concepi alle opere picciole tissimo estratto Correggesco, Tiziache in quelle si sarebbe perduto nesco, e Caraccesco) giunse sì olse non si fusse distratto nel Sacro tre l ingrandimento del suo sapere Monte di Varallo a copiare l'opeche è stato acclamato per uno dei re del Cav. Morazzoni. Quelle stuprincipali Maestri d'Europa: di que diò con tanta assiduità, che la pri sta verità ne rendono piena fede le ma comparsa, fatta in pubblico, superbe Gallerie, i Palagi, e le Chieparve più tosto di quel gran Maese di Bologna, di Roma, di Livorstro, che di sua mano. Ritornato no, di Baviera, di Francia, di Poloa Milano s'invaghì di bella Donnia, di Germania, di Toscana, delzella, la quale conseguì in isposa, la Marca, di Brescia, di Milano, ma v'ebbe quasi a perdere la vidi Piacenza, e di Parma, dove dita. Aprì florida Scuola, distribuenpinse una stanza del Giardino Dudo l'ore agli Scolari per istudiare cale, la di cui volta era stata coil nudo, il rilievo, le stampe, rilorita da Agostino Caracci; questa vedere, e correggere le loro fatturiuscì di tanto gradimento al derere: le pitture pubbliche, e privanissimo 113 nissimo Duca Ranuzzio, che oltre il lanese, fu scolaro di Guido Reni pagamento, voleva fregiarlo del ti cercò secondare quella maniera, ma tolo di Conte, se con umilissimi non arrivò al fratello, che, come si ringraziamenti non se ne fusse didirà, riusci eccellente. Carlo il spensato. Invitato a Forlì per dipigiovine vivente si porta assai bene. gnere la Cupola della Santissima CARLO CORNARA Milanese, scolaro Vergine del Fuoco, vi diede così di Cammillo Procaccino, in gioalta mano, che si potrà dire essere ventù attese alle miniature, e fece questa l'Emporio delle glorie d'un cose bellissime, si diede poi al ditanto Pittore, stancandosi ancora in pignere in grande, e con maniera oggi le penne a descriverla. Della inventata da sè, riuscì dilicatissimo nobiltà di sua Prosapia, delle noPittore: fu di temperamento mabilissime Parentele, che contrasse linconico, e benchè stasse sempre ridegli onori, che conseguì, abbastantirato, l'opere sue però lo fecero za ne parla Gic: Basta Rossi nell' palese, stimandosi fortunato chi poAlbero genealogico de' Cignani, stamteva carpirgli dalle mani un'opera pato in Bologna, l'anno 1687. Dei ridotta a perfezione; lavorò in pubtitoli d'Illustrissimo, di Cavaliere blico, ed in privato; insegnò ad una di Nobile, d'Eccellentissimo, e di figlia, che copiò francamente l'oFamosissimo, ne sono testimoni le pere paterne; fece d'invenzione, moltiplicate lettere dei Principi, terminò due quadri lasciati imperDuchi, e Monarchi, che presso di ferti per la morte del Padre, che sè conserva. Di Felice il figlio, del seguì nel 1673. in età di 68. anni. Franceschini, del Quaini, del LamM. S. berti, e d'altri degni allievi, ne CARLO CRIVELLI Veneziano discepoparlano Bologna, Roma, Genova lo di Jacobello: si vedono di sua ed altre Citta. Della sua veneran mano nella Chiesa di S. Sebastiano da presenza, del gioviale aspetto, a canto a S. Lorenzo, la figura di della robustezza, della liberalità, S. Fabiano Papa in abito Pontifidell'integrità dei costumi, e dell'acale, e lo Sposalizio di S. Catemore verso il prossimo, sono lingue rina Martire; fiorì nel 1450. Ridolfi faconde Bologna, e Forlì, dove vispar. 1. fol. 19. se felice. CARLO FONTANA, Architetto, naI celebri Cartoni disegnati e lumeggiati to nel 1634. in Bruciato, villaggio da questo grande Maestro, l'istoria della Diocesi di Como, adulto pore descrizione dei quali è stata, non tatosi a Roma e messosi a servire ha molto, con terso e dotto stile da il Cav. Bernini, con gl'insegnamenerudito Soggetto estesa, e pubblicata ti di lui pratico nell'arte divenne, colle stampe di Giambatista Pasquali ed ebbe fama e riputazione, che gli procurò la soprantendenza e diin Venezia, sono presso l'Illustrissimo Signor Smith console Inglese, il quarezione di molte pubbliche opere le secondando il nobile suo genio per in Roma, dove nel 1714. fini di le belle Arti, da valente artefice gli vivere. Pascoli nel 2. Tom. delle ha satti intagliare in rame. (a) Vite degli Architetti a car. 542. CARLO CITTADINI Milanese, fratelCARLO de la FOSSE figlio di un' Orelo di Pier-Francesco, detto il Mifice di Parigi, scolaro di Carlo le Brun, (a) Un famoso quadro di Carlo, rappresentante il casto Giuseppe, è passato di fresco ad accrescere il numero delle rare pitture, che formano l'impareggiabile Galeria di S. M. il Re di Polonia ed Ellettor di Sassonia. 114 Brun; dopo avere principiato a disegnare sotto l'Intagliatore Chauveau, paſsò a Roma in età g ova nile, poi a Venezia, dove soggiornò innamorato dell'opere di quella gran Scuola, disortechè non ha seguitato mai altra maniera che quella, pendente il corso di sua vita: passando per Parma ammirò il Correggio, e sommamente gli spiacque di non potervi fare lunga dimora Giunto a Parigi fu ricevuto nella Reale Accademia, impiegato dal Re in quantità di grand'opere per la Maestà Sua: dipinse la Capella di Choisy per Madamoisella: una Capella a fresco nella Chiesa di S. Eustachio di Parigi; e molti altri quadri sparse per il Regno, e per paesi stranieri; il tutto con tale riputazione condotto, che Millord Montguai l'impegnò al viag gio di Londra per dipingere nel suo Palagio la Scala, ed il gran Salone: di là richiamato in Francia dal Signor de Leuvois Sovraintendente alle Fabbriche Reali, dipinse il Duomo, ed i quattro angoli nella Chiesa degl'Invalidi: fu onorato dal Re e provveduto di una pensione di mille scudi. Dipinse in seguito la Volta nella Capella di Versail les, rappresentando in quella la Risurrezione di N. S. che è al disopra dell'Altare. Per il Signor Crozat. nella strada di Richelieu, dipinse la Volta della Galleria, ed il Salone della sua casa di diporto a Montmoransì. Le sue ultime opere sono due gran quadri, uno della Nascita, l'altro dell'Adorazione dei Re Magi per la Chiesa di Nostra Donna in Parigi. Fu Direttore dell' Accademia, Cancelliere, e Rettore della medesima, nel qual tempo morì di Decembre, nel 1716. d'anni 80. § CARLO GAROFALO, Pittore Napoletano, lavorò sopra vetri moltissime pitture, particolarmente per ornamento di scrigni. Studiò nella scuola del Giordano, nella cui vita è menzionato a car. 392. dove affermasi che lavorò per Carlo II. Redelle Spagne, da cui ebbe una larga pensione sin che visse. CARLO de HOECH, padre di Reberto celebre pittore di battaglie, su paesista di assai buon gusto, avendo battuto le foglie con leggierezza e movimento, e avendo arricchito i suoi paesi di ben intese figure. In Lisbona in Casa di Mons. Bellagarde Mercante Franzese evvi di lui un piccolo paese colla Samaritana al Pozzo, ch'è un pezzo singolare, contrassegnato col nome. Non avendosi distinta notizia del tempo in cui fiorì, dalla sua maniera puossi con probabilità arguire, che ciò stato sia nell'an. 1640. incirca. CARLO MADERNO, Architetto venue alla luce nel 1556. nel Contado di Como. Itosene a Roma nella scuola di Domenico Fontana suo parente, coi precetti e direzione di quello comparve in quella grande Città perito e valente nell' arte sua, servendo Clemente VIII. e facendo altre fabbriche con molto suo onore. Morì l'anno 1629. et fu sepolto nella Chiesa di S Giovanni de' Fiorentini, con una iscrizione ch'è riferita dal Pascoli t.2. a car. 501. CARLO del MANTEGNA Pittore Lombardo, Visconte Maggiolo Geografo, e Gio: Giacomo Lombardi grande Scultore, furono chiamati da Ottaviano Fregoso Principe di Genova, per introduire in quella Città la vera maniera di dipignere, di scolpire, e d intagliare di geografia, e furono provveduti con annue rendite da quel Pubblico. Siprani fol. 268. CARLO FRANCESCO MELONI Pittore, Scultore, e Plastico, studiò molto tempo in Roma sopra le più famo 115 fuori, e dentro di Milano. Fu acfamose statue antiche, e moderne, colto con onore dai Cavalieri, e e con buon disegno, buone arie di dai Principi stranieri, ai quali fece testa, e con espressiva lodevole si i ritratti, e diverse pitture, comesercita nella sua Patria di Milano. piacendosi per la modestia, e per con buon genio degli Amatori dell i di lui rari costumi ammetterlo alArte le famigliari conversazioni. Viveva CARLO van-MANDER Pittore, e Poedivoto della Santissima Vergine, ta, oriondo di nobile stirpe in Fiandovendone dipignere, aspettava il dra, fu scolaro di Luca Heer, po giorno di Sabbato a colorirne la di Pietro Udalrico, presso il quale faccia, e per lo più si muniva dei ingegnosamente dipinse molte istoSantissimi Sagramenti. Era assai tirie del vecchio Testamento: commido dell'acqua, onde nel ritorno, piuto il quinto lustro, l'Anno Sanche fece da Como, per certa borato nel 1575. partì per Roma, ed sca patita nel Lago, tanto pigliò ivi nel disegno superò tuttiti comdi spavento, che giunto a Milano. pagni: andò a Basilea, d'indi a d'anni 53. mori, nel 1661. Ebbe Vienna, e lavorò negli Archi triontre fratelli tutti Pittori. Vedi Giofali per l'assunzione al trono di Riseffo Nuvolone. dolfo Imperadore, e fece spiccare il suo sublime talento: ritornò in CARLO FRANCESCO POERSON nacque nella Lorena, e fu alleyato in PaPatria, e dopo molte disgrazie rigi, ebbe grande inclinazione al diviaggiò in Olanda, dove fu accolsegno, e l'imparò da Noel Coyto per Capomastro dell'Accademia pel, s'avanzò in quello, e si fece dei Pittori; diede la mano ad ope merito per ossoro Professore nella re grandiose, molte delle quali soReale Accademia di Parigi: riusci no alle stampe, insieme con quanPittore ordinario della Maestà del tità delle sue Poesie. Mori d'anni Re, dal quale fu creato Cavaliere 60. in Amsterdam, nel 1610, Sandell'Ordine di Nostra Signora del drart fol. 367. Monte Carmelo, e di S. Lazzaro: CARLO FRANCESCO NOVOLONE, detAndò poi a Roma, e fu Viceto Panfilo, nacque in Milano, l'anPrincipe dell' Accademia del diseno 1608. da Panfilo Pittore Cregno, detta di S. Luca, ed ora è Dimonese; il quale l'instradò nell'arrettore della Reale Accademia di te, fatto franco nel disegno, si dieFrancia in Roma. Si è dilettato di de a studiare l'opere di Giulio Ceservire amici, e grandi Signori di sare Procaccini, e del Cerani, qualche sua mezza figura dipinta, tanto là si spinse con la felicità del e dei loro ritratti, i quali perfetdipignere, che acquistò l'onore di tamente ha condotti, e dipinge. uno dei primi virtuosi di quella Vive in età di sopra 70. anni. VeCittà; l'anno 1649. passando la Redi Carlo gina di Spagna per Milano, volle il ritratto di sua mano, ed in pre- CARLO GIROLAMO BERSOTTI nato in Pavia, l'anno 1645. Fu discepomio gli donò la veste, che portalo di Carlo Sacchi, vide Roma, va, quando la ritrasse. Dipinse qual ed oltre i quadri figurati, dipinse che tempo sulla maniera Procaccibene gli animali volatili, i quanesca, poi pentito, addolcì il colodrupedi, i frutti, ed i vasi, che re con grazia elegante, avvicinansembrano naturali. dosi a Guido Reni, e di questo guCARLO GUSTAVO AMBLINGH di Mosto si vedono varie manifatture sparnaco; scoperto dal Serenissimo di se per le Chiese, e per i Palagi, Ba 116 Baviera per uno spirito elevato per delle passioni, e tutti li disegnò di dipignere, a proprie spese lo man sua mano. Intraprese, in tavole dii dò a Parigi per imparare il diseverse, la grand' opera dei mister gno, e l'intagliò sotto il celebre di Giesù Cristo, quattro ne persePoylli; tale ne fu il profitto, che zionò, e lavorando l'ultima Cena ritornato in Patria fece i ritratti al passò all'ultimo di sua vita nei Gonaturale dei clementissimi suoi Prinbellini, l'anno 1690. sepolto in S. cipi; intagliò varj rami per i LiNiccola du Cardonet, dove la Mobri del famoso Sandrart, e molte glie feceli inalzare magnifico sepolaltre opere lodevoli, come dal Sancro. Monsieur Perrò fol. 216. drart a fol. 365. e 386. CARLO LORENESE fu eccellente PitCARLO LAMPARELLI da Spello, allietore di maniera assai soave, e gravo di Giacinto Brandi, fece onore ta: si veggono opere sue in Roma al Maestro nel quadro, che dipinse in S. Luigi dei Franzesi, nella Canello Spirito Santo dei Napolitani pella del Presepio le vaghissime sto in Roma. Tit. fol. 90. rie della Ss. Nunziata, della VisiCARLO le BRUN uno dei più spiritotazione a S. Elisabetta, e dell'Assunzione della B. V. Parimenti un si Pittori della Francia, imparò da Simone Vovet, ed in poco tempo quadro in S. Niccolò dei Lorenesi, ed alcune pitture nel Chiostro delsuperollo: d'anni 12. ritrasse l'Avc. la Trinità dei Monti. suo. Scultore, e di 15. dipinse un CARLO MEDA Milanese ottimo MaeErcole, che fece stupire la maraviglia. Viaggiò in Italia, e con lo stro per il disegno, e per il coloristudio dei bassi rilievi, delle statue, to; si vedono sue manifatture nella dei vestiti, dell'armi, delle antiMetropolitana di Milano, dipinte chità, dei dipinti, e della lettura nell'organo, dalla parte del Vandi libri rari, divenne Pittore famogelo: fiorì circa il 1590. M. S. so, franco in ogni storia, e perito CARLO MARATTI da Camorano d'Annei secreti dell'arte. Ritornato a cona, nacque l'anno 1625. AppliParigi fu dichiarato primario Pitcato allo studio della pittura in Rotore del Re, Capomastro, e Diretma sotto Andrea Sacchi, diede ben tore dei Gobellini (luogo dove trapresto a divedere quanto fecondo e felice dovesse, col tempo, riuscivagliano in argento, in bronzo, in re in quella; l'aspettazione non in marmo, in arazzi, in ricamo, ed in pitture gli Artefici Regj.) Imgannò Roma, ma la fece stupire piegato in abbellire il Reale Pala con l'opere magnifiche dipinte, con gio di Versailles, è indicibile l'ectanta grazia, con nobili idee, con cellenza delle cinque storie d'Alesvaghi abbigliamenti, con sicurezza sandro Magno; la Rappresentaziodi disegno, con pratica d'istorie, e ne dell' imprese Reali, con allegocon ameno colore, col quale è comriche invenzioni dipinte nella Galparso venti volte in pubblico nelle leria; la volta della Sala maggiore prime Chiese di quella gran Città, ed ultimamente in Vaticano col vaa maraviglioso fresco, con le Museo occupate a celebrare le glorie del sto pensiero del Battesimo di S. GioRe, come si vede dalle stampe vanni, dipinto al nuovo Altare del da pertutto ricercate. Il numero dei Battistero in S. Pietro. Della nobisuoi dipinti per le Chiese, e per i le raccolta di varj disegni, con Palagi fu grande. Scrisse due Tratquantità di sua mano, altri copiati tati ammirabili, uno della fisonoda Raffaello in giovanile età, almia, l'altro dei differenti caratteri tri di propria invenzione, dei tanti qua 117 collana d'oro: mori d'anni 50. nel quadri mandati ai Principi, ed ai 1688. M. S. Cavalieri stranieri, delle moltipliCARLO RICCI, Pittor Modenese, cate opere sue date alle stampe, studiò nella scuola di Carlo Cignadella Scuola, e degni allievi, che ni, dalla quale uscito in patria e fece, ne parla il Mondo tutto, e fuori molte cose operò, per le quaRoma è tromba sonora delle glorie li merita che resti viva la sua medi sì degno Pittore, che meritò moria. Menzione di lui si fa a c. 60. l'onore d'essere dichiarato dal Som della Vita del suo Maestro, mo Pontefice Cavaliere dell'Abito CARLO RIDOLFI nacque in Vicenza di Cristo. Morì in Roma a dì 15. l'anno 1602. studiò rettorica, filodi Decembre 1713. ed ebbe gloriosofia, prospettiva, architettura, il sissime esequie nella Chiesa della disegno, e la pittura dall'Aliense: Certosa, con l'intervento di molti divenuto Pittore, Poeta, ed OratoAccademici, Prelati, Dame, e Nire diede alle stampe in due Libri poti di N. S. il quale ordinò, che Le Maraviglie dell'arte, ovvero Vite si stampasse la vita di lui. de' Veneziani Pittori, e gli fruttaDue bellissimi quadri di divozione sono rono dalla Serenissima Repubblica posseduti dal Eminentissimo Cardinal una catena d'oro, con medaglia di d'Acugna in Lisbona. (a) S. Marco; le sue Pitture accolte in CARLO NATALI Cremonese, scolaro Roma gli meritarono da Papa Ind'Andrea Mainardi; si vedono molnocenzio X. l'onore di Cavaliere te opere di questo bravo Pittore della Croce d'oro. Mai quietò la che visse 94. anni, e morì nel penna, il pennello, o la lingua, 1683. scrivendo dipignendo, o spiegando CARLO PELLEGRINI: di tal nome lumaterie diverse, finchè la morte rono due Pittori, uno da Carrara non pose le mete a tante gloriose che dipinse in S. Pietro di Roma fatiche. Ridolfi par. 2. fol. 306. e diede molti disegni per i mosai Il suo deposito si vede nel Claustro di ci; l'altro Romano. S. Stefano in Venezia. CARLO PICCINARDI Cremonese imparò da suo Padre, e visse al tem- CARLO SACCHI nato in Pavia, l'anno 1617. studiò sotto il Rosso Papo dei Caracci vese, andò a Roma, d'indi a VeCARLO POERSON Lorenese Pittore nezia; con grande profitto ritornò seguitò la maniera di Simon Voin Patria franco nelle storie, e covet, sotto il quale molto dipinse pioso nei pensieri, sicchè potè sodMori nel 1667. Filibien par. 4. fol. disfare alle Chiese, ai Palagi, ed 144. vedi Carlo Francesco. agli Stranieri, che ricercarono l'oCARLO PORTELLI da Valdarno, scopere sue; instancabile, e saldo alla laro di Ridolfo Ghirlandajo, dipinfatica visse sino al 1706. se molti quadri, e tavole d'Altare nella Città di Firenze. Vasari par. CARLO SALIS nacque in Verona l'anno 1688. Ebbe per primo Maestro 3. lib. 2. fol. 29. nel disegno Alessandro Marchefini, CARLO POzzi Bresciano Mercante da dopo la partenza del quale per Vepanni; fatto disegnatore dalla nanezia, si risolvettero i parenti d'intura, copiò a penna vaghissime stoviarlo a Bologna, e raccomandato riette di varj Autori, e ne mandò alla mia cura, lo feci entrare nelun Libro all'Imperadore Leopoldo la fiorita scuola di Gio; Gioseffo dal quale ricevette in dono una (a) Quattro pezzi istoriati di questo celebre Autore son posseduti da S. Maestà. 218 dal Sole, dove cogl'insegnamenti tano, vien ricordato dal Dominici d'un tanto Maestro proseguì gl'inpar: 2. delle Vite de' Pittori Napocamminati studj per qualche anno; letani a car. 248. ma non conferendogli totalmente CARLO STEFANO PENONE figlio di l'aria, fu necessitato, con mio graRocco Lombardo Scultore, su geve spiacere, a partire per la Panero, ed allievo di Domenico Fiatria, e dopo qualche tempo a porsella in Genova, dipinse con lode tarsi a Venezia sotto Antonio Balemancò dopo la morte del Padre stra suo Concittadino: ivi procurò che succedette l'anno 1657. Soprant d'imitare quella maniera, la quale sol. 253. tirava alquanto al gusto Romano, CARLO VAN SAVOJEN, Pittore nasichè fatto un bel misto di gusto Roto in Anversa, fece assai bene le manesco, e Bolognese s'avanzò a figure in piccolo, ed ebbe al suo sfogare le sue belle idee sopra vatempo stima grande. Vivea nell'anste tele, per le Chiese dei contorni no 1628. L'Aureo Gabinetto a cardi sua Patria, e per diverse case di te 378. Cittadini, ed ultimamente ha coloCARLO VER MANDER fu Pittore rito un quadro rappresentante la Nae Poeta, come ne fa fede il ritratscita di Nostro Signore, che riemto di lui, che fu dato alle stampie la prima Capella a mano destra, nell'entrare nella Chiesa dei CARLO di VOLGAR, detto comuRR. Monaci Olivetani di Verona, nemente Carlo dei fiori, nato in il quale ha incontrato il comune Mastrich nel 1653. avendo già molgradimento dei Professori. Io auto operato nel suo paese, passò a guro felicità, e sempre più avallRoma coll'idea di perfezionarsi nell' zamenti al novello Pittore; sì per arte Di là si portò a Parigi, indi il buon genio, che nudrisco per a Lione, dove soprafatto da molelui, come per la gloria di sua Pasta febbre lungo tempo trattennesi. tria. e rimesso in salute varie opere feCARLO SARACINO, detto Carli Vece per servigo di private persone. neziano, nato in Venezia l'anno Ritornato a Roma per varj Pren1585. ed ivi di 40. defunto. Impacipi, e specialmente per la Corte di rò in Roma da Cammillo Mariani Portogallo fece bellissimi quadri di Scultore, e Pittore, poi si diede a fiori, nel che era eccellente, e di seguire la maniera del Caravaggio, animali, i quali non meno vivi che con la quale lavorò assai in pubmorti al naturale assai bene rapblico, ma con fiacco colore: fu presentava. Carlo Maratti di costui bell'umore, e di costumi simile alvalevasi per fare i fiori nelle sue lo stesso Caravaggio: Baglioni fol. tele. Mori in Roma nell' anno 1675. 145. Pascoli par. 2. a car 330. CARLO SCRETA da Praga si fermò CARLO VIMERCATI Pittore Milanese gran tempo in Venezia, poi in Roebbe qualche principio del disegno ma, dove si portò l'anno 1634. inda Ercole Procaccino juniore, poi di alla Patria, ed in ogni luogo studiò da sè sopra le opere di Giudiede bellissimi saggi del suo alto lio Cesare Procaccino, e di Da sapere: d'anni 60. morì. Sandrart niello Crespi, che sono dipinte nella fol. 324. (a). Certosa di Grignano, dove con tanto CARLO SELITTO, Pittor Napolesuo, scomodo, e lontananza di tre (a) Di costui, dieci pezzi di mezze figure sono in potere di Sua Maestà. 119 miglia, andò per molto tempo, to, volle essere da lui effigiato: andisegnare, a copiare, ed a coloridò a Turino, e si portò tanto bene re. Quindi fu, che s'impadroni nei ritratti di quelle Altezze Read'un perfetto disegno, e di un so li, che meritò posto onorevole, ed do colorito, che gli acquistò molannuo stipendio; poco godette di tal to di gloria. Mori d'anni 55. in cirfortuna, mentre era d'anni 70. e ca, nel 1715. morì, l'anno 1649. Lasciò Niccolò CARLO URBINO Pittore a olio, ed a il figlio nella paterna virtù bene efresco di storie, e di prospettive: ducato. Soprani sol. 175. morì vecchio in Milano, giachè troCATTERINA CANTONI nobile Milanevò poca fortuna in Crema sua Pase, ma più nobile per il disegno, tria. Ridolfi par. 1. fol. 402. Fu leg. per il ricamo, rappresentando nell' giadro Pittore, facile disegnatore una, e nell'altra parte delle tele se e gentile coloritore, dipinse a comfigure perfettamente effigiate; servì pagnia con Bernardino Campi. Lal'Infanta d'Austria, le Serenissime mo fol. 82. di Brunsuich, e di Toscana, FilipCARLO D'YPER, Pittore oltramonpo II. Mon rca delle Spagne, ed tano, girò l'Italia per impossessaraltri Principi; ridusse l'arte sua sisi dell'arte, e giunto a Venezia s'inno a fare ritratti al naturale, che vaghì della maniera del Tintosembravano più tosto condotti dal retto, e quella si determinò di pennello, che trapunti dall' ago. seguire. Ritornato alla Patria feFiorì l'anno 1590. Lomazzo Idea condo d invenzioni diede mano a del Tempio fol. 166. quanti lavori gli vennero offerti, § CATTERINA di Maestro Giovanni di a quali con puntualità e diligenza Hemson, Miniatrico, per la sua dando compimento fu riputato il abilità e virtù meritò di essere con miglior artefice del suo tempo. Di generosità stipendiata dalla Re gina temperamento fantastico e malincodi Spagna. Vasari par. 3. a car. 860. nico, essendo stato un giorno motstampa di Firenze. teggiato da uno de' suoi amici, per- CATERINA GINNASJ Romana: di quechè da una bella moglie non avessta compita Pittrice basta solo il dise figliuoli, diede in tale eccesso di re (per quanto scrive l'Ab. Tit. malinconia, che invitato a bere, fol. 131.) che tutte le pitture nella e chiestogli, se volea vin bianco Chiesa delle Monache di S Lucia oppur nero, cavato di sotto alle vedi Roma, sono fatture delle sue ma sti uno stile, con quello una ferita ni, col disegno però del Lanfranchi. nel petto si diede, da cui uscendo CATTERINA TARABOTI discepola d'Ain grande copia il sangue, ed ei più lessandro Varotari in Venezia, ono volte ripetendo: ecco qual vino io rò con i suoi diligenti pennelli la voglio, sono indegno di vivere; mise pittura, ed accrebbe lustro al cataramente ruppe il corso di sua vita logo delle Veneziane Pittrici. Bol'anno 1564. Baldinucci sec. 4. fogl schini fol. 527. 339. S. CATERINA VIGRI nata in BoloCASTELLINO CASTELLI Genovese pagna, l'anno 1413. dove introdussa rente di Bernardo, ma scolaro di l'Ordine di S. Chiara nel NobilissiGio: Batista Paggi; fece studio par mo Monasterio del Corpus Domiticolare nel ben comporre istorie ni, che ivi fondò: fu diligentissima e fare ritratti, riuscendo nell'uno Miniatrice, e Pittrice, fra l'altre e nell'altro molto gradito: sino lo manifatture sue si venera l Immastesso Vandich, dopo averlo ritratgine di Gesù Cristo bambino, che 120 te, che gli seguì d'anni 56. nel per divozione si manda a baciare 1563. nella quale lasciò eredi di agl' infermi, dalla quale molti ne quadri, e di disegni, i più cari diricevono la salute. Morì l'anno scepoli, che l'accompagnarono alla 1463. e vive incorrotta venerata da Chiesa di S. Girolamo, ove fu setutto il Mondo. E' stata santificata polto. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 77. da N. S. Papa Clemente XI. li 22. Sandrart fol. 150. Maggio 1712. CAYOT di nome AGOSTINO, Scultore In Venezia nella Chiesa delle RR. Monache del Corpus Domini si conserva nito a Parigi. Dopo aver disegna una famosa sua Tavola d'Altare con to, e dipinto sotto Gio: Juvenet Cristo deposto di Croce. (a) Pittore del Re, diedesi alla ScultuCECCHINO SETTI Pittore Modonese ra sotto Stefano Lehongre, sotto viene sommamente lodato dal Landel quale continuò quasi che presso cillotto nelle sue Croniche, e posto la morte di lui: meritò i primi prenel numero di quei famosi Pittomj dell'Accademia, per due anni ri, che fiorirono nel 1550. Vidriani di seguito; fu uno dei Pensionar fol. 54. dell'Accademia di Roma, ma non CECILIA RICCIA, detta Brusasorci se ne profittò, ad oggetto d'attacfiglia di Domenico celebre pittocarsi a Cornelio Vancleve, sotto del re, non solo copiò perfettamente le quale travagliò quattordici anni opere del Padre, ma lavorò ancocon distinzione, e più opere di sua ra d'invenzione, e fece ritratti somano produsse per Sua Maestà, eo miglianti, e con bizzarre attitudiin ultimo luogo una figura di marni. Fiorì circa gli anni 1590. in mo delle compagne di Diana, la Verona sua patria. Pozzi a c. 75. quale il Re secc collocare nel GiarCENNINO di DREA CENNINI da Colle dino delle Tuillerie a Parigi, e fu ridi Valdesa, per 12. anni su scolaro cevuto nell'Accademia di Pittura, d'Angelo Gaddi, poi di lui compae Scultura, l'anno 1711. gno nelle pitture dipinte in FirenCECCHINO del FRATE Fiorentino, coze: fu cotanto amante dell'arte sì detto, perchè discepolo di Fra che scrisse un Libro sopra i modi Bartolomeo di S. Marco: dipinse di lavorare a fresco, a tempra, a con Benedetto Cianfanini, con Gacolla, a gomma, ed a oro, con la briello Rustici, e con Fra Paolo diversità di tutte le terre, e tinte Pistojese, tutti della Scuola medeVasori par. 1. sel. 115. sima. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 48. CESARE ARBAGIA, Pittore Italiano, CECCHINO del SALVIATI, o Cecco, nella Città di Cordoya dipinse una cioè Francesco, con lo studio d'An Capella nella Chiesa del Sacramen drea del Sarto, e poi amico fedele to. Colà si dice, che su scolare di del Vasari nella Scuola di Baccio Leonardo da Vinci, ma nessun' alBandinelli, si fece franco nel disetra notizia, o memoria essendomi gno, morbido nelle carni, grazioso arrivata di quest'Autore, mi ri nelle idee, vago nel vestire, esat metto a quanto ne ha scritto Anto nel nudo, copioso nelle invenziotonio Palomino par. 2. a car. 271. ni, e spedito nell'opere sue gratisCESARE ARETUSI Modonese, e Gio sime a Roma, alla Francia, a VeBattista Fiorini, reciprocamente s nezia, ed a Firenze sua Patria, doajutarono, questi col disegno, e que ve ebbe fioritissima scuola, condotgli con il dipinto, come si può veta con sommo amore, sino alla mordere (a) Di Francesco Salviati un pezzo istoriato è posseduto da Sua Maestà 121 nio al grottesco, ed all'arabesco dere nel Catino della Cupola mag che intrecciato con agnoletti, e satigiore di S. Pietro di Bologna: riuretti francamente: dipigneva: lavosci poi anco l'Aretusi così pratico rò quadri d'Altare: accasato in Manei ritratti, con una tinta così vecerata, ivi morì circa il 1615. Bara, e Correggesca, che sembravanc glioni sol. 167. di carne; alcuno mai copiò sì bene CESARE CORTI, o da Corte, nacque l'opere del Correggio di questi, in Genova l'anno 1554. da Valerio onde molte ne passarono oltre i moCort, che nel disegno gli fu Mae tivi per originali; quanto più fu stro: Nella Filosofia, nella Specufortunato in Parma, altrettanto si lativa, e nella Poesia superò tutti sfortunato in Ferrara. Fiorì nel i suoi condiscepoli, e nel colorire 1590. Malvusia par. 2. fol. 331. il Padre. In Francia, ed in InghilCESARE BAGLIONI Bolognese imparò terra, come Pittore su teneramenda suo Padre ordinario Pittore, te accolto. In Toscana, come Inda sè divenne quadratorista, figuri gegnero da guerra, sommamente sta, Pittore di fiori, di frutti, di ambito. In Genova, come perfetto prospettive, d'animali a fresco, e a in ogni virtù, ansiosamente sospiolio, il tutto con franca risoluziorato; ma che? mentre onorato, e ne, e speditezza compiutamente terstimato da ogni uno godeva in Paminato. Studiò singolarmente il motria tranquilla la quiete; datosi a do di fare paesi, battè bene le fraleggere libri superstiziosi, e dannasche, e trovò belli siti, strade, e ti, fu carcerato nel Santo Tribunale piani. Ogni uno gradiva praticarlo dell' Inquisizione, dove scontento perchè era di somma bontà, e di terminò la vita; restò dopo di lui allegia: sonava la Lira improvisi David il figlio nella pittura perito. sandovi sopra spiritose canzoni: con Soprani fol. 67. una mano toccava il flauto, con la CESARE DALLE NINFE Veneziano, caaltra pigneva. Chiamato a Parma priccioso, e pronto nell' esprimere per lavorare in Corte, bisognandoi suoi pensieri, seguendo lo stile del gli nell'opera guglie, colossei, ed Tintoretto; dipigneva per lo più a anticaglie, principiò il lavoro, indi fresco con altri Pittori. Pattuito per senza fare motto alcuno, in pianel dieci ducati di fare una Nunziata le, e biretto andò a Roma per vea olio, che sta sopra una delle Por derle dal vero, Scherzò assai coi te di S. Faustino, la compì con franCaracci, e passarono fra di loro chezza, e con vaga maniera in un gustosissime burle; finalmente stangiorno. Ridolfi par. 2. fol. 77. cato da tante fatiche trovò gli ulCESARE DANDINI Pittore Fiorentino, timi riposi in Parma, circa il 1590. scolaro del Cav. Curradi, del PassiMalvisia par. 3. fol. 340. gnano, e di Cristofano Allori, ebCESARE CESARIANI Milanese bravo be maniera assai vaga, finita, e corGeometra, Architetto, e Pittore, retta: si vedono per le Chiese di comentò Vitruvio, e disperato di non Volterra, e di sua Patria molte belaverne ricevuto quella mercede, che le tavole d'Altare, particolarmensperava, morì più da bestia, che te nella Chiesa della Santissima Nunda Uomo. Vasari par. 3. lib. 1. ziata. M. S. f.l. 34. CESARE CONTI d' Ancona fratello di CESARE DA SESTO, detto Cesare da Milano, fu il migliore discepolo di Vincenzio ambedue Pittori; pratiLeonardo da Vinci, riusci graziosiscò in Roma con i Pittori di Gresimo figurista, ed erudito compogoro XIII. e di Sisto V. ebbe genitore, 122 dri dell'Oratorio in Napoli dipinse nitore, come nella Chiesa di S. Rocil mistero della Concezione della co di Milano si vede: istoriò i bel. Beata Vergine. Celano nelle Notili paesi del Bernazzano Milanese: zie di Napoli, par. 2. a car. 96. in Roma ajutò Baldassare Peruzzi nei chiariscuri, che dipinse ad Ostia CESARE GENNARI Bolognese nipote e scolaro del Guercino da Cento Tiberina: fu Pittore stimato da nacque l'anno 1641. apprese sì beRaffaello, il quale incontrandolo ne quella nobile, e forte maniera un giorno, li disse con faccia gio che tanto diletta, e ne fu così os conda: Messer Cesare, è possibile, servante seguace, che le di lui opeche noi siamo tanto amici, e ci re sparse per le pubbliche Chiese facciamo tanta guerra coi pennelli? e per i Palagi, da molti sono repuFiorì nel 1510. Il Vasari distingue tate del Maestro: dipinse con franCesare da Sesto, da Cesare da Michezza i paesi; fu di genio nobile, lano, ma io ritrovo che è lo stesso. di tratto gentile, e d'amena conCESARE FIORI cittadino Milanese Fitversazione: amò teneramente i suoi tore, Architetto, Ritrattista, Ballascolari, e faceva bene a tutti: inrino, Schermitore, ed Alfiere delvidiosa la morte lo rapì al Mondo la Milizia Urbana: in età d'8. and'anni 47. e nella Chiesa di S. Nicni fece il ritratto di suo Padre de colò degli Alberi meritò pubblici funto, dal che istradato dai Parenfunerali, che girano alle Stampe, ti alla pittura con le direzioni di dedicati a Benedetto Gennari di lui Carlo Cane, ed all'architettura con fratello, ed in quel tempo Pittore le regole di Pietro Paolo Caravag primario del Re d'Inghilterra. gio, comparve a tavola rotonda fra i Virtuosi, e fra la Nobiltà, che CESARE NEBRIA da Orvieto fu alle vato da Girolamo Muziano, che se teneramente l'amava. Per inventane servì nell'opere Vaticane: fatto re machine, funerali, trionfi, taposcia Pittore di Sisto V. con Gio: bernacoli, capelle, piante, disegni, Guerra da Modona condusse gran d'architettura, fu celebre, che peparte delle pitture stabilite in quel rò molte furono dato alle Stampe, fortunato Pontificato per i Pittori: ed il suo nome si fece sentire glofu Uomo d'onore, amante dei Virrioso per bocca delle Muse. Non tuosi, e grato a i suoi Scolari: camancarono Principi stranieri, che rico di ricchezze, e di gloria si riimpiegarono in opere degne del suo dusse invecchiato alla Patria, dotalento, e ne riportò ricchi doni po avere serviti altri Pontefici, e di tratti obbliganti, di dolcissime di 78. anni morì circa il 1614. Baprocedure, divoto, religioso, e pieglioni fol. 120. no di buone operazioni, in età d' CESARE PIEMONTESE Pittore, fu a anni 66. compì i suoi giorni il VeRoma dopo i Brilli, e fu paesista nerdì Santo dell'anno 1702. e con lui, e la moglie, e dipinsero i paesi pompa fu accompagnato da copionel portico interiore della Chiesa so stuolo di Virtuosi alla sepoltura di S. Cecilia in Trastevere. in S. Gio: in Conca. CESARE POLLINO Miniatore eccellenCESARE FRANCHI, Pittor Perugino te fece cose bellissime in carta pefu eccellente nel dipingere istorie cora, disegnò francamente sulla main piccole figure. Morì per mano niera del Buonaroti, servì a molti del carnefice nel 1615. Pascoli a Sommi Pontefici, e si vedono varie car. 177. miniature in Perugia sua Patria. CESARE FREGANZANO, Pittore del Regno di Napoli, nella Chiesa de' PaM. S. CESA 123 fratello, non avendo mai voluto CESARE SERMEI Pittore nato in Ormaritarsi per non lasciar la casa pavieto, accasato in Assisi, ivi semterna. Fioriva essa circa gli anpre dimorò fino al principio del 1600. in cui d'anni 84. morì. Era ni 1616. Cavaliere. Morelli fol. 161. § CHIMENTI CAMICIA, Scultor Fiorentino, fece di belle statue, costrusse CESARE ROSETTI Pittore Romano Palazzi, dispose giardini, essendo al lavorò sotto il Cav. d'Arpino, in servigio del Re d'Ungheria. Vasari Laterano, e in Campidoglio: fu par. pr. a car. 298. vuol che fioUomo libero, arguto, e spiritoso ridotto alla vecchiaja mancò nel risse circa il 1460. Pontificato d'Urbano VIII. Baglio-CHIODAROLO GIO: MARIA BOLOGNESE, scolaro di Francesco Franni fol. 294. CESARE TORELLI Romano scolaro di cia: dal Bumaldi fol. 251. e da LeonGio: dei Vecchi, e poi suo compadro Alberti è descritto per Scultore, gno al servigio di Sisto V. Si di e lavoratore nell'Arca di marmo in lettò di lavorare a mosaico, e riS. Domenico di Bologna, e dal Madusse i cartoni del suo Maestro, e sini, e dal Malvasia par. 2. fol. 58. del Cav. d'Arpino a nobilissimo è nominato per Pittore insieme col termine; campò gran tempo, e mosuo Maestro, con l'Aspertino, e con rì nel Pontificato di Paolo V. BaLorenzo Costa nei dipinti in S. Ceglioni fol. 129. cilia. CESARE TURCO Pittore Napolitano, CIMABUE Pittore Fiorentino, di nome fioriva nel 1560. sono opere sue Giovanni, per istinto naturale, che diverse sparse per le Chiese di Naaveva alla pittura, imparò dai Pitpoli. Sarnelli fol. 152. tori Greci, chiamati a Firenze per restaurare gli antichi mosaici: prinCHERUBINO ALBERTI da Borgo S. Secipiò a vestire le figure, e ad acpolcro, figlio, e scolaro di Michele, con Gio: suo fratello bravo quadra costarsi al naturale, sicchè in quei torista lavorò di figure nelle Sale tempi fece stupire Pisa, e Firenze e nelle Chiese Romane; intagliò con le tavole d'Altare, che dipiquasi tutte l'opere di Polidoro gneva sopra incrostatura d'oro, ajumolte del Buonaroti, alcune dei tando l'espressioni delle figure con Zuccheri, e sono rare simili stammotti, e lettere. Visse 60. anni, pe. Morto Gio: e rimasto erede di e morì nel 1300. Vasari par. 1. gran valsente, depose i pennelli, e fol. 1. principiò a passarsela col fabbrica-CIRO FERRI Pittore Romano, vero re balestroni all'antica, che levaseguace, e discepolo di Pietro da vano, e gettavano da lontano graCortona, a cui più del Romanelvi pesi, sinchè giunto l'anno 1615. li, e di Pietro Testa s' accostò con e 63. di sua età, morì, e su sepol le idee, con le invenzioni, e col to nella Madonna del Popolo in dipinto, dimodochè morto il Mae Roma. Baglioni fol. 131. stro, terminò le di lui opere lasciaCHIARA VAROTARI, figlia di Dario, te imperfette: fece diversi cartoni e sorella di Alessandro, tutti e due per mosaici in Vaticano, molti dipittori di vaglia, dipinse molte cosegni per fabbricare, per Altari, e se con bravura, imitando il Padre per Ciborj; dipinse sopra dieci opee il Fratello. Fece pure ritratti asre pubbliche; intagliò molti rami sai somiglianti, onde considerabi di sua, e d'altrui invenzione, si vantaggio ne trasse. Visse unita al dilettò d'architettura, e pose il termine Q 2 124 Spagna; di che una incontrastabile mine al suo vivere, nel 1690. in prova si è il famoso quadro della età d'anni 62. (a). processione delle Sagre Reliquie po§ CLARA SKEYSERT, miniatrice di gristo nell' Escuriale, in cui si vede do, della Città di Gand, ricordata una maravigliosa diversità di aziodal Vasari par. 3. a car. 850. stamni, una ferace e ben condotta idea pa di Fiorenza. un armoniosa composizione, una CLAUDLO ALBERTO SEVIN nato in unione di moltissimi personaggi, e Brusselles: dal Principe di Liegi, di tutta la primaria nobiltà, che acapplicato alla pittura diede saggio compagna il Re nella sacra funziodel suo alto sapere nella Svezia, e ne, ciascun de' quali è ritratto al nell' Inghilterra, e nella sua Patria naturale, e del popolo spettatore in Desioso di vedere l'Anno Santo del bizzarre, e convenienti attitudini 1675. partì per Roma; ivi fermacon mirabile accordo di colori raptosi a lavorare, l'anno segu ente presentato: opera insigne, onde faterminò la vita. Sandrart fol. 387. ma ne verrà mai sempre al nome di CLAUDIO AUDRAN seniore fu unc lui. Nè a questa molto inferiori dei buoni, Intagliatori Franzesi; difurono altre opere da' esso fatte nelmorò gran tempo in Roma; intale stanze della Regina, quali pargliò varie statue, e rami servibili ticolarmente non descrivo, non perper le Dispute; ritornato in Patria, mettendomi l'istituto mio che è di ammaestrò Gerardo il figlio, il quascriver soltanto memorie, il fermarle si rese famoso per mezzo dei mi a far parole di ciascheduna. suoi belli intagli, e tra gli altri per Cagion di sua morte, fu l'arrivo le insigni stampe delle gran Battacolà di Luca Giordano, cui vedenglie di Carlo le Brun. Claudio ju do dipingere con tanta facilità e niore fratello di Gerardo nacque in speditezza, di cordoglio e rammaLione, e dalla natura portato al dirico si morì nel 1693. Fu sepolto segno, andò a Parigi, e studiò sotnella Chiesa Parrochiale di S. Anto Carlo le Brun, da cui fu impiedrea di Madrid, con grave dispiagato nell'opere del Re. Si veggocere di quanti ammiravano il granno in pubblico due quadri, e due de intendimento di lui nell'osserva capelle dipinte nella Certosa, molzione ed imitazione della natura. to più avrebbe operato, se la morPalomino par. 2. a car. 440. te non l'avesse portato all'altro CLAUDIO LE FEVRE da Fontanablò Mondo d'anni 43. nel 1684. Lasciaacquistò molto di onore nel dipinrono tre Nipoti del nome loro, I gere ritratti, e con tale carattere uno celebre Pittore per ornamenti tu ricevuto nella Reale Accademia gli altri due abili Intagliatori. di l'arige. Andò poi a Venezia, doCLAUDIO COEGLIO, oriondo di Porve si trattenne tanto tempo, ed era togallo, e discendente dalla famisopranominato di Venezia; ivi intaglia Coeglia, illustre non men per gliò all'acqua forte molte opere lel'origine, che per i rinomati pitvate dai migliori quadri esposti al tori, che da quella trassero il napubblico, e sono correttamente discimento, ebbe per Maestro nella segnati: passò finalmente in Inghilpittura Francesco Ricci Pittore di terra, ove d'anni 42. morì nel giorcamera del Re di Spagna Filippo no 5. Agosto 1675. IV. Dipingendo ad olio ed a fresco riusci uno dei migliori pittori di CLAUDIO FRANZESE, e GUGLIELMO (a) Di Ciro Ferri nella suddetta splendidissima Galleria evvi un pezzo istoriato 125 si è formato una maniera unica, e DE MARZILLA furono chiamati a sua, che non partecipa di alcun Roma da Giulio II. per dipignere altra: questo è frutto degli studi le finestre del Vaticano, giachè erasuoi fatti sopra i dipinti delli più no in quell'arte i primi Maestri, bei Teatri Italiani, e Franzesi per ed in fatti fecero stupire quella Citrappresentarvi soggetti di Commetà: ma la disgustia del sacco di Rodie; ma ciò non ostante è riuscito ma portò, che fussero infranti ancora in soggetti serj, ed accolto vetri dalli nemici, per levare il con distinzione nella suddetta Acpiombo da formare palle da moscademia, ove vive. chetto: se ne conservano però ir S. Maria del Popolo di mano di CLAUDIO HALLE nato in Parigi, figlio, ed allievo d'un Pittore dell' questo artefice, il quale disordinanAccademia Reale; senza essere sordo nel mangiare, e nel bere, in tito dalla Patria ha ſaputo lavorare termine di sei giorni passò all' alopere grandi per il Re, e per vatro Mondo. Valori par. 3. lib. 1. rie Chiese, alcune di queste servosol. 97. Altro Claudio Francese di no per fare Atazzi per Sua MaeParigi, o Parigino registra il Vasa stà; ed attualmente professa l'arte ri nella par. 3. lib. 1. fol. 216. che con gloria nell' Accademia medefu scolaro del Rosso Fiorentino sima. che con Francesco d'Orliens, con Simone da Parigi, con Lorenzo Pic. CLAUDIO MELLAN Pittore, ed Intagliatore al bulino, nacque in Abecardi, e con Domenico del Barbie ville, l'anno 1611. Inclinato al dire l'ajutò nella Reale Galleria di segno studiò sotto Simone Vovet, Francesco I. Re di Francia. che gl'insegnò le finezze di quest CLAUDIO GILLE, Q GIGLIO, detto arte, nella quale molto si compiaClaudio Lorenese, s approfittò nella ceva, ma essendosi dato ad intaScuola d'Agostino Tassi, il migliogliare, riuscì assai meglio, e si fere paesista di Roma, e divenne tan ce una maniera tutta particolare to ameno, e vago nei paesi, intronella quale si osserva, che questo ducendovi eroiche storiette, lontaoperare gli era più naturale, che nanze, prospettive, siti, acque, ed la pittura, dove si era fisso. L'ananimali, che a gran prezzo ogni no 1617. andò a Roma, ove intafamosa Galleria bramò esserne adorgliò quantità d'opere, il felice esina. Diede alle stampe varie opere to delle quali gli guadagnò la stisue: dipinse gran tratti di muro a ma di Carlo II. Re d'Inghilterra, fresco, intese l'architettura; dovel il quale gli fece proporre un genee quando terminasse la vita, non roso trattamento in caso, che vene parla il Sandrart fol. 328. Il Ballesse andare a servirlo; ma l'amodinucci nella par. 2. sec. 4. fol. 264. re della Patria non lasciò risolvernomina un tale Gillis d'Anverlo a ciò fare. Ritornato in Fransa, che fu gran paesista, e nacque cia l'anno 1654. s'ammogliò: fatto l’anno 1544 (a) consapevole S. M. del merito di queCLAUDIO GILLOT figlio d'un Pittosto degno Soggetto, gli assegnò alre di Langres, ricevette dallo stesloggio nella Galleria dela Louvre in so i primi elementi del disegno, e qualità d'uno dei suoi Pittori, ed si perfezionò poi in Parigi sotto Intagliatori: su là, dove continuò Gio: Battista Cornelio Pittore, e le sue opere con miglior gusto, e Professore della R. Accademia. Egli genio (a) Di cotesto Claudio ha S. Maestà due pezzi con paese e figure istoriati. 126 genio di prima, e tante ne diede niera di disporre le sue tinte, ed alla luce, che formano un' abboncollocarle alla prima nei suoi luodante catalogo. Passò la sua vita ghi, senza legamento, o altro ajucon tranquillità di salute, e per to, non mescolava i colori, nè li addolciva, nè infieriva col movi terminare la sua sorte, gli abbisomento del pennello, sicchè compagnò qualche accidente: improviso, che ponesse le mete al suo vivere, rivano di primo tocco, non ritoccal'anno 1688. Le Marche da lui usati, disortechè la superfizie dei suoi te nelle Stampe le potrai vedere quadri era semplice, e rimarcabile nella Tavola V. dove si tratta deld'una prat ca naturale, e facilissile Marche sciolte, le Comte lib. 3. ma da essere conosciuta. Era di singolare talento nella cognizione del fol. 393. CLAUDIO POIRIER Scultore, nato a le pitture, onde per fare prezzi, e Parigi, fu ricevuto nell'Accademia. stime ai quadri, a lui si ricorreva. Reale li 31. Marzo 1703. Morì in buona vecchiaja nel 1670. CLAUDIO RIDOLFI Nobile Veronese, Depiles fol. 497. scolaro di Paolo Caliari: dipinse in CLEMENTE BANDINELLI Fiorentino fiPatria, in Venezia, in Padova, in glio, e scolaro di Baccio seguì anch' Roma, ed in Urbino, dove si tratesso la scultura, ed averebbe actenne qualche tempo in casa di Fequistata la gloria del Padre, se in derico Barocci, dal quale apprese Roma morte immatura non l'aves l'amenità, e le belle arie di teste; se rubato al Mondo. Vasari par. 3. ivi s'ammogliò, poi si trasferì ad lib. 1. fol. 445. abitare in Corina do nella Marca CLEMENTE BOCCIARDI Genovese scelaro di Bernardo Strozzi, andò a d'Ancona, e per quelle Città lasciò belle pruove dei suoi pennelli: riRoma con il Castiglione, e studiò tornato alla Patria più erudito, quella maniera; ritornato a Genonelli: componimenti espressivo, e va fece vedere quanto si fusse frangrazioso nei movimenti delle figucato nel componimento, nel disere, su ben veduto, ed accolto da gno, nel colorito; ma vago di magtutti: arrivato all'età di 84. anni, giore perfezione partì per Firenze correndo il 1644. con pianto unidove la morte pose i confini alle versale fu accompagnato al Sepolsue alte idee, troncandogli lo stacro. Ridolfi par. 2. fol. 302. (a). me vitale. Soprani sol. 82. CLAUDIO STELLA vivente in Parigi § CLEMENTE MOLLI, Scultore Bolognel'anno 1686. con bellissimi intagli se, in concorrenza di altri valenti all'acqua forte ha reso glorioso il Scultori; nella capella Donnini delsuo nome; in particolare nella bella Chiesa del Salvatore in Bologna, la carta del Calvario; cavata dall' fece le due statue di S. Paolo e di eruditissimo quadro di Niccolò PousS. Ignazio. Passeggiere Dising. a car sin. Baldinucci fol. 7. 183. e il Ridolfi par. 2. a car. 200. CLAUDIO VIGNON nativo di Tours, § CLEMENTE RUTA, scolare di Carlo seguì la maniera di Michelagnolo Cignani, menzionato nella vita di da Caravaggio: la forza, colla lut'a car. 60. quale travagliava, e la felicità, COLA DELLA MATRICE, detto comucolla quale concepiva i soggetti per nemente Mastro Cola, cioè Niccola dipingere, gii diedero molte occaPittore, ed Architetto il migliore, sioni d'impieghi: aveva una mache mai conoscessero quei contor (a) Di esso un pezzo istoriato è nella più volte menzionata Galleria di S. Maestà. 127 ni, nei quali innalzò vaghi Palagi, § CORNELIO ANTONISZE, Pittore di Amsterdam, nato nel 1482. riusci Tempj, e dipinse opere bellissime assai bene nelle prospettive. Visse In Ascoli ebbe una moglie di tanto in patria con facoltà e riputazione amore, e d'onore, che sotto Paoper le sue opere. Campo pr. Tom. lo III. insorte le ribellioni d'Ascoa car. 201. li, fuggendo col marito, inseguita CORNELIO BLOEMART nacque in Utredai soldati, più per cagione della cht l'anno 1603. da Abramo, che bellezza, che per altro, vedendo gli su Maestro: servì vari Pittori non potere in altro modo salvare a Oltramontani, ed Italiani col belsè l'onore, ed al marito la vita, si lissimo taglio del suo bulino, adatprecipitò da una balza, e Cola tuttandosi alle maniere, e gusto di to afflitto per la morte della con tutti i Pittori; dimodoche le sue sorte fu lasciato in pace. Fioriva stampe sembrano più dipinte, che nel 1542. Vasari par. 3. lib. 1. intagliate. Baldinucci fol 63. fol. 234. CORNELIO CORNELI nato in Arleme COLANTONIO illustre Pittore NapoI anno 1562. da Paolo Pittore, ma litano, del quale scrive l' Engenio, educato da Egidio Coignetto, da che fu il primo, il quale in Nagiovinetto dipinse battaglie, diluvj, poli ritrovasse il colorito a olio, cadute di giganti, ed opere granNella Chiesa di S. Lorenzo di Nadiose, poi adulto dipinse esquisitaroli nella Capella della famiglia mente opere notturne. Sandrait fol. Rocco colorì la tavola, in cui so 268. Cornelio Corneli da Lione fu no dipinti S. Francesco, e S. Giroun altro Pittore, il quale d'anni lamo in atto di studiare, tanto al 51. morì nel 1554. Sandrart fol. 232. naturale, che pajono vivi: fioriva CORNELIO CORT nato in Hornes d'Onel 1436. Sarnelli fol. 110. landa, fu uno dei primi, che portasse COLANTONIO DEL FIORE, antico il bel modo d'intagliare in Italia, Pittore Napoletano, varie opere fediede in luce molte opere di Rafce per la Regina Giovanna I. Dofaello, e di Tiziano: morì in Rominici tom. pr. a car. 96. sino a ma d'anni 42. nel 1568. Baldinusci car. 109. fol. 222. COPE SCULTORE Fiammingo in RoCORNELIO DUSMAN, nato in Amma, ridusse a perfezione molte belsterdam, dimorò la maggior parte le storiette in piccolo: fu Uomo di sua vita in Vicenza, dove per tanto solitario, e malinconico, che private persone dipinse moltissimi non volle alcuno per casa; quando quadri di animali, di paesi, e batera infermo, calava dalla finestra taglie, con modo assai felice e buoun cestello, e si provvedeva del bina composizione. Ivi pure morì cirsognevole. Correva l'anno 1610. ca gli anni 1680. ed ottantesimo di sua età, quando non sentendolo più i vicini, con CORNELIO ENGELBERT Pittore, nato l'anno 1468. in Lione d' Olanda, scale entrarono nella casa, e lo ridipinse ad olio, a fresco, e a temtrovarono morto nel letto. Bagliopra, ed in ogni genere riuscì per ni fol. 100. quei tempi famoso; insegnò il diseCORADO FILGHER Pittore Tedescogno a due suoi figliuoli, e fu maesi fece largo in Venezia, ed acquistro di Luca d'Olanda: morì nel stò grande onore con i belli, e va1533. Sandrart fol. 226. suo ritratghi paesi, che dipigneva: di questi to va alle stampe. ne parla con lode straordinaria nelCORNELIO ENCHELTAMS Pittore di le sue rime il Borghini a fol. 544. Mali 128 propria di Cornelio, per vedere i Malines, dipinse in Anverfa per il ritratti dei Cavalieri, e delle DaPrincipe d'Oranges la storia di Dame di sua Corte, che egli avea divid con molte figure d'Uomini arpinti, e riempivano una stanza. mati, sulla maniera di Luca d'OFilibien par. 3. fol. 79. landa: terminò il corso di sua vita d'anni 56. nel 1583. Baldinucci par. CORNELIO MOLINAR Pittore d'Anversa, detto Strabone, dagli occhi 2. sec. 4. fol. 68. storti; nel lavorare a fresco, e paeCORNELIO FLORIS Scultore, ed Arsare ebbe pochi pari; nella prestezchitetto, fratello del famoso Franza fu un fulmine; il suo pagamencesco. Lomazzo trat. pit fol. 198. to solito era un tallero al giorno CORNELIO DE HEEM d'Anversa: in fioajutò varj Pittori, ed a loro fu di ri, in frutti, in vasi, in istromenti, gran vantaggio; morì in povertà. e tappeti portò tal grido, e fama che il famoso Sandrart, tante volSandrait fol 259 te qui nominato, volle pagare un CORNELIO POULENBOURG da Utrecht scolaro d'Abramo Bloemart, quadro di due palmi 450. fiorini a andò a Firenze, poi a Roma; in Tommaso Kretzer in Amsterdam paesi esteri tanta fama acquistò, e benchè gli fusse amico non ne che dal Re d'Inghilterra fu provsortì la grazia. Sandrart fol. 313. visionato di splendidissimo stipendio, vivea nel 1660. e Pietro Paolo Rubens desiderò l' CORNELIO JANSEN, Pittore di Lonopere sue. Sandrout. fol. 325. dra, applicato a fare ritratti, ser CORNELIO SCHUD Pittore d'Anvervì Carlo Stuard, e la Regina d'Insa, su Uomo di grande ingegno ghilterra, ma per le ribellioni inpronto nel dipignere storie, e finsorte, partì per Olanda, pot in Amzioni poetiche, nelle quali mischiasterdam finì la vita, l'anno 1665. va con arte singulare i ritratti di Sandrart fol. 314. quelli, che l'impiegavano ai lavoCORNELIO Kettel Pittore, Plastico, 14. Sandrart. fol. 295. Geometra, Prospettivista, e Poeta, nacque in Goude, l'anno 1548. im- Di Cornelio Schud che morì nel 1676. e fu ſcolare, e qualche volta imitaparò da Antonio Blochland, e da tore di Rubens, quattro grandi qua Dirick Pieters: variò molte parti dri possiede il nobile Signore Deputadel Mondo, in ogni luogo lascianto ſopra i regj Magazzini in Portodo, o quadri storiati, o ritratti: si gallo, nel suo loco di delizie poco servì alcune volte deile dita delle lungi da Lisbona. mani in cambio di pennelli: coi piedi stringendo i pennelli fra le CORNELIO STOP Inglese si dilettò dipignere spelonche, grotteschi, e dita, dipinse il Filosofo Eraclito; luoghi orridi riportati sulle tele con morì in Patria in fresca età. Balprospetti, e concavità, che sembradinucci par. 2. fol. 276. vano più vere, che dipinte. SanCORNELIO DI LION Pittore nativo di quella Città, fece quantità di drart. fol. 284. ritratti sotto i Regni di Francesco CORNELIO VVAEL nativo d'Anversa fu mirabile in fare piccole figure I. Enrico II. Francesco II e Carlo nei suoi quadri ripieni di lontananIX Il Brantomo nelle sue memorie ze, di cacce, di balli, di paesi, e fa un grande elogio al quadro, che di schiribizzi. Si fermò in Genova dipinse per la Regina Caterina dei 15. anni con Luca suo fratello braMedici con le sue due figlie, e divo paesista; poi andò a Roma, ma ce, che la stessa Regina trovandosi non conferendogli l'aria, ritornò a in Lione, volle andare alla casa Geno Genova, dove con istupore dei Pittori condusse due vasti quadri di battaglie, ed aprì fioritissima scuola; dopo qualche tempo ritornò a Roma, ivi lasciò la vita avanzato nell'età, e dai Nazionali, e dai Pittori sino al numero di 400. fu accompagnato al sepolcro: su Uomo generoso, cortese, e gioviale. Soprani fol. 325. Di Cornelio Wael nell'ampia raccolta di rari quadri posseduta dal Signo Giuseppe Smith console d'Inghilterra in Venezia, sonovi due bellissimo Battaglie CORNELIO VAN-BERCHEM, insigne pittore di animali vivi, e celebre paesista e figurista in piccolo. Nessun Fiammingo per versatissimo che stato sia in simili maniere di pitture, arrivò mai a dipingere con l' intendimento di costui; agli animali dipinti da lui null'altro mancando che il moto, alle pecore null altro che il belato, alle figure null altro che la loquela. Espresse por il lucido e la macchia sorte con tal tenerezza e maestria, che nei lumis il Sole, nelle mezze tinte la riflessione del lume, e negli oscuri la forza evidentemente si scorge, il tutto così ben impastato e distribui to, che ogni cosa rappresentata par di rilievo. Chi non ha avuto la fortuna di veder quadri da esso dipinti, procuri di vederne almeno le stampe intagliate ad acqua for te, dalla sola vista delle quali accertatamente comprovasi il mio giudizio. Rarissimi e sincerissimi sono i quadri di lui, ed io in Londra dal Sig. Duca Davinser per un pezzo di quadro di altezza di un brac cio e mezzo ho veduto pagarsi duecento lire sterline. Vivea questo eccellente Pittore negli anni 1656. CORNELIO VAN-CLEVE Scultore nato in Parigi, il migliore tra gli allievi di Francesco Anguier; si fermò cinque anni in Roma, e due in 129 Venezia, e studiò l'antico, e il moderno; fatto perfetto Scultore ritornò a Parigi aggregato nella Reale Accademia di Pittura, e di Scultura, eletto quindi dal Re Luigi XIV. per le opere principali di Scultura, che sono ammirate nei suoi Palagi, e Giardini Regj di Versailles, Marli, e Trianon. Sua Maestà gli assegnò annua pensione, alloggio, e stanza per travagliare nel Louvre, e fu Direttore della medesima Accademia, ed ora è dichiarato Rettore perpetuo della steſsa. Ebbe la disgustia di perdere il suo unico figlio in età di 28. anni, il quale dopo il viaggio d'Italia cominciava ad uguagliarsi con i più grand' Uomini nell'Arte della Scultura CORNELIO VERHUIK nato in Roterdam, l'anno 1648. imparò il disegno da Abramo Ondio, e con lo stile di quel gran Maestro condusse squadroni di caccie, e di animali molto spiritosi. In Roma poi datosi sotto il Borgognone alle battaglie, addestrossi in quelle con Borgognonesca maniera, e con un tinto ardito, e forte compì quantità d'opere in grande, ed in piccolo, accolte, e gradite da Roma, da Napoli, da Parigi, dalla Savoja, dalla Germania, e dall'Italia. Lavorò ancora vaghi paesi, mercati, fiere, e ridotti, introducendovi minute figure alla Callotesca, il tutto concluso con grazia, e spirito. Ha satto permanenza più anni nella Città di Bologna. CORNELIO VISSHER, Oltramontano, pittore di ritratti. E' alle stampe il ritratto di lui, che per tale il dichiara CORNELIO DE VVIT da Bruges: vedi Pietro Candido CORNELIO DE VOS, Fiammingo seguì nelle sue opere la maniera di Vandych. Da un bel quadro contrassegnato coll'anno e nome di lui, e pos 130 e posseduto dall'Illustriss. Sig. Don § COSIMO DA TREzzo, nello Stato Diego de Napoli e Norognia Gendi Milano, fu eccellente intagliatotiluomo Portughese, in cui vedesi re di cammei e pietre. Fu chiamate la Vergine in atto di ripor nella a Madrid dal Re Filippo II. per laculla il bambino dormente, e S. vorare di cavo e rilievo nel gran Giuseppe che con attenzione sta osTabernacolo di S. Lorenzo nell'Esservando, figure al naturale graziocuriale. Fece ritratti somigliantissisamente disegnate e colorite, rile mi sì in cammeo, che in intaglio, i vasi esser esso vissuto negli anni quali hanno merito niente inferiore 1640. (a) a quello degli antichi Greci MaeCOSIMO FANCELLI Romano scritto stri. Visse in Ispagna assai agiataal Catalogo degli Accademici di mente per la munificenza del MoRoma, l'anno 1650. Di questo Sculnarca, ed ivi lasciò quantità gran tore sono opere varie di stucco, e de di sue opere da me vedute in di marmo nelle Chiese della sua Madrid e nel Regno. Patria, tutte descritte dall'Abbate COSIMO de'TURA Ferrarese Pittore, Titi. detto Cosmè, fece l'Altare di San COSIMO FANSAGO da Brescia ArchiMaurelio Protettore di Ferrara neltetto, e Scultore: molte opere sue la Chiesa dei PP. di S. Giorgio exsono nelle Chiese di Napoli, partra muros; ivi fu sepolto in età di ticolarmente nel Gesù nuovo. Era 63. anni, nel 1469. Superbi folCavaliere. Sarnelli fol. 164. COSIMO FONSECA, Cavaliere, e periCOSIMO ULIVELLI nato in Firenze, tissimo architetto. Oltre molte fab circa il 1622. imparò dal Volterra briche da lui alzate in Napoli. no, e riuscì valoroso, e bizzarit la Chiesa delle Monache della TriPittore a olio, ed a fresco; molte nità deve la sua erezione al bizChiese, e Claustri della sua Patria zarro e fertile ingegno e sapere di godono bellissime sue operazioni lui. Finezze de' Pennelli a car. 72. massimamente quelli della SantissiCOSIMO ROSSELLI Pittore Fiorentima Nunziata, di S. Spirito, e del no, chiamato a Roma, con San Carmine, dove ha espresso la mordro Botticelli, con Domenico Ghirte di S. Eliseo, che è cosa molto landajo, coll'Abate di S. Clemendegna da vedersi. E' morto nel te, con Luca da Cortona, e con secolo presente. Pietro Perugino, per servigio di COSTANTINO VAPRIO Pittore Mila Sisto IV. nel dipinto della Capel nese è citato dal Lomazzo trat. di la Pontificia, riportò sopra tutti i. pit. fol. 198. primo onore nelle tre storie di FaCOSTANZA VAN-UTRECH, Pittrice raone sommerso nel mar rosso, nelFiamminga, imitò assai bene la la Predica del Salvatore alle rive natura nel dipingere ogni sorta di di Tiberiade, e nell'ultima Cena, frutti, e nel suo tempo ebbe concon gli Appostoli, avendogli in tutsiderazione e stima. Un quadro di te ajutato il suo fido scolaro Pielei ho io veduto in Lisbona contratro, detto di Cosimo: visse 68. ansegnato col nome, il quale era asni; consumato dall'alchimia morì sai ben dipinto. nel 1384. fu sepolto in Patria nelCRISPINO BROEKIO, Pittor di Anna Chiesa di S. Croce. Vas. p. 2. f. 344. versa, ha il suo ritratto alle stam(a) Presso S. Maestà il Re Augusto evvi di lui un quadro colla Vergine ed il bambino Gesù in atto di accarezzare S. Antonio, figure al naturale. pe con versi latini in lode di sua virtù. CRISPINO dal Passo, Intagliatore in rame, diede alla luce un libro d'intagli, spiegato in quattro lingue, intitolato la Luce del dipingere, nel quale mostra come fondatamente si apprenda a ben disegnar le figure. Si vedono pure di lui varie cose intagliate, tolte da Martino de Vos, e da altri. Non ho mai potuto rilevare, se abbia dipinto, non essendomi mai accaduto di veder sue pitture. Fioriva circa gli anni 1660. CRISTIANO BERNOTZ, insigne Pittore di frutta, selvatici, vasi di argento, ed altre cose dal naturale. Morì in Roma di anni 64. nel 1722. Pascoli tom. 2. a car. 357. CRISTIANO GUGLIELMO ENRICO DIETRICH, Sassone, coltivando doni di natura, arrivò ad essere non solo pittore di stima, ma imi tatore eziandio di qualunque maniera. Impiegandosi a far paesaggi con animali e piccole figure all'uso Fiammingo, ha vaghezza di prendere ad imitare ora Rembrandt ora Teniers, ora Vovverman, ora alcun altro celebre maestro, e ciò con esito sì felice, che all'intendente è d'uopo aprire ben gli occhi per non prendere abbaglio. Vero è però, che alieno essendo da ogni preteſa d'ingannare chicheſia, e uſando di sua sincerità, tutte le sue opere col nome suo contrassegna; con che dà a divedere, unica sua mira essere il semplice diletto, e la soddisfazione del proprio genio. Ma perchè la cieca fortuna non suole a tutti quei che hanno merito mostrarsi favorevole e amica, questo valente giovane vive in Dresda poco noto, non essendoglisi ancora presentata l'occasione di esser prodotto alla Real Corte; il che se avvenisse, certamente da quel munifico Sovrano sarebbe sollevato a 131 maggiore estimazione e mandato in Italia, dove perfezionandosi nel disegno, ragionevol speranza vi sarebbe che uno de' migliori pittori di Europa riuscisse. Intanto ricevendo e adempiendo le commissioni che gli vengon di fuori, e nell'esecuzione di quelle scapricciandosi con nuove idee, e varj pensieri, la fertilità del suo ingegno, ed il pronto e vivace suo spirito dimostra; non lo adoperando la patria che nelle forniture di camera all'uso del paese, quali fa o di chiaroscuro, o con tinte, imitando lo stile di Vateau pittor Francese, il quale da' suoi compatrioti è preferito alle opere da lui con bizzarria d'invenzione leggiadramente condotte. Di questo abile e virtuoso professore ho fatto conoscenza in Dresda l'anno 1746. in casa dell'Illustrissima Signora Felicita Offman, a cui non meno per questo conto che per altre grazie impartitemi distinte obbligazioni prosesso. Nel quale incontro con mio sommo piacere ho scorto unirsi in quella Signora un grande intendimento e perizia dell'arte, ad una forte e costante propensione ad esaltare ed encomiare l'abilità e la virtù dovunque la vede. CRISTIANO QUEBORNO Pittor di Anversa. Va alle stampe il ritratto di lui con versi latini, che lo qualificano come gran maestro di paesaggi. CRISTIANO REDER fu celebre nel dipingere battaglie e bambocciate. Studiò in Roma, ove servì molti grandi personaggi di sue pitture, quali vengono assai stimate da chi le possiede. In età di anni 63. morì nel 1729. Pascoli tom. 2. a carte 349. CRISTOFANO ALLORI Pittore Fiorentino, scolaro del Cav. Cigoli fu uno dei più famosi Pittori, che fiorissero nel principio del secoso passato; dipinse con vaghi colori, e sulR 2 132 e sullo stile del Correggio; meritò opere furono finite l'anno 1404. lavorare opere varie per la Sere- CRISTOFANO dell'ALTISSIMO Fiorennissima Cata Medici tino, scolaro del Pontormo, poi del CRIRTOFANO AMBERGER, dal suc Bronzino; non solo fu Pittore istodipinto nei contorni d'Argentina: rico, ma si dilettò fare somigliansi crede seguace d'Olbein Olandetissimi ritratti, che sembravano vise; fu molto ingegnoso per le invi; questa fu la cagione, per la venzioni, per il colorito, e per il quale il Serenissimo G. D. Cosimo disegno, come ne rendono testimolo mandò a Como, per ricavare dal nianza le 12. storio di Gioseffo EMuseo di Monsig. Giovio molti ribreo, e tant'altre dipinte in Augu tratti di persone illustri, per arricsta: l'anno 1530. fece il ritratto a chire la sua nobilissima Galleria. Carlo V. e meritò una collana d'oro Vasari par. 3. lib. 2. fol. 279. Baldicon medaglia, e mercede maggiore nucci par. 3. sec. 4. fol. 170. di quella, che ricevette Tiziano in CRISTOFANO GHERARDI, detto il tutte tre le volte, che lo ritrasse. Docen) da Borgo S. Sepolcro, imSandrart fol. 224. parò da Raffaello del Colle, su solCRISTOFANO BRESCIANO, e Stefano dato, e poi cangiò la spada in penfratelli; vedi Cristosano Rosa. nello, divenendo universale Pittore CRISTOFANO CASOLANO di Padre in figure, in paesi, ed in grotteschi; Lombardo, nacque in Roma, e fu dipinse in Roma, in Napoli, in instrutto nella Pittura dal Cav. Po Perugia, ed in Firenze; visse 56. merancio; così bene s'approfittò anni, e morì in Patria, nel 1556. di quella maniera, che più volte Vasari par. 3. lib. 1. fol. 456. ajutò il Maestro: dipinse in varie CRISTOFANO LENDENARI, Lorenzo. Chiese di Roma: rimase colpito e Bernardino tutti di tal casato Modalla morte in fresca età. Baglioni donesi furono quei celebri Artefic. fol. 306. di tarsia, che con figure, con paeCRISTOFANO CASTELLI Parmigiano si, con lontananze, e con quadraè riferito dal Vasari par. 3. libr. 2. ture terminarono, l'anno 1465. il fol. 12 per la bella tavola, che l'anCoro della Cattedrale di Modona no 1499. dipinse nel Duomo di ParCroniche Lancillotto. ma. CRISTOFANO MAGNANI da PizzighetCRISTOFANO da Bologna dipinse nei tone (Castello nella via di CrePadri Celestini, ed in S. Maria di mona, sull'Adda) imparò da BerMezza Ratta, circa l'an. 1380. Masini nardino Campi, e fu d'immaginaf. 618. Bumaldi f. 239. Questo Cristotiva sì forte, che una sol volta vefano dal Vidri. f.22. è detto da Moduta qualche persona, a memoria dona, da altri da Ferrara. Il Vane formava somigliantissimo il risari par. 1. fol. 165. scrive, che a tratto: lavorò istorie a olio, e a concorrenza di Galasso da Ferrara fresco a competenza del Malosso di Giacomo, e di Simeone Pittori del Lodi, del Catapane, e del MaiBolognesi, dipinse nella Chiesa di nardi; morì in fresca età. BaldiMezza Ratta fuori di Bologna nucci par. 2. sec. 4. fol. 164. dalla Creazione di Adamo sino alla CRISTOFANO MAURER Tigurino scomorte di Mosè. Simeone, e Gialaro, e figlio di Jodoch, delineò como, in trenta scomparti, dipine descrisse tutt'i luoghi della Svesero dalla Nascita di Gesù Cristo zia; dipinse sopra i vetri; coi suoi sino all'ultima Cena, e Galasso codisegni servì varj Intagliatori; comlorì la Passione di N. S. Tutte quest' pose di poesia; scrisse, e disegnò diver 133 CRISTOFANO SCUARTZ lavorò belli diversi emblemi acutissimi; fu asquadri in Monaco, e fu bravo in sunto a Senatoria Prefettura, e moventore. Con sua invenzione Gio ri l'anno 1614. Sandrart fol. 243. Sadeler intagliò bellissime stampe CRISTOFANO PARMESE annoverato fra della Passione di N. S. Morì l'anli discepoli di Gio: Bellino, con Anno 1594 Baldinucci par. 2. sec. 4 drea Previtali da Bergamo, con fol. 204. dal Ridolfi par. 1. fol. 204. e Lattanzio da Rimini, con Rondichiamato Suarz scolaro di Tiziano. nello da Ravenna, con Jacopo Montagna, e con altri. Ridolfi part. 1. CRISTOFANO SERRA da Cesena, scolaro del Guercino, insegnò la Pitfol. 60. tura, ed il disegno a Cristofano SaCRISTOFANO RONCALLI dalle Pomevolini. M. S. rancie in Toscana, detto il Caval. Pomerancio, imparò in Roma da CRISTOFANO SOLARI, detto il Gobbo, Scultore Milanese, e fratello di Niccolò Circignano; tanto s'avanAndrea, lavorò a competenza di zò nella pittura, che meritò dipiAgostino Busti, e del Siciliano, nelgnere nella Capella Clementina di la Certosa di Pavia; e nella facVaticano il fatto di Anania, e di ciata del Duomo di Milano, l'ASafira, che cadono morti ai piedi damo, ed Eva, verso Levante, sodel Principe degli Apostoli, volgar no suoi lavori. Lomazzo, Vasari mente chiamato l'Altare della bup. 3. lib. 3. fol. 21. gia: fece i cartoni per diversi MoCRISTOFANO STATI da Bracciano Sculsaici, meritò da Paolo V. essere ditore, su alleyato nell'arte in Fichiarato Cavaliere dell' Abito di renze, lavorò in pubblico, ed in Cristo: vide la Germania, la Fiandra, l'Olanda, l'Inghilterra, e la privato in Roma: si diede poi a vendere, e comprare quadri, diseFrancia; carico d'onori, e di ric gni, medaglie, e cammei, ed in quechezze giunto di nuovo a Roma, sto mestiere consumò 62. anni, e la l'anno 1625. lasciò la spoglia morvita, che terminò circa il 1618. Latale, e dai Cavalieri, e dai Prosciò Francesco il figlio, chiamato il fessori, con pompa solenne, fu acBraccianese, che nella Scultura si compagnato a S. Stefano del Cacportò assai bene, e circa i 35. anco, ed ivi d'anni 74. sepolto. Bani morì, nel 1627. Baglioni f. 162. glioni fol. 288. CRISTOFANO ROSA, è Stefano fraCRISTOFANO STORER, o Stora Pittore di Costanza, imparò da suo telli Bresciani furono bravi quadrapadre, poi da Ercole Procaccino toristi dei suoi tempi; da CristofaJuniore, fu uomo pratico nel diseno nacque Pietro, che fu scolaro gno, e spedito nel dipingere a olio, di Tiziano, e valente nel dipignee a fresco: si trattenne la maggior re istorie, ma giovanetto, non senparte del tempo in Milano, dove za sospetto di veleno, o (come aldipinse nelle Chiese di S. Bernardo, tri dicono) di pestilenza terminò di S. Eustorgio, di S. Lorenzo, di col padre i suoi giorni, l'an. 1576 S. Bernardino, di S. Pietro CelestiRidolfi par. 1. fol. 255. Il Vasari nelno, della Pace, della Certosa di la par. 3. del lib. 1. a fol. 18. lo chiaPavia, ed in altri luoghi. Morì in ma Cristofano Bresciano, e lo de Milano d'anni 60. nel 1671. Sandrari scrive per uomo eccellente in dipifol. 320. gnere prospettive, cornicioni, maCRISTOFANO SUDENTI, con Tomschere, e cartellami, che sembravamaso, e con Pietro tutti dello stesno più tosto di rilievo, che dipinso casato, Fonditori Modonesi, futi; ne parla anco il Rossi a fol. 511. sero 134 sero Statue, Cannoni, e Campane. molte altre per la Spagna; e avFiorirono negli anni 1450. Vidriani vegnacchè nel suo tempo regnasse fol.97. ancora la maniera secca, pure da CRISTOFANO TENCALLA da Lugano, quella seppe scostarsi, operando asimparato, ch'ebbe il disegnare, e ſai più morbido de' ſuoi coetanei il dipignere in Milano, ed in VeDipinse più volte il ritratto del suo rona, andò in Germania, in MoraMonarca con applauso di tutta la via, in Ungaria, ed a Vienna, doCorte. Morì nell'anno 1600. ed ebve fece risorgere il buon fresco, da be il suo sepolcro nella Chiesa de' gran tempo in quelle parti perduPP. Borgognoni di Belem, un mito. Non solo fu dotato d'una braglio fuori di Lisbona. vura universale nel dipignere, ma CRISTOFORO MORETTO fu chiaro di tanta grazia, e di maniere sì Pittore al tempo dei Bellini, diseobbliganti, che da tutti fu teneragnò sul gusto di Raffaello, e colomente amato. Sandrart fol. 332. rì assai bene, secco però ne' con¶ CRISTOFORO AMBERGER, di NOtorni a imitazion del Bellini. Lorimberga, scolare di Giovanni Olmazzo a car. 405. Un quadro di lui bens, fu diligentissimo pittore d'iho veduto in Portogallo presso storie e ritrattista. Dimorò molto S. E. il Signor Conte di Taroca, e tempo in Ausburgo, dove si veg nella Chiesa di Monache dell'Umilgono molte opere fatte a imitaziotà in Venezia avvi una Tavola ne del Maestro. Morì nel 1550. grande di altare da esso dipinta, §. CRISTOFORO GARECA SALMERON, CRISTOFORO JACOBO VAN-DER scolare di Pietro Drenae, e nato in LOANE di Anversa studiò da sè la Crema, su buono e facile pittore Pittura senza. Maestri, e si formè Fece molte opere in patria si in una buona e graziosa maniera di pubblico che in privato; e nella dipingere conversazioni, balli, e caSacristia della Chiesa di S. Francepriccj contadineschi. Fece sua dimosco fece una bellissima Tavola colra in Ollanda, ove morì. Jacob Camla Natività di Nostro Signore. Trapo par. 2. a car. 10. sferitosi a Madrid altre opere diCRISTOFORO VELLA, di Cordova, pinse per quella Corte, e colà mofu ne' suoi primi anni alla scuola rì nell'anno 1666. avendo l'età di di Vincenzo Carduchio in Madrid anni 63. Palumino parte 2. a care buon inventore e disegnatore divente 358. ne. Fattosi maestro ritornò in paCRISTOFORO Leoni scolare di Cartria, dove molte opere fece, onde lo Cignani, indicato nella Vita di ebbe lode e fama, Morì di anni esso Carlo a car. 61. 60. nel 1659. Palom. par. 2. a car. 316. CRISTOFORO LOMBARDI, scultor § CRISTOFORO ZACINENA, nato in di grido Milanese, descritto dal LoValenza, scolare di Tiziano, da cui mazzo. Si crede lo stesso che Cristoad imitarlo ottimamente apprese. foro Gobbo. Ritornato in patria molte opere feCRISTOFORO LOPEZ, nato in Lisce degne di un valente allievo di bona, e discepolo del famoso Aloncosì grande maestro; quali in parso Sanchez Coeglio, fu un illustre ticolare son quelle da esso fatte nel pittore, che si meritò di esser creaMonistero di S. Michele. Mori nel to Cavaliere dal Re D. Giovanni 1600. di anni 60. Palumino a carIII. di Portogallo. Fece questo vate 358. lentuomo molte opere sagre per i! CRISTOFORO di Utrech, Pittor vaTempj di quel Regno, come pure lente, e scolare di Antonio Moro, coll'Am 135 Esengrenio Sensale di pitture, dicoll'Ambasciatore del Re di Portosperato terminò miseramente la vigallo D. Giovanni III. passò in Lifta. Oh quanti n'averebbe fatto imbona, e su ammesso al servigio di pazzire Damiano, se nei più begli quel Monarca, da cui su impiegaanni non l'avesse la morte privato in lavori, e creato Cavaliere to di vita! Ridolfi par. 1. fol. 202. dell'Abito di Cristo, e beneficato § Damina Damini Pittrice, sorella con una Commenda di 1500. Dudi Pietro Damini valente pittore, cati annui. Operando continuamenfece ritratti in piccolo ed in grante per le Fabbriche sacre, e per i de con bella e diligente maniera. Palagi Reali istorie e ritratti, si Mori in Castelfranco maritata ad acquistò il nome di Grande, essenun virtuoso Medico. Vedi Giorgio do comunemente chiamato il Gran di lei Fratello, di cui lasciò meVascho di Utrech. Fu molto inmorie il Cav. Ridolfi a car. 252 tendente di prospettiva, e le opere par. 2. di lui sono al dì d'oggi in grande DANESE CATTANEO da Carrara fu Poestima, per esser condotte alla mata, Scultore, e discepolo del Sansoniera di Pietro Perugino, e di Giovino; in Venezia d'anni 19. da sè vanni Bellino, ma con una finitezscolpi un S. Lorenzo di marmo eza più graziosa, e più morbida di sposto in S. Marco; fece varj ritratquel che si usasse in quei tempi. ti di pietra, e lavorò belle figure Mori l'anno 1557. di anni 59. Quein Padova, in Verona, ed in Venesta memoria è stata presa da un autentico manoscritto della famosa zia, dove operava nel 1570. Diede Libreria di S. E. il Signor Marchealle stampe gli Amori di Marfise d'Orisol Vicerè dell'Indie di Porsa, in ottava rima. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 246. togallo CROCCHIA di Urbino fiorì nel 1530. Fece in Verona nella Chiesa di S. Anastasia la stupenda Capella Fregoed ebbe fama di buon Pittore, asa tutta di sua mano con la statua vendo studiato nella scuola di Raf di Cristo di tutto, tondo nel mezzo faello. Baldinucci sec. 4. al decen. e ai lati due angeli, che mostrano i 2. fol. 235. misteri della passione di Cristo: il tutto con somma maestria e perfezione. DANIELLO BLOCK nacque l'anno 1580. DAMIANO del BARBIERE Pittore, e in Germania; imparò da Giacomo Scultore Fiorentino, andò in FranScherio; avanzato nella professione cia circa il 1544. e con i disegni della pittura, servì Cristiano IV. dell'Abate Primaticcio lavorò stuc Re della Dania, e Gustavo Adolchi, e bassi rilievi a Medone nel fo Re di Svezia. Durò la vita siPalagio del Card. di Lorena. Vasar. no agli anni 81. nel qual tempo il par. 3. lib. 2. fol. 214. fuoco gli consumò ogni sostanza, DAMIANO MAzza da Padova eccelEbbe tre figliuoli Pittori, cioè Emalente coloritore, contrafece mirabilnuello in ritratti, Adolfo in batta mente la maniera di Tiziano suo glie, e Beniamino, universale. SanMaestro, come nel Ganimede in Cadrart fol. 382. sa Sonzina in Padova, ed in altri luoghi. Il Gambarato Pittore ve- DANIELLO CRESPI Milanese studiò dal Cerano, poi da Giulio Cesare dendosi privo dei disegni di questo Procaccino: con la verità del natuValentuomo, avendoli venduti all rale 136 rale fece un impasto di buon coloSodoma, dipinse in quella di Balre, carnoso, di gran gusto, e che dassarre Peruzzi, e si perfezionò in tendeva in tutto, e per tutto al veRoma sotto Perino del Vaga, dopo ro. L'opere sue sopra i muri, e la morte del quale, d'ordine di Pasopra le tele pubbliche, e private pa Paolo III. terminò l'opere lain ritratti, e storie copiose, sono sciate imperfette nella Sala dei Renumerose; onde bisogna dire, che Lavorò ancora di stucco, e gettò fusse spedito, e pratico Pittore, se il Cavallo, e Statue di bronzo d'Enabbiamo riguardo al breve corso di rico II. Re di Francia; ma per le sua vita, che non giunse alli 40. sofferte fatiche restò atterrato dalla anni; morì con tutta la sua famimorte d'anni 57. e fu sepolto nella glia nel contagio di Milano, l'anCertosa di Roma, nel 1566. Leono 1630. M. S. nardo il nipote fu bravo Stuccato. DANIELLO CUNIO Milanese, scolarc. re. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 97. di Bernardino Campi, dipinse ope Sandrart fol. 152. re varie con i cartoni del Maestro, DANIELLO DUMOUSTIER Pittore del particolarmente in S. Barnaba di Re, faceva ritratti naturalissimi a Milano; nel Palagio del Principe pastello, si rese celebre ancora per Triulzio in Malèo dipinse le più fal'amore, che avea alla Musica, e mose imprese di Carlo V. Imperaper i libri, dei quali ne possedeva tore in compagnia di Girolamo del un Gabinetto considerabile: era doLeone: fu il Cunio eccellente nel tato di tale memoria, che si ricordipignere i paesi. Lamo fol. 57. e 80. dava di quanto leggeva, e particoDANIELLO de HEEL da Brusselles la larmente delle cose più rimarcabivorò bene in paesi, e dipinse egre li, che gli piaceva notare nei libri giamente fatti notturni illuminati medesimi. Filibien par. 4. fol. 268. dal fuoco, o dagli splendori della DANIELLO ENGELARD fu celebre'nell Luna, Sandrart fol. 311. incavare in pietre preziose, sigilli DANIELLO de POR, detto da Parma, cammei, e figurine molto lodate dal praticò con i scolari del Correggio Durero. Sandrart fol 229. e del Parmigianino, e si fece una DANIELLO PREISSLER nacque in Pramaniera molto piacevole al gusto ga, l'anno 1627. imparò dal Schiedegli Amatori della Pittura: vide blingo Aulico Pittore, girò la GerRoma, dipinse con Taddeo Zucchemania, e la Boemia, e si sermò in ri, e con altri Pittori: cercando io Norimberga, lavorando quadri di la di lui morte nell'Archivio della gran lode per le Chiese, e per le Rotonda di Roma, nei libri dei Morcase private. Fu la vita sua abti della Compagnia dei Virtuosi di breviata dalla morte, l'anno 1665. S. Gioseffo trovai la morte di DaSandrart fol. 385. nello da Volterra, seguita nel 1566. DANIELLO SAITER Tedesco, Cavalieed immediatamente nella susseguen re, e Pittore dell'A. R. di Savoja, te riga era scritta quella di Danielscritto al catalogo degli Accademilo de Por, nè altro si trova, onde ci di Roma, doye l'anno 1699. disi può credere, che morisse l'anno pinse sopra la Porta interiore della stesso. Vedi Taddeo Zuccheri. Chiesa nuova, con forte, e vaga Ne parla il Vasari nella 3. par. al maniera S. Gio: Predicante. Nac108. nella vita di Taldeo Zuccaro. que in Vienna d'Austria, e morì DANIELLO da Volterra (di Casa RICin Turino d'anni 63. nel 1705. CIARELLI) disegnò nella Scuola del Vedi pascoli 2. Tom. a c. 3170. nel 137 naturale. Aureo Gabinetto a carla Casa Eccellentissima Baglioni in te 293. Venezia si conservano opere di questo DARIO da Trevigi, scolare dello eccellente autore. (a) Squarcione, fu valente pittor de DANIELLO SECERS, della Compasuoi tempi. Vasari par. pr. a car gnia di Gesù, nato in Anversa, fu 491. dice che vivea negli anni 1500. il Principe dei Pittori di frutta Ridolfi a car. 68. lo fa scolare delL'Imperatore, l'Arciduca Leopoldo lo Squarcione Padovano. Guglielmo, il Re di Spagna, di DARIO POzzo, Pittor Veronese, Francia, e d'Inghilterra a gara lo oltre essere stato valente nell'arte, fecero operare, e come gioje care si è degno di ricordanza per essere tennero le pitture da esso fatte stato il primo Maestro di Claudio Enrico Federico Principe di OranRidolfi. Pozzo ne Pittori Veronesi ges, grandissimo dilettante di pittura, a grossissimi prezzi comperò mola car. 154. DARIO VAROTARI Veronese Matemati quadri di lui. In Lisbona il Co. tico, e Pittore, Scolaro di Paolo di Cocolino, il Marchese de Las MiCaliari. Dipignendo il soffitto d'una nas, e il Signor Duca di Cadava camera nel Palagio del Medico Acconservano di lui bellissime opere: quapendente sulla Brenta, si ruppe e due preziosi pezzi del sopradetto il primo palco, nel qual'atto invoSignor Marchese hanno di dentro cando M. V. del Carmine, si sentì quadrati di Vandych con due istoportare all'ultimo piano senza lerie sacre, che certamente son finisione: in segno di gratitudine volò tissime. Nella famosa Raccolta del a Padova all'Altare della Santissima Regio Escuriale di Spagna sonov Vergine, e mentre stava in atto di quattro quadri di questo Autore pos ricevere l'Abito Carmelitano, sorti ne' luoghi più cospicui di quelpreso da accidente improviso, in la celebre Galleria. Visse sino ad pochi giorni morì d'anni 57. nel una età avanzata nella Compagnia 1596. Lasciò Alessandro, e Chiara de' PP. Gesuiti di Anversa, riveri suoi figli chiarissimi nella pittura, to e splendidamente regalato per la come si è detto. Ridolfi par. 1. fol. virtù. L'Aureo Gabinetto scrive di 79 Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 164 lui, e dà il ritratto a car. 213. DANIELLO SORIAU d'Annover, con DAVID BALLI da Lione d'Olanda, con bravura, e con ispirito dipinse naPietro suo figlio, lavorò per ec turalissimi ritratti, e molti ne fece cellenza fiori, e frutti; dipin e an a penna. Sandrart fol. 311. cora lodevolmente le figure. SanDAVID BEEK Olandese, Ritrattista, e drart fol. 289. Pittore della Regina di Svezia in DANIELLO VANDYCK Franzese PittoRoma; dopo la morte della stessa re in ritratti, in istorie a olio, ed ritornò in Patria, dove finì i suoi a fresco, ed in architettura. Fu Pregiorni. Sandrart fol. 205. fetto della Galleria, e delle fabbriDAVID BOURDERELLE di Picardia Sculche del Serenissimo di Mantova. tore Regio, e Accademico di PariBorghini fol. 533. (c) gi, fu ricevuto nel giorno 31. DiDANIELLO VAN-HEIL, di Brusselles cembre 1688. nella medesima AccaPittore stimato di paesi con bellisdemia sime figure, d'incendj, e vedute da S. § DA(a) Di Daniello Saiter un pezzo istoriato vedesi nella Galleria di S. Maestà. (b) Di Daniello Segers ha S. Maestà quattro pezzi con fiori, ed uno a chiaroscuro. (c) Di cotesto Daniello ha S. Maestà un pezzo istoriato. 138 § DAVID CONICH Fiammingo, Pitto picciole figure, ed in animali. Sanre, e discepolo di Mons. Nicasio drart fol. 311. dipinse assai vagamente animali morFu nativo d'Anversa, vivea nel 1640. (a) ti, particolarmente uccellami. Tut§ DAVID RYCHART d'Anversa, disceti i dilettanti del suo tempo fecero polo di suo Padre dello stesso noa gara a chiedergli sue opere, e me; dipinse vedute dal naturale con partitosi da Anversa per portarsi a bellissime figure sì villereccie, che Roma, nel viaggio ebbe moltissime civili. L'Arciduca Leopoldo amò di commissioni. Arrivato finalmente in ornare i suoi gabinetti con le belle quest'alma Città, ivi stabilì il suc opere di lui, e lo stesso fecero alsoggiorno, acquistando sempre gri tri Principi, e Grandi di Europa. do, e fama maggiore. Vivea negli Dipinse con singolar maniera cose anni 1670. notturne illuminate da suochi, o DAVID DE HAEH di Roterdam, dicandele. Vivea negli anni 1640. pinse fiori, e frutti naturalissimi. Aureo Gabinetto a cart. 309. Visse in Utrecht, e morì l'anno DAVID TENIERS d'Anversa, scolaro di 1674. Aureo Gabinetto a cart. 142. Pietro Rubens, ed in Roma d'AdaDAVIDGHIRLANDAJO Fiorentino, framo Elzheimer; dipinse ritratti in tello, e scolaro di Domenico, dipicciolo, e lavorò in grande a fresco. pinse, e lavorò di mosaico per la Morì l'anno 1649. Sandr. fol. 281. Fa sua Città, e per la Francia: d'anmoso Pittore, oltre essere stato eccelni 74. morì nel 1525. ed in Santa lente nella sua maniera, ebbe granMaria Novella fu sepolto. Vasari de abilità nel contraffare qualunque par. 3. lib. 2. fol. 23. antico Maestro, e spezialmente il DAVID HESCLER figlio, e scolaro di Bassano, a segno di essere denomiSigismondo, lavorò in avorio pe nato Teniers Bassano. Le opere di eccellenza bellissime storiette, e filui sono stimatissime, e pagate a gure. Sandrart fol. 252. grandi prezzi. In Lisbona nella rara DAVID KLOKNER nacque in Anversa raccolta del Sig. Duca di Lasons l'anno 1629. Per la rarità della sua e Principe di Legny sonovi molti penna in disegnare, e scrivere su grandi pezzi di quest'Autore; tra i dichiarato Regio Cancelliero della quali due sono impareggiabili, che Svezia: lasciata indi la penna, e rappresentano nobili botteghe, neldato di piglio al pennello, imparò le quali si vendono quadri, ed alin Olanda il colorire sotto Giorgio tre anticaglie, quali sono così vaJacobè: ritornò in Svezia, e servì gamente dipinte, che ogni pezzetto la Regina Eleonora, che si dilettadi quadro esposto si conosce a priva di dipignere; passò a Roma, a ma vista essere di quell'Autore, Venezia, in Francia, ed in Inghil ch'esso ha avuto in animo di imiterra, per tutto accrescendo la sua tare, cioè di Paolo, di Tiziano, di bella maniera, vera, naturale, carVandych, di Rubens, e di altri nosa, ben tinta, e vaga: finalmensenza una minima alterazione del te l'anno 1661. chiamato in Svezia preciso carattere di ciascheduno, da Gustavo, gli fu sempre caro per Le medaglie poi, le statuette antile sue rare qualità, e virtuosi comche, ed ogni altra curiosità in essi ponimenti. Sandrart fol. 331. dipinta, ed a maraviglia rappresenDAVID RICCARDI, Pittore famoso in tata; e le figure de' Signori concorren (a) Di esso due pezzi istoriati sono presso S. Maestà, 139 de' migliori Scolari. Con grande carenti a far acquisto delle dette cupitale di sapere tornato alla Patria riosità, sono così naturali e finite operò molto in pubblico e privato, che nulla più. In quella Raccolta e fece somiglianti ritratti sul gusto si contano più di quindici quadri di Tizianesco. Mentre stava dipingenesso Autore, e del Figlio. (a) do in un quadro grande il Giudizio DAVID TENIERS, il Giovane, fiUniversale colle sette Opere della glio del sopradetto, imitò la manieMisericordia, fu colto dalla morte, ra e stile del Padre, copiando i quache il rapì nell'anno 1592. Baldidri di lui, che non si distinguono da nucci part. 2. sec. 2. a cart. 146. suoi. Non fu grande inventore, ma DERIK JACOBEZ fece ritratti somicon l'imitazione del Padre riuscì gliantissimi, e imitò esattamente la pittore di grido. Servì i Monarchi natura. Dipinse pure istorie, vedendi Spagna, e visse con splendore. dosi alle stampe nove pezzi copioDAVID VINKEBON nato in Anversa 1 sissimi di figure, rappresentanti la anno 1578. imparò da suo Padre, Passione di Gesù Cristo, intagliati dipinse in grande, ed in picciolo, e in legno di forma rotonda; come sopra vetri. Sandrart fol. 281. pure altra Passione di forma quaDE BAR da Vienna, fu Custode deldrata. Finì di vivere nell' anno 1567. la Galleria Imperiale, eloquente Ora Baldinucci sec. 4. fol. 191. nella vitore, e vago Pittore di fiori. Santa di Jacobo Corndiz. drart fol. 384. DERIK RAN DELEN Pittore OllanDELLO Pittore, e Scultore Fiorentidese, scritto al Catalogo de' Pittori no, lavorò picciole figure sopra le Fiamminghi. Aureo Gabinetto fol 281. tavole, e sopra gli armarj; andò DESIDERIO BA SETTIONANO Scultore nelle Spagne, e fu così caro al Re, Fiorentino, su dotato dalla natura che nel partire lo dichiarò Cavalied'arte più sublime di Donatello, re; ritornato alla Patria, ebbe gran il quale pigliò ad imitare: niunc di contrasti per la confirmazione de forse l'avrebbe superato, se la morsuoi privilegj, perlochè scrisse al Re te non l'avesse depennato dal libro il quale lo favorì presso quella Si de viventi circa il 1485. in età di gnoria, e ne conseguì il suo intenanni 28. e sepolto ne' PP. de' Servi. to. Ritornò poi nelle Spagne, do Vasari part. 2. fol. 323. ve dipigneva con il grembiale di DE VETTI Tedesco, mirabile in dibroccato d'oro, ed ivi in età di 49 pignere minute figure, come dal anni morì. Vasari part. 2. fol. 166. Sandrart fol. 385. DEODATO DELMONT nativo di Fiandra. Questi fu mantenuto in Italia DIANA MANTOVANA graziosa fanciulla, fu veduta l'anno 1568. in Mandai suoi Principi naturali in gio tova, con istupore del Vasari, inventù, per apprendere il disegno, e tagliare opere bellissime. Vasari part. fu conservato in vecchiaja dagli Stra3. lib. 2. fol. 13. nieri in varie parti, per le sue rare DIEGO CINCINATO nacque in Maqualità in Pittura, ed in Architetdrid da padre Italiano, Romolo di tura. D'anni 53. nel 1634. morì. nome, e Pittore del Re D. FilipSandrart fol. 303. po II. applicatosi alla pittura cogli ¶ DERIK BARET nato in Amsterdam stuinsegnamenti del Padre, grandi prodiò la pittura in Italia nella scuogressi fece nell'arte, nella quale de la del divino Tiziano, e riuscì uno S 2 side(a) Ventinove pezzi istoriati di questo Autore accrescono in qualche modo la doviziosissima Galleria di S. Maestà. 140 siderando il Padre che si perfezionasse, e pensando che a questa sua brama utile cosa fosse il farlo passare in Italia, a D. Fernandez de Bibiena Duca di Alcalà, destinato Ambasciatore a Papa Urbano VIII. perchè seco in Roma il conducesse raccomandollo. Appena colà arrivato, fece il ritratto del Pontefice sedente, con tanta soddisfazione dello stesso Papa, ed applauso di tutta la Corte, che fu tosto eletto Cavaliere, e regalato di una grossa catena d'oro con medaglia coniata. Indi impiegandosi con onore in servigio di Cardinali, e Principi; dopo non molto tempo soprafatto da grave malattia, vi lasciò la vita, e fu con grande pompa nella Chiesa di S. Lorenzo sepolto con le insegne di Cavaliere nel 1626. Palomino part. 2. a. cart. 288. DIEGO D'ARNOISO, Pittore di Camera di Filippo II. fu miniatore di credito, e ritrattista di picciole cose, Morì in età d'anni 53. Palomino tom. 2. fol. 240. DIEGO DI ROMOLO, che fu Pittore Italiano, e che servì Filippo II. con varj dipinti nell' Escuriale di Spagna, dove gli nacque Diego: questi attese alla pittura, e l'imparava in Roma nell' anno 1620. Butron fol. 122. DIEGO PERREIRA Portughese, fu stimatissimo Pittore di fuochi, incendj, Torri abbruciate, Sodome Purgatorj, e Inferni. Rappresentò anche figure rurali a lume di luna, o di candele; e dipinse paesi con picciole figure di ottimo gusto. Visse poveramente, e ad onta del continuo lavoro non potè mai migliorar la sua sorte. Nel fine di sua vita su raccolto per carità in casa di un gran Signore amatore dell' arte, che gli servi di rifugio nelle sue miserie, ed in cui settuagenario morì circa l'anno 1640. Ma quanto gli fu avversa la fortuna in vita, altrettanto ricercate furono le opere di lui dopo morte, e a prezzi riguardevoli sono state pagate in Francia, Inghilterra, ed Italia. In Lisbona moltissime opere di lui si veggono. Presso il Sig. Marchese Marialda evvi un incendio di Troja, e un Diluvio; presso il Sig. Conte D. Diego di Napoles un incendio di Troja con molte figure, e un Inserno; e presso il Sig. Conte di Asomar una Sodoma incendiata. In Casa del Sig. d'Almeida evvi un Gabinetto con più di sessanta pezar con fuochi, paesi, frutti, battaglie, burasche di mare, fiori, figure a lume di candela, tutti belli, ed eccellentemente espressi. II Sig. Giuseppe de Silva ha due tavole a lume di candela; ed un altro Signore, di cui ora non mi sovviene il nome, ha di lui diversi quadri dipinti in tavola sul gusto di Teniers: il Sig. Conte di Taroca un Inserno, che si può dir vero; il Sig. Antonio Varella una Sodoma, una Troja, un Inferno, ed un Purgatorio; il Sig. Giovanni Roderiquez una Troja, e una Sodoma; il Sig. Marchese d' Orisol due pezzetti colle stesse due Città incendiate; ed il Sig. D. Francesco di Mendoza sei quadri con frutta, che pajono vere. DIEGO POLO, Pittore Spagnuolo, ebbe un buon colorito, e fece molte opere nell'Escuriale a competenza de suoi nazionali, e nei regi Palagi di Madrid, e fece anche assai somiglianti ritratti. Morì giovine in età d'anni 40. nel 1600. Palcmino a cart. 267. DIEGO POLO gruniore, nato in Castiglia la vecchia, studiò la pittura sotto Antonio Lanchanes, e fattosi pratico, studiò sopra le rare pitture dell'Escuriale; indi portatosi a Madrid, ebbe molte occasioni di operare per le Chiese, e Palagi reali, facendo anche ritratti sul gusto di Tiziano; ma perchè indefesso. fesso ed infaticabile era nello studio, e nel lavoro, di soli anni 36. di vita mancò nell' anno 1655. non senza grave dispiciacere degli amatori dell'arte. Palomino a cart. 267. DIECO VELASQUEZ de Silva, naturale di Siviglia, Cavaliere dell'ordine di S. Jago, e di Camera del Re di Spagna, e Principe de' Pitto ri Spagnuoli, nacque l'anno 1594. da illustri Genitori, e nella prima età mostrando inclinazione alla pittura, al vecchio Herera fu data la cura di ammaestrarlo nella pittura il quale avvegnacchè di temperamento fosse non solo rigido, ma ruvido, e rozzo, pure attesa l'indole docile e costumata del giovane, con grande affabilità ed amore lo istruì; e vedendolo voglioso di più avanzarsi nella cognizione, lo consigliò a mettersi nella scuola di Francesco Pacheco, che in quel tempo per uno de' primi Pittori di Spagna spacciavasi. In casa del quale facendosi Accademia aperta del nudo, Velasquez frequentandola fece grandi progressi, e divenne uno de' migliori discepoli sì nel co'orito, che nel disegno Cominciò dal dipingere animali, frut ti, e paesaggi dal naturale; indi andando innanzi fece ritratti, figure, ed istorie con applauso degli intendenti. Fece in sua gioventù un quadro con un vecchio, che porge da bere ad un giovane, con tale intendimento di disegno, e così ben colorito, che fu comperato per ordine del Re, e posto nel Palazzo di Buonritiro tra le altre preziose pitture, ove tuttora si vede. Animato da così felice principio, si applicò a studiare il disegno della scuola di Roma, e il colorito Veneziano, che l hanno poi condotto a quella perfezione, che nelle opere di lui meritamente s'ammira, e che dalle penne più erudite di quel tempo in prosa ed in verso su degnamente encomiata. Arrivato colà Pietro Pau141 lo Rubens in qualità di Ambasciatore del Re d'Inghilterra, e col Velasquez in istretta amicizia e confidenza legatosi, diè chiaro a dive dere la stima, che di esso faceva Portatosi per ordine del Re in Ita lia per fare acquisto di Statue, e Pitture, e fermatosi in Venezia, dove diceva di aver trovato la vera minera della pittura; copiò la crocifissione di Cristo, grande e celeberrima opera di Tintoretto, posta nella Scuola di S. Rocco, e quella al Re suo Signore con altri preziosi quadri volle di sua man presentare. Di là partitosi alla volta di Roma, nel suo passaggio per Ferrara fu graziosamente accolto, e onorificamente trattato dall'Eminentissimo Sacchetti, che ivi per la S. Sede risiedeva Legato. Pervenuto a Roma dall' Eminentiss Barberini fu alloggiato nel Palazzo Pontificio ed onorato di carrozza e tavola, ed allora fu che disegnò tutte le opere di Raffaello, il Giudizio universale di Michelangelo, e le più rare pitture dei più rinomati Maestri. Oltre ciò fece molti ritratti di Cardinali, e Principi, espezialmente quello della Regina di Ungheria, per cui il credito e riputazione oltre modo si accrebbe. Ritornato in Ispagna, e ricevuto dal Re con segni di particolare stima, fu creato Ajutante di Camera, e Cavaliere della Chiave d'oro. Indi seguendo S. Maestà, passò in Aragona, dove sece molti bellissimi ritratti di Dame e Signori, e ritornato col Re a Madrid, dopo pochi mesi fu di nuovo rimandato in Italia, dove altri ritratti fece di grandi Personaggi, i quali tutti e per la sua virtù, ed avendo riguardo alla protezione, di cui godeva, come se stato fosse un Grande di Spagna, a gara onoraronlo. Ricolmo di onori, e di richezze ritornò a Madrid, ed in età d'anni 66. nel 1660. morì, e fu se 242 polto nella Chiesa di S. Giovanni santo luogo. Finezze de Pennelli Itacol decoroso accompagnamento di liani fol. 146. tutti i Cavalieri del suo ordine, e DIONIGIO FIAMMINGO (di casa CALgrande concorso di popolo. PalomiVART) giunse a Bologna con qualno tom. 2. fol. 321. Boschini nelle che pratica nel disegno, in particosue rime fol. 57. (a) lare in far paesi. Tanto gli piacqueDIETERICO BARENT, detto in Venero la Città, ed i Pittori viventi zia, il Sordo Barent, fu Letterato, che fermatosi con Prospero Fontana, Musico, Sonatore universale, Pittopoi col Sabbatino, si rese franco re, scolaro, ed amato come figlio nelle figure: partì poi per Roma, da Tiziano. Morì d' anni 48. Baldove copiò le Statue, ed i dipinti dinucci par. 2. sec. 4. fol. 146. migliori; ritornato a Bologna, aprì DIETERICO CORNELIO figlio, e sconobilissima Scuola, e fra gli altri laro di Giacomo bravo Pittore in discepoli ebbe Guido Reni. Il tem Amsterdam, vendette le sue pittupo gl' intercluse la via a gloria re a gran prezzo sino all'anno 1567. maggiore, perchè lo depositò nella in cui d'anni 70. morì. Sandrart Chiesa de' PP. de' Servi l'anno 1619. fol. 205. Malvasia lib. 2. fol. 249. DIETERICO MAIJR Tigurino, nacque Nella famesa Raccolta di Pitture dell' di nobili Parenti, e riuscì d'ingeEccellentiss. Sig. Conte di Villa Nova gno sublime nel dipignere sulle tein Lisbona si conserva di questo gran le, sopra muri, sopra vetri, e nell' Maestro, Cristo nel Tabore, ad imitaintagliare; diede alle stampe un Lizione di Raffaello nel Quadro famobro dei ritratti degli Uomini più so di S. Pietro Montorio di Roma. illustri della sua Patria, perlochè DIONIGIO GUERRI Pittor Verone l'anno 1600. fu onorato dal Senase, scolare, ed imitatore di Dometo col titolo di Cameriere, e Prenico Fetis, arrivò a disegnare, e fetto della Camera Senatoria. Di colorire con tanta franchezza, che anni 87. morì nel 1658. Furono suoi molti prendono le opere di lui per figli Ridolfo insigne nel disegno, e quelle del Maestro. Nella Sacristia nell'intaglio: questi morì d'anni 33. di S. Eufemia de' PP. Agostiniani nel 1638. Gio: Giacomo Pittore sovedonsi di sua mano quattro quapra i vetri fu assunto nel Collegio dri di gusto squisito. Molte Opere de' Senatori, e morì d'anni 50 di questo Autore si vedevano una Corrado Pittore, ed Intagliatore nac volta nelle case private, ma ora que l'anno 1618. Sandrart fol. 245. più non si trovano, essendo state DIONIGIO BATTAGLIA Pittor Vecomperate per i Gabinetti de' Sironese, che fioriva negli anni 1547. gnori, e portate fuori d'Italia. Fiodipinse nelle Chiese della sua Città, riva nel 1630. come in quella di S. Eufemia la Ta- DIONIGIO MISERON Intagliatore in vola di S. Barbara. Pozzo a car. 57. gemme, imparò da suo Padre, e DIONIGIO BUSOLA Scultor Milasuperò tutti i Professori de' suoi nese, s'immortalò per le belle opetempi. Sandrart fol. 343. re fatte nella principal Chiesa del DOMENICO AIMO Bolognese, detto il Monte di Varallo, avendo con bizVarignana, Scultore in Roma, e zarra invenzione ornato tutta la Canella Santa Casa. Bumaldi fol. 351. pella di Statue, lodate da chiunque Il Masini fol. 618. tiene, che abbia colà si porta per divozione di sì lavorato di marmo le Statue dei quat(a) Di quest'Autore evvi presso S. Maestà un ritratto, che su di Modena. quattro Protettori nella Chiesa di S. Petronio di Bologna, e nel Campidoglio Romano l'Immagine di Papa Leone X. Fiorì nel 1530. DOMENICO AMBROGI, detto Minghino del Brizio, che gli fu Maestro, e si fece ajutare in varie manifatture; feracissimo nel disegno, e copiosissimo nell'invenzione, lavorò in varj Palagi, e Chiese della sua Patria di Bologna; intagliò diversi rami in grande, e fu universalmente amato. Malvasia part. 3. fol. 544. DOMENICO BARONI in S. Giovanni de Fiorentini in Bologna dipinse S. Giovanni Battista. Passeggier Disingannato a car. 209. DOMENICO BARTOLO Fiorentino, nipote, e discepolo di Taddeo, dipinse con migliore pratica, e con maggior copiosità del Zio prospettive, ed ornamenti. Fu Uomo gen tile, modesto, e liberale. Liorì circa il 1436. Vasari par. 1. fol. 148. DOMENICO BELTRAN, nativo della Città di Vittoria nelle Spagne, sotto periti maestri studiò la statuaria e l'architettura, e dell'opera di lui si valse il Re Filippo II. per ornare di statue il Regio Monistero del l'Escuriale. Veggendolo così abile i PP. Gesuiti del Collegio di Alcalà lo persuasero ad entrar nella Compagnia, e benché sacerdote, opera re lo fecero per le loro suntuose fabbriche. Mori nell'anno 1590. Palomino par. r. sogl. 261. DOMENICO BECCAFUNI Sanese, detto Macarino. Questo povero pastore passò dal bastone al pennello nella Città di Perugia, sotto Pietro Perugino, poi andò a Roma, dove tanto s'invaghì del dipïgnere di Raffaello, e del Buonaroti, che giurò volerli seguire, e sebbene ritornato alla Patria entrò nella Scuola del Sodoma, non lasciò però egli mai il genio Raffaellesco, e Michelagnolesco. Fu copioso, e capriccioso nei 143 suoi componimenti in pittura, in getto, in marmo, ed in istampe a bulino, ed acqua forte. Lavorò in Roma, in Genova, ed in Siena, dove d'anni 65. nel 1549. fu sepolto nel Duomo, tanto da lui abbellito nel pavimento, e negli Altari. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 373. DOMENICO BECERI Fiorentino, scolaro di Domenico Puligo, adoprò i colori con pulizia, e con bella maniera; dipigneva nel 1527. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 112. DOMENICO BETTINI Fiorentino nac que l'anno 1944. Ebbe per primo Maestro del disegno Jacopo Vignali. Desioso di girare il Mondo variò diverse Città, e dopo molti anni si fermò in Roma, ripigliando gli studj di pittura sotto Mario Nuzzi, detto Mario dai Fiori, ed in fatti in fiori, in frutti, in pesci, in uccelli, ed in quadrupedi ha operato mirabilmente per molti Principi, e Cavalieri, particolarmente per il Serenissimo di Modona, col quale fermossi 18. anni. Il mirabile dei suoi copiosi componimenti è il vedere la nuova invenzione dei siti veri, e ben ricercati, per far campeggiare in rigoroso innanzi, e adietro l'opere sue, che sono lontane da quel fondo, e campo oscuro usitato da tanti Pittori. Questo Virtuoso morì in Bologna il dì 3. Novembre 1705. sepolto nella Chiesa di S. Tommaso del Mercato. DOMENICO BISSONI Scultore native di Venezia, ma in Genova, dove sempre dimorò, chiamato il Veneziano; lavorò in legno, ed in avorio sì belli Crocefissi, ed Immagini, che ogni Principe, Chiesa, Oratorio, o passaggero sospirò qualche sua manifattura. Morì in Genova l'anno 1039. Lasciò degno seguace dell'opere sue Gio: Battista il figlio, Soprani fol. 329. DOMENICO BRANDI Napoletano, buon disegnatore, ed ottimo colorito 144 re, nel dipingere dal naturale in picPadri Serviti di Firenze, intagliata colo figure, uccelli, animali, ha il da Raffaello da Monte Lupo. Borprimo luogo tra quelli che di tali ghini fol. 426 cose dipingere fan professione. S. E. DOMENICO dalli CAMMEI Milanese: suil Signor Conte di Harach Vicerè celebre nello scolpire in pietre predi Napoli lo ha dichiarato suo pitziose verisimili ri tratti; fece il Dutore, e gli fa l'onore di amarlo e ca di Toscana, e Lodovico il Modistinguerlo. Vive in Patria. ro in un Balascio, della grandezza d'un giulio, che fu cosa rara in DOMENICO BRUNI Bresciano, scolaquei tempi. Vasari par. 3 lib. 1. fol. 291. ro di Tommaso Sandrini nella quaDOMENICO de PARIS, ed Orazio di dratura, nelle prospettive, e nei colui fratello furono scolari di Pietro lonnati. Fu valentuomo, come si Perugino, e lavorarono nella loro può vedere nel Coro del Carmine Città di Perugia, e per quei condi Brescia, che compì l'anno 1634 torni vaghe pitture. Fiorirono nel Morì d'anni 75. nel 1666. Ne par1520. Vasari par. 2. fol. 420. lano con degna memoria lo Scanelli, il Ridolfi, il Cozzando, e l'A- DOMENICO del BARBIERE Pittore Fiorentino, eccellentissimo Maestro di veroldi a fol. 144 stucchi, e famoso disegnatore, co DOMENICO CAMPAGNOLA Veneziame confermano le sue stampe, che no, scolaro di Tiziano, lasciò belgirano per il Mondo, con universale memorie di sua mano dipinte nelle stupore. Ajutò il Rosso nelle Reale Chiese, e nei Palagi di Venezia. li Gallerie, e nei Palagi di Francia, Lavorò con diligenza a olio, ed a dove gran tempo dimorò. Vasari fresco: toccò i paesi per eccellenz: par. 3. liv 1. fol. 216. alla Tizianesca. Ridolfi part. 1. DOMENICO del MONTE S. Savino Sculfol. 73. tore, e scolaro d'Andrea ContucDOMENICO CARNOVALE Pittore, ed ci. Poco dopo la morte dell'ama Architetto in Modona, a olio, ed to Maestro, che seguì nel 1579. a fresco lasciò infinite prove del l'accompagnò al Sepolcro. Vasari suo ameno pennello in quella Citpor. 3. lit. 1. fol. 128. tâ; dipinse tanto al naturale l'architettura, che ingannò gli uccelli, DOMENICO di POLO Fiorentino samoso Maestro d'incavo, ritrasse in pieed i Pittori. Travagliava nel 1564. tre preziose con somma franchezVidriani fel. 100. za illustri Personaggi. Fu scolaro DOMENICO CARRETTI Bolognese gran di Gio: dalle Cormole. Visse 65. tempo dimorò in Brescia, e dianni. Vasari par. 3. l b. 1. fol. 295. pinse belle storiette; ultimamente comparve in pubblico con un DOMENICO FERRERIO Romano, scolaro di Bastiano Torrigiano: con quadro, di M. V. che con monile sodo disegno s'applicò a lavorare d'oro orna il seno a S. Teresa, c sì bene d'intaglio, e fondere in si vede nella Chiesa di S. Piebronzo, che fu eletto da Papa Paotro in Oliveto: ritornato alla Palo V. per la fabbrica della Capella tria ha dipinto in pubblico, ed in Paolina in Santa Maria Maggiore privato: ha un fratello, che dipi di Roma, con Pompeo Targone, gne al naturale fiori, e frutti. ACammillo Mariani, Guglielmo Berveroldi fol. 2 6. tolot, Stefano Maderno, Egidio MoDOMENICO CONTI Fiorentino Pittoretti, Ercole Curtis, ed Orazio re, e scolaro d'Andrea del Sarto Censore. Morì l'anno 1630. Baglio al quale per gratitudine eresse una ni fol. 125. memoria di marmo nella Chiesa dei Do 145 dosi il merito d'Architetto di Siste DOMENICO FETI Romano scolaro del V. Per ordine di questo Pontefice Cav. Cigoli. Dal Card. Ferdinaninalzò gli Obelischi Vaticano, Lado (che poi fu Duca di Mantoterano, ed alla Porta del Popolo; va) a quella Città condotto, prarestaurò le colonne Trajana, ed Anticò l'opere di Giulio Romano, toniana; condusse a Roma l'acqua ne divenne bravo imitatore. Andò Felice, ed in premio di tante fatiche poi a Venezia per dilatare la mameritò il Cavalierato dello Sprone niera, e rinforzarsi nel colorire d'oro, col titolo di Nobile Romama tanto s indebolì con i disordino. Chiamato a Napoli fu onorani, che d'anni 35. correndo il 1624. to da quel Vice-Re col nome d'Arivi lasciò la vita. Dispiacque al Se chitetto Regio; ivi ridusse molte renissimo tal perdita, e per l'amofabbriche impersette a perfezione: re, che gli portava, chiamò a sè morì d'anni 64. da tutto Napoli una di lui sorella Pittrice da Rocompianto. Bellorio fol. 141. ma, e la fece Monaca; arricchì DOMENICO GARGIUOLO, detto lo quel Monasterio di vaghe, e belle Spotaro, Pittor Napoletano, dipinpitture. Mariano Feti fu anch'esso se con franchézza ed ottima macPittore, ma non so, se fusse pachia. Tra le opere da esso eseguite rente di Domenico. Baglioni fol. si distinguono quelle dipinte nella 155. (4). Chiesa di Monache di S. Maria delDOMENICO FIASELLA, detto in Gela Sapienza, citate dal Celano nelnova il Sarezana, dalla Patria, in cui nacque, imparò da Aurelio Lo le Notizie di Napoli, par. 1. fomi, poi da Gio: Batista Paggi Imglio 35. petrata dal padre l'andata a Ro- DOMENICO, GhIRLANDAJO, Orefice ma, fece esattissimo studio sopra Fiorentino, di casa Curradi, ma quei dipinti, e sopra le sculture, sicdetto Ghirlandajo, perchè superò chè entrò a compagnia col Passiogni altro artefice nel formare le guano, e col Cav. d'Arpino. Nei ghirlande ( ornamento solito in quei ritratti fu mirabile, e molti ne fetempi per il capo delle fanciulle. ce a memoria. Dal Principi di GeDisegnava per eccellenza; perlochè nova successivamente ebbe l'incum lasciata l'arte del padre, sotto Alesbenza sopra l'opere pubbliche. La sio Balduinetti principiò a dipignevorò sempre d'una lena instancabire, e ben presto fu ricercato per i le, sino agli anni 80. nei quali moluoghi pubblici a tignere muri, rì. Lo piansero i parenti; i discetele, Chiamato a Roma da Sisto poli, e l'arte stessa languì nella IV. in compagnia d'altri Maestri perdita d'un tanto Pittore. L'andipinse la Capella Pontificia. Senno 1669. fu sepolto in S. Maria za squadra, o compasso copiò, e della Pace. Erede del suo studio fu dipinse perfettamente l'architettuGio: Batista il nipote, che attese re. Lavorò con diligenza, e con all'arte. Soprani fol. 245. nuova invenzione di mosaico: ebbe DOMENICO FONTANA nacque l'anno molti scolari, fra i quali il famo1593. in Milì (Terra sopra il Laso Buonaroti, Ridolfo il figlio, Dago di Como). Con Gio: Architetto vid, e Benedetto fratelli, che in S. suo fratello maggiore studiò in RoMaria Novella gli diedero onorema l'opere del Buonaroti, gli edivole sepoltura l'anno 1493. toccaficj antichi, e moderni, acquistanva li 44. di sua età. Vas. par. 3. fol. 361. Do(a) Di Domenico Feti sono presso di S. Maestà dodici pezzi istoriati. 146 DOMENICO GIUNTALOCCHIO da Prani, di lui Maestro, nel vedere la to ſcolaro di Niccolò Soggi, il quaferacità, l'erudita intelligenza, con le l'amò come figlio, e gl'insegnò la quale compiva i vaghi scorci l'architettura, la pittura, e il faintrodotti nei suoi pittorici comre ritratti. In Roma trovò buona ponimenti. Fu adoperato in Rofortuna con l'Ambasciadore di Porma, ed in Bologna in opere magnitogallo, che lo mandò a D. Ferranfiche; e maggiori se ne sarebbero te Gonzaga Vice-Re di Sicilia, pe vedute, se d'anni 51. non fusse dal mondo partito. il quale operando di fortificazione, di machine, e di pitture, fu trat- DOMENICO MARIA FONTANA oriontato, e servito alla grande. Passando da Parma, ma di Scuola Bolodo poscia Governatore a Milano gnese, con Veronica sua figlia inseco lo condusse, ed ivi fu l'arbi tagliò molte stampe. Altro di simil tro delle grazie d'un tanto Princinome, vedi Domenico Fontana. pe. Morto D. Ferrante, ritornò doDOMENICO MARIA FRATTA studiò vizioso alla patria, dove stabilì un nelle scuole de' più rinomati pittofondo di dieci mila scudi, col frutri della sua patria Bologna, ed in to dei quali ordinò si dovessero manquella del Cav. Donato Creti pertenere giovani Pratesi allo studio fezionossi, e riuscì uno de' migliori disegnatori del nostro secolo. della pittura, e poco dopo morì Nulla curandosi di dipingere, a diavanzato in età. Vasari par. 3. segnare a penna unicamente attese lib. 1. fol. 202. e con tal esito, che i disegni di lui DOMENICO GRECO Pittore Spagnuonon solo per le principali Città di lo. sebbene le sue pitture non sono troppo finite, nella proporzionata Italia, ma per l'Inghilterra, Frandistanza però sono di tal piacere, cia, e Polonia si sparsero. Vive in patria stimato, e l'Accademia Cle che meritò entrare nell'Escuriale mentina gli ha fatto l'onore di scridi Spagna con opere sue. Butron verne la Vita fol. 121. DOMENICO GULDI nato in Massa di DOMENICO MARIA MIRANDOLA Bolognese, uno di quei Capi, che diCarrara, l'anno 1628. fu Scultore, sgustatosi con i Caracci non solo stimato in Roma per le moltiplicaaderì a Pietro Facini, ma gli diete opere, che si vedono nei Temde luogo nella propria caſa, per pj, e nei luoghi pubblici, sugl'in piantare la nuova Accademia, detsegnamenti del suo dilettissimo Mae ta del Facini, dopo la morte del stro Alessandro Alnardi: morì l'anquale proseguì col nome dell' Accano Santo scorso 1700. demia del Mirandola. Questa fu arricDOMENICO LANETI Pittore, nel 1500 chita di rilievi, di scheletri, di torfioriva in Ferrara con gran nome, si, di teste, e disegni, dalio Spabenchè la sua maniera fusse un po da, dal Valesio, da Andrea Lungo co antica. Vasari parte 3. libro 2. da Ravenna, dal Castelli, e dal Pofoglio 2. sterla, e vi lessero per due anni la Fu maeſtro di Benvenuto di Garofa Matematica Antonio Castaldi, e lo. (a) Giacomo Landi. Malvasia parte 3 DOMENICO MARIA CANUTI nacque fl. 150. in Bologna l'anno 1623. portò dalDOMENICO MARIA MURATORI BOla natura la maestria di Pittore, lognese nato l'anno 1661. imparò se più volte fece stupire Guido Rel'ar(a) Di questo Domenico ha S. Maestà un pezzo grande istoriato. 147 rali, e toccò per eccellenza gli aniParte dell'Orefice, poi nella Scuomali: si legga il Boschini a sol. 610. la di Lorenzo Pasinelli il disegno: entrato in Roma godette l'onore di DOMENICO MORA Pittor Ferrarese fioriva negli anni 1570. Nella Chiecomparire nella Chiesa di S. Fran sa di S. Paolo di detta Città si vecesco a Ripa, con la tavola, e con dono di sua mano due grandi qualaterali di vago colorito all'Altare dri di maniera prezzabile di S. Gio: da Capistrano, ed in altri luoghi, particolarmente in S. DOMENICO MORONI nacque in Verona l'anno 1430. imparò da alcuGio: Laterano, dove d'ordine di ni scolari di Stefano Veronese, fuN. S. ha dipinto il Profeta Nahum. rono l'opere sue di stima, e crediDOMENICO MARIA VIANI figlio, e to, come si può vedere da quelle scolaro di Giovanni, nacque in Bo dipinte in S. Bernardino della sua logna l'anno 1670. fatto pratico nel Patria, ove in vecchiaja fu sepoldisegno, studiato ch'ebbe in Patria to. Lasciò erede della virtù, e deled in Venezia, passò al maneggie le sue facultà Francesco il figlio dei pennelli, coi quali dipinse opeVasari par. 3. lib. 1. fol. 268. re molto gradite, sì per la forte maDOMENICO PARODI figlio di Filippo niera, e gradito colore, come per Scultore Genovese, il quale insegnò i bene studiati contorni. Nei suoi i principj del disegno al figlio, coi dipinti scuopronsi molte osservazioquali pervenuto a Roma tanto s'apni del Guercino, e dei Caracci, colprofitto, che l'anno 1698. entrò le quali erudi il gran quadrone cocon un quadro nella Chiesa Nuova pioso di 50. figure al naturale, rap a competenza di molti altri Pittopresentante M. V. ed i Santi Proterri, che furono Lazzaro Baldi, Giotori d'Imola, che liberano quella seffo Ghezzi, Monsù Daniel Saiter, Città dal contagio, esposto nella e Gioseffo Passari. Ora vive in Chiesa dei Servi; e molti altri per Genova felice. Signori diversi. Fu savio Pittore, ed amorevole Maestro, il quale eb Morì l'anno 1740. in Genova, in età avanzata. be sempre fiorita scuola. Invitato a Pistoja l'anno 1711. per dipingere DOMENICO PASSIGNANI Fiorentino imparò da Federico Zuccheri; tan la volta della Chiesa degli Angeli, to s'avanzò nella pittura, che è Monache Benedettine nere di Sala, gloria singulare di questo degno quantunque fusse disuaso dagli amipittore l'avere tre opere di sua maci a non partire dalla Patria, stanno in S. Pietro di Roma, cio? S. te i suoi mali ipocondriaci, che Tommaso, che pone il dito nel cospesse volte l'opprimevano, egli stato del Redentore, la Presentaziovolle andare, e dato principio al ne di M V. al Tempio, e nella lavoro, aveva già terminate due Clementina, la Crocefissione di S. figure, quando assalito dalla febPietro, per la quale fu dichiarato bre, ivi di etisìa morì nel primo di Cavaliere da Clem. VIII. Servì Pao Ottobre, e fu sepolto nella Chiesa lo V. in Laterano; morì in patria dei Padri Filippini. La vita di lui ottogenario, l'anno 1638. Lasciò su descritta, e data alle stampe di nobilissimo studio di medaglie, di Bologna da Gioseffo Guidalotti Frandisegni, e di cose antiche. Bagliochini nobile Bolognese, l'anno 1716. ni sol. 331. Lasciò Domenico, Filippo il fratello, il quale con non poca felicità In S. Marciliano di Venezia nella capella magiore dipinse in un quadro attende alla quadratura. la Crocifissione di Cristo. DOMENICO MAROLI ebbe geni pasto Do 148 DOMENICO PETRI di Arezzo, didiletto di questo grazioso Pittore scepolo dell'Abate D. Bartolamec fu il fingere sopra le tele tavole della Gatta, fu pittore degno di medi legno, nel mezzo delle quali dimoria per molte opere fatte sì in pigneva paesi, vedute, lettere, carpatria che fuori, e lavorò ante stampate, o da giuoco, bicchieche di miniatura con vago ed esatri, scattole, disegni, pettini, colto stile. Morì nel 1461. Vasari tom. telli, calamaj, penne, animali, ed pr. a car. 356. nella vita di D. Baraltre cose, il tutto così bene somitolameo miniatore. gliante al vero, che l'occhio resta DOMENICO PIOLA Genovese allievo va ingannato, e la mente delusa, di Pellegrino suo maggior fratello nel credere essere naturale quello che mori nel 1640. Sebbene dal dech'era dipinto. Molte di queste ofunto non riportò se non i primi pere sono sparse per le Gallerie. principj, con istudio assiduo, e coi DOMENICO RICCI Veronese, detto il propri sudori s'avanzò per la via Brusasorci, perchè il padre fu indella perfezione. Morì l'anno 1703. ventore di varj ordegni per pren Soprani fol. 150. dere i sorci: da sè lavorò molte fiDOMENICO POGGINI uomo non solo gure, ed intagliò in legno, poi envalente nella Scultura, negl'imtrò nella Scuola del Carotto al dipronti di monete, nelle medaglie, segno, ma essendo perspicace d'ine nel fondere di bronzo, ma anco gegno, facile, ed erudito nei suoi bravo Poeta: molto s'affaticò colsoggetti, superò il Maestro. Andò la penna, e collo scarpello nell'oa Venezia per vedere i dipinti di norare il catafalco del Buonaroti. Tiziano, e di Giorgione, ed ivi agVasari par. 3. lib. 2. fol. 205. grandì la maniera si a fresco, come DOMENICO PULIGO Fiorentino, ac a olio. Condotto a Mantova dal curato nel disegno, vago, e puli Cardinal Gonzaga, dipinse in Duo to nel colorito, fu discepolo di Rimo a competenza di Paolo Verodolfo Ghirlandajo, ed amico di Annese, e del Farinati. Sonava così drea del Sarto, col quale conferiva bene il Leuto, che rapiva. Nel i suoi pittorici componimenti, traen1567. morì d'anni 73. Ridolfi par. done ajuto, e consiglio: lavoro 2. fol. 105. molte opere per Firenze, e per i suoi DOMENICO ROMANO ajutò gran temcontorni, particolarmente Ritratti po il suo Maestro Francesco Salviae Madonne, le quali a maraviglia ti in Roma, ed in Firenze: fiorì conduceva: dedito più ai passatemnel 1550. Vasari par. 3. libro 2. pi, che allo studio, non passò gli fol. 96. anni 52. di sua età, e morì nel DOMENICO SANTI Bolognese, detto 1527. Vasari par. 3. lib. 1. sol. 110. Mingaccino, scolaro d'Agostino MeDOMENICO REMINALDI, Pisano telli, su ferace, spedito, fondato, famoso artefice di figure intagliate e pastoso Maestro di quadratura, in legno, tra le quali ricordanza stimato non solo dalla sua Città, merita la coronazione della gran ma da tutt'i Principi di LombarMadre di Dio attorniata da molti dia, i quali con somma lode serAngeli, fatta nel Duomo della sua vì, massimamente il Duca Sforza Patria. Altre opere fece in pubbliche lo creò Cavaliere. Morì d'anco ed in privato, e in età di an ni 73. nel 1694. e fu sepolto in S. ni 42. morì nel 1637. Baldinucci Benedetto sec. 5. fogl. 228. DOMENICO SCORTICONE Lombardo. DOMENICO REMPS Fiammingo .. II allievo di Taddeo Carlone, fu Scultore tore, ed Architetto insigne in Genova, dove lasciò molte opere scolpite, e varie piante di palagi sopra suoi disegni innalzati. Aggravato da flussioni catarrali passò a miglior vita in età virile in Genova. Soprani fol. 295. DOMENICO TEMPESTI Pittore, e Intagliatore Fiorentino, nacque l'anno 1652. Studiò sotto Baldassare Franceschini, dal quale imparò il disegnare, ed il dipingere, fece bel lissimi ritratti al naturale di pastelli. Desioso d'imparare d'intagliare al bulino, l'anno 1675. dal G. Duca Cosimo fu mandato a Parigi, ed imparò da Roberto Nanteuil: que sti, dopo due anni, morto che fu passò sotto Gerardo Edelenk Fiammingo. Ritornato in patria, dal suo Principe gli furono assegnate Stanza, e provvisione nella Reale Galleria, dove travagliò col bulino, e con l'acqua forte: ripigliati poi i pennelli, ed i pastelli passò a Roma presso Carlo Maratti, che lo protesse, ed ivi consumò dodici anni, dopo dei quali fu condotto a Londra dal Milord Exiteù; andò in Irlanda, in Olanda, d'indi a Duneldorff, dove fece i ritratti di quegli Elettori, dai quali fu larga mente rimunerato. Ritornò in Olanda, varcò la Fiandra, e giunse a Parigi, e per tutto lasciò qualche memoria di se stesso. Ridotto in Patria vive provvisionato nella Reale Galleria operando col pennello e con i pastelli, o con intaglio al bulino, sopra di cui pensa di dare al pubblico un Trattato con le osservazioni di altri eccellenti Professori. DOMENICO TENTORETTO Veneziano, di Casa Robusti, figlio, e scolaro di Jacopo: sebbene non arrivò al padre, lo seguì almeno con tanta bravura, che dell' opere sue alcune sembrano del Maestro. Nella Sala del Maggior Consiglio dipinse varj 149 fatti Veneti, ritrasse Regine, Duchi, Principi, ed infiniti nobili in Ferrara, in Verona, in Brescia, ed in Venezia; si dilettò di Poesia: ebbe bellissimo studio di rilievi, di modelli, e disegni, i quali lasciò a Sebastiano Cassieri Tedesco suo amato discepolo. Mancò nel 1637. in età d'anni 73. e su sepolto vicino al padre. Ridolfi par. 2. fol. 263. DOMENICO TEOSCOPOLI, detto comunemente il Greco, per essere nato in Grecia, fu discepolo di Tiziano, e nelle sue prime opere grande imitatore di esso; del che chiara prova ne danno le opere da lui fatte per le Chiese di Madrid, e del Regno, e spezialmente la Crocifissione di Cristo posta nella Sacristia della Chiesa principale di Toledo, che è veramente un' opera mirabile; oltre a molti ritratti sul gusto di Tiziano fatti ad istanza di Principi, e Signori. Ma come la natura degli uomini è instabile, avendo in animo di migliorare la sua prima maniera, da quella scostandosi, ne abbracciò un'altra così sconcia e cattiva che gli fè perdere tutto il credito acquistato, e diede occasione a quella comune voce, che delle sue prime opere non si poteva far meglio, e delle seconde non si poteva far peggio. Perduta la stima, e concetto in età di anni 67. perdette eziandio la vita nel 1635. ed ebbe sepoltura nella Chiesa di S. Bartolameo di Toledo. Palomino tom. 2. fogl. 285. DOMENICO TIBALDI, di Casa Pellegrini, figlio, e scolaro di Pellegrino, detto Tibaldi, riuscì Pittore, Architetto, ed Intagliatore in rame, come da tante sue carte, alle quali non usò mettervi il nome. Visse 42. anni, e da numerosa prole fu accompagnato per la sepoltura alla Chiesa della Santissima Nunziata di Bologna l'anno 1582. Malvasia par. 3. fol. 200. Do 150. DOMENICO VENEZIANO, dopo i laspirato da varie Città, in particovori di Loreto, e di Perugia, si lare da Roma, ove aprì Scuola, e portò a Firenze, dove dipignendo da Napoli ove chiuse gli occhi, e a concorrenza d'Andrea del Casta nell'una, e nell'altra Città in pubgno (al quale aveva insegnato il blico, ed in privato lasciò memo colorire) una notte mentre stava rie insigni del suo fecondo ingegno cantando, e sonando il Leuto alla ed erudito pennello. Non senza sosua innamorata, fu ucciso dall'inspetto di veleno d'anni 59. corvidioso, ed ingrato scolaro circa il rendo il 1641. nella Cattedrale di 1470. in età di 56. anni, e fu seNapoli ebbe onorevole sepoltura. polto in S. Maria Nuova. Vasari Baglioni fol. 381. Malvasia p. 4. fol. 310. par. 2. fol. 303. Borghini sol. 335. DONATELLO Fiorentino rarissimo SculDOMENICO VIOLA, Pittor Napotore, mirabile Statuario, pratico letano, menzionato nella Vita del Stuccatore, valente Architetto, e Giordano ristampata dal Bellori a Prospettivista, fu cotanto grazioso car. 320. nel muovere, nel vestire, e nel conDOMEMICO ZAMPALOCCHI, Pittotornare I opere sue in marmo, o re della Città di Prato in Toscabronzo che in Roma, in Venezia, ed na, fu scolare di Nicolò Soggi. in Firenze avanzò i Greci, ed i LaPassò a Roma al servigio dell' Amtini Scultori. Consumato dalle fabasciatore del Re di Portogallo tiche, d'anni 8). ritrovò il riposo per cui molte opere fece. Servi dipoi in S. Lorenzo di Firenze l'anno D. Ferrante Gonzaga Vicerè di Si 1466. Simone il fratello seguì la cilia, da cui fu destinato Soprandi lui maniera. Vasari. par. 2. fol. 235. tendente alle Fortezze del Regno; DONATO CRETI in Cremona l'anno indi con esso eletto Governatore 1671. da Padre Bolognese, ma alledi Milano passò in quello Stato, e vato in Bologna nella Scuola di continuò a servirlo sino alla morLorenzo Pasinelli, riuscì spiritoso, te. Con che raccolte avendo molfranco nel disegno, e nel colorito, te facoltà, morendo fece un lascid'idea ferace, e di buon gusto, to di diecimila scudi, perchè in come si può vedere da tante opere Prato si erigesse una scuola di Masue dipinte per Cittadini, e Cavatematica per comodo dei giovani lieri, e particolarmente nelle pubpaesani d'apprendere le mattematibliche Scuole in quella memoria che e la pittura. Vasari diffusamendel famoso Medico Sbaraglia. Nel te tom. 3. fogl. 392. disegnare poi a penna, e terminaDOMENICO ZAMPIERI Bolognese, detre tutto ad un tempo di primi seto il Domenichino, nella Scuola di gni i suoi pittorici capricci, senza Dionigi Fiammingo, dove da fanalcuno preventivo delineamento di ciullo, più intento alla pittura matite, si rende mirabile, che peche alle lettere, fu introdotto. Con rò i suoi disegni con sommo stutal nome; che ritenne sino alla mordio sono ricercati per abbellire racte, passò poi a quella dei Caraccolte, e gabinetti, come tra tanti ci, e nel disegno oltrepassando tut altri si può vedere presso il Conte ti i compagni, ebbe la gloria d'esPietro Ercole Fava, amorevole Mesere dichiarato Principe dell' Accacenate di così savio, e diligente demia. Modesto, diligente, amePittore no, spiritoso, espressivo, tra il CO- DONATO DA FORMELLO, scolaro di lorito di Guido Reni, e del GuerGiorgio Vasari, col quale lavorò in cino, e grazioso nel dipinto, fu sotutte le Storie Romane, che ivi dipin 151 pinse. Fu un lampo la vita di quepre in contesa i Dilettanti, e Comsto giovine, che apparì con istraorpratori, se le pitture fossero del dinario splendore di virtù, ma si Maestro, o dello scolaro. In Venecangiò in un tuono, che con somzia cangiò maniera, aderendo con mo dolore dell'arte fece risuonare profitto maggiore al dipinto di Tiper Roma la di lui morte immatuziano. Boschini fol. 520. ra. Vi fu ancora BERNARDO DA FOR- DON FABIO della CORGNA, fratello MELLO scolaro del Vasari. Baglioni del Duca della Corgna Perugino: fol. 16. tra le altre singolari virtù possede DONATO VENEZIANO, scolaro di Java quella del disegno, e della pitcobello: si vedono i suoi dipinti nel tura; onde di sua mano si vedono Magistrato dell' Avogaria sopra il varj dipinti a fresco nel Palagio del Tribunale, e tra le altre cose vi è Duca di Castiglione del Lago, ed un Leone alato, che nel libro porin altri luoghi, quadri a olio fatti ta impresso il suo nome, e l'anno di buon gusto. Viveva nel secolo 1459. Ridolfi part. 1. fol. 20. passato. M. S. DON DIEGO di Lucerna, nato di san- DON GIULIO CLOVIO: per voto fatgue illustre nel Regno di Andaluto l'anno 1527. nel Sacco di Rozia, fu Pittore rinomato al suo temma, essendo prigione degli Spagnuopo. Palomino tom. 2. fol. 304. dà li, entrò nella Religione de Canola vita, e versi fatti in lode di lui nici Regolari. Nacque in Grisone DON DIEGO GONZALEZ scolare di di Schiavonia, pervenuto in Italia, Francesco Ricci, Pittore Spagnuolo, imparò il disegno da Giulio Romacolle sue opere in privato ed ir no; disposto dalla natura a dipignepubblico si acquistò grande stima re minutissime miniature, riusci in e credito nella Corte di Madrid superlativo grado eccellente, dimoMortagli la Moglie, si fece Sacerdochè servì Imperadori, Re, Pondote, e col premio ricavato da ſuoi tefici, e Monarchi. Tanto stimò il sudori fondò una Capella nel ColDurero i ritratti, e le storiette di legio di S. Giorgio in detta Città. questo Valentuomo, che molte ne Di anni 65. morì nel 1697. Palodiede alle stampe. Per opera del mino part. 2. fol. 450. Card. Grimani ottenne dal Papa di DON DOMENICO MARTINELLI Luc uscire dalla Religione, Lavorò sino chese, dottissimo Architetto, e Pitall'ultima vecchiaja sempre d'un tore di prospettiva, e di architetgusto; e ripieno di buone operaziotura: egli è stato molto stimato ni volò alla gloria. Vasari par. 3. nell'Inghilterra, ed ha servito l'Elet lib. 2. fol. 259. tore Palatino, dal quale più volte La più insigne opera di Clovio è un Ufha ricevuto fogli in bianco sotto fizio, che conservavasi nella samosa scritti per i pagamenti dell'opere Galleria Farnese in Parma, ed ora sue. Di là partito andò a Roma vedesi in Napoli nella Galleria di quel d'indi a Lucca per soggiacere al Monarca. Nella Casa Grimani di Vetaglio della pietra, da cui era do nezia evvi un Manoſcritto, il cui lorosamente oppresso, ma ivi morì frontispizio è una rara miniatura di nell'anno 1718. questo eccellente Maestro. (a) DON ERMAN STROIFI imparò in GeDON MATTIA BENEDETTI nativo di nova dallo Strozza, e tanto uguaReggio, scolaro d'Orazio Talami, gliò quella maniera, che erano semdipinse di quadratura, e di prospettiva: (a) Di D. Giulio è presso S. Maestà un picciolo pezzo istoriato. 152 tiva: l'anno 1701. si fece onoro Zanotti. Scrisse altri Libri spettannella Volta della Chiesa di S. Anti alla Pittura, e tra essi la Vita tonio di Brescia, servendogli di Fidel Cav. Maratti suo Maestro; ma guristi Giacinto Garofalini, e Ferprevenuto dalla morte l'anno 1709. dinando Cairo. Averoldi fol. 83. in età d'anni 56. in circa, non li DON PIETRO da BAGNARA Canonico potè pubblicare. Palomino ne sa li Regolare Lateranense, scolaro di vita a cart. 495 Raffaello d'Urbino, dipinse nella DONINO operò con il Colonna in Ispasua Chiesa di S. Maria in Porto di gna dopo la morte d'Agostino MeRavenna il quadro di S. Lorenzo telli. Era Cavaliere. e nelle stanze Abaziali evvi un noDONINO INGONI Modonese Scultore bilissimo quadro rappresentante la servì il Vice-Re di Napoli, poi il Crocefissione del Redentore, con nuRe di Francia; gradito dall'uno, e mero grande di figure; nel Refetdall'altro, ritornò in Patria carico torio poi dipinse a fresco il Miradi onori, e di preziosissimi regali. colo della moltiplicazione di pane; Per riposo di sue fatiche, il Seree pesce, con infinità di figure, e nissimo di Modona gli consegnò la di prospettive. Nella Volta sono credenza Ducale. Morì l'anno 1604. ancora di sua mano i bellissimi ara Vidriani fol. 125 beschi. Fabri fol. 138. 145. DONINO MANTOVANI Cavaliere e DON SILVESTRO Monaco CamaldolePittore, molte opere sece per la Spagna, e per l'Italia con gustoso se, negli Angeli di Firenze miniò stile, Passeggiere Dising. fol. 206. per eccellenza i Libri da Coro Dosso da Ferrara, scolaro di Lorenscritti da D. Jacopo Fiorentino anno 1340. Questi veduti dipoi da zo Costa, nacque nel tempo medeLeone X. furono desiderati per la simo dell'Ariosto; questo famoso per Basilica di S. Pietro. Dell'uno, e la penna, che lo celebrò, e quello dell'altro di questi celebri Scrittori per il pennello, che lo dipinse; con Battista il fratello bravo paesista in una custodia si conservano quel lavorò gran tempo per il Duca Alle mani, che tanto s'affaticarono fonso, dal quale su provvisionato a gloria di Dio, e de' sacri cantiin vita. Fiorì nel 1536. e fu seBaldinucci sec. 2. fol. 61. polto col fratello in S. Polo. SuDON VICENZO VITTORIA di Valen perbi. Vasari part. 2. sol. 330. part. 3. za, Canonico di Xativa, fu scola lib. 1. fol. 185. (a) ro del Cav. Maratti; sebbene non lasciò opere pubbliche, molte però DUCA TAGLIAPIETRA Scultore molto nominato in Bologna, con Ercole se ne veggono in Roma in luogh Ferrarese Pittore servì a molti Prinprivati. Fu celebre Dilettante di cipi. Vasari part. 2. fol. 335. Disegni, di Stampe, di Medaglie DUCCIO da Siena Pittore Grottesco. di Gemme, di Cammei, di Marmi si vedono sue opere in Siena, in di Metalli, e di altre cru ite antiLucca, in Pisa, ed in Firenze: ne chità, delle quali formato aveva un parlano di costui il Vasari, ed il famoso Museo: diede alle stampe Baldinucci sec. 2. fol. 58. Fiorì nel certe Osservazioni pittoriche sopra i Libri della Lelsina Pittrice del Co1348. DURANTE ALBERTI da Forgo S. SeCarlo Malvasia, alle quali fu rispopolcro, Uomo religioso, ed onorasto dall'erudito Pittore Gio: Pietro (a) Di Dosso S. Maestà di Polonia ed Elettor di Sassonia possiede sette istoriati quadri, che surono di Modena, tra i quali opera impareggiabile si è una grande Tavola d'Altare con i Dottori della Chiesa. 153 to, disegno, e dipinse divote Imma- EGIDIO SADELER d'Anversa, nipote di Giovanni, e di Raffaello, fu gini in Roma; visse anni 75. mori chiamato la Fenice dell'Arte. Intanel 161). ed accompagnato dalli gliate le belle opere de' Pittori in Professori alla Chiesa del Popolo Roma, passò in Germania al serivi fu sepolto. Pietro Francesco il vigio di Ridolfo II. di Matthias. figlio Pittore morì d'anni 54. nel e di Ferdinando II. da' quali fu te16/8. M. S. nuto in gran conto; intagliò per DURANTE del NERO da Borgo S. Sequelle Maestà opere varie, e dipinpolcro, con i Zuccheri, col Barocse vaghi componimenti: toccando ci, con Leonardo Cungii, con Sanl'anno 41. di sua età, fu toccato te Zidi, e Giovanni Schiavone nel dalla falce di morte, e cadette nel 1560. d'ordine di Papa Pio IV. di più bel fiore dell'operare. Con sompinse il Palazzetto di Belvedere, mo onore l'anno 1629. fu sepolte ma il Barocci superò tutti. Vasari in S. Giovanni di Praga, Baldinucpart. 3. lib. 2. fol. 115. ci fol. 45. Sandrart fol. 355. ELIODORO FORBICINI Veronese, Pittore spiritoso nel dipignere grottesGIDIO COIGNET, detto Gillis de chi, lavorò in molti luoghi con FeAnversa, vario diverse parti del lice Brusasorci, e con l'India. VaMondo; lavorò a fresco, ed a olio sari part. 3. lib. 1. fol. 521. Il dipignere di questo bizzarro umoELISABETTA SIRANI nacque in Bolore fu lo sbattimentare le figure con gna l'anno 1638. da Gio: Andrea, lumi accidentali di torcie, di faci che contro sua voglia, scoperto il o di fanali. Morì in Amburgo l'anno &t nio pittorico della figlia, l'educò 1600. Bal linucci part. 2. sec. 4. fol. 167. nel disegno. Tanto crebbe della faEGIDIO CONINXLOY nacque in Anmosa Pittrice il grido, che a comversa l'anno 1744. imparò da Piepetenza del Padre, del Canuti, de tro Alostano juniore; vide la GalBibiena, e del Rosso Napoletano, lia, e la Germania; si fermè in dipinse nella Certosa di Bologna il Amsterdam, dove i suoi paesi fuBattesimo di Gesù Cristo in un quarono comprati dai Mercatanti per dro di 30. palmi, nel quale diede s rivenderli a gran prezzo in altre in grande, e risoluto, che superò la Città. Sandrart fol. 60. natura, il Padre, e gli altri con EGIDIO MONSTRAT nato in Olsta di correnti. Mai si slontanò dalla graFiandra, fratello gemello di Franzia, e dallo stile elegante di Guido cesco: furono cotanto simili di fac Reni. Con pianto universale, e di cia, che il Padre faceva loro poranni 26. I invidia la rubò al Mondo, tare un birretto diverso per distincon esecrando tradimento di veleno, guerli, il che fu cagione di varj senza mai penetrarsi da qual sacrilee curiosi accidenti. Imparò da Gio ga mano preparato, ed in S. Domevanni Mandino; in grande, e picnico, dopo sontuose esequie, nel seciolo dipinse opere bellissime: su polcro di Guido Reni, di cui in viUomo lepido, grazioso, faceto, e ta seguì i colori, ebbe gli ultimi ridelle sue burle si potrebbe riempieposi Malvasia part. 4. fol. 453. re un libro: ridotto all'ultima yec ELISABETTA SOFIA CHERON nata in chiaja, morì l'anno 1593. lasciò per Parigi l'anno 1648. fu figlia di un testamento ai suoi figli tutto il MonPittore di smalto, il quale l'ammaedo, col dire, di questo potersene strò nel disegno, ed ebbe talento per fare acquisto con la virtù. Sanla pittura, che diedele il rango drart fol. 264. nell' 154 nell'Accademia Reale: non solo fadell'Albano fu vivace nel disegno. ceva bene in ritratti, ma ugualmen e con vaghi, e ben toccati paesi te conduceva le grandi opre di stosullo stile del Maestro, lavoro in rie, e disegnava le cose antiche di pubblico, e privato gradite pittutal gusto, che sono state intagliato re: andò a Roma, e tra la cupola da' Professori: si distinse altresi nel del Lanfranchi, ed i pennacchi del la musica, e nella poesia, talchè Domenichino in S. Andrea della meritò luogo tra gli Accademici RiValle dipinse una delle storie di detcoverati di Padova. Mori nel di 3. to Santo, l'altra la condusse il CiSettembre 1711. gnano. Ritornato a Bologna, ag. EMILIO SAVONANZI nobile Bolognegrandì la maniera; aprì scuola, e se, nacque l'anno 1580, e sino alli nobilitò il suo dipignere; d'anni 62. 26. di sua età esercitossi in ogni arproditoriamente ferito, passò all'alte cavalleresca, militare, e letteratra vita l'anno 1696. e fu sepolte ria. Disposto dalla natura al dise in S. Benedetto. gno, ebbe Guido Reni, ed i CaracENEA ROSSI Pittor Bolognese, scoci per maestri in Bologna, e nella lare di Lodovico Caracci, dipinse Scultura l'Algardi in Roma. Con S. Domenico nella seconda Capelbiena cognizione di sacre, e prola della Chiesa di S. Riemo Martifane storie, di favole, di notomia re nella sua Città. Passeggiere Didi fisonomia, di prospettiva, e di singannato fol. 279. architettura rendeva conto a tutti ENEA SALMEGGIA da Bergamo, detto del suo operare, che dipinto con la il Talpino, praticò in Milano col grazia di Guido, girò per molte Procaccini, e per 14. anni studiò parti del Mondo Viaggiava sulle In Roma sì esattamente l'opere di Galee Pontificie per Ispagna, quanRaffaello, che le sue pitture sono do colto da mortale infermità, vi state stimate di quel gran Maestro, cino a morire, fu veduto in un come il S. Vittore a cavallo nel istante sanato per miracolo di San Coro de' Padri Olivetani di MilaFilippo. Fu Uomo liberale, inte no. Morì l'anno 1626. gerrimo, onorato, elemosinario, e ENEA VIGHI, o VICO da Parma fazelante nell'assistere a' poveri con moso Intagliatore in rame, incise dannati a morte. Prima di coloriopere varie del Rosso, del Buonare l'Immagini Sacre (bel documenroti, di Tiziano, del Bandinelli to a' Pittori) s' accostava ai Santiſdel Clovio, del Salviati &c. Fece simi Sacramenti, onde non è stupo i ritratti di Carlo V. d'Arrigo Re re se riuscivano così belle, e divodi Francia, di Gio: e di Cosimo te le sue pitture. Ottogenario, e Medici, e d'Alfonso II. Duca di Fermoribondo, piagnea la moglie il rara, presso del quale riposò il regrave peso, che gli lasciava di tanstante di sua vita, e gl'intagliò ti figli, in ispezie di Catterina gà l'Albero Ducale. Si dilettò d'antiavanzata nell'età; la fece dunque caglie; diede alle Stampe più Lia sè chiamare, ed interrogandola se bri di medaglie, incise l'Albero dei voleva seguirlo a miglior vita, ac dodici Cesari; intagliò 50. abiti di cettò l'invito: non fu così tosto danazioni diverse, e fini con gloria i to sepoltura nella Città di Camesuoi giorni. Vasari par. 3. libro 1. rino al Padre, che lo seguì anche fl. 310. la Figlia. Monsig. Ottavio Cambi riENRICO BERCKMANS, Pittor Fiamserito dal Malvasia part. 2. fol. 302. mingo, scolare di Filippo WoverEMILIO TARUTTI Bolognese, scolaro man, fu uno de migliori pittori 155 olio, ed i laterali a fresco; perchè del suo tempo in figure grandi e si dilettò di paesare, e nascondere piccole, ed in ritratti: fece sua disempre in qualche luogo capricciomora in Middelbourg, e a grandi so una civetta, quindi è, che fu prezzi si facea pagare le sue opere, comunemente chiamato il Civetta, che ora rarissime, e ricercatissime dar Lomazzo fol. 689. dilettanti a prezzi ancora maggiori. si pagano. Vivea circa gli anni ENRICO de CLEF Pittore d'Anversa pervenuto in Italia copiò le più 1640. Nel Gabinetto Aureo si dà conbelle vedute dei nostri contorni, e to di lui unitamente al ritratto. se ne servi nei dipinti: diede alle ENRICO BLOEMART Intagliatore Olanstampe varie carte d'antichità, e dese, fratello di Cornelio, e figlio di ruine inventate da Melchior Lord'Abramo, che gli fu Maestro: non chense; terminò molte pitture lapoco dopo la morte del padre, che sciate imperfette nella morte di Franseguì nel 1647. l'accompagnò in cesco Floris, e le accordò sì bene, florida età al sepolcro. Sandrari che sembrarono da una sol mano fol. 290. formate, Morì in vecchiaja nel 1489. ENRICO, e CARLO BOBRUN fratelli Martino, Egidio, Nicolao, e Gunati in Amboisa nella Turena, fuglielmo, tutti di sua casa, furono rono Pittori non solamente dei Revalenti nell'intaglio, o nella pittuEnrico IV. e Luigi XIII. ma ancora Ajutanti di camera, e custodi ra. Sandrart fol. 258. della Guardarobba; fecero perfetta ENRICO de KLERCK, Pittore Olmente i ritratti a soddisfazione di landese, studiò la pittura da Martutta la Corte. Erano industriosissitino de Vos, e dimorò in Brusselles sino alla morte. Campo par. 2. mi ancora per inventare divertimenti nei regj balli, e dare disegn fogl. 12. per vaghe mode di vestire da caENRICO delle MARINE, così comumera, e da teatro, e mercè le lonemente chiamato in Roma per ro virtù furono dalla regia Proteil suo dipingere assai bene sbarchi, zione dichiarati Tesorieri della Reanaufragj, porti, ed altre cose male Accademia, nel qual grido morittime. Nacque esso in Cadice, e rirono. Filibien par. 4. fol. 222. vedendo non essere apprezzata la ENRICO CORNELIO UROOM nato in sua virtù dal suoi nazionali, si porArleme d'Olanda l'anno 1566. imtò a Roma, dove operando con griparò il disegno da suo Avo artificido e stima si fermò sinchè visse. cioso Statuario, e da suo Padrino non avendo più voluto ritornare alplastico, e formatore di vasi di por la patria, dicendo che colà non cellana, si trattenne in Sivilia con s'intendevano del suo sapere. Di anni 60. morte il rapì nell'anno un Pittore Tedesco, ed in Roma 1680. Palomino tom. 2. a car. 402. con Paolo Brilli: veduta poi tutta ENRICO di S. Girolamo, Religiol'Italia, ritornò in Olanda, d'indi so Domenicano di Portogallo, diin Ispagna, ed ivi dipinse molto bene di naumachie, di paesi, di pinse sì in Evora che nel Regno varie lontananze, di pesci, Città, araz pitture con credito grande. Vivea zi, &c. Sandrart fol. 274. circa gli anni 1530. ENRICO de BLES BOEMO imitatore di ENRICO GAUDT Conte Palatino, porGiovachino Paternieri, lavorò in tato da un genio naturale alla pitGermania, ed in Italia, particolartura superò nella sua Patria tutti i disegnatori: desioso di gloria andò mente in S. Nazaro di Brescia l'Ala Roma, e fu il primo Accademitare della Nascita del Redentore a 156 co nella scuola d'Adamo Elzeimevamente servì a misura dei loro ro; comprò opere varie di questo genj. Sandrart fol. 357. gran Maestro, per darle alle Stam§ ENRICO KEYTER Architetto e Stabe in Patria, Bramando conciliarsi tuario della Città di Amsterdam, noI amore di bella fanciulla, pigliò minato nel Gabinetto. Aureo a carcerto medicamento, che l'anno te 459. 1625. lo fece impazzire. Sandrart ENRICO STEINVINGH daFrancfort, di fol. 302. nome chiarissimo presso i Pittori ENRICO GOLTZIO Olandese, scolaro fra i quali portò il primo onore nei di Lionardo d'Arleme, vide tutta suoi contorni, dipinse nei Tempi, l'Italia, travestito da villano; diPalagi, e case private con gran segnò sottilmente a penna tutte franchezza, e con istudio migliore l'antichità di Roma: celebre in ridi Gio: Urtes, che gli fu Maestro. tratti, e famoso per l'intaglio del Morì l'anno 1603. Lasciò erede suo bulino, d'anni 39. morì glodella sua virtù il figlio, che aggiunrioso nel 1617. Baldinucci fol. 35 se alla pittura la prospettiva, e e 266. l'architettura, e se ne fece sì franENRICO HAFFNER figlio d'un Tode co padrone, che Carlo Stuardo Re sco, ma nato in Bologna, dove su Brittanico chiamollo a sè per ador Alfiere, poi Tenente della Guardia nare il Reale Palagio, che al giordei Svizzeri; imparò da Baldassar no d'oggi s'ammira dai ProfessoBianchi, poi da Gio: Giacomo Monri. Insegnò l'arte alla moglie, che ti la quadratura, e divenne intellidopo il marito visse onoratamente gentissimo y frescante, sicchè col Cacon quella. Sandrart. fol. 292. nuti figurista dipinse in Roma nel ENRICO PERBRUGGE, scolare d'APalagi Colonna, ed Altieri, e nel. bramo Bloemart, viaggiò per l'Itala volta della Chiesa dei SS. Silia, studiando le opere degli eccelsto, e Domenico a Monte Magnalenti Maestri, e lasciando memorie napoli; in Bologna la nobilissima del suo valore nella pi ttura. TrasLibreria di San Michele in Bosco feritosi poi in Ollanda, indi a Brus e col Franceschino figurista la Chieselles, colà visse istoriando tele con sa del Corpus Domini. Questo ogrido e riputazione. Vivea negl norato, e virtuoso Pittore d'anni anni 1636. avendo io veduto un 64. morì nel 1702. sepolto nei Paquadro col ratto di Elena, contrasdri Celestini. segnato col detto anno e suo noFu figliuolo di uno Svizzero, e biz me. zarro aſſai ne' penſieri fu adoperaENRICO TESTELLIN il giovine, Pittoto dai più celebri professori, coi quare, e fratello di Luigi, ha travali operò in Bologna, Genova, ec gliato per comando del Re, che altre Città d'Italia. Passeggiere Didiedegli alloggio nei Gobelini; comsinganato in più luoghi ne sa menpose un Libro, intitolato: Sentimen zione, spezialmente sogl. 154. ti dei più celebri Pittori sopra la ENRICO HONDIO nacque di sangue Pittura, e Scultura, stampato in Panobile nel Brabante l'anno 1573. rigi l'anno 1696. Egli e Libro in educato nel disegno, nella pittura, foglio figurato. Fu primo Segretae nell'intaglio, nella matematica rio dell' Accademia Reale, e morì nella geometria, e nella prospettiin età di 80. anni. va, nell'architettura civile, e miENRICO VALCHEMBURG Pittore d'Aulitare, ebbe molti onori da varj Pringusta, giunto a Venezia s approfitcipi, e Monarchi, i quali rispettitò nella Scuola dell'Aliense; man 157 remita, perchè sempre dipigneva dò alla patria molte pitture dell' rive, diserti, romitorj, simili luoamato Maestro, e furono vendute ghi orridi, e grotteschi; in Roma a gran prezzo; dopo la morte di fu molto stimato; nel dipignere il quello, ereditò molti disegni, coi nudo ebbe pochi pari, onde solequali fatto copioso nell' invenziova dire, non doversi chiamare Pitne, partì per la patria, dove contore quello, che perfettamente non seguì molti onori, Ridolfi par. 2. sapeva, senza il naturale avanti fol. 226. dipignere un nudo. Sandrart fol. Floriva circa gli anni 1628. 311. Nacque nel 1620. ENRICO VAN-BALEN, nato in An§ ENRICO URON pittore della Citversa, studiò la pittura nella scuotà di Arleme. Il ritratto di lui vela di Adamo Van-Ort, e riuscì ridesi alle stampe con l'elogio di nomato pittore d'istorie. Ebbe un sua virtù. figlio per nome Giovanni, che nella scuola del Padre divenne pittore ERASMO QUELLINO nato in Anversa l'anno 1607. Dedito allo studio deld'istorie ancor esso. Viveano circa le umane, e filosofiche scienze, da gli anni 1638. e fecero sua dimora giovanetto ne divenne laureato Maein Anversa loro patria. stro: geniale poi di Pittura s'accoENRICO VANDER BORCHT, nato stò a Pietro Paolo Rubens, e con in Brusselles, apparò la pittura da profondo intendimento penetrò le Gilles de Valckenborght, Passate difficultà dell'arte: sfogò ben prein Italia con animo di perfezionarsi nel disegno, e grande studio fasto le sue vaste idee in pittura, ed in architettura sopra le tele, e mucendo su l'antico, tal cognizione si ri con tanta copionte d'invenzioacquistò, che non solo esimio pitni, che meritamente su chiamato tore, ma pratico divenne ed esperLume e Maestro di tutti i Pittori. to conoscitore delle antiche rarità Da questa Famiglia fiorirono nella cioè medaglie, cammei, ec. delle Scultura, Arto seniore; in Pittura, quali cose un numero considerabile e Statuaria Gio: Erasmo. Sandrart avendone raccolto nel corso di qualfol. 334. Viven nel 1640. (a) che anno, ed avendoselo seco por tato in Germania, al famoso Con- ERCOLANO ERCOLANETTI Perugino Pittore di paesi; vivea l'anno 1683. te di Arondel, che se ne invogliò Morelli fol. 164. per somma grande di danaro il vendè. Vivea in Francfort l'anno 1634. ERCOLE ABATI Modonese, pronipote di Niccolò, sopra i di cui studi con grande credito e stima. e disegni s'approfittò; e se quello ENRICO VERBURG da Traject scolasu celebrato dallo Scanelli, dal Varo di Bloemart, inclinò sempre alla sari, e dal Bumaldi, questo su esal profondità della professione, ottutato dal Marino, e dal Vidriani fol. so, raccolto, e solitario nel conce103. dove si leggono le belle ope pire le idee, che meditava con ogni regola partorire, si suscitò un mare, che fece per gli stranieri, e per la propria Città, nella quale l'an linconico umore, che traspirò sino no 1613. mori, e lasciò Pietro Paonei suoi dipinti, degenerando da quello spirito primiero, col quale lo il figlio in ogni scienza paterna ammaestrato. tant'altre opere aveva dipinto. MoERCOLE BAzzicaluva Fiorentino, ri l'anno 1640 Sandrart fol. 301. bizzarro Inventore, ed Intagliatore ERMANO SWANEFELD, chiamato l'E(a) Di lui cinque pezzi istoriati sono presso S. Maestà. 158 in rame sulla maniera del Callot, la aperta, particolarmente per la di Stefanino della Bella, e del Cannazione Fiorentina, la quale si datagallina: ſi vedono alle ſtampe ſue va l'onore di servire, a contemplabellissime carte di battaglie, d'arazione dei clementissimi comandi di beschi, di prospettive, e di paesi S. A. R. di Toscana. frascheggiati con gusto non ordina- ERCOLE FICHI da Imola, scolare rio: fioriva nel 1641. M. S. d'Emilio Savonanzi; dopo il giro ERCOLE da Ferrara, di casa GRANper molte Città, si fermo in BoloDI, discepolo di Lorenzo Costa; gna, e lavorò di marmo, e di stucsebbene avanzò il Maestro, e fu in co, fu assunto alla carica d'Archipiù luoghi invitato a dipignere tetto dell' eccelso Reggimento di mai lo volle abbandonare, ma sem Bologna. Malvasia par. 2. fol. 307. pre servire sino alla morte, dopo ERCOLE GAETANO BERTUzzi si apla quale s'esercitò in opere pubbliplicò alla pittura nella scuola di che, che furono in grande stima. Cesare Gennari Bolognese suo conSe troppo amico del vino, d'ann cittadino, ed in pubblico e privato 40. non susse d'apopletico morbe dipinse varie pitture d'istoria, e su caduto nel 1480. averebbe maggiorAccademico Clementino, registrato mente illustrato il suo nome. Vasaa car. 347. della prima parte dell' ri par. 2. fol. 333. M. S. Istoria di quell'Accademia. ERCOLE FERRATA Scultore da Pelsot ERCOLE GENNARI DA CENTO, codi Como, scritto nel Catalogo degnato del Guercino, e padre di Begli Accademici del disegno in Ronedetto, e di Cesare. Era questi ma, l'anno 1657. Egli colle sue belincamminato alla chirurgia, quanse opere in marmo, o lavorate di do una sera fatto osservatore di cerstucco entrò nella maggior parte ti scolari, che disegnavano il nudelle Chiese principali di Roma, do, dato di piglio per capriccio ad alcune delle quali qui si riferiscoun toccalapis, colpì tanto bene quell no per gloria d'un tanto Maestro, atto, che sorpreso dal Guercino, e sono: La Statua del Pontefice con ammirazione osservando quei Clemente X. al suo sepolcro in Vacontorni, gli fece animo a cangiaticano: La S. Agnese di basso rilie re i ferri in pennelli, ed in poco vo nell'Altare di detta Santa, e tempo riuscì bravo nel copiare l'oChiesa in Piazza Navona: Li SS. pere del Maestro, e tiguere di proAndrea Apostolo, ed Avellino nelpria invenzione sopra le tele. Visla facciata della Chiesa di S. Anse anni 61. e mori nel 1658. fu sedrea della Valle: Alcune figure nei polto in S. Niccolò degli Alberi Depositi degli Eminentissimi CardiMalvasia par. 4. fol. 377. nali Pimentelli, e Bonelli nella Mi- ERCOLE GRAZIANO, detto Ercolino, nerva. La Statua della Carità nel nacque in Bologna l'anno 1654. Deposito di Clemente IX. in S. MaFattosi maestra la natura, e la veria Maggiore: II S. Bernardo, ed rità riconosciuta nei più celebri Frealtre cose nella Chiesa di S. Maria scanti d'architettura, da sè è divedella Pace: Una figura rappresen nuto pratico, tenero, ed ameno Pittante la Fede, laterale all'Altare tore di quadratura: ha servito l'A maggiore della Chicta di S. Gio: dei R. di Toscana in pubblico, ed in Fiorentini: L'Angelo, che sostiene privato, diversi Nobili di Venezia, la Croce a Ponte S. Angelo, e tand'Imola, e di Bologna, dove vite altre, che sono in luoghi diver ve, per la sua modestia, e virtû si. Mantenne sempre in Roma scuoda tutti amato. E3 159 quadro dell'Angelo Michele per la ERCOLE PROCACCINO seniore BoloChiesa dei Padri Cappuccini, bragnese, Capoduce di quella gran scuomandone quel Porporato una copia, la Procaccinesca, che fiorisce sinc la fece sì somigliante, che i Pittoal giorno d'oggi in Milano. Non ri di Roma l'acclamarono per un avendo fortuna in patria di comocculto Maestro, onde il Papa orpetere con li Sabbatini, Cesi, Pasdinò, che facesse un quadro in S farotti, con i Sammacchini, FonPietro: rimase stordito a tal cotana, e Caracci, fece poi fronte in mando il Pittore, collo scusarsi esMilano alli Figini, ai Luini, ai Cerani, ai Morazzoni, e ad altri, arsere solo copista, ma non inventoricchendo quella nobilissima Città re, e per quanto potè dire, non d'opere singolari, acclamate dal trovò modo da disimpegnarsi con Settalino Museo, dal Bosca, del GiSua Beatitudine, Fatto pertanto rupeno, dal Savaro, dallo Stanelli ricorso all'Ambasciadore Facchinetdal Boschini, e dal Malvasia par ti, con certa scusa di portarsi a Bo2. fol. 275. Fioriva nel 1571. con logna, per visitare la madre moriCammillo, Giulio Cesare, e Carlo bonda, non solo ottenne benigna Antonio suoi figli, tutti Pittori. licenza, ma di più una collana di Ercole juniore figlio di Carlo Antooro con la croce, e con Breve di nio imitò il padre nella pittura; Cavaliere, il quale occultò per momantenne l'Accademia del nudo a destia sino alla sua morte, che seproprie spese; toccò di Leuto per guì in fresca età. Malvasia par. 4. eccellenza; si dilettò di caccia; difol. 356. pinse opere infinite per Milano, ERCOLINO DEL GESSI Bolognese, per altre Città; in Torino meritò fratello di Gio. Datista Ruggieri, una collana d'oro con medaglia: detto anch'esso Batista del Gessi, finalmente d'anni 80. morì nel 1676. perchè l'uno, e l'altro furono di M. S. lui discepoli. Chi vede l'opere di ERCOLE SETTI Modonese, discendenErcolino, subito le giudica del Maedente da quel Cecchino Setti tanto stro, tanto bene imitò quella malodato nelle Croniche del Lancilotniera. Malvasia par. 4. fol. 356. to. Fiorì nella pittura, e nelle stamEVANGELISTA LUINO Milanese, fipe disegnate, ed intagliate di sua glio e scolare di Bernardino, menmano, queste si rendono rare per tovato dal Lomazzo a car. 685. la perfezione delle figure, che in EVANGELISTA LODI da Cremona nactante vaghe, e graziose attitudini que l'anno 1618. e fu scolaro del si muovono: marcava le pitture, e Cavaliere Malosso. M. S. le stampe con questo nome: Her- EVANGELISTA MARTINOTTI di Moncules Septimius. Viveva nel 1571. ferrato riuscì mirabile in paesi, con Vidriani fol. 94. belle vedute, piccole figure, ed aERCOLINO da Castel S. Gio: della fanimali; fu scolaro di Salvatore Romiglia dei Maria, chiamato Ercosa; sessagenario morì l'anno 1694. lino di Guido Reni, di cui fu alEbbe un fratello, per nome Franlievo; copiò sì esattamente l'opecesco, figurista, e che imparò dal re del Maestro, che più d'una voldetto Salvatore: questo d'anni 38. ta pose le copie sul treppiè per darmorì nel 1674. M. S. vi gli ultimi ritocchi, credendole EUGENIO CAXES, figlio e scolare i ſuoi originali. Mandato a Roma di Patrizio Fiorentino, nacque in da Guido al Cardinal Sant'Onofrio Madrid, ed allevato ed istruito dal fratello di Papa Urbano VIII. col padre divenne lodato pittore, e per 160 le sue opere in pubblico ed in pri- Fiorirono ancora nella bella professiovato eseguite grande concetto nelne del disegno Edelinco Intaglia tole Spagne si acquistò. Nella Chiesa re di Parigi. Egidio, Rosselletti comdella Mercede in Madrid fece la positore di varj Libri di disegni. Tavola dell'Altar Maggiore molto Elia Godoler Pittore, ed Architetstimata; in S. Agostino fece il Marto. Elia Hinzelman con suo fratirio di S. Filippo; e nel Palazzo tello d'Augusta. Enrico Bergman Regio del Pardo dipinse a fresco prima in battaglie, poi in istorie tutta la sala dell'Udienza. Lavorò famoso. Enrico Bolsevert di Frisia. anche per molte Città del Regno Enrico Poppi ritrattista ed istoricon somma sua lode. In età di an ço. Erardo da Parigi Prefetto delni 65. finì il corso di sua vita nel la Reale Accademia. Ermelio pae1642. Palomino a car. 30. sista, e figurista. Enea Rossi BoloEUROPA ANGUSCIOLA Cremonese imgnese, che fiorì nel 1604. Ercole parò da sua sorella ofonisba, e cor da Bologna, che lavorava nel 1470. i disegni d'Antonio Campi condusEusebio Bastoni Scultore Perugino. se tavole storiate d'Altare. L'anEmanuello Lima. Ercole Rosselli no 1568. fu visitata da Giorgio VaRomano. Egidio Alè Liegense. Esari, che stupì nel vedere i ritratgidio dalla Riviera Scultore Fiamti, che con tanta franchezza, ed mingo. Egidio Scor Tedesco. Ercoeccellenza conduceva, non mencle Orfeo da Fano. Egidio Rousseldell'altra sorella Anna Maria. Ballet, che intagliò il Cristo, che apdinucci par. 2. sec. 4. fol. 164. Vasapare a S. Teresa, del Guercino: ri par. 3. lib. 2. fol. 17. molti altri nominati dal Sandrart, EUSEBIO SANGIORGIO Pittore di Pee da altri Autori, nei quali non si rugia, scolaro di Pietro Perugino, trovano più precise notizie. fiorì circa il 1530. Morelli fol. 163. Vasari par. 2. fol. 420. EUSTACHIO LE SUEUR Franzese, Accademico Reale di pittura, e di CABIANO di Stagio SASSOLI Aretiscultura in Parigi; imparò da Sino, con Stagio suo figlio eccelmon Vovet, e più aggiustato, lente nel dipingere sopra i vetri dilicato del Maestro ben presto com sece le belle finestre del Duomo d' parve. L opere prime furono nella Arezzo. Fiori nel 1520 Vasari par. Certosa di Parigi in 22. tavole rap3. lib. 1. fol. 93. presentanti i fatti di S. Bruno, e FABIO CRISTOFANI della Marca lavoriuscirono d'estrema bellezza con rò in Roma diversi mosaici sopra maraviglia dell'arte, che le vide i disegni di Fietro da Cortona, e di in tre anni terminate, Godono alAndrea Sacchi. M. S. tre Chiese sue manifatture di gran FABRIZIO BOSCHI Fiorentino imparò forza, di buon colorito, e senza afdal Cav. Passignano, negli anni 18. fettazione, ma con vero, e natucomparve in pubblico con opere rale componimento dipinte. Sebbeno lodatissime: contenevano queste un non vide Roma, fece però vedere tocco galante, e brioso, colpi fran quanto sa fare chi l'ha veduta chi, e spediti, perfetta disposizione La morte sola potè stabilire il terdi figure, ed erudita invenzione mine alla sua gloria, e fu l'anno Sopra muri, e tele introdusse co1655. quando di 38. anni lo riduspiose storie, e molte più n'averebse al sepolcro in S. Stefano del Monbe fatto, se distratto dalle contite in Parigi. Monsieur Perrault fol. 220. nue villeggiature non avesse indebolito 161 ta, e nella Capella del Principe di bolito quello spirito vivace, che Somma dipinse la Diposizione dalla quasi si rese inabile in età avanzaCroce di N. S. Sarnelli fol. 155. ta a somministrargli i più ordinarj pensieri pittorici. Campò la vita 226. 72. anni, e nel 1642. morì. Bal- § FABRIZIO VENEZIANO, Pittore, nella Chiesa di S. Maria Zobenigo fece dinucci par. 3. sec. 4. fol. 250. la facciata di una capella in cui FABRIZIO CHIARI Romano, dall'esemrappresentò la funzione della benepio di tanti celebri Pittori fioriti dizione del sagro Fonte, con molnella sua Patria, imparò da sè un ti bei ritratti al naturale. Vivea bellissimo modo di tignere sopra negli anni 1556. Vasari tom. 3. par. muri, e tele, perlochè in età di 2. nella Vita di Jacopo Sansovino 74. anni, che visse, fu adoprato dal pubblico, e dal particolare, con FACIO BEMBO, da Valdarno, pittore menzionato dal Lomazzo a car. 636. lode universale. Mancò l'anno 1695. FATTORINO di RAFFAELLO, e Giulio M. S. Romano furono amati come figli, FABRIZIO, e Granello figli del Bere rimasero eredi della virtù, e di gamasco, sono riferiti dal Mazzolamolti disegni di sì gran Maestro: ri fol. 71. per le diverse operette su il nome suo Gio: Francesco Pendipinte negl' incassamenti, nei cieli, nei baldacchini, e nelle nicchie ni Fiorentino, ma detto il Fattorino, per l'assiduità nel servire l'adelle stanze dell'Escuriale di Spagna; queste sono ripiene di figuret mato Precettore, di cui fu seguace. te, d'angioletti, di virtù, di deied osservante, particolarmente nel tà, di medaglie, d'arabeschi, e di disegnare, e finire con dolcezza, e bizzarrie vivamente colorite, e vacon diligenza; con i suoi compagni lavorò nelle Logge Vaticane, gamente scompartite. e con Giulio Romano terminò l'oFABRIZIO PARMIGIANO: a similitudine di Lucano, che su ajutato nel pere lasciate imperfette, per l'imLibri della Farsaglia da sua moglie matura morte di Raffaello. DipinPollina; di Pericle Filosofo soste se paesi, e fece ritratti, fra i quanuto nelle dispute da Aspasia Mili quello del Marchese del Vasto lesia; di Gio: Lignano pubblico Letche seco lo condusse a Napoli, dotore di Bologna, il quale quando ve infermatosi d'anni 45, morì cirera occupato nel dimestici affari ca il 1528. Rimase ivi molto adsustituiva alla lettura Novella la dolorato Luca il fratello, chiama consorte; così Fabrizio celebre to anch'esso il Fattore. Vasari par. paesista ebbe Ippolita la moglie 3. lib. 1. fol. 151. che diede la mano alle multiplica FAUSTINO BOCCHI, nato in Brescia te sue fatture, con genio, con dil'anno 1659. E' stato discepolo d segno, e con colorito uguale. La Angelo Everardi, detro il Fiammorte lo colpì d'anni 45. in Roma menghino, s'applicò a dipingere batnel Pontificato d'Urbano VIII. Bataglie in piccolo, e caricature, nel glioni fol. 91. qual genere si può dire, abbia tocFABRIZIO SANTAFEDE, grande Pittocato le mete della perfezione, parre Napolitano dipinse, e diede al ticolarmente nel fare Pigmei con te prove del suo sapere nelle Chie bizzarre, e capricciose invenzioni se di Napoli. Vi fu ancora Franche hanno allettato varj Signori di cesco Santafede eccellente Pittore Europa a cercarli per le loro Galil quale dipinse due quadri nel soflerie. Ha poi un arte incomparafitto della Chiesa di S. M. Nunziabile nell' esprimere gli affetti, e le 162 passioni dell'animo: tocca bene di amato; meritò negli anni 84. sonpaesi con perfetta degradazione tertuosi funerali con orazione funebre minati nella sua Città. Inseguò l'arte a FAUSTINO MORETTO nacque in ValFrancesco suo Nipote, che fioriva camonica nella terra di Breno, pornel 1580. Baglioni fol. 133. Lo stutò gran nome in Venezia, per la dio dei disegni, e degli schizzi di quadratura, e per le statue dipinte questo grand'Uomo, con altre pit nelle Chiese, nelle Sale, e nelle volture di molto valore, cioè di Date; lo nomina il Borghini, ed il P. niello Vauter, e di Pietro Bruguel Cozzando a fol. 114. seniore, è posseduto in Venezia dal FEDE GALIZIA celebre Pittrice da Cavaliere Gio: Giorgio de ChechelTrento, figlia di Annuncio Miniasperg, per molti meriti decorato, tore famoso. Volò di questa Doned infeudato del titolo di Signore na fama a Ridolfo II. Imperadore di detto luogo, tanto nei discene ordinò, che le opere sue fussero denti maschi, quanto nelle femmiriposte tra i più cospicui quadri ne, dalla Maestà dell' Imperadore delle Sale Imperiali. Di costei so Leopoldo. no in pubblico due opere in Mila- FEDERICO BIANCHI di Milano sonano, la prima nella Chiesa di S. Antore di Leuto, famoso ballarino tonio Abate, PP. Teatini, ed è un allievo, e genero di Giulio Cesare S. Carlo, che porta la Croce, con Procaccino. Negli anni 17. comil Santo Chiodo; la seconda è nelparve in pubblico con tre freschi la Chiesa di S. Maria Maddalena nel Claustro dei Padri Zoccolanti Monache Agostiniane, posta nell' e successivamente in varie Chiese, Altare Maggiore, in cui dipinse e Palagi con maniera spiritosa, Christo in forma d'Ortolano, che forte, faraginosa, e ben disposta in appare alla Maddalena. Fioriva ne belle, e fondate prospettive. Col fine del 1500. Molti ritratti, e al tempo poi addolcì lo stile nel cotre di lei pitture si vedono nella lorito, e nelle be'le idee, e di que Galleria Settala. Torre fol. 44. 63. sto tanto se ne compiacque l'A. FEDERICO BAROCCI nacque in UrbiReale di Savoja, che oltre il pagano l'anno 1528. da onestissimi Pamento dei suoi dipinti, gli donò renti; inclinato alla pittura fu dabellissima medaglia d'oro . A queto in custodia a Batista Veneziano: sto degno, e modesto Pittore (che superato ben presto il Maestro, mai mi volle graziare delle proprie. avanzò ancora in Roma i suoi connotizie) debbo molto, per quelle correnti nell'opere del Palagio di tante d'antichi, e moderni PittoBelvedere. Fatto franco col disegno ri, che m'ha trasmesso a Bologna Raffaellesco, e col colorito Corregaugurandogli dal Cielo ogni progesco s'andava avanzando, quando sperità, e contentezza. sorpreso da improvisa infermità, FEDERICO BONCORICH, Schiavone ritornò alla Patria. Dopo quattro condotto a Venezia per ammaestraranni stabilito in salute, con vago, si nella pittura, e dando speranze ed ameno colorito diede si bell'ope di grandi avanzamenti in quella re al pubblico, che principiarono a professione, da un suo amorevole volare alte commissioni, per impefu mandato a Bologna nella scuognare i suoi pennelli, come in fat la di Carlo Cignani, dove uso fati eseguì per varj Principi. Fu Vocendo del suo talento si acquistò mo d'onore: sostentò il decoro dell' fama di buon pittore, e ritornato arte con modestia, e da tutti fu a Venezia s'impiegò a servire Principi, 163 le quali portò a Milano: sil fece cipi, e gran Signori. Ma come per dunque un forte colorito, e di gran la sua strana idea adottò un nuovo macchia, ma per dare nel genio dee stravagante stile di dipingere gli amici, fu necessitato addolcire traviò dal buon sentiero, che lo la maniera, e con un vago accorconduceva alla perfezione, e diede do di colori lavorare a fresco, ed in una maniera, che ad altri, fuora olio, come ha fatto in tanti luochè a lui, non piacque, e gli fece ghi di sua Patria, e particolarmenperdere il credito e riputazione acte nella Chiesa di S. Francesco all quistata. Passato e poi a Milano, inAltare di S. Gioseffo nei due quadi in Germania, ritenendo sempre droni laterali, con tutta la Volta la sua maniera, che gli contrasta da lui dipinta, come ancora nella il merito di chiaro e valente pitSala dei Nobili Dottori di Colletore. gio nella Piazza dei Mercanti. Per FEDERICO BRENDELLIO d' Argentina le opere dipinte al Duca di Savoja discepolo di Gio: Guglielmo Baur: su creato Cavaliero. Morì d'anni ebbe genio singolare nel dipignere 70. nel 1703. a gomma operette curiose, e va ghe con somma diligenza, e studio FEDERICO ZUCCHERI nato l'anno 1550 in S. Angelo in Vado, Stato compiute. Sandrart jol. d'Urbino, fu fratello minore di TadFEDERICO CERRELLI, Milanese, pitdeo, che gli fu Maestro in Roma. tore di buona macchia, aperse scuoe poco dopo compagno nei lavori: la di pittura in Venezia, nella quadipinse in Vaticano, nella Capella le riuscì eccellente Sebastiano RicPaolina, nella Sala Regia, nella ci, che rispettò ed onorò il suo Sala vecchia, nel Tribunale della Maestro sinchè visse, e morto esso, Rota, e nella Sala Farnese. Fu adoassistè con grande amore la moglie perato in Roma dai Pontefici, acdi lui, soccorrendola ne' suoi urcolto in Inghilterra dalla Regina; genti bisogni: gratitudine, che ir stimato in Olanda, ed in Fiandra pochi scolari si trova. Floriva esso da Principi; ben veduto in Ispagna Cervelli con istima in Venezia cirda Filippo II. sospirato in Savoja; ca gli anni 1690. desiderato in Venezia per la gran FEDERICO di Lamberto d'Amsterdam Sala del Consiglio; finalmente ris'elesse per patria Firenze, stante chiamato a Roma da Gregorio la multiplicita dei concorrenti allo studio della pittura: fu uno di queXIII. per compire l'opere Vaticane. Per tutto guadagnò gloria, onogli sublimi spiriti, che onorò con re, e ricchezze, che liberalmente li suoi capricciosi dipinti il catafalprofondeva in fabbriche, in arredi co del Buonaroti l'anno 1564. Lain servitù, e nobili abbigliamenti. vorò per le nozze Ducali, e lasciò Diede alle Stampe un Libro di pitbelle memorie in piccioli, e grantura, e certe bizzarrie poetiche. Ladi quadri stimati sino al giorno d' vorò di Scultura, e di Architettuoggi dai Professori. Vasari par. 3 ra. Invogliato di vedere la Marca, lib. 2. fol. 281. s' infermò in Ancona, dove d'anFEDERICO PANZA Pittore Milanese ni 66. diede l'ultimo addio al Monda giovine imparò da Carlo Frando. Baglioni fol. 121. (a) cesco Panfilo, andò poi a Venezia FELICE BIGI, Pittor Romano, per un per istudiare l'opere di Tiziano, omicidio commesso in sua Patria di Paolo Veronese, molte copie delX 2 (a) Di questo valentuomo ha S. Maestà un pezzo istoriato, 164 si rifugiò a Verona, dove dimorò lorire. Fu in continuo esercizio per il restante di sua vita. Dipinse il le molte commissioni che da ogni fiori con tale naturalezza, che poparte gli vennero. Morì di anni 55. chi in Italia l'hanno uguagliato, nel 1560. Baidinucci scrive di lui e Felice dai Fiori comunemente chia diffusamente nel sec. 5. sogl. 219. mavasi. Operò egli non solo per FELICE PASQUALINO Bolognese, detle Case nobili di Verona, ma dalle to il Lasagna, imparò la pittura da più cospicue Città di Europa gli Lorenzo Sabbatini. Vi fu anco in furono ordinate molte opere, che Bologna Gio: Batista Pasqualino brafurono anche largamente pagate vo Intagliatore in rame nel 1622. Essendo egli spesso assalito da una Malvasia par. 2. fol. 233 ostinata gotta sì nelle mani che ne FELICE PELLEGRINI fratello di Vinpiedi, lungo tempo aspettar si de cenzio, detto il Pittor bello, nacveano le fatture di lui. Fioriva in que in Perugia l'anno 1567. fu scoVerona circa gli anni 1680. dove si laro del Barocci. Per la sublimità ruppe il corso de' suoi giorni. del suo disegno fu chiamato a RoFELICE CAVALLI Genovese, Marcan ma da Papa Clemente VIII per tonio, Aurelio, e Benedetto tutti servigio del Vaticano, Morì in Pafratelli, figli, e discepoli di Pan tria, sepolto nei Padri Conventuali taleo, e nipoti di Lazzaro (nella di S. Francesco, M. S. di cui casa per molti secoli fiorì la FELICE RICCI Veronese figlio di Dopittura, ed il disegno) sono tutti menico, detto il Brusaſorci: restò nominati dal Soprani a fol. 75. erede in gioventù non meno della § FELICE CAPELLO, nato in Madrid da virtù, che delle sostanze paterne padre Genovese Pittore, con gl'in essendo di spirito vivace, vagò per segnamenti di Vicenzo Carduchio diil Mondo, poi si fermò in Firenze venne Pittore di vaglia, e nel Recon Jacopo Ligozzio suo paesano gio Palazzo detto dei Ritratti e Pittore Ducale, dal quale impamolte opere dipinse stimate per la rò una certa dilicatezza di tignere loro bellezza non solo da quei Moche molto gradi alla sua Patria narchi, ma eziandio dai professori nella quale con replicati impegn Lavorò pure con lode nella Chiesa lavorò nelle Chiese, nei Palagi, e de' P. P. Capuccini della Pazienza nelle Sale a olio, e a fresco, in ried in varie Case e Palagi. Di anni tratti, ed in prospettive, sinche 54. morì in Madrid l'anno 1658. giunto l'anno 16 5. e di sua età Palomino a car. 313. 65. cambiò gli onori acquistati in FELICE CIGNANO nacque in Bologna vita, con gl'immarcescibili della l'anno 1660 figlio, e scolaro del gloria. Ridolfi par. 2. fol. 119. famoso Carlo Cignano, del quale si FELICE TORELLI nacque in Verona è parlato; con ispirito sollevato l'anno 1670. Parve da giovinetto con vago dipinto, e con franco diportato dal capriccio al suono, segno imita la maniera paterna Gioseffo il fratello maggiore alla per cui si è con distinzione inolpittura, ma riuscendo all'uno, ed trato alla gloria, e vive nella Citall'altro stranieri quei principj tà di Forlì cambiarono partito; s applicò GioFELICE FICARELLI, dello Stato di Fiseffo al Violino, in cui riuscì quel renze, studiò la pittura nella scuofamoso Sonatore tanto acclamato la dell'Empoli con grande profitto. dalla Germania, e dall'Italia, che Copiò le opere di Andrea del Sargodè l'opere sue stampate, e Felito, ed ebbe miglior gusto nel coce attese alla pittura nella Scuola di Gio: Gioseffo dal Sole; egli maneggia con franchezza i pennelli in Bologna, dove ha condotto in consorte la Sig. Lucia Casalina n'ta anno 1677. Pittrice Bolognese, e della Scuola medesima, la quale fa pubblica mostra dell' opere sue dipinte. Visse ancora Gio: de' Giorgi, detto Torellino, scolaro, e ni pote di Felice, il quale si portava molto bene nel disegno, e con l'avere praticate le maniere Romane, per lo spazio di 13. anni portò a Bologna un vago colorito, il di cui forte era un impasto così morbido di carnagione toccante la maniera Baroccesca, che dava alte speranze di dovere riuscire gran Pittore; ma dopo essersi trattenuto pochi giorni, morì d'anni 31. il dì 25. Novembre 1717. e fu sepolto nella Chiesa di S Agata di Bologna. FELICIANO da S. Vito, scolaro di Damello da Volterra, con Michele de gli Alberti Fiorentino fu erede di 200. scudi, degli stucchi, delle stampe, e de' disegni del Maestro, con ordine di compiere l'opere sue lasciate imperfette alla morte, che seguì nel 1566. Vasari part. 3. lib. 1. fol. 105. FELICITA SARTORI, ora Hoffman Veneziana, eccellente Pittrice di pastello, e miniatura, divenuta tale per gli insegnamenti, direzione, ed esempio di Rosalba Carriera la più virtuosa pittrice del nostro secolo, in casa della quale molti anni dimorò trattata, ed amata come se stata fosse sua figlia. Maritatasi poi con un Gentiluomo di casa Hofsman, Consigliere di S. Maestà Redi Polonia ed Elettor di Sassonia e passata col Marito a Dresda, ivi ora fa soggiorno, godendo l'amore e la stima di tutta quella Corte, ed operando per suo piacere, o per comando di quel Mecenate Sovrano. Pregiatissime sono le opere di 165 lei, e carissime a chi ne ha, mentre S. Maestà vuole averle tutte per ornamento do' suoi Gabinetti. Di cortesi maniere dotata, si fa un piacere di trattare con quanti forastieri di conto capitano in Dresda, e chiunque ha l'incontro di conversare con essa, ha motivo di restar preso non men dalla sua virtù, che dalla sua compitezza. FERDINANDO BOL, Pittore Ollandese, studiò la pittura nella scuola di Rembrand, bravo Maestro divenue d'istorie, e ritratti, e sì felice fu nel colorito, che piace ancor più di quello del Maestro; il che ad evidenza apparisce da un suo quadro nella Galleria regia di S. Maestà Re di Polonia, con il riposo della Vergine in Egitto, figure al naturale, il quale posto al paragone coi Caracceschi, Correggeschi, ed altri, nella forza, e disposizione del lume gareggia con quelli di tutti i grandi Maestri, che sonovi accanto. Jacob Campo ne dà la vita in idioma Ollandese part. 2. fol. 54. FERDINANDO CAIRO è nato in Casalmonferrato l'anno 1666. ed ha imparato il disegno da suo Padre Gio: Battista: spedito poscia a Bologna, entrò nella scuola di Marcantonio Franceschini, nella quale fermossi per lo spazio di dodici anni, e si fece imitatore di quella bella maniera, e vago colorito; lasciò in Bologna diverse cose dipinte, ed altre ne spedì alla Patria. Andò poi a Brescia, dove l'anno 1701. ricercato il Franceschini, per dipingere la Volta della Chiesa di S. Antonio Abate, Collegio de Nobili, nè potendo egli andarvi, là spedì Giacinto Garofalini di lui nipote, che insieme col Cairo dipinse in tre scomparti tutta la suddetta Volta, e per la quadratura servì Don Mattja Benedetti da Reggio, e riuscì il tutto a perfe 166 zione, come lo scrive l'Averoldi a sol. 81. Io mi trovava in quel tempo a predicare la parola di Dio nella nostra Chiesa del Carmine di quella Città, e tanto ebbi di piacere nel vedere il Cairo tanto avanzato, che finita l'opera, lo proposi a diversi Signori, per soggetto ben degno da farlo comparire in altre opere pubbliche, come mi sortì di fare. Ivi poscia accasato vive, e dell'opere sue fa bellissima comparsa in ogni luogo. Ebbe un fratello chiamato Guglielmo, il quale tanto s'era avanzato nella pittura, che nella Chiesa di Santa Margherita di sua Patria aveva dipinto l' Altare Maggiore, ed in altri luoghi; ma giovine morì l'anno 1682. FERDINANDO GALLI nato in Bologna, ma comunemente chiamato il Bibiena, dalla patria, in cui nacque Gio: Maria suo Padre Pittore, e Scolaro dell'Albano. Bramoso d'imparare la quadratura, non assaggio appena i principj di quella sotto Mauro Aldrovandini, e sotto Giulio Trogli, che giorno, e notte da sè studiando, ben presto non superasse ogni difficoltà, coll'essere ricercato da varj Principi d'Italia, in ispezie dal Setenissimo di Parma, al servigio del quale visse salariato Pittore. Nella feracità, nella vaghezza, e nella celerità delle prospettive, e delle opere sceniche non na pari. Fiorisce ancora nelle figure, e nella quadratura Francelco minor fratello, che fu Pittore dei Serenissimi di Mantova, di Parma ed in Vienna della Maestà del Re de' Romani; non dissimile dal fratello nella prestezza, e sapete dipingere per Camere, e per Teatri Architetture, che sono degne d'ammirazione. Sino la Sorella Maria Oriana, con gl'insegnamenti di Marcantonio Franceschini, non manca nei ritratti, e nelle storie di farsi conoscere Pittrice in Bologna. Ferdinando poi dichiarato Architetto primario, Capomastro maggiore, e Pittore di Camera, e di feste da Teatro di Sua Maestà Cesarea diede in luce un Libro in foglio intitolato: L'Architettura Civile preparata ſulla Geometria, e ridotta alle proſpettive conſiderazioni pratiche. Parma 1711. per Paolo Monti. Diede parimenti alle luce altro Libro d'Architetture, Prospettive, e Scene per Teatri, le quali in tutte sono fogli 71 Alla gloria di così celebri Professori, si aggiunge ancora Alessandro figlio di Ferdinando, il quale nell'eta sua di 32. anni gode l'onore di servire l'A. R dell'Elettore Palatino, in qualità di Architetto Generale. FERDINANDO HELLE nativo di Malines, ma per essere quasi sempre soggiornato in Parigi, passa per Pittore Franzese: fece in detta Città molti ritratti, e quadri, e sebbene era, senza paragone, superiore a Luigi, Enrico, e Carlo Bobrun, che eransi insinuati nella Corte, si faceva assai meno pagare le opere sue. Lasciò due figliuoli seguaci de la medesima professione. Depiles fol. 462. FERDINANDO NEUBERGER Tedesco fratello di Daniello, uno de primi plastici della Germania. Fra gli altri lavori di questo Valentuomo si vedono infinite storiette, favole, e fatti guerrieri formati in cera artificiosamente indurita come il marmo, per le Gallerie Oltramontane. Sandrart fol. 395. FERDINANDO S. URBANO, famoso disegnatore, plasticatore, e coniatore di medaglie; servì molti Pontefici nel contare monete con teste finite e rovescj istoriati. Morì in Roma circa l'anno 1720. lasciando ai suoi eredi facoltà, ed un ampia raccolta di stampe, e disegni de' Maestri più celebri. FERDINANDO TACCA Scultore di Carrara 167 le sue opere sono stimate assai. Varara, figlio, e scolaro di Pietro, le sari 3. part. vol. 2. a cart. 341. opere del quale terminò alla di lui FERNANDO GALIEGOS, Pittore stimorte l'anno 1640. nella Reale Camatissimo di Salamanca, ha talmenpella di S. Lorenzo di Firenze, col te imitato Alberto Durero, che fa finire il gran Colosso di Ferdinando credere sia stato di lui discepolo. I. e molte altre opere d'intero, di In quella Città molte opere di lui mezzo, e di basso rilievo, tutte di si veggono, come pure in Portometallo. Diede il disegno per alcugallo. Presso il Sig. Marchese D. ne principali fabbriche, e molto valLuigi de Meneses Vice-Re dell' Inse nelle invenzioni di macchine pe die evvi un pregiabile quadro con Teatri, e per feste sacre, onde mela crucifixione di Nostro Signore in ritò di succedere al Padre nelle catavola, contrassegnato col nome di riche, e negli onori. Baldinucc. lui. Vivea negli anni 1580. Polopart. 2. sec. 4. fol. 370. mino ne dà la vita a cart. 239. FERDINANDO VALDAMBRINO Romano: altro non ho trovato di questo FERNANDO GOMEZ, antico Pittore Portughese, lavorò con buono stile Pittore, se non che in Milano nel per le Chiese di Lisbona, e del Rela Chiesa di S. Marco (Padri Ago gno; per il che il nome di lui e stiniani) dipinse nella Capella di degno di essere registrato tra i tanS. Guglielmo Duca d'Acquitania la ti, che qui si descrivono. Vivea tavola, in cui vedesi la Vergine col circa gli anni 1580. Bambino, ed il Santo Duca. Torre FERNANDO JANNEZ Pittore, fu scolafol. 