Fiorentino, il quale fu amato di-scepolo di Gerardo Fiorentino; ve-di Gerardo Fiorentino.STEFANO GAVASSETE Scultore, Mi-niatore, e Doratore celeberrimosu Padre di Cammillo, e di Luigibravi Pittori Modonesi, già descrit-ti. Vidrianni fol. 113.STEFANO LEGNANI, chiamato comu-munemente il LEGNANINO, Mila-nese, pittor di stima, studiò nel-la scuola di Carlo Cignani, e fubuon coloritore sì a fresco che adoglio. Nel Duomo di Milano di-pinse grandi quadri a concorrenzadi altri stimati pittori. Morì gio-vine in sua patria circa il 1700.STEFANO LEHONGRE Scultore nato aParigi nel 1628. Fu scolaro di Gia-como Sarazin; passò sei anni inRoma con regia, e buona provvi-sione in stretta amicizia col Cav.Bernini, poi ritornò alla PatriaNel gran numero di lavori lasciatialla fama in servigio del Re, e ditanti particolari, sono degni d'am-mirazione quelli, che sono nellaChiesa del Collegio Mazarino inParigi, e la Statua equestre di bron-zo del Re Luigi XIV. per la Piaz-za pubblica di Dione in Borgogna.Morì Rettore della Reale Accade-mia di Pittura, e Scultura nel 1690.d'anni 62. M. S.STEFANO MADERNO Scultore Lom-bardo, dal restaurare l'antiche sta-tue Romane, passò a modellaremoderne sculture, che furono porgettate di metallo, per servigio diPersonaggi eminenti. Sono adornemolte Chiese principali di Romadei suoi bassi rilievi storiatia, e difigure al naturale. Per benemeren-za di sì belle fatture, su provve-duto di un ufizio sopra la Gabelladi Ripetta; lasciò la professione,ed attese a quello. Sessagenario mo-ri nel 1636. Baglioni fol. 345.STEFANO MAGAGNASCO Genovese,allevato nel disegno da Valerio
465Castelli, cercò in Roma miglioreperfezione, per cinque anni conti-nui, dopo dei quali aprì stanza inPatria; ebbe per la Francia pub-bliche, e private commissioni, perla gran maniera, che aveva nelcolorire: non andò però a lungo ilsuo operare, perchè fu interrottodalla morte. Soprani fol. 262.Stefano March, Pittore Spagnuo-lo, datosi a dipignere battaglieriuscì in quelle eccellente; ma fusì stravagante nel suo modo di vi-vere che oscurò in gran parte lasua gloria. Poco dipigneva, e solquando era forzato dalla necessità.Quando dovea farlo, si chiudevanella sua stanza ch'era piena di ar-mi, e quelle con grande fatica amaneggiar si metteva, sino a che sistancava, ed allora prendeva i pen-nelli, ed a maraviglia esprime-va morti, semivivi e feriti. Po-che opere di lui si trovano benchèarrivato sia all'età di anni 70. Pernon aver voluto lavorare morì inmiseria nel 1660STEFANO MARIA LEGNANI, detto ilLegnanino, a distinzione, di Am-brogio suo Padre Pittore di ritrat-ti, e dal quale ebbe li principi deldisegno. In Bologna ebbe per mae-stro il famoso Cav. Cignani, nel-la fiorita scuola del quale intensi-vamente studiò il disegno, ed ilcolorito, dopo tre anni passò aRoma sotto il Cav. Maratti, econ un'impasto Lombardo, e Ro-mano uscì fuori con un colorito sìpiacevole, con arte di teste sì bel-le, e con una vaghezza tale, chepose in diletto Cittadini, e Nobilidi possedere qualche suo dipintoparticolarmente il Sig. Principe diCarignano, che teneramente l'amòIn Novara dipinse la Capella diS. Gaudenzio; in Milano nella Chie-sa di S. Angelo l'Arco dell'Altaremaggiore fu colorito con l'Incoro-nazione di Maria Vergine, e quan-Nnn