240colore, e con una girata di manotirò un circolo così rotondo, che ilcompasso perfettamente lo circon-dava; per tale franchezza ordinòdunque il Papa, che lavorasse inVaticano, e meritò molte grazie,e 600. scudi d'oro da Sua Santità.Morto poi il Pontefice, e creatoClemente V. lo condusse in Avigno.ne, ed in Francia, dalla quale por-tò a Firenze gran quantità di ric-chezze. Fu dichiarato Cittadino, eprovvisionato di 100. scudi d'oroannui per gli onori riportati allaPatria. Consumato da' lunghi viag-gi, e dalle molte fatiche, sessage-nario lasciò l'anima a Dio, il cor-po alla terra, sepolto in S. Mariadel Fiore, e i suoi disegni agli sco-lari. Vasari part. 1. fol. 36. Baldinuc-ci, Sandrart, ec.GIOVACHINO AXARETO, nato in Ge-nova l'anno 1600. Portò dall'uteromaterno una tale inclinazione aldisegno, che da fanciullo altro nonfaceva, che segnare muri, carte, etavole; perlochè entrato nella ſcuo-la di Luciano Borzone, superò inpoco tempo tutti gli altri compa-gni: per certo accidente poi passa-to a quella di Gio: Andrea Ansal-di, in età di 16. anni comparve inpubblico; nell' Oratorio di S. An-tonio Abate dipinse la vittoria diquel Santo contro le diaboliche ten-tazioni, e riportò fama di provettopittore. Con qual forza poi, conquale studio, prestezza, ed arte proseguisse tante altre opere per la sua.e per altre Città, si ricerchi dalSoprani fol. 167. basta il dire, chevi furono case intere ripiene de' suoiquadri, e pure non contò, che 49.anni di vita.GIOVACHINO BUECKLAER d'Anversaaddestrato nel disegno, e nel taglia-re in rame da Pietro Artens, lavo-rò con franca maniera fiori, frutti,pesci, carne, ed altri commestibili,vendendoli a buon mercato; onde
vi fu chi se ne profittò dopo la suamorte, ricercati a prezzo rigoroso:dipinse ancora tavole d'Altare conlode; non vantò di vita altro che40. anni. Sandrart fol. 251.GIOVACHINO PATERNIER da Dinante,felicissimo Pittore nel dipignere afresco storiati paesi, ed a olio eru-diti quadretti, che appena termina-ti, erano comperati a gran prezzodagli Intendenti: ogni suo guada-gno spendeva alla taverna, nè erapossibile, che ritornasse a' pennelli,sinchè non aveva il tutto consuma-to. Sandvart fol. 234.GIOVACHINO PIZZOLI, nato in Bolo-gna l'anno 1652. è stato allievo diAgnolo Michel Colonna; e nellaquadratura sì in Francia, come nel-la sua Città, ove al presente di-mora, ha dato saggio del suo spi-ritoso talento.GIOVACHINO SANDRART da Stochai,nacque l'anno 1606. d'antichissima,e nobilissima Prosapia; portò dallanatura un ardente desìo al disegno:tirò dunque 1 primi erudimenti diquello da Egidio Sadeler, e dellapittura gli insegnamenti da Gerar-do Hundorst con tanta prestezza,che gli fu compagno in Inghilterranelle opere ordinate da Carlo Stuar-do. Passato in Italia, copiò per di-letto de' più celebri Maestri le in-signi pitture. Per servigio del Mo-narca delle Spagne, eletti dodicide più famosi Pittori, per compiered'una stessa misura dodici quadri,ebbe l'ultimo luogo nella nomina,ma fu stimato in Roma de' priminel suo Seneca svenato; gli altrifurono Guido Reni, il Guercinol'Arpino, il Cortona, Valentino Co-lombo, Andrea Sacchi, il Lanfran-chi, il Domenichino, Poussin, ilCavalier Massimi, ed Orazio Gen-tileschi. Ritornato in Germania,in Norimberga diede alle stampeLibri d'architettura, di scultura,e delle Vite de Pittori, formando-