267. ro di Raffaello d'Urbino, e native Mister FERGANT, che credesi nativo della Città di Almedina nelle Spadi Ollanda, vive in Londra stima gne; lavorò poche cose nella di lui tissimo Pittore di picciole figure berPatria; solo si sa, che nella Città disegnate e colorite, di Ville con di Granata si vedon nelle Chiese opemercati, di sbarchi, di pesche, di re di sua mano: non si è potuto animali, il tutto con tale armonia. aver altra notizia, se non se che e vaghezza, che può essere eguamorì circa l'anno 1600. Il Palomigliato da pochi, superato da nessuno ne fa la sua Vita a cart. 267. e no. Le opere di lui sono stimate e il Butron a cart. 122. ricercatissime, e senza grandi difficoltà ottener non si possono, coFERRANTE VITELLO di Città di Castello, Architetto ricordato dal Lostumando egli di abbruciare quan mazzo nel Trattato della Pittura, te commissioni gli si offrono, e trascu rando poi di eseguirle, ne compie FERRAU FANZONE, o da Faenza, fu scolaro del Cav. Vanni in Roma: soltanto pochissime; che se attento con Andrea d'Ancona, col Cav. Sae indefesso fosse nell'operare, granlimbeni, con Baldassarre Croce, o di facoltà potrebbe acquistare. Di con altri dipinse varie storie a fresco esso due buoni quadretti di piccio in S. Gio: Laterano, alla Scala Sanle figure ho veduto nella Galleria ta, ed in Santa Maria Maggiore. di S. E. il Sig. Co: di Brill primo colorì con bell'impasto, con vaMinistro di S. Maestà Re di Pologhezza, e con facilità. Ab. Titi. nia. FILIPPO ABBIATI Milanese, discepolo § FERMO GUISONI, Pittor Mantovano, uno de' migliori diſcepoli di Giulio del Nuvolone, fu Pittore facile, sicuro nel disegno, prontissimo nell' Romano, che di lui si valse nelle più importanti e premurose occasioinvenzione, e spedito nell'operare, quindi è, che a olio, ed a fresco ni; dipinse da sè con bravura, e 168 terminò quantità d'operazioni, e lasciò un buon patrimonio a figli, Dalla sua scuola uscirono molti buoni Pittori. Morì d'anni 75. nel 1715. FILIPPO BERTEANT Scultore, nato a Parigi, allevato nella stanza, e scuola di Luigi le Comte, s'acquistò molto di riputazione nell'operare. è stato aggregato alla Reale Accademia di Pittura, e di Scultura nel giorno 28. Novembre 1707. FILIPPO BERTOLOTTI Genovese, con gran diletto in età giovanile si diede allo studio del disegno, poi fece passaggio al colorito, ma vedendo scarse le commissioni, per la moltiplicità dei professori, s applicò ai ritratti, con i quali onoratamente visse. Il simile succedette a Michelagnolo il figlio, della paterna virtù degno erede. Soprani fol. 90 FILIPPO BEVILACQUA, Pittor Milanese, mentovato dal Lomazzo nel Trattato della Pittura a cart. 684. FILIPPO BRIZIO, nacque in Bologna l'anno 1629. da Francesco, uno dei più spiritosi allievi di Lodovico Caracci: restato in età di 20. anni senza Padre, fu da Guido Reni cortesemente accolto, e con amore ammaestrato nel suo disegno, che se gli rese facile, e spedito, comunicandolo poi anch'esso, fatto Mae stro, con amorevolezza a Cavalieri, e Dame, e ad altri Scolari per lungo corso di tempo. Malvasia part. 3. fol. 543. FILIPPO BRUNELESCHI Fiorentino sebbene dalla natura portò mostruosità di corpo, lo doto però di tanta bellezza di spirito, che fu vale. vole a far risorgere il disegno, la prospettiva, la geometria, la scultura, e l'architettura, da gran tempo nella sua Città sepolta. Con grido universale esercitò l'arte del Giojelliere, e dell'Orologiere, poi unito con Daniello alla Scultura andò a Roma, dove fece esattissimi studj sopra quegli antichi marmil. Rtornato alla Patria, mai Pio dagli antichi in qua su veduto Uomo di maggior pratica di questo nei disegni dei Palagi, nei Tempi nelle Torri, nei Monasterj, nelle Fortezze, nelle Macchine, e negli argini dei fiumi. A tante scienze unì l'amorevolezza cogli scolari, la famigliarità con tutti, e la carità verso i poverelli, i quali amaramente lo pianseo l'anno 1446. quando compiuti li 69. di sua età l'accompagnarono al sepolcro in S. Maria del Fiore. Vas. por 2 fol. 211. FIIIPPO DE CHAMPAGNE nato in Brusselles nell'anno 1602. con una forte inclinazione alla Pittura, e nelle scuole di buoni Maestri Fiamminghi riusci valente pittore d'istorie, ritratti, e paesi. Servì la Regina Madre di Francia, ed il Cardinale di Richelieu, ed altri personaggi della Corte. Dal Re Luigi XIII. ebbe ordine di fare molti quadri per le Chiese di Tarigi e del Regno, All'arrivo colà dall'Italia di Le Brun avrebbe egli voluto, e tentò anche di ritirarsi dal servigio, ma non essendogli stato permesso di farlo, per essere attualmente impiegato a dipingere la educazione di Achille nell'appartamento destinato al Delfino nel Palazzo delle Tuillerie, ammalatosi, si crede per cordoglio e passione di animo, finì di vivere nel 1674. I ritratti e paesi di lui sono in maggior credito delle istorie. Abreg par. 2. fogl. 280. FILIPPO DEGLI ANGELI Romano, detto il Napolitano, perchè da fanciullo lo condusse a Napoli il Padre Pittore di Sisto V. ed ivigl'insegnò il dipignere: lavorò di buon gusto in battaglie, ed in paesi con vaghi accompagnamenti di figure mirabilmente atteggiate. Compose bellissimo Museo d'anticaglie, e di bizzarrie pittoriche: fermò il corso alla sua vita in età avanzata. § Fr. 169 le, nelle Gallerie, e nei quadri d' nel Pontificato di Clem. VIII. BaAltare in Roma. Desiosi di rivedeglioni fol. 33 re la patria, là trasferiti, con do§ FILIPPO DI LIANNO, nato in Maloroso pianto dell'amico, morì Gio: drid, studiata la pittura sotto AlonColi in età d'anni 47. nel 1681. e so Sanchez, divenne pittore singoFilippo ritornò a Roma per le pitlare di ritratti, spezialmente in picture di S. Pantaleo, por alla pacolo, a segno di meritarsi il nome tria, dove dipinse i miracoli di S. di Tiziano in piccolo. Di anni 50. Maria Maddalena dei Pazzi in S. lasciò la vita nel 1625. Polomino Pier-Cigoli, Padri Carmelitani della ne ha dato la vita a car. 284. Congregazione di Mantova. Morì FILIPPO FRUSTIERS, Pittore di Anl'anno 1704. versa descritto tra i Pittori Fiamminghi nell'Aureo Gabinetto, a car- In Lisbona nella Chiesa di Loreto della Nazion Italiana hanno depinto una te 389. samosa tavola d'altare con Maria nel FILIPPO FURINI, detto Pippo SiameParadiso. (a) rone Fiorentino, scolaro del Cav. FILIPPO GIL, nato in Vagliadolid. Passignano, attese a fare ritratti, studiò la pittura nella scuola di ed insegnò i principj a Francesco Giovanni Vander-Hamen in Fiansuo figlio, del quale si parlerà a dra, e ritornato alla sua patria ricsuo luogo. co di cognizione e sapere dipinse FILIPPO GHERARDI nato in Lucca assai bene sì ad oglio che a fresco, Tanno 1643. da Bastiano suo padre e fece ritratti non solo assai somiimparò il disegno, ed in Roma il glianti, ma di buon impasto ed otcolorito da Pietro da Cortona: giutimo disegno. Nel 1674. morì in rata perpetua fedeltà all' amico età di anni 60. e lo studio di disepaesano, e condiscepolo Gio: Coli, gni da lui lasciati fu dagli eredi non isdegnarono, che l'uno lavovenduto per buona somma di conrasse nella medesima testa, o pan tante. Palomino fogl. 382. no, o figura dell'altro. Furono per sette anni in Venezia, e fecero gran- FILIPPO LAURI nacque in Roma l'anno 1623. e morì nel 1694. Ricode studio sopra quei dipinti. Rinobbe per Maestro Angelo Caroselchiamati a Roma dal Maestro, per lo suo cognato, dal quale bene istrutimpiegarli nella Cupola di Santa to nella pittura, concorse a diverMaria in Campitelli, giunsero un se operazioni ben degne del suo erugiorno dopo la morte di quello, e dito pennello: cangiò poi stile, con poco dopo ricevettero l'infausto angenio particolare a piccole storietnunzio della nave predata dai Turte, lontane dalla maniera del Maechi, che per la parte d'Ancona porstro, e le condusse con tale spirito, tava i loro arnesi, fra li quali vi e vaghezza, che allettò varj Prinerano quadri di Paolo, e del Tincipi stranieri a pagarle prezzi rigotoretto, dei Caracci, 80. copie da rosi, per abbellirne le loro Gallerie loro dipinte, e 2500. scudi, resiBaldinucci par. 3. sec. 4. fol. 312. duali delle pitture, e della Libraria Pascoli 3. Tom. car. 137. di S. Giorgio Maggiore dipinta in Venezia. Liberati dagl impegni del- FILLIFPO LEMKE Fiammingo seguitò in Italia lo stile di Monsù Bamle Corti di Mantova, di Savoja boccio, poi si diede a dipignere batdi Spagna, e di Praga, che li brataglie molto ben condotte, e che mavano, s'occuparono nelle Cupo piac (a) Di questo Filippo ha S. Maestà un pezzo istoriato. 170 piacquero in estremo ai Dilettanti. tre che ivi si trovano. Tra i rasi Sandrart fol. 337. però lavori di lui particolar meriFILIPPO LIPPI Fiorentino, discepolo ta menzione la non mai abbastandi Sandro Botticelli, con nuova, e za lodata porta del Giardino di Cabizzarra invenzione di grotteschi, di sa Brignoli, in fondo alla strada vasi, di cimieri, di trosei, d'armanuova, sostenuta da due risentiti ture, d'aste, di bandiere, d'abbiTermini con certi putti sopra di ta. gliamenti, di calzari, e di ritratti bellezza, che pajono antichi. Chiasparsi nei suoi dipinti, comparve i mato a Venezia ivi pure diede sag primo Pittore in Roma, in Bologio di suo sapere e perizia; e per gna, in Lucca, ed in Firenze. Cor1 Monaci di S. Giustina in Padova reva l'anno 1473. quando sorpreso fece un Cristo deposto con la Verda una fiera scaranzia, rimase sofgine e S. Giovanni, qual opera sofocato negli anni 45. e fu sepolto la basta a qualificarlo per singola in S. Michele. Vasari par. 2. fol. re Maestro. Morì sessagenario in 119. vedi Fra Filippo Lippi. Genova circa gli anni 1708. FILIPPO MENZANI Bolognese, dell FILIPPO PASQUALI da Forlì nomiAlbano diletto allievo; mai abnato nella Vita del Cignani a car. bandonò il Maestro, anzi nella di 61. per essere stato discepolo di si lui estrema infermità non se gl. grande maestro. partì dal letto, nè giorno, nè not- FILIPPO PLANZONE di Nicosia, volte, struggendosi in dolorose lagrigarmente detto il Siciliano in Geme, massimamente quando si sentinova, oltrepassò i confini della mava strignere la mano dall'amato raviglia con la sottigliezza dei suo Maestro, che lo benediceva, lo lavori intagliati in avorio, e coralringraziava, e chiedevagli perdono lo, senza educazione d'alcuno Maedi tante per lui sofferte vigilie stro. Per il Serenissimo di Toscana Morto, che su l'Albano l'anne lavorò una S. Margherita di coral1660. seguì a dipignere con quallo, che tiene legato il dragone con che languore, che poco dopo lo lecerte catenelle incavate dallo stesvò dal Mondo. Malvasia parte 4 so pezzo, e ne riportò in premio fol. 282. 500. scudi, dal che fatto animo § FILIPPO NEGROLO Milanese eccelintagliò per il medesimo in avorio lente intagliatore di figure e bassi nella grandezza di un novo, una rilievi nominato dal Lomazzo nella gabbia, e dentro un cavallo di tonIdea della Pittura, e dal Vasari pr do rilievo. Invitato a Roma da Patom. 3. par. fogl. 292. pa Urbano VIII. la morte gl'interFILIPPO PARODI eccellente Scultore cluse in Genova la via nell'anno Genovese, padre di Domenico, di 1630. nel prù bel fiore di sua età, cui a suo luogo, fu uno de' più cioè d'anni 26. Soprant fut. 313. aggiustati artefici del suo tempo. § FILIPPO ROOS, chiamato anche In sua patria nella Chiesa di S. Car Rosa di Tivoli, per avere lungalo fece di tutto rilievo la bellissi mente studiato in Roma ed in Tima statua di Maria Vergine; e nelvoli, fu buon pittore di animali e la Chiesa di Carignano la statua di paesaggi, quali toccò con franco o S. Giovanni Batista a competenza spedito pennello. Fu nell'arte amdel famoso Pogiet. Per la Chiesa maestrato da Giovanni Enrico Roos poi di Loreto della nazione Italiasuo Padre, che animali eccellentemenna in Lisbona fece molte statue te dipinse. Natò in Francsort nel che si fanno ben distinguere da al1655. sece sua dimora in Hassia Cassel, 171 sel, e servì lungo tempo a quel mente Pippo (il qual nome servi Principe. Portatosil a Roma colà poi di cognome ai suoi discendenmutò maniera, attenendosi al gusto ti.) Questo povero pastorello UrItaliano. Avvi quantità di sue opebinate ricco di naturale inclinaziore sparse per l'Europa; e ben pone al disegno, passò a Roma, stutea servire e contentare ognuno, diò da sè, e por diede principio a usando grande speditezza nell'opelavorare nell'avorio, nel corallo rare. Ebbe un figlio esso pure pitnell'agate, nelle corniole, e nel ditore di professione, ma da non paaspro picciole storiette, universalragonarsi col Padre, il quale morì mente applaudite in Genova. Più in Roma l'anno 1705. (a) volte intagliò in un osso di ceragia FILIPPO ROSSUTI discepolo di Gad storie sacre, e profane, i dodici do Gaddi, con Fra Jacopo da TurCesari, Crocefissi, ed altre manirita Francescano lavorò in S. Gio: fatture, come dal Soprani fol. 303. Laterano, e nella facciata di S. MaMatteo, Scipione, Luca, e Giulio ria Maggiore di Roma (circa il tutti eccellenti Scultori in Genova 1300.) quelle grandi storiette a moi furono suoi figli. saico, riferite dall'Ab. Titi sol. 224. FILIPPO VERALLI Bolognese allievo che sino al giorno d'oggi mirabildell'Albano; fu la sua vocazione mente si conservano intatte. alli paesi, ed in fatti battè unà fra FILIPPO SAMPAGNA di Brusselles, nasca mossa dal vento con ispirito to l'anno 1602. Fu allievo d'assai disegnò a penna; dipinse con franmediocri Pittori, alla riserva di Giachezza, e da tutti fu gradito. como Foquier, che l'ammaestrò Malvasia par. 4. sol. 293. nei paesi: per gli altri generi poi FILIPPO UFFEMBACH Pittore di Frandi pittura non deve ad altri, che cofort imparò da Adamo Grimmealla sua assiduità, studio, ingegno ro: professò con grande studio l'ale travaglio; quindi fatto buon dichimia; scrisse materie teologiche, segnatore di perfetta correzione, ed geometriche, notomiche, ed archiimitatore della natura, andò in Frantettoniche. Dopo la lettura dei più cia sul disegno però di passare in cospicui libri, dei quali si dilettaItalia, ma ivi si fermò, fatta amiva, circa il 1640. passò all'altra cizia con Niccolò Poussin, già rivita. Sandrart fol. 285. tornato dall'Italia, e unitamente: FILIPPO WOWERMAN nato in Arlem con quello intraprese ad operare nel 1620. apparò la pittura dal Paper la Regina nel Palagio di Ludre Paolo, e collo continuo studio cemburgo, e Sua Maestà diedegli si fece chiaro pittore di battaglie e la direzione delle pitture da farsi, paesi, che pagati gli furono a grossi coll'assegnamento di 400. scudi anprezzi, essendo comune credenza nui; fece parimente molte grandi che pochi o nessuno sia mai arriopere per le Chiese, e le principavato a dipingere con tale esattezza li trovansi in quelle di Porto in piccolo le figure e i cavalli. (b) Reale, e nelle Carmelitane. Morì FILLIPPO ZANIMBERTI nacque in BreRettore dell'Accademia Reale d'anscia l'anno 1585. imparò da Sante ni 72. nel 1674. Depiles fol. 502. Peranda, col quale si fermò 10. FILIPPO SANTACROCE, detto volgaranni, e riusci valoroso Pittore nel (a) Di Filippo ha S. Maestà otto grandi pezzi con animali e figure. (b) Trentacinque pezzi di costui, di paesi e figure istoriati, accrescono il numero delle pregiate opere, ond'è composta la insigne Raccolta di S. Maestà. 17⁄2 fare piccole figure toccate con grase, e Palagi di Bologna. Ebbe un impasto di color forte, un pennello zia, e naturalezza: non lasciò pefelice, ed un franco maneggio di rò di tignere muri, e tele ripiene tinte. Intagliò all'acqua forte. Avedi copiose storie: pervenne all'anva già disegnata la Sala degl'Illuno 1636. e cinquantesimo primo di strissimi Signori Conti Fava, che fu sua età, e rese l'Anima al Creatodipinta dalli Caracci, per darla alre, sepolto in S. Giustina di Brescia le stampe, quando prevenuto dalla Insegnò l'arte al figlio Gio: Batista. morte in fresca età, ritrovandosi al Ridolfi par. 2. fol. 282. FIORAVANTE FERRAMOLA Bresciano servigio del Serenissimo di Modona, morì nell'anno 1661. Malvasia fioriva nella pittura nel 1512. nel par. 4. fol. 448. (a) qual tempo saccheggiando i Galli la Città di Brescia, fu spogliato FLAMMINIO, VACCA Scultore Romano; da questo Valentuomo si veanch'esso d'ogni avere; perloche fatto ricorso a Monsieur de Fois dono adorni Tempj, Piazze, e FonCapitano dell'armi Franzesi, e nartane di molte statue, ed altre n'arate le sue disavventure, e la provrebbe compiute, se la maggior fessione, volle da lui esser ritratparte del tempo non l'avesse speso to, e ricompensò la virtù del Pitin restaurare le antichità Romane. Servì Papa Sisto V. ed il Serenissitore con 500. scudi. Ridolfi par. 1. mo di Toscana. Nel Pontificato di fol. 245. Rossi fol. 506. Papa Clemente VII. cambiò la viFIORENZO DICHICI, di Arlem ta con la morte, e fu sepolto nelpittore di fiori, frutta, e canditi tale ebbe stima al suo tempo, che la Rotonda, con la lapide, e suoritratto. Baglioni fol. 71. se ne vede il ritratto alle stampe con versi in lode di sua virtù. FLORIANO BONO, Pittor Bolognese citato dal Passeggier Disingannato FLAMAN ANSELMO Scultore in Parigi nato a S. Omer nell'Artois a car. 233. Professore nell' Accademia Reale. FLORIO MACCHI Bolognese sido seEbbe un figlio dello stesso nome guace di Lodovico Caracci, non ricevuto nell'Accademia suddetta li doveva mai rompere il corso al suo 27 Ottobre 1708. pennello con le fatture del bulino. ¶ FLAMMINIO FLORIANO della scuola Era sì bene nel dipignere incammidel Tintoretto, nella Chiesa delle nato, che la Vergine Nunziata, Monache di S. Lorenzo in Venegraziosamente dipinta nei laterali zia dipinse una Tavola con nostra della Porta dello Spirito Santo, fu Signora coronata dal Padre, e dal creduta dalli forestieri di mano del Figliuolo, e con S. Agostino. Maestro. Furono ancora Pittori GiuFLAMMINIO Torre Bolognese (dall. lio Cesare, e Gio: suoi fratelli. Malesercizio del padre chiamato dall'anvasia per. 3. fol. 578. cinelli,) fece il noviziato del diFORTUNATO PASQUETTI, Pittor segno sotto il Cavedone, e profesVeneziano, imparò a dipignere da sò la pittura nella Scuola di Gui Nicolò Cassana, e si procacciò fado. Nel copiare, su così giusto ma di buon pittore col fare ritratche le copie furono stimate origiti non solo somiglianti, ma vaga nali sino dai Professori: non è pemente inventati, ben disegnati, e rò, che di sua invenzione non lasecondo l'arte dipinti. Opera anvorasse egregiamente in tante Chiecora d'istorie, ma con successo men (a) Di Flaminio Torre ha S. Maestà un pezzo istoriato, che fu di Modena, 173 Porta Fiorentino, studiò molti anprospero che nei ritratti. Vive in ni sotto Cosimo Rosselli, poi disepatria modestamente, lavorando gnò l'opere di Leonardo da Vinci, più per suo diletto, e per secondaIn Firenze conferì le difficultà dell' re il suo genio, che per guadagno: architettura, e del colorito con Rafagiato di beni di fortuna ama di faello d'Urbino. Vide Roma, e ritrattenersi co' suoi amici, e di te tornò più perfetto alla Patria. Diner la sua casa aperta a comodo segnò il nudo a maraviglia; diede de virtuosi. Nell anno 1745. fu nel grande; diminuì l'ombre con eletto Priore del Collegio de Pit artificio, e colorì con grazia; intori. ventò il modello di legno, che si FORZONE DI SPINELLO Aretino, scosnoda; fu assiduo al lavoro. Di nalaro di Cione: fu costui eccellente tura quieto, e timorato di Dio, nel disegno, e famoso nci lavor morì d'anni 48. correndo il 1517. d'argento smaltati a fuoco, come Vasari par. 3. lib. 1. fol. 41. ne fanno fede nel Vescovado d'ArezFRA BERNARDINO CASTELLI Genozo una mitra con fregiature bellisvese Min. Osser. di S. Francesco sime di smalto, ed un pastorale figlio, e scolaro di Bernardo. Oltre con tante altre opere storiate nel l'essere di grande virtù, e merito, Padri della Vernia, citate dal Vasasu ancora applicato alle miniature, ri par. 1. fol. 55. e benchè sopravivesse al padre § FRA AGOSTINO LEONARDO, Reliche morì l'anno 1629. non ebbe gioso dell'Ordine di nostra Signora lunga vita. Soprani sol. 115. della Mercede in Madrid, su valente pittore spezialmente di ritratti. FRA BIAGIO BETTI da Pistoja laico Teatino, allievo di Daniello da VolNel refettorio del suo Convento, in terra, riempì la sua Religione di Toledo dipinse un quadro grande quadri storiati di buon gusto: si died altre pitture fece con maestria lettò di scoltura; modellò di cera, e sapere condotte. Morì in Madrid e di creta: miniò isquisitamente; l'anno 1640. Palomino tom. 2. foprofessó la medicina, la cognizioglio 296. ne, e la virtù dell'erbe, la musiFRA ANTONIO ASINELLI Bolognese ca, e composizione dell'oltramare. Carmelitano ingegnosissimo disegnaNemico dell'ozio, amico dei Virtore ed Intagliatore di tarsia, lavorò nel famoso Coro di S. Domenico tuosi, fu stimato dalla Religione con Fra Damiano Bergamasco Dodai Cavalieri, e da Papa Clemente VIII. In tempo d'estate addormenicano, ed in quello di S. Mimentato sopra una fredda pietra, chele in Bosco, che fu terminato trovò l'ultimo sonno d'anni 70. e l'anno 1520. Masini fol. 614. Bunella Chiesa di S. Silvestro a Monmaldi fol. 253 te Cavallo ebbe sepoltura l'anno ERA BARTOLAMEO DALLA GATTA Ca1615. Baglioni fol. 318. maldolese, Abate di S. Clemente FRA BONAVENTURA BISI Bolognese d'Arezzo, fu Miniatore, poi PitMin. Conventuale di S. Francesco. tore in grande, come da tant'ope fu allievo di Lucio Massari; si dire sue in Arezzo, e descritte dal lettò di miniare, e ridurre in picVasari par. 3. lib. 2. fol. 352. Veciolo l'opere di Guido, e di altri sti l'abito Religioso nel 1461. moMaestri; per la grazia, e vaghezrì d'anni 83. fece molti allievi nelza, con la quale le terminava, fu la Religione chiamato comunemente il Padre PitFRA. BARTOLOMEO di S. Marco Dotorino. Servì molti Principi, in parmenicano, detto. avanti Baccio dalla 174. ticolare il Serenissimo di Modona, re, che singolari in quell' tempi fuche ha tante belle pitturine di sua rono riputate, Fioriva circa gli anmano nella famosa Galleria, Mori ni 1429. Vasari nella Vita di Fra al servigio di detto Principe l'anFilippo ne sa menzione a car. 295. no 1662. Insegnò. di miniare a D. vol. 1. par. 2. Gioseffo Casarenghi suo nipote, ed FRA EMANUELLO da Como Min. Rif. a D. Gio: Batista Borgonzoni, di S. Francesco; sino da fanciullo qualli fecero onore al Maestro. Malvedendo certi Pittori dipingere nel vasia par. 3. fol. 559. Masini sol. 617. Duomo della sua Città; tanto s'inFRA CHERUBINO MONSICNORI. Venamorò del disegno, che da sè riuronese Min. Osser. di S. Francesco sci Pittore: lavorò sopra vaste tefratello di Francesco, e di Fra Gile, e muri sacre storie, come nel rolamo Domenicano, tutti tre braClaustro di S. Francesco a Ripa vi Pittori dei suoi tempi. Dal padi Roma: visse anni 76. e morì dre dilettante di pittura, contuttonel 1701. chè non dipignesse, si può dire § FRA EUGENIO GUTIERES, dell'Ordiche portassero l'inclinazione al dine della Mercede in Madrid, fu susegno. Fiorirono nel 1500. Vasari blime Pittore e Plasticatore: Le opepar. 3. lib. 1. fol. 268. re da lui fatte in cera, e le pittuFRA COSIMO PIAzza nativo di Care a oglio con minutissime figure stelfranco, nello Stato Veneto; docon grande intendimento eseguite po avere fatto molti studj sopra indussero il Vitelli, ed il ColonVeneti Pittori, e con le regole del na, mentre erano al servigio de Palma juniore dipinto in varie ChieSpagna, ad esaltarlo per un mirase, e Palagi, vestì l'abito del Tacolo dell'arte. Nell'Escuriale si vedri Cappuccini; mandato in Gerde di lui un S. Girolamo degno di mania, servì, Ridolfo II. Impera stare in riga colle opere dei più fadore; pervenuto in Roma, dipinse mosi pennelli, che colà s' impiegaper Papa Paolo V. ritornato a Verono. Ottuagenario morì l'anno nezia, lavorò per il Doge Antonio 1700. con grave dispiacere di tutPriuli; finalmente d'anni 64. nel ta la Corte. Palomino a car. 455. 1621. morì, e fu sepolto nella sua FRA FILIPPO LIPPI nato in Firenze Chiesa del Redentore, Baldinucci l'anno 1381. Entrò nella Religione par. 3. sec. 4. fol. 214. Baglioni fol. del Carmine d'otto anni; copian161. do, e ricopiando l'opere che sono FRA DOMENICO da Bergamoi fu ecin tal Chiesa, imparò il dipingere. cellente maestro di Tarsia in legno. D'anni 17. lasciò la Religione; Fece il Coro della Chiesa di S. Doandò in Ancona, e ritrovandosi a menico in Bologna, ed altre ingediporto per il mare fu predato da gnose e ben intese fatture nella Sauna fusta di Mori, e condotto in grestia, per le quali ebbe tanto Barbaria, dove rimase per 18. mesi grido, che fu chiamato in molte alla catena. Occorse intanto, che Città d'Italia per abbellire con sue avendo un giorno ritratto con un opere Cori, Sagrestie, ed altri luocarbone il suo Padrone, questi stughi sagri. Passeggier. Dising. a car. pefatto a tal novità, credendolo uomo divino, gli diede la libertà. § FRA DIAMANTE, discepolo e imitaNavigò per Napoli; lavorò in Catore di Frate Filippo Lippi, in Pralabria; ridotto a Firenze servì il to di Toscana sua Patria, nella Duca Cosimo; ebbe un figlio per Chiesa del Carmine fece varie openome Filippo Lippi Pittore famoso. 175 Si ridusse finalmente a Spoleto, do- FRA GIO: MARIA Bresciano, Sacerdove non senza sospetto di veleno terte Carmelitano Argentiero, poi Pitminò i suoi giorni nel 1438. Vasari tore dipinse nel principio del Secopar. 2. fol. 291. lo 1500. nel Claustro del Carmine FRA GIO: ANGELO LOTTINI Servita: di Brescia i fatti più egregj dei chiamato avanti Leonetto FiorentiSanti Profeti Elia, ed Eliseo, che no, fu allievo di Fra Gio: Angelo per quei tempi furono opere plauMontorsoli, compose varj Libri di sibili, e si conservano intatte sino apoesia, e di sciolta orazione, fu giorno d'oggi. Averoldi fol. 244. buon plastico, e miglior disegnatoFRA GIO: VINCENZIO CASALI Fiorenre. Morì cieco ottogenario l'anno tino Servita, fu Architetto, Scul1629. Baldinucci sec. 4. fol. 176. tore, e scolaro di Fra Gio: Angelo par. 3. Montorsoli; lavorò in Parigi, in FRA. GIO: ANGELO MONTORSOLI Roma, in Napoli, ed in Ispagna Scultore Fiorentino, scolaro d'Aucondottovi da Francesco I. Gran drea da Fiesole, andò giovinetto a Duca di Toscana. Invitato da FiRoma, poi a Perugia, d'indi alla lippo II. in Portogallo per restauPatria, fu adoperato dal Buonarorare quelle Fortezze, giunto alla ti nella Sagrestia di S. Lorenzo; di Città di Cucumbria, d'anni 54.ivi anni 24. ispirato da Dio alla Relilasciò la vita nel 1593. Rimasero gione, professò in quella dei Padri dopo lui Fra Tiburzio Santini, e Serviti, dove ebbe molto da impaFra Jacopo da Viterbo suoi allievi. rare dal dipinto nei Claustri d'AnBaldinucci par. 2. sec. 4 fol. 238. drea del Sarto, Invitato a Roma FRA GIOACCHINO JUNCOSA, Catada Papa Clem. VIII. restaurò le lano Pittore, prima di vestir l'abistatue di Belvedere; fece il ritratto religioso, molte istorie sacre e to del Papa; poi ritornò alla paprofane dipinse; fattosi poi Certositria più perfetto, e lavorò col Buono, nella sua Chiesa in Barcellonaroti. Si trasferì a Parigi, dove na, oltre molte altre cose sagre fece quattro statue per il Re; nel rappresentò in tele i fatti istorici ritorno vide gran parte dell'Italia, di Moisè ed i miracoli da esso opee quasi per tutto lasciò qualche me rati a favore del suo popolo d'Israemoria: terminò i suoi giorni d'anle, per i quali certamente merita ni 56. in Firenze. Vasari par. 3. lib. che il nome suo e memoria alla po2. fol. 92. sterità si tramandi, Morì di anni FRA GIO: da Fiesole Domenicano 70, nel 1708. vedi Beato Grovannt. FRA GIOCONDO MONSIGNORI VeFRA GIO: da Verona Olivetano faronese Domenicano su Pittore, Armoso nei lavori di tarsia, e com chitetto, Prospettivista, Filosofo messi, fu chiamato a Roma da PaTeologo, Maestro di lingua greca; pa Giulio II. acciocchè sabbricasse e latina, famiglare d'Aldo Manuse spalliere di legno nelle Sale Va cio, dello Scaligero, del Sannazaticane, dove aveva dipinto Raffael ro, favorito da Massimiliano Impelo; dopo tale lavoro terminò il Coradore, e da Lodovico XII. Re di ro di Monte Oliveto, e quello di Francia, Antiquario, Geniale d'anS. Bernardo di Siena, e la Sagretiche iscrizioni, Assistente con Rafstia di Monte Oliveto di Napoli. faello d'Urbino alla fabbrica di 8 Morì in grande stima l'anno. 1537. Pietro Vaticano, Dilettante d'agricompiuti i 63. di sua età. Vasari coltura, di semplici, ed in altre Par. 3. lib. 2. fol. 79. scienze perfetto; dormì l'ultimo son 176 Leonardo da Vinci ed in Genova sonno nella sua Patria, in età des'avanzò sotto Perino del Vaga, crepita. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 250. che l'amò come suo fratello. Fece vedi Francesco Monsignori. passaggio a Roma, nè gli manca. FRA GIOVANNI SANCHEZ COTTAN rono statue, bassirilievi, e sepolReligioso Certosino di Granata, dicri da lavorare: restaurò varie stapinse con otrimo stile, si nella Chiesa tue, fra le quali fece le gambe al che nel Convento di detta Certosa, tanto rinomato Ercole Farnese; esistorie della Vita di Cristo nostro sendosi poi ritrovate le antiche Signore. Arrivata di ciò notizia algiudicò il Buonaroti non doversegli de orecchie di Vincenzo Carduchico mutare (come si è detto in Glicochiaro Pittore di Madrid, colà si ne nella parte prima.) Per la morportò per vedere cogli occhi prote di Fra Sebastiano, ebbe l'ufizio prj l'abilità del valente uomo, e del Piombo, col peso però di fabvo le conoscerlo, e stringere con lui bricare il nobilissimo Deposito di amicizia, Ritornato a Madrid perPapa Paolo III. in Vaticano. Da suaso e convinto del sapere di lui questa Casa fiorirono nella scultucolle sue lodi mosse Francesco Para il Cav. Gio: Batista, e Tommacheco a farne onorata menzione nel so, che morì l'anno 1618. Bagliosuo Libro della Pittura. Il Palomini fol. 151. no poi ne scrisse diffusamente la Vi FRA JACOPO da Turrita [territoric ta nel Tom. 2. sogl. 289. e dice Sanese] fu discepolo d'Andrea Tache di anni 67. morì con credito di si, vesti l'abito Francescano, lavotimorato e santo uomo. rò diverse storie a mosaico in RoFRA GIROLAMO MONSIGNORI Vema, dentro, e fuori delle Basiliche ronese Domenicano, fratello di Frandi S. Pietro, di S. Giovanni, e di cesco Pittore, e di Fra Cherubino S. Maria Maggiore: Lasciò di vigià descritto: volle per umiltà esvere circa il 1303. Baldinucci sec. sere Converso, e per la Religione, 1. fol. 41. e per altri luoghi dipinse molte tavole sacre. Era uomo semplice, e FRAIGNAZIO DANTI Perugino Domenicano, fu Cosmografo, che tralontano dalle cose del Mondo, Stadusse la sfera di Trocolo Liceo, e va in Villa in un podere del Conl'arricchi d' annotazioni; Matemavento di Mantova, per godere la tico, e Lettore di tal scienza nel sua quiete nel dipignere. Per non pubblico studio di Bologna; PittoPigliarsi noja di quello avesse ogni re, che dipinse per Papa Gregorio giorno a mangiare, cucinava una XIII. la Galleria Papale; Scrittocaldaja di fagiuoli, il lunedì per re, che diede in luce la vita di Giatutta la settimana. Venendo poi la como Barocci, ed al Libro, intitopeste in Mantova, ritornò al Molato il Vignola, fece le dichiarazionasterio per servire ai poveri inferni sopra le regole della prospettimi, e d'anni 60. morì di quel mava. Per tali, e tante lodevoli prele. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 268. rogative meritamente fu promosso Fu diligente copista delle opere di Leodal Pontefice al Vescovado d'Alanardo da Vinci, e mirabilmente cotri, dove regnando Sisto V. manco po il Cenacolo di esso Leonardo, podi vita, meritevole di gloria. Basto nel Convento delle Grazie in Milaglioni sol. 56. no. Vasari par. 3. fol. 13. FRA LORENZO FIORENTINO Monaco FRA GUGLIELMO della Porta MilaneCamaldolese, seguitò la Scuola di se imparò la scultura da suo Zio Taddeo Gaddi, miniò per eccellenGio: Giacomo, studiò dall'opere di cognito, Compositore del Dizionaza, dipinse a chiaroscuro, e fu franrio Teologico, Teologo, e finalco nel colorire, corretto nel disemente eccellentissimo Scultore, cogno, e pratico nell'Invenzione. Fiome dalle memorie, e statuette nel riva con molti allievi nella ReliClaustro di S. Martino Maggiore, de gione l'anno 1413. Baldinucci sec. Padri Carmelitani di Bologna. Scri2. fol. 94. vono alcuni, che mentre lavorava FRA LORENZO MORENO Genovese una lapide, giunse la nuova, ch Carmelitano, l'anno 1544. dipinse era ascritto nel numero dei CarM. V. Nunziata sopra la porta del dinali, e fra tanto morì l'anno Carmine con sì bella, e divota gra1400. Masini fol. 421. Ghirardacci par. zia, che pochi anni sono, doven3. fol. 516. dosi gettare a terra quel muro, in occasione di nuova fabbrica, con FRA PAOLO PISTOJESE Domenicano su allievo di Fra Bartolomeo di S. grande industria, e fatica fu segaMarco, che morì nel 1517. e lato, e collocato nel Claustro: il si sciò erede il discepolo di tutti i suoi mile si fece di un' altra Immagine disegni, con i quali dipinse molte di Maria Vergine trasferita da una tavole sacre in San Domenico di strada scoperta sotto il portico, dove è la porta del Convento. SopraPistoja, ed in altri luoghi. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 48. ni sol. 28. FRA MATTEO ZACCOLINO da Cesena FRA RAFAELLO DA BRESCIA, Oblatc. Olivetano, fu eccellente maestro di Teatino, dal Cav. Scipione ChiaraTarsia in legni tinti, e molte assai monte imparò alcune regole di prospettiva, e studiando 1 Libri di vaghe manifatture fece nei MonaLionardo da Vinci giunse a termisterj di sua Religione in Italia come in Verona nella Sacristia di ne tale, che per sè, e per altri praSanta Maria in Organo, ed in San tico Pittore divenne. Nel suo MoMichele in Bosco fuor di Bologna, nasterio di San Silvestro in Roma si contemplano varie bizzarrie di dove travagliarono i più celebri ingegni di quei tempi. sfondi, di prospettive, di Libreria finta, d'adornamenti, di bassi rilieFRA SEBASTIANO DAL PIOMBO Vevi, con inganno dell'occhio; e di neziano, non solo valente Pittore, storie della Passione di Gesù Cri ma grato Musico, e Sonatore unisto. Lasciò bellissimi Manoscritti spetversale. Desioso d'imparare la pittanti alla prospettiva lineale, all tura, sotto Gio: Bellino (allora ombre prodotte dai corpi opachi vecchio) tirò i primì segni, poi li rettilinei, alla generazione dei coperfezionò nella Scuola di Giorgiolori, ed all'architettura. Se le sone, con tanta somiglianza, che il dipinto dell'uno su più volte dell verchie applicazioni non l'avessero rubato al Mondo nel 1630. d'anni altro creduto. In Roma fattosi ami40. al certo più copiose sarebbero co del Buonaroti (in quel tempo state le sue operazioni. Baglioni emolo di Raffaello) fu graziato di fol. 316. varj disegni, con i quali ridusse molte opere a confronto dell'UrFRA MICHELE AIGUANI Bolognese Carmelitano fu Dottore Parigino binate, e ne riportò uguale onore Decimottayo Generale dell'Ordine perlochè da Papa Clemente VII. Consigliere appresso molti Pontefiottenne per gratitudine l'Abito del Frate, e l'ufizio del Piombo, col ci, Scrittore sopra i quattro Libri quale lasciando il dipignere, se la delle Sentenze, Espositore dei Salgodette con molte comodità sino mi nei cinque Libri intitolati l'In 178 agli anni 62. del 1547. Fu sepolto Giordano, e nel profitto superò tutnella Madonna del Popolo, dove ti gli altri suoi condiscepoli; fu cosono sue bellissime, e copiose pitsì valente nel disegno, e sì bene ture. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 343. toccò i colori, che il suo Maestro FRA SIMONE DA CARNULO (terra ebbe a dire che col tempo sarebbe di Voltri) Francescano Riformato stato da esso superato in questa coinsigne Pittore di prospettiva, e di sì importante parte della Pittura. piccole figure, terminate con isquiIn Santa Brigida di Napoli, nella sitezza di colore. Fioriva nel 1519. Capella di San Giuseppe fece la Sopranifol. 27. Tavola di Altare, ed altre opero FRA TIBURZIO BALDINO Bolognese pur fece in Santa Lucia del Mondipinse lo Sposalizio di M. V. e la te. Facendo ritorno alla patria in Strage degl'Innocenti nella Chiesa giovenile età fu reciso lo stame di delle Grazie di Brescia. Averoldi sua vita. Domenici nella Vita del fol. 17. Giordano a car. 100. Bellori nella riFRA VITTORE GhISLANDI da Berga stampa della Vita del Giordano a c.287. mo Laico Religioso di San FranceFRANCESCO ALBANO Bolognese; dosco di Paola, ha studiato sotto Se po i principj del disegno sotto Diobastiano Bombelli, e benchè labbia nigio Fiammingo, passò alla scuodipinto qualche storiato quadretto, la di Lodovico Caracci, e tanto il suo forte però è nel dipignere, s'approfittò, che riuscì quel famoe ritrarre dal naturale, con tanta so Pittore, le di cui opere oggi si buona grazia, e sorte colore, che ricercano a prezzo d'oro. Amico dà nel gusto Tizianesco, e che giurato di Guido Reni, conferiro molto piace a tutti. Passò qui per no insieme dolcezza d'idee, il gi Bologna l'anno scorso in età di cirrar di teste, l'amenità dei paesi, il ca 60. anni, e lasciò alcune prove capricci, le storie, e la vaghezza dei suoi pennelli ammirate dai pridel colorito, onde più volte commi Prosessori dell'Arte. Mort ir parve in pubblico, e privato, per Bergamo l'anno 1738. 1 Principi, per le Chiese, e per i Altri nomi di Religiosi li vedrai Palagi. Apri scuola in Roma, ed alla parola Padre. in Bologna, dalle quali n'uscirono FRANCESCHINO MILANESE dipinse valenti Pittori; amò tenerissimanel Coro della Chiesa di San Pao mente i suoi scolari, ai quali non lo in Bologna la Conversione di occultò mai alcuna difficoltà dell' detto Santo, a competenza di altr. arte: fu Uomo di tenerissime viPittori, che in quella Chiesa opescere, dabbene, e modesto. Arrivò rarono. Passeggier Disingannato a agli 82. anni, e mori nel 1660. car. 213. Malvasia par. 4. fol. 223. vedi Filippo § FRANCESCHITTO, di Nazione SpaMenzani. (a) gnuolo, venne a studiare la Pittura § FRANCESCO ALBERTI, Pittor Venein Napoli nella celebre scuola del ziano, per testimonianza del Boschini (a) Di Francesco Albano S. Maestà Re di Polonia, ed Elettor di Sassonia possiede dodici pezzi istoriati, tra i quali una Galatea sopra una conchiglia, con Amorini che la corteggiano, figure al naturale. Altra Galatea con puttini, ma diversamente situata, figure parimenti al naturale. Il Ratto di Proserpina, con un graziosissimo ballo in aria di Amorini, Venere, e Cupido; opera la più finita dell'Autore, dipino ta sul rame, figure di palmo. Altro quadro in tela con un bagno di Diana con Ninse, e vago paese, figure di palmo. Altro picciol rame con Galatea, figure meno di palmo, opera bellissima. chini a car. 59. nelle ricche miniere della Pittura, dipinse in Santa Maria Maggiore in Venezia la Tavola di Altare appartenente alla Patrizia Casa Marcello. FRANCESCO ALLEGRINI da Gubbio scolaro del Cav. d'Arpino. Questo spiritoso Pittore, fecondo nelle storie, svelto negli atteggiamenti ameno nei colori, comparve in molte Chiese, e Palagi di Roma, a fresco, ed a olio, lasciandovi quantità di sue operazioni, e gran numero di scolari, fra i quali Flamminio, ed Angelica suoi figli: visse 76. anni, e morì nel 1663. M. S. FRANCESCO ANGUJER LAYNE Scultore, ed Architetto originario di Piccardia; fece i suoi primi stud sotto Martino Carron Scultore, ed Architetto d'Abbeville, e si perfezionò sotto Simone Guillain: fu chiamato in Inghilterra, ove il suo travaglio fu assai utile per intraprendere poscia il viaggio d'Italia. nella quale si fermò per lo spazio di due anni, e contrasse una stretta amicizia, e lega con Niccolò Poussin, Pietro Mignard, Alfonso Dufresnoy, e Claudio Stella. Nel ritorno in Francia da Luigi XIII. ebbe alloggio, e stanza per lavorare nel Louvre, con la custodia del luogo, ove si conservano le cose antiche. Tra le opere principali, che questo eccellente Scultore ha lasciato alla posterità, si ammira il Mausoleo dell' ultimo Contestabile di Montmorancy a Moulins; quello del Cardinale de Berul nella Chiesa dei PP. dell'Oratorio a Parigi; quello del Gran Priore di Souvray a S. Gio: Laterano; quello di M. e di Madama di Tou in S. Andrea dell'Arti; di M. il Duca di Longeville ai PP. Celestini, nei quali parimenti evvi quello di M. Chabot fatto a concorrenza de Cav. Bernini, e di altri famosi Atchitetti. Fece finalmente il disegno, 179 e la facciata del vecchio Louvre e con Michele suo fratello la scultura, col Baldacchino per la Chiesa di Val di Grazia. Morì d'anni 65. nel 1669. M, S. FRANCESCO ANTONIO MELONI, Bolognese, da varj Maestri apprese il disegno, e dal Franceschini 1 Arte di colorire; ma come dalla natura non fu dottato di grande talento, si applicò ad intagliare in rame le opere del Maestro e di altri. Andato a Vienna ed accolto in Casa del Bibiena, in essa morì da mal contagioso nel 1713. e colà fu sepolto. Vedi l'Isteria dell'Accademia Clementina par. 1. fol. 371. FRANCESCO ANTONIO PIELLA nacque in Bologna l'anno 1661. Dal lavorare cose diverse d'acciajo passò da sè senza altro Maestro a copiare quadri, e dipinti d'architettura, prospettive, e paesi. Ciò osservato dagli Amatori delle buone Arti, l'animarono a prendere le regole dell'Architettura, e della prospettiva dal Signor Priore Claudio Gozzadini dignissimo Arciprete della Chiesa Cattedrale di Bologna, e meritissimo fratello dell'Eminentissimo Signor Cardinale Gozzadini, delle quali per suo genio, e nobile trattenimento si diletta. Ottenuto che ebbe l'intento, con tali buoni principj, e con l'ajuto felice della natura si fece una maniera propria, colla quale dipinge, e lavora a tempra Prospettive, Paesi, Porti di Mare, ed altre cose, le quali riescono così tenere, amene, e con sì bella varietà di colori accordate, che molte Case Senatorie, Cavalieri, Cittadini di Bologna, e forestieri si sono provveduti delle stesse in grande, ed in picciolo. In tutte si ammirano bellissimi siti, acque limpidissime in moto, diversità di piani, proprietà di siti, per adattarvi le figure, lontananze, giusta degradazione al punto, ed un tutZ 2 180 to insieme, che molto ferma l'ocle, ricevuto li 3. Luglio 1706. nel chio a considerarle, e goderle qual tempo dono alla medesima una Tanto gli è successo ancora in Fifigura di marmo, rappresentante renze, ed in Livorno, dove l'anno Cleopatra. scorso si trattenne per servigio di FRANCESO BASSANO seniore, Avo del alcuni Cavalieri, e nobili Signori. Juniore. Questi si partì da VicenOra vive in Patria. za sua Patria per istabilirsi in BasFRANCESCO APOLLODORO, detto il sano, cangiando il cognome da PonPorcia, fu Uomo molto stimato in te in quello di Bassano. Nel diPadova nel compire perfettamente pingere seguì la maniera dei Bellii ritratti. Dipinse la maggior par ni, fu pratico di belle Lettere, e te dei Letterati di quell' antichissidi Filosofia; consumò quantità dei mo studio. Ridolfi par. 2. fol. 260. suoi averi nell' alchimia. Ridolf. FRANCESCO BADENS nato in Anverpar. 1. fol. 374. Francesco da Ponsa l'anno 1571. imparò da suo Pate, detto il Bassano Juniore, fu fidre ordinario Pittore. Con Giacoglio, e scolaro di Jacopo celebre mo Mattam si portò in Italia, donegli Animali, diede saggio del suo ve conceputa più lodevole manie sapere a competenza del Tintoretra, la portò con gloria in Patria to, del Palma, e di Paolo Verone e fu chiamato il Pittore Italiano, se in Venezia nell'opere del PalaGio: Badens Pittore fu suo fratelgio Ducale, e nella Sala del Conlo, questo assassinato per viaggio siglio, con le copiose storie della morì di dolore l'anno 1603. Sanrotta data da i Veneziani a Pippino drart fol. 281. l'anno 1123. con l'acquisto di PaFRANCESCO BARBIERI, detto da Ledova dipinto di notte, introducen gnago, perchè nacque in quella dovi una saetta scoccata dall'aria. Fortezza l'anno 1623. esercitò priche con bene studiati riflessi illuma l'arte del calzolajo, poi quella mina il quadro; con Papa Alessandel soldato in Brescia; d'indi pasdro III. che presenta al Doge Ziasò alla pittura nella scuola di Berni lo stocco, mentre s'imbarca per nardino Gandini, a cui poco dopo andare a combattere contro Federisu compagno nelle opere; ma non co Imperadore, e con altre opere andò gran tempo, che invaghitosi per Roma, per Savoja, e per Bredella maniera di Pietro Ricchi scia. (a) quella seguitò. Fu di genio viva FRANCESÇO BASSI nacque in Bologna ce, franco nel colorire le figure, l'anno 1664. ricercò il disegno, ed paesi, e le prospettive; fu pariil colorito nella scuola di Lorenzo menti erudito nelle Storie Sacre, et Pasinelli; s'apriva in Milano una Profane, nelle favole, nell'arte mibella strada alla gloria, quando stica, e simbolica. Le sue pitture a morte intempestiva lo levò dal Monolio, ed a fresco furono innumera do d'anni 29. bili. Se nel disegno fusse stato un FRANCESCO BASSI chiamato in Venepoco più regolato, per certo avrebzia il Cremonese dai Paesi, perchè be fatto sospirare i più valenti pitin quelli operò mirabilmente; nactori dei suoi tempi. Morì in Veque in Cremona l'anno 1640. ha rona l'anno 1698. M. S. servito molti Nobili, ed ha manFRANCESCO BARROIS Scultore di Padato suoi quadri a Parigi, a Lione rigi, professore dell'Accademia Reain Toscana, a Roma, ed in altri luoghi. Ven(a) Di questo Autore sua Maestà ha sette quadri istoriati, 181 Venne a Venezia, ed aprì scuola di reggio: visse anni 73. e non avenpittura, dipingendo paesaggi con picdo figli lasciò tutto il suo ai pocole figure, imitando Tiziano nel coverelli. lorirli; ed ebbe allora riputazione è § FRANCESCO BISSOLO, Pittor Vecredito grande. Ma perchè dipoi per neziano, in S. Pietro Martire di colorirli di forte maniera volle adoMurano, con graziosa maniera, che perare aſmalti, la maggior parte delsi accosta al moderno stile di dile opere di lui sono oggidì consunte pingere, fece una grande Tavola dal nero. Fioriva circa il 1700. incol Salvatore, che porge a S. Catvecchiato dipci perdè tutta la stima terina una corona di spine, mofacendo opere assai inferiori al sue strandolene un'altra d'oro, che se grande talento. le riserbava nel Cielo; opera vera FRANCESCO BECCARUzzi da Conc. mente degna di ammirazione, atgliano nel Friuli, battendo la strateso lo stile di quei tempi. Fiorida del Bordonone, di cui si stima va nel 1506. Ridolfi par. pr. a car. allievo, dipinse in Venezia, e nella sua Patria un S. Francesco, che FRANCESCO BONIFACIO nacque in riceve le Stigmate con varj ritratViterbo l'anno 1637. fu compagno ti sotto ben lavorati con maestria, di Ciro Ferri, e del Romanelli nele con tenerezza, e sotto vi sono le la scuola di Pietro da Cortona. Nellettere F. B. D. C. Ridolfi par. 1. la sua Patria ho veduto varj quafol. 217. dri d'Altare di buon colore, ben FRANCESGO BENAGLIA Pittore lamessi, e sullo stile del suo Maestro. vorò in S. Maria della Scala in VeFRANCESCO BORELLA, Scultore rona. Misser par. 3. car. 186. della Milanese, citato dal Lomazzo nel Verona illustrata. Si crede che visuo libro della Idea della Pittura, vesse nel 1476. fogl. 687 FRANCESCO BERNARDI, detto il FRANCESCO BORROMINI, del ConBigolaro, Pittor Veronese, riputatado di Como, fatti i suoi studj di zione e fama ritrasse dalle opere Architettura, si portò a Roma, dosue, che, oltre esser rarissime, sove colle sue opere si acquistò la no ben disegnate, e colorite con grazia dei Pontefici, e l'approvaforza. Studiò sotto Domenico Fezione ed applauso del popolo. Contis, ed arrivò ad esser simile al Maedusse a termine la Fabbrica della stro. In S. Carlo si vedono di sua Sapicuza, e la Chiesa di S. Carlo mano due quadri laterali, che fanalle quattro Fontane; operò nel Pano vedere il merito e l'abilità del lazzo Barberini, e fabbricò la Chieprofessore. Pozzo a car. 172. sa e Convento de' PP. Filippini, ed FRANCESCO BIANCHI, detto volgareresse la Facciata e Cupola di S. mente il Frari, nacque in Modona Agnese. In Napoli nella Chiesa de l'anno 1447. con vago colorito SS. Apostoli eresse una Capella per graziose attitudini, belle mosse, e ordine del Cardinale Filomarini; ed grande invenzione dipinse opere belaltre opere fece, quali tutte sareblissime, ai nostri giorni molto loda be lungo annoverare. Ma preso te. Il Boschini nelle sue rime a fol da diſpetto e rancore per la gloria 540. lo descrive per degno Pittore che nell' arte sua acquistavasi il Cav. di maniera Veneziana, leggiadra Bernini, nè potendo superare l'inpulita, e pronta. Il V. deiani convidia, che lo rodeva, disperatamencorde col Lancillotto riferisce esse te si lasciò cadere su la punta di re stato Maestro del famoso Coruno stocco, e così finì miseramente la vita nel 1667. FRAN 182 FRANCESCO BORZONI, Gio: Battista, FRANCESCO CACCIANEMICI da Boloe Carlo fratelli Genovesi, furono gna, scolaro dell' Abbate Primatictutti figli, e scolari di Luciano cio, fu uno di quei spiritosi giovani, che seco condusse in Francia, Gio: Battista istoriò con figure al acciocchè gli fusse in ajuto nell'openaturale. Carlo ebbe felicità straorre di Fontanablò; partito poi l'Abdinaria nel far ritratti. Francesco bate d'ordine Reale per andare a dipinse Paesi, marine, e naufragj, Roma a formare il Laocoonte, ajucoi quali si fece tanto largo in Frantò in quel tempo il Rosso Pittore cia, che l'anno 1674. con annuo stipendio, e singolari onori fu ferFiorentino, Vasari par. 3. lib. 1. fol. 216. mato in quella Corte. Soprani fol. FRANCESCO CAIRO nacque nel ter235. e fol. 207. ritorio di Varese (Stato Milanese) FRANCESCO BRAMBALLA, O Brambiimparò la pittura dal Cav. Morazlari Milanese, dal Lomazzo è numerato fra quei bravi Scultori zone: ſe non uguagliò nella forza il Maestro, almeno lo superò nella che lavorarono nel Duomo di Midelicatezza. Di questa tanto se ne lano compiacque l'A. R. di Vittorio AFRANCESCO BRIZIO Bolognese, inclimedeo di Savoja, che oltre un annato al disegno, praticò la scuola nuo stipendio, creollo Cav. di San di Bartolomeo Passarotti, poi enMaurizio, e gli diede in consorte trò in quella di Lodovico Caracci: una Damigella di Madama Crististudiò da sè con tanta attenzione na. Questo compito, e gentile Virle regole della prospettiva, e dell' tuoso ebbe tre maniere, la prima Architettura, che non solo ne die fu quella del Maestro, con forte de pubbliche lezioni ai Cavalieri colore; la seconda più dolce acquied ai Pittori, ma più d'una volstata in Roma; la terza di gran ta ne introduſſe di proprio pugno fondo, e sapere, riportata dall'opere nei quadri del Maestro; ebbe una di Paolo Veronese, e di Tiziano penna così gentile nel disegnare, in Venezia; con quest' ultima fece che Agostino Carracci lo pigliò a sì belli ritratti, che passano per macompagnia negl'intagli delle suo no di Tiziano. Si trattò sempre alstampe, e da sè intagliò opere varie la nobile con carrozza, e servidori; di Lodovico. Le pitture poi condusse visse fino alli 76. anni, morì nel con vago colore, con maestosa ar1674. in Milano, e fu con sontuochitettura, con belli piani, con nosissimo funerale sepolto nei Padri bili atteggiamenti, e con graziose Scalzi. M. S. vedute di paese: Filippo il figlio FRANCESCO CAMILLIANI Scultore Fioe Domenico degli Ambrogi, chiarentino, scolaro di Baccio Bandinelmato Menichino del Brizio suo scoli, consumò 15. anni nelle Fontalaro, furono bravi Pittori, come si ne, che d'ordine di D. Luigi di è detto. Visse 49. anni, e morì nel Toledo si fabbricarono in Firenze 1623. non senza sospetto di malìa. al suo giardino, arricchendole di Malvasia par. 3. fol. 535. statue, d'animali, e di fiumi, fra FRANCESCO BUGLIONI Fiorentino, i quali l'Arno, ed il Mugnone riudimestico, e familiare di Leone X. scirono due figure da stare a fronsoggetto erudito, Musico soave, e te di qualsisia valente Maestro. VaScultore insigne: ha il suo deposi sari par 3 lib. 2. fol. 286. to in Sant'Onofrio col suo ritratto FRANCESCO CAMILLO, nato in Madi basso rilievo, visse 58. anni, e drid di padre Fiorentino, applicamorì nel 1520. 106 183 tosi alla Pittura nella suola di Pie- FRANCESCO CAPPELLO Modonese usci dalla scuola del Correggio, tanto tro de las Quevas, divenne gustos'avanzò nella pittura, che fu adoso, presto e pastoso Pittore. Il suo perato con gloria in pubblici luomodo di dipingere piacendo molto ghi. Gradi sommamente un suc al Duca di Olivares, fu da quel quadro Ridolfo Imperadore. QuanSignore proposto a Sua Maestà per do stava per mietere le palme, fedipingere nel Salone delle Commece raccolta di funesti cipressi di mordie del Reale Palazo i ritratti di te. Vidriani fol. 82. quei Monarchi; e riuscita l'opera FRANCESCO CAPURRO Genovese scodi soddisfazione alla Corte, dipinlaro di Domenico Fiasella: veduto se le favole di Ovidio, certamenRoma, e Napoli, si fermò sulla te ben colorite, con bellissimi commaniera dello Spagnoletto: ritornò parti a fresco, nella Galleria del alla Patria, indi a Modona al ser detto Palazzo a Ponente. Accrevigio della Corte: piacque a tutti sciuto di credito per tali opere, diil suo dipignere. Partì poi per la pinse molto di poi per i luoghi Patria, dove in fresca eta oppresso pubblici di Alcalà, di Segovia, di da febbre maligna, fu necessitato Toledo, e di Salamanca. Ademcedere alla morte. Soprani fol. 260. piendo alle molte e frequenti commissioni, accumulò di grandi ric- FRANCESCO CARRACCI, detto Franceschino, fratello minore d'Annibale, chezze, con le quali visse alla grane di Agostino, nel ricavare dall'Acde sino all'anno 1671, in Madrid. cademia il nudo non ebbe parì; coPa omino fol. 378. me anco nel buon disegno, e nel FRANCESCO CAMPANA, Pittor Gecolorito diede a divedere a Bolonovese, ebbe i precetti della Pittugna, ed a Roma, che era degna ra da Domenico Parodi, ma inva prole di sì famosi Maestri. Se le ghitosi della bella maniera del Sosue procedure non avessero offuscalimena, si portò a Napoli, ed in to il lustro di tanta virtù, avrebquella scuola indefessamente studianbe in quell'Alma Città goduto mido, buon Pittore divenne, e ritorgliore fortuna, e forse vita più Iunnato in patria fece bella mostra del ga, che terminò nei 27. anni del suo sapere dipingendo ad oglio ed 1622. e fu sepolto nella Chiesa a fresco nel Palazzo del Signor Co Leopoldo Doria, a concorrenza di Nuova. Malvasia par. 3. fol. 523. altri Pittori sì suoi compatrioti FRANCESCO CARRONE Bolognese allievo d'Alessandro Tiarini, dal quache forestieri, a nessuno de' quali le conseguì in consorte una figlia: certamente non restò indietro. Molnel dipingere fu più invaghito dell te tavole di Altare ha già fatto per amore, e dell' eleganza di Guido le Chiese di Genova e de' luoghi Reni, che del forte, e rigoroso del circonvicini, tutte con intendimenMaestro, tuttavolta fra l'una, e la to della sua arte e buon gusto; e altra maniera condusse a buon tercontinua ad operare in Patria, rimine le sue operazioni. Malvasia scuotendo amore e stima da tutti part. 4. fol. 211. e per il valor suo, e per la moFRANCESCO CARI, nato in Siviglia, destia e tratto civile. colle istruzioni del Padre buon pitFRANCESCO CAMULLO Bolognese, fitore, fecesi intendente, e pratico, do seguace di Lodovico Carracci lavorò non solo per Siviglia, ma sopra i disegni del quale ragioneper Madrid, dove nella Chiesa di volmente condusse pubbliche TavoS. Isidoro, Protettore di quella Citle nel 1620. Malvasia par. 4. fol. 577 184 tà, dipinse varj fatti istorici appargi d'onorata Famiglia, fu allievo tenenti a detto Santo, opera moldi Lorenzo de la Hire, imitò quato ben intesa. In età di soli 36. ansi che affatto il Maestro. Fu intani ivi morì nel 1667. Manuscritto gliatore all'acqua forte, e lasciò di di Francesco Solis esistente presso di lui molti disegni; in tale arte era me. facilissimo, non meno, che nella FRANCESCO CASARI, detto il MaPoesia; fu Accademico Reale, e lugano, Veronese, nelle scuole di morì nel 1675. Filibien par. 4. fol. 220. sua Patria apprese i primi rudimenti dell'arte sua, ma trovandosi ave FRANCESCO CIMENEZ, Pittore nare spirito e talento da fare grandi to in Saragoza, apprese i principj progressi, portatosi a Venezia, colla della pittura in Ispagna; passò a indefessa osservazione delle opere del Roma, e coll' assiduo e fervoroso Tintoretto si mise a seguire nelle studio su le opere de' primi Maesue pitture in piccoli quadretti con stri si fece la sua particolare lodaquantità di figure l'aggiustato e bile maniera, con cui ritornato in spiritoso stile di quel rinomato Mae patria, moltissime opere eseguì in stro. Senonchè la morte togliendopubblico ed in privato; tra le qualo in età assai giovanile, troppo li meritano distinta menzione 1 trepresto recise le belle speranze, che grandi quadri di 40. piedi l'uno non senza ragionevolezza di lui conposti nella Capella di S. Pietro di cepute si erano. Saragoza. Colle facoltà acquistate FRANCESCO CASTIGLIONE Genovese col suo industrioso pennello institui un luogo pio per i poveri orfanelscolaro, ed unico figlio di quel Gio: li figli di Pittori, coll' assegnazioBenedetto universale Pittore in figure, in paesi, ed animali, fu ere ne di rendita sufficiente per loro de della virtù paterna, e calcò la mantenimento, ed un Accademia via della gloria, che però fu ricoper comodo ed ajuto di chi volesse nosciuto in Patria per degno Pitesercitarsi nella pittura. Morì quetore. Soprani fol. 225. (a) sto onorato uomo in età di anni 68. nel 1666. FRANCESCO CAVAzzONE Bolognese prima che passasse ai Carracci, ti- FRANCESCO CIVALLI Perugino discerò allo stile di Bartolomeo Passapolo di Gio: Andrea Carloni, poi in Roma per molti anni di Bacrotti: si vedono opere pubbliche di cicia, dal quale imparò bella maquesto divoto Pittore, che scrisse un niera di fare ritratti. Libro intitolato: Tratrato di tutte le Madonne antiche, e miracolose FRANCESCO COLLANTES, Pittore di Bologna, disegnate, e descritte. di Madrid, fu eccellente nel dipinIn oltre Gioseffo Magnavacca fagere paesi con piccole figure; mol moso Antiquario possiede un altro ti de quali se ne vedono ne' reali Libro in foglio intagliato: TrattaPalagi di quella Corte, ed in quelto del S. Viaggio di Gierusalem, lo del Buonritiro molti anche ve di tutte le cose più notabili di quei ne sono con istorie di ottimo guSanti Luoghi, disegnate a penna sto; perilchè può meritamente pae manoscritte l'anno 1616. dal sudragonarsi ai più celebri Fiammindetto. Malvasia par. 3. fol. 220. ghi, che in tal genere di pittura FRANCESCO CHAVUEAU nato a Pariimpiegaronsi. Il famoso Moriglios (a) Di Francesco Castiglione nella detta Galleria di Sua Maestà il Re di Polonia evvi un gran pezzo con animali e figure desiderò i paesi di questo valentuomo, per farvi poi esso in quelli le lue figure. In età di anni 60. circa morì nel 1656. e le opere di lui sono in grandissima stima. Vedine la vita nel Palomino a car. 315. FRANCESCO COMI, detto il Forneretto, nato muto in Verona, da naturale istinto portato alla pittura, nella scuola di Alessandro Marchesini fece tali progressi, che indussero i Genitori a mandarlo a Bologna alla scuola di Gian-Giuseppe dal Sole, colle istruzioni ed ammaestramenti di cui buon pittore divenne, e ritornato alla patria tale si fece scorgere nei saggi dati di ſua perizia e ſapere. FRANCESCO CORREGGIO Bolognese, scolaro del Gessi, dipinse in S. Maria dei Servi due tavole, con la Madonna, con S. Luca, e con altri Santi; fiorì nel 1652. Masini fol. 623. FRANCESCO COUDRAY Scultore, nato in Villaert, presso Parigi, donò una Figura di S. Sebastiano di marmo all'Accademia, quando fu ricevuto il dì 30. Aprile 1712. FRANCESCO COzza Palermitano, fu scolaro del Domenichino in Roma dove dipinse opere varie a olio, ed a fresco sul gusto del Maestro: si trova scritto fra gli Accademici Romani l'anno 1650. Pascoli tom. 2. a cart. 65. FRANCESCO CRABETH, discepolo, e imitatore di Luca di Ollanda, ricordato dal Baldinucci nel Secolo 4. fol. 305. Visse sino all'anno 1548. FRANCESCO CURADI, discepolo di Battista Naldini, nacque in Firenze l'anno 1570. addestrata la mano al pennello, spendeva il tempo in dipignere sacre tavole, molte delle quali si vedono con sommo diletto degli Intendenti nelle pubbliche Chiese della sua Patria, in particolare ne' PP. Gesuiti, dove se ne ammirano tre, fra le quali il S. Francesco 185 Saverio è degno d'esser notato per una delle belle sue opere: lavorava d'anni 91. Era Cavaliere. M. S. FRANCESCO CURIA Pittor Napoletano, descritto nel Catalogo de Pit tori di Napoli, dove dicesi aver fatto molti quadri per le Chiese di quella Città con istile e maniera commendabile. E' incerto in qual tempo fiorisse. FRANCESCO DA CASTELLO, venne dalla Fiandra a Roma con qualche principio di pittura: s'andò perfezionando in quella gran scuola, sinoattantochè si diede fuori con bellissime miniature, e quadri in grande per la Spagna. Visse anni 80. e mancò nel Ponteficato di Clemente VIII. Lasciò due figli, cioè Pietro Dottore di Medicina, e pubblico Lettore in Palermo, dove diede alle stampe varj Libri dell'arte sua. Michele l'altro, che nelle miniature si portò molto bene, ma d'anni 48. morì nel 1636. sepolto in San Biagio di Roma. Baglioni sol. 86. FRANCESCO DA COTIGNOLA, dopo la morte di Rondinello da Ravenna, restò in quella Città primario Pittore; ed in fatti per tutte le Chiese si vede qualche lavoro di sua mano: sebbene non arrivò al disegno di Rondinello, colorì però più vago: fu sepolto in S. Apollinare dove l'Altar maggiore, e due laterali furono da lui dipinti. Vasari part. 3. lib. 1. fol. 249. FRANCESCO DAL PRATO da Caravaggio, Orefice, Maestro di tarsia, Fon ditore di bronzo, e Pittore nominato dal Vasari part. 3. lib. 2. fol. 94. per l'opere, che lavorò in Firenze; e dall'Averoldi fol. 102. per lo Sposalizio di M. V. con S. Gioseffo dipinto nella Chiesa di S. Francesco di Brescia l'anno 1547. FRANCESCO D HERRERA, il vecchio, scolaro di Francesco Pacheco, su non solo stimato Pittore, ma buon Architetto, e fonditore di bron 186 zi, e fu per tutto ciò in grande la nella Chiesa de P. P. Domenicacredito e riputazione alla Corte di ni, ornandola di sue pitture; con Madrid. In Siviglia nella Chiesa di che fattosi maggior credito, fu diS. Bernardo su grande tela dipinse chiarato pittore regio con onorifico il Giudizio universale con felicità di stipendio. Dal successore Carlo II. disegno ed ottimo accordo di colori. fu creato sopraintendente, e capo di Accusato di monetario, per sottrarsi tutti i pittori, e supremo architetalle perquisizioni della Giustizia, si to del Regno. Molte opere da lui ritirò in una Chiesa di Religiosi, con lode e bravura eseguite veg i quali per il solo vitto lo facevagonsi ne' regj palagi, e nelle Chieno lavorare continuamente. Comse di Madrid, e di altre Città prinpiti avendo varj quadri per ornacipali del Regno. Senonchè il merimento di quella Chiesa, il caso volto di sua virtù su non poco oscule, che il Re colà portatosi per sua rato dal mal costume di mordacidivozione, chiedesse chi avesse fattà e maldicenza, e dall'uso di non to quelle pitture, ed essendogli staessere aperto e sincero co' suoi amito risposto, che le avea fatte l'Herci. In età di anni 63. morì in Marera, quello appunto che era stato drid nel 1685 ed in un deposito accusato per falsificator di monete onorevole fu sepolto. Palomino par. comandò, che fosse condotto alla 2. fogl. 412. sua presenza il pittore, il quale es- FRANCESCO DELL'INDACO Fiorentino, sendosegli gittato a' piedi, ed avenfratello di Jacopo, che fu scolare dogli chiesto umilmente perdono, i di Domenico Ghirlandajo, ed in RoRe mosso a pietà di lui, lo interma lo trastullo del Buonaroti, riurogò, che bisogno avesse di falsifisci più ragionevole Pittore, e placar monete, quando poteva, facenstico di Jacopo. In Arezzo lavorò do uso di sua virtù, vivere onoranelle statue, nelle pitture, e ne tamente. Indi, io ti perdono, se sei trionfi, che eressero quei Signori reo, gli disse; e da quì innanz per l'entrata del Duca Alessandro, metti in opera il grande talento, Vasari part. 2. fol. 428. onde sei distinto nell'arte tua, con FRANCESCO DE MURA, detto Franche farai onore a te stesso, e ti ceschiello, fu uno de' migliori scoprocaccerai il modo di riparare alle lari del Solimena, essendosi assai tue indigenze. Da tale atto di cle per tempo prefisso coll' indefesso stumenza eccitato il saggio Pittore diedio ed applicazione di divenire un de dipoi luminose pruove di sua pittore di grido. Ed infatti in età abilità e sapere in pubblico ed in di soli 17. anni diede saggi non diprivato sino alla morte, che segu sprezzabili del suo sapere, i quali in Madrid nel 1656. Palomino a poi gli fecero strada ad altre opere per le Chiese e Palazzi di Napoli. car. 313 FRANCESCO D'HERRERA, il giovine, Chiamato a Turino da S. Maestà il scolaro di Francesco suo padre, naRe di Sardegna per dipingere nel to in Siviglia, portatosi a Roma, Regio Palazzo, con sommo suo e studiando assiduamente le opere onore eseguì le commissioni addosde' chiari Maestri, e le statue, e gli sategli, e con soddisfazione di quel edifizj antichi, non meno abile pitSovrano, dal quale fu e largamentore che architetto divenne. Tornate riconosciuto in premio di sue fato alla patria, per ordine di Filiptiche, e regalato con varj doni, po IV. Re delle Spagne diede prinquali riportò in patria, dove comocipio e compimento ad una Capeldamente trattandosi, gode i frutti 187 di sua virtù. Dominici nella 3. part. suggettarsi alle mode passaggiere, delle quali gli Uomini, e le Donne descrive pienamente la vita, e ne sogliono ordinariamente ornarsi, le opere. sono astretti i Pittori contemporaFRANCESCO DE SOLIS, di Madrid, nei, che hanno portato al più alnobile di nascita, fu professore di to segno quest' uso, rendergli questa pittura, nella quale distinguendosi giustizia d'una tanta fecondità di su adoperato da quei Monarchi neimmaginazioni, in diversità di sì gli ornamenti de suoi palagi. Vivea alla grande, ed era anche verproprie, vaghe, ed universali disposizioni d'abiti. Per gradi differensato nelle lettere, e dotato di scienze. Scrisse le Vite de' Pittori, Sculti, e con tutti li principj, e fontori, ed Architetti Spagnuoli; le damenti salì plausibilmente ad esquali memorie, che per la trascusere Professore dell'Accademia Rearaggine de' suoi Eredi non furono le nell' anno 1693. e Direttore nel date alle stampe, capitate alle ma1708. per tre anni. Proseguisce inni di chi fece le presenti Giunte tanto a dipignere con distinzione gli somministrarono varie notizie e vive di lui allievo un figlio, che intorno a varj soggetti di quel Reè uno de' migliori Pittori, che og gno. Morì quel nobil pittore in Magidi siano in Francia. drid nel 1684. FRANCESCO DE VERA CABEZA DE FRANCESCO DE TROY, nacque a ToVACHA, Aragonese, fu buon ritratlosa in Linguadocca, era giovine, tista, e Pittore di camera di Don quando suo Padre l'inviò a Parigi, Giovanni d'Austria, al cui serviove studiò da Niccolò Loyr Pittogio visse con grande credito, non re del Re, e dell'Accademia; spoche di valente pittore, di uomo assò la Sorella della Moglie del suc sai dedito alla pietà e divozione. Maestro; e tuttochè si sia dato a Morì assai vecchio nel 1700. Paledipignere ritratti, è stato ricevuto mino fol. 460. nell' Accademia, come Pittore di FRANCESCO DI GIORGIO, Scultostoria, che egli non ha giammai re, Pittore, ed Architetto, fece due abbandonata, statagli questa di granAngeli di bronzo nel Duomo di Siedissimo utile nelle grandi composina, con suo disegno eresse il bel zioni dei ritratti, come si può giuPalazzo del Duca Federico di Urdicare dalli quadri fatti per l'Ostel bino, e disegnò molti libri di macde Ville in Parigi, per la Chiesa chine esistenti nella famosa raccoldi S. Geneviefa nella Città medesita de' Medici in Firenze. Vivea ma, per Monsignore il Duca di Maynegli anni 1480. Vasari par. 1. fol. ne, e per più particolari. Il Re 316. Cristianissimo Luigi XIV. l'inviò in FRANCESCO DI GIULIANO San Gallo Baviera a fare il ritratto della Prin Fiorentino, Scultore, ed Architetcipessa, che fu Sposa di Monsignoto, nacque circa il 1498. lavorò re il Delfino. Quindi asceso in rigran quantità di statue, di deposiputazione straordinaria, il Gran Duti, e d'Altari con suo Padre in Fica di Toscana volle da lui il suo renze, ed in Roma: benemerito per ritratto, per collocarlo tra gli illutanti lavori, fu dichiarato dal Dustri Pittori della sua Galleria. Con ca Cosimo Architetto del Duomo. questi asseriti talenti della pittura visse sopra li 7c. anni. Vasari par. 3. crebbesi questi a vantaggio di esse lib. 2. fol. 284. re stato l'Inventore de nobili abFRANCESCO DI LIMITED, Scultore bigliamenti de' ritratti, che senza Fiorentino, discepolo di Andrea VerrocAa 2 188 rocchio, nominato dal Baldinucci to dal Re di Francia, e lasciò belsecolo 3. part. 2. fol. 139. le memorie de' suoi scarpelli in VaFRANCESCO DI MARIA, Pittore Naticano: andò a Livorno, dove non poletano, allievo del Domenichini senza sospetto di veleno procuratosu accurato disegnatore, e felice gli da un suo fratello, mori d'aninventore. Molte opere fece nella ni 49. Bellorio fol. 270. Vedi Francesco Mocchi sua Patria. Dominici tom. 3. a car. FRANCESCO DURAMANO, Pittor 302. delle Vite de' Pittori NapoleVeneto, dalla Madre Pittrice di fio tani ri imparò a dipingerli ancor esso FRANCESCO DI OLLANDA, Pittore con tale freschezza e bravura, che del Re Emanuele di Portogallo di gran lunga superò la sua madre nella scuola di Michelangelo Buoe maestra. Grandissimo, per non dinaroti si perfezionò nell'arte di mare infinito numero di pitture da esneggiare 1 pennelli, e per servigio so eseguite a oglio, a fresco, ed a di quel Re molto dipinse non metempra è sparso per tutta l' Eurono ne' Palagi reali, che nelle Chiepa, essendo esso così assiduo, e pronse di quel Regno. Pieno di credito to al lavoro, che in un sol giorno e gloria morì nell' anno 1560. Di arrivava a dipingere due tele di tre questa notizia io fui cortesemente braccia l'una onorato dall'Illustriss. Sig. Canoni. FRANCESCO FERNANDEZ, nato in co D. Antonio di Napoles, granMadrid, fu uno degli accreditati de letterato versatissimo nelle antiPittori di Spagna, e nelle sue opechità. re sì in pubblico, che in privato, FRANCESCO D'ORLIENS, con Lorenabile, vago, ed ingegnoso comparzo Naldini fu in ajuto del Rosso ve. Nella Sagrestia della Vittoria nella Galleria di Fontanablò, e ladi Madrid dipinse la sepoltura di vorò negli stucchi con singolare mae San Francesco di Paola con quanstria. Vasari part. 3. sol. 216. tità di figure giudiziosamente con FRANCESCO DI URBINO, Pittore dotte; e per i palagi reali di quella Italiano, nell'Escuriale di Spagna Corte varie opere fece, che valendipinse il Giudizio di Salomone. te e studioso Pittore lo mostrano. FRANCESCO DOMENICI Trevigiano Maggiori eziandio progressi avreb valoroso nei ritratti, come si vede be fatto nell'arte, se morte in età nel quadro del Duomo sopra il bandi soli 46. anni non gli avesse in co della Compagnia della Madonterrotto il corso della sua vita, e na, in cui rappresentò in processiode' suoi studj. Palomino vol. 2. fol. 303. ne il Vescovo, e molti Canonici ritratti al naturale; dipinse ancora FRANCESCO FERRARI Ferrarese nacque l'anno 1632. Da' migliori Maestri a fresco, ma d'anni 35. morì. Ridi Bologna cercò disegno, e coloridolfi part. 1. fol. 217. to, ed infatti riusci di buon gusto, FRANCESCO DUMONT Scultore, nato massimamente nel fresco, come si a Parigi, donò una figura di marpuò vedere nei due laterali all' Almo, in essa espressovi un Gigante tare di M. V. del Carmine in San all'Accademia, quando fu ricevuto Polo di Ferrara, e nella Chiesa di nel dì 24. Settembre 1712. S. Giorgio, ed in altri luoghi. FRANCESCO DU QUESNOY (Terra de FRANCESCO FERRUCCI, figliuolo Valloni in Fiandra.) L'anno 1594. di Giovanni; tra i molti artefici nacque questo degno Scultore, che che dalla sua famiglia uscirono vaimparò il disegno da Girolamo suo lenti eschiari sì nella pittura, che Padre: Passò a Roma provvisionanella 189 prima con i paterni insegnamenti nella scoltura, egli solo ebbe la alla scultura, poi con le direzioni fortuna di trovare la maniera di di Lamberto Lombardo alla pittutemperare i ferri, onde potesse lara: veduto, che ebbe Roma, e divorarsi il porfido; col qual secreto segnato il meglio in ogni genere, ridusse la grande Tazza, che serve ritornò alla Patria inchinato dai di magnifica fonte nel Palazzo de Pittori, accolto dai Monarchi, coPitti in Firenze, e la statua del Dume da Carlo V. e da Filippo Re ca Cosimo, come pure quella deldelle Spagne: la sua mano fu un la Giustizia posta su la colonna di fulmine, dipignendo un quadro in S. Trinità, opere tutte di porfido. un giorno, e nell'altro dandolo alMancò di vita l'anno 1585. Baldile stampe. Non vi fu mai Pittore nucci secolo 4. part. 3. fogl. 190. tanto compianto che questo, per l'aFRANCESCO FIORENTINI, scolare more, che portava ai suoi scolari, di Carlo Cignani, e Sacerdote di che in gran numero l'accompagnaForlì, menzionato nella Vita di esso rono al Sepolcro nel 1570. quando Maestro a cart. 61. in età di 50. anni morì. Sandrari FRANCESCO FIORE Veneziano, e Jafol. 252. (a). cobello suo figlio, posero in ripuFRANCESCO FONTEBASSO, Venetazione la pittura, e riformarono ziano, fece i suoi primi studj di pitl'arte nella durezza, e nella seccag tura nella scuola Romana, ed in gine: sebbene il tempo ha consumaquella di Sebastiano Ricci si fece to le fatiche di Francesco, si scuopratico di ben colorire. Nel Palazpre però in quelle di Jacobello conzo di S. E. Pietro Duodo dipinse servate sino al tempo d'oggi in Vead oglio ed a tempera varj soffitti nezia, un lume di soda intelligened una sala; ed opera continuamenza, e castigata maniera. Giace Frante in Patria con credito e stima. cesco dal 1436. in qua sepolto nel Claustro di S. Giovanni, e Paolo F FRANCESCO FRANCHENS da Francesco Floris apprese la pittura, dicon Epitafio. Ridolfi par. 1. sol. 18. pinse istorie, ed aprì scuola in AnFRANCESCO FLORIANI da Udine, scoversa. Non mi e riuscito di rinlaro di Pellegrino da San Daniello tracciare altre notizie. Pittore, ed Architetto; dipinse per Massimiliano Imperadore, e gli deFRANCESCO FRANCIA, di casa Raidicò un Libro disegnato a penna di bolini, nato in Bologna nel 1450. Fu singularissimo Orefice, Intagliavaghe invenzioni, di fabbriche, di tore in argento, in oro, in gemteatri, d'archi, di ponti, e di Pame, e medaglie: da sè fatto Pittolagi. Non dissimile da Francesco fu re, tale fu il profitto, che lo stesAntonio minore fratello, che si ferso Raffaello l'anno 1518. gl'inviò mò all'attuale servigio del suddet da Roma il quadro della S. Cecito Monarca. Vasari par. 2. fol. 189. lia, da collocarsi in S. Gio: in MonFRANCESCO FLORIS d'Anversa, glo te, da rivedere, ed emendare da ria, splendore, lumiera del disegno patimenti del viaggio (riuscendo e dichiarato il Raffaello della Fianin questo fatto apocrifo, quanto ne dra. Nacque da Padre Scultore scrive il Vasari nel lib. 1. fol. 410. insieme con Cornelio Statuario, ed cioè, che atterrito, e stupefatto da Architetto, con Giacomo Scrittore tal'opera gli fusse cagionata la morsopra vetri, e con Giovanni Pittote, se dal 1522. sino al 1530. si ve re da vasi, tutti fratelli: attese dond (a) Di Francesco Floris ha S. Maestà due teste, ed un pezzo istoriato. 190 dono opere sue, marcate col millepo. Fu fratello di Ferdinando. Acsimo, e suo nome, che era Francia cademia Clementina fogl. 265. Aurifex, come prova il Malvasia FRANCESCO GASSEN, Castellano, Pitnel lib. 2. fol. 40. Fu giusto nelle tore di credito, molte pitture fece proporzioni, aggiustato nel disegno nelle Chiese, e case private di Barelevato nel colorito grazioso nelcellona. Mori in detta Città di anle attitudini, osservato dal Primani 60 nel 1658. Palomino tom. 2. a ticcio, dal Tibaldi, dai Procaccini, car. 316. e sino dagli stessi Caracci: fu Capo, FRANCESCO GENTILESCHI figlio di e Duce d'una gran scuola. Dalla Orazio Pisano insigne Pittore, dosua Casa fiorirono nella pittura Giapo la morte del Padre andò a Gecomo il figlio, Gio: Batista il ninova, imparò dal Sarezana, e per pote, e Giulio cugino: Ottogenaqualche tempo s'esercitò col Maerio terminò con gloria la vita l'anstro nel colorire, partito che fu no 1530. (a). da Genova, passò all'altra vita FRANCESCO FURINI Fiorentino figlio, Soprani fol. 252. e discepolo di Filippo, già descrit- FRANCESCO GESSI nacque in Boloto, poi di Matteo Rosselli. Questo gna l'anno 1588. di nobile stirpe valoroso. Pittore ebbe una grazia mabile alle lettere, lasciato in listraordinaria, ed una dolcissima mabertà dal Padre, cercò il disegno niera nel dipignere l'opere sue, moldal Calvart, e dal Cremonini, ma te delle quali si ritrovano nei Pa riuscendo in quelle scuole uno spilagi dei Signori Marchesi Ridolfi, rito troppo vivace, fu escluso da Vitelli, e Corsini: Nell'età di cirquei Maestri: parve che s'acquieca. 40. anni vestì l'abito Chericale tasse in quella di Guido Reni, ed e fu provveduto d'una Chiesa nel in fatti fece tanto profitto, che niucontado di Mugello, dove d'anni no mai imitò sì bene quella ghiot49. morì nel 1649. M. S. ta maniera; quindi fu, che l'opeFRANCESCO GALEAS, nato in Sivire pubbliche; o private, che non glia, dopo essersi dato per qualche poteva consumare Guido, o le contempo alla pratica del Foro, si riferiva, o le prendeva a compagnia volse alla pittura, ed in quella procol. Gessi. Fu pastoso, gentile, ed fittò sotto la direzione di Luigi de ameno nei dipinti, che principiaroVargas. Operò in pubblico ed in no a perdere il lustro primiero privato non senza stima e concetquando rimase erede di molte coto, e di anni 54. morì nel 1614. modità paterne, e di varie liti, che Palomino a car. 280. lo turbarono per gran tempo: moFRANCESCO. GALLI BIBIENA, firi capricciosamente, per non volere glio di Gian-Maria Galli Pittore, ubbidire ai Medici. Malvasia par. si esercitò dapprima nella pittura 4. fol. 345. nelle scuole del Pasinelli, e del CiFRANCESCO GIRARDON Scultore, ed gnani; applicatosi dipoi unicamenArchitetto nato a Troyes, ed alte all'architettura, in quella arrilievo di Lorenzo Maniere. Dopo vò ad essere uno de' più riguarde essersi persezionato presso France co voli professori della sua età, opeAnguier, molto acquistò di riputarando non tanto ne' Teatri, che nelzione per l'opere di scultura, che le principali fabbriche del suo temfece a Versailles per il Re Luigi XIV. (a) Di questo Autore sono presso S. Maestà due pezzi istoriati, (b) Di Francesco Gessi ha pure S. Maestà due pezzi istoriati, 191 XIV. Sua Maestà lo mandò a RO- FRANCESCO GIUONI discepolo, è puntuale imitatore del Palma juma, con una pensione di mille scuniore, come da tante opere fue, a di, e nel suo ritorno ha sempre laolio, e a fresco in pubblico, ed in vorato per regio comando, per le privato, nella sua Patria di BreCase Reali, e per i Giardini di Ver scia. Era Uomo gioviale, arguto, sailles, e di Trianon, i quali condilettante di musica, e di commetengono opere di lui maravigliose, die: eresse in sua Casa l'Accadetanto in bronzo, che in marmo, esemia dei Sollevati, da cui fiorirono guite sopra i suoi modelli, o sopra molti belli ingegni; questa termii disegni di Carlo le Brun primo nò al finire della sua vita, che fu Pittore del Re, dopo la morte de compiuta da 62. anni nel 1636. quale Sua Maestà gli diede il car Ridolfi par. 2. fel. 258. co, e l'assistenza sopra tutte l'alFRANCESCO GOUBEAU Pittore d'Antre opere di Scultura. Pietro Puget versa, allievo di Guglielmo Baur, si su l'unico degli Scultori, che non acquistò onore distinto in rapprevolle assoggettarsegli, ritirandosi a sentare soggetti un poco più ele Marsilia in Provenza, ove però pro vati, che quelli del suo Maestro, e seguì a lavorare per regio servigio. per così dire sul gusto migliore del Se Girardon non ebbe l'esecuzione Bamboccio, e del Miele. Fu Mae per condurre da sè l'opere come stro di Niccolò Delargillere Puget, ebbe bensì il dono della correzione, e del componimento, FRANCESCO GRANACCI Fiorentino imparò nella bottega di Domenico come può giudicarsi, con ammiraGhirlandajo, e fu compagno del zione, nelle sue opere, delle quali Buonaroti; dal quale col tempo gli quella per il Deposito del Cardi furono conferire tutte le regole delnale di Richilieu, nella Chiesa della pittura, che però di grazia, di la Sorbona, vedesi alle stampe, in disegno, e di colorito superò tutti tagliata da Gerardo Audran, e sergli altri suoi pari. Per le Mascheve di guida agli Stranieri, che pasrate, Archi trionfali, e Teatri nesano per Parigi, per andare ad osgl'ingressi dei Sommi Pontefici, o servare sì bella manifattura. AveNozze Ducali, fu unico inventore, va il suo alloggio, e stanza per il Dipinse drappi, vetri, tele, e mulavori nel Louvre, e questi erano ri. Cessò dall'opere sue l'anno ornati di figure, busti, bronzi, 1543. e 57 di sua età, riposto in lapide, monumenti antichi, modelS. Ambrogio. Vasari par. 3. lib. 1. li del Buonaroti, di Francesco Fiamfol. 280. mingo, dell'Algardi, e di altri; non FRANCESCO GUIRRO, Pittore di Barvi mancavano pitture, disegni, e cellona, ebbe credito di Maestro in medaglie, che tutto assieme formaquella Città. Altra opera di lui vano una singolare Galleria, dalla però non si vede in pubblico, fuorquale si cavavano copie, modelli chè la tavola dell'altar maggiore e stampe per ammaestramento, e degli Agostiniani con Santa Moprofitto dei Professori. Mori l'annica no 1716. Direttore, Anziano, e CanFRANCESCO IGNAZIO RUIZ, Spacelliere dell'Accademia, e fu sepolgnuolo, su pittore di camera di Carto nel Deposito da lui fatto vivenlo II. Re delle Spagne, servì quelte, il quale è ornato con più figula Corte di molte sue opere. Nelre di marmo nella Chiesa dei Zanla Chiesa de' PP. Scalzi di Madry. Lasciò ricco patrimonio alli drid dipinse S. Giovanni della Crosuoi eredi 192 ce, e molti fatti all'intorno relatiperfezionò assai bene, ed in età di vi ad esso Santo; la qual opera è 25. anni, fu ammesso nell'Accain grande pregio e grido presso tutdemia Reale nell'anno 1718. nel ta la Spagna. Di anni 56. morì quale anno travagliò un gran qual'anno 1704. Palomino fogl. 480. dro, che servi per la Badia di S. Germano presso Parigi. FRANCESCO HALAS, scolare di Carlo Van-Mander, nato in Malines 1 FRANCESCO LEUX Prefetto della Galanno 1584. ebbe grido di buon rileria Imperiale, coi fondamenti di trattista, e visse sino agli anni Pietro Paolo Rubens dipinse per la Germania: venne in Italia a per1666. FRANCESCO LANDRIANI, detto il fezionarsi, e ritornò bene erudito Duchino, forse perchè fu Direttore al servigio di Ferdinando II. Imin tutte l'opere, che si dipignevaperadore, dipinse con franchezza, e no nei suoi tempi nella Corte Ducon vago colore: sono innumerabicale; dipinse con grande spirito, o li l'opere sue. Sandrart fol. 318. con franchezza a fresco, e l'opere FRANCESCO LEONARDI, Pittor Vesue si conservano, come se fussero neziano, per certi dispiaceri partioggi dipinte. Arrivò al secolo 1600. tosi dalla patria, dopo un lungo gima non si sa in che età morisse. ro per varj paesi, fermatosi in Madrid ebbe la sorte di essere ammesM. S. FRANCESCO LAURI, figlio di Bal so al servigio di quel Monarca, e dassare, e Fratello di Filippo, amdi veder premiata la sua abilità con bi qualificati Pittori, nacque in Roannuo onorevol stipendio. Fece vama nell' anno 1610. e mostrando rie opere nel Palazzo di Buonritigran fuoco e bizzarria nell'eserciro di quella Corte, ed in età dianzio dell'arte paterna, fu dal padre ni 57. nel 1711. finì di vivere. consegnato ad Andrea Sacchi, perPalomino tom. 2. sogl. 432. chè da esso il vero sentiero di arriFRANCESCO LOPEZ CARO, Pittore vare alla perfezione mostrato gli di Siviglia, fece molte opere per la fosse; il che Andrea non mancò di Corte di Madrid, e nel soffitto del fare, con certi discorsi, esortandolo reale Palazzo del Pardo dipinse le a moderare il fuoco, e con buoni imprese di Carlo V. fondatore di precetti additandogli il vero modo detto luoco; per le quali opere grande riputazione si acquistò. Mod'imitar la natura. Con tali rimostranze ed istruzioni si pose il Giorì l'anno 1662. in età di anni 60. Vane a studiare attentamente la imied ebbe sepoltura in Madrid. Patazione del naturale e del vero; ed lomino tom. 2. fogl. 355. invogliatosi di veder le principali FRANCESCO MADONNINA Modonese Città di Europa, a Bologna, a Fimerita d'essere annoverato fra i renze ed a Venezia portossi, indi Pittori di sfera, per l'industria del nelle Fiandre ed in Parigi, in ognuna suo pennello, per la buona maedelle quali Città lodevoli saggi del stria d'istoriare, e per l'amenità di suo sapere lasciò, e passando per colorire quadri. Vidriani fol. 96. Marsiglia alla sua Patria fece ri- FRANCESCO MAFFEI Vicentino allietorno, dove poco dopo morì in vo di Sante Peranda, poi contemetà di soli anni 25. nel 1635. Paplatore di Paolo Veronese, la di cui scoli tom. 2. maniera cercò seguire in vaste teleFRANCESCO LE MOYNE figlio d'onestoriate, morì in Padova l'anno sti Genitori in Parigi, ed allievo di 1660. Boschini fol. 519. Luigi Galoche, sotto del quale si FRANCESCO MAGAGNOLI Modonese 193 agli Amatori di belle lettere per i celebrato dal Lancillotto, e riferito suoi Poemi. Passò nella scuola di nelle Vite dei Pittori dal Vidriani Carlo della Fosse, ove assai bene fol. 38. fu antico, e valente Pitto si approfittò sotto quell' eccellente re, ma il tempo distruttore d'ogni Pittore, che niuno v'è che se gli cosa ha le sue opere divorato, di sia più avvicinato. E Professore modochè non se ne scorge un sedell'Accademia Reale, travaglia in gno. grandi opere, ed ha terminato un FRANCESCO MALTESE, così chiamaMartirio di S. Lorenzo, per la Chieto per essere nativo di Malta, sa di Roterdam in Olanda. ricordato qual distinto pittore nelFRANCESCO MASINI Gentiluomo di l'Aureo Gabinetto a car. 282. Cesena, sino da fanciullo guidato FRANCESCO MANCINI di S. Angeda naturale instinto al disegno, senlo in Vado studiò la pittura nella za ajuto d'alcun Maestro, dipinse scuola del Cignani, e fattosi vaquadri ragionevoli; si dilettò d'anlente, nella Sala del March. Alticaglie, di rilievi, e di disegni bizzini di Forlì dipinse in due tafra 1 quali acquistò molti pezzi vole la Notte, ed il Giorno con della storia dell' Eliodoro dipinto assai vaga e bizzarra maniera. Con da Raffaello in Vaticano. Vasari varie istorie sacre tratteggiate da par. 3. lib. 1. fol. 82. suo pennello adornò la Biblioteca de' Camaldolesi nel Monasterio di FRANCESCO MAzzola nato in Parma l'anno 1504. dalla bellezza Classe; ed altre opere fece pubdalla gentilezza del volto, e dalla bliche e private. Vita del Cignani Patria volgarmente chiamato il fogl. 61. Parmigiano; fu introdotto al diseFRANCESCO MANZOLI allevato nell' gno da due suoi Zii ordinarj PittoAccademia di Modona, e perfezio ri, ma la natura superò l'arte nato per molto tempo in quella di d'anni 16. dipinse il Battesimo di Roma, dipinse con tale industria S. Gio: nella Chiesa della Santissidisegno, e colorito, singolarmente ma Nunziata, e non ancor giunto in Paesi, che Alfonso IV. lo fece al quarto lustro, aveva terminato chiamare alla Patria, per servirse l'opere di Viadana, con altre in Pane in operazioni degne del suo pentria, e chi le mira, non da gionello; ma quando stava in ordine vinetto, ma da provetto Maestro per dar principio, la morte gli trondipinta le stima. Desioso di vedere cò lo stame vitale in fresca età Roma, là fu accolto con grande Vidriani fol. 141. amore da Papa Clem. VII. e fu aFRANCESCO MARIA RONDANI Pardoperato in varj lavori con buona migiano, ſcolaro del Correggio, cerfortuna; ma il sacco di Roma nel cò d'imitare quella gran maniera 1527. troncò la via alle sue sperandolce, e soave, a olio, ed a freze. Fece dunque passaggio a Bosco, si vedono opere sue in Parma logna, dipignendovi cose varie. nella Chiesa di S. Pietro, l'AssunProvata la disgustia del furto dei ta di M. V. nei Padri Eremitani suoi disegni, e delle sue stampe. l'Altare di S. Girolamo, ed in alrubategli da Antonio da Trento suo tri luoghi opere degne dei suoi penIntagliatore, partì per Parma col nelli. suo Leuto, che dolcemente sonava. FRANCESCO MAROT figlio d'un Pit Capriccioso d'alchimia, principiò a tore di Parigi, discendente da quel posare i pennelli, per far fumare Clemente Marot Ajutante di Cafornelli, nei quali consumò il temmera di Francesco I. molto cognito 194 po, e la vita con pianto universa- FRANCESCO MILET Fiammingo, fu le dell'arte: in età di 36. anni moin Italia, e si attaccò alla manieri a Casal maggiore, e dal fratelra di Niccolò Poussin, nel dipingelo Girolamo, anch'esso Pittore, fu re paesi, riusci mirabile; i suoi quasepolto nella Chiesa dei Padri Serdri sono ricercati dai dilettanti viti, chiamata la Fontana, che e Morì in Parigi Professore della Reaun miglio da Casale lontana. Vale Accademia. Filibien par. 4. fol. 283 Morì nel 1680. sari par. 3. lib. 1. fol. 236. (a) FRANCESCO MELIORI, Pittor Ve- FRANCESCO MINZOCHI Pittore da neziano, nella prima sua età e maForlì, scolaro di Gio: Antonio Liniera dipinse con tal forza di colocinio, detto il Bordonone: tra le rito, ed esattezza di disegno, che belle opere, che dipinse in Patria da tutti gli veniva fatto il pronoè d'ammirare nella Madonna della stico di dover essere col tempo il Grata la volta della Capella mag miglior pittore della sua età; ma giore (oltre gli altri dipinti a freper un impensato accidente avendo sco) il Dio Padre sopra le nubi perduto il cervello, benchè dopo attorniato da gran copia d'Angeli qualche tempo avesse riacquistato che in varie attitudini si movono a la cognizione e il giudizio, pure non servirlo, e corteggiare, e sono tutpotè più riprendere il vago ed agte figure al naturale, espresse con giustato stile di dipingere, onde pri tanto sapere, forza, spirito, e coma della sua disgustia pregiavasi. guizione d'un rigoroso di sotto in Molte opere dell'una e dell'altra su, che in quest'opera, se non ha maniera si conservano in privato superato il Maestro, almeno si è a lui fatto uguale. Scanelli fol. 104 ed in pubblico, ed in età di anni FRANCESCO MIRES, O MIRESIO, 50. circa morì nel 1734 (b) scolaro di Girardo Dau da Lione FRANCESCO MELZO Miniatore Milarubò così bene la maniera al Maenese scolaro di Leonardo da Vinci stro nel principio del suo operare, è riportato dal Lo mazzo tratt. di che col tempo lo superò: nel dipipitt. fol. 106. gnere bizzarrie, fu cotanto eccelFRANCESCO MERANO Genovese, detlente, che Leopoldo Guglielmo Arto il Paggio, perchè da giovinetto ciduca d'Austria pagò due mila fioservì i Signori Pavesi: tutto intenrini un suo quadretto, nel quale to per natura al disegno, e non al stava dipinta una bottega coi venservire, scoperto tal genio al suo ditori, e compratori: mancò in frecortese Padrone, lo raccomandò al Sarezana, il quale con attenzione sca età. Sandrart fol. 317. Morì nel 1681. in Leiden. (c) insegnandogli, ben presto giunse a tignere istorie di buonissimo gusto: FRANCESCO MOCCHI Scultore Fiorenprincipiarono dunque a volare le tino, e scolaro di Cammillo Macommissioni, e se non avesse forriani: sebbene il Baldinucci nell'opemato sì basso concetto di se medera postuma fol. 246. non dice altro di questo eccellente Maestro; dirò simo, con tanta modestia al certo averebbe incontrato migliore for io, che fu uno di quei quattro Artefici, che lavorarono le statue di tuna. In fresca età, morì l'anno 22. Palmi nei Pilastroni della Tridel contagio 1657. Soprani fol. 209. buna (a) Quattro bei pezzi istoriati di questo Autore sono altresì presso di S. Maestà. (b) Sei pezzi grandi istoriati di lui son posseduti da S. Maestà. (c) Quattordici pezzetti istoriati di lui sono nella Galleria di S. Maestà. 195 nei ritratti ebbe pochi pari. Per libuna Vaticana, avendo egli fatto la berarsi dai calcoli, andò alli Bagni S. Veronica; Andrea Bolgi la S. E. di Caldero sul Veronese, dove di lena; Francesco du Quesnoy il S. 64. anni morì, e su fatto portare a Andrea Appostolo, ed il Cav. BerMantova dal sopradetto Marchese, nini il S. Longino: si vedono poi per dargli onorevole sepoltura in S altre sue operazioni in S. Maria Francesco, Vasari par. 3. lib. 1. fol. Maggiore, in S. Andrea della Val265. le, e due bellissime statue dei Santi Pietro, e Paolo alla Porta del FRANCESCO MONSTRART nacque in Olsta di Fiandra, e fu fratello gePopolo, che con disegno del Buomello d'Egidio, imparò da Enrico naroti, e con architettura del Bade Bless, detto il Civetta: questo a rocci fu eseguita dal Cav. Bernini differenza del fratello Pittore a oper ordine di Papa Alessandro VII lio, dipinse a fresco, ed in fresca in occasione dell' entrata della Reetà morì. Sandrart fol. 264. gina di Svezia in Roma. Insigni opere di questo valentuomo sono FRANCESCO MONTELATICI, chiamato volgarmente Cecco Bravo. le due ſtatue equeſtri di bronzo, l'una principiò a disegnare dal Bilivelti, del Duca Alessandro, l'altra del Due terminò dal Coccapani. Questo ca Ranuccio, poste nella Piazza di spiritoso, e bizzarro Pittore ebbe gran Piacenza. Finezze de Pennelli a carcolore, estrema espressiva, e stra167. vagante maniera, come si scopre Di altro Francesco Mochi parimente nella caduta di Lucifero dipinta a Scultore ne fa la vita, e ne descrifresco nei Padri Teatini di Firenze ve le opere il Pascoli tom. 2. a car. sua Patria. Condotto in Ispruch 411. e lo fa nato in Montevarchi nel dall'Arciduca Ferdinando d'Au1580. e morto nel 1646. stria, ivi morì l'anno 1661. M. S. FRANCESCO MONAVILLE Fiammingo Pittore, e Accademico di S. Luca FRANCESCO MONTEMEZZANO Veronese, tentò d'approssimarsi alla madi Roma; dipinse molti quadri per niera di Paolo Caliari, di cui fu il Principe D. Livio Odescalchi; fediscepolo, ma per molto che si face ancora alcuni cartoni per certi Arazzi a Luigi XIV. Re di Franticasse, non guadagnò nei suoi di pinti quella nobiltà, e grandezza, cia. che fu propria dote di quel valoFRANCESCO MONSIGNORI fratello di roso Maestro; servì però molte volFra Giocondo, già descritto, nacte Benedetto fratello di Paolo nei que in Verona l'anno 1455. impalavori a fresco di Trevigi, di Verò in Mantova dal Mantegna; ta nezia, e di Verona. Invaghito d li furono i suoi progressi nella pit alta Signora, provò precipatosa catura, che Francesco II. di Manto duta, e terminò la vita di veleno va l'amò sì teneramente, che per nella più fresca età l'anno 1600. i dipinti a Gonzaga, ed a MarmiRidolfi par. 2. fol. 137. rolo, non solo gli assegnò annua provvisione, ma gli fece dono d'un FRANCESCO MONTI nato in Brescia nel 1646. chiamato il Brescianino Podere di 100. campi, detto la Mardelle Battaglie, perchè in quelle mizotta, con casa, giardino, prati rabilmente fiorì; ha servito di sue ed altri bellissimi comodi: fu uooperazioni molti Principi, e Cavamo di gran bontà; mai dipinse colieri in Genova, in Roma, in Vese lascive; furono tanto simili, e nezia, in Parma, in Germania, ed veri gli animali da lui dipinti, che in Napoli: Imparò da Pietro Ricingannò gli uomini, e le bestie; chi, Bb 2 196 tetto: prodotto dalla natura (quasi chi, chiamato il Lucchese, poi dal dissi coi scarpelli alla mano) d'anBorgognone dalle Battaglie; si ferni 15. con istupore della Città di mò sempre in Parma con il figlio Orvieto, condusse gli Angeli, il che segue le pedate paterne, morì Dio Padre, la Visitazione di M. V. nel 1712. Altro Francesco Monti e le Vittorie per il Duomo di quelnato in Bologna l'anno 1685. fu la Città. Lavorò in Roma, in Fiscolaro di Gio: Gioseffo dal Sole renze, in Pisa, ed in Parma dodal quale imparò il disegno, e i. po la morte del Padre, che seguì dipingere; la diligente attenzione nel 1554. Vasari par. 3. lib. 1. fol. del giovine ai dettami del suo di letto Maestro lo francò ben presto 497. § FRANCESCO MOSTARET, Pittore Fiain quella dolce, e forte maniera mingo, attese a dipingere paesi, soonde si è avanzato più volte a gni, incanti, ed altri capricci dicomparire nelle pubbliche Chiese di versi. Vivea sino agli anni 1540 Bologna, di Modona, e di Reggio Pietro Brusola il vecchio, e Girodove le opere sue sono riguardate lamo Bos seguirono il fantastico el con qualche distinzione dai Diletbizzarro stile di lui. Vasari par. 3. tanti. Vive in Patria, ed opera di fogl. 857. continuo per compire le commissioni, che non lo lasciano ozioso nel FRANCESCO NAPPI Milanese studiò in Venezia, ed in Milano, poi an bel fiore di sua età. dò a Roma con un catarro in caFRANCESCO MORANDINI da Poppi po di volere insegnare a i Roma(Terra nel Cosentino) detto volni Pittori il modo di dipignere, ed garmente il Poppi, fu scolaro di in fatti la prima operazione fu Giorgio Vasari, sotto il quale, dimolto lodata, ma col tempo riligente, facile, felice, franco, e flettendo alle opere magnifiche di vago Pittore divenne: senza fare tanti celebri Pittori, in vece di schizzi, o li disegni dei suoi pensieapprendere migliore maniera, in tal ri, sopra la tela col gesso, alla primodo si confuse, che se sue prima li partoriva; in ritratti, in stome manifatture aon hanno che farie sacre, e profane, per le Chiere con l'ultime: fu pratico nel dise, e per i Palagi fu Maestro assai pignere ornamenti bizarri di chiaadoperato. Nacque Panno 1544. roscuro, con diverse capricciose fanBerghini sol. 640. Baldinucci part. tasie a olio, a fresco, ed a secco: 3. fec. 4. fol. 188. godette 65. anni di vita, e circa FRANCESCO MORONI Veronese, fiil 1638, mancò in Roma, Baglioni, glio, e scolaro di Domenico, erede fol. 310. dello studio, dei disegni, e della FRANCESCO NASELLI, Pittor Fervirtù paterna; migliorò la manierarese, ebbe qualche credito nella ra con dare alle figure grazia, disua patria, dove lavorò molte opesegno, unione, e colorito più ele re. Fioriva negli anni 1620. gante del Padre. Modesto, facile, e FRANCESCO NEVE d'Anversa, in granreligioso volò (come si spera) alla de, in piccolo, ed in ritratti ope gloria d'anni 55. nel 1529. e vicirò ingegnosamente in Roma, in no a suo padre fu sepolto in S.DoAugusta, in Monaco, ed in Vienmenico di Verona. Vasari par. 3. lib. na, con vago colore, con facili1. fol. 269 tà, e con prestezza. Sandrart fol FRANCESCO MOSCA da Settignano chiamato il Moschino, figlio, e scoFece ancor bei Paeſaggi con figure molto laro di Simone Scultore, ed Archi 197 è somigliantissimi ritratti in granben intese; studiò dal Rubens e ande, e piccolo. Scrisse un libro delcora nella ſcola di Vandych. la Pittura: E' morto in questo se FRANCESCO PACHECO, Pittore di colo Siviglia, studiò prima la pittura in FRANCESCO PALACIOS di Madrid: Patria da Luigi Fernandez, indi manscolare del Velasquez, fu buon Pittodato dai suoi in Italia Iango studio re di ritratti; e se la morte non lo fece su le opere dei più eccellenti avesse rapito in età di solo 36. anni maestri si antichi che moderni avrebbe certamente eguagliato il tra le quali specialmente si affeziomaestro. Mori in Madrid l'anno nò a quelle di Raffaello di Urbi 1676. Palomino par. 2. fogl. 387. no, e quella maniera di seguire ecFRANCESCO PARONI Milanese figlio imitare si mise in cuore. Ma cod'ordinario Pittore, coi principi del me a questo studio volle anche uni quale andò a Roma, accolto dal re quello delle antiche statue, dieMarchese Giustiniano bemeritissimo de alquanto nel secco. Ritornato in Mecenate dei Virtuosi, e ricavanpatria fece in pubblico e privato do da quel nobilissimo Museo di stamolte opere; e nella Chiesa della tue, e di pitture l'opere migliori, Mercede avendo compito sei bei quada sè ragionevole Pittore; per il dri superò i competitori che gli conpubblico, e per il privato compartendevano la gloria di essere il prive. Fu un vento la sua vita, che mo, Dalla Corte di Madrid ebbe in età giovanile l'anno 1634. lo commissione di far più opere, che portò di volo al sepolcro in San furono poste dipoi nelle Gallerie di Lorenzo in Damaso. Baglioni sol. que Monarchi. Scrisse un Trattato 342. di pittura assai utile ai professori In fine poi della sua vita adottando FRANCESCO PAVONA, nato nel Friuli, mostrando inclinazione alla pitvie più la maniera secca, perdette tura, fu mandato a Bologna munila estimazione acquistata, e diede to di forti raccomandazioni presso occasione agli emoli di lacerare il i nobili Sig. Caprara, che alla scuosuo nome. In étà di anni 65. mola il mandarono del celebre Gian rì nel 1654. Giuseppe dal Sole. Ivi oltre il diFRANCESCO PAGANT Fiorentino, da Pinger istorie, dilettandosi di far ri fanciullo andò a Roma sotto Poli tratti a pastello, fece tale avanzadoro, e Matturino; ritornato alla mento, che precorsane la notizia a Patria d'anni 21. ebb a dire il Genova fu colà chiamato per fare Pontormo dell'opere sue dipinte, i ritratti di molti Cavalieri e Dache se non l'avesse vedute dipigneme. Invogliatosi poi di passare a re dal Pagani, le averebbe stimate Lisbona, eseguì questa sua voglia del Buonaroti. Morte immatura nel 1735. ed ivi dallo Scrittore di d' anni 37. levollo dal Mondo nel queste memorie essendo stato intro1560. rimanendovi Giorgio suo fidotto nelle Case de Grandi, ebbe oc glio di due anni, che col tempo casione di mostrare il suo spirito e riuscì bravo Pittore. Baldinucci par sapere, dipingendo a oglio nelle 2. sec. 4. fol. 75. principali Chiese di quella Città. FRANCESCO PAGLIA è nato in BreMa piacendo universalmente i suoi scia l'anno 1636. in Bologna fit ritratti a pastello, fu obbligato a scolaro del Guercino, questo lette farne molti per varie Dame, e per rato, galante, compito, e virtuoso i Principi e Principesse di quella Pittore, visse felicemente in Patria, Real Corte. Lo stesso pur fece per e condusse quadri di buon impasto, 198 la Corte e Monarchi di Spagna. Ri. FRANCESCO PERRIER Borgognone tornato in Italia si fermò prima in Pittore in Roma, ed in Parigi nel Venezia, indi a Bologna, dove in 1635. Fu quello, che intaglio il S. Casa dei suoi antichi Mecenati meGirolamo dipinto da Agostino Carna vita felice, godendo dei favo racci nella Certosa di Bologna, inri di quella illustre famiglia, e delle viandolo per tutte le parti d' Eurosue facoltà, che furono il premio de pa, per liberare il Domenichino dalsuoi sudori. la calunnia impostagli, d'averlo ruFRANCESCO PELLICCIONI, Milabato di peso nel suo S. Girolamo nese, eccellente intagliator alla Gedipinto nella Chiesa di S. Girolamo mina, mentovato dal Lomazzo nel della Carità in Roma. Malvasia suo Libro della Idea della Pittura a par. 2. sec. 103. car. 687. FRANCESRO PESELLI Fiorentino, detFRANCESCO PEREZ SCIERRA nacque to Pesellino, figlio, e scolaro di in Napoli da padre Spagnuolo. Ap. Pesello Peselli; dopo i principj avuplicatosi alla pittura nella scuola di ti dal Padre, seguitò la maniera di Daniello Falconi Pittor NapoletaFra Filippo Lippi: non potè avvanno si esercitò con lode a dipinge taggiare ulteriormente la sua globattaglie, bambocciate e fiori. Riria, perchè morte immatura di 31. tornato col Padre a Madrid, ed unianni lo portò al Sepolcro. Vasari tosi a Joam di Toledo, lavorò per par. 2. fol. 311. servigio di Signori e Cavalieri con FRANCESCO PESENTI, detto il Sabioneta, perchè nativo di quella Forapprovazione ed applauso, ed arrivò ad essere Agente Generale degli tezza. Di questo Pittore non ho presidj di Spagna, e di anni 82. mopotuto ricavare da certi manoscritri, e fu sepolto nel Convento de ti antichi, se non che fu dei primi P P. Cappuccini della Pazienza scolari del Cav. Malosso, insieme in Madrid. Palomino par. 2. car. 486. con Vincenzio, detto anch' esso il FRANCESCO PEREzzOLI, detto comSabioneta, e lavorarono con buon munemente il Ferrarino, per essere gusto, e speditezza. M. S. stato figlio di un Ferraro, nacque FRANCESCO PEzzutelli Scultore Fioin Verona, e studiò, la pittura da rentino, scolaro d'Antonio Susini Giulio Carpioni, la rue maniera fu Uomo di vita esemplarissima, seguendo ebbe stima per la bizzarria superò il maestro nella pulitezza del suo dipingere. Ma di ciò non lavorò Crocefissi di bronzo per eccontentò, passò a Roma e a Bolocellenza, ma per essere assai lungo gna, dove volendo ora imitare il nell'operare, si ridusse in ultima miPusino, ora Carlo Maratti, per imiseria a morire nello Spedale di S. tare i quali non aveva dalla natuMaria Nova. Baldinucci par. 3. sec. ra sortito un sufficiente talento 4. fol. 397. diede in una maniera così secca, FRANCESCO PALAZZI, Pittor Veche pareva piuttosto Tedesca che neziano, studiò la pittura da se Romana. Stabilitosi a Milano ebbe medesimo, e gli riuscì di operare incontro di servire molti distinti Sicon fresca maniera e buon colorito gnori, per i quali fattosi qualche Ma avendo assai di buon'ora preso credito avea da ogni parte frequenmoglie, e pressandolo la necessità, ti commissioni; ma come non avea gli convenne tutto il giorno occubuoni fondamenti, nè buon gusto, parsi a dipingere, e contentarsi di questo merito si svani. Nel 1722. qualunque prezzo dato gli fosse, fini il corso dei suoi giorni. impiegando poi le ore della notte aſtu 199 suo sapere. Avendo istruito nella proa studiare. Belle opere ha date in fessione un suo figliuolo per nome pubblico ed in privato sì in patria. Giovanni, lo faceva lavorar seco, che nella Città di Bergamo, per le ed era talmente da esso imitato che quali ha stima ed amore da chiundifficilmente distinguevasi dove l'uno que ha cognizione della sua abilità o l'altro avesse operato. Fece mole sapere. te opere per molti luoghi e soggetFRANCESCO POURBUS, nato in Bruti delle Spagne, che sono in granges, studiò la pittura prima sotto dissima estimazione presso gli amail padre, dipoi sotto Francesco Flotori ed intendenti. Terminò il paris. Questo valentuomo nella freschezza e nel colorito superò i suoi dre il corso dei suoi giorni nel 1600. ed il figliuolo nel 1630. lasciando maestri, e fu eccellente ritrattista; dipinse anche istorie lodate da' pro suo degno allievo e scolaro il cefessori, e ricercate dai grandi Silebre Giuseppe de Ribera detto lo gnori. Dimorò lungo tempo in AnSpagnuoletto, di cui a suo luogo Palomino nelle vite di questi due versa, dove anchè morì nel 1980. Abregè 2. Tom. a car. 118. suo valentuomini padre e figlio, vol. 2. Ritratto si vede alle stampe. fol. 291. FRANCESCO POY, O POILLI, e Ni- FRANCESCO RICCHINI oriondo da colao suo fratello furono famosi In Roato (Territorio Bresciano) fu tagliatori in Parigi. Basta solo ve Pittore, Architetto, e Poeta. Ridere il S. Agostino in foglio per tornato d'Alemagna dipinse nel Coriconoscere il finissimo taglio, e varo di S. Pietro Olivetto di Brescia lore di questo Valentuomo. Sandrari varj quadri del Testamento vecchio, i quali fanno chiara mostra fol. 374. FRANCESCO QUAINO Bolognese, scoqual fusse la vaga, e diligente laro d'Agostino Metelli; delle promaniera del suo operare. Vasari spettive, e delle quadrature di que par. 3. lib. 2. fol. 18. Cozzando fol. sto valoroso Pittore parlano le Chie116. se, i palagi di Bologna, e d' altre § FRANCESCO RICCI, nato in MaCittà: l'anno 1680., e 69. di sua drid, nella scola di Vincenzo Caretà fu il termine della sua vita duchio imparò a dipingere in molasciò Luigi il figlio, che riassunso do da essere riputato Maestro. Fila gloria del padre, come si dirà lippo IV. Re di Spagna lo dichiarò a suo luogo. suo Pittore, e gli comandò di fare FRANCESCO RIBALTA, natonel Renella Chiesa del Cappuccini della gno di Valenza, dopo aver appresi Pazienza il grande quadro dello spoi primi precetti della pittura in Isglio di Cristo, da lui eseguito con pagna, venne in Italia, e nella grande maestria e intendimento. Fescuola di Annibale Caracci, collo ce pure per ordine dello stesso altre studio, e colla osservazione dei priopere nei Regj Palazzi, ed ebbe! mi maestri di grido, e copiando anonore di sopraintendere alle fabbriche le opere tutte di Raffaello, si che di Corte, ed ai Teatri, Menfece pratico, ed acquistò buon gu tre operava nell'Escuriale in età di sto e perfezione nell' arte sua. Rianni 67. morì nel 1684. ed ivi fu tornato in patria dimostrò il suconorificamente sepolto. Palomino sapere nella Chiesa patriarcale, doTom. 2. sogl. 409. ve espresse la Cena di Cristo, che FRANCESCO RUSCA figlio di Camè una delle migliori sue opere, con millo Medico Romano, ed Ebreo grande intelligenza, ed applauso del fatto Cristiano, arrivò col padre in 200 Venezia, con qualche pratica nella FRANCESCO SASSETTI, Pittor Parmi pittura, e fatti gli studj ordinarj, giano citato nel Passeggiere Disingannato a car. 3 9. aprì scuola, e piacquero i suoi dipinti a quella Città. M. S. § FRANCESCO SAURI, Romano, figlio di Baldassarre Pittor paesista, apFRANCESCO RUVIALE, Spagnuoparò la pittura da Andrea Sacchi, lo, venuto a Napoli per apprene valente uomo divenne. Nel sofdere la pittura in tempo di Polidofitto da esso dipinto nel Palazzo ro di Caravaggio, nella scuola di de' Crescenzi dimostrò il buon gului si fece un Pittore pregiato e disto, ed il talento, ond' era fornito stinto. Fece in Napoli ad olio ed e se la morte non lo avesse tolte a fresco molte opere descritte dal Dominici nella sua seconda parte a di soli anni 25. ragionevolmente sperar si poteva, che divenisse un car. 143. Viveva in Napoli circa il grande Maestro. Baldinucci sec. 5. 1550. FRANCESCO SANESE, detto il Giorgi fogl. 199. FRANCESCO SCALA, Ferrarese Pitno, fu Pittore, Scultore, ed Architore e scolaro di Francesco Ferrari, tetto, lavorò per gloria, e non per dipinse bene la quadratura ad oglio bisogno, onde non è stupore, se le ed a fresco, Morì in Patria l'anno sue sculture, o getti sono così netti, e puliti; toccò ancora di pen 1698 FRANCESCO SCHIAFINO, Scultor nello, ma non tanto bene, quanto Genovese, studiò da prima la scoldi scarpello: superò poi l'uno, e tura in patria, indi in Roma nell'altro con l'Architettura, ergendo la scuola del celebre Camillo Ruvarj palagi in Urbino, e le Logge sconi, dove si perfezionò. Ritornaper Papa Giulio II. in Vaticano to in patria con grande credito, fu ed il Vescovado di Pienza, patria impiegato nelle più riguardevoli di detto Pontefice: fu ingegnero da scolture delle pubbliche Chiese e guerra, eletto dal Supremo Magidei Palazzi. Con suo grande onore strato dei Signori nella sua patria. servì in molte opere il Re di Poronorato da Principi, da tutti unitogallo; e nell' anno 1742. per- il versalmente stimato, fuori che dalSanto Sepolcro di Gerusalemme sela morte, la quale gli perdette il ce molti bassirilievi con esattezza rispetto circa l'anno 1510. compiue perfezion di lavoro. Per i Sigto che ebbe li 47. di sua età. VaMarj di Genova fece diversi busti sari par. 2. fol. 316. di ritratti egregiamente condotti. FRANCEGCO SANTACROCE Genovese Vive in Patria con credito grande chiamato Pippo dal sopranome di suo Avo Filippo Scultore, da Luca FRANCESCO SCOLARI da Corona (Diocesi di Como) ed Antonio suo frasuo padre imparò il disegno, la tello appreſero da Taddeo Carlone plastica, e la Scultura, e sebbene l'architettura, la scultura, e la plaera universale, il genio suo però stica; lavorarono per poco tempo, era in figure machinose, poche delperchè brevi furono i giorni loro. le quali si vedono, perche morì gioSoprani sol. 297. vine. Soprani fol. 197. FRANCESCO SIMONINI, ParmigiaFRANCESCO SANTA CROCE, Pittor no nato nel 1689. studiò in patria Veneziano, che si crede fratello di nella scuola di Francesco Monti detGirolamo, dipinse nella Chiesa deto il Bresciano, e fornito di grangli Angeli a Murano un' assai ben de talento, seguendo la sua inclicondotta Tavola. Ridolfi par. pr. a nazione di dipinger battaglie, grancar. 62. 201 di è, che riuscito eccellente nello de riputazione si acquistò in quel storiare tavole grandi, e picciole a genere di pittura. Invogliatosi di olio, e nel dipignere a fresco con seguire la forte maniera del Borgo facilità inarrivabile, e con franca gnone, si portò a Fiorenza, dove sicurezza nel disporre, e preparare fattosi conoscere per valente pittoi colori a perfezione, ha condotte re dai Signori di Casa Piccolomi. opere grandiose, la maggior parte ni, fu da quelli accolto, e onoradelle quali si ammirano nei privato di sua tavola, dandogli comodo ti, e pubblici luoghi di Napoli di copiare ventiquattro pezzi singo dove quasi sempre ha dimorato, lari di detto Autore, col quale stu col dispensarsi dagl' impegni d'andio ed esercizio mirabilmente acdare a servire Principi stranieri. crebbe il suo sapere. Portatosi a RoNon manca però, che non abbia ma ebbe occasione di servire a molavuto alte commissioni per oltrati Cavalieri e Cardinali; indi si montani paesi, dove giunte l'opero trasferì a Bologna, dove aprì scuosue, sono state accolte con somme la, e piacque assai la maniera di genio dagli Amatori della Pittura. lui franca, e ingegnosa; venendo Vive felice in Napoli. (b) da ognuno desiderate sì le opere, che FRANCESCO SPEzzINI Genovese scoi disegni toccati ad acquerella, i laro di Luca Cambiasi, e di Gio: quali sono assai spiritosi e ben es Battista Castelli, ai quali fu ugualpressi. Dimorando esso ora in Vemente caro: avido di gloria, cercò nezia nel 1744. ebbe occasione di ben fondarsi nel disegno sopra l'opedipingere una grande sala in Casa re di Raffaello, e di Giulio RomaCapello al Ponte della Latte, ove no; osservò ancora con istudio parfece grandissimi quadri con battaticolare le regole del Buonaroti, e glie d'infinite figure, con paesaggi la maestria d'Andrea del Sarto, all' fabbriche, fortezze, combattimenti. eccellenza dei quali ebbe sempre la marchie, ed altre militari funzio mira: lo diede a divedere nei Temni; opera che grande onore gli fa, pi delle Vigne, e di S. Colombano e valente maestro il dimostra. di Genova l'anno 1578. Maggiori § FRANCESCO SNYDERS, di Anversa, progressi n avrebbe veduto il Mongran pittore in frutti e pesci, e do, se in florida età non l'avesse animali, e Caccie, nato nel 1579. (a condotto alla morte il contagio. FRANCESCO SOLIMEA, detto l'Ábate Soprani fol. 33. Ciccio Solimene, nacque l'anno 1659. in Nocera dei Pagani (Territorio FRANCESCO SPIERRE nacque nella Città di Nansi l'anno 1643. impadi Napoli) attese non solo alle bel rò da Francesco Poly: in Roma le lettere, ma ancora al disegno intagliò opere varie del Cortona; e sotto Angelo suo Padre, poi osserdipinse su quel gusto: in Venezia vato, che ebbe l'opere di Luca diede alle stampe suoi intagli: riGiordano, e del Cav. Calabrese tornato a Roma ricevette l'infausta sul gusto del quale condusse i suoi nuova di Claudio suo fratello, caprimi dipinti, passò alle osservaduto da un palco nel dipianere il zioni delle pitture di Pietro da CorGiudizio universale nella Chiesa di tona, e da sè si fece un modo parS. Nazaro di Lione: chiamato a ticolare di dipignere con forza, e terminare quell'opera, si pose in con amenità molto gradevole: quinviag. (a) Quattro pezzi di lui tra paesi e battaglie sono presso di S. Maestà (b) Di Francesco Solimene sei pezzi istoriati conservansi presso S. Maestà. 202 viaggio, ma giunto a Marsilia, monale di Richelieu fu presentato al rì l'anno 1681. Baldinucci fol. 103. Re, il quale gli assegnò mille lire FRANCESCO SQUARCIONE Padovano. annue, ed alloggio nelle Gallerie innamorato della pittura passò in del Louvre. Tanto belle furono le Grecia a ricercare il disegno, e poropere sue, e tanto di genio di Sua tò nell'Italia una maniera tanto loMaestà, che lo creò Cavaliere di devole, che la sua Scuola fiorì più S. Michele, e così insignito dipinse d'ogni altra, numerandosi 137. scoper il Re altri quadri, la maggior lari, onde fu chiamato Padre de parte dei quali furono trasmessi a Pittori. Viveva ben provveduto di Madrid. Travagliò per molte Chiebeni di fortuna, e godeva numero se, e per molti particolari, e fece sa raccolta di pitture, di disegni, buona copia di disegni per le stame di rilievi, i quali servivano d'epe, dal che reso imperfetto di sasemplare ai suoi discepoli. Fu visi lute morì nell'anno 1647. Depiles tato dal B. Bernardino, da Federifel. 483. co Imperadore, da Patriarchi, e da FRANCESCO STELLAERT Fiammingo Prelati. Ridotto ottogenario all'anvaloroso Paesista, buon Disegnatono 1474. diede fine alla vita, e fu re, Inventore, e naturale ritrattista sepolto nei Chiostri di San Francein Lione, Baldinucci par. 3. sec. 4. sco di Padova. Vasari, Ridolfi p.1. fol. 238. fol. 67. FRANCESCO STRINGA nato in Modo. FRANCESCO STEEN, O Stenio d'Anna l'anno 1683. Studiò sopra le opeversa, impotente al moto per lesiore del Lana, poi con la sopraintendenza alla Galleria Estense, qualine d'una gamba, con la vita seden taria diede continuo moto alla ma ficò l'opere sue erudite con la veno intagliando, e pignendo per l'Arduta dei rari quadri, e disegni, che in quella s'ammirano, e ne adorciduca Leopoldo, e per Ferdinando nò Chiese, Palagi, Sale Ducali in III. Imperatore, col quale si fermò Patria, in Venezia, ed in altri luoprovveduto d'annuale stipendio sino alla morte. Sandrart fol. 362. ghi: dipinse con franchezza, con gran colore, e con ispirito vivace FRANCESCO STELLA Fiammingo nacin istorie, in paesi, in quadratura, que nel 1596. d'anni 20. venne in in architettura, ed anche intagliò Italia ben pratico nel disegno: ne in rame in Modona, dove morì a suo passaggio per Fironze fu da dì 19. Marzo 1709. to a conoscere al G. D. Cosimo, il quale per un famoso apparecFRANCESCO SURCHI, Pittor Ferrachio di nozze di suo figlio lo ferrese, scolare dei Dossi, che fu anmò, e l'impiegò in lavori a miche chiamato col nome di Dialai, sura del suo talento, e fu rimufioriva in patria nel 1545. dipingendo alla maniera dei suoi Maenerato di alloggio, e di una penstri sione simile a quella del Callot, per sette anni continui, che ivi si FRANCESCO SUSINI Scultore Fiorentino nipote, e scolaro d'Antonio Sutrattenne: passò dopoi a Roma, sini, che fu allievo di Gio: Boloper lo spazio di undici anni, studiò gna: andò a Roma, e cogli studj sopra le statue antiche, e sopra il straordinarj fatti sopra quelli riliedipinti di Raffaello; con ciò fattovi, molti dei quali fuse in bronzo, si possessore d'un buon gusto, di massimamente il Toro Farnese, ripinti molti quadri, che furono intornò in Firenze, dove sono innutagliati, e lasciata di sè buona famerabili l'opere, che gettò sino al ma, partì per Parigi, e dal Cardi1646 203 tazza con quantità di figure, che 1646. tutte descritte dal Baldinucci paragonato con altri antichi possePar. 3. sec. 4. fol. 377. duti da esso Signore, non è punto FRANCESCO TERILLI, Scultore naad essi inferiore nell'esattezza del to in Feltre, fece le due figure di disegno, e nel buon gusto greco, bronzo, che sono sopra le pile dell' Servendo Filippo II. fece moltissime Acqua Santa, nella Chiesa del Refigure nel Santuario dell'Escuriale. dentore de' PP. Cappuccini alla GiuLe pietre intagliate da lui sono stidecca di Venezia. Vivea nel 1610. matissime. FRANCESCO TERZI Bergamasco, benFRANCESCO TRABALLESI Fiorentino chè attendesse più al bulino, che della Scuola di Michele di Ridolfo al pennello, nondimeno fece alcune Ghirlandajo, dipinse in Roma, in ragionevoli pitture nella Chiesa di Firenze, ed in altre Città. Fu PitS. Francesco di Bergamo: quello che tore universale, dilettossi: di fai gli fece grido fu la serie dei ritratritratti. Furono suoi fratelli Bartoti dei Principi della Casa d'Austria, lomeo, detto il Gobbo Pittore, Fei quali vestì d'abbigliamenti malice Scultore, e Fonditore, e Nicgnifici, bizzarre armature, fra belcolò bravo Argentiero in Parigi; le architetture intagliati, come si questo dopo la morte della consorvedono alle stampe. Ridolfi par. 1. te vestì l'abito Domenicano; Ebfol. 132. be cinque sorelle tutte Monache in FRANCESCO Torbido, detto il Moro S. Caterina, tutte Pittrici, e vivenVeronese, imparò da Giorgione, ti nel 1600. Baldinucci par. 3. sec. l'imitò nel colorito, e nella morbidezza. Caduto in contumacia in 4. fol. 212. Venezia, per avere ferito un suo FRANCESCO TRIANI Fiorentino il più rivale, partì per la Patria, e laeccellente, spiritoso, e vivace alliesciò per qualche tempo il dipignevo d'Andrea Orcagna, come ne re, il quale ripigliò sotto Liberale rendono conto l'opere sue, tanto Veronese, che l'amò come figlio bene colorite nella Chiesa di S. Caed alla morte lasciollo erede uni terina dei Padri Domenicani di Piversale. Il Moro su bravo Pittore; sa, dove nel tignere, nell'unione maneggiò bene ogni sorta d'armi; e nell' invenzione superò il Maestro. ebbe spiriti nobili; conseguì in conVasari par. 1. fol. 105. sorte una giovane di singolari naFRANCESCO TREVISANI nato in Tretali, e fu dai parenti di quella tevigi l'anno 1656. Si portò a Vene neramente amato: morì in Villa zia nella Scuola d'Antonio Zanchi, sepolto in S. Maria in Stella. Vae dopo molto studio sopra se masari par. 3. lib. 1, fol. 261. niere Veneziane, andò a Roma, FRANCESCO TORTORINO, Milanedove al giorno d'oggi dimora, e se, eccellente intagliatore di Camcon ispirito in piccolo, e fortezza mei, Gioje, pietre dure, e cristalin grande fa bella mostra di sue li, pareggiò in quest'arte gli antierudite, e ben colorite pitture. Nelchi, e le opere di lui son pregiala Basilica Lateranese ha dipintissime. Il Signor Marchese di Alto il Profeta Baruch d'ordine di brantes in Lisbona nella sua rara N.S. (a) serie di Cammei ha un vaso di criFRANCESCO VANDER MULEN Pittore stallo di monte in forma di grande Fiammingo, ricevuto nell'Accademia Cc 2 (a) Di questo Francesco Trevisano S. Maestà ha quattro pezzi istoriati. 204 liere di Cristo: visse anni 47. e nelmia Reale di Pittura, e di Scultula Chiesa di S. Giorgio di Siena fu ra in Parigi, ebbe dal Re Lugi sotterrato l'anno 1610. Lasciò MiXIV. appartamento d'alloggio nel chelagnolo, e Raffaelo suoi figl la sua Casa Reale dei Gobelini bravi Pittori. Baglioni fol. 110. (a) Fu da Sua Maestà occupato a fare FRANCESCO VACCARI dipinse in S. molti quadri rappresentanti le sue Vitale di Bologna gli ornati a freconquiste, e per meglio confirmarsco del terzo altare. Passeggier Dilo nella pratica dei militari! ogget sing. a car. 90. ti, lo condusse colle sue armate in FRANCESCO VARNERTAM, Pittore Fiandra, in Alemagna, ed in Olandi Amburgo, scolare di Teodoro da: queste opere antedette furono Vansosten, si applicò a far ritratti d'ordine, ed a spese regie fatte ina dipinger fiori, frutti, con ornati tagliare, e formano le stesse buona di caraffe, e bellissimi vetri. In Roparte delle stampe, che ornano il ma servì di sue opere grandi perRegio Gabinetto. Vive felicemente sonaggi, rappresentando anche bene in Parigi. Sandrart fol. animali sì vivi che morti. ChiaFRANCESCO VANELLA, di Siviglia, mato a Vienna servì l'Imperatore studiò nella scuola del Prete RoaLeopoldo con soddisfazione ed aples, riuscì abile Pittore paesista; e plauso. Le opere di lui furono manmolti quadri di lui nelle Gallerie di date a Parigi, Londra, ed altre Spagna e di Portogallo conservanCittà principali. Morì in Vienna si. Fece anche figure, e lavorò in di anni 66. con universal dispiapubblico ed in privato con suo grancere nel 1724. Pascoli Tom. 2. a de onore. Morì di anni 56. nel 1655 car. 368. in Siviglia. Palomino a car. 315. FRANCESCO VANNI Sanese. Dal 1372. FRANCESCO UBERTINO, detto il Bacchiacca, fu diligente Pittore, di coin Lippo Vanni, sino al giorno d'ogstumi singulari, favorito, ed ajutagi è fiorita in quella Casa la pitto nell'arte da Andrea del Sarto tura, e Francesco fra gli altri riin minute storiette, in disegni da portò gloria, e palma di famoso ricamare, ed in animali fu innarPittore; consumati i primi segni rivabile: morì nel 1557. Antonio il sotto Arcangelo Salimbeni suo Pafratello fu eccellente ricamatore drino, si portò a Roma, dove coVasari par. 2. lib. 1. fol. 419. piando l'antico, ed il moderno, piacque a Gio: dei Vecchi, col FRANCESCO VECCELLIO da Cadore fratello di Tiziano, avrebbe lasciaquale s'accomodò per qualche temta fama di gran Pittore, se divertipo, ma scoperta la Baroccesca mato dall'armi non avesse per molto niera, giurò volerla seguire, come tempo applicato da generoso soldafece. Invitato al Vaticano, per il to alla milizia: ridotto nulladimeno lavoro dell'amenissimo quadro, che in casa del fratello, ripigliò i penrappresenta la caduta di Simone Manelli, e tinse molte tele d'Altare, go alla presenza di S. Pietro, e e nel 1528. tre Confaloni. Diede sì dell'Imperadore Nerone, diede tanalto saggio del suo spirito, che into nel genio degli Eminentissim gelosito Tiziano, lo divertì dal diCardinali sopra la Fabbrica, che pignere con la mercatura, facendo oltre il prezzo, per opera del Carpoi solo qualche ritratto per gli amidinal Baronio, impetrò da Papa ci, e per passatempo; morì in età Clemente VIII. l'Abito di Cavaavan. (a) Di Francesco Vanni cuyi nella mentovata Galleria un pezzo istoriato, 205 se in patria la Pittura, e sì in quel avanzata avanti il fratello. Ridolsi la che nelle lettere diede prove di par. 1. fol. 199. (a). grande spirito, e ingegno vivace FRANCESCO VECCIO Veronese MiniaDal Signor Marchese d'Abrantes tore, e Scrittore di libri, avantiche andato a Roma Ambasciatore per fusse in buon uso la stampa, e pe il suo Re, colà fu condotto, dove rò fu chiamato Francesco dai libri; correttamente, disegnando ottenne fu adoperato da molti Principi più volte il premio nell'Accademia L'anno 1472. ebbe un figlio per no del Disegno. Tra le molte cose ne me Girolamo, che segui in eccelprimi tempi da lui dipinte, si selenza le pedate paterne. Vasari par. gnalò con un quadro fatto ad istan3. lib. 1. fol. 276. za del Signor Conte di Galveas FRANCESCO VENANZI Bolognese diAmbasciatore anch' esso in Roma pinse nella Chiesa dello Spirito Sanper il Re D. Giovanni V. in cui to di Bologna all'Altar maggiore rappresentò la favola di Perseo. Rila venuta di esso Spirito Santo. tornato in Patria, nella Sagrestia Passegger Disingannato fogl. 126. della Patriarcale dipinse i dodeci FRANCESCO VERUZIO, Pittore, scoApostoli, e due quadri laterali di lare di Andrea Mantegna, citato ottimo gusto. Per il Signor Mardal Vasari par. 3. fogl. 837. nella chese Allegretti fece un S. Luca in Vita del Sansovino. atto di scrivere il suo Vangelo; e FRANCESCO VERBEECH, Pittore olper il Signor Conte di Asomar moltramontano, dipinse feste di villa te opere, tra le quali opera singoballi, taverne, ad imitazione di lare fu tina Sacra Famiglia. Per Girolamo Bos; la maggior parte l'Eminentiss. di Acugna un S. Paoperò delle opere di lui è a tempra lo in atto di predicare, ed altre e sono vagamente eseguite. Baldiopere nulla inferiori a quelle ch'er nucci sec. 4. car. 352. pur fece per il Signor Marchese di FRANCESCO VERDIER figlio di un ArPovolida, Per la Chiesa di Mafra in tefice da orologi in Parigi, fu amaun quadro grande dipinse altra Sato scolaro di Carlo le Brun; mocra Famiglia, quale per malvagità strò subito un sì bel genio alla pit de' suoi emoli fu levata, per coltura, che il Maestro lo fece lavolocarne una a quella molto di me rare nelle sue più belle opere, e rito e bellezza inferiore. Sdegnaritornato da Roma gli diede in contosi per tale affronto si portò a Masorte una propria nipote. Egli o drid, ma riconosciuto il suo merito Professore dell Accademia Reale su richiamato dal suo Re, e dile fue principali operazioni sono chiarato Pittore regio con onorevol nei Palagi del Re; possiede una stipendio. Nell'anno 1736. viveva grande facilità nel disegnare intein patria con credito grande presso ramente sulla maniera del suo Maetutta la Corte, non contando più stro. che trentasci anni di età. FRANCESCO VERVILT da Roterdam seguace della maniera di Cornelio FRANCESCO VILLAMENA, d'Assisi, nel Pontificato di Sisto V. entrò in Rode Bi: in picciolo, in grande, in ma; disegnato ch'ebbe l'antico, ed paesi, in ruine, a olio, e fresco fu il moderno, s'applicò col bulino ad stimato superiore al Maestro. Sanintagliare l'opere di Raffaello, di drart fol. 313. Giulio Romano, di Muziano, di FeFRANCESCO VIERA, di Lisbona, appres(à) Un pezzo istoriato di costui conservasi nella medesima Galleria. 206 ed avanzando ogni dì più in periraù, del Barocci, e d'altri: da sè zia ed in credito, dee ragionevolpoi intagliò varj Santi, e rami in mente sperarsi che con suo grande grande molto stimati: compose belonore e profitto possa render paghe lissimo studio di pitture, e di disele brame di quanti desiderano sue gni: di natura malinconico, oppresopere, i quali certamente sono in so dal male, una mattina per istragran numero. da restò morto, vicino alla Chiesa della Pace in Roma, circa gli an- § FRANCESCO e VALERIO ZUCCATI fratelli fecero i sontuosi Mosaici delni 60. Bagloni fol. 392. la Chiesa di S. Marco in Venezia FRANCESCO WOUTERS, Pittore ed in quei tempi non ebbero part. Fiammingo, nato nel 1614. scolate di Pietro Paulo Rubens dipinse asin simili lavori. Il celebre Tiziano sai bene paesaggi con piccole figucotanta stima aveva per essi, che oltre il dar loro i suoi disegni, volre. Per opera del Maestro fu dichiarato Pittore dell'Imperator Ferle che Francesco stesse sempre in sua compagnia, e suo compare il chiadinando, cui servì sin che visse. Inmava, e fece il ritratto di lui unidi passò in Inghilterra al servigio to al suo proprio in un quadro, del Principe di Galles, da cui fu onorato del titolo di Gentiluomo de che presentemente conservasi nella illustre Casa Ruzzini in Venezia. Camera, e suo primario Pittore; e per esso, e per i grandi Signori FRANCESCO ZUCCHI, O ZUCCA Fiorentino, con Giacomo suo fratello di quel Regno molte opere fece lavorò a olio, ed a fresco in RoCon la permissione di detto Princi ma: si diede poi ai lavori di mope passò in Anversa, dove negli ansaico, e consumò opere molte in S. ni 1640. operava con soddisfazione Pietro Vaticano: dipinse bene fiori di ognuno, e con particolare sua e frutti. Morì nel Pontificato di lode. Morì nel 1559. Aureo GabiPaolo V. e fu universalmente comnetto ne fa menzione, e ne dà anpianto dai Professori. Baglioni fol. che il ritratto a car. 175. 102. FRANCESCO ZUCCARELLI, nato in Toscana, stabilito il suo domici- Bolognese lo fa il Lomazzo nelle sue Rime. lio in Venezia ivi prese moglie, et FRANCESCO ZURBERAN, nato in dipingendo paesaggi con bellissime Frente de Canton, luogo non molfigure credito grande acquistossi. I to distante da Siviglia, non si sa chi più volte con lode rammontato Siabbia avuto per maestro nella pitgnor Giuseppe Smith console della Grande Bretagna aprì a questo vatura, nella quale operò con grande lentuomo la strada di farsi ben pamaestria ed esatta imitazione della natura e del vero. Coltivando quegar le sue opere, dandogli per sè sta sua inclinazione colla continua e per l'Inghilterra frequenti comosservazione seguì la maniera del missioni, le quali anche da ogni alCaravaggio, ed in quella mirabiltra parte di Europa continuamente mente riuscì. Nel reale Palazzo del gli vengono. Moltissimi quadri di Buon Ritiro dipinse le Forze di Erquesto Maestro di singolare bellez cole, e mentre a tal lavoro era za sì piccioli, che grandi adornadietro, il Re Filippo IV. portatosi no le case di Città e di Campagna sul luogo e compiaciutosi di sì bell del predetto Signor Console; ed al opera, mettendogli una mano su la cuni pure ne ha fatto per comando spalla gli disse: tu sei Pittore del e servigio di S. Maestà il Re di PoRe, e Re degli Pittori: onore che lonia. Essendo egli in fresca età, 207 Scuola del Guercino; mancò in Fidai Re di Spagna fu fatto soltante renze l'anno 1664. nel più bel fioal grande Tiziano. Seguitò a serre della sua età, e nel principio del vire a quel Monarca sin che visse, suo maravigioso operare. Masini onorato e amato da tutta la Corsol. 623. Vedi Giacomo Alboresi. te. Di anni 66. finì di vivere, e fu sepolto in Madrid. Palomino FULVIO SIGNORINI Scultore Sanese, detto il Nino, lavorò nella sua Papar. 2. a car. 355. tria belle statue di bronzo, e di FRANCIA BIGIO Fiorentino, scolaro di marmo: in Roma ajutò Prospero Mariotto Albertinelli, poi concor rente d'Andrea del Sarto, col quaBresciano alla Fontana dell'acqua le tenne lungo tempo bottega: atFelice nella statua del Moisè, che tese per diletto alla prospettiva, e fu poi la morte di Prospero, come fu riputato valente in quella: non si dirà. Baldinucci par. 3. sec. 4 lasciò passare un giorno, che non fol. 153 disegnasse un nudo; si dilettò di ritrarre, e dipignere in picciolo: ma uscì dalla Patria; sempre studiò ma la fatica l'oppresse di 42. anCABRIELLA CARLA PATINA, nacque ni, correndo il 1525. e fu sepolto ʘ l'anno 1666. da Carlo Dottore in S. Brancaccio: lasciò Angelo suc Medico Parigino, Accademico Pafratello, e discepolo bravo Pittore, dovano, e Cav. di S. Marco; inVasari part. 3. lib. 1. fol. 223. (a) strutta in varie scienze latine, FRANCIONE, chiamato lo Spagnuovolgari, in geografia, e sfere, nello, nella Città di Napoli operò con la cognizione d'antichi marmi, di grande applauso nella pittura; di cammei, di medaglie, d'istorie, di ciò fa testimonianza il Canonico poesie, e disegno, meritò con somCarlo Celque nel suo Libretto delle mo applauso essere dichiarata AcNotizie del Regno di Napoli a car. cademica Parigina. Carla Caterina 42. par. 2. e dice, che nella Chiesa di lei sorella fra l'altre opere sue di S. Fortunata in Napoli dipinse diede alle stampe un Libro in fola Tavola della Beatiss. Vergine cirglio l'anno 1691. in Colonia, inticondata dagli Angeli, opera lodatolato: Le scelte Pitture intagliate, tissima. Fioriva questo valentuomo e dichiarate da Car. Cat. Patina, negli anni 1521. esercitando anche con rami diversi d'opere famose. l'architettura. Sandrart fol. 399. FRANCO DA BOLOGNA celebre MiGABRIELLO BRUNELLI, Scultore Boniatore; chiamato a Roma da Palognese, scolaro dell'Algardi. In pa Benedetto IX. per lavorare nel Padova, in Ravenna, in Verona, Vaticano, superò Giotto, ed Oldein Bologna, in Napoli, in Mantorigi da Gobbio, onde meritò d'esva, ed in Modona per quei Serenissere celebrato da Dante nell' XI. Casimi Principi lavoro statue, bassi ripitolo: fiorì nel 1303. e fu capo di lievi, depositi, bagni, e pubbliche quell'antica Scuola in Bologna fontane, con figure gigantesche, ben dalla quale uscirono i Vitali, i Simosse, e ridotte a singolare perfe moni, i Jacopi, ed altri Maestri. zione. In certo manoscritto di maVasari. Masini fol. 621. no di quest'Autore ritrovo avere FULGENZIO MONDINI uno dei più egli fatto 44. operazioni di marmo bravi allievi, che mai uscisse dalla nelle sopradette Città. GA(a) Di quest'Autore S. Maestà ha due pezzi istoriati 208 Maestro, tirò alla sua scuola molti GABRIELLO CALIARI, il vecchio, discepoli: fiorì nel 1588. Malvasia Cittadino Veronese, Scultore, e Papart. 2. fol. 266. dre del famoso Paolo, merita ricordanza per aver avuto sì degno fi- GABRIELLO HONNET Pittore, dipinse per il Re Enrico III. di Franglio, e nipoti. Ridolfi part. 1. a cia, e fece il Gabinetto della Recart. 285. gina al Louvre: visse nel 1580. FiGABRIELLO CALIARI, figlio, e sco libien part. 3. fol. 89. laro di Paolo Veronese, con CarGABRIELLO METZU, nacque in Leyletto il fratello compì quadri ritroden l'anno 1615. Studiò la Pittura vati imperfetti alla morte del pae fu emolo di Girardo Daun, e stidre: nella Sala del Gran Consiglio mato quanto Mieris, ed altri del Veneto espresse la Storia di Papa tempo suo. Dipinse conversazioni, Alessandro III. In Verona, in Vicolorì a maraviglia, si dilettò di cenza, in Brescia, ed in Padova contrafare famiglie co' suoi distinticondusse opere varie a fine lodato. vi caratteri; contadine, che vendoVivevano questi due fratelli con no erbe e frutta con grande natudolcissimo vincolo d'amore, e fra ralezza. Gli Ollandesi posseditori di di loro non v'era superiorità: ognusue opere assai le stimano, e non no era padrone di correggere, e di le lasciano uscir di paese; poche pemutare il dipinto dell'altro; ma la rò esse sono, per il moltissimo temmorte inaspettata di Carletto negli po, che a compierle vi mettea anni 26. troncò sì bel nodo d'amoMorì di mal di pietra l'anno 1658. re. Seguì Gabriello con Benedetto d'anni 43. Abregè tom. 2. il Zio bravo Pittore e quadratoriGABRIELLO RUSTICI, Pittore, scosta a dipignere; ma defunto ancor laro di Fra Bartolameo di S. Marquesti, lasciò i pennelli, e con rico, citato dal Vasari tom. 2. cart. 41. poso godette la pingue eredità paterna sino agli anni 63. del 1631. GADDO GADDI, Fiorentino, mostrò più franco disegno nella Greca manei quali morì. Ridolfi part. 1. fol. niera, di quello, che facesse An339. (a) drea Tasi. Invidioso compagno di GABRIELLO DELLA CORTE, figlio Cimabue, molto da lui apprese, e di Giovanni Pittore, per essere in seco lavorò di musaico, e dipinse giovanile età restato privo del PaChiamato a Roma da Clemente V. dre, non potè amplicaiss alle figuterminò le fatture lasciate imperfetre, onde per procacciarsi sostentate da Francesco da Turrita in San mento, si diede a dipigner fiori, ne Pietro, in S. Gio: ed in S. Maria qual genere di pittura ebbe nome. Maggiore. Lavorò di musaico picNato in Madrid, ivi morì nel 1694. cole storiette alla grandezza d'un in età di anni 46. Palomino car. 448. uovo, e si conservano nella GalleGABRIELLO FERRANTINI, detto dagl. ria di Toscana. Seguì la sua morocchiali, per riparare alla sua debo te nel 1312. dopo 73. anni di vita le vista, fu figlio di valoroso, e restandovi Taddeo figlio, che con i venerando soldato, che d'anni 106. principj del padre, e compimento morì in Bologna; imparò da Diosotto Giotto, fu rinomato Pittore. nigio Calvart il disegno: si dilettò Vasari par. 1. fol. 28. più del fresco, che dell'olio: con GAETANO MARTORELLO Napoletamaniera molto vaga, e graziosa più no, dipinse paesi, che piacquero e colorita, e moderna di quella del (a) Di Gabriello Calliari ha S. Maestà un pezzo istoriato. per la novità delle idee, e per la freschezza del colorire, e per l'intendimento di prospettiva. Le opere di lui non hanno tutte l'istesso merito, perchè alle volte per buscar dinari lavorava a ogni prezzo. Dipinse più di una volta il campo nei quadri del Solimena. Morì di anni 50. nel 1720. GAGINI Scultori di Palermo, da questa famiglia uscirono molti Professori di scultura, e famosi disegna tori, de quali trovo, che MichelAgnolo Buonaroti, quando in Firenze consignò il Cristo da portare a Roma nella Chiesa della Minerva, disse: io ve lo consegno nudo, se lo volete far vestire bene, mandatelo ai Gagini di Palermo. Resta fol. 57. GALASSO GALASSI da Ferrara, Pittore, ed Architetto eccellente, citato dal Vasari a cart. 10. 3. part. sepolto nella Parrocchiale di S. Gregorio di quella Città: vedi Cristofano da Bologna. GALEAzzo ALESSI di Perugia, uno de migliori Mattematici ed Architetti, che uscito sia dalla scuola del Buonaroti; terminò a Perugia la Fortezza principiata dal S. Gallo, in Genova fece il Porto, ed il Molo nuovo, ornò di magnifici Palagi la strada nuova, ed eresse Tempi di buon disegno. In Milano eziandio, ed in Bologna fece opere stimatissime. I disegni di lui sono ricercati da tutta l'Europa. Chiamato in Ispagna per la gran fabbrica dell'Escuriale, colpito dalla morte l'anno 1572. non potè andarvi. Pascoli ne fa la Vita a cart. 279. Vasari altresì ne fa menzione nella Vita di Leon Leoni. GALEAzzo CAMPI Cremonese, Padre, e Maestro di Giulio, d'Antonio, e di Vincenzo, che nella sua, ed in altre Città furono rinomati Pittori: si tiene per certo, che imparasse da Boccaccino il vecchio, o dai 209 suoi dipinti: morì nel 1536. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 15. GALEAzzo MANDELLA, Nobile Veronese, fu intagliatore accreditato di pietre, e cammei. Vivea nel secolo 1500. Vasari nel primo Tomo della terza parte, nella Vita di Valerio Vicentini ne parla. GASPARO BACERRA, Pittore, Scultore, ed Architetto, nacque nell Andaluzia, e studiò la pittura dalle opere di Alonso Beruguette. Fattosi adulto passò a Roma, ed ivi attese ad osservare con attenzione le antiche statue, e le belle opere di Michelangelo, e di Raffaello. Nella Chiesa della Trinità de' Monti fece il bel quadro della Natività di Maria Vergine. Tornato in Ispagna con grande credito, fu impiegato in opere di pittura, scoltura, ed architettura nei Palagi, e Gallerie di quei Monarchi; e per conto della Pittura fu de' primi a sbandire da' bei dipinti la secca maniera, stata in uso sino a quel tempo. Morì d'anni 50. nel 1570. Il Vasari a cart. 466. e Palomino car. 248. GASPARO CELIO Romano, imparò il disegno, ed il colorito da Niccolò Pomerancio; disegnò gran parte delle statue antiche, e moderne, che poi furono intagliate dal Coltzio; dipinse gran tele, e muri in pubblico, ed in privato; fu fatto Cavalier dell'Abito di Cristo (onore usurpato ad Orazio Borgiami, per cui era l'impegno.) Fu uomo bisbetico, e stravagante; conservò per 45. anni rinchiusa la moglie in casa; una notte dell'anno 1640. restò soffocato da una mossa di sangue, e fu sepolto nella Madonna del Popolo. Pizzicò di Poeta, d'Astrologo, e di Scrittore: diede alle stampe un libretto d'alcune dichiarazioni delle pitture Romane. Baglioni fol. 379. GASPARO D'ANVERSA, fu scolaro di Raffaello Caxii. L'anno 1585. an 210 dò ad abitare in Brusselles, dipinse pittura, nella scuola di Michelanin varj Tempj, e poi per molti angelo fece grandi progressi. Ritornani fu Pittore del Cardinal Ferdinanto in Patria, d'ordine del Re, opedo. Sandrart fol. 310. rò ad oglio molte pitture nel ChioGASPARO DE CRAYER, nato in Anstro della Chiesa di Belem, ed in versa, fu lodevolissimo Pittore di altri luoghi eretti da quel Monarfigure, e ritratti. Dimorando ir ca. Nella Chiesa della MisericorBrusselles fece molti quadri per Sidia fece la famosa Tavola della Vegnori, e fu Pittore del Principe nuta dello Spirito Santo, segnata Cardinale Ferdinando, cui ritrasse col suo nome, e coll'anno 1534. la in differenti atteggiamenti e modi qual tavola nel 1734. fu da me riFu grande amico di Antonio Vanstaurata dych, che gli fece il ritratto, che GASPARO FORZONI Lucchese, entrè vedesi nella raccolta. Gabinetto Auin Genova l'anno 1550. scolpì in reo cart. 245. legno, in gesso, ed in pietra diversi GASPARO DE LA HUERTA, Pittor festoni, fogliami, e figure: fu di di Valenza, fu così stimato in quel gran giovamento ai Pittori, perchè Regno, che a nessuno, lui vivenformò bellissimi modelli di gesso. te, fu permesso di dipignere in ali quali al giorno d'oggi servono cun luogo pubblico; e perciò non alle Accademie: intese bene l'Arv'è Chiesa, od altro pubblico luochitettura, e l'insegnò a Luca Camgo, in cui non vi sian de' suoi quabiasi. Soprani sol. 282. dri con istudio e facilità eseguiti. GASPARO LEMAN, Scultore in gemVisse cristianamente, facendo elemome, ed inventore d'intagli in vesina di quanto al proprio vitto avantro, e cristalli, fu così caro a Ridolfo Imperadore, che lo creò suo zava. Nel 1714. morì d' anni 63. e fu sepolto nella Chiesa di San Cameriere, e l'anno 1609. gli conFrancesco. Palomino cart. 496. cesse ampli privilegj. Di questo valentuomo si vedono molte manifatGASPARO DE WITT, o della Vite, ture nelle Gallerie di Germania. d'Anversa, di sollevato ingegno, e Sandrart fol. 343. franco nel dipignere ruine, vedute ritratti in grande e piccolo, in Ita- GASPARO MISURONI Milanese, Intalia, ed in Francia, e però merita gliatore in gemme, servì il Duca Cosimo di Toscana di vasi, e di aver luogo fra buoni Pittori. Santazze. In un pezzo d'Elitropia indrart fol. 313. cavò un Urna di maraviglioso in Vivea nel 1654. taglio: come pure un'altra in LaGASPARO DICIANI, Pittor Venepislazzolo sommamente lodata. Vaziano, franco nell' invenzione d'istosari par. 3. lib. 1. fol. 29. rie, e bravo nel colorirle, ebbe ri GASPARO NERVESA, scolare di Tiputazione, nonchè in Venezia, in ziano, nel Friuli dipinse molte opeDresda, dove operò ne' Teatri, e re con lodevole maniera, e buon servì i Cavalieri del paese; e lo colorito. Fioriva nel 1540. Ridolfi stesso fece in Roma, dipingendo per part. 1. cart. 117. quella Nobiltà ad oglio, ed a fresco. Trovasi ora in Venezia, ove conGASPARO NETSCHER, scolaro di Gerardo Dovvì, nacque in Heideltinuamente nell'esercizio di sua arberg l'anno 1639. e con l'indefesso te si adopera. studio arrivò a dipingere mirabili § GASPARO DIES, celebre Pittor Porcose in mezzane figure, in modo toghese, inviato a Roma dal Re che uguagliò, ed in qualche parte D. Emanuele per perfezionarsi nella 211 nella Pittura in Napoli, ornandole superò anche il Maestro. Le opere sue tele con ben intese prospettive, di lui sono rarissime, ed a carissimi con bizzarre invenzioni, e con freprezzi stimate, per essere bellissime sco e tenero colorito, sicchè era rie per averne fatte assai poche. Moputato uno de' migliori nella prorì d'anni 65. all'Haya. fessione. Lavorando nel soffitto delGASPARO PAGANI, nel più bel fiore la Chiesa di Casal di Nola, cadde di sua età, cioè nel quinto lustro dal palco, e vi lasciò la vita. Mal'anno 1540. fe passaggio all'altro ravigliosa abilità ebbe nel dipingere Mondo; lasciò scontenta la sua Citpesci, erbe, animali vivi, ed ucceltà di Modona, che godeva il suono li. Ferdinando Arciduca di Austria del suo Leuto, e gradiva i belli lo volle al suo servigio, sin che ritratti formati dal suo pennello. visse. Vasari Tom. 2. pag. 183. RiVidriani fol. 54. dolfi par. pr. pag. 115. GASPARO POUSSIN, così detto, perchè allievo, e cognato di Niccolò, GENTILE BELLINI Veneziano figlio, e scolaro di Jacopo, nacque l'anno per altro fu di Casa DUCHET; non 1421. Sbrigato dal disegno ajutò il ebbe pari al suo tempo in Roma, Padre nella Sala del Gran Consiglio: che l'uguagliasse ne' paesi tanto cresciuto con l'età in virtù, fu ribene intesi, ne' siti, nelle piante, cercato da Maomet II. Imp. de Turnelle vedute, strade, fontane, rivi. chi, e d'ordine del Senato là si trasacque, frasche sempre battute dai ferì. Le sue pitture, e ritratti da venti, e figurette, sempre in moti quei Traci furono stimati miracoli graziosi, a olio, ed a fresco. LaOccorse, che d'ordine di quel Sovorò di continuo con magistrale vrano dipinse un S. Gio: Battista franchezza, e valore. Bellorio fol. Decollato (tenuto in conto di gran 407. (a) Profeta dai Turchi) e presentato a GASPARO SACCHI da Imola dipinse Gran Sultano, lodò la diligenza nella Chiesa di S. Francesco in Raavvertendolo di un solo errore, cioè venna la tavola del S. Rocco, con che il collo troppo sopravanzava le la B. V. e li Santi Francesco, e Sespalle, e parendogli, che il Pittore bastiano. Fabri fol. 115. rimanesse sospeso, per fargli vedere GAUDENZIO Milanese, di Casa Ferrail naturale effetto, fatto a sè conri, nato in Valdugia (Diocesi di Midurre uno schiavo, gli fece tronca lano) scolaro di Andrea Scotto, po re la testa, dimostrandogli comedidi Pietro Perugino, e compagno di visa dal busto, il collo affatto si riRaffaello d'Urbino, al quale pretirava: restò tanto spaventato a questò ajuto nell'opere dipinte nelle sto barbaro esempio, che cercò ogni stanze di Torre Borgia in Vaticavia per presto partire, del che av no (secondo quello ne scrivono il vedutosi il Gran Turco, lo creò Vasari, il Lomazzo, lo Scaramuccia, Cavaliere, con una catena d'oro ed altri.) Il suo dipinto a olio, al collo, e regalato alla grande, lo o fresco, fu gentile, diligente, amerimandò con ringraziamenti al Seno, ben colorito, con nobili, e nato. Seguitò poi in Patria a dipi graziosi atteggiamegti nelle figure gnere sino agli anni 80. nei quali molto lodate dai Professori. (b) fu sepolto in S. Gio: e Paolo. Ri§ GENNARO GRECO, scolare del Padolfi part. I. fol. 39. dre Pozzi, diede saggi del saper suo Dd 2 GEN(a) Di Gasparo ha S. Maestà cinque paesi con figurine. (b) Di Gaudenzio ha S. Maestà un pezzo istoriato, 212 GENTILE DA FABBRIANO Pittore di lavoratore di Musaico: in ogni una Martino V. in Roma, dipinse in di queste belle arti diede bellissimi segni del suo sapere in molti luoSiena, in Firenze, ed in Perugia servì il Senato di Venezia nella Saghi. Il corso della sua vita fu si no alli 63. anni: Fioriva nel fine la del Gran Consiglio, e meritorodel 1400. Lasciò tutti i suoi diseno l'opere ivi dipinte, che gli fusgni al diletto discepolo Stefano Fiose concessa annuale pensione, e prirentino. Vasari par. 2. fol. 358. vilegio di vestire Toga all'uso dei GERARDO HUNDHORST d'Utrecht diPatrizj di quella Città. Le sue pitture vedute dal Buonaroti furono in scepolo d'Abramo Bloemart: si porestremo lodate, conchiudendo, che tò a Roma, e con gusto Caravag. erano simili al nome: visse 80. angesco diede molto nell'umore a quelni, e fatto ritorno alla Patria mola Città, dipingendo cose notturri. Vasari. Ridolfi par. 1. fol. 23. ne, come nella Galleria GiustiniaGENTILE ZANARDI Pittrice Bologne na il famoso quadro di Gesù Cristo se, discepola di Marcantonio Frangiudicato in tempo di notte, con tanti sbattimenti di lumi, che gli ceschini: con dolcezza, ed amenità percuotono la faccia, dai quali di colore copia a memoria, e di splendentissimo risalta quel volto pigne d'invenzione; è stata consorche abbaglia chi troppo fiso lo rite di Sebastiano Monci bravo Pit mira, e di questa verità io ne fui tore di quadratura, e scolaro del più volte testimonio in Roma. RiMetelli seniore, amendue sono mortornato alla Patria fu invitato da ti in questo secolo. Gio: Paolo ZaCarlo Stuardo Re d'Inghilterra nardi (del quale si parlerà) fu frapoi dal Re Danese, e da altri Mo tello della Pittrice. narchi, i quali servì di belle invenGERARDO d'ARLEME superò Ovatero zioni poetiche, ed istoriche, ben tinsuo Maestro nell' invenzione, nella te, e profondamente intese. Stanco disposizione, nella vaghezza, ed di più operare riposò i pennelli l'anespressione. Di questo valoroso Pitno 1660. in età di 68. anni. Santore ebbe a dire il Durero, che sidrart fol. 296. (b) no nell'utero materno doveva dipignere, tanto era franco, sicuro, e GERARDO LAIRESSE Patrizio Leodiense, applicato dal Genitore Pitspedito nel colorire; ma perchè tatore alle belle lettere, alla poesia li elevati ingegni partono dal Moned alla musica, fu istradato poinel do in giovanile età, tal disgrazia disegno da quello, e copiando le provò questo virtuoso nei 28. anmanifatture dei migliori valentuoni. Sandrart fol. 204. mini, in spezie di Bartoletto, prinGERARDO DAU da Lione, scolaro di cipiò di 15. anni a far somiglianRembrandt, su un miracolo dell' tissimi ritratti, e poco dopo quadri arte nel dipignere con somma paper gli Elettori di Colonia, e di zienza, nella misura d'un palmo Brandeburgo, ricavandone copiosa minute storiette; era solito vendersomma di danaro; il quale profonle ai Mercanti Olandesi da 600. sideva con la facilità medesima, che no a 1000. fiorini l'una. Sandrari lo guadagnava. Vestiva alla nobifol. 316. (a) le, si trattava alla grande, e stava GERARDO FIORENTINO gentilissimo sull'amorosa vita; a cagione di queMiniatore, Pittore, Intagliatore, e (a) Di Gerardo Dau ha S. Maestà diecisette pezzi istoriati (b) Di questo Gerardo ha S. Maestà tre pezzi istoriati. ⛪ 213 § GERARDO TERBURG, nato in Schesta fu ferito di coltello da una sua vol in Ollanda, imparò dal Padre amata, che aveva abbandonata, e la Pittura, e fu eccellente nel coquasi restò morto, avendo un bel piare dal naturale e perciò fece ecche fare a difendersi colla spada dal cellenti ritratti. Fece anche qualfurore di quella furia; toccato dal che quadro di bambocciate con iscontagio un altra volta si ridusse pirito e vivezza; fu accolto con all'estremo, pure si riebbe, e dopo istima nelle Corti di Parigi, di Lonaver dato alle stampe eroiche sto dra, e di Madrid, dove anche fu crearie, terminò i suoi giorni in Patria. to Cavaliere. Morì all' Haya nel Sandrart fol. 388. 1681. Abregè Tom. 2. pag. 66. GERARDO ORNERIO FRISIO, uno dei migliori Scrittori sopra i vetri, che GERARDO VANOBSTAT di Brusselles Scultore famoso in bassi rilievi, ed riconoscesse mai la Città di Boloin avorio, fece molti lavorieri per gna, dove nella Chiesa Cattedrale ornamento del gabinetto del Re di S. Pietro, dipinse le cinque fine Morì Rettore dell'Accademia in Pastre del Coro, storiate coi fatti mirigi l'anno 1668. M. S. rabili del Principe degli Apostoli: GERINO da Pistoja, Pittore, scolacirca il 1575. furono terminate. ro di Pietro Perugino, nominato M. S. dal Vasari pag. 419. Vivea negli an§ GERARDO PETRI di Amsterdam. ni 1520. Si vede alle stampe il ritratto. GERARDO SEGERS d'Anversa fu edu- GIACINTO BELLINI Bolognese, scolaro dell' Albano, e Pittore salariato cato in Roma da Bartolomeo Mandel Co: Odoardo Pepoli, andò a Rofredi; toccò le figure con ombre ma con Franceschino Carracci, poi profonde, e sforzò i lumi a farle di vi ritornò col Maestro; il quale lo rilievo, dandovi un rotondo, un fece accettare in Corte dell' Emicarnoso, un armonico, ed un sibnentiss. Cardinal Tonti, dal quale bene accordato colore, che risonò fu provveduto del Cavalierato di la sua fama per varie parti del Loreto: dipinse con dolcezza, e con mondo. Tale ne fu dei suoi pennelamenità sullo stile dell'Albano: era li il guadagno, che spese 60. mila di presenza così nobile, e gentile, fiorini nella fabbrica della sua cache Guido Reni se ne servì più volsa in Patria. Mutò col tempo mate per modello. Malvasia par. 4 niera, assumendo quelle di Dych fol. 266. e del Rubens, ma presto cangiò ancora la vita con la morte l'anno GIACINTO BERTOJA da Parma, scolaro del Parmigiano dipinse cose va1651. Sandrart fol. 294. rie pubbliche, e private, e cerco GERARDO STARNINA discepolo d'And'imitare la maniera di quel dilitonio Ven ziano nacque in Firengentissimo Maestro; i disegni per dize l'anno 13 4 dalla natura portò pingere le vitriate del Duomo di gran petto, e nonsochè d'alterigia. Parma sono di sua invenzione: moche a molti odioso lo rese; partito rì nel 1558. Fiorì nei tempi medeper le Spagne a servire quel Mosimi un altro Pittore Parmigiano narca dell'opere sue, ritornò tanto chiamato l'Amidano, il quale fu affabile, e pratico Pittore, che da scolaro dello stesso Parmigianino, e tutti era amato, e ricercato per riuscì molto celebre nell'imitazione avere i suoi dipinti: entrato nell' di un tant'Uomo, ed i suoi dipinti anno 49. uscì di vita, sepolto in S. sono sempre piaciuti agli OltraJacopo sopra Arno. Vasari par. 3. montani, i quali si sono provvedulib. 1. fol. 137 214 ti di quelli nei loro passaggi per Maestro gli ha insegnate, di maParma. Sono opere sue in S. Miniera tale, che fatto buon seguace chelino, nel Quartiere, e nella SS. di quella dolce, e dilettevole maTrinità, tutte Chiese di Parma. niera è comparso in pubblico nella GIACINTO BRANDI da Poli (Stato Città di Brescia entro la Chiesa di Romano) riuscì uno dei più perS. Antonio, Collegio dei Nobili, fetti, e franchi scolari, che uscissedove con Ferdinando Cairo suo conro dalla scuola del famoso Lanfrandiscepolo dipinse la volta in tre co; rendono conto della sua virtù scomparti divisa, con le azioni, e le belle pitture nelle cupole, nelle gloria di quel Santo Abate. Le volte, nelle Chiese, e nelle Sale RoChiese di Bologna riconoscono anmane: queste sono tinte di sì gach'esse i suoi belli lavori, e sono gliarda maniera, ed erudite di sì nella Carità lateralmente all'Altanobili invenzioni, che gli fruttarore maggiore, nei RR. PP. Scalzi no onore, e gloria: giunse agli anparimenti all'Altare maggiore i due ni 68. e partì dal Mondo nel 1691. quadri laterali, in S. Tommaso del Era Cavaliere. Vedi Pascoli a c.308. Mercato, e in altri luoghi a fre2. tom. (a.) sco, ed a olio. Molte case SenatoGIACINTO CALANDRUCCI Palermitarie ed altre di Cavalieri, e Cittano, discepolo del Cav Maratti, didini godono dei suoi dipinti, e sopinse opere varie nelle Chiese di no bene guardate da tutti l'opere Roma, le quali si contemplano con sue. Vive in Patria. gusto per essere condotte sulla maGIACINTO GIMINIANI da Pistoja uno mera d'un tanto Maestro. Chiamadegli ultimi scolari di Pietro da Corto poi alla Patria, terminato che tona in Roma; apprese quella belebbe un'opera grande, ivi morì l'anla maniera, e la praticò sulle tele, no 1707. e muri di varie Chiese Romane GIACINTO CAMPAGNA Bolognese, sicon qualche credito, ma con mino da fanciullo copiando dalle stamgliore fortuna operò Lodovico il fipe, mostrò genio pittorico; introglio, che più vivamente espresse i dotto pertanto nella scuola del Brisuoi concetti. Morì d'anni 46. zio seniore, con facilità, e con diGIACINTO GIOLI Pittore dipinse in ligenza apprese quel bel maneggio Bologna nella Chiesa di Santo Matdi penna, che in varie case di Catia il Transito di S. Giuseppe, devalieri insegnò ai loro figliuoli scritto dal Passaggier Disingannato a morto il Brizio, s'accomodò con car 140. l'Albano, e da questo, ad istanza § GIACINTO GIROLAMO DE ESPINOSA del Card. Santacroce, fu mandato della Città di Valenza, fu scolaro in Polonia salariato Pittore della del Ribalta, con gl'insegnamenti Maestà del Re Uladislao, ma non del quale riusci Pittore di fama, potendo resistere ai rigori di quel eccellente per la macchia e per un clima; ivi morì. Malvasia part. 3. forte chiaroscuro, dietro sempre alfol. 547. le tracce del naturale. Nella sua GIACINTO GAROFALINO nacque in Città fece molte pitture in pubbliBologna l'anno 1666. Egli è Nipoco; ed opere singolari di lui si vete, e scolaro di Marcantonio Frandono nella Parrochiale di Santo Steceschini, sotto del quale è sempre fano, e nel Convento della Merstato alle regole, che il cortese cede. Visse lungamente; ma nel 1680. (a) Di Giacinto Brandi ha S. Maestà un pezzo istoriato. 215 Monsignore il Duca d'Orleans Reg1680. morl in Patria, Il Palomine gente di Francia, che non ha meno a car. 402. a. par. ne fa la Vita. di genio per la Pittura, che per GIACINTO RICAUD, Scudiere, Cittatutte le Scienze militari, e politidino nobile della Città di Perpignache, necessarie ad un ottimo Gono nel Rossilione, nacque nel giorverno, e tale quale dirige al preno 25. Giugno 1653. fu figlio, e sente, lo scelse per fare il ritratto nipote d'un Pittore della medesima del Gloriosissimo Re Luigi XV. L. Città; avendo hell'età d'anni 18. Accademia della Pittura l'ha attualperduta la Madre, s'inviò a Mon mente incaricato a dipingere il ripellier in Linguadocca per imparare tratto del Sig. Duca d'Antin Sola pittura da Monsù Pezet, assai praintendente alle fabbriche di Sua mediocre Pittore in quelle parti, Maestà. Non v'è di più tra l'Eusotto di lui perseverò per lo spazio ropa Regia Corte, che non abbia di quattro anni; fu in seguito a suoi quadri, e più se ne trovano Lion, dove si fermò per qualche ancora presso il Marchese Durazzi tempo; l'anno 1681. si ridusse fiin Genova. Il Gran Duca di Tonalmente a Parigi per rendersi perscana oltre il ritratto di questo fafetto nell'Arte sotto gli idonei Pitmoso Pittore, ha con premura ritori dell'Accademia. Carlo le Brun chiesto, ed ottenuto il compendio Primario Pittore del Re, trovando della sua vita, un estratto del quain fatti singolare talento per i rile è il presente da me debolmente tratti in questo Giovine, lo distordescritto. Si vede alle stampe un nò dal viaggio intenzionato per Ronumero ben grande dei suoi ritratti. ma: seguì il consiglio di quel gran Pittore, ed accolto nell' Accademia § GIACINTO VENTURI, Pittor Modenese, scolaro di Francesco stringa fece il ritratto del Re Luigi XIV. dipingendo servì S. Altezza il Duca di tutti i Principi, e Signori della Francesco Maria nella fabbrica del sua Corte, e di Principi stranieri suo gran Palazzo di Riva-Alta, tanche furono per colà di passaggio to nell'architettura, che negli orsenza un'altra infinità di particonamenti di esso. Dipinse pure nel lari, che non gli hanno dato meno bellissimo Palagio di Casa Foscaridi riputazione, che i ritratti stoniva Pontelungo, ed altresì in quelriati del Cardinale di Buglion Delo di Casa Foscari alla Malconten cano del Sacro Collegio, de'Carta su la Brenta, non meno a fresco dinali di Roano, e di Polignach di Monsignor di Rancè antico Abache ad oglio è tempera. Lavora di paesaggi, e vive con modestia. te, e Riformatore della Trappa GIACOMO ALBARELLI Pittor Venedel dotto, e celebre Monsignor Bosziano, studiò nella scuola di Giacosuet Vescovo di Meaux, e di tutt mo Palma il giovine, e dipinse sì i grandi Uomini, parte del secolo in pubblico, che in privato, sepassato, e corrente; cosicchè in faguendo la maniera del suo Maestro. vore del merito distinto di questo illustre Pittore, la Nobiltà di Ros GIACOMO ALBORESI da Bologna, ebbe i principj della quadratura da silione nominollo al Re nell anno Domenico Santi, poi gl'incremente 1709. per riempire una delle Piazze da Agostino Metelli, al quale tantra la Nobiltà. Il Gran Duca di to fu caro, che diedegli per moglie Toscana ha voluto avere il suo riuna sua figlia. Con gli insegnamentratto, per insignirlo di gloriosa meti dunque, e colle direzioni d'un moria tra 1 famosi, che sono nel tanto Maestro s'avanzò nell'arte, suo Gabinetto de Ritratti. S.A.R. e ser 216 e servendosi di Fulgenzio Mondini allievo del Guercino, che ottimamente compiva, ed animava con le figure i lavori da lui condotti, comparve più volte in pubblico, ed in privato, con gloria di sé medesimo, in Patria, ed in altre Città, particolarmente in Firenze per lo Sposalizio del Gran Duca vivente, nella qual Città soffrì non poche persecuzioni dagli Architetti, e Pittori Fiorentini, ma che poi risultarono in grande di lui vantaggio. Servì il Duca di Parma, poi fu richia mato a Firenze, dove l'anno 1664 morì il Mondini, che ivi ebbe onorate esequie, e fu compianto da chi l'avea trattato. Seguitò poi altri lavori, servendosi per compagni figuristi, ora di Giulio Cesare Mila ni, ora di Domenico Canuti, e giunse ancora a tale onore di unirsi col famoso Angelo Michele Colonna, che era stato Pittore Regio nelle Spagne con Agostino Metelli. Malvasia part. 4. fol. 422. GIACOMO AMIGONI, Pittor Veneziano, studiò da prima in Patria, poi nei varj paesi, per i quali gi rò; dopo di che fermatosi in Londra, ivi stabilì sua fortuna, servendo a quei grandi Signori con sue pitture d'istorie, e ritratti, che in mezzana grandezza mirabilmente gli riuscirono, e a generosi prezzi pagati gli furono. Ritornato in Patria, dove si fermò qualche tempo. ebbe occasione di fare due Tavole d'Altare per la Chiesa de' P. P. dell Oratorio, le quali per il colorito e per la tenera espressione bastano a farlo distinguere per quel valente artefice, che egli è. In Madrid. dove presentemente si trova al ser vigio di quella Real Corte, dà continui saggi non meno del suo raro valore nell'arte, che di sua probità, e moderazione. GIACOMO ANTONIO MANINI, nato in Bologna l'anno 1650. ed allevato da Domenico Santi merita essere nominato per la tenerezza, e buona maniera, con la quale dipinge di quadratura, ed architettura; come da tante opere sue in Parma, ed in Bologna. GIAGOMO ANTONIO PONZANELLI Scultore, ed Architetto, nato in Massa di Carrara, fu alla scuola di Filippo Parodi in Genova, sotto di cui tanto profittò, che giunse ad essergli compagno ne' lavori, e ad operare unitamente con lui nelle stesse fatture. Dal che è nato, che dal suo Maestro gli fu data una sua figlia in moglie. In Padova, ed in Venezia operando, fece mostra del suo sapere, Ritornato a Genova dopo la morte del Maestro e Suocero, aprì scuola da sè, e fece la bella porta, per cui s entra nella Lanterna; nella Chiesa delle Vigne l'Altar maggiore di bella invenzione, e alla Nunziata di Guastago diversi Altari; come pure in altri luoghi statue, e bassi rilievi. In età avanzata morì nel 1735. GIACOMO ANTONIO SANTAGOSTINI, Milanese, scolaro di Giulio Antonio Procaccino, sulla maniera del quale procurò compire i belli quadri, che sono nelle Chiese di San Lorenzo Maggiore, di S. Giorgio in Palazzo, di Santa Maria del Lantasio, di S. Vittore, e d'altri luoghi particolari: morì nel 1648. in età d'anni 60. in circa. Fiorirono ancora nella pittura con onore Agostino, e Giacinto fratelli Santagostini, i quali oltre l'opere loro dipinte in S. Fedele, diedero in luce il Catalogo delle insigni pitture, che sono nelle Chiese di Milano. M. S. GIACOMO ARTHOIS, fu uno de' migliori Paesisti, che fosse al suo tempo. Fu impiegato da Rubens a fare il paese in molti suoi quadri, in cui si adoperava con bizzarria, e franchezza tale, che dava piacere a tut 217 sè la principiò ad istudiare. Giunto a tutti. Lacude quantità di opena Roma, fu impegnato dagli Accacompì con la speditezza del suo ridemici del disegno a misurare le ansoluto dipingere sì in grande, che tichità di Roma. Arrivò intanto in piccolo; faceva anche le figuro da Parigi l'Abate Primaticcio, per disegnate e toccate da Maestro. Solevare le misure delle antichità Rono in grande stima le opere di lui. mane, da gettare in bronzo per la e assai bene pagate. Fioriva in BrusselReale Galleria di Francia, e si serles sua patria circa gli anni 1635. (a) vi non solo del Vignola, ma seco GIACOMO BARBELLO, perito Pittore lo condusse a Parigi. Passati due istorico in grande, a olio, e a fresco anni, ritornò a Bologna, e col suo imparò a Napoli: si vedono molti disegno si fece il Canale, che a Fersuoi dipinti in Brescia, in particorara conduce le navi. L anno 1550. lare il gran quadro sopra la Porta fu creato Architetto da Papa Giumaggiore della Chiesa de' SS. Fau lio III. e tirò a Roma l'Acqua Verstino, e Giovita, compiuto l'anno gine. Per il Card. Alessandro Far1623. e diffusamente descritto dall' nese compose il disegno del famoso Averoldi fol. 32. Morì d'anni 66. Palagio di Caprarola. Diede alle nel 1656. ferito in fallo d'archibustampe il Libro in foglio, intitolagiata to il Vignola, con i cinque ordini GIACOMO BARGONE Genovese, nella dell'architettura. Finalmente conſuScuola d'Andrea, e d'Ottavio Semato dalle fatiche, fermò il corso mini imparò una soprafina maniera a' suoi giorni d'anni 66. nel 1573. di disegnare con tale abbondanza Vasari part. 3. lib. 2. fol. 120. d'invenzioni, che da tutti era ammirata la prontezza, con la quale GIACOMO BARRI, Pittore Veneziano, diede alle stampe un Libro, intitoesprimeva 1 suoi pensieri tanto belato, Viaggio Pittoresco, in cui si none sicuri, contornati, e vagamente coloriti. Dallo splendore dunque di tano distintamente tutte le pitture tante lodi meritamente tribuitegli. samose de' più celebri Pittori, che accecato un invidioso Pittore, consi conservano nelle Città d'Italia vitandolo a cena, sotto pretesto di ed è stampato in Venezia nel 1671. burla presentogli una tazza di vino GIACONO BARUCCO Bresciano, dipinmescolato con sale, e con altri inse i Misterj Gaudiosi in San Dome gredienti di tal vigore, che offeso nico, l'Inferno in S. Afra, Cristo il cervello, lo levò di senno, no che ya al Calvario nella Misericorper quanti rimedj s' applicassero po dia, tutte Chiese di Brescia. Ave tè ritornare in se stesso, onde trion roldi fol. 123. fò la perfidia, ed il povero gioviGIACOMO BELLO Pittore. Di sua ne terminò scontento i suoi giorni. mano si vede in Venezia nel MaSoprani fol. 29. gistrato de Cammarlinghi di ComunGIACOMO BAROCCI da Vignola, volun quadro con Nostro Signore, edi garmente chiamato il Vignola, imSanti Pietro, e Paolo, e Giovanni parò il disegno, ed il colorire nella Battista, e Marco, con Angeli, che Scuola di Bartolomeo Passarotti, suonano, e da lungi un bel paese: ma non facendone molto frutto per opera, che lo fa degno di memoria. l'inclinazione, che nudriva all'arGIACOMO BERTUCCI: vedi Giulio Tonchitettura, ed alla prospettiva, da ducci. GIA(a) Di questo valentuomo tre pezzi con paesi e figure esistono nella non mai a de vere celebrata Galleria di S. Maestà di Polonia 218 Fu Professore dell' Accademia ReaGIACOMO BINK, fu uno de' miglior le, ma cessò da tal funzione, a caIntagliatori in rame, che ammirasgione della sua disgrazia. Morì li 3. se Norimberga al tempo del DureMarzo 1699. d'anni 69. M. S. ro, e di Marcantonio Raimondi, il quale ajutò nel taglio dell'opere di GIACOMO CALLOT nacque di nobili Parenti in Nansì [Città di Lorena] Raffaello d'Urbino: era solito marl'anno 1594. Fuggì dalla Patria ticare le sue stampe con le lettere rato a Roma dal desio d' apprendeI. B. Quando, e dove morì, non lo re il disegno, d'indi a Firenze, e scrive il Sandract a fol. 223. nella Scuola di Giulio Parigi imSuo ritratto va alle stampe. parò architettura, matematica, e § GIACOMO BLANCARD, Pittore Frantagliare in rame, ed in fatti gli riucese, portatosi giovine a Roma, studiò ivi due anni. Indi passato a sci l'intento, come da tante stamVenezia con la lunga, ed attenta pe sacre, profane, caccie, pianti, osservazione delle opere di Tiziano cingari, balli, giuochi, e guerre: di Tintoretto, e di Paolo, da quelfu caro all'Italia, alla Francia, ed universalmente gradito. Ritornato le una vaga e forte maniera di coalla Patria morì d'anni 41. e fu selorire apprese. Col capitale di si polto nella Chiesa dei Padri Ossergustoso colorito si fece strada a servanti; tanto ne scrive a fol. 48. il vire la Corte di Torino più anni: Baldinucci. Ma il Sandrart fol. 374. dopo i quali stabili sua scuola, e lo fa scolaro di Bellangio, nato nel suo credito in Parigi, dove chia1589. e vissuto 46. anni mato era il Tiziano Francese. OlGIACOMO CARRUCCI da Pontormo tre ad istorie, fece anche bellissimi [Stato Fiorentino] chiamato volritratti. Morì d'anni 38. nel 1738. garmente il Pontorme, nacque l'anNell' Abregè tom. 2. a cart. 265. no 1493. Passò per le Scuole di avvi la Vita, e ritratto di lui. Leonardo da Vinci, e di Mariotto GIACOMO BOLOGNINI, nato in BoAlbertinelli, si fermò in quella di logna l'anno 1664. imparò da suo Andrea del Sarto, che ben presto Zio Gio: Battista, che fu scolaro di lo scacciò per gelosia, quando sentì Guido Reni; divenuto franco nel Raffaello, ed il Buonaroti, che lodisegno, principiò a sbizzarrirsi sodavano le di lui opere giovanili. pra vaste tele con forte, e ben im Ritirato dunque a Pontormo da sè, pastato colore, ardire, e furore con istudio indefesso diede alla lucercando sempre l'azione più eroice opete tali, che lo fecero chiaca per vivamente rappresentarla. mare a Firenze per la creazione, vive in Patria. ed ingresso in quella Città di Papa GIACOMO BRESCIANO, Scultore, et Leone Decimo. Per i teatri, per le scolaro di Jacopo Sansovino, seco mascherate, per i Cortili, per le molte opere in Brescia sua patria. Sale, per le Gallerie, e per le ChieE nominato dal Vasari nella Vita se, in ritratti, ed in lavori di terdel Sansovino a cart. 245. ra è indicibile quanto operasse: GIACOMO BUIRET, Scultore, nato a qualche volta colorì per capriccio Parigi, fu ammaestrato da Giacomo con maniera Durera, come nella Sarazino, e fu uno de' migliori alCertosa. Fu Uomo solitario, e malievi della sua scuola. Fece alcuno linconico. Oppresso d'idropisia d' Sculture alla Porta di S. Dionigio anni 65. fu sepolto nel Chiostro dei di Parigi, ove se ne vede un più PP. dei Servi, sotto le storie da lui gran numero di più di quelle, che dipinte. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 472. egli fece, per essere divenuto cieco. GIA 219 rò nella memoria degli Scrittori GIACOMO CAVEDONE cacciato di Caed in ispezie del Cozzando fol. 117. sa dal Padre Speziale in Sassolo morì in Candia. Rossi fol. 510. [o come vuole il Vidriani fol. 121. ordinario Pittore] giunse a Bologna § GIACOMO COzzANELLO Scultore et Architetto Senese. Viveva circa l' nelle Scuole d'Annibale Carracci, anno 1470. ed era compagno di dei Passarotti, e del Baldi; disegnò Francesco Giorgio altresì Scultore con franchezza il nudo prima dee Architetto. Vasari pag. par. a gli altri; franco nel disegno, si die car. 317 de a colorire, e piacque tanto a GIACOMO DE BACCHER, alias del Guido Reni il di lui dipignere sbriFornaro, nacque in Anversa da Pagativo, e con pochi colori, che voldre Pittore, che morì in Francia: le gli mostrasse quel modo d'opeaccolto in casa d'un tal Jacopo Parare, e seco lo condusse a Roma lermo Pittore, e venditore di quavide Venezia, e si compiacque somdri, che lo faceva senza riposo lamamente del dipinto di Tiziano vorare, inviando le sue Pitture a Ritornato a Bologna dipinse su quel Parigi, con vendita di gran prezgusto, ed alla Carraccesca, di modo tale, che i suoi quadri sono stizo, senza farne parte al povero mati dai periti Oltramontani dei Pittore, tanto si stancò, che favoCarracci, e di Tiziano. Non corrito da generoso, e dilettante Carispose sì bel principio al fine, valiere, lavorò con guadagno, fusse lo spavento per il palco smoscomodità, ma i sofferti stenti nella sogli sotto nel dipignere in S. Sal Casa del Palermo d'anni 30. nel vatore di Bologna, o il dolore del1638. I' uccisero. Baldinucci par. 2. la moglie inferma, o la morte del sec. 4. fol. 71. figlio, precipitò da sì alta manieGIACOMO DEL DUCA Palermitano, ra, ed umiliò i suoi colori fatto scolaro del Buonaroti Scultore, ed ottuso, e scarso di pensieri, ed ab Architetto del Popolo Romano, al bondante di stento, onde andando quale diede compiuta soddisfazione di male in peggio di sapere, di in ogni genere dell' opere sue. Risostanze, e di sanità, assalito da cercato dalla ſua Patria, eſercitò la male d'estrema vecchiaja, cadette carica d'Ingegnero maggiore, ma un giorno per istrada, e spirò malevoli non lo laſciarono gran temanima l'anno 1660. Malvasia par.4. po in posto, mentrecchè una notte fol. 215. su uccifo nel letto, senza mai peGIACOMO CAZES Parigino Prosesso netrarsi da qual proditoria mano re dell' Accademia Reale, ha stu tradito. Fu di gran virtù nell' ar diato da Bon Boulogna, altresì Pitte, e di mediocre sapere nella poetore dell' Accademia suddetta. E sia. Baglioni fol. gli ha un genio fortunato per riuGIACOMO DEL PO Palermitano Pitscire nelle grandi, e picciole opetore scritto al catalogo degli Accare, che veggonsi nelle case particodemici di Roma l'anno 1670. lari, e per le Chiese di Parigi. GIACOMO DEYNS nato in Anversa ove approvato, e distinto continuaanno 1645. Fu scolaro d'Erasmo mente travaglia. Quellino: venne in Italia, visitò VeGIACOMO COLTRINO Architetto, In nezia, Bologna, Roma, Napoli, e gegnero, e Pittore Bresciano, sebfece le copie delle più famose pitbene non vivono le sue pitture ture di quelle Città: erudito da tanche dipinse nella Chiesa sotterranea ti Maestri meritò essere accolto daldi San Faustino Maggiore, vive pela Serenissima Arciduchessa di ManEe 1 220 celebre in opere magnifiche, a fretova, che lo fece operare in diversco, in paesi, in acque, in pietre, si luoghi, poi lo mandò a travain rupi, in monti, e selve: ricogliare per il Serenissimo di Toscana, nobbe la sua virtù l'Elettore Pala dal quale ritornò rimunerato, e retino, e sino lo stesso Rubens cergalato di catena d'oro: rivide ficò ajuto da questo Valentuomo nalmente la Patria ricco di virper 1 suoi poetici, ed istorici comtù, e di beni di fortuna. Sandrart ponimenti. Sandrart fol. 305. Depisol. 293. lis fol. 426. GIACOMO ELERION d'Aix in Provenza, su Scultore aggregato alla Morì nel 1655. Reale Accademia di Parigi li 24. § GIACOMO FORTE, Pittore, condiscepolo di Francesco Francia, fece Settembre 1689. in Bologna in S. Tommaso del MerGIACOMO ERNESTO THOMAN Patri cato una B. Vergine sopra la Muzio Lindaviense, nacque l'anno raglia, comunemente detta la Ma1588. Imparati i principj del disedonna del Paradiso. Vivea circa gno, venne in Italia sotto! Adamo l'anno 1490. Passeggier Disingannato Elzermer dal quale apprese que a car. 109. vago dipinto campestre, col quale GIACOMO FRANCIA Bolognese, figlio, si fece grande onore in Roma, e e discepolo di Francesco: sebbene nella Patria; dipinse ancora copionon arrivò al Padre, dipinse però se storie a fresco. Insorte le guerre gran numero di Madonne, alcune della Germania si ricoverò sotto la delle quali sono assai morbide, e protezione di Cesare, e fatto Prefinite: fu di grande ajuto alla Comfetto dell' Annona, lasciò il bulipagnia dei Pittori nella lite della no, ed i pennelli; morì d'anni 65 segregazione dalle quattro Arti, a in Lindavia. Sandrart fol. 288. quella contribui consiglio, danaro GIACOMO FALLARO Pittor Venee formole di nuovi Statuti: morì ziano dipinse nella Chiesa vecchia l'anno 1575. Malvasia par. 2. fol. de' Gesuati in Venezia su le portalle dell' Organo il Beato GiovanGIACOMO FREY, Fiammingo, in Roni Colombino, quando in Concima, dove abita, esercita l'arte di storo ricevè l'abito alla presenza intagliar in rame, ed è uno dei midi molti Cardinali: opera commengliori artefici dei nostri tempi, sì data dal Vasari a car. 250. tom. 3. al bulino, che all'acqua forte: Apar. 2. vendo intagliato e continuando ad GIACOMO FANFLLE Pittore per il suo intagliare tutte le migliori pitturo merito nell'arte su fatto Cavaliere di Roma, presso di sè le tiene, ed dalla Religione di Malta. Dipinse in sua casa le vende, dalle quali in Napoli nella Chiesa di S. Luigi opere ben eseguite al nome di lui de' Padri Minimi di S. Francesco di una non mediocre reputazione non Paola. Bellori nella Vita del Giorviene, noto con ciò essendosi fatto dano a car. 320. a tutta l'Europa. GIACOMO FIANI Bolognese, fu tanto GIACOMO GEYN nacque in Utrecht inclinato alla pittura che ivi per suo da nobili Parenti l'anno 1565. diporto apprese, che arrivò a dise ogni studio in dipignere vetri pingere tutti i chiaroscuri della d' indi in colorire a gomma sopra Chiesa di S. Carlo di Bologna, altayole bellissime storiette; s'addila cui confraternita era aſcritto. mesticò ancora al dipignere a olie Passeggier Disingannato a car. 266. sopra le tele, ina l'età di 50. anGIACOMO FOQUIER nato in Fiandra, 221 sava per uno dei buoni artefici di ni pose il termine ai suoi lavori allora. Baldinucci secolo, 2. a carIl figlio scolaro del Goltzio riassunse la gloria del padre nel tagliare in rame, e fare fiori. Sandrart GIACOMO LEGI Pittore Fiammingo cognato, ed allievo di Gio: Rosa fol. 278. in Genova, lavorò fiori, frutti, ed GIACOMO GIORGETTI Pittore di Asanimali, nei quali si portò molto sisi imparò in Roma il disegno, e bene: coloriva le tele con grazia; dal Cav. Lanfranchi il dipinto con maestria, e con vaghezza: agin Perugia, ed in altre Città si gravato da fiera distillazione fu vedono opere sue: morì nel seconecessitato appartarsi dall'aria malo passato d'anni 77. Morelli fol. rina, e ridursi a Milano, dove mo166. ri. Soprani fol. 324. GIACOMO GRIMMERO scritto al caGIACOMO LIGOZIO Pittore, Miniatalogo dei Pittori d'Anversa l'antore, Intagliatore in rame, ed in no 1546. Ebbe per primo Maestro legno: fu molto caro al Gran DuMattia Koch, e per secondo Cri ca Ferdinando di Toscana, da cui stiano Queburgh; nel dipignere a fu dichiarato Prefetto di quella nofresco con facilità, e nel rapprebilissima Galleria. Lomazzo fol. 256. sentare con eloquenza nei teatri fu superato da pochi. Sandrart fol. GIACOMO LIPPI da Budrio (Castello nel Bolognese) chiamato ordinariamente Giacomone da Budrio, GIACOMO JORDANS nato in Anusci dalla scuola dei Carracci, apversa nell' anno 1594. E' indicibiprofittato in quadratura, ed in file il riportare quante opere fece gure, a olio, e a fresco fece conoscenel corso di 84. anni, che visse. re il suo talento. Malvasia par. 3. Ebbe questa dote particolare, che fol. 379. dipigneva ogni quadro sulla maGIACOMO LODI Bolognese scolaro di niera, che se gli ordinava: Chi Gio: Luigi Valesio: volle fare la voleva vedere Tiziano, Paolo Vescimia del Maestro, cioè lo Scrittoronese, Caravaggio, il Bassano, c. re, il Miniatore, il Poeta, e l'Inantichi Pittori, bastava impegnar tagliatore, ma mediocremente riulo a quel gusto, che ottimamente sei. Malvasia par. 4. fol. 354. li contrafaceva. Contesero l'opere GIACOMO MAFFEI Vicentino, con l' sue con quelle del Rubens, queste armonia della sua voce canora agdi più spirito, ed invenzione, quelgiunse i pregi alla pittura, e nell le più espressive, e vere, ma da una, e nell' altra virtù gareggiò molto dipignere a fresco in Dania sempre co i migliori Pittori, e Mu ed in Svezia degradò col tempo sici dei suoi tempi. Borghini fol. 324. dai primieri colori, e con gloria riposo in pace. Sandrart fol. 333. § GIACOMO MANECCHIA, Pittore del Regno di Napoli, per testimonianza e 381. di Carlo Colano Canonico a car. 36. Vivia nelli annì 1624. morì nell'anno delle notizie di Napoli, ha fatto 1672. di anni 78. (a) con bella e distinta maniera due GIACOMO LANFRANI, Scultore e Arquadri laterali all'Altar maggiore chitetto Veneziano, fece in sua Pa della Chiesa di Santa Maria della tria, in Bologna, ed altre Città di Sapienza, Monastero di Monache in Italia molte opere secondo lo stile detta Città. del suo tempo, onde nel 1300. pas GIA(a) Di Giacomo Jordans ha S. Maestà sei pezzi istoriati. GIACOMO MARIA GIOVANNINI nacdi altri; ma ben fondato ancora que in Bologna l'anno 1667. chianelle buone Arti, particolarmente mato dalla natura al disegno, non nella Poesia, per cui è molto graricusò gl'inviti, anzi con le magidito dai Professori di quella. Sebstrali direzioni di Gioseffo Roli si bene il Giovannini avea tanti imfece animo a comparire nelle Chiepieghi in Corte, non lasciò però oziosi se, e nei Palagi, con quadri grani pennelli in servigio dei privati. di, e piccoli. Sentendosi poi un cere del pubblico, come veder si può to prurito d'addestrare la mano all nella nostra Chiesa del Carmine in intaglio dell'acqua forte, quella diParma, dove in un Altare dipinse spose con varie prove, dando in luil Martirio di S. Quirino, nel quace opere d'Autori diversi, sinchè le v'è da considerare la forza del giunse a pubblicare il famoso Clausuo colore, e la maestria del suo distro di S. Michele in Bosco, dipinsegno. Ebbe ancora un talento to dai Carracci, e dai suoi scolari particolare nel restaurare le pitture intagliato in 20. fogli, e la Cupoguaste, e perdute, con un'accorde la tanto decantata dipinta in Parmaraviglioso di colori, che non lama dal Correggio in 12 fogli, ed scia punto scoprire le mende. altre opere del suddetto Autore. GIACOMO MARIA TOSI Bolognese Perloche la di lui eccellenza, imparò da suo Padre Pierfrancecompitezza giunta all'orecchio del sco il miniare: d'anni 12. preSerenissimo di Parma, l'impiegò ad sentò al Gran Duca di Toscana, intagliare il suo ricchissimo Museo nel suo passaggio per Bologna, un delle Medaglie dei Cesari in oro libretto di sua mano miniato con in argento, ed in metallo, esitutte le Arti di Bologna, e nel stenti in sette mila, colle annofrontispizio il ritratto di quell'Altazioni ben copiose dell' eruditezza, cosa che fu molto gradita tissimo Padre Paolo Pedrusi della da quel Serenissimo. Malvasia par. Compagnia di Gesù, e già con ogni 2. fol. 269. diligenza, con esatto disegno, e con GIACOMO MARZONE, che credesi tutta fedeltà n'avea compiuti sette nato in Venezia, fu Pittore stimato Tomi, con l'intaglio di due mila circa il 1430. prima che Giovanni Bellini operasse, il quale facendo di esse, dall'anno 1694. sino al vedere le sue belle e naturali figu1717. dati alle stampe in Parma re, scemò la stima e riputazion di (i quali da quel Serenissimo, costui. Nell'Isola di S. Elena poco Generosissimo Signor Duca sono lidistante da Venezia si vede di lui beralmente regalati agli Uomini Ill'Assunzione della Vergine, con lustri, o per Nobiltà, o per LetS. Benedetto, S. Giovanni, e la Santere, tra i quali io pure godo l'ota Titolare, opera su l'antico stile, nore di esserne fatto partecipe sin prima che il bel colorito e disegno ora) quando con mio grave dolocomparisce per mezzo del detto Belre portatomi a Parma, andai per lini. Vasari fa menzione di lui in visitarlo, e lo trovai sull'ultimo fine della vita di Giovanni Bellini agonie, nelle quali morì il dì 15. Maggio 1717. Lasciò tutti gli amia carte 343. par. 2. del primo Tomo. ci scontenti, e più di tutti afflitto GIACOMO MATHAM nato in Arleme Carlo Cesare il figlio nato in Bod'Olanda l'anno 1571. figliastro, e logna l'anno 1695. pratico non me scolaro d'Enrico Goltzio, molte delno nel disegno, e nel colorire, cole cui opere tagliò di sua mano me ha fatto in servigio di S.A. e 223 visse anni 60. lasciò Teodoro il fi- GIACOMO ROCCA Romano scolaro di Daniello da Volterra, benchè non glio Pittore, ed Intagliatore. Sanfusse provveduto dalla natura di drart sol. 360. spiritosi pensieri nel dipignere, con GIACOMO ISAC NICOLAI studiò da l'arte però, e con la copia dei disuo Padre la pittura in Leyden sua segni lasciatigli dal defunto MaePatria. Morì nel 1639. Il Campo stro, fra i quali molti del Buona ne dà la vita a car. 221. roti, s'ajutò in diversi luoghi con al. GIACOMO PACCHIEROTTI, Pittotri Pittori. Arrivò alla vecchiaja re, studiò nella scuola di Raffaele morì nel Pontificato di Clemente lo, e riuscì uno di que' famosi VIII. Baglioni sol. 66. scolari ch'ebbero stima. Lavorò per Siena molte lodevoli opere, ma GIACOMO SANDRART di Norimberga nipote, ed allievo di quel famoso voglioso di cambiar paese si portò Giovachino, che diede alle stampe in Francia, ove fu molto adoperal'eruditissimo Libro in foglio, con to. Fioriva nel 1520. Baldinucci i Ritratti, e le Vite di varj Pittosecolo 4. a car. 227. ri; educato nel taglio del bulino, GIACOMO PANIZZATI Ferrarese, alincise in grande i ritratti di Ferdilievo dei Dossi, dipinse poco, pernando III. Imperadore, dei sette chè su breve la sua vita, che finì circa il 1540 per altro era di granElettori, di varj Principi Imperiali, de aspettazione, per la franchezza e nel Libro del Zio varie effigie del disegno. Superbi sol. 125. dei Pittori: tagliò ancora carte geoGIACOMO PEDRALI Bresciano collega grafiche, ed altre opere degne deldi Domenico Bruni celebre quadrala sua mano. Sandrart fol. 363. torista in Venezia, dove dipinse con GIACOMO SARAZIN di Noyon in Picquello, lumeggiò d'oro, e dipinse cardia, Pittore, e Scultore fece opefigure lodate dal Boschini, ed ere considerabili di Scultura: E' molnunziate dal Cozzindo fol. 117. to stimato un Crocefisso, che fece GIACOMO PISBOLICA, Pittor Ve a S. Giacomo della Beccaria. Mori neziano, fece in S. Maria Maggio Rettore dell' Accademia in Parig re di Venezia una Tavola di Altanel 1665. Filibien par. 4. fol. 143. re con Cristo sostentato da più AnGIACOMO STELLA Bresciano, nel Pongeli, e di sotto la Vergine con gli tificato di Gregorio XIII. entrò in Appostoli. E' ricordato dal Vasari Roma ammesso ai lavori della Linella Vita del Sansovino a carte braria, della Galleria Vaticana 250. tom. 3. stampa di Bologna della Scala Santa, e della Capelpar. 2. la Gregoriana, sì nei musaici, coGIACOMO PROU, nato a Parigi, mome nei dipinti. Era spesso chiamarì Professore dell'Accademia Reale to in ajuto degli altri Pittori, per li 6. Marzo 1706. d'anni 51. Era l'universalità, per la pratica, e per Scultore la facilità, con la quale eseguiva. GIACOMO RIPANDA, O RIPRANDA Ritornato alla Patria, morì d'anda Bologna, tenuto in gran conto ni 85. Lasciò Lodovico il figlio in Roma per le sue pitture, e perche in ritratti grandi, e piccioli si chè fu il primo, che disegnasse la fece onore, Baglioni fol. 336. Il Colonna Trajana; fu lodato dal Vasari par. 3. lib. 2. fol. 245. me Volterrano nel lib. XXXI. nominato mora un altro Giacomo Bresciano dal Malvasia nella par. 1. fol. 34. e scolaro del Sansovino. secondo il Masini fol. 624. fiorì nel GIACOMO TAGLIACARNE nella sua 1510. Città di Genova fioriva l'anno 1500. nel nelle gioje, e nelle pietre iscavò dono il Castello di Casale Burgone: ogni sorta di figure, e di ritratt così asserisce Valerio Rinieri nel con tanta maestria, e pazienza, che suoi manoscritti riportati dal Masini mosse l'erudita penna di Cammillo fol. 624. Leonardo a farne onorata menzioGIACOMO URANCQUART Architetto ne nel 3. lib. delle Pietre. L'indel Serenissimo Arciduca Alberto di cavo di figure in simili materie Austria, visse in quel servigio stiun'opera difficile, e per così dire mato e onorato molto. Aureo Gabialla cieca, non potendosi vedere ciò netto a car. 479. che si fa, se non col mezzo della GIACOMO ZUCCHI, O ZUCCA, Fiocera, che serve in certo modo di rentino al lievo di Giorgio Vasari; lume, ricorrendosi ogni momento nell' esequie del Buonaroti dipinse a quella, per la correzione dell'oin gran tela Papa Giulio III. ebbe perato. stretti colloquj con Michelagnolo GIACOMO TORENFLIET Pittor di risopra le fabbriche da stabilirsi in tratti nella Città di Leiden fiori. Vaticano. Vasari par. 3. lib. 2. fol. va negli anni 1680. morì l'anno 207. vedi Jacopo del Zucca. 