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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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le quali usciva con certi chiari, escuri, che le saceva risaltare daiquadri, a olio, come a fresco.in picciolo, ed in grande, come fe-ce a Turino, in Bologna, ed in al-tri luoghi. Ma che? la sfortunalevò di speranza la sua Patria divederlo perfetto Maestro, poichè nelgiorno 16. di Ottobre 1717. e disua età l'anno 38. in passare chefaceva il fiume Taro, tra il Pia-centino, e il Parmegiano, restò som-merso in quell'onde.Dal Re di Sardegna fu chiamato a di-pingere varie opere ad oglio ed a fre-sco nella Veneria, Palazzo di deliziadi S. M. In S. Lucia Chiesa dePP. Gesuiti in Bologna evvi il belquadro di S. Francesco Saverio chemuore. Mentre pli ſucceſſe la fatalediſgrazia di reſtar affogato nel Ta-ro, era in compagnia di sia Moglie.Fu compianto dai Socj dell'Accade-mia Clementina, i quali nella Sto-ria della medesima ne dieder la vi-ta a car. 395.CARLO ANTONIO ROSSI Milanesese bene fu di poco grido, perchè eraUomo solitario, si curava di con-versazione, si farebbe però torto al-la di lui grande virtù, se non si ma-nifestasse quantità di quadri d'Alta-re, e di pitture private, che dipin-se. Soleva dire non esservi prezzoche pagasse la pittura, in particola-re quando il virtuoso v'impiegavatutto lo spirito a bene perfezionar-la; non bisognava disobbligarlo nelprezzi, ma somministrargli danarosubito, che lo richiedeva, altrimen-ti non portava rispetto ad alcuno,dando di calcio all'opere, che perverità molto studiava: circa glianni 67. morì nel 1648. e fu sepol-to nella Chiesa Collegiata di SanNazaro. M. S.CARLO ANTONIO TAVELLA, unode' migliori Paesisti del tempo suo,nacque in Genova, dove con manie-ra gustosa per Cavalieri e dilettan-

111ti moltissime tele dipinse. Arriva-to il grido del suo sapere a Mila-no, Bergamo, Brescia, e Cremo-na, da tutte quelle Città frequenticommissioni gli vennero, quali consoddisfazione di ognuno eseguì. Imi-tando la maniera del Tempestacui alle volte superò nell'armonia,e nel gusto, e quella del Pusinoda un tal misto uscirono di bellis-simi paesi con amene situazioni, egraziose cadute di acque, e con fi-gurine con garbo e intendimentodisposte. In Ispagna ed in Inghil-terra andarono moltissimi de suoiquadri per ornamento di que Pala-gi. Visse onoratamente lontano daogni ambizione, continuamente la-vorando sino all'anno 1732. in cuimorì, lasciando un suo figlio Sa-cerdote ne' Domenicani di Genovacommissario ed erede di sue fa-coltà.CARLO BACCHIOCCO Milanese dipin-se in Brescia nelle Chiese di S. Ma-ria degli Angeli, dei SS. Giacomo,e Filippo, di S. Cristofano, e delleOrsoline, tutti Monasterj di Mona-che. Averoldi fol. 257.CARLO BIFFI Milanese scolaro di Cam-millo Procaccini, fu bravo dise-gnatore; e se le comodità, e le ric-chezze non l'avessero traviato daldipignere, al certo il suo nomegiugneva a buon termine di glo-ria, notandosi da quei pochi dipin-ti, che fece, il possesso che godevanella maniera del Maestro: Morì danni 70. nel 1675.CARLO BOLOGNINI Bolognese nacquel'anno 1662. imparò 1 principj daMauro Aldrovandini, e con i pro-gressi di Giulio Troglj, detto Pa-radosso, riusci a sresco, ed a olionella quadratura, e nell'architet-tura, tirando certe prospettive adun fare limato, e finito, che gra-disce all'occhio, come ha fatto inVienna, ed in Patria. E' morto inCremona, l'an. 1704. adì 3. OttobreCAR-