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247tà di Lione, su architetto, statua-meno l'intaglio, che ne fece Pietrerio, e gettatore di figure d'argen-Jode. Sposò la figlia del Luogote-to e di bronzo, e scrisse in linguanente Generale di Sens, il quale loSpagnuola il dotto libro de Variacondusse a Parigi, e l'introdusseCommensuration para la Esculptu-nella Corte di Enrico II. e servira y Architettura stampato in Sivi-poi Francesco II. Carlo IX. ed Erglia nel 1585. in foglio figuratorico III. Travagliò altresì nelladal qual libro non meno la sua dot-Scultura: di sua mano è il Sepol-trina, che la sua abilità in quellecro dell'Ammiraglio Chabot, che èArti comprendesi. Morì nel 1595.nei Celestini in Parigi. Vivea nelin età di anni 62. Palomino ne de-1589. e morì in età assai avanza-scrive a lungo la vita, a c.263. p.2.ta. Depiles sol. 458.GIO: DACH fu scolaro di Bartolam- GIO: DA NOLA pratico Scultore in Na-poli, lavorò a competenza di Giro-meo Spranger. Campo pr. par. alamo Santacroce; condusse a perfe-car. 214zione varj Altari, e Sepolcri, fra iGIO: DAHER di Augusta, Plasticato-quali il deposito tutto isolato di D.re, e Intagliatore di bassi rilie-Pietro di Toledo, allora Vice-Rèvi, ad imitazione del Durero.nel quale inventò un' infinità di sto-Operò per Principi e grandi Signo-rie delle vittorie ottenute da quelri. Fioriva negli anni 1520.valoroso Principe contro i Turchi.GIO: DA LIONE, scolaro di Giu-Doveva quel sasso trasferirsi in Ispa-lio Romano, lavorò con i dise-gna, ma non avendo ciò fatto men-gni del Maestro, ma è d'uopetre viveva, restò in Napoli, doveche lavorasse anche da sè, avendomorì anco l'Artefice d'anni 60. nelcosì bene saputo eseguire le opere1558. Vasari par. 3. lib. 1 fol. 185.che diconsi essere di Giulio. E ram-mentato dal Vasari par. 4. vol. 3. GIO: DA PONTE Fiorentino, così det-to per le grandi opere, che lavoròa car. 332.GIO: DA MILANO amato, e confia Pontevecchio; nacque l'anno 1306.dente discepolo di Taddeo Gaddifu scolaro di Buffalmacco; riusciche morì nel 1310. e raccomandoPittore fortunato, non solo per i bel-gli Angelo, e Gio: suoi figli, acli dipinti, ma per le copiose eredi-ciocchè li perfezionasse nell'artetà transversali. Morì di 59. annidella pittura: operò con manierae vivendo alla grande, appena siritrovò alla sua morte da farlo sep-Giottesca; ridotto alla Patria, ivipellire in S. Stefano. Baldinucci sec.finì la vita. Baldinucci par. 2. sec. 42. fol. 44.fol. 58.GIO: DA S. GIOVANNI (luogo nello§ GIO: D'AMSTEL nato di là dai mon-Stato Fiorentino) avendo primati fu eccellente nel dipingere paesistudiato lettere latine, attese a fa-con quantità di figure. In Genovare il Notajo; fatto giovinetto si po-il Sig. Cap. Giovanni Gardisne In-se alla pittura, e con la manieraglese nella sua serie di pitture hadi Cherubino Alberti, e del Sandri-di questo Autore un gran quadroni entrò in Roma con certa prati-in tavola, ed è la crucifixione dica, che non lo lasciò mai senza laCristo con più di 200. figure, cosavori, massimamente a fresco: termi-singolare, e maestrevolmente con-nò in Patria i suoi giorni in frescadotta. Prese ad imitare Giovannietà. Baglioni fol. 314.Brusola, e non gli fu punto infeGIO: DA VALLE fu Pittore Mila-riore.nese, citato dal Lomazzo nel suoGIO: D'ARFE', naturale della Cit-Trat.