1719. (a) Altri Pittori col nome di Giacomo li GIACOMO VAN-ARTROIS nato in troverai alla lettera I. col Brusselles fu eccellente pittore di nome di Jacopo. paesi. Viveva al tempo di Rubens, GIANETTO CORDECLIAGHI su uno che a qualche quadro di lui ha fatdei migliori scolari di Giovanni Belto le figure. Fu singolare nel batlini; rarissime essendo le opere di ter bene le foglie degli alberi con lui, si crede vivesse poco. In Ve intelligenza di ottima prospettiva. nezia in Casa Zen ai Gesuiti si troLe opere di lui sono in grande stiva un quadro di lui in tavola conma presso gli amatori dell'arte, servatissimo, e contrassegnato col Vivea nel 1643. suo nome, in cui v'è la Vergine GIACOMO VANCOPEN Pittore Fiamed altri Santi, con veduta di paemingo, e scolare di Rubens, si se, che certo si può prendere per portò a Roma, dove studiò il belfatto dal suo Maestro. Nella Scolo della pittura, e si applicò anche la della Carità evvi altresì fatto all'architettura; in modo che rida lui il ritratto del Cardinal Bestornato alla patria fu destinato a sarione. Vasari ne fa ricordanza a fare il disegno del Palazzo Pubblicar. 425. par. 2. co di Amsterdam. Fece molti quaGILLES BAKENEL di Anversa Pittor dri sul gusto del suo Maestro, ma d'Istorie menzionato dal Campi a non lo eguagliò mai nella vaghezcar. 6. par. 2. za, e fresco colorito. Viveva alla GILLES MARIA OPPENOR primo Argrande; donando le sue opere a chi chitetto di S.A.R. Monsignore il gliele aveva ordinate. Mori circa Duca di Orleans Reggente della l'anno 1660. Baldinucci sec. 5. a Francia, nacque a Parigi, e fu ficar. 380. glio di un Ebanista del Re, che l'alGIACOMO VICHI da Medicina (Terlevò nel disegno: ma scoperte le ra del Bolognese) fiorì nel 1567. e naturali disposizioni del figlio per fu Pittore del Duca Emanuello Fil'Architettura, gli fece imparare la liberto di Savoja, dal quale ebbe in Matematica, ed in seguito fu impiegato (a) S. Maestà possiede un quadro di costui, in cui si vedono più persone che cantano 225 ne, di caccie, di pescagioni, di piegato a travagliare d'ordine di varietà d'abiti religiosi, di piante M. Mausard Sopraintendente alle fabdi Città, e di fatti rusticali, molti briche Regie, intorno le opere di dei quali diede alle stampe in legno: cui impiegò circa un'anno; dopodimorì in Norimberga, Sandrart fol. chè tutto desideroso, e più arden 243. Giodoco è lo stesso che Giute, che mai di perfezionarsi in arte si bella, venne in Italia Pensionario prima creato dal Re, e soggiorno GIODOCO MAURER chiaro per la geometria, illustre per la Pittura, ce in Roma, ed in Lombardia per lo lebre per la Geografia, acclamato spazio di otto anni, disegnandovi per l'Oroscopia, e per l'Astronotutti i Monumenti antichi, e momia, e famoso per la Poesia, come derni, ed ha condotte, dirette, ed dai Salmi Davidici in elegantissimo últimate più fabbriche, che fanno metro donati alle stampe. Per tanconoscere il felice, non che facile te rare qualità, e singolari virtù. suo buon genio, e talento, come il Senato Tigurino l'inalzò all'ordalli differenti disegni, che di sua dine dei Senatori, poi alla Prefetinvenzione, e d'idea ha fatto ese tura della sua Patria, dove di 50 guire in Parigi per S.A.R. Monsianni morì nel 1580. Sandrart fol. gnore il Duca d'Orleans Reggente cosi ha fatto ancora per più Chie243. GIORGINO di S. Giovanni, nato se, e case particolari. Gli stranieri in Arlem, studiò la pittura sotto pertanto lo riconoscono d'una supeAlberto Vanuater, e superò di gran riorità mirabile nel suo sapere, e lunga il maestro. Alberto Durerc ricorrono a lui per averne i loro a visitarlo spesso portavasi, e diceva occorrenti disegni. ch'era nato pittore. Poche opere GILLES MOSTART Pittor Fiammindi lui ritrovansi, morto essendo di go registrato nel catalogo dei Pitanni 28. Baldinucci secolo 3. par. 2. tori Nazionali. Aureo Gabinetto a fogl. 154. car. 79 GILLINGERO Pittore in Berlino al GIORGIO BACHMAN dimorò quasi sempre in Vienna, dove morì l'anno servigio del Serenissimo Elettore di 1651. Questo graziosissimo Pittore Brandemburgh; sul metodo d'Antodipinse quadri d Altare nelle Chienio Vandych tinse molte tele, e muse più rinomate, e fece somiglian ri; ma con la penna superò i pentissimi ritratti. Sandeact fol. 3 S. nelli, avendo con diversità di caratteri riportato fama d'insigne Scrit. GIORGIO BARBARELLI nacque in Castelfranco (Terra del Trevigiano). tore. Sandrart fol. 384. Per certo grande, e decoroso suo GINEVRA CANTOFOLI Pittrice Boloaspetto si acquistò il nome di Giorgoese, perfezionata dalla Sirana gione: inclinato al disegno l'imparò passò da piccioli quadretti ad opere grandiose, come si vede nelle tavoda Gio: Bellino, e in poco tempo le d'Altare in S. Procolo, in S. Maal'ontanandosi dalla dilicata maniera del Maestro si diede con disegno ria della Morte, in S. Giacomo, ed sicuro, e con forte maniera, e coin altri luoghi. Malvasia par. 4 lorito con poche tinte adattate ai fol. 457. GIODOCO AMAN Tigurino dipinse soggetti, a dipignere con tale franchezza, che arrecò gelosia grande sopra i vetri; e disegnò a penna al suo Maestro, ed a Tiziano. Acmeglio d'ogni altro Scrittore dei suoi colta questa grave invenzione di tintempi 1538. Composè varj Libri di gere dai Dilettanti l'impegnarono figure della Bibbia, d'istorie Romaa olio, 226 a olio, e a fresco a lasciare vive pestilenza del 1641. restò dopo lui memorie delle sue grandi idee, che la sorella. Damina valorosa Pittrisperse si veggono in pubblico, e in ce, e d'altre singolari virtù adorprivato per Venezia, e per altri na. Ridolfi pur. 2. fol. 252. luoghi. Sebbene la morte lo rapì GIORGIO DEL GRANO Mantovano fu alla gloria in età di 34. anni, lascolaro del Correggio, si vede in sciò però tanti esemplari dell'opere Parma nella Chiesa di S. Michele sue, che gli artefici dopo di lui sel'Altare maggiore da lui dipinto, guiti, hanno potuto apprendere la parimenti nella Chiesa di S. Pietro felicità, e il vero modo di coloril'Altare, dove sono la Santissima re, coi quali si sono avanzati di Vergine, 1 Santi Gio: Batista, e gran lunga nell'arte della pittura. Cristofano: Nella Galleria Ducale Ridolfi val. 1. fol. 77. (a). evvi un quadro di lui, il quale diGIORGIO BETHLE Scultore Alemanno: cesi, che fu disegnato, e ritoccato giunse da Roma a Genova l'anno dal Correggio. Questo è un Auto 1622. in tempo, che viveva il Pag. re di buona classe, del quale niuno gi, al quale fece ricoso per gode ha mai parlato. re della sua direzione, e patrociGIORGIO DURANTE Conte e Canio, e restò in tutto consolato, acvaliere Bresciano, invogliatosi delcreditandolo presso i Principi, e Cala Pittura, col raro suo talento arvalieri, ai quali intagliò mirabil srivò a dipingere animali sì domesimi Crocefissi, e figurette d'avostici che selvatici con tanta verità. rio: partì poi per Lombardia, ma che furono e sono ricercatissimi daincontratosi nel contagio del 1631. gli amatori, i quali però soddisfar morì. Soprani fol. 321. non possono questa sua brama, atGIORGIO CARMENTON nato in Lion tesochè il. Signor. Conte dei suoi fu scolaro di Francesco Stella, diquadri si compiace di regalare i suoi pigneva assai bene le Storie, ma il amici. Vivendo egli la maggior suo principale talento era nel dipiparte dell'anno in un suo Palazzo gnere Volte, e Tele di Camere, e posto nella Terra di Palazzuolo di Sale, e ciò particolarmente ove ivi ad un tale ameno e lodevole entrava architettura, e prospettiva esercizio continuamente si applica. dipinta. Filibien par. 4. fol. 119. GIORGIO HOEENAGHEL Pittore d'AnGIORGIO CRISTOFANO EIMERT di versa ebbe gran talento in fare paeRatisbona Architetto, ed Intagliasi, e perchè scorse varie parti d'Eutore in rame. Nel Libro intitolato ropa, sempre copiando alla campaAccademia Sandrart, sono molti ragna quanto vedeva di vago, di belmi, e ritratti dei Pittori di sue malo, e di curioso, diede campo alla ni: dipinse quadri, ritratti, uccelFrancia di fare una copiosa raccolli, e commestibili al naturale: lata delle vedute di varie Città, ed vorò architetture, ed archi trionintagliate in rame, darle alle stamfali con invenzione mirabile: fu pe; terminò la vita l'anno 1610. perito negli annali di Svezia. SanBaldinucci par. 2. sec. 4. fol. 275. drart fol. 379. 375. Fu geografo e fece le tavole geografiGIORGIO DAMINO da Castelfranco che ad Abramo Ortelio; va il ſuo Veneziano, fratello di Pietro bravo ritratto alle stampe; e dipinse ancor Pittore, esercitossi nei ritratti pio fiort distinti coli: morì poco dopo l'anno della GIORGIO PENS Pittore, ed Intagliatore (a) Di Giorgione ha S. Maestà tre pezzi, ed un grande istoriato. ⛪ 227 nò nelle Scuole d'Andrea del Sartore di Norimberga, andò a Roto, e del Buonaroti, Andò a Roma, e con Marcoantonio Raimonma, ivi copiò quanto vide di più di tagliò opere varie di Raffaello, singolare in pittura, in architettue studiando da quelle ritornò in Pa ra, ed in iscultura: tanto in là si spintria bravo Pittore, ed Inventore se col sapere, che m ritò servire i intagliò molti rami dal 1530. sino Pontefici Paolo III. Giulio III. Cleal 1550. marcati con G. P. Sanmente VII. e Pio V. In Firenze Adrart fol. 222. lessandro, e Cosimo Gran Duca; In GIORGIO PERUNDT nato in FrancoBologna, in Venezia, in Ravenna, nia l'anno 1603. Fu Scultore, Arin Rimino, in Arezzo, in Pisa, in chitetto civile, e militare, Metasi Pistoja, in Perugia, in Napoli, ed sico, Chimico, Medico, Intagliatoin altre Città, Principi, Cavalieri, re in rame, Geografo, uomo final te Monasterj. Furono si copiose l'omente da Principe, accolto da Mopere sue, che sembra impossibile narchi in guerra, e in pace, sinchè nel corso di 63. anni aver tanto idropico morì nel 1663. Sandrart operato in Architettura, in Pittufol. 342. ra, ed in Libri dati alle stampe GIORGIO PETEL Scultore Svezzese imDalla natura però riportò molti parò da suo padre, andò poi a Rodoni, e furono il disegno connatuma, ed acquistò molto di perfeziorale, la copiosità dell' invenzioni, ne con le regole del Rubens, onde la facilità, la dolcezza, la prestezle figure, che fece d'avorio, di le za nel colorire. Fu pratico delle stogno, e di marmo, si vedono mosse rie, e delle favole. Fu amico dei con Rubeniana destrezza: morì cirPoeti, e degli Scrittori, amato dai ca il 1636. Sandrart fol. 340. suoi Principi naturali, beneficato daGIORGIO SCUVANHART portò il digli Stranieri, desiderato dalle Spasegno connaturale dai suoi antenat gne, finalmente l'anno 1574. mori tutti pratici Pittori: apprese la sculin Firenze, e l'ossa sue furono portura da Cristofano Arrigo, ed il ditate nella Pieve d'Arezzo, per l'opignere sopra vetri da Gasparo Lehnorata sepoltura. Vasari par. 3. lib. mani; tanto crebbe col tempo la 2. fol. 376. Baglioni fol. 11. Sandrari fama di lui, che fu caro ai Prinfol. 173. Il Cav. Giorgio Vasari di cipi, ed ai Monarchi, dai quali rilui Nipote, Pittore, ed Architetto portò grazie, doni, ed amplissimi descrisse in un libro stampato nel privilegi. Sandrart fol. 344. 1619. l'opere, che fece in Firenze GIORGIO SOLERIO Alessandrino nel Palagio Ducale. Pittore ricordato dal Lomazzo nel suo GIORGIO VENEZIANO Pittore anTrattato della Pittura a car. 668. tico, che seguì la maniera e secco GIORGIO VASARI seniore figlio di Lazstile de Vivarini usato in que' temzaro Pittore Aretino, dilettossi d'anpi. Viveva circa gli anni 1440. tichità, lavorò di vasi, e di rilie GIOS di CLEVES, Pittore stimatisvo insieme con tutti i cinque suoi simo in figure e ritratti, ebbe gran figliuoli; morì d'anni 68. nel 1484. de credito mentre visse per la free fu sepolto nella Pieve d'Arezzo. schezza del suo dipingere. Il Re Giorgio Vasari juniore Pittore, ArFrancesco Primo di Francia lo dechitetto, e Scrittore delle Vite dei stinò suo Pittore, è per lui fece Pittori, fu figlio d'Antonio, ebbe molte opere, spezialmente ritratti. i primi principj del disegno da Gu Vasari par. 3. a car. 853. glielmo Marzilla, nominato il Prete Gallo, ed in Firenze si perfezio- GIOSEFFO AGELIO da Soriento, scola- 228 ro del Cay. Roncalli dalle Pomegiuochi di scherma, molti sfidò a rancie, dipinse di prospettiva, e di giuocar seco, dái quali in più asfigure, ed ajutò molti Pittori in salti essendo restato battuto, tanta varj luoghi pubblici di Roma. Baira e cordoglio lo prese, che sopra glioni fol. 316. fatto da maligna febbre in età anGIOSEFFO AINZ, o ENZO Pittore di cor giovanile morì l'anno 1676. Berna, col Spranger, con l'HoefPalomino a car. 365. par. 2. naghel, con il Bruguel, con il SaGIOSEFFO ANTONIO CACCIOLI figlio deler, e con altri salariato da Ridi Gio: Battista Pittore Bolognese dolfo II. Imperadore, fu mandato portò dalla natura l'inclinazione al a Roma, ed a Venezia per copiare disegno, nè potendolo imparare dal le più insigni pitture, e statue, masPadre, che lo lasciò d'anni tre, ansimamente la Leda, tanto decantadò poi a cercarlo da Giosesso Rota del Correggio, e questa la riporli; assicurato nel disegno fece qualtò tanto mirabilmente, che acquiche coſa a olio, ma il ſuo talento stò oltre un annuo augmento, tutè di lavorare a fresco le figure, cota la grazia di Cesare. Consumò in me ha fatto più volte in Firenze questa Corte molti anni dipingenin Bologna, in molti luoghi, e pardo opere grandiose, dal Sadeler, e ticolarmente col suo Maestro nella dal Mayr intagliate. Era da tutti Chiesa di S. Paolo, avendo servito amato per l'amena, ed erudita condi quadratura, e d'architettura Pieversazione; dispiacque all'Imperatro Farina Bolognese, scolaro d'Andore, alla Corte, ed a chi l'aveva tonio Roli, ed in Germania per conosciuto, la morte di lui, che seservigio del Serenissimo Principe de guì in Praga, dove ebbe sepoltura Baden, come si dirà in Gioseffo Roin S. Giovanni. Da questo nacque li. Vive in Bologna. un figlio per nome anch'esso GioGIOSEFFO ANTONIO CASTELLI, det seffo, detto il giovine, il quale nelto il Castellino, nacque in Monza le bizzarrie, nei capricci, nelle fan(luogo riguardevole dieci miglia da tasie di sogni, di chimere, di moMilano lontano) e fu alleyato dal stri, d'animali, e di trasformaziofamoso Mariano seniore nell'Archini in piccole figure non ebbe pari: tettura, e nella prospettiva, nelle con queste guadagnossi la grazia di quali riuscì molto dolce, ed amemolti Principi, ed in ispezie d'Urno nel colorire; e negli arabeschi, bano VIII. che lo creo Cavaliere fiori, frutti, ed altro è inarrivabidello sprone d'oro. Sandrart f. 277 le; nei lavori si serve di Gioseffo Boschini fol. 62. 534. suo Nipote, e di Giacomo LecchiGIOSEFFO ALABARDI, detto Schiopni suo parente, i quali sotto le dipi, dipinse molti quadri nella nuorezioni di lui attendono a perfeziova Sala dei Conviti nel magnifico narsi nell'arte: vivono in Milano, Palazzo della Sereniss. Signoria di GIOSEFFOARCIMBOLDI stravagante Venezia, quali opere sono registraPittore Milanese, servì Massimiliate dal Boschini nella sua Miniera no II. e Ridolfo II. Imperadori della Pittura a car. 61 con bizzarri pensieri pittorici, e fuGIOSEFFO ANTOLINEZ, di Siviglia. rono le quattro Stagioni, ogni una studiò la Pittura sotto Francesco d ipinta coi suoi geroglifici, cioè la Ricci, e su buon pittore di ritratPrimavera tutta di fiori, l'Estate ti, ma per l'insopportabile sua altutta coperta di legumi, e di spiterigia odiato da tutti. Lo stesso che, l'Autunno tutto di frutti, e orgoglio e presunzione avendo ne l'Inverno in forma d'Albero. Con diver 229 circa l'anno 1370. Fece ivi quadri diversi stromenti da cucina figudi battaglie rappresentate con inrò il Cuoco, con quelli della cangegno e bravura. Nella Chiesa de tina il Canavajo, con diversità d'ucPadri Serviti fece la battaglia de celli il Cacciatore, &c. Nelle maCostantino contro Massenzio, nella scherate poi, o fabbriche d'instrucapella a destra dell'Altare magmenti diversi, nei ponti, o teatri, giore &c. fu mirabilissimo. Fioriva nel 1590. Lomazzo Idea del Tempio § GIOSEFFO CAMERATA Pittor Veneziano apprese la Pittura da Grefol. 154. gorio Lazzarini, e divenuto valenGIOSEFFO ARIGHINI Bresciano servì te aprì stanza da sè, e su la madi Pittore, e d'Architetto il Sereniera del suo Maestro in pubblico nissimo Principe di Brunsuich, e gli ed in privato fece molte operazioanni scorsi fu mandato da quel ni. Vive in Patria già avvanzato Principe in Italia, in Francia, ed in età in Germania per osservare minutamente la struttura, e magnificenza GIOSEFFO CARLONI Scultore Lombardo fratello di Taddeo, dal quadei Teatri. Crazando fol. 130. le imparò l'arte, e lavorarono inGIOSEFFO AxARETO Genovese scolaro, e figlio dello spiritoso Giovasieme in Genova, per la Spagna, per l'Inghilterra, e per Mantova chino, che morì l'anno 1619. MoEra deboluccio di stomaco, che pestrava il giovinetto straordinaria di rò consigliatagli dai Medici la musposizione di seguire lo stile patertazione dell'aria, andò a Rovo (Pano, con regolato disegno, ed ametria dei suoi Antenati) ed ivi la no colore, quando morte immatura sciò la vita. Rimasero dopo lui lo rubó al Mondo. Soprani fol. Bernardo, e Tommaso suoi figli 172. il primo dei quali fu chiamato a GIOSEFFO BADARACCO, detto il SorVienna per la Maestà dell'Imperado, dalla durezza dell'udito, con profitto in Genova scorse le Scuole dore, e lavorò molti marmi, ma presto morì; il secondo si fermò di belle lettere, passò al disegno sotto il Padre Bernardo Strozzi, ed molto tempo a scolpire in Genova al colorito sotto Gio: Andrea Anpoi fu condotto a Turino per sersaldi: partì poi per Firenze, e tanvigio di quell'A. R. la quale veto s' invaghì dei dipinti d'Andrea dendo morire un tanto virtuoso del Sarto, che giurò volerlo imita ordinò, che fusse onorato il di lui re, come in fatti seguì nella dili deposito con statua, ed epitafio Soprani fol. 297. genza, nel componimento, e finimento tale, che ivi acquistò molGIOSEFFO CARPI nacque in Bologna to onore, ed altrettanto di gloria con un genio particolare all'Archinella sua Patria, dove cristianatettura, ed alla proſpettiva: ottemente moti l'anno 1857. Lasciò nute le regole di quelle da Ercole Raffaello il figlio pratico nel diseGraziani è divenuto Pittore da Cagno. Soi cani fol. 205 mere, e da Teatri, e sono suoi laGIOSEFFO BENONI Architetto con vori in Pesaro, in Venezia, in Bosuo d'ugno eresse la Dogana di Malogna, ed in altri luoghi. Egli ha re in Venezia, fabbrica grandiosa grande spirito, aggiustato disegno pastosità, e buon fondo nel colori e comoda per ogni sorta di Merre, per le quali prerogative non è catanzie. Vivea negli anni 1682 scarso d'impieghi. Vive in Patria. GIOSEFFO CALIMPEROH, Tedesco GIOSEFFO CESARI d'Arpino: d'anni Pittore, visse e morì in Venezia 13. si 230 13. si partì dalla patria, ed entrò di S. Salvatore in Bologna dipinse in Vaticano a servire 1 Pittori di il miracolo del Crocefisso della CitPapa Gregorio XIII. dipinse un giortà di Barcetti in Soria, in concorno di nascosto certi Satiretti, i qua renza di altri famosi Pittori. Pasli osservati con istupore dal Pontesaggier Disingannato a car. 280. fice, furono cagione, che lo provGIOSEFFO CRESPI, O CRESTI, detvedesse di dieci scudi al mese, acto lo Spagnuolo, nacque in Bologna ciochè ajutasse la sua povertà, e l'anno 1666. inclinato al disegno ans'incoraggisse nello studio della Pitdò ad impararlo da Angelo Michetura, la quale in un'anno imparò le Toni; nel tempo por che il Casotto la condotta di quei valenti nuti dipigneva la Libraria di S. MiMaestri, coi quali entrò a parte col chele in Bosco, si ritrovava il Crepagamento d'un scudo d'oro al giorspi con altri giovani a disegnare le no: Crebbe tanto la fama di Giobelle opere dei Carracci in quel seppino d'Arpino, che le Chiese, Claustro dipinte, ed il Canuti vePalagi, e le Corti principali di Rodendo di questo giovinetto la disinma, di Napoli, e di Francia sospivoltura, la grazia, e la buona dirarono la dolcezza dell'opere sue: sposizione nel disegnare, lo bramò su onorato dell'ordine di S. Michesuo scolaro; e parzializandolo cogli le da Lodovico XIII. di Francia, e insegnamenti lo lasciò alla sua morda Clemente VIII. dichiarato Cav. te in tal posto, che ha potuto serdell'Abito di Cristo: carico di glovire col suo grazioso disegno, e ria, e di ricchezze ottogenario moforte colorito l'Italia, la Germari l'anno 1640. sepolto in Ara Cænia, e dare alle stampe varj capricli. Baglioni sol. 367. [a] ci. Quindi è, che divenuto uno dei GIOSEFFO CHIARI Pittore Romano migliori Pittori di Bologna, ognuallievo del Cav. Maratti, al quale no cerca di avere qualche di lui diha sempre fatto onore, col dipinpinto, in cui sempre si trova quel gere opere private, e pubbliche tutto, che si ricerca in un celebre come si può vedere nella Volta delPittore: vive felice in Patria, dola Capella dei Montioni, nella ve insegna con amore ai suoi scoChiesa di Monte Santo; nella Calari. (6, pella parimenti dei Marcaccioni GIOSEFFO CRISTONA nato in Pavia nella Chiesa di S. Maria del Sufl'anno 1664. ha avuto per Maestro fragio ha dipinto i due quadri laBernardino Ciceri, ha studiato in terali, in uno la Natività di MaRoma, e ritornato in Patria s'è ria Vergine, nell'altro l'Adorazioesercitato in varj luoghi; è di buon ne dei Magi. D'ordine poi di Nogusto in piccolo: dove poi introdustro Signore ha colorito il Profeta ce il paese, molto diletta per una Abdìa nella Basilica di S. Gio: Lacerta frasca ben mossa, e leggierterano, e vive in Roma. (b) mente battuta dal vento. Vive in GIOSETFO COIPY, Pittore a temPatria pera e ad oglio, è stimato assai in GIOSEFFO CURTI, Pittor Veronese cose piccole, ed a pastello. Vive in fioriva negli anni 1521. come dalLondra amato da tutta la Nobilla Tavola dell'Altare di S. Pietro nella Chiesa di S. Eufemia, Il PozJ GIOSEFFO CAPPI, nel Tempio di zo a car. 144. G10(a) Di Gioseffo ha S. Maestà un gran pezzo istoriato, (b) Del Chiari ha S. Maestà un pezzo istoriato. (c) Del Crespi S. Maestà ha otto pezzi istoriati. 231 gio dal Re Carlo II. ma la morte GEOSEFFO DANEDI e Gio: Stefano presto il rapì in età d'anni 40. nel fratelli, detti i Montalti, nacque 1696. Essendo da S. Maestà stato in Treviglio (Stato Milanese) insperimentato non meno virtuoso clinati alla pittura, il primo l'im che dabbene e onorato uomo, ad parò da Guido Reni in Bologna, il un suo fratello minore di età consecondo dal Cav. Morazzoni in Mitinuò lo stesso stipendio sinchè vislano. Fatti Maestri ebbero occasione di mostrare il loro spirito in pubblico, ed in privato, cioè in Mila- § GIOSEFFO DE LEDESMA, nato in no, in Turino, ed in altri luoghi, Castiglia la Vecchia, fu pittore di buon grido, ed in alcune Chiese di con quantità d'operazioni, per la lunga, e felice vita, che condusseMadrid si vedono pitture di lui ro. Gioseffo visse sino alli 70. anche onore gli fanno. Mori in età ni, e Gio: Stefano agli 81. del 1689. giovane nel 1670. Palomino tom. 2. amendue furono sepolti nella Paroca car. 374. chiale di S. Pietro di Milano. M. S. GIOSEFFO FLEPP ritrattista, prospetGIOSEFFO D'ARFE' (Nipote del tivista, figurista, agrimensore, pitsamoso Giovanni d'Arfè, che scris tore di fiori, e di frutti, apportò se quel raro libro in lingua Spagnuogran dolore alla sua Patria di Berla de Commensuracion para la Escul na, quando l'anno 1641. morì. ptura, is Architettura, stampato in Sandrart fol. 245. Siviglia nel 1585. in fol. figur.) doGIOSEFFO FRANCHI dai Monti, detpo aver studiato il disegno sotto il to dalle Lodole, per essere stato faPadre si portò a Roma, e riuscì moso cacciatore di quelle con varie uno de' migliori Scultori del suo invenzioni: fu uno di quei buoni tempo. Ritornato a Siviglia fece Pittori, che dipinse in Vaticano con suoi modelli varie statue di arcon lo Scalvati, col Salimbeni, col gento per quelle Chiese, come puLilio, con Gio: Batista da Novata, re i quattro Evangelisti di marmo col Cav. Guidotti, collo Stella di altezza di 20. piedi l'uno. Di col Nogari, con Arrigo Fiamminanni 63. lasciò la vita nell'anno go, e con altri. Abbate Titi fogl. 1666. Palomino tom. 2. a c. 359. 415. § GIOSEFFO d'AVELAR, Pittore Por- § GIOSEFFO GALLI BIBIENA, figlio tughese, lavorò di figure a oglio, del famoso Ferdinando, nacque in e da tutto il Regno gli venivanc Parma, e inclinato alla professione le commissioni. Nella libreria deldel Padre, da lui ebbe i precetti la Patriarcale fece con sua lode moldell'Architettura e prospettiva, e te pitture. Visse comodamente, divenne Maestro a segno che occuavendo con la sua virtù avanzato pò il posto del Padre al servigio tanto contante, che arrivò a comdell'Augusto Carlo VI. e lo sosten perare e fabbricare tante case in ne con tal decoro e suo onore, che detta Città, che una intera strada meritò di essere dichiarato Arera sua, e preso aveva il nome di chitetto primario, e Pittore soAvelar. Vivea negli anni 1640. prantendente ai Regj Teatri. VeGIOSEFFO DE CIEZAR, Pittor de nuto a Venezia nell'anno 1742. diGranata, si applicò a dipingere fiopinse le Scene del gran Teatro di ri, frutti, e qualche paese, con che S. Gio: Crisostomo. Vive in Vienna, nella sua patria si distinse. Desidee notizie di lui si hanno nella se rando avanzarsi si portò a Madrid, conda parte dell'Accad. Clement, a dove operando fu creato Pittor recar. 237. Gro 232 GIOSEFFO GAMBARINI nacque in Bologna l'anno 1679. e fu scolaro di Lorenzo Pasinelli: vide poi Roma si trattenne in Venezia, e ritornò alla Patria ben munito di quelle belle, e forti maniere, che lo rendono al giorno d'oggi pratico Pittore a fresco, ed a olio, come si può vedere nella Chiesa di S. Petronio in Roma, nel Palagio Tassoni in Ferrara, in Casa Belloni in Bologna, ed in altri luoghi. Egli cerca con sommo studio di ben colorire l'opere fue, e di dargli quella forza, che loro è necessaria per farle comparire d'un gradimento universale. Vive in Patria. GIOSEFFO GHEzzi nacque nella Terra della Comunanza d'Ascoli l'anno 1634 e con i principj di Sebastiano suo Padre, che fu scolaro del Guercino, inclinò alla pittura: morto il genitore, andò a Fermo per istudiare Legge, e Filosofia; nel progresso di quegli studj non abbandono quelli della pittura, ma fattosi amico Lorenzino primario Pittore di quella Città, s'avanzò con riguardevole profitto nell'arte. Compiuti gli studj, andò a Roma, dove lasciò la legge, ed abbracciò con rigorosa attenzione la pittura, e perchè dalla lettura dei buoni libri apprese quanto sia necessaria la teorica al Pittore, per questa strada ha condotto Pierleone il figlio spiritoso Pittore, del quale si parlerà a suo luogo. Gioseffo poi oltre le opere dipinte in diecisette Chiese di Roma a concorrenza del Baldi, del Saiter, del Passari, del Parodi, e di altri valenti Pittori dipinse nella Chiesa Nuova i due quadroni, uno della Creazione d'A damo, ed Eva, l'altro della Risurrezione dei Morti, e con distinzione da tutti gli altri, gli furono commessi ancora i due Ovati nella Nave di detta Chiesa, in uno la Maddalena, nell'altro la Rebecca, ed il quadro dell'Altare dedicato all' Assunzione di Maria Vergine. L'anno 1674. fu scritto tra gli Accademici del disegno di San Luca, e dichiarato Segretario, e per l'Accademia molto si è affaticato con la penna sino ai giorni presenti, o colle relazioni stampate, o col ritrovamento dell'unica, e singolare Impresa di quella, o con i motti sentenziosi sparsi per la medesima, o con altro, come si dirà nel principio della Tavola II. di questo Libro. Fu parimenti dichiarato Arcade dell'Accademia Romana, e ripieno di merito, di virtù, e di anni 84. opera ancora a gloria delle belle Arti. Pascoli 2. tom. a c. 119. ne fa la vita. GIOSEFFO LAUDATI nato in Perugia l'anno 1072. Imparò i principi del disegno da Pietro Montanini, por in Roma per sette anni ebbe una parziale, ed amorevole direzione da Carlo Maratti: l'Anno Santo scorso ritornato in Patria, intendo da persone degne di fede, che abbia dato saggio del suo nobile talento con vago, ed accordato colorito, ben fondato disegno, ed ottima intelligenza nei componimenti; sicchè per mezzo suo si è fatta vedere rifiorire la pittura in Perugia, che quasi estinta piagnevasi. M. S. GIOSEFO LEONARDO, nato in Madrid, fu scolaro di Pietro de las Quevas, e uno dei migliori Pittori del suo tempo nelle Spagne; sicchè mediante il suo merito fu dichiarato Pittore del Re, e stimato e distinto per la sua freschezza di colorire e soavità di tingere; ma mentre per il Palagio di Buonritiro faceva un quadro, in cui volea rappresentare una grande piazza con quantità di figure, per poter esprimere l'ondeggiamento, le varie attitudini, mosse, e accidenti di quella gente, si riscaldò tanto la santasia che pazzo divenne in età di anni 40. con dispiacere di tutta la Corte, che grandemente l'amava. Morì nell'anno 1656. Palomino t. 2. a car. 309. GIOSEFFO MAGNAVACCA nacque in Bologna l'anno 1639. fu Pittore Antiquario di gioje, di medaglie, e di cammei; dilettante di pittura, di libri singolari, e d'altre cose: ritrovandosi da giovinetto regalato in Lodi di certe medaglie antiche, e sentendo in Roma un perito al tamente savellare di quelle, tanto s'accese nel diletto di studiare sopra quei ritratti, e rovesci, che riuscì uno dei principali Intendenti d'Europa. Andò per tre anni in Polonia, e sì franco riportò quel lin guaggio, che da Bologna a Roma servi d'Interprete a gran Dama Polacca. Ritornato, ricevette il lume del disegno, e del colorito dal Guercino. Instancabile poi nella lettura dei rari libri, compì preziosa Libraria; infaticabile nel cercare pit ture, e disegni, ne gode copiosa raccolta; insaziabile d'antichità, di medaglie, e di cammei, ne possiede ricco Museo, nel quale è libero l'ingresso a Principi, ai Cavalieri, ed ai Dilettanti. Io debbo molto a questo Virtuoso, per le notizie favoritemi in voce, in libri, ed in manuscritti antichi per compiere questo mio Libro. GIOSEFFO MARCHESI, detto Sansone, Pittor Bolognese, nella Chiesa de' Padri di Galiera dipinse a fresco tutta la capella maggiore con la Natività di Maria Vergine. GIOSEFFO MARIA BARTOLINI nacque nella Città d'Imola l'anno 1657 studiò il disegno, e la pittura in Bologna nella Scuola di Lorenzo Pasinelli, poi in Forlì in quella del Cavaliere Carlo Cignani, nella quale tanto si approfittò, che ha compiute, a olio, e a fresco molte opere private, e pubbliche per le Chiese della sua Patria, e per mol233 te altre della Romagna, encomiate da varie penne erudite, e alcune sono intagliate alle stampe. Non manca al presente di erudire la gioventù nell'arte del disegno, colle continue Accademie, e con li dotti insegnamenti. GIOSEFFO MARIA METELLI nacque in Bologna l'anno 1634. da Agostino celebre in quadratura, e in architettura, e che gli fu Maestro, di genio nobile, Sonatore universale, Cacciatore, Intagliatore in rame, e Pittore, praticò le scuole dell'Albano, del Guercino, del Torri, e del Pesarese. Fece vedere qualche opera dipinta al pubblico; ma la più parte del tempo lo spese nell' intagliare, o l'opere di famosi Maestri, o le sue capricciose invenzioni, che sono in tale, e tanta copia che formano un Libro voluminoso come dal catalogo di quelle, dato alle stampe con i prezzi loro. Ultimamente inventò certe pitture amovibili, che a forza d'un facile ordigno muovono le mani, gli occhi, i piedi &c. e si esercitano o in lavori, o in giuochi, o in bizzarre operazioni: morì a dì 29. Gennajo 1718. e fu sepolto nella Chiesa dei Padri Serviti. GIOSEFFO MARIANI Milanese figlio e scolaro di Domenico, dal quale imparò i principj della prospettiva, e dell'architettura: desioso di girare il Mondo venne a Bologna; dove si trattenne per molto tempo e praticò cor primi Maestri di quadratura; ando poi a Genova, a Roma, a Napoli, ed a Vienna, dove acquistarono gran lode i suoi belli dipinti: ora vive in Patria. GIOSEFFO MARTINEZ, cittadino di Saragoza, studiò in Roma la pittura, e fattosi perito, ritornato in patria fu dichiarato pittore del Re Filippo IV. e fece molte opere in privato ed in pubblico. Di an. 72. mo morì in patria nel 1680. Palomino sinelli, poi di Gio: Gioseffo del Sopar. 2. a car. 405. le; con un certo colorito gradevole GIOSEFFO MARULLI, Pittor Naposi fece luogo per entrare in diverse letano, dipinse nella Chiesa de' PaChiese, e Palagi a fresco, e a olio dri dell'Oratorio di sua Città, nel e li riuscì con felicità in Roma la Capella di Sant'Anna la Tavogna, in Turino, ed in Bologna, la di Altare, come pure il Marti dove le opere sue hanno buon porio di S. Pantaleone. Celano par. 2. a sto con quelle d'altri Pittori di sua cart. 95. età. Vive in Patria GIOSEFO MASTROLEO Napoleta- GIOSEFO MEDA Milanese scolaro di no frequentò la scuola di Paolo de Bernardino Campi: dipinse cose vaMattes, e fu uno dei più abili che rie a fresco, e a olio pubbliche, e uscissero da detta scuola. Dipinse private: fioriva nel 1565. Vedi Carlo molto e con applauso, su la manieMeda. Lamo fol. 56. ra del suo Maestro. Morì giovane GIOSEFFO MONTANO nato in Pesaro in età d'anni 50. l'anno 1641. Dalla natura inclinato GIOSEFFO MAzza da Cammillo Plaalla pittura, cercò il disegno dalle stico, e Statuario nacque in Bopiù belle opere dei suoi contorni, logna l'anno 1652. studiate l'opero cioè da Bologna, da Parma, e da dei Caracci nel Palagio dei Signori Roma; onde da sé si può dire, che Fava, e nella scuola del Pasinelli Pittore sia comparso: fra le rare doil dipinto, si diede alla plastica, ed ti di questo Virtuoso è ammirabile alla Scultura con tale, e tanta gra quella d'acquistare i quadri perduti zia, che è indicibile descrivere l'acon tale artificio, e maestria, che more, la morbidezza, le belle cie pare faccia risorgere i Pittori, che li re, e l'erudite invenzioni, con le dipinsero a rinovarli, che però con quali termina i suoi bassi, ed altri Pontifizio diploma resta salariato in rilievi in terra, in marmo, o in vita, per assistere all'opere del Vabronzo. Vive questo Virtuoso in ticano, e tenerle lontane dall'ingiurie del tempo, e conservarle. Si diPatria. letta di poesia, ed in quella tende GIOSEFFO MAzzOLI Scultore Sanese. all'eroico. Scrive le Vite dei Pesascritto nel catalogo dell'Accademia resi Pittori, e di tutto lo stato d'UrRomana l'anno 1679. Nel Deposito bino, con promessa di darle alla di Papa Clemente X. scolpi la sta luce. Il suo nome è celebrato nelle tua della Fortezza; Lazzaro Morelstampe dal Cav. Fontana, dal Padre li fece quella della Fedeltà; Ercole Pozzi, e dal Bonanni nella sua StoFerrata il Pontefice; Filippo Carcaria Vaticana a fol. 117. ni le due Fame; l'urna Leonardo Reti, e fece il basso rilievo di quelGIOSEFFO MORETTO nacque in Bola; l'architettura poi fu di Mattia logna l'anno 1657. sino all'età di Rossi. Titi fol. 11. Gioseffo Mazzo 30. anni professò l'arte dello Stamli Ferrarese dipinse in varj luoghi patore; ma invaghito del disegno, e della sua Città; fu sepolto in S. An dell'intaglio, particolarmente in ledrea; fiorì nel 1586. e ne parla il gno, da sè è giunto a tal perfezio Superbi fol. 125. che lo chiama il ne, e tal finitezza, che i di lui inBastaruolo tagli sembrano più tosto fatti col bulino, o con l'acqua forte sopra Pascoli ne fa la vita 2. parte a carrame, che in legno. Vive in Pate 477. GIOSEFFO MAzzONI nacque in Bolotria. gna l'anno 1678. fu scolaro del Pa- GIOSEFFO NasINI Pittore Sanese, ed 235 togli degli utili avvertimenti, di allievo di Ciro Ferri, è stato creaquesti tanto egli si approffittò, che to Cavaliere dall'Imperadore Leoin poco tempo colla sua nuova sinpoldo, con amplo Diploma, nel quagolare maniera ad un distinto grado le Sua Maestà dona a lui, ed alli di riputazione salì. Chiamato per suoi figliuoli 400. anni di nobiltà, ciò alla Corte di Torino, ivi per ed il potere concorrere alli Benefiil Re, e per i Grandi di quello zj, e Dignità Ecclesiastiche nella GerStato operò con somma soddisfaziomania. Trovasi in Roma, dove ne di ognuno. Ritornato che fu a l'opere sue sono sempre state graVenezia, dal Signor Marchese d'Ordite da tutti. La Santità di N. S. mea gli furono ordinati quattro l'ha eletto per uno di quei Profesgrandi quadri istoriati, per i quasori, che hanno dipinto li dodici li, oltre una generosa mercede, eb Profeti nella Basilica di S. Gio: Labe l'onore di ricevere dal detto Siterano, ed egli ha colorito il Prognore lettere cortesissime piene di feta Amos. ringraziamenti e di lodi. Per il SiGIOSEFFO MORERO Pittore di Burgnor Giuseppe Smith console della tos. Fece molte pitture su lo stile gran Brettagna fece varie mezze fiFiammingo, quali si ammirano nelgure di ottimo gusto, espresse al le case private di Madrid, distinnaturale, e graziosamente colorite te per la sua bella maniera. PaloS' impiegò anche per ubbidire ai mino a car. 382. comandi di S. Maestà il Re di PoGIOSEFFO MONPAIR in grandi et lonia nella facitura di altre opere piccole tele dipinse al naturale belche da valente intagliatore a bulino lissimi paesi, e toccò i colori con sono state stampate. Vive tuttoestrema bravura e spedita maniera: operò molto per gli amatori dell' ra in patria amato e riverito da tutti. arte, e stimate assaissimo sono le opere di lui; in molti suoi quadri GIOSEFFO NUVOLONE, dal nome di ha fatto anche le figure, in altri Panfilo suo Padre, nominato il le ha fatte il Brughel. Non si sa Panfilo. Nacque in Milano l'anil tempo preciso di sua morte, ma no 1619 Di 4. anni portato da istinsi crede vivesse circa gli anni 1645 to naturale, disegno col carbone Nell' Abregè t. 2. a c. 153. [a] sopra d'un muro una figura, che GIOSETFO NOGARI, celebre Pittor fu il preludio di dovere riuscire vaVeneziano, su alla scuola di Anto lente Pittore, come in fatti è senio Balestra, in cui, sinchè vi stetguito. Disegnando dunque dall'ote, non diede mai contrassegni di pere migliori della Città, e quasi dissi di nascosto del Genitore, giunquella egregia maniera, tenera, pastosa, vaga e naturale, che da sè se d'anni 16. a lasciare uscire dal si formò dipoi. Ma arrivato in quel suo pennello opere tali, che erano tempo a Venezia il Signor Marchestimate del fratello maggiore Gio: se Ottavio Casnedi intendentissimo Francesco. Fatta poi una maniera dell'arte, ed avendo osservato nel naturale sua propria, e particolare, è indicibile il dire quante volNogari un certo spirito e grazia te comparve nelle pubbliche Chienel far le mezze figure, gli diede se, nei Palagi, e nelle Gallerie con commissione di farne parecchie, in pennello erudito, risoluto, e ben torno a cadauna delle quali avendogli detto il suo giudizio, e datinto, sino all'età d'anni 84. in cui con Gg 2 (a) Di lui ha S. Maestà otto pezzi di paesi con figure. 236 con franchezza, con intendimento e con grazia, operò come se fusse stato in verde età. Della nobiltà dei suoi Antenati ne parlano le storie di Cremona, e Mantova in una lapida sepolcrale di Carlo Nuvolone, sepolto in S. Andrea l'anno 1559. M. S. GIOSEFFO ORSONI nato in Bologna l'anno 1692. Studiò sotto Domenico Vianni il disegno, e le figure ma per un genio singolare all'architettura teatrale diedesi ad osservare quelle dei primi Maestri, poi diretto da Pompeo Aldrovandi applicó totalmente a quella, onde nei Teatri di Genova, di Bologna replicatamente, e di Lucca ha mostrato il suo vivace, e spiritoso talento. GIOSEFFO PALMIERI, Pittor Genovese, per la sua grande abilità nel maneggio dei pennelli meritò di essere annoverato tra i più eccellenti pittori non solo del suo pae se, ma dell'Europa. Fu assai franco nell'operare, facile nelle invenzioni, e felice nell'accordo ed armonia delle tinte. Morì circa gli anni 1736. in Genova sua patria e lasciò afflitta una numerosa famiglia GIOSEFFO PASSARI è nato in Roma l'anno 1654. Geniale del disegno, ebbe per Maestro Carlo Maratti; e tale fu il profitto, che colorì diligenti, ed ameni quadri in diversi Tempj. A concorrenza del Ghezzi, del Saiter, del Baldi, e del Parcdi, colorì il Moisè sopra il Pulpito della Chiesa Nuova, in cui mostrò il suo valore, ed in altri luoghi. Morì in Roma a dì 7. Novembre 1715. dopo aver dipinto nella Basilica Vaticana un quadro. GIOSEFFO PIAMONTINI Scultore nacque in Firenze l'anno 1664. fu scolaro di Gio. Battista Foggini: da S.A. R. fu mandato a Roma per istudiare l'antico sotto la direzione di Ercole Ferrata, ed in breve tempo fu notabile il profitto di lui: dopo chiamato alla Patria dal Grau Duca gli furono assegnate stanze, e provvisione. Datosi dunque ai lavori in marmo, fece statue diverse, gruppi di figure, e bassi rilievi per le principali Chiese, e Palagi. Per oltramontani Personaggi poi ha travagliato in bronzo, per formare gruppi di figure, e bassi rilievi, che sono stati sommamente graditi: Egli ha una singolare intelligenza nel far conoscere il più difficile dell'arte ridotto a perfezione, con sicuro disegno, e con pastosa tenerezza: per questa strada conduce Gio: Batista suo figlio maggiore ed Antonio Montauti suo scolaro. i quali danno speranza di non riuscire inferiori al Maestro. GIOSEFFO PINACCI nacque in Siena l'anno 1642. applicato dai Parenti alle buone lettere, fu scoperto d'inclinazione più forte al disegno, e lo posero sotto Livio Meus. Capitato poi in quella Città Giacomo Cortesi, detto il Borgognone dalle Battaglie, si sentì guidare dal genio allo studio di quelle: passò poi a Roma, dove fu provveduto d'onorevoli impieghi: addestrata la mano a fare ritratti, dipinse tanto al naturale quello del Marchese del Carpio, che meritò di servire per le stampe. Dichiarato Vice-Rè di Napoli il Marchese suddetto, seco lo volle in qualità di Gentiluomo, e per servigio delle Altezze Serenissime di Toscana ivi lo mandò e dipinse alcune battaglie, e ritratti, ritornò a Napoli sino alla morte del Vice-Rè. Fece ritorno a Firenze, dove godè la protezione del Serenissimo Gran Principe, e lavorò opere diverse. Tra le altre doti del Pinacci quella è rimarcabile, di avere una perfettissima intelligenza nel conoscere gli Autori delle pitture, e nel restaurare i quadri perduti, duti, e guasti, con diversità di segreti per fare vernici, e colori, ed altre cose necessarie ai Pittori. Eleonora prima moglie di lui, dipinse fiori, frutti, cucine con i suoi utensili, ed altre galanterie a buona perfezione condotte. GIOSETFO PORTA, detto del Salviati, o Veneziano, o Grasagnino, per chè scolaro del Salviati, ed ammogliato in Venezia. Nacque in Castel nuovo della Grafagnana l'anno 1535. Fu col suo Maestro a Roma, poi a Venezia, dove stabilì la stanza; pratico nel dipignere a olio ma piu a fresco, aggiugnendo la Veneziana alla Romana maniera, non gli mancò da travagliare nei Palagi, nelle Sale, e nelle Chiese. Giunse la fama del suo valore a Roma, e lo volle Papa Pio IV. per dipignere nella Sala Regia Federico I. Imperadore, che bacia il piede a Papa Alessandro III. opera, che gli fu rimeritata con mille scudi d'oro. Ritornò a Venezia, dipinse, scrisse, e disegnò varie matematiche figure, le quali pensava dare alle stampe, ma sopravenuto dalla morte, gettò gli scritti nel fuoco, e d'anni 50. morì. Ridolfi par. 1. fol. 221. GIOSEFFO PUGLIA Romano, detto del Bastaro, attese alla pittura, e nel buon fresco fece grande riuscita: nei Chiostri della Minerva, nella Basilica di S. Maria Maggiore, in S. Girolamo dei Schiavoni, ed in altri luoghi si conosce lo spirito di questo giovine, il quale fu portato via dalla morte nel fiore della sua virtù. Baglioni fol. 351. GIOSEFFO RIBERA, detto lo Spagueletto, perchè nativo di Valenza, stud iò sopra l'opere del Correggio in Parma, ed in fatti chi vede il quadro dipinto nella Chiesa di S. Maria Bianca di Napoli, lo stimerà del Correggio, e non dello Spagnoletto. Per abbattere poi l'opere del Dominichino in quella Città infierì la maniera con i colori del Caravaggio, e tanto si stabilì negli orrori, che si fece connaturale il dipingere dilaniati Bartolomei, arrostiti Lorenzi, Stefani lapidati, Isioni su le ruote, Tizj sbranati, Tantali tormentati, e simili tragiche operazioni, con le quali diede sommamente nell' umore di Napoli. Quando, e dove terminasse 1 suoi giorni, non ne parlano il Baldinucci, nè il Sandrart a fol. 182. Raccontasi di costui, che mentre sur una pubblica strada disegnava i chiaro. scuri di Polidoro da Caravaggio, passò a caso un Cardinale, che avendo lo osservato attento alla sua occupazione, fatta fermar la carrozza, lo chiamò a sè, e veggendolo, benchè di talento proviſto, lacero e mal ridotto dalla povertà, alla sua casa condurre il fece, e vitto e vestito gli esibì. Ma avendo pensato il Ribera che ciò gli poteva nuocere, ricusò l'offerta; di che adiratosi il Porporato, lo licenziò con dirgli, ch'era un ingrato Spagnuolo. Dopo di che con maggior servore si pose a imitare ora il Correg. gio, ora Annibale, ma ſopra tutti il Caravaggio. Passato a Napoli, per farsi strada si accomodò con un pittore ricco, a cui piacque tanto la ſua maniera di operare, che una ſua unica figlia in moglie gli diede, dichiarollo suo erede. Essendo in quel tempo in Napoli il Domenichino per dipinger la Capella del Tesoro, la metà fu assegnata al Ribera, che vi dipinse il miracolo di S. Gennaro ch'esce dal suoco; nella qual opera mirabilmente riusci. Ma quanto su commendata la sua sclirità e virtù del dipingere, altrettanto su biasimato il ſuo altiero e ſuperbo contegno, con cui disprezzava il Domenichino, pubblicamente dicendo di lui, che non sapeva dipingere; il che pure soleva dire di altri pittori di grido. Di anni 67. morì, lasciando una figlia, 238 glia erede del ricco suo patrimonio. cò la Scuola dei Maganza, e riusci maritata in persona nobile. Fu sepotbuon Pittore, che servì al privato, to in Napoli con onore nel 1656. (a e al pubblico: il suo fare era più GIOSEFFO ROLI nacque in Bologna tosto a fresco, e a chiaroscuro, con l'anno 1654. diretto da Gio: Batticerte tinte gialle, che a quei temsta Caccioli, e dal Canuti fu erupi del 1580. piacevano, e perché dito nella pittura insieme con Anera franco nel disegno, Andrea Antonio il fratello nella quadratura driani Intagliatore in legno, Mantobasta vedere la Volta della Chiesa vano, intagliò un Cristo portato aldi S. Paolo di Bologna, chi vuole la sepoltura, disegnato dal medesiconoscere la pratica di questi duo mo. M. S. Valentuomini, che ancora in altre Il Pozzo ne sa memoria a car. 134. Città si sono fatti conoscere, par- GIOSEFFO SVITTER, OVvero SVIZZERO ticolarmente Gioseffo in Germania di Berna, scolaro di Hans AK en dove servì il Principe di Baden, a andò a Roma col suo Maestro, docui dipinse il gran Salone, e dires ve si fece diligente coloritore: si se Gioseffo Antonio Caccioli suo alportò a Venezia, e nel disegnare lo lievo, e figurista, e Pietro-Francebelle cose dell'una, e dell' altra sco Farina allievo d'Antonio Rol Città ebbe pochi part. I disegni di quadratorista per le pitture, ed arcostui vennero in tanta stima apchitetture fatte nelle stanze, e gapresso l'Imperadore, che volle tebinetti del Palagio, le quali furonc nerlo a sue spese gran tempo in molto gradite da quel Serenissimo. Roma, acciochè disegnasse per lui Vive in Patria. tutte le cose antiche di quella CitGIOSEFO ROMANI, Pittor Italiano tà. Fioriva circa il 1590. Baldie scolaro di Michel Colonna, si apnucci. par. 3. sec. 4. fol. 124. plicò a dipingere di quadratura, e GIOSEFFO. TORTELLO nacque in Brearchitettura, benchè abilità moscia d'onesti parenti l'anno 1662. strasse nel far le figure. Andò in terminati gli studj di belle lettere, Ispagna col suo Maestro, e ferma di Filosofia, e d'Instituta, portato tosi al servigio dell'Almirante di dal genio alla Pittura, e da sè apCastiglia, ivi a fresco ed a secco plicò al disegno, ed al colorito con dipinse molti soffitti e palagi corincredibile avanzamento, desioso poi bizzarra e tenera maniera. Dipinse di maggiore perfezione scorse sino pure in Madrid nella Chiesa della a Napoli, ed osservò in ogni luoNazione Italiana il soffitto con tago i migliori Maestri: ritornato alle intelligenza di prospettiva, che la Patria, e ritrovate anguste quels'inganna chiunque l'osserva. Mole mura alle vaste idee, che nurì egli d'anni 64. in Madrid nell' driva, passò a Venezia, nè gli mananno 1680. Palomino a car. 404. da cavano impieghi confacenti al suo cui si dice, che fosse Bolognele. talento: ne fà onorata memoria GIOSEEFO SARDI Architetto eresse l'Averoldi a fci. 207. con disegno e assistenza la Chiesa GIOSEFFO VASCONIO Romano, a olio di S. Maria Zobenigo in Venezia ed a fresco con diligente maniera si circa l'anno 1670. fece conoscere per bravo Pittore enGIOSERFO SCOLARI Vicentino pratitro, e fuori della sua Patria. Fu scrit[a] Dello Spagnoletto possiede Sua Maestà un sontuoso quadro con S. Lorenzo in mano dei Manigoldi, che lo legano per porlo su la Graticola: opera delle più insgni di quell'Autore; ed altri dieci pezzi istoriati, 239 scritto al catalogo de' Pittori l'anArchitetto si fece, Ritornato a Mano 1657. drid, dipinse con applauso nel ConGIOSEFFO VERMIGLIO, Pittore Tuvento della Vittoria, nella Chiesa rinese, sono opere sue in Milanc di S. Martino, ed altri luoghi. Visnelle Chiese di S. Gio: in Conca se sino all'età di anni 58. e nell'andi S. Eufemia, di S. Martino, e di no 1686. morì, e fu sepolto nella S. Gioseffo. M. S. Chiesa di S. Gines in Madrid. PaGIOSEFFO VERNER di Berna, sgrossalomino tom. 2. a cart. 424. to nel disegno dal Padre, fu dato GIOSEFO ZANATA, Milanese, scolain custodia a Matteo Meriani celero di Carlo-Francesco Nuvolone bre Pittore di Francfort per il coQuesto erudito Pittore vive nella lorito, e sotto di quello dipinse opesua Patria, dove fa comparire l'ore lodevoli. Andò a Roma, e nelle pere sue dipinte in pubblico, ed in carte pecorine dipinse belle storietprivato te a gomma, vendendole a gran GIOSEFFO ZARLATI, Modonese, deprezzo per le Gallerie. Viaggiò per ve avere buon luogo vicino agli Parigi, e ritrovò buon posto in Intagliatori in rame, come quello Corte, dipingendo nello stile medech'ebbe tanta arte nelle belle idee, simo le Reali imprese. Partì per negli ornamenti di testa, negli abGermania; lavoro in Augusta; so bigliamenti donneschi, nelle graziofermò in Baviera, e per la Serenisse attitudini, e nel tutto insieme si sima Elettrice colorì i Misterj di bene inteso. Se il Cielo gli avesse Maria Vergine, pagati 100. ducati concesso lunga vita, avrebbe arricd'Ungheria l'uno. Dipinse in mi chito il Mondo d'opere maggiori. nute figure capricciose fantasie, con Vidrioni sol. 339. animali, e paesi; fece molti ritratGIOTTO, Pittore, Scultore, ed Architi, riportando dalle opere sue catetto, nacque in Vespignano Territene d'oro, e ricco valsente. L'antorio Fiorentino l'anno 1276. da no 1683. andò a Monaco, dove diBondone lavoratore campestre: papinse due bellissimi quadri a olio scolando le pecore, passava il temin uno v'è Teti sopra la conchipo nel ritrarle sopra lastre di pieglia marina, attorniata dagli amotra, o disegnarle nella polve. Sorini: nell'altro la Cena di Cristo pragiunto da Cimabue, e scoperto con gli Appostoli, per la Chiesa di il genio pittorico del pastorello, con S. Croce. Sandrart fol. 330. licenza del Padre, lo condusse a FiGIOSEFFO VIVIANO, nato a Lion, renze, per praticarlo nel disegno. discepolo di Carlo le Brun, è stato Cangiò ben presto il bastone in peneletto da S. A. Elettorale di Bavie nello, e principiò a dipingere cose ra per suo primo Pittore, di cui ha varie, particolarmente cose sacre fatto il ritratto istoriato, che è sta per le Chiese di Firenze, e molte to intagliato da Gio: Audran: si dine fece in Assisi: ritrasse ancora stingue dagli altri Pittori per i belDante il Poeta, ed il Brunetto suo li ritratti a pastello, che egli cava Maestro, ed altri ancora; questi fudal naturale, ed è tra i Professori rono cotanto simili, che sembrarodell' Accademia Reale. no miracolosi. Fu il primo, che GIOSEFFO XIMENES DONOSO, Pitscorciasse, movesse, ben vestisse le tore Spagnuolo, dopo i primi rufigure, e pignesse paesi, onde era dimenti della Pittura avuti in Ispachiamato il discepolo della natura. gna, venne a Roma, dove assiduaDa Papa Benedetto IX. richiestogli mente studiando, buon Pittore, ed un disegno, intinse un pennello nel 240 colore, e con una girata di mano tirò un circolo così rotondo, che il compasso perfettamente lo circondava; per tale franchezza ordinò dunque il Papa, che lavorasse in Vaticano, e meritò molte grazie, e 600. scudi d'oro da Sua Santità. Morto poi il Pontefice, e creato Clemente V. lo condusse in Avigno. ne, ed in Francia, dalla quale portò a Firenze gran quantità di ricchezze. Fu dichiarato Cittadino, e provvisionato di 100. scudi d'oro annui per gli onori riportati alla Patria. Consumato da' lunghi viaggi, e dalle molte fatiche, sessagenario lasciò l'anima a Dio, il corpo alla terra, sepolto in S. Maria del Fiore, e i suoi disegni agli scolari. Vasari part. 1. fol. 36. Baldinucci, Sandrart, ec. GIOVACHINO AXARETO, nato in Genova l'anno 1600. Portò dall'utero materno una tale inclinazione al disegno, che da fanciullo altro non faceva, che segnare muri, carte, e tavole; perlochè entrato nella ſcuola di Luciano Borzone, superò in poco tempo tutti gli altri compagni: per certo accidente poi passato a quella di Gio: Andrea Ansaldi, in età di 16. anni comparve in pubblico; nell' Oratorio di S. Antonio Abate dipinse la vittoria di quel Santo contro le diaboliche tentazioni, e riportò fama di provetto pittore. Con qual forza poi, con quale studio, prestezza, ed arte pro seguisse tante altre opere per la sua. e per altre Città, si ricerchi dal Soprani fol. 167. basta il dire, che vi furono case intere ripiene de' suoi quadri, e pure non contò, che 49. anni di vita. GIOVACHINO BUECKLAER d'Anversa addestrato nel disegno, e nel tagliare in rame da Pietro Artens, lavorò con franca maniera fiori, frutti, pesci, carne, ed altri commestibili, vendendoli a buon mercato; onde vi fu chi se ne profittò dopo la sua morte, ricercati a prezzo rigoroso: dipinse ancora tavole d'Altare con lode; non vantò di vita altro che 40. anni. Sandrart fol. 251. GIOVACHINO PATERNIER da Dinante, felicissimo Pittore nel dipignere a fresco storiati paesi, ed a olio eruditi quadretti, che appena terminati, erano comperati a gran prezzo dagli Intendenti: ogni suo guadagno spendeva alla taverna, nè era possibile, che ritornasse a' pennelli, sinchè non aveva il tutto consumato. Sandvart fol. 234. GIOVACHINO PIZZOLI, nato in Bologna l'anno 1652. è stato allievo di Agnolo Michel Colonna; e nella quadratura sì in Francia, come nella sua Città, ove al presente dimora, ha dato saggio del suo spiritoso talento. GIOVACHINO SANDRART da Stochai, nacque l'anno 1606. d'antichissima, e nobilissima Prosapia; portò dalla natura un ardente desìo al disegno: tirò dunque 1 primi erudimenti di quello da Egidio Sadeler, e della pittura gli insegnamenti da Gerardo Hundorst con tanta prestezza, che gli fu compagno in Inghilterra nelle opere ordinate da Carlo Stuardo. Passato in Italia, copiò per diletto de' più celebri Maestri le insigni pitture. Per servigio del Monarca delle Spagne, eletti dodici de più famosi Pittori, per compiere d'una stessa misura dodici quadri, ebbe l'ultimo luogo nella nomina, ma fu stimato in Roma de' primi nel suo Seneca svenato; gli altri furono Guido Reni, il Guercino l'Arpino, il Cortona, Valentino Colombo, Andrea Sacchi, il Lanfranchi, il Domenichino, Poussin, il Cavalier Massimi, ed Orazio Gentileschi. Ritornato in Germania, in Norimberga diede alle stampe Libri d'architettura, di scultura, e delle Vite de Pittori, formando 241 la miniatura, ebbe per direttore il ne un bellissimo Libro in foglio; e P. Ippolito Galantini Cappuccino questo è quel Sandrart, che tante Miniatore di non poca stima; eservolte si nomina in quest'Opera. Fu citandosi dunque sempre in quest'aronorato dell'ordine de' Palmigieri, e fu Consigliere dell'Elettore Palate, fu adoperata dalle Altezze Se renissime in diverse occasioni, e partino. Gli onori ricevuti per le sue ticolarmente nel fare ritratti al nagrandi opere dagli Imperadori, Returale somigliantissimi di grandi PerDuchi, e Monarchi sono indicibili, sonaggi, e Dame: questi conduce e si possono leggere nel fine del suo Libro, dove è notata l'ultima fatancora a pastello, ed a olio con tura del Giudizio universale, che non disuguale perfezione. Al presente è trattenuta in Siena da queldipinse l'anno 1683. la Serenissima Gran Principessa VioGIOVACHINO UTENVAL, nato in Tralante Beatrice, che di quella Città è ject l'anno 1566. da padre accrediGovernatrice, e presso la quale va semtato nei lavori di smalto, imparò pre operando con gloria della Patria. da Joann. Baer; girò l'Italia; si fermò per qualche tempo in Francia; GIOVANNI ABAK, nato in Colonia d' ritornò alla Patria, ed in ogni luoAgrippina nel 1556. il padre fu di go lasciò belle memorie del suo alAquisgrana, onde fu anco detto to sapere. Sandrart fol. 280. GIO: AKEN: nel tagliare in rame GIOVANNA GARZONI della Città di seguì il metodo del Spranger; nel Ascoli, insigne Miniatrice, la quadipignere in Venezia la pratica di le per il suo cognito valore fè veGasparo Rems, e del Moretto. Fu dersi nelle più celebri Città d'Itaadoperato da' Principi, da' Re, e lia, e dimorò lungo tempo in Fidall Imperadore Ridolfo. Accumurenze, dove acquistò ricchezze, e lò tante ricchezze, che niuno lo po molti luoghi di Monte, lasciando tè uguagliare ne' suoi tempi. San ivi bellissime memorie della sua ra drart fol. 276. ra virtù. In vecchiaja si fermò in GIOVANNI ABEYK, sortito dalla FianRoma da tutti stimata, dove in età dra circa il 137. Fu Pittore in Brudecrepita morì, e lasciò erede l'Acges, e da molti, come pure dal Vacademia del disegno di S. Luca, sari è chiamato GIO: DA BRUGIA: non solo degli stabili, ma ancora di si crede, che imparasse il dipignere quantità di disegni d' Uomini illuda Uberto suo fratello maggiore: si stri; perlochè l'Accademia gli aldilettò d'alchimia; fece molte pruo zò una memoria col suo ritratto. ve di nuovi colori, e fu il primo, ed inscrizione fattagli da Gioseffo che inventasse la vernice, ed il diGhezzi Pittore, e Segretario di detpignere a olio, che poi comunicato ad Antonello da Messina, fu porta Accademia. GIOVANNA MARMOCCHINI CORTESI tato in Italia. Per la novità de Cittadina Fiorentina, Moglie di Giucolori, freschezza, e lustro dell'olio liano Fratellini, nacque l'anno 1670. ebbero gran credito i suoi quadri: Imparò il disegno da Livio Meus insegnò la pittura a Margherita sua e da Pietro Dandini; quindi persuasorella. Morì in Bruges, onorato di nobile deposito con epitafio. Sansa dalla Gran Duchessa Vittoria (a drart sol. 201. (a) cui si fece conoscere) ad imparare Hh GIO[a] Di Giovanni Abeyk possiede S. Maestà un'opera, che a ragione può chiamarsi la maraviglia della Pittura, sì per essere così ben conservata, come per la grande esattezza, che vi si conosce, riguardo al tempo, in cui su satta, mentre vivea l'Autore. 242 GIOVANNI ACK d'Anversa, fu stimase 72. anni. Sandrart fol. 381. tissimo Pittore di vetri. In BrusselGIO: BAGLIONI Romano, scolaro di les dipinse le finestre della Capella Francesco Morelli: d'anni 15. fi del Sacramento in S. Godula. Vaintrodotto nella Libraria Vaticana, sari part. 3. a cart. 860. in Laterano, e nella Scala Santa, GIO: ALBERTI da Borgo S. Sepolcro dove dipinse opere varie con sominclinato alla prospettiva, andò a mo compiacimento de' Pontefici SiRoma, e gli riuscì entrare nella sto V. e Clemente VIII. In San PieSala Clementina con tanta maestria, tro espresse in un gran quadro la che al contemplare i suoi dipinti storia del Principe degli Appostoli. l'occhio travede. Con Cherubino che risuscita Tabita, e riusci tanto suo fratello dipinse in varj Palagi. erudita, e ben disposta l'opera, che e Chiese. Fu uomo affabile, di buo oltre una collana d'oro, da Paolo V. na conversazione, e dispiacque a fu creato Cavaliere dell' Abito di tutti li Professori la sua morte, se Cristo. L'anno 1642. diede alle stamguita nel 1601. in età di 43. anni pe il Libro delle Vite de' Pittori, Scultori finiti nella sua Patria dal Baglioni fol. 70. GIO: AQUANO di Colonia, Pittore 1572. sino al 1642. Avanzato nell' età volò alla gloria, e fu sepolto studiò in Italia, e fu a' suoi tempi nella Chiesa de' SS. Cosma, e Dastimato, come ne fa fede il suo rimiano, al suo Altare di Maria Vertratto, ch'è alle stampe, con elo gine, e di S Giovanni da lui eretgio di sua virtù. to, e dipinto. Bastioni fol. 406. GIO: ASPER Tigurino, nacque l'anGIO: BALDINI, Pittor Fiorentino no 1499. formò i ritratti sul metoviveva in Roma l'anno 1500. Ciò do di Gio: Olbein suo coetaneo, attesta il Vafari nella Vita di Bensi portò tanto bene, che fu coniavenuto da Garofalo, e dice, che ta una medaglia col suo nome, acesso Benvenuto è stato nella Scuola ciocchè restasse di lui memoria; viso per meglio dire, fioriva il suo gran nome nel 1416. e sece questo quadro nella sua seconda maniera dopo aver trovato il gran secreto di dipingere a olio, Quest' insigne Pittura rappresenta la B. Vergine assisa in maestosa sedia ricoperta di un drappo a fiori eccellentemente fatti, tenendo il Bambinello Gesù in piedi sopra le sue ginocchia, il quale mostra con aria piacevole di gradire un frutto, che gli viene presentato da S. Anna. Sta questa Santa ancor essa assisa sopra una sedia di paglia, la dicui ossatura si vede lavorata al torno, ed ha nel grembo un cestelletto di vinchi, così mirabilmente espresso, che è un portento della diligente fattura di questo Maestro. La testa di essa Santa pare un ritratto, e vi è ragione di credere, che rappresenti la Padrona del quadro, essendo stato tale il costume di quei tempi. Dall'altra parte vedesi S. Gioseffo, e S. Gioachino, che discorrono insieme, ambi vestiti all'uso di Fiandra; ed ancor quelli sono ritratti appostatamente fatti, uno de' quali senza barba rappresenta il ritratto dell'Autore. La maraviglia di questo quadro è una Camera, che fa campo alle figure, così accuratamente esatta nella prospettiva, che ogni sua cosa è vera, e non finta Nel fondo di questa da una parte vedesi un letto con Trabacca, e suoi cuscini all'uso di Fiandra, con tutta proprietà lontana dall'ostentazione. Le finestre, che sono quelle che danno lume al quadro, il volto del soffitto, ed il pavimento fatto a punto alto, sono così diligentemente tirati a prospettiva, che ogni cosa vi cammina mirabilmente. Molto più converrebbe dire di questo quadro, mentre il suo prezioso consiste nella considera zione di essere stato fatto in un secolo ancora Gotico, e da un Maestro, a cui la Pittura deve la maggior parte delle sue obbligazioni, per averne ricevuto tanto lume. Il qua dro, del quale si parla, ha segni di essere stato fatto per un gran Personaggio, attese le armi, che vi si vedono, che certamente sono di nobil Casato. Fu per l'avanti posseduto da S. Eccellenza il Sig. Conte di Wacherbart, dal quale ultimamente l'ha ottenuto Sua Maestà. 243 Douai, Pittore nominato dal Vasadi lui per quindici mesi, disegnanri a cart. 853. part. 3. do eccellenti disegni de' primi MaeGIO: BERNARDI da Castello Bolognestri, posseduti da esso Baldini assai se, celebre nell'intaglio, nel riliepratico nella pittura. Vasari part. 3. vo, e nel cavo de' cammei, in gioa cart. 549. je, ed in altre pietre, nelle quali GIO: BALDUCCI Fiorentino, detto Cofece i ritratti di Papa Clemente VII sci, perchè allevato in casa d'un e di Carlo V. d'Alfonso Duca di suo Zio di tal cognome; imparò Ferrara, e del Gran Duca di Toscala pittura da Battista Naldini. Fana; superò in questi Niccolò Avanvorito dal Cardinale de'Medici (che zi, Valerio Vicentino, Matteo del fu poi Leone XI.) lavorò in FirenNassaro, Galeazzo Mondella, Doze, ed in Roma. In Napoli pigliò menico dai Cammei Milanese, Gio moglie, ma ivi lasciò la vita cirdalle Corniole, Pier Maria da Peca il 1600. Baldinucci part. 2. sec. 4. scia, ed altri: furono i suoi anni 60 sol. 218. e diè fine all'operare nel 1555. VaDipinse in Napoli nella Chiesa delle sari par. 3. lib. 1. fol. 291. Monache di S. Giovanello la Beata GIO: BINDES, Pittore Fiammingo. Vergine col suo Bambino, e S. Giolavorò di figure ad imitazione di vanni Battista, opera molto lodata Rubens, e fece ritratti su lo stilo dal Celano a cart. 32. di Vandych, e fu grande amico di Un altro Gio: Balducci ritrovo, il Pietro Snayers pittor celebre di aniquale nella Capella di S. Pietro Marmali. Si crede nato in Anversa, tire, posta nella Chiesa di S. Eustoravendo ivi dimorato tutto il temgio di Milano, fece il sontuoso Maupo di sua vita, che finì nel 1670 soleo, entro il quale riposa detto Santo, e questo è singolare per le GIO: BIZZELLI, scolaro d'Alessandro Allori in Firenze, nacque l'anno figure al naturale e per gli arabeschi, 1556. dipinse in Firenze, ed in Roche l'adornano. Torre fol. 96. GIO: BALLINERT Fiorentino, allievo ma con grazia, e con diligenza. del Cicoli; ma con tale somiglianBorghini fol. 291. za, che il suo dipinto in Roma su GIO: BORBERGER dal padre Pittore dagli intendenti stimato del Maein Salisburgo educato nella pittustro. Volle vedere la Patria (ma ra, presto gli fu in ajuto nel dipioh vista troppo deplorabile!) se gnere; anzi per una certa vivaciprincipiando a patire di vista, con tà di spirito, e certa prontezza di universale dolore perdette affatto la mano lo superò nelle caccie, nelle luce. Baglioni fol. 154. battaglie, ed in altre operazioni. GIO: BANDINI, detto da Castello, o Fioriva circa il 1560. Sandrart fol. dall'Opera, per avere lavorato gran 251. tempo nell' opera di S. Maria del GIO: BOLANGER di Troa, scolaro in Fiore in Firenze, imparò la scultuBologna di Guido Reni, e primario ra da Baccio Bandinelli: di sua maPittore dei Serenissimi di Modona no è la bellissima statua, rappresenper i quali in detta Città, in Sastante l'Architettura sopra il sepolsuolo, ed in altri luoghi a fresco, cro del Buonaroti: altre statue saed a olio praticò la sua bella, e cre, e profane si vedono per le vaga maniera in varie storie sacre, Chiese, e per le strade. Fu valente e profane, molte delle quali sonello scolpire ritratti: nacque l'anno alle stampe: d'anni 54. morì nel 1660. e fu sepolto nella Chiesa no 1540. Baldinucci. Borghini fol. 637 di S. Vincenzio in Modona. GIO: BELLAGAMBA, della Città di G10: Hh 2 244 GIO: BOLL fortì i natali da onestissimi Parenti in Michelina l'anno 1534. portato dal desio al disegno, d'anni 14. fu consegnato ad un Maestro, e nei 16. aveva tanto di virtù acquistato, che l'Elettore Palatino per due anni lo volle a lavorare nella sua Corte, Ritornato alla Patria fece alti guadagni, ma nel 1572. il tutto gli fu levato dallo spoglio dei soldati; si ricoverò in Anversa da certo amico, che lo rivestì da capo a piedi. Si diede alle miniature, e ritornò in capitale; sinochè di 59. anni la morte gli diede l'ultimo assalto in Amsterdam. Sandrart fol.264. Suo Ritratto si vede in istampa. GIO: BONATI Ferrarese, detto Giovannino di Pio, perchè d'anni 14. dal Cardinale Pio Vescovo di Ferrara fu accolto, e mantenuto un triennio in Bologna sotto il Guercino, sette anni in Roma nella scuola del Mola, fu mandato a Parma, a Venezia, ed a Milano sempre a spese di detto Eminentissimo, acciocchè dal vedere, e dal copiare li dipinti famosi valentuomo divenisse, come in fatti seguì. Dipinse dunque in Rome per la Regina di Svezia nella Chiesa Nuova, in S. Croce in Gerusalemme, e nell'Anima. Cresciuto il nome di questo degno, divoto, e modesto Pittore, stavano in pronto opere ben degne del suo pennello, quando la morte gli levò la gloria nell'anno quarantesimo sesto del 1681. sepolto nella Chiesa Nuoya di Roma M. S. Pascoli ne fa la vita a c. 211. GIO: BONCONSIGLIO. Di questo Autore parla il Ridolfi par. 1. fol. 25. col dirlo, Vicentino, ed abitante in Venezia, dove in S. Cosimo della Giudeca condusse con buon stile, e dolcezza un quadro, sottoscrittovi: Joannes Bonconsilius Marescalcus de Vincentia anno 1497. GIO: BOTH d'Utrech figlio d'uno, che dipigneva sopra i vetri, fu scolaro d'Abramo Bloemart: pervenuto a Roma con suo fratello Pittore si fece seguace di Claudio Lorenese famoso paesista, e di Pietro Laer, detto Bamboccio, celebre in piccole figure: dipignevano insieme questi due fratelli nel quadro medesimo l'uno di paese, l'altro di figure, e d'animali, e così bene s'accordavano, che pareva d'una sola mano il dipinto. La caduta in un fiume del fratello lasciò nell'opere senza una mano Giovanni, il quale si ridusse alla Patria, e circa il 1650. ivi morì. Sandrart fol. 307. GIO: BURCHMAYR d'Augusta scolaro d'Alberto Duro: questo grande Intagliatore compose molti Libri di carte geografiche, di giuochi, e di carri trionfali dedicati a Massimiliano Imperadore, e sono carte rarissime per l'intaglio, per la bizzarria, ed invenzione: si trovano ancora in sua Patria pitture di Durera maniera. La natura lo tradì di 44. anni mancandogli d'ogni ajuto in una leggiera infermità, che lo condusse al sepolcro nel 1517. Sandrart fol. 220. GIO: BYLTERT, Pittore di Utrech fu grande inventore, fece battaglie in piccole figure, e acquistò fama con la sua virtù. Viveva nel 1661. ed è alle ſtampe il ſuo ritratto. Aureo Gabinetto a car. 117. GIO: CACCINI Scultore, ed Architetto Fiorentino, discepolo di Gio: Antonio Dosio; nel lavorare i marmi riusci così pulito, e diligente, che a maraviglia restaurò le statue de sua invenzione ben poste, e meglio dintornate. D'anni 50. morì nel 1612. sepolto in S. Maria Novella. Baldinucci par. 3. sic. 4. fol. 49. Borghini fol. 649. GIO: CALCAR, così detto dalla Città di Calcar (Ducato di Cle(ves.) L'anno 1537. ebbe in Vene zia per Maestro Tiziano, e si fece di quella maniera con tanta simiglianza padrone, che il Goltzio in Napoli restò ingannato, ed il simile occorse in Roma nerquadri, che dipinse sulla maniera—di Kaffaello. Col bulino, o con la penna disegnando nella cera, o nella creta modellando, acquistò sempre fama, e gloria: brevi furono i suoi giorni; morì nel 1546. in Napoli. Sandrart fol. 232. GIO: CAMBIASI nacque nella Valle di Polcevera, poco lungi da Genova l'anno 1495. in età avanzata volendo vedere, se la mano applicata al disegno ubbidiva al genio, nella scuola d'Antonio Semino ne fece la prova, e riuscì così franca, che lontana dalle seccagini di quei tempi dipinse con dolcezza, e con rotondità molto gradita. Giugnendo poi in Genova Perino del Vaga, ed il Bordonone, osservò il tignere del primo, ed il contorno del secondo, sicchè aggrandì la maniera, con la quale insegnò a Luca il figlio, che lo pianse amaramente, quando in età avanzata lo vide morire. Soprani fol. 17. GIO: CAMPINO da Camerino andò in Anversa da fanciullo, ed imparò la pittura da Abramo Giansone; tornò in Italia; si fermò in Roma: applicato alla maniera del Caravag gio, col suo dipignere, e coll'amorevolezza s acquistò molti Padroni. Fu il Padre, il Proccuratore, ed il Protettore dei Fiamminghi Pittori, ajutandoli in facti, in parole, ed in iscritto. Condotto in Ispagna al servigio del Re, ivimorì, Sandrart sol. 398. GIO: CARBONCINO Cavaliere, Pittor Veneziano, dopo aver studiato in Venezia, si portò a Roma a perfezionarsi, ove opero con applauso. Ritornato in Patria ebbe molte commissioni pubbliche e private; chella Chiesa dell'Ospitale della Pietà 245 sece in gran tela S. Antonio che predica: opera degna di stima. GIO: CARBONI Pittore, scolaro del Camassei, dipinse con onore in Roma per le Monache di Campo Marzio la Cena del Signore; e per la Chiesa di SS. Appostoli in due grandi tele l'istoria di Giuseppe e l'annegamento di Paraone. Baldinucci sec. 5. a car. 232. GIO: CARENO, nato in Madrid, Pittor di Camera di S. Maestà Filippo IV. mostrò in sua gioventù grande spirito, disegnando nella scuola di Pietro de las Quevas suo Maestro, e superando tutti gli altri suoi condiscepoli; sinchè nell'età di soli 20. anni nella Chiesa delle Penitenti di Madrid fece la bella Tavola della Maddalena; qual opera mosse il Velasquez famoso Pittore soprantendente delle Pitture della Corte a ordinargli, che facesse un soffitto nella camera degli Specchj del Palazzo Reale. Quest'opera eseguita con ottimo gusto piacque tanto al Re, che il creo suo Pittore. Dipinse a fresco la grande cupola nella Chiesa di S. Antonio della Nazion Portughese. Carlo II. che succedette a Filippo IV. lo confermo suo Pittore, creandolo anche Cavaliere di S. Jago, e donandogli una Croce di gran valore, cui per modestia non volle mai portare. Dipinse auche ritracti somigliantissimi. Mori nel 1685. in età di anni 62. Palomino tom. 2. a car. 415. GIO: CARIANO Pittore Bergamasco dipingeva con lode nel 1540. ad imitazione di Giorgione. Fece diverse Tavole di altare per la sua Patria, e nella Chiesa di S. Gottardo dipinse la Beatissima Vergine con molti Santi all'intorno, con fresco colorito, e ben inteso disegno. Ridalfi par. pr. a car 130. GIO: CAROTTI Veronese seguitò la maniera di Gio: Francesco suo fratello: una dell'opere eroiche di que 246 questo Pittore fu il disegnare tutte Alessandro Vittoria, riusci bravo le piante, l'anticaglie, gli archi Pittore, e coloritore: d'anni 30. trionfali, il Colossèo, e le Macchipassò in Germania, dove servì la ne in Verona, le quali rivedute dal Corte Imperiale di pitture, e di riFalconetto Architetto Veronese futratti; fatto Cavaliere da Ridolrono date alle stampe. Il Vasari fo II. ritornò in Patria ricco d'onopar. 3. lib. 1. fol. 261. re, e di buona somma di contanti, GIO: CAVALLETTO Bolognese Pittore e con l'amenità del suo dipignere Scultore, Musico, e Poeta, nomi si fece largo nei luoghi pubblici franato, e celebrato in versi latini dal tanti eccellenti Pittori; in età viCajada Spagnuolo, in un Libro d'erile s' invaghì di bella fanciulla, gloghe stampate nel 1501. come per la quale soffrì incomodi, e pririferisce il Masini fol. 627. gionie, finalmente superato il tutGIO: CESCHINI Pittore Veronese to, in età d'anni 56. quando cere scolare di Alessandro Turco detcava la quiete, ritrovò gli ultimi to l'Orbetto, ebbe tanta abilità riposi nel 1605. Ridolfi par. 2. fol. nella professione, che copiò le opere del Maestro in modo che le copie GIO: CORNELIS Pittore di Amsternon si distinguevano dagli originadam, nominato dal Vasari par. 3. li. Lavorò anche di sua invenziocar. 853. ne, ed ebbe credito in sua patria Gio: CORNUDIDIEPE Scultore: modi valente artefice. Pozzo a car rì Professore dell'Accademia Reale te 172. di Parigi li 21. Agosto 1710. d'an§ GIO: COLI Pittor Lucchese in comni 60. pagnia di Filippo Girardi lavorò il GIO: COSSLERS nativo d'Anversa sossitto della famosa Libreria di S fu stimatissimo Pittore in figure ed Giorgio Maggiore di Venezia, opere in grande. S'impiegò per il furono tutti e due discepoli di PieRe di Spagna in pitture da mettetro da Cortona. Portatisi unitamenre n'Il Escuriale; servì l'Arciduca te a Roma in pubblico e privato Guglielmo, e molti altri Principi operarono, amandosi sempre come tanto in sacro che in profano. Vifratelli. Morì esso Giovanni nel vea in Brusselles l'anno 1636. con 1681. in età di anni 47. in Lucca credito e stima. Auteo Gabinetto a sua patria, ove si trasferì per vocar. 267. glia di rivederla. GIO: COUSIN di Soucy presso a Sens GIO: CONCHILIOS, Pittore, e Citin Francia, si formò la maniera sotadino di Valenza, ebbe grande crepra le opere di Francesco Primaticdito nelle Spagne per le sue pittuciò: il genio, che ebbe per le belle re, e stabili in sua casa l'AccadeArti in sua gioventù, lo rese promia del nudo, dove ogni notte con fondo di cognizione, e sopra tutto grande speditezza disegnava, con nella Matematica, che ridusse alla che assai franco divenne nel dipinregolarità del disegno, nel quale fu gere. Morì nell'anno 1711. Palomino molto corretto, e ne formò un Lipar. 2. a car. 492. bro, che è stato impresso più volGIO: CONTARINI Veneziano; stanco te, e scrisse ancora della Geometria. d'esercitare la professione di notajo, e della Prospettiva: dipinse sopra i portato dal genio alla pittura, canvetri, e sopra le tele: per comgiò la penna in pennello, e da se prendere la fertilità del suo ingegno studiando, e disegnando l'opere del basterebbe vedere il quadro del GiuTentoretto, col farle rivedere ad dizio universale, che dipinse, o almeno m 247 tà di Lione, su architetto, statuameno l'intaglio, che ne fece Pietre rio, e gettatore di figure d'argenJode. Sposò la figlia del Luogoteto e di bronzo, e scrisse in lingua nente Generale di Sens, il quale lo Spagnuola il dotto libro de Varia condusse a Parigi, e l'introdusse Commensuration para la Esculptunella Corte di Enrico II. e servi ra y Architettura stampato in Sivipoi Francesco II. Carlo IX. ed Er glia nel 1585. in foglio figurato rico III. Travagliò altresì nella dal qual libro non meno la sua dotScultura: di sua mano è il Sepoltrina, che la sua abilità in quelle cro dell'Ammiraglio Chabot, che è Arti comprendesi. Morì nel 1595. nei Celestini in Parigi. Vivea nel in età di anni 62. Palomino ne de1589. e morì in età assai avanzascrive a lungo la vita, a c.263. p.2. ta. Depiles sol. 458. GIO: DACH fu scolaro di Bartolam- GIO: DA NOLA pratico Scultore in Napoli, lavorò a competenza di Giromeo Spranger. Campo pr. par. a lamo Santacroce; condusse a perfecar. 214 zione varj Altari, e Sepolcri, fra i GIO: DAHER di Augusta, Plasticatoquali il deposito tutto isolato di D. re, e Intagliatore di bassi riliePietro di Toledo, allora Vice-Rè vi, ad imitazione del Durero. nel quale inventò un' infinità di stoOperò per Principi e grandi Signorie delle vittorie ottenute da quel ri. Fioriva negli anni 1520. valoroso Principe contro i Turchi. GIO: DA LIONE, scolaro di GiuDoveva quel sasso trasferirsi in Ispalio Romano, lavorò con i disegna, ma non avendo ciò fatto mengni del Maestro, ma è d'uope tre viveva, restò in Napoli, dove che lavorasse anche da sè, avendo morì anco l'Artefice d'anni 60. nel così bene saputo eseguire le opere 1558. Vasari par. 3. lib. 1 fol. 185. che diconsi essere di Giulio. E rammentato dal Vasari par. 4. vol. 3. GIO: DA PONTE Fiorentino, così detto per le grandi opere, che lavorò a car. 332. GIO: DA MILANO amato, e confi a Pontevecchio; nacque l'anno 1306. dente discepolo di Taddeo Gaddi fu scolaro di Buffalmacco; riusci che morì nel 1310. e raccomando Pittore fortunato, non solo per i belgli Angelo, e Gio: suoi figli, ac li dipinti, ma per le copiose erediciocchè li perfezionasse nell'arte tà transversali. Morì di 59. anni della pittura: operò con maniera e vivendo alla grande, appena si ritrovò alla sua morte da farlo sepGiottesca; ridotto alla Patria, ivi pellire in S. Stefano. Baldinucci sec. finì la vita. Baldinucci par. 2. sec. 4 2. fol. 44. fol. 58. GIO: DA S. GIOVANNI (luogo nello § GIO: D'AMSTEL nato di là dai monStato Fiorentino) avendo prima ti fu eccellente nel dipingere paesi studiato lettere latine, attese a facon quantità di figure. In Genova re il Notajo; fatto giovinetto si poil Sig. Cap. Giovanni Gardisne Inse alla pittura, e con la maniera glese nella sua serie di pitture ha di Cherubino Alberti, e del Sandridi questo Autore un gran quadro ni entrò in Roma con certa pratiin tavola, ed è la crucifixione di ca, che non lo lasciò mai senza la Cristo con più di 200. figure, cosa vori, massimamente a fresco: termisingolare, e maestrevolmente connò in Patria i suoi giorni in fresca dotta. Prese ad imitare Giovanni età. Baglioni fol. 314. Brusola, e non gli fu punto infe GIO: DA VALLE fu Pittore Milariore. nese, citato dal Lomazzo nel suo GIO: D'ARFE', naturale della CitTrat. 248 Trattato della Pittura a car. 688. GIO: da Udine, di Casa Nanni, scolaro del Giorgione: dal sentire cotanto nominare il Buonaroti, e Raffaello, s'accese d'un vivo desio di vederli; partì dunque per Roma ed a forza di favori ebbe l'ingresso nella scuola di Raffaello, dove in breve fece tale profitto, che tutte le cose vedute dal naturale, co me pesci, anticaglie, drappi, instromenti, vasi, quadrupedi, ed uccelli, mirabilmente li colpiva, e di queste ne fece un copioso Libro che era lo spasso del Sancio, Compreso pertanto dal Maestro il genio di Giovanni, seco l'introduſſe a la vorare di stucchi, di grotteschi, d'animali, ed arabeschi, e di festoni nelle Logge Vaticane. Per tante opere ottenne da Papa Clemente VII. una pensione di 80. ducati di Camera sopra l'Ufizio del Piombo. Lavorò ancora di figure, e di storie in Roma, in Venezia, in Fi renze, ed in Patria. Si ridusse di nuovo a Roma, dove infermatosi, d'anni 70. morì nel 1564. sepolto nella Rotonda vicino al suo Maestro. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 30. GIO: DE BAAM nato in Harlem nel 1633. nella scuola di Giacomo Bacher studiò la pittura, e si applicò a fare ritratti, imitando Vandych. Dimorò gran tempo in Londra, ed all'Haya, dove in quel genere di pittura fu riputato eccel lente. Mori nell'anno 1702. GIO: DE PAREYA, di nazione Africano, e schiavo di D. Diego Velasquez, vedendo a dipingere il suo Padrone, s' invogliò di studiare anch'esso la Pittura, ma perchè il Padrone non gli permetteva, per essere schiavo, di esercitarsi in un arte liberale, e gli vietava il difegnare, egli nascostamente, e di notte, a questo suo genio con fervore soddisfaceva. Avvenne, che essendo solito il Re Filippo IV. portarsi incognito nelle stanze del Velasquez a vederlo a dipingere, e rivoltare ogni tela posta contro il muro, e avendo un giorno Giovanni nel luogo, per cui doveva passare il Re, posto un suo Ritratto, il Re, secondo il solito girata la tela, e veduta quella Pittura, gli dimandò chi fatta l'aveva; al che Giovanni nulla rispondendo, si gettò a piedi di S Maestà, supplicandolo a volergli impetrare dal Padrone la grazia di poter esercitarsi nella Pittura Dopo di che il Re, avendolo dichiarato libero, comandò al Velasquez che nell'arte lo istruisse, e co suoi insegnamenti la naturale e forte inclinazione di lui ajutasse. Il che avendo egli fatto. Giovanni un singolare ritrattista divenne, continuando sempre a stare in casa del Maestro sin che visse e in età pot di anni 60. morì in Madrid nell' anno 1670. Palomino tom. 2. a car. 371. GIO: DE DUYTS Pittore di Anversa menzionato nel Aurco Gabinetto a car. 370. Vivea negli anni 1666. GIO: DE HEEM, credesi figliuolo di Cornelio, fu ancor esso pittore singolare di frutti, come il padre. Aureo Gabinetto a car. 216. GIO: DE HEMESSEN, Pittore antico di Allemagna, imitò la maniera di Alberto Durero, e lavorò in mezzane e grandi figure con buon disegno e vago colorito. Fioriva negli anni 1531. In Lisbona vidi un suo quadro con un S. Girolamo posseduto dal Signor de Silva Teles Capocaccia del Re, contrasse gnato col proprio nome e detto anno. Vasari tom. ult. a car. 858. lo chiama Giovanni d'Hemsem, GIO: DE HOEY di Leida, in Olanda, venuto in Francia, fu al servigio del Re Enrico IV. in qualità d'uno dei suoi Ajutanti ordinarij di Camera, e come buon Professore di pittura ebbe la custodia di tutte le 249 ma e di profondissimo intaglio. Vipitture Reali. Mori nel 1615. in vea questo celebre uomo in tempo età di 70. anni. Filibien pur. 3. fol. del Magnifico Lorenzo de' Medici, Mecenate delle belle Arti, per GIO: DE HOUH d'Anversa scolaro del commissione di cui fece molte opeRubens: in Roma fu accolto da re egregie. Vasari pr. tom. della 3. molti Principi, e Porporati, i qua par. a car. 286. li gradirono i suoi dipinti: in Patria fu trattenuto per molti anni GIO: DEL MONTE Cremasco discepolo di Tiziano, dipinse in Milano da Leopoldo Guglielmo Arciduca con forza tale, e fondamento di sad'Austria, a cui fu molto caro per pere, che l'opere sue rapirono l'atle invenzioni, prontezza, e dolcez tenzione dei primi Maestri non soza di discorrere. In florida età lo a contemplarle, ma ancora ad morì nel 1650. Sandrart fol. 303. GIO: del Castillo, Pittore di Siviimitarle. Occorse a questo Pittore, che ottenuto dai Padroni deputati glia. Poche pitture di lui si veg gono, ma in quelle poche gran alla Chiesa della Madonna' di Sarde maestria e freschezza di colori Celso il dipignere la tavola della to ravvisasi. Molti discepoli usciRisurrezione di N. S. a forza d'imrono Maestri dalla scuola di lui, e pegni gli fu levata da Antonio tra questi il celebre Bartolomeo Campi; sdegnato per la mancanza Murilio. Vivea negli anni 1640. e di parola, pregò quei Signori a conmorì in Cadice d'anni 56. Palomino cedergli almeno il gradino dell'Altom. 2. a car. 299. tare, nel quale dipinse a chiaroscu§ GIO: DELLA CORTE nato in Isparo sì vaghe, e spiritose figurine che superò, e mortificò con quelgna, ma credo oriondo d'Italia, fu Pittore della Corte di Madrid, e le il Campi. Non passa forestiestimato in far battaglie, case, e re dilettante per quella Città, che paesi con molte belle figure. Openon vada a considerarle. Torre sorò molto, e particolarmente le imglio 73 prese di Carlo V. in nove grandi GIO: DE SIVIGLIA ROMERO, natele, che ora sono in Lisbona ne zionale di Granata, fu pittore asgli appartamenti del Signor Conte sai grazioso, e di buon colorito. di Atalaya Generale delle Milizie imitatore di Vandych, di cui si di S. M. Pare abbia studiato su le crede scolare. In Siviglia operò opere di Tintoretto. Vivea negli nel Convento del Carmine, e nelanni 1660. in età decrepita. Credele Case dei Gesuiti, sì ad oglio che si fratello di Cesare della Corte a fresco, e fece assai bene i ritratGenovese. ti. Morì l'annò 1695. GIO: DELLE CORNIOLE, così detto GIO: DE VECCHI da Borgo S. Sepolper essere stato eccellente nell'in cro imparò da Raffaello del Colle: tagliarle, facendo in esse figure servì il Card. Farnese nel Palagio teste, ed istoriette con tal perfeziodi Caprarola a competenza di Tadne, che uguagliò il gusto greco deo Zuccheri: a olio, e a fresco romano. Furono al suo tempo stidipinse in diverse Chiese di Roma mate le opere di lui, ed ora sono operoni di gran maniera, di forza stimatissime. Mel museo del Signor e di buon colore, come la storia di Marchese d'Abrantes in Lisbona si S. Lorenzo in Damaso: Fece i carvede il famoso ritratto del Padre toni per varj musaici, in particolaGirolamo Savonarola fatto da lui re quelli della Tribuna Vaticana. in corniola grande, opera bellissiFu Uomo onorato in istima, ed in 250 credito a Roma che sentì con stosissimo colorito. E' stato ricevudispiacere la di lui morte l'anno to, con distinzione, nell'Accademia 1614. essendo entrato nel 70. di sua Reale, il dì 28. Luglio 1708. GIO: FAYT, uno de più insigni pitetà. Lasciò Gasparo il figlio bravo tori, che abbiano dipinto animali Architetto. Baglioni fol. 127. sì vivi che morti, frutti, e massaGIO: DIAMANTINO, nato in Rorizie rurali. Fu scolaro dello Sneymagna, fatto Cavaliere per meriders, di cui molte opere lasciate to, stabilì sua sede in Venezia, doimperfette compitamente finì. Nacve ne' pubblici e privati luoghi oque in Anversa, donde portossi a però. Nella Chiesa di S. Moisè feRoma, e a Venezia, dove nelle ce una Tavola con la visita dei tre Case Sagredo, e Contarmi di San Re Magi, a competenza di altri Trovaso lasciò memorie del suo ecvalentuomini. GIO: DIEU d'Arles scolaro di Paolo cellente pennello. Passò indi a Genova, in Ispagna, e a Londra, e Puget Accademico Regio. Fu Sculper tutto si fece ammirare per la tore in Parigi. singolar maniera fresca, e spezialGIO: DI SOTO, Pittore di Madrid mente naturale. In molte raccolte studiò nella scuola di Bartolameo di preziose pitture presso ai grandi Carduchio. Dipinse nel Palazzo del Signori un distinto luogo hanno le Pardo negli appartamenti della Reopere di lui tutte singolari e finite. gina con molta sua lode. Morì gioVivea ancora nel 1656. come da o vine nel 1620. Palomino tom. 2. a pere segnate col proprio nome. car. 283. Gabinetto Aureo a car. 339. (a) GIO: DI TOLEDO in sua gioventù GIO: FERNANDEZ di Navarra, detto si applicò alla pittura sotto il Pail Navarretto, Pittore muto, ma dre, ma essendogli morto, gli conloquace coi pennelli alla mano nell' venne per vivere farsi soldato, e esprimere in tele, e muri copiose marciò con le truppe in Italia. Estorie sullo stile di Tiziano suo Maesercitandosi in tutte e due le prostro. Il Battesimo di Gesù Cristo fessioni, in tutte e due fece avanfu la prova, per mezzo della quazamenti, essendo nella milizia arri le entrò a dipingere nell'Escuriale vato al grado di Capitano, e nel l'incontro d'Abramo nei tre Anla pittura divenuto un aggradevole geli, il martirio di S. Lorenzo, operator di battaglie. Licenziatosi dodici Appoſtoli, ed altri otto quapoi dal militare servigio ritornò droni, con belle lontananze, quatnelle Spagne, dove col premio de tro di vaga maniera, gli altri più suoi pennelli visse onoratamente siforti, come li descrive il Mazzolano all'età di anni 54. in cui mor ri a fol. 32. nel 1665. Palomino tom. 2. a car. GIO: FIAMMINGO, scolaro di Ti356. ziano, su eccellente in far paesi e GIO: DI TROY nato a Parigi, figlio vedute dal naturale; disegnava andi Francesco, che l'instruì nella che assai bene le figure, e le coloPittura, e poi lo mandò in Italia; loriva; fece i disegni della Notocol lungo fattovi soggiorno, ha mia al Vesalio. Vivea negli anni portato una buona maniera alla sua 1590. ed è ricordato dal Lomazzo Patria, colla quale si conosce la faGIO: FISCHER celebre Orefice d'Aucilità del suo pennello, e si vede gusta, tentato dal genio a cambial'ingegnosa composizione, ed il gu(a) Sua Maestà ha di lui sei pezzi istoriati con animali. 251 GIO: GEROLA Pittore da Reggio fu re i ferri in pennelli, superò ogni allievo del famoso Correggio. Quedifficultà dell'arte nell' Accademia sta è notizia cavata dal suo ritratdi Praga: perfezionato in Italia to, il quale è nel Tom. XIII. delritornò alla Patria, con un modo la mia Raccolta degli Uomini Il di contornare, e dipignere a fresco lustri in ogni scienza, nè altro si sa di gran durata, e molto gradito, di lui. che gli fruttò abbondanti ricchezze, come pure a Susanna la figlia, GIO: GhISOLFO da Padre Gentiluomo Piacentino nacque in Milano, dove ed a Gio: Mayr suo nipote. D'anscorse le Scuole delle belle lettere, ni 63. morì nel 1643. Sandrart fol. 314 s'applicò alla pittura nella stanza GIO: FREDEMAN di Frisia scolaro di di Girolamo Chignolo, alla proReyer Geeritsen Pittore sopra vespettiva, ed all'architettura sotto tri, con questi si fermò 5. anni per Paolo Antonio Volpini suo Zio impossessarsi del disegno: praticò alDiede prova dei suoi progressi ne tri Maestri nel variare Città; si ferpassaggio per Milano dell'Arcidumò in una bella, e vaga maniera: chessa Mariana d'Austria, negli ardiede alle stampe 50. pezzi di vechi trionfali, ed in altre pittoriche dute in prospettiva figurate, con invenzioni. L'anno 1650. con Anl'ajuto di Paolo, e di Salomone tonio Busca, Pittore di buon nome, suoi figli, che lo videro morire di si portò a Roma, nè lasciò sabbrianni 77. nel 1604. Baldinucci par. 2 che antiche, o fragmenti, che non sec.4. fol.73 disegnasse, o dipignesse, introduGIO: LABORADOR, di nazione Spacendovi storie, o favole di figurignuolo, e scolaro del Moralis, non ne, non più alte d'un palmo, con potendo giungere a dipinger figu tanto gusto, con nobiltà di colore, re, come il suo Maestro, si diede con aggiustatezza, e tenerezza d'arad imitar la natura nei fiori, e riuchitettura, che ritornò a Milano sci uno dei migliori del tempo suo con alte commissioni per l'Italia, e Vivea negli anni 1600. per la Francia. Andò a Venezia GIO: GADDI Pittore, morì in Milapoi ritornò a Roma, a Napoli, a no: vedi Gio: da Milano, Milano, a Vicenza, ed a Genova, GIO: GAMBASSI nato nel Castello di e per tutto lasciò belle memorie del Gambasso, vicino a Volterra: applisuoi diligenti pennelli, e riportò al cato da fanciullo alla Scultura, di tissime Protezioni, preziosi regali venne in breve molto perfetto, mane quantità di contanti, parte dei candogli poi a poco a poco la vista quali impiegò nei Monti di Roma, perdette affatto la luce l'an. 1632. nella Zecca di Venezia, in istabili, e pure chi mai il crederebbe, che e banchi di Milano. Principiò a paprevalendosi del lume del suo alto tire di vista, dopo aver dipinto a sapere, conducesse da cieco varie fresco una Capella in Varese, o statue, e col solo tocco della maquasi cieco divenne. Fu Uomo quano sopra la faccia formasse ritratti si gigantesco, aggiustato nei costusi ricerchino da Bernardo Oldoni mi, prudente, liberale, e d'incorrote dal Sopranifol. 331. e compariranta amicizia; visse celibe, e sessano in chiaro l'opere stuporose del genario mori nel 1683. sepolto nelCieco. Fu scolaro di Pietro Tacca la Chiesa Ducale di S. Gio: in Cone di casa Gonnelli. Baldinucci p. 3. ca di Milano. M. S. (a) see. 4. fol. 371. G10: Ii 2 (a) Di questo ha S. Maestà due pezzi con architettura e figure istoriati. 252 GIO: GIACHINETTI GONZALES, detto gia Capella di Lisbona, in cui si il Borgognone dalle teste, nacque in rappresentano gli attributi di Maria Madrid circa il 1630. da Padre BorVergine, il qual quadro è perfettagognone, e di professione Giojelliemente bello, ben disegnato e colore: quale precisamente fusse il di rito, con quantità di figure. Dallui Maestro, non ne ho potuto ave la maniera, diligenza, e composire notizia: solo si sa aver egli stuzione di detto quadro, e dell'anno diato colà sull'opere di Tiziano 1519. posto sotto al nome di lui delle quali sempre fu innamorato pare che possa dirsi, esser esso staed esercitossi in fare ritratti, e te to scolaro dell'Holbens, che circa: ste dal naturale di sì buon gusto quel tempo fioriva, e che morì nel che ha avuto pochi pari. I Signo1554. Non ho potuto raccorre di ri Martinenghi Conti di Barco in lui altra notizia. Brescia possedono molte pitture di GIO: HOVART, o sia Giovannino questo virtuoso nella loro Libraria q. Lamberti, Pittore nato in Anfamosa: Morì in Bergamo l'anno versa; con quei principi Fiammin1696. ghi pervenne a Genova, e sotto GIO: GISBRANT, Pittore di nazioCornelio Wael migliorò colorito ne Inglese, dimorò molto tempo in e disegno, Gradì molto a quella Lisbona, ove nella Chiesa della MadCittà il suo operare, in particola dalena fece la Tavola dell'Altar re in ritratti, i quali condusse con Maggiore di buon colorito e disetanta eccellenza, amenità, e dolgno. Vivea negli anni 1680. cezza, che tutte le Dame, e CaGIO: GOMEZ Pittor Spagnuolo, con i valieri desiderarono le sue manifat disegni di Pellegrino Tibaldi nella ture. Fu di natura saturno, e spesChiesa di S. Lorenzo dell'Escuriale so travagliato dalla malinconia, che dipinse il trionso di S. Orsola con a poco a poco lo consumò in età le Vergini compagne. Mazzolari ancora fresca, circa il 1665. Soprasel. 156. ni fol. 237. GIO: GONNELLI: vedi Gio: Gambas- GIO: Holzmano di Colonia, scolard si, detto il Cieco da Gambassi. d'Agostino Brun, fu copioso d'inGIO! GUERRA Modonese con l'invenvenzioni, felice nell'imitare ogni zione, e Cesare Nebbia col disegno gran Maestro, e franco nel dipignelavorarono concordemente gran parre, a olio, e a sresco con allegria te delle pitture ordinate da Papa e bellezza di vivi colori, i quali Sisto V. Si diede poi a fare il merimpallidirono l'anno 1639. Sandrart catante, ma con poca fortuna, per fol. 303. dendo quanto aveva acquistato nel GIO: JOUVENET Pittore, e Rettore suddetto Pontificato. Ritornò ai pen dell'Accademia Reale, nato a Ronelli, sopraintendendo alle fabbriuen da Padre Pittore, di cui il Pache magnifiche di Roma. Intagliò dre si faceva Maestro del famoso in rame la machina per l'erezione Poussin: si diede a disegnare in gran della Guglia Vaticana. Vide i suoi de, e si formò un bel carattere fratelli Gasparo, e Gio: Battista col quale dipinse nei Reali Palagi: Prete dell'Oratorio di San Filippo le opere, che terminò per la Chiebravi Architetti, e poi contento sa di S. Martino dei Campi a Pad'anni 78. morì circa il 1612. Barigi furono perfettamente trasporta glioni sol. 159. te in Arazzi: Era provveduto d'un § GIO: HOLTEIN, nome da me vegenio fecondo, facile, pronto, e duto in un quadro, ch'è in una Regrandioso. Morì in età d'anni 73. 253 alle stampe dai più celebri Intaglianel 1717. Tre anni avanti la sua tori. Ritornato a Roma, per le morte, oppresso da paralisia, per belle opere dipinte a Papa Urbadette l'uso della mano destra, ma no VIII. guadagnò il titolo di Cacolla sinistra fece un gran quadro valiere, e d'anni 66. con pianto uper la Chiesa di Nostra Signora di niversale ebbe i suoi riposi in SanParigi: resta di lui un Nipote chiata Maria in Trastevere nel 1647. mato Rettou seguace della sua maBellorio fol. 365. (a) niera, ed aggregato all'Accademia GIO: LE POTRE famosissimo InvenReale. tore, ed Intagliatore Franzese, me¶ GIO: ISMAN Pittore di Salisburg rita avere buon luogo fra' virtuosi valente nel dipingere paesi, porti di stante l'università delle sue stampe mare, e burasche, dimorò con crein ogni genere copiose, e servibili dito gran tempo in Venezia, dove ai Pittori, agli Scultori, ed agli eziandio morì circa gli anni 1670. Architetti. Fioriva nel 1650. Sanavendo lasciato quantità di sue odrart fol. 375. pere nelle private case, che stimaGIO: LISIO, O LYS, volgarmente chiate sono da chi le possiede. mato Pan Oldemburghese, seguitò GO: KORNMAN d' Augusta dignissiil metodo d'Enrico Goltzio in Vemo Orefice, e Plastico acclamato nezia, ma in Roma mutò manie in Venezia, ed in Roma, dove lara. Con gran diletto dipinse in picvorò in oro, in argento, in accia cole tele, balli, nozze, pugne rujo, ed in rame mirabilissime storie. sticali, taverne, quadri Sacri, e nudi basso, e d'alto rilievo. Di que sto Valentuomo si servirono Papa di bellissimi. Il mirabile di questo Urbano VIII. e varj Cardinali, per Pittore fu il pensare molto a quello, che doveva dipignere, poi riformare ritratti, e medaglie. San dvart fol. 317. soluto il pensiero, lavorava due GIO: LANFRANCHI Parmigiano scoo tre giorni, e notti continue sen laro d'Agostino Carracci in Parma; za prendere cibo, nè riposo; Morì dopo avere copiato tutte l'opere in Venezia nel 1626. Sandrart fol. del Correggio, si portò a Roma 309. sotto Annibale Carracci; con Sisto Ai Tolentini in Venezia si conserva Badalocchio intagliò all'acqua foril mirabil quadro di S. Girolamo. te l'opere di Raffaello in Vatica- GIO: LUTMA d'Amsterdam, col nono, e le dedicò al suo Maestro me stesso si chiamò, e padre, e fidivenuto franco, facile, Carracglio, il primo Argentiere famoso celco, e Correggesco, con bellissime morto d'anni 85. il secondo Intapieghe, con nobile disegno, e con gliatore mirabile per la finezza de vago colorito rese illustre il suo bulino, come dal suo ritratto, danome nell'opere magnifiche delle to alle stampe del 1681. Sandrari cupole di S. Andrea della Valle fol. 397. di S. Carlo ai Catinai, in VaticaGIO: MABUSE nato nel Castello di Mano con l'Altare detto della Navibuse, su coetaneo, e famigliare di cella, in Napoli con la Volta, e Luca d'Olanda: è indicibile la papennacchi nella Chiesa del Gesù, zienza, e lo studio, col quale at che sono opere degne d'ammirazio tese alla pittura, dimodochè in Mitne, e che meritareno con istudio telburgo vedendo Alberto Duro una singulare essere intagliate, e date tavola, che aveva dipinto l'anno 1542. (a) Del Laufranchi S. Maestà ha un pezzo istoriato, 254 1542. stupefatto l'encomiò sino alle convennegli far ritorno alla patria Stelle. Piacevagli molto il vino dove furono gradite l'opere sue per onde dal suo padrone fattogli regala perfezione del disegno, per l'inlo di un abito di broccato, acciovenzione, per la mirabile espressichè comparisse avanti Carlo V. lo va, per gli atteggiamenti graziosi, vendette alla taverna, e poi se ne e per il colorito non troppo sfarfece uno di carta dipinto, con tanzoſo, o bizzarro, ma grato, e mota somiglianza del primo, che l'Imdesto; sicchè non mancandogli apperadore lo volle toccare con ma plicazioni pubbliche, e private, in no, per certificarsi del vero. SanCittà, e nei contorni, si numerano drart fol. 234. sopra 100. opere fatte molto graGIO: MAGGI Romano lavorò isquidite, dopo le quali morì l'an. 1704. sitamente di prospettiva, e di pacIppolito fu di lui fratello minore, si; intagliò all'acqua forte, disegnò che scorsi gli studj di prospettiva in in piano Roma con tutte le straBologna sotto il Metelli, e Colonde, le piazze, le Chiese, ed i Pana, fece conoscere nelle Chiese, e lagi, ma il pover' Uomo per manGallerie la sua virtù. Da questa canza di denaro non la potè dare Casa sono usciti Uomini illustri Realle stampe, e fu poi intagliata in ligiosi, e scolari in belle lettere, legno da Paolo Maupini. Disegnò in diversità di linguaggi, in puble nove Chiese, e le belle veduto bliche letture, e stampe. di Roma: fu persona allegra, ridiGIO: MARTINI da Udine, Pittore colo in versi, ed in volgar prosa che vivea con credito, menzionato finalmente stando sulle burle, s'indal Vasari a car. 182. par. 2. Fu disermò davvero, e con poco como scepolo di Gio: Bellini Maestro di do nel corso di 50. anni cessò di Pittura, e dipinse nel Duomo la Tavivere in Roma. Baglioni fol. 393 vola di S. Marco, e quella di S. GIO: MAJO celebre Pittore ebbe una Orsola nella Chiesa di San Pietro barba tanto lunga, che arrivava siMartire no alli piedi, e ciò si può vedere GIO: MEYSSENS, Pittore di Brusnel suo ritratto, che gira alle stamselles, attese a sar ritratti in granpe: vedi Gio: Cornelio Vermeyen. de ed in piccolo, con somma arte GIO: MANSUETI, scolaro di Vittoe diligenza, ed era intendente, e re Carpaccio, dipinse alla maniera conoscitore delle maniere e caratdel Maestro con somma diligenza. teri dei professori della Pittura, ed Nella scuola di S. Marco in Venei Grandi prima di fare acquisti in zia fece cinque quadri con Miracoquel genere ricevevano il giudizio li ed azioni di detto Santo, tutti di lui. Vivea negli anni 1644. ec degni di osservazione e di stima è il suo ritratto alle stampe. GaPer quello si è potuto rilevare, vibinetto Aureo a car. 387. vea questo Pittore circa gli anni GIO: MIELE Fiammingo scritto al li1500. Ridolfi par. 1. a car. 33. bro dell' Accademia dei Romani GIO: MARACCI cittadino Lucchese nacPittori l'anno 1648. fu un bello que l'anno 1637. Imparò il disegno spirito, che non solo in cose ridida Paolo Biancucci, e da Pietro cole, ma anco nel serio a fresco, Paolini; d'anni 14. andò a Roma ed a olio diede a conoscere il suo dove ritrovò buon posto nella scuoalto talento, come in Roma nelle la di Pietro da Cortona, e fece non Chiese di S. Martino dei Monti, di ordinarj profitti sino agli anni 25 S. Lorenzo in Lucina, e nel palanei quali per la morte del padre gio Palatino. Chiamato a Turino, con vando quella fortuna, che si era ficon tanta grazia espresse le invengurato, andò a Bles, dove molto zioni, ed artificj per la caccia del lavoró, come ancora a Chinon, a Cervo, sulla maniera di MichelaSaumur, Turs, Nogent, Valenza, gnolo dalle battaglie, che quell'AlMenars, ed altri luoghi, ma partitezza Reale lo creò Cavaliere dei colarmente a Chiverni, ove nel freSanti Maurizio, e Lazzaro. Girugio di una sala rappresentò i fatti peno sol. 161. (a). di Don Chisciotte della Mancia, faGIO: MONSTRART nato in Arleme voleggiati nelli suoi libri tanto nod'antichi, e di nobili parenti: da ti ai curiosi: ebbe due mogli, e naturale istinto promosso alla pit dall'ultima ottenne Pietro, il quale tura, l'imparò da Giacomo Arlefu Pittore, e professore dell'Accamense, e con l'artificio nel dipidemia Reale. Morì Gio: a Bles gnere, e con la nobiltà dei suoi l'anno 1657. Filibien par. 4. fol. tratti civili s'introdusse nella Cor268. te d'Inghilterra, benignamente ac GIO: MUNARI da Modona fu uno dei colto da quelle Reali Maestà: i suoi Capi di quell'Accademia, che fioritratti sembrarono vivi, ingannanriva nel 1510. ai tempi del Correg do Uomini, ed animali nel vedergio, lodato nel lib. 2. dal Lancillotto. li. In età avanzata morì l'anno e celebrato dal Vidriani fol. 41. per 1555. Sandrart fol. 247. egregio Pittore, e per essere stato GIO: MONTERO DE ROXAS nato in padre di quel Pellegrino da ModoMadrid studiò da prima la pittura na, che in Roma prestò ajuto a Rafsotto Pietro de las Quevas, poi in faello nell'opere Vaticane. Roma sotto Michelangelo Merighi GIO: MURARI Pittor Veronese da Caravaggio, dove adottata queldopo aver studiata la Pittura in Vela forte e naturale maniera divenrona, andò in Bologna alla fiorita ne maestro. Tornato a Madrid spiegò in vaste tele il suo sapere, e fu scuola di Gian-Giuseppe dal Sole, ove fece grandi progressi. In S. Mariputato uno de' migliori pittori del suo tempo. In età avanzata morì ria in Organo de PP. Benedettini, in Madrid l'anno 1683. Palomino nella Capella di S. Bernardo, fece quella Tavola ch'è veramente di sintom. 2. a car. 405. golare bellezza; dopo quell'opera § GIO: MONTICELLI Pittor Fiorentiperò, nè si sa per qual cagione, alno citato dal Pascoli a car. 257. tra non ne fece, che a quella sia Dice che morì nel 1716. di ansimile, e che nemmeno a quella si ni 54. GIO: MOSNIER di Bles nacque l'anaccosti. GIO: NANNI da Udine meglio cono 1600. Imparò da suo padre l'arnosciuto sotto il nome di Giovanni te di dipignere sopra i vetri sine Ricamatore, perchè Francesco suo Paall'età di 17. anni, nel qual tem dre faceva quella professione, fu aspo Maria dei Medici Regina di Fransai celebre per i suoi Grotteschi o cia ricevutolo al suo servigio, lo Rabeschi che vogliam dire. Giorgio mandò a Firenze, dove praticò per Vasari ne ha dato la vita. tre anni le scuole del Bronzino, del Civoli, e del Passignano, dopo GIO: NERI Bolognese famosissimo Miniatore d'uccelli, e però chiamato tal tempo andò a Roma, ivi si ferGio: dagli uccelli: nello studio d'Umò quattro anni, e ritornò in Franlisse Aldrovandi in Bologna sono cia. circa l'anno 1625. ma non troset(a) Di questo Giovanni Miele ha S. Maestà un pezzo istoriato. 256 sette copiosi Libri ripieni d'uccelli. vago stile paesaggi dal naturale con di pesci, di quadrupedi, e d'altri bellissime vedute. Dipinge pure ac animali di sua mano, terminati nel oglio con tenerezza di colore. Fio1575. Masini fol. 628. riva circa gli anni 1500. ed il riGIO: NIEULANT, nato in Anversa tratto di lui fu intagliato da Tomstudiò la pittura da Francesco Bamaso Galle. Baldinucci sec. 4. fodens; il suo dipingere era in picglio 311. cole figure con paese, e per lo più Pascoli ne fa la vita a car. 1380. cose sacre: Jacob de Campo par. pr. GIO: OLBEIN SENIORE prestantisa car. 223. simo Pittore nato in Anversa GIO: NINNO de Guenara, cittadi stabilito il domicilio iu Basilea, feno di Madrid, si diede con fervore ce quadri tanto rari, che a migliaallo studio della Pittura, e nella ja di fiorini erano comperati; segui scola del Rubens s' impossessò di lo stile medesimo Sigismondo il fraquella fresca e bizzarra maniera. tello, ma più di tutti il figlio, per Nella Città di Malega nella Chienome anco esso Giovanni, e però sa della Carità fece con mirabil guchiamato il Juniore. Questo avansto il bel quadro del Trionfo della zato nell'arte andò in Inghilterra Croce, con che si fece gran nome raccomandato a Tommaso Moro, e fu emolo del Moriglios uno de poi passò in tanta grazia del Re più rinomati pittori Spagnuoli. AlEnrico VIII. che avendo gettato suo bel modo di dipingere unì andalla scala un Cavaliere, il quale che un non mediocre fondo di letper forza voleva vedere certi ritratteratura. Visse sino all'anno 1690. ti, che occultamente pigneva, il e di anni 75. morì. Re intimò al Cavaliere la sua diGIO: NOCRET di Nansì buon Pittograzia, e colpa di lesa Maestà, se re riuscito per i ritratti, fu onorasi fusse avanzato ad offendere il Pitto di essere attuale Pittore di S.A.R. tore: Espresse sempre nelle sue pitil Duca d'Orleans; morì Rettore ture, o le più pellegrine, o le più dell' Accademia nel giorno 11. di eroiche operazioni della storia, che Novembre 1672. avendo lasciato un ideava dipignere; quindi è, che fu figlio ricevuto parimenti nella sudlodato da' Poeti, celebrato dagli Oradetta Accademia, e Custode della tori, come pari a Raffaello, emuGuardarobba di S.A.R. lato da Luca d'Olanda, e da altri GIO: ODAzzi Romano Pittore ha imPittori, perchè vedevano l'opere parato il disegno, ed il dipignere sue di tanta vaghezza, ed ameni da Gio: Battista Gauli, detto Bactà, che erano vendute a prezzo ciccia; si è avanzato così bene d'oro. Di 56. anni morì nel 1554. nell'Arte, che dalla Santità di N. S. Sandrart fol. 238. (a) è stato eletto per uno di quei ProGIO: PADERNA Bolognese scolaro di fessori, che hanno dipinti li dodici Matteo Borbone: su cervello vivaProfeti, tra i pilastri della nave ce, ed incostante; da fanciullo fugmaggiore nella Basilica di S. Gio: gì dalla Patria, e passò a Firenze Laterano, ed egli ha colorito a olio accomodandosi per paggio di certo il Profeta Osèa. Capitano d'un Vascello, il quale GIO: detto L'OLANDESE, Pittor scoprendo la vivacità del giovinet di Anversa, dipinse a tempra con to, posegli grand'affetto, in ispezie quan[a] Del seniore Giovani Olbein ha S. Maestà cinque pezzi di rirratti; e del giuniore un quadro istoriato, e tre ritratti, quando lo sentì con tanta franchez za rappresentare la parte di Dottore in commedia, ed improvisare poetiche bizzarrie. Partito poi dar Padrone, girò il Mondo, riducendosi a fare il comico, e cantimbanco. Per certa malattia pericolosa ritornato in se stesso, ed alla Patria, ripigliò gli studj di pittura sotto il Dentone, e Metelli, dipignendo di quadratura con franchezza e con gelosia del Metelli. Chiamato dal Serenissimo a Modona in tempo d'estate, riscaldato dal viaggio si pose a bere con poco ordine vino agghiacciato, che in pochi gior ni lo portò all'altro Mondo in età di 40. anni. Malvasia parte 4. soglio 174. GIO: PEDONI Pittor Cremonese scolaro di Giulio Campi, da un manoſcritto di pittura del detto Campi, posseduto da chi scrive le Giunte al presente Abecedario, si scorge essere degno di ricordanza per per le opere fatte in Patria, in Brescia, ed altrove. Vivea circa il 1590. GIO: e FRANCESCO PEROLAS Fratelli, della Città di Almagna nelle Spagne, ambi studiarono in Roma la Pittura e Scultura dalle opere del Buonaroti, e col medesimo ca rattere e gusto operarono, sicchè le opere di uno punto non si distinguono da quelle dell'altro. Dipin sero anche a fresco, come si vede nel Palazzo del Signor Marchese di S. Crux tutto dipinto e istoriato da essi. Mancarono di vita circa il 1600. Palomino tom. 2. a carte 267. GIO: PERUCCINI d'Ancona scolaro di Simone da Pesaro, con maniera propria dalla natura fatto spedito, e franco Pittore, dipinse in varj luoghi pubblici, e privati, massimamente per l'A. R. di Savoja, che lo creò Cav. di S. Maurizio: fu Uomo, che volle vivere a suo ca257 priccio, e però ebbe miserabile fine, mentre in Milano fu ritrovato una mattina morto nel letto, correndo l'anno 1694. e di sua età il 65. M. S. GIO: PETERS fu Pittore stimatissimo in battaglie marittime, porti di mare, e paesi ornati con graziose figure, e ben disegnate, massime in piccoli quadri. Vivea in Anversa sua patria circa gli anni 1630. L'Aureo Gabinetto a car. 355. ne fa memoria, e ne dà il ritratto. GIO: PETRELLI, chiamato comunemente Giovannone da Forlì. Era questi un certo omaccio all'antica, sempliciotto, ma dabbene, che camminava sempre senza ferrajuolo, e benchè comodo fusse di beni di fortuna, da nulla si teneva, e solo si curava seguire il suo diletto Maestro Gio: Luigi Valesio nel disegno, e nei viaggi di Roma sinchè visse poetava seco a gara, disegnava bene di penna, e ragionevolmente dipigneva, ma della sua morte non si ritrova conto presso il Malvasia par. 4. fol. 154. GIO: PINAS nato in Harlem, mostrando sin da fanciullo grande inclinazione alla Pittura, fu dai suoi mandato in Italia, dove si fece maestro. Andato in Anversa, dove morì, ebbe molti discepoli, che profittando de' suoi insegnamenti, maestri essi pure divennero. Jacob de Campo par. 2. a car. 2. GIO: PISANO, così detto dalla sua Città di Pisa, fu figlio, escolaro di Niccola valente Scultore, attese all'arte del Padre; disegnò, e lavorò in Perugia i Sepolcri di Martino IV. d'Urbano IV. e di Benedetto IX. Sommi Pontefici. In Napoli il Castello dell'Uovo; in Siena la facciata del Duomo; nel Vescovado d'Arezzo, nel 1280. la tavola di Marmo dell'Altare Maggiore, tutta ripiena d'intagli, di figure, di fogliami, a musaico, e smal Kk 258 to, ascendendo tutta la spesa la 30. ria. Questo Pittore ebbe il vantag mila fiorini d'oro; in Firenze il Batgio, che copiando dalla natura, non tesimo di S. Giovanni; in Bologna aveva maniera alcuna particolare l'Altare Maggiore di S. Domenico; d'altri Maestri, e il colorito di lui in Pisa il Pergamo del Duomo, e era fedelissimo, e naturale. Trattò di Campo Santo, nel quale in somsempre tutti con una civiltà non ma vecchiaja fu sepolto l'anno 1320. ordinaria, circonspetto nel parlare, Baldinucei sec. 1. fol. 41. e niente millantatore dell'opere sue GIO: RAON Scultore nato a Parigi lasciava, che esse parlassero di sua ha lasciato più opere da lui perfevirtù, come fecero nell'Inghilterra zionate per il Re Luigi XIV. e ed in ogni luogo ove giunsero a queste invitano l'ammirazione a gloria d'un tanto degno, ed eccelvederle nei Giardini di Versailles lente Artefice. Morì di gotta d'anMarlì, e Trianon. Morì Rettore ni 45. nel 1691. M. S. aggregato all' Accademia Reale di GIO: RosA nato in Anversa l'anno Pittura, e di Scultura li 4. Apri 1591. imparò da Gio: de Wael, poi le 1707. da Francesco Sneydre: gareggiò GIO: RAOUX di Mompelier figlio di questo gran Pittore con la natura, un'Ufiziale della Moneta, discepolo nel contrafare fiori, frutti, ed anidi Ranc Pittore della medesima Citmali. Andò a Roma, d'indi a Getà, ha studiato a Parigi sotto Bon nova, per passare alla Patria, ma Boulogna; passato in Italia dipinse trattenuto da quei Signori in molun portico a Venezia nella Casa te fatture, ivi stabili la stanza. La Giustiniana Lolini, e dopo dieci ansua maniera fu vaga, e vivace, rini di studio, ritornato a Parigi fu novando gli antichi stupori di Zeuricevuto nell'Accademia Reale. Il si, quelli nell'ingannare con l'uve Signor di Vandomo Gran Priore di dipinte gli uccelli, questi con le leFrancia, di cui fece il ritratto, ve pri i cani, e con pesci dipinti dute l'opere di questo valente Pitgatti: nelle figure poi seguì lo stitore, gli diede luogo nel suo Palale d'Antonio Vandych, e fece molgio, ove con pubblico applauso diti naturalissimi ritratti. Giunto l'anpigne istorie, e fa ritratti. no 1638. consumato dall'etisìa, fu GIO: RILEY nato nella Città di Lonsepolto in S. Caterina. Soprani fol. dra l'anno 1646. Fu allievo dei Si322. In Roma il famoso Monsù Rognori Zoust, e Fuller Pittori misa ha pochi pari nel dipignere anigliori, i quali lasciò, per attaccarsi mali. al naturale, e perfettamente riuscì GIO: ROTENAMER nato in Monaco nel fare ritratti. Accrebbesi la sua l'anno 1564. imparò i principi delriputazione dopo il Cav. Pietro la pittura da Donavero ordinario Lely, succedendogli nella carica di Pittore, ebbe gl'incrementi in RoPittore primario del Re Carlo II. ma, e si perfezionò sopra il TentoTra le sue doti era unica questa retto in Venezia. Passò dalli ritratdi esprimere non solo al naturale ti ad istoriare, e crebbe tanto il l'effigie, ma ancora di fare traspisuo nome, che fu invitato in Gerrare in essa i costumi, i genj, e lo mania, ed in Inghilterra, di dove spirito di quelli, che dipigneva. riportò abbondante valsente, ma Fece il ritratto del Re Giacomo consumando sempre più di quello della Regina sua sposa, quello del che guadagnava, morì in somma Re Guglielmo, e della Regina Mapovertà, sepolto di limosine, raccol 259 sumati gli studj di lettere umane colte dai suoi amici in Venezia con la disciplina di suo Zio attese Sandrart fol. 279. (a) al disegno in Roma; in Germania GIO: RUGERI, nato in Vicenza, ed in Austria espresse sopra gran teda Cornelio Dusman Pittor Ollanle i suoi pittorici capricci, con vadese ebbe i primi rudimenti dell ri somigliantissimi ritratti. Sandrari arte, poi in Verona portatosi, per fol. 336. la morte del Maestro, e del padre suo, colà assiduamente studiando pit- GIO: SCHOREL nacquel'anno 1495. nel Castello di Schorel nella Fiandra tor paesista riusci, facendo anche Olandese. Questo nobile spirito riubene gli animali, e le figure che sci Musico, Oratore, Poeta, Intagli occorrevano per ornamento dei gliatore, e Pittore. Fu il primo suoi paesi. Operò molto per Veroche dall'Italia in Germania portasna, e per le Città circonvicine, se il metodo di disegnare alla LemPozzo a car. 190. barda, e però meritò esser chiamaGio: SADELER nato in Brusselles l'anto Luce, e Face del disegno. Imparò no 1550. Fu Capo, e Maestro di da Gio: Mabuse. Varcò Mari, monquella gran Scuola Sadelera, che ti, e valli, per vedere gran parte fiorì in Raffaello, in Giusto, in Edel Mondo, e giunse sino a Gerusagidio &c. seguendo l'arte del Padre lemme; in tal viaggio disegnò le Intagliatore di ferri alla damaschipiù amene veduto marittime, e terna, in età di 20. anni, principiò restri, che se gli presentassero alla a tagliare nel rame, e riuscì cotanvista. Servì Francesco I. Re di Franto felice, ed aggiustato, che Marcia, e Gustavo Re di Svezia, dal tino de Vos, ed altri Maestri fecequale riportò privilegi, e doni rearo a gara, per impegnarlo a tagliali. Stanco da tanti viaggi cercò gl. re l'opere loro. Per ridursi in Itaultimi riposi d'anni 67. Sandrart lia, girò molti paesi. Fu trattenufol. 235. to in Baviera da quel Serenissimo Va il suo ritratio alle stampe. travagliare in opere diverse, e fu GIO: SCOLARO Genovese allievo, e regalato di catene, e di medaglie vero imitatore di Giovachino Axad'oro. Giunse finalmente a Verona, reto, dopo la pratica del disegno, a Venezia, ed a Roma, dove preprincipiò a colorire d'invenzione sentò a Papa Clemente VIII. un Libellissimi quadri, generalmente grabro d'amenissime carte, nè parenditi, e lodati: morì l'anno 1656. dogli essere stato gradito, mal sodSoprani fol. 172. disfatto partì per Venezia in tempo GIO: SEBALD Intagli atore, e Pittore d'estate, e per il patimento del viagBoemo; si sono veduti alle stampe gio, giunto a quella Città, morì vari balli rusticali, tugurj, e molte Tanno 1600. Baldinucci fol. 27. carte bizzarre di questo vago umo GIO: SANCIO d'Urbino, oltre l'essere re; marcò le sue carte con lettere stato ragionevole Pittore dei suoi diverse, e furono B: V P: P: Degradò tempi, fu Padre del famoso Rafdall' acquistato concetto, aprendo faello d'Urbino, che nacque nel osteria, e lasciando il dipignere; 1483. diede i principj del disegno nel qual mestiere poco ben vivenal figlio, sinochè l'accomodò con do, morì nel 1520. Sandrart foPietro Perugino, come si dirà a suo glio 222. luogo. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 62. GIO: SANDRART di Francofort, con- § GIO: SEGALA, Pittor Veneziano, KK (a) Di lui ha S. Maestà sette pezzi di figure con paese del Brughel. 260 apprese la Pittura da Pietro della vol. par. 2. a car. 419. Vecchia, e si fece onore tra i miGIO: SPERANZA Pittore, fioriva nel gliori professori del suo tempo con tempo di Andrea Mantegna, ricorle sue ben ideate composizioni, col dato dal Vasari nella Vita del Sanvago suo colorito, e con macchia sovine tom. 3. a car. 387. lucida e forte. In Casa Savorgnan GIO: STENE, detto comunemente fece un soffitto degno dell'ammiraMonsù-Zan, visse in Venezia lavozione degl'intendenti; e nella Scucrando di miniatura con grande crela della Carità un gran quadro con dito e politezza per Principi e gran la Concezione di Nostra Signora, Signori. Lavorò anche ad oglio in cui non men la felicità del penma ebbe in ciò assai minor stima. siero, che del colorito ravvisasi. Morì circa l'anno 1728. All' apice dell' arte giunto sarebGIO: STOMER, Pittor Tedesco, visbe, se a migliorare questa sua se in Napoli molto tempo, ove ebuona maniera atteso avesse, ma sercitò i suoi pennelli. Nel coro de nulla più curando che abbreviar la PP. Cappuccini fece due bellissimi fatica, anche quella col tempo perquadri con forte colorito, grandiodette, e seguendo poi sempre di mal sa maniera, e tal libertà di pennelin peggio con poco onor suo e del leggiare, che sono una maraviglia. la Scuola Veneziana finì di vivere Altre pitture di lui si vedono, la nel 1720. in età di anni 57. (a) maggior parte a lume di candela, GIO: SIBRECHTS Pittor di Anversa avendo egregiamente espresso le covivea negli anni 1670. Aureo Gabise notturne. netto a car. 373. GIO: STRADA, Pittor Fiammingo GIO: SNELLINCK di Anversa, Pitche dal Vasari par. 3. a car. 207. tore Paesista, Battaglista, e Figurisi dice aver lavorato grandi telesta, vivea circa il 1660. Aureo Ganei Funerali di Michelangelo Buobinetto a car. 104. naroti GIO: SOENS da Bolduch (nella GerGIO: TAVERNA. Milanese, insigne mania inferiore) imparò i primi intagliatore di Cammei e Cristalli. sondamenti della pittura in Parma, Lomazzo nel Trattato della Pittue seguitò la maniera del Parmigianino; ivi era chiamato il FiamminGIO: THEDON Scultore fece un gran go; poi in Anversa studio da Egisoggiorno in Roma, e pendente queldio Mostrart: ritornò in Italia, dolo, più opere ridusse a perfezione ve lasciò buon nome in ritratti, in tra le quali un Altare nella Chiesa istorie, ed in vedute marittime, pardei Padri Carmelitani Scalzi, in ticolarmente in Parma. faccia a quello di S. Teresa lavoGIO: SPAGNUOLO, chiamato comurato dal Cav. Bernini. Morì in Panemente il Spagna, fu Pittore stirigi Accademico Regio mato, e scolaro di Pietro Perugino, GIO:TORENZIO di Amsterdam toccè cui tanto imitò, che le opere sue egregiamente minutissime figure pajono realmente del Perugino. Laper aver dipinte molte semmine lavorò in Spoleti, e per le Città dell' scive, e per altro ancora cadette in Umbria molte Tavole di Altare sospetto del Sacro Tribunale della e per la Chiesa di S. Francesco d' Santa Inquisizione, nella quale moAssisi fece il quadro di S. Catterina. ri l'anno 1640. Sandrart fol. 299. Vivea negli anni 1530. Vasari pr. Gro: TOSSICANI Aretino, scolaro di Giot(a) Di lui un pezzo grande è nella Galleria di S. Muestà. Giottino, lavorò sulla maniera del Maestro per tutta la Toscana: dipinse nella Pieve d'Arezzo la Cappella dei Tuccerelli, e nel Vescovado una Nunziata, con 1 Santi Jacopo, e Filippo (opere che il tempo consumò, e furono da altri Maestri dipinte.) Baldinucci sec. 2. fol 60. GIO: TROSCHEL di Norimberga imparò il disegno, la prospettiva, e e l'intagliare da Pietro Iselburg. Per meglio fondarsi in tali virtu, venne in Italia, e si fermò in Roma sotto il Villamena; tale ne su il profitto, che intagliò rami grandi per pubbliche difese, o siano conclusioni, ed altre materie: fu Uomo pieno, ed obeso, e comunemente era chiamato Sileno. Ritornando una sera a casa senza lume, montando le scale, gli mancò un piede, sicchè cadendo addietro: s'infranse il capo, e morto fu sepolto in S. Maria del Popolo. Sandrart fol. 356. GIO: WAEL in Anversa chiaro Macstro di Pittura, con la quale acquistò copiose ricchezze, e le godette sino all'anno 1633. che fu il 3. di sua età, in cui mori. Ebbe due figli Luca, e Cornelio, il primo raro in paesi, il secondo singo lare in dipignere bellissime storiette dentro vaghi paesi. Soprani fol. 322 GIO: VALDES, di Siviglia, su Pittore, Scultore, ed Architetto, menzionato dal Palomino par. 2. a car. GIO: VAN BALEN, Pittore Oltramontano, dipinse con lode in grande ed in piccolo. Venne con suo Padre in Italia a perfezionarsi nella Pittura, dove buon disegno, e colorito acquistò. Con tal capitale ritornò in Anversa nel 1660. over ebbe grido di Valentuomo. Aureo Gabinit. à car. 119. § GIO: VAN BRONCHORST Pittore 261 stimato di Utrecht, vivea negli anni 1628. Fu scolaro di Cornelio Poelemburg, e nei paesaggi con piccole figure fu uno dei migliori compositori e coloritori della Fiandra. § GIO: VANCHESEL, Pittore Fiammingo, scolaro di suo Padre Giovanni, che fu discepolo di David Teniers il vecchio, dopo aver fatto 1 suoi studj sotto il Padre, nell'anno 1680. passò a Madrid facendo per quella Corte ritratti somigliantissimi sul gusto di Vandych, come pure dipingendo paesi, frutti, fiori, e istoriette con piccole figure di estrema vaghezza. La Regina Luisa moglie del Re Carlo II. gli ordinò molte pitture per ornamento del suo Gabinetto, e tra queste la favola di Psiche su lastre di rame, nella quale v'introdusse paesi, fiori, animali, ed uccelli, che veramente riuscirono sommamente belli, ma per la morte della Regina restò mancante di qualche pezzo tal opera. Passato poi il Re alle seconde nozze con Marianna di Neoburgo, non solo concepì l'opera, ma fece il ritratto della nuova Regina, e quello del Re, e fu dalla Regina dichiarato suo Pittore, cui servì anche dopo la morte del Re, e passò con essa a Toledo, ed ivi fece molti Ritratti di Principi e Duchi, Ito poi a Parigi per far il Ritratto del Re Filippo V. prima che passasse in Ispagna, colà infermatosi morì nel 1708. in età d'anni 64 GIO: VAN-DER-BENT nato in Amsterdam nel 1650. studiò sotto Adriano Van-der-Velde, e fu eccellente in paesi, animali, figure e battaglie. Ho veduto di lui quattro quadri in tavola dipinti a imitazione del Berchem, in casa del Sig. Co: d'Uguon in Lisbona. Morì nel 1690. GIO: VAN HECK, Pittore molto applaudito d'istorie in piccole figure come pure di siori, frutti, e animali. 262 mali. Sono tanto rari i dipinti di § GIO: VEENINEX, Pittore di Utrelui, che difficilmente se ne può ac cht, nominato nel Gabinetto Auquistare, tenuti essendo in grandisreo a. car. 277. sima stima da chi gli possiede. Vi- § GIO: VENIX, figliuolo di Gio: Batvea in Anversa sua patria l'anno tista, ambidue celebri nel dipinge1654. con tal anno segnato vidi un re animali vivi e morti, spezialsuo quadro. E' alle stampe il rimente con pelo, come lepri, conitratto di lui. Studiò in Roma, e gli, ed altri salvatici, Ornava i dimorò in Anversa. suoi quadri con erbe ed attrecci da G. V. HERP. Marca di singolar caccia, e dimorò quasi sempre in Pittor Fiammingo, che dipinse in Amsterdam. (a). tavole e rami bambocciate mirabi- GIO: VIANI Bolognese scolaro di Flamli per il disegno e colorito a imiminio Torre, con elevato colore, tazione del Rubens. Quattro grancon girare di teste alla Gvidesca, di rami contrassegnati da tale marcon tinto ameno, ed aggiustato conca si vedono in Lisbona in quattro torno, ha dato saggio di bravo Maecase della primaria nobiltà, cioè stro in luoghi diversi: Dalla sua Abrantes, Marialta, Allegretti, e scuola sono usciti buoni allievi, fra d'Ugvon i quali due suoi figliuoli Filippo, GIO: VAN HOBK di Anversa, stue Domenico Maria, come si è detdiò nella scuola del Rubens, e fu to: morì l'anno 1700. d'anni 63. stimato Pittore d'Istorie. Fece qui sepolto nella. Chiesa di S. Giuliache volta le figure nelle bel no. le caccie di Snayers. Visse molto GIO: VIVARINO da Murano imparò tempo in Vienna, dove lavorò ascon suo fratello Antonio da Luigi sai, come pure in Anversa sua paVivarino, condusse opere ragionetria. Morì nel 1650. voli, che a quei tempi, cioè del GIO: VAN KESGEL, Pittore di An1440 furono in credito. Bartoloversa, fu eccellente nel dipingere meo Vivarino, che fiorì dopo i sofiori, frutti, ed animali in grande praddetti, tutti li superò, Ridolfo ed in piccolo. Si crede sia stato dipar. 1. fol. 21. scepolo di Daniel Segers. GabinetGIO: VREDEMANUS, di Frisia, Pitto Aureo a car. 411; ne sa memoria, tore prospettivista. Di lui si vede e ne dà il Ritratto. il Ritratto alle stampe, in cui è GIO: VARIN Sopraintendente alle fabqualificato per un buon Maestro briche, e Maestro della Moneta in GIO: VREDEMAN Frisio, chiamato coParigi, fece bellissimi ritratti di munemente Gio: Negro, fu seguace naturalezza mirabile. Nel tempo, del sopraddetto Schorel; vide l'Itache il Cav. Bernini era in Francia, fece lia, riportò alla Patria l' Italiana il busto del Re, ed in seguito la statua maniera, che poi col tempo s'andi S. M. veggonsi l'uno, e l'altra dò dilatando nei suoi contorni; lanegli Appartamenti Regj di Versailvorò ancora carte geografiche. Sanles. Era poi eccellente nel ben fare drart fol. 247. gl'impronti, e i cunii per i modelGIO: Wildens, Pittor Fiammingo, li delle medaglie, e monete, come dipingea paesi, grotteschi, ghiacci, si vede da quelle fatte, nei suoi temdirupi, con tale imitazione della napi. Morì l'anno 1762. Filibien p. 4. tura e del vero, che faceva stupire. fol. 204 Vivea questo Valentuomo in Fiandra (a) Di costui otto bei pezzi di animali sono nella Real Galleria di Dresda. 262 dra nel 1620. come da varj bellisviera di Genova. Imparò da Orasimi paesi posseduti dal Sig. Abate zio Cambiasi: spedito dal disegno Spinosa in Genova contrassegnati copiò più d'una volta l'opere di con nome e detto anno, rilevaPaolo Veronese, onde s'imbevette di quella gran forza, e colore, che si. (a) GIO: WIRIEX fu grande disegnasempre più accrebbe nel suo dipintore a penna, ed imitatore di to, a olio, e a fresco con facilità, Alberto Durero. In Lisbona il Sig. con esatto contorno, con vago coVenturino Olbexien ha nella sua lorito, con prospettive, con archiraccolta un bellissimo disegno di tettura, ed atteggianti figure condotto. Spargevasi intanto per Genolui. § GIO: WOVERMAN seguì la manieva la fama dell'Ansaldi, che però ra di Filippo nel dipinger caccie i Signori Lomellini gli ordinarono i paesi, e battaglie in piccole figudisegni per la cupola della Santisre; e sono in pregio le opere di lui sima Nunziata del Guastado per diperchè di uno stile assai dilicato. pignerla; s'accinse con ogni diliGIO: ZANNA Romano, detto il Pizgenza a quelli, ma oppugnato da zica, perchè figlio d'un Pizzicagno altri Pittori invidiosi, se n appellò lo, con Tarquinio da Viterbo braall'Accademia di Firenze per la revo frescante, e quadratorista lavovisione, e dall'Empoli, dal Passirò di figure in varie Chiese, e Pagnano, e da altri furono con varj lagi di Roma. Baglioni fol. 168. fondamenti sommamente lodati, e § GIO: ZOULCIO Scultore fece in Boa confusione degli emoli, fece stamlogna in Santa Maria Maggiore nelpare tali difese. Principiò dunque la Capella Ercolani la B. Vergi Topera, ma con inselice principio ne, S. Maria Maddalena, e S. Rocmentre nell'uscire di Chiesa una co di tutto rilievo; come pure almattina restò proditoriamente feritre statue in altre Chiese. Passet to, risanato terminò con gloria il gier Disingannato a car. 61. dipinto. Non si fermò qui il suo GIO: AGNOLO CANINI Pittore Romadestino; dipignendo in altro luogo no imparò dal Domenichino, e riua fresco, cadette da un palco con scì molto spiritoso: fu scritto al carottura d'un piede: altra volta patalogo dei Romani Pittori l'anno tì una mortale ferita per mano del 1650. Marcantonio Scultore fu suc Paggi suo competitore: la podagra fratello; l'opere d'amendue le rel'inchiodò nel letto, in cui leggengistra nella sua tavola l'Ab. Titi. do, e rivoltando libri, compose vaPascoli ne sa la Vita 2. tom. a c. 114. rie Commedie, nelle quali degnaGIO: AGNOLO VICINO fratello di Gio: mente si esercitava; finalmente l'anMichele, furono figli, e scolari di no 1638. volò als'altra vita. SoBattista: nei paesi, nelle marine, prani fol. 141. nelle battaglie, nelle figure in granGIO: ANDREA BISCAINO Genovese, de, e piccolo, dipinse con gloria se non di straordinaria virtù, almenella sua Città di Genova, dove no di buon gusto nei paesi; sbrigafioriva nel 1675. Soprani fol. 177 vasi da quelli in pochi colpi, at GIO: AGOSTINO ABATE CASSANA: tento più al guadagno, che alla vedi Gio: Francesco Cassana. gloria, per sostentare la numerosa GIO: ANDREA ANSALDI nacque l'ansua famiglia: ebbe per figlio Bartono 1584. in Voltri, Borgo nella rilomeo, che da giovine fece gran pro(a) Di lui un pezzo istoriato è presso S. Maestà in Dresda 264 profitto nella pittura, ma restò anch'esso col padre estinto nel 1657. dal contagio. Soprani fol. 201. GIO: ANDREA CASTELLI Bolognese scolaro del Dentone, imparò la quadratura, e servendogli di figurista Francesco Carbone, si fece largo sopra vasti muri in pubblico, ed in privato nella sua, ed in altre Città: fiorì nel 1625. Masini fol. 625. GIO: ANDREA CARLONI figlio di Taddeo Scultore imparò in Genova da Pietro Sort, splendore dei Sanesi Pittori; questo s'educò sì bene nel disegno, che superò tutti i suoi compagni; mancandogli poi l'amato Maestro, andò a Roma per ri cercare maggiore persezione da quelle famose pitture, e dalle statue antiche. Passò a Firenze nella stanza del Passignano, e superò i compagni, a olio, e a fresco. Ritornato alla patria perfetto, franco, ed erudito, ben veduto, e benignamente accolto da i professori, in particolare da Bernardo Castelli Pittore, che diedegli per moglie Ersilla sua figlia. S'affollavano intanto le commissioni, quando l'anno 1630. fu impegnato a partire per Milano a dipignere la Chiesa di S. Antonio, Padri Teatini, la quale avendo compiuta la metà, gravemente infermato morì, e fu in detta Chiesa sepolto: l'opera poi la terminò Gio: Battista suo fratello. Soprani fol. 113. GIO: ANDREA DONDUCCI, detto il Mastelletta dall'arte del padre, che faceva Mastelli; nacque in Bologna nel 1575. anno in cui uscì alla luce Guido Reni tutto dolcezza, e pazienza nel dipignere, e questi tutto fuoco, e prestezza nelle risoluzioni, onde soleva dire Guido essere nato meno Pittore del Mastelletta. Appoggiato ai Carracci sino da principio ammirarono, e lodarono quella formidabile celerità nei copiosi pensieri, e colorito furbesco cacciando tutto in ombra, o per iscansare difficultà, o per non rendere conto dell'esattezza dei contorni. Nei paesi poi su luminoso, brillante, ed ameno, introducendovi spiritose figurine in danze, in viaggi, ai mercati, in riposi, e conviti. Fu moderato nei prezzi, lontano dalle lodi, di natura solitario, abitò gran tempo in campagna, dove in un pranso quasi avvelenato rimase. Per la sicurezza della sua vita si ritirò nei Padri di S. Francesco, vestito da Oblato, ma pregato dal Guardiano a comparire in refettorio con gli altri, se ne fuggì, ed ebbe benigno ricetto nei Padri Canonici Regolari di S. Salvatore, dai quali pure partendo, ridotto in ultima vecchiaja, e miseria, in casa d'un suo lontano parente terminò la vita. Malvasia p.4. fol. 93. GIO: ANDREA FERRARI nacque in Genova di famiglia qualificata; dalla natura disposto al disegno lo imparò da Bernardo Castello, poi si avanzò nella pittura sotto le direzioni di Bernardo Strozzi, detto il Prete Genovese, e diede tante prove delli suoi pennelli, che sto per dire non esservi Chiesa, Palagio, o casa privata, entro, e fuori di Genova, che non goda qualche dipinto di questo degno, gentile, ed universale Pittore, che nelle storie, nei paesi, nei fiori, nei frutti, negli animali, nelle figure picciole, e grandi toccò sempre le mete d'una singolare perfezione. Per liberarsi dagl'impegni di prender moglie, e di vivere libero all'operare, vesti l'abito Chericale, e sebbene fu travagliato dalla podagra, e dalla chiragra fu sempre instancabile nell' operare. Cessò di vivere nella sua età di 70. anni nel dì 25. Decembre 1659. Soprani fol. 255. Un altro Gio: Andrea Ferrari sta registrato in Orazio Ferrari Gio: 265 to il Sodemma, imparò il disegno GIO: ANDREA GRAVIO Notimberge da Giacomo dalla Fonte. Con mez se scolaro di Marelio, oltre i ritratzi potenti entrò a lavorare in Vati, ed architetture, dipinse anima ticano per Papa Giulio II. Donò un li, frutti, e fiori; conseguì in conquadro a Papa Leone X. che in risorte Maria Sibilla Meriana, che an compensa lo creò Cavaliere. Lavoch'essa vagamente dipinse uccelli rò un Confalone alla Ven. Compae fiori; non mancò l'uno, nè l'algnia di S. Bastiano di Camolia, che tro di fare gloriose ghirlande alla certi Mercatanti Lucchesi vollero pa fama, la quale fece risonare i nogare 300. scudi d'oro. Fu un umomi loro per molte parti del Monre il più bizzarro del Mondo: te do. Sandrart fol. 337. neva per casa ogni sorta d'animali GIO: ANDREA SIRANI Bolognese de tassi, bertuccie, gatti mammoni gno allievo di Guido Reni, e pasghiratoli, asini nani, tortore, galdre della famosa Elisabetta, che fu line indiane, ed a tutti faceva opela maraviglia delle Pittrici, fu gran rare, o fare qualche giuoco: si diMaestro, non solo nel tignere qua lettò ancora tenere cavalli, e bardroni vasti con bella, ed elegante beri, e ne riportò molti palj in Fimaniera Guidesca, ma ancora nell' renze, in Siena, in Pisa, e suoi coninsegnare, e dalla sua scuola n'uscitorni; ma con questi animali per rono Barbara, ed Anna-Maria sodendo il tempo, e spendendo molto relle d'Elisabetta, la quale morendanaro, si ridusse in vecchiaja mido l'anno 1665. non senza sospette serabile a morire d'anni 75. allo di veleno, come si è detto, lasciò Spedale grande di Siena nell' anil Genitore con sommo dolore lanno 1554. Vasari par. 3. lib. 1. fol. guire sino alla morte, che lo colpi d'anni 60. nel 1670. e su sepolto 524 GIO: ANTONIO DOSIO nacque in Fiin S. Domenico. Malvasia par. 4. renze nel 1533. D'anni 15. andò a fol. 453 Roma, e si pose a fare l'Orefite GIO: ANTONIO BOLTRAFFIO Milanepoi passò sotto Raffaello da Monse scolaro di Leonardo da Vinci: anno 1500 dipinse nella Chiesa deltelupo Scultore: acconciò molte Stala Misericordia fuori di Bologna la tue in Belvedere; fece lavori di stucco, e di basso rilievo; laverò diligentissima tavola di M. V. con vari Depositi di marmo coi ritratBambino in braccio, i Santi Gio. ti, ed operò d'architettura. BorghiBatista, e Sebastiano, e sotto il rini fol. 601. tratto di chi fece fare, con l'annotazione del nome, anno, e scuola GIO: ANTONIO FASOLO nato in Verona d'onesti parenti, invaghito dedel Pittore. Vasari par. 3. lib. 1. dipinti del Zelotti, e di Paolo Vefol. 17. ronese, si pose in pratica con quelGIO: ANTONIO CAPPELLI nacque in li, cercando però avvicinarsi più al Brescia l'anno 1664 dalle lettere Caliari, che al Zelotti, ed in fatti passò al disegno, ed al colorito nella bell'opera della Pisci na dipinta la Scuola di Pompeo Ghiti; in Boin S. Rocco di Verona, da tutti è stilogna nell' Accademia di Lorenzo mata di Paolo. Lavorò talvolta di Pasinelli, ed in Roma in quella di fantasia inventand o azioni morali Bacciccia. Da questi tre Maestri o fatti eroici animati da geroglifidunque perfezionato nel dipignere ci; e perchè gareggiavano insieme particolarmente a fresco, ha dato le Chiese, e i Palagi per impegnarbell'opere in luce alla Patria. lo all'opere, dipignendo la Sala dell' GIO: ANTONIO DA VERCELLI, detudien 266 udienza del Podestà in Verona 1 ture comparve famoso, come da invidia gli smosse sotto il palco molti Sepolcri, Depositi, e Statue dal quale cadendo, morì in età di sua mano risulta. Fu uomo di di 44. anni. Ridolfi par. 1. fol. buon tempo; non travagliò se non 234 (1) mosso dal bisogno; guadagnò assai. GIO: ANTONIO LAPPOLI nato in Ae sinattantoche aveva danaro, farezzo, imparò da Domenico Pecocendo il gentiluomo, prodigamente ri, e dal Pontormo. In Roma praspendeva. Condusse in affitto nobiticò con li primi Pittori, in parlissimo giardino, e tra il festeggiaticolare col Parmigianino, il quare, il banchettare, e disordinare le gli portò grande affetto, perin estrema necessità ridotto allo Spechè anch' esso toccava di buon dale, morì in fresca età. Baglioni gusto il Leuto. Favorito dal Sefol. 79. gretario di Papa Clem. VII. aveGIO: ANTONIO REGILLO, O Licinio, va terminato bellissimo quadro per o Bordonone, nacque nella terra di donarlo a N. S. ma in quel tempo Bordonone nel Friuli; cangiò il co[ che fu del 1526.] succedendo il gnome di Licinio in Regillo per 1 sacco di Borbone, resto prigioniero, odio insorto contro un suo fratello. e fu gran fortuna poter fuggire in che lo ferì d'archibugiata. Guicamicia alla Patria, dove gionto dato a Venezia dalla fama di Gior incontrò la peste: fuggì di nuovo gione da Castelfranco, praticò quele quella cessata ritornò a ripatriala Scuola, e ben presto Pittore si re, e condusse opere varie per divide: i suoi dipinti, a olio, ed a verse Chiese, sinchè sessagenario terfresco in Patria, in Genova, in minò il corso della sua vita l'anMantova, in Cremona, in Piacenno 1552. Vasari par. 3. lib. 1. fol. za, ed in Venezia, per la prestez382. za, e franchezza, con cui li terGIO: ANTONIO LELLI Romano scominava, furono innumerabili, EIaro del Cav. Cigoli; benchè po molo di Tiziano, dipingeva sempre che opere mostrasse al pubblico con la spada a canto. Il suo grido lavorò però molto per i privati; 1 tirò il Buonaroti a Venezia per amsuoi dipinti ebbero gran voga per mirare l'opere ivi dipinte. Fu pridiverse parti del Mondo: se la linvilegiato, è fatto Cav. dall'Impegua non gli avesse impedito l'inradore. Ebbe spiriti marziali; s'ingresso nelle Corti, sarebbesi avantese di belle lettere; toccò dolcezato a belle fortune: si dilettò di mente il Leuto. Chiamato a Fersemplici, e ne coltivò bellissimo rara dal Duca Alfonso II. per digiardino: nel 1640. mori d'anni 49. segnare certi Arazzi, sorpreso da sepolto alla Madonna del Popolo: improvvisi dolori, non senza solasciò un figlio Pittore. Baglioni spetto di veleno, e con sommo difol. 376. spiacere di quell'Altezza, ivi morì GIO: ANTONIO PARACCA da Valsolnel 1540. in età d'anni 56. Ridolfi do, chiamato in Roma il Valsoldo, par. 1. fol. 95 (b) Nel Pontificato di Gregorio XIII. GIO: ANTONIO ROSSI Milanese braentrò in quella Città, ed esercitosvissimo Intagliatore di Cammei: basi nel restaurare antiche Statue, e sti solo per sua gloria registrare qui studiando da quelle bellissime Sculil famoso Cammeo, alto un terzo di brac (a) Di lui ha S. Maestà due pezzi istoriati, ed un ritratto. (b) Di questo Autore ha S. Maestà un pezzo istoriato che su di Modena. braccio riquadrato, esposto nella stanza in Madrid, fabbricandovi Galleria di Toscana, nel quale iscabellissima Casa, dalla quale, oltre vò dal mezzo in su i Serenissimi il comodo per se stesso, ne tirava ogni anno 500. scudi d'affitto. PoCosimo, ed Eleonora, che amendue co tempo durarono tante felicità con le mani sostengono un tondo, mentre sorpreso da mortale inferdentro il quale è la Città di Firenmità, riposò con gloria dalle sue ze, e dal mezzo in giù vi sono virtuose fatiche. Soprani fol. 59. Balsette suoi Figli al naturale ritratdinucci &c. ti; manifattura la più degna, che si possa leggere nel Vasari par. 3. GIO: ANTONIO SPADARINO di Casa Galli Romano. Dal quadro dipinlib. 1. fol. 297. GIO: ANTONIO SCARAMUCCIA Peruto in S. Pietro di Roma, rappregino scolaro in Roma del Cav. Posentante li Santi Valeria, e Marmerancio; fu bravo Pittore, molto ziale, fa d'uopo comprendere la adoperato in pubblico, ed in privavirtù di questo valente Pittore, del to: fiorì nel 1640. ebbe un figlio quale niuno Autore parla. per nome Luigi, Pittore, e ScritGIO: ANTONIO VASSALLO Genovese scolaro di Luciano Borzone, s'aptore, del quale si parlerà. Scanelli plicò con franchezza a fare ritratfol. 370. ti, il guadagno dei quali spendeva GIO: ANTONIO SOGLIANO Fiorentino dimorò 24. anni con Lorenzo in trattarsi bene, vestire alla grandel Credi, per fondarsi perfettade, e portare con decoro la sua virtù. Dava grande speranza d'inol mente nel disegno, e nel colorito: trarsi a cose maggiori nella pittuaderì poi alla maniera di Fra Barra, ma in fresca età morì. Soprani tolomeo di S. Marco, come si scorge da un Cenacolo, che io vidi in fol. 184. Anghiari [Diocesi Aretina ] terGIO: ANTONIO VERONESE fratello di minato di buon gusto: fu Uomo Stefano rarissimo Pittore dei suoi malinconico, e lungo nell' opetempi, ebbe un pronipote chiamarare: morì d'anni 52. di male di to Gio: Antonio Veronese il quale pietra, e dopo molte ne furono ri tinse meglio del primo, in particotrovate nell'uretra tre, della gros lare in frutti, in fiori, ed in anisezza d'un novo. Vasari par. 3. lib. mali, i quali colorì con viva natu1. fol. 194. ralezza, e dei suoi quadri molti fuGIO: ANTONIO SORMANO Scultore rono portati in Francia dal MondelSavonese fratello di Leonardo, che la Veronese: terminò i suoi giorni su Statuario dei Pontefici Gregorio in Roveredo. Vasari par. 3. lib. 1. XIII. e di Sisto V. dopo avere av fol. 272. vivati molti marmi, ed intenerita GIO: BATISTA AMIGAZZI studiò la Pitla durezza dei sassi Romani, pastura da Claudio Ridolfi, ed in essò in Ispagna al servigio di Filipsa si rese commendabile. Dilettosi po II. per abbellire il famoso Escopiare le opere del suo maestro, e curiale: riuscì di tanta soddisfalo fece con tale studio, che vengon zione a quel Monarca, che gli futenuti per originali da chi non ha rono assegnati 700. scudi annui in perfetta cognizione del Maestro. vita, oltre il prezzo dei suoi lavo. Dipinse anche di sua invenzione in ri, e per affezionarlo alla Corte pubbliche Chiese, come ne scrive il l'unì in matrimonio con bella SpoPozzi a car. 168. sa d'onorevoli natali, dichiarandoGIO: BATISTA ARMENINI da Faenza, lo suo creato. Stabili dunque la non meno celebre per le tele dipinLI 268 te, che per le carte vergate d'ainchiostro, avendo dato alle stampe tre Libri in un Tomo in quarto intitolato: Veri Precetti della Pittura, stampati in Ravenna l'anno 1587. § GIO: BATISTA AVENARIA, nato in Bergamo, non si sa da chi abbia appreso la Pittura; si sa bene che in S. Francesco di detta Città dipinse in una Capella con artificioso scorcio. Ridolfi par. pr. a car. 133. GIO: BATISTA BAGNACAVALLO figlio, e scolaro di Bartolomeo Ramenghi, detto il Bagnacazallo, ajutò il Pa dre nella Cancellaria di Roma terminata in cento giorni, ed al Primaticcio, ed al Rossi nelle Gallerie di Francia. Questo Valentuomo è celebrato dal Vasari, onorato da Agostino Carracci, che intagliò una dell'opere sue, lodato dal Baldi, e dal Cavazzone, decantato dal Bumaldi, e con espressa memoria registrato nel catalogo dei Bolognesi Pittori, per avere difeso, e pre stato somma riguardevole di danaro a quell'Accademia, per la lite contro le quattro Arti, e però fu eletto dei trenta del Consiglio, dichiarato Stimatore pubblico, e finalmente nel 1575. creato Massaro. Malvasia par. 2. fol. 141. GIO: BATISTA BAJARDO Genovese Pittore aggiustato di componimen to, corretto di contorno, dolce, ed ameno di colorito, fu molto ricer cato in pubblico, ed in privato. Nacque in miseria, ma con l'ope re sue, nel tempo del contagio del 1657. morì in fortuna. Soprani fol. 210. GIO: BATISTA BARBIANI di Ravenna dipinse le due tavole, che sono agli Altari di S. Andrea, e di S. Gioseffo nella Chiesa di S. Francesco di quella Città, e sono le cose migliori, che uscissero dai suoi pennelli. Fabri fol. 156. § GIO: BATISTA BARCA, nato in Mantova, portatosi giovinetto a Verona studiò ivi la Pittura, per cui talmente si distinse, che meritò di esser dichiarato Cavaliere. Fissò sua stanza in Verona, ove lavorò sì in pubblico che in privato. Fioriva circa il 1650. Pozzo a car. 170. GIO: BATISTA BEINASCHI Piemontese scolaro di Monsù Spirito, poi in Roma di Pietro dal Pò, disegnò opere del Lanfranchi, e tanto possesso pigliò di quella maniera, che molte opere sue passarono per mano di quel gran Maestro: fu disegnatore feracissimo, d'idea grande vasto d'invenzione, spedito, e risoluto; Roma godette dell' opere sue sino all' anno 1690. che fu il 54. di sua età, in cui morì; lasciò Angela la figlia addestrata nel fare ritratti, e copiare l'opere sue, come di presente si vede. Mori Cavaliere. GIO: BATISTA BELLOTTI, Fittor Veronese, ne suoi primi anni apprese il disegno da Andrea Voltolini, e mandato dal Padre a Venezia nella scuola di Antonio Belluzzi si persezionò nel colorito. Ritornato in patria aprì ſcuola, e con applauso operò nelle Chiese, e per private persone, e per altre Città. Vive in Patria agiato e facoltoso. GIO: BATISTA BELLUCCI nacque in S. Marino l'anno 1506. attese per molto tempo alla mercatura; servì di Cameriere il Contestabile in Roma, poi passò alle seconde nozze con la figlia di Girolamo, Genga famoso Pittore, ed Architetto d'Urbino: sotto di questi, benchè in età adulta, tanto studiò il disegno, e l'architettura, che servì il Duca Cosimo di Toscana col terminare la Fortezza di Pistoja; rinforzare i Baloardi di Pisa, e ristaurare le forbici, e mura di Firenze: con questo occasione scrisse zun Libro di Fortificazione. Nella guerra di Monte Alcino fu ferito d'archibugiata. In 269 dente di tutte le belle arti. In Mansegnò al March. di Marignano il tova nella sua Casa da esso per se modo d'atterrare Baloardi, e imfabbricata, alla porta si vedono anpadronirsi di Siena, come in fatti cora le due colonne, l'una perfettaseguì, ed in premio fu dichiarato mente tonda, l'altra spaccata nel Capitano di fanter a. Spedito all' mezzo d'ordine Jonico, dove con Aiuola (Fortezza di Chianti) nel esatte misure si trovano tutti i mempiantare l'artiglieria, rimase colpibri divisi nella spaccatura di essa to nel capo, e morto fu portato alcolonna per comodo e benefizio dela Patria, per onorarlo con solenni gli studenti. esequie l'anno 1553. Vasari par. 3. GIO: BATISTA BERTUSIO Bolognese lib. 1. fol. 537. scolaro di Dionigio Calvart, poi GIO: BATISTA BENEVENUTO, detto dei Carracci, coi quali poco si ferOrtolano, perchè figlio di un Ortomò, fidandosi troppo della sua dilano Ferrarese: nella Chiesa dei PP. licata maniera, divulgando essere Serviti di Ferrara dipinse l'Altare simile a quella di Guido, anzi mordi S. Margherita, nei Bastardini to quel famoso Pittore, vantavasi Altare Maggiore, e moltissi ne opeessere egli l'unico erede: furono pere sue furono portate a Roma, perrò graditi i suoi dipinti, o susse la chè erano in istima grande; fiorì moderatezza dei prezzi, o un'appanel 1525. Subarbi fol. 124. rente vaghezza, che alla prima ferƒ GIO: BATISTA detto il BERGAMASCC mava. Fu di gran flemma, e paper essere nato in Bergamo, stuzienza nell'insegnare a Cavalieri, e diò in Roma la pittura dalle opere Dame. Ebbe due parti lodevoli degli eccellenti Maestri, ed ebbe cioè fu uomo dabbene, e dotato di credito, che fu invitato in Ispagna naturale eloquenza, con la quale al servigio prima di Carlo V. po sermoneggiava nelle Compagnie, e di Filippo II. Nel gran Palazzo del nelle Congregazioni, e recitò l'oraPardo in Madrid si vede di lui in zione funebre per Agostino Carracornatissimi comparti la favola di ci. Conseguì in consorte Antonia Medusa, ed altre di Ovidio, così Pinelli, Donna sapiente, e Pittrice, ben disegnate e colorite, che que della quale si è parlato: morì sensta sol opera può far immortale il za figliuoli, e lasciò tutto il suo suo nome. Credo che sia stato paalla Compagnia di S. Sebastiano dre di Bernardo Castello, e di Gradi cui era confratello. Malvasia nello e Fabrizio; questo però noi por. 2. fol. 263. si afferma per mancanza di notizie più certe; so bene che morì GIO: BATISTA BIANCHI Lombardo figlio di Bartolomeo Architetto, atnel 1570. in età di anni 80. come tese all'arte del padre, poi con fadal suo Deposito in Madrid. cilità alla Scultura: di bianco marGIO: BATISTA BERTANO, Pittore e mo concluse un perfetto, e bene inArchitetto del Duca Vincenzo Gonteso Bacco per la Francia, che fu zaga di Mantova, per ordine di detal maggior segno gradito: Per to Principe eresse molti Palagi e Altare Maggiore della Cattedrale Chiese in detta Città. Scrisse le redi Genova fece una figura di Magole dell'architettura e prospettiva, ria Vergine con Angeli di getto, come pure del modo di voltar la per Milano statue diverse, e praVoluta del capitello Jonico; il qua ticando in quella Città con Gio: manoscritto fu da me veduto in Batista Crespi, detto il Cerano: Londra nella famosa racolta di MiPittore di molta stima, provò i penlord Burlington amatore e intennel 270 nelli ubbidienti alla mano, tignenvedere, oltre infiniti particolari: do qualche tavola ragionevole: rivisse sino a gli anni 77. e morì nel tornato a Genova, s'incontrò nel 1688. sepolto in S. Giacomo. L'ancontagio del 1657. e mori. Soprani no medesimo morì Angelo fratello fol. 300. minore in età di 63. anni, questi GIO: BATISTA BISSONI Pittore Padoimparò da Gio: Batista, copiò per vano discepolo d'Apollodoro di Poreccellenza l'opere del fratello, dicia, fu celebre in ritratti, ed in pinse qualche cosa d'invenzione istorie sacre, e profane: avanzato ma la maggior parte del tempo le in età celebrò le nozze con gentile spendeva nell'insegnare il disegno fanciuila, e fra la soverchia gelonell' Accademie, e nei Collegi. In sia, ed amore, presto la lasciò ve oggi vive il Nipote Giacomo Bodova; morì nel 1636. d'anni 60. lognini, del quale si è parlato. Ridolfi par. 2. fol. 260. Un altro GIO: BATISTA BORZONE fratello di Gio: Batista Bissoni registra il SoCarlo ritrattista in grande, ed in piccolo, di Francesco paesista terreprani a sol. 199. chiamato il Venestre, e marittimo, tutti tre figli, ziano, nato in Genova da Domenie scolari di Luciano valente Pittoco Scultore Veneto, attese all'arte re Genovese: attese ad istoriare in del Padre, e fece ben presto rumogrande; dopo la morte del padre reggiare per la Città il grido del precipitato da un palco mentre suo singolare contorno, sicurezza dipigneva nella Santissima Nunziad'istoriare, speziosità nei putti ta del Guastado] riassunse l'opere grazia nei volti femminili, vene paterne, con grande onore segurazione nei vecchi, perfezione nelsempre di bene in meglio sino all' le pieghe in marino, in avorio, ec anno 1650. circa il quale volò alla in legno. Nei Crocefissi fu mirabigloria. Soprani sol. 206. le, bastando solo memorare quello spirante nella Chiesa di S. Spirito, GIO: BATISTA BRACELLI Genovese sdegnando l'arte del padre legnache muove al pianto ogni pupilla, juolo, s'applicò alla pittura nella che lo contempla: si dilettò anscuola di G. B. Paggi, dove affaticora questo modesto, amoroso, ed candosi più degli altri compagni, onorato virtuoso della pittura: moin breve tempo arrivò a lavorare rì nel contagio di Genova nel 1657. nelle stesse tele del Maestro, Con GIO: BATISTA BLAIN da Fontenay, maniera poi terribile si diede ad inoriondo di Parigi, Pittore, e disceventare di capriccio senza riposo, polo di Batista; ha avuto gran geo riguardo alla salute, e quantunnio nel dipingere fiori, i quali soque avvisato dal Maestro a rallenno riusciti sempre in eccellenza tare la briglia ad un corso tanto naturali. Morì Ufiziale della Reaveloce, tuttavolta seguì sempre de le Accademia l'anno 1714. M. S. un passo, sinoattantochè fermato GIO: BATISTA BOLOGNINI da Boloda un'etica nel quinto lustro, corgna uno dei più copiosi allievi di rendo l'anno 1609 spirò l'aniGuido Reni, che esattamente non ma con dolore universale dei pasolo copiò, ed intagliò opere del renti, e dei Professori. Soprani fol. Maestro, ma con sodo, e stabile fondamento inventò opere varie GIO: BATISTA BRUNI Piemontese dipinse con ispirito, con velocità imparò da Giulio suo fratello; non e con colore più ricacciato del suo potendo arrivare alla perfezione di Maestro, come da circa 30. quaterminare le figure, principiò a dri nelle Chiese di Bologna si può 271 dipignere di macchia, e sortì l bra a musaico, ma isquisitamente dipinto. Ab. Titi fol. 51. intento d'essere gradito dagl'Intendenti: fiorì nel 1625. Soprani Pascoli nel 2. Tom. a car. 23. ne fa la vita. fol. 320. GIO: BATISTA BUONCUORE, nato in § GIO: BATISTA CANZIANI, Pittor Abruzzo nel 1643. portato da un Veronese, si distinse nel far ritratti particolar genio ad apprendere la a perfezione somiglianti. Lasciò la Pittura, andò a Roma, a Firenze, Patria per aver fatto un omicidio a Bologna, e a Ferrara, dove ina fine di difendere l'onor suo. Givagitosi delle opere di Gregorio da rò per l'Italia, e si fermò in BoloCento, su quelle a studiare assiduagna, con credito adoperandosi nell' mente si mise. Ito poi a Roma, arte sua. Vivea circa gli anni ed ivi esposte le sue pitture, piac1712 quero tanto, che fu impiegato a GIO: BATISTA CAPODIBUE Modoneservir grandi personaggi, ed ebbe se, alla nobiltà de' natali aggiunse molte commissioni per pubblici e le prerogative della pittura, della privati quadri. Visse in Roma siscultura, e dell'architettura, che no all'anno 1669. lasciando di sè lo resero amabile, ed ammirabile buona fama. Pascoli tom. 2. a car. in Parma, ed in Patria, dove si 276. contemplano nel Coro dei PP. CarGIO: BATISTA BUSI fu scolare dei melitani la Santissima Nunziata colCaracci e nel funerale che si fece locatavi nel 1599. ed in altri Temin Bologna di Agostino Caracci pi statue molto bene condotte. Visece la statua dell'Onore, Relaziodriani fol. 107. ne di detto Funerale stampata in GIO: BATISTA CARACCIOLO, detto Bologna nel 1603. a car. 12. Batistello, Pittore Napoletano, laGIO: BATISTA CACCIOLI nato in Buvorò diverse pitture nella Chiesa di do [Castello dieci miglia da BoS. Fortunata, in un lato dell' Altar logna lontano ] fu uno dei più braMaggiore; di che ne ha fatto mevi, e spiritosi allievi, che uscisse moria il Celano nelle notizie di Namai dalla scuola del secondo Ca poli, par. 2. a car. 42. nuti: oltre le belle opere a fresco GIO: BATISTA CARLONI Pittore Genei Palagi, e nelle Chiese di Bolonovese, fu scolaro, e cognato di gna, servì i Serenissimi di MantoDomenico Fiasella, al quale fece dava, e di l'arma, e di Modona; ma re onorata sepoltura l'anno 1669. quando stava per raccogliere il frutin S. Maria della Pace nel proprio to di tanti seminati sudori, la mor sepolcro, con iscrizione degna d'un te gli troncò lo stame vitale nel tanto Maestro. Soprani fol. 251. 1675. in età di 40. anni. Vedi Gio- GIO: BATISTA CASTELLO diligentissiſeffo Antonio Caccioli. mo Miniatore Genovese, e fratello GIO: BATISTA CALANDRA da Verceldi Bernardo: passò la sua gioventù li famoso lavoratore di musaico: si nell'arte dell'Orefice, e comechè vedono in S. Pietro di Roma i quatnon era privo del disegno, lasciò tro Dottori della Chiesa coì disegni quella, e con l'ajuto di Luca Camdel Lanfranchi, e del Sacchi. S. biasi si diede all'esercizio della miBernardo, e S. Gregorio coi carto niatura, nella quale egli solo fece ni di Carlo Pellegrini, e del Rò più di quello, che abbiano fatto manelli, e fra tutti mirabile si renmolti insieme: meritò di essere lode l'Arcangelo Michele inventato dato dal Marini, dal Soranzo, e dal Cav. d'Arpino, che non semdal Grillo. Oltrepassarono i monti 272 le lodi di lui, e giunte alle orecdisegni, servendo a Principi e Carchie di Filippo II. Re delle Spagne, dinali. Morì nel 1723. in età di anlo volle presso di sè, per impiegarni 82. e fu sepolto nella Chiesa lo a miniare i Libri dell'Escuriale. nuova di Roma. Pascoli par. 2. a car. 551. per le quali diligenti fatiche meritò premj reali. Servì parimenti MarGIO: BATISTA CORIOLANO Bolognese fratello del Cav. Cristofano, già gherita Regina d'Austria. L'anno 1696. dal Senato di Genova ottendescritto, fu scolaro del Valesio, ne un privilegio d'esenzione da queldipinse, intagliò in rame, e legno le leggi e da quei capitoli, ai opere del Guercino, e d'altri Maequali soggiacevano i Professori di stri, e diede in luce più di 100. raquei tempi; in quello è dichiarato mi grandi servibili per le pubblieccellente, ed eminente nell'arte che Conclusioni. Malvasia par. 4. sopra ogni altro Pittore. Il Cielo fol. 153. stesso lo distiese da tanti altri, col GIO: BATISTA CREMONINI da Cenfargli vedere Giorgio su figlio, dal to, per virtù, e per tratti singulalo stato mediocre di Mercatante ri dichiarato Cittadino di Bologna. passare al grado di riverito Principe fu pratico, e spedito Pittore in finel Regno di Sicilia, e pure tale gure, in chiariscuri, in prospettive, e tanta fu sempre la modestia del in fregi storiati d'animali, intellisavio Pittore, che non alterò mai gentissimo Architetto di machine, un punto il suo vivere. Infinite so di barriere, di teatri, in Bologna, in Parma, in Modona, e nella Mino le opere sue, e particolarmente quelle, che sono condotte in minurandola; con maniere amorose tissime figure, le quali ancora in età tratti gentili, e prezzi ragionevoli di 90. anni felicemente dipingeva fece noto all'Italia la sua facilità Morì l'anno 1637. e lasciò Girolae bravura nelle invenzioni, e nelle pitture sino all'anno 1610 in cui mo suo figlio anch'esso Miniatore, morì. Malvasia par. 2. fol. 237. del quale si parlerà a suo luogo GIO: BATISTA CRESCENTI Nobile RoSobrani fol. 135. mano, dilettante del disegno, volle GI BATISTA CIMA, detto il Coniper Maestro il Cav. Prom rancio: gliano, perchè nato in tal luogo nel Friuli: fu uno dei primi imitatori dipinse con aggiustata maniera; godi Gio: Bellino, e molti quadri di deva che la sua Casa fusse l'Emporio delle Virtù: dava ricetto agli sua mano fatti nel 1517. registra il studiosi giovani forestieri innamoRidelfi par. 1. fal. 59. GIO: BATISTA CIMAROLI da Salò rati della pittura, mantenendoli di sul Lago di Garda, studiò in Brecolori, di pennelli, di tele, e di scia la pittura sotto Antonio Aumodelli; gradì tanto l'inclinazione di genio sì nobile Papa Paolo V. reggio, e Antonio Calza Pittori paeche dichiarollo Sopraintendente alla sisti, e lavorò per commissioni veCapella Paolina, e di tutte le fab nutegli dall'Inghilterra, e da altre briche, e pitture da farsi nel sucCittà lontane, che gradivano i suoi Pontificato. L'anno 1617. dal Card. dipinti. Vive in Venezia. Zappada fu condotto in Ispagna GIO: BATISTA CONTINI, figliuolo Esperimentato da Filippo III. nella di Francesco architetto Romano, si diede allo studio del Padre, cui supittura, e nell' architettura, tale però, avendo avuto per maestro il su di quel Monarca lo gradimento, che ordinò si fabbricassero con suo Cavaliere Bernini. Molte fabbriche alzò sì in Roma che fuori con suoi disegno le Reali Sepolture, ed il Palagio del Buonritiro. Ritornato la Italia, dove, e quando morisse, non ne parla il Baglioni fol. 364. GIO: BATISTA CRESPI detto il Cerano (dal luogo, in cui nacque, volgarmente chiamato il Borgo, poco distante da Novara Stato Milanese.) Nacque d'onestissimi Parenti. i quali desiosi di vederlo laureato nelle scienze, l'applicarono alle belle lettere, alla rettorica, ed alla filosofia, ma delusi dal suo genio straordinario alla pittura, all'architettura, ed alla prospettiva, convenne loro mandarlo a Roma, poi a Venezia. Praticando dunque indefessamente i migliori Pittori di quelle Città, ritornato a Milano, entrò nella Corte Ducale a fare mostra del suo vivacissimo talento; e ne sortì tanto onore, che i Cavalieri, 1 Governatori, gli Arcivescovi, ed i Principi scoprendo in lui, oltre la virtù dei pennelli. una certa nobiltà di tratti obbliganti, e di franchezza nell'arti Cavalleresche, si servirono dell'opcie sue in pitture, o in architetture molte delle quali si contemplano con estrema dilettazione in quella Città, dove d'anni 76. lasciò la vita nel 1633. M.S. GIO: BATISTA dal SOLE Pittore Milanese imparò da Pietro suo Padre dipinse a olio, e a fresco in luoghi vari di Milano, particolarmente nella Corte Ducale, e nelle Chiese di S. Francesco, di S. Eustorgio, di S. Bernardo, di S. Angelo, e di S. Gio: alle Case rotte. Torre nella sua Tavola. GIO: BATISTA DISCEPOLI detto il Zoppo da Lugano, aderì alla maniera Procaccinesca, e la ridusse ad un proprio stile, che molto piacque per la sveltezza, e per l'ottimo colorito, che ritrovò; morì d'anni 70. nel 1660. M. S. GIO: BATISTA da Novara di Casa Ricci, giunse giovinetto a Roma 273 nel Pontificato di Papa Sisto V esperimentata la sua bravura nella Scala Santa, nella Libraria Vaticana, e nel Palagio Laterano, fu da N. S. dichiarato Sopraintendente ai lavori di Pittura, durante il suo Papato. Le pitture a olio, ed a fresco dipinte in Roma nei Tempj nei Claustri, e nei Palagi sono innumerabili, sì per la franchezza, ed amorevolezza nei prezzi, come per la lunga età di 75. anni, che felicemente visse sino circa il 1618. Baglioni fol. 149. GIO: BATISTA della CERVA, discepolo di Gaudenzio Fernerio, fu Maestro di Gio. Paolo Lomazzi, che ciò lasciò scritto nel suo Trattato della Pittura a car. 188. GIO: BATISTA, e GIROLAMO de GRANDIS amatissimi fratelli sempre indivisi nati nel Borgo di Varese (Ducato di Milano. ) Uscirono dalla Scuola del Mariano seniore, e riuscirono perfetti, e faraginosi Mae stri nella prospettiva, e nell'architettura da tutti stimati per l' invenzione, per il colorito, e per l'arte d'introdurre bizzarrie nei loro lavori dipinti per varie Città. Chi brama conoscere l' eccellenza loro entri nella Chiesa di S. Caterina in Brera di Milano, e vedra quanto fusse la forza, e la vaghezza del loro operare. Sono morti uno do po l'altro ottogenarj l'anno 1718. M. S. GIO: BATISTA del MAZO, cittadino di Madrid, fu alla scuola del Velasquez, e si fece celebre nel far ritratti, e copiare dal naturale con tale esattezza, che un quadro co piato da lui con difficoltà si distingue dall'originale, e con la sua perfetta imitazione e franchezza in ciò fare ha ingannato i primi pittori e intendenti. Visse sino all'anno 1670. e mancò in età (di anni 70. Palomino ne ha dato la vita nel tom. 2, G10 Mm 274 GIO: BATISTA de MEDINA nativo di Brusselles celebre Pittore, sulla maniera di Pietro Paolo Rubens. Egli fu fecondo, e ferace inventore, e l'opere sue diedero sempre nel grande, e furono accolte con sommo piacere nella Scozia, ed in Londra. Nella maniera poi di fare ritratti era celebre, e li conducea con una tale maestria, ed impasto di colori, che sembravano vivi; il ritratto di lui è nella Galleria dell'A.R. d. Firenze. Ebbe ventuno figliuoli, e mori in età di 51. anni in Edemburgo l'anno 1711. M. S. GIO: BATISTA FALDA Intagliatore in rame. Le tre Rome in pianta, ed in prospetto; le misure, e piante dei Palagi più celebri, in due Libri; Il Teatro delle Fabbriche, ed Edifizj sotto il Pontificato d'Alessandro VII. Le Facciate delle Chiese, in quattro Libri; Le Fontane di Frascati, in due Libri; Le vedute entro S. Pietro, la pianta del Conclave, 1 Catafalchi; Le Cavalcate, le vedute delle Basiliche, gli Archi trionfali, Giardini, Ponti Piazze di Roma, ed altre infinite operazioni, sono state disegnate, ed intagliate da questo Virtuoso, come si può leggere nel Libro intitolato: Indice delle stampe di Roma del Rossi. GIO: BATISTA FIGOLINO, Pittor Vicentino, visse al tempo di Bartolomeo e Benedetto Montagna, a emulazione dei quali dipinse nella Chiesa di S. Bartolameo la visita dei Re Magi, e la Tavola dell'Altar Maggiore in S. Tommaso, e la Vergine con molti Santi nella Chiesa delle Monache di S. Francesco, ed in quella di S. Faustino la nascita del Salvatore. Fioriva circa gli anni 1505. Ridolfi par. pr. a car. 93. GIO: BATISTA FIORINI Bolognese: studiate l'opere del Bagnacavallo, e dei Veneziani Pittori, andò a Roma, e lavorò nella Sala Regia scoprendo la dolcezza del Zuccheri nel dipignere, umiliò i suoi colori; ritornò a Bologna grande inventore si, ma fiacco nelle tinte, perlochè s'uni con Cesare Aretusi, tutto naturalezza nel colorire, ma scarso d'invenzione, e partorendo il Fiorini i pensieri, e l'Aretusi dipignendoli, ridusse opere a perfezione, massimamente il Catino della Cattedrale di S. Pietro. Per il buon disegno poi, e per la pratica delle miture fu dichiarato Architetto della Città l'anno 1570. Ebbe un figlio per nome Gabriello, il quale nella Scultura si fece onore. Malvasia par. 2. fol. 335. GIO: BATISTA FOGGINI nacque in Firenze il dì 25. Aprile 1652. Appre se i principj del disegno da Jacopo Giorgi Pittore, e da Jacopo Maria Foggini suo Zio Scultore, ed i principj della Scultura da Lodovico Salveti. In Roma poi studiò da Ercole Ferrata la Scultura, e da Ciro Terei il disegno. Sotto la direzione dunque di tanti Maestri divenuto franco, e sicuro Scultore fece pompa dell'opere sue private, e pubbliche, particolarmente nella Chiesa del Carmine di sua Patria, dove lavorò in basso rilievo quelle grandi tre tavole di marmo istoriate nella Capella di S. Andrea Corsino, con l'Urna dove riposa il Corpo di detto Santo, opere tutte, che sono guardate dai Professori con buon occhio, perchè in esse ha mostrato la vivacità del suo spirito, e l'industria di ricavare dal marmo le figure, che sembrano di tondo rilievo. Fece parimenti di marmo le copie d'alcune Statue, che sono presso S. A. R. per Luigi XIV. Re di Francia; alcuni bassi rilievi, e puttini di marmo, per il Deposito di S. Francesco Saverio in Goa; Busti, e ritratti di marmo per diversi, ed altre cose degne dei suoi scarpelli pelli. Dichiarato poscia Architette della Capella di S. Lorenzo, della Galleria Reale, e di altre fabbriche, si sono restaurate molte Chiese, e Palagi col suo disegno in Pisa, ed in Firenze, dove vive. MS. GIO: BATISTA FOREST dell' Accademia Reale, figlio di Pietro Pittore, nacque in Parigi li 5 Giugno 1635. Fu discepolo di Francesco Mola in Roma, e riuscì eccellente nel fare i paesi. Vide due volte l'Italia per ordine del Marchese di Seignelay Ministro, e Segretario di Stato, e portò un bel numero di belle pitture dei più singulari Maestri, dei quali p ssedeva un ottima cognizione delle loro maniere. Morì l'anno 1712. M. S. GIO: BATISTA FRANCIA, nipote di Francesco, Pittor Bolognese, dipinse nell'Oratorio di S. Rocco di det ta Città la Tavola all'Altar Maggiore, in concorrenza dei più accreditati Pittori di quel tempo. Passes gier Disingannato a car. 145. GIO: BATISTA FULCINI Bolognese scolaro di Loreno Garbieri, averebbe per certo lasciato bella memoria del suo nobile dipignere, se il contagio del 1630 non l'avesse in giovanile età portato all'altra vita. Malvasir par. 4 sol. 304. GIO: BATISIA GALES TRUCCI Fiorentino scritto al catalogo dei Pittori Romant l'anno 1652. Merita questo Virtuoso essere nominato per la bravura d'I suo bulino, col qualc diede alle stampe tante opere, come si legge nel Libro del Rossi intitolato: Indice delle stampe di Roma del Rossi § GIO: BATISTA GENARI da Cento Pittore dipinse nella Chiesa di S. Biagio di Bologna, nella Capella Landini, la Beata Vergine in gloria con i Santi Girolamo, Francesco, Donino, e Apollonia, e puttini scherzanti col capello Cardinalizio, 275 opera descritta dal Passaggier Disingannato, a car. 303. GIO: BATISTA GISLENI architetto Romano, nato nel 1600. morì nel 1672. pure in Roma, e fu sepolto alla Madonna del Popolo con lungo epitafio. Pascoli ne dà la vita tom. 2. a car. 532. GIO: BATISTA GRONE, Pittor Veneziano, dopo aver dato saggio di sè in Patria con opere pubbliche e private, si portò in Sassonia, ove con buon stipendio fu trattenuto al servigio di S. Maestà Augusto III. ove per le sue opere ad oglio ed a fresco, e per le sue spiritose invenzioni è molto gradito. Nelle occasioni di Opere fatte recitare da S. Maestà ha esso con nuove maniere dipinto le scene universalmente piaciute; ed è spezialmente maravigliosa una prigione dipinta da lui nell'Opera intitolata l'Antigona. GIO: BATISTA GRASSO Pittore del Friuli, si crede sia stato scolare del Pordenone; dipinse in Udine a fresco molte Istorie con facilità di stile e buona maniera. Nella sala del Castello di essa Città dipinse Curzio che si getta nella voragine; e Catone, che si slega le ferite; con altre belle istorie. Nel Duomo di Genova dipinse a oglio la Vergine Annunziata su le portelle dell' Organo. Fioriva nel 1540 Ridolfi par. pr. a car. 116 GIO: BATISTA GUALTIERI, figlio, e nipote di Gualtieri, e Giorgio fratelli Fiamminghi, fu come suo Padre, Pittor di vetri a fuoco, come una volta si usavano nelle finestre delle Chiese. Lavorò eziandio piccoli vetri con quantità di figure dipinte con secreto mirabile. In Lisbona nella raccolta di curiosità del Signor Josse de Fesia Giojelliere si vede di questo virtuoso Pittore un paradiso con più di duecento figure piccolissime così egregiamente dipinte che pajono miniature. Mm 2 5 Gro: 276 GIO: BATISTA GUARINI, Pittor re, si crede Veronese, dipinse ad mentovato nel Passeggier Disinganoglio ed a fresco con buona manienaio a car. 68. ra. In S. Anastasia de' PP. DomeGIO: BATISTA INGONI Modonese. Da nicani di Verona dipinse a fresco questa Casa molto antica sono uscila volta del soffitto della capella ti Uomini illustri in varie profesdel Rosario, e n'ebbe per mercede sioni, massimamente Gio: Batista di sua opera Ducati 1300. Fioriva nella pittura eccellente, negli affetcirca gli anni 1640. Pozzo a carti espressivo, nelle attitudini galante 172. te, e nel colorito ameno: ottogeGIO: BATISTA MADONINA da Monario passò all'altra vita nel 1608. dona paſsò a miglior vita in NapoVidriani fol. 117. li estinto dal contagio: in diversi GIO: BATISTA LEVIZANI Modonese palagi di quei Signori, come pure amico delle muse, e famigliare del in Roma lasciò belle memorie dei le virtù; animò le carte coi versi, suoi pennelli; sebbene nelle figure e le tele con li colori; tanto piacnon avanzò i termini della medioquero agl'Intagliatori l'opere sue crità, nei chiariscuri però, nelle che le diedero alle stampe. Vidriani prospettive, nella quadratura, nei fol. 136 paesi, e nei ssondati fece cose miGIO: BATISTA LOMBARDELLI, detto rabili, e con tale artificio, che l'occhio s'inganna, e stravede in condella Marca, nato in Montenuovo, templarle. Vidriani fol. 137. e però chiamato ancora Montano; sortì i principj della pittura da MarGIO: BATISTA MAGANZA Senicre; co Marcucci, detto da Faenza, ma oriundo da nobile stirpe di Magon poi fu uno di quei giovani, che si za, che per le vicende della fortuna diede a seguire in Roma Raffaelliniantò la sua sede in Italia; nacque no da Reggio: fu spiritoso, e faci in Vicenza l'anno 1509. Dalla scuola di Tiziano acquistò gran facilità le nell'operare a buon fresco con nel fare ritratti, e dalla natura magfranchezza, e con grazia, dimodogior felicità nel comporre versi eroichè se avesse accompagnato lo stuci, e berneschi con leggiadro, e tedio all'inclinazione, averebbe inalnerissimo stile sino all'anno 1589 zata la sua gloria nelle Gallerie in cui morì. Alessandro bravo Pit Vaticane, nei Chiostri Domenicatore fu suo figlio; da questo nacni, e Promontoriani, nelle Chiese que Gio: Batista, detto il juniore, nei palagi, ed ultimamente nella che secondo il disegno, e colorito S. Casa, dove d'anni 55. morì cirdel padre, da giovinetto arrivò a ca il 1587. Baglioni fol. 46. dare segni sicuri di valente coloriFinezze de' Pennelli Italiani c. 84. tore, ma nel più bello dei suoi pro GIO: BATISTA LONGONE nacque in gressi il Cielo lo chiamò al sè Monza (Ducato di Milano.) Imd'anni 40. nel 1617. Ridolfi par. 20 parò l'architettura, e la prospetti fol. 245. va da Gioseffo Antonio Castelli, o divenuto Uomo di buona intelligen- GIO: BATISTA MAINERO Genovese figlio di Raffaello bravo Chirurgo; za nell'arte, servì a molti. Egli o proccurava il padre istruirlo nell'arversato ancora nelle scienze matete sua, quando scoprì essere tutto matiche: ha un figlio per nome inclinato alla pittura, e volle seconAntonio, al quale comunica le sue dare il genio del figlio; lo raccovirtù, e riesce di buona aspettaziomandò dunque a Luciano Borzone, ne. Vivono in Milano. il quale ben presto lo fece compa§ GIO: BATISTA LORENZETTI Pittorire. rire con una tavolina di invenzione con dilicata maniera a buon termi ne ridotta. Occorse intanto il faro certi ritratti, più per capriccio, che per genio, e furono sì naturali che gli convenne lasciare le storie. e tutto a quelli impiegarsi, giugnendo a farli a memoria, e sino a ritrarre i morti di gran tempo da lui conosciuti; crescendogli dunque le commissioni di Dame, e di Cavalieri, gran danaro ne ricavava, col quale si trattava bene, o vestiva alla nobile, con varie divi se: depose la spoglia mortale in florida età l'anno del contagio 1657. Soprani fol. 213. GIO: BATISTA MAISNO, che poisi fece frate ne Predicatori, attese alla Pittura nella scuola di Domenico Greco, e riuscì pittore di stima. In Toledo sua patria, nella Chiesa di S. Pietro Martire fece molte pitture, per le quali meritò di esser chiamato alla Corte di Madrid per dipingere nel Real Palagio di Buonritito, in cui, nella gran Sala delle Commedie, dipinse una battaglia, dove si vede il Conte di Olivares in atto di animare le truppe, mostrando loro il ritratto del Re. Operò anche per molte altre Città del Regno, ma nell'anno 1654. in età di anni 60. morì in Salamanca. Palomino a car. 306. GIO: BATISTA MANTOVANO, citato dal Vajan, e dal Bildrucci, su scolaro di Giulio Romano in Mantova; intagliò varie cose con antica foggia di cimieri, ma le più studiate, ed erudite furono le carte dell'incendio di Troja. M. S. GIO: BATISTA MACIOTI Veneziano, applicando alla buona e lodevole maniera di Antonio Balestra divenne buon imitator del Maestro. Dipinse in Patria con istile gustoGIO: BATISTA MARMI nacque in Firenze l'anno 1659. Fu figlio di Gia277 cinto-Maria Guardarobba del Ducale Palagio, Architetto, e Gentiluomo di Corte, imparò il dise gno da Vincenzo Dandini, il modellare di terra da Gio: Battista Fogtini, ed il colorire da Livio Meus: Protetto dalla Gran Duchessa Vittoria fu mandato a Roma sotto le direzioni di Ciro Ferri, e di Gio: Maria Morandi, dove dal copiare le Statue, e Pitture Romane si perfezionò nel disegno; d'indi a Venezia apprese il buon colorito. Richiamato alla patria servì la Gran Duchessa, ed il Gran Principe Ferdinando con opere varie a olio, e con ritratti al naturale, sì per le suddette Altezze, come ancora per molti qualificati soggetti di quella Corte. Fu instancabile non sola mente nel provvedere le Chiese, ed i Palagi di opere sue, e di quantità di ritratti; ma ancora nello studiare le scienze matematiche: perlochè essendo egli giovine bellissimo, gracile, e gentile di complessione, non potè resistere alle fatiche, che gl'impedirono gloria maggiore nel 1686. e fu sepolto nella Chiesa di S. Felicita con pianto universale, particolarmente d'Antonio-Francesco di lui fratello, Cavaliere di singolari qualità, e virtù amatore del disegno, presso del quale molti si conservano, perito nella cognizione dei libri più reconditi, dei quali gode una ricca raccolta, ed erudito soggetto, come da tante memorie, che sono presso l'Autore del presente Abecedario, il quale gode l'onore di vivergli buon servidore, ed amico. M. S. GIO: BATISTA MEazzi Pittor Perugino, che vivea nell'anno 1691. Si vedon opere di sua mano nelle pubbliche Chiese di Perugia. Pascoli a car. 212. GIO: BATISTA MERANO Genovese, con i principj di Gio: Andrea Ferrari, coi progressi sotto Valerio Castelli 278 stelli, con lo studio in Parma sogorio XIII, lavorò in Roma d'arpra l'opere del Correggio, e finalchitettura, e di scultura in legno mente con le regole di Giulio Benmaneggiandolo come cera, e ricaso, riusci spiritoso Pittore, impievandone con facilità vivaci, e ben gato nella sua patria, ed in altre mosse figure, ad imitazione di ProCittà in opere diverse. M. S. spero Bresciano. Per Papa ClemenGIO: BATISTA MODONESE, riferito te VIII. intagliò il nobilissimo ordal vidriani fol 70. con le parole gano di S. Gio: in Laterano. Dicedel Vasari nella vita di Benvenuto, gnò i Tempj, i Sepolcri, e gli Alnel seguente tenore: Gio: Battista tari di Roma, che poi da Battista Modonese emolo di Niccolò dell' Soria, suo scolaro, furono dati alle Abate lavorò molte cose in Roma stampe in Libro in foglio, col ri ma particolarmente in Perugia, dotratto del Montano d'anni 87. a po molto tempo speso fuori della morte sua nel 1621. in Roma. Bapatria, reso il suo nome immortaglioni fol. 111. le, ritornò a Modona, lavorò due GIO: BATISTA MONTI povero mengrandi storie dei fatti dei SS. Piedico Genovese; col mezzo del ditro, e Paolo, dove Niccolò aveva segno passò ad essere ricercato, e fatto la Tavola. Altro di questo riverito dai Principi, e dai Cavaautore non si ritrova. lieri. Scoperto da caritatevole SiGIO: BATISTA MOLA Franzese discegnore il genio del meschiuello, lo polo, e provvisionato dall'Albano raccomandò a Luciano Borzone; eapprese molto bene quel bel modo rano scarsi gli esemplari, le carte di frascheggiare; stanziava ora a o i disegni, che gli dava a copiaMirabello, ora nel giardino del Sire il Maestro, stante la feracità, e gnori Poeti, per istudiare quelle la prestezza della mano in eseguir. bellissime vedute. Se nelle figure. li: assicurato nel disegno al maneg che ritennero sempre un poco di dugio dei pennelli, e disposti i coloro, e di tagliente, non arrivò al ri, inventò bellissima storietta, che Maestro, parve lo superasse nella riuscì dipinta con istupore del Preben distinta, e battuta mappa di cettore Tentò fare ritratti, nei essi, però per questa bella prerogaquali ritrovò tanta abilità, che sutiva su molto stimato in Francia però il credito del Mainero, e d'aled in Roma, dove sono nel palatri ritrattisti in grande, ed in picgio del Duca Salviati quattro insi colo. Crescevano fra tanto gl'imgni paesoni, da tutti stimati dell pegni dei Cavalieri, e dei PrinciAlbano: vedi Pietro Francesco Mopi, dimodochè non poteva a tutti la. Malvasia par. 4. fol. 292. soddisfare, benchè con gran somma GIO: BATISTA MONEGRI da Toledi contante fusse riconosciuto. Indo Statuario, e primo Architetto civilito vestiva alla grande, si tratdell'Escuriale di Spagna: sopra la tava nobilmente, e camminava con porta esteriore della Chiesa princi un portamento ben degno di tanta pale dedicata a S. Lorenzo lavorò virtù. Non s'avanzò più oltre di candido marmo la statua di detche all'anno del contagio 1657. ir to Santo, ed interiormente sei Rocui morì in florida età. Sopran del vecchio testamento della pietra fol. 217 medesima, con arte singolare con- GIO: BATISTA MORONI d'Albino dotti. Mazzolari fol. 12. (Terra sette miglia da Bergamo GIO: BATISTA MONTANO Scultore lontana.) Nacque con dom partiMilanese, negli anni di Papa Grecolari per la Pittura, imparò da Ales Alessandro Bonvicini, detto il Moretto: non mancò farsi conoscere nei quadri storiati, ma molto più nei ritratti, onde soleva dire Tiziano ai Rettori, che da Venezia partivano per i governi di Bergamo, che se bramavano il loro, e naturale ritratto, se lo facessero dipignere dal Moroni. Morì in età virile l'anno 1578. e vive esaltato dalla dotta penna d'Achille Muzio nel suo Teatro di Bergamo. Ridolfi par. 1. fol. 131. (a). GIO: BATISTA NOVELLO, Cittadino di Castelfranco, apprese la Pittura da Giacomo Palma il giovine, e benchè per guadagno non dipingesse, per sè, e per 1 suoi amici in lodevole forma dipinse, e fu Mae stro di Pietro Damini pittore di stima. Ridolfi nella vita del Damini par. 2. a car. 248. GIO: BATISTA OSSANA allievo di Giulio Cesare Procaccini: i suoi dipinti sono nella Città di Milano e particolarmente nelle Chiese di S. Eufemia, di S. Alessandro, e del Giardino. Torre fol. 300. GIO: BATISTA OUDRY nato a Pari gi 17. Marzo 1686. figlio di Pittore, che diedegli i primi lumi, ed elementi del disegno: nell'anno 17 di sua età si trattenne per nove mesi sotto il Signor Serra Pittore del Re, e dell'Accademia stabilita in Marsilia, ove volle condurlo, ma ricusò, per farsi scolaro del famoso Niccolò Delargilliere, presso cui studiò cinque anni, e dopo fece studj diversi sopra l'opere dipinte dal Rubens nel Palagio di Lucemburgo. Non cessa dal dipignere dal naturale ritratti, istorie, frutti, fiori, animali, e paesi. Il suo Maestro alli 26. Giugno 1717. lo presentò all' Accademia Reale dove fu accolto a riguardo dei ſuoi diversi talenti, e delle opere sue sì (a) Di Lui ha S. Maestà un ritratto 279 degnamente plansibili: Resta intanto incaricato dall' Accademia, in occasione della sua accettazione, a rappresentare l'Abbondanza, e vi travaglia attualmente, soggetto vastissimo per tutte le qualita migliori della natura, e nel quale l'universale suo talento si soddisfa, e riesce. M. S. GIO: BATISTA PAGGI Nobile Genovese, Sino da fanciullo tra lo studio dell'arti cavalleresche, e liberali intrecciò l'ore oziose con modellare di cera, o di creta, disegnare figure, vedute, e paesi: crebbe il passatempo in costante risoluzione dalla quale per rimoverlo il Padre, l'applicò all'aritmetica, alla musica, ed al suono, ed in fatti nell'algebra, nel canto, e nel leuto perfetto divenne. Congli anni s'avanzò il desio alla pittura, e quantunque con minaccie gli ostasse il Genitore, pure alle suppliche della Madre, ottenne l'intento. Non sapeva per anco stemperare i colori, quando introdotto da certo amico a vedere il ritratto, che facevagli un certo Pittore, ma poco somigliante, sdegnato il Paggi, vantossi, che l'averebbe egli meglio colpito, se avesse posseduto il maneg gio delle mischie dei colori: si venne alla prova, e con istupore di ranti Pittori riuscì mirabilmente et figiato; condusse senza Maestro quadri diversi, che tirarono l'ammira zione a contemplarli. Successe intanto, che per certo dipinto essendogli perduto il rispetto da un Mercatante, che lo caricò d'uno schiaffo, l'uccise, e di volo fuggì a Firenze, dove ricevette singolari onori da quei Serenissimi Mecenati dei Virtuosi, Francesco, e Ferdinando. Dopo 20. anni richiamato dal bando, partì regalato dal Duca Ferdinando dell'anello prezioso, che era 280 solito portare in dito, Giunto in universalmente applaudito e ammiPatria, rappacificato coi suoi nemirato, cortesemente insegnando al ci, fece conoscere quanto di perfesuoi scolari il vero ed ottimo modo zione avesse in tanto tempo acquidi superar le molte e grandissime stato. Dei suoi dipinti, delle carte difficoltà dell'Arte. (a) intagliate, del Libro della difinizioGIO: BATISTA PITTONI, Pittor ne, e divisione della pittura, dato Veneziano, col suo vago dipingere, alle stampe, troppo lungo sarebbe e bella maniera di disegnare e istoil favellare; dirò solo, che colmo riare tanto in grande che in piccodi gloria, fr solenni funerali, fu lo, comparve in pubblico con apcompianto da tutta la Città l'anplanso in età di anni 26. ed ebbe no 1629. quando di 73. anni lo vioccasione di servire Principi e grande morire Suprani fol. 91. di Signori, che sì bella e graziosa GIO: BATISTA PIAzzETTA Venemaniera gustavano. Fu noto anche ziano, uco de' più accreditati Pitalla Germania ed Inghilterra, dai tori, che illustrino coi suoi Pennel quai paesi frequenti ebbe le comli la Patria. Allo studio della namissioni. Vive in Patria con tal tura e del vero unisce egli tal esatmodestia, ch'è amato e riverito da tezza di disegno, e forza di coloritutti. (b) to, che degne di ammirazione son GIO: BATISTA Ponte, o da Ponte, file opere di lui, le quali ricercate glio del Cav. Leandro Bassano, cogli sono da tutta la Italia. Nella piò insieme con Girolamo suo fraGalleria di Casa Sagredo evvi di tello l'opere del Padre, e furono lui una rara pittura, che dovea escredute di mano del Maestro: morì ser posta nella Schola dell'Angelo d'anni 60. in Patria nel 1613. RiCustode; altra ve n'è nella Chiedolfi par. 2. sel. 170. sa de Padri Gesuati, altra in quelGIO: BATISTA POULETIER Scultore la de Padri dell'Oratorio, altra finato in Abbeville, fu ricevuto nell' nalmente di estrema bellezza nella Accademia Reale li 24. Marzo 1684. Chiesa di S. Antonio in Padoya con M. S. la Decollazione di S. Giovanni Bat. GIO: BATISTA POzzi Milanese uno tista. Quantità grande poi di disedi quei spiritosi Giovani, che da Pa gni sono nelleraccolte e gallerie depa Sisto V. fu posto in opera alla gli amatori; le teste egregiamente Scala Santa, alla Libraria Vaticafatte a chiaroscuro sono nella galna, alla Loggia della benedizione, leria doviziosissima del Signor Giued a S. Maria Maggiore: Come che seppe Smith console Inglese. Di lu era bellissimo d'aspetto, ben compure si vedono alle stampe molto posto, e gentile, così le sue pittu mezze figure sacre, intagliate a bure apparvero graziose, e dilicate lino dal valentissimo artefice Marce Per essere troppo applicato agli stuPitteri. Presso il Sign. Co. Luigi dj, gracile di natura, e deboluccio Avogadro in Brescia evvi di lui un diede in un malinconico umore graziosissimo quadro con la Samaritache di 28. anni lo portò all'altra na al Pozzo, che in bellezza punto non vita. Baglioni fol. 39. cede ad altro quadro postogli accanto GIO: BATISTA PRIMI Romano scodel rinomato Solimena, col Salvatore laro d'Agostino Tassi: s'ammogliò e la Maddalena. Vive in Patria in Genova, dove furono gradite, se a) Di questo valentissimo Maestro ha S. Maestà tre pezzi istoriati, (b) Di Lui ha S. Maestà tre quadri istoriati. 