248Trattato della Pittura a car. 688.GIO: da Udine, di Casa Nanni, sco-laro del Giorgione: dal sentire co-tanto nominare il Buonaroti, e Raf-faello, s'accese d'un vivo desio divederli; partì dunque per Romaed a forza di favori ebbe l'ingres-so nella scuola di Raffaello, dovein breve fece tale profitto, che tut-te le cose vedute dal naturale, come pesci, anticaglie, drappi, in-stromenti, vasi, quadrupedi, ed uc-celli, mirabilmente li colpiva, e diqueste ne fece un copioso Libroche era lo spasso del Sancio, Com-preso pertanto dal Maestro il geniodi Giovanni, seco l'introduſſe a lavorare di stucchi, di grotteschi,d'animali, ed arabeschi, e di festo-ni nelle Logge Vaticane. Per tanteopere ottenne da Papa ClementeVII. una pensione di 80. ducati diCamera sopra l'Ufizio del Piom-bo. Lavorò ancora di figure, e distorie in Roma, in Venezia, in Firenze, ed in Patria. Si ridusse dinuovo a Roma, dove infermatosi,d'anni 70. morì nel 1564. sepoltonella Rotonda vicino al suo Mae-stro. Vasari par. 3. lib. 2. fol. 30.GIO: DE BAAM nato in Harlemnel 1633. nella scuola di GiacomoBacher studiò la pittura, e si ap-plicò a fare ritratti, imitando Van-dych. Dimorò gran tempo in Lon-dra, ed all'Haya, dove in quel ge-nere di pittura fu riputato eccellente. Mori nell'anno 1702.GIO: DE PAREYA, di nazione Afri-cano, e schiavo di D. Diego Ve-lasquez, vedendo a dipingere il suoPadrone, s' invogliò di studiare an-ch'esso la Pittura, ma perchè ilPadrone non gli permetteva, peressere schiavo, di esercitarsi in un ar-te liberale, e gli vietava il dife-gnare, egli nascostamente, e dinotte, a questo suo genio con fer-vore soddisfaceva. Avvenne, cheessendo solito il Re Filippo IV. por-
tarsi incognito nelle stanze del Ve-lasquez a vederlo a dipingere, erivoltare ogni tela posta contro ilmuro, e avendo un giorno Giovan-ni nel luogo, per cui doveva pas-sare il Re, posto un suo Ritratto,il Re, secondo il solito girata latela, e veduta quella Pittura, glidimandò chi fatta l'aveva; al cheGiovanni nulla rispondendo, si get-tò a piedi di S Maestà, supplican-dolo a volergli impetrare dal Pa-drone la grazia di poter esercitarsinella Pittura Dopo di che il Re,avendolo dichiarato libero, coman-dò al Velasquez che nell'arte loistruisse, e co suoi insegnamenti lanaturale e forte inclinazione di luiajutasse. Il che avendo egli fatto.Giovanni un singolare ritrattista di-venne, continuando sempre a starein casa del Maestro sin che vissee in età pot di anni 60. morì inMadrid nell' anno 1670. Palominotom. 2. a car. 371.GIO: DE DUYTS Pittore di Anversamenzionato nel Aurco Gabinetto acar. 370. Vivea negli anni 1666.GIO: DE HEEM, credesi figliuolo diCornelio, fu ancor esso pittore sin-golare di frutti, come il padre.Aureo Gabinetto a car. 216.GIO: DE HEMESSEN, Pittore an-tico di Allemagna, imitò la manie-ra di Alberto Durero, e lavorò inmezzane e grandi figure con buondisegno e vago colorito. Fiorivanegli anni 1531. In Lisbona vidi unsuo quadro con un S. Girolamoposseduto dal Signor de Silva Te-les Capocaccia del Re, contrasse gna-to col proprio nome e detto anno.Vasari tom. ult. a car. 858. lo chia-ma Giovanni d'Hemsem,GIO: DE HOEY di Leida, in Olanda,venuto in Francia, fu al servigiodel Re Enrico IV. in qualità d'unodei suoi Ajutanti ordinarij di Ca-mera, e come buon Professore dipittura ebbe la custodia di tutte le