468fare insegnare ogni scienza alli suoifigli, solito dire, che le vere eredi-tà paterne per 1 figliuoli, sono leVirtù. Morì questo MagnanimoVirtuoso l'anno 1613. e nella Chie-sa di S. Francesco di Castelletto silegge la sua memoria in una la-pide fattavi erigere, due anni do-po, da Gio: il figlio. Soprani sol.293.TADDEO CURADI Fiorentino, dettoil Battiloro; d'ogni arte mecanicasu franco possessore Matematico,Schermitore, Sonatore di Lira, Ar-tefice d'ogni istromento da suonoe bravo Scultore: con i precettidi Batista Naldini lavorava sì belliCrocefissi, che soleva dire Gio: Bo-logna, non avere pari, anzi se alui n erano ordinati, soleva invia-re ogn'uno al Battiloro: era uomopio, e caritatevole; godeva la gra-zia del Gran Duca Francesco I.aveva tre figli, Francesco il primo,il quale per la perfezione del dipi-guere fu creato Cavaliere, gli al-tri Pietro, e Cosimo anch'essi fu-rono Pittori. Baldinucci par. 2.sec. 4. fol. 170.TADDEO GADDI Fiorentino, dopo lamorte di Gaddo Gaddi suo padre,e primo Maestro nel disegno, fer-mossi 24. anni con Giotto; questidefunto, comparve il più praticoArchitetto, e Pittore di quei tem-pi: ciò si comprende dalli tantisuoi dipinti, e dalli due Ponti diS. Trinità, e Ponte vecchio rifatticon suo disegno l'anno 1333. quan-do un diluvio d'acqua rovinò quasiFirenze, fu la spesa di 260. milafiorini d'oro. Fece il Campanile diS. Maria del Fiore, e dipinse grantratto di muro in S. Maria-Novel-la. Dalla casa di questo Virtuososortirono Vescovi, Cardinali, e Me-cenati, che furono sempre amore-voli verso i Pittori, e Studiosi:morì in età d'auni 52. da Angelo,
e da Gio: suoi figli sepolto in S.Croce, nel 1352. Vasari par. 1. fol.93. Baldinucci sec. 2. fol. 35.TADDEO LANDINI Scultore Fioren-tino entrò in Roma nei tempi diGregorio XIH. nè mancarongli in-combenze nelle Fontane, nei De-positi, e nei Giardini, perchè infatti aveva bellissimo disegno, pro-fondo sapere nel maneggiare gliscarpelli, e lavorare di bronzo.Servì dunque il suddetto Gregorio,Sisto V. e da Clemente VIII. fu di-chiarato Architetto Generale soprale fabbriche da farsi; ma la malafortuna, con un morbo incurabi-le, gli diformò in tal maniera lafaccia, che molto afflitto morìcirca l'anno 1594. Raglioni fol. 63.TADDEO ZUCCHERI oriondo da S An-gelo in Vado (Territorio d'Urbi-no.) Nacque l'anno 1529. Fu fi-glio, e discepolo d'Ottaviano, poidi Pompeo da Fano: d'anni 14. an-dò a Roma, dove quasi si ridussemendico, dormendo sotto i porti-cali, nè ritrovando ajuto da Fran-cesco, detto il S. Angelo, Pittoredi grotteschi, e suo parente; ritor-nò alla Patria infermo, risanatovolle rivedere Roma, e dopo qual-che studio, accolto dal parente, eda Daniello de' Por Parmigianoche molti anni praticò coi sco-lari del Correggio, e del Mazzo-la) fu condotto a Vitto (oggiDucato del Principe Gallio) perajutarlo nei dipinti d'una ChiesaD'anni 18. dunque fece stupire ilRomani Pittori con nove storie di-pinte a chiaroscuro nella facciataMattet. Roma, Tivoli, Caprarola,Firenze, Venezia, e tant'altre Cit-tà sono belli testimonj degli erudi-ti operoni, che dipinse nel corsodi 37. anni, che visse. Dipinse condolce, con pastosa, e con vagamaniera. Fu copioso nelli compo-nimenti, morbido nei nudi, facile