281 sto dal già appreso. Morì d'anni fue belle storiette lavorate sopra 43. nel 1681. Professore dell' Accapiatti di terra; dipinse per eccellenza marine, vascelli, e vedute demia Reale. Depiles fol. 509. con ischerzanti figurine: morì l'an- GIO: BATISTA SANTACROCE superò nelle Sculture Matteo, Scipione, Luno del contagio 1657. Soprani fol. ca, Giulio, ed Agostino, tutti discen332. denti da Filippo celebre Scultore, GIO: BATISTA PUCCETTI Romano nomato Pippo. Parve che nascesse scolaro di Gioseffo Passeri, giovine con la scienza infusa per lavorare di 25. anni, il quale per la vivamarmi, avorj, e legni nella ſua Cit cità del suo spirito, e per la prontà di Genova, in cui avanzato nell' tezza del suo operare merita di esetà, e nel sapere morì. Soprani fol. sere nominato, per i suoi belli dipinti nel Palagio dei Massimi, 179. nella Chiesa di S. Maria in Monti- GIO: BATISTA SANTERRA, nacque a Magny, Città del Vexin in Francia celli, dove sono opere sue a olio, nell anno 1657. Fu Pittore dell'Aced a fresco. M. S. cademia Reale, ed allievo di Bon GIO: BATISTA RUGGERI Bolognese, Boulogne. Si distinse molto nelle detto Battistino del Gessi, che gli fu mezze figure, ed assai intese la Noamorevole Maestro: ebbe grande ditomia. Egli ha lasciate belle figure, sinvoltura, buona indole, natura fache avea modellate in picciolo per cile, e lieta, intelligenza di lettere suo uso. Avea ancora intrapreso di greche, e latine, pratica di buoni eseguire in un gran marmo al nalibri, familiarità con le Muse, e soturale la Susanna istessa, che rappra il tutto una prontezza d'opepresentò in pittura, allorchè fu rirare simile, e confacente al Maecevuto dall'Accademia Reale, ma stro. Dipinse con tal morbidezza, la morte gl'impedì l'eseguirla, refranchezza, che non solo ingelosi stò solo il modello di quella in terGessi, ma anco lo stesso Guido Rera cotta, il quale si conserva per ni, ed in Roma indusse il Domeni memoria di sì ottimo Maestro nel chino (da cui ebbe i principi) a ricco Gabinetto di Monsieur Pierre rubarlo al Gessi. Delle opere sue Crozat, singolare e famoso amatone parla diffusamente il Baglioni re della Pittura, Scultura, e di alfol. 36. Dell' animosità, bravura, cotre belle Arti in Parigi. Il Santer raggio, e de' suoi amori con gentira passò all'altra vita nell'anno 1717. le fanciulla, la quale fu cagione nel suo Appartamento, che egli goche di 32. anni spirasse l'anima neldeva nelle Gallerie del Louvre. le braccia del pietoso Pietro da CorGIO: BATISTA SASSI, Pittore Milatona, della sepoltura datagli in San Petronio di Roma, e d'Ercolino suo nese, ebbe i principj del disegno da Federico Panza; andò dopoi a Nafratello, detto anch'esso del Gessi ne tratta il Malvasia part. 4. fol. 35 poli, e praticò molto tempo con Francesco Solimene, dal quale riporGIO: BATISTA SAMPAGNA di Brusseltò molto di sapere, particolarmente les, fu allievo di Filippo Sampagna in picciolo, dove riesce mirabile: suo Zio, dal quale imparò tutta la egli per verità merita gran lode, maniera di lui nel dipingere, se non perchè l'opere sue sono da tutti stiche degenerò alquanto di forza, e mate, e gradite. di verità, conservò però nel restanGIO: BATISTA SORIA, Architetto te i sentimenti del Maestro: fece Romano, nato nel 1581. e morto viaggio per l'Italia, per lo spazio nel 1651. Fu sepolto nella Chiesa di di quindici mesi, senza cangiar guNn 282 S. Luca con onorevoli esequie, e renti: uscì in pubblico con un'opedecoroso epitafio descrittoci dal Para, che dava segno manifesto di sinscoli a cart. 522 del tom. 2. golare espettazione, ma il contagio GIO: BATISTA SOSINI Senese, indel 1657. lo privò di vita. Sopratagliatore di conj e ritratti per meni fol. 173. daglie e monete, ricordato dal VaGIO: BATISTA TIEPOLO, nato di sari tom. 1. della part. 3. a cart. 293. onorati Genitori in Venezia, fu alla GIO: BATISTA SPERANZA Romano, scuola di Gregorio Lazarini, che in scolaro dell'Albano, con lo studio quel tempo era il miglior Pittore di delle belle statue, e delle pitture s' Venezia. Sin dall'età di sedici anni avanzò a varj impieghi nelle Chiecominciò a dimostrare il suo spirito. se, ne' Chiostri, e ne' Palagi di Roso talento, disegnando, e dipignenma. Perseguitato dall'amore di dondo di sua invenzione istorie con fana importuna, diede finalmente nel cilità, e felicità eseguite. Da quel laccio, ed abbandonando a poco: tempo non gli mancarono frequenti poco il disegno, degradò non solo le commissioni da ogni parte, e fu dal concetto di buon Pittore, ma chiamato a Milano, ed altrove a dar ancora dalla salute, e di dolore di saggi del suo sapere, e a produrre stomaco, in casa della sudetta donla sua maniera, la quale quanto più na morì in termine di 24 ore, spoallontanasi da quella del suo Maesandola pria di morire l'anno 1640 stro, tanto più a quella di Paolo Baglioni fol. 157. Cagliari si accosta. Lunga e difficil GIO: BATISTA SPEzzINI, fu istorico, cosa sarebbe il noverare le opere da che descrisse gli Annali d'Italia per lui a quest'ora fatte per ornamento due secoli, e particolarmente della di Chiese, di Palagi, di pubblici e sua Città di Modona; Mecenate dei privati luoghi, e più lunga e diffiPittori, a' quali aprì in sua casa cile sarà andando innanzi, crescendo Accademia del disegno; Maestro dei ogni dì in lui l'abilità e la forza Serenissimi Principi Figli del Duca e negli intendenti, ed amatori dell Cesare, a' quali insegno il disegno, arte la brama d'avere de' suoi dipinla prospettiva, e la fortificazione. ti; alla qual brama perchè soddisfaVidriani fol. 143. re egli possa, è desiderabile, che una GIO: BATISTA SUARDO, fu profonlunga e prospera vita dal dator di dissimo nella prospettiva, singolare ogni bene se gli conceda. (a) negli intagli di legno, ed eccellente GIO: BATISTA TROTTI, detto il Cav. ne' conj d'acciajo, incavando in Malesso, così nominato in Parma da quelli qualunque Immagine: eserciAgostino Carracci, che lo trovò un tossi nella Zecca di Milano, sotto il mal osso da rodere in quella Corte. famoso Leone Leoni Aretino, del dove parzializato da Cortigiani, gli quale divenne Genero, e successore fu fiero competitore nella concorrenin tal posto dopo la di lui morte za di quei dipinti: Egli fu CremoFioriva nel 1560. Lomazzo. Idea del nese, ed uno delli migliori scolari di Tempio fol. 164. Bernardino Campi, dal quale ebbe in GIO: BATISTA TASSARA, nacque in consorte una Nipote, e lo lasciò ereGenova di singolare famiglia, imde di tutto lo studio: si compiacque parò il disegno da Gio: Andrea Ferassai del dipinto del Correggio, e rari, e la pittura da Giovachino Axacercò imitarlo; fu grande inventore, reto: fece molti lavori per i suoi paespressivo, e facile nel dipignere: (a) Un Quadro istoriato di lui è nella Galleria di S. Maestà. Ermenegildo Lodi seguì sì bene la sua maniera, che non si discernea da quella del Maestro. Baldinucci par. 2. sec. 4. sol. 167. Lamo sol. 105. GIO: BATISTA TUBI, Scultore nato in Roma, poi stabilito in Parigi. dove morì Professore dell'Accademia Reale li 9. Agosto 1700. d'anni 70. GIO: BATISTA VAN-DEYNUM di Anversa, fu Pittore di piccioli ritratti a oglio e di miniatura, ed eziandio di piccioli paesi a oglio, quai lavori tutti per isfuggire l'ozio, e per suo diletto faceva, essendo esso ascritto alla milizia, e valoroso Capitán di soldati. Con ansietà però venivano ricercate le opere di lui, e larga mente premiate. Fioriva nel 1651. e nel Gab netto Aureo evvi memoria e il ritratto di lui. GIO: BATISTA VANHEIL, nato in Brusselles, fu pittore rinomato in istorie, e capricci e fece anche somiglianti ritratti. Vivea con gran credito negli anni 1630. Gabinetto Aureo a cart. 343. GIO: BATISTA VANNI da Pisa, ebbe inclinazione alla musica, poi al disegno; passò per le scuole di Aurelio Lomi, di Matreo Rosselli, dell' Empoli, e di Cristofano Allori. Desioso d'imparare l'Architettura, apprese da Giulio Parigi, e divenne in quella eccellente. Andò a Roma, ove dipinse un San Lorenzo, che ora è nella Sagrestia di S. Pietro, d'indi a Parma, e disegnata, ed intagliata la Cupola del famoso Correggio, partì per Venezia; ivi intagliò opere di Paolo Veronese. Ridotto a Firenze molte cose dipinse, come fece ancora in Ferrara, ed in Ravenna. Fu uomo allegro, di buona grazia, pronto nel motteggiare, grato nelle conversazioni, e sempre di prospera salute sino agli anni 61. ne quali morì a' dì 27. Luglio 1660. e fu sepolto nella Chiesa di S. Francesco di Paola fuori di Firenze. M. S. GIO: BATISTA VERNICI uscì dall' 283 Accademia dei Carracci; dipinse fuori della sua Patria di Bologna raguardevoli quadri, cioè in Pesaro, in Urbino, dove fu dichiarato primario Pittore di quel Duca, ed in Fossombruno, dove morì l'anno 1917. Masini fol. 625. GIO: BATISTA VIOLA nacque in Bologna l'anno 1576. geniale di lavorare paesi, imparò dai Carracci; in Roma imparentato con l'Albano, accreditato da un tanto Maestro, ebbe li primi luoghi in quella Città, per fare comparire i suoi dipinti. Toccava dolcemente la Chitarra, cantando certe frottole, ed improvisate, da sè composte, che averebbe fatto scoppiare di riso la stessa malinconia. Donna Lucrezia cognata del Cardinal Lodovisi sommamente gradiva la conversazione del Pittore; Assunto il Cardinale al Pontificato, col nome di Gregorio XV. per di lei mezzo fu dichiarato Guardarobba dal Cardinal Padrone, con l'assegnamento di 500. scudi: durò poco tal fortuna, mentre un giorno con motto spiritoso, scherzando con quel Porporato, gli voltò le spalle con occhio torvo, del che tanto si accorò, che non valsero medicamenti nè stratagemmi a divertirlo, onde in pochi giorni nel 1622. morì, sepolto in S. Andrea delle Fratte Malvasia par. 4. fol. 129. Baglioni fol. 173. GIO: BATISTA ZANI Bolognese figlio di Sebastiano, uno dei più bravi e fondati Soggetti, che mai abbia conosciuto l'Arte Scrittoria, come dalle sue opere date alle stampe si vede: questo era per fare impareggiabile riuscita sotto Gio: Andrea Sirani, se la morte nel più bel fiore degli anni non gli troncava improvvisamente le ben fondate speranze. Aveva già perfettamente disegnato il Cortile di S. Michele in Bosco, l'opere del Tibaldi, 1 diNn 2 pin 284 me inventore, che non ebbe pari pinti del Correggio, ed altre pitM. S. ture in Roma per formarne bellissimo Libro intagliato all'acqua for- GIO: BERNARDO LAMA Napolitano dipinse in Napoli nella Chiesa di S. te, come già n aveva fatto qualche Gio: Maggiore la tavola, che è nelprova, quando grunse con estrela Capella della Famiglia Amomo dolore dei Dilettanti la nuodio, dove è Gesù Cristo deposto va di sua morte. Milvasia par. 4. dalla Croce in grembo alla Mafol. 487. dre; l'Altare maggiore nella ChieAltri nomi di Gio: Batista vesa di S. Maria della Sapienza è opedi alla lettera B in Batiſta. ra sua, come parimenti in S. Lorenzo sono due sue tavole d'Altare. GIO: BENEDETTO CASTIGLIONE GeEgli fu eccellente non solo nella novese scolaro di Gio: Batista Pag pittura, ma ancora in lavorare di gi, poi di Gio: Andrea Ferrari, ulstucco, e nei ritratti era mirabitimamente d'Antonio Vandych; da lissimo. Fioriva nel 1550. Sarnelli questi tre Maestri indirizzato al difol. 90. segno, ed al dipinto, perfetto, ed GIO: CAMMILLO SAGRESTANI nacque universale Pittore comparve in opein Firenze l'anno 1660. Ebbe per re Sacre, e profane, in lontananze suoi primi Maestri nel disegno, e in paesi, in ritratti, in utensili, in nella pittura Antonio Giusti, e Roanimali d'ogni sorta, ed in bellismolo Pansi: il genio poi lo consime stampe di sua mano intagliadusse a Roma, d'indi a Venezia te. Operò gran tempo in Roma, ed a Parma, ove studiò l'opere dei in Venezia, in Napoli, in Parma. migliori Maestri: trattenutosi finaled in Mantova, dove lasciò l'ossa mente qualche tempo in Bologna sepolte, per una febbre sopragiunpraticò la fioritissima Scuola del tagli dopo i dolori di podagra, dal Cay. Carlo Cignani, e riportò alla li quali era sovente tormentato Patria un modo facile, spedito, e Salvatore suo figlio, e Francesco nidilettevole nel dipignere, con una pote furono suoi allievi. Sopran macchia di colore. Con tali prerofol. 123. (a) gative dunque si trova di continuo Vivca nelli anni 1651. in esercizio, a olio, ed a fresco in GIO: BERNARDINO, Siciliano Pittoservigio del pubblico, e del privare, nella bellissima Chiesa de' PP. tò. Si dilettò in gioventù di fare dell' Oratorio in Napoli dipinse la colla penna i ritratti alla macchia Tavola dell'Altar Maggiore con la di molti suoi amici, sotto i quali Vergine e molti Santi; la qual poscia scriveva un sonetto, o mapittura fu la prima che in queldrigale, nei quali ebbe molto piala Chiesa sia stata posta. Celano par. cere, e genio nel comporli. Vive 2. a car. 91. in Patria GIO: BERNARDINO ASOLENI NapoGIO: CARLO LOTH nacque in Molitano, dal Soprani fol. 313. detto naco l'anno 1611. da Gio: UlderiAzzolini, e forsi per isbaglio de co Pittore dell'Elettore di Baviera scritto del 1510. in Genova, quane da una Madre famosa nelle mido del 1618. lo ritrovai scritto niature; dall'uno, e dall'altra imal Libro degli Accademici Pittori parò a dipignere, e miniare, di Roma; nei ritratti, e nelle stosu mandato a Roma, dove studiò rie di cera colorite, fu un subli [a] Di questo Autore S. Maestà ne ha tre pezzi istoriati con figure e animali 285 Questi arazzi si trevano ora in Porte. fotto il Caravaggio; partì dopo gallo in Palazzo Reggio. qualche tempo per Venezia, e nelGIO: DOMENICO CAPPELLINI nacla scuola del Cav. Liberi si francò que in Genova l'anno 1580. Acnel dipignere a olio. Di qual cocolto da Gio: Batista Paggi, fu telorito terribile, e forza siano state neramente amato, non solo per la l'opere sue, lo sa Venezia, e la bellezza del volto, e per i doraGermania, dove godette l'onore di ti capegli, servendosene per esemessere dichiarato Pittore, e Gentiplare nel dipignere Angeli, ma molluomo dell'Imperadore Leopoldo. to più per le rare qualità, ed inMorì nel 1697. sepolto in S. Lutensa applicazione alla pittura, neica di Venezia, con epitafio degno la quale s'avanzò sopra ogni altro di sì valente Pittore. Sandrart fol. condiscepolo nel componimento, nel 319. (a) capricci, nella prospettiva, e ne GIO: CARLO RINALDI, da Reggio colore: sebbene non corrisposero I architetto e Matematico celebre ultime opere alle prime, pure nor Nella Piazza di S. Marco in Venemancarono di buon contorno, e di zia alzò esso la sontuosa Torre, in erudizione: Nella pulizia, e delicui è l'Orologio, l'uno e l'altra di catezza arrivò al sommo grado. sua invenzione, opera molto stimanel curare la sua estrema infermità ta, nel frontispizio della quale vi l'anno 1651. si mostrò così animopose anche il suo nome. so, che appena temea la morte, GIO: CONRADO GEIGER Tigurino nache però senza medico, e quasi sento l'anno 1609. bravo Pittore soza Sacramenti moriva, se non era pra vetri, e specchi, molti dei quasovvenuto da scolaro amorevole. li furono mandati dalli Principi Soprani fol. 185. Germani in dono alli Re di FranGIO: DOMENICO CERINI da Perucia, alla Repubblica di Venezia. gia, chiamato il Cav. Perugin: ed al G. D. di Toscana: in ol(Onore, che s' acquistò per le sue tre pose in pianta tutta la Svezia, che da Conrado Mayr fu in opere in Roma) imparò da Guido tagliata, e data alle stampe: s'aReni, aderì al Domenichino, e fu vanzò all'età decrepita. Sandrari molto gradito per il bel modo di colorire, e girare di teste: sono alfol. 244 le stampe varie poesie in lode dell GIO: CORNELLIO VERMEYEN, detto opere sue, particolarmente sopra il Majo, o Barbato per la lunga barRatto di S. Paolo dipinto nella Cuba, che gli giugneva sino ai piedi pola della Madonna della Vittoria nacque vicino ad Arleme l'anno Morì in Roma d'anni 75. nel 1681. 1500. viaggiò con Carlo V. in Tunesi, ed in Barbaria; disegnò le di M. S. lui gloriose imprese, per farle ri-GIO: DOMENICO D'AURIA illustre Scultore Napolitano nel 1560. Oportare sopra tapeti, ed arazzi, pere varie di costui sono sparse e dipinse in molti luoghi. Era Uoper le Chiese di Napoli, Sarnelli mo venusto, bello, e grave, che però d'ordine dell'Imperadore fu rifol. 153. GIO: ENRICO ROSSI nato nel Palatratto in marmo, poi dato alle stamtinato l'anno 1631. Fece il novi pe dopo la morte, che gli seguì nel ziato del disegno in Amsterdam sot1559. Sandrart fol. 245. (a) Di questo celebre Autore tre pezzi istoriati sono nella mirabil Racolta di S. Maestà 286 to Giuliano dù Gardeyn, e professò la pittura sotto Cornelio de Bey; dilettossi maneggiare i colori a fresco, esprimendo paesi, dirupi, lontananze, e tugurj pastorali, introducendovi buoi, pecore, cavalli, e figure incomparabilmente atteggiate: dipinse ancora a olio storie, e ritratti, fra i quali colpì sì vivamente quello dell' Elettore di Magonza, che oltre il prezzo, ne riportò ancora in dono una Catena d'oro, coll' impronto in gran medaglia impresso. Sandrart fol. 390. GIO: ENRICO SCHENEFELD Augustano, nato l'anno 1619. da Nobili Parenti, studiò la pittura da Gio: Sichelbeino, e nel giro per le principali Città della Germania, osservando le manifatture de' più insigni Maestri, celebre Pittore divenne. Passò a Roma, dove per la cognizione, che aveva del disegno, e de quadri, fu cortesamente accolto nel Palagio Orsini [famoso Emporio de' Virtuosi.] In Roma dunque, in Monaco, in Lione, in Salisburgo e quasi per tutta la Germania sino alla vecchiaja dipinse sempre con la forza, ed energia medesima. Sandrart fol. 324. GIO: ERASMO QUELLINO d'Anversa, discepolo, e figlio d'Erasmo celebre Pittore, ed Architetto: entrato al possesso delle virtù paterne, in iscultura, in architettura, ed in pittura, diede saggi del suo sollevato intendimento in Venezia, in Roma, in Firenze, ed in Vienna; fiorì nel secolo scorso. Sandrart fol. 381. GIO: ERMANO LIGOzzi, ebbe fama di buon Pittore in Verona circa gli anni 1570. In detta Città nella Chiesa de' SS. Appostoli fece la Tavola del Santissimo Nome di Gesù, ed altre Tavole per altri paesi. Pozzi a cart. 66. GIO: FEDERICO GREUTER d'Argentina, figlio, e scolaro di Matteo, che morì in Roma l'anno 1638. nell'intaglio al bulino superò il padre, el su così caro al Cav. Lanfranchi, che volle gran parte dell'opere sue intagliate da questo Valentuomo. Bagtioni fol. 399. GIO: FERNANDES DI NAVARETTE, Pittore Spagnuolo, detto comunemente il Muto, per essere nato, e vissuto tale, mostrò un talento così particolare nella Pittura, che Tiziano, quando fu nelle Spagne, lo volle alla sua scuola, e seco in Italia il condusse, facendogli vedere Roma, Firenze, e Parma, perchè sempre più nella professione progressi facesse, come in fatti avvenne. Perciocchè arrivata la fama del suo sapere a Filippo II. chiamar lo fece, perchè nell'Escuriale molte opere dipingesse a competenza de' Pittori più accreditati. Nel qual tempo essendo colà capitata la famosa Cena di Tiziano, da porsi nel Reffettorio di quel Regio Monastero, e per isbaglio preso nelle misure, trovandosi essere più grande del sito, cui doveva coprire, il Re ordinò che tagliar si dovesse. Avendo il Muto compreso un tal ordine, get tossi a piedi di Sua Maestà, e con cenni e gesti esprimendogli il danno, che con il taglio a quell'opera ne verrebbe, ed offerendosi esso a farne una copia da riporre nek Reflettorio, lo supplicò a voler con servar intera l'opera di Tiziano, trasportandola in altro luogo. Ma il Re, cui l'istanza del buon Muto piena di stima e di zelo per il suo Tiziano eragli talmente piaciuta, che in quell' istante il creò Cavaliere, e d'indi in poi ogni maggior piacere gli fece, esaudire però nol volle, e comandò, che il quadro tagliato fosse, il che con poco pregiudizio si eseguì, e nel destinato luogo si riponesse, giudicando, che con tal opera quel Reffettorio si sarebbe reso immortale, e che Tizia no già vecchio non avrebbe forse più satto altra opera simile a quel la per la grandezza e finitezza di gusto. Il buon Giovanni poi andò perfezionando in quel Monistero molte belle pitture, che nella Descrizione dell'Escuriale in lingua Spagnuola rammentate si leggono; ma ben presto la morte il rapì in età di soli 40. anni con dispiacere di quel Monarca, il quale dopo soleva dire, che miglior Pittore di lui a dipignere nell' Escuriale non sarebbe venuto. Mancò egli nel 1572. e da' Poeti della Spagna fu compianto, e celebrato con suoi versi, che stampati si vedono. GIO: FILIPPO CRESCIONE Napolitano, e LEONARDO CASTELLANI suo Cognato furono discepoli di Marco Calabrese. Fiorirono nel 1542. Vasari part. 3. lib. 2. fol. 234. GIO: FILIPPO CRISCUOLO da Gaeta scolaro d'Andrea da Salerno, su valente Pittore, che nel 1570. lasciò in Napoli opere degne del suo pennello. Sarnelli fol. 91. GIO: ANGELO CRISCUOLO fu parimente buon Pittore di quei tempi. GIO: FILIPPO LEMBEKE di Norimberga, discepolo di Giorgio Strauch, ed in Roma di Pietro Laer. Per essere di genio guerriero, attese a dipignere battaglie campestri, armate navali, assalti, assedj di Città, e caccie. Sandrart fol. 386. GIO: FILIPPO PERISS, Architetto civile, e militare, e Statuario Erbipolitano; nell'una e nell'altra virtù ben pratico, diede in Italia sondate pruove d'un alto sapere insieme con due suoi figliuoli. Sandrart fol. 378. GIO: FILIPPO VAN-TIELEN da Michelina, imparò a dipignere fiori dal Padre Daniel Segers della Comp. di Gesù, ed in questo genere acquistò fama di valente Pittore. Sandrart fol. 312. GIO: FRANCESCO BARBIERI, detto il 287 Guercine, nacque l'anno 1590. in Cento (Terra 20. miglia da Bologna lontana.) Bambino nella culla spaventato di notte tempo da improvviso rumore, restò con l'occhio diritto stravolto, e da ciò il Guercino fu detto. Non aveva compiuti i due lustri, che senza Maestro dipinse una Madonna nella facciata della sua casa; questa primizia fu cagione, che fosse posto in Casa di Paolo Zagnoni Pittore dozzinale in Bologna, por del Cremonino; da questo sgrossato, ritornò a Cento, ponendosi a compagnia con Benedetto Gennari ordinario Pittore. Ammirando, e più d'una volta copiando il bellissimo quadro di Lodovico Carracci, che sta nei Padri Cappuccini della sua patria, giurò volere tenere quella forte maniera, come in fatti seguì, tirando da Bologna i più rinomati Maestri a vedere l'opere sue, e da varie Città scolari ad imitarle: per questi compose un Libro d'occhi, di mani, di teste, e di piedi, che intagliato da Oliviero Gatti, fu dedicato al Serenissimo di Mantova, con un quadro, che presentolli, e ne ricevette in ricompensa il titolo di Cavaliere. Chiamato a Ro ma da Papa Gregorio XV. per dipignere la Sala della Benedizione gli fu accordata col premio di 22. mila feudi, ma non sortì l'effetto per la morte del Pontefice, Nella vigna però Lodovisia fece molti freschi, ed ament paesi; in S. Pietro Vaticano il terribile quadrone della S. Petronilla; in S. Grisogono quel Santo portato in gloria dagli Angeli, ed altre operazioni. Ritornato a Cento, a Bologna, a Reggio, in Piacenza, ed in Modona, con maniera più dolce tinse rami, tele, muri, e cupole: ricusò gl' inviti, e larghe provvisioni dei Re di Francia, d'Inghilterra e della Regina di Svezia, la qua 288 na dell'Organo di Verona, Vasari le passando per Bologna, volle tocpar. 3. lib. 1. fol. 257. cargli la mano, come quella, che GIO: FRANCESCO CASSANA Pittore dipinse 106. tavole d'Altare, 144 Genovese imparò dal disegno, e dal quadri, e compose 10. libri di didipinto del Prete Genovese, e si fesegni. Integerrimo, onorato, piace una maniera di forte colore, e cevole, caritatevole, religioso, cedi gran macchia: nel nudo fu carlibe, amorevole con gli scolari, col noso, e risentito, e con pochi cofratello, col cognato, e coi nipolori bozzava, dipigneva, e spediti, ai quali lasciò il ricco valsente tamente terminava l'opere sue. di sue fatiche, morì d'anni 76. e Col tempo andò a stanziare a Venella Chiesa di S. Salvatore di Bonezia, da dove fu chiamato da Alogna ebbe onorata sepoltura. Mallessandro II. Duca della Mirandovasia par. 4. fol. 359. Sandrart. (a) la, il quale per molti anni si servì GIO: FRANCESCO BASSOTI Perugidi lui nel Ducale Palagio, e nelle gino, Pittore figurista di buon noChiese di quella Città, dove ottome, di che piena testimonianza ne genario morì l'anno 1691. Lasciò fanno le opere da lui fatte in patre sigli, ai quali diede le direziotria. Fioriva circa gli anni 1665. ni della pittura: il primo fu NicPascoli a car. 194. colò, detto Niccoletto in Venezia GIO: FRANCESCO BEzzi Bolognese, dove dimorava: ebbe questi uno detto il Nosadella (dalla strada in spirito elevato nel fare ritratti al cui abitava) fu scolaro di Pellegrinaturale: tra gli altri due ne congrino Tibaldi. In molte Città d'Itadusse per certi Milordi così similia, se l'opere sue non si scorgono glianti, che portati in Inghilterra, così giuste, come quelle del Maee veduti dalla Regina, là lo chiastro, sono almeno più terribili, mò, per farsi ritrarre con i princirisolute. Insegnò a molti Nobili il pali di sua Corte, e lo dichiarò suo disegno, e fece buona scuola sino Pittore, ma poco durò la sua forall'anno 1571. in cui morì. Malvatuna, se ivi morì l'anno 1714. Gio sia par. 2. fol. 203. Agostino fu il secondo figlio, il quaGIO: FRANCESCO CAROTTO nacque le da un certo modo di vestire è in Verona l'anno 1470. s'accordò detto l'Abate Cassana: riusciva ancon Liberale Veronese, e presto l' ch'esso a perfezione nei ritratti ajutò nei dipinti. Giugnendo poi in ma per non levare la gloria al preVerona un quadro d'Andrea Mannominato fratello, inventossi un nuotegna, tanto s'accese di quella mavo, e mirabile modo di fare Aniniera, che andò a Mantova, e si mali d'ogni specie, e per verità sofermò in quella scuola: in breve no dipinti con uno spirito, con una mandò alla patria quadri tali, che franchezza, e pastosità tale, che in furono stimati del Maestro. Fu Uovedergli così finiti, e lasciati così mo arguto, e raccontasi, che fgriteneri, fa stupire i primi Professodato da certo zelante, perche le sue ri della pittura; quindi è, che difigure erano troppo lascive, gli rivulgata la sua fama, ne ha fatte spose: se le cose dipinte tanto vi volare molti nei più reconditi Gacommovono, non è da fidarsi di binetti di Principi Grandi, particovoi, dove sono vive. Modellò di larmente dell'A. R. di Toscana basso, e d'alto rilievo. Giunse agli la quale volle, che le mandasse il anni 76. e fu sepolto nella Madon(a) Di lui ha S. Maestà dodici pezzi istoriati, 289 suo ritratto, per porlo tra gli alallievo, e degno nipote del Guertri famosi Pittori antichi, e mocino da Cento; sebbene non arrivò derni della Ducale Galleria. Si dialla persezione degli altri cugini letta parimenti di dipingere pesci, tanto eruditi, copiò però, e intafrutti, ed ogni altra cosa, e di fagliò in rame opere lodevoli. M. S. re ritratti a tutta perfezione, tra GIO: FRANCESCO NEGRI Bolognese, tanti dei quali dipinti da Pittori detto dai Ritratti, perchè con prediversi, per il Serenissimo Doge re stezza, ed anco a memoria si dignante di Venezia, il dipinto da lui pigneva: fu Poeta, e tradusse la tu prescielto per essere mandato in Gerusalemme liberata del Tasso in Londra da servirsene per essere inlingua Bolognese: Fu Istorico, e ciso, e dato alle pubbliche stampe: compose le Storie della Crociata Vive felicemente in Venezia, Gio: di Bologna; Fu singolare per il belBattista fu l'ultimo figlio, il qualo studio del disegni, e per la pele se non potè arrivare alla perse rizia delle medaglie antiche. Primo zione dei fratelli, almeno s inge Fondatore dell'Accademia degl'Ingnò col dipingere fiori, ed animali domiti; Architetto, e Pittore, che di gradire a molti amici, e vive per due anni imparò a Venezia da nella Mirandola. Fiorì ancora la Odoardo Fialetti Bolognese, che ivi pittura in Maria Vittoria sorella de dimorava. Dopo morte lasciò Biansopradetti, la quale diretta da Gio: co suo figlio Pittore, Malvasia p. 2. Agostino dipinse alcune mezze fifol. 313. gure di sacre Immagini, e morì in GIO: FRANCESCO ROMANELLI da ViVenezia l'anno 1711. terbo, non ebbe pari nella Scuola GIO: FRANCESCO CASSIONI Intaglia di Pietro da Cortona nel disegno tore in legno in Bologna incise la e nell'imitazione di quella nuova maggior parte dei ritratti dei Pitmaniera introdotta in Roma da tori, che sono sparsi nei Libri delquel famoso Maestro, dal quale fu la Felsina Pittrice, e descritti dal cordialmente amato: quindi è, che Co: Carlo Malvasia par. 2. fol. 131. franco, diligente, ameno, compito, GIO: FRANCESCO DIANTI, Pittor e divoto fu ricercato da varj MoFerrarese, seguì la maniera dei Dosnarchi, massimamente a Parigi, col si circa il 1560. molto operarvi, ed a Roma, in GIO: FRANCESCO GRIMALDI da Boispezie nel Vaticano, per quella logna: uscì questo bravissimo paegrand'opera della Presentazione di sista dalla Scuola dei Carracci, e M. V. al Tempio, che da tutt' i tanto bene li secondò nella frasca Forestieri è stimata del Cortona. nelle vedute, che varj dei suoi paeMorì d'anni 50. nel 1662. e fu se si a penna, e dipinti sono girati polto nei Padri Scalzi di Viterbo. per l'Italia, e stimati dei CarracLasciò Urbano il figlio pratico Pitci, Servì d'Architetto Papa Paotore. M. S. lo V. intagliò all'acqua forte va- GIO: FRANCESCO RUSTICO Scultore rie, e belle vedute: fu concorrenFonditore, Architetto, e Pittore te di Paolo Brillo: l'opere sue ebFiorentino, con Leonardo da Vinci bero gran grido in Francia, ed ir imparò da Andrea Verrocchio; creRoma, massimamente nel Palagio scendo poi il Vinci nel sapere, e Borghese: fioriva nel 1668. Majui nel disegno, aderì più a questo fol. 625. Morì in Roma quasi ottoche all'altro. Delle Statue di margenario mo, dei bronzi, dei ritratti, dei GIO: FRANCESCO MUCCI Bolognese passi, ed alti rilievi, con tanta sti 250 ma lavorati in Patria, troppo lunlari di Dieterico, applicò sì bene go sarebbe il favellarne. Fu uomo all'intaglio, ed all'arte dell' Oredabbene; si fidava di tutti; libera fice, che di 50. anni fu assunto dal lissimo con i poveri, e lontano dall' Senato Tigurino al primo posto del ambizione; Fu geniale d'alchimia. Gran Collegio. Sandrart fol. 245. Si dilettò tenere animali stravaganGIO: GIACOMO MONTI da Bologna ti. Ebbe un corvo, che schiettatutto ingegnoso, franco, disinvolto, mente chiamava per nome le persplendidissimo, uomo in somma da sone. Desioso di vedere la Francia, Principe, per un tal qual sfarzo là si trasferì l'anno 1582. accolto e bizzarria: mosso da estrema affedal Re Francesco, da cui fu provzione al Metelli, non solo seguì visionato di 550. scudi annui: mo suoi insegnamenti, ma l'accomparì poi il Re, a cui successe Enrignò a Firenze, ed a Modona per co, il quale riformando i provviapprendere la pratica di colorire da sionati, lo lasciò senza impiego. quelle belle opere, ivi compiute inFinalmente d'anni 80. cessò di visieme col Colonna, ed in fatti divere in casa di Pietro Strozzi in venuto anch'esso effettivo Maestro, Francia. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 50. e Pittore di Corte, con Baldassare GIO: FRANCESCO SURCHI Ferrarese Bianchi dipinse cinque stanze, cor detto Dielai, riusci eccellente Piti soffitti, di capricciosa invenzione: ritornato a Bologna, d'anni 72 motore in figure, in paesi, in grotteschi, in prospettiva, ed in archiri nel 1693. e su sepolto nella Chietettura a olio, a fresco, e a secco; sa di S. Cattarina da Bologna. Malin somma fu uomo di vaglia, d'invasia par. 2. sel. 420. gegno, e di grande stima: poche GIO: GIACOMO SEMENTI nato in Boopere sue si vedono, poichè sono logna l'anno 1580. Ebbe i princip. ormai dal tempo consumate. Fiori del disegno, col Gessi da Dionigio Calvart, passò con l'amato comva nel 1543. Superbi fol. 125. pagno sotto Guido Reni, ma con GIO: FRANCESCO ZABELLO Bergamatanto profitto, che recò stupore coi sco valente disegnatore, e lavorasuoi dipinti a Bologna, ed a Rore di tarsia in Genova, dove saranma; ivi s'accomodò per molto temno sempre ammirabili i sedili della po al servigio del Principe MauriCattedrale rappresentanti i mister della vita di Gesù Cristo: si ritrozio Card. di Savoja. Gareggiava va in un dado scritto il suo nome, col Gessi nel dipignere, e pendeva la lite, chi fusse di loro il più braed anno 1546. Soprani fol. 282. vo, quando quel Serenissimo ordiGIO: GIACOMO CORAGLIO Veronese nò un quadro a ciascheduno, e su imitatore di Marcantonio Raimondichiarato il Sementi più corretto, di; in Roma intagliò, con molta ed erudito, il Gessi più ferace, e rilode, varie opere del Rossi, del Mazzola, e di Tiziano: si diede poi soluto. S'ammogliò, e poco dopo, toccato da un replicato ramo d'aall'intaglio dei cammei, e dei cristalli. In Polonia fu gradito da quel poplesia, terminò i suoi giorni in Re, e ricavò buona somma di dafresca età in Roma. Malvasia p. 4. naro, il quale investì in diversi stafol. 352. bili nel Parmigiano, dove si fermò GIO: GIORGIO NIVOLSTELLA figlio sino alla morte. Vasari par. 3. lib. 1. d'un Tedesco Magontino, fu raro Intagliatore in legno. In Genova fol. 309. GIO: GIACOMO MAYR minore fratelimparò il disegno da Bernardo Cale di Ridolfo, amendue figli, escostelli, diede alle stampe le figure dell'E 291 pra questi dipinse due chiaroscuri dell'Eneide di Virgilio, varie cartelcolla storia di Turno. In Bologna le d'armi, i Santi Padri disegnat. è di sua mano nella Chiesa di San dal Tempesta, ed altre figure. ViBiagio l'Atrio, che introduce all' de Roma, ma per poco tempo. Altare maggiore, e tutta la Capelmentre d'anni 30. correndo il 1624. la maggiore nella Chiesa detta dei ivi morì. Baglioni fol. 395. Poveri. Tutte quest'opere accrebGIO: GIOSEFFO DAL SOLE nacque in bero tal fama al suo nome, che Bologna da Antonio, detto dalli le Chiese, ed i Palagi di Vienna. Paesi, perchè in questi fece molto di Bologna, di Modona, Faenza, onore al suo Maestro Francesco AlImola, Piacenza, e di tante altre bani. Da fanciullo mostrò ardentisCittà vollero godere dei suoi lavosimo disiderio di applicarsi alla pitri, con tanto studio perfettamente tura, e però fu dal Padre posto sotcondotti: particolarmente il Co: Er to la direzione di Lorenzo Pasinelcole Giusti degno amatore delle buoli celebre Pittore. In poco tempo ne Arti, lo volle presso di sè per tanto s'approfittò, che in quella molto tempo in Verona, dove olnumerosa, e fiorita Scuola ottenne tre molti quadri dipintigli, tra il posto principale. Fatto Maestro, principali si ammirano una Lucresino a una certa età, seguitò in zia con Tarquinio, ed un'altra, molte parti la maniera del Pache si uccide. Ha dato poi il comsinelli, e quella ancora di Simone, pimento alla ſua gloria con la gran detto da Pesaro, formando di tutte Tavola della Ss. Nunziata, ultidue un misto di ottimo gusto, che mamente collocata nell'A tare maggli acquistò molto d'onore. S'in giore delle RR. MM. Scalze di Bovaghì dopoi di seguire unicamente logna. Vive ora in Patria questo lo stile elegante, ed ameno di Guieccellente, e savio Pittore con fiodo Reni, e così vi è riuscito, che rita Scuola, dalla quale sono usciti molte sue opere sembrano di mano suoi allievi, già fatti Maestri, e di quel gran Maestro. Nel Palagio con sommo amore, e cortesia comdei Marchesi Giandemaria in Parparte ai suoi scolari i ben fondati ma v'ha di sua mano la gran Sainsegnamenti, e il comodo di erula, nella volta della quale dipinse dire l'opere loro sopra la bella Racun poetico capriccio allusivo alla colta fatta da esso di tanti disegni riguardevole Prosapia di detti Sidei più rinomati Pittori. gnori: in quest' opera ebbe com pagno nella Quadratura il famoso GIO: GIÓSEFFO SANTI nacque in Bologna l'anno 1644 Per non degeneTommaso Aldrovandini da Bologna rare dalla nobile prosapia dei suoi che nei muri laterali introdusse alMaggiori, nel rendersi possessore delcune Logge, e Gio: Gioseffo vi dile più belle arti, professò le lettere pinse alcuni Cori di Sonatori. In umane, d'indi applicossi al disegno vitato a Lucca dal Marchese Mannella Scuola del ferace Canuti, sotto zi, là si portò in compagnia del cedel quale fece buon profitro nelle lebre disegnatore, Architetto, figure. Da sè passò poi a dipignere Quadratorista Marcantonio Chiaridi prospettiva a olio, ed a fresco, ni da Bologna, per dipignere la Sacon fondamento, con perfezione, la del suo Palagio, e nella Volta con finimento, e con tale vaghez fece il convito degli Dei, negli anza, che ha servito molti Cavalieri goli le quattro parti del Mondo, e in Verona, in Milano, Udine, ed nei due laterali il Giudizio di Pain Patria, dove vive felice. ride, e l'Incendio di Troja, e soOo 2 § G10: 292 GIO: GIOSEFFO VAN GOYEN, Pittore di Leyden, nato nel 1596. fu abile nel dipingere paesi. Dimorò all' Haya, dove morì nel 1656. Jacob Campo par. pr. a car. 393. ne ha dato la vita. GIO: GIROLAMO BALZONI, Pittore Bolognese, nella Chiesa di S. Luca sul Monte, dipinse S Gregorio in atto di porgere genuflesso preci a Cristo, e alla Vergine per le Ani me del Purgatorio: opera gradita, e mentovata nel Passeggier Disingannato a car. 367. GIO: GIROLAMO BONESI figlio di Lodovico, di Filosofia, e di Medicina Collegiato Dottore: nacque in Bologna l'anno 1653. Inclinato al la pittura si fece professore di quella nella seuola del famoso Cav. Carlo Cignani, il quale sempre gli ha conservato una cordialissima benevolenza. Questo savio, e degno Pittore ha lasciate varie memorie di se stesso, condotte sulla manie ra del Maestro, alcune pubbliche ma la maggior parte però sono private; altre si trovano in Roma, in Turino, ed in altre Città, dove godono degno soggiorno: vive a gloria della Patria. GIO: GREGORIO PIOLA Genovese dopo l'esercizio d'arti diverse, stabilì nel quinto lustro obbligarsi alle fatiche del disegno, senza ajuto d'alcuno direttore. Dato dunque di piglio alla penna con tal franchezza copiò le stampe dei miglio ri Maestri, contornandole con sottilissimo segno alla prima, e poi con forza terminandole, che fu uno stupore il vederle. Conoscendosi avanzato nell'età, difficile, e lungo l'imparare a stemperate sulle tele i colori, determinò applicarsi alla miniatura, al cui studio rivolto, mostrò ben presto nella franchezza di molte opere l'eccellenza del suo ingegno: non trovò in Genova chi se ne dilettasse, Roma gli cadette in pensiero, ed in fatti ne ricavò gran somma di danaro. Stimò d'accrescere maggiormente la sua fortuna nelle Spagne, ma vana riuscì la speranza, Viaggiò per Marsilia e là trovò largamente ricompensate le sue fatiche, che l'oppressero di 42. anni nel 1625. Soprani fol. 78. Nacque nel 1655 GIO: GUGLIELMO BAUR d'Argentina scolaro di Brendelio; ricco d'invenzione, veloce di mano in minute figure, sopra le carte pecorine dipinse caccie, pescagioni, procelle, e tempeste: arrivato a Roma trovò porto sicuro nel Palagio del Principe Giustiniano, che gioiva in vederlo copiare vedute, mercati, processioni, giuochi, cavalcate, e quanto alla giornata succedeva di rimarco. Fece lo stesso in Napoli, disegnando il Porto con tutte le navi, le divise loro, e la diversità delle nazioni, che chiaramente si distinguevano, benchè in piccolissime macchie effigiate, e di questo, e di tant'altri, secondo la mutazione delle navi, riportò gran valsente, Ritornò a Roma, poi a Vienna, dove servì l'Imperadore Ferdinando Terzo, ed altri Monarchi, da tutti largamente rimunerato. Girano alle stampe molte dell'opere sue, e sono rare: mancò questo grand'Uomo l'anno 1645. sepolto in Vienna, Sandrart fol. 299. GIO: LORENZO BERNINI Fiorentino figlio, e scolaro di Pietro: Chi brama vedere l'opere sue scolpite, e dipinte, entri in Vaticano di Roma a contemplare la Tribuna, la Cattedra di S. Pietro, ed il Ciborio, ogni cosa di bronzo; i Depositi d'Alessandro VII. e d'Urbano VIII. il Costantino, la Fonte di Piazza Navona, e tante altre opere gloriose di marmo, e poi dica, che fu il Michelagnolo dei nostri tempi, cioè Pittore, Scultore, ed Architetto, che meritò da Papa Urbanc 293 bano VIII. l'onore di Cavaliere re, l'uccise nel Pontificato d'Urdell'Abito di Cristo, e da tutta la bano VII. M. lvasi 1 par. 4. fogl. 139. Nobiltà Romana d'essere 1 rodotGIO: LUIGI ZAMBRANO, Pittor di to nel famigliari congressissino all' Cordova, e discepolo di Paolo di anno 1680. che fu li 82. di sua vi Cespedes, fece in sua Patria molte ta, in cui morendo fu sepolto in pitture di buon gusto; e morì in S. Maria Maggiore di Roma. Il ctà di anni 40. nel 1639. Palomino Dottissimo & Iippo Baldiancci scria car. 205. ve in un Libro a parte la di lui GIO: MARIA BOTTALLA da Savona: vita con diversi rami. dal Card. Sacchetti suo Protettore GIO: LUIGI VALESIO figlio d'un sol in Roma, alla vista di certi disegni dato Spagnuolo, dal quale imparò dilicatamente condotti, fu chiama la scherma, il ballo, ed il leuto: to per ischerzo Raffaellino qua d'ogni una di queste arti aprì la scuonome portò poi sino alla morte la in Bologna, e tirò a sè tutta la studiò da Pietro da Cortona, ed Nobiltà per imparare: stanco di taimpegnò tutto lo spirito per avan li esercizj, col fratello Ernando pezare i compagni, ed arrivare al ritissimo Scrittore, s'inoltrò a scri Maestro; la sorte arrise allesperanvere privilegj, e contornarli con ze sue in quella Città, ed in Nabellissimi arabeschi; per meglio appoli da tutti fu gradito. Andò a profittarsi, supplicò Lodovico CarGenova, ma nelle pitture oliate racci dargli qualche esemplare di non fu troppo piaciuto, per quella leoni, d'aquile, d'angeletti, di fierezza di volti alla Cortonese. virtù, e di simili figure, per introApplicossi dunque a fresco con più durle in quelli, e ne fu compiutadolcezza, e quando stava per istamente consolato: sopra questi dunbilire la sua gloria, precipitò in una que studiando notte, e di, diede cronica infermità, dalla quale non principio a miniare, poi ad intapotendolo sollevare i Medici, gli gliare in rame, d'indi a dipignere consigliarono la mutazione dell'afinalmente col favore di molti beria, e fu Milano, dove giunto, in nevoli, e con l'energia d'un ag fresca età, quietò in pace l'anno giustato, e naturale discorso si fece 1644. Soprani fol. 61. largo nelle sale, nei soffitti, e nel- GIO: MARIA BUTTERI Pittore Fiorenle Chiese con l'opere sue. Andò a tino scolaro d'Angelo Bronzino. Se Roma, dove entrò in grazia dell fu alquanto duro, e nel disegno Em. Lodovisi I che poi fu Papa non eccedente i termini del ragioGregorio XV.] e fu dichiarato Cunevole, nulladimeno sulla maniera stode dei giardini, delle Gallerie del Maestro, altre volte con lo stidelle Guardarobbe, e pagatore delh le di Sante di Titi, dipinse per Cavaleggieri. In questo tempo fu molti Claustri, e Chiese della sua celebrato dal Marini, ed egli die Patria. Morì nel 1526. su sepolte de alle stampe la Cicala, e varie nella Madonna dei Ricci. Baldirime nelle nozze Lodovisi. Si tratnucci par. 3. sec. 4. fol. 171. tava alla grande d'abiti, di tavoVasari par. 3. 205. la, e di carrozza. Era amato dalGIO: MARIA CASTELLI figlio, e scola Corte, dalli Principi Nipoti laro di Bernardo Genovese, si diai quali servì di Segretario, e da lettò più tosto di miniare, che ditutta Roma. Visse felice, sinche pignere, ed in fatti toccava i prinon patì la podagra, la quale somi gradi della perfezione, quando mentata una volta dal soverchio bemorì. Soprani sol. 125 G103 294 GIO: MARIA CERVA Bolognese, detto dei Pittori di Roma; nelle Chiese Bagolino, imparò da Menechino de di S. Sabina, alla Madonna del PoBrizio; dipinse di quadratura in vapolo, alla Pace, ed all'Anima si rie Chiese, e Palagi. Fiorì nel 1640. vedono opere bellissime, con diliMasini fol. 627. genza, e con buon colore dipinte. GIO: MARIA CHIODAROLO BolognePascoli a cav. 126, 2. Tom. se, vedi Chiodarolo. GIO: MARIA ROSSI Scultore nomiGIO: MARIA FALCONETTO Veronese, nato nel Passeggier Disingannato a fratello di Gio: Antonio Veronese, carte 346. imparò da suo padre Giacomo, e GIO: MARIA TAMBURINO Bolognese benchè lo superasse, non per quescolaro di Pietro Facini, poi di sto acquistò gloria. In Roma die Guido Reni, del quale fu grande desi a disegnare d'architettura, nè amico, e confidente per una bonlasciò statua, o capitello, o antità, e schiettezza naturale, di cui chità, che non ponesse in carta. era dotato. Nei dipinti a olio, ed Ricercato in molti luoghi, stabili a fresco fece sempre comparire il la sede in Padova ben veduto, ed carattere del Maestro. Intese bene amato come fratello dal Nobil' uola prospettiva. Diede alle stampe mo Luigi Cornaro peritissimo Armediante il Curti Intagliatore chitetto; ivi dimorò fino alla mortutte l'Arti del Mondo istoriate te, che gli seguì nel 1535. in età in piccole figure. Mancò in estred'anni 76. Vasari part. 3. lib. 1. ma vecchiaja. Malvasia par. 3. fol. fol. 273. 5•8. GIO: MARIA GALLI nativo di Bibie. GIO: MARIO VERDIZZOTTI Cittadina, in Bologna comunemente chiano Veneto, illustre non solo per le mato il Bibiena; uscì questo conbelle lettere, come per la pittura; cettosissimo, e feracissimo inventore su amico di Tiziano, a cui servì dalla scuola dell'Albano, e coi suoi di Segretario negl'interessi Pittoripoetici, ed istoriati componimenti ci coi Principi, e da quello impalasciò memorie dei suoi eruditi penrò a dipignere; godeva la francheznelli sino al. 1668. in cui di anni za di fare piccoli quadretti con 41. fu sepolto in S. Maria Maggiopaesi; e figurine toccate sullo stile re. Dopo di sè rimasero Maria Oriadel Maestro. Furono suoi capricci na Pittrice, Ferdinando uno dei i molti animali figurati nelle 100. principali frescanti d'architettura Favole da lui descritte. Composé ai nostri giorni, e Francesco Pittol'eroico Poema dell'Aspramonte re in figure, ed architettura, tutle traduzioni delle Metamorfosi, e ti suoi figli, e dei quali s'è pardell'Eneide. Abbellì di vaghe fi lato a suo luogo. Malvasia par. 4 gure le vite dei Santi Padri. Celefol. 292. brò la morte del suo Maestro con GIO: MARIA MARIANI Ascolano PitPoema latino: Cangiò l'abito secotore di cartellami, di prospettive. lare in Regolare; finalmente ripiee d'arabeschi; servendosi di Valerio no di virtuose, e riguardevoli conCastelli per dipignere le figure, ladizioni di 75. anni morì circa il vorò in molte Chiese, e Palagi di 1600. Ridolfi par. 2. fol. 132. Genova; in Roma fu scritto al ca- GIO: MAURO ROVERE, e fratelli talogo di quelli. Accademici l'anFiammenghini, così detti da un tal no 1650. M. S. Riccardo Fiammengo, che si accaGIO: MARIA MORANDI Fiorentino sò in Milano, ed ebbe molti figli. fu scritto l'anno 1657. al catalogo Gio: Mauro dunque si diede a seguire guire Cammillo, poi Giulio Cesare Procaccino, e se avesse fermato quello spiritoso mercurio, che gli faceva volare il pennello, per certo l'opere sue averebbero toccato le mete della gloria; non è però che non siano tutti stati stimati in figure, in battaglie, in prospettive, ed in paesi, perchè non v'è, per così dire, angolo, Chiesa, o Palagio, nei quali non si ritrovino pennellate del Fammenghini, i quali mancarono circa il 1640. particolarmente Gio: Mauro, che settegenario morì tal'anno, e su sepolto nell' Oratorio di S. Cipriano M. S. GIO: MICHELE LIOTARD, di Genevra, bravo disegnatore ed incisore a bulino e acqua forte. Chiamato a Venezia dal Signor Giuseppe Smith console della Gran Brettagna per intagliar sette Cartoni di Carlo Cignani, e sette bei Quadri di Sebastiano Ricci, l'una e l'altra di queste rare opere con grande intendimento eseguì all'acqua forte, e con somma perfezione ritoccò col bulino, Ritornato indi a Parigi, colà vive operando sempre, e riscuotendo applausi e distinzioni per il suo esimio operare. GIO: MICHELE VICINO, e GIO: AGNOLO fratelli Genovesi, impararono da Batista suo padre: il pri mo lavorò di battaglie, di vascelli, e di paesi con velocità, ma mediocremente condotti; vestiva malamente, succido, e con esosità dell'arte, e morì in gioventù. Non così il secondo, che in paesi terrestri, in marine, in battaglie in grande, ed in piccolo arrivò con gloria alla perfezione. Viveva l'anno 1675. Soprani sol. 77. GIO: PAOLO AVER di Norimberga, ebbe l'Italia per Nudrice, Vene zia, e Roma per Maestre nella pittura; con doni naturali al disegno 295 dipinse ritratti, istorie, a da tutti fu universalmente gradito. Sandrart fol. 334. GIO: PAOLO BONCONTI figlio di Girolamo, ricco Mercatante di seta in Bologna, mostrò fino da giovinetto altrettanto d'abborrimento all'esercizio paterno, quanto d'inclinazione alla pittura. L'anno dunque 1580. fuggito dal padre, ritrovato in Firenze, e ricondotto alla Patria, fu consolato nelle Scuole di Bartolomeo Passarotti per il disegno, e dei Carracci per il dipinto. Lasciata da parte l'arismetica, la matematica, e la prospettiva, tutto si dedicò allo studio di sì bella virtù, e nei bellissimi nudi alla Carraccesca riportò il premio, e l'onore di Principe dell'Accademia. Nel dipinto poi fu pastoso, risentito, e corretto. Andò a Parma, e studiò l'opere del Correggio, poi passò a Roma sotto Annibale Carracci, ma quando erano Per siorire l'opere sue, d'anni 42. giunse con dolore della Patria la nuova della sua morte, seguita nel 1605. Malvasia par. 3. foglio 573. GIO: PAOLO CERVA Bolognese innarrivabile per le miniature degli uccelli, che sembravano vivi, spiri tosi, svolazzanti, e ricoperti di leggiadrissime piume, come da tante Gallerie, e Gabinetti si vede, mor nel secolo passato. Malvasia par. 3. fol. 560. GIO: PAOLO CERVETTO Genovese fu allievo di Valerio Castelli; divenuto pratico nel disegno, passò al colorito, nel quale fu così proprio imitatore del Maestro, che talvolta offuscò la mente degli Professori nel riconoscere le sue tele, da quelle di Valerio distinte. Quanto somiglianti nel dipignere, altretanto furono uguali di genio, d'amore, e di corrispondenza. L'anno 1657. la falce della morte sciolse, sì bel no 296 do nel mancare del Cervetto. Sone, le quali si movono in belle atprani fol. 226. titudini disposte, che molto piacioGIO: PAOLO LOMAZZO nacque in Mino, e per le quali si è acquistate lano 1558. Imparò il disegno da Gio: grido in Roma, dove vive. Batista della Cerva; non solo fu GIO: PAOLO ROSSETTI da Volterbravo Pittore di storie, d'arabera, scolaro di Daniello Ricciarelli schi, di paesi, di grotteschi, e di lavorò con il Maestro nella Città ritratti, ma a gloria, e profitto dei di Roma, ed in altri luoghi. Titi Pittori, fu Islorico, Poeta, e Scritfol. 341. tore, che parlò dell'opere loro, ed Vasari tom. 3. a car. 105. insegnò varie regole per ben dipiGIO: PAOLO TEDESCO di casa SCOR, gnere nel suo Trattato della Pittucon Egidio suo fratello pratico nel ra, Architettura, e scultura, nell dipignere a fresco, fu adoperato in Idea del Tempio della Pittura, e varj luoghi di Roma, particolarnei suoi Grotteschi poetici. Divenmente per ordine di Papa Alessanne cieco in vecchiaja, e poco dopo dro VII. nel Palagio Pontificio a passò a godere (come si spera) la Monte Cavallo, dove fra gli altri luce della gloria. Descrisse la pro freschi si vede l'Arca di Noè fabpria vita nei Grotteschi a fol. 529. bricata nel tempo del diluvio, con GIO: PAOLO MELCHIORI Romano natutti gli animali, mirabilmente dito l'anno 1664. scolaro di Carlo pinti. Gio: Paolo fu scritto al caMaratti: con bellissimo spirito, ed talogo dei Romani Pittori l'anno invenzione non solo disegna perfet1653. ne parla l'Ab. Titi fol. 27b. tamente, ma ancora sulla dolcissiGIO: PAOLO ZANARDI nato in Boloma maniera del Maestro conduce gna l'anno 1658. è fratello di Gennobili, e vaghe pitture: dimora in tile Pittrice già descritta; con i prinPatria, dove d'ordine di N. S. ha cipi da Ciulio suo Padre appresi. dipinto il Profeta Ezechielle nella si è fatto in Verona universale PitBasilica Lateranese. tore in fiori, in frutti, in animaGIO: PAOLO ODORICO Gentiluomo li, in figure, & in quadratura. Genovese, da sè studiate, e disegnaGIO: PEETERS d'Anversa stimato te varie carte stampate, entrò nelnel dipinger marine, porti di mare, la Scuola di Domenico Fiasella e borasche vivea nel 1624. gareggiò il Maestro con lo Scolaro, GIO: PIETRO BELLORI Romano, Pitquello ad infondergli le più ſode retore, Antiquario, e Scrittore: ha gole del disegno, questo avidamendato alle stampe l'anno 1672 le te, senza mai stancarsi, ad apprenVite di varj Pittori con li Ritratti derle: dal chiaroscuro passò a' vivi ed alla morte sua, seguità avanti colori; si vociferò per la Città il l'anno Santo, lasciò altro Libro mavalore del giovinetto, e principianoscritto dei fatti d'altri Pittori rono a volare le commissioni; ma disegnato, ed illustrato un'altro il contagio stabilì il non plusultra Libro in foglio degli Archi Trionalle sue belle fatiche. Soprani fol. fali, ed Antichità di Roma, inta214. gliate da Pietro Sante Bartoli l'auGIO: PAOLO PANINI nacque in Piano 1690. Un'altro con i ritratti dei cenza l'anno 1691. Egli è giovine Filosofi, Poeti, ed Oratori, con le spiritoso, il quale si diletta di di esposizioni. Altro Libro intitolato pignere con amenità di colore sulla Statua Simbolica di Diana Efela maniera del Ghisolfi vaghe prosina, ed altri Libri, come nell'Inspettive, ricche di graziose figuridice delle stampe del Rossi. Alla sua morte lasciò bellissimo studio detto del Mercato di Bologna, in di disegni, e di rami singolari. M. S. cui nell'Altare Maggiore vivamenGIO: PIETRO DELLA BELLA fratello te espresse il Santo in atto di condel famoso Stefanino, imparò la fusione, e di riverenza al rimproScultura da Pietro Tacca, e ne fa vero di Cristo, quando gli rinfacmemoria il Baldinucci nella par. 3. ciò la sua incredulità; Pittura, che per verità è riuscita di gradimento set. 4. fol. 371. GIO: PIETRO LASAGNI Scultore molai Professori, ed al Pubblico, colto stimato in Milano; sono degne la quale ha superate tante altre sue da vedersi le opere sue nelle Chietavole sparse in diverse Città. Mosse di S. Stefano, di S. Paolo, di S. so talora dall'estro sublime della poeCelso, nello Spedale Maggiore, e sia, e dal genio allo scrivere, suo nella Piazza dei Mercatanti, tutte divertimento si è lo applicarvi, e descritte dal Torre. non poca lode ne ha riportato GIO: PIETRO POSSENTI nacque in Aggiunse un nuovo fregio di gloria Bologna l'anno 1618. fu figlio, e a Felsina Pittrice colla descrizione scolaro di Benedetto; mostrò genio della Vita di Lorenzo Pasinelli suo particolare alle battaglie, condotto Maestro, stampata nel 1703. Con con istile commendabile, con gran sette Lettere familiari difese il Comossa, con ispirito vivace, e con Carlo Malvasia Autore dei Libri colore ardito, che ferma alla prima della suddetta Felsina Pittrice, e condipinse tavole d'Altare, in ispezie futò Vincenzio Vittoria, stampate in Padova la gran tela col martinel 1705. compose il Dialogo in rio di S. Lorenzo, posta nella Chiedifesa di Guido Reni, dato in sa di detto Santo, e la terminò in luce nel 1710. Accrebbe le raccolte 12. giorni, per 60. ducati. In frepiù famose con li suoi poetici com sca età, l'infelice restò morto d'arponimenti, alcuni dei quali si leg chibugiata, nella strada chiamata gono nella sua bella Didone, traCalandra di detta Città, Malvasia gedia stampata l'anno 1718. Vive par. 4. fol. 580. in Bologna GIO: PIETRO ZANOTTI, Segretario GIO: RIDOLFO WERTMULLER figlio dell'Accademia Clementina, Scritdi Pietro Senatore Tigurino, nactore, Poeta, e tra gli Arcadi della que l'anno 1639. Imparò la PittuColonia Renia, Trisalgo Larisseate ra da Contrado Mayr, e da sè l'arNacque in Parigi l'anno 1674. chitettura civile, militare, e la giovinetto fu condotto a Bologna plastica. Stava per partire verso la dove scorsi i primi rudimenti della Francia, quando di notte tempo rilatina lingua, si applicò al disegno tornando a casa fu soffocato dall' nella scuola di Lorenzo Pasinelli onde del fiume Silla l'anno 1668. dal quale teneramente fu amato Sandcart fol. 383. Avanzato alla pittura cercò dal naGIO: SICISMONDO MULLER Augustaturale le forme più proprie, le esno imparò il disegno da suo padre, pressioni più vere, i colori più gra dal quale fu poi mandato in Amditi, la morbidezza più pastosa, ecsterdam sotto Giovachino Sandrart. un certo abbigliamento di vestire Venne in Italia, fermossi in Roma, alla dimestica, e principiò a misuin Firenze, ed in Venezia, dove in rare il suo talento sopra le tele, e minutissime figure fece cose molte provvedere dei suoi dipinti Case laboriose, ma altrettanto piaciute, Palagi, e Chiese, particolarmente ebbe inclinazione naturale all'arla sua Parocchia di S. Tommaso, chitettura, e sopra i Palagi d'Ita 298 lia fece perfettissimo studio. Fu di bile epitafio, erettogli da Ascanio natura affabile, possedeva diversità Penna Perugino, e da Vincenzo da di linguaggi, e per la sua nobile Torto Pisano suoi scolari. M. S. conversazione era da tutti amato. GIO: STEFANO ROSSI dalla Pieve Morì in patria in età senile. SanGenovese studiò da Cesare, e da drart fol. 326. Alessandro Semini, e con notabile GIO: STEFANO BORRI Scultore Miprofitto si perfezionò sotto Pietro lanese riuscì mirabile in fare ritratSori: riuscì felicissimo nella vaghezti di cera, che parevano vivi, e za del colorito, e sufficientemente naturali. Visse in Genova sino all fu aggiustato nel disegno, onde prinultima vecchiaja, nella quale assacipiò a mandare quadri nelle Spalito da malinconico umore, stava gne, e molti ne fece per la sua paper lo più ozioso, e ritirato sospettria, in cui in gioventù morì. Setando, per quanto egli diceva, di prani fol. 81. non essere assalito dai suoi nemici, GIO: STEFANO VERDURA Genovese. e così morì. Soprani fol. 29. Questo virtuoso Pittore ebbe i prinGIO: STEFANO DANEDI, detto Moncipj da Domenico Fiasella, e dopo talto: vedi Gioseffo Danedi, e Stefaun conveniente studio di disegno no Montalti. arrivò al colorito, nel quale s eserGIO: STEFANO LIOTARD, nato in citò non poco, nè ritrovando quelGinevra, fratello di Gio: Michele, la fortuna, che sperava, si portò applicatosi allo studio della Pittunel Piemonte, dove destreggiandosi ra, e portatosi in Parigi, ivi con in fare molte tavole, ritornò alla pastelli, miniatura, e smalti si eserpatria poco prima del contagio, nel citò a far ritratti, e a copiar l'oquale con la moglie, e figli morì pere di quegli Autori, che in quel Siprani fol. 252. genere furono insigni. Di là venne GIO: VAN-ASSEN studiò sotto An a Venezia, indi passò a Costantinotonio Tempesta, ed imitò la sua poli, ove ebbe occasione di servire maniera; facendo figure e paesi. a molti Signori; e dopo essersi ivi Dimorò in Amsterdam sua patria trattenuto molto tempo, vestito aldove lasciò la vita nel 1695. la foggia Turchesca, che quell'abi- GIO: VENTURA BORCHESI da Città to gli piaceva, e lasciatosi crescer di Castello, scolaro di Pietro da la barba, andò a Vienna d'Austria Cortona; condusse con tanta dilie copiò i ritratti di quella Imperia genza i due laterali, cioè la CoCorte, ed altri ne fece di sua inronazione, e l'Annunziazione di Mavenzione. L'anno 1744. venne di ria Vergine, posti in S. Nicola da nuovo a Venezia, e vendette uno Tolentino di Roma, che meritò si dei suoi quadri a pastello per Zecnire il gran quadro nella Sapienza, chini 130. e prezzi grandiosi si fece lasciato impersetto, per la morte pagare qualcuno dei suoi ritratti. del Maestro. Si trattenne alcuni anAltre particolarità di questo valen ni nella Germania, e spezialmente tuomo saranno più a lungo descritlavorò a fresco in Praga. Morì nel te da altri, mentre esso ancor vidì 20. Maggio 1708. M. S. GIO: VINCENZIO ZERBI Genovese GIO: STEFANO MARUSELLI dell'Umscolaro di Domenico Fiasella, dopo bria, dopo molti lavori di pittuil disegno, s'inoltrò al colorito, e ra, e d'architettura in Pisa, moriusci nei ritratti, ed in altri quarì d'anni 72. nel 1656. e fu sepoldri. Vivea nel 1674. Soprani fol. to in Campo Santo, con memora250. G10. GIO: ULDERICO FULTER oriendo Tigurino, scolaro di David Hescler Statuario, lavorò in avorio d'alto. e di basso rilievo storiette sì belle che le più rinomate Gallerie ambi rono avere opere sue. Vivea nel 1683. Sandrart fol. 352. GIO: UEDERICO LOTH da Monaco, su scolaro di Carlo Veneziano, propagò la gloria di tanti altri Pittori della sua Patria coi quadri a olio, ed a gomma: è vero, che in età senile umiliò la bellezza, e la dolcezza dei suoi dipinti, morendo l'anno 1660. ma insorse Giovanni Carlo il figlio in Venezia, a riassumere con fasto, e con lustro la gloria Paterna. Sandrart fol. 319. GIO: ZACCARIA KNELLER, con Godofredo suo fratello nato in Ubecca, girò per l'Italia; il primo fu famoso nei ritratti, nelle architetture, e nei freschi; il secondo nei soli ritratti. Servirono molti Principi, e Monarchi, Sandrart fol. 391. GIOVITA BRESCIANO, O BRESCIANINO su buon Pittore, che uscì dalla Scuola di Lattanzio Gambara; in fresco, ed in olio lavorò opere degne in pubblico, come registra il Cozzando fol. 117. GIROLAMO AMALTEO Veneziano, quando pratico del disegno, e del maneggio dei colori, fu osservato dipignere con tanto spirito la tavola di S. Vito, temendo Pomponio il fratello di non essere da quello superato, l'applicò alla mercatura assegnandogli 100. ducati annui acciocchè non più dipignesse, e così l' invidia fece perdere questo Valentuomo, che averebbe fatto mirabile riuscita. Ridolfi par. 1. fol. 116. GIROLAMO ANDRIOLI, Pittor Veronese stimato al suo tempo. Rossi ne fa ricordanza a car. 144 GIROLAMO BENAGLIO, Pittor Veronese, seguì la maniera antica e 299 secca del secolo 1400. in cui visse. Verona conserva alcuna delle sue opere. Rossi a car. 9. GIROLAMO BOCCIA, Pittor menzionato dal Passeggier Disingannato a car. 367. GIROLAMO BONEGI, Bolognese vien ricordato dal Zanelli nella Vita di Carlo Cignani, per un dei discepoli di esso Carlo, a car. 69. GIROLAMO BONINI d'Ancona, detto l'Anconitano, fu amato, e diletto Scolaro dell' Albano, al quale servì molto tempo, riportandone compiutamente quella bella maniera, che si vede nel dipinto della Sala Farnese, e nel Palagio pubblico di Bologna l'anno 1660. GIROLAMO BOSCO, o Boss da Bolduch [ come lo chiama il Baglioni fol. 231.] Fu Pittore di profondo, e di bizzarro ingegno, vedendo non potere superare i Raffaelli, i Buonaroti, 1 Vinci, i Tibaldi, i Correggi, ed 1 Tiziani nell'Escuriale di Spagna, ove erano suoi quadri, inventò un modo strano, con cui dipinse di fantasia: ivi dunque si vede Antonio il Santo Abate attorniato dalle diaboliche tentazioni, ideate in mostri, in animali in chimere, in draghi, in uccelli spaventevoli, che recano orrore, e maraviglia insieme: in altro quadro espresse Gesù Cristo in una circonferenza di luce, e di glorie, circondato da 14. Circoli, sette dei quali esprimono i peccati capitali, gli altri i Sacramenti: in altra gran tela dipinse figure diverse rappresentanti i diletti carnali sopra un carro di fieno tirato da sette animali differenti, che figurano i peccati capitali; precede a guisa di fama il Demonio con la tromba, circonda il carro una quantità di mostri, con geroglifici espressivi d' altri peccati, segue dopoi la Morte con la falce alla mano, e sotto si legge il passo d'Isaja: Omnis ca 300 ro foenum. In altri luoghi dipinse detta Chiesa scolpi in legno il CriInferni, Limbi, orridi diserti, Marsto. Sarnelli fol. 181. tiri sbranati dai Leoni, e PassegGIROLAMO CAPITANI da Lodi nell' gieri assassinati; con queste, e simianno 1578. si accomodò sotto la dili stravaganze fu riconosciuto dalla sciplina di Bernardino Campi, dal Spagna, e dalla Germania per Uoquale imparò il disegnare, e il dimo di singulare virtù. Mazzolari pignere, e ne riportò grande profitfol. 242. to. Lomazzo fol. 111. GIROLAMO BRUSAFERRO, Pittor GIROLAMO CASTELLI Miniatore GeVeneziano vivente, lavorò e lavonovese figlio di Gio: Batista, frara con una facilità degna di amtello di Giorgio Principe nel Remirazione, e comparì in pubblico gno di Sicilia, e Nipote di Bernarcon suoi dipinti per ornamento di do. Fiorì il disegno per molto Tempj, e di Palagj, e molte delle tempo, quasi patrimonio ereditario sue opere sono trasportate per tutnella Casa dei Castelli, e il nostro ta la Europa. Lavora ancor a freGirolamo imparò dal padre, e con sco, ed è fattura di lui il soffitto tanta diligenza si applicò al miniadella Capella dell'Altar Maggiore re piccioli paesetti, e storiette, che di S. Catterina di Venezia, fatto si rese imitatore del suo gran Maecon esattezza e buon colorito. Vi stro, il quale seguitò all'altro Monve ancora in età non poco avando poco dopo la morte di quello. zata Soprani fol. 139. GIROLAMO CAMPAGNA, eccellente GIROLAMO CAVALLERINO Modonese Scultore, scolaro del Sansovino, fescolaro di Domenico Carnovale ce in Padova nella Capella di S. coll'intaglio in legno, in marmo Antonio due tavole, che gareggiacol bulinare, intagliare nel ferro, e no in bellezza con altre due de dipignere, rese ammiratrici dell'oMaestro, che nella stessa Capella si pere sue le Città di Lombardia. vedono. Si le une che le altre soVidriani fol. 102. no delle migliori Sculture di ArteGIROLAMO CHIOCCA, Pittor Mila fici moderni. Pozzo nelle Vite dei nese, e scolare del Lomazzo, fu vaPittori Veronesi fa menzione di lui lente artefice, e amato dal Maestro a car. 144. Fioriva circa gli anno Lomazzo fa ricordanza di lui a cari 1555. e fu Veronese di Patria. 688. GIROLAMO CAMPAGNOLA Pittore GIROLAMO Cock, detto Cocco Fiamdella Marca Trivigiana vivea circa mingo, con maniera Durera intagliò il 1490. Vasari par. pr. a car. 518. tante carte coi disegni di Martino dice che stato sia discepolo dello Emskerken, e d'altri Autori, che Squarcione la brevità quì mi ristringe a citarle GIROLAMO CAPACE vero ornamento enunziate dal Vasari par. 3. libr. 1. dei Cavalieri del suo tempo, cioè fol. 313. del 1570. perciochè oltre le pulite GIROLAMO COMI Modonese indiviso lettere, e la perfetta cognizione compagno del Begarelli, prevalse a della musica, da sè imparò il dimolti suoi coetanei nell' artificio pingere, e lo scolpire; e comparve della pittura, e della prospettiva nella Chiesa di S. Domenico Magdella quale possedeva scientificamengiore della sua patria di Napoli te le vere regole; servì ai Sommi dove nell'Altare di sua famiglia diPontefici, ai Principi, ed ai Cavapinse la tavola, in cui evvi Cristo lieri. Fioriva nel 1545. Vidriani fol. sulla Croce, e nell' architrave di 301 divenne) il Brizio, il Massari, ed GIROLAMO CORRIDORI Modonese il Colonna; inventò il tratteggianel disegno, e nell'intagliare in rare d'oro, e tanto piacque ai Prinme ebbe talenti così rari, che fece cipi Lodovisi l'invenzione, che le opere di tanta meraviglia, che fuvollero a Roma. Servì i Serenissirono causa della sua morte. Esermi di Modona, e di Parma, dove citavasi in Roma, e quasi ogni dì per un tumore cagionatogli in un pubblicava qualche stupore alla stamginocchio da una caduta non cupa; perlochè si concitò l'invidia di rata, fu necessitato a morte. Lacerti malevoli, i quali con ingansciò tutti i suoi cartoni al Colonno ben degno della loro fellonia na, e la casa alli poverelli della lo fecero precipitare nel Tevere: Parocchia: fu Uomo caritatevole ma non andò gran tempo, che s. dabbene, allegro, e faceto; con gli videro anch'essi trabalzati da un paamici non faceva prezzo, coi Grantibolo. Vidriani fol. 120. di si contentava di poco, bastando GIROLAMO CORTELLINO raro Scultogli guadagnare tre giuli al giorno. re, che in Bologna terminò l'Arca e molte volte restituì danari, con di S. Domenico, principiata da Nicdire essergli troppo pagate l'opere cola Pisano, detto dall'Arca, e pro sue. Malvasia par. 4. fol. 157. seguita da Alfonso da Ferrara. Bumaldi fol. 253. Michele Cortellino GIROLAMO DA COTIGNOLA, di Casa Marchesi, lavorò di ritratti, nei su altro Pittore Ferrarese, che fioquali prevaleva più, che nelle storiva nel 1502. rie. Fece fra gli altri quello di PaGIROLAMO CURTI, detto il Dentone pa Paolo III. Andò a Napoli, e per il portamento della bocca in riportò a Roma qualche valsente tal modo socchiusa, che n appariricavato dalle sue fatiche. Essendo vano sempre due gran denti: fu i avanti col tempo, e senza govermigliore, e naturale introduttore no, persuaso da certi uni, che se del chiaroscuro, e della quadratugli fingevano amici, a prendere mora, che mai avesse veduto a' suoi glie, lo caricarono di una Donna giorni la Città di Bologna. Nacque poco onesta, del che accortosi, doda poverissimi parenti, i quali per po pochi mesi morì di dolore d'anguadagnargli il pane, l'applicarono ni 69. circa il 1518. Malvasia par al filatojo, sino alli 25. anni; in 2. fol. 136. tal'età vergognandosi di più com parire al lavoro, s'accordò con Leo- GIROLAMO DA MAJANO dalla natura, e non dall'arte fu fatto Scultonello Spada a spogliarsi vicendevo! re, ed Architetto in Firenze, in Romente, e con naturale instinto a ma, ed in Napoli, sino agli anni disegnare il nudo: comprò molte 70. Fiorì circa il 1447. Vasari par. Immagini di carta, ed impiastran2. fol. 252. dole coi colori, le vedeva, sinchè Cesare Baglioni pratico Pittore lo GIROLAMO DAI LEONI Piacentino imparò il disegnare, e il dipingere pigliò nella sua Scuola: nel tirare da Bernardino Campi, e fu compadi linee, ed operare di quadratura gno di Daniello Cunio, del quale trovò tanta facilità, che lasciate si è parlato. Lamo fol. 80. le figure, crebbe ben presto nella GIROLAMO DAI LIBRI, così detto stima, e nella riputazione sino presdall'arte di Francesco suo Padre so i medesimi Pittori, i quali gache miniava i libri, nacque in Vereggiavano nel servirlo di Figuristi rona l'anno 1474. Imperò si francome Leonello Spada (che anch. camente dal genitore il disegno esso, come si dirà, grand' Uomo che 302 che d'anni 16. espose in S. Marina grand' Uomo, ma la morte, nei 33. in Organo un quadro, con la Deanni lo privò di vita, Borghini sol. posizione di Gesù Cristo dalla Cro524. ce, che tirò tutta la maraviglia a GIROLAMO DA TREVIGI sortì i nacontemplarlo; introdusse nei suoi tali l'anno 1508. Per un certo dodipinti alberi, e paesi così veri, no naturale alla pittura giunse ben naturali, che ingannati gli uccelli presto con dilicatezza nelle tele, e cercarono più volte sopra quelli nei muri a seguire la maniera di riposi; miniò egregiamente, e fu il Raffaello in Genova, in Bologna, primo Maestro di D. Giulio Cloed in Trento. In Inghilterra benivio; dipinse fiori, e frutti naturagnamente da quel Re fu accolto, li; contrafece col pennello cammei e dichiarato Pittore di Corte, Ine minutissime figure: lasciò Frangegnero provvisionato di 400. scucesco il figlio di straordinaria aspetdi annui, franco della grazia di tazione; finalmente morì nel 1555 quel Monarca. Per le guerre insorsepolto in San Nazaro. Vasari par. te tra i Franzesi, ed Inglesi, man3. lib. 1. fol. 276. dato dal Re in Piccardia, per assiGIROLAMO DE BOBADIGLIA, Sivistere alle fortificazioni, improvisigliano, fu stimato maestro nel disamente su da un colpo d'artigliepingere figure in piccolo assai care ria ucciso, in età d'anni 36. Riagl' intendenti dell' arte. Oltre dolfi part. 1. fol. 214. a ciò ebbe un particolar piacere di GIROLAMO DEI CARPI, o GIROLAraccogliere disegni de' più celebri MINO DA CARPI, così detto cormaestri sì antichi che moderni, al rottamente dal volgo, fu di famiquali avendo aggiunto modelli glia de' Carpi, e Ferrarese, come stampe, e quadri, ne formo una nota il Superbi a sol. 123. ed il Galleria così doviziosa, che non vi Vasari par. 3. lib. 2. fol. 6. lo chia era nelle Spagne chi lo pareggiasse. ma Girolamo da Carpi Ferrarese; I quadri da lui dipinti, che pagat imparò i principj del disegno da suo gli erano a grandi prezzi, si sarebPadre Pittore di Scuderia; prosebero conservati, se una sua partiguì il dipinto sotto Benvenuto: colar vernice, che lor dava, non poi andò a Bologna, dove vedendo gli avesse col tempo oscurati, un quadro del Correggio, tanto repoco meno che cancellati. Qualstò cattivato da quel vago, ed cheduno di essi però si conserva per ameno dipinto, che dopo averlo diligenza usata dallo Scrittore di studiato, e copiato, guidato dal queste Giunte, che ha loro levato genio a Modona, ed a Parma, non quella vernice. Morì esso in Sivilasciò opera di quel grand' Uomo, glia. l'anno 1680. in età di anni che non disegnasse, o copiasse: di 60. e la preziosa raccolta di lui fu ritorno a Bologna, fatto Correggevenduta a grandissimo prezzo. sco, piacque in estremo il suo diGIROLAMO DANTE, scolaro di Tipinto. Partì per Roma, ad istuziano, dipinse nella Chiesa di S. diare l'opere di Raffaello, e le agGiovanni Novo in Venezia la Tagiunse alla prima maniera. Intese vola dei SS. Cosmo e Damiano. bene l'architettura, e questa lo § GIROLAMO DANTI Perugino fratelportò avanti Giulio III che lo dilo di Vincenzio, e di Fra Ignazio chiarò: Architetto sopra le fabbriche al quale fu di grande aiuto nei fredi Belvedere. Toccò assai bene il schi di Roma: per il buon disegno, Leuto: si dilettò di musica, su Uoe per il colorito era per riuscire un mo da bene, dolce, e piacevole; — 303 § GIROLAMO del PACCHIA, Pitto dove conosceva potere arrecare geSenese, vivea negli anni 1540. fu losia, si ritirava, per godere la emolo del Beccafumine del Sodomquiete, come fece da Roma, riduma, e lavorò nella Compagnia di cendosi a Ferrara, ove nel 1556. S. Bernardino in Siena. Vasari t. 3. morì d'anni 55. come dice il Vaa car. 532. sari, o di 68. come scrive il Su GIROLAMO DI TIZIANO fu suo creaperbi sol. 123. (a). to, e lo servì lungamente in vari GIROLAMO DEL CANTO, sopranomidipinti, ed in fatti quel famoso nato il Pomo, Scultore Genovese Maestro, a similitudine di Raffael sbozzò nella Scuola dei Pippi, poi lo, non averebbe condotte a terseguì la via di Domenico Bissoni: mine tante opere, se dai suoi dicon gli scarpelli fece cose lodevoli. scepoli non fusse stato tal volta sole molte più ne averebbe fatto, se levato dalle fatiche, in particolare distratto dalle continue ricreazioni da Girolamo, di cui si vedono ale dalle conversazioni non si fusse cune carte alle stampe. Ridolfi par. abbreviato la vita, avanti il con1. fol. 204 tagio. Soprani fo. 93. GIROLAMO DEL CROCEFISSAJO: ve- GIROLAMO DONINI nacque in Correggio l'anno 1681. Venne a Bolodi Girolamo Macchietti. gna, dove ebbe i buoni principi del GIROLAMO DELFINONE Milanese, ecdisegno sotto le direzioni di Gio: cellentissimo nel disegno, e nel riGioseffo dal Sole, gl'insegnamenti camo, imparò da Luca Schiavo del quale seguitò per lo spazio di ne: fece ritratti mirabili di ricamo nove anni continui; andò poi a alli Duchi Borbone, e Sforza. Sci Forlì, e per tre anni intieri non pione il Figlio lo superò nel lavoabbandonò mai la Scuola del famorare d'animali, e di caccie, inso Cav. Carlo Cignani, dal quale viandone molte ad Enrico Re d'Inriportò non ordinarj avanzamenti ghilterra, e nelle Spagne. Simile Ritornato poscia a Bologna bene a questi fu il figlio Marcantonio stabilito nel disegno, e nel colorito ed altri di sua Casa. Lomazzo Idea si diede a dipignere varie cose in del Tempio fol 105. picciolo, ed in grande per CittadiGIROLAMO DELLA ROBBIA Fiorentini, e per Cavalieri, le quali per no figlio, e scolaro d'Andrea nila vaghezza del colorito, per la pote di Luca famoso Fonditore, nobiltà delle idee, e per la dolce Orefice, e Scultore: attese a lamaniera, colla quale le conduce vorare di marmo, di terra, e di si rendono in questi tempi molto bronzo a competenza del Sansovidesiderate, e gradite. no, del Bandinelli &c. Servì il ReGIROLAMO FAGIOLI Bolognese Francesco in Francia; là chiamò in intagliator di cesello, ed in rame, ajuto Luca il fratello, che lavora citato dal Vasari tom. 1. della p. 3. va per eccellenza sopra i vetri, a car. 293. ma poco tempo visse. L'anno 1553. GIROLAMO FERABOSCO Veneziano ritornò a Firenze, per godere le riccelebre non solo nelle storie, ma chezze acquistate, ma ritrovando nei ritratti, per i quali portò dalla la Città sottosopra per le guerre natura sì forte immaginativa, che di Siena, ritornò a Parigi, estinbastavagli con quattro segni di carguendo con la morte la sua casa bone fare il profilo d'un volto Vasari par. 2. fol. 177. (a) Di Girolamo ha S. Maestà un pezzo istoriato, che fu di Modena. 3⁰⁴ che subito levando dalla suggezione diar la pittura nella scuola di Margran Personaggi, li ritraeva poscia cantonio Franceschini, ed in essa si a memoria naturali, e veri. Bofece pittore ad oglio ed a fresco; schini sol. 595. (a). e benchè lavorasse talvolta d'invenGIROLAMO FERRARESE eccellente zione, il suo forte era nel copiare Maestro, e Scultore, scolaro d'Anle opere del suo Maestro, che facedrea Contucci, detto il Sansovino va somigliantissime. Si vede di sua lavorò molte cose di marmo a Lomano, nella stanza, in cui gli Anreto, dove si fermò, dal 1534. sino ziani sogliono pransar col Confaloal 1560. conducendo quasi tutti niere, un quadro grande, in cui si Profeti di marmo, varj ornamenti rappresenta la Coronazione di Carattorno alla S. Capella, e bellissimi lo V. seguita in detta Città per candelieri di bronzo, con fogliamano di Clemente VII. con lo spacmi, e figure. Vasari par. 3. libr. 2. cato della Chiesa di S. Petronio asfol. 243. sai ben condotto con le regole delGIROLAMO FICINO Milanese, eccella prospettiva. Altre opere di questo lente Miniatore, ed attento imitavalente uomo si vedono sparse per tore di Leonardo da Vinci, fu discela Città, delle quali si ha qualche polo del Melzo. Lomazzo a car. 688. notizia pr. par. dell'Accademia CleGIROLAMO FREzza, nato nei con mentina a car. 339. Morì l'anno 1626. torni di Tivoli, si applicò in RoGIROLAMO GENGA Pittore, Scultore, ma ad intagliar in rame, e riuscì Architetto, e Musico da Urbino molto abile, dando alle stampe sforzato dal Padre a leguire l'arte quantità grande di belle opere sì al della lana, tanti muri, e tante carbulino che all'acqua forte, ed in te segnò col carbone, che a persuatutte si scorge un buon disegno, ed sione degli amici accomodollo con un bel taglio dolce e ben condotLuca Signorilli Pittore da Cortona, to. Vive in Roma amato da molcol quale molti anni lavorò, e giti suoi discepoli. rò varie parti del Mondo: partito GIROLAMO GAMBARATI Veneziano poi dal Maestro, si fermò tre anni scolaro di Gioseffo Salviati, da cui con Pietro Perugino, insieme col apprese una buona via di dipignediletto Paesano Raffaello; attese alre, praticò col Palma, e fu ajutala prospettiva, nella quale divenne to nelle fatture sopra la Porta deleccellente. In Firenze, in Siena, la Quarantia: su Uomo avarissimo; nella Romagna, in Roma, in Manteneva il pane fuori della finestra, tova, ed in Urbino per i Duchi acciochè indurito, più lungamente Guido Baldo II. e Francesco III. servisse alla famiglia: abbondò di quanto operasse nei Teatri, nei Papitture, e disegni, i quali con bialagi, nelle Sale, e negli apparati. simo dei periti vendette a prezzo e nelle Chiese, è impossibile il racordinario a Filippo Esengrenio Pitcontarlo. In ultimo ritornò a Rotore, perlochè disperato, terminò la ma, dove misurò quasi tutte le antivita in vecchiaja l'anno 1628. Ricaglie, e ne lasciò fondati manodolfi par. 2. fol. 206. scritti agli Eredi. Ridotto finalmenGIROLAMO GATTI, nato in Bolote alla Patria, d'anni 75. coronò gna, dopo aver studiato la Musil'opere sue con la morte nel 1551. ca, ed essersi fatto suonator di viosepolto nel Vescovado. Vasari par. lino, in età avanzata pensò di stu3. lib. 1. fol. 500. Gi(a) Di costui ha S. Maestà tre pezzi istoriati. 1 305 Firenze l'anno 1535. entrato nel feGIROLAMO IMPERIALI Nobile Genocondo lustro fu posto al disegno sotvese, condotto a Parma dai Parento Michele di Ridolfo Ghirlandajo, ti, per attendere allo studio di belpoi si mise a lavorare con Giorgio le lettere, sentiva ogni ora inalzaVasari, ajutandolo, per sei anni, re sino alle stelle il Correggio, ed i nei dipinti del Palagio Ducale. AnParmigianino: perlochè s'accese nel dò a Roma, dove studiò due ann animo un vivo desio di formare l'opere più belle, sinchè in Firensenza altra direzione, i disegni dell' ze, in Pisa, in Napoli, in Beneopere loro; furono questi così bevento, e nelle Spagne fece bellisne compiuti, e giusti, che incoragsime tavole d'Altare, somiglianti gito con i pennelli alla mano dieritratti, e graziose storiette. Borde fine a certe storiette d'invenzioghini fol. 604. Vasari par. 3. lib. 2. ne, che furono estremamente loda sel. 202. Baldinucci par. 3. sec. 4. te. Terminati gli studj, con suo difol. 175. spiacere, su chiamato alla Patria GIROLAMO MAFFEI da Lucca andò a per accudire a i dimestici interessi; Roma nel Pontificato di Gregorio andò, e rassettate le cose, si porXIII. e trovò luogo fra i virtuosi tò alla stanza di Giulio Benso, e Pittori, che dipignevano nel Palada quello apprese il modo d'intagio Vaticano: intese bene la progliare all'acqua forte, e ne diede spettiva, e ne dava lezioni. Chiamolte prove alle stampe. Era tenemato dal fratello a ripatriare, di ramente amato da Gio: Vincenzie anni 80. passò a vita migliore. BaImperiali suo stretto Parente, il qua glioni fol. 194. le gli appoggiò il Governo del suo Feudo in Regno di Napoli; là si GROLAMO MAGANZA Vicentino fratello di Gio: Batista, e di Marcantrasferì, con soddisfazione universatonio tutti figli, e scolari d'Alessanle, ma assalito da pericolosa infermità, convennegli pagare il debito dro, operarono in pubblico, e nel comune. Soprani fol. 190. contagio del 1630. morirono. Ri§ GIROLAMO LOCATELLI Pittor Verodolfi par. 2. fol. 246. nese, studiò la pittura in Bologna GIROLAMO MALAGUAZZO Cremonese sotto Francesco Albano, poi sotto scolaro di Bernardino Campi, del Guido Reni; e ritornato in patria quale fu ancora compagno in opecol capitale di sapere acquistatosi, re diverse. Egli in gioventù fu di fe mostra di sua virtù nelle Chiegrande spirito, e di sapere profondo. In S. Silvestro di Cremona dise, come in S. Procolo nella Capella della Beata Vergine, ed altrove pinse la tavola della Madonna sulMa nel fine di sue fortune, ed in le nubi, e sotto i Santi Francesco e Ignazio, Lamo fol. 81. 84. età di anni 48. lasciò la vita. Pozzo GIROLAMO MATTIOLI Bolognese, se a car. 170. GIROLAMO LUCENTI Romano Sculpiù per tempo avesse lasciata la scuola di Lorenzo Sabbatino, e setore, lavorò in bronzo nella Chiesa di Monte Santo; a Ponte S. Anguita quella dei Carracci, come fece nell'ultimo, o se sgraziatamengelo fece di candido marmo l'Ante in certa rissa non fusse stato ucgelo, che tiene in mano i trechio di della Croce. Morì Cavaliere. ciso, in giovanile età, più ragguarTiti fol. 357. devoli sarebbero state le sue pittuGIROLAMO MACCHIETTI detto de re. Malvasia par. 4. fol. 233. GIROLAMO MAzzOLA da Parma fraCrocifissajo, perchè il suo Maestro tello [ o come vuole il Vasari attendea a far Crocefissi; nacque in Q⁴ 306 cugino del famoso Parmigianino, dal quale imparò il disegno: arrivò anch' esso a tal perfezione, che potè terminare l'opere del Maestro per la morte non compiute nella Steccata di Parma, e di propria invenzione altre condurne. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 243. [a] GIROLAMO MAzzONI, O MORZONI, fu concorrente di Jacobello de Flore in Venezia, dove dipinse, ma perchè si fermò sempre nella maniera vecchia, ed antica, tenendo le figure diritte, ed in punta di piedi, non ne fa altra menzione il Vasari par. 2. fol. 424. GIROLAMO MINGOzzi COLONNA. nato in Ferrara, apprese la quadratura e prospettiva da Antonio Ferrari, ed essendo di grande spirito dotato, non solo il maestro, ma ogni altro quadratorista del suo tempo si lasciò indietro. Portatosi a Venezia, ove sissò sua abitazione, ebbe molto a operare in pubblico ed in privato, essendo esso sempre eletto a compire con l'architettura, e con gli ornati le fatture dei Figuristi. In Casa Labia. in Casa da Lezze, nella nuova Chiesa dei Gesuiti, in quella de Carmelitani Scalzi con la copia di invenzione e varietà d'idee diede a vedere la fertilità e bizzarria del suo ingegno. Vive in Venezia occupato sempre, ed intento a vis più accrescere il suo credito e stima. GIROLAMO MIRVOLI Bolognese allievo di Pellegrino Tibaldi, riusci terribile nel lavorare a fresco; per questo fu chiamato a Modona a servire quel Serenissimo, e là dopo avere dipinto molti anni, morì. Fioriva nel 1570. Masini fol. 629. Vasari par. 3. fol. 218. nella vita del Primaticcio. GIROLAMO MISURONI Milanese (a) Di lui ha S. Maestà tre pezzi istoriati. con Gasparo suo Fratello, intaglio vasi di elitropia, cristallo, lapislazzuli, ed altre pietre dure con artifizio mirabile, e fece altresì figu re di ottimo gusto; molti dei quali lavori da me veduti conservansi nella preziosa Galleria di Firenze. § GIROLAMO MORZONE, Pittore Veneziano, ed emolo di Jacobello del fiore, vivea negli anni 1420. Nella Scola di S. Elena di Venezia conservasi ancora una Tavola di Altare con diversi Santi, dipinta all' uso di que tempi. Vasari par. pr. a car. 520. § GIROLAMO MOZETO, Pittor Veronese. Dalla sua secca maniera congetturasi esser vissuto circa il 1525. Di lui si conserva in Verona nella Chiesa di S. Nazario de' Padri Benedettini una Tavola di Altare; e ne ha fatto menzione il Signor Marchese Maffei nella sua Verona illustrata par. 3. a car. 138. GIROLAMO MUZIANO nacque in Acquafredda [ Territorio Bresciano. Imparò da Girolamo Romanino il disegno, e sulle pitture di Tiziano, e di altri Maestri il colorire. Andò a Roma, ed ivi per attendere con ogni fervore allo studio, e distraersi da certa amorosa corrispondenza, si fece radere tutto il capo che sembrava un galeotto: assodato nella perfezione, fu caro al Card. Estense, e da Gregorio XIII. fu dichiarato Sopraintendente ai lavori della Capella Gregoriana, col fare i cartoni dei musaici nei quali concluse alcune teste di sua mano, e poi compì l'Altare con il quadro di S. Girolamo attorniato da diversi Romiti molto divoti in bellissimo paese; operò nel Palagio Vaticano, ed in molte Chiese di Roma; fu da tutti sommamente gradito, per quel grazioso dipignere, e ben toccare di paesi . L Accademia arte qualificato si è reso. Per la famia dei Romani Pittori deve molcilità poi di scolpire qualunque co to a questo virtuoso, perchè con sa; formare somigliantissimi ritratBreve Pontificio la fondò, e dotò ti a pastello per eminenti Soggetdi molti suoi averi. Mancò in Roti; intagliare in rame, e ridurre picma d' anni 62. correndo il 1590. cioli Cammei in grande, e pubblied in S. Maria Maggiore fu onora carli alle stampe, con tant'altre tamente sepolto. Molte opere di cose già incise; inventare disegni, o lui sono alle stampe, Baglioni fol. modelli architettonici per lavori di 49. Ridolfi par. 1. fol. 265. Rossi fol. pietre preziose, di marmo, o di metallo, col genio sempre fisso in GIROLAMO NANNI Romano, detto tutte le cose, di seguire le forme Pocoebuono, perchè essendo uomo copiù proprie degli antichi Greci, e modo nel dipignere, accalorato daper altre tante singularità, ad altro gli amici a sbrigasi, soleva dire: non deve che alla natura: altresì faccio poco e buono: Entrò a parte per la gentilezza, liberalità, cortecon gli altri Pittori nelle fatture sia nell' insegnare, o nell'operare sotto Papa Sisto V. Perdette la visenza risparmio di fatica per gli amista per certa indisposizione, e poco ci, e lontano da qualunque interesdopo morì. Baglioni fol. 385. se, altra dipendenza non ha avuto GIROLAMO NEGRI, nato in Bologna che da' suoi qualificati natali. Per l'anno 1648. fu scolaro di Dome l'eccellenza dunque di tante preronico Maria Canuti, poi di Lorenzo gative, il Serenissimo Duca di ParPasinelli; egli si è ingegnato coi ma l'ha ammesso tra i Cavalieri suoi dipinti in grande d'entrare neldel suo illustre Ordine Costantiniale Chiese del Gesù di Modona col no di San Giorgio, con Diploma Martirio di S. Bartolomeo posto so speziale, che lo distingue, non sopra la Porta maggiore, e nel Gesù della Mirandola col S. Liborio, e lo per la nobiltà degli antichi Odam nell'anno 1718. ha dipinto il fatto di Toul nella Lorena, da quali egli della morte disperata del Re Saule discende, ma ancora per le sue ra per il Cav. Pietro Maria Colombare virtù. La celebre Accademia deni di Parma. gli Arcadi l'ha annoverato tra i suoi GIROLAMO ODAM Romano, Pittore col nome di Dorindo Monacrino Scultore, ed Architetto. Nacque La Nobiltà Romana lo gradisce nelanno 1681. e sortì dalla natura molle conversazioni; le Accademie lo ti doni, tra i quali una prontezza sospirano nelle loro conferenze, e di spirito vivace per apprendere ogni finalmente amato, e distinto da tutscienza, ed arte, che si fosse prefissa ti vive felice in Roma. nell'idea. Dallo studio dunque delle GIROLAMO PADOVANO, eccellente belle lettere passò alla Filosofia, ed Pittore al tempo del Mantegna. La alla Matematica, sotto Vitale Giormetà del Claustro grande di Santa dani; al disegno, ed alla pittura diGiustina di Padova è dipinta di sua retto dal Cav. Carlo Maratti; all mano, leggendovisi il suo nome Architettura assistito dal Cav. CarVivea circa il 1500. Il Ridolfi, che lo Fontana; al bel maneggio di di ne parla a cart. 73. della 1. part. segnare a penna ammaestrato dal dice, che sia stato anche valente Cav. Pier Leoni Ghezzi; al dipinMiniatore, e che abbia ornato con gere paesi, con i principj avuti da sue miniature i libri di Santa MaDomenico dei Marchis, detto il ria Novella di Firenze Tempestino, ed in ogni scienza, ed § GIROLAMO PIETERZ, Pittore di AmQq³ 308 Amsterdam, appresa la pittura da opere sue notate dal Cozzando fol. 120. Cornelio Corneliz, divenne buon chiaramente dimostrano la di lui virMaestro. Si portò a Roma per vetù, e quanto fosse adoperato nelle dere il più bello dell'arte, che ivi Chiese di Brescia. GIROLAMO ROSs'ammira, e ritornato in Patria con Sr di Roma fu scolaro di Simone credito, dipinse istorie, e ritratti soCantarino in Bologna, e dopo avere miglianti e ben condotti. Baldinucimparato il disegno, si diede ad inci sec. 4. part. 3. a cart. 396. tagliare all'acqua forte. GIROLAMO PILOTTO Veneziano, scoGIROLAMO SANTACROCE, benchè vilaro del Palma, fu bravo Pittore, vente in Venezia ne' tempi di Tiche nel Salone, dove banchettanc ziano, e di Giorgione, nulladime i Dogi, dipinse il gran Quadrone no lavorò sempre sullo stile antico dello Sposalizio del Mare, ch'è mi de' Bellini, come si vede nel portirabile; fu ancora uomo erudito, e cale de' SS. Giovanni, e Paolo, in potevano fervire i suoi discorsi per S. Giuliano, e nella Compagnia di documenti a' più bravi Pittori. BoSan Francesco. Fiorì circa il 1530. schini fol. 470. Ridolfi part. 1. fol. 62. Un altro GiGIROLAMO PIRONI, Pittore; e SculROLAMO SANTACROCE Napoletane Scultore descrive il Vasari part. 3. tore Vicentino, scolaro di Andrea lib. 1. fol. 184. il quale nella sua CitMantegna. Vasari tom. 3. a car. 837. GIROLAMO PONTE, della Famiglia tà lavorò molto bene di rilievo, e dispiacque a tutti i virtuosi il ve dell'esimio Pittore Jacopo da Ponte, derlo terminare la vita in fresca età detto il Bassano, copiò le pitture circa il 1537. del Padre, e dell'Avo con tal per fezione, che molte delle sue opere GIROLAMO SAVOLDO, Nobile Bresciano, per delizioso compiacimenanche dagli intendenti sono credute to attese al disegno, e ragionevole originali. Ridolfi part. 2. a cart. 170. Pittore divenne; stabilì la sua stanGIROLAMO ROMANINO, dignissimo Pitza in Venezia, dove si trattenne si tore Bresciano, meritevole d'ogn no alla morte, chiamato comunelode nel disegno, nel colorito, nell' mente Girolamo Bresciano. Fece stuinvenzione, nella forza, e nella pa dio particolare sopra i dipinti di stosità, con un naturale non dissiTiziano, approssimandosi allo stile mile del famoso Tiziano. Mi didi quei contorni. Pubblicò opere vachiaro, che in Breno, in Pisogn rie, la maggior parte delle quali di(Terre della Valcamonica) ed in Brescia non mi potevo staccare dalle pinse per carità a' Monisterj di Monache. Fu uomo molto pio, e diopere sue, scoprendovi in ogni parvoto, e morì in buon concetto. Fiote un profondo sapere sì ne' freschi come ne' quadri oliati. La comperì nel 1540. Ne parlano il Rossi tenza con il Moretto Bresciano, sol. 502. il Cozzando fol. 129. il Botutto Raffaellesco fu cagione, che schini fol. 365. ed il Ridolfi part. 2. sol. 255. il Romanino, tutto Tizianesco, se gli opponesse con tanto nervo, che § GIROLAMO SCHIAVONE, scolare deltoccò la sommità della perfezione, lo Squarcione, e condiscepolo del e ciò fu circa il 1540. nel qual temMantegna, fioriva nel 1512. Ridolfo par. 1. a cart. 68. po fioriva. Delle opere sue ne parlano l'Averoldi, il Rossi fol. 503. ed § GIROLAMO SECANO, Pittore, e Sculil Ridolfi part. 1. fol. 252. tore di Saragoza, fece i suoi stud GIROLAMO ROSSI, su bravo Pittore su le opere degli uomini più celeBresciano, a olio, ed a fresco; bri nella professione, copiando in 309 con fama di sua abilità ha dipinto sua gioventù i migliori quadri delnella Chiesa delle Monache, detta la Spagna, con che si fece pratico, della Vergine de' Miracoli, ed ale buon disegno a colorito acquistò tresì in quella di S. Maria FormoNella Capella di S. Michele di sua sa opere di sua mano; e lo stesso Città dipinse a olio in quadri grancontinua a fare, vivendo in Patria, di molte istorie, ed a fresco con ed accoppiando alla sua perizia nelbuona maniera dipinse la cupola l'arte una rara saviezza e modestia. Fece pure di sua mano statue di GIULIANO BUGGIARDINO Fiorentino marmo per la Chiesa di S. Lorenscolaro di Bertoldo Scultore, poi fazo. In età di anni 72. mancò nell' miliare, ed amato dal Buonaroti: anno 1710. Palomino tom. 2. a cart. fu Pittore un poco lungo, ma sicu 489. ro nel disegno, nel colorito, e nelGIROLAMO SICIOLANTE da Sermone la diligenza, con la quale terminata, ebbe i principj del disegno dal va col fiato le sue pitture, onde Pistoja allievo di Raffaello, e gli sino Michelagnolo volle il ritratto incrementi da Perino del Vaga, al di sua mano. Compì molte opere quale servì meglio d'ogni altro scoin Patria nel corso di 75. anni laro. Liberatosi dal Maestro, e rimancò nel 1552. e fu sepolto nella conosciuto da' Periti per un valente Chiesa di S. Marco. Vasari par. 3. Pittore, felice chi lo poteva avere lib. 1. fol. 451. per le Cupole, Capelle, Sale, Palagi, o per li Ritratti. Fu il suo GIULIANO CASTELLACCI Genovese fu di nascita assai cospicua, ornato di dipignere ameno, chiaro, ben commolte virtù, di spirito, e di rarc posto, e molto gradito, cercando talento, gradito nelle conversaziosempre nell'opere sue imitare Rafni nobili, diligente nel disegno, e faello, come si può vedere all'Alperfetto nel dipinto, e nei ritrat tare maggiore del nostro Convento ti, e descritto dal Soprani a fol. 85. di S. Martino di Bologna nel bel GIULIANO DA S. GALLO Fiorentino quadro tanto ben dipinto, ed intedi casa Giamberti, fu Prospettiviso. Seguì la sua morte nel Ponti sta, Architetto, Intagliatore, ed Inficato di Gregorio XIII. Baglioni gegniero di Casa Medici: imparò fol. 23. dal Francione. In Napoli per varie § GIROLAMO VERNIGO, Pittor paefatture ricusò da quei Re gli ori sista Veronese, per esser morto nelgli argenti, e gli onori, contento l'anno 1630. memorabile pel flagel solo di tre anticaglie, per regalarlo della peste, altra memoria non ne il suo Principe naturale. Visse si trova, se non se nel Porzi a caranni 74. e passò al altra vita nel te 157. 1527. Antonio suo fratello bravo §GIUDA INDOCUS, Pittor di Brusselles negl'intagli di legno, Architetto, dopo avere studiato in Fiandra, venIngegniero, e Perito d'agricoltura ne in Italia a perfezionare i suoi gli su compagno nel sepolcro l'anstudi, e si fè buon inventore, e cono 1534. in S. Maria Novella. Valoritore di ottimo gusto. Tra le sari par. 3. lib. 1. fol. 62. molte opere da esso lodevolmente condotte a fine, per il mirabile ar- GIULIANO DI BACCIO, e Domenico ambedue figli, e discepoli di Bactifizio distinguesi una Cena di Cricio d' Agnolo, furono Statuarij in sto, che conservasi in una Chiesa di legno, ed Architetti Fiorentini, che detta Città. Visse sino all'anno 1603. servirono molti Principi, e CavaBaldinucci sec. 4. part. 2. cart. 276. lieri con manifatture loro. Giuliano § GIULIA LAMA, Pittrice Veneziana, 310 fiorì nel 1555. Vasari par. 3. lib. 1. tà ammiratrice a contemplare il fol. 286. fondato maneggio di quelli nelle GIULIANO DINARELLI, Pittore, e Metropolitane, nelle Chiese, e nei scolaro di Guido. Reno, Bolognese, Palagi. Invitato dalla Francia, di sece in S. Domenico di Bologna la la mandò quadri in Alemagna. RiTavola dell' Angelo Custode. Pas. patriato servì molti Signori. Benseggier Disingannato a car. 237. chè avesse non poco di fuoco, e doGIULIANO FINELLI nato in Carrara minio di bile, a riguardo però della nel 1602. chiarissimo scultore in sua virtù, trovava in tutti un bemarmo ed in bronzo, fece in Nagnino compatimento. Pativa di popoli nella capella di S. Gennaro dagra, e per trovare salute, spesmolte statue e bassirilievi con somso mutava aria, ma l'anno 1668. ma sua lode, e decoro di quel saalle Pieve incontrò la morte, che crario. Vedi Finezze di Pennelli lo seppellì in S. Antonio. Soprani Italiani a car. 71. morì in Roma fol. 237. nel 1657. Pascoli tom. 2. a car. GIULIO BONASONI Bolognese famo423. so Intagliatore in rame, seguì lo stiGIULIANO. JACOBEZ scolaro di Franle di Marcantonio Raimondi nell' cesco Snyders, fu egregio nel dipinintagliare carte di Raffaello, di ger caccie e animali. Fu di nazioGiulio Romano, del Mazzola, ec. ne Svizzero, dimorò in Amsterdam Sebbene non arrivò mai a ben frapove ebbe scuola e credito grande. pare le frasche, o a toccare di paeMori nel 1685. si, nell' erudizioni universali però, GIULIANO LENO, famoso Architetnell' invenzione, o nella cognizioto, scolare di Bramante. Vasari tomne di tutte le più belle maniere pr. a car. 39. su migliore degli altri Maestri. Le GIULIANO OVERS, scolaro di Remsue carte segnate con le lettere I.B brandt, fece bellissimi quadri d'istosono molte: le ultime furono circa rie con lo stile del suo Maestro, e il 1247. registrate dal Malvasia par. ne fece di mirabili a lume di fuo2 fol. 74. chi e candele in tempo di notte. GIULIO BRUNI Piemontese fu accetDimorò in Ollanda, ove ebbe grantato in Genova nella scuola di Lazde riputazione. Jacob Campo par. zaro Tavarone, ma per le amare 2. a car. 43. procedure del Maestro passò alla GIULIANO TAVERNA Milanese, cedolce maniera del Paggi: disegnò lebre intagliatore di pietre e cammolto bene, il finire però coi penmei. Vivea circa gli anni 1540. nelli non gli su troppo amico; tinGIULIO BENSI Genovese Pittore, Arse dunque di macchia, ed ottenne chitetto, e Prospettivista insigne intento d'essere gradito. Inforte poi imparò da Gio: Batista Paggi. Comle guerre della Savoja l'anno 1625. piute le necessarie fatiche del disefu sforzato a ritornare alla Patria, gno, del nudo, delle stampe, e dei dove morì. Gio: Battista il fratello rilievi, disegnato d'invenzione fu erede della sua maniera. Soprastudiata la prospettiva, fabbricati ni fol. 31. varj instromenti per diminuire il GIULIO CAMPAGNOLA, figliuolo di punto, modellati edificj, e machi Girolamo, fu Pittore stimato nel ne, diè di piglio ai pennelli, e non 1510. Vesori par. pr. a. car. 521. defraudò l'aspettazione del Mae GIULIO CAMPI Cremonese figlio, e stro, del Doria suo Protettore, e scolaro di Galeazzo, poi del Sojadi tutti gli amici, anzi tirò la Cit ro, studiò in Roma sopra i dipin 311 ti del Salviati, e di Giulio Roma-GIULIO CESARE FELLINI Bolognese no: insegnò ad Antonio, ed a Vinfratello di Marcantonio, amendue cenzio suoi fratelli. Nacque l'anscolari di Gabbriello Ferrantini, po no 1540. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 35. dei Carracci. Furono bravi in maGIULIO CAPITANI da Lodi (dal Laterie di scuderia: Giulio Cesare pemo a fol. 111. detto Giuliano) rò passò alle figure, e dipinse molanno 1579. andò a Cremona, per ti fregi nelle Sale. Malvasia par. 2. imparare il disegno, ed a dipignere fol. 267. sotto Bernardino Campi. Baldinuc-GIULIO CESARE MACCHI Bologne ci par. 2. sec. 4. fol. 65. se fratello di Florio scolaro di LoGIULIO CARPIONI nacque in Venedovico Carracci, operò sempre con zia l'anno 1611. Fu scolaro d'Amolta lode in Bologna, ma mollessandro Varotari, detto il Padoto più per altre Città. Masini sol vanino, sotto del quale tanto avan630. zossi, che in breve tempo acquiGIULIO CESARE MILANI Bolognese stò gran fama nel disegno, nell' inscolaro di Flaminio Torre, e di Sivenzione, e nella vaghezza del comone Cantarini, lavorò d'invenlorito. Disposto dal genio a lavozione, e copiò così bene l'opere dei rare in piccolo, s'applicò ad ingrandi Maestri, che passarono oltre venzioni ideali, come sogni, sacrii monti per originali: salvò la vificj, baccanali, trionfi, e balli di ta sino agli anni 57. e nel 1678. fu puttini, con i più belli capricci sepolto in S. Benedetto. Lasciò Camche mai abbia inventato altro Pitmillo il figlio, ed Aureliano il Nitore. Stanco di soggiornare in Papote al disegno, e questo è riuscitria, si trasferì a Vicenza, dove to famoso disegnatore, e valente concorrevano i curiosi Dilettanti Pittore, come si è detto. per vedere l'opere sue, e fioccava-GIULIO CESARE PROCACCINO frano da varie parti le commissioni tello di Cammillo, e Carlo Antodopo lunga dimora passò ad abitanio, tutti figli, e scolari d' Ercole re in Verona, e riempi quelle GalBolognese: attese nei primi anni allerie de' suoi chiribizzi. Fu d'umola scultura; veduto che ebbe Rore malinconico, ma fuor di modo ma, Venezia, Modona, Genova, spiritoso nelle risposte, e molto piced altre Città, si risolse cambiare cante. Morì in detta Città l'ani scarpelli in pennelli, e con un no climaterico, e di nostra salute misto Raffaellesco, Correggesco, 1674. M. S. (4) Tizianesco, e Carraccesco trovò una GIULIO CESARE ANGELI bravo Pitmaniera sì propria, vera, e natutore Perugino: nella di lui Patria rale, che diede prove del suo val'Autore si ricorda avere veduto lore, della sua franchezza, e nobil opere molto belle; visse circa il tà nei pubblici, e privati dipinti 1613. Disegnò con maniera graziosa tanScolaro de Carracci. to di lapis, quanto di penna. GuGIULIO CESARE CONAENTI Statuario stò indirizzare alla perfezione del Bolognese di gran vaglia, e di salbuon disegno i giovani principiando fondamento nel disegno: formò ti, ai quali con maniere cortesi adla Virtù coronata d'alloro nell'eseditava le vere regole, che alla perquie d'Agostino Carracci, Malvafezione conducevano. Stimò l'opere di tutti, lodando sempre il buosia par. 3. fol. 413. no, (a) Di questo Autore ha S. Maestà sei pezzi istoriati. 312 no, e tacendo il cattivo. Vedendo te, e scolaro del famoso Pordenola dilettazione, che correva dietro ne, dipinse in Venezia, ed in Auall'amenità, ed alla vaghezza de i gusta, dove sino al giorno d'oggi suoi dipinti, nulla s' insuperbì: in si conservano i suoi freschi vivi somma la sua casa in Milano era come se fussero coloriti adesso, e frequentata dai Principi, dai Mesembrano più tosto a olio, che a fresco. Molti sono di parere, che cenati, e dai Virtuosi, che piansesuperasse il Maestro nel colorito, e ro la perdita d'Uomo sì celebre, quando lo videro di 78. anni monell' invenzione. Morì in Augusta l' rire circa il 1626. Malvasia par. 2 anno 1561. Sandrart fol. 173. GIULIO MAURO, celebre Scultor fol. 287. Baldinucci par. 3. sec. 4. sol. 104. (a) Veronese. Di lui si vede in VeneGIULIO CORALLI Bolognese allievo zia nella Chiesa di S. Salvatore, del Guercino, ed in Milano scolain mezzo al sepolcro di Andrea ro del Cav. Cairo, s'è applicato Dolfino, la figura del Salvatore, in Patria a lavorare di ritratti, grande al naturale, e di ottima simquali dipigne in grande, ed in picmetria. colo con franchezza; è nato l'an- GIULIO MAzzONI scolaro di Danielno 1641. lo da Volterra, lavorò a olio, e a GIULIO CREMER, detto comunefresco, modellò di terra, scolpì in mente il Croma, attese alla pittura marmo, ed è molto lodato dal Vasari par. 3. lib. 2. fol. 105. nella scuola di Domenico Mora sucConcittadino Ferrarese, e molto diGIULIO MORINA Bolognese scolaro pinse in-pubblico ed in privato su di Lorenzo Sabbatini, e nell'ultimo lo stile del suo Maestro, e le pitseguace dei Carracci: soleva caricature di lui sono ancora in qualche re un poco gli occhi, con certe pu stima. Io vidi un suo quadro sepille grandi, e nere, siccome allargare le bocche, e farle ridere, vognato coll' anno di nostra salute lendo alludere al Correggio, tanto 1600. contemplato in Parma, quando fu GIULIO CROMA Pittore Ferrarese fioa servire quel Serenissimo: l'opere rì nel 1612. e diverse opere di stisue a olio, o a fresco sono innuma dipinse nella sua Patria. Supermerabili; si veda il Malvasia par. bi sol. 128. vedi Benvenuto, 2. fol. 233. GIULIO dal MORO, Pittor Veronese, e fratello di Batista d'Angelo GIULIO ORLANDINO Parmigiano, detto dal Moro, dipinse anch esso detto dal Purgo, fu questi un Pit con maniera elegante e di buon gutore di buon disegno, di forte costo, e qualche volta lavorò a frelore, di gran macchia, e di un gusto singolare, come si può vedere sco in compagnia di Paolo Caglianella Chiesa di S. Francesco in Parri, come nel Palazzo di Casa Trema all' Altare di S. Carlo, e nelvisan a Murano, Isola di Venezia, la Volta della Capella della SanPozzi nelle Vite dei Pittori Verotissima Nunziata nel Carmine dinesi ne fa menzione a carte 70 pinta a chiaroscuro da questo vama da manoscritti di quei tempi si lente Pittore, del quale niuno Auraccoglie aver esso avuto maggior tore ha mai parlato M. S. perizia ed abilità di quella, che dal GIULIO PARMIGIANINO, così chiaPozzi gli è attribuita. mato in Venezia, dove dimorò sino GIULIO LICINIO da Pordenone nipoalla (a) Di lui ha S. Maestà tre pezzi istoriati, due dei quali erano di Modena. 313 Maestro amato, che sempre lo guaralla sua morte che seguì nel 173. dò come figlio. Fu caro ai Ponteper essere nativo di Parma, studiò fici, ai Re, alli Principi, ed alli sotto Francesco Monti detto il BreDuchi, in particolare a quello di sciano, e nel dipigner battaglie riuMantova, che lo fece servire da Cascì il più abile di quanti frequen valiere nel tempo, che là dimorò, tano quella scuola. Da S. E. Franper abbellire quella Città d'edificj, cesco Grimani Generale dell'Armi di facciate, di strade, d'argini, e Venete in Levante condotto in Modi fontane, oltre quelle grandi operea dipinse in vaste tele le grandi re, che s'ammirano con universale azioni accadute in quel tempo stupore dipinte nel Palagio del T. che ora si conservano nel suo PaChi poi ascende il Vaticano, e lo lazzo presso la Chiesa de' Padri vede in ajuto di Raffaello nell'InServiti. Ricondotto a Venezia fu cendio di Borgo; poi da sè dipitrattenuto al servigio dello stesso Cavaliere sino al fine di sua vita gnere la Creazione d'Adamo; la Fabbrica dell'Arca; il Sacrificio, con onorifico stipendio. Fece ezian la Battaglia, ed il Battesimo di Codio per altre persone sì nobili che stantino; il Papa, che celebra Mesprivate molte opere di Paesaggi, e sa, e tante altre opere, stupisce di Battaglie, stimate universalmenche nel corso di 54. anni abbia pote da tutti. tuto tanto operare; mancò nel 1546. GIULIO PISANELLI fratello d'Ippolisepolto in S. Barnaba di Mantova. to Bolognese, imparò il disegno da Vincenzio suo Padre, ed il dipigne Vasari par. 3. lib. 1. fol. 328. Sandrart fol. 137. re dal Canuti, era questi per diveIl cognome di lui era Pippi. (a) nire un grand' Uomo, se viveva ma tornato da Roma, ove ad istiGIULIO SCALZO Romano, così detgazione del Padre era ito, per veto, perchè imparò la scultura, e l' dere l'opere di Raffaello, e del Buointagliare 1 marmi da Lodovico naroti, poco dopo morì circa il 1658. Scalzo, per altro su di casa BorMalvasia par. 2. fol. 266. çiani, e fratello d'Orazio, del quaGIULIO RAIBOLINI, cugino e sco le si parlerà. Baglioni fol. 140. laro di Francesco Francia, fu pitto- GIULIO SECCHIARI Modonese uscito re di qualche stima nella sua Citdalla scuola dei Carracci, paſsò imtà di Bologna. Nella Chiesa di S mediatamente a Roma, ove fece Francesco la Tavola di altare da esmolte operazioni a concorrenza di so dipinta con i SS. Girolamo e altri famosi Pittori, e ne riportò Francesco dà a divedere, non esse lode, e grandi applausi. Impiegare esso stato punto inferiore ai suoi to dai Serenissimi di Mantova, fecondiscepoli. Fioriva negli anni 1509. ce bellissimi quadri, che rapiti nel Baldinucci sec. 4. car. 190. sacco di quella Città, e come preGIULIO ROMANO Pittore, ed Archi ziosi mandati in Inghilterra, peritetto: nella scuola di Raffaello di rono con la nave in un naufragio. Urbino non ebbe mai alcuno, che Godono le Chiese di Modona bell'uguagliasse nei fondamenti, nella lissimi quadri di sua mano, notati dal Vidriani fol. 118. fierezza, nell'abbondanza delle idee nei capricci, nella prospettiva, arGIULIO TONDUCCI, e Giacomo Berchitettura, componimento, e facinucci Pittori Faentini dipinsero la lità; onde sì teneramente fu dal Cupola dell'antichissima Basilica di S.Vi(a) Di questo Autore ha S. Maestà quattro pezzi istoriati. 3¹⁴ S. Vitale di Ravenna, entro la qua§ GIUSTO DE GANT Pittore ricordato le sono moltissimi Santi vagamente dal Vasari par. 3. a car. 857. vestiti, ivi si leggono i nomi dei GIUSTO POTTERS, scolaro del RuPittori in tal guisa. Opus Jacob. bens, che copiò le opere del Maestre Bertucci, & Julii Tondutii Favencon fresco colorito e grande esatteztinorum pari voto f. MDXIII. Fabri za. Vivea negli anni 1645. come da sol. 59. un suo quadro con tal data segnato. GIULIO TROGLIO Bolognese detto Fece mirabili ritratti, e visse in FioParadosso, fu scolaro del Cessi, po renza stipendiato da que' Duchi Med'Agostino Metelli: per la grave cenati della virtù. sua famiglia necessitato a darsi ad GIUSTO SADELER, figlio di Gio: di un modo facile, e sbrigativo, laBrusselles, da cui introdotto nel disciò le figure, ed intraprese la quasegno, e da Raffaello suo Zio perdratura, anzi per essere nella profezionato nell'intaglio del bulino, spettiva fondatamente perito, die l'anno 1620. stabilì la sua stanza in de alle stampe un Libro intitolato: Venezia: l'opere sue le vedi nel BalParadossi per praticare la prospetdinucci fol. 28. tiva, stampato in Bologna l'anno GIUSTO SUBTERMANS, nacque in An1672 versa l'anno 1597. Imparò il diseGIULIO VALERIANI è nato in Bologno da Guglielmo de Vos, e in Pagna l'anno 1663. da Carlo Cignarigi si fermò presso Francesco Pulni ha imparato il disegno, e la pittùs Pittore del Re d'Inghilterra tura, nella quale si va esercitando venne in Toscana, e per la rarità in Patria: ha buona cognizione dei di fare ritratti al naturale, fu acdisegni, e quadri d'altri Maestri colto in Corte, dove condusse quaanzi quelli, che sono perduti, dri storiati con figure grandi al naper l'antichità, o per altro acciturale. Richiesto da Eleonora di dente corrosi, e guasti, li fa rinaMantova, e dall'Imperadore per fascere all'essere primiero. re i ritratti loro, là fu spedito dalGIUSEPPE EICHLER, nativo di Brunl'Arciduchessa di Toscana, che gli fu suich, che studiò la pittura prima sempre clementissima Protettrice, e nella scuola di suo Padre, poi in ritornò carico di preziosissimi doni, quelle di Roma, e dalle belle, e e con patente di nobiltà, nella quacospicue opere de più celebri arte le furono compresi sei suoi fratelli, fici, che in quell'alma Città lascia tre de' quali furono Pittori, ed uno rono i suoi dipinti; con tale studio Musico di camera dell' Imperadore. ed atrenta osservazione arrivò a saAndò parimenti a Roina, per fare Pere con intendimento dipignere, il ritratto di Papa Urbano VIII. che far ritratti a pastello, e ad oglio; lo regalò d'un ricco bacile d'arnel che esercitandosi, come fa per gento, entrovi gran quantità di mele continue occasioni, che se gli predaglie d'oro, e d'argento, e di una sentano, dà ben fondate speranze di collana d'oro di 500. scudi, e coacquistar ogni di più maggior per operò, che fosse insignito dal Gran fezione nell'arte. Maestro di Malta di quella Croce § GIUSTO CAMPAGNOLA, Pittore, che colla spedizione del Breve: ivi rifiori circa il 1500. Vasari par. pr. a trasse ancora molti Cardinali. Decar. 518. sioso di avere un quadro da Pietro GIUSTO CLEVES Pittore di Anversa. Paolo Rubens, ne fu compiaciuto. Vedesi stampato il ritratto di lui, ed e bramoso d'avere il ritratto da elogio di sua virtù. Antonio Vandych, glie lo mandò con 315 Napoli, e fatto guadagno della gracon quello di sua Madre, ed egli in zia del Vice-Re, meritò essere dicontracambio lo ricompensò col suo chiarato Governatore di Soncino in Ricercato da' Serenissimi Principi di Regno, dove fra le ruine del treParma, fece i loro ritratti, d'indi muoto oppresso morì. Sandrart fol. di nuovo a Roma condotto dal Card. Gio: Carlo de' Medici, fece quelli 322. Gonzalo Coquez, Pittore d'Andi Papa Innocenzo X. di Donna versa, fu esimio nel dipignere figuOlimpia, de' suoi figli, e di tutta la Casa Panfilia, da quali tutti rire in piccolo, istorie, battaglie, e portò ricco onorario, come parimenvedute dal naturale, quali tanto ti gli sortì in Modona, ed in Gepiacevano al Re d'Inghilterra, che nova. Carico di gloria, e d'anni quante aver ne poteva, tutte a granmorì nel giorno 23. Aprile 1681. di prezzi comperar le faceva, e voe dagli Accademici del disegno fu luto avrebbe, che per sè lavorasse accompagnato alla Chiesa di S. Fecontinuamente; il che dovette pur lice, dove riposa in pace. fare per l'Elettor di Brandeburgo, GOBBO DEI CARRACCI, così detto e per il Principe d'Oranges, che le perchè se ne prendevano spasso nel opere di lui desideravano. Nell'ancaricarlo, fu scolaro di Gio: Batista no 1646. travagliava ancora col priViola, dipingeva così bene, e na mo suo credito, e vivea onorataturali i frutti, che su anco detto il mente stimato da' Grandi. GabinetGobbo dalli frutti. Malvasia part. 4 to Aureo a cart. 317. sol. 132. GOSTANTINO DEI SERVI, Pittore, InGODOFREDO LEYGEBEN di Sassonia gegnero, ed Architetto Fiorentino uno de' primi lavoratori nel ferro imparò nella scuola di Sante di Tiil quale con certo segreto in tal ti: viaggiò per la Germania, per la modo intenerivalo, che formava staSpagna, per la Sassonia, e per la tue, ritratti, armi, cavalli, ed alSavoja: con privilegio di nobiltà tri animali, il tutto netto, e puliottenuto da Ridolfo II. Imperadore to, come se fusse stato di cera; ritornò alla Patria, dove per serviquindi è, che fu caro alla Bretagio de' suoi Principi naturali fu spegna, a Brandeburgo, a Berlino, e dito a Roma, ed a Napoli. Passò ad altre Città. Ebbe un figlio per a Lione, ed a Parigi; ritornò in nome Ferdinando, il quale attese alGermania; rivide la Patria, e dal l'architettura civile, e militare, ed Gran Duca Cosimo II. fu mandato in Lipsia imparò la pittura da Erasal Gran Sofi Re di Persia, ed in mo Lutero. Sandrart sol. 388. ogni luogo servì di sue pitture, e GODOFREDO WALS da Colonia, vendisegni molti Monarchi fino all'an ne in Italia, e qualche tempo trattenno 68. nel quale morì nel 1622. in nesi in Napoli, incamminando stamLucignano, ove si ritrovava al serpe, e dipignendo qualche paesetto vigio del Gran Duca in qualità di andò a Roma nella scuola d'AgoVicario. Si vede il suo ritratto alstino Tassi, famoso paesista, e tanle stampe intagliato da Bloemart. to s'approfittò, che ben presto arBaldinucci part. 3. sec. 4 fol. 1. ricchi la pittura d'una nuova com- GOTOFREDO FLINCH da Cleves, sco posizione di paesi, formata con tal laro di Rembrandt in Amsterdam diletto dell'occhio, che nella connella facilità in dipignere oltrepastemplazione del finto, si scordò afsò il Maestro: fu qualche volta difatto la perfezione del vero. Fu in stratto dalli Principi a fare ritratGenova, in Savona, poi ritornò a ti; per altro il suo genio era di faRr 2 316 re istorie, e sarebbero giunte ancora alli nostri contorni, se la morte non gli avesse in età fresca impedito il passo. Sandrart fol. 314. GO TOFREDO KNELLER, fratello di GioZaccaria, nato in Lubecca: terminato il noviziato del disegno, professò la pittura in Baviera, in Norimberga, in Italia, ed in Inghilterra, lasciando per tutto gran fama ne' ritratti in grande, ed in istoriati, con introduzvi i figli, e famiglie intere, riportandone riguardevoli ricompense dalli Principi, e da' Monarchi. Sandrart fol. 391. Morì nell'anno 1717. in Londra. § GOTOFREDO SCALCHEN, nato civilmente nel 1653. dal celebre Gerardo Dau apprese l'arte, e si fece sua la maniera del suo Maestro. Fu sì felice nel rappresentare cose notturne al lume di torcie, e candele che pregiatissime furono le sue opere lui vivente, e ricercatissime dopo morte. Servì a Guglielmo III. Re d'Inghilterra, ed altri Principi e Signori. Morì all'Haya nel 1706. Abregè tom. 2. a cart. 104. GOTTARDO RIOGHLI Tigurino, nato l'anno 1575. fu ingegnosissimo in opere grandi dipinte a fresco. Sangrart fol. 381. GRAFFIONE Fiorentino, scolaro di Alessio Baldumetti, che morì nel 1448. Fu uno de' più stravaganti cervelli, che mai vivesse in quei tempi. Quanto comparve libero, franco, e fondato nel discorso, altrettanto su erudito nel disegno. Non mangiò mai a tavola, che fusse apparecchiata d'altro, che de' suoi cartoni; non dormì in altro letto, che in un cassone ripieno di paglia senza lenzuola; vestì sempre un abito, sino che logoro li cadde d'addosso: ebbe sensate e curiose conferenze con Lorenzo de Medici, come si può vedere nel Vasari pact. 2. fol. 237. GRANELLO e FABRIZIO, figliuoli di Giam-Batista, detto il Bergamasco, furono Pittori di vaglia nel dipingere grotteschi. Furono chiamati in Ispagna per dipignere la Sala del Capitolo nel Regio Monastero dell' Escuriale, ed ivi si fecero nome, e compirono per la Corte molte operazioni. Viveano circa il 1600. Palomino tom. 2. a cart. 243. GRAZEO COSSALE, nella sua Patria di Brescia colorì moltissime tele a olio con franca maniera, ben disegnate, e meglio colorite: rappresentò per ordinario storie copiose di figure ben poste, ed atteggiate, e sono mentovate dal Conzando fol. 121. Morì trafitto da un suo figlio d'archibugiata. GREGORIO BAUSA, Pittore Valenziano, fu uno de' migliori scolari di Francesco Ribalta, ed ebbe fama di buon Pittore. Nella Chiesa de' PP. Carmelitani Scalzi di Valenza fece la Tavola all'Altar maggiore col martirio di S. Filippo; la qual pittura maestrevolmente condotta gli apri l'adito a dipignere in molti pubblici e privati luoghi di quel Regno. Passò all'altra vita nel 1656. in età d'anni 60. Palomino part. 2. a cart 313. GREGORIO BEERINCHSINDESCHAER, che in lingua nostrana vuol dire Gregorio nelle forbici, Pittore di Malines, pratico nel fresco, e nei paesi. Ritrovandosi in Roma senza danari, dipinse in gran tela dal mezo in su aria, dal mezzo in giù acqua, sopra la quale galleggiava l'Arca di Noè, senza far vedere nè pure una figura: esposto il dipinto al pubblico, capitò un Cavaliere di buon gusto, e richiedendo, che significasse quel colorito, rispose essere il Diluvio: ove sono le persone? soggiunse il Cavaliere, aspetti V. S. ripigliò il Pittore, che calino l'acque, e compariranno nel sondo i morti, dall'Arca usciranno i vivi; piacque tanto il pensiere a quel Signore, che lo provvide di danari, e d'opere. Morì nella sua 317 seguì lo stile del padre, ed aggiunPatria nel 1570. Baldinucci par. 2. se il fare ritratti: si fermò nella sec. 4. fol. 70. Corte dell'Elettore di Neuburgo. GREGORIO LAzzARINI nato in VeSandrart fol. 304. nezia l'anno 1655. Ha imparato da GUALTIERO e GIORGIO FIAMMINFrancesco Rosa Genovese, e con CHI, con i disegni di Giorgio Vacolorito, or forte, or' ameno, sari hanno dipinto a fuoco molte comparso con onore in varie Citfinestre nelle Chiese di Firenze, ed tà, e terre: vive ancora Elisabet erano de' più rinomati di quei temta sua sorella Pittrice nata nel 1662 pi nel dipinger vetri: secreto ora GREGORIO PAGANI Pittore Fiorentiperduto. Vasari par. 3. a car. 860. no figlio di Francesco, che imparò Altro Gualtiero Padovano citato da Polidoro, e da Maturino, e mori nel 1560. Gregorio dunque inclidal Ridolfi par. pr. a car. 74 GUARINETTO PADOVANO (dal Vasar. nato al disegno, fu dato in custodetto Guariero, da altri Guarente, dia a Sante di Titi, e ben presto come nota il Baldinucci nel sec. 2. si francò nella maniera del Maea fol. 77.) Costui fu uno di quei stro, alla quale aggiugnendo la Baprimi Pittori, che scostossi dalla roccesca, impastò il suo dipinto d'un Greca maniera, ed introdusse qual vago, ameno, e fondato colore. che movimento, attitudine, piega, Correvano gl'impegni a ricercare e componimento assestato. D'ordile sue pitture, non tanto per la ne del Senato l'anno 1365. dipinvaghezza, quanto per la dolcezza se nella Sala del Gran Consiglio di dei prezzi: era uomo giusto, e dab Venezia il Paradiso, che poi nel bene. In età di 47. anni correndo 1508. fu rifatto dal Tentoretto. il 1605. ridotto all'estremo di sua Poche memorie di questo Pittore vita, addimandò, che ora fusse, ec inteso, ch'erano toccate le 16. orsi vedono, perchè, o ricoperte dai sù rispose: oggi tra le 21. e 22. moderni, o dal tempo sono state finirò i miei giorni, come in fatti consumate. Ridolfi par. 1. fol. 17. Ed il Vasari a car. 424. sec. 1. tom. 1. seguì. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 192. GUGLIELMO BAWur, egregio Pittor GREGORIO VARSON, valente ardi Strasburgo, a cui fu maestro nella pittura Federico Baendel, ditefice in dipingere frutti e fiori vivea in Anversa con grande sti pinse assai bene Istorie, e servì in Roma al Principe di Bracciano ma del suo sapere nel 1622. Aurco Gabinetto a car. 403. ed al Giustiniani. Faceva altresì GUALDROP GOLTZIO nacque in Lobelle vedute di prospettive, e di vanio l'anno 1553. Sotto la discipaesi; e lavorava eziandio di miplina di Francesco Pouburs in Anniatura; ma nelle figurine, con versa fece gran passaggio nei ritratle quali ornava i suoi quadri, benchè brillanti fossero e di buona arti, e nel colorire quadri. Fu dichiarato Pittore del Duca di Ter monia, conservò sempre la maniera Tedesca. Ritornato in Germania ranuova, e viaggiò con quello in Colonia, dove fiorì sino al 1604. servì l'Imperador Ferdinando III. che lo dichiarò suo Pittore. DipinBaldi iucci par. 2. sec. 4. fol. 278. se soltanto cose piccole. Mancò di GUALTIERO D'ARGENTINA seniore eccellente in pitture fatte a gomvita in Vienna nel 1640. Abreg ma, fu sempre vicino ai Principi tom. 2. a car. 31. e Magnati, per servirli dell'opere GUGLIELMO BEMMEL Ultrajetanosco laro d'Armano Sachtlieven, visitò sue. Gualtiero juniore gli fu siglio, l’Ita 318 l'Italia, e dai siti campestri copianacque in Mantova l'anno 1670. te le più belle vedute, compose S'introdusse allo studio della pitun metodo sì elegante nel dipignetura in Bologna sotto gl'insegnare paesi sopra i muri, e tele, che menti d'Antonio Calza: tutto denella Germania fu sempre ricercadito a dipignere Battaglie, dopo to, per impegnarlo ai lavori. Fioaverne copiate, e vedute molte del rì nel secolo passato. Sandrart fol. Borgognone, osservate dal vero le 334. condotte degli Eserciti nell'ultimo GUGLIELMO BERTOLOT Scultore Franblocco di Mantova, ritornò a Bozese, servì in Roma i Pontefici logna con erudizioni tali, che diePaolo V. e Clemente VII Modellò de speranza d'ingrandire il suo nodiverse, e pubbliche statue: ritornò me col proseguimento di molti dia Parigi, dove morì l'anno 1615. pinti. Baglio v. fol. 358 GUGLIELMO CORTESE Borgognone GUGLIELMO CACCIA oriondo da Novafratello del Padre Giacomo, detto ra, ma allivato n Moncalvo (Teril Borgognone dalle Battaglie; studiò ritorio Monferrino dal che riporin Roma da Pietro da Cortona: in tò poi sempre il sopranome di Mondiverse Chiese, e Palagi espericalvo. Nacque l'anno 1568 e promentò il suo valore in opere vafessò la pittura a fresco con tanto rie, come nota nella sua tavola studio di belle tinte e con segreto l'Ab. Titi (a) di farle resistere all'ungiurie del temGUGLIELMO COUSTOU il giovine Sculpo, che i suoi dipinti si conservatore nato in Lione, scolaro d'Antono sino al giorno d'oggi belli, e nio Coyzevox suo zio, fu a Rofreschi, con istupore dell'arte ma, da cui riportò ottimo gusto: Fu uomo di somma pietà, nè mai il fratello di lui Niccolò altresì lo dipinse cose profane. Fondò un Mopareggia nell'operare: Produce al nasterio d'Orsoline in Moncalvo, presente opere bellissime per S. M. dove introdusse cinque sue figlie per S A. R. Monsignore il Duca fra le quali Orsola Maddalena Fitd'Orleans Reggente di Francia, e trice, che decrepita morì l'anoo per altri varj particolari. E' Pro1678. e Francesca, che dipinse si fessore della Reale Accademia di bene, che l'opere sue non si distin Pittura, e di Scultura, ed ha alguono da quelle del padre; questa loggio, e stanza per la scuola, e morì d'anni 57. M. S. lavori nella Chiesa Reale. Vedi GUGLIELMO CAJO BREDANO, uomo Nucolo. assai affabile, compito, di tratti GUGLIELMO DE NIEULANT, di e di presenza tale, che il di lui Anversa, celebre pittore di paesi, portamento rappresentava piuttosto e rovine antiche, ornate di bellisun Senatore, che un Pittore: Imsime figure, nacque l anno 1584. parò con Francesco Floris da Lamdopo essere stato in Fiandra alla berto Lombardo, e l'anno 1540 scuola di Rolando Saveri, crebbe fu segnato nel catalogo dei Pittori nel sapere in Roma con gli amd'Anversa: le storie, ed i ritratti maestramenti di Paolo Brilli. Ridi sua mano furono rimunerati con tornato in Patria operò per Prinlarghe mercedi. Morì nel 1568. cipi e Signori di condizione. LaSandrart fol. 256. vorò anche di miniatura, ed intaGUGLIELMO CAPODORO PAGANINI gliò all'acqua sorte; ed a tutti que(a) Un pezzo di questo Guglielmo è presso S. Maestà. 319 sti pregi aggiunse anche quello di sino al giorno d'oggi, e sopra del poetare. Visse sino all'anno 1635. quale hanno scritto tanti Autori. in cui morì in Amsterdam. VedeL anno 1102. fu creato Console si il ritratto di lui intagliato dal nella qual carica finì gloriosamenMeytens. Aureo Gabinetto, ed il te i suoi giorni. Soprani fol. 1 Baldinuucci sec. 5. a car. 120. GUGLIELMO HUNDORST Ultrajetano GUGLIELMO D'OBSOM nacque l'anfratello di Gerardo, fu insigne Pitno 1610. nel Quartiere d'Holbrons tore di copiose storie in grande, e in Inghilterra; non si sa da chi di ritratti, onde dipinti tutti i Prin imparasse la pittura, se non che il cipi della Casa Elettorale di Berproprio di lui genio gli fu Maelino, godeva tutta la grazia di stro, per inclinarlo a fare ritratti quei Signori l'anno 1682. Sandrart e sarebbe riuscito simile a Tiziafol. 305. no, ed a Vandych, se fusse stato GUGLIELMO KEY, nativo di Breammaestrato da capace direttore. da, fu scolare prima di Francesco Trattanto giudicasi dalle opere sue Floris, poi di Lamberto Suavio ch'ebbe grandi obbligazioni a VanDipingendo al naturale istorie eridych, che lo presentò al Re Cartratti avea grande stima in Anverlo I. presso del quale si fermò sa circa il 1440. Morì di dolore e fece 1 ritratti del Principe di Galper essere stato decapitato il Conte les, e del Principe Roberto. Fu di di Egmont suo amatissimo Padrone statura mediocre, ben piantato di nel 1568. Baldinucci sec. 4. a carsimetria, ebbe spirito vivace, ed te 308. era d'una conversazione amabile, GUGLIELMO MESQUIDA, Pittor di il suo debole era d'inclinare trop Majorica, studiò in Roma la pittupo al piacere. Morì in Londra ra da Benedetto Lutti, e fattosi abile d'anni 37. M. S. nel 1718. venne a Venezia, dove si GUCLIELMO DUMCE Pittore dipinse stabili e prese moglie, facendo rial Louvre, alle Tuillerie, e S. Gertratti ben somiglianti, e dipingenmano, ed a Fontanablò nelle Case do frutti e fiori con figure ed aniReali, al tempo dei due Re Enrimali vivi e morti. Questa sua unico III. e IV. Filibien par. 3. fol. 85. versale maniera gli procacciava molGUGLIELMO EMBRIACO gran disegnati lavori, e come il maggior suo tore, ingegniero militare, e valo pregio era il copiare le opere di roso Capitano Genovese; l'anno Rubens e Vandych, così in ciò 1099. fu eletto Generalissimo nella era frequentemente impiegato dacondotta del soccorso a Gossredo gli amatori e professori dell'arte. Buglione per l'acquisto di GerusaMa, attesa la insaziabilità dell'umalemme, il quale successe col mezna cupidigia, quella affluenza di zo delle torri di legni, degli ariecommissioni non bastando a contenti, e delle machine fabbricate da tare l'animo di lui, si partì da Vequesto grand'uomo. Ritornò alla nezia l'anno 1731. per portarsi in Patria colmo di gloria, poi di bel Germania, dove sce mandoglisi semnuovo con poderoso esercito s'inpre più il numero delle commiscamminò verso la Palestina, ed sioni, dicesi tornato sia alla sua espugnò Cesarea. Nello spoglio di patria quella Città si contentò della Re- GUGLIELMO DEI MEDA da Margina delle gemme, che è lo Smesilia, per isfuggire i rigori della raldo famoso, il quale donò alla giustizia, essendosi ritrovato presenCattedrale di Genova, conservato te ad un'omicidio, vestì l'abito Re. 320 Religioso di S. Domenico, che poi rivò a farsi grande riputazione col da Papa Giulio II. gli fu cangiato dipingere fiori e frutti, e a venin quello di Prete, e provveduto dere assai bene le opere sue. Morì d'un Priorato, perlochè fu volgarin Amsterdam nel 1679. Jacob Cambo par. 2. a car. 16. mente chiamato il Prete Gallo, o Priore Gallo. Fu eccellente nel diGUGLIELMO VOJET Pittore Franzese pignere sopra i vetri, come in Roscritto al libro degli Accademici di Roma l'anno 1656. ma, in Cortona, ed in Arezzo nelle finestre della Cattedrale, oltre GUIDO antichissimo Pittore Bolognela Volta di detta Chiesa tutta di se, fiorì nel 1178. e si vedono sipinta l'anno 1524. Visse 62. anni no al giorno d'oggi Immagini di e morì in Arezzo nel 1537. VasaM. V. e dei Santi da lui dipinte ri par. 3. lib. 1. fol. 96. Vedi Claue registrate dal Malvasia nella par. 1. sol. 8. dio Franzese, Bluton fogl. 11. GUGLIELMO MILANESE, scolare di GUIDO AsPERTINI Bolognese fratelPerino del Vaga, con i disegni del lo d'Amico, di cui fu scolaro. Maestro dipinse con grande spirito Questi per volere troppo aggiustare la sua maniera, e finire con dinel Palazzo del Principe Doria in ligenza, diede non poco nel cruGenova, ed in una Capella alla detto, come nel dipinto della CroTrinità in Roma. Lavorava eziancefissione, ormai consumata dal temdio di stucchi; e per aver ristaupo, sotto il Portico della Catterato le anticaglie di Casa Farnese gli fu dato l'uffizio del Frate del drale di Bologna, dipinta l'anno 1491. Bramoso di riuscire glorioso. Piombo. Vasari nella vita di Pee di gran fama, tanto si sottomise rino. alle fatiche dell' arte, che in 35. GUGLIELMO MIRIS, figlio ed al anni terminò la vita. Parlano di lievo nell' arte di Francesco rinoquesto virtuoso il Bumaldi, il Camato pittore di piccole figure, se vazzone, il Zante, il Baldi, l'Aguendo la maniera del Padre arrichillino, il Vasari, che lo fa scolavò a tal perfezione, che le pregiaro d'Ercole da Ferrara, ed il Malte opere di lui a grossissimi prezzi vasia par. 2. fol. 145. acquistavansi. Dipinse cose minute GUIDO CAGNACCI da Casteldurante, con tal finezza, che pajono miniadi cognome Canlassi, ma per essere te, non ad oglio dipinte. Nacque Uomo obeso, barbuto, e tozzo fu in Leiden l'anno 1662. [a.] detto Cagnacci. In Bologna fu scoGUGLIELMO POLIDAMO Scultore laro di Guido Reni; sino che adaFiammingo, così chiamato dal Vaperò le mischie dei colori alla Guisari par. 3. a car. 860. desca, comparve degno allievo di GUGLIELMO Tedesco Scultore scolaro un tanto Maestro, ma quando con di Fra Guglielmo della Porta, laardire volle inferire la maniera con vorò picciole statue, ornamenti, e più forti colori, oscurò alquanto bassi rilievi, con gran maestria dall' la sua gloria: andò a Vienna, e là antico levati. Vasari par. 3. lib. 2. ottogenario finì i snoi giorni. Malfol. 255. vasia par. 2. sol. 145. [ GUGLIELMO VAN-AELST, nato in GUIDO MAzzONI, overo PAGANINI Delft, con i documenti di Everardo suo Avo eccellente maestro, arModonese, senza Maestro imitò sì (a) Di costui ha S. Maestà undici pezzi istoriati. (b) Di Guido Cagnacci ha S. Maestà una mezza figura — 321 crebbero a tal segno, che conside bene la natura nella plastica, che randosi un Uomo, e non un Briapotè nella scultura pareggiare i lareo, restitui molte caparre. Entrò vori dei primi Valentuomini. Si a servire Papa Paolo V. ma antroyò in Napoli l'anno 1495. dogustiato nei pagamenti dai minive Carlo VIII. Re di Francia vestri, fuggì a Bologna, di dove Sua dendo l'opere sue, lo condusse a Santità lo mandò a prendere con Parigi, lo creò Cavaliere, e con premurose instanze, e fu incontracessegli i gigli da inquartare nel suo to dalle carrozze di varj Principi, stemma. Ritornò alla Patria ricco e Cardinali. Cortesemente accolto di gran valsente con Pellegrina Discalci sua moglie, e la figlia amendal Pontefice, gli fu assegnata standue Scultrici. Giugnendo l'anno za, tavola, carrozza, e provvisio1518. alla morte, parte de' suoi ane: seguì l'opere del Vaticano, soveri lasciò al Monte di Pietà, altri pra le quali ebbe a dire il Cav. d'Arpino alla presenza del Papa. ai poveri, il restante alla seconda moglie, e con grande onore fu se non essere di mano umana, ma bensì quasi Angelica. Ritornò a Bolopolto nella Chiesa del Carmine Vasari fol. 26. gna, per dipingere la Cupola di S. Domenico, il Palione, l'Altare GUIDO RENI donato dal Cielo alla dei Mendicanti, ed altre cose. Se Città di Bologna l'anno Santo 157 per un miracolo della pittura; sorpoi l'ultime opere non corrisposero alle prime, se ne dia la colpa tì i principj di quella nella Suola di Dionigio Fiammingo; scoprendo al giuoco, nel quale tanto si riscalpoi la terribile maniera di Lodovido, che più d'una volta perdette co Carracci, lasciò quell'oltramonin una sola sera due mila doppie tana, se s'applicò a quella d'ur onde per soddisfare ai creditori tanto Maestro, che di 20. anni lo lavorava a tutto potere alla prifece comparire in pubblico con amma. Delle opere sue, della maniera mirazione d'Agostino, e con gelo elegante, e nuova, del colore, sia d'Annibale. Alla veduta d'un delle arie di teste, dei motti, alliequadro del Caravaggio, tanto acvi, stampe, onori, e sue prerogaclamato in Roma, per un dipigne tive, troppo lungo sarebbe il favelre furbesco, fiero, di gran tinta larne; conchiudo dunque, che ine di lume cadente, e serrato, si fermatosi di febbre maligna, d'anprefigurò in contrario con tignere ni 67. andò a godere [ come si spe reale, dolce, e chiaro, col quale ra] la gloria del Cielo, e su sesi fece un'apertura sì grande nel polto in S. Domenico. Malvasia genio dei virtuosi, che Roma lo par. 4. fol. 3. Sandrart sol. 185. volle vedere, quanto ammiratrice Baldinucci par. 3. sec. 4. fol. 317. dei suoi pennelli, alttretanto spet(a) tatrice delle ribellioni, che contro GUIDO RUGGERI Bolognese scolaro gli suscitarono il Caravaggio, ed di Francesco Francia; servì l'Abai suoi aderenti. Non mancò però te Primaticcio nelle Gallerie di FranGuido con la sua virtù, e destrezcia. Malvasia par. 2. fol. 153. za portarsi avanti col guadagnarsi GUIDO SIGNORINI Bolognese Pittore la protezione di molti Principi in Roma di picciole figure; fu cu Porporati, e Pontefici. S'avanzagino di Guido Reni, alla di cui rono in tanto le commissioni, morte fu chiamato all'eredità, che S f por(a) Ha di lui S. Maestà sei pezzi quattro dei, quali furono di Modena. 322 portò a Roma, dove circa il 1650. tavola senza lavarsi le mani, e morì. Masini fol. 630. senza sarsi la barba; sicchè senza goGUIDO UBALDO ABATINI da Città verno morì di stento l'anno 1553. di Castello, scritto all'Accademia Vasari par. 3. lib. 1. fol. 540. dei Romani Pittori l'aano 1650. JACOPINO DEL CONTE Fiorentino diLavorò a musaico con li disegni scepolo d'Andrea del Sarto; da sì del suo Maestro Pietro da Corto gran Maestro imparato che ebbe un na, e dipinse in varie Chiese di Ro diligente disegno, e vago colorito, ma con ispirito, e con bizzarria; principiò a fare ritratti, e riuscisu d'ingegno elevato, e spiritoso. rono così somiglianti, che in RoAb. Tit. fol. 264. ma ritrasse molti Pontefici, Principi, e Dame. Attese ancora a colorire quadri per varie Chiese; ricavò gran quantità di danari dall JACOBELLO FLORE Veneziano figlio opere sue; visse 88. anni, e morso e scolaro di Francesco, le di cui in Roma nel 1598. Baglioni fol. opere consumate dal tempo, non sono più in essere. Dipinse in molJACOPINO LANCILLOTTO Modonese ti luoghi di Venezia, e benchè launico figlio di Tommasino, detto vorasse con Greca maniera, pure Bianchi, Soggetto erudito nelle belfurono godibili, perchè fu dei prile lettere, e pratico nelle buone armi, che riformasse i panneggiamenti, per le quali su onorato da Carti, le ciere, e l'attitudini, come si lo V. e da Clemente VII. Nacque vede nell'Uffizio del Proprio, dove l'anno 1507. e con la paterna edudipinse la Giustizia, l'Angelo Micazione riuscì Oratore, Poeta, Teochele, e Gabbriello, e sotto scrisso logo, Astrologo, Mastro d'InstruJacobellus de Flore pinxit anno 1421. menti musicali, Miniatore, e PitIntrodusse nei suoi dipinti animali tore; ma quando era per accresceche sembravano vivi; adornò le fire a sè la gloria, ed alla Patria l'ogure con manti, che parevano venore, con cuore intrepido, ed aniri; trovò gli ultimi riposi nei SS mo imperturbabile lo vide il GeGio: e Paolo, nel sepolcro Paternitore rapire dalla morte in età di no. Ridolfi par. 1. fol. 18. 47. anni, e fu sepolto in S. LorenDi detto Jacobello nella Scuola della zo sotto lapide memorabile. VidriaCarità in Venezia nel loco dove si ni fol. 55. conservano le Reliquie, si vedono tre JACOPO ALBARELLI Veneziano si ferquadri di sua mano ancor ben conmò 34. anni con il Palma giovine, dipinse di buon gusto, ajutò il Maeservati. stro nei lavori d'importanza, e moJACONE FIORENTINO, dal praticare gran tempo con Andrea del Sarto rì in età virile. Ridolst par. 2. fol. 206. disegnò benissimo con fierezza, e con bizzarria; su fantastico nelle at- JACOPO ANTONIO ARLAUT nato in titudini delle figure, stravolgendoGinevra andò a Parigi, dove eserle con modo diverso dagli altri, e citò gl'insegnamenti avuti nella quando volle, imitò il buono. Feminiatura, con tale distinzione, che ce molti lavori per la Francia, per fu preeletto all'onore d'insegnarla Roma, e per Firenze. Attese alli in pratica a S. A. R. Monsignore passatempi, alle baje, alle taverne il Duca di Orleans Reggente di ed alle conversazioni; vestiva maFrancia, e farne il ritratto di Lui, lamente, senza apparecchiar mai e di tutti quelli della Casa Reale nru 323 di Francia, come altresì di quella § JACOPO BRESCIANO Scultore, scolaro del Sansovinò, nella età sua d'Inghilterra, M. S. giovanile diede tosto speranze di JACOPO AVANZI, detto da Bologna riuscir buon Maestro. L effetto vi ed anco Jacobus Pauli, scolare di corrispose, ciò comprovandosi dalle Franco Bolognese: unitosi con Sistatue con simetria e intendimento mone dalli Crocefissi suo condiscecondotte nei Pubblici Palagi, ne polo, e parente, lavorò 30. storie quai risiedono i Rettori di Brescia. nella Chiesa di Mezzaratta, con inVasari tom. 3. a car. 834. venzioni, ed espressioni tali, che JACOPO BRUSCA, Scultore e Arvedute dopo molto tempo dal Buochitetto della Regina di Ungheria, naroti, e dalli Carracci, furono lo fu Maestro di Gio: Bologna; il che date. Dipinse in Padova, e Verona solo basta ad immortalare il nome con Aldigeri da Zevio, e Sebeto di lui. Vasari tom. 3. a car. 860. Veronese, e li superò (come nota il Vasari.) Fiorì nel 1370. Varj Au- JACOPO BUNEL nacque in Bles l'an no 1558. e tanto profitto fece neltori scrissero di questo valente Pitla pittura, che in Parigi fu dichiatore; si ricerchino dal Malvasia p.1. rato primario Pittore del Re: ebfol. 17. be una moglie, che attese alla pitJACOPO BACKER, Pittore di Amtura, e lo superò: d'amendue ne sterdam, gran disegnatore del nuparla il Filibien libr. 2. Carlo Vando, ed assai armonioso e forte comander, ed il Baldinucci par. 2. sec.4. loritore, e buon ritrattista. Fioriva negli anni 1680. Nel Gabinetto Aufol.273 reo si fa menzione di lui unita al JACOPO BUONI nacque in Bologna l'anno 1690. Dalla natura portò Ritratto. JACOPO BELLINO Cittadino Veneziaun tal genio alla pittura, che volno, Padre di Gentile, e di Gio: che le ben presto cercare il disegno nelsu Maestro del famoso Tiziano la fiorita scuola di Marcantonio Imparò da Gentile da Fabbiano: Franceschini: in quella fece progresdipinse tutti i misterj di Maria Versi tali, che con Giacinto Garofaligine, e di Gesù Cristo con tanta no dipinse la Volta della Chiesa de espressione, che a quei tempi parPadri Celestini di Bologna, e me vero pitture miracolose, oltre di ritò di essere in ajuto del suo Maeche y introdusse ritratti d'amici distro in Genova nelle molte opere diversi, i quali furono cagione, che pinte nella Chiesa dei Padri della ne facesse poi privatamente per vaCongregazione dell'Oratorio di San ri Cavalieri. Fiorì nel 1430. RidolFilippo Neri; in Crema nei dipinti fi par. v. fol. 34. (a) entro la Chiesa del Carmine; ed in JACOPO BORBONE studiò la pittura Piacenza nei lavori fatti entro la da Andrea, e da Ottavio Semini Chiesa della Madonna del Popolo se la mala sorte, o la malignità Ritornato a Bologna, spedì a Ged'un compagno traditore, che gli nova due quadri laterali per l'Aldiede a bere certa mistura, che lo tare di S. Francesco di Sales, dilevò di cervello, non avesse chiusa pinto dal valoroso Pittore Domenila via alla sua gloria, al certo aveco Parodi Genovese, in uno evvi rebbe fatto grande onore alla sua il Santo, che celebra la Messa Patria di Genova. Baldinucci p. 3. nell'altro la risurrezione d'un bamsec. 4. fol. 225 bino. Ha compiuti altri quadri per Sſ 2 (a) Di Jacopo Bellino S. Maestà ne possiede due pezzi. 324 altri luoghi, e Personaggi, ed ora va terminando due quadri grandi, cioè l'Orazione di Gesù Cristo nell' Orto, e la Diposizione dello stesso dalla Croce in grembo alle addolorate Marie, che entrarono nella Chiesa della Maddalena Padri Sommaschi di Genova. Nei suoi dipinti si vede, che va cercando di farsi una maniera propria con colore di buon fondo, con mossa di figure, pastosità nel nudo. Vive in Patria. JACOPO e TOMMASO CASIGNOLA Scultori Milanesi, nella Chiesa della Minerva in Roma eressero con sue statue il Deposito di Papa Paolo IV. nella qual opera con somma loro gloria eseguita grande artificio spezialmente si scorge ne' panni del Pontefice rimessi di marmi preziosi di vari colori; il che non minor bellezza all'opera, che diletto e piacere reca ai riguardanti. Vasari t.3. a car. 845. JACOPO CHIAVISTELLO Fiorentino stette con Mario Balassi; fece compagnia ad Andrea Ciseri Pittore frescante di architettura, e di grotteschi, poi in Bologna studiò dall'ope re di Michelagnolo Colonna, e riusci uomo eccellente nell'architettura; nelle figure di macchia fu grazioso; lavorò sino agli anni 80. nei quali mancò, nel mancare nel secolo passato. M. S. JACOPO COLONNA, Scultore e discepolo del Sansovino, fece le due belle Statuette sotto l'Organo nella Chiesa di S. Salvatore in Venezia; ed altre opere pur fece in detta Città ed in Padova. Vivea negli anni 1550. Vasari par. 3. nella Vita del Sansovino a car. 243. ¶ JACOPO CORNEGLIANO Pittore mentovato dal Pascoli a car. 310. JACOPO COzzERELLO compagno; ed amico carissimo di Francesco Sanese Scultore, ed Architetto, lasciò sue memorie nella Città di Siena nell'uno, e nell'altro genere: fiorì circa il 1480. Vasari part. 2. fol. 317. JACOPO D'ARTHOIS, nato in Brusselles, fu valente pittore in grande in piccolo, e spedito assai nel fresco, e di spiritosa maniera. Vivea negli anni 1640. JACOPO DA EMPOLI, così detto, perchè oriondo da quella Terra, 15. miglia lontana da Firenze: imparò la pittura da Tommaso di S. Fiano, disegnò tutte l'opere d'Andrea del Sarto, e fu unico nel copiarle Nelle nozze della Regina di Francia, o dell'Arciduchessa Maria Maddalena d'Austria fece vedere l'industria, e l'invenzione dei suoi pennelli negli archi trionfali. Ebbe una maniera soda con buon gusto, con disegno, senza errori, ottimo panneggiamento, belle arie di teste, e buon colorito. Voleva essere pagato avanti il lavoro, e sino che duravano i danari non era possibile fargli toccare i pennelli: dipinse una sol volta a fresco, perchè precipipitò dal palco. Si trattava lautamente, e gradiva regali di commestibili, e con la scusa d'introdurre uccelli, e salvaticine nei quadri, molti ne riceveva in dono: nell'invecchiarsi, non dicendo più il vero la mano al disegno, consumò gli avanzi fatti, onde ridotto agli anni 86. mantenuto gran tempo di carità morì nel 1640. e fu sepolto in S. Lorenzo. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 177. JACOPO DA PONTE, detto il Bassano. nacque l'anno 1510. da Francesco, che gli fu Maestro nel disegno, e nelle belle lettere; imparò il dipignere da Bonifacio Veneziano: mortogli il Genitore nello più bello degli studj, ritornò a Bassano, e per quei contorni diede saggio di quanto aveva appreso dalle Veneziane maniere. Volò sull'ali della fama il suo nome a Vicenza, a Brescia, a Venezia, a Padova, a Trevigi, ed oh quanti fatti del vecchio, e nuo 325 la Chiesa dell'Escuriale: fece ancovo Testamento, quante Parabole ra per la detta Maestà l'arme reaEvangelj, misterj, storie, stagioni, le scolpita in un diamante: invenmercati, mesi, animali, ritratti per tò varj istromenti, torni, ruote, e quelle Città dipinse, e quanti no lime, che in oggi servono di gran spedi a Londra, in Germania, a Rofacilità a simili Artefici. Mazzola. ma, ed in Anversa! Nei primi tem ri fol. 188. Baldinucci par. 2. sec. 4. pi colorì con grazia, con dolcezza, fol. 63. e con movimenti Parmigianeschi Fu lo stesso che Jacopo Davanzo per ma nell'ultimo con quel tignere di sentimento del Vasari par. 2. del t. 1. macchia, di colpi, e di forza rese a car. 523 stupida l'arte ammiratrice d'una JACOPO DE GEYN Pittor di Anvertanta franchezza. Benchè la morte sa. Ritratto ed elogio di lui in vernon lo colpisse, che negli anni 82 si latini vedesi alle stampe. pure si doleva dover partire dal Mondo in tempo, che principiava JACOPO DEL CONTE, Pittor Fiorentino, lavorò in Roma per il ad imparare il buono della pittura: Pontefice Paolo III. mo'te opere di per altro fu sempre timorato di Dio Pittura, e particolarmente tutti grande limosiniere, e lontano dall' ritratti dei Pontefici antecessori, di ambizione. L'ore di ricreazione le Ambasciatori e Principi. Vasari t. 3. spendeva in leggere la Sacra Scrita car. 856. tura, o nella musica, o nei suoni. JACOPO DEL SELLARO, Pittor Fiodei quali si dilettava. Con onorate rentino, scolare di Frà Filippo Lipesequie fu sepolto nella Chiesa di S. pi, menzionato dal Vasari par. 2. Francesco di Bassano. Il Cavalier tom. 1. a car. 295. Leandro, e Francesco, già descritti, furono suoi figli. Ridolfi par. 2. § JACOPO DEL TEDESCO, scolare del Ghirlandajo, fu Pittore ricordato dal fl. 373. (a) Vasari tom. 1. a car. 369. JACOPO DA PRATOVECCHIO (Terra di Toscana) cognominato Jacopo d. JACOPO DEL ZUCCA figlio di Pietro Casentino, scolaro di Taddeo Gad Zucchi Fiorentino, imparò da Giordi: molte sue pitture sono in Figio Vasari, Nel Pontificato di Gregorio XIII. andò a Roma protetto renze, in Pratovecchio, ed in Arezzo, dove l'anno 1354. con suo dida Ferdinando Cardinale dei Medisegno ricondusse sotto le mura di ci, per il quale fece molti ritratti, quella Città l'acqua, che viene e col di cui mezzo entrò nei Paladalle radici del Poggio dei Pori gi, nelle Gallerie, e nelle Chiese che al tempo dei Romani fu conRomane a gran lavori. Soleya indotta al Teatro, ed era chiamata trodurre ne' suoi dipinti verisimili riFonte Guizzianelli, ora per nome tratti di quelli, per i quali operacorrotto, detto Fonte Veneziana. va, e questa fu la cagione per la quaBaldinucci sec. 2. fol. 42. le non gli mancò mai da travagliaJACOPO DA TREzzo celebre Gettatore re. Visse con riputazione dell'arte di metalli, di bassi rilievi, Scultoed universalmente fu amato, in parre, e Lapidario. Questi fu quel faticolare dai suoi Principi naturali. moso Artefice, che nel termine de Morì nel Papato di Sisto V. che dusette anni, per Filippo II. Re delle rò dal 1585. sino al 1590. Insegnò Spagne lavorò, e terminò il pre l'arte a Francesco suo figlio, che ziosissimo Tabernacolo esposto nel riuscì bravo Pittore. Baglioni fol.45. . (a) Di Jacopo da Ponte ha S. Maestà sette pezzi istoriati. 326 JACOPO DEILA QUERCIA, O della fabbrica, Formò il mulo di tondo Fonte, per la nobile Fontana di rilievo, che sta sopra la porta di marmo lavorata nella Piazza di Siedentro di S. Maria del Fiore, ed na sua Patria; opera per la quale altre opere. Baldinucci sec. 2. sol. 72. fu dichiarato Cavaliere, e Soprain- JACOPO DI MEGLIO dipinse in S. tendente alla fabbrica del Duomo, Croce di Firenze a competenza dei in cui con grande onore fu accomcelebri Pittori, che in quella vasta pagnato alla sepoltura l'anno 1418. Chiesa dipinsero. Borghini a c. 111. Baldinucci sec. 2. fol. 95. JACOPO DINCHI Pittore GermaniJACOPO DE POINDRE di Malines dico, fu al suo tempo pittore e inscepolo di Marco Willemps gran ri tagliatore di credito. Visse circa trattista: si narra, che fatto il ri il 1550. E' alle stampe il ritrattratto d'un Capitano, né compa to di lui, e si può credere intarendo a prenderlo, e pagarlo, digliato da esso. pinse a tempra avanti il ritratto. JACOPO DI PIETRO Scultore fiorì ciruna ferrata in forma di prigione, ca il 1360. e si crede scolaro d'Anpoi l'espose fuori d'una finestra drea Orcagna, giacchè le sue maniperloche il Capitano avvisato, vofatture sono di quella maniera, nè lò tutto furore al Pittore, dal qual'una si distingue dall'altra, essenle intese, che mai l'averebbe libedosi anco ingannato il Vasari nelle rato di prigione, sintantochè non quattro Virtù Teologiche, che soavesse pagati i suoi debiti; pagò no nella Loggia dei Lanzi. Baldidunque quanto gli doveva, ed il nucci sec. 2. fol. 71. Pittore dato di piglio ad una spuJACOPO GIMER Fiammingo, Pitgna, lavò il quadro, nè più si vitor Paesista di nome. Vasari par. 3. de la prigione con grande stupore a car. 859. del Capitano, al quale come poco JACOPO MONTAGNA PadoVano, dal pratico dell'arte, parve un miracosuo dipignere stimato scolaro di lo. Morì in Danimarca circa il 1570. Gio: Bellino si vedono tele Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 69. muri dipinti di sua mano nel VeJACOPO, detto l'Indaco Fiorentino, scovado, e nel Santo di Padova. scolaro di Domenico Ghirlandajo, Ridolfi par. 1. fol: 73. lavorò in Roma col Pinturecchio. JACOPO PALMA, il vecchio, sortì i Sebbene sono poche le sue fatture natali in Serinalta (Vicariato Berperchè era Uomo piacevole, di gamasco.) Con i pennelli alla mabuon tempo, e che alloggiava pono inclinato a contraffare la natuchi pensieri; quelle però, che sono ra, entrò in Venezia in pratica con in essere, non mancano d'un lodeTiziano, e da quei dotti ammaevole applauso: fu dimestico, equastramenti, che gli dettava, appresi sempre commensale del Buonarose tanta dolcezza di colorire, che ti, che se ne prendeva piacere. Ars' avvicinava alle prime opere del rivò agli anni 68. e morì in Ro Maestro. Comparve dunque in pubma Francesco dell'Indaco fu suo blico con finimento, con buon difratello, e Pittore. Vasari p. 2. fol. segno, con morbidezza, e con bel427. le arie di teste sommamente da tut JACOPO DI CIONE, o di Jacopo Orti applaudito, e per la rarità de' ſuoi cagna Scultore, ed Architetto scocostumi, della nobile idea, e d'un laro d'Andrea Orcagna suo frateltratto civile fu universalmente amalo, fece il disegno della Torre a S. to. Dovo il glorioso corso di 48. Pietro in Gattolino, ed assistè alla anni pose la meta al viver suo nel 327 valente in pittura. Ho poi veduto più bello dell'operare. Ridolfi part. la Vita di lui descritta da Jacob 1. fol. 119. (a) Campo part. 1. à cart. 378. JACOPO PALMA, il giovine, nacque JACOPO ROBUSTI, detto il Tentoretin Venezia l'anno 1544. da Antoto, dall'arte del Padre Tentore, nio Pittore, e nipote del Palma vecchio: applicato dal Padre al diseNacque in Venezia l'anno 1513 Sino da fanciullo con carboni, e cogno, d'anni 15. copiava per eccellenza le pitture più famose della lori delle tinte non applicava ad Città, il che veduto da Guido Ubalaltro, che a disegnare sopra la cardo d'Urbino, là seco lo condusse ta, o muri della casa; cresciuto in dove copiò molte opere di Raffael età, fu dal Padre consignato a Tilo. Mandato poi a Roma, per otto ziano. La natura fu cotanto solleanni studiò dall'antico, e dal mo cita in far mostra di questo subliderno, in particolare dal Buonarome spirito, che veduti certi suoi ti, e da Polidoro. Ritornato alla disegni dal Maestro (ingelosito, che col tempo non gli rubasse la gloPatria, ritrovò impieghi pubblici e privati. Cresciuto il suo nome ria) lo cacciò dalla stanza. Eccicrebbero l'Italiane, e l'Oltramonta tato pertanto da generoso sdegno, ne commissioni, alle quali instancon lo studio delle carte, de' bassicabilmente dava compiuta spediziorilievi del Buonaroti, e de dipinti ne. Visse allegramente, lontano dalTizianeschi, prefisse le leggi al suc le cure, e dalle passioni. Avvisato futuro operare, e le scrisse sopra la che una nave spedita per Levante porta dello studio, con queste pae sopra la quale aveva caricate alrole: Il disegno di Michelagnolo, ed cune mercanzie, era perita, senza il colorito di Tiziano. Disegnato gran rammarico rispose: conosco, che il tempo il nudo, e i rilievi, modelmio mestiere è di fare il Pittore lato di cera, e di terra, vestite le e non il Mercante. Inteso, che alfigure di cenci bagnati, per francarsi cuni dicevano male delle sue pitnelle pieghe, ajutato da Andrea ture, lietamente disse: dunque deSchiavone, s'impadronì del manegvono dare loro un gran fastidio. gio de' colori, e comparve in pubNel tempo, che la Moglie era porblico con un dipinto di sì gran fortata al sepolcro stiva al treppiè a za a Rialto, che tirò lo stesso Tidipignere, e ritornate le donne, che ziano a lodarlo. Le Chiese, le Gall'avevano accompagnata, le interlerie, i Palagi, e le Sale più rino rogò se l'avessero aggiustata bene mate principiarono a gareggiare per nella fossa. Consumato dalle lunimpiegarlo a' lavori; e benchè Veghe fatiche di 84. anni andò a gonezia avesse il Caliari, il Schiavodere ( come si spera) gli eterni rine, il Salviati, il Bassano, il Palposi, sepolto ne' Ss. Gio: e Paolo ma, i Zuccheri, il Porta, ed altri Ridolfi part. 1. fol. 173. (b) celebri Pittori, per tutto però rim J JACOPO POTMA, Pittore oltramonbombava il nome del Tentoretto, tano, fece ritratti, e dipinse anche e volavano gl'Intagliatori Sadeler, istorie. Ho veduto il suo nome in Agostino Carracci, Cort, ec. per inun quadro istoriato con più ritratti, tagliare i suoi dipinti. Dell'opere presi dal naturale, dal quale con sue riempirebbesi un Libro a descriragione asserire si può, che stato sia verle; basta solo per compendio di tan (a) Del Palma seniore ha S. Maestà due quadri istoriati e due ritratti. (b) Del Palma giuniore ha S. Maestà quattro pezzi istoriati. 328 tante, che sece, salire il Palagio il seme delle sue virtù, per racco. Ducale, e fermarsi nel Paradiso digliere in Cielo il frutto della glopinto in quella gran tela di palmi, ria. Baglioni fol. 17. 30. d'altezza, e 74. di lunghezza, JACOPO SQUARCIONE, Pittore stie poi dire chi fu il Tentoretto. La matissimo de' suoi tempi, servì i Sifatica di questa grand'opera rallengnori di Carrara Padroni di Patò quello spirito pronto, risoluto, dova, e con la sua virtù si meritò accorto, e vivace, mentre che dod'essere da essi adottato per figlio, po pochi anni, cioè nel 1594. loriVisse alla grande, e formò in Padusse alla sepoltura in S. Maria deldova sua Patria un Museo di antil'Orto. Domenico, e Marietta Pitcaglie, di statue, bassirilievi, e metrice furono suoi figli. Ridolfi part. daglie, e pitture le più rare di quel 2. fol. 3. Sandrart fol. 167. Borghini sol. secolo. Ebbe una fiorita scuola, e 151. (a) tra i molti. Discepoli si distinsero JACOPO SANSOVINO Fiorentino, benAndrea Mantegna, Marco Zoppo, chè di Casa TATTA, fu sempre detDario di Treviso, e Niccolò Pizzoto il Sansovino (Patria del suo Maelo Padovano. Benchè non trovinsi stro Andrea Contucci da Sansovino. più pitture di sua mano, si ha però Questi scoprendo il giovinetto docertezza, che fioriva circa gli antato dalla natura di sublime ingeni 1430. gno, di facilita, di dolcezza, e di JACOPO VAN-Es d'Anversa, dipingrazia nel lavorare i marmi, l'a se assai bene uccelli vivi e morti, mava come figlio. Praticava volonpesci, frutti, e fiori al naturale. tieri con Andrea del Sarto, confeNon trovandosi chi abbia avuto per rendo insieme 1 disegni. Condotto Maestro, credesi, che pigliasse tuta Roma da Giuliano di S. Gallo to dal naturale. Vivea con credite Architetto di Papa Giulio II. formò nell' anno 1660. Gabinetto Aureo a di cera il Laocoonte, per gettarlo cart. 227. Jacob Campo par. 2. a cart. 6. di bronzo, e superò tutti gli altri JACOPONE da Faenza, fu Pittore, concorrenti: non ebbe pari nel riche dicesi abbia dipinto la Tribuna staurare l'antiche statue: tiròi pandi S. Vitale nella sua Città. Vasari neggiamenti alla sottigliezza del natom. 3. a cart. 803. Fu discepolo di turale; mosse le figure, e moderò Raffaele d'Urbino, e dipinse molte quella sodezza statuina: fu acclaopere con i disegni del Maestro; mato in Firenze, in Roma, in Velavorò in Roma con Taddeo Zucrona, in Padova, ed in Venezia cheri. Fioriva nel 1530. Baldinucci dove fu chiamato Protomastro sosec. 4. a cart. 241. pra la Fabbrica di S. Marco. In JADOCUS WINGIUS, eccellente Pitetà di 91. anni mori nel 1570. Bortor di Brusselles. E' alle stampe il ghini sol. 529. Vasari part. 3. lib. 2. ritratto di lui con versi in lode di sua abilità fol. 234. JACOPO SEMENTA, vivo coloritore a JANET, fu Pittore del Re Francesco I. fresco, ebbe belle comodità nel Pone II. dipinse a Fontanablò varj ritificato di Gregorio XIII. di motratti, tra i quali veggonsi quelli strare il suo spiritoso talento nelle de suoi due Monarchi; era eccel Gallerie, nelle Sale Vaticane, e nei lente ancora in miniature. Il RonChiostri Romani: fu in ajuto di molzard ne parla vantaggiosamente nelti altri Pittori, e lasciò alla terra le sue Poesie. Filibien part. 3. fol. 79. § IONA(a) Di lui ha S. Maestà dodici pezzi istoriati. 329 § JGNAZIO BENOLI, Prete, chiamato glio, e scolaro d'Antiveduto; era il Borno, studiò la pittura in Verogià franco sulla maniera paterna nel na sua Patria, dando grandi segni dipignere in Roma, quando la mordi voler riuscire bravo Pittore di te lo colpì in età di 36. anni. Bapicciole figure. Portatosi a Vene glioni sol. 293. zia in Casa Morosini dal Giardino, INFANTE GALLO, così detto, perchè da S. E. Cav. Francesco, mandato balbettava di lingua, imparò da suo dalla sua Repubblica Ambasciato Padre l'intagliare in rame, ed il re a Luigi XIV. fu in Francia condipignere. Sandrart fol. 376. dotto, dove per cinque anni tratteINNOCENZIO DAIMOLA, di casa FRANnutosi a studiare le più belle opere CUCCI, fu scolaro di Mariotto Aldi Rubens, e Vandych, si applicò bertinelli in Firenze, allo scrivere con diligentissima maniera, a ripor del Vasari part. 3. lib. 1. fol. 221. e con tarle in miniatura. Fece anche più fondamento del Malvasia part. 2. da sè ritratti in piccolo, contrafafol. 146. scolaro di Francesco Francendo la maniera di Vandych a secia in Bologna; e pure chi vede! gno, che molti, anche intendenti, opere sue in S. Michele in Bosco hanno comperate le opere di lui per alla Madonna di S. Luca, e a'RR. originali di Rubens, e Vandych PP. de' Servi, ed Agostiniani in BoQuesto valente uomo non volle mai logna, lo crede al componimento dipingere per interesse, ma sol tan al disegno, ed al colorito scolaro di to per suo capriccio e divertimen Raffaello, perchè vide in Roma to dipinse. Chi possiede opere di stampe, disegni, e pitture di quel lui, in grande stima, e meritamenfamoso Pittore. Del corso della sua te le tiene. Visse sino all'anno 172. vita solo trovasi, che morì d'anni 56. § IGNAZIO DE TRIARTE, nato in Bi- INNOCENZIO MONTI da Imola, scoscaglia, andò a Siviglia per apprenIaro di Carlo Cignano; questi bendere la pittura, e come avea granchè dalla natura non sia stato ajude inclinazione a far paesi, s'applitato ne' principj del disegno, pure cò a studiare le vedute dal natura piccato dalle parole del Maestro, le, e riuscì uno de' migliori paesi che un giorno gli disse non essere sti del suo tempo; a tal segno che nato per la pittura, con l'arte, il famoso Muriglio era solito dire con la fatica, e con lo studio ha ch esso operava per disposizione disuperate le difficoltà dell'arte con vina, non potendo gli uomini naturagguardevole profitto, onde in Gerralmente arrivare a ciò, ch'esso famania, ed in Cracovia operò con ceva, tanto per la grande vaghezpiacere di molti Primati. M. S. za, quanto per le nuove invenzioINNOCENZIO TACCONI Bolognese, ni, esprimendo le ore del giorno Parente di Lodovico Carracci, e e le stagioni con tale intendimento scolaro di Annibale, al quale ajutò e verità, che da ognuno l'idea ed in Roma: con i disegni del Mae il pensiero espresso intendeasí. La stro ridusse a buon termine qualche scio la vita d'anni 50. nel 1685 fresco, e da sè certi dipinti a olio. Palomino part. 2. a cart. 412. Lavorò poco, perchè era uomo so ILLARIONE RUSPOLI Cittadino Fiolitario, malinconico, e di poca prarentino, Scultore, e scolaro di Vintica co' Pittori. Ritiratosi da Rocenzio del Rossi da Fiesole, lavorò ma, dimorò qualche tempo ne' connelle esequie del Buonaroti: viveva torni di Tivoli, ed in fresca età ivi nel 1568. Vasari part. 3. fol. 285. morì. Malvasio part. 4. fol. 572. IMPERIALE GRAMMATICA Sanese, fiJOANELLO, Architetto de' più ce 330 lebri della Spagna. Per ordine di versi errori. Seguì la sua morte Filippo II. eresse con suo disegno circa il 1583. Baldinucci part. 2. sec. una parte del Palazzo Regio di 4. fol. 154. Lisbona, ed il Convento di S. Vin- JORIS HOESNAGHEL, figlio d'un Mercenzo. catante di gioje, nato in Anversa. JOANNES, così chiamato dal Paal dispetto del Padre imparò la pitcheco, che scrisse in Spagnuolo deltura; disegnò tutte le vedute, che la Pittura, dal quale a cart. 118. gli sembravano pittoriche, ed uscisi asserisce, che fu Pittore Valenrono alle stampe col nome Hoesnaziano, e che studiò in Roma nella ghel; dipinse animali, e belli paesi; scuola di Raffaello, e che nelle Spa fu provvisionato dal Duca di Bagne operò con somma diligenza viera, che lo trattò alla grande; lo sapere. Lo stesso pure di lui si afmantenne gran tempo Ridolfo Imferma da D. Antonio Palomino, che peradore, per il quale compose vane diede la Vita nel tom. 2. a cart. rj Libri disegnati conforme il vasto 264. Credo, che sia Giovanni Spagenio di quel Monarca, e ne riporgnuolo tò gran somma d'oro; fu bravo PoeJOAS CLEF, O CLIVESE, Pittore d'Anta, e della lingua latina ebbe tal versa, innalzato dalla natura a popratica, che leggeva quei Libri costo ragguardevole nella pittura, misi franchi in idioma Fiammingo, lantava l'opere sue per le più inche niuno poteva credere, che fossigni del Mondo, e sopra quelle eb sero latini: d'anni 55. coronò l'ope be tante altercazioni nel venderle a re sue nel 1600. Baldinucci part. 2. prezzi rigorosi, che diede in tal paz sec. 4. fol. 173 zia, che mai l'abbandonò sino alla IPPOLITO BORGHESIO Pittore Napomorte. Sandrart fol. 246. letano, dipigneva nell' anno 1620. JOAS DE WINGHEN, Pittore di Brusselin S. Lorenzo di Perugia il quadro les, nato l'anno 1641. con qualche dell'Assunta di M. V. a mano de progresso nel disegno andò a Roma stra dell'Altare maggiore. Morelli per quattro anni, poi a Parma al fol. 35. servigio di quel Serenissimo. RitorIPPOLITO COSTA Mantovano scolaro nò alla Patria, dove fu impiegato di Girolamino dei Carpi, sopra i in pubblici, ed in privati lavori: disegni del quale dipinse in Patria gl'Intagliatori diedero alle stampe si crede, che studiasse ancora da varie dell'opere sue. Mori in FrancGiulio Romano. Baldinucci par. 2. fort l'anno 1603. Lasciò Geremia il sec. 4. fol. 62. figlio introdotto nel disegno, e che IPPOLITO FERRANTINI Bolognese frasotto Francesco Badens attese alla tello di Gabbriello, scritto al capittura in Amsterdam, e si fece talogo degli Accademici Incammigrande onore. Baldinucci part. 2. sec. nati, su scolaro dei Carracci: di 4. fol. 175 questo Pittore ne fa menzione il JOAS DI LIERE, Pittore d'Anversa, Masini fol. 630. Malvasia par. 2. ma nativo di Brusselles, riuscì vafol. 268. lentuomo in fare paesi a olio, e IPPOLITO SCARSELLINO da Ferrata tempra con belle figure; su perso figlio di Sigismondo Scarsella eccelna letterata, e sapiente. In Vaes lente disegnatore, ed intelligente di due leghe distante d'Anversa, diArchitettura; insegnò i principi del venne Predicante della falsa Reli disegno al figlio, poi diedegli cogione di Calvino, ed ebbe singolamodità di vedere Venezia, e Bore energia nell' insinuare quei perlogna, onde ritornò in Patria erudito ### 331 dito nella pittura in grande, ed in donese, come si è detto, apprese piccolo, riconosciuto dat Dilettandal marito l'arte della scultura, e ti per uomo abbondante d'invenperfettamente formava figure di terzioni, spedito, e franco nel termira cotta: fu celebrata dal Guarrinare l'opere, con maniera guste co, e da altri Scrittori. Vidriani vole, vaga, e dilicata, gli fecero fol. 33 colare in mano alte commissioni ISABELLA PARASOLE Romana moglie per Roma, per Modona, per Mandi Leonardo Norsino Intagliatore tova, e per altre principali Citdi stampe in legno, attese al disetà. Morì l'anno 1620. sepolto in gno; fece un Libro d'invenzione S. Maria dei Boschi della sua Pacon diverse forme di merletti, e latria. Masini sol. 630. Superbi sol. vori di ricamo per le Dame; in 127. (a) tagliò tutte l'erbe del Sign. PrinIPPOLITO SPISANELLI, O PISANELcipe Cesi d'Acquasparta LetteratisLI figlio, e scolaro di Vincenzio simo Soggetto. Morì in Roma sopoi del Canuti, fu dotato dalla napra i 50. anni: da questa nacque tura di sovrani talenti nella capaBernardo, che imparò la pittura cità delle lettere, nella bella didal Cav. d'Arpino. Baglioni fol.394. sposizione, e nella bravura del diISAC MAGGIORE da Francfort scolasegno. Portò il suo destino, che ro d'Egidio Sadeler, col quale si per volere passare da una finestra fermò molti anni, e lasciò in duball'altra, per via d'una fune racco bio, se nel bel taglio dei rami esimandata ad un trave del soffitto prebiti alle stampe, si dovesse la glocipitò, e finì i suoi giorni in fresca ria allo scolaro, o al Maestro. San età circa il 1665. Malvasia par. 2. drart sel. 362. fol. 265. ISAC MUSCERON, O MAUCHERON SIRENE DI SPILIMBERGO, da noOlandese, in età d'anni 22. combilissima prosapia uscita, celebri parve in Bologna nel 1695. e con non meno per il suo genio ed amo 1 pennelli alla mano fece stupire re alla pittura, che per altre ottii più accreditati Pittori, e Dilettanme qualità, descritte e decantate ti, con la vaghezza dei suoi beldai più rinomati Poeti di quel temlissimi paesi; in fatti, non si possopo in rime italiane e latine fatte in no vedere più belli siti, sbattimenoccasione della sua troppo immatuti di frasche, ruscelletti d'acque ra morte, e date in luce da Dionigi amenità d'aria, lontananze con deAtanagi ad istanza e sollecitazione gradazione, il tutto finito col fiadi Giorgio Gradenigo, che era uno to, e con forte, e vago colore, e dei maggiori veneratori delle granpure li terminava, con franchezza, di e numerose prerogative di quee con presteza indicibile. Partì poi sta nobil Donzella. Apprese essa per Roma, d'indi per la Patria, e arte di disegnare e di dipingere da giunsero qui infauste novelle di sua Tiziano, che con altri valentuomimorte, ma col tempo svanite, si ni di grido usava in sua Casa, spera, che oggi viva felice nei suoi che le fece anche il suo ritratto. contenti. Morte la rapì nell' anno diciottesi- Isac OLIVERO Inglese Pittore di mo di sua età. piccoli ritratti. Fece anche il suo ISABELLA DISCALZI moglie del fache è alle stampe, cui non manca moso Guido Mazzoni, Scultore Moun elogio di sua virtù. Tt 2 §Isi(a) Di lui ha sua Maestà cinque pezzi istoriati, uno di essi era di Modena. 332 ISIDORO ARREDONDO, Pittore Spagnuolo studiò nella scuola di Francesco Ricci in Madrid, e divenne buon figurista. Le opere di lui piacquero tanto al Re Carlo II. che lo creò suo Pittore con onorifico stipendio. Ebbe in moglie I unica figlia del suo Maestro, che antepose l'abilità e virtù dello scolare ai comodi e facoltà di un più avvantaggioso partito. Fu erede del Suocero, da cui, oltre non poco valsente, ebbe un pregiatissimo studio di Pitture di molto valore. Operò molto in pubblico, e spezialmente nei Regj Palagi, in uno dei quali per ornamento di un Gabinetto per la Regina dipinse la favola di Psiche, che fu opera in quella Corte molto applaudita. Ricevendo da S. Maestà, oltre lo stipendio, continui doni, divenne ricco; ma come quaggiù felicità non si trova, a tal segno malinconia lo prese, che a morte il ridusse, mentre si faceva cavar sangue, in età di anni 48. nel 1702. Polomino par. 2. a car. 461. ISIDORO DA CAMPIONE [Stato Milanese ] fu scolaro del Cav. Morazzoni, riuscì tanto perfetto nel disegno, e nel dipinto, che l'anno 1626. per l'A. R. di Savoja compì la gran Sala lasciata imperfetta per la morte del Maestro in Rivoli, e si crede per tal compimento, che fusse fatto Cavaliere. M. S. ISMAEL MENG, Pittore stimatissimo in smalto, è al servigio di sua Maestà il Re di Polonia ed Elettor di Sassonia, onorato e favorito da tutta la Corte. Ha un figlio di anni 18. che dimostra grande spirito nel disegno, e nei dipinti a pastello. ISRAEL DI MENZ [ Città vicina al Reno sopra il fiume Main] è nominato dal Lomazzo a fol. 690. Israel Metro Tedesco Pittore, ed Inventore dell'intagliare in rame, fu Maestro del Bonmartino, dal quale imparò Alberto Duro. Il Baldinucci però nella vita del Durero a fol. 2. è di parere, che il primo Inventore dell'intagliare in ramo fusse un tal Maso Fiammingo, che diè principio in Firenze l'anno 1460. La prima carta, che intagliò Alberto Duro fu copiata da una del Menz l'anno 1497. ed era Alberto negli anni 27. avendo per l'avanti atteso all'arte del Padre, come si è detto. ISRAEL MECHLINESE, O VAN MECHELN, O MECHEN, O MAGONTINO, fu uno di quei primi intagliatori Germani, avanti al Durero ed al Mantegna, che aprirono le vie all'intaglio, e diedero lume at Professori di tali arti. Segnò le sue carte, con le lettere I. V. M. ovvero Israel. Sandrart fol. 206. AMBERTO LOMBARDO da Liege usò in gioventù il cognome di Suterman, che volle poi col tempo esprimere in latino con la voce Suave, sicchè Lamberto Lombardo, o Suterman, o L. Suavius, come marcò i suoi intagli, è lo stesso. Fu Pittore, Architetto, Scultore, Intagliatore, chiarissimo nell'optica. e perito nella cognizione di Sculture, e di Pitture antiche. Nei suoi Iunghi viaggi, da più fondati Maestri raccolse le maniere più proprie, e con una scuola moderna, ed elegante fece fiorire la bellezza, e la sicurezza dell'arte nei suoi discepoli, che la divulgarono per varie parti del Mondo. Non mancò dagli studj filosofici, e dai poetici componimenti, e però nell'opere sue introdusse fondate fantasie, capricci, ed istorie. Fiorì nel 1550. Vasari, Baldinucci, Sandrart fol. 237. Uberto Goltzio suo scolare diede in luce la vita di Lamber to, e scrive, che nacque nel 1506. LATTANZIO DA RIMINO, detto del la Marca, scolaro di Gio: Bellino LAMBERTO SUSTER, condiscepolo di fiori nel 1550. dipinse in Perugia. Cristoforo Suartz, del qual cognoMorelli fol. 173. me su creduto lo stesso Lamberto dal Ridolfi par. pr. a car. 204. stu- LATTANZIO GAMBERA Bresciano. Dal Padre Sartore, e bandito dalla Padiò nella scuola di Tiziano, e fetria fu condotto a Cremona. Dalce più volte i paesi nelle opere de la natura più inclinato al pennel Maestro, come pure in quelle del lo, che all'ago, sporcava tutto il Tintoretto. Portò il nome d'eccelgiorno tavole, e muri con carbo lente nel dipignere storie con buon ni, onde ne rilevava sovente cru ordine, con grazia, con disposiziodeli battiture dal Genitore. Passò ne, con felicità di pennello. Sandrart una volta Antonio Campi spettafol. 224 tore degli strepiti paterni col figlio, LAMBERTO TEDESCO studio in Veneed intesa la cagione di tali rumori, zia sotto Tiziano; servì qualche l'ottenne in custodia per sei anni, volta il Maestro, ed il Tintoretto, nei quali gl'insegnò il disegno, ed introducendo nei loro lavori bellisil colorito. D'anni 18. ritornò alla simi paesi; dipinse in Padova pubbliPatria in pratica col Romanino, da ci quadri. Ridolfi par. 1. fol. 204. cui ebbe una figlia in consorte: nel LANCILLOTTO è stato eccellente in dipignere fu ameno, di belle tinte, dipignere suochi, splendori notturfacile, copioso, con belli scorci, ni, inferni, e cose somiglianti; il che danno nel grande, e si muovoVasari par. 3. lib. 2. fol. 269. di no con grazia Raffaellesca. Brescia, scorrendo di certi Tedeschi, e FiamVenezia, Parma, e Cremona amminghi lo cita. Vedi Jacopino Lanmirarono l'opere sue. Fu d'ingecillotto. gno vivace, arguto nelle risposte, LANCISLAO Pittor Padovano, menzioinventore di varj capricci carnovanato dal Ridolfi a car. 73. dipinse leschi, contrafece al naturale i verin Roma, e dalle sue opere si comsi degli animali, onde si racconta, prende che vivesse circa gli anni che lavorando la Volta dei Ss. Fau1500. stino, e Giovita di Brescia, un con LATTANZIO DA BOLOGNA, di casa tadino curioso di vederlo dipignere. Mainardi, e dal Mesini fol. 631. salì le scale, che però accortosi del detto dei Magini; imparò dai Carvenire di colui, affacciossegli, e feracci; franco nel disegno entrò in ce il verso del Gallo d'India, da Roma, annoverato tra li Pittori che atterrito, precipitò dalla scadi Papa Sisto V. Lavorò a buon la, e lasciovvi la vita. Molti sono fresco, in Laterano, in S. Maria di parere, che anch'esso cadesse dal Maggiore, nella Vigna Peretti, in palco, lavorando in S. Lorenzo Vaticano, ed altrove. Questo gio d' anni 32. ed ivi fusse sepolto vine averebbe posto in luce grandi Ridolfi par. 1. fol. 295. Rossi soopere, se di poca complessione, disordinato nella mutazione dell' glio 511. aria, consigliatagli dai Medici, non LATTANZIO NICCOLI Cavaliere, e Pittore scritto al Catalogo degli Acfusse stato sorpreso da mortale accademici Romani. cidente sulle montagne di Viterbo, LAUDICIA da Pavia, Pittrice ridove di 27. anni spirò l'anima, e cordata dal Lomazzo. su portato a quella Città per la la sepoltura. Malvasia, Masini, § LAVINIA DI MAESTRO SIMONE, della Città di Bruges, fu stimatissima Baldinucci, Baglioni fol. 38. 334 Miniatrice, e meritò per la singote: morì in Roma l'anno 1703. lar sua virtù servire Enrico VIII. Pascoli ne fa la vita nel 2. tom. a Re d'Inghilterra, che poi nobilcar. 153. mente la maritò. Dopo la morte LAzzaro CALAMECH da Carrara Pitdi esso Re servì la Regina Maria tore, Scultore, e scolaro d'Andrea sua figlia, e la Regina Elisabetta. Calamech suo Zio: sino da gioviVasuri par. 3. a car. 859. netto lavorò due statue nell'elequie LAVINIA FONTANA figlia, e discepodel Buonaroti, che furono molla di Prospero, nacque in Bologna to lodate, per la bizzarria, spiril'anno 1552. riuscì così dolce, e rito, e vivacità. Vasari par. 3. pratica nel colorire, che gareggialib. 2. fol. 204. rono le Dame a trattenerla, acca- LAzzaro CALVI nacque in Genova rezzarla, e servirla per avere dalle l'anno 1502. da Agostino Pittore. sue mant i ritratti loro. Dopo aveche lo sgrossò nel disegno, e nel re lavorato in pubblico, ed in pricolorito: vedendo poi la bella mavato, andò a Roma, dove servì niera di Perino del Vaga, bencho Gregorio XIII. e tutta la Casa Bonfusse entrato nel quinto lustro, lo compagni, dalla quale fu sempre supplicò per Maestro, e con Pantaprotetta, e beneficata. Fra l'altre leo il fratello benignamente l'otpitture dipinse in gran tela, con tenne: scoperto dal Vaga l'ingegnofigure maggiori del naturale, la Laso talento dei due giovani, compidazione di S. Stefano, posta nella poseli certi cartoni, per opere pubChiesa di S. Paolo fuori di Roma, bliche; e riportarono tanta gloria, dove d'anni 50. coronò le sue vitche principiarono a farsi conoscere toriose fatiche, e fu celebrata dai per Valentuomini. Lazzaro dunque Poeti, e dagli Oratori. Malvasia servì il Re di Napoli, ed il Prinpar. 2. fol. 219. Baolioni fol. 143. (a) cipe di Monaco, dai quali fu trat LAURA BERNASCONI Pittrice Romana tato, e regalato alla grande. Riimparò a dipignere i fiori da Matornato alla Patria tanto s'adirò rio Nuzzi, e riuscì di tanta perfenel vedersi preferiti il Bergamasco zione, che fece l'ornamento al ed il Cambiasi, che abbandonata quadro di S. Gaetano, dipinto da la pittura, applicò alla nautica, Andrea Camassei in S. Andrea deled alla scherma per un genio marla Valle. Ab. Titi fol. 117. ziale, che aveva, consumandovi LAzzARO. BALDI nato in Pistoja l'an20. anni, dopo dei quali ripigliati no 1623. Cresciuto in età pigliò la i pennelli lavorò sino agli anni 85. via di Roma alla fama sparsa di d'indi diedesi agiatamente a godePietro da Cortona, sotto del quale re i frutti di tante fatiche, e con imparò il disegno, ed il colorito dusse la vita sino agli anni 105. sino che divenuto fecondo nei pen Soprani fol. 71. sieri, e franco nel maneggio dei LAzzaro CASARI insigne Statuario pennelli, comparve in pubblico in molte opere di sua mano ritrovansi luoghi diversi di Roma, come renell'Altare Maggiore di S. France gistra nel suo Libro l'Ab. Titi, sco di Bologna; fiorì nel 1590. Diede ancora in luce un breve comBumaldi fol. 260. pendio della Vita di S. Lazzaro LAzzaro MORELLI Scultore AscolaMonaco Pittore, già descritto neno, scritto al catalogo degli Accagli Antichissimi della Prima Pardemici Romani l'anno 1653. In S. Pie(a) Di lei ha S. Maestà un pezzo istoriato, 335 S. Pietro Vaticano al sepolcro di LAzzaro VILLANOVA Genovese imparò il disegno, ed il colorito da Papa Clemente X. e nella CapelDomenico Diasella, continuò a ferla del Venerabile, sono statue di marsi col Maestro 30. anni, che sua mano: credesi scolaro del Cav. a dire sino alla di lui morte, che Bernino. seguì nel 1669. dopo di che operò da Pascoli ne fa la vita nel 2. tom. a car 445. sè virtuosamente, come dall'opere LAzzaro SEBASTIANI Veneziano apsuo si vede. Soprani fol. 257. prese l'arte del dipignere da VitLEANDRO BASSANO figlio, escolaro tore Carpaccio: sino al giorno d'ogdi Francesco da Ponte detto il Basgi sono in essere le sue fatture in sano: fu così nominato per i riVenezia, registrate dal Ridolfi par. tratti, che dipinto al naturale Ma1. fol. 32 rino Grimani Doge di Venezia, lo LAzzaro TAVARONE sortì i suoi nacreò suo Cavaliere: lavorò in varj tali in Genova l'anno 1556. Conluoghi, particolarmente nella Sala segnato in custodia a Luca Camdel Consiglio dei X., dove in un biasi, seppe così bene ubbidirlo, e gran quadro divisò il Doge Sebaservire nelli precetti dell'arte, che stiano Ziani, che ritornando vittoguadagnossi tutto l'affetto del Maerioso dall'armata di Federico Barstro. Quando da Filippo II. fu chiabarossa, viene incontrato da Papa mato in Ispagna il Cambiasi per le Alessandro III., che gli porge un pitture dell'Escuriale, seco conduſ anello, acciocchè ogni anno sposi il se lo scolaro; ivi morto il Maemare in segno dell'acquistato Imstro, si fermò per 9. anni a dipi pero. Fu uomo splendido, si tratgnere: ritornato con buon cumulo tò alla grande, praticò con la Nodi danari alla Patria, fu ricevuto biltà, e stabilita nel Mondo la procon applausi dalli Cittadini, che pria gloria, pose i confini al suo ambirono le sue manifatture, masvivere l'an. 1625. sepolto in S. Salsimamente nei freschi, sopra dei quali aveva fatto un rigorosissimo vatore. Ridolfi par. 2. fol. 165. [a] studio, ed acquistò una spedita fran- LELIO ORSI, detto da Novellara, imparò dal Correggio, e dal Buochezza. Lavorò di quadratura, e naroti, sicchè riuscì con ragione di ritratti; fece quadri a olio, e Correggesco nel colorito, e Micheper divertimento, nei riposi della lagnolesco nel disegno: da sè prativecchiaja, aveva accumulato nove cò l'archittettura, e ne diede bel mila disegni, i quali gioiva far velissime prove: disegnò a penna didere ai Dilettanti: Giunto finalligentissimi pensieri, dai dilettanti mente l'anno 1631. riposò in pasommamente apprezzati; dipinse ce. Baldinucci. Seprani fol. 151. LAzzaro VASARI Aretino praticò con arabeschi con bellissimi puttini, ed adornò varj Tempj, e Palagi con Pietro della Francesca, dal quale sue belle manifatture, Gran disgustaimparò a dipignere in grande, zia di questo famoso Pittore, del lasciare le minute figure: nei moquale niuno Scrittore se ne ricorvimenti, e nell'espressioni naturali dò! onde per tradizione, dall'Auebbe un dono dalla natura, non a tore isquisitamente cercata, si trotutti concesso: fu padre di Giorgio va, che in età d'anni 76. morì seniore; visse 72. anni, e nel 1452 l'anno 1586. e sta sepolto nel Carsu sepolto nella Pieve della sua Pamine di Novellara. M. S. (a) tria. Vasari par. 2. fol. 277. FLEO(a) Di costui ha S. Maestà quattro pezzi istoriati. (b) Di Lelio ha S. Maestà due pezzi istoriati. 