112te, che sece, sono molte; toccavaCARLO BONONE da Ferrara, conbene i paesi, e gli animali; era so-principi del disegno nella Scuola del-lito nei suoi quadri storiati dipigne-lo Scarsellino giunse in Bologna,re un cane; sonava bene di chitar-ed entrò nell' Accademia dei Ca-ra leutata; sosteneva con decororacci, nella quale fece non ordina-l'arte; nobilmente si trattava; fi-rio profitto; studiato che ebbe innalmente d'anni 70. morì, e lasciòRoma, ed in Parma il Correggioin Gallarate un figlio pratico nellain Venezia il Tintoretto, e Paolopittura. M. S.Veronese, fece un singolare estrat-to di quelle maniere, ed affrontò CARLO CESI da Rieti dipinse operebelle a fresco, ed a olio in diver-spaziosi muri, e vaste tele, nellese Chiese di Roma, nominate nel-quali dipinse opere sacre, e profanela tavola dell'Ab. Titi. Fu scola-con sommo gusto osservate dai diletro di Pietro da Cortona, Vedi Pa-tanti in Bologna, in Parma, in Geno-scoli 2. tom. a car. 163.va, in Ferrara, ed in altre Città. Mo-ri di 63. anni nel 1632. sta sepol- CARLO CIGNANI nacque in Bolognal'anno 1628. da onestissimi parentito in S. Maria del Vado di Ferra-i quali l'applicarono allo studio dira. P. Superbi fol. 118. M. S.belle lettere, e perchè il genio loCARLO BOzzONI Genovese figliochiamava alla pittura, fu d'uopoe scolaro di Luziano, ritrasse inper consolarlo, prendere in casa ilgrande, ed in picciolo; diede alcu-Pittore Gio: Batista Cairo Casala-ni quadri al pubblico; fu Uomesco; superate le prime difficultàallegro, di grande spirito, di ge-dell'arte, passò alla scuola dell'e-nio nobile, vestiva alla grande, eruditissimo Albano, e nel disegno apraticava con Cavalieri: morì l'an-competenza del Canuti, del Pasinel-no 1657. in fresca età. Soprani fol.li, del Bolognini, dello Scaramuc-207.cia, e di altri, con pubblici onoriCARLO CANE nacque di onesti Paren-meritò il Principato. Tanto poi siti l'anno 1618. in Gallarate (Bor-profittò nel colorire, che durante lago poco distante da Milano.) Ap-vita del Maestro, lo servì in varieplicato al disegno in Casa di Mel-pittoriche occasioni. Con uno stilechior Gillardini, principiò a copia-maestoso, espressivo, tenero, vago,re i capricci del Callot, e tantoe forte (che si può dire un perfet-genio concepi alle opere piccioletissimo estratto Correggesco, Tizia-che in quelle si sarebbe perdutonesco, e Caraccesco) giunse sì ol-se non si fusse distratto nel Sacrotre l ingrandimento del suo sapereMonte di Varallo a copiare l'ope-che è stato acclamato per uno deire del Cav. Morazzoni. Quelle stu-principali Maestri d'Europa: di quediò con tanta assiduità, che la prista verità ne rendono piena fede lema comparsa, fatta in pubblico,superbe Gallerie, i Palagi, e le Chie-parve più tosto di quel gran Mae-se di Bologna, di Roma, di Livor-stro, che di sua mano. Ritornatono, di Baviera, di Francia, di Polo-a Milano s'invaghì di bella Don-nia, di Germania, di Toscana, del-zella, la quale conseguì in isposa,la Marca, di Brescia, di Milano,ma v'ebbe quasi a perdere la vi-di Piacenza, e di Parma, dove di-ta. Aprì florida Scuola, distribuen-pinse una stanza del Giardino Du-do l'ore agli Scolari per istudiarecale, la di cui volta era stata co-il nudo, il rilievo, le stampe, ri-lorita da Agostino Caracci; questavedere, e correggere le loro fattu-riuscì di tanto gradimento al dere-re: le pitture pubbliche, e priva-nissimo
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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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