171sel, e servì lungo tempo a quelmente Pippo (il qual nome serviPrincipe. Portatosil a Roma colàpoi di cognome ai suoi discenden-mutò maniera, attenendosi al gustoti.) Questo povero pastorello Ur-Italiano. Avvi quantità di sue ope-binate ricco di naturale inclinazio-re sparse per l'Europa; e ben po-ne al disegno, passò a Roma, stu-tea servire e contentare ognuno,diò da sè, e por diede principio ausando grande speditezza nell'ope-lavorare nell'avorio, nel corallorare. Ebbe un figlio esso pure pit-nell'agate, nelle corniole, e nel di-tore di professione, ma da non pa-aspro picciole storiette, universal-ragonarsi col Padre, il quale morìmente applaudite in Genova. Piùin Roma l'anno 1705. (a)volte intagliò in un osso di ceragiaFILIPPO ROSSUTI discepolo di Gadstorie sacre, e profane, i dodicido Gaddi, con Fra Jacopo da Tur-Cesari, Crocefissi, ed altre mani-rita Francescano lavorò in S. Gio:fatture, come dal Soprani fol. 303.Laterano, e nella facciata di S. Ma-Matteo, Scipione, Luca, e Giulioria Maggiore di Roma (circa iltutti eccellenti Scultori in Genova1300.) quelle grandi storiette a moifurono suoi figli.saico, riferite dall'Ab. Titi sol. 224. FILIPPO VERALLI Bolognese allievoche sino al giorno d'oggi mirabil-dell'Albano; fu la sua vocazionemente si conservano intatte.alli paesi, ed in fatti battè unà fraFILIPPO SAMPAGNA di Brusselles, na-sca mossa dal vento con ispiritoto l'anno 1602. Fu allievo d'assaidisegnò a penna; dipinse con fran-mediocri Pittori, alla riserva di Gia-chezza, e da tutti fu gradito.como Foquier, che l'ammaestròMalvasia par. 4. sol. 293.nei paesi: per gli altri generi poi FILIPPO UFFEMBACH Pittore di Fran-di pittura non deve ad altri, checofort imparò da Adamo Grimme-alla sua assiduità, studio, ingegnoro: professò con grande studio l'al-e travaglio; quindi fatto buon di-chimia; scrisse materie teologiche,segnatore di perfetta correzione, edgeometriche, notomiche, ed archi-imitatore della natura, andò in Fran-tettoniche. Dopo la lettura dei piùcia sul disegno però di passare incospicui libri, dei quali si diletta-Italia, ma ivi si fermò, fatta ami-va, circa il 1640. passò all'altracizia con Niccolò Poussin, già ri-vita. Sandrart fol. 285.tornato dall'Italia, e unitamente: FILIPPO WOWERMAN nato in Arlemcon quello intraprese ad operarenel 1620. apparò la pittura dal Pa-per la Regina nel Palagio di Lu-dre Paolo, e collo continuo studiocemburgo, e Sua Maestà diedeglisi fece chiaro pittore di battaglie ela direzione delle pitture da farsi,paesi, che pagati gli furono a grossicoll'assegnamento di 400. scudi an-prezzi, essendo comune credenzanui; fece parimente molte grandiche pochi o nessuno sia mai arri-opere per le Chiese, e le principa-vato a dipingere con tale esattezzali trovansi in quelle di Portoin piccolo le figure e i cavalli. (b)Reale, e nelle Carmelitane. Morì FILLIPPO ZANIMBERTI nacque in Bre-Rettore dell'Accademia Reale d'an-scia l'anno 1585. imparò da Santeni 72. nel 1674. Depiles fol. 502.Peranda, col quale si fermò 10.FILIPPO SANTACROCE, detto volgar-anni, e riusci valoroso Pittore nel(a) Di Filippo ha S. Maestà otto grandi pezzi con animali e figure.(b) Trentacinque pezzi di costui, di paesi e figure istoriati, accrescono il numerodelle pregiate opere, ond'è composta la insigne Raccolta di S. Maestà.
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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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