336 ¶ LEONARDO BRAMER, di Delft fi par. 2. fol. 97. Baldinucci par. 3. dopo aver studiato un poco in Pasec. 4. fol. 209. tria, passò in Italia l'anno 1620. LEONARDO CUGINI da Borgo S. Seove riuscì eccellente pittore figuripolcro fu valente disegnatore delle sta in grande ed in piccolo. Fu al cose del Buonaroti, disegnò tutto il servigio del Principe Mario FarneGiudizio universale, da quel grand se, per cui fece molte opere. Toruomo dipinto in Vaticano nella Canato in patria servì il Principe di pella di Sisto IV. con tanta eccelOranges, il Conte di Nassau, et lenza, che Perino del Vaga lo commolti altri Signori, con credito e però a prezzo rigoroso, e conserstima della vaga e distinta sua mavollo sino alla morte. Vasari par. 3 niera. Fioriva negli anni 1641. Nel lib. 1. fol. 237. Aureo Gabinetto si dà il ritratto, e LEONARDO DA SAREZANA Scultore in notizia di lui a car. 252. Roma; d'ordine del Card. Felice LEONARDO BRESCIA eccellente PittoMontalto adornò di statue il sepol re da Ferrara, dipinse nel Castello, cro di Niccolò IV. Assunto poi al nella Chiesa dei RR. PP. Gesuiti, Pontificato col nome di Sisto V. ed in altri luoghi; lasciò poi la pit lo dichiarò suo Scultore; terminò tura per applicare alla mercanzia la Capella detta Sista con varie finella quale fece in contanti più di gure, e benchè avesse Prospero Bre400. mila scudi, e poi morì circa sciano in compagnia, tutta la fail 1532. Superbi fol. 126. tica però fu sua, perchè convenLEONARDO CASTELLANI cognato di negli d'ordine Pontificio ritoccare Gio: Filippo Crescione Napoletano tutte le di lui fatture: visse gran amendue Pittori, e discepoli di tempo; morì in Roma. Brglioni Marco Calabrese. Vasari par. 4. Soprani fol. 53. Baldinucci fol. 222. lib. 1. fol. 234. LEONARDO DA VINCI uno dei più suLEONARDO CORONA nacque in Mublimi, ed universali ingegni, che rano l'anno 1561. Dal padre mimai conoscesse il secolo del 1500 niatore di carte fu applicato alla Fu bellissimo di presenza, cortese pittura in Venezia in casa di Madi tratto, d'animo nobile, Musistro Rocco da San Silvestro, il quaco, Sonatore di Lira, sopra la quale teneva presso di sè diversi Fiamle dolcemente improvvisava, Geominghi a copiare l'opere più sinmetra, Ingegnero, Notomico, Algolari di quella Città: all'esempio chimista, Scrittore, che lasciò un di quelli addestrandosi sopra l'opeLibro ſpettante al diſegno, ed alla re di Tiziano, le colpì tanto giù pittura, e fu scritto con la mano ste, che dagl'Intendenti furono stisinistra, Scultore, Architetto, e mate originali; da quì nacque la nella pittura scolaro d'Andrea Vesua fortuna in ritrovare protezione rocchio. Quali, e quante siano staper entrare a dipignere le Sale Dute l'opere sue, per servire Ponteficali, i Tempj, ed i Palagi, e benci, Monarchi, e Principi, non è ché avesse competitore il Palma mio assunto il favellarne: dirò sopure con l'ajuto speziale della nalo, che le sue belle qualità tanto tura, franchezza, e facilità nei suoi l'innalzarono, che ritrovandosi in lavori, non fu da meno di quello Francia al servigio di Francesco I. Coronato di gloria mondana, d'ane sopraggiunto da letale parossismo, ni 44. andò a cercare la celeste meritò spirare l'Anima fra le bracsepolto in S. Maria Nuova. Ridolcia di quel pietosissimo Monarca, 337 nio e talento per la Pittura, fu in età d'anni 75. Vasari par. 3. lib. assistito dalla Nobilissima Famiglia 1. Sandrart fol. 111. [4. Caraccioli, e raccomandato al ceLEONARDO DEL TASSO Fiorentino lebre Solimena, degl'insegnamenti scolaro d'Andrea Contucci, detto del quale talmente profittò, che doil Sansovino; fece la tavola di mar po breve tempo fu in istato di damo nelle Monache di S. Chiara di re certe e visibili prove del suo sa Firenze, ed in S. Ambrogio un pere, dipingendo ad oglio ed a freS. Sebastiano, nè d'altro parla il sco in pubblico ed in privato. OpeVasari par. 3. lib. 1. fol. 126. ra di lui è la facciata del Palazzo LEONARDO detto il PISTOJA, per il del Consiglio in Napoli, opera natali sortiti in quella Città, fu cui non manca morbidezza e buon scolaro del Fattorino di Raffaello; gusto. Vive in detta Città con delavorò ritratti, e storie in Lucca coro, carico di commissioni, e ri in Roma, ed in Napoli, dove guaspettato da ognuno. dagnò molti danari, ma ne fece LEONARDO PARASOLE Norsino, poco conto, perché il tutto consu Intagliatore in legno, servì il Temmava nel giuoco: morì in Napoli pesta in diversi intagli, e da se e lasciò nome di celebre coloritore, d'ordine di Sisto V. diede alle stamVasari par. 3. lib. 1. fol. 153. pe l'Erbolario di Castor Durante LEONARDO FERRANDINA studiò in Medico del Papa, con numerose, e Genova la scultura da Taddeo Carbelle forme d'erbe, molto somiloni, fece bellissime figure, in parglianti: morì d'anni 60. Isabella la ticolare la bella Madonna nella moglie fece opere diverse, come si Chiesa del Guastado; diverse altre è detto, e Bernardino il figlio riune mandò fuori di Genova tutte di graziosa maniera, dopo avere per sci Pittore. Baglioni fol. 394. molto tempo virtuosamente operaLEONARDO RETI Scultore Lombardo to, pagò il comune tributo alla ha lavorato bellissimi stucchi nei morte. Soprani fol. 295. Palagi, nelle Gallerie, e nei TemLEONARDO FIAMMINGO Pittore molpi Romani, ed ha fatto il basso rito valente, fu scolaro del Rosso lievo di marmo all'urna del DepoFiorentino, col quale andò in Fran sito di Papa Clemente X. in Vaticia, e l'ajutò nelle Gallerie di Foncano. Ab. Titi fol. 435 tanablò, e lavorò sopra i disegni LEONARDO SORMANO Savonese Sculdel Maestro. Vasari par. 3. lib. 1. tore di Papa Gregorio XIII. e di fol. 216. Sisto V. dal quale fu largamente LEONARDO KERN Statuario, ed Ar. rimunerato, e singularmente privichitetto di Franconia, per la Gerlegiato per le statue, e fontane la mania travagliò assai in marmo vorate con di lui ordine in Roma ed in legno; morì in vecchiaja dove morì, e lasciò molte antiCostantino Pittore, che in glovenche statue di gran valore. Soprani tù morì, e Giacomo Statuario in Itafol. 55. Baldinucci par. 3. sec. 4. lia, in Olanda, ed in Inghilterra fol. 233. dove morì di 36. anni, furono suoi LEONE BATISTA ALBERTI Fiorentifigli. Sandrart fol. 341. no, Architetto, Prospettivista, ALEONARDO OLIVIERI, nato nel ritmetico, Geometra, Pittore, 1692. nel Regno di Napoli, moScrittore d'Architettura in dieci Listrando nella sua fanciullezza gebri, e di Pittura in tre Libri stampati, (a) Di lui ha S. Maestà due pezzi; uno di essi su di Modona, 338 pati, come nella Tavola degli Scritpresentò con isquisita diligenza motori in fine si vede. Andò a Roma, sche ed altri minuti animaletti. Si dove nelle Fabbriche, e nell'Ardilettò anche assai della prospettichitetture servì così bene Niccova e architettura, e ne su perito lò V. che guadagnò tutta la gra maestro. Viveva in Patria circa zia di quel Pontefice. Ritornato a gli anni 1640. Baldinucci sec. 5. a Firenze con i suoi disegni inalzò car. 378. Palagi, Monasteri, e Tempj; il siLEONELLO SPADA Bolognese passò mile fece in Mantova: lasciò poche dalla miseria a buon' auge di fortupitture, ma molti disegni, e scritna col maneggio dei pennelli sotto ti di cose varie, parte stampate, il Baglioni, e sotto i Carracci, e là e parte M.S. le quali trovansi tutdove era macinatore dei colori, ed te descritte nel Libro intitolato il trastullo di quei valenti Maestri, Trattato della Pittura di Leonardo divenne col tempo bravo Pittore da Vinci, stampato in Parigi l'anCondotto a Roma dal genio di veno 1651. Visse onoratamente, e dere il Caravaggio, tanto s'unirotrattò bene; colmo di gloria finì no insieme quei due stravaganti la vita in Patria, e fu sepolto in umori, che viaggiarono in Malta: S. Croce. Nella sua Casa fiorirono ritornato a Bologna bene all'ordialtri eccellenti Pittori. Sandrart ne, con quantità di danaro, tutto fol. 103. Lomazzo. Scanelli. Vasari sfarzoso, con patenti di familiaripar. 2. fol. 173. tà, e ben servito di quel CommenLEONE LEONI ARETINO Orefice, La datore, per l'opere dipintegli, benvoratore di conj, di ritratti, Sculchè con certa alterigia disobbligasse tore; conoscendo Carlo V. le sue molti Pittori amici, pure li fece belle prerogative, volle che forammiratori dell'opere sue, per un masse di bronzo la di lui statua, tinto forte, e Caravaggesco. Fu varj conj col ritratto, ed altri, per chiamato a Modona, a Ferrara, a i quali concessegli un' entrata di Reggio, ed a Parma, dove conse150. ducati annui, una casa in Miguì nobil donzella in consorte: aslano, lo dichiarò Cavaliere, e gra sicuratosi nella provvisione di Corziò di privilegio di nobiltà i suoi te, e nel fondo di ricca dote, prindiscendenti. Godè Milano diverse cipiò a spendere alla grande, enmanifatture di questo grand'uotrare nelle conversazioni, poetare, mo, e la Spagna ammira le Stadar bando al dipignere, e mottegtue machinose di bronzo, che fece giare gli amici, sino che morto il nell'Escuriale, con Pompeo il fiDuca suo Protettore, abbandonato glio, il quale nei lavori di getto, da tutti, scialato il valsente, e pere nell'indorare a fuoco, fu innarduto il buon maneggio dei pennelrivabile. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 251. li, ritornò ai lavori, ma non fece Mazzolari fol. 183. se non cose insulse, e lontane dal E' fatta da lui la statua posta nella buono, che però andando di male Piazza di Guastalla che rappresenta in peggio, si ridusse alla primiera D. Ferrante Gonzaga, con sotto miseria, nella quale d'anni 46. fialtra ſtatua aggruppata con un nì la vita, sepolto in Parma nel 1622. vedi Girolamo Curti, e ZaIdra. LEONE VAN-HEIL, nato in Brusnino da Capugnano. Malvasia p. 4. fol. 103. (a) selles. fu miniator valente di cose piccole, di animali, e fiori, erap- LIBERALE VERONESE discepolo di Loren(a) Di costui tre pezzi istoriati, furono di Modena, sono ora nella Galleria di S. M. e kryben ſi ſi mia: 339 renzo di Stefano, poi di Jacopo Belto uomo litigioso, fu una sera felino, la di cui maniera conservò firito, e miseramente morì circa il no alla morte: quando lavorava in 1410. Sandrart fol. 102. Vasari p. 1. picciolo, terminava l'opere con tanfol. 140. ta diligenza, che sembravano piut- LIPPO MEMMI Sanese discepolo di tosto miniate, che dipinte. Questo Simone Memmi, di cui, allo scrimodo di finire fu grato cotanto ai vere del Vasari, su fratello, ed in Pontefici, e Vescovi, che miniò ajuto d'opere varie; Dipinse a fremolti Libri di Coro, e dipinse vasco, e a tempra in Siena, in Pisa, ghe storiette: guadagnò assai; visse nel Vescovado d'Arezzo, in Pistosino al 1536. che su l'anno 85. di ja, ed in Firenze: scriveva sotto le sua vita: ebbe onorata sepoltura in pitture il nome suo in tal guisa: S. Gio: in Valle. Vasari par. 3. lib. 1. Opus Memmi de Senis me fecit: fioriva nel 1325. Baldinucci sec. 2. fol. fol. 255. LINO Scultore, ed Architetto Sanese scolaro di Gio: Pisano, con suo diLIVIO AGRESTI da Forlì allievo di segno fu edificata nel Duomo la CaPerino del Vaga, sotto la di cui pella di S. Ranieri Pisano Protetcondotta divenne bravo Maestro, e tore d'essa Città, ed il vaso del pratico Pittore: andò in Germania Santo Battesimo in S. Giovanni con il Cardinal d'Augusta; là diBaldinucci sec. 1. fol. 8. pinse varj quadri; ritornato a RoLIPPO DALMASIO Bolognese scolaro ma servì Gregorio XIII. in Vatidi Vitale, ebbe tanta grazia nel dicano; fece molte tavole d'Altare, pignere la Santissima Vergine, che tre delle quali sono in San Spirito, Lippo dalle Madonne su detto: a dove diedesi al riposo, ed accomoquelle non dava principio, se pridossi sino alla morte, che seguì cirma non era munito de' Santi Saca il 1580. Fu copioso nelle storie, cramenti: furono queste venerate universale nei dipinti, d'ingegno soldai Pontefici, ed al giorno d'oggi levato, esatto nel disegno, ed inadorate dai Fedeli per i miracoli ventore del dipignere sopra le lastre operati, e per un' occulta attrattid'argento. Baglioni fol. 19. Scanelli va, che in se stesse conservano fol. 84. Avanzato in età entrò nella CarLIVIO MEUS d'Oudenard (Città di melitana Religione l'anno 1508. e Fiandra). Giunse giovinetto a Firencome divotamente visse, così moze, e su benignamente accolto da ri. Bumaldi sol. 241. Malvasia p. 1. quei Serenissimi Mecenati dei Virfol. 25. Vasari. tuosi, per la bravura della sua maLIPPO Fiorentino nacque l'anno 1354 no in disegnare a penna minute fiSebbene tardi applicò alla pittura gure, ad imitazione del Callot, e nondimeno dalla natura fu in modi Stefanino della Bella: senza avedo tale ajutato, che in breve supere toccato pennello, così bene diserò le difficoltà dell' arte: fu dei prignava d'invenzione, che trasportami, che pratico d'istorie, d'inventi i suoi pensieri in Francia, e vezione, e di buon colore movesse. duti da Stefano, li stimò di perito o atteggiasse le figure; dipinse in Maestro; Ritornato a Firenze, ed Firenze, in Arezzo, in Bologna, in avuto cognizione di Livio, tanto se Pisa, ed in Pistoja: ma siccome l'ogli affezionò, che per insegnargli, pere sue furono infelici, per essere levollo da Pietro da Cortona state in gran parte rovinate dalle che allora lavorava nel Ducale Paguerre, così il Pittore per essere stalagio, e seco lo condusse a Roma: conoVv 2 340 conoscendo il disegnare a penna ar no il fideicommisso di non essere rite lunga, e vita breve, diede di pimosse, nè vendute. Morì giovane glio ai pennelli, e riuscì eccellente avanti il Zio. Vidriani fol. 53. Maestro, come da tante opere sue LODOVICO BERTUCCIO, quanto mesi vede. Baldinucci nella vita di Steno conosciuto dalla sua Patria di sanino fol. 70. Modona, tanto più riconosciuto in LODOVIGO ANTONIO DAVID nacRoma dai Cavalieri, e dai Prelati que in Lugano l'anno 1648. Uscito che gareggiarono nel condurlo an dagli studj delle lettere umane, apdivertimenti, accarezzarlo, e ben plicossi alla pittura in Milano nelle trattarlo, per guadagnarsi qualche scuole del Cav. del Cairo, e di Ermemoria dei suoi pregiati pennelli cole Procaccino. In Venezia, poi fu necessitato partire da Roma, per in Mantova, in Bologna (sotto le isfuggire i sinistri incontri, che gli direzioni di Carlo Cignani) in Parsovrastavano a cagione di nobile ma, ed in Roma, disegnato, che fanciulla, di lui fortemente innaebbe l'opere dei più famosi Pittomorata. Passò con la stessa forturi, avanzossi a dare pubbliche prona a Mantova benignamente accolve di sue virtuose fatiche, in rito da quei Serenissimi Principi, e molti dei suoi quadri furono mantratti, in sacre, e profane storie nei dati in dono all'Imperadore: finalPalagi dei Grandi, e nelle Chiese. mente con due figliuole Pittrici si Alla pratica del pennello aggiunse ridusse in Patria a godere i frutt l'erudizione della penna. Ha scrit delle sue fatiche. Vidriani fol. 125. to il Disinganno delle principali noLODOVICO BREA da Nizza, affeziotizie, ed crudizioni dell'Arti più nonato alla Città di Genova, ivi ferbili del disegno: questo sarà Limossi gran tempo, ed espose in quelbro in tre parti diviso, in una delle Chiese belli quadri, nel disegno le quali vedrassi descritta la Vita aggiustati, nelle attitudini graziosi, del famoso Correggio, da lui ricernel colorito vivaci, nella dilicatezcata con isquisite diligenze, e noza finiti, e quello, che è più mitizie non più intese. Vive in Rorabile, da due secoli in qua, semma, dove si ridusse Antonio il fipre conservati belli, e freschi, esglio, in età di 20. anni, a ritrarro sendone alcuni segnati col nomesuo, Cardinali, Principi, Ambasciadori, ed anno, cioè del 1483. e del 1513. e sino lo stesso Pontefice Clemente Soprani fol. 12. XI. Vedi David nella Tavola II. LODOVICO BARBIERI, Pitter BO-LODOVICO BUTI Pittore Fiorentino scolaro di Sante di Titi, poi osserlognese, menzionato nel Passeggia. vatore dell'opere d'Andrea del SarDisingannato a car. 291. to: le Chiese, i Palagi, e le GalLODOVIGO BECARELLI Modonese Nilerie Fiorentine conservano molti pote, e Scolaro d'Antonio, ma scodei suoi dipinti, i quali sebbene solaro di tanta importanza, che uguano un poco crudetti, v'è però buogliò in tal maniera nelle sculture nissimo disegno, grande studio, e il Maestro, che non sapendosi di naturalezza. Fiorì circa il 1600. stinguere le manifatture dell'uno da Baldinucci par. 3. sec. fol. 124. quelle dell'altro, corrono sotto il nome medesimo d'opere dei Bega- LODOVICO CARRACCI Capomastro della scuola Carraccesca, e franco relli: nella stima poi, e valore sosostegno della pittura vacillante no in tanto credito, che oltre le per le perdite di Raffaello, e del pubbliche, e quelle della Galleria Buonaroti. Nacque in Bologna lanDucale, le private nei palagi han 341 abbastanza gli Autori nel Malvasia no 1555. e da Prospero Fontana fu par. 3. fol. 357. (a) allevato nel disegno: benchè la na tura non gli fusse propizia, tanto LODOVIGO CARDI, detto Cigoli, perchè nato in Cigoli (Ters'affaticò sopra l'opere di Tiziano ritorio Toscano. ) Fu scolaro in Venezia, d'Andrea del Sarto in d'Allessandro Allori, studiò sopra si Firenze, del Correggio, e del Mazdipinti d'Andrea del Sarto, girò la zola in Parma, di Giulio Romano Lombardia, e si fermò sull'opere in Mantova, del Primaticcio, de del Correggio; ritornato alla PaTibaldi, e del Bagnacavallo in Pa tria, espresse in pubblico, ed in pritria, che superata quell'ostinata duvato quanto aveva veduto: chiarezza, con un misto Lombardo fabmato a Roma da Clemente VIII. bricò quella gran maniera, che siprincipiò in Vaticano la Storia di no al giorno d'oggi si studia, si S. Pietro, che libera lo storpiato venera, e si cerca. Comparve dunalla Porta del Tempio, ma per non que in pubblico, acclamato dalla so quale accidente ritornò a Firentromba dellla fama, che fece amze, ivi fatto Cav. di S. Stefano mutire quelle lingue, che lo chia sotto Paolo V. richiamato a Roma, mavano il Bue. Aprì Accademia terminò il suddetto quadro, ed alnella quale concorsero da varie partri ne dipinse a olio, ed a fresco in ti studiosi giovani, fra i quali riuparticolare in S. Maria Maggiore scirono laureati i suoi cugini Agodove per l'umidità della calce instino, e Annibale, il primo dei quafermatosi, nè volendo Medico, ma li sebbene col bulino, e col pennello curarsi a suo modo, con dispiacere s'avanzò ad una perfetta pulizia dell'arte lasciò la vita d'anni 54 e finimento, il secondo alla vivacinel 1613. Compose un Libro di Protà, e fierezza, mai però arrivaro spettiva, il quale trovasi nella Lino a quel gran fondo del Maestro braria di S.A. R. di Toscana. Bai di cui dipinti resero estatici i priglioni fol. 153 M. S. mi Pittori del Mondo, ingannandoLODOVICO DADID, Pittore di Lusi anco al giorno d'oggi a dirli d'Angano, dipinse in S. Silvestro di Venibale (come più cognito per la nezia la Nascita del Salvatore. Di permanenza in Roma) che di Lolui non mi è accaduto di rinvenire dovico, il quale la vide solo per 13. altra notizia giorni, là chiamato da AnnibaLODOVICO DA LOANO, Pittor Fiamle, per rivederlo, e ritoccargli la mingo, mentovato dal Vasari t. 3. Galleria Farnese, in cui di propria mano dipinse uno di quei nudi laa car. 857. terali, che sostengono il Medaglio. LODOVICO DORIGNI' nacque in Parigi l'anno 1654. da Michele, uno ne della Siringa. Delle Sale, dei quadei primi virtuosi nell'intagliare all' dri pubblici, e privati, della dolacqua forte, e da Giovanna Angecezza nei prezzi, delle persecuzioni. lica Vovet, figlia del famoso Simopittoriche, della bontà di vita, dell ne, primario Pittore del Re: rimaamore verso i scolari, dei famosi sto senza padre nel secondo lustro, allievi, della gratitudine in regalacon qualche principio nel disegno, re amici di disegni, di teste, e di fu dato in custodia per sei anni a quadretti, della morte seguitagli nel Carlo le Brun; ando dopoi a Ro1619. epitafio, e sepoltura nelle Moma, per proseguire gli studj, d'innache della Maddalena, ne parlano (a) Di lui ha Sua Maestà un quadro di divozione. 342 di in Lombardia, finalmente a Vela Città, e molte furono mandate nezia, dove ha fatto, e di presena Roma, ed a Napoli. Morì d'ante fa opere tanto a olio, quanto ni 49. nel 1646. Scanelli, Vidriani a fresco meritevoli di lode. Di quefol. 133. sto cortesissimo virtuoso non si parLODOVICO LEONI da Padova, detto la di vantaggio, perchè vive, e la in Roma il Padovano, uomo insifama ne parlerà a suo tempo. gne nel fare ritratti, particolarLODOVICO FUMICELLI Trevisano gran mente di cera alla macchia, e con disegnatore, e coloritore sul gusto tal prerogativa, che facevali a meTizianesco a olio, a chiaroscuro moria, bastandogli una sol veduta ma più famoso per avere servito la dell' originale, Lavorò sigilli, intaSerenissima Repubblica d'Ingegniegliò col bulino, modellò figure, curo nei risarcimenti delle Fortezze niò medaglie di bronzo, coprì di dopo le guerre di Lombardia. Fiostorie, e di paesi tele, e muri: in riva nel 1536. Ridosi par. 1. f. 216. somma comparve dalla natura adLODOVICO GIMINIANI da Pistoja imdestrato a tutte le belle arti. Camparò da Giacinto suo padre, che minò sempre per la via dell'onore; fu scolaro di Pietro da Cortona trattossi nobilmente, e tenne amisi titrova scritto al catalogo degli cizia, e familiarità con i Grandi Accademici Romani l'anno 1672. Memore della morte, teneva sotto Le Chiese di Roma ostentano quail letto due cassé, una ripiena di li fussero i suoi dipinti, e sono recera, l'altra per il suo cadavero gistrationella tavola dell'Ab. Titi: nè passava giorno, che non dasse morì d'anni 45. nel 1697. loro un'occhiata. Giunsero gli anPascoli ne fa la Vita nel 2. tom. a car. ni 75. circa il 1606. nei quali, con 298. veri sentimenti da Cristiano, spirò J LODOVICO JANS, Pittore Flamminl'anima, e fu sepolto nella Madongo, dipinse con intendimento frutna del Popolo. Il Cav. Ottavio ta, fiori, e caraffe di vetro. Fece Leoni suo figlio, detto il Padovaanche figure, ma nelle cose dette nino rimase con l'arte paterna a didi sopra si distinse. Fioriva egli nel pignere ritratti in Roma. Baglioni 1530. il qual anno è notato in un fol. 144. quadro posseduto dall'Autore di queLODOVICO MAzzOLINI, Pittor Ferste Giunte. Baldinucci sec. 4. a car. rarese, dipinse in Bologna nella Chie243. sa di S. Francesco su la portella LODOVICO INCONTRI da Volterra dell'Altare della Capella Capuana scolaro di Giulio Parigi Fiorentino, la Natività di Nostro Signore in imparò il disegno, la matematica, picciole figure. Passeggier Disinganl'architettura civile, e militare; nato a car. 128. servì nelle Spagne, e nella Toscana LODOVICO MATTIOLI nacque in Bolovarj Principi, morì circa il 1678 gna l'anno 1662 dopo qualche mein carica di Spedalingo di S. Maria se di disegno nella Scuola di Carlo Nuova di Firenze. Baldinucci sol. Cignani, principiò da sè a sbozza49. nella vita del Callot. re con la penna, formandone belle LODOVICO LANA nacque in Modona vedute, e vaghi paesi con una frada padre Ferrarese, fu emolo di sca sì bene battuta, e scherzante, Gio: Batista Levizani; praticò le che fattogli animo dai Dilettanti, Scuole di Bologna, e li piacque s'addimesticò con l'acqua forte, e quella del Guercino; con magistrariusci molto lodevole, e gradito. le colorito abbelli di pitture quel- LODOVICO POzzOSARATO, dettenda Tre de la 343 Trevigi, per la lunga dimora in quel LODOVICO SALVETTI scolaro di Pietro Tacca in Firenze; maneggiò bela Città, ma nativo di Fiandra ne lo scarpello, restaurò statue anpervenuto a Venezia con nome di tiche, lavorò di stucco, e di marfamoso paesista, ritrovò per commo; meritò essere eletto per uno petitore Paolo Brilli; ma nel fare degl'Ingegnieri della Parte, e con lontananze, diede più gusto all'occhio di quegli: era solito introdurmolta lode esercitò sua carica: su vivace, spiritoso, e galante; conre nei dipinti vaghezza d'aria attrafece col fischio tutte le sorta di torniata da nubi rancie, e vermiuccelli, dal che sortì essere buor glie, col nascere dell' aurora, collo spuntare, o cadere del Sole, fincacciatore. Baldinucci par. 2. sec. 4. gendo pioggie, turbini, tempeste 4. fol. 370. tugurj, monti, sassi, ed animali: LODOVICO TIELING Pittore oltracolpì ancora nei quadri sacri a olio montano, con somma diligenza die con terra gialla a fresco nelle pinse paesaggi con figure ed aniprospettive, nei ridotti, nelle piaz mali. Vivea circa gli anni 1650. ze, nei mercati, negl'incendj, e nelLONARDINO, O LEONARDO FERRAlo sposalizio del mare. Visse sino RI Bolognese scolaro di Lucio Masagli anni virili. Ridolfi par. 2. fol. sari; sebbene non attese all'eroico nel dipignere però bernesco riusci LODOVICO PRIMI oriondo da Brus tanto gustoso, che comodamente viselles nacque l'anno 1606. In età vea nel caricare i buffoni, o sog adulta attese alla pittura in Parigetti più ridicoli della Città, ingi, e in Roma 16. anni continui, troducendone più, o meno secondo onde potè nei ritratti servire Papa l' idea dei suoi pensieri, che assuAlessandro VII. e diversi Principi meva a dipignere: nel carnovale poi fiorì ancora nelle storie; ritornò alvestiva da Zanni, e tiravasi dietro la Patria, e seguì con l'opere sue tutta la brigata, per sentire le frot a guadagnarsi gloria, ed onore tole, che improvisava: ebbe un Sandrart fol. 315. fratello, che copiò in eccellenza le LODOVICO ROSSI, coi disegni di pitture dei più bravi Maestri. MalTiziano, nel portico di S. Marco vasia par. 3. fol. 560. di Venezia lavorò a musaico l'Al- LORENZETTO LOTTI Scultore, ed Arbero di Maria Vergine tutto ripiechitetto Fiorentino, fu amato da no di Sibille, e di Profeti, con tanRaffaello d'Urbino, che gli assistè ta gentilezza, e diligenza commespiù volte ai disegni: ottenne in si, che sembrano dipinti. Vasari par. consorte la sorella di Giulio Roma2. lib. 2. fol. 233. no: applicato ai lavori, pose lo LODOVICO SADOLETTI Modonese amani in diversi Depositi; restaurò dorno di belle lettere, di disegno statue antiche; fece il tumulo del e di pittura, fu contemporaneo di suo Benefattore Raffaello, e ne Gio: Batista Tentini mirabile nell' Pontificato di Paolo III. fu eletto invenzione, e nel colorito, di GiaArchitetto di S. Pietro, dove fu como Chirimbaldi unico nel disesepolto l'anno 1541. correndo il 47. gno, di Daniello Lendenara e di di sua età. Vasari par. 3. lib. 1. fol. Andrea Campana, l'opere dei qua139. li, per essere da due secoli in qua LORENZINO DA BOLOGNA, di casa state dipinte, o sono consunte, o Sabbatini, fu liberale, e facile di dal moderno gusto coperte. Vidrianatura, di cuore sincero, e cortese ni fol. 57. di tratti, con grazioso diminutivo Leren 344 Lorenzino chiamato: entrato in Roma, cognito a Gregorio XIII. fu creato Sopraintendente alle pitture. ed aulico Pittore del Papa, dal quale fu largamente provvisionato, ben veduto, e beneficato, per l' opere dipinte nella Capella Paolina, nella Sala dei Duchi, nella Galleria, nelle Logge, e nella Sala Regia. L'università, e la bellezza delle sue pitture tanto piacquero ad Agostino Carracci, che insinuava ai suoi scolari l'andare per le Chiese di Bologna a copiarle, per apprendere le belle arie di teste, le attitudini, e la pulizia di un bel dipinto; anzi di sua mano intagliò la tavola, detta del S. Michele, esposta nella Chiesa dei RR. PP. Agostiniani. Se la morte non l'avesse rubato al Mòndo nel quinto anno di quel Pontificato, gran privilegj, e grazie ne poteva sperare l'Accademia dei Pittori di Bologna, per sua intercessione. Morì in fresca età nel 1577. celebrato dai Baglioni, dal Vasari, dal Borghini, dal Sandrart, e dal Malvasia par. 2. fol. 227. LORENZINO DA FERMO celebre Pit tore, e soave Sonatore d'instromenti musicali, lasciò buon nome di sè stesso in opere varie dipinte per le Città della Marca. M. S. LORENZINO DI TIZIANO lasciò poche cose dipinte in Venezia, perchè prevenuto dalla morte, restò delusa l'aspettazione di vedere i maturi parti del suo fecondo ingegno. Ridolfi par. 1. fol. 204. LORENZO BERGUNZONI nacque in Bologna l'anno 1646. Apprese la pratica del dilegno, e del colori to da Gio: Batista Bolognini, poi dal Guercino; ora vive in Patria esercitando li suoi pennelli in ritratti, che naturali, e verisimili conduce LORENZO BERTUCCI Pittore Fiorentino, scolaro del Furini, riuscì molto spiritoso nel fare le figure, ma perchè non gli pareva, che in quel tempo l'arte gli fruttasse a misura del suo bisogno, fece risoluzione di attendere alla musica, nella quale talmente profittò, e riuscì di tanta grazia, che molti Principi lo vollero sentire, e spezialmente la Regina di Svezia, la quale gli assegnò un buono, ed annuo stipendio, e lo dichiarò Direttore del suo Teatro, nel quale più volte si fece sentire. Morì in Roma d'anni 60. circa il 1680. LORENZO BORCONZONE, Pittor Bolognese, dipinge egualmente bene ritratti ed istorie. E' opera di lui la Tavola posta nella Chiesa de PP. Serviti di Bologna col miracolo del pane comparso ai Religiosi. Passeggier Disingannato a car. 290. LORENZO CÁNOZIO Padovano poche pitture dipinse, perchè attese con più genio alla scultura, ed agl' intagli, come si può vedere nei sedili del Coro nella Chiesa del Santo, dai quali si comprende quanto mai fusse di sollevato ingegno questo valente Pittore, e Scultore: morì nel 1470. sepolto nel Chiostro della suddetta Chiesa. Ridolfi par. 1. fol. 73. LORENZO COMENDICH nato in Verona, da Biagio Falcieri ebbe i primi precetti dell'arte; portatosi a Bologna, ivi proseguì i suoi studi con indefessa applicazione, ma sentendosi inclinato a far battaglie andò in Parma alla scuola di Francesco Monti celebre in quel genere di pittura. Dal Baron Martini accolto graziosamente in Milano, ivi fece molte opere, ed ebbe commissione di esporre in un quadro la sanguinosa battaglia di Luzzara, che presentata a Luigi XIV. fu da esso con sommo piacere veduta e gradita. Fioriva in Milano, dove si stabilì circa l'anno 1700. Lo 345 LORENZO COSTA, dal Bamaldi, detsco con tale velocità, che faceva to Bolognese; da altri Ferrarese stravedere: se una figura non piadal Vasari descritto per scolaro di ceva ai Padroni, nell'atto che gli Fra Filippo Benozzi; nelle sue pitdava il disegno in mano, o qualture dipinte in Bologna, sottoscritche Libro figurato da vedere, la to per discepolo di Francesco Franrifaceva a gusto loro: fu il primo. cia: Laurentius Costa Franciae disciche adoperasse pennelli in S. Maria pulus. Comunque sia, si vedono in del Fiore. Usò sempre con tutti tratBologna opere molte nello stile di ti civili, onorati, e cortesi; non coFrancia: ebbe fioritissima Scuola, sì la morte, che gli perdette il ricome si dirà in Lorenzo Gandolfi spetto l'anno 1460. e lo piansere sotto il di cui nome sono descritti Bicci, e Neri suoi figli, nella pitmolti suoi Scolari: viveva nel 1505. tura bastantemente addestrati. VaMalvasia par. 2 fol. 58. Mori in sari par. 1. fol. 149. Mantova, sepolto in S. Silvestro, LORENZO DI CREDI, di casa Sciarper quanto ne scrive il Vasari par. pelloni Fiorentino, imparò l'arte 2. fol. 330. dell'Orefice da Maestro Credi, e J LORENZO DA LENDENARA, scolaperchè passò ogni altro scolaro nell' ro dello Squarcione, Pittore stimaintaglio, si diede sotto Andrea Veto al suo tempo, che dipinse a comrocchio insieme con Leonardo Vinpetenza del Mantegna in Padova ci, la qual maniera col tempo estrenella Chiesa degli Eremitani. Vamamente piacendogli, la seguitò con sari par. 2. lib. pr. a car. 395. pulizia, e con diligenza, onde più LORENZO DE LA HIRE in grande stidal Vinci, che dal Verocchio si ma, nei tempi suoi, in Parigi per può dire, che apprendesse la pittula pittura. Nacque a Parigi nel ra. Così grande poi fu l'amore tra 1606. allievo di suo Padre: Egli fu Lorenzo, ed Andrea, che morto il l'unico tra tanti pittori suoi comMaestro a Venezia andò a prendere patrioti, che non seguitasse la mail di lui cadavero, per dargli in niera di Simone Vovet: Non era Patria onorevole sepoltura. Oltre la sua di miglior gusto, ma era più tratti sì cortesi, ed inesplicabile naturale, e più finita, un poco pegratitudine, fu nel disegnare tanto rò bassa di colore. Furono più stiterminato, e sinito, che ogni altro mati i paesi di lui, che le figure quadro a competenza sua sembrava perchè li dipigneva con somma disbozzato: guadagnò infiniti danari ligenza, secondo il metodo impae per godere con quiete i frutti di rato da Desargues: ebbe un figlio quelli, si ritirò in S. Maria Nuova che lasciò la pittura per attendesino alla morte, che successegli nel re alle scienze matematiche, nelle 1530. in età di 78. anni, e fu sequali riuscì uno dei più abili Propolto in S. Pietro Maggiore. Vasafessori del secolo passato: Depiles ri par. 3. lib. 1. fol. 136. fol. 487. LORENZO FRANCHI Bolognese scolare LORENZO DEL SCIORNA, con Stefadi Cammillo Procaccino, dal cono Pieri furono amendue scolari del piare in piccole tavole, e ramil'oBronzino, l'uno, e l'altro lavorò pere del Samachino, e del Sabbatiper l'esequie del Buonaroti. Vasari no, s'umiliò a non aggrandire la par. 3. lib. 2. fol. 279. maniera; scostato poi dal Maestro LORENZO DI BICCI Fiorentino nacche andò a Milano, cercò il dipique l'anno 1400. fu scolaro di gnere Carraccesco, dilatando i penSpinello, dipinse per lo più a frenelli in ampie tele nelle Chiese di XX Reg. 346 Reggio, dove dimorò quasi tutto il tempo di sua vita, & ivi morì circa il 1630. Malvasia par. 2. fol. 293. LORENZO GANDOLFI, Zuanne da Milano, Francesco Bandinelli da Imola, Gio Borghesi da Messina, Geminiano da Modona, Bartolomeo da Forlì, Zuan Maria da Castelfranco, Zuan Emilio da Modona, Zuan da Pavia, Alessandro da Carpi, Niccola Pirogentil da Città di Castello, Nicoluccio Calabrese, Lodovico da Parma, Lodovico Mazzolini Ferrarese, Gio: da S. Gio vanni (Castello nel Bolognese) Trich Trach, Zanobio, Panigo, Guido Ruggieri, Virgilio Brunt, in Zardo, il Bucchini, Giacomo Rusfi, Annibale dall'Er, ed altri furono tutti scolari di Lorenzo Costa. Malvasia par. 2. sol. 90. LORENZO GARBIERI Bolognese, detto il Nipote dei Carracci, perchè dal Zio posto alla Scuola di Lodovico Carracci, quando l'incontrava, il primo saluto era questo: che fa il Nipote? e nel partire, vi raccomando il Nipote. Fu il Garbieri di genio tetro, austero, e rigido cercò sempre soggetti orridi, e lugubri, stragi, morti, martirj, pestilenze, e simili funesti assunti. La fierezza però non offese la grazia il caricato tignere non pregiudicò al fondato disegno, nè gli scorci bizzarri oltrepassarono i confini della modestia. Addestrata dunque la mano al pennello, alla spada, ed al suono del Leuto, non meno del piede al ballo, al salto del fiocco e del cavallo, con sì pregiate prerogative si guadagnò l'affetto di nobile donzella, sotto i balconi della quale di notte tempo sonando assalito dai Parenti armati, con la spada alla mano bravamente si difese. Pervenuto l'accidente all'orecchio dell'Eminentissimo Giustiniani (allora Legato, e suo Protettore in Bologna) fatta chiamare a sè la fanciulla, e la Madre, trovandole contente d'un tale sposo, consegnolli al Parroco loro, per l'esecuzione del matrimonio, dopo del quale, per il ricco valsente della dote, faticando più per gloria, che per bisogno, condusse lieti i suoi giorni, sin che s interpose la sfortuna a fargli perdere la vista, che lo ridusse alla totale cecità, nella quale di 74. anni morì, correndo il 1654. e fu seppellito in S. Gio: in Monte; lasciò il figlio Pittore. Malvasia par. 4. fol. 297. LORENZO GHIBERTI Fiorentino, da Bartoluccio suo Padre imparò l'arte dell'Orefice, e lo superò; dato poi di piglio ai pennelli, agli scarpelli, al bulino, ed alle forme, dipinse, scolpì, gettò, ed intagliò conj con ritratti; da questi studi arrivò a tale perfezione, che fra tanti Artefici, che presentarono i disegni, egli ebbe l'onore, e l'incombenza di gettare le Porte di bronzo di S. Giovanni a similitudine dell'altre due già fatte da Andrea Pisano, e le terminò l'anno 1410. con lode universale, e spesa di 22. mila fiorini. La tromba della Fama fece echeggiare il nome di Lorenzo per i contorni Toscani, onde chi in bronzo, chi in oro, e in argento l'impiegò per avere delle sue mani qualche memoria. Sino Papa Eugenio IV. l'anno 1439. intervenendo al Concilio Fiorentino per unire la Greca alla Chiesa Latina, volle di mano di queste Artefice una mitra d'oro, che pesò libre 15. le perle, e le gioje furono libr. 5. ascese la spesa a 30. mila ducati d'oro: dopo sì bella fattura, fece la terza Porta di San Giovanni, che col tempo veduta dal Buonaroti ebbe a dire, che quasi poteva servire al Paradiso; per tale lavoro, oltre il pagamento, ottenne in dono un Podere, e l'ono 347 la maniera: i suoi dipinti si vedore d'essere dei Signori di Magistrano in Patria, ed in Venezia, fra to, nel qual tempo scrisse un Libro quali il S. Niccolò Vescovo nella degli antichi Pittori, Terminò si Chiesa dei Carmini, col suo nome nalmente la vita con gloria, in età e millesimo 1529. Invitato poi a d'anni 64 e da Bonacorso il figlio dipignere nella Santa Casa di LoScultore, fu sepolto in S. Croce reto v'andò con sommo piacere, e Vasari par. 2. fol. 184. tanto di divozione si sentì instillaLORENZO GREUTER Romano scritto re nel cuore da quel Santo Luogo, al catalogo degli Accademici di Roche ivi fermossi sino alla morte. ma, l'anno 1635. Altri Greuter y Ridolfi par. 1. fol. 126. sono stati Pittori, ed Intagliatori, LORENZO MANIERE Scultore nato a fra i quali Teodoro, che ha intaParigi ha travagliato molto per il gliate con magistrale bulino molte Re Luigi XIV. Morì Professore An opere del Cav. Gio: Lanfranchi. ziano dell'Accademia Reale di PitLORENZO LENDENARI, con Cristofatura, e Scultura nel 1700. d'an.82. no, e Bernardino Lendenari, fu uno Lasciò un figlio da lui ammaestradi quei celebri Artefici di tarsia to nell'arte. M. S. che lavorò di commessi figurati paesi, LORENZO MARIGNOLI Scultore ajulontananze, ed architetture nel Cotò a Perino Vinci, Padre di Leoro della Cattedrale di Modona, col nardo, in varie manifatture di mardar loro fine l'anno 1465. come si mo, per le fontane di Firenze. Vicava dalle croniche del Lancillotto, driani par. 3. lib. 2. fol. 418. e dal Vidriani fol. 25. LORENZO LIPPI Fiorentino discepo- LORENZO MENINI Bolognese scolaro di Francesco Gessi: fu dal Maestro lo di Matteo Rosselli; questi fu Pitcondotto a Napoli per ajutarlo a tore valoroso, molto aggiustato nel dipignere nella Capella del Tesoro. disegno, accordato nel colorire, ed il che poi non seguì per le perseosservante del naturale, come dall cuzioni, che ebbe, e perché il Me opere sue si vede: fu ancora Poeta nini, condotto a vedere certe Gaillustre, che compose il famoso Li lee spalmate, ed allestite per por bro intitolato il Malmantile in otsi in corso, sarpate d'improvviso, tava rima, opera molto degna e date le vele ai venti, lo portapiena d'erudizioni, e d'assiomi Fiorono via. Malvasia par. 4. fol. 348. rentini. Sotto i suoi quadri scriveva Perlon Zippoli, che per anagram- LORENZO NALDINI Fiorentino, Francesco d'Orleans, Maestro Simone ma dice Lorenzo Lippi. e Maestro Claudio amendue di PaLORENZO LOLI Bolognese, detto Lorigi, Lorenzo Picardi, ed altri furenzino del Sig. Guido Reni, di cui rono scolari del Rosso; e lo servisu scolaro, ed amato, onde per rono negli stucchi, e nelle pitture ischerzo lo diceva il suo Mastro di delle Regie Gallerie di Francia. VaCamera; dipinse in pubblico, ed sari par. 3. lib. 1. fol. 216. intagliò qualche opera del Maestro con la marca L. Lollius. Fiorì nel LORENZO NELLI Pittore in Roma fu scolaro di Gio: Batista Boncore, con 1650. Malvasia par. 2. fol. 117. i disegni del quale comparve in pub LORENZO LOTTI da Bergamo. Alcublico in quella Città. Ab. Titi fol. ni vogliono, che fusse scolaro di 141. Gio: Bellino, e che poi studiasse da Giorgione, altri, che facesse i suoi LORENZO OTTONE Scultore Romano scritto al catalogo degli Accademici studj con l'amico Palma Seniore di Roma l'anno 1691. Nella Chieapprossimandosi in molte cose a quelXX 2 348 sa di Gesù-Maria di Roma sono oCavaliere entro le stanze Ducali pere sue. Tirava mirabilmente di linee con LORENZO PASINELLI nacque in Boimpareggiabile pulizia, e profondalogna l'anno 1629. Contro il genio va nell'intendere le regole dell'ardel Padre applicato alla pittura sotchitettura; e pure avanzando sopra to Simone Cantarino, nella sicudi luiti due Pittori, cioè Dentone, rezza del disegno occupò il luogo e Colonna, fu lasciato addietro primiero; morto il Pesarese l'anno senza essere più adoperato, riducen1648. seguì per qualche tempo Flamdosi in ultima miseria. Morta la minio Torre, dal quale, per certo moglie, e seppellita per carità, gli pittorico disgusto assentato, ritiros levò la zimarra, con cui fu portasi da sè ad operare. Intanto fu chiata alla sepoltura, per serbarla alla mato in Savoja collo Sghizzi quafiglia, che sforzata dalla bestialità dratorista al servigio di quell'A.R. paterna a vestirla, pigliò tanto di d'indi a Mantova, per dipignere le spavento, che quasi impazzì. Malstanze Ducali di Marmirolo. Passa vasia p. 2. fol. 350. to a Venezia, tanto s'invaghi del LORENZO ROSSI Fiorentino discepofare maestoso, e profondo di Paolo lo di Pietro Dandini, poi seguace Veronese, che mutò maniera, e ridella maniera di Livio Meus, disolse seguire quei portamenti, quei pinse molte operette graziose, e momanti, e quella grandezza Paolerì l'anno 1702. M. S. sca. Ritornato a Bologna, aprì fioLORENZO TINTI Bolognese Intagliaritissima Scuola, che durò sino alla tore in rame diede alle stampe in fosua morte, e n'uscirono fra gli alglio il frontispizio del Libro, che tri, allievi, il diligentissimo Gio: Giotratta delle Piante, del Dottore seffo dal Sole, ed il feracissimo AnGiacinto Ambrosini, stampate nel tonio Burini amendue viventi Mae1666. in Bologna. Masini fol. 632. stri. Dipinse varj pensieri sacri, e LORENZO VECCHIETTI Orefice, Sculprofani in picciole, e vaste tele per tore, e Pittore Sanese, operò per Principi della Germania, per le lo più di getto, ma con tal graChiese di Bologna, e per molti parzia, e pulizia, che nei Tabernacoticolari, come si puo vedere dal li, e nelle figure acquistò gran noProteo vagante, Poesie del Dottore me; fu di natura solitario, malinNiccolò Baldelli, nelle quali ha deconico, ed astratto; visse 58. anni, scritto tutte l'opere più singulari di e fiorì circa il 1482. Vasari par. 2 questo insigne Pittore. Era già setfol. 317. tuagenario, quando offerendosegli nuo- LORENZO ZUCCHI Veneziano, inva occasione di passare alle terze cisore di rami, si esercita con ononozze, s'accompagnò con giovane re nella sua professione, dando congentile, ma in capo a dieci mesi fitinuamente saggi di sua perizia. ni la vita l'anno 1700. e fu sepol- LUCA ANTONIO BISTECA nacque in to nella Chiesa della Madonna di Bologna l'anno 1672. Praticò per Galliera molto tempo con Barlamo CastellaLORENZO PISANELLI Bolognese nella ni Pittore di quadratura, e di proquadratura franco discepolo di Cespettiva; seguitò dopoi le regole, sare Baglioni; questi averebbe ri e le operazioni di Giacomo Antotrovato fortuna nella Corte di Parnio Manini, e di Marcantonio Chiama, sicuro della grazia Ducale, ed rini: Servì di quadratorista nelle annuale provvisione, se non avesse Chiese di Crema, e Piacenza il ardito di perdere il rispetto ad un Virtuoso Marcantonio Franceschini, . 349 in Bologna, ed in st altri luoghi didal quale ebbe in risposta, che il versi Pittori figuri i. Il suo talensuo Sovrano Pio, e Religioso aveto è di travagliare in opere gran rebbe, non solo detestata la stravadi, per aver campo di sfogare in gante richiesta, ma anco si sarebbe quelle le sue idee. Vive in Patria astenuto da più compartirgli tanti LUCA BARBIERI Bolognese allievo di favori. Fu questo un fulmine, che Alessandro Tiarini, con Gio: Andi tal maniera l'atterrò, che cadudrea Castelli, amendue quadratorito in mortale deliquio, con grave sti, e con Francesco Carbone figuscontento della Corte, e del Rerista, dipinse in varj Palagi, e Chieche stante le rare qualità, la virse di Bologna. Malvasia p. 4. fol. tù, e la modestia d'un tanto Sog getto, teneramente l'amava, mori, 212. LUCA CAMBIASI nacque in Genova e lasciò Orazio il figlio ragionevol'anno 1527. da Gio: Pittore, con le Pittore. Soprani fol. 35 l'ajuto del quale, con lo studio so- LUCA CARLEVARYS, è nato in Udipra i migliori dipinti della Città, ne nel 1665. Non ha avuto positie con una natura liberale nel disevo Maestro, ma ha studiato or qua gno, riuscì uno dei primarij Pittori or là. In piccolo, in porti di madel suo tempo. D'anni 15. maneg. re, ed in paesini con vaghe figure giò in pubblico i pennelli, e così dipinti, si porta tanto bene, che mefranco, spedito, e veloce divenne rita se ne faccia degna memoria, dipignendo a due mani, che da sè quantunque vivente. Tra le altre solo operò più di quello, che facesmemorie di lui, evvi il bel Libro sero molti Pittori insieme. E' indiintitolato: Le Fabbriche, e Vedute di cibile la quantità delle sue pitture Venezia disegnate, e poste in prospettie dei disegni, tanti dei quali furova, e da esso intagliate all'acqua no rapiti dagli ſcolari, da lui ſtracforte, e date in luce l'anno 1705. ciati, dalla moglie perduti nell'acin Venezia in cento fogli. cendere il fuoco, e dai servi di caLUCA CASSEL Fiammingo, visse, e sa adoperati per involti, e pure almorì in Brusselles, dopo la condottrettanti ne girano per il Mondo ta di bellissimi paesi dipinti con sinMorta la moglie, sì estremamente golare maniera. Sandrart fol. 237. rimase invagnito della sorella della LUCA CASSELO, Pittore noto pel defunta, che per averne la dispensuo ritratto, ch'è alle stampe con sa, presentò con due quadri la supdistinta notizia di sua abilità. plica a Papa Gregorio XIII. ma LUCA CATAPANE Cremonose, scolaro non sortì l'intento. Invitato da Fidi Vincenzio Campi, dipinse in San lippo II. Re delle Spagne a dipi Sepolcro di Piacenza la Risurreziognere il Paradiso nell'Escuriale, là ne di Cristo, e la Decollazione di andò l'anno 1583. con isperanza de S. Gio: Batista, ed in altri luoghi. interporlo presso il Pontefice per la Sebbene non passò più oltre d'unc sospirata dispensa, vedendosi dunstile mediocre, pure si scopre ne' suoi que provvisionato di 500. scudi al dipinti una bravura, ed una risolumese, graziato di replicate visite da zione magistrale: i suoi disegni in quel Monarca, che godeva vederlo carta furono alla maniera del Camdipignere, e con ammirazione mubiasi. Baldinucci sec. 4. part. 2. fol. 87. tare in un'istante le figure a di lui LUCA CORNELIO, nacque in Lione genio, pensò pria di parlarne a Sua anno 1495. Fu fratello di Cornelio Maestà, confidare il negozio ad un discepolo, e figlio di Cornelio EnCavaliere di Corte, parziale del Re, gelberto; fu anco detto il Coco, 350 per l'arte del cucinare da lui eserin gran gelosia Alberto Duro, scocitata. Servì in Inghilterra Enrico prendovi un accordo così aggiustaVIII. in pitture a olio, ed a fresco to, che lo fece stupire. Non lasciò mai uscire alla luce alcuna delle Le opere sue da Mercatanti furono opere sue, se prima non era esattis comprate, ed a gran prezzo rivensimamente riveduta; e perchè in cerdute. Saadrart fol. 232. to intaglio conobbe un leggierissimo LUCA DE HEERE di Gant, figlio di errore, consegnò tutte le carte al Gio: il più rinomato Scultore della fuoco. Desioso di visitare i circonFiandra, e d'Anna Smyters lodatis vicini Pittori, si pose in viaggio sima Pittrice in minute, e quasi inma per esser debole, e gracile di visibili figure: dopo i principi dai natura, ritornò a casa infermo, per Genitori appresi, fu accolto da Fransei anni continui, non senza sospetcesco Floris, e ne' lavori di paesi, to di veleno. Presentatogli un giordi vedute, di figure, e di ritratti no al letto un nipote, levato allosuperò il Maestro; dilettossi di antira dal Sacro Fonte, e chi edendo caglie, fu spiritoso Poeta, gradito con qual nome battezzato, risposc da' Principi, e da' Monarchi, non una donna poco accorta: perchè domeno per la dolcezza della penna po voi resti un altro Luca al Monche per la delicatezza del penneldo, Luca è il nome; da questa rispo lo: terminò la vita l'anno 1584. di sta rimase in tal maniera accorato, anni 50. Baldinucci part. 2. fol. 152. che dopo 9. giorni, in età di 39. Sandrart fol. 258. anni spirò l'anima. Baldinucci sec. LUCADELLA ROBRIA, Scultore, nacque 12. Sandrart fol. 228. in Firenze nel 1388. Imparò l'arte LUCA FAIDHERBE Mechelinese Pittodell'Orefice da Leonardo di Ser Gio: re, e Scultore celeberrimo in opefranco nel disegno, principiò a more di marmo, d'avorio, e di ledellare, a lavorare di getto, e scargno, condusse ogni suo lavoro con pellare marmi: d'anni 15. andò a perfezione dell'arte, con naturalez Rimino per servigio di Sigismondo za, e con finimento: riportò il diMalatesta, Signore di quella Città: segno da Pietro Paolo Rubens. ivi intagliò gli ornamenti di un Se Sandrart fol. 350 polcro: ritornato alla Patria, lavorò a competenza di Donatello, e LUCA FALCHEMBURG di Michelina l' anno 1566. con Gio: da Uries andipinse ancora certi tondini; ma la dò a Liegi, ed ivi copiando, e dimorte impedì maggiori progressi, segnando dal naturale, valente Pitmentre che in gioventù fu sotterratore comparve in Patria, in granto in San Pietro Maggiore, Agostide, in piccolo, in battaglie, ed in no suo fratello lavorò di bassoriliepaesi: viveva in Norimberga nel vo. Vasari part. 2. fol. 127. 1622. e Martino suo fratello PitLUCA DI LEIDA, detto d'Olanda, Pittore in Francfort. Sandrart fol. tore, Intagliatore, e Scrittore in ve237. tri. Nacque nel 1494. da Ugo JaLUCA FRAMO, di Malines, fu abicopi eccellente Pittore. In Luca fanle pittore sì d'istorie che di ritrat ciullo di 9. anni mostrò la natura ti. Vivea nel 1650. suoi miracoli negl'intagli. Passò LUCA FRANCHEYS, scolaro del Rusotto Cornelio Engelbert, e di giorbens, fioriva nella Città di Malino, e di notte non cessando dal dines l'anno 1660. con credito di fasegno, d'anni 12. colorì una storia moso pittore, tanto d'istorie, che di S. Uberto: di 15. intagliò 1 nodi somigliantissimi e ben dipinti ri. ve pezzi della Passione, che posero tratt 351 1553. pervenuto agli anni 81. la tratti. Nel Gabinetto Aureo si dà morte gli levò dalle mani i pennelcontezza di lui, ed il ritratto a car. li. Fu erede della virtù paterna, 375. Luca juniore nato in Sassonia, doLUCA GIORDANO Napoletano, detto ve per le sue belle opere eserciLuca Fapiesto, per la volontà del tò la carica di Console, ed in quelpennello nel dipignere, nel concela morì nel 1586. Sandrart fol. pire, e nel partorire in un fiato medesimo: studiò da Gioseffo Ri219. (a) bera, detto lo Spagnoletto, del qua- LUCA KRUGER uno dei più famosi e franchi Intagliatori in rame delle con grande artificio seguì lo sti la Germania; superò nei suoi temle: veduti poi i dipinti Veneti, e Romani, addolcì la maniera corpi i Francesi, e gl' Italiani: Dal impasto gradito, manierato, e di Dilettanti si ricercano a gran prezbotte franche; altre volte con grazo le tre carte della Nascita, dell' zioso finimento. Chiamato replicaAdorazione dei Magi, e della Crotamente in Ispagna, ivi termino cefissione di Gesù Cristo: visse cirmolte opere a fresco, e a olio. E ca gli anni 1516. Sandrart fol. 223. morto in questo secolo. Sandrart LUCA LUNGHI da Ravenna uomo dabbene, quieto, e studioso, lavosol. 395. (a) LUCA GRANA, da altri detto Sgrarò con gran flemma quantità di tavole nella sua Patria, dalla quana, e creduto Sassone di nazione fu Pittore molto stimato al sucle mai uscì: fu concorrente di Litempo, dipinse istorie e ritratti con vio Agresti: ebbe una figlia per finitezza e dilicateza incomparabinome Barbara, che disegnò, e dile. Vivea negli anni 1534. (b) pinse. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 217. LUCA HUNEMBOUT, della Città di Gand, fu stimatissimo miniatore di Luca MARTELLI da Massa, e riferilibri su lo stile antico. Vasari par. to dall'Averoldi a sol. 178. per il 3. a car. 159. gran quadro, che dipinse sopra la PorLUCA, e VOLFANGO KILIAN fra i ta Maggiore interiore in S. Barnaba primi Intagliatori Augustani sono di Brescia annoverati, ma il primo superò il LUCA MOMBELLO dipinse molte tasecondo in tal maniera, che dopo vole in Brescia sua Patria a olio Egidio Sadeler ebbe il primo luoed a fresco: se non avesse cangiago, stante la gran quantità di stam to la sua prima maniera forte, o pe, che diede in luce, molte delle caricata, in una quasi minuta, quali sono descritte dal Sandrari lisciata, per compiacere con tal fol. 357. dolcezza alle Monache, per le quaLUCA KRANICH Seniore nato in Krali dipinse varie Madonne, e quanichio (Terra del Bambergese). dri, per certo meritava lode singuPer la grazia, e per la vaghezza lare: fioriva nel 1553. come si ricon le quali dipigneva mezze figuconosce dalla tavola, che dipin re, ritratti, storie, favole, e poese nel primo Altare di S. Pietro tiche finzioni, fu dichiarato Aulico Oliveto di Brescia. Cozzando fol. Pittore dell'Elettore di Sassonia 122. mai cessò dai lavori sinochè nel LUCA MONVERDE Furlano discepolo (a) Di Luca Sua Maestà ha dodeci pezzi istoriati, tra i quali un San Sebastiano. cui delle pietose Matrone cavano dal corpo le ferite, opera fatta con tutto lo studio. (b) Di lui ha S, Maestà sette pezzi istoriati. 352 di Daniello da S. Pellegrino: una molti altri. L'anno 1521. toccando sola tavola si vede di questo Pittoli 82. di sua età mori in Patria. re in S. Maria delle Grazie d'UdiScanelli, Sandrart, Vasari par. 2. ne, perchè giovane morì. Ridolf fol. 429. Par. 1. fol. 114. LUCA WAEL di Anversa fratello di LUCA PENNI Fiorentino fratello di Cornelio, studiò in Patria, poi colGio: Francesco, detto il Fattorino fratello portò in Genova un sì bel di Raffaello, che d'amendue fu Maedipignere di paesi, che potevasi glostro: lavorò in Genova, in Lucca riare d'essere unico in Italia: fered in Roma con Perino del Vaga mossi 16. anni in quella Città, dosuo cognato: andò poi in Inghilpo i quali volle vedere Roma, ma terra, dove avendo più cose dinon confacendogli l'aria, ritornò a pinte per quel Re, si diede a faGenova, e poco dopo con dispiacere disegni, e li mandò alle stamre di Cornelio, che molto se ne pe, e furono intagliati da varj valeva in fare paesi nelle proprie Fiamminghi. Varuri par. 3. lib. 1. tele, determinò rivedere la Patria, fol. 153. nè passò gran tempo, che là giunLUCA SALTARELLI Genovese nacque to, morì questo caro, amorevocirca l'anno 1610. Desioso di riule, e civile Pittore. Soprani fol. scire Pittore, cercò per molte Scuo382. le il disegno, finalmente si fermò LUCA VALCHEMBERG, di Malines in quella di Domenico Fiasella, col su eccellente pittore di paesi; tefarsi seguace di quella maniera nea suoi compagni a dipinger seco Sebbene in privato, ed in pubblima con la direzione sua riuscivano co aveva dato saggio del suo vatali, che ognuno parea della malore, nulladimeno mai contento del niera e carattere di Luca. Vivea negli anni 1566. Baldinucci sec. 4. suo operare, volendo arricchirlo di par. 2. a car. 142. nuove perfezioni, andò a Roma e scordandosi d'essere Maestro, si LUCA VAN-UDEN Pittore di Anversa diede a guisa di principiante a divivea negli anni 1620. Gabinetto segnare i più rinomati dipinti, e Aureo a car. 242. marmi, nei quali tanto indiscretaLUCA VOSTERMAN d'Anversa, applimente s'affaticò, che oppresso, incato al disegno, fu consigliato da fermossi col lasciarvi la vita. SoPietro Paolo Rubens al bulino, ed prani fol. 83. in fatti tratteggiò così bene, e viLUCA SIGNORELLI da Cortona nipovamente espresse l'opere sue, cote di Lazzaro Vasari, fu scolaro me ancora dipinse con tanta dilidi Pietro da Borgo S. Sepolcro genza, che riportò il nome glocol quale dipinse in Arezzo, e lo rioso di Pittore celebre. Sandrari superò in molti luoghi, massimasol. 357. mente nei nudi, che dipinse a ma- LUCIA ANGUSCIOLLA Cremonese, Canraviglia, e da Michel-agnolo furotatrice, e Pittrice imparò da Sofono sommamente lodati: fu d'animo nisba sua sorella, così bene ritrasse sì costante, che ucciso in Cortoil Duca di Sessa, ed altri Signori, na un suo figlio di bellissime fatche dopo la di lei morte, seguita tezze, lo fece spogliare, e lo rinel 1565. su comune concetto dei trasse al naturale, senza nè pure Pittori, che se preventivamente non gettare una lagrima, quantunque partiva dal Mondo, averebbe avanteneramente l'amasse. Servi Papa zata la stessa Maestra (caso, che anSisto IV. i Principi di Toscana, e co successe nella Sorella Minerva: 353 fatture sono degne d'ammirazione, eccellentissima in lettere volgari parte delle quali si osservano stame latine.) Baldinucci par. 2. sec. 4 pate nella Raccolta delle Figure del fol. 163. Castello, e Parco di Versailles, inLUICI GARZI Romano nato nel 1640. tagliate da Simone Tommasini. Mo Fu Scolaro d'Andrea Sacchi, la di rì Professore della Reale Accadecui maniera con pulizia, con vago mia il dì 26. Settembre 1693. d'ancolorito, e diligenza ha espresso a ni 51. M. S. olio, ed a fresco per varie Chiese di Roma notate nella tavola dell' LUIGI LERAMBET Scultore, nato in Parigi, allievo di Giacomo SaraAb. Titi. Per ordine di N. S. ha zini, Accademico Regio, morì dipinto il Profeta Joele in S. Gio: 15. Giugno 1670. d'anni 66. M. S. Laterano. LVIGI QUAINO nacque in Bologna Pascoli ne fa la vita a car. 235 l'anno 1643. Ebbe 1 principi del di2. parte segno da Francesco suo Padre, che LUIGI GAVASSETI Modonese, quasi fu bravo quadratorista, poi passò con pari grido di Cammillo il fra nella Suola del Guercino, d'indi tello sarebbe comparso, se con tropin quella di Carlo Cignano suo Papo genio non avesse atteso ad inrente; da tanti Maestri dunque perdorare, e grassire, nelle quali arti fezionato nelle figure, e nei paesi fu singolare; quello però, che ha s'è fatto conoscere per Valentuomo pennelleggiato è tutto buono, e in luoghi diversi, ha veduto la lodato dagl' intendenti. Vidriani Francia, col Cognato Marcantonio fol. 115. Franceschini trovossi in Genova a LVIGI GENTILI di Brusselles scritto dipignere la gran Sala del Consial catalogo degli Accademici di Ro glio. Mori adì 22. Settembre 1714. ma l'anno 1650. Ha dipinto in pubSepolto nella Chiesa dello Spedale blico con gran diligenza, e finimen di S. Francesco. to nelle Chiese Romane. LUIGI RODERICO eccellente Pittore LUIGI GUERIN nato a Parigi, fu SculSiciliano: l'opere sue le divise in tore, e Anziano Professore nella dodici Provincie del Regno di Na Reale Accademia, fece i due Capoli, con altre belle pitture, e valli, ed i due Tritoni, che sono queste si veggono dipinte nel Refetcompagni di quelli, che Baldassar, torio dei Padri di S. Lorenzo in e Gasparo fratelli Marcy scolpiroNapoli. Sarnelli fol. 114. no in una delle nicchie della Grotta d'Apollo a Versailles, ma restaLUIGI SCARAMUCCIA Perugino im no lavorati con una disposizione diparò da Gio: Antonio suo Padre detto lo Scaramuccia vecchio, por versa da quella dei Marcy, ed in da Guido Reni; aderì qualche voltesi con grande arte, e sapere. Mo ta al Guercino nel colorito. Vago ri nel 1677. LUIGI HUTINOT Scultore nato a Padi girare l'Italia, per visitare l'opere dei più famosi pittori, comrigi, morì Accademico Regio, li pose il Libro intitolato, Finezze dei 26. Settembre 1679. di anni 50. pennelli Italiani, sotto nome di M. S. Girupeno, che vuol dire Perugino LUIGI LE COMTE Scultore, nato a morì in Milano circa il 1684. seBologna di Francia, presso S. Cloud polto in S. Antonio dei PP. Teaha travagliato con distinta stima a tini. pari d'ogni altro eccellente Artefi § LUIGI SICILIANO Pittore. In Nace per Luigi XIV. e le sue mani 354 poli nella Chiesa de' Padri dell'Oratorio nella Capella del Crocifisso dipinse la Deposizione di N. S. dalla Croce. Celano par. 2. a carte 96. LUIGI BENFATTO Veronese, nipote, da parte di sorella, di Paolo Veronese: colpì sì bene in quel far maestoso, che stupivasi ogni uno. fu di tale ritentiva, che era d'uopo a Paolo tenere nascosti i suoi pensieri pittorici, perchè lo preveniva coll'eseguirli: non è pero, che anch' esso non lavorasse d'invenzione, ma sempre con qualche figura levata di peso dai lavori del Maestro. mori sessagenario nel 1611. Ridolfi par. 2. fol. 138. LUIGI BERNINI Scultore Fiorentino. e parente del Cav. Bernini; fu scritto al catalogo degli Accademici di Roma l'anno 1640. LVIGI BOULOGNE il vecchio Padre e Maestro di Bon, e di Luigi il giovine. Egli era maraviglioso nel copiare pitture di grandi Maestri antichi, sino ad ingannare colla grusta somiglianza di quelli i più periti nell'arte: non è però, che non dipingesse ancora d' invenzione Morì nel 1674. e lasciò Ginevra. e Maddalena di lui figliuole abilissime alla pittura. Filibien par. 4. fol. 206. LUIGI BOULOGNE il giovine Scudiere, e Pittore del Re. Nacque a Parigi l'anno 1654. figlio di Luigi parimenti Pittore del Re, e Professore dell'Accademia Reale: dopo la morte del Padre, fu mandato dal Re in Italia a perfezionarsi sopra le pitture dei più celebri Maestri: ritornato, fu ammesso nell'Accademia Reale, ed impiegato nelle più considerabili operazioni che S. M. facesse dipignere nei suoi Regj Palagi, eletto ad operare per i quattro gran quadri della Sala grande di Marlì. Colorì ancora a fresco la Capella di S. Agostino nella Chiesa degl'Invalidi: quella della Vergine nella Capella di Versailles; nel Coro della Chiesa di Nostra Donna di Parigi due gran quadri, nei quali evvi la Purificazione di M. V. e la Fuga in Egitto, ed alcuni anni prima avea terminati due altri gran quadri per la medesima Chiesa, in uno il Centurione ai piedi di Cristo, nell'altro la Samaritana. Tutte queste opere, ed un grandissimo numero di altre, che ha fatto in pubblico, ed in privato, gli hanno acquistato molto d'onore, e presentem nte è Rettore dell' Accademia Reale, ed è Pensionario di Sua Maestà. M. S. LUIGI CARABAJAL Spagnuolo, cug. no di Gio: Batista Monegri, del quale s'è parlato; dipinse a competenza di Pellegrino Tibaldi nell'Escuriale di Spagna. Mazzolari fol. LUIGI DE GUERNIER figlio d'un Ufiziale del Parlamento di Roan, nacque adì 14. Aprile 1614. Fu Pittore dei Re nelle miniature, riuscì perfettamente in piccoli ritratti, lavorò di smalto, nè adoprava bianco; tutte l'opere ſue erano punteg giate: Era Uomo di onestissimi costumi, di singulare presenza, ed adorno di molte altre virtù, a riserva che era nato Protestante. Filibien par. 4. fol. 138. LUIGI DE VANDER, Pittore di Brusselles, ricordato nell'Aureo Gabinetto a ca. 98. LUIGI GALOCHE figlio di un Mercatante di Parigi, discepolo di Luigi Boulogne: dopo aver passato qualche tempo nella sua scuola, fece il viaggio d'Italia, ove dimorò alcuni anni, e perfezionatosi nella pittura, ritornò a Parigi; ivi fece con tanto onore un quadro della Natività per la Casa Reale di Medun, ed un altro per gli Agostiniani Scalzi, che fu accettato nell' Accademia Reale, e continua a travagli are con numerosa, e fiorita scuola. M.S. LUCIO MASSARI Bolognese, dopo gli studj di grammatica, applicato al disegno sotto Bartolomeo Passarotti, passò col tempo alla più fondata scuola di Lodovico Carracci, per apprendere la pittura. Andò a Roma, e riportò i disegni di molte statue, e pitture; aprì scuola con l'Albano, amato come fratello, e fece buoni allievi. Oh se il divertimento della caccia, e la cultura di nobile giardino, che a sua mano lavorava, non gli avessero rubato il tempo, oltre le belle opere nel Claustro di S. Michele in Bosco, nella Libraria dei Padri Carmelitani di S. Martino, ed in altre Chiese di Bologna, quante più se n ammirerebbero di questo Valentuomo! ma che? l'una, e l'altra abbreviarongli la vita, e morì d'anni 64. nel 1633. Malvasia par. 3. fol. 151. LUCIO ROMANO Pittore. In Castel S. Angelo, nel Palazzo del Castellano si vedono dipinte di sua mano diverse camere, in concorrenza di Perino del Vaga, di Girolamo da Sermoneta. Vivea circa gli anni 1586. LUCREZIA BIANCHI Bolognese figlia di Baldassare, salariato Pittore del Serenissimo di Modona, imparò la pittura dallo stringa, e copiò di buon gusto, e di vago colorito. M. S. LUCREZIA QUISTELLI della Mirandola attese al disegno, ed alla pittura sotto Alessandro Allori: con la sua virtù sparsa in molti quedri, e ritratti, meritò godere in consorte Cavaliere di nobil sangue. Vasari parte 3. libro 1. folw 179. LUCY di nome CARLO, nacque in Londra da qualificati parenti nel 1692. d'anni 13. si portò in Italia, ove in Firenze protetto da quell 355 A. R. fu raccomandato a Pietro Dandini, acciochè lo ammaestrasse nel disegno, al quale mostrava talento particolare: poco dopo fu spedito a Forlì, e con distinte premure appoggiato al Cav. Carlo Cignani, nella fiorita scuola del quale studiò otto anni, dopo det quali venne a Bologna, e si fermò sulle opere dei migliori Maestri, fece alcuni lavori d'invenzione dipinti con grazia, e con dolcezza; ma trasportato dal genio a fare ritratti, in quelli si esercita con buon gusto, e vivace colore, e dà sicure speranze di dovere riuscire a perfezione nei medesimi. LUDOLFO BAKHUYSEN nacque in Emden, e studiò la Pittura da Alberto Erendinger, fu bravo pittore di marine, burasche, combattimenti navali, con picciole figure. Sonc ricercate e assai ben pagate le opere di lui. Dimorò lungo tempo in Amsterdam, e di anni 78. morì nel 1709. Jacob Campo par. 2. a car. 279. LUIGI AGRICOLA, celebre Paesista di Ratisbona, nato nel 1667. girò per l'Europa, lasciando in ogni Città principale opere degne di memoria. Si fermò qualche tempo in Venezia, dove fece diversi paesaggi con graziose figure al Nobile Uomo il Signor Zaccheria Sagredo grande amatore della Pittura; tra i quali si distingue, ed è considerato una delle più belle sue opere. un giuoco di Turchi entro un bosco di folti alberi. Secondando egli il suo forte genio di girar per il Mondo, poco tempo si fermava nelle Città; il che fa che poche notizie si hanno di lui. Viveva egl. in Venezia l'anno 1712. LVIGI ANICHINI Ferrarese, con la sottigliezza dell'intaglio, e con l'acutezza del suo ingegno arrivò a lavorare nei cammei meglio del Marmita, e di altri suoi contemporanei, 356 nei. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 291. na. Vive in Bologna Moglie di FeLUIGI BENETELLO lasciò la sua palice Torelli, uno dei migliori Pittria di Padova sconsolata per l'imtori, che qui, ed in altre Città matura morte d'anni 21. nel 1555. comparso più volte in pubblico con in tempo che attendeva dai ſuoi le sue opere tanto belle, e spiritofondati dipinti gloria a se stesso. se, disegnate a perfezione, e dipined onore alla sua Casa: fu sepolto te d'un gran fondo, e forza in luoin S. Anna con epitafio intagliato ghi ameni, o per la vaghezza del dal benevolo amico Gio: Batista paesi, o per la degradazione degli Rota. Ridolfi par. 1. fol. 74. orizonti, di modo tale, che non LUCIA CASALINA nacque in Bologna gli mancano mai impieghi nè scol'anno 1677. Ebbe qualche princilari, ai quali con amore, e dilipio del disegno da Carlo Casalini genza assiste. suo cugino, e scolaro d'Emilio TaLUCIA SCALIGERI nacque d'onesti ruffi, e poi passò ad essere ammae parenti nella Città di Venezia l'anstrata da Gio: Gioseffo dal Sole. Il no 1637. Imparò le lingue latina genio naturale, e lo studio intenso spagnuola, e franzese, scrivendone ben presto la resero sicura nel diselettere ripiene di tali sentimenti. gno, e nel colorito di tanta vaghez che poteano servire d'idea ai mi za, amenità, e forza, che dopo gliori Segretarj. Nel suono, e nel aver servito, molti amici, parenti, canto fece singulari progressi: nella e cittadini con le sue primizie, en pittura poi ebbe per Maestro Alestrò nelle Case nobili, e Senatorie sandro Varotari; seguì il colorito di Bologna con l'opere sue, ed aldi Tiziano, oltrepassando Bartolotre ne spedì in luoghi diversi Crebmeo Scaligeri suo Zio, e condiscebe poi a tal segno la fama di lei polo: ricusò gl'inviti di Principesche le Chiese ancora lo vollero pubse Italiane, ed Oltramontane, che blicare. Nei PP. Celestini dunque la ricercarono per Damigella d'onodipinse la tavola d'un Altare, in re: conseguì pari matrimonio in Pacui evvi S. Niccolò in atto di suptria; fra gli altri figli, che ebbe, plicare M. V. per la liberazione del riuscì in pittura Suor Maria Teocontagio; Nella Chiesa di S. Madora di S. Maria Maggiore: visse ria del Soccorso, detta del Borgo sino all'Anno Santo del 1700. in cui di S. Pietro, colorì la tavola d'Alripiena di gloriose, e di buone opetare, ove è Gesù Cristo in Croce razioni fu sepolta nella Chiesa dei più grande del naturale; In S. FranTeatini in luogo contrasegnato con cesco due quadri laterali all'Altameritevole epitafio: tocca le di lei re di S. Anna; Un'altro laterale lodi il Boschini nelle sue rime pittoresche a fol. 526. all'Altare posto nella Sagrestia di S. Domenico, ed altri spedì per LUCIANO BORZONI nacque in GeChiese diverse in altri luoghi. Nei nova l'anno 1590. Ebbe i principi ritratti poi si è fatta così famosa, del disegno da Filippo Bartolotto che ha avuto l'onore di servire suo Zio ritrattista, e gl'incremenmolte Dame, Cavalieri, Eminen ti nella scuola di Cornelio Cort tissimi Porporati, ed altri qualifidove disegnò stampe, rilievi, il nudo, notomie, e s'arrischiò d'ancati soggetti. Il ritratto poscia di ni 16. a fare ritratti, riducendol lei, è stato ricercato con premuin sì poco sito, che servivano di ra, per aggiuntarlo a quei tanti pietra agli anelli. Sonava la Tiordelli più celebri Pittori, che sono ba, giuocaya di Scherma, era buon nella Galleria dell'A. R. di Tosca 357 LUIGI VARGAS di Siviglia, seguì la parlatore, piacevole nei discorsi maniera di Perino del Vaga, il pronto nei concetti, e di memoria quale fu uno di quegli scolari, che felice, onde la sua stanza era semservivano a Raffaello d'Urbino nelpre frequentata da Nobili Signori le Logge Vaticane. Molti disegni per i quali con istudio indefesso di questo Pittore sono presso il Silavorava maestosi componimenti di gnor Crozat di Parigi, singulariscolorito naturale, di disegno dilisimo Amatore della Pittura, e delgente, di figure vivaci, e compiula Scultura, e Famoso Dilettante tamente istoriati. Ciò fece ancora di Stampe, di Pitture, di Disegni. sopra varie tele, e muri, dipignendi Sculture, e di tante altre cose do la Santissima Nunziata dal Guapreziose. Butron. fol. 122. parla di stado, salendo sopra la scala, caquesto Vargas dette, e morì. Gio: Battista, Carlo, e Francesco furono suoi figli, LUIGI VIVARINI da Murano allievo d'Andrea da Murano; veggonsi e Pittori. Soprani sol. 179. ancora al giorno d'oggi sue pitture LVIGI SILVESTRI figlio d'Israel Silin Venezia, come nella Sagrestia vestri, tanto famoso per i suoi bel dei Ss. Gio: e Paolo, il Redentore li intagli all'acqua forte, che ebbe con la Croce sopra le spalle, dil'onore d'insegnare al fu Monsignopinto l'anno 1414. Gio: Antonio re il Delfino; fu posto da suo Pae Bartolomeo furono tutti Pittori dre sotto la direzione di Bon Bou dei Vivarini. Ridolfi par. 1. fol. 20. logne, e passato in Italia, si guadagnò l'amicizia, e la stima di Car MACHUA DI GRANADA nelle Spalo Maratti in Roma, ed al suo ri gne fu gran Pittore, ed Architorno fu ricevuto Professore nell' tetto: egli seguì la maiera tanto Accademia Reale. Il Principe Eletcelebre di Raffaello d'Urbino. torale di Sassonia l'invitò in Polo Butron fol. 122. nia ove dimora con la sua fami MAFFEO VERONA Veronese allievo d' glia, in qualità di primario PitLuigi Benfatto; portò dalla natura tore, con magnifico assegnamentale speditezza, e velocità nel dito. M. S. pignere, che nei giorni estivi era LUIGI TESTELIN di Parigi Pittore solito la mattina bozzare un qua e Professore nell' Accademia Reale, dro, di mezzo giorno asciugarlo al su allievo di Vovet, fece gran quaSole, e la sera compirlo. Nei fre dri, che veggonsi oggidì nella Chieschi poi, appena erano intonacati sa di Nostra Signora di Parigi, e i muri, che poteansi dire dipinti sono i migliori, che abbia fatto tra tanti altri in luoghi diversi che però molti se ne vedono nei contorni Veneziani. Fu Uomo di Visse coetaneo di Carlo le Brun bel tempo; non istimò i disordini Filibien par. 4. fol. 136. nè le fatiche, onde di 42. anni reLVIGI TRISTAN, Pittore di Toledo, stò colto dalla morte nel 1618. fu scolare del Greco, e mostrò gransepolto in S. Maria Giubenigo. Lade spirito in grandi e picciole figu sciò Agostino il figlio studioso, ed re. Nel Claustro di S. Pietro Martire dipinse S. Luigi Re di Francia universale nella pittura. Ridolfi p. 2. che dà elemosina a poveri; opefol. 148. ra che gli fa grande onore. Altri MANGONE DA FIESOLE scolaro d'Anquadri fece per la Spagna, dove drea da Fiesole, addestrossi nella nel 1649. in età di anni 54. mo Scultura, e nell'Architettura. Rori. Palomino a car. 304. ma vide le prove dei suoi belli disegni 358 mino si voglia che fosse Spagnuolo segni nell'erezione di molti Palagi, fece molte statue per la Corte di e Chiese. Vasari part. 3. libr. 1. fol. Madrid; ed altre di sua mano ben 115. condotte si veggono nelle Chiese di MANNO da Bologna Orefice, StatuaSpagna. Con la frequenza dei lario, e Pittore: vedesi una Madonvori arrivò ad accumulare molto na dipinta nel 1260. sottopostovi il dinaro, ed a maritare una sua fisuo nome; lavorò la Statua di Paglia con un Cavaliere Camerista de pa Bonifacio VIII. che sta sopra la Re. Di anni 67. lasciò la vita nel Ringhiera dei Signori Anziani nel 1667. Palomino tom. 2. a car. 360. la Piazza di Bologna, e fu eretta MANUELE DE WITT fu Pittore oll'anno 1301. Malvasia par. 1. f. 14. tramontano, e dimorò in AmsterVi fu ancora un Pittore Bolognese dam, facendo pitture di Architettuscolaro di Guido Reni, chiamato ra moderna, come pure ritratti dal Gio: Giacomo Manno. naturale. Vivea negli anni 1690. MANS, che così contrassegnava le Jacob de Campo par. 2. a car. 45. opere sue, è degno di memoria, per aver fatto bellissimi paesi e bam- MARCANTONIO BASSETTI Veronese, avuti i principj della pittura da Febocciate; dalla quali che fiorisse lice Brusasorci, passò a Venezia, nel 1677. e che stato sia della Scuoe nel copiare l'opere del Tentoretla Fiamminga accertamente rileto, riportate sopra la carta, e tocvasi. cate di chiaroscuro a olio, non ebMANUELE DE MOLINA Spagnuolo. be chi lo superasse, Tirato dalla dopo avere studiato la Pittura nelcuriosità a Roma, ivi fece studj lale scuole di Spagna, si portò in Itaboriosi. Ritornato in Patria fu ben lia, dove copiando le più belle opeveduto, sì per la rarità dei fondare, e disegnando dal naturale, abiti dipinti, come per la bontà dei le e stimato Pittore riuscì. Imbarcostumi, e dell'opere pie, nelle quacatosi per ritornare in Ispagna, sofli impiegato l'anno 1330. con cari frì in mare tal burasca, che fece ca di Deputato nei bisogni conta voto di vestir l'abito di S. Francegiosi, toccato anch'esso dal male. sco, e lo adempi facendosi frate di piacque a Dio chiamarlo a sè d'anquell'Ordine nella Città di Jaen ni 42. Ridolfi p. 2. fol. 236. Ivi nel Claustro del suo Convento MARCANTONIO BEILAVIA Siciliano, dipinse la vita del suo Padre Seradall'avere lavorato in Roma con fico, con la qual opera si meritò scolari di Pietro da Cortona, crelode ed applauso. Fece pure var desi, che anch'esso uscisse da quelritratti pel buon disegno e colorito la ſcuola. pregiabili. Ma essendo povero fraMARCANTONIO BOTTI Nobile Genote, e non potendo reggere alla spevese, uno dei più fecondi intelletsa che gli occorreva per la competi, che con insolita facilità arrivasra dei colori, e negandogli il Suse al possesso delle lettere umane periore danaro per comperarne dell'aritmetica, della scrittura merquando d'altra parte gli tratteneva cantile, della poesia, dell'arte cotutto l'emolumento, che ritrar pomica, della meccanica, dell'univerteva dalle sue fatiche, talmente si salità nei suoni, fabbricando da sè afflisse, che in età ancor giovanile fantasie d'istromenti diversi in un morì nell' anno 1677. Pa'omino tom. 2. solo. Volle anche sotto Gio: Bera car. 397. nardino Ansalone Napoletano apMANUELE PEREYRA Scultore creprender il disegno, e perchè diletduto Portughese, benchè dal Palotavasi 359 ssimo Principe Eugenio di Savoja tavasi di fare ritratti coloriti di ce per suo genio speziale ha disegnati ra, seguì sino in Trancia un perito e misurati tutti gli Acquedotti deldi tal'arte, presso del quale tratla Fontana di Piazza di Bologna tennessi due anni. Ritornato alla (opera di Gio: Bologna) per darli Patria conferì quanto aveva impaalle stampe, e con le annotazioni. rato con Stefano Borro Milanese, e col disegno di tutte le figure di raro Maestro in simili materie, et essa Fontana l'uno diede lume all'altro. Lavorò dunque col tempo ritrattini, fiori, MARCANTONIO FRANCESCHINI nacque in Bologna l'anno 1648. Desioso d catenelle, pizzi, ed altre cose di ceapprendere il disegno, entrò nella ra con tanta finezza, che fu uno stupore il vederle: diede anco a Scuola di Carlo Cignano, dalla quale ne riportò tal colorito, che pubblico un quadro, ed altri ai suo amici. Catico di gloria partì da si può dire uno dei migliori imitatori di quella bella, amena, e fonMondo nel 1648. d'anni 76. Sopradata maniera. Non solo la sua Patria ni jol. 104. gode in pubblico, ed in privato, a MARCANTONIO CALVI, Aurelio, Beolio, a fresco, ed a secco opere nedetto, e Felice tutti Genovesi, e grandiose, ma la Germania, la Fran figli di Pantaleo, che fu Maestro cia, le Spagne, e le circovicine Citloro nella pittura; parve, che Martà d'Italia, sì per la prontezza del cantonio s'avanzasse più degli alsuo pennello, come per la pulizia, tri, e s'avvicinasse al dipignere pae vago colorito, che sommamente terno: nei buonfteschi non mancal'occhio dilettano. Nella Chiesa del rongli mai esercizj, fu pratichissimo Corpus Domini di Bologna dipinse nel conoscere le maniere dei buoni tutta la volta, la facciata sopra la Pittori antichi; a tal' effetto fu spePorta, l'altare maggiore, ed altri dito in varj Paesi da' Principi per comperare quadri, e ne riportò Altari, e si servì per l'architettura sempre gloria, ed onore. Soprani di Enrico Haffner. Chiamato a Gesol. 75. nova dipinse la Sala del Gran ConMARCANTONIO CANINI Scultore Rosiglio, e gli furono compagni Luig mano fu adoprato dal Cav. BerniQuaini per le figure, e Tommaso no: ebbe un fratello per nome Gio Aldrovandini per l'architettura Ha servito la Santità di N. S. PaAgnolo Pittore, e Scolaro del Domenichino pa Clemente XI. e con i propri coMARCANTONIO CHIARINI nato in lori ha dipinto vaste tele, per istoBologna l'anno 1652. E' stato scorie diverse, le quali servono agli laro per anni 4. di Francesco QuaiArtefici, per riportarle a musaico no, poi un'anno di Domenico Sannel Vaticano. Ritornato a Genova ti, dopo il quale ritornò col Quaidipinse la Volta della Chiesa de no. Con la sua bella architettura Padri dell'Oratorio, con otto Quadipinta, con gli arabeschi, con la droni sotto il Cornicione, che rapprospettiva, e con i sfondati, conpresentano i fatti memorabili del dotti con tanta tenerezza ad un per P. S. Filippo Neri, ivi ebbe per setto punto si è fatto largo nella compagno nell'Architettura il Padre Corte di Modona, col figurista SiHaffner dell'Oratorio medesimo, e gismondo Caula: in Milano, col fratello d'Enrico suddetto. A CreLauzani; in Lucca, con Gio: Gioma nella Chiesa del Carmine coloseffo dal Sole; in Vienna, col sud rì la Capella della Santissima Verdetto Lanzani: ivi servì il Serenisgine, e dipinse la Tavola dell'Altare: 360 di Gio: Batista figlio del Maestro tare: Ultimamente nella Chiesa portossi tanto avanti, che principiò della Madonna del Popolo di Piacenad ajutare il suo benevolo Direttoza ha dipinto la Natività di M. V. re. La buona voce sparsa della sua ed altre cose concernenti a quella virtù, e le ordinazioni, che affollaCapella. In queste Chiese ha semvansi, furono cagione, che con buopre seco condotto Jacopo Buoni Bona licenza s'appartasse dal Maelognese, il migliore allievo di sua stro. Fece dunque vedere in pubscuola, e giovine di grande spirito. blico quanto fusse la forza della il quale nell'età sua di 25. annigli mano nelle statue, nell'architettuha prestato molto d'ajuto nelle fira, ed ancora in qualche operetta gure, e si è servito di Luca Antodipinta. Sopragiuntogli ordine di mo Bistega Bolognese per l'architettura, Soggetto anch esso degno portarsi in Ispagna, là si trasferì, di memoria. Il Franceschini ha semma dopo due anni, assalito da morpre conservato scuola fiorita, e comtale infermità, ivi lasciò la vita in partito ai suoi scolari grazie infini età giovanile. Soprani fol. 192. te, con assistenza assidua, e con sinMARCANTONIO SCALABRINO, Pittor Veronese, dipinse nella Chiesa gulare amore. Fiorisce ancora neldi S. Zeno all'Altar Maggiore due la pittura Giacomo il figlio (ora quadri laterali, con Cristo che diCanonico dell'Insigne Collegiata di sputa fra i Dottori, e s'adorazion S. Maria Maggiore di Bologna) i dei Re Magi. Fioriva negli anni quale, per suo genio, ha copiato 1565. con la maniera di quei temmolte opere del Padre, e di sua inpi. Pozzi a car. 57. venzione, oltre altre cose, ha diMARCANTONIO SERAFINO, Pittor pinto il quadro della S. Cecilia, Veronese, ebbe luoco tra i buoni con altre Sante, per un'Altare popittori del suo tempo. In una sua sto nella Chiesa di S. Maria, detta pittura nella Chiesa di San Vitale dell'Incoronata in Bologna, altres evvi il suo nome coll'anno 1551. ha dipinto i due laterali di detto MARCAURELIO VIZANI fu bonissimo Altare. Mori in Bologna. (a) Scultore di basso rilievo, e faceva MARCANTONIO FRANCIA, così detto ritratti di cera, con tanta isquisiperchè su scolaro di Francesco Frantezza, e naturalezza, che era cosa cia: questo è lo stesso, che Marmaravig'iosa; andò a Milano, e cocantonio Bolognese, o Mancantonio Raimondi Intagliatore di Raffa ello là finì 1 suoi giorni. Fioriva nel 1600. Masini fol. 634. vedi più abbasso Martantonio RaiMARCELLINI per nome CARLO, nacmondi. que in Firenze, e fu scolaro di FeMARCANTONIO PELLINI nato in Palice Riposi. Praticò nei primi anvia l'anno 1664. E' stato discepolo ni l'arte dell'Orefice, ma saputosi di Tommaso Gatti, ha studiato andal Serenissimo Gran Duca Regnancora in Bologne, ed in Venezia: il te il bel talento, e spirito di queil suo genio e di figurare in gransto giovine, lo mandò a Roma sotde, benchè lavori di buon gusto anto Ercole Ferrata Scultore di sticora in piccolo: vive in Patria ma, e di Ciro Ferri Pittore non orM. S. dinario; quindi fu, che riuscì braMARCANTONIO POGGIO Scultore Gevo Scultore, come ne fanno mostra novese studiò da Domenico Bissoni le sue capricciose invennioni, e belVeneziano, e con l'emulazione di (a) Di questo valentuomo S. Maestà ne ha tre pezzi istoriati. le opere in marmo, se quali sono degne di osservazione, Morì d'anni 67. nel di 22. Giugno 1713. M. S. MARCELLO PROVENZALE da Cento, Uomo amorevole, onorato, di buona conversazione, e d'ottime qualità; sebbene fu bravo Pittore, attese però con più genio ai lavori di musaico: si può vedere in S. Pietro Vaticano, dove lavorò con Paolo Rossetti suo Maestro. Tanto grande fu l' eccellenza di questo Artefice, che compose bellissimi qua dretti, e ritratti di musaico lavorato alla ruota, che sembravano dipinti, ma perchè di tali manifatture non fu rimunerato a misura della spesa, e della fatica, tanto si attristò, che l'anno 1639. entrato nel 64. di sua età, morì con dispiacere dei Virtuosi, Baglioni sol. 349. MARCELLO SPARZO Scultore d'Urbino passò la gioventù con quei Maestri stuccatori adoperati da Raffaello in Roma. Avanzato in età andò a Genova, e con l'esercizio degli scarpelli si pose in credito, e beuchè consumasse danaro, tempo e sanità nei fornelli, cercando alchimie, e fissazioni dei mercurj ivi campò poco meno d'un secolo Soprani fol. 298. MARCELLO VENUSTI Mantovano discepolo di Perino del Vaga, poi amato dal Buonaroti, per il quale copiò il suo Giudizio universale da regalarne il Card. Alessandro Farnese, e questo si vede nelle stanze del giardino del Serenissimo di Parma. Sono poche le Chiese di Roma, che non abbiano qualche memoria di questo Pittore, perchè era uomo aggiustato nel disegno maestoso nel componimento, diligente nel finire, vago nel colorire, e facile nel servire. Arricchì le Gallerie di Spagna, e di altre Città dei suoi quadri, e ritratti. 361 Tanto piacquero agl'Intagliatori l' opere sue, che molte furono date alle stampe. Chiaro finalmente di virtù, non meno, che di meriti, morì in Roma nel Pontificato di Gregorio XIII. Michelagnolo il figlio, levato dal Sacro Fonte, ed alleyato nel disegno dal Buonaroti, non assomigliosi al padre, superollo bensì nella mercatura, e nelle fortificazioni. Baglioni fol. 20. MARCHESE TOMMASO GUIDONI Modonese eccellente nel disegno di penna, e di colorire miniature a punta di pennello, Soggetto veramente degno, che meritò tutta la grazia dei Serenissimi di Toscana presso dei quali sono molte manifatture, che adornano la superbissima Galleria Ducale. Vidriani fol. 145. MARCO ARCIS Scultore nato a Tolosa, ricevuto nell'Accademia reale li 26. Agosto 1684. M. S. MARCO BANDINELLI Bolognese, detto Marchino Guido Reni, al quale servì di modello, di servidore, di cuoco, e di Mastro di Casa, per lo spazio di 30. anni; dipinse qualche cosa da sè, e ritrovossi presente al la morte del Maestro. Malvasia par. 4. fol. 58. MARCO BASAITI da Friuli dipinse con più dolce stile degli altri antichi, e diede una certa purità d'arie alle Immagini dei Santi, che muove alla divozione. In Padova, in Venezia, e nei suoi contorni sono in essere opere sue, massimamente quella di Gesù Cristo al lido del Tiberiade, che chiama Pietro, ed Andrea, collocata nella Certosa di Venezia, che tira tutta l'ammirazione a contemplarla: di questa tavola ne fanno memoria particolare il Vasari, ed il Ridolfi par. 1. fol. 24. MARCO BELTRAME Scultore, nela la Chiesa di S. Moisè in Venezia 362 sopra la porta dirimpetto al Pulpi- Vasari par. 3. foglio 717. nella vita del Primaticcio. to eresse il bel Deposito con figure e busto del Canonico Suanovich, § MARCO DA GRA Scultore assai pratico, che scolpi nel Duomo di Mitutto di finissimi marmi. lano le nozze di Cana Galilea, o MARCO BENEFIALE Romano Pittore pera stimatissima. Vasari par. 3. a ha imparato il disegno, ed il dipicar. 21. gnere da Ventura Lamberti; si è avanzato così bene nell'Arte, che MARCO DA MONTEPULCIÁNO scolaro di Lorenzo Bicci, dipinse nel dalla Santità di N. S. è stato eletChiostro dei Padri Olivetani d'Ato per uno di quei Professori, che rezzo le storie della Vita di S. Berhanno dipinto li dodici Profeti tra nardo, che doveva colorirvi il suo i pilastri della nave maggiore nelMaestro, ma a cagione d'un'infermila Basilica di S. Gio: Laterano, ed tà le fece questo poco pratico Pitegli ha colorito a olio il Profeta tore. Baldinucci sec. 2. fol. 100. Giona. Questo è giovine spiritoso di circa 30. anni, e di buona as- MARCO DA RAVENNA, con Agostino Veneziano sotto Marcantonio Raipettazione per la pittura. M. S. mondi si diede all' intaglio in RoMARCO CARDISCO Pittore Calabrema, nè lasciò opera di Raffaello se, il quale fiorì nel 1530. Nella che non dasse alle stampe: marcò Chiesa di S. Agostino di Napoli le sue carte con le lettere M. R. tutte le opere dell'Altare maggio Vasari par. 3. lib. 1. fol. 306. re furono da lui dipinte con 1 di segni di Polidoro, di cui si può MARCO DA SIENA scolaro di Macarino, poi di Daniello da Volterra, credere, che fusse scolaro, allora ed in Roma di Perino del Vaga quando fu in Messina, e nelli consulle direzioni del quale nelle Chietorni della Calabria; operò costui se, nella Sala Regia, in Castello S. più d'ogni altro Pittore, perchè su Angelo, e nei Palagi Romani Vaspedito, e spiritoso; il suo dipilentuomo comparve. Andò a Nagnere a olio, ed a fresco fu di poli, ed oltre le pitture, fece dibuon colorito, moderno, e confaverse piante d'edificj, e compose cente al buon gusto. Morì in Naun voluminoso Libro d'architettupoli d'anni 58. dal Vasari è chiara: morì in fresca età. Baldinucco mato Marco Calabrese. Sarnelli fol. fol. 30. 219. MARCO DEL MORO, Pittor VeroMARCO DA FAENZA, da alcuni detto nese, figlio di Battista del Moro, dei Marchetti, da altri dei Marcirca gli anni 1560 dipinse con for cucci, scolaro putativo di Gio: da te colorito sì ad oglio che a fresco Udine: nei grotteschi, negli arabevarie opere che tuttavia in Verona schi, e nei fregi di stanze fu misi vedono. Aiutò anche il Padre rabile. Nelle Logge, e nelle Sale nei suoi dipinti; ma come non uscì Vaticane dipinse gran tratto di mumai dalla sua patria, così la fama ro con bizzarri capricci: istoriò andel nome suo non molto lungi si cora con franchezza, e fece nudi sperse. Ridolfi par. 2. a car. 127. cotanto risentiti, e ben' intesi, che Rossi a car. 70. era uno stupore a vederli con tan ta facilità sì bene condotti. Dipin- MARCO DESJARDINIS Scultore nato a Breda in Olanda; in giovanile se nel Palagio Ducale di Toscana età fu guidato dal genio a Parigi, servì Gregorio XIII. nel Ponteficate e dopo un grande studio si perfedel quale onoratamente morì, Bazionò nell'Arte, e fatto acquisto glioni fol. 22. 363 MARCO PALMEGGIANO, da Forlì di molta riputazione lavorò per la fu celebre Pittore, di che ampia Maestà del Re, come può giudifede ne fa la bella Tavola nel Cocarsi dalle stampe di Simone Tom ro della Cattedrale di detta Città masino, nella Raccolta delle Figucon Cristo che comunica i suoi Apre del Castello, e Parco di Versailpostoli. Scanelli parla di esso a car. les, non meno che dal Gruppo, in 281. e ne fa avvertiti dello sbaglico cui sta effigiata la Statua pedestre preso dal Vasari a creder quella Tadi Luigi XIV. il Grande, accompagnata dalla Vittoria, col Piedivola fattura di Rondinello da Rastallo ornato con quattro Schiavi venna il tutto di bronzo dorato; che il MARCO RICHIEDE O Pittore di BreSignor Duca della Foglia fece poi scia. Nella Chiesa di S. Tommaso innalzare, ove ora resta esposta in fece il bel quadro di detto Santo. Parigi. Morì Rettore dell'Accadeche tocca il Costato al Redentore, mia Reale li 2. Maggio 1694. d è opera bella, di dolce maniera, anni 54. nell'alloggio assegnatogl' e bene accordata, che lo fa conodal Re nel Louvre, ove pure tenescere per Valentuomo. Cozzando va Scuola. M. S. fol. 123. MARCO DI GUCCIO AGHINETTI laMARCO RICCI, di Cividal di Belvorò in Firenze con molti altri Pitluno, nipote e scolaro di Sebastiatori sulla maniera Giottesca, e ne no, si applicò a far paesi, e a diLibro di ricordanze del Provvedito pingere architetture, nel che riusc re dell'Opera di S. Riparata, sono eccellente maestro. Lavorò per Venotate le sue fatture, e pagamennezia, Germania, Inghilterra, donti circa il 1370. Baldinucci sec. 2. de gli venivano grandi e frequenti fol. 80. commissioni. Portatosi in età di MARCO GENOVESINI Pittore Milaneanni 36. in Londra si fece grande se dipinse a fresco, e a olio opere credito, e servì que' principali Sivarie nella Chiesa di S. Marco gnori, Mecenati della virtù. Arried altre sono dipinte nelle Chiese vato colà anche il Zio, ad olio e di S. Lazzaro, e del S. Sepolcro di a fresco fecero unitamente di belMilano. M. S. le opere, con soddisfazione della MARCO GHERARDI, detto da BruRegina Anna, e di tutta la Corte ges, fioriva nel 1566. Fu pratichisDovendo il Zio ritornar in Italia simo in ogni cosa appartenente per dar compimento a molte sue alla pittura, di buon disegno, va opere già cominciate, Marco il nirio nell' invenzioni, franco nelle fipote si unì con lui ed a Venezia gure, fondato nella prospettiva fece ritorno, dove lavorò a tempra vago nei paesi, e singulare nel disopra pelle una quantità di paesi pignere sopra i vetri. Morì in In di grandezza di due palmi, che a ghilterra. Baldinucci par. 2. sec. 4. gara dai Signori di Europa gli erafol. 147. no ricercati. Le più belle opere di MARCO MELONI sovrano Maestro di questo valentissimo Artefice sì a plastica in Modona, le di cui Imtempra che ad oglio sono presso il magini di Gesù Cristo, di Maria Signor Giuseppe Smith console InVergine, e dei Santi, per la loro glese in Venezia, grande amatorarità, miniatura, e finitezza furo re, e giudizioso estimatore delle cono in varie parti del Mondo trase più rare, per l'acquisto delle sportate. Vidriani fol. 123. quali crede bene impiegata qualunVasari p. 3. foglio 105. que somma. Fu assai compianta Z2 2 364 la morte di Marco, perchè mancato ziano, a distinzione del Seniore, di vita nel fiore dell'età sua l'anno chiamato Tizianello; questi seguì la buona maniera dei Veneti Pittori 1729. (a) e fece somiglianti ritratti. Ridolf. MARCO SAMMARCHI Veneziano bravo Pittore di paesi, e di minute fipar. 3. fol. 142. gure, fiorì nel secolo passato. Mal- MARCO UGGIONI MILANESE piacevole Pittore, su scolaro di Leonarvasia par. 4. fol. 337. do da Vinci, e fiorì nel 1500. VaMARCO SAMMARTINO, Pittor Nasari par. 3. lib. 1. fol. 17. poletano, dimorò in Venezia quasi tutto il tempo di sua vita, e fece MARCO WILEMPS Pittore di Malines, scolaro di Michele Cocxiè, dipaesaggi con piccole figure, che fupinse così bene, che le sue pitture rono assai gradite, circa gli anni parvero di rilievo, disegnò molti 1680. cartoni per tappezzerie, e per AMARCO TULLIO MONTAGNA Romarazzi, fu liberale con chi dimandano praticò con varj Pittori, ajuva disegni per suo studio, e per ditando loro in opere diverse, sicpignerli: morì nel 1561. Baldinucci chè anch'egli perito divenne, copar. 2. sec. 4. fol. 68. me vedesi nei suoi dipinti in Roma. Da Federigo Zuccheri fu con- MARCO ZOPPO Bolognese concorrente d'Andrea Mantegna, furono adotto in Savoja, acciocchè gli fusmendue scolari dello Squarcione se in ajuto nei dipinti in quella dipinse in Padova, in Venezia, in nobilissima Galleria. Fu intendente Pesaro, e nella Patria: finì le Sadi belle lettere, nei teatri rapprecre Immagini con tutta persezione: sentò egregiamente ogni personag a fresco poi dipinse belli, e bizgio, ma la morte repentina lo lezarri ornati riccamente condotti. vò alla gloria, ed alle speranze di April in Bologna fioritissima Scuovedere nuovi progressi. Baglioni la, e n'uscirono franchi Maestri, il fol. 92 Francia, e Lippo Dalmasio: visse § MARCO VANETTI, Pittore della Citcirca gli anni 1498. Vasari, Masità di Loreto, a car. 60. della Vita ni, Malvasia par. 1. fol. 34. del Cignani dicesi essere stato scolaMAREEL Pittore di Francfort scolaro ro di Carlo. di Giorgio Flegel, superò il MaeMARCO VECCELLINO, detto di Tistro nel colorire al naturale fiori, viano, di cui su nipote, e scolaro e frutti in vasi, in vetri, ed in accompagnò il diletto Maestro alla conchiglie: visse anni 55. morì nel Corte di Germania, onde ebbe co1683. Sandrart fol. 337. modo di studiare, e d' apprendere MARGARITONE ARETINO Pittore la buona maniera di colorire. NelScultore, ed Architetto, dipinse sulla Sala del Consiglio degli Dieci la Greca maniera; su uno dei mila lunga tela della pace d'Italia, gliori, e spediti Pittori dei suo il soffitto della Sala dei Pregadi tempi; istoriò quasi tutta la Chiela volta dei PP. dei SS. Gio: e Paosa di S. Clemente d'Arezzo: Golo sono prove erudite del suo pendette la grazia, e la familiarità di nello, con molte altre in diverse Papa Urbano IV. lavorò di MusaiChiese. Spirò l'Anima d' anni 66 co in S. Pietro Vaticano: nella Sculnel 1611. e fu sepolto in S. Maritura guardò l'opere d'Arnosto, e na. Lasciò un figlio per nome Ti(a) Di Marco ha S. Maestà dieci pezzi di paesi con figure, parte ad oglio, e parle a tempra. superò i suoi concorrenti. L'anno 1275. ritornando d'Avignone Papa Gregorio X. morì in Arezzo, dove in quel Duomo fabbricò il di lui Deposito di marmo. Inventò il modo d'indorare, e di stuccare: Morì finalmente nel 1317. in età d'ann 77. e su sepolto nel Duomo vecchio fuori di Città. Sandrart. Vasari par. 1. fel. 32. MARIA CATTERINA LOCATELLI, Bolognese, divenne Pittrice nella scuola di Lorenzo Pasinelli, e dopo aver di pinto privatamente, compa ri in pubblico nella Chiesa della Madonna di S. Colombano, dipingendo nel frontale di una capella un S. Antonio con S. Teresa, e diversi angioletti. Passeggiere Disingannato a car. 119. MARIA ELENA PANZACCHIA nacque in Bologna l'anno 1668. da nobili Parenti; per genio singolare applicata al disegno, ebbe per Maestro Emilio Taruffi, sotto del quale sece alti progressi nella pittura; poi da sè trovata una maniera pronta vaga, ben tinta, corretta, e di bello impasto di colore, dipinse opere gradite a varie Città. Il forte di que sta degna Virtuosa è l'introdurre in amenissimi paesi, ben degradati graziose figurette, che gentilmente si muovono, e vivamente esprimono le loro operazioni; onde hanno meritato l'opere sue d' inclinare il genio, ed il diletto di molti Cavalieri, e Principi a provvedersi di quelle. Vive a gloria della Patria. MARIA ORIANA GALLI Pittrice Bolognese, figlia, e discepola del Bibiena: vedi Gio: Maria Galli. MARIA SIBILLA GRAVIA figlia di Matteo Merian celebre Intagliatore Francfortano, e moglie di Gio: Andrea Gravio Pittore Norimbergese: dipigneva fiori, frutti, erbe, ed animaletti così al naturale, che era uno stupore: ricamò per eccellenza, e dava lezioni d'ogni sua 365 scienza: fioriva nel 1683. Sandrart sel. 337. MARIA TERESA RIEDLIN, dimorante in Dresda in età di anni 20. dipinse con gran diligenza picciole figure all'uso Fiammingo, che incontrano l'approvazione e stima degl'intendenti. Dando essa certa speranza di maggior perfezione, ragion vuole, che il nome di lei abbia luogo in queste memorie aggiunte all'Abecedario, perchè nei curiosi si svegli il desiderio di vedere le opere di lei, che di giorno in giorno con più intendimento e perizia saranno da essa compite. Ha questa Giovine un Fratello di minore età che applicato ancor esso alla pittura mostra di voler col tempo distinguersi. Essa, il Padré. ed il Fratello, sono tutti al servigio di S. Maestà il Re di Polonia munifico Protettore della virtù, e di chi la possiede. MARIANO DA PESCIA scolaro di Ridolfo Ghirlandajo Fiorentino, si portò benissimo nel quadro dipinto nella Capella della Signoria di Palazzo, come pure a chiaro, e scuro ebbe una buona maniera, e l averebbe migliorata, se giovanetto non avesse la vita perduto circa il 1550. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 27. MARIANO D'EUSTERTO, Pittor Perugino, di cui oggi poche pitture si vedono; ma dalla Tavola di sua mano nella Chiesa di S. Domenico di sua Patria, con la Vergine e S. Lorenzo, chiaramente rilevasi, aver esso avuto i buoni fondamenti dell'arte, ed un ottimo colorito. Vivea nell' anno 1570. per testimonianza del Pascoli. MARIENOF su scolare e grande imitatore di Rubens. Fece sua dimora in Brusselles, ed in Utrech e dipinse istorie, che sono assai stimate. Credesi vivesse circa gli anIII 1660. M. 366 MARIETTA TENTORETTA Veneziana fermossi molto tempo. Campò 66. figlia, e discepola di Jacopo Roanni, e morì nel Papato d'Urbano busti, detto il Tentoretto: vesti VIII. e fu sepolto nel porticale gran tempo da uomo, seguendo, di S. Gio: Laterano. Baglioni fol. e servendo nei suoi dipinti il Pa327. dre; erudita nel canto, e nei suoni MARIO BALASSI nacque in Firenze era la delizia del Genitore, che la l'anno 1604. Imparò i principi de negò alle Corti di Massimiliano Imdisegno da Jacopo Ligozzi, dopo la morte del quale entrò nella Scuola peradore, di Filippo II. Re di Spadi Matteo Rosselli; finalmente pasgna, e ad altri Principi. Nel maneggio poi dei pennelli era sempre sò sotto il Passignano, col quale in opera per ritratti di Dame, e andò a Roma, e là fece molte odi Cavalieri, copiò esattamente pere. Viaggiò per la Germania col opere del padre, ed altre ne fece Duca Ottavio Piccolomini, e di rid' invenzione, ma nella sua più torno in Patria, dipinse nella Com florida età, invida morte la pripagnia delle Stigmate il S. Francesvò di vita d'anni 30. e dal Paco, che riceve le piaghe (opera vedre, e dal Marito con pianto amaramente singolare, estimata.) Moro fu sepolta in S. Maria dell' Orrì circa il 1670. M. S. to l'anno 1590. Ridolfi par. 2. fol. MARIO CAPOCACCIA Anconitano lavorò tenerissimi ritratti di stucco 71. Sandrart. dipinti, i quali furono sommamen MARINO BOCCANERA, Architetto Genovese, fiorì in sua Patria circa te graditi. Vasari par. 3. lib. 2. fol. gli anni 1270. Dotato di sertile in253. MARIO Nuzzi Romano, detto cogegno, diede modelli per fabbriche e Palagi, eresse il molo, onde munemente Mario dai Fiori, performasi il Porto di Genova, come chè in quelli da sè fiorì in grado superlativo: furono da Roma trapure ebbe la soprantendenza alla sportati i suoi vasi, o le sue confabbrica della Darsina, per attestachiglie fiorite per varie parti del to del Soprani. Mondo: fu scritto al catalogo degli MARIO ARCONIO Romano Pittore Accademici Romani l'anno 1657. ed Architetto: sebbene non ebbe intera vocazione alla pittura, per la e sopra li 50. morì nel 1672. Pascoli ne sa disusamente la vita nelquale molto s'affaticava; nell'arla 2. par. a car. 57. chitettura però diede prove più fondate: godeva la grazia, ed il tito. § MARIO RIGETTI dipinse in Bologna nel primo altare della Chiesa di S. lo di familiare Pittore del Card. Guglielmo, l'Angelo Michele. Pas Cammillo Borghesi, dal quale volseggier Disingannato a car. 75. le partire, per accomodarsi col Card. Aldobrandino, con la speran- MARIOTTO ALBERTINELLI Fiorentino familiarissimo amico di Fra Bartoza di vedere la Francia, il che non lomeo di S. Marco, la di cui soseguì per la morte di Papa Clemiglianza nel disegno, e nel dipinmente VIII. Assunto poi al Pontito riportò sì bene, che ne diede ficato Cammillo Borghesi, col nomolte prove: era persona inquieta, me di Paolo V. struggevasi in lanè poteva sentire dir male dell'ope grime il povero Mario, per essersi re sue, lasciò l'arte della pittura partito da sì bel servigio: tuttavoled aprì osteria, e procacciandosi ta fatto animo, si gittò ai piedi di migliori vini, trovò modo di far quel Clementissimo Pontefice, en dir bene di se stesso; ma stuffanottenne il Governo di Cori, dove 367 putazione, che ricercatissime furono dosi ancora di tal arte vile, a perle opere di lui. Vivea circa gli ansuasione degli amici, ritornò alla ni 1712. Pozzo a car. 191. pittura. Lavorò in Firenze, in Viterbo, ed in Roma, dove dandosi MARTINO DA MESSINA Scultore fu scolaro di Fra Gio: Angelo Montorin preda ad ogni piacere, infermasoli in Firenze, dove morì, e fu setosi malamente, si fece condurre polto circa il 1560. Vasari par. 3. alla Patria, dove d'anni 45. morì, lib. 2. fol. 75. sepolto in S. Pietro Maggiore circa il 1520. Vasari par. 3. lib. 1. MARTINO DE SECU Pittore di Romersiolaen tenne una bella maniera fol. 49 non molto finita, ma però sommaMARIOTTO DI FRANCESCO METTIDORO, con Raffaello di Biagio Metimente lodata dal Vanmander, e dal doro, e con Andrea di Cosimo RosBaldinucci par. 2. sec. 4. fol. 65. selli tutti Pittori Fiorentini, lavoMARTINO DE VALLE Sacerdote di rò sempre a compagnia con quelli Forlì, studiò la pittura nella scuola del Cav. Carlo Cignani, come sino alla morte, e spartì rispettivamente il guadagno in terzo. Vanella Vita di lui a car. 61. MARTINO DE VOS d'Anversa ebbe i sari par. 3. lib. 1. fol. 105. MARMITA in Parma attese qualche principj del disegno da Pietro suo tempo alla pittura, poi voltossi all Padre Pittore; non per anco uscito intaglio in pietre dure, e fu grandalla puerizia girò il Mondo; stetde imitatore degli antichi: ebbe un te in Roma, e fermossi in Venezia figlio per nome Lodovico, al quale col Tentoretto, nella Scuola del insegno l'arte; questi intagliò figuquale fece gran profitto, massimare in cristallo, lavorò cammei, e per mente nei ritratti, e nei componil'eccellenza dell'opere sue fu sommenti storici; toccò sì bene di pae mamente da tutti stimato. Vasari si, che molti n'introdusse nei quapar. 3. lib. 1. fol. 296. dri del Maestro. L'anno 1559. riMAROT Intagliatore instancabile, dietornò alla Patria; insegnò a Pietro de alle stampe varj Libri di Palasuo fratello, ed a Guglielmo figlio gi, d'Edificj, di Tempj, di Giardidel detto Pietro. Copioso, e granni, di Fonti, e di Storie. Sandrari de Inventore fece molte pitture, e fol. 375 diede alle stampe quantità di caMARTINO CARLIER Scultore di Piepricci, e di storie intagliate da Gio: ne, in Picardia, Professore nell'Ace da Raffaello Sadeler. Fu Uomo cademia Reale di Parigi, M. S. di grande statura; visse molti anni MARTINO CINGAROLI, nato in Vee passò all'altra vita nel 1604. rona da Padre pittore di poco conSandrart. Ridolfi. Baldinucci par. 2. to, ma provisto dalla natura di tasec. 4. fol. 83. lento superiore a quello del Padre Suo Ritratto va alle ſtampe. da sè, e col consiglio di Giulio CarMARTINO DI CARMOIS Signore di pioni, che in quel tempo in VeroLaure, degno Mecenate della Pitna trovavasi, riuscì singolare nel ditura in Parigi. Il genio, che nupignere istorie di piccole figure sidriva per la Pittura, e per la Scultuate in ameni e ben intesi paesag tura, lo rese d'una teorica singulagi. Crescendo il suo credito, fu re in queste due arti, nelle quali chiamato a Milano dal Baron Margodeva il piacere di esercatarsi, per tino grande amatore della Pittura guadagnarsi stima maggiore presso che gli diede impiego, e modo di 1 Dilettanti del suo tempo, e gl'imesercitarsi, con che si alzò a tale ripresse nell'idea il proteggere i Pro 368 versa, scolaro di Francesco Floris, sessori, e cavarli dalle oppressioni dipinse favole, finzioni, storie in dei Sovraintendenti all'Arti, per grande, ed in piccolo. L'opere sue vederli immuni nell'esercizio: quinfurono molto stimate dagli altri Pitdi fatta constare la nobiltà della lotori. Egidio, Giorgio, Nicolao, ro professione, e spalleggiato, l'im Martino, che andò nell'Indie, fupegno di scuoterli dal giogo delle rono tutti suoi figli, e bravi Pittoaltre Arti mecaniche, e soggette ai ri. Sandrart fol. 248. pagamenti, impiegò tanto sapere, e credito, e mezzi, che tirata la MARTINO EMSKERKEN figlio d'un povero agricoltore nelle parti dell'OPittura dallo stato languente, ove landa, nacque l'anno 1498. Desioso era tra i mestieri, la rimise nell'odel disegno, lo ricercò da Cornelio nore dell'Arti liberali. Unì i più Arlemese, poi da Gio: Schorel, ed celebri Pittori, e fattone un corpo in fatti arrivò alla perfezione del di dodici, questi governavano gli Maestro, il quale per timore, che altri, sotto la sua direzione. Fu lo non oscurasse la di lui gloria lo cacstesso, che gettò i primi fondamenciò dalla Scuola. Andò a Roma, ti della celebre Accademia di Pittudove disegnò, dipinse, ed intagliò. ra, la quale poi dalla mano regia Ritornato alla Patria con più fonfu stabilita in Parigi, ed ebbe luodata maniera, fermossi 22. anni in go nel Reale Palagio, sostenuta con Arleme, dopo i quali, nel 1574. Ufiziali, e Professori, ed animata morì, e fu sepolto nel Tempio Mag. con annue pensioni, che ella distrigiore. Sandrart fol. 265. buisce a chi bene operando, sa meritarle. Quì mi vedo in debito di Di questo Martino S. E. il Signor Conte de Brill Primo Ministro di S. M. dare notizia ai virtuosi Professor: il Re di Polonia, ed Elettor di Sas. della Pittura, che un tal fatto sesonia, in Dresda possiede due grandi guì nelle Spagne al tempo di Filip quadri con molti ritratti degni di ampo IV. dove protetta, e difesa l'Armirazione te della Pittura da Sapientissimi AvMARTINO FALCHEMBURG fratello di vocati, meritò di essere liberata dalLuca Pittore Mechelinese, fu Pittole pensioni, e pagamenti, coll'esse re artificioso, ed insigne: in Francre dichiarata Arte liberale, nobile fort fu molto adoperato da quei Pried eminente. Parimenti in Genova mati: ivi morì nel 1636. Sandrari al tempo di Gio: Batista Paggi fafol. 290. mosissimo Pittore, ottenne da que MARTINO FREMINET allievo di suo Savio Senato decreto favorevole per Padre mediocre Pittore Franzese la libertà, ed indennità da ogni l'inviò in Italia, e si fermò sette pensione, il che servì poi di norma anni in Roma, ed aderendo partia quel gran Principe dei Pittori colarmente alla gran maniera di MiPietro Paolo Rubens in Anversa chelagnolo, quella sostenne; testidi far risorgere la nobiltà della memonio, con tanti altri, sia un sodesima, e finalmente in Bologna lo, il vedere i belli quadri, che mia Patria, dove l'Accademia Cledipinse nella Capella Reale di Fonmentina dei Pittori, Scultori, ed tanablò, cominciati sotto il Regno Architetti, è stabilita per ordine di di Enrico IV. e terminati sotto LuiN. S. Papa Clemente XI. e ottenne gi XIII. da cui fu onorato coll'ordall'Eccelso Senato tale privilegio, dine di S. Michele, Morì nel 1619. e favore d'anni 52. Depiles fol. 460. MARTINO DI CLEF, O CLIVESE fra tello d'Enrico, e di Guglielmo d'An- Scul Scultore, e amico di Tiziano, Dove abbia operato non mi è occorso di risaperlo, solo trovo fatta menzione di lui dal Ridolfi nella vita del Palma glovine a car. 201. par. 2. dove ricorda il ritratto di lui fatto per mano di Tiziano, che conservasi in Casa Dolfin. MARTINO PEPYN di Anversa diede opera alla Pittura nella scuola di Rubens, e fu buon pittore d'istorie. Vide Roma, ove anche si fermò per compire le molte commissioni che date gli furono. Vivea negli anni 1658. MARTINO REZI Scultore, oriondo da Lugano, si accasò in Genova, iv. le sue statue fecero bella, e gradita comparsa in pubblico. Simone il figlio, non meno del Padre si portò bene, ma grovine morì, e poco dopo lo seguì il Genitore in età virile. Sopraui fol. 321. MARTINO RICHART di Anversa studiò ivi la pittura, e fu bravo pittore di paesaggi con architetture e rovine di fabbriche. Morì in Patria nel 1636. Jacob Campo par. 2. a car. 7. MARTINO ROTA copiò due volte il samoso Giudizio del Buonaroti, ed in grande, e piccolo lo diede allo stampe intagliato a bulino; come pure tagliò alcune opere di Raffaello, e di Federico Zuccheri. Baldinucci fol. 5. MARTINO SIVESTA antico Miniatore nominato dal Vasari par. 3. a car. 859. MARTINO TEDESCO nel chiaroscuro mostrò un gran possesso; in Venezia condusse con tanta fierezza le battaglie, che non si può far di più: bastava non lasciargli mancare il vino, perchè quanto era più cotto, e riscaldato, tanto più lavorava con bravura. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 39. MARZIO DI COLANTONIO Romano, nato da Padre Pittore di grotteschi, 369 dal quale imparò il maneggio dei colori a fresco: diedesi poi in ultimo a far battaglie in piccolo, e furono così gradite, che il Card. di Savoja seco lo condusse in Piemonte, dove dopo lunga dimora morì in fresca età nel Pontificato di Papa Paolo V. Baglioni fol. 165. MASACCIO da S. Gio: di Valdarno Territorio Fiorentino. ) Nacque l'anno 1417. fu scolaro di Masolino, e tanto l'imitò, che morto il Maestro, riassunse l'opere imperfette, terminandole con tutta perfezione. Fu il primo che facesse posare le figure, le quali per l'avanti stavano in punta di piedi; levò il tridume delle pieghe, facendole quadre, facili, e naturali: poco curossi della pulizia; vestiva dimesso, però lo chiamavano Masaccio, in cambio di Tommaso. Dalle sue pitture nel Carmine di Firenze hanno imparato molti Pittori, e piacevano assai al Buonaroti. Nel fiorire dei 26. anni, morì non senza sospetto di veleno, e fu sepolto nel Carmine. Vasari par. 2. fol. 205. MASSIMILIANO SOLDANI BENZI Nobile Fiorentino, discendente per fildiritto dar Benzi da Figline, e da Lucolena, Signori Potenti, e Magnati della Città di Firenze, e del Contado, dove possederono più Castella, e Signorie, conforme è noto per le storie: essendo pervenuto all' età di 20. anni, mosso dal genio al disegno, vi su applicato dai suoi Maggiori l'anno 1678, sotto Baldassare Franceschini, detto il Volterrano; dopo due anni dal G. D. Cosimo III. Regnante fu mandato a Roma a studiare sotto Ciro Ferri Pittore, ed Ercole Ferrata Scultore, ed ivi per quattro anni trattenutosi, fece considerabilissimo profitto collo studio continuo dell'ottimo antico, e moderno, onde fece cinque rovesci, ed il ritratto in medaglia per Cristina Regina di SveAaa 370 Svezia, il ritratto in medaglia del tagliare in rame, e questa bell'arte principiò circa il 1460. Pontefice Innocenzio XI. di alcuni MASO MAzzOLI, detto Maso da San Cardinali, e d'altri personaggi, e Friano Pittore scolaro di Pietro Franmodellò d'invenzione cose varie cesco di Giacomo di Sandro, nac Mandato a Parigi dal suo Sovrano, que circa il 1536. in quadri minoper raffinarsi nello studio delle medaglie, ebbe l'onore di fare in meri, e maggiori, pubblici; e privati daglia di straordinaria grandezza il mostrò gran talento, come pure in ritratto di Luigi XIV. come parialcune storie per la morte del Buomenti ritornato in Patria fece quelnaroti, e per le nozze della Regili del Gran Duca, della Gran Duna Giovanna. Vasari par. 3. libr. 2. chessa Vittoria della Rovere, e de fol. 280. gli altri Principi, Personaggi, MASO PAPACELLO da Cortona, ebLetterati. Per 1 suoi Principi paribe per Maestro nella Pittura Giumenti fece opere varie d'oro, e di lio Romano, e lavorò in compabronzo; per Principi oltramontani, gnia di Benedetto Caporali nel Pagruppi, bassi rilievi, e statue, e per lazzo del Cardinale Silvio Passeritutto fece risonare glorioso il suo ni, ed altre opere a fresco fece in nome. Vive prosperamente in Padetta Città. Fioriva circa gli anni tria stipendiato da S.A.R. 1510. Vasari nella Vita di Luca SiMASO BOSCOLI da Fiesole Scultore, gnorelli, tom. 1. a car. 432. e scolaro d'Andrea da Fiesole, l'an- MASORINO DA PANICALE scolaro di no 1522. lavorò in Firenze con SilLorenzo Ghiberti, poi dello Starnivio Cosini in un sepolcro d'Antona, s'avanzò (con tal sapere sopra nio Strozzi, andò poi a Roma, gli altri Maestri, per la forza, per nei lavori di marmo fu assai adola grandezza, per la morbidezza, perato. Vasari part. 3. libr. 1. fol. rilievo delle figure, arie bellissime di teste, e per la tenerezza, che da 115. MASO DA BOLOGNA Pittore eccellentutti era stimato uomo eccellente. te negli anni 1404. Dipinse la CuFurono brevi i suoi giorni, cioè anpola vecchia della Cattedrale di S. ni 37. e fioriva in Roma nel 1440. Pietro, che poi l'anno 1570. fu fatdove per indisposizione d'aria non ta gettare a terra dal Card. Gabriel potendo risanare, convennegli perlo Paleotti Vescovo di Bologna, o dere la vita. Vasari part. 2. sol. 196. rifatta di struttura, e di pitture più moderne, di mano di Cesare Are- MASSIMO STANZIONI Napolitano Pittusi, sul disegno di Gio: Batista Fiotore d'alto grido, le di cui opere rini. Masini par. 1. fol. 108. meritorono entrare nella Capella MASO FINIGUERRA vantò nome glodel Tesoro, che è nella Cattedrale rioso in Firenze nel lavorare di budi Napoli, dove lavorò a compelino, e fare di niello, nè mai si vitenza dello Spagnoletto, del Dode, chi in piccioli spazj introdumenichino, e del Lanfranchi, che cesse tanto numero di figure, quansopra grandissime lamine di rame to fece egli, come si vede da cerdipinsero quel sacro luogo: la sua ce Paci, in S. Gio: istoriate con la maniera fu morbida, e simile a quelPassione di Gesù Cristo: fu compela di Guido Reni, benchè mai l'atitore d'Antonio Pollajuolo. Vasavesse veduto; tanta era la venerari par. 1. fol. 371. Il Baldinucci nelzione, che aveva di sì grand' uola vita d'Alberto Duro fol. 2. scri mo, che soleva chiamare beati queve, che fu il primo Inventore d'ingli Scolari, che l'avevano avuto 371 del buon Nicodemo; il S. Sebastiaper Maestro. Morì Cavaliero d'ono, e le figure interiori, ed este nore. Girupeno fol. 72. riori in S. Michele, sono gloriose MATTEO BORBONI Bolognese scolaro memorie di questo celebre Virtuodi Gabriello Ferrantini, e dei Felso, che superò ogni altro Scultore lini; riusci fondatissimo Pittore frescante di quadrature, e figurista dei suoi tempi, e può dirsi paregpassò in Avignone, ed in altre Citgiasse il Buonaroti, benchè fioristà di Francia al servigio di Princise nel 1444. Soprani fol. 265. pi diversi. Fioriva nel 1644. Masi-MATTEO COCK fratello di Girolamo ni fol. 633. d'Anversa, amendue paesisti: il priMATTEO BRILLI d'Anversa fratello mo colà introdusse qualche migliodi Paolo, amendue famosi paesisti ramento di paesare riportato dall' che nell' invenzione, nel componiItalia, ma però con finimento, e mento, nelle prospettive, nelle de leccatura Fiamminga: il secondo abgradazioni, nelle lontananze, nelle bandonando la pittura, e l'intaglio, introduzioni di fiumi, d'anticaglie si diede alla mercatura dei quadridi ruine, dirupi, strade, boscherecdai quali ritrasse ricchi guadagni. cie, ponti, figure, e d'animali Fiorirono nel 1555. Baldinucci p.2. portarono in Italia un bel modo di sec. 4. fol. 72. pignere paesi, i quali ridussero poi MATTEO DA LECCIO cercò d'imitare a miglior forma con i fondamenti il Salvieti, ed il Buonaroti; dipinTizianeschi, e Carracceschi. Matteo se nella Capella di Papa Sisto IV. dunque fratello maggiore s' introin Vaticano la storia di S. Antonio dusse nelle Gallerie, e nelle Logge in mezzo alli demonj, in diverse Vaticane, al servigio di Papa Gre attitudini, che è opera terribile. gorio XIII. ma durò poco la sua Vago di girare il Mondo, vide le fortuna, perchè la morte fermò il Spagne, l'Olanda, e Malta; finalcorso ai suoi pennelli nel 1584. mente viaggiò per l'Indie, e là actrigesimo quarto di sua vita. Balquistò molte ricchezze, ma troppo dinucci par. 2. sec. 4. sel. 186. avido di riportare tesori alla patria MATTEO CIVITALI Scultore Lucche tanto s'affaticò, che ivi mori. Base (detto dal Vasari Matteo Lucche glioni fol. 31. se) si può dire, che fusse un miMATTEO DEL NASSARO Veronese Soracolo dell'arte, se avendo sino all' natore, e Musico di buon grido età di 40. anni esercitato la proimparò intagliare pietre preziose da fessione del barbiere, cambiate le Niccolò Avanzi, e da Galleazzo lancette, ed i rasoi in scarpelli, e Mondella. In un pezzo di diaspro mazze nella scuola di Giacomo del verde, macchiato di rosso, intagliò la Quercia Scultore Sanese, tanto Cristo deposto dalla Croce con tans'avanzò, che rese loquaci i marta diligenza, che fece riuscire le mi a parlare della sua perfezione; piaghe in quelle parti del diaspro, ridusse a bel finimento, e tenerezche erano macchiate di sangue, e za l'Adamo, ed Eva, 1 SS. Zaccafu opera rarissima. Andò in Franria, Elisabetta, ed altri due Profecia, e da Francesco I. ritrovò grati, che adornano la Capella di San zia, e provvisione uguale alla sua Gio: nella Cattedrale di Genova grande virtù: fu Uomo liberale In Lucca le statue all'Altare di S e generoso, e più tosto donava le Regolo; il Tempietto ottangolare manifatture, che lasciarle per vile di marmo, per riporvi il Santissiprezzo, che però formato bellissimo mo Crocefisso, lavorato per mano cammeo per certo Barone, che intenAaa 2 deva fu la sua Patria; vivea nei tempo deva pagarlo con poco danaro, lo d'Alberto Duro, e fioriva nel 1510. pregò, e scongiurò più d'una volnella pittura, e nell' intaglio con ta a prenderselo in dono, ma quelmetodo Dureriano; molti dei suoi lo instando di volerlo soddisfare, rami rendonsi difficili a conoscere diarmato d'un modesto sdegno, dieversi da quelli d'Alberto. Sandrart de di mano ad un martello, e l'infel. 225. franse. Disegnò quantità d'ArazMATTEO JACOPI di Casentino, stimazi, e d'ordine Regio assistette alle to fratello di Jacopo da Pratovecfatture in Fiandra. Rivide la Pachio, su annoverato fra gli Accatria, poi ritornò alla Corte, e fu demici Pittori Fiorentini l'an. 1373. fatto Maestro dei conjdella Zecca Baldinucci sec. 2. fol. 43. Fiorì con buona scuola, e dopo la morte del Re, che seguì l'anno MATTEO Inglese di nazione, Pittore Regio per fare ritratti, ed altre co1547. anch'esso morì in Francia se, fu molto stimato, fu impiegato Vasari par. 3. lib. 1. fol. 294. ai Gobellini, Morì nel 1674. FiliMATTEO DA SIENA pratico paesista bien par. 4. fol. 218. e prospettivista, ajutò diversi Pit tori in Vaticano, e nelle Chiese di MATTEO INGOLI, detto Ravennate arrivò in Venezia fanciullo, e fu Roma; introdusse nei loro dipinti accolto da Luigi Benfatto, che gli paesi, vedute, e prospettive: fu fu Maestro nella pittura, dopo la Uomo stimato dai Pittori, per la morte di lui, segui la maniera del rar ità della sua virtù, e della noPalma giovine, e studiò l'architetbi le conversazione. Roma pianse la tura, sicchè in Venezia, e nelle cirdi lui morte, seguita nell'undeciconvicine Città dipinse sino alli 44 mo lustro del 1588. e ne fece me anni, e mancò nel contagio del 1631. morabile Deposito. Baglioni sol. 4. Ridolfi par. 2. fol. 252. MATTEO GONDOLACH Casselese. GuiMATIEO LAPPOLI Aretino scolaro d' dato dal genio a Praga, entrò nell D. Bartolomeo Abate di S. CleAccademia di quei rinomati Pittomente, miniatore, e Pittore: poche ri, e per la vivacità del suo inge Chiese sono in Arezzo, entro le gno, e spirito nell'inventare, guaquali non vi sia qualche memoria dagnò luogo primiero fra quei Vir dei suoi pennelli, come narra il tuosi. Assunto al servigio di CesaVasari par. 3. fol. 355. re, godette molti vantaggi, e graMATTEO MANEMACKEN Scultore di zie nella Corte Imperiale, dove seAnversa, ricordato dal Vasari p.3. guì la sua morte l'anno 1651. Sana car.860. drart fol. 317. MATTEO GREUTER d'Argentina abitò MATTEO MERIANI nato di Padre Senatore in Barberia l'anno 1593. Ein Lione, ed in Avignone, pigliò ducato nelle belle lettere, imparò la strada di Roma, e facendosi co il disegno da Teodoro Mayr; nell' noscere per uno spirito sublime nell' intagliare rami ebbe una mano tanintagliare in rame con prestezza, to spedita, ed un ingegno cotanto concluse alquanti rami di conclusioelevato, che vedonsi Libri interi da ni per i Collegj; intagliò carte geolui effigiati, oltre tanti altri per grafiche, dilettossi di matematica diversi Intagliatori disegnati, che e finì la vita nel 1638. negli anni però meritamente fu dichiarato il 72. Tu erede della virtù paterna Lume degli Artefici Germani: visGio: Federico. Baglioni fol. 399. se 58. anni; fu sepolto nel CiniteMATTEO GRUNEVALD, detto comunerio di S. Pietro in Francfort. Matmente Matteo d'Ascassemburgh, che 373 ciferi, ed in S. Maria Maggiore di teo Meriani il giovine gli su figlio Venezia. Ridolfi par. 2. fol. 281. nacque in Francfort l'anno 1621. su educato nelle lettere, e nel dise- § MATTEO POzzo circa il 1460. fu uno de' migliori Scolari dello Squargno dal Padre, sortì i progressi delcione, ed ebbe uguali a sè in detla pittura sotto Giovachino Santa scuola nella cognizione e pratidrart, e variando diverse Città, ca dell'Arte il Mantegna, Marco con buona fortuna, e singolari onoZoppo, Dario da Trevigi, e Girori, gran Pittore per tutto comparlamo Schiavone, i quali si lasciave. Sandrart fol. 320 e 358. rono indietro tutti gli altri scolari di MATIEO NANINI menzionato neldetto Maestro, che furono al nula Vita di Carlo Cignani a car. 60. mero di 137. Ridolfi nella Vita delcome scolaro di sì grande Maelo Squarcione a car. 68. stro MATTEO ROSSELLI nato in Firenze MATTEO POCELLI fu uno di que l'anno 1578. Imparò il disegno da scolari, che il Giordano menò seco Gregorio Pagani, poi andò col Pasquando andò in Ispagna, e tanti signano a Roma, ove studiò l'ope doni ebbe da quel munifico More di Raffaello, e di Polidoro; rinarca, che ora si mantiene con detornato alla Patria, finì molte opecoro, dipignendo soltanto per suc re rimaste imperfette per la morte. piacere quadri di divozione. Vive del Pagani: sebbene non diede un vecchio in Patria, e nella Vita del certo scioglimento, e risoluzione Giordano a car. 391. è qualificato bizzarra alle sue figure, ebbe però per uno de' suoi più cari allievi. una maniera vaga, bell'arie di teMATTEO PASTO, Pittore e Sculste, buona invenzione, accordo sintore Veronese, per la fama di sua golare, esatto disegno, ottimo movirtù andò al servigio di Maometdo nell'insegnare, accompagnato to II. Imperator dei Turchi, cui dall'amore, e dalla carità verso i avendo servito con piena foddisfasuoi scolari; qualità tutte, che lo zione, fu largamente premiato secero comparire a fresco, ed a olio Viveva egli circa la metà del secon istorie copiose, e quadri innucolo decimoquinto. Pozzi a car. merabili. Fu Uomo religioso, caritatevole, e sincero; morì l'anno MATTEO PEREZ d'Alissio nelle Spa1650. sepolto nella Chiesa di Sar gne fu grande Disegnatore, IntaMarco. Baldinucci par. 3. sec. 4. fol. gliatore, e Pittore, egli fu in Roma, e seguì la maniera di Michelagnolo Buonaroti. Lavorò a San MATTEO SANTACROCE fratello di Scipione, di Luca, di Giulio, e d'ACristofano di Siviglia un'opera a fregostino Scultori Genovesi, detti il sco più grande, che mai si sia vePippi, perchè figli, e scolari di Fiduta, basta il dire, che la polpa lippo, detto Pippo, come s'è pardelle gambe delle figure è due pallato a suo luogo. Matteo dunque mi di larghezza. Butron fol. 121. sopra gli altri fratelli s'avanzò con MATTEO PICCIONI Marchigiano è scritl'erudizione, e con la natura quieto al catalogo degli Accademici di ta. Giulio su cervello bisbetico Roma l'anno 1655. che in pena d'avere tagliato una MATTEO PONZONI Veneziano scolaro mano ad un suo avversario, e getdi Sandro Peranda, vantò dalla na tata nella marina, fu condannato tura nobilissimi tratti, e sublimitaalla galea, ma per l'eccellenza dell' lenti nella pittura, come dalle sue arte, liberato da quella, convenneopere nella Chiesa dei Padri Cro 374 gli impiegarsi nei lavori della Sala Lanfranchi, e trovasi scritto al Cadel Gran Consiglio. Luca, ed Agotalogo dei Professori del disegno in stino, con quiete attese all'arte. Roma l'anno 1657. Napoli, e RoFrancesco fu figlio di Luca; modelma furono i due poli principali lò, e scolpì in grande. Gio: Batidove girò la sua fortuna. Chiamasta ebbe per Padre, e Maestro Matto dal gran Mastro a Malta dipinse teo, lavorò in legno, ed in avorio nella Chiesa della Nazione Italiabellissime figure: vedi Filippo Sanna, e per altre opere insigni meritacroce. Soprani fol. 196. tò d'essere fatto Cav. GerosolimiMATTEO STOM, O STOMMA figlio di tano, e decorato con la CommenMatteo Pittore Olandese; abbandoda di Siracusa, come si deduce dal nato bambino dal Padre, e cresciulibro dedicatogli in Napoli, intitoto in età, imparò il disegno da Orlato: Lettere memorabili, istoriche, e lando Olandese Pittore di paesi, e politiche d'Antonio Bulison. di battaglie; sicchè anch'esso appliPascoli no fa la vita a car. 103 2. parcato alla maniera del Maestro, late. [b] vorò sempre con gloria dell'arte: MATTIA VAN-DER-BERG fu allievo d'anni 53. divenne cieco, e dì 59. del Rubens, nella cui scuola si femorì nel 1702. in Verona. M S. (a) ce tanto valente nei ritratti, che MATTEO WITHAOS, nato di là da vengono apprezzati quanto quelli monti, imparò la pittura da Vandel Maestro. Nacque in Iper Città Copen, e come il Maestro si distindi Fiandra nel 1615. e morì nel se nei paesaggi, così egli fu singo1685. lare nel dipingere erbe, con rap- MATTIUCCIO SALUCI Pittore Perugipresentare in esse serpi, rospi, luno insigne in fare grotteschi; fioricertole, ed altri schifi animali così va nel secolo passato, Morelli fol. al vivo, che facevano orrore e paura a chi gli mirava. Vivea circa MATURINO FIORENTINO scolaro di gli anni 1680. Baldinucci sec. 5. a Raffaello d'Urbino: nel tempo, che car. 622. in compagnia di altri condiscepoli MATTIA FUESSLI Tigurino scolaro di lavorava in Vaticano, tanto s'affeGottardo Ringhi, imparò da sè col zionò a Polidoro da Caravaggio copiare ogni sorta di disegni, e di povero Muratore, che servendogli stampe, dimorò in Venezia, e neldi Maestro, lo ridusse a tale stato le battaglie, nelle tempeste, e nedi perfezione, che gli giurò perpegl'incendj notturni vanto nome sintua compagnia sino alla morte; ed golare. Sandrart fol. 282. in fatti lavorarono insieme senza MATTIA KAGER nativo di Monaco, distinzione, o suggezione, termiPittore, ed Architetto: con la sua nando l'uno, o correggendo, o divirtù si guadagnò il Senatorato di segnando le cose dell'altro: nei chiaAugusta: gode quella Città bellisriscuri, nell'anticaglie, nei vasi, sime piante d'edificj, e di pitture nell'urne, e nelle storie, incompadalla sua mano formate, vivea l'anrabilmente con bizzarra invenzione no 1566. Sandrart fol. 317. dipinte, si vede in Roma a qual MATTIA PRETI da Taverna in Calaeccellenza giunsero. Il sacco di Borbria, comunemente detto il Caval. bone, seguito l'anno 1527. sciose Calabrese, è stimato scolaro del i due amici, fuggendo Polidoro a Na. (a) Di lui ha S. M. cinque pezzi di battaglie (b) Di lui Sua Maestà ha quattro pezzi istoriati. 375 Napoli, e Maturino, dai patiti dicole Ferrata. Ab. Titi fol. 373. sagi, morì in Roma, sepolto in S. MELCHIORE GILARDINO Milanese scoEustachio: vedi Polidoro, Vasari p. 3. laro, genero, ed erede del bello lib. 1. fol. 262. studio di Gio: Batista Crespi, detto MAURO MALDUCCI, Sacerdote di il Gerano: compì molto opere laForlì, e buon Poeta, di quanto sepe sciate imperfette per la morte del pe nell'arte del dipingere fu debiMaestro, e comparve nelle Chiese tore a Carlo Cignani, nella cui con altre di sua invenzione, che scuola si addottrino. Vedi la Vita del meritano lode, perchè in quelle si Maestro a car. 61. vede il gusto, e la maniera del MAURO ODDI Parmigiano, inviato a Maestro. Ebbe tanto genio alle coRoma dalla Serenissima Duchessa se del Callot, che molte battaglie, Maria di Parma, per apprendere la e storie su quel gusto, diede alle pittura sotto Pietro da Cartona stampe all'acqua forte; morì l'andopo sei anni di studio, fu chiamano 1675. e lasciò un figlio, che dito a Parma, per dipignere l'Appigne bene di battaglie, e di figupartamento Ducale in Colorno, core. M.S. me eseguì in poco tempo, e con MELCHIORE KUSEL d'Augusta Intagran diligenza; dal che s'acquistò gliatore di bulino, e d'acquaforte: l'onore di Pittore, e d'Architetto si vede un Libro della Passione di di Corte. Lavorò a olio, a fresco Gesù Cristo inventato da Guglielcol bulino, ed all'acqua forte. Parmo Baur, altri Libri d'orti, di fonma, Piacenza, e Modona fanno pubti, di porti di mare, un Pastorfiblica mostra dei suoi dipinti. In do, ed un Ovidio dalla sua mano tre anni disegnò due mila Medaglio mirabilmente intagliati. Matteo il di quelle della Galleria Ducale di fratello anh'esso attese al bulino, Parma. Scrisse due Libri delle ree nella Corte Cesarea, e Bavarica gole dell'Architettura, e sperava si fece grande onore. Sandr. f. 365. darli alle stampe, ma la morte nell' MELO FLAMEUR Franzese trovò la maanno 1702. essendo entrato nel 63 niera di manipolare i metalli, ed i di sua età, levollo dal Mondo, e Marmi più preziosi alla somiglian lasciò due figli pittori. M. S. za del veri. MEGANIO DI BRABANZIA franco nel MELOzzo DA FORLI' [per errore da dipignere a fresco in grande, ed in qualche Autore stimato lo stesso piccolo con bellissime forme di paeche Benozzo Fiorentino] cercò cosi, incontrò grandi onori nella Citstui nei secoli passati l'arte del dità di Vienna. Sandrart fol. 385. pignere dalli più rari Maestri, e benMELCHIORE BERTEL Scultore di Sasche nato in buona fortuna, poco sonia, in Patria, in Roma, ed in stimò il servire ai suoi Maestri in Venezia superò molti concorrent. qualità di famiglio, e di macinatonelle pubbliche statue, e pure go re dei colori, per giugnere all'acdette sempre poca fortuna, anzi per quisto della pregiata virtù della pitdolore di vedersi cotanto sfortunatura, come in fatti sortì, in partito, morì in Dresda l'anno 1674 colare nelle bizzarrie dei scorci, coSandrart fol. 378. me nella Tribuna dei SS. AppostoMELCHIORE CAFFA' Maltese Scultore li di Roma, che è una maraviglia scritto al catalogo degli Accademiil vederli, come chiaramente li deci di Roma l'anno 1662. dove moscrive Io Scanelli fol. 121. rì lavorando il S. Tommaso in San Vasari fol. 214. 1. p. nella vita di BeAgostino, che poi fu finito da Ernozzo. ME 376 MENECHINO antico Statuario Scrittore dell'arte della Scultura, e riferito dal Lomazzo, per celebre Artefice. Menechino fu anco chiamato Domenico Zampieri, detto il Dominichma. § MICHELANGELO ALIPRANDI Veronese, e scolare di Paolo Caliari, dipinse in pubblico ad oglio ed a fresco in Patria ed in Venezia; e dell opera di lui si valse Paolo nelle sue grandi opere a fresco. MICHELAGNOLO ANSELMI Sanese, detto Parmigiano, per lunga dimora in quella Città; lavorò nella Steccata di Parma la Coronazione di M. V. col cartone, e col disegno di Giulio Romano, facendovi altre opere di propria invenzione. Fioriva circa il 1545. Vasari par. 3. lib. 2. sol. 12. MICHELAGNOLO BERTOLOTTO Genovese figlio, e scolaro di Filippo ri trattista, si fece onore nella paterna virtù, viveva nel 1674. Sopr. fol. 90. MICHELAGNOLO BUONAROTI Fiorentino sortì i natali l'anno 1474. ImParò il disegno, ed il dipinto da Domenico Ghirlandajo, e ben presto superollo; la Scultura da Bertoldo, ed in poco tempo lo fece stupire, l'architettura da sè. Chi vede il famoso Moisè scolpito nel sepolcro di Papa Giulio II. in S. Pietro in Vincoli, il terribile Giudizio universale dipinto nella Capella di Sisto IV. in Vaticano; l'architettura riformata in S. Pietro di Roma, con ragione dirà nell'Architettura, nella Pittura, e nella Scultura essere stato prodotto dalla natura per un miracolo del Mondo. Fu amato dalli Pontefici Giulio II. Leone X. Clemente VII. Paolo III. (che l'andò a visitare alla propria casa) da Giulio III. da Paolo IV. e da Pio IV. Fu ricercato con premurose instanze da Solimano Imperadore dei [a] Di costi Sua Maestà ne ha due pezzi. Turchi, da Francesco I. Re di Francia, da Carlo V. dalla Repubblica Veneta, e da altri Potentati. Fu onorato, e stimato dalla Casa Serenissima dei Medici, e tutti i sopradetti Monarchi l'impiegarono in opere diverse. Di natura liberalissimo, amico del poveri, timorato di Dio, arguto, sentenzioso, professore di poesia, dilettante di belle lettere, e senza moglie, formato il suo testamento di questi soli tre sentimenti: L'Anima a Dio, il Corpo alla terra, la roba ai Parenti; morì in Roma l'anno 1564. depositato in SS. Apostoli, e poco dopo trasportato a Firenze in S. Lorenzo, dov ebbe gloriosissime esequie, poi fu sepolto in S. Croce. Borghini. Sandrart. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 134. V. Parrasio nella 1. p. di questo Libro. MICHELAGNOLO CERQUOzzi Romano, detto dalle Battaglie, stantechè in quelle fiorì al pari del suo maestro Vincenzio, detto il Mozzo d'Anversa, perchè aveva solo la mano sinistra, con la quale dipigneva: fu ascritto al catalogo dei Romani Pittori l'anno 1650. Sandrart sol. 190. [a] MICHELAGNELO CORNALE nato in Minerbe, terra posta nel distretto Veronese, da Gasparo Bighinetto Architetto in Verona, apprese l'agrimensura, di cui non contento studiò anche il disegno di figure a penna, e s invogliò altresì di dar mano ai pennelli, e nell'uno e nell altro di questi virtuosi esercizj andò bene avanti, operando in ambidue con morbidezza ed ottimo gusto. benchè le molte e laboriose occupazioni dell'uffizio d'Ingegnere datogli dai Signori del Consiglio poco tempo gli la ciano da impiegare nel maneggio dei pennelli; merita nonpertanto di esser annoverato tra professori di quella bell'Arte. 377 mia Reale di Francia In Roma, MICHELAGNOLO DA CARAVAGGIO di ivi su con suo Padre, ed al ritorcasa Amerighi [o come vuole il no fu ricevuto nell'Accademia di Baldinucci, di Casa Morigi.] PasParigi, e scelto dal Re di Spasò per molte scuole, e finalmente gna per essere suo primario Pittofermossi in quella del Cavalier de re passò a Madrid, ove dimora. Arpino in Roma; provò per lungo M. S. tempo infelicità diverse fino a ridursi mendico: girò poi la ruota MICHELAGNOLO RICCIOLINI ha dipinto la Volta della Capella dei Cadella fortuna, e su accolto in Corpizucchi in S. Maria in Campitelli: te dal Cardinal Delmonte, il quain S. Lorenzo in piscibus di Roma le sommamente si compiaceva dei vi sono tre opere di sua mano, ridi lui dipinti, e l'introdusse a diferite dall'Ab. Tit. fol. 21. pignere in publico con quel gran tignere di macchia, e furbesco, che MICHELAGNOLO SANESE Scultore, con sumati gli anni migliori di sua gionon lasciava trovare conto del buon ventù in Schiavonia, con altri eccontorno: su Uomo brigoso, la picellenti Maestri, si ridusse a Roma, gliò quasi con tutti i Pittori, in e da Baldassare Peruzzi, con suo particolare con Guido Reni, tutto disegno fu posto in opera l'anno opposto al di lui dipinto. Uccise un 1524. a fabbricare il sepolcro di Pasuo rivale, e fuggì bandito da Ropa Adriano VI. in Vaticano, dopo ma a Napoli, poi a Malta, dove il qual lavoro morì circa gli anni su creato Cav. di grazia dal Gran 50. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 183. Mastro, per il ritratto fattogli: ivi ebbe nuovi dispareri, onde affronta- MICHELARCANGELO PALLONI Fiorentino discepolo di Baldassar Franceto un Cav. di Giustizia, fu posto schini nacque nel 1637. Riusci spiin prigione, ma di notte tempo ritoso Pittore, dopo avere dato proscalati i muri, andò in Sicilia, poi ve del suo sapere in Patria, andò a Napoli, dove inseguito dall'ofin Polonia, poi in Lituania, dove feso Avversario, su sì malamente morì nel principio di questo secoferito, e segnato nel viso, che dilo. M. S. sperando la vendetta, supplicò il Cardinal Gonzaga impetrargli la gra- MICHELE ALBERTI da Borgo S. Sepolcro scolaro di Daniello da Volterzia da Papa Paolo V. per ritornarra, dipinse nella Chiesa della San sene a Roma. Imbarcatosi dunque tissima Trinità dei Monti di Roma arrivato alle spiagge Romane, fu per errore carcerato; dopo due gior la Strage degl'Innocenti. Ab. Titi ni posto in libertà, non ritrovando fol. 343. più la Feluca, nè i suoi arnesi, si MICHELE ANGUIER Scultore detto il diede infuriato, e come disperato Giovine, nacque l'anno 1614. in una Città di Picardia: nell'età di ad un violente cammino, sulla costa del mare sotto la sferza del So15. anni si portò a Parigi sotto Sile in lione, perlochè assalito da febmone Guillain; passò indi a Ro bre maligna, in pochi giorni malama, e su assiduo nella scuola de mente morì in età d'anni 40. nel Alessandro Algardi, per lo spazio 1609. Baglioni fol. 136. Baldinucci di molti anni, e fece opere molte, tra le quali un basso rilievo di stucpar. 3. sec. 4. fol. 274. (a) MICHELAGNOLO OVASSE Parigino fico per S. Gio: in Laterano, e per S. Pietro un altro. Ritornato a Paglio di Renè Direttore dell'AccadeBbb (a) Di lui ha S. Maestà otto bei pezzi. 378 rigi si unì con Francesco suo fraVa il suo Ritratto alle flampe. tello, e fecero molte belle opera- MICHELE CONRADO nella Corte di zioni: quelle, che fece particolarBrandeburgo Pittore primario, fu mente, furono per M. Fochet nei da tutti acclamato per la forte cosuoi luoghi di delizie, e per la Restanza del suo colore. Sandrart sol. 384. gina Anna d'Austria nella Chiesa di Valdigrazia. Per tali opere ac- MICHELE CORNELI allievo di Simon quistato molto d'onore, fu dichiaVovet, alla maniera del quale restò molto attaccato, fu degli Anrato Rettore dell'Accademia. Comziani nell' Accademia Reale di Papose quattordici differenti discorsi sopra la Scoltura, per le Conferenrigi, e morì Rettore di quella nel ze Accademiche; finì gran numero 1664. in età d'anni 61. veggonsi di lavori sacri per la Chiesa della opere sue nella Chiesa dei PP. GeSorbona; finalmente nel giorno 11. suiti, strada di S. Antonio, e in aldi Luglio 1686. terminò il suo vitri più luoghi sono suoi dipinti. Con i disegni di lui furono vere. M. S. esequiti molti Arazzi. Filibien par. MICHEL'ASINO Parigino sapientissimo 4. fol. 143. Intagliatore in rame; di sua mano si vede alle stampe un Libro con MICHELE CORTELLINI: vedi Girolamo Cortellini tutti i principj del disegno, per imMICHELE CUSINO Fiammingo imitaparare l'arte della pittura. Sandrari tore d'Andrea del Sarto, dipinse fol. 378. nella Chiesa d'Escuriale di Spagna MICHELE BARROSO Spagnolo: nei Mazzol. vi fol. 237. tempi, che Pellegrino Tibaldo lavorava nell'Escuriale, dipinse nel MICHELE DA CASTELLO, o da Città di Castello, come vuole l'Ab. Chiostro l'Ascensione del SignoTiti: vedi Francesco da Castello suo re, la Venuta dello Spirito Santo Padre due Apparizioni di Gesù Cristo ai MICHELE DEGLI ALBERTI Fiorensuoi Discepoli, con altre operaziotino, sotto la direzione di Daniello ni, in belli scomparti ben coloriRicciarelli si applicò alla Scoltura, te, e di buon disegno. Mazzolari ed a getti di bronzo, ed in compafol. 55. Mancò di questo mondo nel 1590. gnia di Feliciano da S. Vito, suo condiscepolo, diè compimento alla MICHELE BOYER nato a Puy in Vestatua equestre del Re di Francia lay, Pittore abilissimo nell'Architet. cominciata dal Maestro, e rimasta tura, e nella Prospettiva: E' penimperfetta per la morte a quello sionario del Re, e professore della sopravenuta. Vasari nella vita del Reale Accademia di Parigi, alla Ricciarelli, par. 3. a carte 105. quale fu aggregato il giorno 30. Vivevano que' due valentuomini Aprile 1701. M. S. nel 1566. MICHELE COCXIE' Mechelinese nato l'anno 1497. Fu scolaro di Bernar- MICHELE DE LA PERDRIX Scultore nato a Parigi. do da Brusselles; superati i suo MICHELE DESUELEO; uno dei bravi compagni, venne in pubblico con scolari di Guido Reni in Bologna. istima, e con onore in Roma: riMICHELE DORIGNI' da S. Quintino tornato alla Patria, con facilità in Picardia, Genero, e discepolo di con grazia, con amenità, e con inSimone Vovet, dipinse negli apvenzione, dipigneva con sommo partamenti del Castello di Vincepiacere dei Dilettanti: visse anni nes, ed ha molto intagliato dai 95. e morì in Anversa. Sandrart fol. 262. qua 379 all'Altare Maggiore del Gesù di Pequadri di suo Suocero: esercitò la rugia carica di Professore nell'Accademia Reale, e morì di 48. anni, e mesi MICHELE HEER Norimbergese, con profonda invenzione diede sempre sei nel 1665. Filibien. par. 4. fol. saggio del suo alto sapere nelle sto143. rie da lui dipinte. Sandrart fol. 336. MICHELE DI MATTEO da Bologna MICHELE JANSON MIREVELD Pittore dal Malvasia par. 1. fol. 32. creduto di Delft, nato l'anno 1568. da palo stesso che Michele Lambertini dre Orefice; fu nelle scuole di belcitato dal Masini fol. 634. Fu scolale lettere un portento della natura ro di Lippo Dalmasio: sopra la porta del Refettorio dei PP. Carmelise in età d'otto anni era franco tani di S. Martino di Bologna con nella lingua latina: addestrato dal servasi una tavola dipinta in var Padre al disegno, d'anni 12. intaspartimenti, segnata col nome Migliò una Samaritana, ed una Giuchel Mattes l'anno 1469. questa serditta, quasi sul metodo di BlOCKland, di cui fecesi scolaro paregvì all'Altare dei Signori Aringhiegiandolo in tal maniera coi pennelri, fino all'anno 1660. nel qual temli, che non si distinguono le fattupo fu levata, e postavi la tavola di S. Maria Maddalena dei Pazzi re dello scolaro, da quelle del Maestro. Nei ritratti fu la sua mano dipinta da Cesare Gennari, nipote del Guercino. un fulmine, onde raccontasi, che MICHELE DI RIDOLFO Ghirlandajo ne dipignesse dieci mila. Visse 90. Fiorentino, così detto, perchè di anni, e fu sepolto con onore, e lui scolaro, ajutò il Maestro, il Vacon lapide gloriosa. Sandrart fol. sari, ed altri Pittori: da sè porta295. Baldinucci par. 3. sec. 4. sol. vasi molto bene: era uomo divoto, 230. affabile, e amorevole con i scolari; MICHELE LEBLON di Francfort, domolestato dalla podagra, morì d'antato dalla natura di sublime ingeni 75. sepolto in S. Maria Novelgno, non solo nei lavori d'oro, e la. Vasari, Borghini fol. 491. d'argento, nei pregiatissimi intagli, MICHELE FIAMMINGO d'Anversa, alma facondo Oratore; servì la Colievo di Pietro Paolo Rubens, ed rona di Svezia in qualità d'Ambain Genova scolaro di Gio: Andrea sciadore a Carlo Stuardo Re della Ferrari, poi compagno di Cornelio Gran Bretagna, ed altri Monarchi, Vael; da questi tre Maestri riportò l'amore, e la grazia dei quali conun bel composto di tignere: fece ciliossi in tal guisa, che ogni uno lavori di qualche considerazione, e ambiva averlo vicino. Mori in Amnei ritratti ebbe singulare maniera sterdam nel 1656. e fu sepolto con simile a quella di Vandych. Si parregie esequie. Sandrart fol. 356. tì da Genova, e viaggiò verso le MICHELE MACLIA Borgognone SculSpagne, dove operò con gran vigotore, detto Monsù Michel in Ro re, e dopo aver fatta conoscere la ma, dove ha lavorato di stucco, e sua grande virtù, assalito da febbre di marmo sulle regole d'Ercole Fermaligna, passò all'altra vita. So rata suo Maestro; sta scritto fra gli prani fol. 329. Il Padre Morelli fol. Accademici Romani nel 1678. Ab. 175. nomina un altro Michel FiamTiti fol. 139. mingo della Compagnia di Gesù MICHELE MAINI Scultore da Fiesole Pittore, che fiorì circa il fine del fece il S. Sebastiano di marmo tanto secolo 1500. e dipinse la tavola stimato nella Minerva di Roma della Circoncisione di Gesù Cristo Vasari par. 3. lib. 1. fol. 114. Bbb. 2. § Mi 380 pinti nel Monistero di S. Anna, e MICHELE MARIESCHI, nato in Venel Soccorso di Venezia. Sandrari nezia da Padre mediocre Pittore datosi con indefesso studio alla Quafol. 400. dratura ed Architettura, fu presto † MICHELE PAGANO Napoletano Pittor di paesi, fece molte opere di vain istato di staccarsi dal Padre, e go e fresco colorito, tenute in preportarsi in Germania, dove con la gio nella sua patria e fuori. Mor. bizzarria e copia di sue idee piaccirca gli anni 1730. lasciando mesti que a molti Personaggi, che lo imi suoi compatrioti, per esser manpiegarono in grandi e piccole opecato in età giovanile, e nell'auge razioni; con che di non poche fadel suo operare. coltà fece acquisto. Ritornato in Patria dipinse le belle vedute del § MICHELE PIETRA nella Chiesa dell' Ospitale dei Mendicanti in Venezia Canal grande, ed altre di Chiese e dipinse la Tavola di S. Diego a Palagi, quali poi diede alle stampe concorrenza di altri non volgari Pitintagliate da sè ad acqua forte. La tori che in essa Chiesa dipinsero. troppa assiduità alla fatica e allo MICHELE RITA Pittore Inglese notato studio gli causò la morte nel 1743. nel catalogo degli Accademici di MICHELE MAUVIER di Bles, professoRoma nell' anno 1648. re dell'Accademia Reale, e SculMICHELE SANTI Bolognese fioriva nel tore. 1660. Dipinse nella Città di BoloMICHELE MIREVELT, Pittore di gna, e nei suoi contorni varie taDelft, dipinse ritratti. Il Ritratto vole, descritte dal Misini fol. 634. di lui è alle stampe con versi in sua MICHELE VILMAN nato in Prussia lode. Morì in patria nel 1641. l'anno 1630. fu figlio, e scolaro di MICHELE NANBURGO studio nella Pietro, con l'insegnamenti del quafamosa scuola di Bologna, e si crele, in età di 20. anni, a olio, ed de abbia appreso la Pittura da Guia fresco superò i maestri dei suoi paedo Reni. Lo Scanelli nel suo Misi. Andò in Olanda, in Polonia, ed crocosmo lo nomina a carte 370 in Germania, e da tutti furono ricon altri scolari di quella scuola. cercate le sue fatture, per adornare MICHELE NATALI figlio d'un coniaGallerie. Anna Elisabetta sua figlia, tore della Zecca di Lodi, attese al assuefatta da bambina al disegno disegno sotto un certo Malerio celefiorì anch'essa gloriosa. Sandrart bre maestro d'Anversa, e seguì l'efol. 393. leganza di quello nell'intagliare in piccolo; in Roma aggrandì la ma- MICHELE VOLGEMUT uno dei più celebri Pittori, ed Intagliatori, che niera: accolto nel Palagio Giustivantasse la sua Patria di Norimberniano, disegnò gran parte delle staga, dove l'edacità del tempo, bentue di quella famosa Galleria, ed chè abbia consumate l'opere sue in un Libro di 150. fogli furono innon ha però cancellato quel gran tagliate da Cornelio Bloemart, da nome, che sempre vantò, nè la gloTeodoro Mattamio, da Regnero Perria d'essere stato maestro d'Alberto sinio, e dal suddetto Natali. RiDuro. Sandrart fol. 206. tornò alla Patria ben veduto da MICHELINO, così chiamato dal Vasaquei primati. Invitato alla Corte ri par. 2. a car. 286. nella Vita di di Francia, visse molto tempo in Valerio Vicentino, su egregio intaquella con grande onore. Sandrari gliatore di cammei e pietre dure fol. 360 e fedele imitatore delle opere degl MICHELE NEYDLINGER Norimberantichi Greci e Romani. Fiori ghese lasciò di sè gran lode nei dique questo grande uomo al tempo di Leon X. MICHELINO Pittore Milanese replicatamente è citato dal Lomazzo, per singulare maestro. MICHELOzzo MICHELOzzi Scultore, Architetto Fiorentino, scolaro, e compagno di Donatello, con disegno di questo Valentuomo si videro in Firenze inalzati Palagi, Monisteri, Chiese, e Fontane, giungendo le piante delle sue fabbriche, per eseguirle, sino a Gerusalemme. Arricchì di statue, e di marmi Gallerie, Piazze, e Sepolcri, guidò l'acque dei pozzi a forza di tubi, sino alla cima dei Palagi, e dei teatri, tutte operazioni, per le quali dai Cittadini fu universalmente amato, e stimato. Fiorì circa il 1460. morì d'anni 68. e fu sepolto in S. Marco. Vasari par. 2. fol. 245 MICKOU, nome posto su due quadri posseduti dal Signor Diego di Napoles Cavaliere di Lisbona, che rappresentano bellissime vedute di paesi con quantità di figurette di una mirabile vaghezza di colorito ad imitazione del Brusola. La maniera è moderna, e certamente Fiamminga. Pare che sia vissuto nel 1700. MILANI GIOSEFFO MARIA, e FRANCESCO fratelli Pisani, il primo nato l'anno 1678. il secondo 1680. Ebbero i principj del disegno da Gio Cammillo Gabrielli scolaro di Pie tro da Cortona sino agli anni 16. restati senza maestro proccurorono da loro medesimi di studiare la prospettiva: disegnarono dunque molte fabbriche antiche, e moderne della loro Città di Pisa, principalmente quelle del Duomo, di Campo Santo, della Chiesa di S. Gio: con gli ordini architettonici esteriori, e con gli Altari, loro pitture, e spaccati interiori, le belle porte di bronzo figurate, ed il famoso Campanile, 381 i quali disegni furono tutti intagliati da diversi Autori, per setvire al famoso Libro in foglio intitolato: Thesaurum Basilicae Pisanae, che diede alle Stampe di Roma l'eruditissimo Signor Canonico Gioseffo Martinio. Dopo tali manifatture si accinsero a dipingere di quadratura, e di figure a fresco, ed a olio in luoghi diversi. In tempo, che l'Autore del presente Libro predicava la Quaresima dell'anno 1711. in Pisa, fu introdotto nella Casa del gentilissimo Signor Priore Orazio Felice della Seta Gaetani, singulare amatore delle belle Arti, dalla somma generosità del quale ricevette in dono 1 sei Libri spettanti alla Pittura del Filibien, ed osservò le volte di tre stanze, e la tavola della Capella dimestica dipinte dai Milani, ed altre opere in luoghi diversi, le quali erano ben intese, e colorite di buon gusto, così hanno fatto ancora in Firenze, per servigio di molti Signori; ma l'opera più rimarcabile, si per l'inganno della prospettiva, che per le figure, è quella, che si ammira nella Chiesa, tutta restaurata dal loro disegno, delle RR. Monache di San Matteo in Pisa, dove con grande unione, e concordia vivono questi degni Pittori, M. S. MINERVA ANCUSCIOLA Cremonese, una delle quattro sorelle della famosa Sofonisba Pittrice; in pittura, ma più in lettere latine, e volgari si fece conoscere per eccellente; in tenera età su segregata dal numero dei viventi. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 164. MINO DA FIESOLE Scultore, ed allie vo di Desiderio Settignano, che teneramente l'amò, e gl'insegnò tutte le difficultà dell'arte; morto Desiderio, inconsolabile, e quasi disperato per tanta perdita, partì da Firenze pigliando la strada di Roma; ivi conosciuto per maestro perito 382 fu impiegato nella fabbrica del DeCristo, con bel colore, e vaga maposito di Papa Paolo II. in Vaticaniera. Ab. Titi fol. 335. no: altri Sepolcri, Tabernacoli, e MONACO DELL'ISOLE d'Oro, o sia Pergami lavorò in Firenze, in Prad'Heres, Poeta, Teologo, Scrittoto, ed in Fiesole, dove sepolto nelre, Istorico, e Pittore; nacque in la Canonica, morì l'anno 1486. Vi Genova circa gli anni del Signore fu nei tempi medesimi un altro Mi1346. dalla Nobilissima famiglia Cino, detto del Reame, che nel sudbò. Fu questi uno spiritoso, solledetto Deposito di Paolo II. ajutò vato, ed un'erudito ingegno, che Mino da Fiesole. Vasari par. 2. manoscrisse, e compose Libri di fol. 326. Poesie, e di Storie; dipinse, e miMINO DA SIENA benchè non vi niò con grazia singulare, e dopo sia altra notizia, che d'una tavola aver dati segni diversi della sua redipinta nel 1363. in S. Antonio d ligiosa perfezione, e non senza odoFonte Branda, contuttociò trattanre di gran bontà morì l'anno 1408. dosi di cosa venerabile per l'antiSoprani sol. 9. chità, ne fa memoria il Baldinucci MONANNO MONANNI scolaro di Crisec. 2. jol. 74. stofano Allori; da Firenze sua PaMIRABELLO DA SALINCORNO scolaro tria partì per Roma, dove in San del Ghirlandajo, con Girolamo del Gio: Decollato dipinse il Battesimo Crocefissajo suo amico, e fido di Gesù Cristo, e fu scritto al cacompagno, dipinse nell'esequie del talogo degli Accademici Romani Buonaroti. Vasari par. 3. lib. 2. nel 1652. Altre operazioni sarebbonfol. 202. si vedute di questo spiritoso PittoMISTER KEN Inglese dipinse in rami re, se fatto Guardaroba Ducale piccole figure con buon intendimennon avesse lasciata la pittura. Ab. to. Il Signor Marchese d'Orisal Vi Titi fol. 67. Baldinucci par. 3. sec. cerè dell'Indie in Lisbona possiede 4. fol. 306. di lui un quadro col convito di § MONSU' BODESSON Pittore di qualEster in piccole figure. che stima nel dipingere fiori e frutMISTER. ZINCKE Pittore in smalto de ti, che con franca e spedita mapiù esatti ed eccellenti che siano in niera e buona composizione operò Europa. Vive in Londra con granin molti Palagi di Parigi. de applauso di sua straordinaria abi- MONSU' BOURDON: vedi Sebastiano lità, facendo piccoli ritratti su piastre Bourden. d'oro smaltati a fuoco con somma MONSU' FRANCESCO L'ANGE nel cadiligenza, freschezza, e buon disedere dell'anno 1675. nacque in Angno, che pagati gli vengono ventinecy Città della Savoja da Cesare quattro lire sterline l'uno. Amedeo Pittore, il quale morì, et MOCCIO Scultore, ed Architetto Salasciò il figlio in tenera età. Col nese: l'anno 1356. nella Chiesa di tempo poi cresciuto s'innamorò del S. Domenico d'Arezzo edificò la sedisegno, ed ebbe i principi di quello poltura dei Cerchi, la quale adorda Andrea Chevil suo Avo materna, e sostenta l'organo. In Firenze no. Trasseritosi in Italia si tratvi sono altre memorie in pianta, e tenne otto anni in Turino, ove ebscolpite di sua mano. Baldinucci be l'onore di servire per maestro sec. 2. fol. 74. del disegno li Serenissimi Principi MOMMETTO GREUTER Napoletano diAmedeo, e Tommaso di Carignapinse nel soffitto di S. Lorenzo in no, altri Principi, e Cavalieri nell' Lucina di Roma la Risurrezione di Accademia Reale, ed i Signor Pag 383 taglio. Baldinucci fol. 7. nel proemio Paggi delle RR. AA. L'anno 1706 agl'Intagliatori. venne a Bologna a perfezionarsi nella pittura, e dopo avere molto MONSU ROSA uno dei più bravi Pit tori dei nostri tempi in animali, ed tempo studiato sull'opere dei primi in paesi con finimento, con degra maestri antichi, e moderni, si dazione, e con pulizia incompara fermato per lo più sullo stile dell' bilmente dipinti in Roma, ed in alAlbano, e di questo gusto ha ser tri luoghi. vito i suoi Sovrani con diverse pitture storiate, ed ultimamente con MONSU ROUSSELLET intagliò le forze d'Ercole di Guido Reni di mauna Tavola della venuta dello Spirito Santo, da ponersi nella cameniera assai più moderna degli altri lasciò quella crudezza, che scorgesi ra di S. M. nel Palagio di Rivoli in alcuni: espresse ancora con gran Il suo dipingere è ameno, diligente, tenero, e forte, e dove introdunobiltà, e divozione Sacre Immagi, ni. Baldinucci sol. 7. ce il paese, molto diletta. DichiaMONTAGNANA celebre Architetto rirato Pittore dell'A. S. del Signor novò la grande macchina del CamPrincipe di Carignano, vive questo panile nella Piazza di S. Marco di savio Pittore in Bologna. MONSU GIRON Franzese, nei paesi Venezia. Vivea nell'anno 1319. seripieni di selve, di colline, di lacondo altri, nel 1329. MONTEVARCHI, discepolo di Pietro ghi, di mari, di cadute d'acque, di pianure, d'alberi ben distinti Perugino, fece in S. Giovanni di l'uno dall'altro, comparve in VeValdarno molte pitture, per testimonianza del Vasari par. 2. tom. 1. nezia da tutti amato, e gradito. Vedasi il Boschini nelle sue Rime a a car. 419. MORALES, comunemente chiamato fol. 545. il Divino Morales, nacque in BaMONSU LANE Franzese, quasi sulla maniera del Villamena intagliò sto dajos, e su uno de' più eccellenti rie, e ritratti bellissimi, Baldinucci, Pittori del suo tempo. Dipinse quasi sempre immagini di Cristo con fol. 7. J MONSU' NOLLET studiò in Parigi datanto sapere, diligenza, e morbidezza, Francesco Van-der-Mulen, fu buon che pajono vive; disegnò anche con pittore di battaglie e paesi con fi tale intelligenza, avendo fatto stugure e bei cavalli, toccati con frandio su le opere de Buonarota, che i suoi quadri sembrano invenzioni. chezza e bizzarria. Servì il Serenissimo Elettor di Baviera, e per la di Buonarota, e coloriti da Tizia sua virtù e fedeltà meritò di acno. Il Monarca Filippo II. grande compagnare la Serenissima Elettrice stima faceva di lui. Non è ora coVedova nel suo viaggio a Venezia, sì agevole il trovare di sue pittudove dimorò più anni dipingendo re, essendo esse rarissime, e da chi le ha pregiatissime. In Evora Citper qualche suo amico. Ritornato tà del Regno di Portogallo, in una in Francia morì nel 1723. essendo Chiesa di Monache si vede la fain età avanzata MONSU' PIETRO LAURI Franzese scomosa Tavola da lui copiata menlaro di Guido Reni fioriva in Bolotre era giovane, da un piccolo quadro originale del Buonarota, che si gna nel 1644. Masini fol. 637. conserva presso il Signor Marchese MONSU' ROLET con disegno di Ciro di Valenza; la qual Tavola, incuFerri intagliò in Roma cose bellissi rappresenta Cristo vivo in Croce sime, e nel 1686. in Parigi dava con la B. Vergine, e S. Giovanni, saggio della sua franchezza nell'inè 384 è così ben eseguita, che vien giuajutò Giorgione da Castelfranco: dedicata originale del Buonarota. Fesioso d'andare alla guerra, fu fatce anche per le Chiese di Badajos to Capitano, e s'imbarcò per Zaqualche Tavola di Altare, ma la ra di Schiavonia; ivi resto morto più parte di sue pitture sono di in un conflitto, d'anni 45. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 228. mezze figure in tavole mezzane In Lisbona il Signor Gaetano Mosi MUZIO ROSSI Napoletano, d'anni 18. dipinse nella Certosa di BoloMusico di S. M. possiede un picco gna a competenza del Canuti, del lo quadro con l'immagine di CriBibiena, del Sirani, e della Sirana, sto, per cui l'Autore di queste Giunte gli ha voluto dar cento dop il gran quadro della Nascita di Gesù Cristo con risoluta maniera. pie, e non lo ha potuto otte ere perchè il possessore lo stima assai Misini fol. 634. più. Visse sempre il Morales mal agiato di fortune, perchè le sue opere erano tanto limate, diligenti, e finite, che per quanto bene pa MADALINO da Murano, uno del più eccellenti allievi di Tizia gate gli fossero, poco guadagno pono; benchè fusse gentile, e delicate teva farne. Inoltrato nella vecchiaartefice, visse però con poca fortuja lasciò la Corte di Madrid, e si na: formava quadri divoti, e riritirò alla sua patria. Passando il tratti sullo stile del Maestro; moRe un giorno per Badajos, desiderì giovinetto. Ridolfi par. 1. fol. rò di vederlo, e fattolo a sè veni202. re gli dimandò come se la passasse, al che avendogli il povero Mo- NANNI D'ANTONIO DI BANCO Sarales risposto che non avea che nese, Uomo umile, e benigno. modesto, e molto ricco, attese almangiare, il Re diede ordine che gli la Scultura sotto Donatello, lavofosse dato un tanto al giorno per rò ragionevolmente figure, e bassi il pranso sinchè vivesse. Ma il Mo rilievi; se la morte non lo preve rales profittar seppe di così bella niva negli anni 47. morendo nel occasione, e ringraziando S. Maestà 1430. averebbe lasciate più belle del pranso somministrato, gli chiememorie dei suoi scarpelli. Vasara se cosa doveva poi mangiare a cepar. 2. fol. 169. na; del che messosi a ridere il Re comandò che se gli raddoppiasse il NANNI DI BARTOLO, detto Rosso fiorì nella Scultura circa il 1400. danaro assegnato, acciò potesse pran Con Gio: d'Ambrogio, e con Losar bene, e cenar meglio. Ma per renzo suo figlio s'adoperò in diverpoco tempo potè usare di questa se statue, ed architetture in Firenze. Reale liberalità, perchè dopo poBaldinucci sec. 2. fol. 105. chi mesi nell'anno 1586. in età di NANNI GROSSO Scultore in Firenanni 77. morì. Palomino. (a) ze, fu un umore bizzarro, che non MORTO DA FELTRE andò a Roma voleva lavorare nei Monisterj, o giovinetto, ed innamorato del dipinei Palagi, se non aveva sotto il gnere a grottesco, tanto studiò da piedi l'uscio della cantina, per po quelle sotterranee vedute, che al ter andare a bere a sua voglia tempo del Pinturicchio non ebbe senza dipendere dai custodi. Veuguale. In certi adornamenti nel nendo a morte nello spedale, gli fu Fondaco de' Tedeschi di Venezia (a) Una testina di un Salvatore fatta da lui è nella Galleria di S. Maestà, 565 gnano, il quale seguì a Roma serposto avanti un Crocefisso di legno vendolo in opere diverse. Dipinse mal fatto, onde pregò, che gli fuscon bravura, e con franchezza per se levato, e portato uno di Donalo più a fresco, ma voleva essere tello. Fiorì circa il 1400. Vasari par pagato a prezzo rigoroso: morì nel 2. fol. 389. 1650. Da questa Casa, orionda da NANNOCCIO Fiorentino scolaro d'AnFiesole, sortirono Andrea Scultore, drea del Sarto, condotto in Francia che morì nel 1522. Francesco detto dal Card. Tornone, dipinse con buor del Tadda Scultore, che mancò nel credito. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 1585. Andrea il giovine Intagliatore di pietre di lavoro quadro, ed NATALE COVPEL Pittore Franzese, et figure, che passò all'altra vita cirscritto al catalogo degli Accadeca il 1625. nel giorno medesimo, mici del disegno di Roma l'anno che morì ancora sua moglie; di que 1673. vedi Noel Coypel, che è lo sto Andrea fu fratello Niccodestesso. mo. Romolo fu figlio di FranceNELLO DI DINO, che è lo stesso sco, e però detto anch'esso del Tadche Bandino Fiorentino, imparò il da; questo lavorò in porfido, ed dipignere dal Tasi, fu uno di quei in pietra dura; riuscì eccellente in tre belli umori, che con Bruno, e animali quadrupedi; lasciò di viBuffalmacco composero quel Triunvere nel 1620. Pompeo figlio di Bavirato d'Uomini faceti, e curiosi, tista attese in Roma alla Scultura i quali diedero tanta materia a Gio: nel Pontificato di Papa Paolo V. Boccaccio di scrivere nel suo Decafu Principe dell'Accademia del dimerone tante burle da loro invensegno, e molti lavori lasciò in tate: su scritto al Libro della Comquell' Alma Città, dove sessagenapagnia dei Pittori l'anno 1350. dirio morì. Baldinucci par. 3. sec. 4. pinse lungo tempo con i suoi con fol. 290. pagni, e godette molti anni divita. NICCOLA CALABRESE, detto Mistro Baldinucci sec. 2. fol. 25. Cola della Matrice, e da altri NiNERI figlio di Lorenzo Bicci Fiorencoluccio: Vedi Cola della Matrice. tino, ultimo Maestro della maniera NICCOLA PISANO Scultore, ed Arvecchia di Giotto: costui attese ad chitetto imparò dalli Greci, ma col ingrandire, e modernare lo stile patempo allontanossi da quella sproterno, come fece nelle Chiese di S. porzionata maniera, riducendo gli Michele, e di S. Maria delle Graintagli a più elegante stile, come zie di Arezzo, ed in altre di Finell' Arca di S. Domenico in Bolorenze: certo è, che averebbe illugna, che principiò, e da Girolamo strate l'opere sue con maggiori proCortellini fu proseguita nel 1231. gressi, se d'anni 36. non fusse periFece il modello di quella Chiesa, 10. Vasari par. 1. fol. 152. e gran parte del Convento, ed in NICASIO BERNAERT nacque in Antant'altre Città d'Italia diede molversa, fu Pittore, ed allievo di ti disegni per le fabbriche. Lasciò Sneydre, e riuscì eccellentissimo in Gio: Pisano il figlio, del quale si è ogni sorta di Animali; ebbe molt parlato. Vasari par. 1. fol. 14. impieghi per il Re. Morì d'anni 70. nel 1663. Era Professore nella NICCOLA PIROGENTILI da Città di Castello riferito dal Malvasia, per Reale Accademia. Filibien par. 4 uno degli scolari di Lorenzo Costa sel. 239. in Bologna, ove operò. NICCODEMO FERRUCCI Pittore Fiorentino, caro discepolo del Passi-NICOLETTO DA MODONA fu PittoCcc 386 re insigne di prospettiva, ed Intain Borgo S. Sepolcro, in Perugia i gliatore in rame, tante carte del ed in Roma, dove per ordine di quale girano attorno con sua lode Bonifacio IX. fortificò Castel S. A. ed onore; meritò uno dei primi luognolo. In Milano fu dichiarato Caghi fra gl'Intagliatori Lombardi pomastro sopra la fabbrica del DuoVidriani fol. 44. mo. In Bologna fabbricò la sepolNICOLO ABATI, da altri detto dell tura di Papa Alessandro V. sepolAbate. Nacque in Modona l'anno to in S. Francesco; dopo tal lavo1512. Riusci nel disegno, nel conro gravemente infermatosi, d'anni torno, nel chiaroscuro, e nel rilie67. morì nel 1417. e fu in detta vo uno delli più bravi scolari dell' Chiesa sepolto. Vasari par. 3. fol. 163. Accademia dei Begarelli. L'Abate Masini fol. 634. Primaticcio vedendo l'opere di lui in NICOLO AVANZI Veronese lavorò Bologna, ed in Modona, seco lo in Roma cammei, corniole, ed altre condusse in Francia l'anno 1552. pietre. In un lapislazzolo largo tre Studiò la maniera d'un tanto Maedita intagliò la Nascita di Gesù stro, e dipinse a Fontanablò la SaCristo con numerose figure; questo la, detta del Ballo, con tanta copia lavoro, come raro, su pagato gran di figure al naturale, che sono in somma di danaro dalle Duchesse di numerabili, e benchè siano a fresco, Urbino. Vasari par. 3. lib. 1. fol. v'è un' unione sì bella di colore 393. che sembrano a olio. Nella Gran NICOLO BACHELLIER di Tolosa sinGalleria vi sono 60. storie d' Ulisgolare Amatore delle belle Arti, e se, di nobile colore, e di maniera particolarmente Professore della SculRaffaellesca, ma sì bene accordate, tura; si prefisse nell'idea d'imitare che sembrano fatte tutte in un giorle insigni manifatture del Buonaro no; queste si conservano coperte ti, e di farsi emulatore di quelle con cortinaggi di seta, e d'oro, e Con industria dunque, e diligenza si mostrano per cose preziose alli grande lasciò degne memorie dei Forestieri. Per tante, e sì belle fatsuoi scarpelli nelle Chiese, e luoture fu sempre stimato da quei Moghi privati di Roma, ma gran parnarchi, presso delli quali con la fate di quelle, per essere cadute nelmiglia si fermò sino alla morte. Vile mani di gente di nuovo, o di driani fol. 62. (a) poco gusto, ebbero la sfortuna di NICOLO ALUNNO, Pittore di Foessere coperte d'oro, ed in tal forligno, dipinse la Natività di Cristo ma restarono impoverite di quella in S. Agostino di sua Patria, e la grazia, e tenerezza, che donato gli predella di detta Tavola al di sotavea l'Autore. Catel. Annal. Urb. to con piccole figure, opera molto Tolos. par. 2. commendata dal Vasari pr. par. a NICOLO' BAMBINI, Pittor Venecar. 404. Fiorì questo pittore circa ziano, fu alla scuola del Diamangli anni 1520. tini, e riuscì franco e sollecito nell' NICOLO ARETINO, o di Pietro A operare. Le molte pitture da esso retino, scolaro di Mocchio Sanese fatte su vaste tele si per Chiese esercitò il talento suo nelle Scultuche per particolari, fanno fede di re, ed in Architetture in Firenze sua perizia e velocità. Fu creato (a) Di Lui ha S. Maestà un pezzo grande con molte figure; su della Galleria di Modena. 387 dei Romani Pittori l'anno 1675 Cavaliere per la sua virtù, e con decoro visse sino ad un età ben a- NICOLO' BERTIN di Parigi discepolo di Bon Boulogne, da' suoi primi vanzata. anni molto promise di se stesso, e NICOLO BEATRICI Lorenese intanon andò fallace la speranza, mengliò molte carte di battaglie, e di trechè avanzandosi di perfezione fecavalli, altre con i disegni di Muce un opera all'Accademia, che fu ziano, del Buonaroti, e di Tiziacon stupore riguardata, e perciò ebno, il tutto con buona maniera be luogo nell' Accademia) Reale di condotto. Vasari part. 3. lib. 1. sol. Roma, dove s'avanzò molto; ritornato in Francia fu aggregato in NICOLO' BERCHEM nato in Amsterquella di Parigi, e le pitture da lui dam nel 1624. da suo Padre mefatte sono ricercate dagli Amatodiocre pittore apprese i primi eleri del disegno, perchè in esse trovamenti della pittura, il quale vedenno una maniera graziosa, e finita, do il pronto ingegno del figliuolo che assai diletta. Un suo gran quaprima da Giovanni Goyer, indi da dro, in cui dipinse ultimamente il altri esperti pittori ammaestrare fonBattesimo dell'Eunuco della Regina datamente lo fece, con che nel diCandace, si trova nella Badìa di S. pinger animali, paesi, e piccole fiGermano. M. S. gure riuscì il più bravo e felice NICOLO CASSANA: vedi Gio: Franpittor dei suoi tempi. Ebbe in mocesco Cassana. glie una figlia di uno dei suoi mae NICOLO CAVALLERINO Modonese stri, cotanto avara e importuna su famosissimo nel figurare bassi riche obbligandolo a lavorare contilievi, come da tante sue memorie nuamente, non lo lasciava respiranella Galleria dei Serenissimi di re un momento, e tener voleva Modona. Nel passaggio di Carpresso di sè tutto il dinaro di sue lo V. per Bologna, presentogli mercedi. Dimorò per lo più in una medaglia col ritratto, e riCampagna, per aver maggior agio portò lode, e gran premio. Vidriadi ritrarre dal naturale gli anima ni fol. 46. li, i siti bizzarri, e le belle vedute NICOLO CIRCIGNANO, detto PomeCompì moltissimi quadri, che ora rancio, dalla sua Patria (Territoa grandi prezzi si stimano; e diedo rio Fiorentino) giunse a Roma praalle stampe le sue opere, che assa tico, e spedito Pittore, sicchè ritrocare sono agl' intendenti. In età di vò luogo nelle Logge, e nelle Sale soli anni 41. diè fine alle sue incesVaticane. Per le Chiese di Rosanti fatiche e al suo vivere. Ab ma sono operoni di gran conseguenregè tom. 2. a car. 93. Molti s'inza, come in S. Lorenzo in Dagannano, credendo che questo granmaso il Martirio di detto Santo: de maestro si chiamasse Cornelio dipinse molto, sì per la franchezza, e per l'età di 72. anni, coNICOLO BERETTONI da Montefelme ancora per i prezzi ragionevotro di Macerata, fu uno dei mili: morì circa il 1588. lasciò Angliori allievi di Carlo Maratti ir tonio il figlio buon Pittore, BaRoma, che in pubblico dava ben glioni fol. 41. degno saggio di un alto sapere, se NICOLO COLOMBEL nato a Sottmorte immatura non lo rapiva alville presso Rohan, andò a Parila gloria: sta scritto nel catalogo Ccc 2 [a] Di lui S. Maestà ha nove pezzi istoriati con figure, paesi, e animali 388 gi fanciullo, e imparò da le Sueur ligenza intagliati, introducendovi Rettore dell'Accademia Reale: stafregi, ed arabeschi tanto stupendi, to lungo tempo a Roma, fu ricesottilmente lavorati, che fanno crevuto tra gli Accademici di S. Ludere morbido il marmo, e sovruca: egli fu grande ammiratore delmani gli scarpelli, che li condussela maniera di Raffaello, che cercò 10. Soprani fol. 277. d'imitare, il che si vede in opere NICOLO' COUETOU Scultore nato in diverse dipinte in Roma, e trasporLione, allievo d'Antonio Coyzevox tate in Parigi, dove arrivato entrò suo Zio, e scolaro in Roma del nell' Accademia Reale accettatovi Cay. Bernini, sotto del quale tanto Prosessore. E' morto d'anni 73. a di si avanzò nella perfezione, che riu24. Maggio 1717. sci uno dei migliori Scultori, che NICOLO CORDIERI Lorenese, det al presente si trovino nella Franto il Franciosino; entrato fanciullo cia; tiene egli il buon gusto dei in Roma si diede al disegno, all suoi Maestri, col quale è impiegaintagliare in rame, ed in legno, a to per servigio della Maestà del copiare dal buono, ad istudiare nell Re Luigi XIV. e per particolari Accademie, a modellare in cera, e ancora. E' Pensionario del Re creta, finalmente a scolpire nei marche gli ha concesso alloggio, estanmi; sì valente Scultore comparve za per lavorare nel Louvre, e fu che lavorando certe statue per dichiarato Professore dell'Accademia Pontefici Clemente VIII. e per PaoReale di Pittura, e di Scultura il lo V. fu più volte da quelli visidì 24. Luglio 1702. M. S. vedi Gutato alla propria casa. La perdiglielmo. ta di questo Artefice dispiacque a NICOLO D'ARAS, ovvero d'Artesia tutti i Virtuosi, quando l'anno (Città in Fiandra, da cui ebbero 1612. l'accompagnarono alla sepolla dinominazione i panni d'Araz tura nella Trinità dei Monti; man 20.) Giunse ben fondato Scultore cò in età d'anni 45. Baglioni fol. in Roma, e sebbene fece lo studio 114. maggiore in risarcire antiche staNICOLO' CORSI Genovese, a olio tue, non è però, che non iscolpisma più a fresco con maestria, con se Depositi, Sepolcri, e mezze fibel maneggio di colore, con frangure: morì l'anno 1598. Baglioni chezza di prospettiva, ed imitaziofol. 67. ne della natura, accompagnato da NICOLO DA CREMONA dipinse nelcerta simplicità d'animo, e da rila Chiesa delle Monache di S. Maverente modestia, comparve l'anria Maddalena di Bologna la Dino 1503: nei monaci di S. Giroposizione dalla Croce di Gesù Crilamo nella Villa di Quarto, tre sto l'anno 1518. Masini fol. 635. miglia dalla Città lontana, dove NICOLO DALL ARCA, o da Bologna. con diverse pitture segnò il suo così detto, perchè ridusse a fine nome in quei tempi memorabile Arca impersetta di S. Domenico, per la grazia, e per la modestia mancò nel 1494. e fu sepolto in S. che diede alle figure. Sopranì sol. Gio: Batista dei Padri Celestini: fu discepolo di Giacomo dalla Fonte NICOLO CORT, o da Corte, dal La detto dalla Quercia (così scrive il go di Lugano, Scultore in GenoMasini a fol. 635.) Ma il Vasor. va: l'anno 1530. fece gli ornamen vuole, che Nicola Pisano terminasti di marmo, che sostentano l'Arca se l'Arca suddetta nel 1231. como di S. Gio: Batista, con indicibile disi è detto di sopra. Nr. — NICOLO' DA PESARO imparò il dipiguere in Roma nella Scuola de'Zuccheri. Se mantenuto si fusse in quel buon gusto, che apprese da quei Maestri, maggior gloria averebbe acquistato, ma o susse la stanchez za del troppo lavorare, o la bassezza dei prezzi, per i quali travagliava, non corrisposero l'ultime alle prime fatture, tinte di gran colore, e nobile maniera. Settuagenario arrivò al Pontificato di Papa Paolo V. nel quale termino la vita. Baglioni fol. 125. NICOLO' DA VOLTRI Pittore di buon grido in Genova per la tavola della Santissima Nunziata, in var, scomparti all'antica dipinta nelle Vigne l'anno 1401. con morbidezza, belle pieghe, ed arie molto diNote. Soprani fol. 11. NICOLO DE' CONTI, gettatore e scultore in bronzo. Nella Corte del Ducale Palazzo in Venezia fece due pozzi di bronzo, ornati di foliami NICOLO DE HELT STOCADE, nato in Nimegua, ebbe nell' anno 1630. grande credito in Roma per il suo ingegno e valore nel dipingere Taverne, Danze rurali, et bambocciate. Desideroso di veder il Mondo passò prima a Venezia, dove opero per molti ammiratori del suo pennello; poi a Parigi, dove da S. Maestà fu dichiarato suo Pit tore con onorifico stipendio, con cui potè vivere alla grande. Gabinetto Aureo dà contezza di lui, ed il ritratto a car. 313. NICOLO DE HOJE d'Anversa, dopo la morte di Francesco Leux Prefetto della Galleria Cesarea, subentrò alla custodia di quella, e non senza motivo su assunto all'onore d'Aulico Pittore, mentre in Italia s'era acquistato, con sommo studio e fatica un nobilissimo modo d'istoriare in grande, una naturalissima maniera di fare ritratti, ed un per389 fettissimo metodo di scrivere. Sandrart fol. 319. NICOLO DELARGILLIERE nacque a Parigi li 19. Novembre 1656. figlio di Mercante originario di Beauvais in Picardia, e stabilito in Anversa; in età di 9. anni, in occasione di mercanzie spedite a Londra dal Padre, là fu mandato, dove si fermò 20. mesi, i quali spese nell'imparare il disegno. Ritornato al Padre fu da esso interrogato a qual'arte applicare volea il suo genio, e risolutamente rispose, alla Pittura: fu quindi posto sotto Francesco Goubeau Pittore eccellente di Anversa sul gusto del Bamboccio: e del Miele, e dopo sei anni, e mezzo di studio si diede di continuo ad imitare la natura in ogni genere. Ritornò nell'Inghilterra, dove per quattro anni operò con onore in opere differenti. Pietro Lely Pittore primario del Re Carlo II. l'onorò, della sua amicizia così bene, che il Signor Heu May Sopraintendente alle fabbriche Reali lo presentò al Re, da cui gli furono ordinati più lavori. Sarebbesi fermato in quella Corte, se per ordine espresso non fussero stati costretti i Cattolici a sortire di Londra. Si portò dunque a Parigi, per vedere i suoi parenti, e poi tornarsene nell'Inghilterra, ma li varj ritratti fatti per la sua casa, ed il quadro del Parnaso donato ad un suo amico gli acquistarono tanto di gloria, che le preghiere di France sco Vander Mulen, di Carlo le Brun, dei parenti, e di tanti altri amici. ivi lo fermarono, non ostantechè il Sopraintendente d'Inghilterra colà l'invitasse, con ordine ancora del Re, che l'onorava della custodia delle sue Pitture. Fu dunque ricevuto nell'Accademia Reale, ed ha condotte molte opere istoriate, per rappresentare all'Ostel de Ville di Parigi, ed a S. Geneviesa li ritrat 390 ti degli Ufiziali di quel luogo; sebNICOLO DELLA PUGLIA, uno dei fabene però si è acquistato un granmosi scultori del suo tempo su maedissimo credito nei ritratti, sino ad stro d'Alfonso Lombardo. Nella essere invitato da Luigi XIV. in InChiesa di S. Maria della Vita in ghilterra, per servire il Re Carlo Bologna fece di tutto rilievo le MaII. e la Regina, non ha qui lasciarie piangenti la morte di Cristo noto d' applicarsi nelle sue opere di stro Signore, opera così espressa al genio, e di elezione, che egli leva vivo, che muove a tenerezza e dial pubblico, per ornare la sua Cavozione chi la mira, Passeggier Disa, che ha fatto fabbricare in Pasingannato a car. 300. rigi, ove egli abita, e l'ultima da NICOLO DE PLATE MONTAGNE fi lui terminata è la Crocefissione di valente Pittore nel dipignere Porti N. S. una della più rimarcabili opedi mare, e Paesi. Morì circa l'anrazioni dei suoi pennelli, perlospino 1665. Filibien par. 4. fol. 143. rito, per l'espressione, e per il gran NICOLO, detto il Tribolo, perchè sisuoco, che ha avuto in dimostrare no da fanciullo mai trovando quiela Morte di Gesù Cristo, l'Eccliste era così fiero, e manesco, tribo se, i Lampi, i Tremuoti, e la Ri lando gli altri compagni, che risurrezione dei morti, talchè dà delportò il sopranome di Tribolo. Il lo spavento ai ministri, sì a piedi, Padre, che era Legnajuolo in Firencome a cavallo, ed agli spettator ze, per domarlo, lo faceva affatidi quella gran tragedia; resta po care in quell'arte, dalla quale pascontrastata dal carattere diverso sò all'intaglio; finalmente sotto Giache dà alla Vergine, ed a S. Gio como Sansovino alla scultura, ed vanni d'un profondo dolore in con all'architettura: infatti giunse a tal templare la morte del Salvatore segno di perfezione nelle piante dei Quest'opera, tutta affatto nuova Palagi, delle Chiese, delle fontagli ha apportato tanto più d'onò ne, e delle sculture, che nel corso re, per lo straordinario del rappredi 65. anni, che visse, servì Pontesentato sì al vivo, ed al caso in fici, Re, e Principi: fu sepolto nelun soggetto tante volte dipinto. I la Compagnia dello Scalzo nel 1565. colori poi sono disposti con un' arVasari par. 3. lib. 1. fol. 395. Il monia, ed intelligenza maraviglio Borghini scrive a fol. 474. che morì sa, di sortechè non ostante le tenenel 1550. bre densamente sparse di quei proNICOLO FRACALANZA Pittore ricordigiosi accidenti, e conturbazioni dato dal Pozzo nelle Vite dei Pituniversali, che ha dovuto rappretori Veneti a car. 57. sentare, restano i lumi sì ben diNICOLO GIOLFINO celebre Pittosinvolti, e ripartiti, che scopresi re del secolo 1500. per le belle opeciascheduno oggetto distintamente re dipinte in Verona sua Patria, e nell'esser suo. Gli Amatori pertanper essere stato maestro di Paolo to della Pittura perdono di un tanFarinati. Pozzi a car 58. to Uomo frutti sì degni, stanteNICOLO GRANELLI detto il Figonetchè non s'impiega per lo più, che to: vedi più abbasso Nicolosio. a fare ritratti. Egli è attualmen- NICOLO GUASSI, Pittor Veneziate Professore della Regia Accadeno, con buon colorito dipinse in sua mia. M. S. Patria sì in publico, che in privaNICOLO DELLA FIORA Pittore scritto, con sodisfazione e gradimento to nel catalogo dei Pittori Romani universale. nel 1666. NICOLO' HELDIO Neomagese, detto Sto ma il quadro di S. Raimondo. Ab Stocad, imparò il disegno in FianTiti fol. 135. dra, ed il dipinto in Roma: col tem NICOLO' MALINCONICO Napoletano, po meritò l'onore di fermarsi al serfiglio di Andrea che fu buon Pitvigio del Re di Francia. Sandrart tore. Lasciata la sua prima applifol. 312. cazione di dipinger fiori s' invaghi NICOLO JUVENELLI di Fiandra Pitdella bella maniera di Luca Giortore, Prospettivista, escrittore d'an dano, cui prese ad imitare, e si tichità: andò in Norimberga, dofece un aggiustato disegnatore, e am ve operò in ogni genere; il simile mirabile coloritore di figure ad ofece Paolo il figlio, Sandrart fol. glio ed a fresco. Chiara e lumino266. sa prova di ciò sono in S. Maria NICOLO'KNUFER di Strasburgo, fu Nuova di Napoli le belle Virtù da pittore di grande artificio, e di foresso dipinte sopra gli archi delle te macchia in grandi figure, circa Capelle, ed i due grandi quadri lagli anni 1630. terali in detta Chiela con la NasciNICOLO KNUPFER di Lipsia discepota del Redentore, e l'Adorazion lo d'Emanuello Nyssio, poi d'Adei Re Magi. Moltissime altre obramo Bloemart: nelle storie dipinpere fece non meno in Napoli, che te in piccolo portò dalla natura sinin altre Città d'Italia, per le quagulare talento, e furono a gran prezli meritò che il Pontefice Clemen20 comprate da Principi, Sandrart te XI. lo creasse Conte, Circa il sol. 300. 