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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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325la Chiesa dell'Escuriale: fece anco-vo Testamento, quante Parabolera per la detta Maestà l'arme rea-Evangelj, misterj, storie, stagioni,le scolpita in un diamante: inven-mercati, mesi, animali, ritratti per varj istromenti, torni, ruote, equelle Città dipinse, e quanti nolime, che in oggi servono di granspedi a Londra, in Germania, a Ro-facilità a simili Artefici. Mazzola.ma, ed in Anversa! Nei primi temri fol. 188. Baldinucci par. 2. sec. 4.pi colorì con grazia, con dolcezza,fol. 63.e con movimenti ParmigianeschiFu lo stesso che Jacopo Davanzo perma nell'ultimo con quel tignere disentimento del Vasari par. 2. del t. 1.macchia, di colpi, e di forza resea car. 523stupida l'arte ammiratrice d'unaJACOPO DE GEYN Pittor di Anver-tanta franchezza. Benchè la mortesa. Ritratto ed elogio di lui in ver-non lo colpisse, che negli anni 82si latini vedesi alle stampe.pure si doleva dover partire dalMondo in tempo, che principiava JACOPO DEL CONTE, Pittor Fio-rentino, lavorò in Roma per ilad imparare il buono della pittura:Pontefice Paolo III. mo'te opere diper altro fu sempre timorato di DioPittura, e particolarmente tuttigrande limosiniere, e lontano dall'ritratti dei Pontefici antecessori, diambizione. L'ore di ricreazione leAmbasciatori e Principi. Vasari t. 3.spendeva in leggere la Sacra Scrit-a car. 856.tura, o nella musica, o nei suoni.JACOPO DEL SELLARO, Pittor Fio-dei quali si dilettava. Con onoraterentino, scolare di Frà Filippo Lip-esequie fu sepolto nella Chiesa di S.pi, menzionato dal Vasari par. 2.Francesco di Bassano. Il Cavaliertom. 1. a car. 295.Leandro, e Francesco, già descrit-ti, furono suoi figli. Ridolfi par. 2. § JACOPO DEL TEDESCO, scolare delGhirlandajo, fu Pittore ricordato dalfl. 373. (a)Vasari tom. 1. a car. 369.JACOPO DA PRATOVECCHIO (Terradi Toscana) cognominato Jacopo d.JACOPO DEL ZUCCA figlio di PietroCasentino, scolaro di Taddeo GadZucchi Fiorentino, imparò da Gior-di: molte sue pitture sono in Fi-gio Vasari, Nel Pontificato di Gre-gorio XIII. andò a Roma protettorenze, in Pratovecchio, ed in Arez-zo, dove l'anno 1354. con suo di-da Ferdinando Cardinale dei Medi-segno ricondusse sotto le mura dici, per il quale fece molti ritratti,quella Città l'acqua, che vienee col di cui mezzo entrò nei Pala-dalle radici del Poggio dei Porigi, nelle Gallerie, e nelle Chieseche al tempo dei Romani fu con-Romane a gran lavori. Soleya in-dotta al Teatro, ed era chiamatatrodurre ne' suoi dipinti verisimili ri-Fonte Guizzianelli, ora per nometratti di quelli, per i quali opera-corrotto, detto Fonte Veneziana.va, e questa fu la cagione per la qua-Baldinucci sec. 2. fol. 42.le non gli mancò mai da travaglia-JACOPO DA TREzzo celebre Gettatorere. Visse con riputazione dell'artedi metalli, di bassi rilievi, Sculto-ed universalmente fu amato, in par-re, e Lapidario. Questi fu quel fa-ticolare dai suoi Principi naturali.moso Artefice, che nel termine deMorì nel Papato di Sisto V. che du-sette anni, per Filippo II. Re delle dal 1585. sino al 1590. InsegnòSpagne lavorò, e terminò il prel'arte a Francesco suo figlio, cheziosissimo Tabernacolo esposto nelriuscì bravo Pittore. Baglioni fol.45..(a) Di Jacopo da Ponte ha S. Maestà sette pezzi istoriati.