324altri luoghi, e Personaggi, ed orava terminando due quadri grandi,cioè l'Orazione di Gesù Cristo nell'Orto, e la Diposizione dello stessodalla Croce in grembo alle addolo-rate Marie, che entrarono nellaChiesa della Maddalena Padri Som-maschi di Genova. Nei suoi dipin-ti si vede, che va cercando di farsiuna maniera propria con colore dibuon fondo, con mossa di figure,pastosità nel nudo. Vive in Patria.JACOPO e TOMMASO CASIGNOLAScultori Milanesi, nella Chiesa dellaMinerva in Roma eressero con suestatue il Deposito di Papa Paolo IV.nella qual opera con somma lorogloria eseguita grande artificio spe-zialmente si scorge ne' panni del Pon-tefice rimessi di marmi preziosi divari colori; il che non minor bel-lezza all'opera, che diletto e pia-cere reca ai riguardanti. Vasari t.3.a car. 845.JACOPO CHIAVISTELLO Fiorentinostette con Mario Balassi; fece com-pagnia ad Andrea Ciseri Pittore fre-scante di architettura, e di grottes-chi, poi in Bologna studiò dall'opere di Michelagnolo Colonna, e riu-sci uomo eccellente nell'architettu-ra; nelle figure di macchia fu gra-zioso; lavorò sino agli anni 80. neiquali mancò, nel mancare nel se-colo passato. M. S.JACOPO COLONNA, Scultore e di-scepolo del Sansovino, fece le duebelle Statuette sotto l'Organo nel-la Chiesa di S. Salvatore in Vene-zia; ed altre opere pur fece in det-ta Città ed in Padova. Vivea ne-gli anni 1550. Vasari par. 3. nellaVita del Sansovino a car. 243.¶ JACOPO CORNEGLIANO Pittore men-tovato dal Pascoli a car. 310.JACOPO COzzERELLO compagno; edamico carissimo di Francesco Sane-se Scultore, ed Architetto, lasciòsue memorie nella Città di Sienanell'uno, e nell'altro genere: fiorì
circa il 1480. Vasari part. 2. fol. 317.JACOPO D'ARTHOIS, nato in Brus-selles, fu valente pittore in grandein piccolo, e spedito assai nel fre-sco, e di spiritosa maniera. Viveanegli anni 1640.JACOPO DA EMPOLI, così detto, per-chè oriondo da quella Terra, 15.miglia lontana da Firenze: imparòla pittura da Tommaso di S. Fia-no, disegnò tutte l'opere d'Andreadel Sarto, e fu unico nel copiarleNelle nozze della Regina di Fran-cia, o dell'Arciduchessa Maria Mad-dalena d'Austria fece vedere l'in-dustria, e l'invenzione dei suoi pen-nelli negli archi trionfali. Ebbe unamaniera soda con buon gusto, condisegno, senza errori, ottimo pan-neggiamento, belle arie di teste, ebuon colorito. Voleva essere paga-to avanti il lavoro, e sino che du-ravano i danari non era possibilefargli toccare i pennelli: dipinse unasol volta a fresco, perchè precipi-pitò dal palco. Si trattava lauta-mente, e gradiva regali di comme-stibili, e con la scusa d'introdurreuccelli, e salvaticine nei quadri,molti ne riceveva in dono: nell'in-vecchiarsi, non dicendo più il verola mano al disegno, consumò gliavanzi fatti, onde ridotto agli an-ni 86. mantenuto gran tempo di ca-rità morì nel 1640. e fu sepolto inS. Lorenzo. Baldinucci par. 2. sec. 4.fol. 177.JACOPO DA PONTE, detto il Bassano.nacque l'anno 1510. da Francesco,che gli fu Maestro nel disegno, enelle belle lettere; imparò il dipi-gnere da Bonifacio Veneziano: mor-togli il Genitore nello più bello de-gli studj, ritornò a Bassano, e perquei contorni diede saggio di quantoaveva appreso dalle Veneziane ma-niere. Volò sull'ali della fama ilsuo nome a Vicenza, a Brescia, aVenezia, a Padova, a Trevigi, edoh quanti fatti del vecchio, e nuo-