1726. morì di anni 67. Fioriva negli anni 1635. NICOLO LA FAGE, O LA FAS Fran- NICOLO MENGHINI Scultore Romano, adornò di marmi l'immagine cese Pittore di ricami in Roma, e di M. V. scoperta l'anno 1665. nel bravo disegnatore. la Chiesa di S. Rocco; fece la sta NICOLO LANCRET nato a Parigi fitua di S. Martina nella Chiesa di glio di Mercatante, scolaro di ClauS. Luca, e quella di Laura Mattei dio Gillot, formatosi la maniera su in S. Francesco a Ripa. Ab. Titi. quella del Maestro, e sull' altra di fol. 265. Antonio Vateau ha fatto sì gran progressi in una età giovanile, e l' NICOLO' MIGNARD di Troes in Sciampagna fratello maggiore di Pie opere sue hanno in loro tanto di gutro, detto il Romano, ebbe gran sto, che l'Accademia molto aggraparti nella pittura per trarsi fuori dendole sta per riceverlo Professodell'ordinario tra i Professori. Il lore. M. S. ro padre, per nome Pietro Pittore, anNICOLO' LOIR figlio di Orefice Parich egli, e che avea servito il Re in gino, allievo di Carlo le Brun, sorguerra, per lo spazio di 20. anni ti un buon genio al pennello, un lasciò in libertà 1 suoi due figli di buon gusto per il disegno, e faciliseguire l'inclinazione ingenita alla tà in tutto ciò ch'egli facea; tante pittura. Nicolò diede principio al qualità naturali l'indussero a non disegno sotto il migliore Pittore di diriggere troppo i suoi pensieri quel tempo in Troes: andato por quanto li eseguiva: fu in Italia: per fortificarsi nell'arte a Fontanadipinse opere diverse, e per la Maeblò, studiò sopra le statue antiche, stà del Re, e per particolari. Moe sopra i dipinti dell'Abate Primarì Professore dell' Accademia in ticcio, che ivi si veggono; ma età di 55. anni nel 1679. M. S. perchè sapeva la sorgente dell'opeNICOLO MAGNI d'Artesia, dipinse re più belle essere in Italia, volle nella Chiesa della Minerva in Ro 392 farne il viaggio; l'occasione di cerdiede belle pruove del suo sapere te opere lo arrestò qualche tempo a in diverse Chiese della sua Patria, Lione, molto più in Avignone massimamente nella Capella del Cadove acquistò il nome di Mignara stello nel mistero dell'Incarnazione d'Avignone per lo sposalizio ivi fat del Verbo, dipinto con bravura, e to con una gentile fanciulla: andò con franchezza. M. S. poi a Roma, dove soggiorno due NIÇOLO' NEUFCASTEL, detto Lucianni, ed alcuni altri in Avignone. tello, circa il 1540 imparava il diSparsa la fama del suo nome, il segno, per sortire nei ritratti, coRe lo chiamò a Parigi, e l'impieme riuſci con gloria, e con onore gò in opere diverse per la Corte in Norimberga; applicò alle faccie e fece ancora quantità di ritratti si vivi colori carnosi, e naturali benchè il suo talento fusse tutto inche non ebbe ai suoi tempi in quei clinato alle storie. Era copioso d'incontorni chi lo pareggiasse. Sandr. venzioni: compiacevasi di soggetti sel. 266. poetici: e se l'immaginazione non NICOLO' PERELLE in Parigi fu imiavea gran fuoco, era però com tatore d'Abramo Bossè nell'intapensata ogni sua opera da una grangliare in rame: sono di sua mancde esattezza, e corrispondente proPalagi, Tempj, Città, Ponti, Orprietà; la troppo grande assiduità al ti, Edificj Romani, e carte rapporlavoro troncogli la vita d'idropitate dal disegno di Nicolò Poussin. sia nell' anno 1668. universalmente Sandrart fol. 375 compianto, non meno per la per- NICOLO' PINZONI Franzese dipinse dita di essere stato degno Pittore un laterale dell'Altare maggiore di quanto per essere stato Uomo civiSan Luigi dei Franzesi in Roma a le, ed onesto: era allora Rettoro competenza del Giminiani. Titi fol. dell'Accademia Reale, dalla quale 127. su accompagnato al sepolcro. De- NICOLO' POUSSIN nacque in Andepiles fol. 495. lì della Normandìa l'anno 1594 NICOLO' MILLICH Statuario nato in Inclinato al disegno, benchè conAnversa circa il 1633. Chiamato in tro il genio paterno, fuggì dalla Svezia l'anno 1669. dalla Vedova Patria, e ritrovò ricapito in Parigi Regina Eleonora, per adornare di presso un Gentiluomo di Corte, e statue un suo Palagio, fece una la Scuola sotto Ferdinando FiamMinerva, le nove Muse, e sedic mingo: assiduo nel disegnare, e coVirtù al naturale, così bene intepiare le carte di Raffaello, e di se, e morbide, che sembrano di ceGiulio Romano, s'impresse il disera, e non di marmo: per altro in gno, le forme, i motti, e l'invenlegno, ed in bronzo, fece sempre zioni di sì mirabili Maestri con comparire l'invenzioni, l'attituditanta franchezza, che parve poi ni, ed il disegno con fondamento, nelle loro Scuole educato. Si die con maestria. Sandrart fol. 345. vertì qualche tempo nella casa del NICOLO' MORETTO, Pittor Padofamoso Poeta Marino, il quale scovano, scolaro dei Bellini, nominaprendolo desioso di vedere Roma to dal Vasari p. 1. a car. 521. l'accompagnò con lettere al Card. NICOLO' MUSSO nato d'onesti PaBarberino. Là giunto, studiò, morenti in Casalmonferrato, fermossi 10. dellò sopra gli antichi marmi, freanni in Roma, dove per genio parquentò l'Accademia del Domeniticolare al disegno, imparollo da chino, s'applicò alla geometria, ed Michelagnolo da Caravaggio, e alla prospettiva, arrivando a tal de poi potè comparire in Venezia fondo di sapere, che entrò in San in pubblico con gloria, e con onoPietro Vaticano con il mai abbare. Sandrart fol. 392. vedi Angelici stanza lodato Martirio di S. ErasRenieri con altre sue figlie Pittrici. mo, e molti altri quadri dipinse NICOLO' ROCCATAGLIATA Genovese per Ambasciadori, Cardinali, e Prinindustrioso lavoratore di getto, e cipi. Volò intanto la fama del suc di marmo, ammaestrato da Cesare valore in Francia; e nel 1640. con Groppi, partì per Venezia, e tanlettera speziale fu dal Re invitato to studiò, che sebbene per la sovera Parigi, dove arrivato fu tratte chia applicazione perdette un occhio. nuto, ed accarezzato da S. M. che costante però a seguire l'intrapresa gli donò un Palazzetto, e due micarriera della perfezione, giunse al la scudi d'oro, oltre il pagamento le mete fortunate di valente Sculdei quadri di Fontanablò; lo ditore, stimato dai Pittori, e partichiarò suo ordinario Pittore, e Sopracolarmente dal Tentoretto, il quaintendente a tutte l'opere di Pittura e le servì di molti rilievi: ritornè di Architettura dei Reali Palagi. Mor alla Patria, ove lavorò per molti to, che fu il Re, ritornò a Roma, particolari. Sopcani fol. 188. e per 23. anni continui, seguì a provvedere di sue bellissime opere NICOLO' RONDINELLO da Ravenna. Questo Pittore, dopo che si partì varj Signori. Giunto l'anno 1665 da Gio: Bellino suo Maestro, affariposò in pace; lasciò 15. mila scuticossi nell'arte con istudio, e con di di valsente; fu sepolto in San maniera tale, che fece opere diliLorenzo in Lucina, accompagnato gentissime per molte Chiese di Roda tutti i Pittori di Roma. Belle magna, e per la sua Patria, citate ri fol. 407. vedi Gasparo Poussin. (a nelle Croniche di Ravenna, e dal NICOLO' PRUCHERT. Chi brama veVasari par. 3. lib. 1. fol. 248. visse 60. vere l'opere sue a gomma, ed a anni, e fu sepolto in S. Francesco olio, entri nella Galleria Elettorale di Ravenna. di Monaco, e stupirà nell'osservare NICOLO e GIO: BATISTA ROSSO sì belle fatture: era Uomo, che Fiamminghi, eccellenti Maestri di molto tempo perdeva nell'insegnare tessiture di Arazzi. Da Fiandra gli a parlare, o a giocolare ai papafece venire il Duca Federico di galli, ed alli storni, ad inventare Mantova per tessere Arazzi col diballi, e commedie, a lavorare strusegno ed assistenza di Giulio Romenti di nuova invenzione; per almano; un fornimento dei quali testro se avesse applicato tutto il temsuti d'oro con istorie sacre, bellispo alla pittura, gran cose si sarebsimi non men per il disegno, che bero vedute dalla sua mano dipinper l'artifizio, fu donato da esse te. Sandrart fol. 320. Duca alla Fabbrica del Duomo di NICOLO' RENIERI Mabuseo, gettati Milano i primi fondamenti pittorici in Anversa sotto Abramo Janson, volle § NICOLO ROSSI, Napoletano Fittore e Scolare di Luca Giordano, inalzare la maniera in Italia con le fu così abile imitator del Maestro, regole di Bartolomeo Manfredi, e che da esso era impiegato nelle oottenne l'intento in Roma: fatto pere di grande importanza, come dimestico di Casa Giustiniana, dall nel soffitto della Capella del Real esemplare di quella famosa GallePalagio di Napoli, dove il Rossi feria, erudi sempre più i lavori, onDdd (a) Di lui ha S. M. tre pezzi istoriati ed il suo ritratto. 394 ce la maggior parte dell'opera di ammirazione il disegno. Fu egli Nella Chiesa della Maddalena pur che introdusse al servigio di detto in Napoli fece da sè due tavole di Principe Perino del Vaga, che con Altare ad oglio, ed il soffitto a fresuoi dipinti accrebbe lo splendore sco, ed in altre Chiese eziandio vedi quella fabbrica. Vivea circa gli donsi suoi dipinti. Lavorò pure per anni 1535. Vasari p. 3. tom. 1. a car. private persone quadri di ottimo gu 360. sto; ma sopra tutto eccellentemenNICOLO VLEUCHELS nato a Parigi. te fece gli animali, dei quali se no figlio di Filippo oriondo di Anversa vedono di sua mano nelle stesse ocugino del famoso Pietro Paolo Rupere del Maestro. In età di an. 55. bens, Pittore del Re, e dell'Accatormentato da una ostinata crudel demia; dopo avere studiato sotto podagra finì di vivere. Bellori nelsuo Padre si è perfezionato in Itala vita del Giordano a car. 387. lia, col soggiorno di dodici anni NICOLO' SOGGI Fiorentino bravo alquindi al ritorno suo in Parigi fu lievo di Pietro Perugino, riuscì ir ricevuto Accademico Regio, Proprospettiva, in istorie, in modelli fessore vivente, e con distinzione di terra, e di cera: fu un poco nell'arte della pittura, talchè le lungo nell'operare, secco nelle fisue principali operazioni meritano gure, e troppo finito, ma pure gracome per appunto è seguito, vedersi dito nella Città d'Arezzo: giunse alle pubbliche stampe. M. S. alla vecchiaja in somma miseria, e NICOLO' ZOCCOLI, da altri chiamase non era sovvenuto da Papa Giuto Cartoni, su scolaro di Filippo lio III. di un' annua provvisione Lippi, in Arezzo fece la facciata, riducevasi mendico, ottogenario spiche è sopra l'Altare di S. Gio: Dirò l'Anima in Arezzo l'anno 155. collato; in S. Agnese una tavolie fu sepolto in S. Domenico. Vasa na; nella Badìa di S. Fiora una Sari par. 3. lib. 1. fol. 380. maritana: fiorì nel 1510. Vasari p.2. NICOLO' TORNIOLI da Siena dipinse fol. 400. nel Coro di S. Paolo in Bolognala NICOLOSIO GRANELLI, detto FigoLotta di Giacobbe con l'Angelo, e netto, allievo d'Ottavio Semino, Caino, che uccide Abele. Masini al quale con amore, e congratitup. 1. fol. 144. dine ajutò in molti lavori. Di que NICOLO' VANDERBRACH di Messina sto Pittore raccontasi, che disegnanfamoso Pittore per l'eccellenza, col do un sera una testa, con altre osla quale dipigne fiori, frutti, ersa di morto, entrarono certi suoi be, ed animali: da gran tempo in amici con destrezza nella stanza, e qua egli abita in Livorno, da dosmorzato il lume, leggiermente lo ve spedisce opere sue in varie par batterono, onde stordito dalla noti, per essere da tutti gradite vità del caso, tenne sempre per inM. S. fallibile, che fusse stato lo spirito NICOLO VAN-EYCK Pittore di Andi quel morto, l'ossa del quale diversa, posto nel catalogo de' Pittopigneva: fiorì circa il 1555. Soprari Oltramontani, del Gabinetto Auni fol. 30. reo a car.388. NINO Scultore Pisano figlio, e disceNICOLO VENEZIANO, raro ed anpolo d'Andrea Pisano, ajutò al Patico Maestro di Ricami, servì in dre nella condotta della Porta di Genova il Principe Doria nei superBronzo del Tempio di S. Giovanbi apparati del suo grande Palazni: sono in Firenze, in Pisa, ed in zo, ne quali singolarmente degno è Napoli statue di sua mano, che osten sientano un non so che di tenerezza, e miglioramento dell'antica mamera: fioriva nel 1370. Baldinucci sec. 2. fol. 83. NOEL COVPEL nacque a Parigi, ericevette i primi insegnamenti pittorici da Poncet Professore, ed allie vo di Simon Vovet, così che dopo aver travagliato per li migliori Pit tori di Parigi, non mancò ancora d'operare per il Re, e per le Chie se, e per particolari. Si vede nell' opere sue correzione, e tal disegno, quale si ammira negli Antichi. Sua Maestà diedegli alloggio nelle Gallerie del Louvre, scieltolo dopo Direttore dell'Accademia sua in Roma, dove seco condusse Antonio il figlio, il quale al presente ha l'onore di essere primario Pittore del Re. Nel suo soggiorno in Roma contrasse grande amicizia con il Cay. Bernino, e con Carlo Maratti, ed al suo ritorno fece 1 disegni di molti Arazzi per 1 Gobelini, e più altre opere per Regio Servigio, nominato per ciò dal Re Direttore dell'Accademia di Parigi in luogo di Niccolò Mignard, con annuo assegnamento di mille scudi. Morì il dì 24. Ottobre 1707. d'anni 79. M. S. NOLFO DA MONZA fu discepolo di Bramante. Poche opere di lui si vedono, solo dicesi abbia con grande sua lode dipinte molte cose nel la Chiesa di S. Satiro in Milano col disegno di Bramante. Lo Sca nelli nel suo Microcosmo dà qualche notizia di lui a car. 271. e lo addita per buon Maestro. NOLLEKIUS fu un valentuomo nato oltremonti, che dipinse bambocciate in paesi di ottimo gusto. Pare che abbia studiato in Italia, scorgendosi nelle sue opere il disegno Caravaggiesco. Il Sign. Marchese Allegretti in Lisbona possiede alcune pitture segnate con detto nome, e sembra sia vissuto circa il 1618. 395 NOzzo DI PERINO, detto Calandruccio Fiorentino, uscì della Scuola d'Andrea Tasi: furono tante le burle, che Buffalmacco, e Nello di Dino fecero a Nozzo, loro compagno nella pittura, che diedero cam po al Boccaccio di registrarle nel suo Decamerone: fiorì nel 1340 Baldinucci sec. 2. fol. 64. NUNZIATA Fiorentino amico del Ghirlandajo, fu eccellente nell' invenzione dei fuochi, e delle girandole; lavorava, e coloriva figure di stucco, ed ancora dipigneva. Vasari p.3 lib. 2. fol. 25. NUNZIO FERAJVOLI, detto degli Affitti, a distinzione d'altre casate di tal cognome nella sua patria di Nocera dei Pagani, 17. miglia da Napoli lontana. Nacque l'anno 1661. studiò il disegno, ed il dipinto da Luca Giordano; benchè si diletti di figure, il suo genio però si fa conoscere nei paesi a olio, ed a fresco, con vaga, e franca maniera dipinti. In questi al giorno d'oggi si può dire uguale all'Albano, ai Brilli, a Poussin, a Salvatore Rosa, a Claudio Lorenese, ed a tanti altri, dai quali avendo egli fatto un estratto del più vago, del più ameno, e del più dilettevole nella tenerezza, nel forte, nella degradazione, nelle lontananze, nell'aria, nelle frasche battute dai venti, nell acque in continuo moto, nella diversità dei piani, nella proprietà de'siti, per adattarvi le figure, riesce a maraviglia eccellente, come in tanti luoghi di Bologna, dove morì, e particolarmente presso il Dottore Baldassare Pistorini nei 16. Paesi terminati per questo degno Soggetto, che sono meritevoli di essere ammirati da tutti. Ddd 2 ODE 396 avanzato alla persezione, e nelle DERIGI da GOBBIO miniatore uscioperazioni teatrali ha mostrato il to dalla Suola di Gio: Cimabue, suo talento nell'anno 1713. in Bosu amico di Giotto, e di Dante logna, come altre volte fece in Roil quale replicatamente lo celebra ma con Pompeo Aldrovandi nel nei suoi Libri: sono discordanti fra Teatro Capranica, ed in altri luoghi. di loro gli Autori, a quali PonteODOARDO PERINI Pittor Veronese fici servisse in Roma nelle miniadopo aver studiato sotto varj Maeture dei Libri da Coro: basta dire, stri la Pittura in sua patria, andò che operò per quelli, che fiorirono a persezionarsi in Bologna, Ritoravanti il 1330. del quale anno monato in patria dipinse in pubblico ri. Baldinucci sec. 1. fol. 55. ed in privato, si a fresco che al OCHSTRAET Dordracese scolaro d oglio, con ispirito e bizzarre invenRembrandt, fioriva nel formare vezioni. Vivendo esso tuttavia, altri risimili ritratti, fu molto acclamaavrà che aggiungere a questa mia to in Vienna, dove operò gran tembreve notizia. po. Sandrart fol. 385. OLIVIERO DOLFIN uno dei bravi In ODOARDO FIALETTI d'origine Savotagliatori in Bologna. Questo dei jardo, ma nato in Bologna l'anno Carracci molte opere, con grave 1573. Fu allevato nel disegno dal maestria pubblicò all'acqua forte Cremonino, poi dal fratello Tibecome nella tavola del Malvasia sol. rio pubblico Lettore di Filosofia, e 115. Morì in Sassolo circa l'an. 1693. di Medicina in Padova; condotto a OLIVIERO di LONDRA famoso PittoVenezia nella Scuola del Tentoret re a gomma in membrane, ed in to, fece sì alti progressi, che dal tavole: si conservano quantità di Boschini sono registrate 38, tavole opere sue in Inghilterra, massimapubbliche per quelle Chiese, oltre mente quello, che dipinse per Carle particolari, e gl'intagli all'acqua lo Stuardo, e per il Re Giovanni. forte d'opere varie del suo Mae Sandrart. fol. 311. stro, e del Bordone. Di sua inven OLIVIERO GATTI d'origine Parmizione sono due Libri con 1 princip. giano, ma per lunga dimora di 30. del disegno, un'altro degli scherzi anni in Bologna, aggregato all'Acd'Amori in 20. fogli, altro degli cademia dei Bolognesi Pittori l'anAbiti con l'arme di tutte le Relino 1626. Attese sotto Gio: Luigi gioni, altro di Frontispizj, e di maValesio al taglio del bulino; sebchine da guerra. Disegnò in tutte bene non arrivò al Maestro, riuscile maniere, particolarmente a penrono però belle le sue stampe. Malna, e con tal franchezza, che pavasia p. 4. sol. 154. revano cose intagliate al bulino: ONORIO LUNGHI Architetto ascritmorì d'anni 65. in Venezia. Malto all'Accademia di S. Luca in Rovasia p. 2. fol. 301. ma, ove morì nel 1619. Pascal. ODOARDO ORLANDI nacque in Botom. 2. a car. 510. logna l'anno 1660. Nella scuola di ONORIO MARINARI nato in Firenze Lorenzo Pasinelli approfittossi nel l'anno 1625. Imparò da Carlo Doldisegno, e dopo avere dipinto qualche ci, e dal Volterrano, dipinse con buon gusto, e con maniera assai ficosa di suo genio, si diede alla plastica, nella quale è riuscito in grande, e in nita, e corretta nel disegno: molte Chiese godono dell'opere sue, parpiccolo con suo onore. Gode anco ticolarmente la Badia, e S. Maria ra di vedere Stefano il figlio nato de Pazzi. Morì nel 1715. M. S. l'anno 1680. il quale nella prospetORAZIO BIANCHI Pittore in Roma tiva, e nella quadratura è già a . 397 Orazio CENSORE Romano fu allieha dipinto nella Chiesa di S. Giovo di Pierfrancesco Censore Bolo seffo lo Sposalizio di detto Santo gnese, dal quale, nella sua piccola con bella maniera. Abate Titi sol. età, ereditò il cognome, e trasse la virtù di tagliare marmi, e fondere ORAZIO BORGIANI Romano imparò metalli; s'avanzò a servire Ponteil disegno da suo fratello, detto fici, dai quali ottenne la carica di Giulio Scalz; dal copiare sculture Fonditore della Camera Appostolipitture, e frequentare l'Accademie ca. Le Statue, i Torcieri, le CroRomane, franco disegnatore divenci, i Tabernacoli, i Cannoni, e le ne: andò in Ispagna, dove pigliò Porte di bronzo da lui formate in buona pratica di colorire, e ritro Roma, lo faranno sempre conoscevò moglie, dopo la morte della re per uno dei più perfetti, ed uniquale ritornò a Roma, e lavorò it. versali Fonditori, che abbia lavopubblico, ed in privato, per gl. rato in quella Città, dove morì l'anAmbasciadori di Spagna, e per un no 1622. Baglioni fol. 324. certo Padre Agostiniano ProccuraORAZIO degli UBERTI, detto Fatore dei Padri di Spagna, dal quarinato, figliuolo di Paolo, in Ve le per l'amore, che gli portava rona sua patria apprese dal padre gli fu proccurata una Croce da Cala pittura, e si fece vedere in pubval. dell'Abito di Cristo di Por blico ed in privato con sue pittutogallo, il che soffrendo mal vo re, nelle quali seguì esattamente lentieri Gasparo Celio suo competilo stile e la maniera del Padre tore, tanto screditò il Borgiani pres Pozzi a car. 129. so detto Padre, dandoli ad intendeORAZIO DI JACOPO Bolognese scolare, che l'opere sue erano copie di ro di Lippo Dalmasio; se avesse poco, o di niuno valore, mal di seguitato lo stile, e la dolcezza segnate, e peggio condotte, che d'un tanto Maestro, e lasciata la sortì la grazia per se stesso. Quenuova maniera Gotica, e Greca di sto successo toccò in tal guisa il certe Madonne, da Costantinopoli cuore d'Orazio, che in breve mo in Bologna introdotte, sarebbe starì, e pure era uomo di gran petto. to degno di lode maggiore nelle e facinoroso, che la fece vedere a proprie manifatture, che vedonsi siCaravaggio, e ad altri, come a que no al giorno d'oggi dipinte dal gli Studenti, i quali passando in 1430. sino al 1445. Malvasia p. 1. carrozza per il corso, e beffeggiandolo, rivoltatosi ad una bottega di fol. 33 ORAZIO DI PARIS Pittore Perugino, un colorajo, diede di piglio ad un chiamato comunemente Paris Alfavaso di vernice, la quale gettò in ni, per avergli i Signori Alfani dofaccia a quelli belli umori, che scenato il loro cognome, in ricomfero arrabbiati per vendicarsi, ma pensa della sua virtù: di questo bel egli cacciato mano alla spada si diPittore ho veduto in Perugia quafese, e cotanto malamente li tratdri graziosamente dipinti, con matò, che ebbero carestia a ritirarsi. niera Raffaellesca, e più tonda di Baglioni fo. 140. Pietro Perugino, e di altri Pittori, Orazio CAMBIASI Genovese, figlio che fiorirono ai suoi tempi, cioè e scolaro di Luca, dopo la morte del 1550. Domenico di Paris fu suo del quale, seguita in Ispagna nel fratello. Morelli fol. 176. 1585. aprì scuola nella sua Città e portossi assai bene. Soprani sol. ORAZIO FERRANTINI trovasi registrato fra i Pittori dell'Accademia Bo 398 lognese l'anno 1600. ed ivi è scritta in Roma, mi fece stordire al to di nazione Fiorentina, nè si è considerare la profondità d'uno spipotuto venire in chiaro, se sia parito cotanto sollevato. Passò poi rente di Gabbriello, e d'Ippolito detto Cantarano nelle mani del ViFerrantini pittori Bolognesi, come ce-Rè di Napoli Medinaceli. Adornota il Malvasia par. 2. fol. 268. no di tante prerogative ha goduto Orazio FERRARI da Voltri Genovel'onore del Governo di Nola, e di se, nipote, e scolaro di Gio: Analtri luoghi. drea Ansaldi, dal quale con tale ORAZIO FUMACCINI Bolognese dipinarte nel disegno, e nel colorito fu se a fresco in Roma sopra la Porta avanzato, che spedito, e franco della Sala dei Re una storia bellisMaestro ben presto si vide. Favosima, ed in altri luoghi: vedi Orarito da molti personaggi, particozio Samachini. Vasari part. 3. lib. 2. larmente dal Principe di Monaco, fol. 217. visse in quella Corte qualche tem- ORAZIO GENTILESCHI Pisano impapo, ed oltre buona somma d'avanrò da Aurelio Lomi, suo maggiore zi, riportò l'onore d'essere dichiafratello uterino: pratico nel colori rato Cavaliere. R tornato alla pare andò a Roma; piacque ai Pontria da lì a poco soppresso dal matefici, ed alli Principi il suo dolle contagioso del 1657. morì con cissimo stile: l'anno 1621: dagli Amtutta la famiglia, fra la quale nubasciadori Genovesi su a quella Cit meravasi Gio: Andrea il figlio, che tà condotto, e lavorò per Savoja, di 12. anni colorì, ed espresse vie per la Francia, dove invitato fervamente un ritratto, che conservamossi due anni: di là spedito in Insi nella Libraria Aprosiana di Ventighilterra, da quel Re fu provvisiomiglia, Soprani fol. 219. nato di 500. lire sterline annue; olOrazio FERRETTI Cavaliere, e Contre i pagamenti dei lavori: in quelte Perugino nato nel 1639. Ha imla Regia si fermò sino alla morte. parato il disegno, ed il dipignere che lo sorprese in età d'anni 48 dal Cav. Benardino Gagliardi, sotCon onorate esequie fu sepolto, ed to del quale ha fatto tali progresebbe riposo nella Capella della Resi, che ha insegnato a molti il digina, sotto l'Altare Maggiore. Lasegno: s'osservano nelle case parsciò Artemisia la figlia famosa riticolari varie galanterie a olio, ed trattista. Sandcart, Soprani fol. 319. a pastello, e molte altre a penna, Baglioni sol. 359. particolarmente ritratti in piccolo, ORAZIO-GHIRLINZONI Modonese oe in grande di bel rilievo, e ben riondo dall'antica, e nobile stirpe tratteggiati. Nella Matematica ha dei Principi di Taranto; nella pitavuto per Maestro il Dottore Lemtura, e nella scultura tanto eccelme Rossi; tale è stato di questa lente comparve, che da Alfonso II. scienza lo studio, che l'anno 1700. fu teneramente amato, ed impiegaintrodusse in Roma quel famoso to in Ferrara; condusse la vita siCantarano, entro il quale erano la no agli anni 60. e morì nel 1617. tavola, la cucina, la credenza per Vidriani fol. 98. 12. persone, l'addobbo d'una stanORAZIO RIMINALDI Pittore Pisano za nobile, il gabinetto per una Damorì d'anni 42. nel 1628. e fu sema con tutti gli utensili da pulirsi, polto nella Chiesa di S. Cecilia un apparato per celebrare Messa, avanti l'Altare Maggiore. M. S. l'Altare, il letto, le sedie, ed alORAZIO SAMACHINI diligente, ametri mobili; cosa, che da me veduno, e bel Pittore, memorato da! 390 la Chiesa dei Padri Scalzi il quaLomazzo, dal Baglioni, dal Cavazdro di M. V. con i Fondatori Carzone, dal Zante, dal Masini, da melitani è di sua mano, e nella Bumaldi, e dal Malvasia par. 2. sol. Chiesa di S. Pietro si vede una ta207. Sortì i natali in Bologna l'anvola con quattro Vergini, ed un no 1532. Credesi, che acquistasse Cristo in gloria. Torre nella tavol'arte del disegno da Pellegrino Tila del suo libro. baldi, e poi si porfezionasse in RoOrazio VECCELLIO figlio del famoma, dove godette l'onore di essere so Tiziano, gareggiò con l'ecceladoperato dai Sommi Pontefici, e lenza del padre nel fare ritratti, e dai Principi, come riferisce il Vacolorì anco d'invenzione: seguì il sari, chiamandolo Orazio Fumacci Genitore a Roma, ed in Germani sopra descritto. Ritornato a Bonia; ma avendo l'animo inclinato a logna arricchi gli Altari di belle vivere alla grande, e con poca no pitture, fu Uomo generoso; s'affaja, non curò affaticarsi con li penticò assai in fatti, ed in parole per nelli, anzi divenuto alchimista, rila Compagnia dei Pittori; morì d'andusse in sumo l'eredità acquistata ni 45. (a) con sì degni sudori dal padre: moORAZIO TALAMI nato in Reggio l'anrì in fresca età l'anno 1576. Rino 1625. Fu scolaro di Pietro Dedolfi p. 1. fol. 200. sani, vide due volte Roma per impossessarsi francamente del disegno, ORFEO BUSSELLI Romano Scultore, col modello di Francesco Fiammined in fatti ritornò con franchezza go formò la statua di S. Ambrogio nell'istoriare, nella prospettiva, e nella Chiesa a detto Santo dedicanella quadratura a olio, e a freta in Roma; trovasi scritto al casco, e lavorò nella sua, ed altre talogo degli Accademici Romani ne Città: ma per non risparmiarsi dal1650. le continue fatiche, dall'anno 1699. in qua, indebolito di vista riposò ORLANDO FIACCO Veronese. Sono discrepanti gli Autori circa il di i pennelli, attendendo con opera lui Maestro, se fusse Batista del zioni da, vero Cristiano, e con ab Moro, o Antonio Badile, o Franbondanti limosine a guadagnarsi il cesco Torbido, detto il Moro, coParadiso. Morì nel 1706. e fu se me conchiude il Baldinucci nella polto nella Chiesa della Confraterpart. 3. sec. 4. fol. 138. Sia come nità della SS. Trinità. M. S. si vuole, non intendendo io d'alterORAZIO VAJANT, detto il Fiorentino care con gli Autori, ma di riferire in Milano, dove dipinse nella Chie le singularità dei Pittori, concorsa di S. Bernardo le tre tavole dell' demente ritrovo, che fu bravo PitAltare maggiore con tutta diligentore d' invenzione, e nei ritratti za condotte. In S. Antonio colorì la ebbe una particolare maniera; visVenuta dello Spirito Santo. In S se sfortunato; furono brevi i suoi Bernardino la tavola dell'Altare maggiore, che è un Cristo alla cogiorni, e fiorì nel 1560. Ridolf part. 2. fol. 117. lonna, pittura, che da altri ScritIl Pozzo ne descrive la Vita a cara tori fu giudicata del Palma vec71. con buone memorie. chio, e purè nell' orlo d'un guanto OSSENBECK da Roterdam andò a Rodi ferro d'uno di quei manigoldi. per ischerzo pittorico steso sul suoma con Nicolò de Hoje, e nel filo, evvi il nome del Vajani. Nelgurare azioni rusticali, animali d' ogni (a) Un pezzo istoriato di lui è presso S. Maestà. 400 ogni sorta, luoghi campestri, e miOTTAVIO AMIGONI Bresciano scolanute figure, alla maniera di Monro di Antonio Gandino, si vedono sù Bamboccio, fu coranto singulabellissimi freschi tratteggiati con re, che tirò tutta l'ammirazione bravura, con buon colore, e con Romana a contemplare le sue fatgrazia Paolesca dipinti nel Coro del ture. Sandra tue. 319. Carmine, insieme con Bernardino OSTADE, Pittore stimatissimo di Gandino, il quale espresse in figuHarlem, dipinse bambocciate, g re più del naturale diversi fatti di uochi rurali, e belli-paesi. Molte S. Alberto: lavorò in altre Chiese a sue opere sono alle stampe. Aurco fresco, ed a olio: visse 56. anni, Gabinetto a car. 258. e morì nel 1661. Averoldi fol. 21. Ortaviano da Faenza discepolo di OTTAVIO ANGARANO, Conte, e Giotto: nel Monistero di Monte Nobile Veneziano, fu amante delOliveto, e sopra la Porta della la Pittura, e dipinse molte tele per Chiesa di S. Francesco colorì l'Imsuo diporto. In S. Daniele di Vemagine di M. V. con li Santi Pienezia, Chiesa di Monache, si vede tro, e Paolo; dipinse in Bologna, di sua mano la Natività del Sied in altri luoghi. Baldinucci sec. gnore, opera da essere osservata e 2. fol. 30. per la sua bellezza, e per la riOTTAVIANO MASCHERINO Pittore guardevole condizion dell'Autore, ed Architetto Bolognese, trovossi OTTAVIO CURADI Bolognese scolaro in Roma nel Pontificato di Gredi Giacomo Cavedone, non lavorò gorio XIII. Nella Galleria, e nelin pubblico, ma copiò egregia le Logge Papali dipinse varie sto mente le pitture del Maestro rie; diedesi poi allo studio dell'arfioriva nel 1630. Malvasia par. 4 chitettura, e fece sì buon profit fol. 220. to, che divenne Architetto del Pa- OTTAVIO GHISSONI Pittore Sanese pa, il quale diedegli la carica del visse, e studiò in Roma gran temla bella machina del Palagio a po, servì in molte occasioni alcuni Monte Cavallo, ove fabbricò quel principali Maestri, massimamente leggiadro Portico in cima al CorCherubino Alberti, L'anno 1610. tile, con la Loggia, con gli Apandò a Genova, e trattennesi sempartamenti, e Scala bellissima a pre in casa di Taddeo Carloni ecchiocciola, che se altro non avesse cellente Scultore: fu adoperato in mai fatto, quella sola basterebbe pubblico, e furono stimate le sue per renderlo glorioso ai secoli venpitture più per l'apparenza, che turi. Consumato dalle fatiche, otostentavano di un gran colore, che togenario volò (come si spera) alper il fondamento del disegno: lala gloria, in tempo, che regnava vorò ancora qualche volta di stucPapa Paolo V. Terminò in questi co. Soprano fol. 318. la sua discendenza, che però lasciò OTTAVIO LAVAGNA Pittore, dipintutti gli studj d'architettura, e tutge finti arazzi sopra tele con figuti i suoi beni all' Accademia dei re, istorie, ornamenti di fiori e Pittori in San Luca. Baglioni fol. frutti, di sì vaga maniera, che compariſcono aſſai meglio dei ver OTTAVIANO ZVCCHERI da S. Angearazzi tessuti in Fiandra. Ha egli lo in Vado, Pittore più memorabiun modo, da altri non mai pratile per essere stato padre di Tad cato, di comporre colori così vivi deo, e di Federico, che per l'opee belli, che un fornimento di care sue, Borghini fol. 506. mera fatto da lui è una maraviglia ave a vederlo. In quest'anno 1744. ha finito una grande Camera per Sua Eminenza il Signor Cardinale Rezzonico Vescovo di Padova, ch'è sominamente bella e finita; ed altra pure ne ha compito per i Sig. Caprara di Bologna. Dipinse ancho ad oglio istorie, con le quali si fa qualche merito, inferiore però a quello che si procaccia col dipinger arazzi, nella qual operazione si può dire esser unico. OTTAVIO LEONI nato in Roma, detto comunemente il Padovanino, a distinzione di Lodovico suo Padre, e Maestro, chiamato il Padovano, perchè nativo di quella Città; imparò a fare così benei ritratti, che servì Principi, Monarchi, e Ponte fici, particolarmente Gregorio XV. che lo dichiarò Cavalier dell'Abito di Cristo: dipinse in oltre per varie Chiese di Romay fece una serie di ritratti degli Uomini più illustri dei suoi tempi, e li diede alle stampe in acqua forte, ma tanta fu la fatica, che oppresso da un male d'asma, cessò di respirare negli anni 52. e nella Chiesa del Po polo fu sepolto; lasciò Ippolito il figlio pratico nella pittura. Baglio ni fol. 321. OTTAVIO PARODI è nato in Pavia l'anno 1659. è stato scolaro d'An drea Lanzani Milanese; ha studiato in Roma; disegna diligentemente, ed ha fatto quadri diversi in Patria, e per altri luoghi. OTTAVIO PRANDINO onoratamente memorato dal Caprioli nelle Storio di Brescia, per eccellente, ed insigne Pittore, scrivendo nel lib. 9. che non si fusse per anco ritrovato, ai giorni suoi, alcuno pari al valore, ed arte di lui nel dipignere, inalzandolo sopra Gentile Pittore da Fabbriano, ed altri, che fiorirono nel 1412. Cozzando fol. 123. OTTAVIO SEMINI Genovese figlio, 401 e scolaro d'Antonio; dopo averlo con Andrea il fratello educato nel disegno, mandolli a Roma, per istudiare sopra le statue, e pitture Romane, e particolarmente Raffaellesche, e furono stimati i migliori disegnatori di quelle Accademie: ritornati in Patria, a olio e fresco fecero vedere le prove del loro profitto, dimodochè Giulio Cesare Procaccino stimò un opera d'Ottavio di mano di Raffaello. Invogliati di vedere Milano, là furono accolti con sommi onori nei Palagi, e nelle Chiese principali: ritornarono alla Patria, ma Ottavio dedito al piaceri, rapì bellissima fanciulla e fuggì in Savona: questa, perchè vestiva da Uomo, macinava i colori, e sempre con quelli tignevasi la faccia, non fu riconosciuta dalla giustizia, nella perquisizione, che d'ordine dei parenti gli fu fatta d'improviso. Ritornò a casa, d' indi a Milano, e condusse sempre malamente la vita. L'anno 1604. entrato un giorno nella camera per il riposo, sulla sera fu ritrovato morto, terminando così miseramente í suoi giorni questo valoroso Pittore Raffaellesco, bizzarro, fantastico inventore, e gran coloritore. Soprani fol. 75. OTTAVIO VAN VEEN, cioè VENO, nacque d'onesti parenti in Leiden; su allievo nel disegno d'Isac Niccoli, e nel dipignere di Joas de Minghen: partì per Roma, dove nel colorire seguì la maniera de Zuccheri, e riportò tanto frutto che fu desiderato dalla Germania dalle Spagne, e dalla Francia. In lode di questo grande Autore, basta il dire, che diede i principj del disegno a Pietro Paolo Rubens. Ghiberto chiarissimo nell'intaglio, e Pietro degnissimo Pittore, furono suoi fratelli. Sandrat fol. 279. OTTAVIO VIVIANI acclamato in Brescia per il dipignere di prospettiva, Eee e di 402 e di quadratura, come si vede in orizonte. Si distingue la virtù di S. Francesco, ed in altri luoghi questo famoso Soggetto, non solo fu scolaro del Sandrino. Averold. in avere servito tanti Principi, e fol. 91. Monarchi di suoi disegni, e dipinQUVENIO, ovvero OUVINS Pittore ti, ma maggiormente nei suoi eruchiarissimo nel dipignere fatti notditissimi Libri dati replicatamente turni, con gran copia di figure ilalle stampe di Roma, spettanti al luminate da fuochi, e da fanali modo più fondato, e sbrigativo di che pareva propriamente, che armettere in prospettiva tutti i disedessero: fu ricercato da Principi gni d'architettura, copiosi di 220. diversi per la novità del colorire bellissimi intagli, parte appartenensimili rappresentazioni. Sandrari ti all'architettura, e parte da esso sol. 383. disegnati, ed eseguiti in pittura in diverse Città. Sono questi Volgari, Latini, ed in idioma Tedesco. Il P. Pozzi ripieno di meriti, e di oPACE DA FAENZA, dal gran temnori morì in Vienna d'Austria li po, che fermossi nella Scuola di 31. Agosto 1709. in età di anGiotto, ajutandolo in opere diverni 67. se, riconobbe disegno, e colorito: in Pascoli nel 2. Tom. a car. 245. fa diBologna, in Forlì, ed in Assisi visusamente la Vita. vono sino al giorno d'oggi sue pitPADRE ANTONIO LORENZINI, nel ture, che furono negli anni 1310. secolo Gio: Antonio, nacque in BoBaldinucci sec. 2. fol. 5. logna l'anno 1665. Desioso del diPADRE ANDREA DA LEONE Religioso segno, ricercollo nella Scuola di Lodi S. Girolamo; per la Chiesa delrenzo Pasinelli, ed in fatti riuscì l'Escuriale di Spagna miniò molti cotanto diligente nel disegnare, che Libri da Coro, con tanta diligenabbandonata la pittura, diedesi ad za, che possono andare del par intagliare all'acqua forte. Dell'ocon le miniature di D. Giulio Clopere dunque del suo Maestro espovio; altri furono coloriti dal Padre se alle stampe il Martirio di S. OrGiuliano suo discepolo, ed altri dal sola, la predica di S Giovanni, la Salazarro, come si legge nel Maztavola di M. V. di Gesù, e di S. zolari fol. 174. Gioseffo, esposta nei Padri Scalzi: PADRE ANDREA POzzi da Trento il tutto in foglio. Disegnando poi della Compagnia di Gesù, Archiil vasto laterale nella Chiesa di San retto, Geometra, e Pittore famoso Francesco, esprimente S. Antonio, di prospettiva, e di figure. Nelle che libera il Padre dalla morte Chiese del Gesù, e di S. Ignazio di tanto s'innamorò di quella ReliRoma, oltre tante altre, nelle quagione, che vestì l'Abito di Minore li dipinse, evvi molto d'ammirare Conventuale. Diede parimenti in nelle tavole d'Altare, e molto più luce altre opere dei Carracci, e di nelle architetture in quelle dipinGuido Reni, ed ora ritrovasi in Fite. Sono queste così bene intese, e renze dal 1699. in qua impiegato camminano con tal franchezza al nell'intagliar la famosa Galleria di suo punto principale, che l'occhio pitture del fu Serenissimo Gran Prins'inganna, e pare, che traveda cipe Ferdinando, per darla alle stamsfondati in aria, tondi rilievi nelle pe, e sarà cosa, che veramente colonne, gradini andanti, ed altre riuscirà di gran gusto ai Dilettancose, quando il tutto è in piano ti, ed ai Prosessori di pittura. In que 403 Marcantonio Baciocchi dalla Cattoquesta grand'opera egli ha sempre lica, e da Caterina Pronti del Tertravagliato in compagnia di Teo ritorio di Rimino, e perchè il codoro dalla Croce Intagliatore Olangnome del padre parvegli non tropdese, che l'anno 1715. partì per po bene sonasse all'orecchio, assunla patria, e da sei anni in qua con se quello della madre: imparò in Cosimo Mogalli, e Gio: Domenico Bologna dal Guercino; aggiunse il Picchianti, amendue buoni allievi dipignere di prospettiva alla gradi Gio: Batista Foggini Scultore zia, con la quale coloriva le fiFiorentino. gure, e comparve in luoghi pubPADRE ANTONIO MARIA HAFFNER blici di varie Città della Romagna, figlio d'un Tedesco, ma nato in come nell'Oratorio di S. Geronimo Bologna l'anno 1654 Imparò il di di Rimino, con molte quadrature, segno dal Canuti, col quale andò e figure, particolarmente di puttia Roma insieme con Enrico Haf ni, nei quali fu molto eccellente, fner suo fratello Pittore di grande e con otto storie in ovato: dipinse intelligenza nella quadratura: ritornella Piazza di Ravenna il Teatro nato a Bologna studiò l'architettuper la Traslazione della B.V. nel ra. L'anno poi 1676. si portò a Duomo, e l'adornò di belle veduGenova, d'indi in altre Città, e te, e di figure: colorì con sue pitper tutto lasciò qualche segno dei ture in grande, e in picciolo varj suoi eruditi pennelli in figure, ed Palagi, Gallerie, Chiese, e luoghi in architetture. Fatto ritorno a particolari, e fece molti ritratti Genova, e lasciato il travaglio del Alla dolcezza dei dipinti corrispose le figure si diede totalmente alla con amorevoli prezzi, avendo semquadratura, e molte opere compì pre avuto abborrimento all'interesin quei principali Palagi, ed in alse, e contentatosi del pagamento tri luoghi pubblici. Scorse varj pedei colori, e di pochi danari di ricoli, ed accidenti, dopo dei quasue fatiche, e più volte ha dipinli l'anno 1704. fece risoluzione d' to gratis. Morì adì 22. Ottobre entrare nella Congregazione dell' Oratorio di S. Filippo Neri in Ge1708. M. S. Pascoli 2. Tom. a car. 176. ne scrisse nova, nella di cui Chiesa sono la vita. d'ammirare tutte le architetture, e prospettive da esso dipinte, le qua- PADRE COSIMO BORGOGNONE della Compagnia di Gesù, ha dipinto tutli sono d'un sodo fondamento, e ti i quadri a olio, che sono nella con vaga tenerezza, e forza dipinCapella della Madonna nella Chiete. Vive in quella Città. sa del Gesù di Roma. PADRE BARTOLOMEO MORELLI Genovese Crocifero, ha dipinto nella. PADRE DANIEL SEGERS, nel celeberrimo Collegio della Compagnia di sua Chiesa di Roma. Ab. Titi Gesù d'Anversa, famoso per l'elefol. 322 ganza di riportare al naturale i fio PADRE CASELLI Cremonese, e Padre ri, coronando con quelli Sacre Im Filippo Maria Galletti, amendue magini, da lui dipinte, come vedeChierici Regolari, hanno dipinto si in molte Chiese di detta Città la storia dei Serpenti in S. SilveSandrart fol. 307. stio a Monte Cavallo di Roma. PADRE D. FELICE RAMELLI CanoniAb. Titi fol. 258. co Lateranense, nato in Asti di PiePADRE CESARE PRONTI, detto il monte l'anno 1666. E' nobile per i Padre Cesare da Ravenna Agostinatali, chiarissimo per i costumi, e niano, nacque l'anno 1626. da celeEee 2 404 celeberrimo per le miniature, con altre virtù sino alla vecchiaja bella eleganza, con sicuro disegno cessò di vivere nel principio del e con vivo colore riportate nelle Pontificato di Paolo V. Baglioni pergamene, e nelle pietre, ben de fol. 98. gne d'essere accolte nei Gabinetti PADRE GIOSEFO VALERIANO Aquidei Monarchi, per essere d'una perlano Gesuita, fu desioso d'imitare fettissima eccellenza: ha avuto pe la maniera di Fra Sebastiano dal Maestro il Padre Abate Danese Rhò Piombo, ma caricò troppo nello dell' ordine medesimo: ora vive in scuro, e cercando il grande, in Roma da molti anni in qua, ed qualche operazione diede nel tozstato al servigio di Papa Clemenzo: entrato poi in Religione, e mete XI. glio considerate le pitture RomaPADRE GIACOMO CORTESI di Boi ne, moderò lo stile, riducendolo gogna, detto il Borgognone dalle Batpoi al naturale: in vecchiaja fu setaglie. Esercitossi per molto tempo polto nel Gesù di Roma. Baglioni nell'arte militare, poi per genio parfol. 83. ticolare alla pittura, principiò a diPADRE PIETRO LATRI della Compapignere, variando Maestri dal va gnia di Gesù ha dipinto quadri diriare paesi: in Verona, in Firenze, versi nella Chiesa di S. Ignazio di ed in Venezia dipinse opere varie Roma. Ab. Titi fol. 144. dal vedere la battaglia di Costan Vedi altri Religiosi scritti alla tino, dipinta nel Vaticano da Giu lettera F, e leggi Fra. lio Romano, tanto s'invaghì difaPALAMEDE PALAMEDIO eccellente nel re battaglie, che in quelle riusci ce dipignere con bravura battaglie elebre, e famoso: partì poi per Siequestri, e pedestri in bellissimi sina, dove s'ammogliò con Donna ti; in queste esprimeva con vivadi cui gelosissimo vivea; questa cità l'ardire, ed il coraggio nei morta d'improvviso, ed incolpato vincitori, il timore, ed il pallore d'averle dato il veleno, ritirossi di morte nei vinti. Sandrart fol. nei Padri della Compagnia di Ge195. sù, per i quali lavorando opere va- PANDOLFO RESCHI di Danzica, in rie, meritò l'abito Religioso. Rietà giovanile venne in Italia, e si tornato a Roma, per la sublimità pose a studiare il modo di colorire dell'opere sue, tinte d'un fondo strebattaglie sull' imitazione del Borgo pitoso, e colorite d'una forza tergnone, il quale conobbe in Roma ribile, fu accolto dalla prima Noed in quelle riuscì eccellente, altrebiltà, carico di gloria, e d'onosì in Firenze fece conoscere il sucre, quasi settuagenario morì dopo bel talento nel dipignere paesi coll'anno Santo del 1675. Gugliello studio satto sopra quelli di Livio mo, del quale s'è parlato, fu suo Meus, e di Salvatore Rosa: in quefratello, e Pittore di buon nome. sti introduceva vaghe, e belle figuM. S. re in moti diversi scherzanti, che PADRE GIO: BATISTA FIAMMIERI Sculmolto gradivano ai Dilettanti. I tore Fiorentino: vestì l'abito ReliCav. Antonio Francesco Marmi di gioso nella Compagnia di Gesù, Firenze conserva un bellissimo qua diedesi a dipignere, e fare cartello dro di questo Virtuoso, nel quale a chiaroscuro con varj capricci, sono sopra 600. figure dipinte nelcon bizzarrie, ed ancora con figure la Piazza del Palagio Ducale, fata olio per gli Altari di sua Relitogli dipignere da Giacinto Marmi gione. Risplendette la sua vita in Architetto sulla norma del disegno 405 la del Guercino, dopo la morte del da lui fatto dello stesso Palagio. Il quale paſsò in quella del Cignano Reschi morì d'anni 56. per una veil suo diletto spezioso era di fare na di petto scoppiatagli, nel cadero paesi con una macchia Guercinedel secolo scorso. M. S. sca, così ben toccata in pittura PANFILIO NUVOLONE nato di Gente ed in disegno, che da molti sono illustre in Cremona. Per genio parstimati di quel Maestro. Morì l'anticolare alla pittura, entrò nella no 1708. scuola di Gio: Batista Trotti, detto il Cav. Malosso; portossi assai bene PAOLO BERNINO figlio del Cav. Bernino, mostrò il suo spirito nelli due in Milano, dove nacquegli Carlo Depositi scolpiti nella Capella delFrancesco, e Gioseffo, i quali riula Concezione, dipinta da Carlo scirono celebri Pittori, come si è Maratti nella Chiesa di S. Isidoro detto, e dal nome del padre, che di Roma. Ab. Titi sol. 307. Fu scrit. morì nel 1651. portarono il nome to al catalogo dell'Accademia Rodei Panfili. mana l'anno 1672. PANTALEO CALVI Genovese fu figlio di Andrea pittore, dal quale Laz- Paolo BISOGNI, Andrea, e Cammillo Bisogni in Modona hanno lazaro il fratello ebbe i principj de sciate alli posteri belle memorie del disegno, e la perfezione del coloriloro nobilissimo stile nei lavori di re da Perino del Vaga, Marcantoplastica, e di scultura. Vidriani fol. nio, Aurelio, Benedetto, e Felice 119. furono suoi figli, e tutti pittori descritti a suo luogo. Soprani fol- PAOLO BRILLI nato in Anversa l'anno 1554. Fu scolaro di Daniello gio 71. Voltelman; inclinato dalla natura PAOLO ALBERTONI Romano Pittoa dipignere paesi, andò a Roma re Marattesco, e scritto al catalodove lavorava Matteo suo fratello go dell'Accademia l'anno 1695. pomaggiore, e celebre paesista nelle co dopo del quale morì. Lasciò Logge, e nelle Gallerie Vaticane, opere sue nelle Chiese di Roma ordinate da Gregorio XIII. ivi fece cioè in S. Marta, in S. Carlo al tale acquisto, che morto Matteo Corso, ed in S. Maria in Campo rimase al servigio di Sisto V. e di Marzo. Clemente VIII. per il quale dipinPAOLO ANTONIO BARBIERI da Cense nella bella Sala Clementina que to fratello del Guercino, Uomo famoso Paesone di 68. palmi, enprudente, caritatevole, modesto, tro il quale è S. Clemente getrato di tratto nobile, intendente di pitin Mare con l'ancora al collo. Tuttura, e pittore di frutti, di fiori ti cercavano avere dei suoi pezzi e di animali, al naturale vivamened era fatto il prezzo a 100. scud te dipinti. Un giorno avendo col'uno: sono alle stampe opere valoriti certi pesci, riuscirono tanto rie di questo Maestro: mori d'anni verisimili, che un gatto ingannato, 72. sepolto nella Madonna dell'Anis' avventò per farne preda, ed un ma. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. fanciullo goloso stese la mano per 186. rapire certe ceragie da un quadro, PAOLO BROzzi Bolognese citato dal nel quale il Guercino colorì l'OrSoprani fol. 234. ajutò diversi Figutolana venditrice; con sommo doristi in Genova, e dipigneva ornalore del fratello, morì l'anno 1640. menti, colonnati, prospettive, carMalvasia par. 4. fol. 376. tellami, medaglie, tapezzarie finte PAOLO ANTONIO PADERNA nato in di broccato, lumeggiate d'oro, stucBologna l'anno 1649. Fu della Scuo 406 chi finti, ed altre bizzarrie, che inbisognava fusse dal mezzo in su gannavano l'occhio. non volendone uscire dal mezzo in PAOLO CALIARI da Paolo Scultore giù; altre debolezze sue troverai nacque l'anno 1532. in Verona, et nel Malvasia par. 3. fol. 523. su chiamato volgarmente Paolo VeNella Madonna di S. Colombano a Be ronese: addestrato al disegno sotto logna si vede di sua mano il Bamla disciplina d'Antonio Badile suo bino Giesù che scherza con S. GioaZio, riuscì quel famoso pittore dal chino. Mondo tanto nominato, Dalla na- PAOLO CARRANDINI Modonese col tura fu dotato di sublime ingegno disegno, e con eccellente miniatura di feconda memoria, di genio nofregiò la corona d'alloro legale, e bile, di vaste idee, d'invenzione ela nativa nobiltà, di cui andò adorrudito. Dall'arte su adornato di Pitno in Roma: se morte immatura tura, di Prospettiva, di Plastica, e non gli avesse interrotto il corso a d'Architettura. Dall'indole fu guersì belli progressi, certo è, che avenito d'ingenuità nei tratti, d'osser rebbe battuto la via della perfeziovante parola, di prudente governo ne. Vidriani fol. 146. Celebrato dagli Scrittori, lodato dai PAOLO CAVAzzOLA Veronese scolaro Poeti, onorato dai Monarchi, masdi Francesco Moroni. Questo giosimamente da Carlo V. che creollo vine d'ottimi costumi, e desioso di Cavaliere, fu desiderato dai Princirendere famoso il suo nome, non pi, riverito dai Nobili, e da tutti perdonando ad alcuna fatica, aveuniversalmente amato. va già superato il Maestro nell'oPaulo Caliaro Veronensi Pictori, pere multiplicate in Patria a olio, nature emulo, e a fresco, quando oppresso dagli Artis miraculo, superstite fatis, saindiscreti studi, e dalle vigilie, d ma victuro. anni 31. passò all'altra vita. Vasta registrato nel suo deposito in S. fari par. 3. lib. 1. fol. 271. Sebastiano di Venezia, dove d'an- PAOLO CESPADE di Cordova in Anni 56. fu sepolto nel 1588. vedi Cardaluzia nelle Spagne, Pittore, Sculletto il figlio. Ridolfi par. 1. fol. tore, Architetto, Poeta, ed Orato283. (a) re versato nelle lingue Greca, e PAOLO CAMMILLO LANDRIANI MiLatina, detto dai Pittori di Roma lanese, seguitando le vestigie d'Otil Razioniere, egli apprese un bel tavio Semini, giunse all'acquisto di modo di colorire a fresco da Fedegran nome, dipinse a maraviglia rico Zuccheri, come si vede nelle come fa fede il Lomazzo, che lo Chiese di S. Carlo al Corso, di nomina fra quei giovani; che al suo Araceli, della Trinità dei Monti tempo fiorivano nella pittura. Soed in altri luoghi di Roma, Vacò prani fol. 66. in quel tempo un Canonicato nella PAOLO CARRACCI Bolognese più meCattediale di sua Patria; e vestito morabile per essere stato fratello di l'abito Chericale l'ottenne, edatLodovico, che per le pitture da tese a servire agli altari, e mori lui dipinte: era Uomo di poco spiin Patria. Baglioni fol. 30. Di querito, anzi così semplice, che mansto Cespade scrive il Butron fol. 122. dato, e rimandato a cacciare vinc che seguì il disegno del Buonaroti. da una botte vota, ritornò in fine ed il colorito del Correggio. col dire assolutamente, che il vino PAOLO DA FAENZA ha dipinto nella (a) Di lui ha S. M. quindeci grandi pezzi istoriati; molti di essi furono di Modenaz. Capella della Madonna in S. Maria Maggiore di Roma il Pontefice Paolo V. ginocchioni avanti la Vergi ne. Vidriani fol. 240. PAOLO DE LAS ROELAS, nato in Siviglia, su scolare di Tiziano, o con le sue pitture in pubblico ed in privato grande riputazione acquistossi. In S. Isidoro di Siviglia dipinse a maraviglia il transito del Santo Titolare di detta Chiesa; opera veramente compita non mer per il disegno, che per la invenzione, ed il colorito; avendo in quella perfettamente imitato il suo rinomato Maestro. Da Madrid gli furono ordinate molte pitture, che colla stessa maniera eseguì, e che a grandi prezzi pagar se le fece, dicendo, che donarle volea, piuttosto che avvilire la sua virtù. In età avanzata si fece Religioso, ed ottenne un Canonicato decoroso e di buona rendita. In età di anni 60. partì da questo mondo, e fu sepolto con sonore in sua patria, compianto da tutti per la virtù ed esemplare sua vita. Palomino tom. 2. a car. 282. PAOLO DE MATTEI Napoletano, detto Paoluccio, velocissimo nel dipingere, creare, e partorire in un subito opere grandi tanto a fresco, quanto ad olio; studiò prima in Roma, e poi dal gran Luca Giordano, del quale con modo artificioso ne seguì lo stile, come allo spesso solea trasformarsi col suo mirabile pennello a Raffaello d'Urbino, a Tiziano, ad Antonio da Correg gio, a Carraccio, a Guido Reni, ed al Cavalier Mattia Preti detto il Calabrese, ed altri, a' quali imitando, ed emulando insieme, ne ottenne il suo desiderato fine con gradito, e manierato impasto di vago colorito, e corretto disegno, come da moltissime opere grandi, di Gallerie, e di Chiese, e fra le più insigni, e singolari quella della Cu407 pola della Casa Professa della Compagnia di Gesù di Napoli, Chiesa, e cupola tutta di S. Francesco Saverio, e cupola di S. Catarina a Formello de Padri Predicatori, ed altre infinite opere per l'Europa tutta; ed in Francia fu chiamato più volte da Luigi XIV. ivi molto dipinse a fresco, e ad olio, indi fu chiamato in Roma da Clemente XI. e Clemente XII. e poi da Benedetto XIII. ove dipinse molte opere; e chiamato poi da Portogallo, Inghilterra, e Spagna, non potè portarvisi per la sua avanzata età, benchè avesse per i suddetti Principi molto dipinto. Mori a 26. Luglio 1728. di anni 67. in Napoli con sommo dolore de suoi scolari, e di tutti i Virtuosi, e fu sepolto nella Chiesa delle Crocelle in una sua Capella. PAOLO DI VERONA così chiamato dal Vasari pr. tom. a car. 374. nel fine della Vita di Antonio Pollaiuolo, fu eccellente ricamator di figure, e fiorì circa gli anni 1480. PAOLO DONTONS, Valenziano pittore di vago, e delicato colorito, si crede abbia studiato in Italia, per essere stata la sua maniera molto diversa dall' usato carattere Spagnuolo. Dipinse in varj luoghi della Spagna, ma spezialmente in Valenza, nella Chiesa, e Claustri del Convento della Mercede, opere assai ben condotte, e di ottimo gusto. Di anni 66. morì in patria nel 1666. Palomino tom. 2. a car. PAOLO FARINATI degli Uberti nacque d'onesti Parenti in Verona l' anno 1522. Fu alleyato nella pittura da Nicolò Golfino. Sin da fanciullo mostrò vivacità nei pensieri. franchezza nel disegno, risoluzione nel colorito, pratica nella plastica, intelligenza nell'architettura civile, e militare, coraggio nella scherma, e facondia nel perorare; ador 408 no di tante prerogative, fu amato quella stanza, stimandola vera, tendalli Principi stranieri, e da tutta tarono passare più oltre. Salomone la Patria, in cui si contemplano ofu suo fratello, ed amendue ajutapere copiose, degne d'un tanto rono al padre. Baldinucci par. 2. sec. Maestro. Indefesso al lavoro non mai 4. fol. 74. posò i pennelli sino agli anni 84. PAOLO GIOLFINI pittor Veronese di sua età. Raccontasi, che fusse fiorì circa il secolo 1400. Si conserestratto dal ventre della Madre morvano di lui pitture a fresco di buota di parto, e che giunto alla morna maniera, e di vaghissimo colorite, ritrovandosi nella stanza medeto, le quali per esser fatte in tòmsima la moglie inferma, Paolo gli po che la pittura cominciava ad dicesse: moglie mia io spiro, ed esavanzare in vaghezza e buon gusa soggiungendo, ed io vengo teco sto, meritano di essere apprezzate amendue spirassero ad un tempo, e moltissimo. fussero sepolti in S. Fermo. Ridolfi § PAOLO GUIDI Pittor di quadratupar. 2. fol. 125. ra menzionato nel Passeggier DisinPAOLO FRANCESCO FRANCESCHI gannato a car. 210. con Martino de Vos in casa del TenPAOLO GUIDOTTI Lucchese, Dottore toretto, imparò il dipinto, e colorì dell'una, e l'altra Legge, astronei quadri del Maestro i paesi: rilogo, Matematico, Poeta, Sonatotiratosi poi da sè, fece numero inre famoso, Musico, Architetto, finito di paesi, nei quali era molto Scultore, e Pittore, le di cui rare valente: dipinse ancora una tavola qualità gli meritarono da Paolo V. d'Altare, e nella Sala del Consiglio l'onore d'esser fatto Cavalier della v'è una storia di sua mano. Servì Abito di Cristo, e Conservatore nel Ridolfo II. Imperadore di due gran Magistrato del popolo Romano: quadri. Dipinse i quatro Elementi ebbe una figlia in ogni virtù pafacendo cadere nell'aria augelli, terna ammaestrata, che lo pianse nella terra quadrupedi, nell' acqua amaramente, quando l'anno 1626. pesci, nel fuoco minerali; le quat se lo vide sessagenario morire in tro stagioni parimenti con fiori, e Roma. Baglioni fol. 303. frutti adeguati al tempo, ogni coPAOLO JUVENAL pittore Norimbergesa capricciosamente condotta. Disse morì l'anno 1655. come raccopiacque a tutti i Professori del gliesi dal suo ritratto stampato. buon disegno la di lui morte, suc- PAOLO MAzzOCCHI, detto Uccello cedutagli nel 1596. in Venezia in per la singolarità, che aveva nel età di 56. anni. Ridolfi par. 2. fodipignere gli uccelli; se avesse apglio 73. plicato il tempo a disegnare le figuPAOLO FREDEMAN figlio, e scolaro re, e non si fusse perduto in ricerdi Giovanni gran Pittore di Frisia. care nuove invenzioni di prospetche morì l'anno 1604. come si è tiva, nella quale fece disegni studetto a suo luogo. Fu uomo di copendi; al certo sarebbero comparse piose idee: per la Maestà dell'Impiù degne l'opere sue, abbondanti peradore dipinse in Praga una tela di paesi, di figure, d'animali, edi di lunghezza 200. piedi, ed un'alprospettive, molte delle quali ritrotra con li 12. mesi dell'anno, e nel vansi in Firenze sua Patria. D'anmezzo Giove fulminante; in oltre ni 83. fu sepolto in S. Maria Nofece una bellissima Galleria con un vella, correndo il 1432. Vasari par, giardino, ed un fonte così al natu2. fol. 178. Vedi Paoluccio. rale, che alcuni nel passeggiare per PAOLO MORELLI pittore, e Senatore 4⁰⁹ robio di Milano, Torre soglio 129. di Utrecht, fu scolaro di Michel PAOLO PIAzza, che poi si fece CapMireveld; per fare acquisto magpuccino: vedi Fra Cosimo Piazza. giore del disegno, vide Roma, porivide la patria con gloria, per la PAOLO POC di Costanza attese molto tempo al ricamo, d'indi entrato nelbella pratica, che le fece vedere lo Compagnia di Gesù, dipinse di nel disporre sopra le tele i colori quadratura, di prospettiva, e per e formare storie, e ritratti, che poi i Teatri fu ingegnosissimo nell' insi videro con sommo diletto degli ventare machine, ed ornamenti ecIntagliatori dati alle stampe. Lasciò clesiastici. Ebbe un fratello per no d'essere fra i viventi l'anno 1638. me Tobia, del quale parlerassi a Sandrart fol. 301. suo luogo. Sandrart fol. 319. PAOLO NALDINI Romano, Plastico Stuccatore, e Scultore, le di cui PAOLO POLARANI, pittor Milanese dipinse in Bologna nell'Oratorio di opere sparse per i Templi di Roma S. Tommaso del Mercato la Santisrendono buon conto della diligensima Annunziata. Passeggier Disinza, e del fondato disegno, col quagannato a car. 109. le le condusse a termine glorioso: fu scritto al catalogo degli Acca- PAOLO PORPORA pittore Napoletano, scritto al catalogo di Roma I demici l'anno 1654 anno 1656. Pascoli nel 2. tom. a car. 457. sa la PAOLO ROMANO Orefice, e Scultore vita. Uomo timorato di Dio, modesto PAOLO PAGANI pittore nato sullo e valente nell' arte sua, al contraStato Milanese, studiò in Venezia, rio di Mino tutto arrogante, e piee nella Germania: per la ſua granno di superbia, che volle giuocare de invenzione, e stravagante ma100. scudi con quello, se formava niera fu favorito da molti Princimeglio una statua di S. Paolo, et pi. Morì l'anno 1716. d'anni 55. rimase perditore. Questa statua por in circa. Il Marchese D. Cesare Paper ordine di Papa Clemente VII. gani Senatore di Milano essendo fu posta all'entrata di Ponte S. Anmancato senza successione mascoligelo, sopra il primo capitello: lana, nominò il figlio del suddette vorò per Pio II. che durò Papa dal Paolo, il quale fu ammesso nell' 1458. sino al 1464. Vasari par. 2. eredità, e fideicommisso di Casa fol. 274. Pagani, ma poco dopo la morte de PAOLO ROSSETTI da Cento fece granPadre, morì anch'esso, M. S. de onore al suo Maestro Girolamo Nella Scuola della Misericordia in VeMuziano; sebbene poche pitture nezia si vede di lui un gran quaveggonsi di sua mano, ammiransi dro. (a) però molti lavori a musaico, parPAOLO PERUGINO scolaro di Pietro ticolarmente nelle Capelle Gregoda Cortona in Roma: veggonsi in riana, e Clementina, e nelle CupoS. Agata di Piazza Nova, ed in le Vaticane: fu uomo pio, ed onoaltri luoghi opere sue, registrate rato; invecchiato mori nel 1621. dall' Ab. Titi fol. 248. Fu di Casa Lasciò eredi i Padri di S. Lorenzo Gismondi: è scritto al Catalogo dei in Lucina, dove fu seppellito. Bapittori di Roma l'anno 1668. glioni fol. 169. PAOLO PINI pittore Lucchese fu vaPAOLO SALVATICI Cittadino Modoloroso nelle prospettive, e nelle Finese lavoratore di conj nelle Zecgure: un'opera sua si vede nel CaFff che (a) Di lui ha S. M. un pezzo istoriato. 410 che Ducali di Modona, e di ParDesenzano nel viaggio di Venezia ma, dove d'anni 56. morì, e por per dolore d'un bacile di cristaltato a Modona, fu sepolto nel lo, che se gli ruppe, nel quale per Carmine l'anno 1606. Vidriani sol. lunga diligenza, e fatica avea fi131. gurato il Sacco di Brescia, dato PAOLO S. QUIRICO Parmigiano, didalli Franzesi, in cui ritrasse Monlettavasi in Roma di fare ritratti, sieur du Fois, ed altri principali di cera coloriti. Fattosi amico di Capitani, che intervennero a quelCammillo Mariani Vicentino Maela impresa, e lo portava a donastro di scultura, apprese l'arte di re al Doge Gritti. Ridolfi par. 1. modellare da quello: passò poi in fol. 246. Corte, e fatto Canonico, e Busso- PAOLUCCIO CATTAMARA Napolitano lante di più Pontefici, spendeva il valente in dipignere serpi, uccelli, tempo in lavorare di cera, di broned altri animali, fiori, e frutti, e zo, disegnare di fortificazione, e rappresentare egregiamente in paldare lezioni d'architettura: su piaco ogni Personaggio. V'è stato ancevole, d'amena conversazione, di cora il Maluccello bravo in fare bell'ingegno, e spiritoso in scena animali, e questo credo fusse Paolo nel contraffare ogni linguaggio: Mazzocchi sopradetto. M. S. mancò nel Pontificato d'Urba-PAPINO DELLA PIEVE scolaro di Nicno VIII. in età d'anni 65. Baglioni colò Soggi; averebbe fatto grand fol. 322. onore a sè, ed alla Patria, se non PAOLO SPAGNA Romano scritto al fusse tantosto passato a vita migliocatalogo degli Accademici del dire. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 391. segno l'anno 1651. PARIS ACCIAJO da Sarezana eccelPAOLO TAGLIAPIETRA Modonese, filente Disegnatore, ed Intagliatore glio, ed allievo di Giacomo Sculin legno; di questi fa menzione il tore, le di cui fatture erano di Soprani fol. 54. tanto buon gusto, che Ercole II. PARIS BORDONI da Nobili Parenti Duca di Ferrara, quando sermavaTrevigiani trasse i natali; da fansi in Modona, passava gran parte ciullo fu mandato a Venezia alle del tempo nella casa di questo Arscuole di lettere umane, di musica tefice, per osservare i lavori. Vidi suono, e d'altri civili esercizj, driani fol. 61. ma prevalendo in lui fuori di moPAOLO VIANESE, O di Viana [Cado il genio alla pittura, stabili la stello poco distante da Traject] imsua permanenza nella casa di Tiparò il disegno, e la plastica in terziano. Avanzato in età, crebbe in ra, e cera da suo padre famoso Arvirtù, e Venezia, Trevigi, Genogentiero; andò a Roma, e fece lava, Milano, Firenze, e la Germavori magnifici di vasi, di figure nia cercarono le sue pitture, ma e di storie d'argento. Accusato di più d'ogni altro la Francia, dove bestemmia al Sacro Tribunale delinvitato l'anno 1559. da Francela Santa Inquisizione, patì molti sco II. fece il di lui ritratto, e mesi di prigionia. Dopo s'inviò a quelli delle più belle Dame, con Praga al servigio di Ridolfo Impealtre fatiche, che piacquero somradore. Adamo il fratello lavorò mamente a quel Magnanimo Re, anch'esso in simili materie. Sanil quale prendevasi diletto di tratdrart fol. 339. tenersi a vederlo dipignere, o senPAOLO ZOPPO Bresciano buon Pittotirlo sonare il Leuto, onde ricevetre, e diligente Miniatore, morì in te grazie, e doni singolari, coi qua 411 li ritornato alla Patria, visse felicera: sebbene non abbondava di spirimente il restante di sua vita, che to nel colorirli, superava però con durò sino agli anni 75. Ridolfi par. le ricchezze ogni difficultà. Tene1. fol. 209. (a) va casa aperta adorna di ricche PARIS NOGARI nato in Roma, detsupellettilli, di pitture, di tavole to Paris Romano, seguitò la masempre imbandite di confetture, e niera di Raffaellino da Reggio; di vini prelibati, con li quali rediede molte prove d'un profondo galava gli amici, e con questo mosapere nei Pontificati di Gregorio do guadagnavasi l'affetto di molti XIII. di Sisto V. e di Clem. VIII. a commendarlo, e ben trattarlo Lavorò nelle Logge, nelle Sale nella ricognizione delle fatture. La nella Galleria Vaticana, nella Scasua Patria di Venezia ha qualche la Santa, in S. Gio: Laterano, ecquadro in pubblico di sua mano in altri Tempj, e Palagi di Roma, massimamente la Chiesa di S. GioCresciuto in età riposò i pennelli seffo ha un Altare, il quale fabcercando la quiete con le miniabricò, dipinse, e gli servi di sepolture, e con il taglio al bulino, ma tura. Ridolfi par. 2. fol. 134. l'indiscretezza di tante fatiche caPASQUALE CATI da Jesi, uno dei più ricollo di un' infermità mortale, daladoperati Pittori dalli Pontefici Grela quale riavutosi, fece voto di fagorio XIII. Sisto V. Clem. VIII. e re il viaggio della Santa Casa a piePaolo V. in figure, in fregi, ed in di, contro il consiglio dei Medici; istorie: se mostrò qualche durezza, ancora convalescente intraprese il e fatica nel disegno, nel colorito cammino, nè andò lungi una giorperò non dispiacque; podagroso, e nata, che ricaduto, su portato a mal sano condusse la vita sino agli Roma, dove morì d'anni 65. acanni 70. e nel Pontificato di Paocompagnato alla sepoltura nella lo V. volò, come si spera, alla Trinità dei Monti da tutti i Pittogloria. Baglioni fol. 112. 11 Baglioni fol. 87. PASQUALE OTTINO Veronese scolaro PARIS SPINELLI Aretino figlio, e didi Felice Ricci, detto del Brusascepolo di Spinello, poi di Lorenzo sorci, seguì così bene la maniera Ghiberti, fece le figure svelte, ma del Maestro, che terminata la vita fiancheggianti, e meglio scorciate nel 1605. e lasciate molte opere d'ogni altro Pittore dei suoi temimperfette, furono compiute dal depi: fu adoperato in molti luoghi gno scolaro, ajutandogli Alessandella sua Città: dipinse alcune Ma dro Turco, detto l'Orbetto suo comdonne divote. Assalito dai parenti pagno, e condiscepolo. Ridolfi con i quali aveva contrasto, fu socpar. 2. fol. 121. corso, e difeso, ma tanto di timoPASQUALE PASQUALINI Pittore scritto re restogli nel cuore che dopoi fece al catalogo degli Accademici di Rotutte le figure spaventate: fiorì cirma l'anno 1650. ca il 1400. morì d'anni 56. sepolPASQUALE ROSSI Vicentino detto Pato in Santo Agostino. Vasari par. 2. squalino in Roma, dove fu scritto fol. 199. tra gli Accademici del disegno nel PARRASIO MICHIELI familiare di Ti1670. E' nato l'anno 1641. e da sè ziano, dopo la morte del quale se(mi disse in Roma) aver'imparaguì Paolo Veronese, traendone conto il disegno, e dipignere dal cotinui disegni per eseguirli in pittupiare, e ricopiare opere VeneziaFff 2 ne, (a) Di Paris ha S. Maestà tre pezzi istoriati. 412 ne, e Romane. Le sue pitture soferiore, scolaro di Rembrand, dino di colore ameno, e vivace, parpinse per i Principi di Ratisbona ticolarmente certi belli capricci di e di Baviera opere chiarissime, ed balli, di sonatori, di scuole, di acquistò gran lode, il che soffrengiuocatori, di musici, e di mense, do di mal'animo Rosler Pittore nelle quali vidi una tal qual gra Norimbergese!, sfidollo a fare un zia, e finitezza, che molto mi di quadro, e perchè parve pendente il lettò: altri quadri notai di ſua magiudizio degl'intendenti a favore no storiati, con un forte colore aldi Rosler, tanto se ne attristò, che la Tizianesca: in Araceli, ed in in poco tempo morì. Sandrart fol. S. Carlo al Corso sono opere suo in Roma: addestrò le figlie al di- PELLEGRINO ARETUSI Modonese molsegno, ed una ragionevolmente dito stimato in quella Città per la pitpignea l'anno 1700. (a) tura, che fece alli Confratelli di Passarotto Passarotti Bolognese S. Maria della Neve l'anno 1509. fratello di Tiburzio, d'Aurelio, e Vidriani fol. 38. di Ventura, tutti figli, e scolari di PELLEGRINO da Bologna, di casa Bartolomeo; sebbene riusci il più PELLEGRINI, ma detto dei Tibaldebole degli altri nei dipinti, pure di, dal nome del Padre, chiamato ingegnossi di comparire in pubbliMastro Tibaldo Muratore: nacque co, come nota il Malvasia par. 2. in Bologna l'anno 1522. Sebbene fol. 240. sono discrepanti gli Autori circa il PASTORINO DA SIENA inventò uno di lui Maestro, se sia stato il Bastucco sodo da fare ritratti colorit gnacavallo, Perino del Vaga, o il al naturale, e ne fece tanta co Buonaroti, basterà solo riferire quel pia, che di quelli se ne ritrovatanto, che di lui vantavano i fano a migliaja. Vasari par. 3. lib. 1. mosi Carracci, che lo chiamavano fol. 297. il loro Michelagnolo riformato PATRICIO CAZES, Fiorentino, perchè addimesticò quella gran mascolare di Alessandro Allori, andò niera, la trattò con colorito cara Madrid chiamato al servigio di noso, e con familiarità graziosa. Filippo II. per dipingere ne' PalaL'anno 1547. fu a vedere Roma gi, e gli riuscì con belle figure ed dove compì gli studj, lavorò di stucornati di architettura di far gustaco, e dipinse; il simile fece alla re le opere sue dal Re, e da tutta S. Casa, in Ancona, in Bologna, la Corte. Tradusse in quel tempo ed in Milano, dove fu dichiarato in linguaggio Spagnuolo le Regole Architetto della fabbrica di quel del Vignola per benefizio degli ArDuomo, ed Ingegnero di quello chitetti, che allora nella Spagna Stato. Avanzossi il suo nome nelle fiorivano. Nel Palazzo del Pardo Spagne, e là con grande applauso nella Galleria della Regina dipinse chiamato, compì belle opere nell' a fresco l'istoria del casto Giuseppe Escuriale, che gli fruttarono da Fipe, con ornati di stucchi di sua inlippo II. oltre cento mila scudi, il venzione. E varie pitture altresì titolo di Marchese di Valsoldo (Terfece nell'Escuriale. Seguitò a serra del Milanese, nella quale ebbe vire i Re successori, e in età avani natali il Padre. ) Fiorì nell'arzata morì in Madrid. chitettura, nella scultura, e nella PAUDIZ oriondo dalla Sassonia in pittura. Morì settuagenario in Milano, (a) Di lui ha S. Maestà cinque pezzi istoriati. 413 lano, essendogli premorto Domeni- PELLEGRINO MINIATI Bolognese, circa il 1627. dipinse in S. Gio: Batico il figlio, del quale si è parlato sta dei Padri Celestini della sua CitDell'opere sue rendono conto il tà il S. Silvestro Papa, che battezMazzolari, il Pasari, il Baglioni, za Costantino Imperadore. Masini il Bumaldo, il Lomazzo, ed altri fol. 636. riferiti dal Malvasia par. 2. sol. PELLEGRINO PARODI, figlio di 165.[a] Domenico eccellente Pittore, e proPEILEGRINO da Modona, di Casa nipote di Filippo Scultore, venne MUNARI, frequentava le Accadealla luce in Genova. Dopo aver mie di quella Città, quando arrifrequentato ne primi suoi anni le vandogli all'orecchio la fama di scuole dei PP. Gesuiti, si applicò Raffaello, s'invaghì di farsegli didipoi sotto la disciplina del Padre scepolo in Roma, come seguì, e ad apprendere la Pittura, ed in con tale fortuna, che nell'opere breve tempo, uso facendo del suo ordinate da Papa Leone X. lavorò talento, si fece conoscere dagli ama con gli altri condiscepoli con tanta tori dell'arte, e da Cavalieri e Dagloria, che Raffaello volle servirme, per le quali fece ritratti al nasene in altre fatture. Morto il Mie turale e somigliantissimi; al qual stro, ritornò alla Patria adoperato genere di lavoro si mostrò sempre nei Tempj, e nei Palagi con granassai inclinato. Compiva egli alle di opere. Successe intanto, che un volte dei ritratti ordinati al Padre, suo figlio, venuto a parole con con tanta puntualità e aggiustatezcerti Modonesi, n'uccise uno, del za, che erano creduti del Padre, e che portata la nuova a Pellegrino, pagati all'istesso prezzo. Si risolse si pose in cammino per soccorrere poi di allontanarsi dalla casa pail figlio, acciochè non capitasse terna, e aprir scuola da sè, alla nelle mani della giustizia, ma non quale vi fu grande concorso non molto lungi dalla casa incontrato solo di scolari, ma di Signori vodai parenti del defunto, caricandogliosi di avere i suoi ritratti, i lo di ferite, l'uccisero l'anno 1523. quali di mezzo busto se gli facea Vidriani fol. 41. pagare sin dodeci doppie l'uno. PELLEGRINO da S. Daniello, al BatMolti di quelli ne andarono nelle tesimo chiamato MARTINO, ma Spagne, in Inghilterra, e in Gerda Gio: Bellino suo Maestro scomania, perchè ogni forestiere riperto per un ingegno pellegrino portar a casa voleva come cosa raquando lo vide superare il Pordera il suo ritratto fatto da lui. Ne! none, lo nominava il suo Pellegri1741. fece quello di quel Serenissi no, e tal nome portò fino alla mormo Doge Spinola di Genova, il te: benchè nato in Udine, dalla quale in Firenze fu intagliato a bulunga dimora in S. Daniello Calino dal Gregorj. Va continuamenstello 10. miglia da quella Città te operando in patria con applaulontano ] in vece d'essere chiamaso, soddisfacendo ai desiderj di rito Martino da Udine, portò semguardevoli Personaggi. pre il nome di Pellegrino da S. DaPELLECRINO TIBALDI, o da Boloniello: veggonsi nei Contorni Furgna, o dei Pellegrini, che è tutlani pitture di buon gusto di questo to uno: vedi Pellegrino da Bologna. Maestro, che visse con fiorita scuoPELLEGRINO PIOLA nato in Genova la. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 188. T an (a) Di lui ha S. Maestà un pezzo istoriato 414 l'anno 1617. Fu allievo di Gio tà, lavorava a giornata per certi Domenico Capellino; con lo stuPittori, scompartendo la metà deldio, é con l'industria notò tante la settimana negli studi per sè, l'alosservazioni sopra le pitture dei mitra nel guadagnarsi il pane; giungliori Maestri, che sollecitamente sero suoi disegni nelle mani di Rafbravo Pittore comparve: quantunfaello, e vedendo sì bel finimento, que per abbassare il suo nome, gli e diligenza, e pulizia, lo volle emoli lo chiamassero un novello fra i suoi giovani a travagliare Parmigianino, falsamente pubblinelle Logge Vaticane, dove superò candolo per un ladro delle stampe molti di quei concorrenti. In Rodi quello, tuttavolta seguì sempre ma dunque, in Firenze, in Pisa di bene in meglio, ma la caluned in Genova [dove fermossi gran nia s'avanzò con invidia al furo tempo, ] fece opere così belle, che re, onde una notte del 1640. carisempre saranno ammirate. Mori cato di ferite, morì questo bello d'improvviso in Roma d'anni 47 spirito, che per altro averebbe fat e nella Rotonda ebbe il sepolcro. to stupire il Mondo con l'opere Vasari par. 3. lib. 2. fol. 152. Sansue. Soprani fol. 147 drart. PERINO DA VINCI Scultore, e NipoPESELLO FIORENTINO si trattenne 30. te del famoso Leonardo, imparò da anni sotto la disciplina d'Andrea Baccio Bandinelli, poi dal Tribo del Castagno. Dilettossi con somme lo: compinti li 12. anni, con magenio d'ogni sorta d'animali, teraviglia di tutta Firenze addestrò nendoli vivi in propria casa, e nel la tenera mano alla durezza del contrafarli dipinti, non l'avanzò marmo, e di 17. anni restaurò staalcun Pittore dei suoi tempi: neltue, e lavorò d'invenzione. Partì le tavole storiate in grande, ed in per Genova, e dal Nobile Centupiccolo mostrò un bel maneggio di rioni impiegato a fare un S. Gio: colore, ed una franca maniera. EbBatista, infermossi, e volle in tutti be un figlio, il quale seguì la mai modi partire per Livorno; là niera di Fra Filippo Lippi, ma opgiunto, afflitto dal viaggio per mapresso dalle continue vigilie, e fare, e per terra, crebbe in tal guisa tiche, morì d'anni 31. onde dolente il male, che in due giorni passò il Padre lo seguì al sepolcro d'anall'altra vita d'anni 23. Vasari ni 77. Vasari par. 2 sol. 310. Par. 3. lib. 1. fol. 415. PIER FRANCESCO DI JACOPO DI PERINO DEL VAGA, di casa Bona SANDRO, Pittore, scolaro di Ancorsi, nacque l'anno 1500. da podrea del Sarto, menzionato nella veri Parenti nelle pessime influenze vita di Andrea suo Maestro dal Vadel contagio in Firenze: cresciuto sari. in età, per il genio, che aveva al PIETRO ANDREA Torre Scultore disegno, fu dato in custodia ad AnGenovese, nel disegno allievo di Gio: drea de Ceri, e per qualche temDomenico Capellino, e nella Sculpo su chiamato Perino del Ceri, tura di Gio: Batista Bissoni: lavopassò poi nella scuola di Ridolfo rava nell'avorio, e nel legno. L Ghirlandajo; finalmente fermossi Crocefissi di sua mano furono in col Vaga, Pittore Fiorentino, che grande stima: a cagione d'una feteneramente l'amò, lo condusse a rita godette poca salute, anzi col Roma, e raccomandollo alli suoi tempo lo condusse al sepolcro l'anamici; sicchè dopoi fu chiamato Peno 1668. Soprani sol. 243. rino del Vaga. Stante la sua poverPIETRO ANTICHIO, Pittor Veneziano, ziano pratico dell'arte, e fatto acquisto di un sorte colorito, andò in Germania, ove ebbe buona sorte, e accumulò dinaro, con cui ritornato in patria vive modesto, avendo dato saggio dei suoi pennelli in pubblico, ed in privato. PIETRO ANTONIO BARBIERI è nato in Pavia l'anno 1663. ed è stato scolaro di Batista Ricci: ha veduto Roma, e l'anno 1704. in Patria dipignea la Capella di M. V. del Carmine nella Chiesa di S. Maria in Pertica. M. S. PIETRO ANTONIO CERVA Bolognese Pittore di prospettiva; dipinse la quadratura del fregio nel Capitolo del Monasterio di S. Giacomo; passò a Venezia, con molte fatture sece onore alla sua patria: fiorì nel 1650. Masini fol. 637. PIETRO ANTONIO DALLA CASA Pittore Parmigiano non ignobile a olio, ed a fresco. L'Altare di Santa Maria Maddalena dei Pazzi nel Carmine, e la Cupola della Chie sa detta del Quartiere in Parma sono opere sue, ed altre sono godute dai particolari. Egli si è servito d'un forte colore, che a forza di chiariscuri fa comparire le figure, M. S. PIETRO ANTONIO NARDI Scultore Bolognese fece l'ornamento delle tre Porte del primo Claustro in S. Michele in Bosco con due figure scolpite sopra ciascheduna. Masini fol. 636. J PIETRO ANTONIO QUILLARD OVE ro QUICLIARD, nacque in Parigi da Steffano Quillard di professione Falegname, e di Maria Madalena Grellet. In età ancor tenera, che non oltrepassava l'anno undecimo, fece alcuni disegni, che furono stimati di tanta perfezione, ch'essendo presentati dall'Abbate di Fleury ora Cardinale al Re Luigi XV. quel giovane Monarca li ebbe cotanto grati, che accordò a Quilard 415 tina pensione di lire ducento, quale fu accresciuta poi fin'a trecento. Indi datosi più a conoscere, vi fu un certo Medico Svizzero da Neuf chastel nommato Merveilleux, il quale volendo passare in Lisbona incaricato di diversi progetti sotto il pretesto di scrivere l'Istoria Naturale di Portogallo, ebbe la possanza di persuadere Quigliard ad accompagnarlo per disegnare le piante, alberi, radici ec. Laonde venuto in questa Capitale, ed essendo presentato al Re non so che quadro di sua mano, piacque tanto a Sua Maestà il buon gusto di Quigliard, che si degnò di prenderlo per suo Pittore, e Disegnatore insieme della Reale Accademia di Lisbona con lo stipendio d'ottanta piastre il mese, ed in questo esercizio visse alcuni anni, finchè sopragiunto infelicemente da una colica con poco tempo d'infermità pianto a da vir, tuosi, e dagli amici se ne morì a Lisbona il 25. Novembre 1733. Fra gli altri lavori di questo Virtuoso vi sono in Portogallo le soffitte delle anticamere della Regina ec. e nel Palazzo del Eccellentiss. Signor Duca di Cadaval vi sono molti suoi quadri dipinti e disegnati. Questo Pittore seguiva la maniera di Wattò, e pare sia stato suo discepolo. Monsieur Mangiè Coniatore della Zecca Reale di Lisbona possiede diversi quadri di esso Autore; così nella raccolta singolare del Marchese Allegretti, e in quella delli Signori Conti de Evicera si vedono opere belle di questo Autore. PIETRO ANTONIO Torre Bolognese della scuola dell'Albano, dipinse due quadri a fresco della vita di S. Antonio di Padova nella parte minore del pertico di S. Francesco, e fuori della Patria mostrò il suo valore: Fiorì nel 1655. Masini fol. 637. PIETRO ARSEN, o come vogliono 416 alcuni, Lungo, Pittore di Amsterdam, dipinse con grande credito di sua abilità in sua Città, e per quelle di Fiandra. Vasari parte 3. a carte 859. PIETRO AQUILA buon Pittore, degno Sacerdote, ha intagliata la stupenda Galleria Farnese dipinta da Annibale Carracci, le statue antiche di quel Palagio, gli Orti Borghesi del Lanfranco, varie inven zioni di Pietro da Cortona, di Ciro Ferri, e di Carlo Maratti. Baldinucci proem. fol. 6. PIETRO ARDI di Nansì, Scultore oriondo dalla Lorena, fu ricevuto nell'Accademia Reale li 6. Giugno 1688. PIETRO ATANASIO BOCCANECRA della Città di Granata, fu Pittore di stima, perchè buon disegnatore e di fresco colorito, perchè fecondo d'invenzione, e spedito nell'eseguire. Dopo aver dipinto in patria molte opere, si portò alla Corte in Madrid, ed ebbe luogo tra Pittori del Re; i quali tutti, fuorchè Luca Giordano, a cui solo si confessava inferiore, erano da lui disprezzati, e riputati ignoranti. La qual prosunzione e alterigia difetto spiacevole in un valentuomo, presso molti odio gli partorì, e si oppose alla maggior riputazione del nome suo. Di anni 50. mori in Madrid nel 1688. Palomino tom. 3. a car. 249. PIETRO BALTEN scritto nella Compagnia dei Pittori d'Anversa l'anno 1579. Per la gran somiglianza, che ebbero l'opere sue con quelle di Pietro Brugola, per il tempo nel quale l'uno, e l'altro fiorirono, stimasi di quella scuola: dise gnò a penna vedute, e paesi, rap presentò il tutto in tela a olio introducendovi balli, e feste rusticali di bellissime figurine, ricercate con grande studio dai Dilettanti; ebbe familiarità singulare con belle lettere nelle poesie, nei teatri rappresentò eroicamente fatti da Grande, Morì in Anversa. Baldinucci par. 2. sec. 3. fol. 265. PIETRO BELLOTTI nacque l'anno 1625. in Volzano (Terra della Riviera di Salò.) Imparò il maneggio dei colori in Venezia sotto Michel Ferraboschi, che affezionatosi alla vivacità, ed alla somma diligenza dello scolaro, gli diede insegnamenti tali da sperare ogni gran riuscita, come seguì. Ma comechè Pietro aspirava ad acquistare nella pittura fama, e posto eminente, applicossi a dipignere con maniera limata, e finita, allora non praticata da altri Pittori. Nei ritratti poi s'avanzò tant'oltre, che meritò onori singulari dal Cardinale Ottoboni, che fu poi Papa Alessandro VIII. e dall'Elettore di Baviera. Fu di lui scolaro il Duca di Ucedo Spagnuolo, che lo riconobbe con 50. doppie al mese, e con piatto reale ogni giorno. Servi i Duchi di Mantova, ed altri Principi; finalmente in Garignano Terra del Lago di Garda) morì l'anno 1700. Degli stravaganti capricci, e dei curiosi accidenti occorsi gli, se ne potrebbe formare un grosso volume, che per brevità si tralasciano ad altri Scrittori. M. S. PIETRO BERETTINI da Cortona, detto Pietro da Cortona, fu allievo di Baccio Ciarpi: appena principiò a sfogare le sue vaste idee, che ga reggiarono a vicenda i più rinomati Tempj, e Palagi Romani, per vedere adorni gli Altari, 1 Muri, o le cupole delle bellissime invenzioni di lui, come sortirono la Chiesa Nuova, ed il gran Salone dei Barberini, in cui rappresentò il non mai abbastanza lodato trionfo della Gloria, che gli aprì la strada di Toscana, per servire di tante belle opere quei Serenissimi Principi. Al serrarsi della scuola Carraccesca ſpa— 1 417 de spirito, e valore, tignendo con spalancossi quella del Cortona, e bravura, e maestria pittoresca; parda varie parti tirò la gioventù a tì poi per la Patria, d'indi accolto Roma, condotta dalla voce di quelin Francia, ritrovò ai suoi meriti la fama, che per tutto echeggiava. degnissimo soggiorno. Soprani fol. 327. Meritò Pietro di Cortona essere per Vivea nel 1661. anagramma dichiarato Corona de PIETRO BRONXHORST, nato in Pittori, e nella medaglia coniata! Delft, dipinse prospettive di Tempo col suo impronto, e con lettere, Pe antichi e Gotici alla maniera di trus Beretinus è Cortona, si vede nel Pietro Neef, e da sè vi fece anche rovescio la Fama coronata di stelle figure. Vivea circa gli an. 1654 le, con l'altro anagramma, Benesuper virtus te coronat. In fatti nei PIETRO BRUCULA, O BREUGEL, nato nel Castello di Breugel, poco distantanti luoghi descritti dall'Ab. Titi. te da Breda, imparò l'arte della e dal Sandrart fol. 88. e da lui dipittura da Pietro Koke, o Cocco, pinti sino al 1669. in cui di 73. anterminò gli studj sotto Girolamo ni morì, si può vedere, che fu veCOCK, sul metodo del quale non ra Corona dei Pittori. (a) lavorò se non cose bernesche, e ri PIETRO BERNINI da Sesto di Tosca dicole, non già per il colorito, o na, nacque l'anno 1562. Avuti per il disegno, che furono nobili, principj del disegno in Firenze dal e magistrali, ma per le materie, e Cav. Sirigati, andò a Roma, e con l'invenzioni: sono indicibili i caAntonio Tempesta dipinse a Caprapricci dipinti per Mercatanti, e per rola per il Card. Farnese: ritornaparticolari Signori. Avvisato, che to a Roma rivoltò tutto l'animo si celebrassero nozze, feste, o balalla scultura; in fatti addestrò coli rusticali, vestivasi da villano, e sì bene la mano agli scarpelli, che con regali introducevasi a quei spetpassò a Napoli, per ivi pubblicare tacoli, notava i costumi, i motti, la sua virtù nella franchezza, e nel e quelle rustiche procedure, poi a buon maneggio di quelli. Nei Temtempra, ed a olio le caricava in pi maggiori di Roma con operaziotavole, o tele, facendole comparini magnifiche servì i Pontefici Paore in bellissimi siti camparecci, inlo V. ed Urbano VIII. Morì in terrotti da sassi, da monti, da valquella Città, sepolto in Santa Mali, e da fiumi, che era una bella ria Maggiore, in età d'anni 67. delizia il vederle. Fu scritto al caLasciò il Cav. Gio: Lorenzo, e Luitalogo dei Pittori d'Anversa l'angi suoi figli bravi Scultori. Bagliono 1551. Ebbe due figli Pittori ni fol. 304. cioè Pietro, detto il giovine, scoPIETRO BCCCINI, d'Ibernia, diro d'Egidio Coninghsloi, e Gio: dipinse nella Chiesa del Collegio Spascepolo di Pietro Cock, Sandrari gnuolo di Bologna, il Beato Pietro sol. 249. d'Arbues. Passeggier Disingannato a Pietro Campana, di Brusselles car. 202 dopo avere appresi i fondamenti delPIETRO BOEL Fiammingo nipote di la pittura in patria, si portò a RoCornelio Wael, da Roma, ove per ma, e accomodatosi nella scuola di sei anni profittossi nella pittura, anRoffaello, in quella sì abile pittore dò a Genova per ritrovare il Zio divenne, che fu destinato a dipinche là operava; nei fiori, nei frutgere uno degli Archi trionfali fatti ti, e negli animali mostrò un granG (a) Di lui ha S. M. un pezzo istoriato 418 in Bologna ad onore dell'Imperator dusse a olio, e a fresco ragionevoCarlo V. In questa operazione si porli dipinti. M. S. tò così bene, che fu invitato a pas- PIETRO CAVALLINI Pittore, e lavosare in Ispagna, e fermatosi alcunratore di Musaico, e Scultore Rotempo in Siviglia fece le Tavole di mano, su discepolo di Giotto: era Altare della Purificazione della Veruomo di santa vita, e dedito alle gine, e del Cristo deposto di CroSacre Immagini, le quali formava ce, nella Chiesa maggiore di quelcon maraviglioso decoro, come il la Città. Indi fu trattenuto a diCrocefisso miracoloso nell' ultima pingere in S. Lorenzo la Natività Capella alla Porta Santa del Vatidi Maria Vergine; e la Circoncisiocano, e l'altro di rilievo nella Bane di Cristo, nelle quali opere e silica di S. Paolo, detto di S. Brimolte altre per i Regni di Spagna. gida. Ebbe in sommo grado l'amoe di Portogallo, degno scolare di re di Dio, e dei povert, i quali docosì grande Maestro si dimostrò; selenti l'accompagnarono d'anni 85. nonchè non abbandonò mai interaal sepolcro di S. Paolo: fiorì circa mente quella un po' secca maniera il 1346. Baldinucci sec. 2. fol. 6. di dipingere, che nel tempo delle PIETRO CESAREI, di Perugia, fu sue prime applicazioni all'arte fatScrittore di libri, e Miniatore. Ne ta si aveva naturale e sua propria. libri da Coro del Duomo di Siena In età avanzata ritornar volle alla vi è una quantità grande di sue sua patria, ove nel 1570. finì di vi Miniature. Dipinse anche ad oglio vere. I suoi Cittadini onorarono il molte opere per la Toscana, e per sepolcro di lui con onorifica iscri la Città di Verona. Mori in Spozione, e statua. Palomino par. 2. à leto l'anno 1602. car. 247. PIETRO COCCO, O Cock, O KOERIO PIETRO CANDIDO nel 1548. nato in Alostano, scolaro di Bernardo BrusBruges, chiamato in quel linguagsellese Pittore: pellegrinò varie pargio Pietro de witt. Stette presso ti del Mondo; giunse sino a CoGiorgio Vasari, e gli fu in ajuto in stantinopoli al servigio dell'ImperaRoma nella Sala della Cancellaria, dore dei Turchi, ritornato in paed in Firenze nella gran Cupola tria dipinse varj riti di quei Trache poi fu conclusa da Federico ci, e si vedono alle stampe. Diede Zuccneri: fece molti cartoni per le in luce Libri di scultura, di geotapezzarie del G. D. Ferdinando metria, e di prospettiva; tradusse Dichiarato Pittore del Principe di le regole generali dell'architettura; Monaco, vivea in quella Città l'anfioriva nel 1550. in Anversa, dove no 1604. Diede alle stampe var, morì. Sandrart fol. 233. pensieri. Ebbe un fratello nominaPIETRO CORNELIO DE RYER nato in to Cornelio, che nel 1573. era solDelft l'anno 1568. Riportò qualdato della guardia dei Serenissimi di che fondamento da Giacomo VilleToscana, e dipigneva per eccellenmoz, poi da Uberto Jacobo celeza vaghissimi paesi. Baldinucci p.2. bre Pittore di ritratti: venne in Itasec. 4. fol. 184. Sandrart fol. 277. lia, dove per 15. anni studiò varie Il suo Rittrato va alle stampe. maniere; fermossi finalmente su quelPIETRO CASTELLUCCI nacque in Ala del Bassano: condusse opere inrezzo l'anno 1653. da Salvio, sco finite grandi, e picciole, massimalaro del Cortona; questo insegnò al mente alcune cucine di vaga infiglio il disegno, e la pittura, por venzione; fu eccellente nel ritrarre, si perfezionò in Roma, dove conbravo inventore, e franco in dipignere . 419 gnere animali alla Bassanese. Sanla pittura dal Zio Vincenzio Dandrart fol. 280. Baldinucci p. 3. sec. 4. dini, poi studiò in Venezia, in Mofol. 243. dona, in Bologna, ed in Roma S PIETRO CRISTA Pittor Fiammingo dove fatto pratico nel maneggio dei mentovato dal Vasari a car. 857. pennelli, con vaghezza di colori, tom. 3. con forza nel tignere, e con abbonPIETRO DA CORTONA: vedi Pietro danza d'invenzioni più volte ad Berettini olio, e a fresco comparve in pubPIETRO DAL SOLE padre di Gio: Bablico in patria, dove fu tanto gratista bravo Pittore Milanese, dipindito, che sono volati suoi quadri se a fresco varj fatti di S. Benedetin luoghi diversi, particolarmente to nel Claustro dei Padri Benedetin Polonia. Morì in Firenze adì 25. tini di S. Pietro in Milano. Torre Novembre 1712. e lasciò Ottaviano fol. 320. il figlio bravo Pittore per il pubPIETRO DAMINI nato l'anno 1592 blico, e per il privato, il quale al in Castelfranco Veneziano, portato pari del Genitore (a cui l'Autore dalla natura al disegno, imparollo era molto obbligato) si fa grande da sé copiando dalle stampe, e dalonore nella sua patria, ove vive li quadri, dagli scritti del Lomaz-PIETRO DA PERUGIA imitatore di zo, e dai Libri della Simetria d'AlStefano da Verona miniò tutti i Liberto Duro apprese le proporzioni bri, che sono a Siena in Duomo del corpo umano; dalle storie, e e nella Libraria di Papa Pio colori dalle poesie i componimenti; da parimenti con bella pratica a freGio: Batista Norcello scolaro del sco. Vasari p. 1. fol. 115. Palma il modo di maneggiare i coPIETRO da Salò scolaro del Sansovilori, d'anni 20. comparve nel Duono, si vedono in Venezia, ed in mo di Padova, in Venezia, in ChioPadova statue, rilievi, arabeschi za, in Crema, in Trevigi, ed in ad altre fatture praticamente dal altri luoghi con vaga, e con felice suo scarpello intagliate, e notate maniera; ma quando stava nell'au dal Vasari par. 3. lib. 2. fol. 244. ge della fortuna, ecco nel 1631. i Fece in Venezia a Rialto la statua pocontagio, che lo trabalzò nel sepolsta sotto la pietra del Bando, detta cro, e restò memoria perpetua nel comunemente il Gobbo da Rialto, Mondo dell'opere sue, non menc PIETRO DE COSTER, nato in Anche di Giorgio, e di Damino suoi versa l'anno 1614. fu scolaro di fratelli Pittori. Ridolfi par. 2. fol. Adamo Coster suo Zio, e del Rubens. In età di anni 17. venne a PIETRO DANKERSE de Ry fu Pit Venezia, dove si fermò, prese motore di Uladislao IV. Re di Sveglie, ed ebbe figliuoli, uno dei quazia e Polonia, per la sua grande li, chiamato Angelo, studiò la pitabilità e maestria nel far ritratti tura in Roma, e fece in quella com con cui il Re e tutta la Corte riparire il ſuo non volgare talento trasse, come pure altri Principi e Il Padre nella Chiesa di S. GiustiSignori, non senza grande credito na, Monache di Venezia, dipinse il e applauso. Fioriva questo valensoffitto, ed altre opere fece in prituomo negli anni 1630. ed è alle vato ed in pubblico. L'anno 1702. stampe il suo ritratto. Gabinette di anni 61. nella detta Chiesa fu Aureo a car. 289. sepolto. PIETRO DANDINI nacque in Firenze PIETRO DE JOD nacque in Anversa l'anno 1647. Ebbe documenti dell'anno 1602. Riportò l'arte dell' Ggg 2 420 intagliare in rame da Enrico Goltdidissime esequie. Sandr. fol. 396. [a] PIETRO DE MOYA, Pittor di Grazio; gran tempo si fermò in Ronata, andò in Fiandra a studiar la ma; con lode rivide la patria, ma pittura sotto Antonio Vandych, e con breve dimora, se nel 1634. pasdivenne buon coloritore e distinto sò all'altra vita: rimase l'altro PieMaestro. Ritornato nelle Spagne si tro Jod il giovine, anch'esso franfermò in Siviglia, dove aprì scuoco, e valoroso nell'arte medesima la, che fu molto frequentata, e diequesto per lo più intagliò per il Rude saggio del suo buon gusto nelle bens, e per Antonio Vandych, SanChiese, e nei privati Palagi. Nei drart fol. 356. 363. 1666. portandosi a Granata per cerPIETRO DEL PO Palermitano è scritta operazione, nel viaggio morì. to al catalogo degli Accademici di PIETRO DE MULIERIBUS detto il TemRoma l'anno 1650. L'Ab. Tit. fol. 300. registra un S. Leone dipinto di pesta, dalle marine, dalle borasche dalle vedute, dai paesi, e dagli anisua mano nella Chiesa di Costantimali, che dipinse. Nacque l'anno nopoli in Roma. 1637. in Arleme d'Olanda, e dal Pascoli fa la Vita a car. 91. 2. tom. Calvinismo chiamato alla Santa FePIETRO DE LINT d'Anversa, per li de per opera di un Padre Carmeliritratti in grande in Roma, e neltano Scalzo, pervenne in Italia già la Corte di Dania è molto celebraammaestrato nel dipignere. Accolto dal Sandrart fol. 311. to in Roma dal Duca di BracciaPIETRO DELLA FRANCESCA da Borgo no, si fermò gran tempo a servirS. Sepolcro fu raro Maestro nelle lo, e meritò d'essere fatto Cavadifficultà dei corpi regolari, nel liere da quel benigno Mecenate den aritmetica, nella geometria, nella Virtuosi. Partì poi per Venezia prospettiva, e nella pittura, molti passò a Vicenza, a Brescia, a MiLibri delle quali scienze lasciò scritlano, ed a Genova, dove patì cin ti: e parte furono dati in luce dal que anni di prigionia, convinto d'aMaestro Luca Frate di S. Francesco ver fatto uccidere la moglie: per da Borgo. Lavorò belle, e bizzarintercessione finalmente del Co: di re storie; fece quantità d'Allievi Melgar Governatore di Milano lirimase cieco d'anni 60. e negli 86. berato, si portò di nuovo a quella morì circa il 1460. sepolto nel VeCittà, dove l'anno 1701 finì la viscovado della sua Patria. Vasari p. 2. ta. Si trattò alla grande, con car fol. 260 rozza, staffieri, numerosa famiglia, PIETRO DELLA VECCHIA nato in Veed un serraglio di bestie per dipinezia l'anno 1605. Imparò da Agnerle al naturale, ed in fatti fu lessandro Varotari, fu chiaro per gran pittore, e paesista. M.S. [b] molti dipinti disegnati, e colorit PIETRO DE PETRI Romano diligensul gusto di Giorgione da Castelte disegnatore, ricercato dal Cav. franco: nel risarcire quadri antichi Maratti per disegnargli l'opere di e perduti, ebbe una mano giustisRaffaello d'Urbino, che sono nelle sima, e da questi, vogliono molti Camere Vaticane, fu esattissimo che fusse detto della Vecchia: monell'imitare ciò che copiava: conrì in Venezia d'anni 73. Fu gran tinuò i suoi studj nella scuola del disegnatore di tutti i musaici di S. suddetto Maratti, sino che morì, e Marco, dove fu onorato con splen(a) Di Lui ha S. Maestà tre pezzi di mezze figure. (b) Di Lui ha S. Maestà due pezzi. 421 1521. fu ritrovato morto nel letto, restò crede del nome di valente riposto in S. Pietro Maggiore di FiPittore: quindi è, che fu impiega renze sua patia. Vasari par. 3. lib. 1. to da N. S. nella Chiesa di S. Cle fol. 26. mente, dove l'opera sua a fresco è molto stimata, a paragone di quan- PIETRO DI FRANQUEVILLE nato a Cambrai Scultore sopra i modelli ti sono ivi concorsi a dipignere di Francesco Girardon. M. S. Ha poi dipinto in altre Chiese a PIETRO ERCOLE FAVA Conte, e Noolio, ed a fresco, e per tutto ha ribile Bolognese nato l'anno 1699. portato sempre applausi, ed onore Dal suo palagio adorno di vagh Ma perché la natura non lo provfreschi di Lodovico, d'Annibale, e vide di buona complessione, per d'Agostino Carracci, oltre ricca Gallungamente operare, morì di male leria di quadri, e disegni, non è stud'idropisia nel mese di Novembre pore se portato dal genio dei suoi 1716. d'anni 45. con universale di Avi illustri Mecenati dei Virtuosi, spiacere dell'Arte. M. S. ha praticato la scuola di Lorenzo PIETRO DESANI l'anno 1595. uscì Pasinelli, ed imitato quella di Pac alla luce in Bologna: instrutto, ed lo Veronese in ampie tele, le quaallevato nel disegno da Leonello li felicemente per suo diporto diSpada, seco andò a Reggio, per pinge essergli in ajuto in tante opere, che PIETRO FACCHETTI Pittore Mantovain quella Città condusse, non essenno trovossi in Roma nel Pontificadovi per così dire casa, che non to di Gregorio XIII. e prevalse tanabbia qualche quadro di sua mano. to ad ogni uno nei ritratti, che oEra uomo facile per compiacere a scurò la gloria dei vivi colori di tutti; sebbene dava un poco nel duScipione Gaetano. Non vi fu Prinretto, il disegno però era franco cipe, o Dama, che non volesse di e la composizione maestosa: l'amasua mano l'effigie. Dotato d'ottivano i Nobili, particolarmente Monme qualità, aveva bellissimi segresignor Gonzaga Arcivescovo di Roti per fare vaghi colori, cioè oldi, che creollo Cavaliere. Mori di tramari, lacche finissime, giallisananni 62. consumato dalle fatiche, ti, ed altri colori. Con nobile tratma più dai disgusti, che ricevette tamento di se stesso visse fino agli da un suo unico figlio. Fu sepolto anni 78. e mancò alla luce, ed alnella Chiesa della Madonna di Reg la gloria nel 1613. Baglioni sol. 127. gio, tanto dai suoi pennelli abbel PIETRO FACINI Bolognese, sebbene lita. Malvasia p. 4. fol. 120. mai sognossi dover fare il Pittore PIETRO DE VALK imitò Abramo pure dall'assidua frequenza nell'AcBloemart, e dipinse vaghi e pastocademia dei Carracci si sentì d'im si ritratti. Vivea circa il 1604. provviso movere da naturale instinPIETRO DI COSIMO ROSSELLI, che to al disegno, e dagl'inviti cortesi gli fu amorevole Maestro, quando di Annibale addestrò la mano al scoprì una somma attenzione, quienudo, che gli riuscì con franchez te, e solitudine nel giovinetto tut za, e con facilità colpito. Crebbe to raccolto in apprendere le difficosì presto in uno strepitoso avan cultà del disegno. Si compiacque zamento, lavorando più di spirito della diligenza di Leonardo da Vinche di fondamento, che principiò ad ci; cangio poi natura, e costumi ingelosire Annibale, il quale con fatto bizzarro, capriccioso, e colodestrezza, con motti piccanti, e ritore di cose orride, mai volle mequella solennissima burla di fargl dicamenti, onde ottogenario l'anno 422 andare incontro lo scheletro, che do, divenne pittore, Scultore, Matenevano appeso al soffitto della tematico, Ingegnero, e Notomista. stanza, mentre di notte tempo lo Chiamato da Arrigo IV. Re di copiava, se ne liberò. Sdegnato il Francia, là portossi col suo disceFacini, ad onta dei Carracci, april polo Francesco Bordoni Fiorentino, in faccia a quelli un Accademia, e e molte opere condusse a perfeziocon buon seguito di scolari, passò ne. Compose un Libro intitolato il l'emulazione in contrasti, e pericoMicrocosmo, con belle pitture, e li, non solo fra quei giovani, di due altri di Geometria, e Cosmoporsi le mani addosso, ma ancora grafia, Baldinucci part. 2. sec. 4. fra i Maestri: a persuasione poi defol. 203. gli amici quietatosi, attese con bizPIETRO FRANCESCO BATTISTELLI zarra invenzione, con varietà di cievalente pittore per fare prospettire, con gran mossa di figure, e con ve, come da tanti lavori in Botremendo colorito carnoso a dipilogna sua patria, ed in Parma si gnere per le Chiese, e per le case vede: Fioriva nel 1614. Masini folma durò poco il suo operare, pergio 637. chè in fresca età morì l'anno 1602. PIETRO FRANCESCO CAVAzza è naMalvasia par. 3. fol. 563. [a] to l'anno 3675. in Bologna, dove PIETRO FERABOSCO, Pittore e Acha imparato il disegno, ed il colocademico Romano, che si crede narire nella scuola di Gio: Viani, doto in Luca, tinse le sue opere con po la morte del quale passò in quelottimo gusto alla Tizianesca. In la del figlio Domenico Maria faPortogallo il Sign. Co: di Asomar moso Pittore. Il suo talento è nel Generale della Cavalleria possiede di dipignere storte sacre, ed ha provlui in un quadro tre mezze sacre figuveduto molti Oratorj, Chiese di Bore assai bene rappresentate, e segna logna, e di altri paesi di sue opete col proprio nome, e anno 1616. re, le quali tra pubbliche, e priPIETRO FISCHIER il vecchio; uno dei vate ascendono al numero di circa più celebri Fonditori, che dasse al40. Il suo travaglio è di gran forla luce la Città di Norimberga: za nel colorire, che tende allà macper compendio delle sue lodi, basta chia del Guercino, il suo istoriare vedere quel famoso Deposito di bronè d'una certa andata, e posituzo nella Chiesa di S. Sebeldo in sua ra di figure sullo stile di Paolo VePatria, terminato nel 1519. oltre ronese, dimodochè non sembra delle tante belle opere mandate in Pola scuola di Bologna, ma Venezialonia, in Boemia, in Ungheria, in na, quantunque non abbia mai praRoma, ed in Italia, poi dire chi ticato quel Paese. Egli poi ha fatfusse questo Valentuomo: furono in to una copiosissima Raccolta di di lui ajuto cinque figli, cioè Ercarte stampate, in ogni genere sinmano, Gio. Paolo, Giacomo, e Piegolari, intagliate dalli migliori Artro, detto il giovine. Sandrart fol. tefici d'ogni nazione: principia que209. 218. sta dalli primi Intagliatori del 1460. PIETRO FRANCAVILLA nacque in e cronologicamente proseguisce sino Cambrai l'anno 1548. Imparò il alli nostri tempi: è ordinata in cendisegno da Gio: Bologna al dispet to, e più Tomi, cinquanta dei quato del padre, che lo bramava Letli sono in foglio reale, gli altri in terato: girata gran parte del Monfogli, mezzi fogli, e forme mino(a) Di lui ha S. M. un piccolo pezzo istoriato. 423 ri: tutta la serie delle stampe a-PIETRO FRANCESCO MORAZZONE scende a circa ventimila. Non recosì denominato dalla Villa nel Dusta per questo d'andare tuttavia in cato di Milano, in cui nacque; il traccia di nuovi acquisti, per semsuo Casato fu dei Mazzucchelli; pre più accrescerla, e renderla facondotto a Roma dal padre, fremosa quentò le Accademie, studiò i diPIETRO FRANCESCO CITTADINI pinti di Gaudenzio, disegnò l'antiMilanese (volgarmente chiamato il co, ed il moderno, tanrochè il suo Milanese). Dopo qualche studio di nome principiò a farsi sentire per pittura in Roma entrò nella scuoRoma, dove non gli mancarono la di Guido Reni in Bologna, doimpieghi: diedesi poi a studiare ve ben presto si fece conoscere per con attenzione l'opere di Raffaelun sublime ingegno, universalmenlo, e del Buonaroti, in Venezia di te pronto a dipignere storie, frutTiziano, e del Tentoretto, onde ti, animali, e paesi, tanto freschi ritornando a casa potè competere e ben toccati, con introduzione di con i Procaccini, aprire fioritissima balli, di spettacoli, di mercati, e Scuola, e concorrere alle opere di feste civili, e rurali, che è una Savoja, per, le quali da quell'Adelizia vederli: dopo varj dipinti R. fu rimunerato con l'onore di per le Chiese, e per i Palagi, mo Cav. di S. Maurizio. Chiamato a rì nel 1682. in età d'anni 67. sePiacenza l'anno 1626. per dipignepolto nella SS. Nunziata, fuori di re la Cupola del Duomo (che Bologna. Lasciò tre figli Pittori: poi fu terminata dal Guercino) Gio: Batista universalissimo al pari vi diede principio, ma infermatodel Padre, e morì nel 1692. Carsi, volle ritornare alla Patria, dolo, che tende di buon gusto anch ve in vece di ricuperare la sanità. esso all'universale, ed Angelo Mid'anni 55. perdette la vita. Baglio. chele, che nei frutti, e nei fiori o ni fol. 285. pera mirabilmente. PIETRO FRANCESCO PIOLA, inclinaPresso S. E. il Sig. Cav. Michel di S. to ad ogni virtuoso esercizio, molAngelo in Venezia, conservansi le piì ti ne praticò nella sua Città di Gebelle opere di lui. nova; fra gli altri volle provare i. PIETRO FRANCESCO GAROLI da Todisegno, e sopra i dipinti di Peririno, pittore, ed Architetto, fu di no del Vaga fece assidui studj; imchiarato perpetuo Maestro di pubparò con tal diligenza a contrafarbliche lezioni di prospettiva dall li in carta, che la lodatissima SoAccademia di Roma l'anno 1679. fonisba Pittrice vedendoli, non soPIETRO FRANCESCO MOLA da Lulo lo persuase a seguire l'impresa, gano imparò in Roma dall'Albama nella propria casa gli diè libeno, tanto s'imbevè di quella belro ricetto, e per molti anni le vela, e vaga maniera, ma un poco re regole della pittura, colle quapiù tinta, che i suoi quadri sono li avanzossi la fama, ed il noin grande stima. Nella tavola dell me suo; ma non andò gran temAb. Titi si leggono l'opere fatte in po, che in età di 35. anni, corRoma: fu capriccioso, e disegno rendo il 1600. fu da morte imfrancamente; si vedono molte camatura levato dal Mondo. Soprani ricature alla Carraccesca di sua fol. 77. mano, e molte ne vidi io in Roma PIETRO FRANCESCO PRINA da Noin casa di suo nipote. Morì di morvara pittore eccellente di gran fonte improvisa d'anni 56. nel 1665. do, e d'invenzione nella prospet 424 tiva, e nell' architettura, vive in nell'età di 17. anni prove dei suoi Milano. Praticò parimenti, per singolari talenti. Il Signor Colbert molti anni, la scuola del FranceSopraintendente alle Fabbriche Reaschini in Bologna Gio: Francesco li, e Carlo le Brun pittore primaPrina Comasco, il quale non me rio lo presentarono al Re, il quano con la penna componeva di poele gli ordinò di rappresentare in oro sia, che col pennello dipigneva qua ed in argento la serie istorica deldri storiati sulla dolce maniera di le sue conquiste, e questo operato quella scuola. fu delle prù belle manifatture in PIETRO FRANCESCO SACCHI pittore questo genere, che sino al giorno Pavese fioriva nel 1527. In Geno d'oggi siasi effigiato, S. M. in veva fu stimato l'ottimo fra tanti ro ne fu così soddisfatto, che gli bittori, per esser i suoi dipinti ben fece assegnare stanza nel Louvre finiti, e con istudio indicibile concon altri contrasegni della sua maclusi: sebbene diedero più nell' ocgnificenza. Questo Artefice ebbe chio le maniere moderne del Portanto d'amore per lo studio dell' denone, e di Perino del Vaga, riopere sue, che cambiava i riposi masero l'opere sue sino al giorno in vigilie, ma la poca sanità d'oggi in venerazione, e stima che godeva, non secondò il suo Soprani fol. 169. genio, onde morì d'anni 36. La PIETRO FRANCESCO TOSI in Bosciò Tommaso il figlio, del quale logna nella Chiesa di S. Isaia disi parlerà. M. S. pinse all'Altar maggiore il Dio PaPIETRO GILARDI nato in Milano dre, con molti Angeli in gloria anno 1679. da Anatalò di BrusselPasseggier Disingannato a car. 139 les Giojelliere singolare, pittore di PIETRO FRANCIA, pittor Fiorensmalto, dilettante di pittura, e già tino, menzionato dal Vasari par. 3. fido camerata di Salvatore Rosa a car. 204. nel funerale di MicheQuesto giovine mantenuto dall'Eclangelo, a distinzione di altri emocellentissimo Sig. Marchese Cesare li, dipinse il Buonaroti!, che preVisconti, Co:di Gallerate, ha avusenta al Papa il disegno della granto per Maestri in Milano Federico de cupola di S. Pietro. Bianchi, e Paolo Cazzanica: in BoPIETRO FRANCIONE Spagnuolo eclogna Marcantonio Franceschini, e cellentissimo nel disegno, e nella pitGio: Gioseffo dal Sole, sotto il quatura nel 1521. Alcune Chiese di le diede buone speranze di dovere Napoli godono opere sue. Sargiugnere a segno di perfezione, conelli sol. 158. me s'intende, che egli proseguisca PIETRO FRANCOIS pittore, nativo di di bene in meglio in Milano, con Malines, ed intagliatore di Naumabuon colore, e disegno. chia, e di marine; morì l'anno § PIETRO GIOVACCHINO LIONARDI, 1654. come si raccoglie dal suo ripittore che vivea negli anni 1446. tratto in stampa. Passeggier. Disingannato a car. 200. Gabinetto Aureo a car. 153. PIETRO GIO: LEONORI Bolognese PIETRO GALLINARI Bolognese, detdipinse una Madonna con quattro to Perino del Sig. Guido, che gli su Santi nella Residenza del Dazio amorevole, e liberale Maestro; si del Sale, ed a fresco un'altra fecerchino le di lui Notizie nella vita ce sotto il portico del Teatro Guadi Guido Reni stavillani, sino nel 1400. Masin. PIETRO GERMAIN Scultore, ed Orefol. 637. fice nato a Parigi nel 1660. diede PIETRO Gnocchi pittore Milanese 425 Oltre le opere sue private si vege rusticali in minutissime, e mezgono in pubblico altri dipinti, parzane figure, il tutto ben disposto ticolarmente in S. Maria delle Grain siti proporzionati, con bellissimi zie, in San Vittore, in S. Angeorizonti, con paesi, e con vedute, lo, e nell'Oratorio dello Spirito che in Roma erano ricercate a Santo, dove dipinse dodici quadri gran prezzi. L'anno 1639. partì con varj misterj di Gesù Cristo, dall'Italia per la Patria, e là dienell'Altare Maggiore effigiò la Vede chiarissimi segni di nobile, e di nuta dello Spirito Santo, queste spiritoso talento. Sandrart soglio tutte sono Chiese di Milano. Torre 205. (a) fol. 298. Morì nel 1673. PIETRO GRANIER Scultore nato a § PIETRO LASTMAN nacque in HarMompelier, allievo di Francesco lem nel 1581. e nella scuola di CorGirardon, ha lavorato con fama nelio Cornelitz divenne pittore de e gloria del suo sapere per il Re istorie, e fu ascritto al Catalogo Luigi XIV. Dalla sua mano sono dei valentuomini di sua Patria uscite molte opere, e buona parte Non si ha notizia del tempo di di quelle si ritrovano nella Raccolsua morte. ta delle Figure del Castello, e ParPIETRO LAURATI Sanose seppe così co di Versailles, intagliate da Si bene imitare la maniera di Giotto mone Tommasini. Morì Ufiziale suo Maestro, che in breve divendell'Accademia Reale l'anno 1716. ne famoso per tutta la Toscana M. S. introdusse miglior modo di pignePIETRO ISAESZ nacque in Helsever re, ingrandì le figure, e diede al l'anno 1569. Imparò i primi rudi volti arie più nobili, di quello amenti del disegno dal Ketel, ed ebvessero mai fatto altri pittori; sic be gl' incrementi della pittura da chè all'esempio di lui molti studioGio: AKen, col quale molto via si dei suoi contorni fecero poi non giò. Questo bravo naturalista orordinarj progressi nella pittura. Baldinò bene le storie, fece stimatisdinucci sec. 2. fol. 31. simi ritratti, e fu uno dei celebri PIETRO LAURI, pittor Francese pittori delli suoi tempi, per quanscolaro di Guido Rent, dipinse in to registra il Van Mander, ed Bologna nella Chiesa della MadonBaldinucci part. 3. sec. 4. foglio na della Libertà, nella Capella Za233. gnoni, il S. Antonio di Padova, PIETRO ISELBURGH di Colonia famoPasseggier Disingannato a car. 220. so intagliatore in Rame in NorimPIETRO LE GROS Scultore nato in berga, dove l'anno 1620. teneva Parigi, allievo di Pietro le Gros Scuola aperta di bel disegno. San suo padre Scultore del Re, e Retdrart fel. 356. tore dell'Accademia durante lo spaPIETRO LAER d'Arleme, detto Monzio di 30. anni. Sua Maestà lo sù Bamboccio, non solo per la strutmandò all'Accademia di Roma tura del corpo, la di cui parte indove si è talmente perfezionato coll feriore era un terzo più lunga delassiduo studio sull' antico, e natula superiore, breve il petto, e corrale, che dopo aver compiuti tre to di collo, ma ancora per la bizanni in quell' Accademia, si è ferzarria di colorire caccie, animali mato in Roma, ove attualmente tugurj, carceri, spettacoli civili, soggiorna, e conduce opere degne Hhh [a] Di lui ha S. Maestà sette pezzi di figure istoriate. 426 di gloria, come si può vedere dal apoplesia nel 1680. d'anni 64. M. S. S. Domenico posto in S. Pietro PIETRO LEONE Ghezzi nacque in Rodal B. Luigi Gonzaga nella Chiesa ma il dì 28. Giugno 1674. Impadi S. Ignazio, dal B. Stanislao Korato, che ebbe il disegnare, ed il stKa nel Noviziato dei Padri Gesuidipignere da Gioseffo suo padre ti, in S. Carlo al Corso, e da molentró nelle pubbliche chiese di Rote altre di lui manifatture, che si ma con opere sue, e principalmenammirano in quella famosa Città, te per ordine di N. S. Papa Cledistinte da tante d'altri Autori momente XI. nelle Basiliche di S. Gio derni. Egli è dell' Accademia del Laterano, e di S. Sebastiano, neldisegno, detta di S. Luca“, quindi le Chiese di S. Clemente, e di S. onorato, e stimato per la sua moTeodoro, ed in Urbino nella Chiedestia, e per la grandezza del suo sa dei Padri Eremiti di S. Girolamerito da tutti gli Amatori delle mo. Dipingere dovea la Galleria più belle Arti. M. S. nel Palagio Papale di Castel GanPIETRO LELY nacque l'anno 1617. in dolfo, per la quale erano già fatti Westfalia, ove suo padre serviva i disegni, ma il luogo fu stimato di guarnigione in qualità di Capidai periti troppo angusto, e l'opetano. Fu allevato all'Haya, ed in ra è rimasta sospesa. Per i Nipoti Arleme d'Olanda sotto il Signor di detto Pontefice ha molto operaGrebber. L'anno 1641. passò in Into, così ancora per altri Principi, ghilterra, ove dipinse molti paesi e particolarmente per il Serenissimo ripieni d' istoriche composizioni: Duca di Parma, il quale l'ha creatuttochè il suo genio lo portasse to Cavaliere. Per le sue rare vira questo genere di lavori, se ne tù, e qualità nel disegnare, nel di scostò per attaccarsi ai ritratti pignere, nell'intagliare all'acqua che gli erano di più utile, e nei forte, per gli ornamenti di belle quali mirabilmente riusciva. Le lettere, della musica, e del suonco grandi commissioni, che lo teneva d'ogni sorta di strumento, si è reno di continuo occupato in tale arso carissimo a tutti in Roma, dote non gli permisero fare il viagve vive col padre, del quale si è gio d'Italia, ma supplì al difetto parlato. M. S. con una grande Raccolta di stam. PIETRO LESPINA pittore scritto al pe, di disegni, e di quadri dei più catalogo di Roma l'anno 1660. famosi Maestri dei nostri Paesi. EPIETRO LIBERI Padovano studiò in gli fu correttissimo nel disegno, Roma l'opere di Raffaello, in Parmolto verace nei suoi colori, grama quelle del Correggio, e del zioso nelle sue figure, pratico nelMazzola, in Venezia quelle di Tilo sciegliere attitudini, e vestimenziano, e del Tentoretto, e con un ti più propri per fare spiccare la misto perfetto di sì alti Maestri si leggiadria dei suoi dipinti. Fu pitfece una ben fondata, e spiritosa tore primario del Re Carlo II. che maniera, con la quale comparve dopo avere fatto il ritratto di applaudito dal Pubblico di VeneLui, creollo Cavaliere. Era disin zia, e da molte altre Città. Visvolto, ameno nella conversaziose anni 77. e morì nel 1677. essenne, e generalmente amato, ed acdo Cavaliere. L'opere, che dipincolto con distinzione, e stimato da se, le registrano il Boschini nelle tutti i principali del Regno. Morì d sue rime, ed il Sandrart a fol.397. (a) PIE(a) Di lui ha S. M. tre pezzi istoriati, 427 Gioseffo Porta, detto Salviati, o PIETRO LORENZETTI Sanese fratello Grasagnino, e copiando l'opere sue d'Ambrogio già scritto, imparò da adornava di fregi, e di arabeschi le Pietro Laurati, ajutò il fratello nelspedizioni Ducali. Passato varie perle pitture dello Spedale di Siena secuzioni, si diede totalmente a diterminate nel 1335. Ebbe un figlio pignere, e s'avanzò nel Magistrachiamato Lorenzo, il quale atteto, nella Quarantìa, e nella Sala alla scultura, e pose in pubdell'Uditore, nelle Chiese Veneziablico opere diverse, Baldinucci sec. ne, e Padovane con belli dipinti, 2. fol. 39 e nei teatri con invenzioni, maPIETRO LUCATELLI Romano allievo chine, o prospettive; nell'Accadedi Pietro da Cortona, ha due pubmie letterarie con poesie, e con bliche pitture nelle Chiese di S. orazioni, e pure adorno di tante Agostino, e nel Collegio Fuccioprerogative, provò sempre una sorli di Roma; sta scritto al catate avversa, che d'anni 62. ultimò logo degli Accademici Romani nel il suo vivere, sotterrato nel Cimi1690. (a) tero dei Santi Gio: e Paolo. RiPIETRO LUNGHI, pittor Veneziadolfi par. 2. fol. 153. no, studiò la pittura nella scuola di Antonio Balestra, ed in quella di PIETRO MARIA BAGNADORE Bresciano fece molte opere nella sua paGiuseppe Crespi detto lo Spagnuotria di propria invenzione, e per lo, in Bologna. Ma col suo bizordine del pubblico copiò il mirazirro e capriccioso talento si fece coloso successo di S. Faustino in ri una nuova e sua propria maniera poso, che sta sotto il Voltone a di dipingere in piccole figure concapo della Piazza, che già in muversazioni, giochi, ridotti, maschero era stato dipinto da Alessandro re, parlatorj, con tal colorito Moretto: dilettossi raccogliere diseed evidenza, che a prima vista rigni, e n aveva studio copioso, il conosconsi le persone ed i luoghi quale da lui fu venduto al Sig. Co: rappresentati. Con tale abilità sali Cammillo Gonzaga di Novellara a grande credito, e le sue opere si Cozzando fol. 125. bagano a grossi prezzi, molte delle quali sono a quest' ora da più PIETRO MARIA DA CREVALCORE, di un incisore intagliate e date albravo non meno col pennello, che le stampe. Molti di questi pezzi a con la spada alla mano; fu uno maraviglia espressi son posseduti da di quei due scolari di Dionigio Cal S. E. il Sig. Agostino Maffetti granvart, che fece spalla al Maestro de amatore della pittura. quando in Bologna sfidò Federico PIETRO MAGGI studiò nella scola di Zuccheri col pennello e fecegli un Filippo Abbiati: riuscì pittore spialta passata, perchè aveva sparlato ritoso, e spedito, che serve a moldelle sue pitture. Questo bravo diti in Milano, dove ebbe i suoi nasegnatore dipinse con tal francheztali, e vive. za, e risentimento, che nelle pub PIETRO MALOMBRA cittadino Venebliche pitture di Bologna diede a ziano, uscì alla luce l'anno 1556. conoscere avere praticato i CarracAttese da giovinetto alle belle letci: fiorì nel 1580. Malvasia par. 2. tere, al suono, al canto, ed allo fol. 236. scrivere, onde passò alla carica di PIETRO MARIA DA PESCIÁ, stiCancelliere Ducale. Praticava con matissimo intagliatore di pietre duHhh 2 [a] Di lui ha S. M. sette pezzi di paesi con figure. 428 re e gioie, col suo eccellente disenio Abate, circa il 1600. Masin. gno uguagliò la bellezza dei camfol. 637. mei, e pietre intagliate dai celebri PIETRO MARTIRE NERI scritto al Greci e Romani. Fioriva in tempo catalogo dei pittori Romani nel di Leon X. operando per grand 1650. personaggi. Vasari a car. 286. nella PIETRO MASELINE Scultore è nato Vita di Valerio Vicentini a Roano, ha fatto più opere per PIETRO MARIA GROPPALLO nobile Sua Maestà, e tra le più consideGenovese nacque l'anno 1610. Terrabili, la ſtatua equeſtre del Ro minati gli studj di belle lettere Luigi XIV. d'un solo getto in desioso d'avanzarsi nella pittura bronzo, sopra il modello di Siottenne l'intento con le direzioni mone Hutrelle, che s'unì con esso di G. B. Paggi, passò al disegnalui a sì grande lavoro, e questa re di fortificazione, d'agrimensura per la Città di Mompelier. Mori e di levare di pianta i siti, onde professore dell'Accademia Reale nel dal Senato fu impiegato in diverse giorno 7. di Febbrajo 1708. occorrenze. Lavorò di cera figuriPIETRO MEERTE, pittore di Brufne, e ritratti coloriti, diede in luselles, ascritto al Catalogo de' pitce nuovi cannocchiali per vedute tori Fiamminghi a car. 351. ne lontane, nè contento di tante belGabinetto Aureo. le prerogative, volle proseguire gli PIETRO MIGNARDI Franzese, nelle studj, attendendo alla legge, nella Chiese di San Carlo alle quattro quale fece sì gloriosa riuscita, che Fontane (fabbrica moderna, capricdal Principe ottenne cariche di vaciosa, e bizzarra, per il disegno ri Governi, nei quali diede compiu del Cav. Boromini) ed in S. Maria te, e giuste soddisfazioni ai popoin Campitelli di Roma ha dipinto li. Spedito poi per alcuni interessi opere stimate. Fu fratello di Niccamerali a Montobbio, assalito da colò famoso pittore. M.S. febbre maligna, diede l'ultimo adPIETRO MONTANINI da Perugia, dio al Mondo l'anno 1671. Sopra Petruccio Perugino, bell' umore, ni fol. 263. spiritoso, e bizzaro pittore, impaPIETRO MARIA PENNACCHI fiorì nei rò da Pietro Barsotti suo Zio, potempi di Gio: Bellino, di cui fu da Ciro Ferri, in ultimo da Salvascolaro, e cercò seguire quella matore Rosa, i di cui paesi, sassi, e niera: Nel Duomo di Trevigi fece dirupi imitò con grande studio, in la tavola dell' Assunta e quella troducendovi belle figurine di macdell' Altare dei Rinaldi in San chia, molto stimate in Francia, ed Francesco: dipinse ancora in Vein altri luoghi. L'Autore ha venezia il Cielo del Tempio delduto in Perugia suoi quadri storia la Madonna dei Miracoli, divisan ti di buon gusto. Visse 70. anni dovi in molti spartimenti figure e morì nel 1689. M S. degli Appostoli, e dei Profeti, che PIETRO MORROT Scultore nacque su opera singulare in quei tempi nel 1658. e fece suo soggiorno in e nel fine di quella operazione terRoma, dove lavorò sino all' anno minò la vita nel 1528. Ridolfi par. 15. di sua età, in cui morì. Pasco 1. fol. 214. li diffusamente ne parla par. 2. PIETRO MARIA PORETTANO scolaro car. 487. dei Carracci, dipinse nella ParocPIETRO MORONI discendente da quel chiale di S. Maria Maddalena del famoso Gio: Batista Moroni di Alla Poretta la tavola di S. Antobino in Bergamasca, tanto celebra 429 to da Tiziano per i ritratti: attese volte lo Spagnuoletto, ma con più alla pittura nella scuola di Paolo leggierezza. Faceva ogni suo dipinVeronese, e per molte Chiese di to dal naturale, spezialmente teste, Brescia, per altre Città sono opere mani, e piedi, che disegnava e fue con bel colore, e buon disegno coloriva a maraviglia. Fu conodipinte. Morì in Riva di Solsciuto da pochi, perchè non uscì do circa il 1625. avvelenato dalmai dalla patria, e visse con parla moglie. Averoldi. Cozzando foticolare modestia. Vivea nel 1660. PIETRO NUNNEZ, di Madrid, si glio 125. § PIETRO NEEFFS, Fiammingo pittoportò a Roma a studiar la pittura, e con fervore applicatosi a core eccellente nel dipingere pezzi di architettura in mezzani e piccoli piare le opere dei primi maestri quadri su tacche e rami. Faceva si fece pratico nel maneggio dei sovente spaccati di Chiese alla Gopennelli, e fertile nell' invenzione tica così al naturale, che pajon ved'istorie. Si diede anche a far rire, non dipinte, imitando con le tratti, molti dei quali ne fece per tinte ogni benchè piccola minutezla Sala delle Commedie nel Palazza. Dai più celebri pittori del temzo Regio di Madrid. Di soli 40. po suo faceva farsi le figurette anni dovette partire per l'altro con le quali godeva che ornate fosMondo, con grande cordoglio dei sero le sue prospettive. Le opere suoi amici. Palomino a car. 307. di lui sono stimatissime, e si contom. 2. Altro Pietro Nunnez, di Siviglia, Cavaliere dell'Ordine Geservano con gelosia ne gabinetti de Monarchi. Fioriva negli anni 1560. rosolimitano, per aver a caso veduti certi quadri mandati in IspaHa avuto un figliuolo di nome Piegna dal Cavalier Calabrese, s intro, ancor esso abilissimo, che ha vaghì talmente di quella forte maoperato quanto il padre. (a) niera, che imbarcatosi si portò a PIETRO NEGRI Veneziano celebrato Malta, dove il detto Cavalier ladal Sandrart fol. 398. per quell'ovorava, e postosi nella scuola di perone, che di sua mano vedesi lui a copiare i suoi quadri, gli nella Scuola di S. Rocco, dove esriuscì di farlo con sì felice riuscipresse i SS. Marco, Sebastiano, e ta, che le sue copie nulla o poRocco fra i Cori d'Angeli in corteggio di M. V. e di sotto la Seco eran dissimili dagli originali. Fece anche istorie di sua invenrenissima Repubblica accompagnata dalle quattro Virtù Teologiche zione, e somiglianti ritratti. Operò per la sua Città in privato ed che sostentano la Fede, e la Reli in pubblico, e da Carlo II. olgione, e supplicano per la liberazione dalla peste: quadro di gran tre avergli dato più commissioni forza, e di colore, terminato l'andi lavori, fu dichiarato suo particolar pittore con pensione onorino 1673. fica. Nell' anno 1700. di anni J PIETRO NOVELLI, detto il Mon60. morì. Palomino tom. 2. a car. realese, di nazione Siciliano, fu pittore di assai buon gusto, di buon PIETRO ORRENTE, o come vodisegno, e di ottimo colorito. Toccò con finitezza a forza i suoi imgliono altri, RENTE, nato in Murzia nelle Spagne, si portò a Venepasti, tratteggiando il colore con zia a studiar la pittura nella scuosomma maestria, e imitando alle (a) Di lui ha S. M. due pezzi di Architettura Gotica. 430 la di Jacopo Bassano, di cui fu uno de' migliori scolari, e grande imitatore. Con tale acquisto di cognizione ritornato in Ispagna, la sua Bassanesca maniera incontrò gradimento ed applauso universale che gli procurò occupazione ed impiego per i pubblici e privati luoghi. Nel Regio Palazzo di Buonritiro in Madrid fece molti quadri mezzani con isquisito gusto, perchè oltre il fare molto belle figure, toccò eziandio i paesi con grazia e bravura, a segno che chi non ha grande pratica della maniera di Bassano, facilmente può prendere i suoi dipinti per opere dello stesso Maestro, delle invenzioni del quale talvolta si servi. Vedonsi di sue opere nelle pubbliche Chiese del Regno di Valenza, di Cordova, e di Toledo nella qual Città nell'anno 1640. lasciò la vita. Dopo la sua morte d'ordine Regio furono ricercati i suoi quadri, con offerta di pagargli il doppio di quel ch'era stato dato all'artefice. PIETRO PALTRONIERI, il Mirandolese, nacque nella Mirandola l'anno 1673. ove da giovinetto fu educato nella pittura da Gio: Francesco Cassana: venne poi a Bologna, dove inclinato più tosto alla quadratura, che alle figure, cercò i principj di quelle da Marcantonio Chiarmi; Partì poi per Vienna, d'indi per Roma, dove trattenutosi molto tempo, vide notò, e disegnò quanto evvi d' antico, e di moderno in quegli almi contorni; che però si fece una maniera propria facile, diligente, e tenera col dipignere a tempra sulle tele, e a fresco sopra 1 muri vaghe prospettive, coll. introdurvi colonnati, architteture, archi, e marmi venati dei loro colori naturali, il tutto disposto in bellissimi siti, con vedute, e lontananze, che sommamente dilettano. Quindi è, che in Vienna, ed in Roma servì Personaggi riguardevoli, come va facendo in Bologna, dove ha stabilita la sua stanza, ed attende a spedire l'opere sue in varie Citta, che l'impiegano ai lavori: questi sono sempre stati animati da buoni Figuristi, e particolarmente in oggi da Ercole Graziani Pittore Bolognese, il quale nacque l'anno 1688. e fu scolaro di Donato Creti. Vive parimente in Bologna Gioseffo Perazzini detto anch'esso il Mirandolese: nacque nella Mirandola l'anno 1672. e su compagno del sopraddetto Paltronieri nella scuola di Gio: Francesco Cassana: si fermò por in Bologna per lungo tempo in quella del Franceschini, dalla quale uscì pittore di storie, di quadri d'Altare, e di ritratti. PIETRO PAOLINI nacque nella Città di Lucca l'anno 1603. da riguar devoli Parenti; inclinato al disegno, compiuto il terzo lustro, fu dalli Genitori mandato a Roma, e ricevuto nella Scuola d'Angelo Carosello. Disegnando per le Gallerie Romane, incontrò un giorno il famoso Domenichino, al quale con ogni umiltà mostrando i suoi disegni, posegli una mano sopra una spalla col dirgli: Seguite ad applicarvi, o giovinetto, che vi farete virtuoso; queste parole diedero a Pietro un tale impulso, che alla brama del virtuoso acquisto, accoppiò un ardente studo, talchè divenuto franco nel disegno, si pose al colorito con tanta intelligenza, che fece in Roma comparire tante maraviglie, quante furono l'opere del suo pennello. Dopo 30. anni di dimora in Roma, mancatogli l'amorevole Genitore, partì per la Patria, ma nel passare per Venezia, ivi fermossi due anni, e se la mor 431 se a Piacenza in tempo, che dipinte della Madre non lo richiamava se la Galleria del Sig. Co: Baldini a Lucca, di buon genio sarebbesi nel qual Palagio Pietro Paolo Gitrattenuto in quella Città. Disporolamo dipinse un disotto in su sti in buona regola i dimestici afche molto su gradito. Partito poi fari, accasato con nobile Signora da Piacenza andò a Roma, e sturipigliò gli studj, ed a pubblico bediò sotto Carlo Maratti, e riportò neficio, e a proprie spese aprì l'Acalla Patria un colorito vago, e rincademia del nudo, adornandola di forzato di buon gusto, col quale si stucchi, di vasi, di statue, di bass fa largo a fresco in compagnia del rilievi, d'antichità, e di disegni. famoso quadratorista Tommaso AlDilettante di giocare di picca, e di dovrandini Bolognese Pittore, ed a spada, a somiglianza dei suoi fraolio per luoghi pubblici, e privatelli, valorosi Soldati in Fiandra ti. Vive in Patria. ed in Venezia, adornò una bellisPIETRO PAOLO GOBBO Cortonese sima Galleria d'armi antiche, e modetto il Gobbo dalli frutti, per la derne. Circa l'opere sue, sono ingrande naturalezza, con la quale numerabili, e molte furono ricercaesprimevali: se Zeusi con l'uve inte dalla Francia, che gradì quell gannò gli uccelli, questo deluse aniaggiustato contorno, forte maniera. mali, ed Uomini; dilettossi di fare buon colorito, espressione, verità paesi, e volle provare come gli riue naturalezza; fra quelle alcune scissero le figure, e ne lavorò alsembrano di Paolo Veronese. Di nacune attorniate con festoni di fruttura modesto, amabile, e giusto; ti, che furono assai gradite; morì terminò il bel corso di sua vita l'anin Roma sessagenario nel Pontifino 1681. e nel Sepolcro dei suoi cato d'Urbano VIII. Baglioni fol. Maggiori in S. Michele, ebbe il riposo. M. S. 343. PIETRO PAOLO Abati Modonese fra- PIETRO PAOLO OLIVIERE Scultore, ed Architetto, servì nell'una, e tello di Nicolò, sopra descritto: nell'altra facultà Principi, e Ponespresse con grazia singolare gli aftefici nelle prime Chiese, e Palagi fetti della natura; nel dipignere poi di Roma, ma troppo presto manuna furia di cavalli, non ebbe pacò al Mondo, ed alla gloria, cioè ri. Vidriani fol. 69. Pietro Paolo Ad'anni 48. nel 1599. sepolto nella bate il giovine figlio d'Ercole, e Minerva. Baglioni sol. 76. pronipote degli Abati Seniori, imparò da suo padre; nei grotteschi, PIETRO PAOLO RUBENS Principe del Pittori Fiamminghi, trasse i natali nei quadri storiati in pubblico, ed dalla Città d'Anversa l'anno 1577. in privato fu ragionevole pittore; Dopo gli studj di belle lettere, apmorì in fresca età dopo il padre plicato alla pittura sotto Ottavio che mancò nel 1613. Vidriani fol. Veen, fece tali progressi, che non 106. PIETRO PAOLO Baldini scolaro di Pieebbe altro bisogno, che di vedere tro da Cortona è nominato dall'Ab. Venezia, e Roma, per pescare quel nobile colore, forza, e spirito, con Titi nel suo Libro delle pitture di Roma, per pratico Pittore, e regili quali condusse sì belle opere in stra dieci opere nelle Chiese di det tante Città, massimamente in Manta Città. tova, dove da quel Serenissimo fu PIETRO PAOLO GIROLAMO PIOLA inviato in Ispagna a portare in doPittore Genovese; egli imparò da no al Re quadri di famosi Maestri; suo padre, il quale seco lo condusivi fece ritratti di quelle Maestà 432 poi riiornò a Mantova; indi alla ma Città si trovano opere sue pripatria. Dipinse per i Re di Franvate, e pubbliche con buona macia, di Spagna, d'Inghilterra, di niera, e sicuro disegno. E degna da Dania, di Polonia, e per l'Impe vedersi la Statua del S. Fabiano nelradore. Accompagnato da nobilisla Capella Albani posta nella Basisimi tratti, da obbligantissime malica di S. Sebastiano fuori delle muniere, e da certa franchezza ne ra, la quale è stata l'ultima opetrattare negozj d'alto rimarco; fu ra da lui condotta. E' morto in inviato Ambasciadore dal Re di Roma l'anno 1718. in età di circa Spagna, a quello d'Inghilterra, per 76. anni. M. S. strignere la Pace fra quelle due CoPIETRO PERUGINO di casa Vannucrone: gli riuscì con tanta gloria ci, nacque d'umilissimi parenti nel l'impresa, che l'Anglicano MonarCastel della Pieve di Perugia; creca, alla presenza del Parlamento sciuto in età, andò a Firenze sotto levatosi la spada dal fianco, l'anella disciplina d'Andrea Verocchio; lo di dito, un centurino tempestadi notte facendo giorno, potè finalto di diamanti dal cappello, il tutmente con lo studio giugnere a guato gli presentò in dono, e creollo dagnarsi quel pane, che tanto temCavaliere, Ritornato in Ispagna po aveva mendicato, per imparaaccarezzato da quella Maestà, dire. Dipignea dunque per particolachiarollo familiare di Camera, con ri, e per le Chiese di Firenze, l'onore della chiave d'oro. Con quando Sisto IV. lo condusse a Ro 30. mila scudi rivide la Patria, che ma per molti lavori, i quali fini subito lo qualificò con titolo di Se con sommo piacere di quel Ponte gretario, e Consigliere di Stato fice: con quantità di danari ritorComperò una Signoria; visse alla nato a Perugia aprì Scuola, dove grande; finalmente con splendidissifra gli altri scolari ebbe il famoso me esequie morì l'anno 1610. SanRaffaello d'Urbino. Fu Uomo di drart fol. 282. Baglioni fol. 362. Sosua opinione nel credere, poco cuprani fol. 301. [a] rava replicare le figure gia in al PIETRO PANCOTTO Bolognese uscì tri quadri dipinte; amava il danadalla Scuola dei Carracci, mostrò ro, e coi suoi guadagni comperò la sua animosità nel Giudizio unicase, e poderi, ma convennegli laversale dipinto sotto il Portico di sciare il tutto nel 1524. quando S. Colombano, dove caricò quei giunto agli anni 78. finì il corso Superiori, che a certe occorrenze della vita nel Castello della Pieve corressero il suo ardire: v'è ancora di Perugia. Sandrart. Vasari p. 2. di sua mano uno stregozzo bizzar fol. 411. rissimo a olio, che credevasi di maPIETRO PIERI, detto il Lungo pe no dei Carracci. Malvasia par. la sua alta statura, pittor di Amsol. 575. II Masini sol. 637. dice sterdam, ha alle stampe il suo Riche fioriva nel 1590. e che mori in tratto. Roma, mentre s'avanzava nella PIETRO PIETERSZ DENEYN, di Leypittura. den, nato nel 1597. studiò la pitPietro Papaleo Scultore Palermitano tura da Esaia Rander-Velde, e fu fu aggregato all'Insigne Accademia pittore di vaglia in pae si. Si ferdel disegno, chiamata di S. Luca mò sempre in patria, dove morì in Roma l'anno 1695. In quell'Alnel 1693. Jacob Campo a car. 396. PIE(a) Di lui ha S. Maestà ventisette pezzi tra ritratti ed istorie 433 S. M. gl'incaricò la direzione dell' PIBTRO POLLAJOLO Fiorentino, fraopere di scultura delle Gallerie: ivi tello d'Antonio Orefice, Scultore fece li due gruppi di marmo, cioè e Pittore, fu scolaro d'Andrea del il Milone, e l'Andromeda, che soCastagno, ma per la sublimità del no nel Giardino di Versailles, il suo ingegno videsi ben presto Maegran basso rilievo del Diogene, l'Erstro, e coll'insegnare il dipignere cole Franzese, ed altre opere. Non al fratello, lavorarono in varj luovolendosi poi assoggettarsi a Franceghi opere degne. Condotti a Roma sco Girardon [ come si è detto a da Papa Sisto IV. Antonio fece suo luogo] partì per Marsilia, donobilissimi Depositi di bronzo per ve fece opere varie per il Re, e detto Pontefice, e per Innocenzio per Genova ancora, dove mandò VIII. e Pietro attese alla pittura le magnifiche figure di marmo biansino agli anni 65. nei quali morì co, cioè un S. Sebastiano, ed un S. nel 1498. sepolto in S. Pietro in Ambrogio, per la Chiesa di S. PieVincoli. Vasari par. 2. fol. 370. tro di Carignano; Una Vergine per PIETRO POUBURS nacque in Olanda il Palagio Balbi, ed un'altra per nella Città di Goude, dove diven lo Spedale di detta Città. Aveva ne Pittore, Cosmografo, ed Agripoi modellato il Baldacchino per mensore; attese agli studj, ed ai l'Altare maggiore della suddetta progressi in Bruges, dove lasciò me Chiesa di Genova, quando fu inmorie in tavole grandi, ed in naterrotta l'eſecuzione dalla morte turalissimi ritratti. Seguì la morte che lo colpì negli anni 72. in Marsua circa il 1583. Francesco il fisilia. Relazioni di Gioseffo Pitton glio superò con l' universalità dei nei Viaggi di Levante, Parigi 1717. dipinti il Padre. Baldinucci part. 2. vol. 1. fol. 8. sec. 4. fol. 84. PIETRO PUGET nacque in Marsilia PIETRO RAVARA dalla Valle di Polcevera (Territorio Genovese l'anno 1623. Fu Scultore, Pittore, Introdotto da fanciullo al disegno, ed Architetto, alleyato nella Scuofece tale profitto, che il suo Maela del Signor Roman Scultore, ed stro osservando, che poteva pratiArchitetto di Galleria: uscito da care i pennelli, e colorire le tele questo Maestro passò a Firenze, e a quelle applicollo, e videsi tendeservì d'opere varie quel Serenissimo re ad un colorito fresco, diletteG. D. dopo di che andò a Roma, vole, finito con grazia, con paove si diede allo studio delle mizienza, e con diligenza. Dipinse gliori sculture antiche, e moderne, tavole storiate copiose di figure, d'indi passò alla pittura sotto Pieornandone alcune con belli paesi, tro da Cortona, presso del quale con fiori, e con frutti. Arrivo con ascese a tale stima, e concetto, che gli anni alla vecchiaja Soprani fol. lo volle suò compagno nell'opere dipinte in Firenze nel Ducale Pa229. lagio dei Pitti: ivi non restò, che PIETRO RICCHI, o RICHI da Lucca, ordinariamente chiamato il Lucchepoco tempo, per ritornarsene a Rose, fu scolaro di Guido Reni; molma, nella quale, per lo spazio di te pitture di sua mano sono in Brequindici anni, lasciò molte opere scia a fresco, e a olio, notate dall per quelle Chiese. Andò poi a Pa Averoldi. Morì in Padova. rigi, e il Cav. Bernini, che ivi trovavasi, fece giustizia presso il Re PIETRO RICCI Milanese citato dal Lomazzo, è descritto per uno degli sopra il merito, ed eccellenza di scolari di Leonardo da Vinci questo grande Soggetto, perlochè PIE 434 PIETRO ROSA Bresciano figlio di Crito, e famigliare di S. A. Infante e stofano, fu discepolo di Tiziano. Cardinale di Spagna. Servì con sue dal quale venne erudito con parpitture tutte le Corti della Germaticolare affetto a riguardo del Pania, Francia, Spagna, ed Inghilterdre, che gli era amorevole Comra. Molte opere di lui sono in Lispare, Ritornato alla Patria con bona nel Palazzo del Signor Con franche instruzioni, ebbe varj imte di Cocolino, e nelle Case dei pieghi in ispezie nella Chiesa delle Signori d'Almeda; come pure molGrazie con la bella tavola di San ti buoni pezzi con le figure del ta Barbara, che veramente dimoRubens, suo contemporaneo, e stra uno stile Tizianesco, e molto grande amico, nelle più cospicue magistrale. Se giovinetto non era Gallerie di Genova. Si dà il ritratprevenuto dalla morte sospettata di to e contezza di lui nel Aureo veleno col Padre, o accadutagli di Gabinetto a car. 221. [a. pestilenza (come vogliono altri PIETRO SNEYDRE nacque in Anvernell'anno 1576. avrebbe reso più sa l'anno 1593. come si raccoglie glorioso il nome suo. Ridolfi par. dal suo ritratto alle stampe, e mo1. fol. 256. rì circa l'anno 1660. Egli fu unc PIETRO ROTINI Pittore scritto al dei famosi Pittori nel dipignere catalogo degli Accademici Romani Animali d'ogni sorta vivi, e mornel 1651. ti, i quali sono in grande stima PIETRO SANTE BARTOLI Perugino ha molti se ne trovano nei Regj Gadipinto in Roma, ed intagliato molt. binetti di Francia, di Fiandra, e rami per i più celebri Pittori, parsparsi per tutta l'Europa. M. S. ticolarmente la Loggia della BenePIETRO SONTMAN, scolaro del fadizione, che doveva dipignere il moso Rubens, fece bei ritratti, e Lanfranchi, in fol. 18. la Colonna dipinse anche istorie. Arlemme fu Trajana; la Grotta Nasonia; le Lusua patria, ma dimorò in Polonia cerne perpetue, e tante altre notaal servigio del Rej. Vivea nel te nell'Indice del Rossi. Circa gli 1660. anni 65. è morto l'anno Santo PIETRO SORRI nacque nel Castello di scorso del 1700. in Roma. S. Gusmè (Dominio di Siena PIETRO SAUDTMAN ritrattista in gran l'anno 1556. Imparò il disegno dal de, ed Intagliatore in rame, servì Cav. Salimbeni, ed il dipignere dal gran tempo il Re di Polonia, SanCav. Passignano, che seco lo condrart fol. 305. dusse a Venezia, dove potè erudirPIETRO SIGISMONDI da Lucca con si con lo stile maestoso di Paolo amore, e con buona fatica dipinse Veronese; tanto avanzossi nella proin Roma il quadro dell'Altare fessione, e nella grazia del Maestro maggiore di S. Niccolò in Arcioche conseguì in consorte una di lui ne, con M. V. Gesù, S. Niccolò, figlia. Dal continuo dunque lavoe S. Filippo Benicio. Ab. Titi fol. rare insieme, s'impossessò a tal se361. gno di quella maniera, che le pitPIETRO SNAYERS Pittore stimatisture dell'uno non distingueansi da simo di animali vivi e morti, di quelle dell'altro. Dipinse in Lucfrutti, battaglie, e paesi, fu pittoca, in Genova, in Milano, in Pare di camera dell'Arciduca Albervia, per la Lombardia, ed in Roma. (a) Di lui ha Sua Maestà otto pezzi di caccie, parte di essi con le figure del Rubens 435 mirabile nelle copiose stampe, dema. Ritornò alla Patria, di dove scritte dal Baldinucci, ricercate dalspedi quantità di quadri per le Spal'Italia, e dalla Francia, la quale gne. Non solo fu stimato per l'eca gran prezzo comperò i rami. cellenza dell'arte, ma ancora per Le continue applicazioni gli suscila nobiltà dei costumi, per la puntarono un malinconico umore, per tualità nel terminare l'opere a temil quale vivea ritirato, ed in baspo, e per gli abbellimenti di musisa fortuna: fusse poi la disgrazia ca, e del suono del Leuto. L'an o la disperazione (il che non sisa no 1622. cadendo d'improvviso di certo) una mattina dell'anno oppresso da vertigine, sì malamen16.50. fu ritrovato sommerso nel te diede di capo sopra un sasso Tevere, e con pianto di molti che in poche ore pagò il comune Virtuosi, fu accompagnatto alla tributo. Da alcuni Autori è chiasepoltura nella Chiesa di S. Biagio mato Pietro Orio. Soprani sol. 302. nella strada Giulia. Baldinucci sol Baldinucci par. 3. sec. 4. fol. 146. PIETRO STIVENS di Malines bravo PIETRO VAN-AELST, Pittore OlPittore, ed Intagliatore, visse nei landese messo al ruolo dei Pittori tempi d'Egidio Sadeler. Baldinucci Fiamminghi nel Aureo Gabinetto a par. 2. sec. 4. fol. 191. car. 91. PIETRO TACCA Scultore da Carrara PIETRO VAN-BREDAEL, cittadino in Firenze fu scolaro di Gio: Bolodi Anversa, fu pregiato pittore di gna, riassunse la gloria del Maestro figure con forte e buon colorito. dopo la morte di lui. Riuscì miraLavorò molto in Ispagna per la bile Artefice nei due Cavalli di Corte, e per grandi Signori. Fioribronzo, l'uno con la figura di Fiva negli anni 1653. lippo III. per le Spagne, l'altro PIETRO VAN-LINT, pittore stimaper la Francia. Fece la statua deltissimo di Anversa. Venne a Rola Regina Giovanna d'Austria, ed ma, e nella Capella della Santa altri bronzi. Morì nel 1640. BalCroce alla Madonna del Popolo didinucci par. 3. sec. 4. fol. 354. pinse ad oglio ed a fresco; ed opePIETRO TESTA nato in Lucca l'an rò pure per il Vescovo di Ostia. no 1611. Con qualche principio al Facea anche somiglianti ritratti, disegno andò a Roma, dove pratied in Italia ebbe occasione di farcò la scuola del Domenichino, poi ne diversi. Molti quadri d'istorio fermossi in quella di Pietro da Coreseguì per il Re di Danimarca con tona. E' costante parere di chi lo soddisfazione di quel Monarca. Moconobbe, che non vi fusse anticarì in patria. Aureo Gabinetto a glia, architettura, basso rilievo car. 307. statua, o fragmento, che non disegnasse, dimodochè per il Cav. del § PIETRO VAN-HALEN di Anversa, pittor di paesi con piccole figure a Pozzo umanissimo Mecenate dei imitazione di Claudio Lorenese. Virtuosi, e suo gran Benefattore Fu assai vago, bizzarro, e capricdisegnò cinque gran Libri di bassi cioso nelle storiette e baccanali rilievi, di figure, di deità, d'abiti che introduceva nei suoi dipinti consolari, di spettacoli, di bagni. Poche pitture di lui si vedono; nè d'archi trionfali, di favole, di vasi sa quanto abbia vissuto. In Lissi, e di Tempj. Dipinse poi con gran bona un bel quadro di lui è poscolore, e con buon disegno alla seduto dal Signor Marchese d'OriCortonese. Finalmente invaghitosi zol Vicerè dell'Indie, contrassedell'intaglio all'acqua forte, riuscì gualii 2 436 gnato col suo nome, ed anno 1660. che in grande, e in piccolo rapprePIETRO VIRBURGH d'Anversa desentò la Città di Roma; Scrittore scritto dal Sandrart a fol. 350. per famoso, che diede in luce il TratUomo insigne nello scolpire simutato dei Circhi, dei Teatri, e delacri ed arabeschi. gli Anfiteatri Romani. Ingegnere PIETRO ULERIK nacque in Cortran di Alfonso II. ultimo Duca di Ferl'anno 1539. Girate varie Città, rara, per il quale riparò quella cangiati altrettanti Maestri, fermosCittà dai danni del Pò, ed ivi lasi con Jacopo Floris. Pervenuto in sciò la spoglia mortale circa il 1580. Italia, fu accolto in casa del TenBaglioni fol. 9. toretto in Venezia. In Roma, ed PLAUTILLA MONADA, e Badessa nel in Napoli disegnò quantità d'antiConvento di S. Caterina di Siena caglie con penna gentile, e dipinse in Firenze, cominciò a poco a poa olio, e a fresco. Ritornò alla Pa co a disegnare, e ad imitare con tria sommamente gradito, ma con i colori i disegni, e le pitture d'ecisfortunato incontro nello spacciar cellenti Maestri, sicchè con maral'opere sue per scarsezza di dana viglia di quelli, miniatrice comro, sicchè convennegli darle ad ogni parve: nè qui fermossi il di lei spiprezzo. Finì la vita in Tornai in rito sublime, perchè passò ancora età di 42. anni. Baldinucci par. 2. alla pittura, ed istoriò sacri, e cofol. 147. piosi quadri, molti delli quali so§ PIETRO WOVERMAN dal Fratello no per le Chiese, e per le case di Filippo descritto a suo luogo apFirenze. Vasari part. 3. lib. 1. fol. prese a dipingere e fece a mara 178. Vi fu un'altra Plautilla Ro. viglia paesi e caccie di animali mana, di casa Bricci, Architettrice, Le opere di lui appena distinguoncitata dall'Ab. Titi fol. 126. la si da quelle del fratello, che in suo quale diede disegni per la Capella genere sono eccellenti. S. E. il Sig. Benedetti in S. Luigi dei Franzesi, Conte di Brill Primo Ministro di e per il loro Palazzetto fuori di S. Maestà il Re di Polonia ha più Porta S. Pancrazio. di quattordici bei pezzi di questo POLIDORO da Caravaggio, di casa Autore, che uniti ad altri di FiCaldara, non dall'arte, ma dalla lippo sono una piccola sì ma rinatura creato Pittore, Sino agli guardevole porzione della sua belanni 18. servì di muratore agli la Raccolta. Viveva egli nel 1660. (a scolari di Raffello, che d'ordine PIO PAOLINO da Udine scritto al di Papa Leone X. dipigneva le Logcatalogo dei Romani Pittori l'ange del palaggio Papale: invogliatosi no 1678. Dipinse nella Volta dell' di fare il Pittore, gettò il bigonultima Capella di S. Carlo al Corciuolo, e fatta strettissima lega con so di Roma la Speranza, ed altre Maturino, bravissimo disegnatore figure. Ab. Titi sol. 341. Fiorentino, sopra i disegni, e diPIRRO LIGORIO Nobile Napoletano rezioni di quello tanto s'impratiPittore nelle Chiese, e nei Palagi chì, che giuratasi perpetua fede didi Roma a olio, e a fresco, ed a pinsero gran tempo insieme, e come chiaroscuro; Architetto dei Pontesimili di genio, così furono di cofici Paolo IV. e di Pio IV. emolo lorito, terminando, o disegnando e nemico del Buonaroti; Antiqual'uno l'opere dell'altro. Dilettario di Casa Orsini; Intagliatore, ronsi di varie bizzarrie, cioè d'antica(a) Di lui ha S. Maestà sei pezzi istoriati. 437 vandini suo Cugino, ed in fatti caglie, d'urne, di vasi, di statue, riusci così spiritoso, vivace, e prond'arabeschi, e di sacrificj antichi, to nell'apprendere le difficoltà dell'arintroducendone sempre nelle loro inte, e nell'ideare, e disegnare a olio comparabili invenzioni. L'anno e a fresco, e a secco Architettu1527. saccheggiando Borbone la Cit. re e prospettive, che i principali patà di Roma, Polidoro lasciò l'amilagi, Chiese, e Teatri di Bologna, co, e fuggì a Napoli, dove ebbe a di Turino, di Sassonia, di Vienna, morire di fame. Cangiato clima di Praga, e di tante altre Città cangiò fortuna in Messina, dove della Germania vollero godere l'oaccumulò gran somma di contanti pere sue, le quali in ogni luogo per li belli freschi, ivi dipinti: ma comparvero d'un perfetto disegno, la fellonia d'un suo servo non lae d'un chiaroscuro di forza, pasciollo passare a maggiore onore, e stoso, tondo, e di un nonsochè più ricchezze, se di notte tempo con ornato del suo Maestro. Quindi è, altri compagni l'assalirono, e sof che i suoi dipinti gli hanno semfocatolo, e caricato di molte feripre acquistato grande onore, tante, su sepolto nella Cattedrale di topiù, che in essi fa vedere, che Messina l'anno 1543. Non andò non iscansa le cose più difficili, e però gran tempo, che i malfatto che ricercano studio maggiore, purri furono dalla Giustizia puniti chè riescano perfettamente comSandrart. Vasari par. 3. lib. 2. fol. pinti. Vive felicemente in Roma, dove non gli mancano nobili imPOLIDORO LANZANI Veneziano scopieghi, per sempre più far conolaro di Tiziano, attese per lo più scere il suo singolare talento. a dipignere Immagini di M. V. e POMPEO DALL'AQUILA, scordato dadei Santi, e sebbene era Pittore ragli Scrittori; non sa riferire altro gionevole, tuttavolta di lui fu tedi questi l'Autore, se non avere nuto poco conto, perchè nei suoi veduto in Roma bellissimi disegni tempi fiorivano eccellenti Maestri. a penna, ed acquarello, un quadro Ridolfi par. 1. fol. 205. (a) della Diposizione di Croce di GePOLONIO PERUGINO egregio Miniasù Cristo nella Chiesa di S. Spiritore è citato dal Padre Morelli nel to in Sassia, ben terminato, e con suo libretto delle notizie pittoriche dolce colore compiuto, molti altri di Perugia fol. 104. dipinti li furono mostrati, quando POMPEO AGOSTINO ALDROVANDI passò per l'Aquila, ed in fatti NI Bolognese nacque l'anno 1677 trovò nei freschi una pratica di Fu figlio di Mauro celebre pittore gran Maestro. di quadratura da Camere, e da POMPEO FERRUCCI Scultore FiorenTeatri in Bologna, ed in altre Cittino, uomo assai ritirato, e dabtà, Maestro del famoso Tommaso bene; restaurò statue antiche, laAldrovandini suo nipote, e di tanvorò Depositi diversi, bassi rilievi ti altri pittori di quadratura, egli per gli Altari, e figure pubbliche. morì in età giovanile in circa 37. Fu Principe dell' Accademia del dianni, e lasciò Pompeo in tenera segno in Roma, circa gli anni 60. età: sino dall'ora mostrava il gioterminò la vita. Baglioni fol. 348. vinetto un intensissimo genio al pavedi Nicodemo. terno disegno. Fu pertanto introdotto a quello da Tommaso Aldro- POMPEOGHITI nacque l'anno 1631. (a) Di lui ha S. M. tre pezzi istoriati. 438 in Marone (Terra del Bresciano) pere sparse nei suoi contorni. Gialle sponde del lago Iséo.] Desiorolamo già descritto spiritoso pitto so d'imparare il disegno, l'apprere fu di lui fratello. Ridolfi par.1. se da Ottavio Amigoni in Brescia, fol. 115. e per cinque anni da Gio Batista PRIORE ANDREA RAMAJOLI da CitDiscepoli, detto il Zoppo da Lutà di Castello scolaro del Cav. Ber gano in Milano, in tal tempo non nino; si portò assai bene nei quasolo superò le difficoltà dell'arte, dri, che dipinse in gioventù. Ab. ma divenne compagno del Maestro Titi fol. 454 nell'opere sparse per quella Città. PROPERZIA DE'ROSSI Sonatrice, CanRitornato alla patria, aprì scuola tatrice, Intagliatrice, e Scultrice di disegno. Benchè il suo colorire Bolognese, le di cui manifatture non fusse di gran forza, tuttavolvedonsi negli ornamenti d'una porta per essere grande inventore, feta di S. Petronio, nei ritratti, nelrace disegnatore, e spedito pittore, le statue, e nei bassi rilievi, che non mancorongli impieghi pubbliscolpi: si ridusse sino ad intagliare ci, e privati, in grande, in piccionelle nocciuole di persico figurine lo, a olio, e a fresco. Si dichiara così ben mosse, che è uno stupore l'Autore in sua casa avere veduto il vederle. In Bologna nel palagio casse piene di suoi disegni a pendel Sign. Marchese Achille Maria na, ed acquarello, onde parti da de' Grassi (nel quale v'è nobilisquella, non meno confuso dalla sasima Galleria di pitture dei Carragine di tanti pensieri, che dalla racci, di Guido, dell' Albano, del compitezza del degno disegnatore, Tiarino, del Guercino, del Mache è morto l'anno 1703. stelletta, del Sirana, di Pietro TePOMPEO LEONI Scultore Italiano e sta, del Mola, del Cignano, del fonditore di statue andò al serviMaratti, del Pasinelli, del Taruffi gio di Filippo II. Re delle Spagne del Franceschini, &c.) trovansi in e per la Chiesa e Monastero dell' un Gabinetto, di mano di questa Escuriale fece molte statue piccole insigne Scultrice undici delle sude grandi; di bronzo, e di pietra dette nocciuole, rappresentanti da tutte con grande intendimento una parte gli Appostoli, dall'altra buon disegno; come pure altre per diverse Vergini; inoltre una Croceti Regj Palazzi, con che non met ta di legno con certi scomparti, di gloria che di facoltà arricchito nei quali sono intagliate le teste ritornò in Italia, e morì nel 1660. di Gesù Cristo, di Maria Vergine, POMPONIO ALLEGRI, se non memod'altri Santi, il tutto artificiosarabile per le sue pitture a olio, e mente legato in Aquila di filograa fresco in Parma, ed in Correg na d'argento. La fama di Donna gio sua patria, dove dipinse col datanto singolare giunse alle orecchie re in un grande più del naturale di Papa Clemente VII. il quale, almeno per la gloria d'essere stato coronato che ebbe Carlo V. in Bofiglio, e scolaro del famoso Corlogna l'anno 1533 fece ricercare reggio, per nome, Antonio Alledi lei, ma non senza suo rammari. Morì in età giovanile. M. S. rico, intese essere stata sepolta poPOMPONIO AMALTEO Furlano discechi giorni avanti nello Spedale di polo, e Genero del Pordenone; di S. Maria della Morte. Dell'opepenchè non arrivasse all' eccellenre, che fece, ne parlano il Borghiza del Maestro, lavorò nondimeno ni a sol. 427. il Vasari par. 3. lib. 1. su quello stile, come da tante osol. 176. il Masini fol. 637. il Malva sia par. 4. fol. 454. ed il Vidriani a fol. 3 PROSPERO Bresciano, di casa SCAVEzzi, fece gran profitto al tempo di Gregorio XIII. nello studiare e disegnare gli antichi, e bassi rilievi Romani: applicossi a dipignere notomie, e scheletri, dal che Valentuomo divenne, come da tanti gessi appesi per le stanze del pittori; fece inoltre figuroni di stucco; il Deposito di Papa Boncompagni in Vaticano, e molte altre operazioni, Finalmente per ordine di Sisto V. impiegato nella Scultura del Mosè da collocarsi nella nicchia, dove scaturisce l'Acqua Felice a Termine, gli riuscì tanto rozza, e sproporzionata, per volerla lavorare colcata, che sentendone per tutto le mormorazioni, morì di dolore. Baglioni fol.42. Il Rosso a fol. 515. dice, che morì d'anni 28. Un altro Prospero Bresciano pittore registra il Padre Cozzando fol. 125. PROSPERO CLEMENTI Scultore modonese Valentuomo in tal' esercizio; di sua mano vedesi nel Duomo di Reggio la sepoltura del Vescovo Rangoni, nella quale vi è la statua di quel Prelato grande al naturale con due puttini molto ben fatti. Fioriva nel 1560. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 11. PROSPERO CESIO, e γ pittori scritti al catalogo di RoPROSPERO FIDENZIO] ma nel 1663. PROSPERO FONTANA Fonte d'ogni virtù: nacque in Bologna nel 1512. e trasse i documenti della pittura da Innocenzio da Imola: ebbe gran fuoco nell'operare; fu ferace inventore di copiosi pensieri, amatore più di prestezza, che di diligenza, risoluto, e sbrigativo nel dare finite copiose storie. Servì a quattro Pontefici, e da Giulio III. (a) Di lui ha S. M. un pezzo istoriato. 439 fu provvisionato, e fatto pittore Palatino. La sua casa fu sempre l' Emporio dei Virtuosi, ove come all' oracolo confluivano 1 Professori per consiglio, e per comporre i pittorici litigj. Fu Maestro dei famosi Lodovico, ed Agostino Carracci. Diede lezioni di prospettiva. Ebbe pratica di favole, di storie sacre, e profane, come da tante pitture nei Palagi, nelle Chiese di Bologna, ed in altre Città. L'anno 1552. diede al Mondo una figlia per nome Lavinia, la quale fu pittrice di molti Principi, e Pontefici, in particolare di tutta la Casa Boncompagni. Visse alla grande, trattossi bene, e mori in vecchiaja. Malvasia par. 2. fol. 215. (a) QUINTINO MESSIS d'Anversa detto il Fabbro, perchè molti anni esercitò tal arte, la quale lasciò col tempo, a cagione d'un'infermità, che levolli le forze, e lo condusse ad estrema miseria. Senza Maestro principiò a copiare carte stampate, e sì oltre giunse nei progressi della pittura, che una Dicollazione di S. Gio: l'anno 1577. su venduta 1500. fiorini. Fiorì parimenti nella musica; lasciò un figlio pittore chiamato Messio. Sandrart fol. 230. QUINTINO VARINO pittore di gran merito in Andeli, ed in Parigi questi fu quegli, che persuase Niccolò Poussin, e l'animò allo studio della pittura, promettendogli esito felice, come seguì. Bellori foglio 408. RA 440 na, ed acquarello; ma smontarono nel più bello, e quasi si ridussero al nulla nel fine. Dipinse dunque DAFFAELLINO DA REGGIO, di cain prima maniera con un modo fisa Motta, con i principj avuti nito, morbido, dolce, con belle da Lelio da Novellara, entrò in arie di teste, e con miglioramenRoma, dove accomodossi con Feto del Maestro; finattantochè conderico Zuccheri, del quale col temservò quella bella grazia di tignepo divenne concorrente nell'opere. re, non fu senza pubblici, e parCon li suoi belli freschi indusse gl. ticolari impieghi. Fusse poi la graAmatori del disegno allo stupore. vosa famiglia, o la pusillanimità Tanti se ne vedono nelle facciate o la mancanza di spirito, andò col dei Palagi, e delle case di quella tempo adulterando 1 parti dei suoi Città, a chiaroscuro dipinti, con pennelli, e coll' andare di male in sì vaga maniera, con morbidezza peggio, terminò con poca gloria i con unione di colore, con rilievo, lavori, e la vita, cioè d'anni 58. e forza, che la gioventù correva nel 1524. e fu sepolto nella Coma copiarli sulle tegole calcinate pagnia della Misericordia. Vasari per apprendere quel buon fresco par. 3. lib. 1. fol. 54. In varie Chiese di Roma contemRAFFAELLO CURADI Scultore Fiorenplansi nobilissime sue invenzioni tino scolaro di Francesco Ferrucci Nel Palagio Vaticano sono sei codal quale imparò il segreto di lapiose storie; in quello di Capravorare il porfido: dopo aver fatte rola sono lavori tanto belli, che molte opere lodevoli, vestì l'Abiposero in gelosia Gio: de' Vecchi to Religioso dei PP. Cappuccini il quale portandolo presso il CarBaldinucci par. 3. sec. 4. fol. 194. dinale Farnese, l'indusse a partire Raffaello DA MANTOVA scolaro di in tempo di Sole in Lione: ma ap Perino del Vaga, a fresco, a olio pena entrato in Roma, assalito da in ritratti grandi, e piccoli acquifebbre maligna, cedette il campo stò gran nome: con disegni di Miai suoi competitori, in età di 28. chelagnolo dipinse quantità di stoanni, circa il 1580. e fu sepolto riette ben toccate, e finite. Vasari nella Chiesa degli Orfanelli. Bapar. 3. lib. 2. fol. 266. glioni fol. 25. RAFFAELLO DA MONTELUPO figlio. RAFFAELLINO DAL COLLE di Borgo e scolaro di Baccio Scultore, oltreS. Sepolcro, fu scolaro di Raffae passò nella plastica, nel legno, nel lo d'Urbino, e di Giulio Romamarmo, e nel bronzo il Padre; fu no, al quale ajutò in grandi lavocaro al Buonaroti, che adoperollo ri; con i cartoni di lui lavorò da in diverse occasioni in Roma, nelsè, e di propria invenzione; con la S. Casa di Loreto, ed in Firen più forte colore del Maestro dipinze: acquistò la carica d'Architetto se il Diluvio, e l'Adorazione del di Castel S. Angelo, poi del Duo Vitello nelle Logge del secondo pia mo d'Orvieto, dove trattennesi sino in Vaticano. Vasari par. 3. lib. 1. no alla vecchiaja. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 133 fol. 333. RAFFAFLLINO DEL GARBO FiorentiRAFFAELLO DI BIAGIO METTIDOno, con istraordinaria aspettazione RO, Mariotto, di Francesco Metsotto Filippo Lippi principiò a datidoro, ed Andrea di Cosimo Felre eruditissimi saggi di un alto satrini, furono tre giurati compapere nei fondati disegni a pengni, che lavorarono insieme sino al 441 ni; il Papa, che canta Messa, e la morte, spartendo ugualmente il benedice l'olio, per ugnere Franguadagni dell'opere loro. Vasari par. cesco I. Re di Francia; la Coro4. lib. 1. fol. 231. nazione di detto Re; la Sala dove RAFFAELLO D'URBINO nacque l'ansono le Vittorie di Costantino; fino 1483. da Gio: Sancio, che gli fu nalmente molti disegni coloriti per primo Maestro nel disegno: scoperArazzi, e per altri quadri particoto nel figlio il genio di variare lari, gran parte dei quali sono alpaese, e fortuna, mandollo a Pele stampe, intagliati da Marcantorugia sotto Pietro Perugino, che nio Raimondi, da Orazio Borgiasuperò in poco tempo. Chiamato ni, da Giulio Bonasconi, e da ala Roma da Bramante d'Urbino cetri Famosissimi Intagliatori. Nè sia lebre Architetto, per servigio di stupore, se nel breve corso di sua Giulio II. là si trasferì, e divenno vita ridusse a persezione tante belMaestro nel molto copiare gran le operazioni, perchè si servì dei parte delle statue, e di bassi riliesuoi scolari, i quali furono Giulio vi antichi. Entrato in Vaticano Romano, Pellegrino da Modona, principiò la storia, quando i TeoPerino del Vaga, Gaudenzio Milalogi accordano la Filosofia, e l'Anese, Gio: Francesco Penni, detto strologia, con infinite figure, e ri il Fattorino, Vincenzio da S. Gimi tratti, fra i quali effigio se stesso. niano, Raffaellino del Colle, Materminata quest' opera, tanto piacturino, Polidoro, e Gio: da Udique al Pontefice, che fece atterrane. E qui siami lecito disinganna re tutte l'altre dei vecchi, e dei re quei molti, che suppongono aver moderni pittori, e le volle dalla egli dipinti tanti piatti, urne, e mano di lui compiute. Il Parnaso vasi, quando nella vita di lui scritdunque con le Muse, e con li Poeta da tanti Autori, non se ne riti; il Sacrificio della Messa con trova fatta alcuna menzione, onde tanti Sacerdoti astanti; il Giusti conviene dire, essere opere delli diniano, che dà le Leggi alli Dotscendenti da lui, lavorate con suo tori, acciocchè le correggano; il Midisegni. Per tanti lavori dunque racolo del Santissimo Sacramento caro ai Pontefici, ed amato dalli di Bolsena; il S. Pietro in carcere Principi, determinò il Cardinale di custodito dalle guardie d'Erode, Bibiena dargli in consorte una sua tutto illuminato dalla venuta dell nipote, la quale conseguì, e mori Angelo; l'Arca del Testamento lo stesso giorno delle nozze, come con l' avarizia cacciata dal Temdalla memoria nella Rotonda di pio; l'Eliodoro, che per comando Roma. Egli poi d' anni 37. morì d' Antioco spoglia il Tempio, e con pianto universale, e con glomolte altre storie negli scomparti riose esequie fu sepolto nella stessa e nelle Volte, furono opere sue Chiesa: Scanelli, Sandrart, Vasasotto Giulio II. dopo la di cui morri par. 3. lib. 1. fol. 71. Borghini te, successe Leone X. per ordine fol. 385. Vittoria fol. 111. Dolci, del quale seguì a dipignere l'Atila &c. (a) fugato da S. Pietro; l'Incendio di RAFFAELLO GUIDO Toscano IntaBorgo; l'Anchise portato da Enea, gliatore a bulino; si vedono belle e liberato dagl'incendj di Troja, il carte con i disegni del Cavalier d' Porto d' Ostia occupato dalli TurArpino, e del Barocci, francamenchi, che combattono con i Cristia KKK (a) Di lui ha S. Maestà quatro pezzi istoriati. 442 te di sua mano intagliate: altre ve ne sono di Michelagnolo suo figlio che in tale arte portossi assai bene. Baglioni sol. 392. RAFFAELLO SADELER nato in Brusselles l'anno 1555. Fu scolaro di Gio: suo fratello, in compagnia del quale tagliò quantità di rami; sentendosi poi indebolire la vista, a cagione della gran fissazione, alla quale obbliga quel lavoro, deter minò abbandonarlo, e dare di piglio alli pennelli, col mezzo delli quali averebbe fatto bella riusci ta, se ritornato in salute, non avesse ripigliato l'intaglio; compose Libri intieri di Santi, d' Eremiti, &c. Vide varj Paesi, finalmen te fermato in Venezia, ivi depose la spoglia mortale, Baldinucci fol. 34. RAFFAELLO SCAMINOSSI da Borgo S. Sepolcro, imparò da Raffaellino de Colle. Nella Cattedrale di quella Città di mano sua evvi un qua dro d'Altare. Sono però piacciute più le sue stampe, molti rami delle quali conserva il Rossi stampatore in Roma. Questo Autore non si ritrova scritto in alcun luogo. M.S. RAFFAELLO SOPRANI Nobile Genovese, uscì alla luce l'anno 1612 Attese alle belle lettere, alla Filosofia, alla Matematica, ed alla Prospettiva; gentale di pittura cerco la quadratura da Giulio Benso, il paesare da Sinibaldo scorza e le figure da Pellegrino Piola. Esercitavasi intanto per passatempo nella pittura, quando convennegli accompagnarsi con Nobile Signora; ma crescendo i maneggi della casa, e la cura dei figli, lasciò 1 pennelli, e dato di piglio alla penna, compose il Libro delle Vite dei Pittori, degli Scultori, e degli Architetti Genovesi. Dopo tal'opera andò a sedere fra 1 Patrizj Senatori, e poco dopo mancatogli la moglie, vestì l'abito Chericale; ma stando vicino agli Ordini Sacri, morì d'anni 60. sepolto nella Chiesa dei Padri Conventuali di S. Francesco. Soprant sol. 337. RAFFAELLO TRICHET DU FRESNE, su mantenuto in Roma con reg. sussidj per apprendere la pittura, la scultura, e l'architettura: diede in luce il Trattato della Pittura di Leonardo da Vinci stampato in Parigi l'anno 1651. ed il Trattato della Statuaria di Leone Batista Alberti, con varie figure del Buonaroti, e di Niccolò Poussin, e le regole delle simetrie, delle proporzioni, e della prospettiva. Sandrart fol. 370. RAFFAELLO VANNI da Siena Cavaliere, e Pittore scritto al catalogo degli Accademici di Roma l'anno 1655. Fu figlio, e scolaro del Cavalier Francesco, a cui fece molto onore nelle pitture alla Madonna del Popolo, ed alla Pace di Roma. M. S. RAIMONDO LA FAGE Ugonotto Parigino fece stupire Roma per il terribile modo del disegnare a pochi tratti, e puri contorni, con tale feracità, che pareva si burlasse del Buonaroti, di Giulio Romano, e di Annibale Carracci, pure non si fermò in Roma, che per tre anni sotto il Pontificato d'Innoc. XI. Non si pasceva, che di alici, e caviale, era sterminato bevitore, ese non era ubriaco non dava di piglio alla penna, per disegnare, e formare istorie in modo per così dire di zifre, le quali nelle feste d'apparati di pitture si esponevano al pubblico concorso per maraviglia. D'anni 28. partì da Roma nel 1684. e giunto a Parigi vedendo la casa sua aperta entrò di carriera a cavallo, essendo di notte, nè osservando, che la volta dell' ingresso sbassava nel fine, urtò col capo in essa, e volendosi sbassare 443 ve in patria dichiarato già Pittore restò dal pomo della sella compresdell'Illustrissimo, ed Eccelso Senaso nel petto, e fu prima visto to di Bologna. morto, che riconosciuto dai parenRAINERO PERSINO d'Amsterdam, ti. M. S. per la sua bellezza detto Narciso, RAIMONDO MANZINI è nato in Bo fu compagno di Cornelio Bloemart, logna l'anno 1669. Dalla natura è e di Mattamio in Parigi. Pervenustato qualificato d'un sublime tato a Roma, introdotto nella Gallento in ritrovare nuove invenzioleria Giustiniana, studiando sopra ni per Ricami, Arabeschi, ed Arle belle statue, e pitture, si franchitetture, per Feste, Giostre, et cò la mano al pennello, ed al buTornei, per ornare Palagi, Gabilino, coi quali servì a molti Pitnetti, e Gallerie, come da tanti tori, ed amici. Per l'eccellenza esperimenti da lui fatti in varie dunque di tanta virtù, e per il vaoccasioni, dove è stato chiamato go sembiante, di cui lo singolarizda Sovrani Personaggi, Uomo in zò natura, conseguì in patria belsomma nel buon gusto universale la, e nobilissima sposa, con la quae da Principe. Senza alcuno Dile vivendo in pace, terminò con rettore, si è distinto nelle miniatuvita tranquilla 1 suoi giorni. Sanre, e nel dipignere a olio fiori drart fol. 361. frutti, ed animali. E' stato Pitto re da Gabinetto di S. A. R. il Si- RAVIGLIONE di Casalmonferrato ha dipinto la tavola tanto stimata del gnor Principe Luiggi di Baden, per Cenacolo, che i Padri dell'Oratoil quale la vorò molti quadri, e mirio di S. Filippo Neri di detta Citniò varie cose, e tra se altre un tà l'espongono al S. Sepolcro il GioLibro d'Uccelli, che si conserva vedì Santo, ed un'altra sopra la nella Galleria di S. A. il Principe Porta maggiore della Chiesa di S. Regnante. Disegnò, e ridusse in Croce, contenente S. Niccola flabellissime miniature le Figure, che gellato dai demonj. entrano nel Tomo D: Avibus della grand' Opera del Danubio, che REMBRANDT DEL RENO nato in Leida l'anno 1606. Da se stesso fabtratta delle cose naturali, che sono bricossi una maniera non mai più entro, fuori, e vicino a quel Fiuveduta, nè praticata, cioè senza me reale, scritta in sei Tomi dal dintorni, o circonscrizioni di linee Signor Conte, e Generale Luig esteriori, tutta fatta di colpi straFerdinando Marsili, le quali furopazzati, e replicati con gran forza no intagliate in Rame, e con tutdi scuri a suo luogo. Quello, che ta l'Opera si conservano nel Nuorendesi quasi incredibile si è, come vo Instituto delle Scienze di Bolomai potesse tratteggiare di colpi gna. Ha lasciato di lui memoria lavorare così adagio, e con diliin un quadro miniato di varj ucgenza ridurre le cose a perfezione celli morti, presso la S. mem. di sì nell'intaglio, come in pittura. Leopoldo Imperadore, il quali gli Tanta stima si fece di costui, che donò una collana d'oro con suo una tela dipinta con molti cittadiimpronto. Miniò altresì uno studio ni, gli fu pagata 3500. scudi nodi cose naturali, per il Signor D. strani. Quanto bizzarro, e nobile Livio Odescalchi Duca di Braccianel dipignere, altrettanto fu di cono, e sono Quadrupedi, Uccelli stumi plebejo, scomparso di facPesci, Testacei, Crostacei, Semplicia, vestiva abiti antichi, impiaci Insetti. Molte altre opere sue strati di più colori, solito nettarsi s'ammirano in luoghi diversi. Visem. KKK 2 444 sempre i pennelli addosso: tuttaCarlo le Brun seguì quella manievolta, per la novità delle stampe ra, e molto lavorò per il Re, che all'acqua forte, acquistò abbondanti lo nominò Direttore della sua Acricchezze. Parendogli poi, che le cademia in Roma, nella quale esersue carte si vendessero a prezzo vicitò con onore il ministero pendenle, per renderle rare, cercò ricomti cinque anni. Egli riusci perfetprarne quante ne poté ritrovare tamente nel dipignere paesi, Lasciò ed in Amsterdam pagò 50. scudi Michelagnolo il figlio primario Pitla carta della Risurrezione di Laztore del Re di Spagna, ed egli Retzaro, riducendosi per tal spesa faltore, e Tesoriere della Reale Aclito, ed in estremo bisogno: conse cademia morì in Parigi nel giorno gnato poi il tutto al fuoco, por27. Maggio 1710. d'anni 63. M. S. tossi al servigio del Re di Svezia, RENGNERIO RENCHIERI Bolognese dove circa l'anno 1670. infeliceAulico Scultore di Tancredi, e di mente morì. Baldinucci fol. 78. (a Boemondo, Signori d'Antiochia REMIGIO CANTAGALLINA praticò col con quelli fu all'impresa di Terra Callot, e coi Carracci in Bologna; Santa, e l'anno 11-9. ad instanza disegnò a penna bellissimi paesi di Balduino lavorò d'intaglio cercon l'invenzione di Giulio Parig te lettere sopra l'Altare del Santo intagliò prospettive, scene, machiSepolcro. Gbirardusci lib. 1. fol. 63. ne, e paesi. Fu grande Ingegnero. RICCARDO TAVOLINO figlio di GiaMorì nel 1610. M. S. como di nazione Tedesco, e virREMIGIO VAN-RENI, di Brussel tuoso Intagliatore in legno, come les, fu pittore di credito in istorie si può vedere nel Coro del Duomo e ritratti; di esso ne descrisse la Vidi Milano, dove intagliò in bassi ta Jacob Campo par. 2. a car. 4. rilievi le storie dei Santi ArciveRENE CHARPENTIER crebbe in granscovi; questo pigliò Moglie in Mide riputazione, fatto, ch'ebbe di lano, dalla quale nacque Riccarmarmo la figura del Meleagro, che do, che nella pittura fu allievo donò all'Accademia, quando da esdi Cammillo Procaccino; riuscì tansa fu accolto li 27. Maggio 1713. to eccellente, che Ferdinando ImM. S. peradore lo volle a Vienna, per RENE FREMIN Scultore nato a Paservirsene in varie occorrenze. Dorigi, scolaro di Francesco Girardon, po molti anni ritornò a Milano si perfezionò in Roma sotto il Cavricco di danari, di collana d'oro Bernini. Acceditato di stima, per con impronto Imperiale, e con molil merito eccellente del suo scarti privilegj, i quali per modestia pello, travagliò per Sua Maestà, o non lasciò mai vedere. Fu Uomo per altri particolari. Diedegli il mansueto; poco stimava l'opere Re alloggio, e stanza per i lavori sue, assai quelle degli altri; pratinel Louvre, e fu eletto Professore cava di continuo Religiosi, in parnell'Accademia il giorno 30. di Deticolare i PP. Riformati di S. Bercembre 1706. Fu Nipote di Claunardo i quali lasciò eredi, e settedio de la Fosse, per cui aveva fatgenario fu in detta Chiesa sepolto ro il modello delle figure, per dil'anno 1678. M S. pignere la Volta della Chiesa deg. RICCO DI LAMPO Fiorentino PittoInvalidi, M. S. re, ebbe per moglie una figlia di RENE OVASSE Parigino scolaro di Giotto, dalla quale nacque Stefa(a) Di Lui ha S. Maestà venti pezzi, parte istoriati e mezze figure. 20 Pittore, che fu Padre di Giotto il giovine, detto Giottino Pittore. Baldinucci par. 2. fol. 33. RICHARDSON DI LONDRA allievo del famoso Gio: Riley Pittore primario del Re Carlo II. d'Inghilterra, Fatto imitatore della maniera del suo Maestro conduce alla naturale somiglianza i ritratti, con un tale impasto di carne così vera, che non sembrano dipinti; ma animati collo spirito. Quindi è che 1 primati del Regno cercano a gara di avere di sua mano dipinto il proprio ritratto. Per le belle arti poscia della Pittura, Scultura, ed Architettura ha un genio non ordinario, e continuamente lo dà a divedere nelle belle raccolte, che egli fa dei più rari disegni dei migliori Maestri d'Europa, i quali con somma diligenza, e studio affissi sopra finissima carta, perfilati d'oro riempiono circa trenta libri, I quali servono non solo al suo diletto, ma ancora a quello di tutti gli Amatori della pittura. Io debbo molto a questo degno Virtuoso non solo per i replicati saluti a me mandati per Soggetti qualificati, e per le premurose istanze di rivederc alle stampe questo mio Libro, ma ancora per l'onore, che mi ha fatto di regalarmi del suo Libro stampato in Londra l'anno 1715. intitolato: Saggio della Teorica della pittura. RIDOLFO BREIN Tigurino, quanto più sordo, e muto, più loquace per la fama, che parlerà sempre dei suoi disegni, delle pitture, e degl'intagli, il tutto acquistato dalla natura senza Maestro. Sandrait fol. 314. RIDOLFO CUNIO Milanese scolaro del Cerani dipinse in Milano nel la Chiesa di S. Marcellino la tavola del S. Antonio, e in quella di S. Tommaso varj Santi. Questo Pittore è lodato per le sue pittu445 re, per le quali entrano incendj o fatti notturni, e di queste si veggono adornati molti Gabinetti. Torre fol. 239. RIDOLFO FIORAVANTI Bolognese, detto Aristotile, gran disegnatore Architetto, ed Ingegniero, che nel 1455. da un luogo all'altro, distante 35. piedi, trasportò con le campane il Campanile di S. Maria del Tempio, detto della Masone in Bologna, e dirizzò quello della Chiesa di S. Biagio di Cento, che pendeva 5. piedi, e mezza. In Ungaria riferisce i Ponti sopra il Danubio, che però quel Monarca, in ricompenſa, dichiarollo Cavaliere e permisegli battere monete, col proprio impronto, o nome. Masini fol. 658. RIDOLFO GhIRLANDAJO amato da Raffaello, e dal Buonaroti, che lo dichiararono uno dei migliori disegnatori, che vivesse a quei tempi in Firenze: riportò tale perfezione di colorire dalla scuola di Fra Bartolomeo di S. Marco, che dovendo partire Raffaello per Roma, chiamato da Papa Giulio II. lasciolli un quadro da terminare, per la Città di Siena, e lo compì con piacere universale di quei Signori. Nella sua Patria poi (della quale mai uscì, benchè inviato in più luoghi) dipinse in varie Chiese, e Palagi, ed in ispezie nelle stanze Ducali. Per l'ingresso di Leone X. e di Carlo V. unito con 1 suoi scolari, fece cose maravigliose a olio, e a tempra, e a fresco. Arrivò all'anno 1560. e settantesimo quinto di sua età, in cui riposò felice in S. Maria Novella, presso Domenico suo Padre pratico Pittore. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 23. RIDOLFO MANZONI fiorì negli anni 1718. in Venezia con riputazione di buon miniatore d'istorie, di paesi e animali, e fece in quel genere cose assai diligenti e ben colorite. Nel 446 Nelle mani dei suoi Eredi nel 1739. rilievi di marmo di sua mano focirca il qual tempo morì, ho ve no nella Chiesa di S. Filippo Neri duto un Paradiso terrestre, che pe di Firenze. M. S. l'esattezza certamente dee stimar RINALDO MANTOVANO scolaro di si una delle migliori sue opere. Giulio Romano, desarito dal VasaRIDOLFO MAYR Tigurino figlio, e ri par. 3. lib. 2. fol. 13. per Valenscolaro di Dieterìco; si fece grantuomo nella pittura: di sua mano de onore nell'esprimere ritratti colv'è una tavola di S. Agnese di bulino; intagliò 80. Emblemi per Mantova, con M. V. S. Agostino, Daniel Cramer; diede in luce 26 e S. Girolamo, La morte troppo fogli figurati col ballo della morpresto levollo dal Mondo. te, che d'anni 33. lo compì nel Rizzardo TAURINO da Roano di 1638. Sandrart fol. 245. Normandia fu celebre Scultore. RINALDO BOTTI Fiorentino è unc Nella Chiesa Maggiore di Padova dei migliori scolari di Jacopo Chia scolpì il nuovo, ed il vecchio Tevistelli, il quale con soda intellistamento attorno al Coro, e nella genza dipigne l'architettura, come Chiesa principale di Milano fece le ha fatto in varie Case, Palagi, Chie25. storie della Vita di S. Ambro se, ed altrove assieme con Lorengio nelle sedie del Coro. Lomazzo zo del Moro suo congionto, e PitIdea del Tempio fol. 164. tore di frutti, fiori, animali, e fiROBERTO HOECH d'Anversa. Nel digure: amendue in quest' arte sono pignere battaglie, frontispizj, e forcontinuamente adoperati. Gioseffe tificazioni in piccolo ebbe pochi Tonelli Tiorentino nato l'anno 1668. pari: per tal virtù ricevette granè altro degno-scolaro del Chiavidi onori del Re delle Spagne, dal stelli, che d'anni 32. fu poi manquale fu chiamato primario Ardato a Bologna al Serenissimo Gran chitetto militare sopra tutte le ForPrincipe Ferdinando di Toscana tezze della Fiandra. Sandrart sol. acciocchè volesse l'opere delli Bo313. lognesi Frescanti, e specialmente ROBERTO LELORRAIN Scultore natoquelle del famoso Tommaso Ala Parigi, scolaro di Francesco Gidrovandini. Ritornato in Patria rardon. E' stato a Roma; ha fatto per le RR. Monache di Santa Ma più opere in Regio servigio, ed ria a Candeli dipinse la Volta delaltre più per particolari; il suo la loro Chiesa con varie architetgenio è di donare la grazia alle te ture, l'Anticamera del piano terste delle sue figure, le quali riescoreno del Serenissimo Gran Princino di tale atrattiva, che non pope suddetto, un bel soffitto nel Pa che ridotte in piccolo, sono state lagio del Signor Salviati, dove a gettate in bronzo. E' Professore presente travaglia, ed in altri luodella Reale Accademia di Pittura, ghi. Benedetto Fortini parimene di Scultura, accolto nella medeti seguì la scuola del Chiavisima nel giorno 27. Settembre 1710. stelli, ed oltre il dipignere di M. S. buon gusto a fresco d'architettura: ROBERTO NANTEUIL nato in Remo è stimabile nei fiori, e frutti, da un Padre il più bizzarro, e uso di dipignere i quali apprese da bisbetico, che mai provasse un fiBartolomeo Bimbi, con cui è stato glio sfortunato. Inparò contro sua alcun tempo. Un suo fratello per volontà Filosofia, e l'intaglio al nome Giovachino è Scultore di bulino dal Regnasson, ed incise le qualche stima, e due statue, e bassi conclusioni della sua prima difesa. Passa imitatori d'Egidio Sadeler, come Passato poi per conseguire per mo scopersi dai ritratti dei Brittanici glie una figlia del Maestro, l'acMonarchi, secondo i delineamenti colse in casa, per liberarlo dal rid'Antonio Vandych, riportati colgoroso gioco del Genitore. Andosbulino alle stampe, con tante altre sene a Parigi, dove ritrasse i Prinoperazioni di famosi Autori. Fioricipi del sangue, e favorito della va in Londra nel 1628. Sandrart familiarità di Luigi il Grande, se fol. 355. ce per tre volte il ritratto di lui. ROCCO MARCONI, Pittore e Citfurono assidui i familiari discorsi tadino di Trevigi, studiò lla pittucon Sua Maestà, che gradiva le ra in Venezia dalle opere del Palpoesie, e l' invenzioni pittoriche di ma vecchio, e si fece pratico ed un tanto Virtuoso, che finalmente abile. Poche cose di lui si vedono sessagenario spirò in Parigi nel 1678. in pubblico, avendo egli con grane fu sepolto in S. Andrea dell'Arde studio lavorato quadri per priti. Baldinucci fol. 90. vate persone. Nella sua patria peROBERTO TOURNIERE nato a Caen rò si vede di sua mano, e di mordi Normandia, fu allievo di Frate bida maniera la Tavola dell'AltaLuca dell'Haya in Olanda, e ricere de' Pellicciaj nella Chiesa di S. vuto nell'Accademia Reale di PitNicolò. Ma per rilevare il merito tura in Parigi l'anno 1702. Si è non ordinario di quest'Autore sì applicato a fare ritratti, e storie nell' invenzione che nel colorito, ed in piccolo è d' un gusto finitisconvien vedere il bel quadro con simo. Veggonsi di sua mano la Fal'Adultera accusata a Cristo, pomiglia di Monsieur di Pontchartrain sto nel Capitolo di S. Giorgio Mag. Cancelliere di Francia; quella di giore in Venezia. Ne parla il RiM. Delaunay Direttore della Modolfi pr. tom. a car. 216. (a neta, una Susanna, un S. Stefano ROCCO PENONE Scultore, ed Archila Regina Candace, e più altri Sogtetto Lombardo, entrò giovinetto getti, tanto in forma di ritratti in Genova, ivi esercitossi nella proche di storia, i quali tutti riporfessione con vivacità di spirito: ebtano indistintamente approvazione be incombenza dal Senato di mouniversale. M. S. dernare tutto il Coro, ed il Sancta ROBERTO VAN HOECK singular PitSanctorum della Metropolitana di S. tore in piccole figure, e rarissimo Lorenzo, ornandolo di finissimi per averne fatte poche. Un Farao marmi, e di colonnati, di nicchie, ne sommerso da lui rappresentato di capitelli, di cornicioni, di carin un piccolo quadretto io l'ho ve tellami, e d'altre vaghezze: reduto comprare per ordine del Dustaurò altre Chiese, e Palagi. Nell ca Reggente di Francia al prezzo anno contagioso del 1657. perì ir di Doppie 250. in così alta stima età virile. Lasciò Carlo Stefano i sono salute le opere sue. Fu egli siglio mediocre Pittore, e Scultore, altresì grande Ingegnere stipendiato Sopra ti fol. 332. da S. M. Cattolica in Fiandra, e vivea in Anversa sua Patria circa gli § ROCCO ZOPPO, Pittor Fiorentino, scolaro di Pietro Perugino anni 1660. Gabinetto aureo ne dà nominato dal Vasari par. pr. a car. notizia a carte 341. ed è il ritrat419. to in iſtampa. ROBERTO VORST uno dei primarj ROLANDO ROGMAN, nato in Amster(a) Di Lui ha S. Maestà due pezzi istoriati. 418 sterdam, studiò da sè la Pittura abilità di questo Virtuoso si comcoll' osservare e copiare dal natupiacquero il Gran Principe Ferdirale, e dipinse bei Paesaggi. Dinando, ed il Cardinale Leopoldo morò in Anversa, e vivea circa gli dei Medici. Morì nel cadere del anni 1620. Jacobo Campo par. pr. a secolo scorso in Carmignano, docar. 397. dici miglia da Firenze lontano, doROLANDO SAVERI Pittore Fiamminve per ordinario faceva il suo soggo, allievo, ed imitatore di Paolo giorno. M. S. Brilli, riuscì quale fu il Maestro ROMOLO Pittore Italiano servì Finell' eccellenza dei Paesi. Più opelippo II. Re delle Spagne, e con re di questo Autore furono intaforte, e rilevato colore dipinse otgliate dalli Sadeler. Filiben par. 2. to opere sacre nell'Escuriale. Ebfol. 205. be un figlio per nome Diego, i Morò in Utrecht nel 1639. quale gli nacque in Madrid, e col ROMOLO CINCINATO, Pittor Fio tempo si portò a Roma, ove l'anrentino, servì con l'uso dei suoi no 1620. imparava il disegno, pennelli al Re di Spagna Filippo la pittura, Mazzolari fol. 51. Un II. e per ordine di lui dipinse la altro Romolo Pittore Fiorentino Capella di S. Maurizio nel Regio che fu scolaro di Cecco SalviaEscuriale, e nel Coro l'istoria di ti, nomina il Lomazzo nella TaS. Lorenzo. Per il Collegio de vola del suo Trattato della PittuPadri Gesuiti di Evenca fece la ra. Egli è probabile, che potesse Tavola della Circoncisione di Geessere il sopradetto Romolo, il quasù, che è considerata pittura di le sioriva nel 1585. pregio. In compagnia di Eugenio RONDINELLO DA RAVENNA. Vedi Caxes altre non poche pitture feNicolò Rondinello. ce per Madrid ed altre Città del RONIND pittor Fiammingo fece picRegno. In età avanzata ivi mori coli quadretti con figure su tavolasciando un figlio di nome Die vole con la maniera di Rembrand go, anch'esso Pittore. Palomino tom. ne ho veduti contrassegnati con 2.a car. 270. tal nome in Lisbona presso il Sig. ROMOLO FERRUCCI, detto del TadCo: di Villanova. da, Scultore Fiorentino, e figlio di ROSALBA CARRIERA nacque in VeFrancesco, ebbe qualche principio nezia l'anno 1678. Questa Virtuodel disegno dal Padre, ma compi sa col disegno è giunta a tale ecd'impararlo da Andrea Ferrucci. cellenza nella miniatura, che si è Godeva il segreto di lavorare nel resa singolare, ed ha oltrapassato porfido, e da quel duro sasso n tutti gli altri Professori dei nostri escavava con facilità ogni sorta di tempi. Ella è stata ammessa solanimali quadrupedi perfettamente lennemente nell' Accademia di S. intagliati. Morì l'anno 1620. Vedi Luca di Roma, e registrata nel caNiccodemo. Baldinucci par. 3. sec. 4. talogo degli Accademici di merifol. 194. to, ed ha presentata in dono all' ROMOLO PANFI Fiorentino scolaro Accademia medesima una delle sue del Vignali, dipinse bene in granbelle opere, la quale si conserva de, in piccolo, in ritratti, e fu per testimonio del suo valore tra particolarmente eccellente nel cogli altri doni degli Accademici. lorire paesi, e battaglie. Ebbe buoVive parimenti in Venezia altra na pratica del ballo, della scherMiniatrice nominata Caterina Litma, e di sonare il violino. Delle terini, la quale è degna di memoria 449 cesco I. che lo dichiarò Capomaria per la sua rara virtù, e questa stro, e Pittore sopra tutte le Galè nata l'anno 1675. M. S. lerie, con provvisione di 400. scu ROSALBA MARIA SALVIONI Pittridi annui, di piatto, di casa, e di ce, figlia di Gio: Maria Stampatoservitù pagata. Furono tanti i Reare Vaticano, e discepola di Sebali doni, e le grazie a lui concesstiano Conca: questa giovinetta di se, che ridusse la sua entrata a più spirito vivace, in età d'anni 15. di mille scudi annui, vivendo non ha copiato esattamente alcuni quapiù da Pittore, ma da Cavaliere, dri del Cav. Maratti, e di altri Stanca la fortuna di più favorirlo. Valentuomini, i quali, col ritrat per certo rubamento, che gli octo di N. S. in occasione di visitacorse, s'indusse ad incolparne un re la Stamparia Salvionana, presuo confidente amico, il quale pursentati alla Santità sua, furono con gatosi nelle mani della giustizia somma clemenza graditi, e fu ricon la tortura, pretese, che si dismunerata la nascente Pittrice con dicesse pubblicamente dell'impostudue ben grandi medaglie d'oro, e ra; ma egli per non mentire, piutd'argento. Altre sue operette sono tosto s'elesse prendere volontastate presentate a Principi diversi riamente il veleno, con estredelle quali si sono assai compiaciumo dispiacimento del Re, fú ti. Ella ha donato al pubblico nel nel 1541. Vasari par. 3. lib. 1. fol. la Chiesa dei Padri Minori Oder vanti Riformati di Frascati un qua ROVIALE SPAGNUOLO scolaro di Frandro rappresentante S. Caterina V. cesco Salviati in Roma, ajutò al e M. e nella propria casa si veg Maestro, e dipinse d'invenzione la gono di sua mano al naturale riConversione di S. Paolo nella Chietratte le sue sorelle, dal che giusa di S. Spirito. Vasari par. 3. lib. stamente sparare si può che sia 2. fol. 94. col tempo, per avanzarsi nella professione, a gloria della Patria. RUGGERO DEPILES natol' anno 1635. a Clamecy nel Nivernese da FamiM. S. glia distinta, fece i suoi studj a ROSATO ROSATI Scultore, ed ArNivers, ed inviato a Parigi presso chitetto da Macerata, è scritto al Dorbec suo Zio, e Canonico della catalogo degli Accademici di RoCattedrale, attese a perfezionarsi ma. nelle belle lettere in Sorbona, ed ROSSO DE' GIUGNI, Fiorentino al disegno, il quale imparò sotte intagliatore di conj, e medaglie Fra Luca Recollet buon disegnatonominato dal Vasari pr. tom. della re, ma mediocre coloritore: fatto 3. par. a car. 293. poscia amico di Carlo Alfonso di ROSSO FIORENTINO dotato dalla Fresnoy, tradusse a compiacimento natura di bellissima presenza, e di lui, dal latino in prosa franzese dell'arte di sentenzioso, e di grave il suo Poema sopra la pittura, agdiscorso. Fu Poeta, Filosofo, Mugiugnendo a quello le rimarche del sico, Architetto, e Pittore, le di comento [Libro più volte ristam cui composizioni di penna, o di pato, come si è detto avanti in pennello comparvero sempre eroi Fresnoy.] Fece altre opere curioche, terribili, e fondate. Se l'Itasissime, ed utili concernenti alla pitlia non conobbe questo nobilissimo tura. La maniera sua poi nel diVirtuoso, lo gradì al sommo la pignere consisteva nell'imitazione Francia, massimamente il Re Fran- 450 dal Lomanzo, e dal Baldinucci par. perfetta degli oggetti, con una grande intelligenza del chiaroscuro, e 2. sec. 4. fol. 146. Fu scolaro del Cav. Francesco Vanni, ma dipinse del colorire. Veggonsi di sua mano con maniera totalmente diversa da più ritratti d'amici suoi. Unì asquella del Maestro. sieme un gran numero di disegni raccolti nei differenti, e varj viag gi fatti a Venezia, in Olanda, Spagna, e Portogallo, soggiornatovi in qualità di Segretario d'ambaCALAI, O SALAINO, Milanese creasciate. Morì Consigliere d'onore O to, e scolaro di Leonardo da Vindell' Accademia Reale nel dì ci, fu giovine bellissimo, grazioso Aprile 1709. Vedi nella Tavola II. e vago, per i belli, ed arricciati Depiles. capelli, dei quali tanto si servì il RUGGERO RUGGERI, detto da BoMaestro per modello, nel dipignelogna, oltre le pitture lasciate in re Angeli, o altre figure: per l'aPatria, circa il 1540. andò con more, che gli portava l'instrusse l'Abate Primaticcio in Francia, e nelle più principali difficultà dell' con molti altri giovani servì ad un arte. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 13. (a. tanto Maestro nell'eseguire con SALOMONE CONINGH nato in Amdisegni di lui le pitture di quelle sterdam l'anno 1609. Stancò più Gallerie Reali. Masini fol. 638. Maestri, in fine addottrinato dalla RUGGERO SALICE, O VANDER, Pitnatura fece da sè cose mirabili. tore di Brusselles grande invento Sandrart fol. 310. re, espressivo, e fecondo nello stoIn Lisbona netta Calleria del Signor riare quadri. Ritrasse uno di quei Conte di Cocolino ho veduto di lui Principi con tanta similitudine. un quadro segnato l'anno 1640. con che gli stabilì un'annuo censo, il un filososo che legge al lume di una quale cessò l'anno 1529. Sandrari finestra così naturale che pare vivo, e con sì delicata e giusta maniera fol 205. § RUGGIERO VAN-BRUGES, scolarc. di chiaro e ſcuro, che inganna l'ocdi Giovanni Abeych, seguì la machio. niera del Maestro, accostandosi peSALOMONE DE BRAY nato in Harrò un poco più all'uso di quei temlem l'anno 1597. dipinse istorie, pi, ne' quali si cominciava ad imimori l'anno 1664. Jacob Campo par. tar la natura. Visse in Bruges pr. a car. 398. dipingendo istorie sacre ad esempio SALVATORE CASTIGLIONE Genovese del Maestro. fratello di Gio: Benedetto famoso RUGGIERO VANDER-WEIDEN, PitPittore d'animali; sullo stile frator di Brusselles, dipinse istorie terno divenne universale in pittunel Palazzo della Ragione di sua ra, e comunicò tal virtù a FranCittà, appartenenti alla Giustizia cesco il figlio. Soprani fol. 225. molto stimate, e commendate dal SALVATORE FONTANA Veneziano nel Vasari tom. pr. a car. 857. la Capella di Sisto V. eretta nella RUTILIO DANDINI Pittore scritto al Chiesa di S. Maria Maggiore di catalogo degli Accademici RomaRoma, nei laterali ha colorito la ni l'anno 1650. Santissima Nunziata, e la storia RUTILIO MANETI Pittore nominato d'Erode. Ab. Titi fol. 227. Sal(a) Di Andrea Salaino, detto Salai, un pezzetto istoriato è presso S. Maestà. 451 to. Morì d'anni 62. e sepolto riSALVATORE ROSA Napolitano, detto mane nella Chiesa di S. Pancrazio Salvatoriello stimatissimo Pittore, fuori della Città di Londra. M. S. Poeta; imparò da Aniello Falconi SAMUELLE HOSMAN Tigurino figlio Napolitano, Trattennesi gran temd'un Predicante, scolaro di Rinpo in Roma, e disegnò l'antico glio, e di Pietro Paolo Rubens; ed il moderno: diede al pubblico nel fare ritratti, avanzò quasi tutcinque opere, registrate nella tati i Pittori d'Amsterdam. Ebbe vola dell'Ab. Titi. Fermandosi nel due figlie, le quali contraffecero dipignere paesi, v'introdusse sassi al naturale fiori, e frutti. Morì acque, piani, vedute, animali, e di dolore di podagra l'anno 1649. figure si bene atteggiate, e vivain Francfort. Sandrart fol. 382. mente espresse, che indusse gli animi dei Dilettanti a provvedersi dei SANDRINO BADIALE Bolognese sido, e coraggioso scolaro di Flaminio suoi dipinti: sessagenario morì ne Torre, del quale con giustatezza, 1675. sepolto nella Certosa di Roe leggiądria intagliò all'acqua forma. Sono alle stampe varie sue te un Cristo deposto dalla Croce, poesie, e dipinti. M. S. (a) una Maddalena col Bambino, ed SALVO CASTELLUCCI scolaro di Pieun S. Gioseffo: dipinse parimenti tro da Cortona cercò secondare in pubblico, ed in privato: in età quella maniera, e la seguì in ope d'anni 45. fu ucciso nel 1671. MS. re particolari in Roma, e pubbliche nella sua Patria d'Arezzo, SANDRINO DEL CALZOLAJO Fiorentino scolaro di Gio: Antonio Sodove terminò la vita nel 1672. in gliani; con bellissimi segni, e con età d'anni 64. Lasciò Pietro il fifranchezza di pennello dava sicuri glio, che sulla paterna maniera raindizj di valente Pittore, quando gionevolmente in Roma s'adopraai progressi di lui s'interpose la va. M. S. morte, che troncolli in gioventù SAMUELLE BERNARD Pittore, e Prolo stame vitale. Vasari par. 3. fessore nell'Accademia Reale nato lib. 1. fol. 198. a Parigi: ebbe un'abilità particoSANDRO BUTTICELLI Fiorentino cerlare nelle miniature, e nel dipigne vello stravagante, e bizzarro, che re a fresco: veggonsi di sua mano da Filippo Lippi riportò tutti i neun' infinità di quadri storiati, pae cessarj documenti per la pittura si, e ritratti, intagliò l'Atila di sicchè gran Maestro comparve. TerRaffaello, e morì d'anni 72. nel minati molti pubblici quadri in Pa1687. e nel dì 24. Giugno. M. S. tria, volò la fama d'un tanto PitSAMUELLE COOPER nacque in Lontore a Roma, dove Papa Sisto IV. dra l'anno 1609. Fu Pittore allefecelo chiamare per i dipinti della vato con Alessandro suo fratello sua Capella, e riportò grande onomaggiore sotto la direzione del Sire, e mercede: ritornato a Firenze gnor Hoskins suo Zio; studiò ancomentó una parte di Dante. Diecora con molto profitto sopra lo de alle stampe alcune opere proopere di Vandych, e riuscì miraprie, e molti quadri dipinse: Sebbile nei ritratti, e nelle miniature. bene furono copiosi i suoi guadaFu altresì buon Musico, e Sonatogni, nulladimeno per il poco gore di Leuto. Vide la Francia, e verno, scialato un gran valsente, l'Olanda, da per tutto con istima si ridusse alla vecchiaja miserabile. riguardato dalle persone di meri LII 2 Du(a) Di lui ha S. Maestà due pezzi, cioè il suo proprio ritratto, e un paese. 452 Durò la sua vita sino alli 78. anni, e morì nel 1515. sepolto in Ognissanti. Vasari par. 2. fol. 375. SANTACOSTINI GIACINTO, ed Agostino fratelli Pittori dipinsero insieme in varie Chiese di Milano Patria loro, e diedero alle stampe un catalogo delle pitture insigni, che sono esposte in quella Città. S. MARIA MADDALENA DE' PAzzi nacque in Firenze da Nobilissimi Parenti l'anno 1566. Entrata nel Monistero di S. Maria degli Angeli [ Religione Carmelitana ] fra le tante erosche virtù morali, intrecciò ancora la dote naturale del ricamo, e della pittura, ed aven do per Maestro l'Apelle Divino, ricamò, e più volte dipinse a occhi chiusi, o bendati Immagini divote, molte delle quali, come mi racolose, conservansi, particolarmente il Torcolare conservato dai Padri Carmelitani di Parma, in cui osservasi Gesù Cristo sotto un torcolo spargere sangue da tutte le piaghe, e da una figura vestita di luce, che esprime l'Anima, viene raccolto. Visse anni 41. e morì santamente nel 1607. e conservasi il suo corpo incorrotto in Patria. Vincenzio Puccini nella vita di detta Santa cap. 63. SANTE ANDRE' nato a Parigi allievo di Luigi Bobrun suo Zio, trava gliò con eccellenza nei ritratti, par ticolarmente in quello della Regina Madre del Re, che li meritò essere accettato nella Regia Accademia; fece parimenti quello del Re assiso, e vestito di abiti reali, che ora si trova nella Sala del Louvre, ove si unisce l'Accademia Reale; lasciò molti disegni per Arazzi, i quali si sono fabbricati ai Gobellini. Filibien par. 4. fol. 224. SANTE BUGLIONI lavorò con somma sua lode nel catafalco di Mi chelangelo. Vasari par. 3. a car. 205. SANTE DI TITO TITI Architetto, e Pittore da Borgo S. Sepolcro; in gioventù andò ad abitare in Firenze e riportò disegno, e colorito da Ba stiano da Monte Carlo, da Angelo Bronzino, e da Baccio Bandinelli: posto in opere pubbliche per varie Città, fu universalmente gradito. Dipinse molti ritratti, fra i qual quello di S. Maria Maddalena de Pazzi: gli anni 1538. e 1603. furono i confini del suo vivere: Ti berio il figlio terminò l'opere imperfette del Padre; fiorì anch'esso in piccioli ritratti. Baldinucci par.2. sec. 4. fol. 110. SANTE PERANDA Cittadino Veneziano nato nel 1566. Divertendolo disegno dagl' incamminati studj di belle lettere, da Leonardo Corona, poì dal Palma cercò quei pittorici insegnamenti, che da gran tempo sperava acquistare; in fatti non andò fallace il desio. Goduto che ebhe la vista delle belle statue, e delle pitture Romane, dopo pochi anni viaggiò per la Patria con un misto così perfetto di colorito, e di disegno, che salì ben presto le scale del Ducale Palagio, ed entrò nelle Sale con copiosissime storie. Invitato alla Mirandola, ed a Modona, servì quei Serenissimi Principi: rivide Venezia, dove lavorò per molti Signori. Finì con diligenza l'opere sue; su Uomo malinconico, e lontano dalle conversazioni; patì male di pietra, per cui d'anni 72 morì, e fu sepolto ne' Padri Tolentini. Ridrifi por. 2. fol. 271. SANTE RINALDI, detto il Tromba dall'esercizio del Padre sonatore di tromba. Sebbene originario di Francia, nacque in Firenze, ove attese alla pittura nella scuola del Furini; riuscì figurista, ma con più genio applicò al dipignere battaglie e paesi: Si dilettò di poetare nello stile piacevole, e su introdotto nell'Ac 453 nell'Accademia dell'Arcadia di Fi- SCHIZZONE compagno di Vincenzio da S. Giminiano dipinse cose lodarenze, della quale fu Fondatore Nicte in Borgo, in Campo Santo, ed colò Baldinucci Sacerdote Fiorentiin S. Stefano degl'Indiani di Rono, e Poeta di non poca stima ma, ma per il Sacco dato a quelIl Tromba morì d'anni 56. nel sela Città l'anno 1527. fu dalla pocolo passato. M. S. ca discrezione dei Soldati sì malaSANTE ZAGO scolaro di Tiziano, mente condotto, che indi a poco camminò sì bene sulle regole del perdette la vita. Vaſari par. 3. lib. Maestro, che chi vede la tavola 1. fol. 118. d'Altare dell'Angelo, che condusse Tobia, nella Chiesa di S. Cateri- SCIPIONE BAGNACAVALLO il giovine figlio di Gio: Batista Ramenghi na, a prima vista la crede di Ti sebbene non giunse al valore dei ziano, e se non fusse alquanto insuoi Antenati, valse però nella feriore nella tenerezza, al certo requadratura con credito, e con ristarebbero ingannati ancora i periputazione sua; dipinse parimenti a ti. Boschini fol. 19. e 430. olio quadri d'Altare, e fece ritratSANTE VANDI, Pittor Bolognese, d. Fioriva nel 1602. Malvasia par. fu alla scuola del Cignani, ma da3. fol. 141. tosi a fare p'ccoli ritratti, fu in quelli con ansietà impiegato da Ca- SCIPIONE CIGNAROLI nacque in Milano da Martino, detto il Vercvalieri e Dame. Si dà conto di lui nese, eccellente Paesista, fu scolaro nella Vita del detto Ciguani. del Cav. Tempesta; andò a Roma SANTO CREARA. Pittor Veronese, e fece gran studio sopra le opere e discepolo di Felice Brusasorci, fedi Gasparo Poussin, e di Salvatore ce in sua patria molte operazioni Rosa; ritornò a Milano, ove di iu pubblico ed in privato, con pinse opere molto gradite, ed ora buona maniera su lo stile del suo si trova in Turino. M. S. Maestro. Pozzo a car. 168. SCIPIONE GAETANO, così detto, perSANTO PIATI Veneziano ebbe i chè nativo di Gaeta, per altro di principi della Pittura dal Cav. Dia casa Pulzone, fu scolaro di Jacomantini, ma risolvendo di farsi pino del Conte; ai suoi tempi non maniera da sè, si applicò a studiaebbe uguale in ritratti: tanto ac re instancabilmente dal naturale, e curato fecesi vedere in quello del coprì con erudite istorie le sue teCard. Ferdinando Medici, che sino le, con belle macchie, e forti conentro le pupille vedeasi il riflesso traposti: si diede allo studio dello delle finestre vetriate della camera. belle lettere, e d'iſtoria, per po Ritrasse Gregorio XIII. Sisto V. ter propriamente e convenientemente i Principi di Napoli, di Roma, e rappresentare quello che doveva didi Firenze. Desioso di gloria mag pingere; e con tal capitale di co giore, dipinse per le più rinomate guizioni diede maggior bellezza e Chiese di Roma otto quadri d'Alrisalto alle opere sue. Vive in patare ben terminati, e con somma tria con credito di assai abile ed diligenza dipiti. Fu Uomo, che erudito Maestro. ebbe presenza da Principe; trattosSCIPIONE ANGELI di Perugia, fu si alla grande, e si fece ben pagastimato assai nel dipinger fiori, e re l'opere sue. La violenza d'un sono e furono ricercati 1 suoi qua volvolo lo portò, come si spera, dri per la freschezza, e vaghezza alla gloria d'anni 38. e fu sepolte del colorito. Pascoli nelle Vite de in S. Spirito in Sassia; per altro Pittori Perugini a car. 255. 454 era degno di vivere secoli interi per gl'insegnamenti, che dava agli scolari, e per la nobiltà dei tratti, con i quali reſpettivamente praticava con tutti. Ab. Titi. Baglioni fol. 52. SCIPIONE SACCO, Pittor di Romagna, nel Duomo di Cesena dipinse una Tavola con S. Gregorio Papa, figura maggiore del naturale; e nella Chiesa di S. Domenico in detta Città, il martirio di San Pietro Martire. Di costui non ho trovato che altri ne parli, se non lo Scanelli a car. 183. il qual dice, essere stato scolare di Raffaello. SEBASTIANO ARAGONESE Bresciano profittando nella pittura, applicossi al disegno di penna; fece con somma diligenza 1600. ritratti di medaglie antiche con li rovesci; 200. cartelloni d'invenzione, e disegnò tutti i marmi Bresciani, le lettere degli antichi sepoleri, e le pubbliche inscrizioni. Fiorì nel 1567. Rossi fol. 517. Cozzanda fol. 131. SEBASTIANO BOMBELLI da Udine nato l'anno 1635. Imparò in Bologna. dal Guercino da Cento, ed in Venezia fu imitatore di Paolo. Veronese: In fatti stava per uscire Valentuomo nei quadri storiati, come da principio diede pubblica mostra, ma divertito dal fare ritratti, tanto in quelli prevalse ad ogni uno, che fu ricercato dall'Impero, dalla Baviera, da Firenze, da Mantova, da Parma, da Brunsuik, da Luneburgo, e da altri luoghi, per gradire at principali Monarchi, e Principi con la naturalezza delle loro effigie. Della sua virtù ne parlano il Boschini nelle sue rime fol. 548. ed il Sandrart fol. 400. SEBASTIANO BOURDON nativo di Mompelier ebbe un genio straordinario alla pittura, alla quale si applicò con molto spirito, e vivacità. Vide Roma, e la Lombardia, e mi- surò il suo vasto talento sopra gran tele, e muri: la franchezza del suo dipingere gli meritò dalla Compagnia degli Orefici il fare il quadro, detto di Maggio, per la Metropolitana di Nostra Donna di Parigi in cui dipinse la Crocefissione di S. Pietro, la quale fu molto applaudita. Avea una mente così vasta, e ripiena di quanto avea veduto che senza fare scelta d'uno stile particolare, usciva fuori nei suoi dipinti, ora con una maniera Lombarda, ora Pussinesca, ora di altri Maestri, e con tutta facilità li disponeva, e sopra i colori dava un lucido, ed una freschezza tale, che a tutti piacea. Andò in Svezia, e meritò di fare il ritratto della Regina Cristiana, e se quella Regia Maestà non fusse stata vicina a mutare Religione, ivi sarebbe stato impiegato in opere grandiose. Ritornò dunque a Parigi, e diede mano a quel vasto lavoro delle sette Opere corporali della misericordia, che intagliate sono alle stampe. Mercè i suoi molti guadagni trattava alla grande la sua Famiglia abbondante di quattordeci tra figli, e figlie, alcune delle quali riuscirono Pittrici. Nacque in Bourdon sul principio del secolo passato, e morì Rettore dell'Accademia Reale di Parigi in età provetta. Filibien t. 4. fol. 160. SEBASTIANO BRUNETTI Bolognese fu discepolo di Lucio Massari, dopo la morte del quale passò alla stanza di Guido Reni, che volontieri l'accolse, si per la nobile idea con la quale avea servito più volte il defunto Maestro, in occasione di ricavare Angeli, come per la modestia, per la saviezza, e per il bel modo di disegnare: con li suoi disegni ingannò 1 più esperti, contrafacendo gli antichi, onde comperati dalli sensali per originali avvilirono quantità di Studj insigni. Mor 455 tri luoghi pubblici; parimenti nelMorto Guido, ritirossi a lavorare le private Gallerie, e Palagi di da sè, e sebbene era un poco fredmolti Signori. Non li mancano imdo, e pesante, ad ogni modo avrebpieghi per Roma, nè commissioni be pigliato fuoco, e sveltezza, se per oltramontani paesi, nei quali si la morte non l'avesse atterrato in è fatto conoscere a quest'ora con fresca età. Malvasia par. 3. fol. 561. l'opere sue valente Pittore, M.S. [a] SEBASTIANO CASSIERI Tedesco scolaro di Domenico Tentoretto. Per § SEBASTIANO D'HERRERA, Pittore, Scultore, Architetto, sopraintendeni tanti servigi prestati al Maestro, te alle Fabbriche e Pitture della meritò restare erede dei disegni, e Monarchia di Spagna, nacque in delle pitture di lui, anzi di godero Madrid di nobile famiglia, e stuin matrimonio Ottavia sorella del diò la pittura nella scuola di Alondefunto. Fiori nel 1648. Ridolfi p. 2. so Cano. Nella Chiesa di S. Agofol. 269. stino in sua Patria dipinse la istoSEBASTIANO CERVETTO Genovese diria del Santo Titolare; ma come cepolo di Gio: Andrea Ferrari, terle grandi occupazioni e sopraintenminato il corso degli studj nel didenza alla Casa Reale gli rubavasegno, e nel colorito, appagossi sono tutto il tempo, poche altre pitlamente di copiare opere insigni: ture di sua mano si vedono. Finì soddisfece in gioventù al tributo di vivere l'anno 1671. in età di ancomune con la morte. Soprani fol. ni 60. 259. SEBASTIANO FILIPPI Pittor FerraSEBASTIANO CONCA nacque in Gaerese, detto comunemente Bastianelta l'anno 1680. da onesti Parenti lo, studiò la pittura nella Scuola i quali l'applicarono allo studio delFiorentina, e tenne quella maniele lettere umane, ma scoperto il ra, ed operò molto nelle Chiese genio del figlio al disegno, lo mandella sua Città con buon colorito. darono a Napoli sotto Francesco, e sua lode. Vivea circa gli anni Solimena, dalla rigorosa direzione de 1540. quale fece tali progressi, che in età di 18. anni s'avanzò a dipignere SEBASTIANO FOLLI Pittore, ed Architetto, dopo avere dipinte diverd'invenzione: ivi studiò con somse storie a olio, e a fresco nella ma applicazione per lo spazio di sua Patria di Siena, andò a Roma 16. anni, e dipinse in più luoghi a per servigio di Papa Leone XI. olio, ed a fresco; ma crescendo stava per correre buona fortuna, se sempre in lui il desiderio, e l'emula morte in 27. giorni non rapiva lazione di avanzarsi nell'arte, si poralla gloria il Pontefice. Baldinucci tò a Roma, dove con ogni dilip. 3. sec. 4. fol. 161. genza, e fervore impiegò il suo taSEBASTIANO GHEzzi della Terra dellento, e nella propria caſa aprì l'Acla Comunanza d'Ascoli, scolaro cademia del nudo per lo spazio di provettissimo del Guercino, fu Pitsette anni. Perfezionato dunque nel tore, Scultore in legno, Architetto, disegno, nella franchezza, nel coed Ingegnero, nel qual ministero lorito, fu impiegato dal S. P. tanto s'avanzò, che da Papa UrClemente XI. nella Chiesa di San bano VIII. venne ricercato, ed eletClemente a lavorare tre quadri, due to Revisore delle Fortezze delle a olio, ed uno a fresco, come anStato Ecclesiastico. Possedette molcora in S. Gio: Laterano, ed in al(a) Del Conca ha S. M. un gran pezzo istoriato, 456 te virtù, che lo resero qualificato. e stimato. Sono opere sue pubbliche, e private in Ascoli, ed in altre Città dipinte. Lasciò Gioseffo il figlio Pittore già descritto. M. S. SEBASTIANO MARTINEZ, dichiarato Pittore di Sua Maestà Filippo IV. Re delle Spagne, per ordine di cui molte opere dipinse con tal stravagante modo e sua propria maniera condotte, che per un bizzarro e capriccioso genio il dimostrano, Fioriva in Madrid nel 1660 SEBASTIANO MAzzONI, Pittor Fiorentino, dimorò in Venezia quasi tutto il tempo di sua vita, operando in pubblico ed in privato continuamente con istima ed applauso; ivi pure morì circa il 1685. § SEBASTIANO MOMBELLI, eccellente Pittor di ritratti, nacque nel Priuli, ma fu alla scuola di Francesco Barbieri detto il Guerrino in Bologna. Venuto poi a Venezia aprì stanza, e facendo ritratti per 1 Nobili, e Cittadini sali in tanta stima, che nessun Personaggio di qualità qui capitò che di sua mano non volesse il suo ritratto. Servì l'Imperator Leopoldo, il Re di Danimarca, e quasi tutti gli Elettori della Germania. I suoi ritratti, oltre essere somiglianti, sono di sì delicato colorito, che sembrand carne vera. Copiò anche con tal bravura le opere di Tiziano e di Paolo, che sono stimate quanto gli originali, e con gelosia custodite da chi ne possiede. Mori in Venezia in età avanzata, lasciando pingue eredità ai suoi nepoti. SEBASTIANO MURENOS, Pittore Spagnuolo, fu allievo del celebre Claudio Coelio, e riuscendo spiritoso, e dando grande espettazione di sè, la Regina D. Maria Luisa d'Orleans Moglie di Carlo II. lo mandò a Roma a perfezionarsi nella scuola di Carlo Maratti, ove collo studio ed operazione pratico e buon Pittore si fece. Ritornato a casa, per ordine della Regina dipinse nel soffitto di un Gabinetto la favola di Angelica e Medoro, ed ornò con sue pitture una Galleria, nelle quali opere di buon gusto ed intendimento diede incontrastabili pruove. Per il che da Sua Maestà fu dichiarato suo Pittore con assegnamento di buona rendita. Col. suo Maestro Claudio andò a Saragoza a dipingere una Capella a fresco in S. Tommaso di Villanova che riuscì molto vaga. Restituitosi a Madrid, mentre dipingeva a fresco una Capella, essendoglisi rotto e mancato il sostegno, cadde su un candeliere d'altare, ed in quel momento spirò l'anima in età di anni 36. nel 1690. con dispiacere di tutta la Corte, e del Re, che per compassione del caso, e per la buo na memoria del valentuomo continuò alla Moglie sinchè visse lo stipendio assegnato al Marito. SEBASTIANO RAZALI fu scelto a dipingere nel funerale di Agostino Caracci, di cui fu scolare. Vedi la Descrizione di quel Funerale a car. SEBASTIANO SAVORELLI, Sacerdote di Forlì, studiò dal Cav. Cignani la Pittura, e con buon gusto la esercitò, dipingendo non tanto per la sua patria, che per altre Città E' menzionato qual degno scolare nella Vita del suo Maestro a car. 61. SERAFINO BIGARI, Pittor Bolognese, è menzionato nella Istoria della Accademia Clementina a car. 295. par. 2 SEBASTIANO SECCANTE da Udine dipinse due quadri nella Sala dei Rettori del Friuli, con li ritratti dei medesimi; una tavola di Santa Lucia &c. Ebbe un fratello, che d'anni 50. si pose a dipignere; di questo si può vedere la Passione di Gesù Cristo nella Compagnia dei Calzolari. Ridolfi par. 1. fol. 117. SEVERO DA BOLOGNA riferito in cer SEBASTIANO SERLIO Bolognese erede ti Manoscritti dal Baldi, è nomidi molti scritti, e disegni di Baldasnato per uno degli scolari di Lipsare Peruzzi Pittore, ed Architetto po Dalmasio; ma fra tante opere Sanese: diede alle stampe tre libri antiche, protesta non aver mai rid'Architettura, i quali per il gran conosciuto le sue. Il Bumaldi fol. 142. de credito sono stati più volte riSFORZA'COMPAGNONI da Macerata stampati, altri d'antichità Romane Cavaliere, e Pittore scritto al caintagliate, e da lui misurate; ed talogo degli Accademici Romani. altri di porte rusticali, e civili Fioriva nel 1544. Di questo grande SCUAZZINO da Città di Castello. Di questo Autore scrive il P. Morell. Autore ne parlano il Vasari, il Bunel ſuo libretto delle Pitture di Peru maldi, e il Masini fol. 638. gia fol. 96. che tutte le figure a olio SEBASTIANO STOSSKOPF d'Argentina poste fra gli archi della nave mag scolaro di Daniello Storiau, lavorò giore del Gesù, come pure i lateegregiamente cose naturali, come rali dell'Altare di S. Francesco, rap. frutti, vasi, vetri, mense, ed utenpresentanti i fatti di detto Santo, sili dimestici; passarono i suoi disiano di sua mano pinti per mano dei Principi, e diSIGISMONDO BETTI, Fiorentino, sin lettossene assai Ferdinando III. Imdai primi anni nella scuola di Anperadore, al quale l'anno 1651. pre tonio Puglieschi diede grande espetsentò due quadri molto graditi. Sentazione di sè, e coll'assidua attendrart fol. 304. zione, e col continuo disegnare all Altri nomi di Sebastiano, vedi BaAccademia del nudo divenne Maestiano stro. Molte opere fece per il Gran SERAFINO BRESCIANO universale Duca Gastone, e fu impiegato da Intagliatore in ogni materia, parmolti Signori Inglesi nei disegni del ticolarmente nel ferro, da lui temle più cospicue opere di quella noperato in una maniera tanto perbilissima Galleria. Lavorò anche a fetta, che alcuno mai arrivò a tanpastello con modo così lucido, sorta cognizione: l'opere sue sono stite, e vago, che non ebbe pari. In mate al pari dell'oro. Fece un arGenova dipinse a fresco in molte matura a Carlo V. tutta intagliata Case di que' primarj Signori, facendi maravigliosissimi scomparti; uno do anche ritratti a passello somistocco a Francesco I. Re di Franglianti, grandi al naturale. Nella cia, che gli fu contracambiato con Chiesa de Padri Gesuiti in Savona una collana d'oro, e rimeritato col dipinse a fresco tutta la volta e la titolo di Cavaliere: morì decrepiCapella Maggiore. Vive in Genoto, e fu sepolto in S. Francesco di va riscuotendo sempre lodi per il Brescia. Rossi fol. 513. suo operare, e facendo sempre più SERAFINO SERAFINI Modonese, del sperare chiare e luminose pruove quale ne fa menzione il Vidrian del suo raro sapere. fol. 21. operava sino nel 1385. e nel la Cattedrale di Modona vedevasi SIGISMONDO CAULA nato in Modona l'anno 1637. studiò nella scuola di nel 1662. una sua tavola all'AltaMonsù Gio: Bolanger, poi in Vere di S. Niccolò, che per quanto nezia da quei famosi dipinti; con poteva pretendersi da quelli secoli, forte colore, ritornato alla Patria, era assai lodata da tutti; conteneva dipinse nella Chiesa di S. Carlo i in sè molte figure, col nome, e gran quadro del contagio, che ir millesimo sopradetto. Baldinucci fatti riuscì molto sostenuto, e se sec. 2. fol. 110. Mmm 458 di quella tinta avesse sempre coloziose: pervenuto all'età d' 86. anrito, gran suggezione avrebbe dato ni con molte ricchezze, diedesi a ai circonvicini Pittori. Di terra servire a Dio, e dopo avere sondi gesso, e di stucco vedonsi molte dati diversi legati pii, passò all'alfigure di sua mano, come pure vatra vita con riguardevoli esequie rj disegni d'un forte acquarello di sepolto nella Rotonda di Roma fuligine, ben tinti, e disegnati, e Baglioni fol. 353. molte altre pitture pubbliche, e SIGISMONDO SCARSELLA da Ferrara private. Vive in Patria. detto Mondino, degno Pittore, ricSIGISMONDO COCCAPANI Pittore, co d'invenzioni, intelligente d'ar ed Architetto Fiorentino nacque il chitettura, ed eccellente disegna togiorno 10. Agosto 1583. spedito dalre; lavorò quasi sempre fuori delli primi studj delle buone lettere la Patria, massimamente in Venesi diede a quelli della matematica zia, ed in Trevigi: l'opera più belpoi del disegno, del colorito, e dell la, che lasciasse alla sua Città, su Architettura sotto il Cigoli, ed in il figlio Ippolito, detto Scarsellino, queste facultà acquistò non ordinadel quale si è parlato: morì nel 1614. ria lode. La prima sua opera, che Superbi fol. 127. dipinse fu una tavola d'Altare per SIGISMONDO STEFANI, Pittor Vela Chiesa di San Ponziano in Lucronese, nella Chiesa di S. Giorgio ca. L'anno 1610. in compagnia di dipinse sovra una tela il Martirio suo Maestro andò a Roma, per esdi S. Lorenzo, e vi scrisse il suo sergli in ajuto nei dipinti, che fenome coll'anno 1563. Pozzo a car. ce nella Capella Paolina. Per la 143. pratica, che possedeva nell'archiSILLA LUNCO da Vigiù (Territorio tettura scrisse molte annotazioni, e Milanese) lavorò di scultura, recompose un'erudito Trattato, con staurò statue antiche in Roma, ne le figure dimostrative, per ridurre fece di propria invenzione nei Deil Fiume Arno in Canale, e quepositi, nelle Fontane, e negli Alſto ebbe tutta la dovuta approvatari; fu molto stimato per l'eccelzione dal famoso Galileo. A con lenza dei suoi lavori, invecchiato correnza d'altri professori fece il morì nel Pontificato di Paolo V. disegno della facciata del Duomo Baglioni fol. 120. di Firenze. Fu Architetto, e PitSILVESIRO BUONO illustre Pittore tore di due Capelle nel Duomo di Napoletano, discepolo di Gio: BerSiena, e finalmente riverito da tutti nardo Lama, Nella Chiesa di San come valente Pittore, e celebre ArLorenzo di Napoli la tavola, in chitetto, morì con sua gloria ne cui è dipinta M. V. col Bambino giorno 23. Marzo 1642. M. S. in seno, e ai piedi di quella i SanSIGISMONDO LAIRE' Bavaro, al temti Antonio di Padova, e Margaripo di Papa Gregorio XIII. entrò in ta, è opera sua: in S. Caterina a Roma, e capitò in casa di FranceFormello è ancora di sua mano la sco da Castello Miniatore Fiammin tavola dei Re Magi, ed in altre go, dal quale apprese il buon moChiese molte altre opere sue. Fiodo di colorire in piccolo, senza secriva nel 1590. Sarnelli fol. 113. cagine, ma con vaghezza, e tal puSILVESTRO CHIESA Genovese, allielizia, che non potevasi bramar di vo di Luciano Borzoni, la di cui più. Dipinse quantità di Madonne natura allegra, saceta, e con vena portate nell'Indie; miniò bellissipoetica fu cotanto confacente a quelme storiette sopra varie pietre prela del Maestro, che posegli grande amo 459 d'Aurelio Lomi; accasato in Geamore, coll'insegnargli di buon cuonova, ivi dimorò sino alla morte, re tutte le difficultà dell'arte pitlavorò con diligenza sopra lastre di torica. Giunto a segno sicuro esporame divotissime Immagini: mostrò se in pubblico opere da tutti stimaancora di non paventare d'intrate: poi facendo passaggio a lavoprendere quadri grandi, dandone le rare ritratti sì famoso comparve prove nella Chiesa del Carmine, e che molti ne fece a memoria, annell'Oratorio di S. Bartolomeo. Sczi sulle sole relazioni effigiò persoprani fol. 329. ne da lui mai vedute, con indicibile somiglianza. Il contagio del SIMONE BARABINO nativo di Policevera (Territorio Genovese) erudi1657. separollo dai viventi in gioto nel disegno da Bernardo Castelventù. Soprani fol. 216. li, occupò il primo luogo in quelSILVESTRO MENAIGO, Pittor Vela ſcuola, e quaſi pareggiò il Maeneziano, scolaro di Gregorio Lazstro: perlochè invidioso d'un tanto zarini, con disegno assai ben inteavanzamento, cominciò a odiarlo, so, e con belli e aggiustati quadri ed a mendicare pretesti per tenerlo si fece conoscere nella sua Città in dalla stanza lontano. Assentato da privato ed in pubblico. Vedonsi al quella, diede fuori due operoni, sole stampe molte opere da lui dise pra i quali l'emulazione, e l'invignate, ed imitò qualunque manie dia tanto s'inoltrarono, che abbanra Veneziana: fece anche bellissime donata la sua Patria, ritrovò forcose di miniatura, stimate in ogni tuna migliore in Milano, abbandopaese. Nel 1744 fece un quadre nandogli le commissioni in modo sommamente gradito per la Catteche a olio, e a fresco restò gran drale di Bergamo. tempo occupato, col frutto di coSILVIO COSINO da Fiesole bell'inge Piosi guadagni. Avido poi di mag gno, capriccioso Poeta, Cantore, giori ricchezze, lasciò la professioArmigero, e Scultore, superò la glone per applicarsi a mercantare coria d'Andrea da Fiesole suo Maelori per 1 Pittori, ma indebitato di stro nelle Statue, nei Depositi, nei grossa somma, per opera del suc ritratti, e nelle bizzarrie di marcorrispondente fu carcerato; non pomo; dimodochè piace ndo quell'ope tendo soffrire quei disagi, repenti ra re al Buonaroti, adoperollo in di namente infermossi, e lasciò la spoverse occasioni. Di costui narrasi glia mortale in fresca età. Sopranche essendo Sagristano nella Com fol. 86. pagnia della Misericordia, che in SIMONE BENICH da Bruggia, di Pisa accompagna i condannati al grande abilità nel miniar libri ed patibolo, una notte trasse un git altre cose, ricordato dal Vasari p 3 stiziato dal sepolcro, e dopo avera car. 859. lo disegnato, scorticollo, e copiò SIMONE BIANCHI Scultore Fiorentiminutamente ogni parte notomica. no, dimorò quasi tutto il tempo di Fiorì nel 1538. Vasari par. 3. lib. 1. sua vita in Venezia, dove sono molfol. 115. ti lavori di sua mano. Vasari p. 2. SILVIO PCCCETTI, Pittor Perugi fol. 426 no, studiò la pittura nelle scuole di Roma, ed ebbe credito per le SIMONE BOSBOON Emdano Scultore ed Architetto di tanta eccellenza opere sue. Fioriva negli anni 1650. che sempre godette la protezione Pascoli nelle Vite de' Pittori Perudell'Elettore di Brandeburgo, in gini a car. 208. queste, ed in altre arti peritissimo SIMONE BALLI Fiorentino discepolo ProMmm 2 460 Professore. Sandrart fol. 350. aIMONE BRENTANA nacque in Verona l'anno 1656. Di nove anni rimasto senza padre, e senza beni scialacquati dal Genitore, Mercatante di lane, applicossi alla musica, nè ritrovando disposizione in quella, passò all'aritmetica, ed alla geometria, nelle quali consumò qualche tempo: chiamandoso poi il genio alla pittura principiò più per pratica, che per iscienza a disegnare nell' Accademia; in quelle sentendo commendare Tiziano, Raffaello, il Buonaruoti, ed il Tintoretto, leggeva sovente le Vite loro scritte dal Vosari, e dal Ridolfi, e con li documenti di quelle, appùcando l'occhio ai dipinti, si fece una maniera, che comparve assar gradita, tanto più, che applicando alla notomia, alla prospettiva', ed all'optica, toccava bene i nudi ed in siti proporzionati disponeva. le figure, come si può vedere ancora al giorno d'oggi nei quadri che va dipignendo in Patria. Descrive la qualità di lui l'Averoldi sol. SIMONE CANTARINI da Pesaro, detto il Pesarese, nacque l'anno 1612. Al dispetto del Padre, che non lo voleva Pittore, da Gio: Giacomo Pandolfi fu condotto a Venezia, per insegnargli il disegno: avvisato il Genitore del profitto del figlio, lo volle in Patria sotto Claudio Ridolfi Pittore Veronese, pervenuto intanto a Pesaro un quadro di Guido Reni, rimase estatico nel contemplare quella bella, ed elegante maniera, che però copiato, e ricopiatolo, giurò volere seguireque Maestro. Trasferitosi dunque a Bo logna, introdotto in quella stanza. fingendosi principiante, di soppiatto notò, studiò, ed apprese quei colpi maestri: divenuto franco nell' intaglio all'acqua forte, e nel colorire, sentendo le sue fatture passare per di mano di, Guido, assentato da quello, ribellossi ad un tanto Maestro, perlochè si concitò tutto l'odio dei suoi protettori, e provò molte avversità, sinchè trovò benevolo amico, che l'accolse. Per occorso accidente partì per Roma; studiò l'opere di Raffaello, e l'antico, ritornato a Bologna aprì scuola, e fece opere bellissime; sopravvenendogli intanto ordine di portarsi a Mantova, per fare il ritratto di quel Serenissimo, vedendo non poterlo colpire, benchè replicasse la presenza in modello, partì con tale dispiacere, che giunto a Verona mori l'anno 1648. e fu sepolto in S. Eufemia, Padri Agostiniani. Malvasia par. 4. fol. 435. SIMONE da Bologna di casa AVANZI, detto dai Crocefissi, per il genio, che aveva a dipignerli; fu scolaro di Franco Bolognese, e compagno di Jacopo Avanzi, col quale dipinse molte storie ( come si è detto nella Vita di Jacopo.) Sono in Bologna sino al giorno d'og gi opere ben conservate di questo pratico Pittore, che fioriva nel 1370. Malvasia par. 1. fol. 17. SIMONE DI VOS, Pittore figurista di Anversa, lavorò molte opere per commissioni venutegli dalle Spagne. Vivea negli anni 1645. e coloriva le sue fatture alla maniera di Van dych. SIMONE DI LEON LEAL, Pittore di Madrid, dipinse in grande ed in pic colo istorie, ritratti, col gusto e colorito di Vandych. In una Chiesa di sua Patria si vede il Trionso di S. Uberto, con figure più grandi del naturale, opera laboriosa, e mirabilmente condotta, per cui si rese degno di ricordanza. Molte pitture fece per ordine della Regina, e nel 1687. lasciò questa vita in età di anni 70. SIMONE FIORENTINO fratello di Donatello Scultore. L'anno 1431. con 461 Eustachio; le principali figure nelAntonio Filarete fu chiamato a Rola Chiesa della Sorbona, ed infinima da Eugenio IV. acciochè forte altre manifatture in varie Chiemasse una delle Porte di bronzo di se di Parigi, Città, e luoghi cir S. Pietro, la terminò in 12. anni. convicini. Era Uomo di coraggio Dopo tal fattura fece la sepoltura perciò fu eletto Capitano del suo di Martino V. in S. Gio: Laterano. Quartiere, e nel 1651. fu uno dei In Siena, in Prato, in Rimino, in primi Fondatori dell'Accademia ReaFirenze, ed in Arezzo sono lapile di Pittura, e Scultura in Paride, getti, e sepolcri di sua magi, dove morì in età di 77. anni ano. Morì d'anni 55. Vasari par. 2. e lasciò eredità considerabile alli fol. 253 suoi figliuoli. M. S. SIMON FRANCOIS nato in Tours I anno 1606. Dal copiare le pitture SIMONE HUTRELE scultore nacque in Bettunes, andò a Parigi, e fu acmigliori di quei contorni divenne colto nell' Accademia Reale, e da Pittore da sè: fece il ritratto al quella su invitato a Roma, ove Duca di Bettunes, il quale! nell' restò per lo spazio di 14. anni con andare, che fece Ambasciadore a regio stipendio, perfezionato nella Roma seco lo condusse, e gli proscultura, collo studio fatto sull'ancurò una pensione dal Re. Ne tico, e sopra l'opere del Cav. Bersuo ritorno passando per Bologna nini, ritornò a Parigi, e per il Re strinse amicizia con Guido Reni compi opere diverse, tra le altre che gli fece il suo ritratto: giunte fece il modello per far fondere in a Parigi ebbe l'onore di fare i ri bronzo la Statua equestre del Re tratti del Delfino, e della Regina Luigi XIV. per la Provincia di e molte altre opere: fu Uomo da Linguadoca, e in questa gran mabene; e cristianamente morì, come nifattura, tutta d'un pezzo, s'unì era vissuto nell'anno 1671. Depiles con Pietro Maseline, e terminata fol. 520. che fu, restò inalzata nella Piazza SIMONE GIONIMA nacque in Padova principale della Città di Mompel'anno 1656. da Francesco Pittore lier: dalla mano di questo Artefice Dalmatico: pervenuto a Bologna il Re di Polonia ha ricercato una imparò da Cesare Gennari, ed ora figura in marmo d'una Leda, del vive in Vienna, dove non gli la quale restò con suo piacere sermancano impieghi privati, e pub vita Sua Maestà. Egli resta aggiunblici. to Professore alla Reale Accademia SIMONE GUILLAIN scultore, ed ardi Pittura, e in Scultura in Parichitetto nato in Parigi, figlio di abilissimo scultore, sopranominato gi. M. S. di Cambrai, perchè nativo di quel- SIMONE LE ROY, Carlo, e Tommaso Dorignì, Luigi Farnese, Gio: le la Città in Fiandra, Con vantagRambert, Carlo Carmois, Gio: e giosissime, naturali, ed ingenite diGuglielmo Rondelet tutti Pittori sposizioni fece un gran progresso del Re Francesco I. di Francia, ladal proprio Padre ammaestrato vorarono unitamente coll' Abate che per istabilirlo nel colmo dell' Primaticcio sotto gli ordini di Fiarte lo inviò poscia a Roma. Feliberto di Lorme, Architetto, e Soce opere di gran rimarco, e tra lo praintendente alle Fabbriche Reale altre i quattro Vangelisti nel li, alle quali il Primaticcio succePorticale di S. Gervaso in Parigi dette circa l'anno 1559. Filibien par. l'Architettura, e le figure dell'Altare maggiore nella Chiesa di S. 3. fol. 78. 462 dro, ed espressivo nell'opere sue SIMONE detto Mastro Simone, Cremocome nell' Assunta di Maria Vernese, eccellentissimo Pittore negli gine dipinta in Milano nella Chieanni 1335. Un suo quadro è nella sa di Brera, ed in altri luoghi: fioChiesa di S. Lorenzo in Napoli rì nel 1560. Lomazzo nell'Idea del all'Altare di S. Lodovico Vescovo Tempio fol. 161. di Tolosa, in cui si scorge il vero ritratto di detto Santo, che porge SIMONE PIGNONI discepolo del Passignano ha dipinto a olio nella sua la corona al Re Roberto suo fraPatria di Firenze moltissime cose, tello, il quale sta parimenti died in particolare storie, dove enpinto al naturale. Il Sarnelli foglio trano femmine, nelle quali ha avu113. è in errore in dire, che coto ottima maniera, e sono lavorastui facesse il ritratto di Laura del te di forza. Nelle Santissima NunPetrarca, che fu fatto da Simone ziata evvi un S. Michele, che preSanese me il demonio, ed in S. Felicita SIMONE MEMMI Sanese discepolo di un quadro di S. Luigi, che dispenGiotto acquistò tanto di fama per sa la carità ai poverelli, che in i suoi dipinti, che non mancaron fatti sono opere bellissime di questo gli impieghi d'opere magnifici. nelle principali Città. Servì diversi degno Pittore. Morì d'anni 92. nel Pontefici in Avignone, dove l'an1706. (a) no 1344. sessagenario morì, e seSIMONE VOVET da Parigi uno dei condo il Vasari fu sepolto in Siena. primi Maestri Francesi; con le sue belle pitture, e con li ritratti acFiori nei tempi del Petrarca, il quaquistossi la grazia del Card. di Rile più volte lo celebrò nei suoi verchelieu, d'Urbano VIII. e di Luigi si, e per degno Pittore, e per il XIII. Re di Francia, del quale fu ritratto fatto della sua Laura. Bal Aulico, provvisionato, e primario dinucci sec. 2. fol. 3. pittore: restaurò la maniera FranSIMONE MOSCA da Settignano, sculcese, e v' introdusse più elegante tore ed Architetto, allievo d'Andisegno, onde la sua scuola fu semtonio da S. Gallo. Dagli scultori Greci, e Latini in qua, niuno inpre abbondante di gioventù, che confluiva da ogni parte, per aptagliatore moderno pareggiò l'opeprendere quel galante, ed erudi re belle, e difficili, che fece nei to dipignere. Sono alle stampe vacapitelli, nelle basi, nelle fregiarie opere sue. Sandrart fol. 367. (b) ture, nei cornicioni, nei trofei, nei SINIBALDO SCORZA da Voltaggio festoni, nelle maschere, e nei canTerritorio Genovese.] Fu scodelieri, nei quali introdusse uccelli laro di Batista Carrosio, poi di G. grotteschi, &c. Lavorò in Firenze, B. Paggi: sulle prime mosse diletin Loreto, in Roma, in Arezzo, ed in Orvieto, dove stabilì casa tossi di fare animali, fiori, paesi e copiare con penna gentile le stame famiglia. Morì d'anni 58. corpe d'Alberto Duro, che inganna rendo il 1554. Lasciò Francesco il rono molti pittori, stimandole stamfiglio, detto il Moschino, che fu pate, o almeno originali: passò po bravo scultore, come si è detto a miniare, e regalando sovente il Vasari par. 3. lib. 1. fol. 493. Marini Callora al servigio di Savo SIMONE PETARZANO Veneziano, scolaro di Tiziano, fu vago, leggiaja] fu per opera di quel famoso Poe(a) Di lui ha S. M. un quadro istoriato. (b) Di vi ha S. M. un pezzo istoriato. 463 ve terminati i ritratti di quelle Poeta introdotto in quella Corte Reali Maestà, gli fu assegnata un con onorario di 50. scudi al mese. annua pensione di 200. scudi, e doIvi fece opere da fare stupire ogni nato un diamante di valore di 1500. industria humana: in sei fogli di scudi. Meritò in quel tempo di ricarta reale istoriò la Sacra Genesi, cevere lettere da Papa Pio IV. in con invenzioni tanto bizzarre d'agrata risposta del ritratto della Renimali, d'alberi, di paesi, e di figina mandatogli. Tanto possesso gurine graziose, che gareggiarono ebbe nella grazia di quei Monarcon le miniature del celebre Giuchi, che la congiunsero in matrilio Clovio. Per le guerre poi di monio con D. Fabbrizio di MonSavoja con li Genovesi, convennecada Siciliano, con dote di dodicigli partire per la patria: ivi accumila scudi, ed un'altra pensione de sato dai malevoli per confidente mille ducati sopra la Dogana di del Duca, fu mandato in bando; Palermo. Così carica d'onori, di andò a Roma, dove fu universalgioje, di tappezzerie, di vesti, mente onorato per i suoi dipinti; di danari, fu inviata allo sposo, il richiamato dal bando, cangio i penquale dopo lungo tempo mancato. nelli nel bulino, e tagliò in ramo passò alle seconde nozze in Genole proprie invenzioni; ma assalito va. Ridotta all'ultima vecchiaja, da febbre maligna cedette il campo e perduta la vista, giojva parlare alla morte d'anni 41. nel 1641. sa con li Virtuosi pittori delle difficolpolto in S. Francesco, Soprani fol. tà dell' arte, inmodochè Antonio 127. Vandych ebbe a dire, avere riceSISTO BADALOCCHIO di casa Rosa vuto più lume nella pittura da! una Parmigiano. Fu tallevato nella cacieca, che dal suo Maestro. Insesa, e nella scuola d'Annibale Cargnò l'arte alle sue sorelle Lucia racci in Bologna, ed in Roma: fu Europa, ed Anna Maria, Vasari giovine di rara bontà, di savj coSoprani. Baldinxeci par. 3. sec. 4. se stumi, di buon' ingegno, ed atto glio 154. a tutte le belle arti; ma in quella SOLOSMEO menzionato dal Vasadella pittura ebbe un dono partisari come uno dei scolari di Ancolare di facilità mirabile, e nel drea dal Sarto. disegno di franchezza straordinaria: onde soleva dire Annibale, che di- SPINELLO ARETINO nacque in Arec zo l'anno 1328. Fu scolaro di Jasegnava meglio di se stesso. Si vecopo Casentino; diede così bello dono gli effetti di tante prerogatiarie ai Santi, ed alle Madonne ve nelle pitture sparse in tanti luoche spirano amore, ed invitano alghi, e nel bel taglio della Gallela divozione; lavorò con diligenria Farnese col Lansranchi disegnaza, e con dolcezza, e pure fu speta, intagliata, e dedicata al suo dito, e facile: amico dei poveri Maestro l'anno 1607. Malvasia par. e degl'Infermi, mai abbandonolli 3. fol. 517. anzi nel contagio del 1383. eserciSOFONISBAANGUSCIOLA nobile Cretò la carità di visitare gli amma monese, discepola di Bernardino lati, e seppellire i morti. Quanto Campi, poi del Sojaro: tanto s'apiù caro à Dio, tanto più in odio vanzò questa celebre pittrice, che al demonio, che però dipignendo Filippo II. Re delle Spagne, nel nel Duomo d'Arezzo la caduta de1559. accompagnata da due Dagli Angeli, ingegnandosi dipignere me, da due Gentiluomini, e da sei deforme Lucifero, questo una notstaffieri la desiderò alla Corte, do 464 te apparvegli in sogno con terribile aspetto, e lo sgridò, dal che dato in un gelato sudore, cotanto spaventato rimase, che di lì a poco tempo, in età d'anni 92. morì e da Forzone orefice, e da Paris bravo Pittore amendue suoi figli, fu sepolto in S. Agostino. Baldinucci sec. 2. fol. 56. STEFANINO DELLA BELLA nacque in Firenze l'anno 1610. Praticò con Gio: Batista Vanni, e col Cantagallina, copiò le carte del Callot, e fermossi con Cesare Dandini bravo Pittore: fu disegnatore mirabile, principiava le figure dai piedi e proseguendole sino al capo, le terminava col fiato. Vide Roma Parigi, la Fiandra, l'Olanda, ed Amsterdam, e guadagnò per tutta le Corti premj, grazie, ed onori, su caro ai suoi Principi naturali Dopo avere lasciate tante belle invenzioni, e capricci alle stampe tutte registrate dal Baldinucci sol. 65. carico di gloria, morì d'anni 54. sepolto in S. Ambrogio. STEFANO AMADEI Perugino! discepolo di Giulio Cesare Angeli, oltre il disegno, attese alla Matematica, ed alla prospettiva sotto il Dottore Lemme Rissi famoso Matematico Perugino. Le sue stanze sembravano un Accademia di Cavalieri, tra i quali risplendeva D. Fabio della Corgna, già descritto Fu memorabile il suo nascere, e morire, perchè nacque alli 20. di Gennajo 1598. a mezza notte, e nel mese, nel giorno, ed ora medesima mori nel 1644. M. S. STEFANO COSTA nella scuola di Gio: Batista Santacroce fece assidui studj in Genova, per imparare il disegno, e la scultura. Nell'intaglio avvanzossi a tal segno, che può dirsi, che fusse esatto imitatore del Maestro, dal quale appartato andò a stare con Gio: Batista Bissoni, detto il Veneziano, per il qua- le fece molte opere in' avorio, in legno, in grande, ed in piccolo. Non proseguì molto l'arte, perchè il contagio del 1657. s'interpose ai suoi avanzamenti. Soprani ol. 198. STEFANO DA FERRARA, scolare di Andrea Mantegna fiorì circa il 1520. e fece figura di buon Maestro. Servì la Corte di quel Duca con onorevole stipendio. STEFANO DALL'ARZERE con bella pratica a fresco dipinse in Padova sua Patria al Ponte di S. Sofonia i Giganti fulminati da Giove. Nella Chiesa degli Eremitani fece Mosè, Giosuè, e gli Appostoli Pietro, e Paolo. Nei Padri dei Servi l'Altare maggiore, ed in altri luoghi opere varie, come dal Ridolfi par. 1. fol.74 STLEANO DU PERACH Parigino venne in Italia, e trovandosi in Roma occupato negli studj dell' architettura, disegnò la Chiesa Vaticana, e le antichità Romane, che poi si videro alle stampe: valse tanto nell'architettura, che meritò esser fatto Architetto del suo Re. Dipinse a Fontanablò nella Sala dei bagni cinque storie degli Dei marini, con gli amori di Giove, e di Calisto; incontrò la morte circa il 1601. d'anni 32. Baldinucci par. 2. sec. 4. se glio 275. STEFANO FIORENTINO figlio di Riccio di Lappo, scolaro e nipote di Giotto, il quale superò in Pisa nella Madonna di Campo santo. tirò di prospettiva; diede qualche barlume di maniera moderna; fu bizzarro, e nuovo negli scorci, ed il primo, che uscisse da quell'antico modo tenuto dai Maestri suoi antecessori, Roma, Milano, Pistoja, Assisi, Perugia ed altre Città videro l'opere sue: morì nel 1359. in età di 49. anni. Baldinucci sec. 2. fol. 35. Vi fu un altro Stefano Fiorentino, il quale fu amato discepolo di Gerardo Fiorentino; vedi Gerardo Fiorentino. STEFANO GAVASSETE Scultore, Miniatore, e Doratore celeberrimo su Padre di Cammillo, e di Luigi bravi Pittori Modonesi, già descritti. Vidrianni fol. 113. STEFANO LEGNANI, chiamato comumunemente il LEGNANINO, Milanese, pittor di stima, studiò nella scuola di Carlo Cignani, e fu buon coloritore sì a fresco che ad oglio. Nel Duomo di Milano dipinse grandi quadri a concorrenza di altri stimati pittori. Morì giovine in sua patria circa il 1700. STEFANO LEHONGRE Scultore nato a Parigi nel 1628. Fu scolaro di Giacomo Sarazin; passò sei anni in Roma con regia, e buona provvisione in stretta amicizia col Cav. Bernini, poi ritornò alla Patria Nel gran numero di lavori lasciati alla fama in servigio del Re, e di tanti particolari, sono degni d'ammirazione quelli, che sono nella Chiesa del Collegio Mazarino in Parigi, e la Statua equestre di bronzo del Re Luigi XIV. per la Piazza pubblica di Dione in Borgogna. Morì Rettore della Reale Accademia di Pittura, e Scultura nel 1690. d'anni 62. M. S. STEFANO MADERNO Scultore Lombardo, dal restaurare l'antiche statue Romane, passò a modellare moderne sculture, che furono por gettate di metallo, per servigio di Personaggi eminenti. Sono adorne molte Chiese principali di Roma dei suoi bassi rilievi storiatia, e di figure al naturale. Per benemerenza di sì belle fatture, su provveduto di un ufizio sopra la Gabella di Ripetta; lasciò la professione, ed attese a quello. Sessagenario mori nel 1636. Baglioni fol. 345. STEFANO MAGAGNASCO Genovese, allevato nel disegno da Valerio 465 Castelli, cercò in Roma migliore perfezione, per cinque anni continui, dopo dei quali aprì stanza in Patria; ebbe per la Francia pubbliche, e private commissioni, per la gran maniera, che aveva nel colorire: non andò però a lungo il suo operare, perchè fu interrotto dalla morte. Soprani fol. 262. Stefano March, Pittore Spagnuolo, datosi a dipignere battaglie riuscì in quelle eccellente; ma fu sì stravagante nel suo modo di vivere che oscurò in gran parte la sua gloria. Poco dipigneva, e sol quando era forzato dalla necessità. Quando dovea farlo, si chiudeva nella sua stanza ch'era piena di armi, e quelle con grande fatica a maneggiar si metteva, sino a che si stancava, ed allora prendeva i pennelli, ed a maraviglia esprimeva morti, semivivi e feriti. Poche opere di lui si trovano benchè arrivato sia all'età di anni 70. Per non aver voluto lavorare morì in miseria nel 1660 STEFANO MARIA LEGNANI, detto il Legnanino, a distinzione, di Ambrogio suo Padre Pittore di ritratti, e dal quale ebbe li principi del disegno. In Bologna ebbe per maestro il famoso Cav. Cignani, nella fiorita scuola del quale intensivamente studiò il disegno, ed il colorito, dopo tre anni passò a Roma sotto il Cav. Maratti, e con un'impasto Lombardo, e Romano uscì fuori con un colorito sì piacevole, con arte di teste sì belle, e con una vaghezza tale, che pose in diletto Cittadini, e Nobili di possedere qualche suo dipinto particolarmente il Sig. Principe di Carignano, che teneramente l'amò In Novara dipinse la Capella di S. Gaudenzio; in Milano nella Chiesa di S. Angelo l'Arco dell'Altare maggiore fu colorito con l'Incoronazione di Maria Vergine, e quanNnn 466 tità d'Angeli; opere tutte di tan- STEFANO SPERANZA nativo di Roma to studio, che posero in riputaziodisegnò nella Scuola di Francesco ne la gloria di sì famoso Maestro Albano: vago di scultura fece moQuindi è, che nel passaggio di delli copiati dalle belle opere anS. M. C. per Milano, gli furono ortiche, e riuscì valente Scultore: dinati due quadri, uno per l'Imsu adoperato in molte occortenze peradore, l'altro per l'Imperadrice dal Cav. Bernini; lavorò nel Dela quale volendo conoscere il vaposito della Contessa Matilde in lente Dipintore, onorevolmente lo Vaticano, in Araceli, ed altrove mandò a prendere, ma in quel punfermò la morte i suoi scarpelli, to era passato all'altra vita d'anquando correva alla gloria: pianni 55. nel 1615 Lasciò ricco valse la perdita d'un tanto Virtuoso sente alle sue figlie acquistato dalGio: Batista il fratello bravo Pitle sue lodevoli fatiche, e fu sepoltore, già descritto. Baglioni fol. to nella Chiesa di S. Angelo. M.S. 351. STEFANO MARIANI da Vicenza scolSTEFANO DA TEVIO Veronese, scorsi pì i Santi Appostoli Pietro, e Paoi principj della pittura sotto Libelo, e la statua della Religione con rale Veronese, s'introdusse in Fiun puttino d'isquisita bellezza nelrenze nella scuola d'Angelo Gadla Chiesa della Minerva di Roma. di; fermossi per gran tempo a stuAb. Titi fol. 135. diare i Maestri Fiorentini; sicchè STEFANO MONTALTI Pittore Milaneandato a Verona fece opere infinise; sono opere sue in S. Gio: in te, e tali in bontà, che Donatello Conca, nella Maddalena, in S. Euinsigne Scultore, nel tempo, che storgio, in S. Maria delle Grazie, trovossi a scolpire in quella Città, nel Carmine, e nel Crocefisso. In vedendo i freschi di costui, affermò S. Giorgio dipinse tutto il Coro essere i migliori, che sino a quel con la Volta, e nella Chiesa de tempo fussero stati dipinti. BaldiS. Girolamo, col fratello Gioseffo nucci sec. 2. fol. 79. colorì tutta la Volta: sono opere STEINWINKEL, nella Corte di Cristiasue in altre Chiese di Milano, reno IV. Re della Dania l'anno 1640. gistrate nella tavola del Torre. Fu fioriva famoso nel dipignere così dei Danedi, e detto ancora Gio: al vivo i cavalli, che esposti al Stefano: morì d'anni 81. nel 1689. pubblico tiravano i veri a fiutarli. Vedi Gioseffo Danedi. e nitrire. Sandrart fol. 383. STEFANO PIERI Pittor Fiorentino parSTOLDO DI GIGNO LORENZI Fiorento della Scuola del Bronzino vectino, imparò a disegnare con Gichio; fu molto adoperato nelle pitrolamo Macchietti, con intenzione ture per l'esequie del Buonaroti, e d'applicarsi alla pittura; ma dimolto lavorò per l'apparato nella stratto dall'arte del Padre lavoravenuta della Regina Giovanna tore di ferro, su cagione, che inSposa del gran Duca Francesco: aclinasse l'animo alla scultura, neljutò ad Andrea del Minga, a Giorla quale fece riuscita bonissima gio Vasari, ed a Federico Zucchein Patria, in Pisa, ed in Milano ri; da sè dipinse opere lodate in dove nella facciata, ed entro la Roma, ed in Patria, dove fini Chiesa di S. Celso sono sue stasuoi giorni d'anni 87. regnando tue di marmo maravigliose. NacClemente VIII. Baldinucci. Baglioque l'anno 1535. Borghini fol. 607. ni fol. 89. STRADANO, ovvero Gio: della Strada Vasari par. 3. a car. 208. nacque in Bruges l'anno 1536. Imparé parò sino a gli anni 12. da suo Padre, e questo defunto, ne passò due sotto Massimiliano Franco, poi andò in Anversa, e s accomodò con Pietro Lungo Olandese; nella scuola del quale, in tre anni, portò via tal franchezza, che da sè principiò a lavorare. Pervenuto in Italia, trattennesi in Venezia, ed in Firenze, dove stabili disegni per varj Arazzi, in Reggio dipinse a fresco una Sala; in Roma disegnò tutte l'opere di Raffaello, e del Buonaroti; dipinse con Daniello da Volterra, e con Francesco Salviati, prendendo in gran parte la maniera di lui. Ritornate a Firenze dipinse a olio, e a fresco; fece altri cartoni per Arazzi. ed infiniti disegni per le stampe, che furono intagliate da Filippo Gallè, e dal Goltzio. Seguì a Napoli, ed in Fiandra D. Gio: d'Austria, e dipinse tneti ī suoi fatti militari: fece ritorno a Firenze, dove multiplicò l'opere sue. Ebbe molti scolari, fra i quali Antonio Tempesta, e Scipione Strada suo figlio: visse anni 82. e fu sepolto nella Chiesa della Santissima Nunziata. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 140. SUOR AVGELA VERONICA AIROLA Nobile Genovese, Monaca in S. Bartolomeo dell'Olivella, apprese dal Sarezana il disegno, ed il colorire: nel proprio Monasterio mirabilmente dipinse, e colorì per altri luoghi diverse tele, fra le quali una tavola d'Altare nella Chiesa di Gesù Maria. In concetto di bonissima Religiosa, passò a vita migliore nel 1670. Soprani fol. 253. SUSANNA MAYR Pittrice Augustana. figlia, e discepola di Gio: Fischer; nel ricamo, nel dipinto, e nel tagliare con le forbici, in carta bianca, caccie, ritratti, e storie, fu mirabilissima. Viveva nel secolo 467 passato in età d'anni 74. Sandrart sol. 325. SUSANNA SANDRART Norimbergese figlia di Giacomo, fu Pittrice, ed Intagliatrice; diede alle stampe Libri del nuovo, e del vecchio Testamento, d'ornati Romani, di vasi antichi, e moderni, e d'istorie; sicchè merita somma lode, non solo per tanta virtù, ma per la consanguinità, ch ebbe con Giovacchino Sandrart, Autore del nobilissimo Libro in foglio delle Vite di tanti Pittori, entro il quale vi sono ritratti, e stampe di mano di questa famosa Donna. Sandrart fol. 391. TADDEO BARTOLI, O DI BARTOLO FREDI, che fu il nome di suo padre, Pittore Senese: sebbene fiorì nei secoli bassi, nulladimeno portò dalla natura, oltre i bei tratti, nonsochè di pittorico elegante, col quale s'introdusse in Padova, in Siena, in Pisa, ed in Firenze; non mancarongli mai lavori, se non quando la morte gli levò dalle mani i pennelli, e fu nel 1410. in età d'anni 59. Domenico il nipote l'avanzò nei dipinti. Vasari Par. 3. fol. 146. TADDEO CARLONI Pittore, Scultore ed Architetto nato in Rono [Terra del Lago di Lugano.] Imparò da Giovanni suo padre, perfezionossi in Roma, e si stabilì in Genova, dove non mancano opere sue. Fu sì vivamente innamorato della virtù, che averebbe voluto poterla infondere in tutti, e perciò soleva ragunare in sua casa giovani studenti, alli quali con istraordinario amore conferiva ogni difficulta dell' arte: non sapeva che cosa fusse avarizia, spendeva quanto guadagnava in bene educare, e Nnn 2 468 fare insegnare ogni scienza alli suoi figli, solito dire, che le vere eredità paterne per 1 figliuoli, sono le Virtù. Morì questo Magnanimo Virtuoso l'anno 1613. e nella Chiesa di S. Francesco di Castelletto si legge la sua memoria in una lapide fattavi erigere, due anni dopo, da Gio: il figlio. Soprani sol. 293. TADDEO CURADI Fiorentino, detto il Battiloro; d'ogni arte mecanica su franco possessore Matematico, Schermitore, Sonatore di Lira, Artefice d'ogni istromento da suono e bravo Scultore: con i precetti di Batista Naldini lavorava sì belli Crocefissi, che soleva dire Gio: Bologna, non avere pari, anzi se a lui n erano ordinati, soleva inviare ogn'uno al Battiloro: era uomo pio, e caritatevole; godeva la grazia del Gran Duca Francesco I. aveva tre figli, Francesco il primo, il quale per la perfezione del dipiguere fu creato Cavaliere, gli altri Pietro, e Cosimo anch'essi furono Pittori. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 170. TADDEO GADDI Fiorentino, dopo la morte di Gaddo Gaddi suo padre, e primo Maestro nel disegno, fermossi 24. anni con Giotto; questi defunto, comparve il più pratico Architetto, e Pittore di quei tempi: ciò si comprende dalli tanti suoi dipinti, e dalli due Ponti di S. Trinità, e Ponte vecchio rifatti con suo disegno l'anno 1333. quando un diluvio d'acqua rovinò quasi Firenze, fu la spesa di 260. mila fiorini d'oro. Fece il Campanile di S. Maria del Fiore, e dipinse gran tratto di muro in S. Maria-Novella. Dalla casa di questo Virtuoso sortirono Vescovi, Cardinali, e Mecenati, che furono sempre amorevoli verso i Pittori, e Studiosi: morì in età d'auni 52. da Angelo, e da Gio: suoi figli sepolto in S. Croce, nel 1352. Vasari par. 1. fol. 93. Baldinucci sec. 2. fol. 35. TADDEO LANDINI Scultore Fiorentino entrò in Roma nei tempi di Gregorio XIH. nè mancarongli incombenze nelle Fontane, nei Depositi, e nei Giardini, perchè in fatti aveva bellissimo disegno, profondo sapere nel maneggiare gli scarpelli, e lavorare di bronzo. Servì dunque il suddetto Gregorio, Sisto V. e da Clemente VIII. fu dichiarato Architetto Generale sopra le fabbriche da farsi; ma la mala fortuna, con un morbo incurabile, gli diformò in tal maniera la faccia, che molto afflitto morì circa l'anno 1594. Raglioni fol. 63. TADDEO ZUCCHERI oriondo da S Angelo in Vado (Territorio d'Urbino.) Nacque l'anno 1529. Fu figlio, e discepolo d'Ottaviano, poi di Pompeo da Fano: d'anni 14. andò a Roma, dove quasi si ridusse mendico, dormendo sotto i porticali, nè ritrovando ajuto da Francesco, detto il S. Angelo, Pittore di grotteschi, e suo parente; ritornò alla Patria infermo, risanato volle rivedere Roma, e dopo qualche studio, accolto dal parente, e da Daniello de' Por Parmigiano che molti anni praticò coi scolari del Correggio, e del Mazzola) fu condotto a Vitto (oggi Ducato del Principe Gallio) per ajutarlo nei dipinti d'una Chiesa D'anni 18. dunque fece stupire il Romani Pittori con nove storie dipinte a chiaroscuro nella facciata Mattet. Roma, Tivoli, Caprarola, Firenze, Venezia, e tant'altre Città sono belli testimonj degli eruditi operoni, che dipinse nel corso di 37. anni, che visse. Dipinse con dolce, con pastosa, e con vaga maniera. Fu copioso nelli componimenti, morbido nei nudi, facile nei prezzi, desioso di giovare a tutti, particolarmente a Federico minor fratello, il quale lasciò pratico nella pittura, e dal quale nella Rotonda, vicino a Raffaello, ebbe onorata sepoltura. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 107. TARQUINIO DA VITERBO gran frescante, e Pittore di quadratura; in S. Marcello, in S. Silvestro, ed in S. Cecilia di Roma dipinse prospettive, colonnati, bizzarrie, festoni, e puttini, degni da farne particolare memoria: morì nel Pontificato di Paolo V. Baglioni fol. 168. TARQUINIO JACOMETTI da Recanati Scultore, e Gettatore di metalli, nipote, e discepolo d'Antonio Calcagni, col disegno del quale fece di bronzo la Porta a mano sinistra nella facciata della Santa Casa l'anno 1596. Ebbe un fratello per nome Pietro Paolo, che lavorò le storie di bronzo situate nel Fonte avanti la stessa Chiesa. Baldinucci par. 3. sec. 4. fol. 227. TEODORA DANTI, Pittrice, e allieva di Pietro Perugino, fu assai stimata al suo tempo per lo spirito, e per la imitazion del Maestro. Morì nel 1573. di anni 75. Pascoli dà contezza di lei nelle Vite de Pittori Perugini. § TEODORO BABRER, Ollandese, di pinse spaccati di Chiese moderne a imitazione di Pietro Neefs, ed ebbe fama in tal genere di pittura Fece sua dimora in Anversa. TEODORO BERNARDI, Pittore di Amsterdam, al cui ritratto, che è alle stampe, va congiunto l'elogio di sua rara abilità. TEODORO CORNHART d'Amsterdam Poeta, e franco Intagliatore in rame, come dalle tante carte disegnate da Martino Emskerken, e da altri Pittori, da lui tagliate: morì d'anni 78. nel 1590. Sandrari fol. 353 469 TEODORO DELLA PORTA Cav. e Scultore scritto al catalogo degli Accademici Romani. Della sua casa sono fioriti uomini insigni nella scultura. TEODOROGHIGI Romano scolaro di Giulio Romano disegnò con gran diligenza a penna, ed acquarello, sul gusto del Maestro. TEODORO GREUGER, O CRUGER bravo intagliatore in rame servì il Cavalier Lanfranchi, e pubblicò molte dell'opere sue, e d'altri Maestri. TEODORO HEMBRECKER Pittore d'Arleme nacque l'anno 1624. da Cornelio Mulico di professione, Orga nista celebre, e Mastro di Capelsa. Imparò per un anno da Pietro Grebber stimatissimo Pittore di figure; quindi senza altro Maestro si pose a copiare quadri di Valentuomini, e fece sua scorta il naturale nel dipignere i suoi capricci. Venne in Italia, si fermò alcun tempo in Venezia, poi in Roma: strettosi in amicizia con Gio: Viltz suo Paesano Pittore, seco si portò a Lion di Francia, d'indi alla Patria; ritornò in Italia, ed in Firenze, Venezia, Napoli, e Roma dipinse cose varie, per lo più di Bambocciate, In Roma però, ove stabili la sua stanza, evvi di sua mano un quadro nella nuova Sagristia di Santa Maria della Pace. M. S. TEODORO MATHAM d'Arleme, figlio, e scolaro di Giacomo imparò a disegnare, ed a dipignere per giungere con fondamento ad intagliare in rame, e gli riuscì l'anno 1663. di fare stupire i Franzesi Intagliatori di Parigi, con le 58. carte copiate dalli quadri insigni di Monsù Faverò. Sandrart fol. 360. TEODORO MINCAT, nato in Catalogna, studiò la pittura in Roma da Michelangelo Buonaroti, e si fece nome di buon disegnatore e 470 pittore. Da Filippo II. Re delle ed amore; ponevano le mani amenSpagne fu chiamato a dipingere due nel medesimo dipinto, o fusse nel Palazzo del Pardo, dove riudi figure, o di prospettiva, e condussci di sommo gradimento; indi fu sero l'opere loro insieme sino alla mandato all'Escuriale, ove con morte. Fiorirono nel 1550. Soprani egual sua lode, a competenza di alfol. 22. tri valorosi Pittori, da perito ed TERENZIO DA UREINO fu uno di quei abile artefice si diportò. Mori egli Pittori, che l'opere loro vogliono nel 1590. in età di anni 50. spacciare per antiche: era solito TEODORO ROMBONTS apprese la procacciarsi tavole vecchie, aunepittura nella scuola di Abramo Janrite dal fumo, o corrose dal tarlo; sen in Anversa, e su buon pittore poi pignendovi sopra qualche figud'istorie. Si fermò in Italia, e lara, con vernice, con empiastri, e vorò in Firenze. Ho veduto un con fumo, tanto le rendeva patequadro di lui coll'anno 1625. nose, che facevale apparire avanTEODORO ROSS nato in Varsavia zate dall'ingiurie di prù secoli. Con l'anno 1638. discepolo di Cornelio quest'arte deluse i più saccenti Dide Bey. Entrato nel terzo lustro lettanti, ma non andò tanto a lunprincipiò ajutare Gio: Enrico frago l'inganno, che non fusse il pretello maggiore nelle belle pitture, cipizio di lui. Per un simile quache eseguiva per l'Elettore Palatidro venduto al Cardinale Montalto no, la grazia del quale acquistò suo Padrone, e benigno Benefattocon i favori d'altri principi cirre, scoperta la frode, fu cacciato convicini, ai quali compiutamente dal Palagio, e la perdita d'un tanfece al naturale veri, e somiglianto Protettore si amaramente l'afti ritratti. Sandrart fol. 390. flisse, che nel Pontificato di PaoTEODORO VAN-TULDEN, nato a lo V. morì. In cinque Chiese di Bois-le-Duc nel 1620. fu alla scuoRoma sono tavole d'Altare di sua la di Rubens, e nel rappresentar mano dipinte, come registra il col pennello cose villereccie a luBaglio ni fol. 157. (a) me di luna, o di fuoco, particolarTERESA MARIA CORIOLANA figlia mente riuscì, e si distinse; benchè del Cav. Bartolomeo Bolognese anche bellissimi quadretti di bamche intagliò tante belle opere di bocciate a lume di giorno abbia Guido Reni, alleyata nel disegno fatto. Vivea circa gli anni 1646. dal padre, perfezionossi nella pitTEOFILO Torre Aretino imparò da tura sotto quella gran Donna d'EBartolomeo Torre, nel dipignere lisabetta Sirani. Malvasia par. 4. storie a fresco mancò in qualche fol. 487. parte nel disegno, ma supero il diTERESA MURATORI figlia di Roberfetto con la franchezza, e col coto eccellentissimo Medico. Nacque lorito: sono in Arezzo sale, cain Bologna l'anno 1662. Inclinata mere, e case intere di sua mano al suono, al canto, ed alla pittudipinte. Fioriva nel 1600. M. S. ra, a similitudine di Marietta TenTERAMO PIAGGIA nativo di Zoagli. toretta, giunse sì oltre nella musinella Riviera di Genova, imparò ca, che compose dolcissime Cantada Lodovico Brea, e con Antonio te, ed Oratori, e nella pittura amSemino suo condiscepolo camminò maestrata da Emilio Taruffi, da Losempre con iscambievole accordo, renzo Pasinelli, e da Gio: Gioseffo (a) Di costui ha S. Maestà un pezzo istoriato ricavato di Raffaele, dal Sole, tanto bene imitò le loro maniere, che meritò di comparire con sacre storie nelle Chiese di S. Stefano, di S. Gio: in Monte, nelle Monache della Santissima Trinità, e di S. Elena, e nella nuova Chiesa di S. Domenico, eretta in Ferrara con quadro erudito, e tinto d'ameni colori, rappresentante Maria Vergine corteggiata dagli Angeli, che appare a S. Pietro Martire. Morì a' dì 19. Aprile 1708. sepolta nella Chiesa della Madenna di Galliera. TIBERIO TINELLI nacque in Venezia l'anno 1589. Ebbe i principj del disegno dal Cav. Contarini, e gl. incrementi della pittura dal Cav. Bassano, onde con la disciplina di questi nobili Maestri riuscì illustre Pittore, particolarmente in fare ritratti; questi veduti da Lodovico XIII. Re di Francia, per allettarlo a portarsi a Parigi, ordinò al suo Ambasciadore in Venezia che lo creasse Cav. di S. Michele. come seguì al dispetto di tanti suoi emoli; condusse una vita poco contenta; ammogliato convennegli fa re con la moglie divorzio; imparentato, prendette l'armi contro il parenti; portato da' Grandi, vi fu sempre chi cercò precipitarlo, sin che giunto agli anni 52. saziò la mala sorte con la sua morte, che lo vide in lodevole deposito sepoltorin S. Canziano. Ridolfi par. 2. fol. 287. TIBURZIO MAINO Scultore Pavese con Angelo suo fratello lavorò bellissime figurine di marmo, riferite nel Trattato di Pittura dal Lomazzo TIBURZIO PASSAROTTI Bolognese figlio, e discepolo di Bartolomeo. nacque a Ventura, ad Aurelio, ed a Passarotto maggiore fratello ma migliore nelli fondamenti pittorici, nel disegno, e negli scorci. Aperta stanza ripiena di famosi di471 segni, di stampe, di rilievi, di scheletri, di medaglie, d'idoli, di cammei, di gioje, e di rarissimi Libri, invitava ogni Dilettante dell'arte, ed ogni Personaggio forestiere ad ammirare la ricchezza di sì nobile raccolta. Viveva con splendore al pari del padre, e l'opere sue gli erano ben pagate, non solo per la forza, e per il colorito, ma ancora per il grande credito acquistato, benchè nei suoi tempi fiorissero i famosi Carracci. Arcangelo bravo nei ricami, e Gasparo nelle miniature surono suoi figli. Malvasia par. 2. fel. 238. TIBURZIO VERZELLI da Camerino Scultore, e Gettatore di metalli, dücepolo di Girolamo Lombardi, poi d'Antonio Calcagni: l'anno 1589, fece alla Santa Casa la Porta di bronzo, a mano destra, con diversi spartimenti storiati, ed in altri luoghi gettò bellissimi rilievi. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 154. TIMOTEO DELLE VITE, detto Timcteo da Urbino, desioso del disegno, lo cercò nella Città di Bologna dar più famosi dipinti, e con la pratica di molti Pittori, senza appartato Maestro ritrovollo; sicchè guidata la mano dalla natura, diede di piglio ai pennelli, ed animosamente stemprò colori sopra tele, e muri, e diede in una vaga, e Raffaellesca maniera, che autenticò l'aspettazione universale di tutta la Città. D'anni 26. ritornato alla patria, entrò nel Duomo, ed in altre Chiese con eruditi pensieri. Invitato a Roma da Raffaello, sotto sì gran Maestro, nel corso d'un'anno, acquistò più fondata perfezione, ed ajutollo nella Chiesa della Pace. Chiamatò dalla Madre a Urbino, là da sè, e col Genga condusse grandi opere. Fu gagliardo disegnatore, sonava ogni istrumento, e sopra la Lira dolcemente improviso sava. Mancò d'anni 54. nel 1524 472 ti, intagliate da tanti Maestri. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 118. Così alto lo fece ascendere la virTINTI PARMIGIANO, così chiamatù, che divenne familiar di Carlo to dal Malvasia tom. pr. a car. 212 V. il quale per il primo ritratto fu pittore e scolaro di Orazio Salo regalò di mille scudi d'oro, per machini. In Parma, in una Capelil secondo creollo Cavaliere, e Conla del Duomo, in cui il suo Maete Palatino [ raccontandosi, che stro avea dipinto tutti i freschi, enel ritrarlo gli cadesse di mano un gli dipinse una Tavola ad oglio. pennello, il quale levato da terra TIZIANO AsPETTI Nobile Padovano da Sua Maestà, gli fu presentaScultore, e nipote per parte di Mato.] In propria casa fu visitato dre del famoso Tiziano Pittore: da Enrico III. Re di Francia, e da pervenuto in età, applicossi agli tanti altri Principi; accarezzato dastudj del disegno, e della scultura nella Città di Venezia, dove sono Paolo III. e da altri Pontefici; favorito da Alfonso I. Duca di Fermolte opere sue di bronzo, e di marmo, come pure in Pisa, ed in rara, e da infiniti Personaggi; quanFirenze. Mori in Pisa l'anno 1607. tunque tante grazie godesse, fu semin età di 42. anni, sepoleo nella pre cortese, modesto, umile, cariChiesa dei Padri Carmelitani, con tatevole, ed amoroso verso i suoi Deposito, e statua intagliata dal scolari. Solo il contagio dell'ansuo discepolo Felice Palma, che no 1576. poteva rubarlo alla glonacque in Massa di Carrara nel ria, mancandogli un anno a com1583. e riuscì bravo nella scultupiere un secolo; per altro era dera, e nell'architettura; e morì nel gno di vivere perpetuamente a be1525. L'opere dell'uno, e dell'alnefizio dell'arte. La Chiesa delli tro sono descritte dal Baldinucci Frati fu il teatro, dove rappresenpar. 3. sec. 4. fol. 164. Di Tiziano taronsi le sue famose esequie, e doPadovano ne parla ancora il Vasari ve ora in pace riposa. Sandrart Par. 3. lib. 2. fol. 243. Vasari, Ridolfi par. 1. fol. 135. (a) TIZIANO VECCELLIO da Cadore (TerTOBIA POCH di Costanza degno di ra nei confini del Friuli.) Nacque lode per un metodo nobilissimo l'anno 1477. Più dalla natura, che col quale terminava con felicità dagl' insegnamenti di Gio: Bellino i suoi quadri storiati. Fioriva nel chiamato alla pittura, rinovò con secolo passato. Sandrart fol. 318. l'opere sue i stupori degli antichi TOBIA STIMER Scaffusmano Intasecoli, per confondere i venturi, i gliatore di storie, e di geografia quali si glorieranno solo d'imitarle sue stampe furono studiate dal lo, ma non giammai di uguagliarRubens; fioriva nel 1590. Abel si a quello: cercò nei primi tempi fratello maggiore dipigneva sopra trasformarsi nella maniera di Giorvetri, e Cristofano minore intagione, e nel decorso avanzollo di gliava in legno. Sandrart foglio sorta tale, che il grido del suo no244. me secesi sentire per Venezia, PaTOBIA VERHAELCHT d'Anversa gran dova, Verona, Brescia, Bologna, Pittore di storie a fresco: una delFerrara, Roma, Milano, e per tan le glorie singolari di questo Autote altre Oltramontane Città, dove re fu l'essere stato primo direttore giunsero opere sue, descritte da tandel Rubens: egli nacque negli anti Scrittori, celebrate da tanti Poeni 1566. e morì nel 1631. furono i con(a) Di Lui ha S. Maestà dieciorto pezzi; sette di essi surono di Modena. 473 ra, e della quadratura di Mauro i confini del suo vivere. Sandrart suo Zio, che appoggiandosi al vefol. 280. ro, ed alle vedute dei più celebri TOFANO, detto il LOMBARDINO, Maestri frescanti, divenne uno dei Architetto, eresse con suoi disegni principali Pittori d'Italia, che con molti palazzi in Milano, e la facle sue belle invenzioni, arabeschi, ciata della Chiesa delle Monache cartellami, colonnati, cornicioni di S. Catterina a Porta Ticinenseadornamenti di Sale, di Chiese, e Vasari par. 3. a car. 567. di Gallerie con tanta facilità conTOLOMEO RAINALDI Pittor, Archidotte, ha servito molti Principi, e tetto, Filososo, e Laureato Dotto Cavalieri in diverse Città, ai quare, nacque da Adriano parimenti li è sempre gradita l'amenità, la Pittore, ed Architetto, e fu fra tenerezza, ed il profondo intendetello di Girolamo, e di Gio: Batire delle sue belle architetture, et sta tutti Architetti di buon nome prospettive dipinte. L'anno 1704 Tolomeo andò a Milano, ed iv. dipinse nella gran Sala del Consiaccasatosi fu dichiarato Architetto glio maggiore di Genova, in comdella Regia Camera, per la quale pagnia di Marcantonio Franceschimolte opere fece. Ebbe due figli ni celebre figurista, vive in Genocioè Domizio, e Giovanni, i qua va. Domenico il fratello minore li furono Architetti, e detti li Toanch' esso nella quadratura, e nel lomei. Da Gio: Batista nacque Dofresco ragionevolmente opera in Parmenico Pittore, ed Archiretto ma, ma Pompeo figlio del suddetGirolamo fu Architetto delli Somto Mauro trovasi franco nella quami Pontefici Clemente VIII. Paolo dratura; ed in molti luoghi ha daV. Innocenzio X. e della Casa Pamto bellissime pruove del suo raro filia, questo morì in età d'anni talento, come si è detto. 85. nel 1655. Lasciò Carlo il figlio Architetto, e Cavaliere dei SS. TOMMASO ALENI Cremonese, detto il Fadino, imparo da GaleazMaurizio, e Lazzaro: vivente il 20 Campi, e sì bene l'imitava padre servì anch' esso alcuni dei che non distinguevasi l'una dall suddetti Pontefici, e fece il disealtra maniera, nacque nel 1500. gno della Chiesa di S. Agnese in M. S. Piazza Navona sino al cornicione TOMMASO BASSINI Modonese coned il disopra della Cupola, e Factemporaneo di Serafino, e simile ciata fu fatto dal Cavaliere Boralla maniera di lui: nel Convento romino, come nota l'Ab. Titi fol. dei Padri Agostiniani dipinse un' 109. Che è quanto si è potuto aopera sì bella, che per il colorito vere di notizia di questi famosi e per la vaghezza d'arie di testa Artefici tutti Romani. M. S. merita lode. Vidriani fol. 22. TOLOSMEO Scultore fu emolo di BacTOMMASO BIANCHI da Parigi inclicio, del quale fece quella solennisnato da fanciullo alla Scultura, fu sima relazione, di dirne tutt'i mali divertito dal Sarazin Statuario, e alla presenza dei Cardinali Ridolpersuaso alla pittura, all'architetfi, Cibo, e Salviati, in tempo che tura, ed alla prospettiva, e ben Baccio stava nascosto sotto una porpresto ne fece maravigliosi progresriera a sentirlo. Vasari par. 3. lib. 1. si: girò per l'Italia, ed in Roma fol. 438. si compiacque dell'Algardi, di Pous TOMMASO ALDROVANDINI nato in sin, e d'Andrea Sacchi; lavoBologna l'anno 1653. Appena rirò molti quadri per la Francia, conobbe i principj dell' architettuOoc 474 per i quali meritò essere dichiarato Capo dell' Accademia Francese: fiorì nel 1650. Sandrart fol. 380. TOMMASO BLANCHET nativo di Lion dipinse opere grandiose all'Ostel de Ville, e sono d'un buon gusto di colore; su ricevuto nell'Accademia Reale di Parigi, che l'avea eletto professore, tuttochè d'ordinario soggiornasse a Lione, ove morì nel giorno 22. Giugno 1689. in età d anni 72. M. S. TOMMASO BONA onorato Pittore in Brescia, viveva nel tempo, che fu demolita la Chiesa sotterranea di S. Faustino, e fu inalzata la nuova, dove con gran lode dipinse. Cozzando fol. 127. TOMMASO BUGONI, Pittor Veneziano, dipinse la Cupola dell' Altare del Sacramento in S. Maria Mater Domini, in sua patria TOMMASO CAMPANA Bolognese discepolo di Giudo Reni: nel Claustro di San Michele in Bosco, nello scendere la scala, che va al Coro, a mano destra dipinse due quadri della vita di S. Cecilia. Masini fol. 639. TOMMASO CARLONI Scultore Lombardo, figlio, e discepolo di Gioseffo, lavorò in Genova, ed in Turino, dove morì, e d'ordine di quel Sovrano furongli celebrate splendide esequie, con statua, ed iscrizione al sepolcro. Soprani sol 197. TOMMASO CLERICI Genovese scolaro di Francesco Merano, portossi tan to bene col tocca lapis alla mano che il Maestro poselo al treppiè e se ne videro mirabili effetti dar suoi pennelli. Sono in pubblico di sua mano quattro tavole, ed altre in privato, e pure non campò che 20. anni, ucciso dal contagio del 1567. Soprani fol. 203. TOMMASO COSTA da Sassolo scolaro di Monsù Gio: Bolanger, fu gran lavoratore a fresco, e a olio; introdusse prospettive, e quadrature nei suoi dipinti: morì in Reggio d anni 56. nel 1692. sepolto in S. Spirito. M. S. TOMMASO DALLA PORTA da Porlez, raro Scultore nel contraffare l'antico, nel gettare di bronzo, nel lavorare elegante, e nel raccogliere antichità. Sentendosi un certo pizzicore per la vita, s'unse con olio, ed in vece di toccare solo i polsi, bagnossi le braccia, ed il petto, perlochè acceso il sangue, occupò il cuore, ed immediatamente l'uccise nel 1618. su sepolto nella Chiesa del Popolo di Roma. Baglioni fol. 151. Altro TOMMASO PORTA vien nominato dal Vaſari a car. 845. cui dice essere stato scolaro di Leon Leoni, ed essere stato mirabile nell'imitazione degli antichi Scultori. Quando non vi ſia errore di ſtampa, bigna dire che queſto Tommaſo ſia diverso da quello descritto dal Baglio ni, che lo sa morto nel 1618, quando il Vasari mette la morte del suo nel 1568. nè stato sarebbe in caso d. assegnare la morte dell'altro, essendo esso Vasari mancato di vita nel 1574. TOMMASO DA LUGANO, Scultore, e scolaro del Sansovino, oltre le tante belle statue fatte per ordine del suo Maestro, fece da sè nella Chiesa di S. Sebastiano di Venezia la bellissima statua posta su l'altare della Beata Vergine col Bambino Gesù, e S. Giovannino. Vasari tom. 3. a car. 245. TOMMASO da S. Friano, di casa MANZOLI, imparò da Carlo da Loro, è superollo; fu uno di quei spiritosi giovani, che dipinsero nell' esequie del Buonaroti; lavorò in pubblico, ed in privato; fece ritratti; morì nel 1570. d'anni 30. al riferire del Lomazzo, e del Borgbi 475 ma gli aumentò in guisa tale, che ghini fol. 540. Fu sepolto nel Carmid' anni 12. passò a Roma, ove ne di Firenze. nella Capella di S. Ignazio del GeVasari par. 3. car. 796. Stampa di Fiosù scolpì il basso rilievo. Ritornarenza. to a Parigi ordinogli il Re un VaTOMMASO DI MARCO Pittore Fioso, che fece d'argento e nella Chierentino, discepolo d'Andrea Orca sa di Nostra Signora di Parigi forgna: di costui non v'è altra memò due insigni trofei d'altezza 25. moria, che le pitture dipinte in S. piedi. Ha lavorato per la Chiesa Andrea di Pisa l'anno 1392. Balmedesima, e parimenti un Calice dinucci sec. 2. fol. 108. d'oro di basso rilievo arricchito di TOMMASO DI STEFANO nacque in figure isolate, ordinatogli da S. A. Firenze nel 1324. Imparò il dise Elettore di Baviera, di grandissimo gno da suo Padre: datosi dopoi a valore. M. S. studiare l'opere di Giotto, ne diTOMMASO GUIDONI: vedi Marchese venne così grande imitatore, che Tommaso. su chiamato per sopranome GiottiTOMMASO LANCISI da Borgo San no; dipinse con accuratezza, senza Sepo'ero nacque l'anno 1603. Imfermarsi nella considerazione del parò da Raffaello Scaminosi, visse guadagno, ma nel solo desiderio anni 79. Ebbe due fratelli Pittori della gloria: l'assiduità nei lavori Vincenzio, e Matteo. Per gran in pittura, e nella scultura gli catempo avanti fiorì nella sua casa gionarono una tisichezza, per la la pittura. M. S. quale d'anni 32. finì la vita: di TOMMASO LAURETTI Siciliano, chialui parlano il Vasari, il Sandrart, mato. Tommaso Siciliano. Ritrovaned il Baldinncci sec. 2. fol. 59. Un aldosi in Bologna con molta riputa tro Tommaso di Stefano Fortunazione a dipignere, da Gregorio tino, che si crede discepolo di GiotXIII. fu chiamato a Roma, per to, registra il Baldinucci sec. 2. la Sala di Costantino; provveduto sol. 75. di servitù, di piatto, e di cavalTOMMASO DOLABELLA Bellunese scocatura, provò trattamenti da Prin laro d'Antonio Vasilacchi passò in cipe; servì tutto il tempo di quel Polonia agli stipendj del Re Sigi Pontificato Gregorio suddetto, poi smondo III. Ivi fece i ritratti di Sisto V. e Clemente VIII. Fu Prinquella Maestà, della Regina, e dei cipe dell'Accademia Romana; amò Principi Figli, con altre pitture; teneramente i suoi discepoli, alli incontrò la grazia Reale, con la quali insegnò la prospettiva, e l' quale ottenne molti favori, e buoarchitettura. Mori ottogenario, ni avanzi di fortune. Ridolfi par. fu sepolto nella Chiesa di S. Luca 2. fol. 226. Baglioni fol. 72. TOMMASO GATTI è nato in Pavia I anno 1642. Ha imparato da Carlo TOMMASO LUINI figlio d'un Veneziano, ma nato in Roma, ImpaSacchi, e con buono studio fatto rò dalli dipinti, e dalle Accademie in Venezia, lavorò con buon gusto Romane un bel modo di disegnain Patria. M. S. re, e di dipignere, e perchè volle TOMMASO GERMAIN Scultore, ed seguire la maniera del Caravag, Orefice nato a Parigi da; Pietro gio, fu sopranominato il Caravagche gli fu Padre, ebbe la disgusta gino. Dipinse sei opere per le Chiezia di perderlo di sette anni, ma se di Roma; e molte ne conservasu erede di tutti i grandi talenti no i particolari. Fu uomo brigo de lui, i quali non solo osservò, Ooo 2 476 so, smargiasso, e bizzarro. Per aTOMMASO REGNAULDIN Scultore navere ferito un suo emolo, patì to a Maulins, nel Borbonese, fu lunga prigionia, e sentendo, che allievo di Francesco Anguier, l'avversario non era morto, ma somolto lavorò per il Re Luigi XIV. lo restato storpiato, ne pigliò tanil quale l'inviò a Roma con anto dispiacere, che di malinconia nuo assegnamento di mille scudi ivi fece tanto di soggiorno, che morì d'anni 35. circa il 1632. Babastò a perfezionarlo, e ritornò glioni fol. 356. nell'Arte eccellente in Francia TOMMASO MISSIROLI Faentino, detUna parte dell'opere sue sono nelto il Pittor Villano, portato dalla la Raccolta delle Figure del Canatura al disegno cercò il colorito da Guido Reni in Bologna; riuscì stello, e Parco di Versailles, intagliate da Simone Tommasini, Moancora in iscultura; ma non gli rì Rettore dell'Accademia Reale di riuscì giungere se non ai 63. anni e mancò nel 1699. Teresa Caterina Parigi li 3. Giugno 1706. d'anni Pittrice in Patria, e Claudia Feli 79. M. S. ce in Bologna, morta l'anno 1703. TOMMASO ROMANI Bolognese, detto furono sue figlie. M. S. il Fornarino, dipinse a fresco nella FOMMASO PAPERELLO da Cortona Chiefa vecchia di S. Barbaziano scolaro di Giulio Romano, lavoró nella Capella del Crocefisso, ed almolte opere con i disegni del Maetrove: nel 1575. fu sepolto nella stro; il che suppone in esso non Chiesa dei Padri Celestini entro l'arvolgare abilità, e intendimento ca di propria casa. Masini fol. 639. Vasari nella vita di Giulio par. 3. TOMMASO SALINI, detto Mano, figlio vol. 2. a car. 332. di Batista Scultore Fiorentino, nacTOMMASO PICCIONI Pittore Anque in Roma, e sece grande proconitano, citato dall'Ab. Titi in fitto nella pittura con li disegni del tre Chiese di Roma, dove ha diCav. Baglioni; dipinse in varie Chie se, e di propria invenzione comparpinto. TOMMASO PINÁGER, ed Arman ve in pubblico con opere assai dido Suaverd Pittori contemporaligenti. Dopo questi lavori provosnei, i quali dipinsero con eccelsi a copiare dal naturale fiori, e frutti, e li fece per eccellenza, fu lenza i Paesi. Filibien par. 4. fofatto Cavaliere dello Sprone d'oro; glio 136. in età d'anni 50. Morì nel 1625 TOMMASO PISANO Scultore, ed Architetto. Era opinione nei tempi Baglioni fol. 287. TOMMASO SANDRINI eminente sogdel Vasari, che oltre l'essere stato getto Bresciano nella prospettiva, e discepolo d'Andrea Orcagna gli nell'architettura: le Volte di San fusse ancora figliuolo: si vede il Faustino, di S. Domenico, del Carsuo nome, e quello d'Andrea in mine, e del Duomo di Brescia; le un mezzo rilievo intagliato nel Città di Milano, di Ferrara, della Convento di S Francesco di PiMirandola &c. sono vivi testimonj sa, dove rappresentò M. V. con del suo valore. Morì in Palazzolo altri Santi. Opera di sua architettura fu la parte estrema del camin età di 56. anni nel 1631. Cor zando fol. 126. panile d'essa Città, Baldinucci sec. TOMMASO VINCIDOR, Pit2. fol. 38. tor eccellente. In Cremona troTOMMASO REDONETA Scultore scritvansi opere di lui, ed è alle stamto al catalogo degli Accademici di pe un soffitto con tutti gli Dei Roma nel 1670. egre 477 co IV. Baldinucci part. 2. sec. 4. fol. egregiamente stimati e disposti. 274. TOMMASO VILLEBORT in Anversa scoTROSO DA MONZA Pittore antico lolaro di Gerardo Segers rese famoso il dato dal Lomazzo: veggonsi nella suo nome per le storie, favole, e strada dei Maravigli in Milano, nelritratti dipinti con grave fondamenla parte esteriore d'una casa, pitto, e con nobiltà di colore. Nacture da lui colorite a tempra, che que nel 16 3. Sandrart fol. 306. sono molto stimate, ed altre opere TORREGIANO Torregiani Fiorentisue sono nella Chiesa di S. Gio: delno franco disegnatore, Scultore, ed la sua Patria. Torre fol. 219. emolo del Buonaroti, al quale in una rissa con un pugno schiacciò di tal maniera il naso, che ne portò sempre il segno: dallo scarpello WAILLANT noto nella Germania passò alla spada, e su fatto soldato e nell'Olanda, per le sue pittudel Duca Valentino, d'indi Alfiere re istoriate, per i ritratti al natudi Pietro dei Medici; ritornò in firale, e per i bellissimi suoi disegni ne alla Scultura; fu condotto in ricercati dai Principi, e dai DiletInghilterra, poi nelle Spagne somranti, per adornarne le loro Gallemamente stimato per l'opere sue, rie. Sandrart fol. 378. e dove terminò i suoi giorni l'anno 1522. malamente condotto da VALENTINO FRANZESE nativo di Briè, poco lungi da Parigi: in Rolunga prigionia. Vasari par. 3. Ab. 1. ma fu imitatore di Michelagnolo fol. 58. da Caravaggio; dipinse con buona TOTO DEL NUNZIATA scolaro di Rimaniera ben tinta, toccata con fiedolfo Ghirlandajo, savorò assai perezza, e con sicurezza; perlochè se il Maestro, inviò suoi dipinti in ne servì assai il Cardinale FranceAlemagna, in Inghilterra, e nelle sco Barberino Nipote di Papa UrSpagne, il che fu cagione, che fusse bano VIII. il quale procurogli il invitato dall'Anglicano Monarca quadro dei Santi Processo, e Maral quale portossi, e ricevette grand tiniano esposto nella Basilica Vationore, e grossi stipendj. Vasari p. 1. cana. In tempo poi d'estate essenfol. 110. do stato in certa ricreazione fuori TOUSSAINT DE BREVIL, cioè Ognissandi Roma, nel ritorno sentendosi ti di Brevil, scolaro del Padre di soverchiamente infiammato dal tropMartino Freminet; per la morte po bere, e dal troppo prendere tadell'Abate Primaticcio [seguita cirbacco, pensando rinfrescarsi, entrò ca il 1570.) subentrò all'onore d'Aunella Fontana, detta del Babuino lico Pittore del Re di Francia, ma concentratosi più che mai il cacon disegno di lui nelle camere del lore, in pochi giorni l'uccise. Bale stufe si vedono quattordici storie glioni fol. 337. de' fatti d'Ercole, e molte altre di VALENTINO MARTELLI Scultore, ed propria invenzione. Ebbe per coArchitetto Perugino. Nella Piazza stume di fare dipignere coi suoi carpiccola di Perugia, sopra il portitoni Pittori Fiamminghi, poi con co dello Studio v'è di sua manccolpi maestri, e rinforzati dare lola statua di bronzo rappresentante, ro perfezione. Dilettossi di sonare il Pontefice Sisto V. Morelli fol. 106. il Leuto, di correre alla lancia, e VALERIO CASTELLI Genovese figlio di saltare il cavallo. Morì in giodi Bernardo, che gli mancò, envanile età sotto il Regno di Enti 478 trato, che fu nel primo lustro: cresciutogli col tempo il desio della pittura, studiò i disegni del Padre, ed il dipinto di Perino del Vaga; in fine entrò nella Scuola di Domenico Fiasella, e lo fece ben presto stupire col dolce, e vago maneg gio dei pennelli; crebbero intanto non meno le Iodi, che le commissioni al novello Pittore, il quale avido di gloria maggiore, parti per Milano, per istudiare dall'opere dei Procaccini, e da quelle del Correg gio in Parma. Riportato alla Patria un bel misto dilettevole, ed ameno, ritrovò spalancate le Chiese, le Gallerie, ed a l'alagi principali, che ambìvano i suoi dipinti ma la morte invidiosa, quasi d'improvviso, troncò a tutti le berfondate speranze, privandolo di vita nel trigesimoquarto anno di sua età, nel 1659. sotterrato in S. Martino d'Albaro. Era Uemo allegro, di bello aspetto, compito, liberale, veloce nel dipignere, ed amorevole cogli scolari. Soprani fol. 231. VALERIO CIOLI nato in Settignano circa l'anno 1530. Fu valente, giù dizioso, e diligente Scultore: imparò prima da suo Padre, poi dal Tribolo, in fine in Roma si fermò con Raffaello da Montelupo: in giova nile età restaurò molte statue, e memorie Romane: lavorò nell'esequie del Buonaroti, ed al sepolcro di lui scolpì con somma diligenza la statua della Scultura, avendo altri Professori condotte l'altre due della Pittura, e dell' Architettura. Morì sopra gli anni 70. e lasciò un bravo discepolo, per nome Gerardo Silvani Cittadino Fiorentino, il quale nacque nel 1579. ai 13. Decembre. Questi in meno di un anno trapassò tutti gli altri compagni, e principiò a lavorare in marmo: morto il Cioli, passò sotto Gio: Caccini, e fatta amicizia con Bernardo Buontalenti famoso Architettore, studiò la prospettiva, e nell'una, e nell'altra arte diede gran saggi di sè, come fece ancora Pietro Francesco il figlio dopo la morte del Padre, che segui in età d'anni 80. Antonio Novelli Fiorentino fu scolaro di Gerardo, e benchè attendesse alla poesia, alla musica, ed al suono di varj instromenti; ciò non ostante lasciò molte opere dipinte pubbliche, e private. Baldinucci par. 3. sec. 4. fol. 173. M. S. Fu eccellente riſtauratore di ſtàtue antiche. Vasari part. 3. a car. 9. VALERIO CORT figlio di Ferdinando Nob. Pavese. Nacque in Venezia l'anno 1530. e visse molti anni in quella Città, dove per essere fami gliare di Tiztano dilettossi non poco della pittura, particolarmente dei ritratti. Andò a Genova, e per l'aspetto grazioso, per l'ornamento di belle lettere, e d'obbliganti maniere, trovò sì nobili trattenimenti, che fermossi a servire varj Principi, e Cavalieri. Sortì per moglie una Gentildonna Genovese, dalla quale nacquero Cesare stimato Pittore, e Marcantonio eccellente disegnatore. Avanzato nell'età lasciossi adescare da certe esperienze chimiche, nelle quali consumò le acquistate facultà, e la vita, circa l'anno 1580. Soprani fol. 283. VALERIO PROFONDAVALLE di Lovanio, nel Brabante, fu famoso nel dipignere qualsisia storia sopra vetri: seguì le paterne pedate Trudenza la figlia, la quale lasciò in Milano nobili segni del suo sapere circa il 1590. Lomazzo, Idea del Tempio fol. 163. VALERIO Vicentino, uno dei più rinomati intagliatori di cammer gioje, e cristalli, che con buon disegno e finitezza abbia: uguagliato le opere degli antichi Greci e Romani. Servì con molti lavori al Pontefice Clemente VIII. tra i quali eccellente fu una Cassetta di Cri stal di monte, su cui intagliò la Passione di Gesù Cristo con tal diligenza e squisitezza, che pervenuta alle mani di Francesco I. Re di Francia, fu da esso come cosa singolare riposta nel suo Real Tesoro. in cui anche al dì d'oggi conservasi. Tante belle opere ha fatto que sto valentuomo, che pare abbia avuto qualche secreto di render molli e tenere le gioje e le pietre di sua natura durissime. In tutti i famosi Musei di Europa si vedono intagli di sua mano. In Lisbona nella celebre raccolta del Signor Marchese di Abrantes, evvi un vaso di cristallo nitidissimo di buona grandezza, con quantità di figure così diligentemente intagliate, che nulla cede a nessuna della più insigni opere antiche. Fece anche molti conj di medaglie cavate dall'antico che da chi non ha tutta la cognizione per originali si prendono. Colmo di gloria per le sue rare fatiche morì in Vicenza l'anno 1546. lasciando at suoi eredi uno studio di antichità da esso raccolto. Vasari p. 2. a car. 290. VALERIO, e VINCENZIO ZUCCHERI Trevisani, coi disegni di Tiziano in S. Marco di Venezia lavorarono molti Musaici, particolarmente quelli dell'Apocalisse, e certe storiette in piccioli quadretti, che osservate da basso, sembrano non solo dipinte, ma miniate. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 233. VANBUCLE Pittore Fiammingo scolaro di Pietro Sneydre, fu grande imita tore del naturale, e simile al suo Maestro nel dipignere ogni sorta di Animali, e sebbene guadagnava quanto volea, ciò non ostante spendeva tutto superfluamente, onde morì in miseria all'Osteria di Dieu in Parigi. Filibien par. 4. fol. 277. VANDERVERT Pittore Fiammingo, il più stimato d'ogni altro Professore in quei contorni, stanteche l'opere 479 sue, benchè di mediocre grandezza, se le fa pagare mille scudi: in quelle si vede una fondata cognizione, gran gusto, un perfetto disegno, ed un pennello, che finisce a maraviglia: dei suoi dipinti se ne trovano in Roma presso il Sign. Card. Ottoboni, e Sign. D. Carlo Albani Nipote di N. S. Vive in Roterdam Pittore attuale, e stipendiato da S. A. l'Elettore Palatino. M. S. VASCO, chiamato nel Regno di Portogallo col titolo di Gran Vasquez per le molte e insigni pitture da lui fatte e per tutto quel Regno disperse. Tutte le Regie Fabbriche, Monasterj, e Chiese per ordine Regio fatte, adorne sono delle belle opere di lui. Pare dalla sua particolare maniera che abbia studiato nella scuola di Pietro Perugi no, avendo con esattezza disegnato su lo stile di quel secolo, ed espresso con le attitudini ad evidenza le commozioni dell'animo. Con bei pezzi di architettura, e con naturalissimi paesi dava risalto alle sue pitture. Operò sempre cose sacre, ed in otto pezzi di singolar bellezza posseduti dal Sig. Marchese di Valenza dipinse la vita di Maria Vergine. Da uno stromento di acquisto fatto da esso di certi molini, che anche al dì d'oggi diconsi 1 Molini del Pittore, rilevasi esser esso vissuto circa l'anno 1480. UBELESQUI, di nome ALESSANDRO Pittore nato in Parigi, fu scolaro di Carlo le Brun, travagliò in opere diverse per S. M. e morì Professore della Reale Accademia l'anno 1717. M. S. UBERTO ABEYK dalla Fiandra sortì i natali l'anno 1366. e con Gio: minore fratello, già descritto, in Bruges, ed in altri luoghi dipinse opere memorabili. Morì in Gand l'anno 1426. e su onorato di sepolcro, e di lapide di bronzo in S. Giovanni con epitasio composto dal famoso Lam 480 Lampsonio. Sandrart fol. 201. Vedi G 70: UBERTO GOLTZIO da Venlò, Pittore, Intagliatore, ed Istorico, fu discepolo ci Lamberto Lombardo; diede alle ampe Libri diversi, cioè Medaglie antiche degl'Imperadori Romani, nel 1563. La Vita di Giulio Cesare, nel 1565. La Vita di Lamberto suo Maestro, nel 1566. Fasti Romani, con le Medaglie, nel 1567. Un Libro dedicato al Senato Romano, il quale lo chiamò in Campidoglio, e dichiarollo Citta dino, con molti privilegj, nel 1574 Il Cesare Augusto, con le Medaglie intagliate, e le annotazioni, in due Tomi, nel 1576. La Sicilia, e la Magna Grecia, con le Medaglie greche, e latine. tutte quest'opere sono stampate in Bruges: le sue pitture sono in Anversa dipinte con gran franchezza, e velocità di pennello; morì circa il 1583. in Bruges. Baldinucci par. 3. sec. 4. f. 7. UBERTO GRIMANI, nato in Delft il quale credesi abbia conseguito un tal Cognome, per aver studiato la pittura in Venezia, ed aver avuto dalla Famiglia Grimani il comodo di studiare, ed il benefizio di vitto e vestito. Studiò le opere del Tintoretto, e furitrattista, toccò le sue pitture con colpi franchi. Morì in Venezia nel 1628. VELLANO da Padova Scultore lavorò di bronzo la statua di Papa Paolo II. rinchiusa in un nicchio contro la parete, che guarda la Piazza della Città di Perugia; fiorì nel 1467. Morì d'anni 92. Morelli fol. 182. Vasari fol. 288. Fu discepolo di Donatello Fiorentino. I bassirilievi di bronzo nel Coro della Chiesa di S. Antonio in Padova, come pure i Candelieri sono di sua mano. Fu architetto, e con suo disegno ornò il Palazzo di S. Marco in Roma; e fece di bronzo la ſtatua di Papa Paolo Veneziano su la scala di desto Palazzo. Fece pure per la Città di Perugia in bronzo la statua di detto Pontefice più grande del natirale. Ritornato alla Patria morì e fu sepolto nella Chiesa di S. Antinio VENDELIN DIETERLIN, gloria della sua Patria Argentina, si in pittura, come in Architettura; lasciò molti Trattati, e fondamento, coi quali s'inalzarono fabbriche magnifiche nella Germania. Sandrart sol. 504. VENTURA da Bologna Architetto, Pittore, e Scultore; nel 1220 d'ordine d'Enrico della Fratta Vescovo di Bologna adornò di leoni, e di figure di marmo la Porta meridionale di S. Pietro: dipinse alcune Madonne, ed alti Santi, Malvasia par. 1. sol. 8. Vizani lib. 3. fol. 98. Masini fol. 639. VENTURA PASSAROTTI Bolognese figlio, e scolaro di Bartolomeo: questo Valentuomo fu letterato, ritrattista, istorico, Pittore, franco disegnatore a penna, e pratico del nudo alla Michelagnolesca, come da tante sue opere in Bologna, ed in Roma si vede: fioriva nel 1577. Milvasia par. 2. sol. 240. VENTURA SALIMBENI Sanese figlio, e discepolo d'Arcangelo, e fratello uterino del Cav. Vanni: disegnò per la Lombardia l'opere migliori, sinchè pervenuto a Roma, servì Sisto V. nella Libraria Vaticana, in Laterano, ed in altri luoghi: per varj componimenti dipinti al Card. Bevilacqua Legato Pontificio fu dichiarato Cav. dello Sprone d'oro: dipinse in Firenze, in Pisa, in Lucca, ed in Siena. Se dagli amori non fusse stato divertito, averebbe reso più chiaro il nome con l'opere sue, che terminarono in Patria nell'età di 56 anni. Baglioni fol. 119. Baldiuucci part. 3. sec. 4. fol. 127. VERONICA FONTANA Bolognese, istradata nel disegno dalla famosa Eli sabetta Sirani diedesi ad intagliare in legno, e riuscì unica nel secolo passato, in detto taglio, Malvasia par. 4. fol. 487. VESPASIANO STRADA figlio d'un Pittore Spagnuolo, nacque in Roma, e da piccolo disegnando le belle pitture, le seulture Romane, e frequentando l'Accademia, buon Pittore, e pratico Maestro divenne Di sua mano sono bell'opere per le Chiese, per i palagi; diedesi poi a dip gnere corami, e sì bene li coloriva, che gran guadagni ne ritraeva: morì d'anni 36. sotto il Pontificato di Paolo V. Baglioni fol. 164. UGO DA CARPI, uno dei primi inventori delle stampe in legno di tre pezzi, serviva il primo di profilo, e di tratte, il secondo d'acquarello, e d'ombra, il terzo di lumi; piacque tanto tale invenzione al Parmigianino, ad Antonio da Trento, ed a Baldassare Peruzzi, che molte ne condussero su quello stile: dipinse ancora a olio senza adoperare pennelli, ma le dita, e sotto vi scriveva: Ugo da Carpi ha fatto questa pittura senza pennello. chi non lo crede si becca il cervello: Fiorì nel 1500. Vasari. Vidriani fol. 58. UGO DE GOES, da Gio: Abeyk apprese il dipignere a olio, di cui egli fu inventore: circa l'anno 1480. dipigneva in Gand con grande applauso, ed onore sopra vetri, e tavole. Sandrart fol. 203. § UGO DI ANVERSA, Pittor nominato dal Vasari par. 3. a car. 387. UGO JACOPI Pittore, e Padre del famoso Luca di Leida, detto d'Olanda fioriva nel 1500. Baldinucci fol. 12. UGOLINO SANESE scolaro di Cimabue, la di cui maniera volle sempre ostinatamente seguire, quantunque vedesse più applaudita quella di Giotto: dipinse per molte Cit481 tà d'Italia, ed in particolare per Firenze, dove colorì la divota Immagine, detta del Pilastro nella Loggia alla Piazza d'Orsan Michele, per mezzo della quale poco dopo Iddio fece tanti miracoli, che riempirono di voti, e di grazie tutto quel Porticale. Pervenuto all'età decrepita, morì l'anno 1349. Baldinucci sec. 2. fol. 43. VICINO, O VISINO Pittore Pisano discepolo di Gaddo Gaddi, lavorò nella Tribuna maggiore del Duomo di Pìsa alcune figure di musaico lasciate imperfette, per mancanza di Fra Jacopo da Turrita; altre ne fece da per sè, scrivendovi sotto il proprio nome, e millesimo 1321. Baldinucci sec. 2. fol. 30. VILLEM VAN-DER-ULIET nacque in Delft l'anno 1584. Dipinse istorie e paesaggi in piccolo, ed ebbe stima per il diligente modo di finire sue opere. Morì in patria nel 1642. VINCENZIO ANSALONI Bolognese allievo di Lodovico Carraci: il San Sebastiano nella Capella Fioravanti in S. Stefano, e la graziosa, giusta, e tenera tavola, con la B. V. in aria, e sotto i Ss. Gio: Rocco, e Sebastiano nella Chiesa dei Padri Celestini sono memorie dei suoi dolci pennelli. Malvasia par. 3. sol. 377. VINCENZIO BAGNOLI, con il fratello Bernardo da Reggio, condusse di marmo i Ss. Vangelisti, ed altri ornamenti alla Capella maggiore di S. Pietro di Bologna. Masini fol. 171. VINCENZIO BENAVIDES, nato in Orano, fortezza posseduta dalla Spagna in Africa, dai suoi primi anni mostrò genio per la pittura, e mandato a Madrid nella scuola di Francesco Ricci, si fece così abilo nella architettura e prospettiva, che meritò di esser dichiarato Maestro del Teatro Regio nel Palazzo Ppp. 482 di Buonritiro. Finì sua vita in Madrid l'anno 1703 Palomino a carte 463. VINCENZIO BOzza disegnò ed esegui a mosaico la sentenza di Salomone nella Chiesa di S. Marco di Venezia VINCENZIO CACCIANEMIGI Gentiluomo Bolognese, e scolaro del Parmigiamno dipinse in S. Petronio nella Capella Elefantuzzi la D collazione di S. Gio: Battista, ed un' altra ne colorì più bella, e da Maestro l'anno 1451. in S. Stefano nella Capella Macchiavelli. Masini fol. 639. VINCENZIO CAMPI fratello minore d'Antonio, e di Giulio, tarti figli di Caleazzo Cremonese Pittore, su bravo naturalista, tenendosi sempre al vero: veggonsi moltissime pitture fatte con gran facilità, tanto di storie, quanto di fiori, e di frutti: ajutò ad Antonio: colorì gran parte dei suoi quadri per la Francia, e per la Spagna, dove fu, ed è stato sempre celebrato il suo nome. Intese bene l'architettura, la geografia; descrisse tutto il Cremonese in piccola carta, ed intagliò in rame la pianta di Cremona l'anno 1584. Baldinucci par. 2. sec. 4. fol. 87. VINCENZIO CARDUCCI Pittore, ed Architetto Fiorentino, fratello di Bartolomeo Pittore, Scultore, ed Architetto, il quale dopo, che ebbe prestato ajuto a Federico Zuccheri nella Cupola di Firenze, seco andò a Madrid, e trovandosi in quelle magnifiche occasioni di tanti lavori, là chiamò Vincenzio, il quale perfezionò nell'arte, tantochè in vita di Filippo II. e III. abbelli d'opere sue parte del Reale Palagio, e dipinse la Volta della Reale Capella del Pardo, 1 laterali, e gli angoli di sagre storie concernenti al mirabilissimo Sacramento dell'Altare, Morto Bartolomeo il fratello, a Vincenzio toccò lo travaglio della Galleria posta a mezzo giorno, nella quale dipinse la Vita, l'educazione, ed i fatti dell'Aquila. Rivide per poco tempo la Patria, poi ritornò a Madrid, e per le Chiese di quella Città lasciò sue memorie. Ebbe in sommo onore, e stima l'arte, anzi ne scrisse un Libro in lingua Spagnuola, intitolato Dialogo della Pittura, in cui assai notizie diede d'opere di Valentuomini, che erano al suo tempo nelle Reali Gallerie, e Palagio, e si trova stampato in Madrid 1633. ove passò all'altra vita, e lasciò non poche facultà al suo nipote. Baldinucci par. 3. sec. 4. sol. 313. In quei tempi parimenti era al servigio di S. M. Angelo Nardi Pittore Fiorentino, il quale dipinse in varie Chiese, e possedeva una singulare cognizione delle maniere del Pittori, e S. M. frequentemente si serviva dell'opera sua nel dare giudizio sopra le pitture, che faceva venire dall'Italia. M. S. Nel 1638. di anni 60. morì, come il Palomino accerta nelle Vite de Pittori Spagnuoli a carte 293. VINCENZIO CATENA Cittadino Veneziano visse nei tempi di Giorgio ne da Castelfranco; con ogni potere cercò emulare la gloria di lui, ma non lo superò nella maestrìa, benchè usasse ogni diligenza, e buon colorito nelle sue fatture, come raccogliesi nelle Chiese, e nei privati ritratti. Seguita la sua morte nel 1532. si ritrovarono nel suo testamento molti legati pii, di maritare zittelle, di fare limosine al Pittori poveri, ed il residuo dell'eredità lasciollo all' Accademia dei Pittori, i quali fabbricarono le case a S. Soffia, e la stanza, ove fanno le ragunanze lo 483 di Papa Giulio III. che oggi è sulro. Ridolfi par. 1. fol. 64. (a la Piazza di Perugia: servi in marVINCENZIO CIVERCHIO, detto VECmo, ed in bronzo Cosimo di ToCHIO, O VERCHIO da Crema, valscana, e godette la proiezione di se molto non solo nella pittura a lui; lavorò nell' esequie del Buoolio, e a fresco, ma ancora nell'arnaroti: l'anno 1560. ingegnosamenchitettura, e nell'intaglio: una sua te ridusse l'acqua perduta della pittura fu mandata in dono al Re Fonte di Perugia, e fece molti aldi Francia: fiorì nel 1500. Ridolfi tri lavori; morì nel 1576. Vasari part. 1. fol. 401. par. 3. lib. 2. fol. 286. VINCENZIO CONTI nacque in Roma: E a fol. 286. e a fol. 209. par. 3. e imparò da suo fratello Cesare lib. 2. e a car. 448. ter. par. servì Papa Sisto V. lavorò per vaVINCENZIO DA S. GIMINIANO, in rj Pittori, e superò il Maestro; anToscana, uno di quei discepoli di dò al servigio del Duca di Savo Raffaello, che sopra i disegni di ja; finalmente sotto Paolo V. finì lui lavorando nelle Logge Papali, la vita. Baglioni fol. 167. meritò dal Maestro gran lode, per VINCENZIO CORBERGER illustre Pitlą alligente maniera, per il mortore, e Matematico Fiammingo, bido colore, e per le belle ciere: dipinse nella Chiesa di S. Maria, da sè dipinse molte facciate di Padetta di piedi Grotta in Napoli lagi, sino all'anno 1527. che fu il tavola grande, e quattro altre picSacco di Roma, nel quale malciole, che tutte sono nella Capel trattato, partì per la Patria, e per la del Vescovo d'Ariano. Sarnelli il dolore d'avere perduta sì cara fol. 338. Città, e per i patiti disagi, s'anVINCENZIO DANDINI hacque in Fidò consumando, e poco dopo morenze l'anno 1607. Imparò da Cerì. Vasari par. 3. lib. 1. fol. 117. sare suo fratello, dal Passignano VINCENZIO FOPPA dal Ridolfi par. 1. in fine da Pietro da Cortona in Rofol. 245. detto Bresciano, dal Loma, sotto del quale dopo avere mazzo fol. 697. creduto Milanese. molto tempo disegnato, meritò es fiorì nel 1407. Nel Carmine, ed in sere dichiarato Principe dell' AccaS. Pietro Oliveto di Brescia, ed in demia, per cui fece un quadro S. Maria di Brera in Milano sono grande, che gli fruttò un onorario pitture di sua mano condotte con degno del suo merito: ritornato al istile ragionevole per quei tempi: la Patria, scoperto per Pittore di meritò il titolo d'eccellente nella buon gusto, e d'ottimi costumi prospettiva; scrisse un Libro dell'ardipinse molte tavole per le Chiese te della Pittura, e morì in Bree furono gradite al sommo da tut scia, sepolto in S. Barnaba con eti: carico di gloria, e di onori pitassio. Rossi fol. 508. ben veduto da suoi Principi natuVINCENZIO GOTTI Bolognese discerali, morì di 68. anni. M. S. polo di Dionigio Calvart, con VINCENZIO DANTI Perugino, fratelGuido Reni in età di 20. anni parlo di Fra Ignazio Danti Domenicatì per Roma, e dopo avervi dipinno [del quale s'è parlato ] essente alcune cose, andò a Napoli ri do giovinetto di raro, e di bell'inchiesto dal Vice Rè, poi a Messigegno attese all'arte dell'Orefice na, d'indi a Reggio, dove pigliane fece in quella professione cose di do moglie si fermò sino alla morstupore: d'anni 20. gettò la Statua Ppp 2 te (a) Del Catena ha S. M. Maestà un pezzo istoriato, 484 te, che gli seguì nel 1636. Sono stesso Vincenzio, come in occasioinnumerabili le pitture da lui di ne di ristorarle Carlo Daraldi, altre volte nella Scuola Cignani, ne pinte nel tempo, che visse, essenscoperse la memoria nelle parole dosi ritrovata dopo morte una liVincentius Nufrius Bononiae f. incise sta, in cui erano descritte 218. tanel guanciale sotto il capo di Gevole dipinte in diversi luoghi del Regno di Napoli. Masini fol. 636. sù Cristo. Fioriva negli anni 1524. VINCENZIO MALO' di Cambrai im Masini sol. 639. parò l'arte di dipignere in AnverVINCENZIO PELLEGRINI Perugino nato l'anno 1575. per la sua belsa da David Teniers, poi invaghitosi del modo del Rubens, fermalezza, fu detto il Pittor bello, è tosi in casa di quello per qualche creduto scolaro del Barocci: l'Altempo, passò a Genova con vago tare maggiore della Chiesa di S. Ancolorito, e n'ebbe tanto applauso, tonio, quello della Compagnia delche non si stimavano bene adornala Morte, e la Concezione nella ti quei gabinetti, ch'erano privi Sagristia della Chiesa Nuova di di qualche sua tavoletta, tal' una Perugia sono sue fatture, descritte delle quali fu ancora dipinta sul dal P. Morelli: fu ucciso in età gusto di Cornelio Vael: non è giovanile per gelosia. M. S. rò, che ancora in grande non laVINCENZIO PESENTI da Sabioneta, vorasse tavole d'Altare, come fece comunemente detto il Sabioneta, in Firenze, ed in Roma, dove mofu scolaro del Cavalier Malosso, e rì d'anni 45. Soprani sol. 330. l'ajutò nell'opere grandi a freVINCENZIO MANENTI Sabinese, da sco. M. S. Canimorto, imparò da suo padre VINCENZIO PISANELLI, OSPISANELAscanio, poi in Roma dal Cavalier LI, O SPISANO, come vogliono ald'Arpino, e dal Domenichino. Ho tri, oriondo da Orta (Territorio veduto in Sabina opere ragionevoMilanese.) Fu scolaro in Bologna li di questo Pittore, che non mi di Dionigi Fiammingo, tanto s'adispiacquero, scoprendosi in quelle vanzò in poco tempo in quella madiligenza, e vago colore; morì di niera, che se la rese facile, sbrianni 74. nel 1674. e lasciò Scipiogativa, e di fantasia: fu uno dei ne il figlio con qualche pratica nel più adoperati Pittori dei suoi temdisegno pi come da tante opere si può veVINCENZIO ONOFRI Scultore, e Pladere. Visse 67. anni, e morì nel stico Bolognese (dall'Achillini nel 1662. Ebbe due figliuoli Giulio suo Viridario, e dal Bumaldi nel Maria Scultore, che morì giovi suo Minerva Bononia fol. 248. ne; ed Ippolito Pittore, che precichiamato Vincenzio da Bologna. pitò da una finestra. Malvasia par. Questi con le sue sculture di mez2. fol. 162. zo, di basso, e d'alto rilievo en- VINCENZIO ROSSI, o DE' Rossi trò in varie Chiese di sua Patria, Scultore, ed Architetto da Fiesole, cioè in S. Procolo, in S. Biagio, imparò da Baccio Bandinelli, e diin S. Maria dei Servi, in S. Giacomorò seco in Roma, quando lavomo, ed in S. Petronio, dove il rava la Sepoltura di Papa Leone X. Mortorio di Gesù Cristo, attorniae di Clemente VII. Le statue, i seto dalle Marie, e da altre figure, polcri, le fontane, i ritratti, i basnon è di Niccolò da Puglia (cosi rilievi, e gli arabeschi da lui me crede il Masini a fol. 111. sefatti furono molti, e sono tutti noguitato dal Malvasia) ma è dello tati dal Borghini fol. 595. e dal Bals 485 dassare Peruzzi, dipinse in Roma Baldinucci par. 3. sec. 3. fol. 168. sua Patria, come descrive il Vasari Vasari par. 3. Vol. pr. a c. 449. p.3. lib 1. fol. 149. VINCENZIO STELLA Bresciano Pittore scritto al catalogo degli Accademi- VIRGILIO SOLE Intagliatore Tedesco merita somma lode, per le belle ci di Roma. stampe date in luce, perchè con VINCENZIO VERCHIO Pittor Brequelle apri la via a molti Pittori sciano, lavorò in patria molte oped'illuminare bene l'operazioni lore a fresco, per testimonianza del ro. Sandrart fol. 219. Vedi nella Vasari a car. 426. par. 2. del tom. 1. Tavola V. la Tav. A. al n. 19. nella Vita di Vittore Carpaccio, VIRGINIO ZABALLI Fiorentino scolaVINCISLAO CUOBURGER Pittore di ro di Jacopo da Empoli fu gran coBrusselles fu tenuto in buona stima pista, inventore, ed ingegnero di dalla Fiandra per l'eccellenza dell' machine; ajutò il suo Maestro menarte, per il sublime ingegno, e per dico in vecchiaja, comprò parte della rarità dei reconditi segreti: visse lo studio di lui; visse anni 84. e al servigio dell'Arciduca Alberto. mancò nel 1855. Baldinucci p. 2. sec. Sandrart fol. 295. 4. fol. 183. VINCISLAO HOLLART di Praga, per VI$ALE BOLOGNESE, secondo il Mali tumulti della Boemia, perduti vasia par. 1. fol. 15. fu scolaro di Frantutt'i beni, abbracciò la pittura co da Bologna, ed allo scrivere del nella quale fece mirabili progresi Baldinucci sec. 2. fol. 35. fu disceposotto la disciplina di Matteo Melo di Giotto: comunque sia, vederian in Francfort. Dipinse in Insi nel suo dipinto una diligente, e ghilterra, ed in Anversa, dove modilicata maniera, che sembra miri, dopo aver dato alle stampe va niata; sotto la pittura scriveva, Virj pensieri. Sandrart fol. 363. talis fecit, come in una fatta nel VINCISLAO JAMICKZER nato in No1345. rimberga l'anno 1508. Fu eccellen VITO HIRSCHUOGEL nell'arte di pite nel disegno, nella plastica, e gnere sopra vetri non ebbe pari in nell'orificeria, con la quale servì Germania; seguirono quello stile Imperadori, Re, e Principi. SanTito, Gio: ed Agostino suoi figli drart fol. 379. Sandrart fol. 219. VINCISLAO KABERGER, scolare di VITO STOSSIO Pittore, Intagliatore, Martino de Vos, nato in Anversa, e Statuario, le opere di cui scolfatta qualche pratica nel dipingen pite resero ammirazione alla Poloistorie si portò in Italia, e dallo nia, più che le dipinte. Mancò studio delle opere del Tintoretto e d'un lustro a compiere un secolo di della scuola Veneziana maggior franvita, e fiorì nel 1526. Sandrart fol. chezza, perizia, ed intendimento 218. acquistossi. Aprì scuola di pittura VITTORE BELLINO l'anno 1526 fein Brusselles, dove morì ce convenevoli pitture nella ConVIRGILLIO DUCCI da Città di Castelfraternità di S. Marco di Venezia, lo scolaro di Francesco Albano, die nella Villa di Spinea sopra Mepinse nella Chiesa della Cattedrale stre: altre opere sue sono notate dal di sua Patria i due laterali all'AlRidolfi p. 1. fol. 61. tare dell' Angelo Custode, e sono VITTORE BONTADINO Bolognese Indue storie di Tobia copiose di sigutagliatore, Architetto, ed Ingegnere fatte con diligente, e dilicata ro, affaticossi in Malta circa l'anmaniera. Ab. Titi fol. 444. no 1610. introducendovi acque dolVIRGILIO ROMANO scolaro di Bal 486 ci, condottandole otto miglia, e URBANO ROMANELLI da Viterbo sispartendole in diverse fontane, che glio, e scolaro di Francesco: seguirendono onorificenza, e gran comotava assai bene i paterni insegnado a quella Città, dove morì. Mamenti, ma acciocchè non superasse sini fol. 940. il padre, la morte gl'impedì la via VITTORE CARPACCIO Cittadino Vea gloria maggiore nel sesto lustro neziano, sebbene nei primi tempi nel 1682. e fu sepolto nei Padri parve un poco duro nel dipinto Scalzi della sua Patria. M. S. col tempo però l'addolci, allontaURSINO scolaro del Francia Bigic nandosi da quel fare antico, e taFiorentino, era per riuscire eccelgliente: lavorò a competenza dei lente nella pittura, ma la morte Bellini nella Sala del Consiglio mag levollo dal Mondo in giovanile età. giore; ma meglio di tutt i luoghi Vasari par. 3. lib. 1. fol. 227. 1 anno 1495. nella Compagnia di S. URSONE antico Pittore Bolognese fioOrsola spiegò in sette quadri la Vi rì con Guido l'antichissimo, e con ta di detta Santa, con dilicata maVentura da Bologna nel 1226. si niera, con prospettive, con abiti vede una Madonna nel muro de vari, e con belle invenziom, giunPadri della Carità con le parole se alla vecchiaja carico di gloria Urso f. Malvasia p.1. fol. 8. Ridolsi p. 1. fol. 27. (a) WOLEF AVEMAN, di Norimberga VITTORE GAMBELLO Scultore. In dipinse con buono stile prospettive S. Stefano di Venezia all' Altar Magmoderne, e spezialmente spaccati giore il Tabernacolo ricco di fini di Chiese. Morì in patria nel 1620. marmi, ed ornato di molte statue è WISBRAND DE GEEST, nato in Ollavoro di lui. landa nel 1660, studiò la pittura in VITTORE PISANELLI Veronese abbelRoma, dove si fermò, e dipinse lì la Patria con le pitture, che fecon lode paesi ed istorie ce in S. Anastasia, in S. Fermoed altrove: operò in Roma per ordine di Papa Martino V. in S. Gio: Laterano, fu stimato da Eugen. IV. VACCARIA ZACCHIO da Volterra e da Niccolò V. Sommi Pontefici Scultore, e scolaro di Baccio da in Venezia dipinse la storia d'AlesMontelupo; in Bologna formò vasandro III. Pontefice. Ebbe la venrie cose di terra cotta, e di mar tura d'avere amici il Guerino, ed mo, particolarmente nella Chiesa altri Scrittori di quei tempi, i quadei Padri di S. Gioseffo, Fasari p.3. li con le penne loro lo sollevarono lib. 1. fol. 135. all'auge della gloria: fiorì nel 1450. ZAN BELLINO Cittadino Veneziano Ridolfi p. 1. fol. 23. figlio, e scolaro di Jacopo, e fraVITTORIO BIGARI, Bolognese, pet. tello di Gentile, tutti Pittori supenaturale istinto riusci pittore non rati dalla di lui gentile, pastosa, e solo di quadratura, ma ancor di fi più elegante maniera, col metodo gure, col quale esercizio si fece credi dipignere a olio (segreto, che dito e fama sì in patria che fuoriportò da Antonello da Messina ri. Vive in Patria, e di lui noticon la finzione di farsi ritrarre.) zie non senza le dovute lodi si leg Per gloria di questo grand' Uomo basta dire, che fu unico Maestro gono nella sec. par. della Istoria deldel famoso Ziziano: a cagione della Clementina Accademia a c. 285. (a) Di Virtore Carpaccio ha S. M. un prazo sacro. la morte sonravvenutagli in età di 90. anni nel 1514. non potendo terminare la Baccheide, che dipigneva per Alfonso I. Duca di Ferrara, su terminata dallo stesso Tiziano, ed ora il quadro sta in Casa Aldobrandini. Ridolfi par. 1. fol. 47. ZAN BOLOGNA Scultore, ed Architetto Fiammingo, nato circa il 1524 in Dovai. Fu scolaro di Jacopo Beuch; pervenuto in Roma molto studiò dall'antico, e dal moderno formato un certo modelletto di terra, e finito con perfezione, portollo a vedere al Buonaroti, il qualo l'infranse, col dirgli, che andasse prima ad imparare di bozzare, poi di finire: quest'accidente accesegli nell'animo sì grande desìo di superarlo, o almeno d'uguagliarlo, che non cessava giorno, e notte dagli studj, ed in vero l'opere sue in Firenze, in Roma, ed in Nertunno nella bella fontana di Bologna, possono competere con s'lavori dei primi Scultori: furono gli anni suoi 84. nei quali finì la vita. Baldinucci p. 2. sec. 4. fol. 120. ZANOBIO LASTRICATI Provveditore, e sopraintendente al Catafalco del Buonaroti, mostrò la sua virtù, ed ingegno a fronte di tanti Pittori, e Scultori, che in quello lavorarono, allorachè fece di sua mano la Fama. Vasari p. 3. lib. 2. fol. 206. ZANOBIO ROSSI Pittore Fiorentino, scolaro di Cristofano Allori; dopo la morte del Maestro finì un quadro rimasto imperfetto, a cui fu dato luogo in Santa Trinità nella Capella degli Usimbardi. Baldinucci p. 3. sec. 4. fol 306. ZENO DONATO Veronese, detto Maestro Zeno, lavorò in Rimino la tavola di S. Marino, e due altre ne condusse con diligenza, ma non descritte dal Vasari p. 2. fol. 427. ZUAN BATISTA MOLINARI da Venezia, imparò il dipignere da Pietro della Vecchia. L'anno 1665. nac4³⁷ quegli Antonio, il quale nella scuola del Zanchi ha imparato il colorire, e si fa grande onore nei suoi dipinti privati, e pubblici. ZUANE SEGALA nato in Venezia l'anno 1663. Ebbe per Maestro Pietro della Vecchia, per poco tempo, stantechè seguì di quello la morte: da sè poi sull'opere di Tiziano, e di Paolo Veronese ha fatto buona pratica, e dipinse opere varie in Patria. M. S. ZUANINO DA CAPUGNANO terminerà la lunga serie di tanti Pittori, con la sua vita, che in fatti fu gustosa, e ridicola. Nacque vicino a Capugnano (Luogo sulle montagne di Bologna.) Sognossi questo y mano d'essere Pittore, e senza Maestro venne a stanziare in Città, dove aprì bottega, dava il colore a casse, armarj, e finestre, e dolevasi sempre della sua sfortuna in non essere riconosciuto, e tanto più se ne querelava, quanto che da certi furbacchiotti, che se ne prendevano piacere, erano lodati i suoi dipinti. Chiamato in campagna a dipignere, non sapeva fare, che canne per diritto, o uccelli per traverso, formando un -) - in vece di quelli, se li faceva pagare un tanto il cento. Ebbe ardire di fare Immagini Sacre, che però Monsignor Vicario precettollo, con proibizione di non dipignere. Dolevasi con Leonello Spada scolaro del Carracci della perfidia di Monsignore, e mostrolli il precetto, il quale dall'astuto Leonello gli fu glosato, intendersi la proibizione di non farne per vendere, má solo per divozione, el indusse a dipignere una Madonna, con le seguenti parole ai piedi: Joannes de Capugnano fecit istam bellam Midonninam devotionis gratia. Imbrattò varie tele, immaginando. si farvi paesi con uccelli più grandi degli uomini, alberi più piccoli d'un cane, pecore maggiori d'un bue : 488 bue; ma che di bue, o di cane, o di pecora non avevano forma. Desioso d'avere uno scolaro, impetrò dai Carracci Leonello Spada, il quale lodando sempre il Maestro, e mostrando una somma fatica in copiaré l'opere sue, fu amato come figlio, e n'andò a ringraziare i Carracci di giovine tanto accostumato; ma il povero merlotto s accorse ben presto della sua pazzia. Occorse al Capugnano assentarsi dalla Città, per andare a dare di colla, e di vernice ad una Porta; raccomandò intanto a Leonello chiudere la bottega la sera ed aprirla la mattina, che anch'esso, a due, o tre ore di Sol comParso sarebbe; Leonello allora dato di piglio ad una tela, colorì una testa bellissima di Lucrezia Romana, e questa lasciata sopra il treppiè, riportò le chiavi a casa del Maestro, poi la mattina per tempo affisse sopra la seraglia della bottega una satirica composizione. Ritornato la mattina Zuanino, ed incamminatosi verso la bottega. stupì nello scoprire da lontano tanta gente, e spintosi fra quella, levò con rabbia il cartello, e accompagnato dalle fischiate, portossi ad Agostino Carracci, dolendosi di quell' ingrato, e traditore di Lionello. Agostino (consapevole del fatto) lo placò, con assicurarlo non potere essere stato lo scolaro, per essergli appunto la sera antecedente sopraggiunta la febbre e con buone parole accompagnollo a casa per le chiavi, d'indi alla bottega: questa aperta, scoprendo il Capugnano la testa ancora fresca, restò stordito; poi presentandola ad Agostino: ecco, gli disse, il frutto del mio allievo, or vedete, per servirsi dei miei disegni, a che termine è giunto in poco tempo? orsù se mi sarà provato, che egli non abbia fatto questo libello, mi contento ripigliarlo alla bottega! allora il Carracci, con un serio rimprovero, cercò sargli capire la sua ignoranza la pazzia, e la sua presunzione, onde confuso lasciollo, come anch'io lascio di scrivere, facendo passaggio alla Terza Parte di questo Libro. 489 ⵪ A De Cognomi, e Sopranomi connotanti i Nomi dei Professori del Disegno. degli Alberti Michele. Bak Giovanni Albertinelli Mariotto, Abate Ciccio Solimene, FranAlbertoni Paolo. cesco Solimea. Albini Alessandro. Abati Ercole, Niccolò, Pietro PaoAlboresi Giacomo. Alcamene Abatini! Guido Ubaldo. Alcimaco Abbiati Filippo. Alcone. Abbondio Alessandro, Antonio. Aldograf Aldograft. Aberone Aldovandini Pompeo Agostino. TomAbeyk Giovanni. Uberto. maso. Ablingh Carlo Gustavo. Aleni Tommaso. Acciajo Paris Alessandri Alessandro. Achemene Alessandro. Ack Giovanni d'Alessandro Bortolo. Adrianense Alessandro. Alessi Galeazzo. Adriano Imperatore. Alexis o Alesside. Adrocide Alfani Orazio di Paris. Afflitti Nunzio Ferajuoli. Algradi Alessandro. Agamede e Trifone. Aliense Antonio Vasilacco, Agatarco Samio Alipo Agatocle Aliprandi Michelangelo. Agelade Allegri Antonio. Pomponio. Agelio Gioseffo. Allegrini Francesco. Agesistrato. Allori Alessandro, Cristofano. Agessandro. Aloisj Baldassare Galanino. Aghinetti Marco di Guccio. dell'Altissimo, Cristofano, Aglaofonte Altobello Altobello. Agoraclito Altorfio Alberto. Agresti Livio. degli Aluigi Baldassare Agricola Luigi Alunno Niccolò de Aguero Beniso Manuel. Amadei Stefano. Aiguani Fra Michele. Amalteo Girolamo, Pomponio, Aimo Domenico. Aman Giodoco. Ainz Gioseffo. Ammanati Bartolomeo. Airola Suor' Angela. Amberger Cristofano. Alabardi Gioseffo. Amberger Cristoforo Albano Francesco. Ambling Carlo Gustavo. Albarelli Giacomo. Ambrogi Domenico Alberti Cherubino, Durante, FranAmerighi Michelagnolo da Caravagcesco, Giovanni, Leon Batista, Migio. chele. AmQ44 490 Amsione Amsistrato Amidano: vedi Giacinto Bertoja. Amigazzi Gio: Batista. Amigoni Giacomo. Amigoni Ottavio. d'Amstel Giovanni Amulio Analandra Anconitano Girolamo Bonini. Andrë Sante Andreasi Andrea Andrioli Girolamo. Androbolo, Apolodoro, Asclepiodoro, ed Alveo. Androcide. Andronico. Androstene Angarano Ottavio. Angeli, o de Angeli Cesare. Fiopo. Giulio Cesare. Angeli Scipione. Angelione Anguier Francesco, Michele. Angusciola Anna. Angusciola Europa, Lucia, Minerva. Sofonisba. Anichini Luigi d'Anna Baldassare. Ansaldi Gio: Andrea. Ansaloni Vincenzio. Anselmi Michelagnolo. Antenodoro Antermo. Antidotto Antifane Antifilo. Antigono. Antioco. Antobolo degli Antonj Antonio. Antoniano Antonio. Antonino Imperatore. Antonino Antonello. Antonio da Faenza Antonio Gentili, Antonio da Sestri. Antonio Travi. Antonisze Cornelio. Antoride. d'Anversa Gasparo. di Anversa Ugo. Apaturio Apelle Apollodoro Apollodoro Francesco. Apollonio Aquano Giovanni Aquila, o dall'Aquila Pietro. Pompeo. Aquilini Arcangelo. Aragonese Sebastiano. d'Aras, o d'Artesia Niccolò. Arault Jacopo Antonio, Arbagia Cesare. dall'Arca Niccolò. Arcesila Arcesilao Archesita. Archia. Archimede Archita Arcimboldi Gioseffo. Aicis Marco dell'Arco Alonso. Arconio Mario. Ardente Alessandro. Ardice Arduino da Bologna. Ardy Pietro Aregonte Arellio Aretusi Alessandro, Cesare. Pellegrid'Arsè Giovanni. Argelio d'Argentina Gualtiero. Argio Arighini Gioseffo. Arima, Diores, e Micone. Aristandro, e Policleto. Aristarete. Aristide Aristippo, e Nicero. Aristobolo Aristocle, e Aristoclide. Aristodemo. Aristodoto, e Aristogtone. Aristofane Aristolao Aristomaco Ariston. Ari 491 Aristotile Bastiano, Ridolfo, Fiora- Baccio della Porta Fra Bartolomeo di S. Marco. vanti. di Baccio Giuliano. d'Arleme Gerardo. Bacerra Gasparo. Armenini Gio: Batista. Bachellier, Niccolò. d'Arnoiso Diego Bachinan. Giorgio. Arsen Pietro Backer Jacopo Artemone Badalocchio Sisto. Arthois Giacomo. Badaracco Gioseffo. Arunzio. Badens Francesco. dall'Arzere Stefano. Badiale Sandrino. Ascaffemburgh Matteo Grunevald. Badile Antonio Ascaro Baglioni Cesare. Giovanni. Asclepiodoro. da Bagnacavallo Bartolomeo RamenAselino Olandese. ghi. Gio: Batista. Scipione. Ascona Antonio Abbondio. Bagnadore Pietro Maria. Asiloco da Bagnara D Pietro. Asinelli Fra Antonio. Bagnoli Vincenzio. Asino Michele Bagorino. Gio: Maria Cerva. Asoleni, o Azzolini, Gio: Bernardino zajardo Gio: Batista. Asopodoro Bakenel Gilles. Asper. Giovanni. Bakhuysen Ludolfo. Aspertino Amico, Guido. Balassi Mario. Aspetti Tiziano Baldi Bernardino. dell'Asta Andrea. Baldi Lazzaro. Ateneo Baldinelli Baldino. Atenione Baldini Baccio. Fra Tiburzio. Pietro Atenodoro Paolo. Aterio. Baldini Giovanni Attalo. Balducci Giovanni. Attavante Attavante. Balduinetti Alessio. Attio. Balestra Antonio. Avanzi Jacopo. Niccolò. Simone da Balli David. Simone. Bologna Ballinert Giovanni. Audran Claudio. Ballini Cammillo d'Avelar Gioseffo. Balten Pietro. Areman Volff. Balzoni Gio: Girolamo. Averaria Gio: Batista. Bambaja, Agostino Busti. Aulanio Bambini: vedi Benvenuto. d'Auria Gio: Domenico, Bambini Nicolò. Autobolo Bamboccio. Pietro Laer. Ayver Gio: Paolo. Banco. Nanni d'Antonio. Axareto Gioseffo. Giovachino. Bandiera Benedetto. Bandinelli Baccio. Clemente. Marco. Bandini Giovanni. Nello di Dino. Barabino Simone. de D Aam Giovanni. Barbalunga: vedi Antonello. D Babrer Teodoro Barbarelli Giorgio de Baccher Giacomo. Barbatelli, Bernardino Pocchietti. Bacchiocco Carlo. Barbato. Gio: Cornelio Vermeyen. Bacciccia, Batista Gauli, BarQ99 2 492 Barbello Giacomo. Beinaschi Angela, Gio: Batista: Barbiani Gio: Batista. Simone Bella Antonio del Barbiere. Alessandro Fei. Damia- della Bella Gio: Pietro. Stefanino. no. Domenico. Bellagamba Giovanni. Barbieri Francesco. Gio: Francesco. Bellavia Marcantonio. Luca. Paolo Antonio. Pietro AnBellinert Giovanni. tonio. Bellini Bellino Barbieri Lodovico. Bellini Gentile, Giacinto, Jacopo. Barca Gio: Batista. Zan Barent Dieterico. Belliniano Vittore Baret Derik Bello Giacomo. Bargone Giacomo Bellori Gio: Pietro. Barocci Federico. Giacomo. Bellotti Pietro. Baroni Domenico. Belloto Bernardo. Barri Giacomo Bellucci Antonio, Gio: Batista. Barrois Francesco. Beltrame Marco Barroso Michele. Beltran Domenico. Bartoli Domenico. Pietro Sarre. TadBelvedere Abate Andrea. deo. Bembi Bonifazio. Bartolini Gioseffo Maria. Bembo Facio Barucco Giacomo. Remmel Guglielmo Basaiti Marco Benaglia Francesco. Bassano Francesco, Jacopo, Leandro, Benaglio Girolamo, Bassetti Marcantonio. Benavides Vincenzio Bassi Bartolomeo. Francesco. Benedetti Don Mattia, Bassini Tommaso Beneficiale Marco. Bassoti Gio: Francesco Benetello Luigi. del Bastaro. Gioseffo Puglia. Benfatto Luigi Bastaruolo, Gioseffo Mazzoli. Benich Simone Baticle. Benoli Ignazio. Batisteli Pietro Francesco. Benoni Gioseffo Batistino del Gessi. Gio: Batista Rug Bensi Giulio geri Benvenuto Gio: Batista. Batraco. Benzi Massimiliano. dalle Battaglie. Michelagnolo CerBerchem Nicolò quozzi. Berckmans Enrico. Battiloro. Taddeo Curradi. Berettini Pietro. Batton Berettoni Niccolò. Baur Gio: Guglielmo. Bergamasco Gio: Batista. Bausa Gregorio Bergunzoni Lorenzo. Bawur Guglielmo. Berna Sanese. Bazzicaluva Ercole. Bernaert Nicasio Beatrici Niccolò. Bernardi Francesco, Gio:, Samuelle, Beccafumi Domenico. Bernardi Teodoro Beccaruzzi Francesco. Bernasconi Laura. Beceti Domenico. Bernazzano Beck David Bernini Gio: Lorenzo. Luigi. Paolo Becringhsindeschaer Gregorio Pietro Beda Bernt. Bernardo da Brusselles. Begarelli Antonio. Lodovico. Berruguete Alonso. 493 Boccacci Bocaccino Berruguete Antonio Boccaccino Cammillo. Bersotti Carlo Girolamo Boccanegra Pietro Atanasio. Bertel Melchior. Boccanera Marino. Bertin Nicolò Boccardino Bertoja Giacinto Bocchi Faustino. Bertoldo Scultore Bertolotti Filippo, Guglielmo, Mi- Boccia Girolamo. Bocciardi Clemente. chelagnolo. Boccini Pietro Bertrant Filippo Bodesson Monsù Bertucci Giacomo, Lodovico: ved Boel Pietro Giulio Tonducci. Lorenzo. Boham Bartolomeo. Bertusio Gio: Batista. Bokberger Giovanni. Besozzi Ambrogio. du Bois Ambrogio. Bethle Giorgio Bolanger Giovanni Betti Fra Biagio. Boleris Bettini Domenico. Bolgi Andrea Bevilacqua Ambrogio, Filippo. Boll Giovelmi Bezzi Gio: Francesco Bolreua Zan: cioè Gio: Bologna. Bianchi Baldassare. Federico. Franceμ Bologna Arduino. Bartolomeo. sco. Gio: Batista. Lucrezia. OraCristofano. Franco. Lattanzio, Lozio. Simone. Tommaso. renzino, Mauno. Maso. Pellegri del Bianco Baccio. no. Severo. Simone. Ventura. ViBibiena, Ferdinando Galli, Gio: Matale. Ursone. ria Galli. Bolognini Bartolomeo. Bicci Lorenzo. Neri. Bolognini Carlo. Giacomo. Gio: Bade Bie Adriano. tista. Biffi Carlo Boltrafio Gio: Antonio. Bigari Serafino, Vittore Bombelli Sebastiano. Bigio Angelo Francia Bona Tommaso. Bilivelti Antonio. Bonacorsi, Bernardo Timante Bimbi Bartolomeo Bonasio Bartolomeo. Bindes Giovanni. Bonasoni Giulio Bink Giacomo Bonati Giovanni Bione Bonconsiglio Giovanni. Biscaino Bartolomeo, Gio: Andrea. Bonconti Gio: Paolo. Bisi Fra Bonaventura. Boncorich Federico. Bisogni Cammillo, Paolo. Bondi Andrea, e Francesco. Bissolo Francesco. Bonegi Girolamo Bissoni Domenico. Gio: Batista. Bonelli Aurelio Bistega Lucantonio. Boneſi Gio: Girolamo Bizzelli Giovanni Bonfiglio Benedetto. Blaceo Bernardino. Bonifacio Francesco. Blain Gio: Batista Bonini Girolamo Blancard Giacomo Bonmartino Blanchet Tommaso. Bono Ambrogio. Bartolameo. Floriade Bles Enrico. no. Block Beniamino. Daniello. Bonone Carlo Bloemart Abramo. Cornelio. Enrico. Bontadini Vittore. de Bobadiglia Girolamo. Bontalenti Bernardo. Bobrun Enrico, e Carlo Bon 494 Bonvicino Alessandro, Ambrogio. Brein Ridolfo Borboni Jacopo, Matteo. Bremer Leonardo Bordoni Paris: vedi Pietro Francavilla. Brendellio Federico. Bordonone, o Pordenone. Gio: Anto Brentana Simone. nio Regillio da Brescia Fra Raffaello. Brescia Leonardo. Borella Francesco. Borghesi Gio: Ventura. Ippolito. Brescianino, Francesco Monti, GioBorgiani. Giulio Scalzo. Orazio. vita. Bresciano Cristofano, Fra Gio: MaBorgognone Ambrogio. Borgognone. Gio: Giachinetti. Guria. Giacomo. Jacopo. glielmo Cortese. Padre Cosimo. PaBrevil, e Bunel. dre Giacomo Cortese Briassi, Timoteo, Scopa, Piti, e LeoBorgonzone Lorenzo. care. Borno Batista Bricci, o Brizio Filippo, Francesco. Borri Gio: Stefano. Plautilla Borromini Francesco. Briete Borzoni Francesco, Cio: Batista, LuBrilli Matteo, Paolo. ciano Briteo Bosboon Simonc Broekio Crispino Bosco Alfonso, Fabbrizio, GirolamBronxhorst Pietro. Boscoli Andrea. Maso. 2ronzino Angelo Bossè, o Boss Abramo, Antonio, GiBrowns rolamo Bosco. Brozzi Paolo Bottalla Gio: Maria. da Bruges Marco Gherardi. Both Giovanni Brughel Abram. Botti Marcantonio Rinaldo. Bruguel, o Brugola Pietro. Botticelli Alessandro, o Sandro. Brun Agostino Bottoni Alessandro. le Brun Carlo Boulle Andrea Carlo: vedi Boule. Bruneleschi Filippo. Boulogne Bon. Luigi Brunelli Gabriello Bourderelle David. Brunetti Sebastiano Bourdon Sebastiano Bruni Domenico. Gio: Batista. GiuBoyer Michele Bezza Vincenzio. Bruno di Giovanni. Bozzari Bartolomeo. Brusaferro Girolamo. Bozzoni Carlo. Brusasorci. Domenico Ricci. Bracelli Gio: Batista. Brusca Jacopo. Braccianese, Cristofano Stati. del Buda Bernardo. di Bramantino Agostino Bueklaer Giovachino. Bramantino Bartolomeo. Buffalmacco Bonamico Bramballa, o Brambillari Francesco. Buggiardino Giuliano. Bramer Leonardo Buglioni Benedetto, Francesco, Sante, Brandi Domenico. Giacinto. Buiret Giacomo Brandimarte Benedetto. Bularco Braver Adriano. Bunel Jacopo: vedi Brevil. de Bray Salomone. Buonaroti Michelagnolo. Brazzacco Buoncuore Gio: Batista. Brea Lodovico. Buoni Buono, Jacopo, Silvestro, Breeuberg Bartolameo. Bupalo Bregno Antonio Burchmayr Giovanni Burini Antonio, Barbara. Busca Antonio. Busi Gio: Batista. Busselli Orfeo. Bussi Aurelio Busti Agostino Bustino, Antonio Maria Crespi. Benedetto Crespi. Butteri Gio: Maria. Buti Lodovico Buttmone Bernardino. Butireo Byltert Giovanni Accavello Annibale. Caccia Guglielmo. Caccianemici Francesco. Viucenzio. Caccini Giovanni. Caccioli Gio: Batista, Gioseffo. An tonio. Caeglio Claudio Caelio Benito. Cassà Melchior Cagnaci Guido Cajo Guglielmo. Cairo Ferdinando, Francesco, Calabrese. Marco Cardisco. Mattia Prett. Calace. Calamech Andrea, Lazzaro. Calamide, o Calamis. Calandra Gio: Batista. Calandrucci Giacinto. Nozzo. Calcagni Antonio. Calcar Giovanni. Calcostene Caldara. Polidoro da Caravaggio. Caliari Benedetto. Carletto. Gabriel lo il vecchio. Gabriello. Paolo. Calici Achille. California. Calimaco Calimpergh Gioseffo. Calinto Calipso Calistrate Callia Callicle. 495 Callicrate Callon. Callot Giacomo. Calvart. Dionigio Fiammingo. Calvetti Alberto. Calvi Agostino. Aurelio Benedetto. Lazzaro. Marcantonio. Pantaleo: vedi Felice Calvi. Calza Antonio. Calzolajo. Calegarino. Sandrino. Camassei Andrea. Cambiasi Giovanni. Luca. Orazio. di Cambio Arnolfo. dalli Camei Domenico. Camerata Gioseffo. Camicia Chimenti Camilliani Franceko. Camillo Francesco. Camagna Girolamo. Campagnola Domenico. Girolamo. Giulio, Giusto. Campana Andrea, Francesco, Giacinto. Lodovico Sadoletti. Pietro. Tommaso. Campelli Campi Antonio, Berardino, Galeazzo. Giulio. Vincenzio. Campino Giovanni: da Campione Isidoro. Camullo Francesco. Canaco Candido Pietro. Cane Carlo Canini Gio: Angelo. Marcantonio, Canlassi. Guido Cagnacci. Canneri Anselmo. Cano Alonso Canozio Lorenzo. Cantagallina Remigio. Cantarini Simone. Cantaro. dal Canto Girolamo Cantofoli Ginevra. Cantoni Caterina. Canuti Domenico Maria, Canziani Gio: Batista Capece Girolamo. Capitani Girolamo, Giulio. Capocaccia Mario. Capodibue Gio: Batista. Capi 496 Carta Caporali Benedetto Capodoro Guglielmo. Cartoni. Nicolò Zoccoli. dalla Casa Pietro Antonio. Cappanna Cappelli Francesco. Gio: Antonio. Casali Fra Gio: Vincenzio. Casalina Lucia Cappellini Gio: Domenico. Casarenghi Fra Bonaventura: da Capugnano Zuanino. Casari Francesco. Lazzaro. Capurro Francesco. Caseli. Padre Caseli. Carabaial Luigi. di Cafentino. Jacopo Pratovecchio. Caravaggino. Tommaso Luini Casignola Jacopo e Tommaso. da Caravaggio Michelagnolo. PoliCasolano Alessandro, Cristofano. doro Cassana Gio: Agostino. Gio: FranceCarboncino Giovanni sco. Niccolò. Carbone Bernardo. Francesco. Casselo Luca. Cardi Lodovico Cassieri Sebastiano. Cardisco Marco. Cassioni Antonio. Gio: Francesco. Carducci Vincenzio. del Castagno Andrea. Carduco Bartolam. da Castel S. Gio: Ercolino. Careno Giovanni. Carete, Calcto, o Chares. Castellacci Giuliano. Cari Francesco Castellani Antonio, Leonardo. Cariano Giovanni Castelli Annibale. Bernardo. Castellino. Cristofano. Fra Bernardino Caristio Gio Andrea. Gio: Batista. Gio: MaCarlevariis Luca. Carlieri Alberto. Martino. ria. Gioseffo Antonio, Girolamo. Valerio. Carlo Veneziano. Carlo Sarazini. Castellini, Giosem, Antonio Castelli Carloni Bernardo, Giosesfo, Gio: Andrea. Gio: Batista. Taddeo. Tom- da Castello Francesco. Gio: Bandini, Michele maso. Castellucci Pietro. Salvo. Carmane del Castiglio Agostino. Carmenton Giorgio: da Castiglione Bartolameo. di Carmois Martino: vedi Simon le Castiglione Francesco. Gio: BenedetRoy. to. Salvatore Carnio Antonio del Castillo Antonio, Giovanni. Carnovale Domenico. Castorio, Claudio, Nicostrato, Sin da Carnulo Fra Simone. foriano, Simplicio. Carosello Angelo. Castreyon Antonio. Carotto Giovanni. Gio: Francesco. Catena Vincenzio. Carpaccio Vittore Cati Pasquale Carpi Gioseffo. Cattamara Paoluccio. da Carpi Alessandro. Girolamo. Ugo. Cattaneo Danese: vedi Benvenuto. Carpioni Giulio. Cattapane Luca. Carra Antonio. Carracci Agostino; Annibale. Anto- del Cavaliere. Batista dei Lorenzi. Cavaliere d'Arpino. Gioseffo Cesari. nio. Francesco. Lodovico. Paolo. Cavallerino Girolamo. Nicolò. Carrandini Paolo Cavalletto Giovani. Carrari Baldassare Cavalli Alberto Carrarino, Andrea Bolgi. Cavallini Bernardo, Pietro, Carretti Domenico. Cavarozzi Bartolomeo Carriera Rosalba. Cavazza Pietro, Francesco. Carrucci Giacomo. Cayazzola Paolo Cavazzone Angelo Michele, Francesco. Cavedone Giacomo. Caula Sigismondo Cayot: vedi Cayot. Cazes Giacomo, Patricio Cecco Bravo, Francesco Montelatici. Cechini Antonio. Cefisodoro Celesti Andrea. Celio Gasparo Cellini Benvenuto. Cennini, Cennino di Drea. Ceno. Censore Anchise, Orazio. Centogatti Bartolomeo del Ceraiuolo Antonio. Cerano. Gio: Batista Crespi. Cerea Cerefane de Ceri Andrea. Cerini Gio: Domenico. Cerquozzi Michelagnolo. Cerva Antonio. Bernardo. Gio: Maria. Gio: Paolo. Pietro Antonio vedi Gio: Paolo Lomazzo. della Cerva Gio: Batista. Cervelli Federico. Cervetto Gio: Paolo, Sebastiano, Cesarei Pietro. Cesari Alessandro. Bernardino. Gioseffo. Cesariani Cesare. Ceschini Giovanni. Cesi Bartolomeo, Carlo. Cesio Prospero. Cespade Paolo. de Champagne Filippo. Charpentier Renè. Chavueau Francesco. Chenda. Alfonso Rivarola. Cheron Elisabetta Sofia. Chersifrone. Chiari Fabbrizio, Gioseffo. Chiarini Marcantonio. Chiodarolo Gio: Maria Chiavistelli Jacopo. Chiesa Silvestro. Chiocca Girolamo. 497 Chirimbaldi. Lodovico Sadoletti. Chnipfer Nicolò. Ciampelli Agostino. Ciarpi Baccio. Cibò. Monaco dall'Isole d'oro. Ciceri Bernardino Cidia Cieco da Gambassi. Gio: Gambassi de Ciezar Gioseffo. Cignani Carlo. Felice. Cignaroli Scipione. Cigoli. Lodovico Cardi. Cima Gio. Batista. Cimabue: vedi Cimabue. Cimaroli Gio: Batista Cimenez Francesco. Cimfanini Benedetto Ciminato Diego. Rocco. Cimone Cingaroli Martino. Ciocca Ambrogio. Cioli Valerio. di Cione Jacopo. Circignano Antonio. Nicolò. Cittadella Bartolameo. Cittadint. Carlo. Pietro Francesco. Civalli Francesco. Civerchio Vincenzio. Civetta Enrico de Bles. Civitali Matteo. Claudio Claudio Lorinese, Claudio Gille. Cleante. Clearco Clef Enrico, Joas, Martino, Clemente Bartolameo. Clementi Prospero. Cleofante Cleomene d'Apollodoro. Cleone Cleota, Cleocare, Clesia, Clito, Cliade, Clistene, Clerici Tommaso. Clesside di Cleves Gios. Cleves Giusto Clovio Don Giulio Coccapani Sigismondo Cock, o Cocco Girolamo, Matteo, Pietro CocRrr 498 Cocxie Michele Codi Benedetto. Coignet Egidio. Corpes Gioseffo. Cola della Matrice. di Colantonio Marzio. Coli: vedi Filippo Gherardi. Coli Giovanni Collantes Francesco Collocrotico. Collota dal Colle Raffaellino. Colobel Nicolò Colonna Angelo Michele. Jacopo. Coltrino Giacomo. Comendich Lorenzo. Comi Francesco, Girolamo. da Como Fra Emanuello. Commodo Andrea. Compagnoni Sforza. le Comte Luigi. Conca Sebastiano. Conchilios Giovanni. Conich David Conigliano Oto. Rorista Cima. Coningh Salomone Comxloy Egidio. Conone Conrado Michele. Contarini Giovanni. del Conte Jacopino. Jacopo. Conti Bernardino. Cesare. Domenico. Vinceuzio. de' Conti Nicolò Contini Gio: Batista: di Contreras Antonio. Contucci Andrea. Conventi Giulio Cesare. Cooper Samuelle. Cope Scultore. Coppi Gioseffo Coquez Gonzalo. Coraglio Gio: Giacomo, Giulio, Corbeger Vincenzio Cordegliaghi Gianetto Cordieri Nicolò Correggio, Antonio Allegri, Francesco. Pomponio Allegri. Correnzio Belisario. Coriario Arto. Coriba Corridori Girolamo. da Coriliano Biagio. Corintia. Coriolano Bartolomeo. Gio: Batista: Teresa Maria Cornara Carlo. Cornelio Cornelis Giovanni Cornhart Teodoro Cornegliano Jacopo. Corneli Cornelio. Dieterico. Enrico. Luca. Michele. della Cornia Antonio. Don Fabio. delle Cormole Giovanni. Corona Leonardo Cornudidiepe Giovanni. Corsi Nicolò. Cort, o da Cort Cesare, Cornelio. Nicolò, Valerio. della Corte Gabriello, Giovanni. Cortellino Girolamo, Michele. Cortesi Guglielmo. Padre Giacomo. da Cortona Pietro. Cosci, Gio: Balducci. Cosino Silvio Cossale Grazio. Cossiers Giovanni Costa Andrea. Ippolito. Lorenzo. Stefano. Tommaso: vedi Lorenzo Gandolfi de Coster Pietro. da Cottignole Francesco, Girolamo. Coudray Francesco. Cousin Giovanni Coustou Guglielmo, Nicolò. Coypel Antonio, Nicolò, Noel. Coyzevox Antonio Cozza Francesco Cozzerello Jacopo. Crabeth Francesco. Cratero. Cratino Cratone. de Crayer. Creara Santo di Credi Lorenzo. da Cremona Nicolò. Cremonese dei Paesi. Francesco Bassi. Cre 499 Danti Antonio, Fra Ignazio, GiroCremonini Gio: Batista lamo. Teodora. Vincenzio. Crescenci Gio: Batista: vedi BartoloDardani Antonio meo Cavarozzi. Dau Gerardo. Crescione Gio: Filippo. Crespi Antonio Maria. Benedetto, David Lodovico Antonio, Decio Agosto. Daniello, Gioseffo, Gio: Batista. Dedalo. Creti Donato Delargilliero Nicolò Cretilla. Delfinone Girolamo. da Crevalcore Antonio, Pietro Maria. Dello Pittore Criscuolo Gio: Filippo. Delmont Deodato Crista Pietro Demerato. dai Cristi Ascanio. Demetrio Cristofani Fabio. Demofilo, e Gorgaso. Cristona Gioseffo. Demofonte Critia Demone Crivelli Angelo Maria, Carlo. Dentone. Girolamo Curti. Croce Baldassare. Depiles Ruggero. del Crocefissajo Girolamo. Desani Pietro Croma Giulio. Desjardins Marco. Cresicle Desportes Alessandro. Ctesidemo Desubleo Michele. Ctesioco Deyns Giacomo. Cugni Batista. Leonardo. Diades Cunio Daniello. Ridolfo. Diamantino Giovanni. Culepiedi Lonardino. Diana Benedetto Cuoburger Vincislao. Curadi Francesco. Ottavio. Raffael- Dianti Gio: Francesco: vedi Benvenuto. lo. Taddeo Dibutade. Curia Francesco. Dichici Fiorenzo. Curti Gioseffo, Girolamo. Diciani Gasparo. Cusino. Dielai. Gio: Francesco Surchi. Diepembek Abramo. Dies Gasparo. Dieterlin Vendelin. D Ach Giovanni Dietrich Cristiano Daddi Bernardo. Dieu Giovanni. Dadid Lodovico Dillo, ed Amicleo. Dafne. Dinarelli Giuliano. Daher Giovanni Dinchi Jacopo. Daifrone, Democrito, Demone. Dinia Dalmasio Lippo di Dino Nello. Damini Damina. Dinocrate. Damino Giorgio. Pietro. Dinomede. Dancea Dinomene. Dandini Cesare, Pietro, Rutilio, VinDinone cenzio. Diodoro Danedi Gio: Stefano, Gioseffo Diogene da S. Daniello Pellegrino. Diogneto Dankerse Pietro. Diolivolse Agostino. Dante Girolamo DioRrr 2 500 Dionisio Dioscoride Dipeno e Sillo. Discalci Isabella. Discepoli Gio: Batista. D'Obsom Guglielmo Doceno, Cristofano Gherardi. Dolabella Tommaso. Dolci Carlino. Dolfin Oliviero Domenichino. Domenico Zampieri. Domenici Francesco. Donatello Donati Bortolo Donducci Gio: Andrea. Doni Adone Donini Girolamo di Donino Angelo, Antonio. Girolamo Donta: Donth Arnoldo Dontons Paolo Doriclide. Dorigni Lodovico. Michele: vedi Simon le Roy. Doroteo Dosio Gio: Antonio. Dosso Druivelteyn Aart. del Duca Giacomo. Duchino. Francesco Landriani. Duci Virgilio Dughet, Gasparo Poussin. Dumcè Guglielmo Dumont Francesco. Dumoustier Daniello. Dunstano Duramano Francesco. Durante Giorgio Duro, o Durero Alberto: Dusman Cornelio de Dyck è lo stesso che Antonio Vandych. de Duyts Giovanni. Bulide Ecatodoro con Sostrate d'Edesia Andrino. Eforo Egesandro Egia Eginandro Eichler Giuseppe. Eimert Giorgio Cristofano. Elada Elena Elerion Giacomo. Elio Adriano: vedi Adriano. Ellodoro. Elle. Elotta Elzheimer Adamo Embriaco Guglielmo. da Empoli Jacopo. Emskerken Martino. Endeo Engelard Daniello Engelbert Cornelio Engheltams Cornelio. Enos. Entoco Enzo: vedi Gioseffo Ainz. Epimaco Epitincano. Eraclide Ercolanetti Ercolano Ercolino di Guido. Ercolino da Castel S. Giovanni. Ercole Graziani. l'Eremita, Ermano Scuyanenfeld. Erigono Ermodoro Ermogene Ermolao Erone de Espinosa Giacinto Girolamo Evante Eubio Eucadmo Euchione. Euchir. Euclide Eudoro Evenore Everardi Angelo, Eufranore Eumaro Eupompo Euripide Em 501 da Fermo Lorenzino. Eusenida Ferandina Leonardo. d'Eusterio Mariano: Fernandez Francesco, Giovanni. Eutichide. Ferramola Fioravante. Enticrate Ferrantini Gabbriello Ippolito. OraEutigrammo 210. da Ferrara. Alfonso Lombardi. Antonio. Ercole. Stefano. Ferrarese Girolamo. da F Abbriano Gentile. de Ferrari Abate Lorenzo. 1 Fabbrizi Antonio Maria, Ferrari Antonio, Francesco, GaudenFabbro. Quintino Messis. zio. Gio: Andrea. Lonardino. OraFabio Massimo. zio: vedi Benvenuto. Facchetti Pietro. dalle Facciate. Bernardino Pocchietti. Ferrata Ercole. Ferreri Andrea. Facini Bartolameo. Pietro: vedi BenFerrerio Domenico. venuto Ferretti Orazio Fadini, Tommaso AleniFerri Ciro. da Faenza Ferau. Marco. Ottaviano. Ferrucci. Andrea da Fiesole. FrancePace. Paolo. sco. Nicodemo. Pompeo. Romolo, Fagioli Girolamo Feti Domenico. Findherbe Luca le Feure Claudio. Falchemburgh Luca. Martino. Fiacco Orlando. Falcieri Biagio. Fialetti Odoardo. Falcone: vedi Andrea da Lione Fiammenghini. Angelo Everardi. Gio: Falconetto Gio: Maria, Mauro Rovere, Faustino Docchi. Falda Gio: Batista. Tiammiseri Padre Gio: Batista. Falerione Fiammingo Anselmo, Arrigo, DioniFallano Giacomo. gio. Giovanni. Leonardo. Michele. Fancelli Cosimo. Fiani Giacomo Fansago Cosimo. Fiasella Domenico Fantose Antonio Fichi Ercole Fanzoni Perau Ficino Girolamo. Farina: vedi Gioseffo Roli, e GiosefFidenzio Prospero. fo Antonio Caccioli. Fidia. Farinati Paolo da Fiesole Andrea. Beato. Giovanni. Fasolo Gio: Antonio: Mangone. Mino. Fatigati Andrea Figino Ambrogio Fattorino di Raffaello. Luca Penni. Figolino Gio: Batista. Fava. Pietro Ercole. Figonetto, Nicolò Granelli Fayt Giovanni Filarete Antonio Fei Alessandro. Filcos. Fellini Giulio Cesare Filesio. da Feltri Morto. Filgher Corado Feltrino Andrea. Filippi Cammillo, Sebastiano: vedi Fenice Benvenuto Fera Bernardino. Filisco. Ferabosco Girolamo. Pietro. Filocare o Filocle. Ferajuoli Nunzio. Filomaco Fergant Filone Fergioni Bernardino. 502 Filopinace Filoseno Finelli Giuliano Finiguerra Maso. della Fiora Nicolò. Fioravanti Ridolfo. del Fiore Colantonio. Fiorentini Francesco. Fiori Cesare Fiorini Gio: Batista. Fischer Giovanni, Pietro. Flaman: vedi Flaman. Flamel Bartolet. Flameur Melo Flepp Gioseffo. Flink Godofredo Flores Antonio Floriano Flamminio. Floriani Francesco Florigorio Bastianello Floris, o Flore Cornelio. Francesco. Jacobello. Foggini Gio: Batista. Foler Antonio Folli Sebastiano. Fonseca Cosimo. Fontana Alberto, Annibale, Carlo. Domenico Maria, Lavinia, Prospero. Salvatore. Veronica. della Fonte. Jacopo della Quercia. Fontebasso Francesco. Fontebuoni Anastasio. Foppa Vincenzio. Foquier Giacomo Forbicini Eliodoro. Forest Gio: Batista. da Forlì Bartolomeo, Melozzo. da Formello Donato. Fornarino. Tommaso Romani. del Fornaro. Giacomo de Baccher. Forte Giacomo Fortini: vedi Rinaldo Botti. Forzoni Gasparo. de la Fosse Carlo. Fracalanza Nicolò. Fra Diamante. Fradmone Framo Luca. Francavilla Pietro. della Francesca Pietro. Franceschi Paolo. Franceschini Baldassare, Marcantonio, Franceschino Franceschitto Franchens Francesco. Francheys Luca. Franchi Antonio, Cesare, Gioseffo, Lorenzo Francia Francesco, Giacomo, Gio: Batista, Marcantonio, Pietro. Francia Bigio Francione Pietro. Franco Batista. Francois Pietro. Simone. Francucci, Innocenzio da Imola. di Franqueville Pietro. Franzese Claudio. Valentino. Franziosino. Nicolò Cordieri. Frari, Francesco Bianchi. Fratazzi Antonio. del Frate Cecchino. Fratellini Giovanna. Fratta Domenico Maria. Fredeman Giovanni, Paolo. Freganzano Cesare. Fremin Renè Freminet Martino. Fresnè, Raffaello Trichet. Fresnoy Carlo Alfonso Frey Giacomo Frezza Girolamo. Frillo. Frinone Frisio Adriano Frustiers Filippo. Fuessli Mattia Fuffizio Fulcini Gio: Batista Fulter Gio: Ulderico. Fumaccini Orazio. Fumiani Antonio. Fumicelli Lodovico Furini Filippo. Francesco. da Fusina Andrea. Abbiani Antonio Domenico. ʘ Gaddi Angelo. Giovanni Gaddo Taddeo Gae Gaebon Antonio Gagini: vedi Gagini Gagliardi Bartolomeo, Bernardino. Gai Antonio Galanino Baldassare Galassi Galasso. Galato. Galeas Francesco. Galeotti Bastiano. Galestrucci Gio: Batista. Galiegos Fernando. Galizzj Annunzio, Fede. Galletti Padre Caseli. Galli Angelo. Ferdinando. Gio: Maria. Infante. Galliazzi Agostino Galli Bibiena Francesco, Gioseffo. Gallinari Pietro. Galoche Luigi. Gambara Lattanzio. Gambarati Girolamo. Gambarini Gioseffo. Gambassi Giovanni Gambello Vittore. Gandini Antonio, Bernardino. Gandolfi Lorenzo, con moltialdiscolari di Lorenzo Costa. Gangiolini Bartolomeo. de Gant Giusto. Garbieri Lorenzo del Garbo Raffaellino. Gareca Cristoforo. Gargiuolo Domenico Garofalino Giacinto. Garofalo Benvenuto Tisio. Carlo. Garoli Pietro Francesco. Garzi Luigi. Garzoni Giovanna. Gassel Luca Gasser Francesco. dalla Gatta Abate D. Bartolameo. della Gatta Fra Bartolomeo. Gatti Bernardino. Girolamo. Oliviero. Tommaso. Gavassetti Cammillo. Luigi. StefaGaudt Enrico. Gauli Batista. Gazzoli Benozzo. de Geest Visbrand. 503 Geiger Gio: Conrado. Gelada Gemino Gennari Benedetto. Cesare. Ercole. Gio: Batista. Generoli Andrea. Genga Bartolomeo, Girolamo. Gentileschi, Artemisia, Francesco. Orazio. Gentili Antonio. Luigi. Genuesini Marco. de Geos Ugo. Germain Pietro, Tommaso, Gerola Antonio, Giovanni. Gessi, o del Gessi Ercolino. Francesco. Geyn Giacomo. de Geyn Jacopo. Gherardi Antonio. Cristofano. Filippo. Marco. Gherardini Alessandro. Gherardoni: vedi Benvenuto. Gherbier Baldassare Ghezzi Giosesso, Pietro Leone, Sehastiano. Ghiberti Bonacoiso. Lorenzo. Ghigi Teodoro Chilart Adamo. Ghirlandajo Benedetto. David. Domenico. Michel di Ridolfo. Ridolfo. Ghirlinzoni Orazio. Ghislandi Fra Vittore. Ghisolfo Giovanni Ghissoni Ottavio. Ghiti Pompeo Giachinetti Giovanni. Giacomone da Budrio. Giacomo LipGiamberti. Giuliano da S. Gallo. Giansoni Abramo. Cornelio. Gierola Antonio Gige Gil Filippo. Gilardi Pietro Gilardino Melchiore. Gillè, o Giglio Claudio. Gillis d'Anversa: vedi Egidio Coignet Gillot Glaudio 504 Diego. Gio: Giachinetti. Gillingero Gillingero Gorgia Gimer Jacopo Gotti Baccio. Vincenzio. Giminiani Giacinto. Lodovico. Goubeau Francesco. da S. Giminiano Vincenzio. da Gra Marco Ginnasj Caterina. Gracia Antonio. Gioggi Bortolo Grafagnino. Gioseffo Porta. Ciolfini Paolo Graffico Cammillo Giolfino Nicolò. Grammatica Antiveduto, Imperiale: Gioli Giacinto Grana Luca Gionima Antonio, Simone Granacci Francesco. Giordani Giacomo. Luca. Grandi. Ercole da Ferrara. Gio: Bat. Giorgetti Antonio, Giacomo. Granelli Nicolosio. di Giorgio Francesco. Francesco Sanese. Granello e Fabrizio. Gioseppino d'Arpino, Gioseffo Cesari, Granier Pietro Giottino Tommaso di Stefano. del Grano Giorgio. Giotto. Grasso Gio: Batista. Giovanni dall'Opera. Giovanni BanGrati Batistino. dini Gravio Gio: Andrea, Maria Sibilla da S. Gio: Giovanni Graziani Ercole. di S. Giovanni Giorgino. Grazini: vedi Benvenuto. Giovannini Giacomo Maria. Greco: vedi Andrea di Lione. DomeGiovannone da For.ì. Giovanni Penico. Gennaro: trelli. dalle Gliandola Bernardo. Bontalenti. Greuger, o Gruger Teodoro. vedi Luca Kruger. Girardon Francesco Greuter Gio: Federico, Lorenzo. Matdi S. Girolamo Enrico. teo. Memmetto. Giron. Monsù Giron. Grillione Gisbrant Giovanni. Grimaldi Alessandro, Gio: Francesco, Gisleni Gio: Batista. Grimani Uberto. Gismondi: vedi Paolo Perugino. Grimmero Giacomo. Giugni Francesco. Grone Gio: Batista. de' Giugni Rosso. Gropalio Pietro Maria. di Giuliano Francesco. Groppi. Nicolò Roccatagliata Giuntalocchio Domenico. le Gros Pietro Giusti Antonio. Grosso Nanni Giziade dalle Grotte. Bernardino Pocchietti. Glauzia Grunevald Matteo. Glauco. Gualtieri Gio: Batista. Glicena. Guarente, o Guariero Guarinetto. Glicone, o Glaucone. Guarini Gio: Batista. Gnocchi Pietro Guassi Nicolò del Gobbo Andrea. Guercino. Gio: Francesco Barbieri. Gobbo Milanese. Cristofano Solari. Guerin Luigi Gobbo de' frutti Pietro Paolo. de Guernier Luigi Goltzio Enrico, Gualdrop. Uberto. Guerri Dionigio Gomez Govanni. Guglielmi Alessandro. Gondolach Matteo. Guidi. Antonio Roli. Domenico. Gongaso e Demosilo. Paolo. Raffaello. Gonnelli, Gio: Gambassi. Gonzalez Andrea. Bartolameo. D. Guidoni Marchese Tommaso. Gui Guidotti Paolo. Guillain Simone Guirro Francesco. Guisoni Fermo. Gutieres Fra Eugenio. de UTAeh David. Halas Francesco. Haffner Enrico, Padre Antonio, Maria. Halle Claudio de Heel Daniello. de Heem Cornelio. Giovanni. Heldio Nicolò. Helle Ferdinando. de Helt Stocado Nicolò. Hembrecker Teodoro di Hemsen Catterina. de Hencesten Giovanni. dall'Her, o Heer Annibale. Luca. Michele d'Heres Monaco dall'Isole d'oro. d'Herrera Francesco, Sebastiano, Hescler David. de la Hire Lorenzo. Hirschvogel Vito. de Hoech Carlo. Hoech Roberto. Hoefnaghel Giorgio Joris de Hoey Giovanni. de Hoje Nicolò. Hollart Vincislao. Holtem Giovanni Holzmano Giovanni. Hondio Enrico Hondius Abramo. Honnet Gabriello. Hosman Samuelle. Hovart Giovanni. de Houk Giovanni. de la Huerta Gaspero. Hundorst Gerardo. Guglielmo. Hunembout Luca. Hutinot Luigi. Hutrelle Luigi, Simone. 505 Acobez Derik Jacobez Giuliano. Jacobus Pauli. Jacopo Avanzi. Jacometti Tarquinio. Jacone. Jacone. di Jacopo Orazio. Ugo. Jacopone Jades Jamickzer Vincislao. Janet: vedi Janet. Jans Lodovico Janson Michele. Janssens Abramo. Icano Ideo. Jelmi Borso: Jenone Jetimo. Ifi Igenone. Ilario. da Imola Innocenzio. Imperiali Girolamo. Incontri Lodovico. Indaco, o dell'Indico Francesco. Jacopo. Indocus Giuda. l'Ingegno. Andrea Luigi. Inglese Matteo Ingoli Matteo. Ingoni Donino, Gio: Batista. Inurea Antonio. Joanello Joannes. Joannes Fernando. de Jod Pietro. Jon loris, o di Giorgio Agostino. Jovvenet Giovanni. Ipatodoro Ippo o Hippias. Ippodamas Irene Isaesz Pietro. Iselburgh Pietro. Isidoro. Isman Giovanni dell 506 Lane Monsû dell'Isole d'oro Monaco Lanetti Domenico, Jumosa Fra Gioacchino. Lanfranchi Giovanni Juvenel Paolo. Lanfrani Giacomo. Juvenelli Nicolò. L'Ange Monsù Francesco, Lanino Bernardino Lanzani Andrea. Polidoro. Lapo Arnolfo, Riccio. Aberger Vincislao, Lappoli Gio: Antonio, Matteo, Kager Mattia Lasagna. Felice Pasqualini. Gio: PieKen Mister tro, Kern Antonio, Leonardo Lastman Pietro. Ketel Cornelio. Lastricati Zanobio. Key Guglielmo. Latri Padre Pietro. Keyter Enrico. Lavagna Ottavio. Kilian Bartolomeo, Luca. Lauchares Antonio. de Klerck Enrico. Laudati Gioseffo Klokner David. Laudicia. Kneller Gio: Zaccaria Lavinia di Maestro Simone, Knuser Nicolò. Laurati Pietro Kornman Giovanni. Lauretti Tommaso. Kraft Adamo. Lauri Baldassare, Filippo, Francesco, Kranich Luca, Monsù Pietro. Pietro. Kruger Luca: vedi Teodoro Greuger Lauteri Cammilla. Kusel Melchior Layne. Francesco Anguier. Lazzari Bramante. Lazzarini Gregorio. learco Abacco Antonio. Leblon Michele. Labeone Le Brun Carlo. Laborador Giovanni, da Leccio Matteo. Laches. de Ledesma Gioseffo, Lacone. Le Fevre Claudio. Laer Pietro Lafage, o la fas Nicolò, Raimondo. Legi Giacomo. Legnani Stefano. Laippo Laire Sigismondo Legnanino Stefano Maria. da Legnano Francesco Barbieri. Lairesse Gerardo. Lehongre Stefano Lala di Leida Luca d'Olanda. Lama Gio: Bernardo, Giulia, Lelli Gio: Antonio. Lamberti Bonaventura. Lelorrain Roberto. Lambertini Michel di Matteo. Lely Pietro, di Lamberto Federico. Leman Gasparo. Lamparelli Carlo. Lembeke Gio: Filippo. Lana Lodovico. Monsù Lane Lemke Filippo Lancia Baldassare. da Lendenara. Lancillotto Jacopino, Lancillotto, Lancisi Tommaso, e suoi fratelli. Lendenari Bernardino Cristofano. LoLancret Nicolò renzo. Lodovico Sadoletti. Leno Giuliano. Landini Taddeo. Landriani Cammillo. Francesco. Paolo. Leocate. Leo. 507 Locatelli Girolamo. Maria Catterina. Leonardi Francesco. Lodi, da Lodi, o dalle Lodole CaliLeonardo Fra Agostino, Gioseffo. sto. Evangelista. Giacomo, Gioda Leone, o di Lion, o dal Leone seffo Franchi. Andrea. Arto. Cornelio. Girolamo. Lodigiano Albertino Padre Andrea Loir Nicolò. di Leon Leal Simone. Loli Lorenzo Leonelli Antonio da Crevacore Lomazzo Gio: Paolo Leoni Cristoforo. Leone. Lodovico. Lombardelli Gio: Batista. Ottavio Lombardi Cristoforo. Leonide Lombardo Alfonso l. Antonio CalcaLeonori Pietro Giovanni. gni. Biagio. Carlo del Mantegna. Leonzi Annibale Lamberto Leopardo Alessandro. Lomi Aurelio. Leontisco. di Londra Oliviero. Leonzio Longhena Baldassare. Lerambert Luigi: vedi Simon le Roy Longone Gio: Batista. Lespina Pietro. Loni Alessandro. Levizani Gio: Batista. Lopez Cristoforo. Leux Francesco Lopez Caro Francesco: di Leyden Arnoldo: Lorenese Carlo. Claudio Gillè. Leygeben Godofredo. Lorenzetti Ambrogio. Gio: Batista. di Lianno Filippo Pietro. Liberi Pietro dai Libri Francesco Vecchio. Girola-Lorenzi Antonio. Astoldo. Batista. Batista del Cavaliere. mo. Lorenzini Padre Antouio. Licino Bernardino, Giulio, Gio: AnLoth Gio: Carlo, Gio: Ulderico, tonio. Regillio. Lotti Bartolomeo. Lorenzetto. LoLicio. renzo di Liere Joas. Lottini Fra Gio: Angelo Ligorio Pirro. Luca Fapriesto. Luca Giordano. Ligozio Bartolomeo, Giacomo, Lucatelli Pietro Ligozzi Gio: Ermano Lucenti Girolamo. Lilio Andrea. di Lucerna Don Diego. di Limone Francesco. Luchese. Pietro Ricchi, o Righi. Linajolo Berto Matteo Civitali. de Lint Pietro. Lucio Manilio, o Wallio. Liomfanini Benedetto. Lucitello. Nicolò Neuscastel. Lionard Gio: Michele, Gio: Stefano Lucy. Lucy. Lionardi Pietro Giovacchino Ludio da Lione Giovanni da Lugano Tommaso. Lionetto. Fra Gio: Angelo Lottini. Luigi Andrea Lippi Filippo. Fra Filippo. Giacomo. Luini Aurelio, Bartolomeo, BernarLorenzo. dino. Tommaso. Lisia Lunghi Luca. Onorio, Pietro, Silla. Lisio, o Lys Giovanni. del Lupino Bernardino. Lisippo Luti Benedetto Lisistrato. Litterini Agostino: vedi Rosalba Car- Lutma Giovanni, rieri. da Loano Lodovico MabeSss 2 508 Abelano Antonio Mabuse Giovanni Macarino. Domenico Beccafumi. Macchi Florio, Giulio Cesare Macchietti Girolamo. Machua di Granada. Maciotti Gio: Batista. Maderno Carlo. Stefano. Madonnina Francesco, Gio: Batista. Maffei Francesco, Giacomo. Magagnasco Stefano. Magagnoli Francesco. Maganza Alessandro. Gio: Batista. Girolamo Maggi Giovanni, Pietro. Maggiolo, Carlo del Mantegna. Maggiore Isac Maglia Michele Magnani Cristofano Magnasco Alessandro. Magnavacca Gioseffo. Magni Nicolò da Majano Benedetto, Giuliano. Mainardi Andrea e Marcantonio. Bastiano, Lattanzio da Bologna. Mainero Gio: Batista Maini Angelo, Michele, Tiburzio, Majo. Gio: Cornelio Vermeyen. Maisno Gio: Batista Mala Malaguazzo Girolamo. Malavena Angelo Malducci Mauro. Malinconico Nicolò. Malò Vincenzio Malombra Pietro. Malosso. Gio: Batista Trotti. Maltese Francesco. Malucello Paoluccio. Mancini Francesco. Mandella Galeazzo. de. Mandranen Carlo. Mandrocle: Manecchia Giacomo. Manemacken Matteo. Manenti Vincenzio. Maneti Rutilio. Manfredi Bartolomeo Maniere Lorenzo. Manilio Manini Giacomo Antonio. Manno Mans Mansueti Giovanni. Mantegna. Andrea. Carlo del Mantegna Mantovani Donino Mantovan Cammillo, Diana, Gio: Batista. Marcello. Raffaello. Rinaldo. Manzini Raimondo. Manzoli Francesco. Tommaso di San Friano Mao. Tommaso Saliui. Maracci Giovanni. Maratti Carlo della Marca. Gio: Batista Lombardelli, Lattanzio da Rimino. Marcellini Marcello Alessadnro, Marchesi Gioseffo. Marchesini Alessandro. Marchetti Marco da Faenza. Marchino di Guido. Marco Bandinelli. Marcia Marco da Bruges. Marco Gerardi. Marco Ludio Marconi Rocco. Marcucci Agostino. Marco da FaenMarcy Baldassare. Mareel Mareel Marescotti Bartolomeo. Margaritone Mari Alessandro Maria. Ercolino da Castel S. Giodi Maria Francesco. Mariani Cammillo, Gioseffo, Gio: Maria. Stefano. Marienof. Marieschi Michele Mariliano Andrea. Marignoli Lorenzo. Marinari Cammillo. Onorio, Stefano, delle Marine Enrico Marmi Gio: Batista. Marmita Marmocchini Giovanna. Ma 509 Mazzoli Maso. Maroli Domenico. Mazzolini Lodovico Marot Francesco, Marot. Mazzoni Gioseffo, Girolamo, Giulio. Marpegani Cammillo. Guido. Sebastiano. Martelli Luca. Valentino. Mazzucchelsi Pietro. Francesco MoMartinelli Don Domenico. razzone Martinez Ambrogio, Gioseffo, SebaMechen, o Van Mecheln Israel. stiano. Mecofane. Martino da Udine. Pellegrino da San Meda Carlo Gioseffo. Daniello. de Medina Gio: Batista. Martinotti Evangelista. Medonte Martorello Gaetano. Meerte Pietro. Marulli Gioseffo. Megale. Maruselli Gio: Stefano. Meganio, Meganio di Brabanzia. Marzilla Guglielmo. di Meglio Jacopo. Marzone Giacomo. Melampe Masaccio Melanzio, o Melante Mascherini Ottaviano Melchiori Gio: Paolo. Maseline Pietro. Meliori Francesco. Masi Antonio Melisi Agostino Masini Francesco. Mellan Claudio Maso Fiammingo. Israel di Menz. da Melone Altobello. Massari Lucio Meloni Antonio, Carlo, Francesco. Massarotti Angelo Francesco Antonio, Marco. Massei Girolamo. Melzo Francesco. Massou Benedetto. Memmi Lippo, Simone, Mastelletta. Gio: Andrea Donducci, Menaigo Silvestro. Mastro Biagio dalle lame. Biagio Pu Menecmo. pino Menelao Mastro Cola. Cola della Matrice. Menestrate. Nicolò Calabrese Meng Ismael. Mastroleo Gioseffo. Menghini Nicolò. Mastro Riccio, Bartolomeo Neroni. Menini Lorenzo. Mastro Simone Cremonese. Simone. Menippo. Mastro Zeno. Zeno. Mennone. Matham Giacomo Teodoro. Menz Israel. di Matteo Michele Menzani Filippo. Matteis Paolo. Merano Francesco. Gio: Batista. Mattioli Girolamo. Lodovico. Meriani Matteo. Maturino. Mesquida Guglielmo. Maurer Cristofano, Giodoco. da Messina Antonello, Martino. Mauro Giulio. Messis Quintino. Mauvier Michele Metagene Mayr Dieterico, Gio: Giacomo. RiMetelli Agostino, Gioseffo Maria. dolfo. Susanna. Merico. del Mazo Gio: Batista Mazza Camillo, Damiano, Gioseffo, Metodio, Metrana Anna Mazzieri Angelo di Donino. Antonio Metro Israel di Menz. di Donino Metrodoro Mazzocchi Paolo. Mettidoro Mariotto di Francesco. RafMazzola Francesco, Gioseffo, GirolaMetfaello di Biagio. mo. 510 Metzu Gabriello. Meus Livio Meyssens Giovanni, Miccio o Micone. Michelino Michelozzi Michelozzo. Michieli Parrasio. Miciade Micone Midone Mickou Mignard Nicolò, Pietro. Miele Giovanni Miglionico Andrea. Milanese, Pietro Francesco Cittadini. Guglielmo Milani Aureliano. Giulio Cesare Milani da Milano Giovanni. Cesare da Sesto Milet Francesco. Millich Nicolò. del Minga Andrea. Mingaccino. Domenico SantiMinganti Alessandro. Mingat Teodoro Minghino del Briccio, Domenico degli Ambrogi. Mingozzi Colonna Girolamo. Mini Antonio Miniati Pellegrino Minion Abramo Mino del Reame. Mino da Fiesole. Minzochi Francesco. Mirandola Domenico Maria. Mirandolese. Pietro Paltronieri, Mires, o Miresio Francesco. Mirevel, Michele Janson. Mirmecide Mirevelt Michele. Miris Guglielmo Mirone Mirvoli Girolamo. Miserou Dionigio: Missiroli Tommaso. Misuroni Gasparo, Gitolamo. Mitens Arnoldo. Mnasisteo. Mnesarco Mocchi Francesco. Moccio Moderati. Angelo Rossi. da Modona Nicoletto. Pellegrino. Modonese Gio: Batista. Mola Gio: Batista, Pietro, Francesco, de Molina Manuele. Molinari Antonio, Cornelio, Zuan Batista Molli Clemente. Mombelli Sebastiano Mombello Luca. Mona: vedi Benvenuto Monanni Monanno. Monaville Francesco. Moncalvo, Guglielmo Caccia. Monci: vedi Gentile Zanardi. Mondini Antonio. Fulgenzio. Sigismondo Scarsella. Monegri Gio Batista. Monpair Gioseffo. Monsignori Fra Cherubino, Fra Giocondo. Fra Girolamo, Francesco. Monstrart Egidio, Francesco, GiovanMontagna Bartolomeo. Benedetto. Jacopo. Marco Tullio. Montagnana Montalti, Gioseffo Danedi, Stefano, Montanari Agostino. Montano Gioseffo. Gio: Batista. Montanini Pietro. da Montecarlo Bastiano. Montefort Antonio. Montelatici Francesco. da Montelupo Baccio, Raffaello. Montemezzano Francesco. da Montepulciano Marco. Montero de Roxas Giovanni. del Monte Sansavino Domenico. Monti, e da Monti Antonio, Francesco. Gio: Giacomo. Gio: Batista. Giovanni. Innocenzio. Monticelli Andrea, Angelo, Giovanni. Michele. Montorsoli Fra Gio: Angelo. Monverde Luca. da Monza Nolfo, Troso Morales Morandi Gio: Maria. Morandini Francesco. Morazzone Pietro Francesco. Mor 511 Morbioli Beato Ledovico Nanni Giovanni, Gio: da Udine Morelli Bartolomeo. Padre Bartolo Girolamo Nannoccio meo. Lazzaro. Paolo. Nanteuil Roberto Moreno Fra Lorenzo. Nappi Francesco. Morero Gioseffo. Moretto, Alessandro Bonvicini. Criil Napolitano Filippo degli Angeli. stoforo. Faustino. Gioseffo. Nicolò. Narciso. Rainero Persini. Nardi Pietro Antonio: vedi VincenMorina Giulio. Morinello Andrea. zio Carducci. Moro, o del Moro Antonio, Batista, Naselli: vedi Benvenuto, Francesco, Francesco Torbido. Rinaldo Botti. Nasini Gioseffo. del Moro Marco. del Nassaro Matteo. Moroni Domenico. Francesco. Gio: Natali Carlo, Michele. Batista. Pietro. di Navarette Gio: Fernandez, Morto. Morto da Feltro. Naucero, Morzone Girolamo. Naucide Mosca Francesco, Simone. Naudi Angelo Moschino. Francesco Mosca. Naupazio Mosnier Giovanni Nazari Bortolo Mostaret Francesco. Nealce Mostart Gilles. Nearco Motta Raffaellino da Reggio. Nebbia Cesare. Neeffs Pietro. le Moyne Francesco. Mozetto Girolamo. de Neessa Alonso Negri. Gio: Scuvarta. Glo: FranceMozzo. Michelagnolo Cerquozzi, seo. Girosamo, Pietro. Muccio Gio: Francesco. Negrolo Filippo. Muller Gio: Sigismondo. Nelli Lorenzo. de Mulieribus Pietro. Neri Giovanni. Neri. Pietro Martire. Munari Giovanni, Pellegrino da Model Nero Durante. dona Nerone de Mura Francesco. Neroni Bartolomeo. da Murano Andrea. Nadalino. Nervesa Gasparo. Murari Giovanni Nesso. Muratori Domenico Maria. Teresa. Murenos Sebastiano Nestocle Muriglio Bartolameo. Netscher Gasparo. Murillio Bartolomeo. Neuberger Anna. Felicita. Ferdinando. Musceron, o Maucheron Isac. Neve Francesco. dalle Muse. Bernardino Pocchietti. Neuscastel Nicolò. Muso Neuland Adriano. Musso Nicolò. Nexaris. Muziano Girolamo. Neydlinger Michele Muzio. Niccoli Lattanzio. Ottavio Van Veen. Muzio Antonio. Niccoluccio Niccola Calabrese. Nicea Nicearco Niceo Valdini Batista, Lorenzo, Paolo, Nicerato Nanburgo Michele Nicia Nanini Matteo Nicosane Ni 512 Nicolai Giacomo Isac. Nicomaco. Nicore. Nicostene Nicostrato. de Nieulant Guglielmo. dalle Niofe Cesare. Ninfodoro Nino. Fulvio Signorini. Nino. Nivolstella Gio: Giorgio. Nobile Antonio Nocret Giovanni Nogari Gioseffo, Paris. da Nola Giovanni. Nollekius. Nollet Monsù Norcello Pietro Damini. Nosadella. Gio: Francesco Bezzi. Notkeno. da Novara Gio: Batista. da Novellara Lelio Orsi Novelli: vedi Valerio Cioli. Antonio. Pietro. Novello Gio: Batista. Nucci Avanzino. Nufrio: vedi Vincenzio Onofri, Nunnez Pietro. Nunziata del Nunziata Toto. Nuvolone Carlo Francesco, Gioseffo. Panfilo Nyssio, Niccolò Chnipfer. Nuzzi Mario. dagli O Cchiali. Gabbriello Ferrantini. Ochstraet Odam Girolamo. Odazzi Giovanni Oderigi. Oderigi da Gobbio. Oddi Mauro. Odorico Gio: Paolo. Ognissanti Toussaint. d'Olanda Luca di Leida. Olandese Giovanni Olbein Giovanni. Oliab e Beseleel. Olimpia Olimpiostene Olimpo Olivero Isac. Olivieri Leonardo. Pietro Paolo. di Ollanda Francesco. Omfalione. Onasia Onata Oneto Onofri Vincenzio. Oppenor Gilles Maria Orazi Alessandro, Andrea. Orbetto, Alessandro Turco. Orcagna Andrea, Bernardo, Jacopo di Cione, Mariotto. Orlandi Odoardo Orlandino Giulio. Matteo Stom. d'Orliens Francesco. Ornerio Gerardo Orrente Pietro Orsi Lelio. Orsini Antonio. Orsoni Gioseffo. Ort, o de'Ort Adamo. Ortolano Benvenuto, Gio: Batista. Ossana Gio: Batista Ossenbeck. Ostade dell'Oste, Andrea de Werdt. Ottino Pasquale. Ottone Lorenzo. Ovasse Michelagnolo. Renè, Ovater Alberto Oudry Gio: Batista. Overs Giuliano. Ouvenio, ovvero Ouvins. P Acchierotti Giacomo. Pacheco Francesco. Pacuvio Paderna Giovanni. Paolo Antonio. da Padova Vellano. Padovanino Alessandro Varotari. Lodovico Leoni. Ottavio Leoni. Padovano Girolamo Pafio Antonio Pagani Benedetto. Francesco. Gasparo. Cregorio. Paolo. 5¹³ Paganini Guglielmo Capodoro, Gui- Parolini: vedi Benvenuto. Paroni Francesco. do Mazzoni. Parrasio. Pagano Michele Pasia Paggi Gio: Batista. Pasinelli Lorenzo. Paggio Francesco Merano. Pasitele Paglia Antonio. Francesco. Pasquali Filippo Palacios Francesco. Pasqualigo Martino. Palazzi Francesco. Pasqualini Felice. Pasquale. PasquaPalladino Adriano. le Rossi Palladio Andrea. Pasquetti Fortunato. Palamedio Palamede. Passari Annibale, Gioseffo. Palloni Michelarcangelo. Passarotti Aurelio, Bartolomeo, PasPalma Antonio. Jacopo: vedi Tiziasarotto. Tiburzio. Ventura. no Aspetti. Passarte Bartolameo. Palmieri Gioseffo. Passignani Domenico Palombo Bartolomeo. dal Passo Crispino. Paltronieri Pietro. Pasto Matteo. Pan Giovanni Lisio, Patel Bernardo. Pancias Paternier Giovachino. Panco Patina Gabbriella Carla, Pancotto Pietro. Patrocle Panetti: vedi Benvenuto. Paudiz di Sassonia. Pansi Romolo. Pavona Francesco. Panfilo. Pausania Panfilo Carlo Francesco Nuvolone. Pausia. Gioseffo Nuvolone. Pauson. da Panicale Masolino. de Pazzi S. Maria Maddalena. Panico Antonio Maria Pedoni Giovanni Panini Gio: Paolo. Pedrali Giacomo. Panizzati Giacomo. Peeters Bonaventura. Giovanni. Panza Federico. Peiras. Panzacchia Maria Elena. Pellegrini Antonio, Carlo, Domenico Paolini Pietro. Pio. Tibaldi. Felice. Pellegrino da BoPaolo Emilio logna. Vincenzio. Paolo Veronese. Paolo Caliari. Pelliccioni Francesco. Papacello Maso. Pellini Marcantonio. Papalèo Pietro. Peneda Antonio. Paracca Gio: Antonio. Pennacchi Pietro Maria. Paradosso Giulio Troglio. Parasole Bernardino. Isabella. Leo- Penni Fattorino di Raffaello. Luca. Penone Carlo. Stefano. Rocco. nardo. Pens Giorgio de Pareya Giovanni. Pepyn Martino. Paris Romano. Paris Nogari. du Perach Stefano. de Paris Domenico. Orazio. Peranda Sante Parisio Ambrogio. della Perdrix Michele. Parmese Cristofano. Perelle Nicolò. Parmigianino Francesco Mazzola. Giulio Peres Bartolameo. Parmigiano Fabbrizio. Pereyra Manuele. Parodi Domenico. Filippo. Ottavio Perez Matteo. Pellegrino Tit 514 Perez Scierta Francesco. Pieri Stefano. Perezzoli Francesco. Pieterz Girolamo, Pericleto. Pietra Michele Periclimeno. di Pietro Alvaro. Pietro da Cortona. Pietro Beretini. Perillo. della Pieve Papino: Perini Odoardo. Pigmalione Perino di Guido. Pietro Gallinari. Pignoni Simone Periss Gio: Filippo. Pilotto Girolamo. Perolas Giovanni e Francesco. Pinacci Gioseffo, morì adì 23. DePerrazzini: vedi Pietro Paltronieri. cembre 1718. Perreira Diego Pinager Tommaso. Perrier Francesco. Pinas Giovanni, Perseo Pinelli Antonia Persino Rainero. Pini Paolo Peruccini Giovanni. di Pio Gio: Bonati da Perugia Pietro. Piola Domenico. Gio: Gregorio. PelPerugino Paolo, Pietro, Polino, legrino. Pietro Francesco. Pietro Perundt Giorgio Paolo Girolamo. Peruzzi Baldassare Pintelli Baccio, Tommaso Salini. Pesarese Simone Cantarino. Pinturicchio Bernardino. Pesari Gio: Batista. Pinzoni Nicolò da Pesaro Nicolò. Pio Angelo Gabriello. da Pescia Mariano. Pietro Maria Peselli Francesco detto Pesellino, Pe- dal Piombo Fra Sebastiano, sello. Pippo d'Urbino. Filippo Santacroce. Pesenti Francesco. Vincenzio. Pippo Sciamerone, Filippo Furini. Pesne Antonio. Pippo. Filippo Santacroce. Pirecio. Petel Giorgio. Pirgotele Peters Giovanni Pirilampo. Peterzano Simone Pirno. Petrazzi Alfonso. Petrelli Giovanni. Pirogentili Niccola. Petri Gerardo. Piromaco. de' Petri Pietro. Pironi Girolamo. Petrini Bartolameo. Pisanelli Giulio. Ippolito. Lorenzo Vincenzio. Vittore. Petruccio Perugino. Pietro MontaniPisano Andrea, Giovanni, Nicola Tommaso Pezzutelli Francesco. Pisbolica Giacomo. Pfrintia Anna Maria. Pisicrate Piaggia Teramo Pisone Piamontese Cesare. Pistoja Leonardo. Piamontini Gioseffo. da Pistoja Gerino. Pianori, Bartolomeo Morelli. Pistojese Fra Paolo. Piati Santo Pitagora. Piazza Calisto. Fra Cosimo. Paolo. Pitea. Piazzetta Gio: Batista Piti, o Pitio. Picardi, Lorenzo Naldini. Pitocle Piccinardo Carlo. Pitocrito Piccioni Matteo, Tommaso Pitodoro Piella Francesco Antonio. Pit 515 Poppi Francesco Morandini. Pittoni Gio: Batista. de Por Daniello. Pittor bello. Vincenzio Pellegrini. il Pittore Italiano. Francesco Badens. Pordenone, o Bordonone. Gio: Antonio Regillio. Pittorino Fra Bonaventura Bisi. Porettano Pietro Maria. Pittore Villano. Tommaso Missiroli. Porpora Paolo Pizzica. Gio: Zanna. della Porta Baccio. Fra Guglielmo. Pizzoli Giovachino Teodoro. Tommaso. Planzone Filippo. Porta Andrea. Gioseffo. de Plate-Montagne Nicolò. Portelli Carlo. Platone il Porzia Francesco. Apollodoro. Plautilla. Posidonio. Plisteneto. Posis del Pò Giacomo. Pietro. Possenti Andrea, Benedetto, Gio: PiePocchietti Bernardino. tro. Pocelli Matteo Poteo Pocoebuono. Girolamo Nanni. Potma Jacopo Poch Paolo. Tobia. le Potre Giovanni Podesta Andrea. Potters Giusto. Poerson Carlo, Carlo Francesco. Pouburs Francesco, Pietro. Poggini Domenico Pouletier Gio: Batista. Poggio Marcantonio. Pourbus Francesco. de Poindre Jacopo. Poussin Gasparo. Nicolò. Poirier Claudio Poy, o Poylli Francesco. Polemone Pozzi Carlo. Gio: Batista. Padre AnPolicarpo. drea. Policle. Pozzo Dario, Matteo Policleto Pozzosarato Lodovico. Polico Egineta de Prado Blas. Galasso. Polidamo Guglielmo. Prandino Ottavio. Polide, o Polio. Prasitele Polidete ed Ermolao del Prato Francesco Polidoro da Pratovecchio Jacopo di Casentino. Polietto. Praxia Polis Preissler Daniello. Polistrate. Prete Gallo. Guglielmo de Marzilla. Pollajolo Antonio, Pietro, Prete Genovese. Bernardo Strozzi. Pollino Cesare Preti Bonaventura, Mattia. Polo Diego. previtale Andrea. Polo Diego giuniore. Primaticcio Abate Francesco. di Polo Domenico. Primi Gio: Batista. Lodovico. Pomerancio Antonio. Cristosano RonPrina Pietro Francesco calli. Nicolò Circignano. Procaccini Andrea. Cammillo. ErcoPomo. Girolamo del Canto. le. Giulio Cesare Carlo Antonio. Ponte Girolamo. Profondavalle Valerio. da Ponte. Francesco Bassano. GioPronti Padre Cesare. vanni. Gio: Batista. Jacopo, dalle Prospettive Agostino. del Ponte Antonio. Protogene Pontormo. Giacomo Carrucci. Prov. Giacomo. Ponzanelli Giacomo Antonio. Provagli Alessandro. Ponzoni Matteo ProTtt 2 516 Provenzale Marcello. Reder Cristiano. Pruchert Nicolò Redoneta Tommaso. Ptolico. Regillio Gio: Antonio. Puccetti Gio: Batista, Silvio. da Reggio Raffaellino. Puger Pietro Regnauldin Tommaso. Puglia Gioseffo. Rembrandt, Rembrandt. Pulemburgh Cornelio. Reminaldi Domenico. Puligo Domenico. Remps Domenico. Pulzoni Scipione Gaetano. Rengheri Rengherio. Pupino Biagio Rent Guido del Purgo Giulio Orlando: Renieri Angelica. Nicolò. Resani Arcangelo. Reschi Pandolfo. Reti Leonardo. QUaino Francesco, Luigi. Rettou: vedi Gio: Jouvenet. Queborno Cristiano. Rezi Martino. Quellino Arto. Erasmo, Gio: Erasmo. Ribalta Francesco. della Quercia Jacopo. Ribera Gioseffo du Quesnoz Francesco. Riccardi David. Quillard Pietro Antonio. Ricchi, o Righi Pietro. Quinto Pedio. Ricchiedeo Marco. S. Quirico Paolo Ricchini Francesco. Quistelli Lucrezia Ricci, o Riccio Antonello, Bartolameo Neroni, Bastiano, Benvenuto, Cammillo, Carlo, Domenico, Felice, Francesco. Gio: Batista da NoD Acchetti Bernardo vara. Marco. Pietro. Raffaellino Bottalla, Gio: MaRiccia Cecilia ria Bottalla Ricciarelli Daniello da Volterra. Raggi Antonio. Riccio Andrea. Raibolini Francesco Francia, Giulio. Ricciolini Michelagnolo. Rarmondi Marcantonio. Richardson, Richardson. Rainaldi Tolomeo. Richart Martino. Rama Camillo. Ridolfi Bartolomeo. Carlo. Claudio. Ramajoli Priore Andrea. di Ridolfo Ghirlandajo, Michele, Ramazzotti Antonio. Riedlin Maria Teresa. Rambaldi Carlo Antonio. Rigaud Giacinto Ramelli Padre D. Felice Rigetti Mario Ramenghi Bartolomeo, Gio: Batista Riley Giovanni, Bagnacavallo. Riminaldi Orazio. Randa Antonio. da Rimino Lattanzio. Raon Giovanni Rinaldi Sante. Raouz Giovanni Rincon Antonio Ravara Pietro Ringhli Gottardo. da Ravenna Marco. Rondinello. Ripanda Giacomo Ravennate Matteo Ingoli. Rita Michele Raviglione, Raviglione. Rivarosa Alfonso. Razali Sebastiano de Rick Pietro Cornelio. Razioniere Paolo Cespade. dalla Robbia Agostino, Andrea, GiReco. rolamo, Luca. Ra⸗ 517 Robusti Domenico. Tentoretto. Ja- Roussellet Monsù le Roy Simone copo. Rubens Pietro Paolo. Roccatagliata Nicolò. Ruggeri Gio: Batista. Guido, RugRocco Giacomo. gero Roderico Luigi Ruiz Francesco Ignazio. Rodriguez Adriano Rusca Francesco de las Roelas Paolo. Rusconi Cammillo. Rolet Monsù Ruspoli Illarione. Roli Antonio, Gioseffo. Rustici Gabriello. Roman Bartolameo. Rustico Gio: Francesco. Romanelli Gio: Francesco. Urbano. Ruta Clemente. Romani Gioseffo. Ruthart Andrea. Romanino Girolamo. Ruviale Francesco. Romano Domenico, Giulio, Lucio, Ruzali Sebastiano Paolo. Tommaso. Virgilio. Rychart David Rombonts Teodoro. di Romolo Diego. Roncalli Cristofano. Rondani Francesco Maria. Abbatini Andrea da Salerno. LoRondelet Simon le Roy. renzino da Bologna. Rondinello da Ravenna Nicolò, Sabinese Andrea Generoli. Ronind. Sabionetta Francesco Pesenti, VincenRoos Filippo. zio Pesenti. Rosa Cristofano, Giovanni, Pietro, Sacchi Andrea. Antonio, Carlo, GaSalvatore. sparo. Pietro Francesco. Rosati Rosato Saccio Cammillo. di Rosa Anna, o sia Aniella. Sacco Scipione Rosi Alessandro. Sadeler Egidio Giovanni, Giusto. Rosini Amanzio: Raffaello Roslet Paudiz Sadoletti Lodovico. Rossellino Bernardo. Sagrestani Gio: Cammillo. Rosselli Cosimo, Matteo, Pietro di Saiter Daniello Cosimo. Salaino Andrea Rossi Angelo, Aniello, Antonio, CarSalazarro Padre Andrea da Leone. lo Antonio, Enea, Gio: Antonio. da Salerno Andrea Gio: Enrico. Gio: Maria. Gio: SteSalice Ruggero fano. Girolamo. Lodovico. LorenSalimbeni Arcangelo. Ventura. 20. Muzio. Nicolò. Pasquale. Properzia. Teodoro. Vincenzio. Za- da Salincorno Mirabello. Salini Tommaso nobio. Salis Carlo Rossis Angelo. Salmeggia Enea Rosso Nanni di Bartolo. Nicolò e Gio: da Salò Pietro. Batista. Rosso Fiorentino. Salpione Rossuti Filippo. Saltarelli Luca. Rota Martino. Salvatici Paolo. Rotenamer Giovanni. Saluci Alessandro, Mattiuccio. Rotini Pietro Salvetti Lodovico. da Rovazzano Benedetto. del Salviati Cecchino, Gioseffo. Rovere Gio: Mauro. Salvioni Rosalba Maria. Roviale Spagnuolo 518 Samacchini Orazio. Sammartino Marco. Sampagna Filippo, Gio: Batista. Sancio Giovanni, Raffaello. Sanchez Alonso. Fra Giovanni. Sandrart Giacomo. Giovachino. Giovanni Susanna da S. Daniello Pellegrino. Sandrini Tommaso. di Sandro Pier Francesco di Jacopo. Sanese Agostino, ed Agnolo. Francesco, Michelagnolo, Ugolino. da S. Friano Tommaso. da S. Gallo Giuliano. Sangiorgio Eusebio San Lazzaro San Luca Sanmarchi Marco Sansovino Andrea Contucci. Jacopo. Santacroce Filippo, Francesco, Gio: Batista. Girolamo. Matteo. Santafede Fabrizio Santagostini Giacomo Antonio. Santerra Gio: Batista. Santi Antonio Domenico. Gio: Gioseffo. Michele. da S. Vito Feliciano. Saracino Carlo Sarazin Giacomo Sardi Gioseffo. Sarezana, Domenico Fiasella, Leonardo. Sarnaco del Sarto Andrea Sartori Felicita. Sarzetti Angelo. Sassetti Francesco. Sassi Gio: Batista Sassoli Fabiano. Satiro Saudtman Pietro Saveri Rolando Savoldo Girolamo. Savolini Cristofano Serra, Savonanzt Emilio Savorelli Sebastiano. Sauri Francesco Sauria Saurom o Batracco. Scacciati Andrea. Scala: vedi Benvenuto, Francesco. Scalabrino Marcantonio. Scalchen Gotofredo. Scaligeri Bortolo. Lucia. Scalvati Antonio. Scalzo Giulio Scaminossi Raffaello. Scanavino Francesco: vedi Benvenuto. Scaramuccia Gio: Antonio, Luigi, Scarsella Sigismondo. Scarsellino Ippolito. Scavezzi Prospero Bresciano. Sceo, o Scevo. Schenefeld Gio: Enrico. Schiafino Francesco. Schiavone Andrea. Girolamo. Schidone Bartolomeo. Schorel Giovanni Schuartz Cristofano, Giovanni. Schudt Cornelio. Sciarpelloni Lorenzo di Credi. Scillo, Scilio, Sillo, o Sciro. del Sciorna Lorenzo. Scolari Francesco. Gioseffo. GiovanScopa Scor Gio: Paolo Tedesco. Scorticone Domenico. Scorza Sinibaldo Screta Carlo. Scurmana Anna Maria. Scuvanhart Giorgio Scuvanefeld Ermano. Sebald Giovanni. Sebastiani Lazzaro. Secano Girolamo Seccante Sebastiano. Secchiari Giulio di Secu Martino. Segala Zuanne. Seger Anna. Segers Daniello, Gerardo, Padre Daniello. Selitto Carlo. del Sellaro Jacopo. Sementi Gio: Giacomo. Jacopo. Semini Andrea, Antonio. Semini Ottavio Serafino Bresciano, Marcantonio: Serafino Serafini. Serambo Serapione Serlio Sebastiano. Sermei Cesare Sermoneta Girolamo Siciolante, Serra Cristofano. dei Servi Costantino. da Sesto Cesare. Setti Cecchino, Ercole. da Settignano Desiderio. Sevin Claudio Alberto. Sghizzi Andrea Sguazzella Andrea. Sguazzino da Città di Castello. Siadra Sibrechts Giovanni. Siciliano Angelo. Luigi. il Siciliano Filippo Planzoni. Siciolante Giroiamo. da Siena Duccio. Marco. Matteo. Mino. Pastorino. Sigismondi Pietro Signorelli Luca. Signorini Bartolameo. Fulvio. Guido. Silanione Sileno. Sileno Gio: Troschel. Silla Agostino Sillace Silvani: vedi Valerio Cioli. Silvestri Luigi. Sime Simile o Similide Simo Simone de Simone Antonio Simone da' Crocefissi. Simone da Bologna. Simone Sanese. Simone Memmi. Simonide Simonini Francesco. Sinforiano Sinoon Sirani Barbara, Elisabetta, Gio: Andrea Siropersa Sisifo Sivesta Martino. de Siviglia Romero Giovanni. Skeysert Clara. 5¹⁹ Smyters Anna Snayers Pietro. Snellinck Giovanni. Sneydre Pietro Snyders Francesco. Socrate Sodias Sodoma Gio: Antonio da Vercelli Soens Giovannt. Sofilo. Sofronisco Soggi Nicolò Sogliano Gio: Antonio. Sojaro. Bernardino Gatti. Solari Andrea, Cristofano. Soldani Massimiliano. Sole Virgilio dal Sole Antonio. Gio: Batista. Gio: Gioseffo. Pietro. Solerio Giorgio Solimea, o Solimene Francesco, Solimena Angelo. de Solis Francesco. Solosmeo. Somis Sontman Pietro Sopilo Soprani Raffaello Sordo, Dieterico Berent, Gioseffo Badaracco Sordo d'Urbino. Antonio Viviani. Soria Gio: Batista. Soriau Daniello Sormano Gio: Antonio, Leonardo. Sorri Pietro Sosini Gio: Batista. Sostrate di Soto Giovanni. Spada Leonello Spadari Benedetto. Spadarino Gio: Antonio. Spagna Paolo. Spagnoletto Gioseffo Ribera: Spagnuolo Gioseffo Crespi. Giovanm. Roviale Sparzo Marcello. Speranza Giovanni. Gio: Batista. Stefano Spezzini Francesco. Gio: Batista. Spierre Francesco. 520 di Spilimbergo Irene. Spinello Forzone, Paris, Spinello, Spintaro Spisanelli Ippolito, Vincenzio Pisanelli. Spranger Bartolomeo. Spurio Carvilio. Squarcione Francesco, Jacopo. Stadio, o Stadieo. Stalbent Adriano. Stanzioni Massimo, Starnina Gerardo. Stasicrate Stati Cristofano Steen, o Stenio Francesco. Stefani Sigismondo Stefano da Ferrara: vedi Benvenuto. Stefano di Lappo. Stefano Fiorentino. Stefano Veronese. Steinningh Enrico. Steinuvinkel, Steinuvinkel. Stella Claudio. Francesco, Giacomo, Vincenzio. Stellaert Francesco. Stene Giovanni. Stenis, o Stenide. Stimer Tobia. Stipace Stivens Pietro. Stocad Nicolò Heldio. Stom, o Stomma Matteo. Stomer Giovanni. Stomio stop Cornelio Stora, o Storer Cristofano. Stossio Vito. Stosskopf Sebastiano. Strabone Cornelio Molinar. Strada, o dalla Strada Giovanni. Stradano. Vespesiano. Strangoglione Stratone, Stratonico. Springa Francesco. Stroifi Don Erman. Strozzi Bernardo. Suardo Gio: Batista. Subtermans Giusto. Sudenti Cristofano le Sveur Eustachio Svitter Gioseffo, Surchi Francesco, Gio: Francesco, Susini Antonio. Francesco. Suster Lamberto TAcca Ferdinando, Pietro Tacconi Innocenzio. del Tadda Romolo. Tasi Andrea. Tagliacarne Giacomo. Tagliapietra Duca. Paolo. Talami Orazio. Talete Talpino Enea Salmeggia. Tamburino Gio: Maria. Tantino Antonio d'Enrico, Taraboti Caterina Tarchesio, Tare del Tarco Alonso. Taruffi Emilio. Tassara Gio: Batista. Tassi Agostino del Tasso Leonardo. Tatta Jacopo Sansovino. Tavarone Lazzaro. Tavella Carlo Antonio Taverna Giovanni, Giuliano. Tavolino Ricardo Taurino Rizzardo Taurisco Tedesco Gio: Paolo. Guglielmo. Lamberto. Martino. det Tedesco Jacopo. Telecle. Telefane. Telesio. Telesta o Teleta. Telocare Tempesta Antonio. Domenico. Pietro de Mulieribus. Tencalla Cristofano Tenier David. Teniers David il giovane. Tentini Lodovico Sadoletti. Tentoretto Domenico, Jacopo Robusti. Marietta. Teo Teocide Teocle Teocosmo. Teodoro Teodoro della Croce. Padre Antonio Lorenzini. Teomneste Teone Teopropo Teoscopoli Domenico Terbrugge Enrico Terburg Gerardo Terenzio Giovanni. Terilli Francesco. Terone Terzi Francesco. Tesifone, o Ctesifone. Tesiloco Tesioco Testa Pietro. Testelin Enrico, Luigi. Testorino Bartolino Teteo ed Angelione. Thedon Giovanni Thielen Gio: Filippo. Thoman Giacomo Ernesto. Tiarini Alessandro. Tibaldi Domenico. Pellegrino da Bologna. Pellegrino. Tieling Lodovico. Tiepolo Gio: Batista. Tilaco ed Oneto. Timagora Timante. Timante Bernardo. Timarchide Timarco. Timarete Timeneto Timilo Timocle. Timomaco Timone Timoteo Timoteo da Urbino. Timoteo della Vite. Tindareo Tinelli Tiberio. Tinti Lorenzo Tinti Parmigiano. Tisagora Tisandro 521 Tisia Tisicrate Tisio Benvenuto. Titi Sante di Titi Tizianello, Marco Veccellio. di Tiziano Girolamo. Lorenzo. Tlepolemo. Toccagni Calisto. Tofano Tognone Antonio Vicentino. di Toledo Giovanni. Tolosmèo. Tolosmèo. Tommaso Siciliano. Tommaso Lauretti. Tonducci Giulio. Tonelli: vedi Rinaldo Botti. Tonenfliet Giacomo. Toni Angelo Michele Torbido Francesco. Torelli Cesare. Felice. Lucia Casalini. Torellino: vedi Felice Torelli. Torenzio Giovanni. Tormoli Nicolò. Torre Bartolomeo. Flamminio. Pietro Andrea. Pietro Antonio, Teofilo. Torreggiani Alfonso. Bartolomeo. Bastiano. Torreggiano. Torresani Andrea. Torri Antonio. Tortello Gioseffo. Tortorino Francesco. Tosi Giacomo Maria. Pietro Francesco, Tossicani Giovanni Toto del Nunciata. Tourniere Roberto. Toussaint de Brevil. Trabalesi Francesco. Traini Francesco. Trasimede Trasmando Trasone Travi Antonio Tremiglione Alessandro. da Trento Antonio. da Trevigi Dario. Girolamo. Lodovico Pozzosarato. da Trevinjo Bernardo. Trevisant Francesco. Trevisano Angelo da Trezzo Cosimo. Jacopo. de Triarte Ignazio. Vuu Tri 522 Tribolo Nicolò. Trichet Raffaello! Trifone Tristan Luigi. Triva Antonio. Trocchi Alessandro. Trogli Giulio. Tromba Sante Rinaldi. Troschel Giovanni Trotti Gio: Batista. di Troy Francesco. Giovanni. Tubalcaim Tubi Gio: Batista de Tura Cosimo. Turco Alessandro. Cesare. Turpilio da Turrita Fra Jacopo. WAcca Flaminio Vaccari Andrea. Francesco. Vaccaro Andrea. del Vaga Perino. Vajani Orazio Vailant. Vailant. Vatrone Blagio Valchemberg Luca. Valchemburg Enrico. Valdambrino Ferdinando. Valdes Giovanni. Valentiniano Imperatore Valeriani Padre Gioseffo, Giulio. Valerio Ostiense. Valerio Vicentino Valesio Gio: Luigi. de Valk Pietro. de Valle Martino: Valsoldo Gio: Antonio Paracca. Van-Aelst Guglielmo, Pietro. Van-Artrelt Andrea Van-Artrois Giacomo. Van-Assen Giovanni. Van-Balen Enrico Van-Berchem Cornelio Van-Bredael Pietro. Van-Bronchorst Giovanni Van-Bruges Ruggiero Van-Bucle. Van-Bucle. Van-Chestel Giovanni Van-Cleve Cornelio Van-Copen Giacomo Van-Delen Derik de Vander Luigi Van-Der Ruggero Salice Van-der-Bens Mattia. Van-der-Bent Giovanni Van-der-Borcht Enrico Van-der-Brach Nicola. Van-der-Cabel Adriano. Van-der-Elst Bartolameo Van-der-Loane Cristoforo Jacobo. Van-der-Mulen Antonio Francesco Francesco Van-der-Naut Angelo Van-der-Spelt Adriano Van-der-Veede Adriano Van-der-Verff Adriano. Van-der-Vert. Van-der-Vert. Van-der-Uliet Willem. Van-der-Weiden Ruggero Van-Deynum Gio: Batista. Vandi Sante Van Doley Bernardo Van-Dych Antonio, detto ancora de Dyck. Daniello. Vanella Francesco. Van-Es Jacopo Vanetti Marco. Van-Eych Nicolò Van-Goyen Gio: Gioseffo. Van-Halen Pietro. Van-Hech Giovanni Van-Heil Daniello, Leone. Van-Hoeck Giovanni, Roberto. Van-Hort Aat Van-Kesgel Giovanni. Van-Lint Pietro Van-Mander Carlo. Vanni Francesco. Gio: Batista, Raffaello. Van-Niulant Adriano Vannucci Pietro Perugino. Van-Obstat Gerardo. de Van-Oort Adamo. Van-Orlai Bernardo. Van-Ostade Adriano Van-Reni Remigio Van-Savojen Carlo Van-Tulden Teodoro Van-Veen Ottavio Van-Venne Adriano Van-Utrech Costanza. Van-Utrecht Adriano VarVaprio Costantino. Vargas Luigi de Vargas Andrea. Varignana Domenico Aimo. Varmo Giovanni. Quintino. Varnertam Francesco. Varotari Alessandro, Chiara, Dario. Varson Gregorio Vafari Giorgio. Lazzaro. Vasco Vasconio Gioseffo Vasilachi Antonio. Vasquez Alonso Vassallo Antonio Maria. Gio: Antonio. Vassello Alessandro. Vateau Antonio. Übelesqui. Ubelesqui. degli Uberti Orazio. Übertini Baccio Übertino Francesco. dagli Uccelli Gio. Neri. Uccello. Paolo Mazzocchi. da Udine Giovanni. Veccellio Francesco. Marco. Orazio. Tiziano della Vecchia Pietro. de' Vecchi Francesco, Giovanni, Vin cenzio Civerchi. Vecchietti Lorenzo. Veeninex Giovanni. Velasquez Diego. Vella Cristoforo. Venanzi Francesco. Veneziano Agostino, Antonio, Bonifacio. Domenico. Domenico Bissoni. Donato. Fabrizio. Giorgio. Polidoro. Ventx Giovanni Venturi Giacinto. Venturini: vedi Benvenuto. Venusti Marcello. de Vera Cabeza de Vaçha Francesco, Veralli Filippo. Verbeech Francesco. Verburg Enrico, Pietro. da Vercelli Gio: Antonio. Verchio Vincenzio. Verdier Francesco. Verdizzotti Gio: Maria. Verdura Gio: Stefano: Verhuik Cornelio Vermeyen Gio: Cornelio. Vermiglio Gioseffo. 5²³ Verner Gioseffo. Vernici Gio: Batista. Vernigo Girolamo. Verocchio Andrea. Veroecht Tobia Verona Agostino. Fra Gio:, Maffeo, di Verona Paolo. Veronese Gio: Antonio. Liberale. Paolo Caliari, Stefano, Zeno, Veruilt Francesco. Veruzio Francesco. Verzelli Tiburzio. de Vetti Uffembach Filippo Ugo Jacopo Ugolino Sanese Uggioni Marco. V. Herp G. da Viadana Andrea. Vianese, o di Viana Paolo. Viani Domenico Maria. Giovanni, Vicentini Antonio. Vicentino Andrea, Antonio. Vicino, o Visino Batista. Gio: Angelo. Gio. Michele. Viera Francesco. Vighi, o Vico Enea. Giacomo. Vignola, Giacomo Barocci. Vignon Claudio Vigri. S. Caterina da Bologna. Villamena Francesco. Villanova Lazzaro Villebort Tommaso. Villemoz Pietro Cornelio. Vilman Michele. Vimercati Carlo. Vincente Bartolameo. Vincenti Andrea. da Vinci Leonardo, Perino. Vinkeben David. Viola Domenico, Gio: Batista. Visino: vedi Vicino. Viso Andrea Vissher Cornelio Vitale Bolognese. Vitali Alessandro, Candido. Vite Antonio. della Vite Gasparo. Timoteo. Vitello Ferrante. da Viterbo Tarquinio. Vitminio Vuu 2 Vit 524 Vittoria Alessandro. Don Vincenzio. Vivarini Antonio. Bartolomeo. Giovanni. Luigi. Viviani Antonio, Gioseffo, Ottavio. Viziani Marcaurelio Ulerik Pietro. Uleughels Nicolò Ulivelli Cosimo: Unedemanus Giovanni. Vojet Guglielmo. Volsgangh Luca di Volgar Carlo. Volgemut Michele. Voltelman, Paolo Brilli. da Volterra Daniello, detto il Volterrano. Voltolini Andrea. da Voltri Nicolò. Vorst Roberto Vorsterman Luca de Vos Cornelio. Martino. Simone, Vovet Simone. Urancquart Giacomo. S. Urbano Ferdinando. Urbino Carlo da Urbino Crocchia, Raffaello, Sancio. Terenzio. di Urbino Francesco. de Uries Adriano. Uron Enrico. Uroom Enrico Cornelio. Ursino. Ursino. Ursone antico Pittore Utenvall Giovachino. da Utrech Adriano. di Utrech Cristoforo. Wael Cornelio. Giovanni Luca. Wals Godofredo. Wert, o de Werdt Adriano. Andrea. Wert Muller Gio: Ridolfo. Wildens Giovanni Wilemps Marco Willarts Adamo de Winghen Joas. Wingius Jadocus Wiriex Giovanni. Withaos Matteo. de witt Cornelio. Gasparo. Manuele. Pietro Candido. Woverman Filippo, e Pietro. Giovanni. Wouters Francesco V Enocrate Xenocrito Xenofilo Xenofonte Ximenes Bernabe. Ximenes Donoso Gioseffo. d'Y Per Carlo. 4 Yandiepenbeck Abramo. Aballi Virginio Zabello Gio: Francesco. Zacchio Zaccaria Zaccolino Fra Matteo. Zacinena Cristosoro. Zago Sante Zampalocchi Domenico. Zampieri Domenico. Zanardi Gentile. Gio: Paolo. Zanata Gioseffo Zanchi Antonio. Zani Gio: Batista Zanimberti Filippo Zanna Giovanni Zanotti Gio: Pietro. Zarabaglia Agostino. Zarlati Gioseffo Zelotti Batista. Zenale Bernardo. Zenodoro Zenone Zerbi Gio: Vincenzio. da Zevio Aldigeri. Zeusi Zeusippo Zincke Mister. Zoccoli Nicolò. Zoppo Rocco Zoppo da Lugano. Gio: Batista Discepoli. Marco Paolo. Zoulcio Giovanni del Zucca Jacopo. Zuccarelli Francesco. Zuccati Francesco e ValerioZuccheri Federico, Ottaviano, Taddeo. Valerio. Zucchi, o Zucca Francesco, Giacomo. Jacopo. Lorenzo. Zumbo Abate D. Gaetano. TAZurbenan Francesco. 525 7 A OLA IL Nella quale si spiegano le Cifre, e Marche, usate da' Pittori, e dagli Intagliatori nelle loro Stampe. Spiegazione delle Cifre, e Marche della Tavola A. H Ans Schauflig, cioè Gio: Schau9 Micarino Intagliatore di maniera flig Nordingese. Questa MarGotica ca ritrovasi in un Libro in fo10 Matteo Zagel intagliò diversi penglio, in cuis sono intagliate la sieri d'ornamenti, e di grotto Passione, la Risurrezione, e 1 schi per lo traverso: vivea nel Ascensione di Gesù Cristo, con 1500. le annotazioni di Ulderico Pin11 Gasparo Reverdin, o Ravenstein, der, stampato in Norimberga tagliò carte poco oneste, e due nel 1507. Il taglio è sulla macon Puttini, che giuocano fra niera d'Alberto Duro. di loro. 2 Stolzius: ha intagliato sul gusto 12 Dirich Vander Staren vivea nel 1500. Marcava le sue carte con Gotico l'anno, e mese, in cui le ta3 Marca sopra certe storie Arabe, gliava, come nel Diluvio, e in 68. pezzi, marcate con anni nella Vergine in alto, e S. Berdifferenti: in una vi è 1576. e nardo a' piedi, segnata nel 1524. sono di Michele Cocxie. 3. Ottobre: ed altre segnate si4 Noel Garnier Intagliatore di grotno al 1544. Usò ancora la marteschi, d'ornamenti, e di figuca D. entro la quale era l'V. re, particolarmente dell'Arti in 13 Hieronymus Mucetus. Diede in 48. pezzi. luce una Risurrezione di N. S. 5 Domenico Campagnola Veneziae diversi Combattimenti. no scolaro di Tiziano: trovansi 14 Antonio Wormace Pittore di Cosue stampe intagliate nel 1518. lonia: vivea nel 1529. Intagliò Giulio di lui fratello su anche i dodici Appostoli, Figure in esso Intagliatore. piedi 6 Michele le Blon di Francfort, mo15 Vvaer Van Hossanen. Fece dodici ri in Amsterdam nel 1650. gran tondi della Passione, e sot7 Renè Boivin, del quale veggonsi to varj Simboli di N. S. Intaalle stampe molti pezzi di fogliò parimenti la Vita di Gesù gliami antichi. Cristo in 60. pezzi. 8 Gio: Maria da Brescia Carmelita16 Philippus Adler Paticina, con tal no: nel 1502. intagliò una Versegno marcò un San Cristofano. gine assisa fra le nubi, e sotto 17 Le due marche sono state adopetre Santi dell'Ordine Carmelirate da Cornelio Sichen nei 108. tano: ha avuto un fratello per pezzi dell'Antico Testamento. nome Gio: Antonio da Brescia, 1569. che ha segnate le sue stampe con le lettere Jo. AN. BX. 1538. 18 Marca incognita sopra certi grot 526 27 Marca sopra ornamenti d'architetteschi; questa marca è poco diftura Gotica. ferente dalla 3. che si vederà nella Tavola B. la quale anche 28 Tre Marche usate da Nicolò de Bruyn in tempi diversi. essa è incognita. 19 Virgilio Sole copioso Intagliatore 29 Marca di Cuerenhert in varie Stotie Turchesche, ed in diversi penin rame ed in legno sul gusto sieri inventati da Martino Emd'Hisbin. Intagliò il Nuovo, skerken. e Vecchio Testamento in 200. 30 Marca d'Alberto Duro di Norimpezzi; le Metamorfosi d'Oviberga Pittore, ed Intagliatore: dio in 170. foglietti; Caccie in adoperò ancora la marca A. E. grande, e piccolo, ec. Alle volma in poche carte. Della prite fece per marca l'V. da una ma marca se ne servirono Gio: parte del foglio, e l'S. dall'alBurchmayr Augustano di lutra: vedi nella Tavola B. il discepolo, Matteo Grunevald num 7. Ascaffemburghese, che fiorì ai 20 A.D. Bruin: nel 1560. intagliò sei tempi del Durero, e Marcandelli dodici Cesari, e varj ova tonio Raimondi nella Vita di ti nel 1579. Gesù Cristo ritagliata da quel21 Lambrekt Hopfer Alemanno Intala d'Alberto; perlochè accusollo gliatore universale. Alle vol e alla Signoria di Venezia, come ha fatto per marca un vaso di s'è detto nelle loro Vite. fiori nel mezzo delle lettere L. H. ovvero la gamba del L. nell' 31 Hisbel Peun Intagliatore di Norimberga, detto Hisbin: usò tal asta seconda del H. Tagliò 27 marca dal 1513. sino al 1549. pezzi della Passione. 22 Marche differenti usate da AdriaHans Sebald Beham parimenti segno Ie sue stampe con simile no Collaert, o nell'Antico Temarca. Alcuni vogliono, che la stamento, o negli ornamenti, o marca 34. nella Tavolá C sia nei fregi, o nelle storie, o nei dello stesso Hisbin. Altri, che grotteschi, o nei morti, che vi fussero due Intagliatori di strascinano varie persone tal nome, ed uno facesse la mar23 Cormet fece tal marca in piccioca differente dall'altro, col muli soggetti a due figure, amentare il B. in P. come nota il due storpiate, ed una Carità Sandrart a fol. 222. Vedi Gio: con tre Bambini. Sebald a fol. 220. Vedi nel fi24 Marca in diversi ornamenti, di ne di questa Tavola alsegno * Martino Emskerken, in uno de quali vi sono diverse talpe. 1548. 32 Alberto Aldograft di Vestfaglia celebre Intagliatore. 25 Le due marche sono in differenti figure, entro nicchie, ed archi- 33 Hans Bresank intagliò le storie del Nuovo Testamento, e l'antetture di Capelle. no 1619. i dodici Appostoli, il 26 Luca Van Cranogio, ovvero LuSalvatore, e S. Paolo. cas Van Craen, Pittore del Du34 Le due marche furono usate da ca di Savoja. Alle volte ha fatLuca di Leida, derto d'Olanda, to la marca L. C. con un Drache fu celebre Pittore, ed Intagone alato, ed il millesimo 1509. gliatore. In alcuna delle sue Altre volte ha marcato con due carte si vede parte della marca scudetti Gotici, o con la mar36. nella Tavola C. ca 35. ovvero L. V. C. Intagliò 35 Marca d'Hans Baldung, nè si sa in legno, ed in rame. 527 per qual cagione se ne sia ser altre carte con la marca medesima. vito Luca Van Cranogio, di cui 46 Pierre Gottart Intagliatore di Vasi. s'è parlato in questa Tavola al 47 Le due Marche furono usate da num. 26. Andrea Andreani Mantovano, 36 Hans Baldung, ovvero Balduin in Intagliatore in legno a tre tauna carta di cavalli, intagliata gli; la seconda marca vedesi nel nel 1534. La detta marca servì Trionfo di Giulio Cesare in 10. parimenti ad Hans Brosamer nelfogli, intagliato nel 1599. L le carte del Curzio precipitato invenzione fu d' Andrea Mantenella voragine, nel Laooconte, gna, che anch'esso l'intagliò a e nel Salomone, che adora l'Idobulino. Andrea Andreani fu lo. Orazio Borgiano parimenti chiamato il Piccolo Alberto con tal marca segnò le sue car48 Cornelio Bus, o Boss. te, ed alle volte fece un H. ed 49 Marca in certe stampe di Satiri un B. e di figure nude sotto certi alberi 37 Vicino a tal marca sta registrato 50 Marca sotto opere di fogliami, ed Jost Amon arabeschi. 1535. 38 Cornelio Hevissen. 51 Marca sotto un Cristo sostenuta 39 Martino de Secu di Romersiolaen: da due Angeli, 1555. segnava ancora le sue stampe 52 Marca sotto alcune figure di Nocon questa marca M. + S. tomia 40 Marca di Pericouter in molti Ter* La Marca al numero 31. di questa mini in piedi tagliati nel 1535. Tavola, nella quale in vece 41 Daniel Mignot fecit. del D. evvi un P. servì ad Ago42 Pierre Mercand. stino Parisino, il quale intagliò 43 Le due marche contenenti un P. e C le 81. Immagini disegnate da sono di Pietro Quast: alde volFlorio Macchi, che sono nel Lite marcò così P. Quast. come bro intitolato: Emblemi di Paoin certi Grotteschi. lo Macchi. 44 Giorgio Pens Pittore, ed IntagliaLa Marca al numero 31. nella quatore di Norimberga, con Marle in vece del B. eyvi un L. cantonio Raimondi intagliò opeservì a Hans Lutensach, il quare di Raffaello in Roma; nel le nell' anno 1560. per le Noztaglio seguì la maniera d'Alze di Ferdinando Imperadore dograft; alle volte marcò G.P. intagliò in un Libro 1 Tornei, 1554. le Feste, e le Giostre, con in45 Marca in un Cristo morto, sotto finità di Gente, e sono di un del quale sta registrato Jean Lataglio alla Calloteſca. despeldrickt invenit: vi sono Spiegazione delle Cifre, e Marche della Tavola B. ca è poco differente da quella 1 Plerre Voeriot Lorenese Intadella Tavola A. num. 18. gliatore di Ritratti. 4 Marca Gotica sotto una Risurre2 Due marche adoperate dal Boss, zione di Lazzaro o Bosche, diverso da Cornelio 5 Marca sotto paesi diversi, in uno Boss dei quali è un Cavaliere, che 3 Marca in dodici Appostoli in pieuccide un Dragone; trovasi andi, in fogli grandi: questa marcora 523 cora sotto piccole carte della Le Cifre, o caratteri dal 24. sino al 34 sono in certe stampe GoPassione: vedi la Marca 47. nella tiche. Gio: Francesco Zabello Tavola C. 6 Marca sotto 12. differenti Forze valente disegnatore Bergamasco scrisse il suo nome, ed anno 1546. d'Ercole intagliate da Giovanin un Dado. ni Schorel. Jacinto Giminiani da Pistoja scoVirgilio Sole Brussellese sotto un Iaro di Pietro da Cortona. Cristo morto, intagliato in fo36 Marca di certo Mercatante, che glio grande nel 1542. Vedi nella Tavola A. il num. 19. comprò quantità di rami, sotto 8 Marca in un Testamento Vecchio i quali pose alle volte le lertedi 50. fogli, alcuni de' qual re A. S. excudit; di tal marca sono marcati S. F. si vede pasi servì ancora Antonio Salarimenti in 105. carte di Guerre. manca. Romane, ed in 129. di mateLe due marche ultime sono in 12. rie diverse, con caratteri latini carte cavate dalle Pitture della sopra, e sotto; l'Autore usò anCapella di Fontanablò; da una cora la marca I. A. parte v'è la prima, che vuol 9 Marca Gotica dire San Martino Bolognese, che su Francesco Primaticcio, det10 Marca in una stampa, nella quato l'Abate di San Martino; dall' le v'è un Satiro, che saetta una altra v'è la seconda, che signi Baccante. fica Antonio Guarnier Intaglia11 Marca in una Femmina voltata tore. Altre marche sciolte dell' addietro, intagliata da Teodo10 Zaghel. Abate Primaticcio le vedrai do12 Marca in un Adamo, ed Eva po le presenti Cifre. 13 Marca in un Villano, che procu- 38 Adamo Scultore Mantovano intara rompere un ramo d'albero. gliò in 73. pezsi gli Angoli di 14 Marca sotto 4. Vangelisti. Michelagnolo Buonaroti, e ser15 Renè, cioè Renato Lochon, sotvì ad altri Maestri. to Ritratti diversi, ed opere di 3) Le due marche furono usate da Polidoro 1651. Giorgio Ghisi Mantovano: altre 16 Leonard Gualtier volte fece Ghisi Mantovan, fecit. 17 Pietro Lombardi intagliò opere di 40 Stephanus Colbenstagh sc. Romae; Monsù Sampagna intagliò opere del Domenichino. 18 Jean Covay intagliò opere di Mon- 41 Gio: Benedetto Castiglione Genosù Vovet, e di altri. vese, celebre Pittore universa19 Francois Cavveau Intagliatore cole, ed Intagliatore pioso: vedi qui sotto. 42 Le due marche servirono a Pietro Testa Lucchese Pittore, secon20 Pierre Daret intagliò soggetti diversi, e Ritratti. do Intagliatore, e scolaro di 21 Michele l'Asne intagliò i PrinciPietro da Corrona pi del disegno, ed altre stampe. 43 Marca in una Natività cavata dal 22 Francois Perier Pittore, ed IntaParmigianino, che Luca Kilian gliatore; diede in luce molte intagliò. Antichità Romane, come nell 44 Marche d'Andrea Mantegna Mantovano, o Padovano, Pittore, Indice delle stampe del Rossi. ed Intagliatore: la seconda mar1635. ca si vede nelli 10. pezzi del 23 Marca in certe carte di stampa Trionfo di Giulio Cesare, che Gotica segnate 1545 529 opere di Raffaello, di Micheldi sua mano intagliò, e poi fu agnolo, di Polidoro, e di altri. rintagliato l'anno 1599. in leSilvestro da Ravenna, scolaro ed gno da Andrea Andreani Manimitatore di Marcantonio; dal tovano, come si è detto nella 1535. sino al 1560. intagliò semTavola B num. 47. pre opere di Raffaello, e di 45 Diverse marche di Marcantonio Giulio Romano Raimondi Bolognese, detto del Francia, Intagliatore di Raffael- 48 La prima delle due marche è di Bernardo Castelli Pittore Genolo d'Urbino, le di cui stampe vese, ed Inventore; la seconda segnò con le lettere R. S. M. F. è di Cammillo Congio Intagliavolendo inferire nelle prime due tore, il quale fece ancora per lettere, Raffaello Sancio, nelle marca C. C. fecit. seconde, Marco Francia, o Mar49 Luigi Valesio Bolognese Pittore, co fece. Adoperò altre marche, ed Intagliatore; ovvero VAL. cioè B. S. con intenzione di dire fu altra marca. Bononiensis Sculptor. Nelle stam50 Raffaello Scaminossi Pittore, ed pe cavate dal Buonaroti sece Intagliatore MI. AG. FLO. cioè Michael An 51 Odoardo Fialetti fece. Questo fi gelus Florentinus; e poi per marPittore, ed Intagliatore Boloca propria usò quella del Mangnese tegna, segnata qui sopra num. 44. 52 Due marche diverse di Salvatore che può dire parimenti Marcus Rosa Pittore, ed Intagliatore Antonius fecit. Nella Vita di Napolitano. Gesù Cristo ritagliata dalle stam53 Marca sotto un S. Sebastiano inpe d'Alberto Duro in Venezia, tagliato da Michel Lucchese, segnò i fogli con la marca del sul gusto Michelagnolesco 1550. Durero ed in una Madonna di Raffael46 Di Cherubino Alberti Borghegiale v'è la suddetta marca, e seno, cioè da Borgo S. Sepolcro. gue ERRY, exc. sono le due marche: intagliò Spiegazione delle Cifre, e Marche della Tavola C. opere di Raffaello, e d'altri. D Eernardino Passero IntagliatoJacquez Grand'Homme: intagliò D re universale. i Ritratti degli Eresiarchi, e di 2 Martino Rota Sabinese: alle volaltri sul gusto di Rembrandt: te marcò con queste parole, SaAltre volte marcò così: J. G. benzanus fecit. Van Uliet 3 Luca Penni Romano, ovvero Lu6 Corneille, Berghem, ovvero Berca P. R. Questo fu scolaro di chen: coincide alquanto con la Raffaello d'Urbino, e fratello marca al num. 48. Tavola B. del Fattorino; inventò belli sog7 Marca d'Alberto Flamen in certi getti, i quali furono intagliati intagli d'Uccelli, di Quadruda Giorgio Ghisi Mantovano pedi, e di Pesci. Tal marca sernel 1556. vì parimenti ad Alessandro Ba4 Henricus Goltzius: Questo cele diali Pittore, ed Intagliatore Bobre Intagliatore Olandese seppe lognese, e ad Antonio Boss Franimitare assai maniere di Maecese. stri stati avanti di sè: intagliò XXX 8 Due 530 8 Due marche di Peter Vander Nelpe segue nella presente Tavola, cioè Intagliatore universale. H. S. P. legati insieme 9 Teodoro Van Tulden Intagliatore 22 Tre marche adoperate in diversi universale. tempi da Gioseffo Ribera, det10 Francesco Villamena d'Assisi brato lo Spagnoletto. vo, e facile Intagliatore: si ser- 23 Marca in una Vergine intagliata vì parimenti delle seguenti letda Cornelio Boss, e sotto Mitere F. V. F. ovvero F. Villam. F. chael Ange: inv. cioè Buonaro11 David Van Boons inv. ed appresti: vedi le marche 48. della Taso detta marca si legge Oons; vola A e 2. della Tavola B. e le carte l'intagliò P. Servu24 Marca in una Vergine a sedere ter sc. di gusto Durero, e sotto 1510. 12 J. G. Bronchorts in certi Paesaggi 25 Questa marca è sotto una piccola ne quali sono ancora le lettere Vergine in piedi sopra una mezC. P. cioè Cornelius Pulemburgh za luna. pinxit. 26 Marca sotto una S. Veronica, che 13 Luca Vorsterman Pittore, ed Intiene il Santo Sudario. La metagliatore d'Anversa; consigliatà anteriore di tal marca l'ho veto da Pietro Paolo Rubens al duta in alcune carte di Luca d' taglio di bulino, intagliò opere Olanda del detto Rubens, di Raffaello, 27 Mauro Oddi Parmigiano, Intagliae di Vandych. tore, e Pttore. 14 Marca del Saenredan Olandese: al- 28 Agostino Veneziano scolaro di Martre volte usò l'I. con un S. unicantonio Raimondi in Roma to alla gamba del I. perchè il intagliò opere di Raffaello, di suo nome su Hans, o Joannes. Giulto Romano, e d'altri; marMorì nel 1607. cò parimenti con le lettere A. 15 Jacobus de Ghijn excudit, appresV. I. ovvero A. V. 1525. so Carlo Monder. 1608. 29 Stefanino della Bella Fiorentino 16 Marça d'Adamo Elzheimer, che famoso, e capriccioso Intagliaha lavorato presso a Pietro Brutore. S. B. è altra sua marca guel. 30 Giulio Cesare Venenti Bolognese 17 Marca in certi paesi d'Enrico CliIntagliatore ven, o de Clef. Di tal marca 31 Gioseffo Maria Metelli Bologuese, si servì parimenti Martino de Pittore, ed Intagliatore capricClef. cioso, ed universale. 18 La cifra presente è di Schelde a 32 Andrea Salmincio Bolognese, InBolsuvert: questa adoperò per tagliatore, e scolaro del Valesio capriccio, quando non volle sot- 33 Domenico Beccasumi Pittore, ed toporvi il proprio nome. Intagl atore Sanese: trovasi det19 Rembrandt. Altre volte fece Van ta marca in certe stampe in leRhin inv. Fu Pittore, ed Intagno, ove sono opere di Tiziagliatore no. Morì nel 1549. 20 Vicino a tal marca leggesi Olyn, 34 Per tal marca vedi la Tavola A e sono Paesi intagliati da J. Van al numero 31. Velde. 35 Francesco du Poylli Intagliatore di 21 Marca in certi paesi, e solitudini Maestri diversi. che significa Antonio Van Vua36 Antonio Salamanca; ovvero Ant. teri inventore; trovasi qualche Sal. exc. 1543. volta congiunta con quella, che 37 Marca d'Hermano Coblent sotto quat 531 45 Henricus Van-Cliven, o Clivense, quattro Vangelisti, e sotto altre o de Clef, Pittore d'Anversa: carte d'un David, di Giuditta, morì nel 1589. e di Lucrezia: poi segue Adria46 Matteo Grunevald, detto Ascafemnus Hubertus exc. 1576. burg, Pittore, ed Intagliatore 38 Raffaello Sancio d'Urbino, famosulla maniera d'Alberto Duro, so Inventore, le di cui opere fiorì nel 1510. furono intagliate dalli più ce47 Marca in diverse piccole cartine lebri Maestri, che nella marca rappresentanti i Misterj di Gest presente vollero esprimere il di Cristo, intagliati o da Agnese lui nome, e cognome: vedi il Freij moglie d'Alberto Duro, o num. 45. della Tavola B. da qualche ſuo ſcolaro 39 Hans Liefrinch; così segnò certe stampe d' uccelli, e di caccie, 48 Gio: Batista Gallestrucci Fiorentino, Intagliatore scritto al caintrodotte ne' fregi. talogo de Romani Pittori l'an40 Domenico Barriera Fiorentino: perno 1652 chè comunemente era chiamato Domenico Fiorentino, segnò al- 49 Guido Ruggieri faceva. Marca in diverse opere dipinte a Fontacune stampe con le lettere D. F. nablò dall' Abate Primaticcio, 1647. Di tal marca s'è servito ed intagliate dal suddetto, che Domenico Bonavera Intagliatoseco andò in Francia. re Bolognese, e Domenico Bettini Pittore ne' suoi quadri di 50 Marca di Justo Sadeler; alcune volte usò solamente tal marca, Piori, e di Animali. altre volte vi aggiunse Sadeler. 41 Antonio Tempesta Fiorentino, saI. S. exc. è lo stesso. moso Intagliatore: talvolta per 51 Ale andro Algardi Scultore Bolomarca usò un solo T. con un E. gnese in una conclusione intaunito alla gamba della T. gliata da Francesco du Poylli 42 Nicolaus Beatrici Lotharingius fe1653. Altre volte si servì della cit. stessa cifra, ma senza il G. 43 Teodoro Cruger, o Creuger Inta52 Francesco Maria Francia Intagliagliatore tore Bolognese vivente. 44 Andreas Van-de-Venne pinxit. VV 53 Eneas Vighi Parmensis. Æ. E. V. Delft. sc. cioè Wilielmus Delft AE. V. sono altre sue marche sculpsit. Spiegazione delle Cifre, e Marche espresse con Lettere. Sono tutte marche del A.B. Ueste due lettere unité in- A. C. P. famoso Pittore, e celesieme, con un F, che esce A. C. ) bre Intagliatore Agodal B, è marca di cui si servì Agos. C. stino Carracci BologneAlessandro Badiale Pittore, ed In- Ag. B Ag. Bononiae. tagliatore Bolognese. A. D. I. F. Antonio di Jacquart fece. Ab. Bl. in Abramo Bloemart diligenIntagliò opere varie. A. Bl. A. D. Brum; vedi il num. 20. nella dese Tavola A. A. Both. Andrea Both. XXX2 A.G. 532 A. G. Albertus Glockentonius, nelli 12. Bol. Inventor Giulio Bonasoni Bopezzi della Passione di Gesù CriBonaso sc. 1545. S lognese, vedi I. B. F. B. P. Bartholomaeus Passarotti Bononien A. F. Marca adoperata in qualche stamsis Pictor. pa da Alberto Duro: vedi la Ta- B. S. Bartholomaeus Thenius, ovvero Bovola A al num. 30 noniensis Sculptor. A. L. P. I. Antonio Licinio Pordenone inv. C. B. Cornelio Boss. questi intagliò il Odoardo Fialetti intagliò. Baccanale di Giulio Romano. A. P. M. A. Abas Primaticcius inv. Marvedi il num. 23. nella Tavola C. cus Antonius exc. Questa Marca C. Bl. Cornelio Elcemart, figlio trovasi in un Pastore sotto un Corn: Blo. [ ] del famoso Abramo Olanalbero, ed in un altro, che tiedefe. ne la mano sopra un Mappa- C. Blecker. Marca di Cornelio Bleker in mondo certi paesi storiati 1636. A.S. vedi la marca 36. nella Tavola B. C. C. Fecit. Camillus Congius: vedi il AE. V. vedi E. V. che è Enea Vighi, e num. 48. nella Tavola B. Carlo Civedi la marca 53. nella Tavola C gnani Pittore Bolognese Inv. fece A. V. Agostino Veneziano: vedi la parimente due C. uno entro 1 A.V.I. J marca 41. nella Tavola A. altro. B. Joannes Sebald Bheam: vedi la marC. D. F. Carles David fecit. ca 31. nella Tavola A. La meCl. Mell. in. sc. Romae. Claudius Melladesima lettera B l'adoperò per nus: vedi M. inv. marca l'Abate Primaticcio, che C. P. Cornelius Pulemburgh pinxit. Joanin Francia era chiamato il Bolones Bronchorts inc. vedi il num. gnese: se ne servì parimenti il 12. nella Tavola C. Bonasoni: come ancora Domenico C. Schoenius. Martino Schoenio a CaBeccafumi, intersecandola con una lembach Pittore, ed Intagliatolinea, come si è detto al numre nel fiorire, che faceva Alber33. della Tavola C. to Duro: morì nel 1486. QueBAL. SEN. Baldassare Senese, cioè Balsti da alcuni Dilettanti è stimadassare Peruzzi da Siena. to il Buonmartino: vedi la MarB. B. Bartolameo Boham di Norimberca 39. nella Tavola A. ga, intagliò in Roma, ed in BoD. Dominichino famoso Pittore Bolologna con Marcantonio Raimongnese, ed Inventore. di. Bartolameo Biscaino Pittore D. B. Bernardo Gallo, detto il Piccolo Genovese usò parimenti simili dalla statura: intagliò varie opelettere nelle invenzioni delle sue re, fra le quali le Metamorfosi Stampe. d'Ovidio, ed il Nuovo, e VecB. B. A. F. Baccio Bandinelli Architetto chio Testamento, stampato in Fiorentino Leone l'anno 1559. Belli fecit. Jacobus Belli. Vedi J. B. F. D. F. Domenico Fiorentino: vedi il nuB. C. Equ. Bartholomaeus Coriolanus Eques mero 40. nella Tavola C. Bononiensis. D. H. David Hopser fratello di LamberB. F. V. F. Baptista Francus Venetus feto, notato al num. 21. della Tacit. vola A. e di Girolamo, tutti B. M. vvv. Bernardo Malpucci Pittore tre Intagliatori Alemanni. ed Intagliatore Mantovano, in D. M. C. Domenico Maria Canuti ferace tagliò in legno a tre tagli: con Pittore Bolognese il primo formò il prossilo, col DO. CAP. 1518. Domenico Campagnola secondo lo scuro, e col terzo il Veneziano chiaro E. V. 533 G. S. F. Gio: Sirani fece E. V. Enea Vighi Parmigiano intagliò Guill. Baurn. 1640. Guglielmo Baur Pitopere del Rossi, di Tiziano, del Buonaroti, di D. Giulio Clotore Imperiale. G. V. S. G. Van-Secheindel fec. & V. V. vio, e di Baccio Bandinelli. Buytuvech Inv. E. V. H. Esajas Van-Hulsen. F. B. Francesco Briccio Pittore Bolo- Har. Golbenius, Holbeinus Haerlamensis, gnese, intagliò opere di Lodo- H. B. Di questa marca si sono serviti Hans Burckmair, che intagliò vico Carracci. 36. pezzi di storie Imperiali. F. B. B. Fra Bonaventura Bissi BologneHans Brosamer, che fiorì nel 1538. se, detto il Padre Pittorino. Horatio Borgiani Romano: vedi il F. B. V. I. Federico Barocci Urbinaten num. 36. della Tavola A. inv. Alle volte in vece dell'I. H. C. Hans Bol. cioè Gio: Bol. in certi fece l'F. cioè fecit. paesi. Fr. Bol. In. Francesco Bolognese Invento H. C. Hans Liefrinck, in certe carte re: cioè Abate Primaticcio d'Uccelli, e di Caccie ne' freF. C. Franceschino Carracci Bolognese gi: vedi il num. 39. nella Taminor fratello d'Agostino, e di vola C. Annibale. F.L.D. Ciatres exc. Marca di certo Mer- H. S. 1558. Hercules Septimius Mutinensis. In certi termini, ed orcatante di Stampe. nati di fabbriche. F. P. Francesco Primaticcio, ovvero H. V. C. 1517. Hans Van-Curlmbac, fu Francesco Parmigianino, il qua scolaro d'Alberto Duro. le alle volte fece un solo F. nelI. A. Vedila Marca 8. nella Tavola B. le sue Stampe in legno a tre I. B. Jacobus Binckius. I. B. ed un Ucceltagli. lo è altra marca d'Autore difF. P. I. V. Bonasius. Queste lettere soferente in un David, che posa no in una Madonna di Franceil piede sopra il capo di Golia, sco Primaticcio, intagliata da Giudi maniera Durera. lio Bonasoni Julius Bonasoni fecit: F. T. F. Flaminio Torre fece. Quest I. Bonaso F. 1544.) Vedi alte marche alfu Pittore, ed Intagliatore. la lettera B. Bonaso I. B. F. Francesco Vanni fece )1544. su altra sua Julio B. Tal marca con la se) marca. 2 guente servì parimenti F.V.F. I. B. M. Joannes Baptista Mantuanus, fu F. Villam. F. â a Francesco Villamena: scolaro di Giulio Romano; invedi il num. 10. nella tagliò di propria invenzione I Tavola C. incendio di Troja, ed altre stampe. G.A. Heredi di Gio: Agucchia. G. F. Giorgio Mantovano fece. In una I. B. F. Jacobus Belli Gallus fecit, ov. vero Belli fecit. Fucina di Vulcano del Primaticcio: vedi il num. 41. della I.C. Proc. Inv. Julius Caesar Procaccinus Inventor. Tavola B. G. M. F. Giorgio Mantovano in altre stam- J. G. Broucorts: vedi il num. 12. della Tavola C pe del suddetto Primaticcio G. P. Giorgio Pens: vedi la marca 44. J. G. Van Uliet è lo stesso che Jacquez Grand' Homme: vedi il num. 5 nella Tayola A. della Tavola C. G.R. Guido Reni famoso Pitto. I. H. Jerome Hopfer. G.R.F. 5 re Bolognese fece. J. K. Jacques Kerver. G. R. B. C. F. Guido Reni nella caduta de' Giganti, intagliata da Bar- I. M. Israel Meck, in certi soggetti deltolomeo Coriolano. 534 *) Lorenzo Lolli scolaro di Guila Passione, ed in altre carte: L.L. do Reni. vedi I. V. M. La detta marca fu Lollius.) parimenti adoperata da Israel Lucas P. R. Luca Penni Romano, scolaro di Raffaello: vedi il num. Martino, tenuto per il Bonmarnella Tavola C. tino, che fioriva nel 1490 J. L. fec. Joannes Livius fecit; intagliò L. V. V. Buca Van-Uden in certi paesi di Tiziano alla maniera di Rembrandt. Jo. Guill. Baurn Gio: Gngl. Baurn: ve- M.A.F. Vedi la marca 45. nella Tavola B. di Gill. Baurn. Jo: AN. BX. Joannes Antonius Brixianus M. C. Martinus de Clef, o Clivensis Augustanus. 1538. vedi il num 8. nella Tavo la A. J. S: Justus Sedeler exc. Joan- M. D. Vos. Martino de Vos famoso Inventore per le Stampe nes Saenredan usò tal marca le gando I'L con l'S. Vedi il num. Mel. Gir. sec. Melchior Girardini fece fu Pittore, ed Intagliatore in 14. alla Tavola C. Roma. I. S. B. Jean Sebald Beham: vedi il num. M. G. Matteo Greuter Intagliatore, na1. nella Tavola A. to in Argentina l'anno 1566. I. V. M. Israel Van-Mechelen, ovvero M. inv. ) Sono tutte marche usaMechelini, o Van-Meck, e dal Mel. p. & sc.) te da Claudio Mellan Lomazzo chiamato di Menz: Mellan. Parigino fiorì avanti il Durero. Segnò Mel. sc. Romae 1633. alle volte le stampe con il solo MI. AG. FLO. Michael Agnolus Florennome d'Israel. tinus, cioè Buonaroti. L. C. Civ. F. con il primo C nell'asta ML. Melchior Lorichius. del L. è marca di Lodovico Cardi, detto Civoli, Pittore FlaM. Merian. Matteo Merian: vedi la sua Vita nella Parte Seconda rentino, nella carta della Cena M. + S Martino de Secu, o Schonio, del Fariseo. da alcuni detto il Bonmartino. *) Lodovico Carracci In L.C.F.B. e Maestro d'Alberto Duro: veventore. Francesco Lod. C. I. Fr. Bri ) Briccio intagliò. di il num. 39 nella Tavola A. L. C. ) Lodovico Carracci nelle sue tre M. R. Marco Ravennate, o Ravignano, cioè Marco da Ravenna, LO. C. carte intagliate di propria mano scolaro di Marcantonio Raimondi: vedi R.S. L. D. Nel Sacrificio, e nell'Alessandro Magno dell' Ab. Primaticcio, M. Z. Martinus Zinkius, cioè ZazinLuca Van-Cranoggio, ovvegeri 1500. Vedi la Marca 10. nella Tavola A. L.C. ro Luca Van-Craen PittoNadat ha marcato le sue stampe con L. V. C. ) re in Savoja l'anno 1509. una Trappola da pigliare i topi Vedi il num. 26 nella Tav. A L. H. Lambertus Hopfer; vedi il num. N. B. Nicolaus de Bruyn: vedi il num. 28. nella Tavola A. 21. nella Tavola A. N. B. L. F. Nicolaus Beatrici Lotharingius L. K. A. Luca Kilian d'Augusta, intafecit: vedi il num. 42. nella Tagliò opere del Tentoretto, e del vola C. Spranger. Lamberto Lombardo, o Suster- N. C. F. Nicolaus Chapron Callus fecit: l'anno 1649. intagliò le Loggo man, o Suavius (ch'è tutto L. L. di Raffaello, dipinte in Vaticano. uno) come si è detto nella L. S. ) sua Vita nella Parte Seconda, N. M. D. Nicolaus Manuel de Berna 1518. P. B. P. 535 Rota Sabinese: vedi il num. 29. P. B. F.) Paulus Blancus fecit, & innella Tavola C. cidit. P. B. P. C. Paolo Caliari, cioè Paolo Vero- S. F. Simon Frisius sc. Sono ritratti cavati da Enrico Hondio: vedi il nese Pittore, ed Inventore. num. 8. nella Tavola B. P.F. Paolo Farinati Veronese, PittoS. G. S. Simon Guilla sc. Questo Parire, ed Inventore. gino intagliò 80. figure diverse P. H. Petr Hys in certe carte di di d'Annibale Carracci l'anno 1646. vozlobe. S. P. F. Stefano du Perach fece. Phil. Th. 1589. Filippo Tommasini. Strada. Vespasiano Strada Romano P. Jean Sebald Boham: vedi la letteT. Antonio Tempesta Fiorentino, Pitra B. e le lettere V. P. tore, ed Intagliatore: vedi il P. Quast. Pietro Quast: vedi il num. 43. num. 41. nella Tavola C. nella Tavola A T. C. Teodoro Croger: vedi il num. 43. Pi. Ss. Bart. Pietro Sante Bartoli Intanella Tavola C. gliatore Perugino in Roma. P. S. F. Pietro Stefanoni fece: intagliò VAL. Valesio, Gio: Luigi Valesio Bolognese: vedi il num. 49. nella opere delli Carracci. Tavola B P. V. Borcht. in. & sc. Pietro Van dei Van Rhin in Rembrandt de Rein: veBorcht di il num. 19. nella Tavola C. R. Marca del Ravignano, e sotto V. C. Vincenzio Caccianemici Pittore, e R. V. I. cioè Raffaello d'Urbino Nobile Bolognese. Inv. Vedi M. R. Ves. S. Vespasiano Strada Romano. R. B. T. A. Robetta. V. P. ovvero B. o P. o I. S. P. furono R. S. M. A.] Vedi il num. 45. nella quattro marche marche adoperaR. S. M. F.] Tavola B. te da Gio: Sebald Boham, quanR. S. Ravignanus sculpsit: vedi MR. do non volle porvi il proprio R. S. M. R. Marco Ravonnate, così marnome, il qual si vede al numcò l'opere di Raffaello Sancio 31. nella Tavola A. d'Urb no. V. S. 1622. Valentinus Sezenius. Tal marR. V. A Gaudensis sculp. Marca in dica usò ancora Virgilio Sole, del verse carte, da Pietro da Cortona, quale s'è parlato al num. 19. nelinventate la Tavola A. S. B. Stefanino della Bella Fiorentino: V.S.I. Ventura Salimbeni Inventore, e vedi il num. 29. nella Tavola C. Pittore Sanese S. B D. Pictor. Sotto una Santissima VV. Delft: vedi la marca 44. nella Nunziata, fatta d' invenzione Tavola C. di Pietro Gandido. VcV. Marca d'Intagliatore antico in un S. C. Simone Cantarino, detto il PesaS. Bartolomeo ed in un S. Giorgio. rese, Pittore, ed Intagliatore. S. C. F. Stephanus Carteron fecit 1615. Z. A. Zazingeri, ovvero M. Z. Martinus Zinkius, come s'è detto di sopra. Sebenzanus fecit. Questo è Martino CA 536 CATALOGO Degli Intagliatori in Rame, ed in Legno. Con questi sono ancora tutti quelli delle tre Tavole antecedenti, distinti dagli altri con una Lettera majuscola, ed un Numero, che indicano la Tavola, ed il Numero, dove sono registrati. Vi si uniscono pur quelli che marcarono le Stampe con le sole lettere iniziali de' Nomi, e de' Cognomi loro, a fine di poterli ritrovare ad ogni occorrenza, Bate Primaticcio usò le seguenti Andrea Vande Venne. C 44 marche A. P. M. A. oyvero B. ovAndreas Volfgangus Saxo. vero Fr. Bol. ovvero F. P. B 37. Annibale Carracci Pittore Bolognese A. Blotholinus A. C. P Abramo Bloemart. Ab. Bl. morì nel Antonio Boss Francese. C 7. 1647. Antonio di Jacquart. A. D. I. F. Adamo Elzheimer. C 16. nacque nel Antonio da Trento: fioriva nel 1550. 1547. Anton Francesco Lucini. Adamo Mantovano. B 38. Antonio Guarnier. B 37 A. D. Bruin. A 20. Antonius Lanferrius. Adriano Collaert. A 22. Antonio Licini. A. L. P. I. Adrianus Hubertus. C 37. Antonius Massonius Parisien. Agnese Frex. C 47. fioriva nel 1510. Antonio Calamanca. B 36. C 36. Agostino Carracci. A. C. ovvero Agos. Antonio Tempesta. C 41. ovvero T. C. 1600 morì nel 1730. Agostino Metelli Pittore Bolognese: Antonio Van-Dych Pittore: morì nel morì nel 1660. 1641. Agostino Veneziano. C 28. ov. A. V. Antonio Van-Vuaterl, C 21. 1520. Antonio Vierx Alberto Aldograst. A 33. fiorì nel 1551. Antonio Wormace. A 14. Alberto Altorfio. Arman Muller Alberto Clovet Arnoldo Van-Vestraut. Alberto Duro. A 30. ovvero A. E morì nel 1527. Alberto Flamen. C 7. Alberto Golkentonio, A. G. Accio Baldini: fioriva nel 1500 Alessandro Algardi. C 51. morì nel B Baccio Bandinelli Fiorentino. B.B. 1654 A. F. 1500. Alessandro Badiali Bolognese. A. B. Baldassar Peruzzi. BAL. SEN. mori Alessandro specchi. nel 1536. Andrea Andreani. A 47. 1600. Bartolameo Biscaino Genovese, B. B. Andrea Both. A. Both. mori nel 1657. Andrea Camassei da Bevagna Pittore: Bartolameo Boham. B. B. fioriva nel morì l'anno 1695. 1520. Andrea Mantegna. B 44. morì nel Bartolameo Chilian, o Kilian. 1517. Bartolomeo Coriolano Bolognese. B. Andrea Salmincio, C 32. C. Equ. 1640. Bar 537 Bartolomeo Gagliardi: morì nel 1620. Cornelio Bloemart. C. Blo: nacque Bartolomeo Passarotti Pittor Bolognenel 1603. se. B. P. 1578. Cornelio Boss, o Bus. A 48. B 26. Bartolomeo Schenio, B.S. C 23. C.B. Batista Brittiano Mantovano. Cornelio Cort Olandese: morì nel Batista Franco Veneziano: morì nel 1568. 1561. Cornelio Gallo Bellangius Gallus. Cornelio Hevissen. A 38. Benedetto Fariat. Cornelio Pulemburg. C. 12. C. P. Berardino Passero. C 1. 1610. Bernardo Baleu Cornelio Sichen. A 17. Bernardo Castelli. B 48. morì nel Cornelio Vermullen 1629. Crescenzio de Honofrj. Bernardo Gallo. D. B. Crispinus Paasius Colonien. 1550. Bernardo Malpucci, B.M. Cuerenhert. A 29 Blodelingus Amstelodamensis. Bonasoni: vedi Julius Bonasoni 1547. Bonmartino: Vedi Israel Vanmecheln, Daniel Mignot. A 41 David Hopfer. D. H. David Van Boons. C 11. SAmillo Graffico. Diana Mantovana: fioriva nel 1566. Cammillo Procaccini: morì nel Dieterico Mayr: Morì nel 1658. 1628. Dirich Vander Staren. A 12. Cammillo Congio. B 48. ov. CC. Domenichino. D. Domenico Barriera Florentino. C 40 Caprarola 1597. Il Cristo morto inDomenico Beccafumi. C 33. morì nel tagliato da Annibale Carracci in 1549 argento, in Caprarola. Domenico Campagnola, A 5. 1518. Carlo Alet. Domenico degli Ambrog. Carlo Audran Parigino. Domenico Maria Bonavera BologneCarlo Buffagnotti Bolognese. Carlo Cesio Intagliatore. Domenico Maria Canuti Bolognese. Carlo Cignani Bolognese Pittore D. M. C. CC. Domenico Maria Fontana. Carlo David. C.D.F. Carlo dell'Haye. Domenico Tempesta Fiorentino vivente. Carlo Maratti Pittore. Domenico Tibaldi Polognese: morì Carlo Saraceni: morì nel 1625. Cesare Fantetti. nel 1582. Cherubino Alberti. B 46. morì nel 1615 Claudio Audran Claudio Mellan Parigino, Cl. Mel. ¶ Delinkus Parisiensis Claudia Stella Parigina 1686. Egidio Roussellet Ciro Ferri Romano: morì nel 1690. Egidio Sadeler: morì nel 1629. Conrado Mayr: morì nel 1618. Elias Hainzelmanus Augustanus. Conrado Waumans 16. 0. Elisabetta Sirani Pittrice Bolognese Cormet. A 23. 1660. Cornelio Perghem, o Berchem. C 6. Enea Vighi C 53. Æ. E. V. fioriva Cornelio Bleker 1636. C. Bleker. nel 1550. Yyy En 538 Enrico Bloemart fioriva nel 1647. Fra Bonaventura Bisi: F. B. B. Francois Cavveau. B 19 Enrico Cliven. C 17. Morì nel 1589. Enrico Hondio: nacque l'anno 1573. Francois Perrier. B 22. Erhardus Parisiensis. Francesco Terzi Bergamasco. Ercole Bazicaluva Fiorentino: fioriva nel 164. Ercole Setti Modonese: vedi HercuAlliot Nardois les Septimius. Gasparo Reverdin. A 11. Esajas Van Hulsen. E. V. H. Gerardo Fontana. Giacinto Giminiani. B 35. Giacomo Bink Norimbergese 1500. I.B. FAbbrizio Chiari Romano: morì Giacomo Blondeau. nel 1695. Giacomo Callot: morì nel 1635. Federico Barocci. F. B. V. I. Nacque Giacomo Laurenzani. Giacomo Lauri nel 1528. Filippo Abiati Milanese. Giacomo Ligozzi Giacomo Maria Giovannini BologneFilippo Napolitano. se: morì l'anno 1717. Filippo Passari Giacomo Matham Olandese: morì nel Filippo Tommasini, Phil. Th. Flamminio Torre Bolognese. F. T. F. 1631. Giacomo Sandrart di Norimberga. Morì nel 1661. Gio: Abach: nacque in Colonia nel Florio Macchi Bolognese 1600. Francesco Aquila. 1556 Francesco Briccio, F. B. 1600. Gio: Andrea Podestà. Franceschino Carracci Bolognese F. C. Gio: Andrea Sirani Bolognese. G10: Daron 1622. Francesco Curti Bolognese. Gio: Batista Bolognini Pittore BoloFrancesco di Neve. gnese Francesco du Poylli Parigino. C 35. Gio: Batista Bonaccini Francesco Maria Francia Bolognese. Gio: Batista Castiglioni. C 5i. Gio: Patista Costantini. Francesco Giovane. Gio: Barista Coriolani Bolognese InFrancesco Grimaldi Bolognese: fioritagliatore. va nel 1668. Gio: Batista Falda. Francesco Guerrieri. Gio: Batista Gallestrucci. C 48. F. L. D. Clatres. Gio: Patista Maggi Fr. Lovemont. Gio: Batista Mantovano 1500. Vedi Francesco Mazzola Parmigianino Joannes F.P.I.V. Gio: Batista Mercati Francesco Melloni Bolognese. Gio: Batista Sorito 1621. Francesco Perrier: vedi Francois, Gio: Batista Pasqualino 1622. Francesco Spierre: nacque l'anno Gio; hatista Ricci da Novara 1643. Gio: Batista Testana. Francesco Steen, o Vander Steen, Gio: Batista Vanni. Francesco Springa Modonese Pittore. Gio: Patista Zanni Bolognese. Francesco Tortebat. Gio: Benedetto Castiglioni Genovese. Francesco Vanni Pittor Sanese: mor. B 41. l'anno 1610. Gio: Bol. H. B. Francesco Villamena. C 10. Gio: Bronchorts. C 12. Gio. 539 Gio: Bruckmayr d' Augusta: morì Gioseffo Maria Metelli. B. 31. nel 1517. Usò la marca del DureGioseffo Maria Roli Bolognese, G.M.R. ro. A 30. Gioseffo Moretti Bolognese IntagliatoGio: Calcar: morì nel 1546. re in legno, e rame. Gio: Cesare Testa Nipote di Pietro Gioseffo Ribera. C. 22. Testa. Gioseffo Testana Gio: Federico Greuter d'Argentina Gioseffo Zarlati Modonese. Gio: Francesco Cassioni Intagliatore in Giovacchino Buecklaer d'Anversa. legno. Girolamo Cock Fiammingo. Gio: Francesco Venturini. Girolamo Corridori Modonese. Gio: Francesco Zabello. B 24. Girolamo David Gio: Giorgio Nuvolstella Tedesco. Girolamo Imperiali Nobile Genovese, Gio: Guerra Modonese: morì circa Pittore, ed Intagliatore. il 1612. Girolamo Rossi Romano 1650. Gio: Guglielmo Baurn, vedi GuglielGiulio Bonasoni Bolognese. I. B. F. mo. Giulio Campagnola Veneziano 1520. Gio: Gioseffo dal Sole Bolognese PitGiulio Cesare Procaccini. tore Giulio Cesare Venenti Bolognese. Gio: Jacopo Coraglio Veronese imi C. 30 tatore di Marcantonio Raimondi. Giusto Sadeler. I. S. C. 50. Gio: Lanfranchi Pittore Parmigiano Gobbo de' Carracci, Gio: le Potre universale Intagliatore. Guglielmo Baurn Guil. Baurn. Franzese Guglielmo Cortese Gio: Luigi Valesio Bolognese. B 49. Guillelmus Faithornius Londinensis. VAL. Guido Ruggeri, C. 47 Guido Rent. G.R. Gio: Lutma d'Amsterdam 1681. Gio: Maria da Brescia. A 6. 1502. Gio: Maggi Romano Pittore, ed Intagliatore. Gio: Miele HAns [cioè Gio:] Baldungh, oveGio: Niccola Vicentino 1555 ro Balduin. A. 35. 36. Gio: Orlando 1600. Hans Bol. H. B. Gio: Podestà Hans Bresanck. A. 33. Gio: S adeler: morì nel 1600. Hans Brosamer, A. 36. Gio: Saenredan Olandese, C. 14. Hans Burckmayr. A. 30. Gio: Schorel Bavaro: morì nel 1562. Hans Liefriuck. C. 39. H. L. B 6. Hans Lutenſach A.4. Gio: Sebald Boemo: vedi Joannes SeHans Scauflig. A 1. bald. Hans Saenredan. C 14. Gio: Troschel di Norimberga: morì Hans Van Culmack. H. V.C. nel 1633. Heinricus Bloseuvettus Frisius. Gio: Viani Bolognese Pittore. Henricus Goltzius. C 4. Morì nel Giodocco Aman Tigurino 1588. 1617. Giorgio Cristofano Eimert da RatisHeinricus Hondius: nato nel 1573. bona 1680. Heinricus Van Cliven, ov. de Clef. Giorgio Ghisi Mantovano. B 39. C 45. Giorgio Pens di Norimberga. A 44 Hermanus Coblent. C 37. Giorgio Perundt: nato in Franconia Hercules Septimius. H. S. nel 1603. Hieronymus Mocetus. A 13 Giovacchino Boeklaer d'Anversa Hisberto Venio. Yyy 2 His 540 Justus Sadeler. C 50. Hisbel. overo Hisbin. A 31. Hoefnaghel. Joris Hoefnaghel Pittore d'Anversa: morì l'anno 1600. Horatius Borgiani. H. B. A 36. Amberto Lombardo. L. ov. L. L. L ov. L. S. Lamberto Suave, o Susterman è lo stesso, che Lamberto Lombardo. Acintus Giminiani: vedi Giacinto. Lambreckt Hopfer. A 21. Jacobus Belli. I. B. F. ov. Belli sec. Leonardo Gaultier. B 16. Jacobus Binxius. I. B. Leonardo Parasole Norsino 1600. Jacobus de Gheyn. C 15. Lodovico Carracci. L. C. Jacobus Mattamius Haerlemensis: moLodovico Cardi Cigoli. L. C. C. rì l'anno 1631. Lodovico Mattioli Bologn. vivente. Jacobus Sandrart Norimbergen, Lodovico Scalzi. Jacobus Vander Heyden Augustan. Lorenzo Loli. L.L. Janus Lutma 1681. Lorenzo Tinti Bolognese. 1666. Jacques Grand Homme C 5. J. G. Louvemont. Van. Uliet. Luca Ciamberlano Jacques Kerver. I. K. Luca Cranogio, ovvero Van Craen, J. Blondeau, idest Jacobus. A 26. E 35. ov. V. C. ov. L. V. C. Jean Covai. B. 18. Luca de Leida detto d'Olanda. A 34 Jean Ladespeldrickt A 45. Luca Kilian Augustano. B 43. overo Jean de Potre: vedi Gio: L.K.A Jerome Hopfer, I.H. Lucas Bruger Germanus. 1516. J. G. Bronchorts: idest Joannes C. Luca Panni. C. 3. ov. Lucas. P. R. Lucas Van Uden. L. V. V. J. Gal. Nardois F. idest. Joannes Galstot Luca Vosterman d' Anversa, 1610. Nardois fecit. C 13. J. G. Van Uliet: vedi Jacques Grand Luigi Gomic. Homme Luigi Scaramuccia Perugino. Joannes Abach: vedi Gio: Joannes Baptista Brixianus. J. B. B Luigi Valesio. B 49. ov. VAL. Joannes Baptista Mantuanus J. B. M. Joannes Culembach Joannes Francus Augustanus. ¶Arcantonio Ghiarini Bologn. Joannes Giorgius Walderich AugustaMarcantonio Raimondi. B 13. nus. overo M.A.F. Joannes Jacobus Thourneissen Basi Marco da Ravenna. M. R. lien. Marottus Joannes Livius. J.L. fec. Martinus de Clef. M. C. Joannes Sebald Beham, A 31. Martinus de Seco. A 39. ov. M. + S. Joris Hoefnaghel: vedi Hoefnaghel. Martino de Vos celebre inventore per Jost Amon. A 37. le Stampe Isac Major Francofurtanus 1620. Martino Emskerken grande Inventore Israel Martino, I.M. per le stampe. A 29. Israel Meck. O Van Meck. I. M. Martino Rota Sabinese. C 2 Israel Silvestri. Martinus Zinkius, overo Zazingeri. J. Van Valde. C 20. Julius Bonasoni; I. B. F. M. Z. ov. Z. A. 1500. Julius Caesar Procaccinus. I. C. Proc. In. Maso Finiguerri Florentino, uno 541 dei primi Intagliatori in rame nel Niccolò Petrelle Francese Intagliatore di Niccolò Poussin, e d'altri 1460. Niccolò Poylli, o Polii Franzese. Matteo Grunevald d'Ascassemburg Noel Granier C 46. Matteo Greuter d'Argentina: morì nel 1638. M G. Matteo Merian nato in Barbaria nel Liviero Gatti Intagliatore Bolo1593. M. Merian. gnese Matteo Kusel d'Augusta. Oliviero Dolfin: morì circa il 1693. Matteo Piccioni. Odoardo Fialetti Bolognese. B 51. Matteo Zagel. A 10. M. Z. Mauro Oddi. C 27. Melchior Girardini. Mel. Gir. fec. Melchior Kusel fratello di Matteo. PAdre Angelo Lorenzini Min. ConyMelchior Loricchio, M. L. Bol Micarino. A 9. Paolo Brilli. Michel l'Asne, B 21. Paolo Bianchi. P. B. F. Michel le Blon. A 6. Paolo de Ponte d'Anversa. Michelagnolo Guidi figlio di RaffaelPaolo Maupini. Perjecouter. A 40. Michel Cocxie. A 3. Pietro Aquila Michel Lucchese. C. 2. Pietro Artsen. Michel Natali da Lodi. Pietro Bruguel. C 16. Michel Volgemut di Norimberga MaPietro Cottart, A 48. stro del Durero. metro Daret. B 23. Monsieur Baron Petrus de Jod Seniore: nato l'anno Monsù Bodet 1602. morì l'anno 1634 Monsù Edelinck Pietro del Pò. Monsù Lane Pietro Hys. P.H. Monsù Lasson. Pietro Iselburgh di Colonia. 1620. Monsù Rolet Pietro Lombardo. B. 17. Monsù Rouffellet Pietro Mercand. A 42. Monsù Vansculp. Pietro Mignardi Pietro Quast. A 43. Pietro Sante Bartoli. P. Ss. Bart. Pietro Saudman. TIccola Vicentino intagliò opere P. Servuter N del Parmigianino Pietro Simon Niccolao Capron Parigino. N. C. Pietro Stefanoni. P. S. f. Niccolao Manuel di Berna. N. M. B. Pietro Stivens Niccoletto da Modona. Pietro Testa Lucchese. B 42. morì nel Niccolò Beatricetto. 1651. Niccolò Beatrici Lorenese. C. 42. N. B. Pietro Vander Borcht. P. V. Borcht. L. F Pietro Vander Nelpe. C 8. Niccolò Bylli Pietro Vansikleer. Niccolò de Bruin. A 28. N. B. Pietro Voerior. B 1. Niccolò Dorigni Philippus Adeler Padicina. A 16. Niccolò la Fas Franzese. Niccolò Laigniel Niccolò Mignardi. Raf 542 Stefanino della Bella Fiorentino. C 29. Affaello Guidi Toscano S. B. Mori nel 1674. Raffaello Sadeler: nacque nel Stefano Baudet. Stefano Carteron, S. C. F. Raffaello Scaminossi. B 50. Stefano Colbenstagh. B 40. Raffaello Sancio Inventore. C 38. Stefano du Perach Parigino: morì nel Rarmondo la Fage. 1601. Raveustein, ov. Gasparo Reverdin. Stoltzius. A 2. A 11. Svaneburgh intagliò opere del Rubens. Rainero Persino d'Amsterdam, comSusanna Sandrart di Norimberga. 1670. pagno di Cornelio Bloemart Ravignano: vedi Marco da Ravenna. R. S. Regnasson TEodoro Cornard d'Amsterdam Rembrandt. C 19. ov. Van. Rhin: momorì nel 1590. ri nel 1670. Teodoro Cruger, o Greuter, C43. T.C. Remigio Cantagallina. Teodoro dalla Croce Olandese. Renè Coivin, cioè Renato. A 7 Teodoro Mattamio d'Arleme, 1663. Renè Lochon. B 15. Teodoro Van Tulden. C 9. Ridolfo Crem Tigurino. Teodoro Zaghel. B 11. Ridolfo Mayr: nel 1638. Thomas Barlacchius. Roberto de Vorst. 1628. Tibò. Roberto Nantevil Franzese: morì Tobia Stimer. 1590. nel 1678. Robetta. R. D. T. A R. V. A. Gaudensis. Valentinus Sazenius. V. S. Van Rhin: vedi Rembrandt. Überto Audenaerd. Aenredan, C 14. vedi Hans SaenÜberto Goltzio: morì circa il 1583. redanÜberto Vicentini Salvatore Rosa Pittore, Intagliatore, Ventura Salimbeni. V.S.In. e Poeta Napoletano. B 42. Veronica Fontana Bolognese IntagliaSan Martino Bolognese. Questo fu il trice in legno. Primaticcio Abate di S. Martino. B. 37. Vespasiano Strada, Ves. S. Samuel Hainxelmanus Augustanus. Ugo da Carpi. 1500. Schelde a Polsuvert. C. 18. Vintenzio Caccianemici. V. C. Scupentus Parisiensis. Virgilio Sole. A 19. B. 7. ov. V. S. Sebenzanus. C. 2. Waer Van Hossanen. A 15. Silvestro da Ravenna. B. 47. Wilielmus Delft. C 44. Simon Cantarini, detto il Pesarese. S. C. Wincislaus Hollart Parisiensis. Simon Frisio Wolfangus Kilian Augustanus. Simon Guillain, S. G. W. Vailantus. Simon Parisiensis. Sinibaldo scorza Genovese: morì nel 1631. Sisto Badalocchio Parmigiano 1507. CAzingeri: vedi Martino Zinkio. Spagnoletto, C 22. Vedi Gioseffo RiZinkio è lo stesso Martino Zabera. zingeri. IL FINE. 543 NOTIZIE VARIE Alli Professori della Pittura giovevoli, e necessarie. Acqua Forte a farla. DIglia un bocale d'acqua naturale, no del medesimo: Se in qualche al trettanto di aceto ben forte parte si scagliasse la pasta, o si faVetriolo oncie 4 Sale armoniaco, cessero segni falsi, si faccia stucco ovvero in vece di questo, sale codi sevo, e di trementina, parti umune oncie 6. pesta ogni cosa inguali, e si turino. Terminato di sieme, e se sara sale comune, non grafire il disegno, si faccia un conoccorre pestarle; poni ogni cosa in torno al rame alto un dito a mouna pignatta nuova, fa bollire, e do di cornice, e questo con cera, cola. e trementina, parti uguali, bollite insieme: poi sopra il Rame si getModo d'Intagliare in Rame all'Acti l'acqua forte, la quale vi starà qua Forte. per lo spazio di tre, o quattro oPiglia Pece greca, e Rasa di pino onre, poi si levi, e si ponghi il racie due e mezza d'ogni sorta, e me sopra il fuoco, e pulisca. Avsia ben purgata per mano di Periverti, che nell'acqua forte sia infusa una terza parte d'acqua natuto, poni ciò in un pignattino nuorale di più, perchà da se è troppo vo con oncie 2. d'olio di noce: fa potente. liquefare a fuoco lento, sempre me scolando, fi. chè il ranto na bene Carte stampate a pulirle. incorporato, poi cola per pezza Piglia Galla d'Istria pesta, e ponila sottile in vaso d'acqua fresca. Il in infusione per 24. ore in acqua rame da intagliare sia bene prepachiara, nella quale ponerai la carrato, e pulito, ponilo sopra fuoco ta annerita o lorda, e lavala con lento, o sia ben caldo, e stendi sodetta acqua: lascia poi, che si apra di esso la pasta sopradetta, la sciughi, e quando sarà ancora un quale sia tirata sottile, come un poco umida la ponerai tra qualche foglio di carta, con l'asta d'una pezzo di tela, o panno, soprapopenna da scrivere, o di altro ucnendovi qualche peso, o si ponga cello: levalo poi dal fuoco, e lascia asciugare: quando sarà indunel torchietto. Ciò serve ancora rito, si annerischi con fumo di can per i disegni in carta. delette di rasa, cioè tre, o quattro Carte stampate, o disegni incolati sopra attortigliate insieme. Il disegno da cartoni, o tavole a levarli intagliare sia sopra la carta, e il senza lesione. rovescio di quello sia tutto tinto di gesso molle, o di lapis rosso. Si apPonerai la tua carta, o sia disegno in plichi sopra il rame, e con ago si acqua tepida per lo spazio d'un segnino tutti i contorni, e tutti i ora, o più, poi levalo pian piatratti dell'ombre, che restaranno no, che restarà scollato: sì asciuimpressi sopra il rame, poi con ago ghi poi come sopra, o si ponghi preparato s'intaglia sopra il Rame, in torchietto. dimodochè i segni arrivino al piaA dar 544 A darli sopra un lustro, che sembri un cristallo. Pigla Spirito di vino raffinato onc. 3. Olio d' abezzo onc. 1. Sandracca onc. 1. fa bollire insieme, poi con pennello molle, cioè di varro, darai tre, o quattro mani sopra la carta, avverti, che la carta sia un poco calda, o al fuoco, o al Sole, e l'olio sia tepido. Altro simile. Piglia Spirito di vino, come sopra onc. 3. Succini bianchi sottilmente polverizzati onc. 1. Sandracca onc. 1. Olio d'abezzo mezz. oncia: fa bollire tutto insieme, e adopra come sopra. A fare un parto di carte stampate. Piglia sapone, e fa liquefare in lisciva forte, con questo bagna un foglio di carta bianca, ponilo sopra la carta stampata, o disegno, e premi con la mano, e lascialo così per mezza ora, poi leva il soglio leggermente, e vedrai il parto nella carta bianca. A miniarle, che sembrino dipinte in tela. Piglia Olio d'abbezzo, ovvero Trementina chiara liquefatta a suoco lento, e così calda la darai con pennello sopra la carta stampata, e la tenerai al fuoco, acciocchè penetri dall'una all'altra parte, e quando sarà fatta trasparente, e lustra, dipignerai nel rovescio di quella, dove non è la stampa, con i colori proporzionati, tenendo la carta esposta alla luce, per vedere dove si debbano dare i colori. A levarli i contorni, e imprimerli ſopra vetri, o criſtalli. Piglia mezza libra d'Olio d'abezzo, ovvero Trementina, fa bollire leg germente in pentolino vitriato, sinchè svapori la parte più crassa, che calerà circa un terzo: poi piglia Acqua di rose, e mescola dentro a fuoco lento: abbi poi preparato, il vetro, sopra del quale darai una mano del detto liquore caldo, stando vicino al fuoco, acciocchè ugualmente scorra: abbi parimenti in pronto l'Immagine, o carta stampata, la quale sia stata per lo spazio di 24 ore nell'acqua comune, e sia bene asciutta dall'acqua, e questa la ponerai sopra il vetro, e quando vedrar, che sia bene unita al medesimo, lascia, che si raffreddi, d'indi col dito bagnato nell'acqua anderai levando gentilmente la carta, dove non è stampata, ed il contorno di detta Immagine resterà sul vetro, il quale poi potrai dipignere a tuo piacere. Colori per Pittori, e Miniatori a farli, e comporre. Azzurro ottimo. Piglia Sublimato di Mercurio, Sale armoniaco sublimato, d'ogni sorta onc 3. Solfo sublimato onc. 1. il tutto polverizzato si ponghi in vaso di vetro, e si ritorni a sublimare a fuoco temperato, e riuscirà azzurro perfetto Veneziano Altro. Calce viva bianca lib. 1. la ponerai in aceto bianco, che sia ben forte, e la scioglierai nel medesimo; lascia poi, che dia al fondo, e leva l'aceto in tale quantità, che resti liquida: aggiugni a quella un oncia d'Endico fino, e bene polverizzato: ogni cosa chiudi in un vaso di vetro, e stia 15. giorni sotterrato in letame equino, poi leva, e poni al Sole a seccare. Altro. Piglia Solfo vivo, Mercurio, e vetro di qualsivoglia sorte, parti uguali: ogni cosa si faccia in sottilissima polve, poi in vaso di vetro, resti seppellito come sopra per 20. giorni. Altro. Piglia Endico lauro, macina con lo spirito di vino ben raffinato, 545 poi così liquido si ponga entro un verizzata, incorpora con cenere piatto di terra, e si aggiunga sopra poi mettila a calcinare nella fornatanto spirito di vino, che soprabce, e sarà fatto. bondi l'Endico, poi si dia fuoco Azzurro Smaltino a purgarlo. Si ponallo spirito, e ciò si replichi due, ghi in cattinella d'acqua, e s'ino tre volte, tantoché detto Endico torbidi colla medesima, e subito si non sia più di colore rossiccio, ed coli in altra cattinella, e ciò si averai azzurro purgato. faccia più volte, sinchè si vede veAltro simile più facile. Piglia Endico nire lo Smalto sottile, si levi poi come sopra polverizzato, incorpo tutta l'acqua, e si faccia asciuga ra con spirito di vino, poi si co re al Sole. Prenderai poi Acqua di pra con detto spirito, come sopra, rasa, con Olio di noce, e s'incore si dia fuoco, come si è detto. pori, che sarà bellissimo. Avverti, che questo azzurro fa boCarmino, Piglia Calce viva, Solfe nissima lega con la terra verde, e vivo, Arsenico cristallino, parti ucol nero di carbone per colorire l'aguali, ogni cosa ridotta in polye ria, ma non si accorda col Minio, sottilissima ponerai in orinale di veCinabro, e Lacca. tro col suo cappello, e questo sepAltro perfettissimo. Piglia Argento pellirai in un vaso di terra, che vivo libre 2. Solfo libre 3. Sale arsia ripieno di calce viva polveriz moniaco libre 8. il tutto si riduchi zata in vece di arena, o di cene in polvere, farai fondere il solfo re, e lotate le giunture del capin vaso di terra, poi vi mescolarai pello, e del recipiente, darai fuoa poco a poco il Mercurio, e quanco sotto il vaso di terra, come si do sarà ben incorporato col Sale arfa al Solfo, per lo spazio di ore 9 poi lascia che si raffreddi, e levane la moniaco lascia, che si raffreddi, e materia, e pestala di nuovo, e passafanne polve, e quella ponerai ir vaso di vetro, che abbia il collo la per settaccio; indi la ponerai sopra stretto, e lo ponerai sopra un forun piatto di majolica bene stesa nello a fuoco graduato per un giorall'aria notturna per tre notti in no; quando vedrai uscire il fumo cempo sereno; poi la ponerai in una giallo, allora levalo dal fuoco, e storta ben lotata, con il suo recifreddo che sarà, rompi il vaso, ir piente, e li darai fuoco lento sulle cui trovarai Azzurro bellissimo, il prime, poi più intenso graduato quale macinato sottilmente sopra il per ore 10. finchè tutta la materia. sia salita al collo di colore di rubino, porfido, serve come Oltramare. e quando ciò non avvenisse, la peAltro. Piglia onc. 6. di Verde rame starai di nuovo, aggiugnendovi un scorze d'uovi abbrucciate, e calciterzo di calce viva, ed espostala nate, Marmo fino bianco polverizall'aria come sopra, farai nuova zato onc. 3. parti uguali: Salnitro bollizione onc. 1. Alume di Roca oncia una. Altro. Piglia una libra di Legno del e mezza, il tutto fatto in polve Brasile di Fernabuco, cioè Verzino mescola con aceto bianco fortissidi Fernabuco di colore d'oro ed inmo, e forma come una pasta tenefranto bene nel mortajo, lo porrai ra, la quale ponerai in un vaso di in infusione in un boccale d'aceto rame, e ben lotato, e chiuso stia bianco per tre o quattro giorni sotto letame ben caldo per otto lo farai dopoi bollire una mezz'ogiorni, e troverai Azzurro bellisra, e dopoi passare per tela ben fissa: simo. poi lo riporrai di nuovo al fuoco: Azzurro Smaltino, Piglia Zafferà pole inZzz 546 e intanto avrai preparate in un e con un poco di Minio, pentolino nuovo onc. 8. di Alume Giallolino di Orpimento a farlo. Si pigli stemperato in aceto bianco, che lib. 1. Orpimento fogliato del più bel. verserai nel primo liquore, movenlo, Arsenico onc, 6. il tutto si polve dolo con una spattola: La schiurizzi, e si ponghi in bozza lotata ma, che ne sortirà sarà il Carmi e chiusa: si dia fuoco di carbone nio, quale raccolto lo farai seccalento, poi graduato con più fervore all'ombra: lo stesso si può fare re. Si lasci raffreddare, e si rompa ancora con la Coceniglia in vece la bozza, che si troverà attorno a del legno del Brasile. quella una materia di colore di ruCenerino. Si compone con Nero fubino, che forma il Giallolino. mo, e Biacca Lacca fina a farla, Piglia Orina d'UoCinabro a farlo. Solfo lib. 1. Mercumo lib. 20. in circa, e la farai bolrio lib. 2. Infonderai il Solfo in un lire in caldaja di rame, levando la vaso di terra, poi mescolerai con spuma, e poi infonderai Gomma esso a poco a poco il Mercurio, e lacca lib. 1. Alume di rocca onquando sarà bene incorporato lasciera cie 5. facendo il tutto bollire sin che si raffreddi, e ne farai polve, chè sarà estratto tutto il colore, ponendola poscia in vaso di vetro poi infonderai tanto Alume zuccache abbia il collo stretto, e lo porrino, quanto basti, facendo poscia rai sopra un fornello, e li darai il tutto passare per feltro; e ciò fuoco graduato per un giorno, o che resterà nel feltro sarà la tua Lacsinatantochè vedrai uscire il su mo, ca, della quale farai globetti, c che sia rosso: lascierai raffreddare pezzetti rotondi, che ponerai sopra e sarà fatto. pietra liscia a seccare al Sole, o al Cinabro, e Minio a purgarli, acciocfuoco. Altri la cavano dalla Cimachè in opera non si mutino di cotura del panno scarlato: Altri dallore. Porrai o l'uno, o l'altro in le Bacche, e grani del Kermes; Alvaso di vetro con orina, che sotri dal Legno di Brasile, e dalla prabbondi, e mescolerai; poi laRubia; Altri dalla Coceniglia, ma scierai posare; e ciò farai quatro o il più facile è il sopradetto, cinque volte ogni giorno per lo Oltramare a farlo. Piglia lib. mezza spazio di quattro giorni; poi coledi Lapislazuli, il quale porrai sorai tutta l'orina, ed in vece di pra carboni accesi, e quando sarà quella sbatterai un chiaro d'uovo rosso, lo smorzerai in aceto forte con acqua, e mescolerai con una macinandolo poscia sopra il porfispattola di legno di noce, e ciò do, o sopra altra pietra dura, e come sopra; ed averai Cinabro, e spruzzandola d'acquavita da bagno; Minio purgato. In vece di orina si e quanto più si macinerà diverrà può adoperare l'Acquavita da bagno. più bello. Ciò fatto, è necessario Colore di carne. Si compone con comporre il seguente Pastello: CeBiacca, e Cinabro, o Lacca. ra vergine, Trementina, Resina, Endico a farlo. Piglia fior di guado, e Olio di lino, parti uguali un'oncioè Sfiorata oncie, tre o quattro cia, e mezza. Il tutto si liquefacFarina d'amito onc. 1. e fa, che cia a fuoco lento, e quando prinogni cosa sia in polvere sottile, poi cipia a bollire sarà cotto. Allora impasta con orina, ed aceto, e lo versarai in un vaso vitriato, forma un pastello, che farai seccaquesto sarà il pastello, del quale re al Sole, e sarà fatto. ne prenderai tanta quantità, quanGiallo. Si compone con Orpimento, to è il Lapislazuli, e impastara ogn ogni cosa insieme sopra un marmo e quando sarà bene incorporato lo lascierai riposare un giorno, dopo del quale, per fare uscire l'Oltramare, che sarà entro il pastello, li versarai sopra acqua chiara, e coll'impastarlo colle mani, come si fa il pane, l'Oltramare uscirà, e caderà entro un vaso a ciò preparato, e lo lasciarai riposare entro detta acqua sintantochè sarà deposto al fondo, poi colata l'acqua farai seccare l'Oltramare, che sarà fatto. Pavonazzo. Si compone con Tornasole, e Lacca, ovvero con Lacca, e Smaltino Persichino. Si compone con Lacca, e Biacca, ma meglio con un poco di Tornasole, più chiaro con più Biacca, Rossi diversi per miniare. Sangue di Drago macinato col ſapone, ed acqua alquanto gommata, questo fa il colore Ponsò; con più sapone fa il colore Cremesino, con maggior quantità fa il colore Persichino; con poca quantità fa il Carmino. Altro rosso si fa con il Tornasole, e Sugo di limone. Rubino a farlo. Piglia Orpimento fino in polvere oncie 2. lo ponerai in uno fagiuolo lotato sopra fuoco di carbone, e lo farai sublimare, e nello spazio di mezz'ora vedrai i fiori di colore di rubino appesi al collo dello sagiuolo; indi lascierai, che si raffreddi, poi con l'asta d'una penna li farai cadere sopra un foglio di carta, e conservali per servirtene o per miniare, o per dipignere a olio. Verde. Si compone con Orpimento, e con Endico. Per i colori, vedi il Libro intitolato: Nuovo Plico d'ogni sorta di tinture, arricchito di bellissime Notizie per far colori, ed altre cose per servigio dei Pittori, dei Miniatori, e dei Tintori, di Galipidio Tallieri, nome capriccio547 so del P. Lettore Albertoli Domenicano, celebre Scrittore, e Miniatore di Libri da Coro, il quale lo compose. Bologna per il Lunghi in 12. più volte ristampato. Come parimenti vedi un Trattato di Miniatura, per imparare a dipignere senza Maestro, con le Notizie di fare i più belli colori. Libro in 12 Idioma Franzese, uscito dalle stampe di Gio: Fran. Broncart, in Liege 1698. Lione di Francia 1714. sesta edizione. Disegni. Disegni incollati sopra cartoni, e tavolette, a levarli senza lesione: vedi Carte stampate incollate. A pulirli quando sono sporchi: vedi Carte stampate a pulirle. A ripararli dalle tarme. Piglia Fiele di Bue oncie 2. Aceto oncie 3. Acqua forte onc. 1. Canfora mezz'oncia. si mescoli ogni cosa insieme, e con pennello se ne dia una, o due mani dietro la tavoletta, o cartone, che si pone di dietro al disegno in cornice. Ciò serve aacora per le pitture, che sono dipinte sull'asse, o tavole. Imprimitura a colla per dipignere a olio sopra le tele, o seta. Si faccia colla dolce con ritagli di pelle di guanti, si ponghi in essa gesso molle in polvere, e resti preparata nella forma, che usano gl. Indoratori; d'indi si ponghi in luogo fresco, acciochè si coagoli a modo di gelatina. Questa si darà sopra le tele con la cucchiaja, poi si lasciarà asciugare all'ombra; Dopoi si piglierà una pietra pomice, e bagnata nella suddetta colla si pulirà tutta la tela. Asciutata, che sarà come sopra, si dia una mano di colore a capriccio di terra macinata, impastata con olio di noce crudo, e questo si può dare col pennello, se la tela è sortile, o con la cucchiaja, se è grossa. Sopra tale impriZ22 2 548 primitura dipignerai liberamente a cia, un rosso d'uovo tosto, olio olio con sicurezza. comune onc. 1. Alume di seccia dePer dipingere sopra la seta. Si tiri nari 2. si macini il tutto infieme bene il taffettà, o ormesino in un e si dia sopra più volte seguentetelajo, poi si segni il contorno, in mente, por si lasci riposare per lo cui si deve dipignere, entro il quaspazio di 24. ore: dopoi si lavi con le si darà mano di colla dolce acqua, e sapone. come sopra, con la quale vi sia, levarli le lordure delle mosche. in cambio di gesso, mescolato un Piglia Zucchero rosso grasso, e frepoco di miele, e sia tepida; si laga sopra con un dito, e vedrai l'efscierà asciugare, e poi si piglierà fetto. terra d'ombra ben macinata, con A rinfrescarle, quando sono persciubiacca, e stemprata con olio di nogate. Lava la pittura con vino tece, con pennello si dia come sopido, e quando sarà asciugata, pipra: questa servirà per imprimituglia lib. 2. Olio di noce, e Tremenrà da dipignere a olio. Se si vortina chiara oncie quattro, e mez. rà dipignere a gomma, basterà che fa riscaldare a fuoco lento, e mes'infondi il drappo in acqua tepiscola, ma avverti, che non bolla, da, dove sia stato bollito Alume poi così tepido lo darai nel rovedi rocca, e lasciarlo stare in infuscio del quadro, e dopo un giorno sione due ore, poi lasciarlo asciuli darai davanti la vernice. Avvergare ti, che se la tela sarà sottile, l'olio passerà nel lato del dipinto Pitture che però il giorno dopo porrai il A pulir le Pitture allorchè sono lortuo quadro sopra una tavola ben de, e sporche. Piglia fior di cenepiana, e con pezza di lana fregare di vite, e ponila in lisciva ed rai sopra il dipinto, per levarli tutacqua, parti uguali, indi con essa ta quell'untuosità, e poco dopo li alquanto calda lava la Pittura e darai la vernice quando sarà asciugata li darai la A foderare, quando fusse lesa la tevernice. Altro. Piglia fiele di Bue la, sopra cui sono dipinte. Levamescolato con vino gagliardo, e rai la tela dal telajo, e nel rovefatto tepido al fuoco, Java come scio la bagnarai con la spugna, ed sopra, e poi li darai la vernice acqua tepida, e così stesa la poneQuando fussero ripiene di untuosirai in luogo umido, o alla rugiatà, di vernice, o di altro empiada della notte: provveduta poi una stro oleoso. Piglia fiele di Bue e tela nuova, a misura del tuo quaaceto forte, parti uguali, e si facdro, farai colla di farina con acecia tepido, e si lavi come sopra. to, e la darai sopra la tela nuova, Ovvero sale comune polverizzato, sopra di cui stenderai il quadro popoi si piglia una cipolla per il mezsto sopra una tavola piana, poi con zo, e con essa si strofini, e bisocarta oliata, o unta di butiro pognando, si spruzzi con un poco sta sopra la pittura la calcarai bed'acqua comune. Ovvero prendi ne con la palma della mano, o la Smaltino, gettalo sopra il quadro lisciarai con un sasso piano, o lie poi con ſpugna bagnata in acqua sciatojo di legno, sinchè resti tutta comune lava come sopra; ovvero unita, ed incollata: la ponerai por Agro di limone, e con spugna si tra qualche panno con sopra altra polisca, poi si lavi con acqua. Ovtavola piana pesante, ed ivi la lavero sapone onc. 6. Sale mezz'onscierai per due, o tre giorni, e do po la tirerai in telajo, e vi darai la vernice. Quando le pitture fossero corose, crepate, mancanti d'imprimitura, e rotte. Piglia cera bianca onc. una, e mez., Trementina, fior di pietra cotta ben sottile, Olio d'oliva, d'ogni sorta onc. 1. e fa il tutto bollire in pignatta nuova vitriata, e sempre va mescolando, poi il tutto colerai per tela ben rada in acqua fresca, e formerai un pastello, del quale ti servira:, mediante una spattola, o sia cucchiaja da chiudere le fissure, o rotture dei quadri, sopra di queste poi darai una mano d'olio di noce crudo, e quando sarà asciutto, potrai liberamente dipignere sopra detto pastello. Quando fussero pitture dipinte sulle asse, o tavolette soggette alle tarme per ripararle, vedi quanto si è detto nel S. Disegno. Quando fussero dipinte sulle asse, o tavole corose, o infracidite dall'umido nel di dietro: allora devi porre il tuo quadro sopra una tavola piana, e sotto vi sia qualche panno, d'indi con lo scarpello devi levare di dietro tutto il legno tarlato, o infracidito, sino che arrivi al buono, d'indi si faccia il seguente stucco: Prenderai segatura di legno di noce quanto basti, e si passi per setaccio, poi si prenda olico di noce, trementina, e cera vergine, parti uguali; si facciano liquefare a fuoco lento, poi si getti dentro l'ebolizione tanta segatura di legno, che faccia un pastello, che abbia consistenza, e s'impasti con le mani, e riesca piuttosto un poco duro, e con spattola, o cucchiaja si riempino le rotture, poi sopra tutta la tavola si diano due mani dell'empiastro, per riparare le pitture dalle tarme, come si è detto nel §. Disegno. Sarà ancora in tua libertà il foderare nel di dietro il tuo quadro con altra tavola di le549 gno duro, sopra di cui potrai dare una, o due mani del suddetto empiastro. Avverti se le rotture fussero passate dall'una all'altra parte della tavola; in tal café si ponghi una carta unta d'olio di noce ſotto la rottura, e quando ſarà foderato, come si è detto, si volti il quadro, e si levi detta carta, e sopra lo stucco si diano due mani d'olio di noce crudo, e quando sara asciutto, si faccia dipingere quello, che manca da perito Pittore. II suddetto stucco fatto meno consistente si può usare ancora così caldo, versandolo nelle rotture, e poi lasciarlo raffreddare da sè, Vernici diverse. Piglia Acquavite onc. 4. Sandraca onc. 1. Olio d'abezzo mez. onc. Del tutto si faccia ebolizione a bagnomoria, e si adopri. Altra. Acqua di rasa onc. 5. Trementina chiara onc. 2. poni ogni cosa in bozza di vetro, e fa stare al sole per otto giorni, e sia sbattuta due o tre volte ogni giorno. Vernice detta del Correggio, e del Parmigiano, Piglia Olio d'abezzo chiaro, onc. 3. e lo farai liquefare in un pentolino nuovo a fuoco lento; poſcia lo levarai dal fuoco. è y infonderai entro onc. 3. d' olio di sasso, e mescolerai; poi così caldo lo darai sopra la pittura. Questa è la vernice più sottile, e più lustra d'ogni altra. Altro modo. Piglia Mastice bianco, e lustro, e ponilo in un pentolino nuovo a fuoco lento, infondendovi olio di noce chiaro in tal quantità, che copra bene il Mastice, e mentre bolle, mescola sempre, poi cola per pezza rada, e adopralo. Se brami, che sia più lustra; nel tempo, che bolle, aggiungivi un poco di alume di rocca abbruciato in polve sottile. Di questa vernice si può servirsene ancora negli azzurri 550 zurri fini, nelle lacche, e negli altri colori simili, acciocchè più presto si asciughino. Altra. Belzuino alquanto pesto si ponghi in ampolletta di vetro con acquavite che sopravanzi tre volte, lascialo così per due giorni, poi cola, e adopra Verpice per i quadri, che sono dipinti a secco. Si daranno primieramente due mani d'olio di noce crudo di dietro al quadro, poi una manc d'olio suddetto cotto con mastice. davanti poi si dia una mano d'olio di noce crudo, poi sopra la vernice comune. Avverti di dare la ver nice con la spugna, o con la bambagia Vernice da ritoccare i quadri a olio. Piglia Mastice in lagrima, Olio di noce bastante a ricoprirlo, poni il tutto in pentolino nuovo a fuoco lento, tanto che sia sciolto il Mastice, dopo aggiungivi un poco di Biacca, rimescolando il tutto insieme per pochi momenti; indi lo levarai dal fuoco, e lascierai poſare la biacca al fondo, e lo colerai per inclinazione avanti che si raffreddi. Altra, detta del Cav. Cignani. Mastice in lacrima onc. 1. olio di sasso onc. 2. il tutto porrai in pentolino a fuoco lento. Vernice chiara. Acqua di rasa onc. 2. Olio d'abezzo onc. 1. Vernice Turchesca, Trementina lavata più volte onc. 1. Olio di suigo, dram. 1. Acqua di rasa onc. 3. Spirito di vino onc. 1. poni ogni cosa in bozza ben chiusa, e si faccia ebolizione a fuoco lento, sinchè il tutto sia incorporato. Vernice da dare con palma della mano sopra i quadri. Olio di noce viscoso, ed Olio d'abezzo parti uguali, si faccia bollire come sopra, e si adopri. Vernice, che subito asciuga. Rasa di pino ben secca lib. 1. Trementina mezz'oncia, poni ogni cosa in bozza di vetro, con tanto spirito di vino, che copra il tutto, por si tenghi con la mano sopra il fuoco lento, sempre dimenando, sinchè siano sciolte le materie: dopo si lasci raffreddare, e si decanti, e conservi per usarla fredda. Vernice di bellissimo lustro, per darla sopra ogni cosa dipinta. Olio di sasso mezza libra, Gommalacca, e Carabone sottilmente polverizzato. parti uguali onc. 1. poni in sagiuolo agitandolo per qualche tempo, por lo porrai al Sole gagliardo per qualche giorno, e sarà fatVernice della China. Avrai preparate sei ampollette di vetro, una grande e capace di onc. 20. di liquore, le altre cinque capaci di tre, o di quattro oncie. Nella prima grande ponerai oncle 10. di Acquavita raffinata, e nelle altre cinque onc. 2. della suddetta per ciascheduna, Nella grande infondi Gommalacca ben polverizzata onc. 1. Nella prima delle piccole onc. una, e mez. di Sandracca; nella seconda onc. una, e mezza di Mastice; nella terza mezz oncia di Succini bianchi; nella quarta dramme due di Colofonia; nella quinta dramme due di Cristallo di monte calcinato, dramme due di Mastice, e dramme due di Succini bianchi, cioè ambra bianca. Tutte queste ampollette si turino bene, e si ponghino sopra il fuoco appese ad un legno, e stiano in aria, e si facciano disolvere le materie, come pure si faccia il simile dell'ampolla più grande: quando il tutto sarà sciolto verserai tutte le ampollette piccole nella grande con quest' ordine, cioè sia prima la IV. poi la v. poi la III poi la II. e poi la 1. Il modo poi di adoperarla sarà il seguente: Sia ben preparato il legno, o altra cosa, sopra di cui dare si deve, sopra di questo si dia 551 una mano d'acqua di gomma, poi giorni, dopo i quali pulirai il tuo nella vernice infonderai quel cololavoro con pelle di Camozzo, o di re, che più piace; se rosso, cinaDante, e quando sarà ben pulibro; se nero, fumo di rasa ec. to, li darai sopra una goccia, o d'indi con pennello dolce, cioè di due di Vernice di cristallo di monte calcinato, che avrai preparavarro la darai sopra il legno due o tre volte, dopo che sarà asciutta a parte, e pulirai con pelle di Camello. ta: lascia poi così per due o tre ZIONE ISTRU Per dipingere a fresco, secondo la pratica delli Periti. Palchi per dipingere. di calce, colla quale si spiana il Ncorchè il primo, che si deve muro, e questo è Intonacare, o esporre al pericolo sia il Mastro stabilire. A questo effetto si scielMuratore, deve nondimeno il pruga calce smorzata d'un anno, dente Pittore considerare, e vedere almeno di sei mesi, e ciò è da osa qual sostegno commette la sua servarsi nei Paesi, ove la calce vita, nè perchè quello più arriforte, ma ove è più dolce, si può schiato non teme il precipizio, per adoperare più presto. Questa si mequesto deve esporsi alla disgrazia; scoli con arena, o sia sabbia di fiuperché l'altrui buona sorte non me, che non sia troppo grossa, nè può assicurare la caduta dell'altro, soverchio minuta, ed a questo efcome è successo a tanti Pittori defetto si adopri un Mastro pratico, scritti nella seconda parte di quee sollecito, acciocchè ugualmente sto Libro. la spiani, e lasci al Pittore tanArricciare to tempo per dipignerla entro quel giorno, o più, secondo le stagioni E' lo stesso, che dare la prima mano o più calde, o più fresche, o a midi calce al muro, o luogo ove disura dei luoghi più secchi, o umidi. pingere si deve. Resti avvertito il Pittore di non mai cominciare l'oGranire. pera in luoghi di fresco arricciati, Spianata, che sia ugualmente la stae molto meno se fossero luoghi chiubilitura, sarà bene sollevare i misi; perche oltre l'umido, che molnuti granelli dell' arena con un pento nuoce alla ſanità, la calce anconello, acciocchè più facilmente ra esala un cattivo odore, il quale s'imprimino i colori; e questo si è pernicioso alla salute. chiama granire, e si fa nelle opeIntonacare, o Stabilire. re, che sono vicine all'occhio, dopo di che si adopra un foglio di Arricciato che sarà il muro, e bene carta, e con la cucchiaja, o sia asciugato dall'umidità, che apparicazzola dolcemente si premono le sca arido, allora è necessario il basoverchie prominenze, acciocchè gnarlo a proporzione della siccità, tutto il lavoro resti piano. e dargli sopra una mano leggiera 552 seguimento della stabilitura; avDisegnare. vertendo il Mastro Muratore, che in ciò proceda destramente, per Prima di dipignere nel muro; devesi non imbrattare i contorni dell'opefare il disegno, ed un modello corato, nè fare altre schizzature, che lorito, e ben perfezionato, per teperò ad ovviare a tali pericoli nerselo avanti gli occhi, e non avesarà sempre bene principiare l'opere in quel tempo altro a che pen ra nelle parti superiori. sare, che operare; anzi si deve fare un altro disegno in carta quanCalcare, o Craffire. to è grande l'opera, acciocchè si possa affigere al muro, per vedere Stabiliti, che siano i contorni del dida lontano gli errori, se ve ne fossegno in carta grande, come si detto, si ponerà sopra l'intonaca sero, per correggerli. to, che per la sua freschezza sarà Graticolare atto a ricevere ogni impressione ed allora con una punta di ferro si Quando si hanno a dipignere luoghi segnaranno leggiermente i contorni grandi, come Chiese, Sale, o Vol Nei disegni di cose piccole basterà te storte ed irregolari, nelle quali o non si possino fare carte così fare uno spolvero. grandi, o non si possino stendere Preparare i colori è necessario servirsi della graticolazione, la quale è molto utile Prima di principiare a dipingere, si per traportare da picciolo al grandebbono preparare i colori, e le de. La graticolazione prospettica tinte, almeno quanto basta per una è altresì necessaria, particolarmenfigura; anzi se si dovesse fare qualte nelle Volte, e nei luoghi irreche grande Architettura, o altra ogolari, per fare comparire retta opera, è necessario preparare una piana, o diritta un Architettura tinta maestra, la quale serva a tutin prospettiva. Primieramente dunta l'opera; altrimente sarebbe diffique si graticolarà il modello piccile, che facendola in diverse volciolo, e si trasportarà lo stesso nute si accordasse perfettamente. Le mero di quadrati nel numero, acaltre preparazioni, per altro necescresciutane solo la grandezza. Ciò sarie, non hanno bisogno d'avvifatto, il Pittore scieglierà quel nuso, per essere comuni alle pitturo mero di graticole che potrà dipia olio gnere in un giorno, o più, como Dipingere sopra, ed ordinarà, che sia diligentemente intonacato, ripigliando so- La pittura a fresco non è differente pra la nuova stabilitura la gratida quella, che si fa a olio, se non colazione, che su coperta, acche ricerca maggior prontezza, ciocchè serva di guida per contorvivacità, per lo scomodo, che pornare l'opera. Se dopo dipinto in ta seco il doversi accomodare al quel giorno avanzasse qualche pezluogo, dove si dipinge. Terciò olzo d'intonacato, che nel giorno setre l'avere disposti in ordinanza i guente fusse secco, tagliarlo bisocolori nei loro vasi; sarebbe bene gna, e guardarsi di ciò fare in mezancora l'essere provveduto d'una zo alle carnagioni, e solamente si tavolazza di rame, di latta, o di permette nei contorni di quelle, o legno con i suoi ripari attorno di qualche panneggiamento. Così acciocchè i colori piu liquidi non di mano in mano si ordinarà il proversino, coll'inserirle nel mezzo un vasatto per l'acqua pura, che serva più da vicino, per bagnare i colori, potendosi ancora servire d'una spugna inzuppata nell'acqua. Avvertasi ancora di non cominciare la pittura, sinchè la calce non abbia un poco di consistenza, e resista all' impressione delle dita, perchè succederebbe nel maneggiare il pennello sopra l'intonacato troppo fresco, che tutto il dipinto resterebbe fiacco, e non potrebbe servire, che di abbozzo Impastare, e caricare. Nella pittura a fresco questo evvi di proprio, che i primi colori, come quelli, che prima toccano la calce così tosto infiacchiscono, e molto perdono della loro vivacità; bisogna pertanto ritornarvi sopra con medesimi colori, caricare, ed impastare un'altra volta, non tralaſciando mai quella coſa particolare, che si ha per le mani, finattantochè non sia totalmente finita e perfezionata, altrimenti ogni ritocco fatto dopo qualche ora sarebbe una macchia: più tosto si aspetti, che il dipinto sia secco, ed allora si potrà ritoccare. Ritoccare Chi può finire a buon fresco, avrà l'opera sempre più compiuta, ed il lavoro sarà assai più stabile; ma perchè quasi sempre la calce fa qualche mutazione, particolarmente nell'ombre, si può, e si de ve ritoccate, o con tratti piccioli o con bastelli fatti di gusci d'uovo, o con pennelli mezzo asciutti di quel colore necessario. Tal sorta di ritoccamenti se si fanno ne luoghi scoperti, ed esposti all'aria, è vana ogni fattura, perchè sono portati via dalle pioggie. A ritoccare le pitture a fresco, che regghino all'acqua: Si dia più volte sopra la pittura a fresco acqua, in 553 cui sia stata sciolta Gomma arabit ca, di poi si dia sopra la seguente vernice. Acqua di rasa onc. 2. Olio d'abezzo onc. 1. il tutto bollito a fuoco lento: quando sarà asciutta si ritochi con colori macinati a olio. Sfumare, e intenerire. Nello sfumare, ed unire i colori si usano pennelli teneri di setole porcine, ma poco bagnati, e qualche volta ancora le dita fanno buono effetto nelle teste, mani, ed altre parti picciole, particolarmente quando la calce si accosta all'intostare. Ma quando si avesse a sfumare, ed intenerire qualche pezzo di gloria si deve fare alla prima sulla calce più fresca, o quando è affatto secca; o con altri mezzi suggeriti dall'industria del Pittore. Rifare Suole accadere, che qualche figura non riesca a genio del Pittore, onde abbia disiderio di rifarla: conviene dunque scalcinare il muro, senza toccare il restante dell'opera, e dopo avere ben bene ripulito lo spazio di detto luogo, si bagni con diligenza, e si faccia nuova stabilitura. Al coperto però si può rifare a secco, purchè siano di quelle figure più sfumare, e più tenere delle altre; ciò sia detto per levare ogni scrupolo a qualche principiante Pittore. colorire. E' necessario sapere quali colori siano buoni per dipignere a fresco perché poco giovarebbe l'avere fatta una bella pittura, se per la contrarietà, che hanno tra di loro i colori, o con la calce, poco tempo durasse. Eccone dunque 1 documenti, principiando da quelli che sono più buoni, ed al proposito. Aaaa Bian 554 Bianco di calce Cinabro. Il Bianco di calce è il migliore di Questo è il più vivace colore di tut tutti, per mescolarlo con i colori, ti, ed è affatto contrario alla calsì per le carnagioni, come per i ce, particolarmente quando è espopanneggiamenti, purchè la calce sia sto all'aria. Se poi il dipinto è a stata smorzata d'un anno, o almecoperto si può adoperare, ma prino di sei mesi, come sopra. Si stemma è necessario il purgarlo nel mopri con acqua, e si coli per setacdo seguente: Si prenda il Cinabro cio in qualche vaso capace, lapuro in polvere, e si ponghi in un sciandola deporre al fondo, e getvaso di terra, e sopra s'infonda tarne via l'acqua, che sopravanquell'acqua, che bolle allor quanza, onde possa tenersi sulla tavodo con essa si smorza la calce vilozza dal Pittore. va, ma sia più chiara, che si può; si getti poi l'acqua, e di nuovo Bianco di gusci d'Uove. s'infonda dell'altra più volte, ed Questo ancora è molto bianco, ed ò in questa maniera il Cinabro s'imbuono per adoperare a fresco, ed a beve delle qualità della calce, nè secco, e per comporre i pastelli per le perde giammai. Avvertasi nel ritoccare. Si raduna gran quantità provvedersi di Cinabro a pigliarlo di gusci d'Uova, si purgano dalle in miniera, o sia in pezzi, e non feccie, con farli bollire con un pezin polvere, perchè così tal volta zo di calce viva, avendoli prima è adulterato con il Minio, nè fa alquanto pesti, poi si colano, e si quella riuscita, che develavano con acqua di fontana. Di Vetriolo abbruciato, nuovo più sottilmente si pestano e si lavano, il che tante volte si Riesce mirabilmente sulla calce frereplica, sinchè l'acqua esca chiasca il Vetriolo Romano cotto alla ra: d'indi si macinano sottilissimafornace, e poi macinato con spirimente sulla pietra da Pittore, e se to di vino; fa da se solo un rosne fanno piccioli pani, i quali aso, come di Lacca, e particolarsciugati che siano al Sole, si adomente è buono per abbozzare, e prano per le carnagioni, o panni fare il fondo al Cinabro. Da amenbianchi, e dovunque sarà in piadue in un panneggiamento risulta cere. E' però d'avvertire, che se vn colore di Lacca fina al pari del tal sorta di gusci pesti stassero per dipinto a olio. Questo si adopra in qualche tempo bagnati, rendereb mancanza del Bruno d'Inghilterra, bero un fetore insopportabile, il riRossetto d'Inghilterra. medio si è di chiuderli bene in un vaso di terra, e mandarli a cuo- In mancanza del Vetriolo fa quasi cere alla fornace, lo stesso effetto, per essere anch'e gli di Vetriolo: se si adopra con Bianco di Marmo di Carrara. chiariscuri sulla calce ben fresca Si riduce in polvere il marmo, e s al seccarsi pare Lacca. macina con acqua, mescolandolo Terra Rossa. con la calce, acciocchè abbia più corpo: anch'esso è bianco e buoQuesta Terra, come tutte le altre sono no; ma questa fatica è superflua a più proprie per dipignere a fresco: achi ha la calce vecchia, o gusci doprasi per le carnagioni, panneg d'uova preparati, come sopra. giamenti, ed ovunque fa di bisogno Ter 555 le carnagioni, mescolata con terra Terra Gialla abbruciata. nera di Venezia, e particolarmenTira al Rosso pallido, ed è buona te nei maggiori scuri. per gli scuri delle carnagioni, meTerra nera di Venezia. scolata con Terra nera di Venezia. Serve ancora per le ombre dei pan- E' la più scura di tutte per lavorare neggiamenti gialli. a fresco, è buona per gli scuri delle carnagioni, e fa lo stesso effetto Terra Gialla chiara. della Fuligine a secco, e dello SpalDue sorta di terra gialla di Roma si to a olio trovano, una chiara, l'altra scuTerra nera di Roma. ra, amendue bellissime nel suo genere. Se si adoprano con pulizia Fa l'effetto medesimo, che il nero di nei panneggiamenti, non hanno incarbone, ed è assai in uso per tutvidia al Giallolino, Altre Terre gialle si trovano in altri luoghi, Nero di Carbone. ma non sono così perfette. Si può fare in più maniere, cioè con Giallolino di Fornace legno di Vite abbruciato, con aniQuesto si chiama Giallolino di Name di persiche, con gusci di noce, poli, si conserva molto, ma non con feccie, o sia tartaro di vino, bisogna cimentarsi di adoperarlo con carta, il tutto abbruciato, all'aria poi macinato in polvere: Egli è buono ad ogni sua proprietà, per i Pasta Verde. lavori a fresco, nei quali è proibiE' fatta col sugo di Spincervino; meto il nero d'osso. scolata colla calce bianca divenSmaltino ta gialla, ma il colore alquanto svanisce E' buono a fresco, e devesi porre prima di tutti gli altri colori, in temTerra Verde po che la calce è ancora fresca, alQuella di Verona è la più bella, antrimenti non attacca; passata un'ozi l'unica per panneggiare sulla calra, si dia la seconda mano, acciocce fresca, essendo gli altri verdi chè resti vivo il colore del dipinquasi tutti artificiati, e contrarj alto. Il più semplice può servire per la calce. Altre Terre verdi si troombre, ma ne' maggiori scuri si vano, ma inferiori. La Terra veradopra nero di carbone. Di tutti de di Capri, quando è sincera, è li colori accennati s'intende mescolati con calce bianca, per cavarne poi la migliore, e la più vaga. il chiaro, lo scuro, e le mezze tinTerra d'Ombra. te all'uso de' Pittori. E' buona per le ombre dei panneg Oltramare. giamenti, particolarmente gialli s'avverta di adoperarla con discreRiesce tanto a fresco, quanto a sectezza, e si mescoli con calce bianco: solo non si adopra da molti, ca; perchè sempre carica, e cresce perchè è di gran prezzo. di colore. Indico Terra d'Ombra abbruciata. In tempo d'estate è permesso l'aE molto eccellente per le ombre deldoparlo, perchè presto asciuga; Aaa 2 ma nel verno non si adopri. Morello di Sale Mescolato collo Smaltino fa pavonazzo: anzi da per se solo fa la detta tinta. Questi sono tutti i colori, li quali si possono adoprare, per dipignere a fresco. Colori contrarj alla calce, e che non si possono adoperare nelle pitture a fresco. Biacca. Lacca di Verzino. Lacca fina. Verde Rame. Verde azzuro Verde poro. Verde in canna. Giallo santo. Giallolino di Francia. Orpimento. Nero d'osso. Biadetto. Indico, come si è detto di sopra. Dipignere a secco. Si costuma ancora dipignere a secco sulli muri; purchè abbiano un fondo di una mano di gesso mole impastato con buona colla. In questo modo si adoprano tutti 1 colori senza riguardo. E' però d'avvertire, che li muri più volte imbiancati, debbonsi raschiare, altrimenti nei tempi secchi la troppo colla fa saltare giù l'imbiancatura sino al vivo del muro, onde l'opera rimane guasta. Alli muri nuovi si dà una mano di gesso, come sopra mentre la calce è fresca; in tal maniera ammettono tutti i coloS CA 557 LOGO CATA DE L IBRI, Che trattano delle tre belle Arti del DISSEGNO. ADRIAN, Muting. Ornaments in ArBEILLE. Voute platte de son in vention, dont la Coupe des Pierchitecture. Fol. res êt particuliere, dans l'Hist. de ADRIANI, Giambatista. Lettera a Giorl'Accademie Royale des Sciences à l' gio Vasari sopra le Opere de' più eccellenti Artefici antichi in Pittuan. 1699. ABREGE des vies des plus fameux ra, in Bronzo, ed in Marmo. Sta nelle Vite de' Pittori di Giorgio VasaPeintres avec leurs protraits (par ri Tom. 2. Part 3. Ediz. di Firenze. Mons. d'Argenville) à Paris 1745 AGLIONBY, Wm. Paiting illustrated 4. Vol. 3. in 3. Dialogues. London 1685. ACCADEMIA Cavalleresca nuovamente AGOCCHI, Giambatista, Bolognese. aperta. "Varj Tomi in 12. che si Trattato della Pittura. MS. „stampano in Amburgo; e tra que Descrizione di un Quadro dipin„sti alcuni spettanti alla Pittura to da Annibale Caracci. MS. „con li Ritratti di molti Pittori. ACCADEMIA Clementina di Bologna. ALBANI, Annibale, Card. Le buone arti sempre più gloriose sul CampiV. ZANNOTTI. doglio. Orazione detta nell'AccadeACCADEMIA de' Pittori, Scultori, ed mia di S. Lucca di Roma l'anno Architetti di Firenze. Esequie di Michel' Angelo Buonarotti. Firenze 1704. ALBANUS, Franciscus. Picturae variae 1564, 4 in Æde Verospia exstantes a HieroACCADEMIE diverse fatte nel Campi nymo Frezza aere incisae. Romae doglio di Roma in onore della Pit1704. Fol. tura, della Scoltura, e dell'ArchiALBERTI, Romano. Trattato della notettura, dedicate alla Santità di biltà della Pittura. Roma per FranPapa CLEMENTE XI. con le Dedicesco Zanetti 1585. 4 catorie, e relazioni di esse, compo - Ed in Pavia 1604. ste da Gioseffo Ghezzi Segretario dell'Accademia del Dissegno, con ALBERTINO, Francesco (Prete Fiorentino) Memoriale di molte Statue le Orazioni recitate da varj Prela & Picture sono nell'inclita Ciptà di ti, ed Amatori del Dissegno ecFlorentia per mano di Sculptori & ACCADEMICI Incaminati di Bologna. Pittori excellenti moderni & antiII Funerale di Agostino Caracci, qui. Fir. 1510. 4. intagliato da Guido Reni, Bologna, ALBERTIS de, Leo Baptista. De re Aedifi1603. 4. catoria. Florentiae per Magistrum ACCOLTI, Pietro. La Prospettiva pratNicolaum Laurentium Alamanum tica. Firenze per Pietro CecconcelMCCCCLXXXV. Fol. Et Paris. 1512. 4 li 1625. Fol. ADMIRANDA Urbis Venetiarum, seu - - - E tradotta da Pietro Lauro. Venezia per Vicenzo Valgrisi 1546. 8. collectio Ædium, & Aedificiorum publicorum, summa cura & diligen- - - - E tradotta da Cosimo Bartoli con l'aggiunta de' Dissegni. In Fitia delineata. Fol. Vol. 3. MSS. renze per Lorenzo Torrentino 1550. apud N. V. Josephum Smith Anglum. Fol. Ed ivi 1565. Fol. 558 — La stessa. In Venezia 1565. Fol. — Et traduite en Francois, à Pa— Et in Italian, and English, by Jaris 1576. Fol. Tom. 2. Vol. 1. mes Leoni, London 1726. Fol. Vol. 3. Les Batimens Françoises, à Paris — De Pictura, libri tres. Basileae 1576. Vol. 2. Fol. 1640. ANGELIS de. Descriptio Basilicae ve— Et denuo cum Vitruvio Laeti. teris Vaticanae, accedit descriptio Edit. Leidae 1649. Novi Templi Vaticani. Romae 1756. Tradotto per Lodovico DomeniFol. chi. Venezia per il Giolito 1547. 8. ANONYMUS. Compendium Archite— Et traduit en Francois par Jan cturae. Exstat in Exercitat. secunda Martin, à Paris 1553. Fol. March. Poloni ad Vitruvium. — Trattato della Pittura, e della AQUINO, Carolus. Vocabularium ArStatua. Stà con Leonardo da Vinci. chitecturae Aedificatoriae. Romae 4. Parigi 1651. Fol. 1734 ALDOVRANDI, Ulisse. Descrizione delARCHITECTURE, Peinture, & Sculptule Statue antiche di Roma. Sta re de la Ville d'Amsterdam, à Ams. con Lucio Mauro Ediz. di Venez. 1562. 8. chez David Mortier 1718. Fol. ALLEGRI, Antonio (detto il Corregio) ARCUS Trajano dicatus Beneventi la Cupola del Duomo di Parma Porta Aurea dictus; expensis Franintagliata da Giambatista Vanni. Fol. cisci de Ficoronis aere incisus. RoALLORI, Alessandro, Dialogo sopra I mæ 1739. Fol. Arte di dissegnare le Figure. Firen-ARINCHIUS, Paulus. Roma subterraze 1590. nea, in qua antiqua Christianorum ALSTEDIUS, Jo: Henricus. Enciclopedia. Coemeteria, ac Sanctorum SepulLugduni 1649. Fol. "In Tomo terchra illustrantur. Romae typis Vi„tio lib. 34. exstat Tract. de Architalis Mascardi 1651. Fol. Vol. 2. „tectura ARMENINI, Giambatista. De' veri precetAMATO, Paolo. Nuova prattica di ti della Pittura libri tre. In RavenProspettiva. Palermo 1736. Fol. na per Francesco Tebaldini 1577. 4 AMICHEVOLI, Costanzo. L'Architettura — Ed in Venezia 1678. 4. civile ridotta a metodo facile e breAUDRAND, Gerard. Les Proportions du ve. Terni per Bernardino ArnazziCorps Humaine, à Paris chez ni 1675. 4 Auteur Fol. AMICO, Bernardino. Trattato delle PianAVEROLDO, Gianantonio. Le Pitture te ed Immagini de' sacri Edificj di scelte di Brescia. In Brescia per Terra Santa. Firenze per Pietro Giammaria Rizzardi 1700. 4. Cecconcelli 1620. Fol. AVILER, Augustin Charles. Des cinq AMMANUS, Justus, Enchiridion artis ordres d'Architecture de Vincent pingendi & sculpendi. Francofurti Scamozzi, tirez du VI. Livre de 1578. 4. son Idée generale d'Architecture. ANATOMY improved and illustrated à Paris 1685. Fol. with regard to the uses thereof in AULISIUS, Dominicus. De Gymnasii designing. Fol. constructione & Mausolei ArchiteANATOMIA per uso e intelligenza del ctura, Opuscula duo. Exst. in Thes. dissegno, ricercata non solo sugl Antiq. Rom. Jacobi Sallengrii Tom. 2. ossi e muscoli del corpo umano, AzzOLINI, Isidoro Ugurgeri. Le Pomma dimostrata ancora sulle Statue pe Sanesi. Pistoja 1641. 4. antiche di Roma. Roma 1691. Fol. „Nella seconda Parte si descrivono ANDROVETUS Jacobus. De Archite„tutti li Pittori, Scultori, ed Arctura. Lutetiae Parisiorum 1559. „ chitetti antichi e moderni di Siena. Fol. sine nomine impressoris. 559 Lezione detta nell' Accademia della Crusca. Ivi per il detto 1692. 4 BALDUS, Bernardinus. Lexicon VitruO AGLIONE Giovanni. Le Vite de vianum, & Scamilli impares VitruPittori ed Architetti dall' anno viani. Augustae Vindelicorum 1612. 1572. sino all'anno 1640. Roma per 4. Et exst. in Vitruvio Laeti Edit. Andrea Fei 1642. 4. — Lo stesso. Ivi 1649. 4. 1649. Vita M. Vitruvii Pollionis, cum BALDELLI Nicolò. Proteo vagante amNotis Jo: Poleni. Exst. in Poleni miratore dell' Opere dell' immortaExercit. secunda ad Vitruvium. le pennello di Lorenzo Pasinelli Pit— Scamilli Impares. Exst. ibid. tore Bolognese. Rime. Bol. 1691. 4. — Iidem Augustae Vindelicorum BALDI Lazzaro. Compendio della Vi1612. 4. ta di S. Lazzaro Monaco e PittoDiscorso sopra le Macchine sere. Roma 1681. 16. moventi. Stà con Herone degli AuBALDINUCCI Filippo. Notizie de Protomati. fessori del Dissegno da Cimabue in BALLARI, Andrea. L'Architettura. Vequà (dall'anno 1260. al 1300.) Finezia Fol. renze per Santi Franchi 1681. 4. BARATTIERI, Giambatista. Architettu— Secolo II. dal 1300 al 1400. dira d'Acque. Piacenza 1663. Fol stinto in decennali. Ivi per Pier BARBARO, Danielo. Prattica della ProMatini 1686. 4. spettiva. Venez. per Camillo e Ru— Secolo III. dal 1400. al 1550. tilio Borgominieri 1669. Fol. Ivi per li Tartini e Franchi (Ope BARBET. Livre d'Architecture d'Aura postuma) 1728. 4 tels, & de Cheminèes, gravée par - Parte seconda del Secolo IV. che Bosse. Fol. contiene tre decennali dal 1550. al BARBIERI Gio: Francesco (detto il Guer1580. Ivi per Pier Matini 1688. 4. cino) Primi elementi per introdurParte III. del Secolo IV. e Parte re i Giovani al Dissegno. Bol. Fol. prima del Secolo V. tre decennali BARCA, Pier Antonio. Avvertimenti e dal 1580. al 1610. Ivi per Giusep regole sopra l'Architettura civile e pe Manni 1702. 4. militare, la Pittura, Scoltura, e — Parte II. del Secolo V. sei deceuProspettiva. Milano per Pandolfo nali dal 1610. al 1670. (Opera poMalatesta 1620. Fol. stuma) Ivi per li Tartini e FranBARDI, Girolamo. Dichiarazione di tutchi 1728. 4 te le Storie, che si contengono nei — Lettera, nella quale si risponde ad Quadri posti nelle Sale del Scrutialcuni quesiti in materia di Pittunio, e del Consiglio di Venezia. ra. Roma per Nicolò Angelo TiIvi per Felice Valgrisio 1587. 8. nassi 1681. 4 — Vocabolario Toscano dell'Arte del BARGAEUS, Petrus Angelius. De privatorum publicorumque Aedificiodissegno. Firenze per Santi Franrum Urbis Romae eversoribus. Exst. chi 1681. 4 in Graevii Thes. Antiq. Rom. Tom. I. Vita del Cavaliere Gianlorenzo Commentarius de Obelisco. Ibid. Bernino. Firenze per Vincenzio VanBARRI, Giacomo. Viaggio Pittoresco d' gelisti 1682. 4. Italia. Venezia 1671. 8. - Cominciamento e progresso dell' Arte d'intagliare in Rame, colle BARRIERE, Dominicus. Villa Aldobrandina Tusculana. Fol. Vite de' più eccellenti Maestri. Ivi BARTOLI, Cosimo. Modo di misurare per Pier Matini 1686. 4. le distanze ec. secondo le regole di — La Veglia. Dialogo. Ivi per il Euclide. Venez. 1564. 4. Badetto 1690. 4. 560 BARUFALDI, Girolamo. Le Vite de più BENTIVOGLIO d'Aragona Monsig. Ferinsigni Pittori e Scultori Ferraresi. rarese. L'utile nelle belle Arti riFerrara 4. conosciuto per l'Accademia del disBASSI, Martino. Dispareri in materia segno. Orazione detta nell' Accad'Architettura, e Prospettiva. Bredemia di S. Lucca per l'anno 1717. scia per li Fratelli Marchetti 1572. 4. BERCHEMIUS, Nicolaus. Opera omnia BAUDELOT DE DAIRVAL, Charles-Ceacquæ forti ære expressa. Fol. sar. De l'utilité des Voyages. à BERTANUS, Jo: Baptista. Commentarius Paris 1686. Vol. 2. 12. & à Rovan in locis obscuris Operis Jonici Vi1727. Vol. 2. 12. truviani, ex italica in latinam linBELLA, Stefanino dalla. Principi di Pitguam conversus. Exstat in Exercit. tura inventati ed intagliati da lui. Fol tertia Jo: Poleni ad Vitruvium. BELLI, Silvio, Libro del misurar con BIANCHINI Francesco. Descrizione del la vista. Ven. 1569. 4. Palazzo de' Cesari, Verona 1738. Fol. BELLORI, Giampietro. Vite de' Pittori — Spiegazione delle Scolture, che Scultori, ed Architetti moderni sono nel Palazzo Albani di Urbicon li Ritratti loro. Roma per il no. Roma 1724. Fol. Mascardi 1672. 4. BIBIENA, Ferdinando Galli. L'Archi— Gii onori della Pittura e della tettura civile preparata sulla GeoScoltura, discorso. Lucca 1677. metria, e ridotta alla Proſpettiva. — Le Pitture antiche del Sepolcro Parma 1711. Fol. de' Nasoni nella Via Flaminia, diArchitetture, e Prospettive da segnate e intagliate da Pietro SanCamera, e da Teatro, intagliate in ti Bartoli. Roma per Giambatista Fogli 71. Bologna per il Longhi Bussotti 1680. Fol. BIE, Cornelis de. Het Gulden cabinet - Ex italico in latinum sermonem vande Edele Ury Schilder-Coust, translatae a Ludolpho Neocoro. Exst. Van Spaignien en Vrancrych. Anin Graevii Antiq. Rom. Tom. XII. tuerp. 1662. 4. Columna M. Antonini a Petro BIONDO, Michelangelo. Della nobilisSancte Bartolo aere incisa. Ibid. Fol. sima Pittura, della dottrina, e del — Colonna di Trajano Augusto, inmodo di conseguirla. Venezia all tagliata da Pietro Santi Bartolo. Fol. Insegna dell'Apolline 1594. 8. — Spiegazione degli antichi Sepol BISAGNO, Domenico Francesco. Tratta cri Romani ed Etruschi. Roma per to della Pittura. Venezia per li Domenico de' Rossi 1704. Fol. Giunti 1642. 8. — Ex italico latine reddidit AlexanBLON J. C. le. L'harmonie du Coder Dukerus. Exst. in Graevii Thes. leurs dans la Peinture. Lond. 1702 4 Antiq. Rom. Tom. IV. BLONDEL, Francois. Resolutions des Observationes in admiranda Antiq. quatre principaux Problemes d'ArRom. a Petro Sancte Bartolo aere chitecture, à Paris 1673. Fol. Et incisa. Romae per Jacobum de Rudans le Tom. V. des Mem. de l'Accad. beis. Fol. des Sciences. — Veteres Arcus Augustorum trium— Cours d'Architecture enseigné dans phis insignes. Romae apud Jacobum l'Accademie Royale d'Architecture de Rubeis 1690. Fol. à Paris 1675 Fol. & à Paris 1683. Fol. Descrizioni delle Immagini diBOCCABADATI, Giammaria. Raccolta di pinte da Raffaello d'Urbino nel PaPitture de' più eccellenti Pittori, abellazzo Vaticano. Roma 1695. Fol. lite da Pietro del Buono. Utrec. 1628. 4. BELLUS, Jo: Baptista. De partibus TemBOCCHI, Francesco. Eccellenza della pli Auguralis. Exst. in Graevii Thes. Statua di S. Giorgio del Donatel Antiq. Rom. Tom. V. lo. Firenze 1583. 8. 561 Le Bellezze di Firenze, dove si BOSBOOM. Plain description of the fidiscorre di Pittura, e di Scoltura. ve orders of Architecture. London Firenze 1595. 8. 1679. Fol. BOCCHI, Ottavio. Descrizione sopra un BOSCHINI, Marco. La Carta del naantico Teatro scoperto in Adria. vegar Pittoresco. Venezia per il Venezia per Simone Occhi 1739. 4. Baba 1660. 4. BOCKLERN, Georg. And. Architectura — Le miniere della Pittura, comcuriosa nova in lat. ling. translata. pendiosa informazione delle Pitture a Jo. Christ. Sturmio. Norimbergae di Venezia 1664. e 1674. 12. 1664. Fol. Giojelli Pittoreschi della Città di 4— Theatrum Machinarum novum ex Vicenza. In Venezia per Francesco Germanico in latinum sermonem Nicolini 1676. 12. e 1677. 12. translatum ab Henrico Schmitz. —— Descrizione di tutte le Pitture di Col. 1662. Fol. Venezia, e dell'Isole vicine. Venez. BOILLOT, Joseph. Nouveaux portraits per Pietro Bassaglia 1733. 8. & figures de termes pur fuser en la BOSSE, Abraham, Sentiments sur la Architecture, composez & enrichez distinction du Dessein, de la Peinde diversité d'Animaux, rappresen ture, de la Sculpture, & de la Graveure. à Paris 1649. 12. tez au vray. Sans place ou date — Traité des manieres de dessiner les in Fol. ordres de l'Architecture antique en BOINDIN, Nicolas. Discours sur la forme & construction du Theatre des toutes leurs parties. à Paris 1664. Anciens, Dans les Mem. des InscriFol. Reflexions critiques sur la Poesie, ptions Tom. I. BOISSARDUS, Janus. Bibliotheca Chal& la Peinture, à Utrecht 1732 cographica illustrium virtute ac 1736. 12. Vol. 3. — Diverses figures à l'eau forte de eruditione virorum. Francofurti 4. petits Amours, Anges volantes &c. sine anno BOLGEN, Valentino. La maniera di prea Paris 1644. 8. Vol. 2. parare li colori d'ogni sorta. Franc- - - - Moyen universel de pratiquer la Perspective sur les Tableaux ou surfort 1562. 8. in Tedesco. BOLLETTI, Giuseppe Gaetano. Dell'orifaces irregulieres, & quelques pargine dell'Instituto delle Scienze di ticularités concernant la Graveure Bologna. Bol. 1751. 8. en Taille-douce, à Paris 1653. 8. BONANNUS, Philippus. Templi Vati— La Pratique du Trait à preuves cani Historia. Romae per Felicem par Mons. Desargues à Paris 1643. 12 — Traité des manieres de Graver Cesaretum 1696. Fol. BORBONI, Gianandrea. Discorso delle en Taille douce sur l'airain par le moyen des eaux fortes, à Paris Statue. In Roma per Giacomo Fei 1645. 8. 1661. 4 — Le Peintre converti aux preciBORCHINI, Raffaello. Il riposo, in cui ses regles de son Art. à Paris 1667. 8. della Pittura e della Scoltura si faBOSSUET Franc. Van. Cabinet de l'Art. vella, de' più illustri Pittori e Sculde la Sculpture. à Amst. 1727. 4. tori, e delle più famose Opere lo ro si fa menzione. In Firenze per BOTTARI Giovanni. Raccolta e spiegazione delle Scolture e Pitture saGiorgio Marescotti 1584. 8 gre estratte da Cimiterj di Roma — Lo stesso. Edizione riformata da In Roma 1737. e 1746. Fol. Vol. 2. Anton-Maria Biscioni. Firenze per BOURDONUS Sebastianus. Acta MiMichele Nestenus 1730. 4. sericordiae ab ipsomet aere incisa. Fol. BOROMINUS, Franciscus, Architectura. Bbbb BRARomae 1725. Fol. Vol. 2. 562 BRAMANTE d'Urbino. Le Quadratu- - - - De Theatro. Tricassibus 1603. 8 — Et exst. in Graevii Thes. Antiquit. re de' Corpi, le Piante de' più belli Rom. Tom. IX. Edificj, con un Trattato d'ArchiBULLET. Architecture pratique, contettura e Prospettiva. 1514. MS. tenant le trisè, & le devis des OuBRAMANTINO Bartolomeo. Regole di vrages de Maçonerie & de CharProspettiva. MS. 1440. penterie, à Paris 1722. 8. & à PaBRANCA Giovanni. Le Macchine artiris 1741. 8. ficiose ec. Roma 1729. 4. BUMALDI. Minerva Pononiae, seu BRASCHIUS Jo: Baptista, De tribus StaBibliotheca Bononiensis, cui accestuis in Romano Capitolio erectis sit antiquorum Pictorum, & Sculptoanno 1720. Ecphrasis Ironographirum Bonon. brevis Catalogus. Boca. Romae per Komarek 1724. noniae 1641. BRISIGHELLA Carlo. Le Pitture, che adornavano tutte le Chiese della —- Picturae. Adam Pictor Mantuanus incidit. Fol. Città di Ferrara sino all'anno 1704. BUONAROTI Michel' Angelo (il vecMS. chio). Libreria Mediceo-LaurenBRITANNIA illustrata, or Views of ziana. Firenze 1739 Fol. the Royal Palaces as also of the Galleria del Palazzo Farnese, inprincipals Seats of the Nobility and tagliata da Carlo Cesio. Fol. Roma, Gentry of Great Brittain elegantly Eadem a Petro Aquila aere inciengraven on CLXXXII. cooper Plasa. Fol. Romæ. tes. London 1720. Fol. Vol. 2. Hujus Libri edita sunt perpaucissima BURTON, Juan de. Discursos Apologe. ticos, en que se defiende la ingeExemplaria, quorum unum exstat in nuidad dell'Art de la Pintura, que electiss. Biblioth. D. Josephi Smith es liberal y noble de todos derechos, Angli. Madrid 1626. 4. BROUN Charles le, Livre de Portraiture pour ceux qui commencent à BUTRINONE Bernardino. Libro di Prospettiva. MS. 1500. dessiner. à Paris chez F. Cherau, Fol. BROWNES Ars Pictoria, or an Academy treating of Drawing, Painting, Limning and Etching. Lond ABINET des beaux Arts, ou re1675. Fol. cueil des estampes gravèes d'après BRUGEN Van-der. Recueil des meilles Tableaux d'un plafond, avec leurs desseins de Raimond la Fage, les explications de Mons. Perrault, à Paris 1698. Fol. à Paris chez G. Edelinck 1690. Fol. BRUTI Ottavio Revesi. Archisesto per CALLOT Jacques. Les miseres & le formare con facilità li cinque ormalheurs de la Guerre, à Paris dini dell'Architettura. Vicenza 1627. Fol. 1633. 4. BUFFAGNOTTI, Carlo. Invenzioni d'Ar- CALVI Donato. Effemeridi sacro-prochitettura. Bologna per il Longhi fane di Bergamo. Milano 1676. 4 Vol. 3. BULENGERUS, Julius Caesar. De PictuCAMBI Ottavio. Teorica di Pittura, ra, Plastice, & Statuaria. Lugd Vita di Emilio Sacconazzi Pittore 1627. 8. Et exstat in Gronovii Thes. Bolognese. MS. Antiq. Græc. Tom. IX. — Et traduit in English by Thomas CAMPBELL Colen. Vitruvius BritanniMalie. Lond. 1657. Fol. cus, ou l'Architecte Britannique — Traité des manieres de graver en contenant les Plans, les Elevations Taille-Douce. à Paris 1645. 8. & Sections des Batimens reguliers 563 de la Grande Bretagne, à Londre CARLI Gianrinaldo. Relazione delle scoperte fatte nell'Anfiteatro di Po1715. 1717. 1725. Fol. Vol. 3. la. Ven. 1750. 8. CAMPI Bernardino. Pareri sopra la CASALIUS Jo: Baptista. De Thermis & Pittura. Cremona 1584. Balneis Veterum. Exst. in Gronovii CANEPARIUS Petrus Maria. De atraThes. Antiq. Graec. Tom. IX mentis. Ven. 4. CANTUARIENSIS Joannes. Perspectiva. CASATI Paolo. Compasso di Proporzione. Bol. 1685. Pisauri 1508. Fol. CASTELL Robert. The Villes of AnCAPORALI Giambatista. L'Architettucient illustrated. London 1728. Fol. ra, e Commento sopra Vitruvio. CASTELLAMONTE Amedeo di. Venaria Venezia 1536. Fol. Reale di Carlo Emanuele II. Duca CAPRA Alessandro. L'Architettura fadi Savoja. Torino 1674. Fol. miliare. Bologna 1678. 4. -- Architettura militare. Bologna CATANEO Pietro. L'Architettura. Venezia per li Figlioli d'Aldo 1554. 1683. 4. Fol. e 1567. Fol. — Nuova Architettura dell' agrimensura di Terre, e di Acque. Cremo- CELIO Gasparo. Dichiarazione sopra le Pitture di Roma. Napoli 1638. 12. na 1672. 4. CARACCI Annibale. L'Enea vagante, CELLINI Benvenuto. Due Trattati intorno all'Arte dell' Orificeria, ed intagliato da Giuseppe Maria Miintorno alla Scoltura. Firenz. 1568. telli. Roma per Giacomo de' Ros4. ed ivi 1731. 4 si 1663. Fol. CENNINO, Connini di Trea. Modo di — Le Arti di Bologna, dissegnate per lavorare a fresco, a tempra, a colutile de' Professori di Pittura, e del la, a gomma ed oro, con la diDissegno. Roma 1646. Fol. versità di tutte le Terre. MS. 1380. — Imagines Farnesiani Cubiculi, a Petro Aquila aere incisae. Romae per CERCEAU. Les plus excellents Batimens de France, à Paris 1576. Fol. Jacobum de Rubeis Fol. Vol. 2. Tom. 3. Livre de Portraiture, à Paris chez CHAMBRAY de. Parallelle de l'Archide Poilly 4. tecture antique & moderne, comCARACCI Agostino. Scuola di Dissegni parée avec les dix principaux Aupegli studenti Pittori, intagliati dalteurs, qui ont ecrit des cinq ordres. lo stesso, Bologna Fol. à Paris 1702. Fol. CARACCI Lodovico. Il Claustro di S. CHAUSSAEUS, Michael Angelus. MuMichele in Bosco. Fol. reum Romanum, seu Thesaurus CARAMUEL Joannes, Recta & obliqua eruditae Antiquitatis. Romae 1690. Architectura Templi Salomonis. ViFol. Et ibid. 1707. Fol. Et ibid. augleuani 1678. Fol. ctior 1746. Fol. Vol. 2. CARDI Lodovico (detto il Cav. Cigo— Et traduit par Lorrain, à Amst. li). Prospettiva pratica. MS. 1613. 1706. FolDella qualità e natura de' colori e del modo di perpetuarli al possi- CIAMPINUS, Joannes. Vetera Monimenta, in quibus praecipue Musiva bile. MS. Opera, sacrarum & prophanarum CARDUCHO Vincencio. Dialogos de la Aedium structura &c. illustrantur. Pintura su defensa, origen, essencia, Romæ 1690. Fol. Vol. 2. desinition, modos y differentias. De sacris Aedificiis a Constantino Madrid 1633. 4 & 1637. 4. Magno constructis. Romae 1693. Fol. CARLEVARIS Luca. Le Fabbriche e Vedute di Venezia poste in prospetti-CIBO, Monsig. Le belle Arti in lega con la Poesia. Orazione detta nell' va, Ven. 1705. Fol. AcBbbb 2 564 Accademia di S. Luca per l'anno COTTELLE, Giovanni, Ornamenti di 1606. Soffitti, Parigi 1640. CINNELLI, Giovanni. Bellezze della COURS d'Architecture éinsegné dans Città di Firenze, Firenze 1677. 8. l'Accademie Royal d'Architecture. CIOCCHI, Giammaria. La Pittura in 5. parties en 2. Vol. à Paris 1675 Fol. Parnaso. Firenze 1725. 4 CLERC, Seb. le. Traité d'Architectu- COzzANDO, Leonardo. Ristretto della re. à Paris 1714. Storia Bresciana. Brescia 1694. 4. COBERGH, Vincislaus. De Pictura antiqua. COCK de. L'Architecture. à Paris Fol. COLLIGNON, Francesco. Le Fabbriche ANTI, Ignazio. Dichiarazioni ed di Roma inalzate da Sisto V. Roannotazioni sopra le regole di ma 1650. Fol. Architettura di Jacopo Barocci da COLOMBAT, Jacques, Catalogue des Vignola. V. Vignola. Accademiciens de l'Accademie RoTraduzione della Prospettiva di vale de la Peinture & Sculpture. Euclide. V. Cuclide. a Paris 1715. 12. DANTI, Vincenzio. Il primo Libro delCOLUMNA THEODOSIANA, in qua le perfette proposizioni di tutte le sculpta sunt Theodosii gesta, a Gencose, che imitare e ritrarre si postile Bellino delineata. Fol. fono con l'Arte del Dissegno. FiCOLUMNA TRAJANA a Julio Campi renze 1567. 4. (Il secondo Libro non delineata, nunquam aere expressa, mai dall'Autore fu pubblicato.) Exsl. in Biblioth. Josephi Smith Angli. DARET, Pietro. Vita di Raffaello SanCOMANINI, Gregorio. Il Figino, ovcio d'Urbino, dove si tratta delle vero del fine della Pittura. MantoStampe di Marcantonio, e di altri. va per Osanna. 1591. 4. Parigi 1651 COMTE, Florent le. Cabinet des sinDATI, Carlo. Vite de' Pittori antichi gularités d'Architecture, Peinture Firenze nella Stamperia della StelSculpture, & Graveure, à Paris la 1667. 4. ed in Napoli. 4. 1699. 8. Vol. 3. e 1700. e 1712. & DAVID, Lodovico Antonio. Il disinganà Bruss. 1702. 12. Vol. 2. no delle principali notizie ed eruCONDINI, Ascanio. Vita di Michel dizioni delle Arti del Dissegno, diAngelo Buonaroti. Roma 1553. 4 viso in tre parti; la prima sopra CONFERENCES de l'Accad. Royale de la Scuola di Toscana e di Roma; Peinture & de Sculpture pendant l' la seconda sopra la Scuola di Veannée 1667. à Paris 1669 4. nezia; e la terza sopra quella di CONTINO, Bernardino. Prospettiva Lombardia. MS. pratica. Venezia 1643. Fol. DAVILER, A C. Dictionaire d'ArCORDEMOY, M. de. Nouveau Traité chitecture. à Paris 1693. 4. de toute l'Architecture, ou l'Art — Commentaire sur l'Architecture de de Bâtir à Paris 1714. 4 Vignola. V. Vignola. CORTICELLI, Lodovico. Dialogo de DEMONTIOSUS, Ludovicus. De SculArchifettura Familiare. Bol. 1695. 8. ptura & Pictura. Exst. cum VitruCORTONA, Pietro Berettini da, Gallevio Edit. Elzevirii 1649. ria Pamfili, intagliata all'acqua for- - - - De Sculptura, Coelatura, Gemte da Carlo Cesio. Fol. Roma. marum scalptura, & Pictura AntiGalleria Barberini, Roma Fol. quorum. Exst. in Gronovii Thes. AnCOSTAGUTTI, Giambatista, Architettiq. Graecar. Tom. IX. tura della Basilica Vaticana, Roma - - - Et in Dactyliotheca Abrahami Gor1684. Fol. lai, edita Amst. 1609. 4. Ro— 565 Romae Gallus Hospes, ubi mul DURANTINO, Francesco Lucio. Architettura, ed il Comento sopra Vita munimenta antiquorum explicantruvio. 4 tur. Romae 1585. 4 DURERO, Alberto. Della Simmetria DERAND, F. L'Architecture des Voude' Corpi umani, tradotto dalla lintes, ou l'Art des Traits & Coupe gua latina da Gio: Paolo Gallucci. des Voutes, à Paris 1643. Fol. Ven. 1591. e 1594. & latine NorimDESARGUES. Maniere universelle pour bergae 1534. & Gallice Parisiis 1557. pratiquer la perspective, à Paris evvi anche in Tedesco 1648. 8. Libri di Architettura, di Prospet— Universal way of Dyaling. Lontiva, e di Fortificazioni più volte don 1659. 4. ristampati DESCRIPTION du Cabinet des Tableaux de M. Mayens à Rotterdam. à Rot- DYCK, Antonius Van. Icones cxlix. illustrium virorum ad vivum exterd. 1714. 4. pressae. Antuerpiae Fol. DESGODETS, Antoine. Les Edifices antiques de Rome dessinés & mesurès très exactement, à Paris 1682. Fol. P CCCLLENZA delle tre nobili ArDES-PILES, Roggers, Cours de Peinti, dimostrata nel Campidoglio ture, à Paris 1708. 12. dall' Accademia di S. Luca per 1 — Abregè sur les vies des Peintres. anno 1729. à Paris 1699. 12. ELIODORO LARISSEO. La ProspettiDIALOGUE de l'origine de la Peintuva, tradotta da Egnazio Danti. Fol. re, & des plus excellens Peintres de EPISCOPIUS, Joannes, Paradigmata l'antiquité, à Paris 1660. 4. Graphices variorum artificum. HaDICHIARAZIONE delle Pitture della gæ-Comitum 1671. Fol. Sala de' Signori Barberini. Roma ESEGRENIO, Filippo. Li primi Elemen1640. 4 ti nella Simetria, o sia comensuraDIETTERLIN. L'Architettura in linzione del dissegno delli corpi umagua Tedesca. Norimberga 1594. Fol. ni; discorso sopra il modo di disDISSERTATIO Glyptographica. Romæ segnare, dipignere e spiegare gli effetti principali naturali ed acciden1739. 4 DOGEN, Matthias, Architectura militali dell'Uomo, Padova... per Gio: taris. Amst. 1647 Fol. Demini Fol. DOLCE, Lodovico. Dialogo della Pittura, intitolato l'Aretino. Venez. EUCLIDE. La Prospettiva, tradotta da Egnazio Danti. Firenze per i per il Giolito 1557. 8. Giunti 1573. 4 Lo stesso Francese ed Italiano. EXPLICATION des Tableaux de la Firenze 1735. 8. Gallerie de Versailles, à Versailles DOMINICI, Bernardo. Vite de' Pitto1687. 12. ri, Scultori, ed Architetti Napolitani. Napoli 1742. 43. 45. 4. Vol. 3 DONI, Anton Francesco, Il Dissegno, dove si tratta della Scoltura e PitΓ ABBETTUS, Raphael. De Aquaedutura, de' Colori, de' Getti, e de ctibus Urbis Romae. Exst. in GraeModelli. Ven. per il Giolito 1549. 8. vii Thes. Antiq. Rom. Tom. IV. DUPUY du Grez, B. Traité sur la FABRI, Girolamo. Ravenna ricercata. Peinture pour en apprendre la TeoCompendio delle cose più notabil rie, & se perfectionner dans sa Pra. della Città di Ravenna. Bol. 1678. 8. (tique, à Toulouse 1699, 4 FAL 566 FAIDA, Giambatista. Palagi di Roma lazzi di Roma de' più celebri Arde' più celebri Architetti, con le chitetti, Roma. Vol. 2. loro piante e misure FERRO, Antonio. Descrizione delle — Nuovo Teatro delle Fabbriche ed Statue ritrovate nella Città di CuEdificj di Roma sotto il Pontificama. Napoli 1606. 8. to di Alessandro VII. libri due Fol. — Et latine vertit Sigebertus Haver— Nuovo Teatro delle Facciate delcampius. Exst. in Graevii Thes. Anle Chiese di Roma. Fol. tiq. & Historiar. Italiae Tom. IX. — Li Giardini di Roma con le loro FIALETTI, Odoardo. Abiti di tutte le Piante, Alzate, e Vedute in ProReligioni. Ven. 1626. 4. spettiva. Roma Fol. FICORONI, Francesco. Descrizione di Le Fontane di Roma. Ivi Vol. 4 tre Statue scoperte in Roma l'anFol. no 1739. 4. FALCONERIUS, Octavius. Dissertatio —— Sta anche nella Racc. degli Opuscoli de Pyramide C. Cestii Epulonis. scientifici del Calogerà Tom. XXII. Exst. in Graevii Thes. Antiq. Roman. — Arcus Trajani dicatus Beneventi. Tom. IV Romæ 1739. Fol. FANELLI, Francesco. Varie Architet-FICINUS, Jo: Ambresius, Schedae & ture. Fol. experimenta. MS. Exst. in Biblioth. FEBRE, Valentinus le. Delineatio & Josephi Smith Angli Sculptura operum selectiorum TiFIGRELIUS, AEdmundus. De Statuis tiani Vecelii, & Pauli Caliarii & Statuariis. Holmiae 1656. 8. 1682. Fol. FILARETE, Antonio. Trattato delle miFELIBIEN, J. F. Les principes de sure degli Edifizj, del modo di fabArchitecture, de la Sculpture, & bricare, e delle forme delle fabbride la Peinture, & des autres Arts che. MS. 1646. qui en dependent, avec un dictionFISCHER, Architectura. Viennae 1721. naire des termes propres à chacun Fol. Ling. Germ. de ces Arts. à Paris 1669. 4. & à FLUD, Robertus. Tractatus de Arte Paris 1676. 12. & à Paris 1690. Victoria. Francof. 1624. Fol. — Recueil Historique de la vie, & FONSECA, Joannes. De Pictura Vetedes Ouvrages des plus celebres Arrum. 4 chitectes. à Paris 4. 1687. FONTANA, Carolus. Descriptio TemHistoire de l'Architecture. à Papli Vaticani, cum Aedificus conspiris 4. cuis antiquitus & recens constitu-Entretiens sur les vies & les tis, latinis litteris consignata a JoOuvrages des plus excellens PeinJosepho Bonnerüe de S. Romano tres anciens & modernes, à Paris Romæ 1694. Fol. 1685. 4. Vol. 2. & ibid. 1688. 4. Trasportazione dell'Obelisco VaVol. 2. & à Trevoux 1725. 12. Vol. 6 ticano. Roma 1590. Fol. & à Amsterdam 1706. 12. Vol. 6. — Descrizione, e delineazione dell' — Description de l'Eglise Royale des Anfiteatro Flavio, a la Haja 1725. Invalides, à Paris 1706. Fol. Fol. — Les Conferences de l'Accademie FOPPA, Vicenzo. Trattato della PitRoyale des Peintres & Sculpteurs. tura, e quadratura del Corpo uma à Paris 1669. 4. & à Amst. 1706. 12. no. MS. 1407. — Descriptions des Peintures, & FORTIGUERRI, Nicolò. Orazione in autres Ouvrages faites pour le Roy. lode della Pittura, Scultura, ed Arà Paris 1689. 12. chitettura. Sta nelle Prose degli ArFERRERIO, Pietro. Raccolta de' Pacadi Tom. II. Ediz. di Roma. 567 ---- Le belle Arti compimento, e per- GALLERIE de Louis XIV. en XXIII. fezione delle bellezze dell' UniverVol. grand papier. so. Orazione detta nell' Accademia GARUFFI, Josephus Malatesta. Lucerna di S. Luca per l'anno 1711. lapidaria Ariminensis. Exst. in GraeFOSSATI, Ciorgio. Storia dell' Archivii Thes. Antiq & Hist. Italiae Tom. VII. tettura. Venez. 1747. 8. Tom. I. —— Lettera apologetica in disesa del (Traduzione della Storia dell'ArchiTempio di S. Francesco, eretto in tettura del Sig. Filibien.) Rimini da Sigismondo Malatesta. FRANCHI, Antonio. La Teorica della Sta nel Giornale de' Letterati d'Italia Pittura. Lucca 1739. 8. Tom. xxx. FRANCHINI, Gioseffo Guidalotti. Vita GAURICUS, Pomponius. De Sculptura di Domenico Maria Viani Pittor Tractatus. Flor. 1504. 8. Antuerp. Bologuese. Bol. 1716. 12. 1528. 8. & ibid. 1607. 4. Exst. cum FREART, Roland. Idée de la perfectiot Vitruvio Edit. Elzevirii 1649. de la Peinture.... 1662. 4. — De Sculptura, sive Statuaria — Parallel of Architecture, AnExst. in Gronov. Thes. Graec. Antiq. tient and Modern, translated by Tom. IX. Evelyn. Lond. 1664 Fol. GAUTIER. Traité de la construction FRESNOY, C. A. du. L'Art de Peindes Chemins. à Paris 1721. 8. tre, augmenté d'un sentiment sur GEVARTIUS, Gaspar. Descriptio inles Ouvrages des principaux Peintroitus in Urbem Antuerpiam Fertres. à Paris 1637. 12. & 1673. 12. dinandi Austriaci Hisp. Infantis. ed in Italiano in Roma 1713. & Arcus, Pegmata, Iconesque. Petrus translated into English by Dryden. Paulus Rubens delineavit, TheodoLondon 1695. 4. rus a Tulden sculpsit. Ant. 1635. Fol. FREY, Jacobus. Opera ab ipsomet de- GHIBERTI, Lorenzo. Libro degli anlineata & aere incisa. Fol. tichi Pittori. MS. 1440. FROBEN, Giovanni. Notizie intorno GIBBS. Book of Architecture. London alle sue stampe, ed alla sua vita 1728. Fol. di N.N. Accademico Fiorentino. GIGLI, Giulio Cesare. La Pittura trionStanno negli Opuscoli del Calogerà fante, Poema. Ven. 1615. 4. Tom. xxvii. GILIO, Gio: Andrea. Due dialoghi FRONTINUS. De Aquaeductibus Ure nel secondo si ragiona degli errobis Romae, explicatus a Jo: Poleno. ri de' Pittori circa la Storia, con Pat. 1722. 4. molte annotazioni sopra il Giudi— Et exst. in Graevii Thes. Antiq. zio Universale dipinto dal BuonaRom. Tom. IV. roti. Camerino 1564. 4. Et exst. cum Vitruvio Edit. Junctae GILOS, Joachim. Prodigia Artis nobi1522. lissimae Statuariae. Norimb. 1703. FUNERALE di Cesare Gennari Pittore GIUSTINIANO, Vicenzo. Galleria. RoBolognese. Bol. 1668. 4. ma 1631. Fol. Vol. 2. GOLDMAN, Nicolaus. De quinque ordinibus Architecturae. Lugd. Bat. 1662. Fol. CADDI, Giambatista, Roma nobiNotae ad Vitruvii Volutam Jonilitata nelle sue Fabbriche. Rocam. Exst. in Vitruvio Laeti. ma 1736. 4. GOLTZIUS, Ubertus. Vita Lamberti GALLACCINI, Teofilo. Degli errori deLombardi Pictoris celeberimi. Brugli Architetti. Fol. MS. Con li disgis Flandr. 1565. 8. segni, questo Libro esiste nella -Libreria GORI, Francesco. Vita di Michel'Andel Sig. Giuseppe Smith Inglese. gelo 563 gelo Buonaroti. Firenze 1746. Fol. HEKELIUS, Jo: Fridericus. Dissertatio de Statuis. Rudseldorpii Fol. — Raccolta di notizie sopra lo sco— Dissertario posterior de Statuis. primento dell'antica Città di ErcoRodolstadii Fol. lanio. Firenze 1748. 8. Gorlaeus, Abrahamus. Dactyliothe- HIRE, Philippe de la. Traité de la pratique de la Peinture, Dans le ca, sive de Annulorum origine Mem. de l'Accad. des Sciences de Lugd. Bat. 1672. 12. & ibid. 1609. 4. an 1666. jusqu' à l'an 1699. Tom. IX. — Et exst. cum Gaurico de Sculptura — Du pied antique Romain. ibid. GOzzADINI, Ulisse Gioseffo Bolognese à l’an 1714 Il primo tra gli applausi del Campidoglio. Orazione detta nell'Ac- Holstenius, Lucas. Commentariolus in veterem Picturam Nimphæum cademia di S. Luca per l'an. 1705. referentem. Exst. in Graevii Thesaur. GRAEVIUS, Jo: Georgius. De Villarum Antiq. Rom. Tom. IV. antiquarum apud Romanos structura. Exst. in Sallengrii Thes. Antiq Rom. Tom. I. — Emendationes in Franciscum JuAMITZER. Prospettiva de' corpi renium de Pictura Veterum, nec non golari. Norimberga 1568. Fol. Teejusdem Junii vita. V. Junius. desco. GRAPALDUS, Franciscus Marius. De ICONES celebrium Pictorum, a vapartibus Ædium. Venet. 1517. 4. riis affabre aere incisi. 4. Exst. in Lugud. 1535. 8. & Basileae 1553. 4. Biblioth. Nob. Viri Josephi Smith Angli GREGORII, Petrus. De Statuariis & Statuarum antiquarum Urbis Rousu colorum. mæ. Romæ 1594. 8. GRETSERUS, Jacobus. Syntagma de IDEE du Peintre perfait, pour servir Imaginibus non Manufactis, deque de regle aux jugemens que l'on doit aliis a S. Luca pictis. Exst. cum Co porter sur les Ouvrages des Peindino de officiis Magnae Ecclesiae Edit. tres. à Amst. 1736. 8. (Auctor forParis. 1648. san Nicolaus Poussin) GUAZZESI, Lorenzo. Dissertazione soINDAU, Gio: Li cinque ordini di Arpra gli Anfiteatri Toscani. Sta ne chitettura. Vienna 1686. Fol. Ted. Saggi di Dissertazioni dell'Accademia INDICE del Libro intitolato: Parnaso di Cortona Tom. 1. de' Pittori, in cui si contengono va— Supplemento alle suddette Disserri dissegni raccolti in Roma da S. A. tazioni. Sta nella Raccolta degli OpuPerugia 1707. 8. scoli del Padre Calogerà Tom. xx. Indice del Tomo di dissegni racGUERIN. Description de l'Accademie colti da S. A. intitolato L Arte in Royale de Paris de la Peinture & tre stati. Perugia 1707. 8. Sculpture, à Paris 1715. INSIGNIUM Romae Templorum proGUIDALOTTI. V. Franchini, spectus celebriores a celebribus Architectis inventi, & cum plantis ac mensuris a Jacobo de Rubeis delineati, Romae 1684. Fol. HAMILTON, John. a compleat body of perspective in all its bran- INTRODUCTION to the general Art of drawing and Limning. Lond chy. London 1749. Fol. 1674. 4. HALEPENNY, Wm. Art of Sound building demonstrated in Geometri- JONES, Inigo. The most notable Antiquites of Great Britain, London cal Problems. Lond. 1725. Fol. 1725. Fol. - Marrow of Architecture. Lond. The 1729. 4 569 The designs consisting of Plans LAIRESSE, Gherard de. Les principe and Elevations for Publick and pridu dessein. à Amst. 1719. vate Buildings published by W.Kent. -— Lezioni di Pittura, per instruzioLondon 1725. Fol. Vol. 2 ne de' Giovani, che vogliono incam— Designs and others published by minarsi nell'Artesenza Maestro, con W. Kent. London 1727. Fol. la maniera di fare le tinte ed im JOSSE, Maturinus. perspectiva. Pari piegare li colori. Amsterdam. In siis 1635. Olandese — L'Art de Charpenterie, à Paris — Drawing Book. London 1733. Fol. 1702. Fol. Art of Paining, exemplified by JOVENDUS, Joannes. Pictura Pontis in remarks. Lond. 1738. 4. Rheno, Autrivi, Alexiæ, Uxello LAMBERTINI, Antonio. Lettere e comduni, & Massiliae. Exst. cum Composizioni degli antichi Pittori Bolomentariis C. J. Caesaris Edit. Aldi. gnesi. MS. 1600. appresso di lui. JULIUS, Pippius (Romanus) Mono-LAMO, Alessandro. Discorso intorno chromata in Vaticani Aula exstan alla Scoltura e Pittura, dove ratia, a Petro Sancte Bartolo aere ingiona della Vita ed Opere di Bercisa. Romae 4. nardino da Campo Cremonese. CreDesseins au Palais du T dans mona 1584. 4 Mantoue, gravez par Antoinette B. LARY, Bernard. La Perspective, à Stella à Paris 1675. Fol. Paris 1701. 12. — Eadem a Petro Sancte Bartolo in- LANGLEY, B. Sure guide to Builders, cisa. Romae Fol. or the principles and practice of ArJUNIUS, Franciscus. De Pictura Ve chitecture. London 1726. 4 terum libri tres. Amstel. 1637. 4. Latuada, Serviliano. Descrizione di — Et multis accessionibus aucti a Jo: Milano. Milano 1737. 38. 8. Vol. 6. Georgio Graevio. Rotterod. 1694. Fol. LEGATI, Laurentius. De Pictoribus, — Et translated into English. Lond. Sculptoribus, & Scalptoribus Cre1638. 4. monensibus. MS. 1670. Catalogus Architectorum, MeLETTERS from a young painter, abroad chanicorum, Pictorum, Statuario(Russel) to his friends in England. rum, Coelatorum, aliorumque ArLondon 1748. 8. Vol. 2. tificum. Rotterodami 1694. Fol. LIMIERS, M. de Hist. de l'Accademie appellée l'Institut des Sciences & des Arts établi à Boulogne en 1712. à Amst. 1723 8 VIRCHERIUS, Athanasius. De Echeis LIONI, Ottavio. Vite de celebri PitTheatri Corinthiaci Diatriba tori del Secolo XVII. aggiunta la Exst. in Poleni Exercit. tertia ad Vivita di Carlo Maratti. Roma 1731. 4. LISTA de' nomi de' Pittori, di mano truvium. KOKE, Pietro. Libri di Prospettiva. de' quali vi sono li dissegni nel Mu seo di Firenze. Fol. Sta nella Bibl. Geometria, e Scultura. V. Sandrart del Sig. Giuseppe Smith Inglese. Rafol. 233. rissimo. LOIRE. Nouveaux desseins d'ornamens de Paneaux, Lambris, Caros ABACCO, Antonio. L'Architetses &c. à Paris Fol. tura, con la quale si figurano LOMAZZO, Giampaolo, Trattato dell' alcune notabili Antichità di Roma, Arte della Pittura. In Milano per Roma 1552. Fol. ed ivi 1558. e 1559. Paolo Gottardo Ponzio 1584. 4 Fol. e Venez. 1570. Fol. Nel Cecc 570 Nella scelta Libreria del Sig. Smith MAJELLI, Carlo. Il Trionfo della Fede, sollennizzato nel Campidoglio evvi un eſemplare, che ha un Capitolo dall'Accademia del Dissegno. Oramancante in tutti gli altri esemplari. zione detta nell' Accademia di San — Lo stesso, Edizione accresciuta Luca per l'anno 1713. della Tavola de' nomi de' Pittori, Scultori ec. di quel tempo. Milano MAILLET. Les Figures du Temple & du Palais de Salomon, à Paris 1695. 1585. 4. ed ivi 1590. 4. Fol. — Et translated into English. Lond MALVASIA, Carlo Cesare. Felsina Pit1598. Fol. trice, ovvero Vite de' Pittori Bo— Le Rime, divise in sette Libri lognesi. Bologna 1678. 4. Vol. 2. aggiuntavi la Vita dell'Autore, decon li ritratti de' Pittori, scritta da lui stesso in Rime sciol(Sotto nome dell'Ascoso) Le Pitte. Milano 1587. 4. ture di Bologna; ovvero il Passeg Idea del Tempio della Pittura, giere disingannato. Bologna 1676. Milano 1591. 4 12. V. ZANOTTI, — Della forma delle Muse, cavata dagli antichi Autori, Greci e - - - Descrizione del Claustro di San Michele in Bosco, dipinto da LoLatini, Milano 1591. 4. dovico Caracci, ed intagliato da LUCCHESINI, Vincenzo (Lucchese). Le tre belle Arti in lega con l'Armi. Jacopo Giovanni. Bologna 1694. per disesa della Religione. Orazione detta nell' Accademia di S. Lu- - - - Raccolta di Lettere di diversi Pittori. MS. ca per l'anno 1716. MANILLI, Jacopo. La Villa Borghese, LUDOVICI XIII. Triumphalia Monumenta, ironibus ac figuris a Joo sia descrizione delle Pitture, e Valdorio expressa. Lutetiae Paris. Statue in quella contenute. Roma 1640. 8. 1649. Fol. — Latine vertit Sigebertus Havercampius. Exst. in Graevii Thes. Antiq. & Hist. Italiae Tom. v111. IADRISIO, Gianfrancesco. Due MANUTIUS, Aldus (junior). De coelatura & Pictura Veterum. Exst. in Lezioni, nella seconda si trat Gronov. Thes. Antiq. Graec. Tom. IX. ta de' Trofei degli Antichi. Sta neDe Signo & Statua. Exst. in Salgli Opuscoli del Calogerà Tom. 111. MAFFEI, Paolo Alessandro, Sposizione lengrii supplem. ad Thes. Antiq. Rom Tom. 1. sopra le Statue antiche e moderne raccolte da Domenico de' Rossi. MANZINI, Giambatista. Raccolta di composizioni in lode di Guido ReRoma 1704. Fol. MAFFEI, Scipione. Degli Ansiteatri. ni per il Ratto di Elena. Venezia Verona 1728. 12. 1633. 4. e Bologna 1634. 4. — Verona illustrata, nella quale an- MARANGONI, Giovanni. Dissertazione che si tratta de' Pittori Veronesi, e sopra l'Anfiteatro Flavio di Roma, delle sue Fabbriche. Verona 1732. volgarmente detto il Colosseo. RoFol. ed in 4. Vol. 4. ma 1746. 4. Galliae antiquitates. Veronae 1734. 4. MARATTA, Carlo. Le sue Opere intaMAGGI, Gio: Fontane diverse, che si gliate da Jacopo Frey, ed altri. Fol. vedono in Roma, ed in altre par- MARESCOTTI, Bernardino. Canzone al ti d'Italia. Roma 1618. Fol. Principe Cardinale di Savoja per gli MAGRI, Carlo. Lettera circa le PitElementi dipinti da Francesco Alture del VII. Secolo, e seguenti. bani. Bologna 1635. 4. Sta negli Opuscoli del Calogera Tom.xiv. MA 571 MARIAE VIRGINIS Historia, ab AlMAzzOLARI, Illario. Le Reali Granberto Durero per figuras digesta dezze dell'Escuriale di Spagna. Bolannexis versibus Chelidonii. Norim1648. 4. V. De los Santos. bergae 1511. Fol. MEIBOMIUS, Marcus. Notae ad VitruMARIANUS, Andreas, Statuarum Rovium Edit. Elzevirii 1649. mae Epigrammatum libri tres. Ven. MEMOIRES critiques d'Architecture. 1659. 8. à Paris 1702. 8 MARIETTE, P. I. Description des des- MENETREJUS Claudius. Symbolicae Dianae Ephesiae Statua exposita. seins du Cabinet de Mons. Crozat. Romæ 1657. 4 à Paris 1741. 8. - Et exst. in Gronov. Thes. Antiq. — Traité des Pierres gravées, avec Graec. Tom. VII. une Bibliotheque Dactyliographique. MERCATI, Michele. Degli Obelischi di à Paris 1750. Fol. Vol. 2. Roma. Roma 1589. 4 MARINI, Giambatista. La Galleria, Poesie in onore de' più famosi Pit-MEYER. L'Architecture, ou demonstration de toutes sortes d'ornamens tori, e Scultori. Venez. 1610. e inventés par le même. Heyldebergh 1674. 12. La Pittura, Diceria prima. Ven. 1664. Fol. MEYSSENS, Jean. Les Portraits des 1614. 12. Souverains Princes & Comtes de MAROLOIS, Samuel. La perspective Hollande, gravez par son fils Corcontenant tant la Theorie, que la neille Meyssens. à Anvers. 1662. 4. Pratique, à Amst. 1662. Fol. MAROT, Clement. Tous les oeuvres MEZGER, Joannes. Vitae Episcoporum Salisburgensium Salisburgi 1692. d'Architecture. Fol. Fol. MAROT, Jean. Recueil des Plans, — In esso si contengono tutte le FabProfils, & Elevations de plusieurs briche fatte d'ordine di quei Vescovi, Palais, Chasteaux, Eglises &c. Fol. intagliate in Rame. — Recueil de plusieurs Portes des principaux Hostels & Maisons de MIGLIORE, Ferdinando Leopoldo. Firenze illustrata. Firenz. 1684. 4. Paris, & des plus considerables AuMINIANA, F. Jos. Emanuel. De Theatels des Eglises. Fol. tro Saguntino. Exst. in Poleni Suppl. MARTINUS, Emanuel. Epistola de Theaad Graev. & Gronov. Tom V. tro Saguntino. Exst. in Poleni Suppl. De Circi antiquitate & structura ad Graev. & Gronov. Tom. V. Dialogus. ibid. MASINI, Antonio. Bologna perlustraMINUTOLUS, Julius. De Romanorum ta. Bol. 1666. 4. Vol. 2. Domibus, Templis, Sepulchris, & ---- In questo vi e un copioso Catalog Aedificiis judicialibus. Exst. in Salde' Pittori, che operarono in essa. lengrii Thes. Antiq. Rom. Tom. I. MAURO, Lucio. Le antichità della MODIO, Francesco. Abiti di ReligioCittà di Roma, con tutte le Stani diverse, e di varie Nazioni. tue antiche, che ivi si veggono, Francf. 1585. 4 raccolte e descritte da Ulisse AlMOLINET, Claude du. Description du drovandi. Ven. 1562. 8. Cabinet de Sainte Genevieve, à PaMAZZELLA, Scipione. Sito, antichità ris 1692. Fol. e Bagni della Città di Pozzuolo; MOLINI, Gio: Atanasio. Trattato dell aggiuntovi un apparato delle StaArte de' Caracci, per intagliare all' tue ritrovate in Cuma l'anno 1606. Acqua forte, con li discorsi di Pit Napoli 1606. 8. tura di Monsig. Agocchi. MS. 1600. Et latine vertit Sigebertus Havercampius. Exst. in Graevii Thes. MONIER, P. Histoire des Arts, qui Cccc 2 Antiq. & Hist. Ital. Tom. IX. 572 insigniora vetustatis Monumenta, ont rapport au Dessein, à Paris quae Florentiae sunt, cum observa1705. 12. tionibus Jo: Francisci Gorii. FloMONTANI, Gioseffo: Vite de' Pittori rentiae 1731. & 1740. Fol. Vol. 6. Pesaresi, e di tutto lo Stato di UrMUSEO CAPITOLINO, contenente le bino. MS. 1704. immagini d' Uomini illustri. Roma MONTANO, Giambatista. L'Architettura, con diversi ornamenti cavati Fol. Vol. 2. dall' antico, Roma 1636. Fol. — Scelta di varj Tempietti antichi con le Piante ed alzate, dissegnati in Prospettiva, e pubblicati da GiamNARDINI, Famiano. Roma antibatista Soria. Roma 1624. Fol. ca, Roma 1600. 4. — Diversi ornamenti per Depositi o — Et ex italico in latinum translaAltari, Roma 1621. Fol. ta a Jacobo Tollio. Exst. in Grae— Tabernacoli diversi. Roma 1628. vii Thes. Antiq. Rom. Tom. IV. Fol. NICERONUS, Jo. Franciscus Ord. Min. MONTELATICI, Domenico. La Villa Taumaturgus opticus studiosissimae Borghese, con la descrizione delle Perspectivae. 1643. Statue e Pitture, che ivi si trova- NICOLINI, Gio: Giorgio. L'ombre del no. Roma 1700. 8. V. MANILLI. Pennello glorioso di Pietro Bellotti. MONTENARI, Giovanni. Discorso soVen. 1659. 12. pra il Teatro Olimpico di VicenNUNNEZ, Philippe. Arte de Pintura, za di Andrea Palladio. Pad. 1733. Symmetria, y perspectiva. En Lise 1749. 8. boa 1615. 4. — Lettera sopra gli antichi Teatri ed Anfiteatri. Vicenza 1735. 8. MONTI, Filippo Maria. Roma tutrice delle belle Arti, Pittura, ScolDDI, Mauro. L'Architettura litura, ed Architettura, Orazione bri due. MS. 1702. detta nell' Accademia di S. Luca ORME, Philibert de l'. L'Architecture. per l'anno 1710. Sta nelle Prose deà Paris 1568. Fol. gli Arcadi Tom. 111. Osio, Carlo Cesare. Architettura ciMorelli, Gio: Francesco. Descriziovile. Mil. 1661. Fol. ne delle Pitture e Scolture della Ostade, Adrian de. Les oeuvres inCittà di Perugia. Ivi 1683. ventèes & gravèes par lui même. MORO, Jacopo. Anatomia, ridotta all' Fol. uso de' Pittori, e Scultori. Ven. OVERBERKE, Bonaventura ab. Reliquiae 1679. Fol. antiquae Urbis Romae, quarum sinMORONI, Giambatista. Le Pompe delgulas ad vivum delineavit, dimenla Scoltura. Ferrara. 1640. 12. sus est, descripsit, atque in aes in MUET, Pierre le. Maniere de bâti cidit. Amst. 1707. Fol. Vol. 3. pour toutes sortes de personne, à —— Degli avanzi dell'antica Roma. Paris 1663. Fol. con le osservazioni di Paolo RolArt of fair Building, published li. Londra 1739. 8. by Pricke. London 1675. Fol. — Traité de v. Ordres d'Architecture traduits du Palladio, augmenté des Inventions pour l'Art de bien PACHECO Francesco. Arte de la bâtir, à Amst. 1682. 4. Pintura, su Antiguedad y GranMUSAUM FLORENTINUM, exhibens dezas. En Sevilla 1649. 4. PA 573 PACIAUDI, Paolo Maria, Dissertazioti in luce da Riccardo Conte d ne sopra le antichità di Ripatransona. Burlington. Londra 1730. Fol. Sta nella Miscellanea di varie Ope- Le Antichità della Città di Rorette Tom. VI. ma, con un discorso sopra i fuochi PAGGI, Giambatista. Definizione, e degli Antichi. Roma 1622. 8. divisione della Pittura. Genova PALMER, S. a General History of 1607. Fol. Printing; with the characters of PAGLIA, Francesco. Giardino della Pitthe most celebrated Printers, from tura, ovvero riflessi sopra le Pittuthe first inventors of this Art from re di Brescia. Brescia 1713. 4. the year 1520. to 1550. London PALEOTTI, Gabrielo Cardinale. Discor1733. 4 so intorno alle Immagini sacre e PALOMINO, Antonio. El Museo Pittoprofane. Bol. 1582. 4. rico. Tomo premiero, la Theorica — Et latine redditus. Ingolstadi de la Pintura. In Madrid 1715. Fol. — Tomo segundo. Practica de la 1594. 4 PALLADIO, Andrea. Li quattro Libri Pintura. En Madrid 1724. Fol. d'Architettura. Venezia 1570. Fol. - - - Tomo terçero. Las Vidas de los Prima Edizione Pintores y Estatuarios eminentes Nella rara scelta de Libri del Sig. GiuEspannoles. En Madrid 1724. Fol. seppe Smith Inglese evvi un EsemplaPARASACCHI, Dom. Raccolta delle re, che ha una Prefazione MS di ma principali Fontane dell' inclita Citno del Palladio, dalla quale si scorge tà di Roma. Roma 1647. Fol. che avea data un' altra distribu- PARMECIANINO. Scelta di Dissegni zione all'Opera, e questa è stampata agli studenti Pittori, intagliati da nella Biblioteca Smithiana. Francesco Curti, Bol. Fol. - - Dello stesso li primi due Libri PASCOLI, Lione. Vite de' Pittori, Sculdelle Antichità. Venez. 1570. Fol. tori ed Architetti moderni. Roma prima Edizione. 1732. 1736. 4. Vol. 2. Li quattro Libri dell'Architettu— Vite de Pittori, Scultori ed Arra. Ven. 1581. Fol. chitetti Perugini. Roma 1732. 4. Li quattro Libri dell'ArchitettuPassarini, Filippo. Invenzioni d'ornamenti d'Architettura, e d'intara. Ven. 1642. Fol. Li quattro Libri dell'Architettugli diversi utili ad Argentieri, Inra. Ven. 1711. Fol. tagliatori, Ricamatori, ed altri ProTranslated into English. London fessori delle buone Arti del Dissegno. Roma 1698. Fol. 1738. Fol. —Revised and published with Ini-Passio Jesu Christi: ex Hieronymi Paduani, Dominici Mancini, go Jones's notes and remarks be Sedulii, & Baptistae Montani verJames Leoni. London 1742. Fol. sibus expressa, & figuris Alberti Vol. 2. The same with observations by Dureri incisa, Norimbergae 1511. James Ware. London 1738. Fol. Passo, Crispino dal. La prima parte — In English, Italian and French with notes and observations, by della luce del dipingere. Amst. 1643. Fol. in quattro lingue. Inigo Jones, published by Leoni. PATINA, Caroli Patini filia. Icones ceLondon 1715. Fol. Vol. 5 lebrium Pictorum, eorumque deTraitè des v. Ordres d'Archite scriptio. Patav. per Frambottum cture traduit par Muet, à Amst. 1691. Fol. 16.2.4. Dissegni delle Terme antiche, da- Le stesse con la Esposizione in 574 Italiano. Colonia (Ven.) 1691. Fol. PICTURAE Cryptarum Romanarum & PATIOLI, Luca, di Borgo S. Sepolcro. Sepulchri Nasonum a Petro Sancte La divina proporzione. Ven. 1508. Bartolo delineatae, & a Jo: Petro Ballorio, & Mich. Angelo Caussec PAUTRE, Antoine le. Les Oeuvres d'Ardescriptae & illustratae. Romae 1738. chitecture, à Paris Fol. Fol. il PENNELLO lagrimato. Orazione in PILES, M. de. Cours de Peinture, à morite di Elisabetta Sirani Pittrice Paris 1708. 12 Bolognese. Bologna 1665. 4. Vies des Peintres. à Paris 12 PERAC, Stefano de. I vestigj delle AnPINO, Paolo. Dialogo della Pittura. tichità di Roma posti in Prospet Venez. 1548. 4. tiva. Roma 1653. Fol. PLINE. Histoire de la Peinture anPERRAULT. Les Vies de Hommes ilcienne, extraite de sa Histoire naJustres qui ont paru en France penturelle liv. xxxv. traduite en Frandant le siecle du 1600 avec leurs çois par (David Durand) avec des portraits au natural, à Paris 1696. remarques, Lond. 1725. Pol. Fol. Vol. 3. & 1700. Fol. Vol. 2. la Poesia muta celebrata dalla PitParallele des Anciens & de Motura loquace, nelle lodi di Elisadernes, en ce qui regarde les Arts betta Sirani Pittrice Bolognese. Bo& les Sciences, à Amst. 1693. 8. logna 1666. 12. Vol. 2. POIS, Antoine le. Discours sur les Me— Cabinet des beaux Arts, à Padailles & les graveures antiques ris 1690. 4. & ibid. 1695. 4. principalment Romaines, à Paris — Explications des Tableaux du Ca1579. 4. binet des beaux Arts. V. CABINET. POLENUS, Joannes. Exercitationes ViOrdonnance des cinq Especes de truvianæ tres. Pat. Vol. 2. 4. Colonnes selon la methode des An— Lettera sopra gli antichi Teatri ciens. à Paris 1683. Fol. V. VI ed Anfiteatri. Sta con il Montanari TRUVIUS del Tentro Olimpico. PERRIER, Franciscus, leones & seg — Dissertazione sopra il Tempio di menta illustrium e marmore TabelDiana in Efeso. Sta ne' Saggi dell' larum Romae exstantium, ab ipso Accademia di Cortona Tomo I. part. 2. delineata & incisa. Paris 1645. Fol. — Memorie Istoriche sopra 1 danni — Segmenta nobilium signorum & della gran Cupola del Tempio VaStatuarum, Romae 1738. Fol. ticano. Pad. 1748. Fol. PERSPECTIVE d'Euclide traduite en PORCACCHI, Tommaso. Li Funerali François sur le texte grec & de antichi di diversi Popoli e Naziomontrée par Freand de Chanulon ni, con le Figure di Girolamo Porsieur de Chambray. Le Mars 1663 ro. Ven. 1574. Fol. PERSPECTIVE practique par un ReliPOSSEVINUS, Antonius. Pictura atque gieux de la Compagnie de Jesus. Poesis. Lugduni 1595. 12. & Veneà Paris 1679. 4. Vol 3. tus 1603. 12. PERUCCE, Francesco. Pompe funebri PORTIUS, Simeon. De Coloribus. Flodi tutte le Nazioni dei Mondo. rent. 1547. 4 Verona 1639. Fol. PORTRAIT du Temple de Salomon PERUCCI, Orazio. Architettura rudans le quel se descrit briefvement stica. Reggio 1634. Fol. la Fabrique du Temple, à Amst. PHILANDER, Guliclmus. In M. Vitru1643. 4 vium de Architectura annotationes. PORTRAITS of the most Eminent PainVen. ex officina Stellae 1557. 8. V. ters and other Artists theat have VITRUVIUS flou 575 flourished in Europe. London 1739. 4 titolato: Parnaso de Pittori, PeruPORTRAITS des Hommes illustres Frangia 1707. 8. cois qui sont peints dans la GalleREVESI-BRUTI, Ottavio, Archisesto rie du Card. de Richelieu, à Paris per formare con facilità li cinque 1650. Fol. ordini dell'Architettura, Vicenza Pozzi, Carlo Maria. Invenzioni di 1627 Fol. Sfondati, Volti, e Sossitti. 1708. REVILLAS, Diego. Dissertazione sopra l'antico Piede Romano. Sta ne' SagPozzo Bartolameo del. Vite de Pitgi dell'Accademia di Cortona Tom. III. tori, Scultori, ed Architetti Vero- RICCI, Marcus. Varia experimenta ab nesi. Verona 1718. 4. ipsomet inventa, delineata atque inPRICKE. Architects Store-House, Loncisa, publicata a Carolo Orsolini don 1674. Fol. Fol. Art of fair Building, wherein are — Alia aere incisa a Juliano Giamaugmentations of the newest Builpiccoli. Fol. dings made en France by the De— Tabulae XXIV. quae exst. in AEdib. signs of M. le Muet. London 1675. D. Josephi Smith Angli, aere incisae Fol. a Davide Antonio Fossato. VenePUTAEUS, Andreas. perspectiva Pictotiis 1743. Fol. rum & Architectorum. Romae 1693. — Experimenta & Schedae MS. Ex1700. Fol. Vol. 2. Lat. Ital. stant in Biblioth. D. Josephi Smith. aud Latin and English. 1693. Fol. — Caricature diverse MS. Stanno nella Libreria suddetta. RICCI, Sebastianus. Monochromata & experimenta. Fol. Exst. apud D. Joseph. Smith R ACCOLTA di Lodi a Guido Reni. Bol. 1633. 8. RICHARDSON. Traité de la Peinture RACCOLTA di Lodi a Giuseppe Maz& de la Sculpture, à Amst. 1728. za Scultor Bolognese per un Prese 3. Tom. 2. Vol. 8. pio di Bronzo gettato nell'Arsena— An account of some of the Stale di Venezia l'anno 1705. Pad. 4 tues, Bas-reliefs, drawings and PiRACCOLIA di Vasi diversi formati da ctures in Italy. London 1722. 8. illustri Artefici antichi, e di varie — Swo discourses and Essays of the Targhe sopraposte alle fabbriche più whole art of Criticism as it relates insigni di Roma da' celebri Archito Painting. London 1719. 8. tetti moderni. Roma 1713. Fol. RICREAZIONE PITTORICA, o sia noRADERUS, Matthaeus, Bavaria Sancta tizia delle Pitture della Città di Ve& Pia. Raphael Sadlerus Tabulis rona (Autore anonimo). Verona aeneis expressit. Monaci 1615. 1720. 12. Vol. 2 RADI, Bernardino. Dissegni ed invenRIDOLFI, Carlo. Vite de' Pittori Vezioni di varj Depositi e Sepolcri. neti, e dello Stato, con li RitratRoma 1619. Fol. ti loro. Ven. 1648. 4. Vol. 2. — Dissegni d'Architettura. Roma — — Vita di Giacopo Robusti, detto 1619. Fol. il Tintoretto. Ven. 1642. 4 RENI, Guido. Le Opere e da lui e da Vita di Carlo Cagliari. Venezia altri Intagliatori incise. Sta nella 1646. 4 Libreria del Sig. Giuseppe Smith. RICAUD, J. Veües de la Maison Roya— Scelta di Dissegni agli studenti le de Fontainebleau. à Paris 1738. Pittori, Bol. Fol. Fol. RESTA, Sebastiano. Indice del Libro in. RIVIERA, Domenico, Urbinate. Il merito 576 rito delle belle Arti riconosciuto. SADELER, Marco. Vestigj delle Antichità di Roma, Tivoli, Pozzuolo Orazione detta nell' Accademia di ed altri luoghi. Praga 1606. 4. San Luca per l'anno 1709. Quanto Roma debba alla Pittu- SADELERUS, Aegidius. Duodecim Caesares a Titiano Vecellio delineati. ra, Scoltura ed Architettura. Sta aere incisi. V. VECELLIUS. nelle Prose degli Arcadi Tom. II. ROSA, Salvatore. La Pittura. Sta nelle SADELERUS, Raphael. Bavaria sacra Tabulis aeneis expressa. V. RADEsue Satire, stampate e ristampate più RUS. volte — Raccolta di figure, intagliate da SALMASIUS, Claudius. Notae & observationes in Vitruvium Edit, Elzelui all'Acqua forte. Sta nella Bibl. virii 1649. del Sig. Giuseppe Smith Inglese. ROSIGNOLI, Carlo Gregorio. La Pit-SALMON, Wm. Palladio Londinensis, or the London Art of Building. rura in giudizio, ovvero il bene Lond. 1738. 4 delle oneste Pitture, ed il male delle oscene. Bol. 1696. 12. e 1697. 12. SALVIATI, Giuseppe. Regola di far persettamente col Compasso la VoluRossi, Domenico. Raccolta di Statue ta, e del Capitello Jonico, ed antiche e moderne di Roma. Vedi ogn'altra sorte. In Ven. per il MarMAFFEI, Paolo Alessandro. colini. 1552. Fol. Rossi, Giangiacopo. Dissegni di Alta— Latine vertit Jo: Polenus. Exst. ri e Capelle nelle Chiese di Roma in Exerc. 111. ejusdem Poleni ad Vide' più celebri Architetti. Roma Fol. truvium. — Indice delle Carte stampate in SAMBIN de. L'Architecture. à Lyon ogni genere. Roma 1696. 1730. 1572. Fol. ROSSI, Giuseppe Ignazio. Dissegno ed SANCIUS, Raphael Urbinas, Monumenillustrazione della Libreria Mediceota ac Tabulae, aere incisae a Petro Laurenziana. V. BUONAROTTI, Sancte Bartolo Romae per Jacobum Michel Angelo il vecchio. de Rubeis. Fol. Rossi, Ottavio. Elogj Istorici de' Bre— Imagines veteris ac novi Testasciani illustri, Brescia 1602. 4. menti in Vaticani Palatii Xysti: RUBENS, Pietro Paolo. Palazzi momira Picturae elegantia expressae. derni di Genova. Anversa 1708. Fol. Romae 1675. Fol. Vol. 2 - Gallerie du Palais de Luxemburg. - - Les sept Cartons Actes des Apôtres qui se conservent dans le Paà Paris 1710. Fol. lais de Hampton-Court, dessinés RUSCONI, Gianantonio. L'Architettuper Dorigny. à Londr. 1722. Fol. ra secondo li Precetti di Vitruvio. - Planetarium a Nicolao Dorigny Ven. 1590. Fol. e 1660. Fol. aere incisum. 4. RYCQUIUS, Justus. De Capitolio Ro— Le Battaglie di Alessandro, inmano, Commentarius, in quo detagliate da Pietro Aquila. Fol. scribuntur illustria olim Aedificia — Nuptiae Psiches & Amoris Roma sacra & prophana. Gandavii 1617. 4. exstantes in Hortis Farnesianis, cum Notis Petri Bellorii. Romae 1639. Fol. SABATTINI, Nicola. Pratica di fab- SANDRART, Joachimus de. Sculpturae veteris admiranda. Norimbergae bricar Scene e Macchine ne' Tea1680. Fol. tri, Ravenna 1638. 4. Accademia nobilissimae Artis piSADELER, Antonio. Favola di Psiche. ctoriae. ibid. 1683. Fol. Fol. Ædi 577 Adificia Urbis Romae veteris & SCAMOzzi, Vincenzio. Discorsi sopra le Antichità di Roma, con XL Tanovæ. ibid. Fol. vole intagliate da Battista Pitoni ViL'Accademia Tedesca dell' Archicentino. Ven. 1583 Fol. tettura, Pittura, e Scoltura. NoIdea dell' Architettura universarimberga 1675. Fol. Vol. 2. le, divisa in dieci Libri (mancano SANMICHIELI, Michele. Li cinque orli Libri IV. v. IX. e x. dall' Autodini dell' Architettura civile, dere non pubblicati). Ven. 1615. Fol. scritti e pubblicati dal Co: Alessaned in Piazzola 1687. Fol. dro Pompei. Verona 1735. Fol. — Et traduit en François par DaSANTAGOSTINI. L'immortalità e gloviler, à Paris 1685. Fol. ria del Pennello, ovvero descrizio SCANNELLI, Francesco da Forlì. Il Mine delle Pitture di Milano. crocosmo della Pittura. Cesena Teatro della Città di Milano, ov1657. 4 vero esatta notizia de' Pittori, e SCARAMUCCIA, Luigi Perugino. Le FiPitture di Milano. nezze de' Pennelli Italiani, ammi SANTI, Domenico. Campi ornati d'Arrate sotto la scorta e disciplina di chitettura, intagliati da Domenico Raffaello d'Urbino. Pavia 1654. Mattioli. Bol. 1695 SANTINI, Domenico Sante. Lettera so- SCHEFERUS, Joannes, Principia Artis Pictoricae e veteribus Auctoribus. pra i danni della Cupola di S. PieNorimbergæ 1699. 8. tro. Ven. 1742. 4. SANTINI, Vicenzo. Orazione. Che la SCHELNERUS, Christophorus. Pantographia, seu Ars nova delineandi res Pittura, Scoltura ed Architettura quaslibet. Romae 1631. Fol. giovano per l'acquisto delle Scienze. Stanelle Prose degli Arcadi SCOTTUS, Franciscus. Itinerarium Italiæ. Pat. 8. Tom. III. — E tradotto in Italiano. Roma 1570. SANTOS, Francisco de los. Descriptior 8. 1727. 8. 1747. 8. de las excellentes Peinturas del Real SCRITTURE, concernenti i danni della Monasterio de S. Lorenzo del EscoCupola di S. Pietro di Roma, ed i rial, sin anno, & nombre de l'Imloro rimedj Bologna 1745. 4 pressor 4. & en Madrid 1681. Fol. SARDI, Pietro. Corona Imperiale dell' SERLIO, Sebastiano. L'Architettura (libri cinque). Ven. 1544. Fol. ec. Architettura. Venez. 1618. Fol. ivi 1551. Fol. SARNELLI, Pompeo. Guida de' Fore— Libro estraordinario, nel quale si stieri per la Città di Napoli, con dimostrano trenta Porte di opera la descrizione delle Pitture e Scolturustica, e venti d'opera delicata. re. Napoli 1685. 12. Ven. 1558. Fol. Guida de' Forestieri per le cose — Tutte le Opere d'Architettura notabili di Pozzuoli, Baja, Mise (libri VII.) aggiuntovi un Indice no, Cuma, ed altri luoghi. Napoli raccolto per via di considerazioni 1691. 12 da Gio: Domenico Scamozzi. Ven. SARTO, Andrea del. Opere varie in 1584. 4. ed ivi 1600. ed ivi 1619. 4 tagliate all' acqua forte da France — Il terzo e quarto Libro nel quasco Zuccarelli. Fir. Fol. le si figurano, e si descrivono le SASSI. La prima parte della luce del Antichità di Roma. Ven. 1540. Fol. dissegnare, e del dipingere. Amst. — Regole generali d'Architettura 1654. Fol. (con il titolo di Libro quarto) soSAVOT, Louis. L'Architecture Franpra le cinque maniere degli Edifiçoise des Bâtimens particuliers, à cj. Ven. 1540. Fol. ed ivi 1544. Fol. Paris 1685. 8. Dddd 578 — Il quinto Libro, nel quale si tratAugusti, e Campo Martio nuperrita di diverse forme di Tempi. Pame effosso. Lat. Anglic. Romae rigi per il Vascosano 1547. Fol. 1750. Fol. - Et traduite en François, par Mar-STUDIO d'Architettura civile sopra tin. à Paris 1590. Fol. gli ornamenti delle Porte e FineL'Architettura lib. II. Ital. e Franc. stre, tratti da alcune Fabbriche inParigi 1545. Fol. signi di Roma. Opera de' più ceSERGARDI, Lodovico Sanese. Le Corolebri Architetti de nostri tempi, ne del merito distribuite sul Cam Roma 1702. Fol. Vol. 3. pidoglio. Orazione recitata nell' SUARESIUS, Josephus Maria. De foAccademia di S. Luca per l'an. 1703. raminibus lapidum in priscis ÆdiSEVEROLI, Marcello. Dissertazione so ficiis, Diatriba. Exst. in Sallengrin pra l'antico Arco, detto il PortuThes. Antiq. Rom. Tom. I. gallo. Sta ne' Saggi dell' Accademia SUPERBI, Agostino, Apparato degli di Cortona Tom. I. Uomini illustri di Ferrara, diviso SCRILLI, Sansone. Descrizione e stuin tre parti, in una delle quali tratdj dell'insigne Fabbrica di Santa Mata de' Pittori Ferraresi. 1620. 4. ria del Fiore. Firenze 1733. Fol. SIENA, Marco da, L'Architettura, MS. 1560 SILVESTRE, Israel, les Lieux les plus 'EATRO (il gran) descritto in remarquables de Paris 4. cento Prospettive, ed in cento — Diverse Vedute d'Italia. Parigi 4. celebri Pitture. Venezia Fol. Vol. 2. SINCERUS, Joseph. Delineatio LithoTENANZA, Tommaso. Delle antichità stroti Praenestini, Alexandri M. prodi Rimino, libri due. Ven. 1741. fectionem per Aegyptum ad Hammon Oraculum consulendum in eo . . . - Lettera sopra l'Architettura Sta statuens, a Jo: Hieronymo Frezza negli Opuscoli del Calogerà Tom. V. aere sculpti. Fol. Vita di Jacopo Sansovino Sculto SIRIGATTI, Lorenzo. Pratica di Prore ed Architetto. Ven. 1752. 4. spettiva. Ven. 1596. Fol. ed ivi 1625. TENIERS, David. Theatrum Pictorum, SOPRANI, Raffaello. Vite de' Pittori in quo exhibentur picturae ArcheScultori, ed Architetti Genovesi typæ Italicæ, quas Leopoldus Gucon alcuni Ritratti loro. Genova lielmus Austriacus Bruxellis colle1674 4. git. Bruxellae 1660. Fol. & AnSORTE, Cristoforo. Osservazioni della tuerpiae 1684. Fol. Pittura. Ven. 1580. 4. TESTELIN, Henry, Recueil des sentiSPINELLI, Giambatista. Economia delmens des plus habiles Peintres sur le Fabbriche. Bol. 1698. 4. e con la pratique de la Peinture & sculaggiunte. Ivi 1708. 4. pture mis en tables des precepts. STOOTER, Joanne. Arte de Brilhantes a Paris 1696. Fol. Vernizes, & des tinturas fazellas, TETIUS, Hieronymus. Ædes Barberi& occomobrar con ellas. Anveres næ ad Quirinalem. Romæ 1642 1729. 8. Fol. SIOSCH, Philippus. Gemmae antiquae THEIL, Erster, Architectura civilis. caelatae Scalptorum nomine insigni 1711. Fol. tae, commentariis illustratae, & aere the THEORY and practice of Architeincisae a Bernardo Picart. Amst. cture: or Vitruvius and Vignola 1724. Fol. abridg'd. London 1703. 12. STUART, Jacobus. De Obelisco Caesaris THEVET, Andre. Les Portraits & vies 579 des Hommes illustres Grecs, Latins, & Payens. à Paris 1584. Fol. THILESIUS, Antonius. De Coloribus. ALESIO Gio: Luigi. Primi eleExst. in Gronovii Thes. Antiq. Graec. menti del dissegno in grazia de Tom. I. Principianti. Fol. TIEPOLO, Giambatista. Capricci var. VARCHI, Benedetto. Due Lezioni, nelintagliati da lui all'acqua forte. Fol. la seconda si discorre qual sia più TITI, Filippo. Studio di Pittura, Scolnobil Arte la Scoltura, o la Pittura ed Architettura nelle Chiese tura, con una Lettera di Michel di Roma. Roma 1674. 1675. e Angelo Buonarotti, e di altri Pit1708. 12. tori in fine. Firenze per il TorrenTOMASINI, Simone, Raccolta delle tino 1549. 8. figure, Gruppi, Termini, FontaVASARI, Giorgio. Le Vite de più ecne, Vasi ed altri ornamenti di Vercellenti Architetti, Pittori, e Sculsailles. Parigi 1686. tori Italiani da Cimabue insino a TORRE, Carlo. Il Ritratto di Milasuoi tempi. Firenze per il Torrenno. Ivi 1674. 4. tino 1550. 8. Vol. 2. parti tre. TRAITE de Mignature, avec les seE di nuovo dall'Autore reviste crets de faire les plus belles coued ampliate, con l'aggiunta de' vileurs, l'Or bruni, & l'Or en covi e de' morti dall' anno 1550. sino quille, à Bruxelles 1692. 12. al 1567. Fir. per i Giunti 1568. 4 TRAITE de Mignature pour apprenVol. 3. con li Ritratti. dre aisement sans maitre, à Lyon — Delle stesse Edizione accresciuta 1672. Fol. di alcuni Ritratti, e postille, Bol. TRAITE des Ponts, où il est parlé de 1681. 4. Vol. 3 ceux des Romains & de ceux des — Vita di Michel' Angelo Buonamodernes. à Paris 1716. 8. rotti. Firenze 1568. 4 TRATTATO della Pittura e Scoltura, — Ragionamenti sopra le invenzioin cui si risolvono molti casi di coni da lui dipinte in Firenze nel Pascienza intorno al fare e tenere le lazzo (de' Medici) insieme coll'in Immagini sacre e profane. Firenze venzione della Pittura da lui co1652. 4 minciata nella Cupola. Fir. 1588. 4. TREATISE proper, wherein is briefly VASARI, Cav. (Nipote di Giorgio) set forth the Art of Limning. LonTrattato di Pittura, diviso in tre don 1625. 4. giornate. Fir. 1619 4. TROGLI, Giulio. Paradossi per pratiVECELLIO, Cesare. Abiti antichi e care la Prospettiva. Bol. 1672. Fol. moderni di tutto il Mondo. Venez. TULDEN, Theodorus Van. Errores Ulys1589. 8. sis, ut in Regia Fontisbellaque speVECELLIUS, Titianus. Duodecim Caectantur, ab eodem aere incisi, & a sares & eorum Foeminae ab Aegidio Nicolao depicti. Paris. 1634. Fol. Sadelero aere sculpti. Fol. & Paris. 1640. Fol. Opera exstantia in Aedibus Ducis TURNBULL, George. a curious collection de Marlborough a Jo: Smith ære of ancient Partings accurately enincisa. Fol. graved from excellent drawings la— Sua Vita, con l'Albero di sua tely done after the Originals by discendenza. Venez. 1622. 4. one of the best Hands at Rome. VEDRIANI, Lodovico. Vite de' Pittori London 1741. Fol. Scultori, ed Architetti Modenesi. in Modena 1662. 4 VEDUTE delle Fabbriche di Roma, Dddd 2 fat 580 Pittura, pubblicato da Raffaello du fatte fare da Alessandro VII. disseFresne, Parigi 1651. Fol. gnate ed intagliate da Giambatista — Ed in Napoli (con data di PariFalda, Roma 1665. Fol. gi) 1733. Fol. VEDUTE varie di Roma antica e moderna, dissegnate ed intagliate da - - - Et traduite en François, à Paris 1651. Fol. celebri Autori, Roma 1745. Fol. Trattato della Pittura MS. ed è VENETIARUM Urbis Prospectus celelo stesso che va alle stampe, di mabriores, Tabulis XL. quae exstant no dell'Autore; posseduto dal Sig. in Ædibus D. Josephi Smith An Giuseppe Smith console Inglese. gli, ab Antonio Canal depicti & ab Antonio Vicentini aere incisi. —— Traitè de Peinture, augmentè de la vie de l'Auteur, à Paris Venet. 1742. Fol. 1716. 12. VENIUS, Otho. Le Theatre morale de — Recueil de Testes de caractere la vie humaine representée en plus & de charges gravées par le C. de de cent Tableaux divers, tirez du C. à Paris 1730. 4 Poete Horace. à Bruxelles 1678. 4 VINGBOON, Philippe. Les Oeuvres de VENUTI, Marcello de'. Descrizione delArchitecture. à Amst. 1665. Fol. & le scoperte dell' antica Città d'Erà Leide 1715. Fol. colano. Ven. 1749. 8. e Fir. 1749. 8 VIOLA, Zanini Gioseffo. L'ArchitettuVESALIUS, Andreas. Humani corpora. Padova 1629. 4. e 1677 4. ris fabrica. Bas. 1555. Fol. (cum VISENTINI, Antonio, Ironografia delfiguris nitidissimis a Titiano Vecella Chiesa Ducale di S. Marco di lio, ut creditur, delineatis.) Venezia. Fol. 1726. Vicellio, Cesare. Raccolta degli A VITRUVIUS, M. Pollio, De Architebiti antichi di diverse Nazioni. Ven. ctura libri decem, corrigente Jo1554. 8. ed ivi 1590. 8. ed ivi 1598. 8. Sulpicio, sine loco, anno, & ImVIGNOLA, Jacopo Barozzi da. Le due pressoris nomine. Fol. Editio prinRegole della Prospettiva pratica, ceps con li Commentarj del P. Egnazio Idem. Florentiae 1496. Fol. Danti. Roma 1583. Fol. e Bologna — Idem, Venetiis 1497. Fol. 1682. Fol. -- Regole delli cinque ordini d'Ar- Idem per Jocundum solito castigatior factus. Venet. 1511. Fol. chitettura. Roma 1602. Fol. ed in 4. — Idem. Iterum a Jocundo revisus. Siena 1625. Fol. Bol. 8. Flor. 1513. 8. — Et traduite en François. à Paris — Di Lucio Vitruvio Pollione de 1665 8. Italienne, Françoise & AllemanArchitectura libri dece traducti de latino in vulgare affigurati: comde à Amst. 1640. Fol. mentati: & con mirando ordine in— Et traduite en François par Dasigniti: per il quale facilmente poviler, avec la vie de l'Auteur. à trai trovare la moltitudine de li Paris 1694. 4. abstrusi & reconditi vocabuli a li — Et avec les Commentaires du S. soi loci & in epsa Tabula con som Daviler. à Paris 1720. 4. Vol. 2. mo studio expositi & enucleati ad & 1747. immensa utilitate di ciascuno stu— Opere d'Architettura, raccolte, dioso & benivolo di epsa Opera e poste in luce da Francesco VillaIn fine. "Qui fenisce l'Opera praemena. Roma 1617. Fol. „clara di Lucio Vitruvio PollioVILLA Pamphilia, ejusque Palatium. „ne de Architectura traducta de Romae sine anno Fol. „latino in vulgare: historiata et VINCI, Lionardo da. Trattato della „ com 581 ciens Architecteurs, nouvellement „ commentata a le spese e instantraduit de spaignol en fransoys a „tia del magnifico D. Augustino l'utilité de ceulx qui se delectent " Gallo Cittadino Comense, e Reen Edifices, à Paris 1542. 4 „gio Referendario in epsa Citate — M. Vitruvii Pollion's de Archi„e del nobile D. Alvisio da Pirotectura libri decem, nunc primum „ Vano Patricio Milanese... impresin Germania qua potuit diligentia „ so nel amoena & delectevole Ciexcusi, atque hinc de schematibus „tate de Como per Magistro Gotnon injucundis exornati. Argento"tardo da Ponte Cittadino Mila rati 1543. 4. „ nese; ne l'anno del nostro Signo— Gulielmi Philandri in decem li„ re Jesu Christo 1521. Fol. bros M. Vitruvii Pollionis de ArchiM. V. truvii de Architectura libr. tectura annotationes Romae 1544. 8. decem nuper maxima diligentia ca— Eaedem. Parisiis 1545. 8. stigati, atque excusi. Flor. 1522 8. — Architecture ou Art de bien ba— Idem, ut supra, cum nonnullis tir de M. Vitruve Pollion, mis de figuris sub hoc signo * positis. 1523. Latin en François par Jan Martin sine loco, & Typographi nomine 8. à Paris 1547. Fol. & à Paris 1572 — M. L. Vitruvio Pollione de ArFol. & à Col. 1618. 4 chitectura traducto di latino in vol Vitruvius Teutonicus, seu Vitrugare dal vero exemplare con le fivii de Architectura & de construgure a li soi loci con mirando orctionibus artificiosis libri decem, a dine insignito: con la sua Tabula Gualthero H. Ruio in GermaniAlphabetica: per la quale potrar cam linguam translati. Norimberfacilmente trovare la moltitudine gae 1548. Fol. & Basileae 1575. Fol. de li vocabuli a li soi loci con sum& Basil. 1614. Fol. ma diligentia expositi: & enucleati: mai più da niuno altro fin al --- M. Vitruvii Pollionis de Architectura libri decem, accuratissime presente facto ad immensa utilitate conscripti & in locis quamplurimis di ciascuno studioso. In Venezia hac Editione emendati, adjunctis 1524. Fol. nunc primum Gulielmi Philandri M. L. Vitruvio Pollione di Arcastigationibus atque annotationichitettura dal vero esemplare latibus &c. Argentorati 1550. 4. no nella volgar lingua tradotto: e — M. Vitruvit Pollionis de Archicon le figure a suoi luoghi con mitectura libri decem omnibus omnium rando ordine insignito. Ancora corEditionibus longe emendatiores, colla Tavola alfabetica: nella quale latis veteribus exemplis, accessefacilmente si potrà trovare la molrunt Gulielmi Philandri annotatiotitudine de' vocaboli a suoi luoghi nes castigatiores, & plus tertia parcon gran diligenza esposti, e dichiate locupletiores. Lugduni 1552. 4. rati: mai più da alcuno altro fin & ibid. 1586. 4 al presente stampato a grande utilità di ciascuno studioso. In Vine- - - - I dieci Libri dell'Architettura di M. Vitruvio tradutti & commengia 1535. Fol. tati da Monsig. Barbaro Eletto PaArchitettura con il suo commentriarca d'Aquileggia. Venez. per il to & figure. Vetruvio in volgar Marcolini 1556. Fol. lingua raportato per M. Giambatista Caporali di Perugia. In Peru- Gli oscuri e difficili passi dell' Opera Jonica di Vitruvio, di latigia 1536. Fol. no in volgare & alla chiara intel— Ranon d'Architecture antique, ligentia tradotti per Giambatista extracte de Vitruve, & autres anBer 582 Bertano Mantovano, Mantoa 1558. Ludovici Demontiosii Commentarius de Fol. Pictura & Sculptura. — Epitome ou extrait abregé des New Treatite of Architecture acdix Livres d'Architecture, de M. cording to Vitruvius wherein is Vitruve Pollion, enrichi des figures discoursed of the five Orders of Co& portraits pour l'intelligence du lumns designed by Julian Mauclerc Livre par Jan Gardet, & Domiand translated by Pricke. London nique Bertin, à Tolose 1559. 4 1669. Fol. — Le même. à Paris 1565. 4 — Les dix Livres d'Architecture de M. Vitruvii Pollionis de ArchiVitruve, corrigez & traduits noutectura libri decem, cum Commenvellement en François (par Claude tariis Danielis Barbari, Venetiis Perrault) avec des Notes, à Paris 1567. Fol. 1673. Fol. & à Paris 1684 Fol. — I dieci Libri d'Architettura di — Abregè des dix Livres d'ArchiM. Vitruvio, tradotti e commentecture de Vitruve [par Claude Pertati da Monsig. Daniel Barbaro, da rault]. à Paris 1674. 12. & à Amst. lui riveduti & ampliati, & hora in 1681. 12. più commoda forma ridotti. Ven. —Lo stesso tradotto in Lingua Ita1567. 4. ed ivi 1584. 4. liana (dal Co: Carlo Cattaneo) — Lo stesso, in questa nuova imVen. 1711. 8. edivi 1715. e 1747. 8. pressione le materie di ciascun LiV. BALDUS. V. RUSCONI. bro ridotte sotto Capi. Ven. 1629. VITTORIA, Vicenzo. Osservazioni soFol. pra il Libro della Felsina Pittrice, — De verborum Vitruvianorum si in difesa di Raffaelo da Urbino, gnificatione, sive perpetuus in Vide' Caracci, e della loro scuola. truvium Commentarius, Auctore Roma 1703. 8. Bernardino Baldo. Augustae Vind. VIVIO, Jacopo. Discorso sopra la mi1612. 4. rabil Opera di basso-rilievo di cera M. Vitruvii Pollionis de Archistuccata con colori scolpita in pietectura libri decem, cum notis, catra negra, Roma 1590. 4 stigationibus & observationibus GuVIzzANI, Emanuele, Lettera in lode lielmi Philandri integris, & Dadella Madalena, dipinta da Guido nielis Barbari excerptis; & Claudii Reni. Bol. 1633. 4 Salmasii passim insertis &c. omnia VOLPATI, Giambatista. La verità Pitin unum collecta, digesta & illu toresca rettamente svelata. MS. strata a Jo: de Laet. Amst. apud — Il vagante Corriero a' curiosi Elzevirium 1649. Fol. che si dilettano di Pittura. Vicen In hac Editione continentur etiam alioza 1685. 4. rum Auctorum Opera, quae sequuntur: — La Fama a' Letterati di genio PitPraemittuntur Elementa Architecturae col toresco Bassano 1701. Un foglio lecta ab Henrico Wotono Equit. Angl. volante Lexicon Vitruvianum Bernardini Baldi VOSSIUS. De antiquis Pictoribus. 4. Urbinatis UREDEMEN. perspective in Dutch. — Ejusdem Scamilli Impares Vitru London 1599. Fol. viani URIEC, Uridemande. Plusieurs MinuiLeonis Baptistae de Albertis de Pictura series comme Portaulx, Gardero libri tres. bes, Chalicts, tables &c. Amst. De Sculptura excerpta maxime animad 1630. Fol. vertenda ex Dialogo Pomponii Gauri- URSINUS, Fulvius, Illustrium Imaci Neapolitani, gines ex antiquis marmoribus, nu 583 breria di S. Marco, ed in altri luomismatibus & gemmis expressae, cum ghi pubblici si trovano, con la loCommentario Jo: Fabri. Ven. 1570. ro spiegazione. Ven. 1740. 1743 Fol. & Ant. 1606. 4 Fol. Vol. 2. Vùes des Maisons Royales de France dessinées sur les lieux. à Paris ZANOTTI, Giampietro. Descrizione delle Pitture di Bologna. Ivi 1686. 12. 1738. Fol. e 1706. 12. VULPIUS, Josephus Roccus, Vetus Latium sacrum & prophanum. Romae -- Vita di Lorenzo Pasinelli Pittor Bolognese. Bol. 1703. 8. 4. Vol. 2. Lettere in difesa di Carlo Cesare — Comentario della Villa di ManMalvasia. Bol. 1705. 8. lio Vopisco in Tivoli. Sta nella — Storia dell'Accademia ClementiRaccolta degli Opuscoli del Calogerà na di Bologna, con li Ritratti deTom. xxvi. gli Accademici. Bol. 1739. 8. Vol. 2. WEYERMAN, Jacob Campo. de LevensDialogo in difesa di Guido ReBeschryvingen der nederslandsche ni. Ven. 1710. 8. Konst Schilderessen. In's GravenhaZAPPI, Giambattista. Le Pompe dell' ge 1729. 4. Vol. 3. Accademia del Dissegno. Orazione WOUWERMAN, Philippe. Les oeuvres recitata nell'Accademia di S. Luca gravées d'après ses meilleurs Taper l'anno 1702. bleaux qui sont à Paris, & ailleurs. ZENALE, Bernardo. Trattato di Pità Paris 1737. Fol. tura. MS. 1524. WOTION, Hen. Elements of ArchiteZONCA, Vittorio. Teatro di Macchicture. London 1624. 4. ne, e di Edifizj. Pad. senz' anno Fol. — Et exst. in Vitruvio Laeti. ZUCCARO, Federigo. Lettera a' Principi e Signori amatori del Dissegno, Pittura, Scoltura, ed Architettura, con un lamento della Pittura dello HACCOLINI, Matteo, Trattato di stesso. Mantova 1605. 4. Prospettiva, e di Architettura. —Idea de' Pittori, Scultori ed ArMS. chitetti. Torino 1607. Fol. ZANETTI, Antonmaria (il vecchio ed — Il passaggio per Italia, con la il giovine). Raccolta delle Statue dimora di Parma. Bol. 1608. 4. antiche, che nell'Antisala della LiIL FINE. TAV DO H = 11 A dVL noe 8 CAP IBI RIBMI M3 GE GB° DX LAH HERM X ③ MVN L KAAH OE ME V NIM ABIBNB ĐC F 31 32 F e B IGI ID LL KIB 3*8 40 39 C MB 11 Teas & LII M R. R. P. E 4*8 C B HE NW DW BKK M FIS H ⴼ ⛪ VAMMZ 12 p4 15 ① HGA EMELLE 18 19 20 21 22 F ① OMFIFR 2/16 27 ⵙⴶ BÎR ⛪ GA C 30 31 35 WK VN 1 M M SAB A H GM M 40 41 D P ⛪ ELI IM 46 ⵥ ⵣ L M B K B C QRA F E CRM TAV AMRIG B T ABNN. M. M. M. B LA H HG ME olyn M CSC RIMA (B PARRU R I IV71 VXH MO X S B 31 32 ⵙⴶ 1 1 M P₶ 38 40 37 39 ⛪ AIS R. HBA 42 43 44 NI ① TAMMIT QF V QMAEV. . 1.50 Ehrarbeit für zurühlen