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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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vine dava speranza di poter in quelgenere riuscire eccellente e perfet-to. Il Pozzo a car. 191.ANTONIO NOVELLI, dello stato diFirenze, ebbe nel disegno maestri Ge-rardo Silvani e l'Ubaldini. Riusci-to uno scultore di grido, andò aRoma col Cardinale Carlo de' Me-dici, di cui fece in marmo il ri-tratto universalmente applaudito.Amante di libertà ricusò di appa-gare il desiderio della Regina diSvezia di averlo al suo servigioEbbe uno spirito vivace, ed oltrela scoltura e la plastica che posse-deva, fu inventore di macchine edistrumenti Matematici, ed eccellen-te fabbricatore di Cannocchiali, ecome ben perito di Musica nuovi mu-sicali strumenti inventò. Non glimancò il pregio di buon poeta,onde per tante doti era la deliziae il piacere de' grandi che per luiavevano stima ed amore. Morì nel1661. Baldinuci secolo quinto acar. 339.ANTONIO PALMA, nipote del vec-chio, fu alla scuola di Tiziano edel Zio; e benchè di esso non si ve-dano molte opere, è stato però pit-tore degno di memoria. Nella Chie-sa de' Ss. Apostoli di Venezia feceuna Tavola con la B. Vergine, edi Ss. Teodoro, Luigi, e Bernardi-no; opera, in cui si scorge la buo-na mano, e la buona scuola. Fupadre di Giacomo il giovine, e fio-riva negli anni 1600.ANTONIO del PONTE, fu ingegno-so architetto che alzò dalle acqueil famoso Ponte di Rialto in Ve-nezia, e pel merito di aver condot-ta a fine così grandiosa e superbamole, credesi che attribuito gli fos-se il cognome del Ponte, con cuidopo su sempre chiamato. Viveanell anno 1590.ANTONIO PEREDA, di Vagliado-lid, fece 1 suoi studj di pittura pri-ma sotto Pietro de Las Quevas,

indi sotto Giambattista Crescenzioeccellente pittore Italiano, che co- dimorava. Per la correzione deldisegno, e per la vaghezza del co-lorito avendo acquistato grande cre-dito, il Re gli comandò di fare nelPalazzo di Buonvisino diverse ope-re, le quali con molto suo onorecompi. Altre commissioni ebbe di-poi e dallo stesso Re, e dai Gran-di del Regno; e si adoperò ancheper servigio di molte Chiese di Ma-drid. Si prese gusto questo valen-tuomo d'imitar sempre la bella ma-niera Italiana, e si degnò per suopiacere e profitto di copiare le ce-lebri pitture dell'Escuriale. Di an-ni 60. mancò nell' anno 1669. congrave dispiacere degli amatori dell'arte. Palumino tom. 2. a c. 368.ANTONIO PAGLIA, Bresciano, fi-glio di Francesco, (che studiò sot-to Francesco Barbieri da Cento, efu riputato valente nell'arte) dopoessere stato ammaestrato dal Padre.passò a Venezia a studiare su le o-pere degl'insigni maestri antichi emoderni, e fattosi perito ritornò al-la patria, dove aperta scuola va con-tinuamente operando con bizzarrostile e fresco colorito, amato e sti-mato dalla nobiltà, e dagl'inten-denti e conoscitori dei pregi del-la pittura.ANTONIO PELLEGRINI, Padova-no, per la felicità d'invenzione espeditezza nell'eseguire, ebbe gridodi valente ed ingegnoso Pittore adoglio ed a fresco. Dopo varj e lun-ghi viaggi per la Germania, Fran-cia, ed Inghilterra, nei quai paesioperando non poche facoltà raccol-se, fissò sua stanza in Venezia, delpremio di sue virtuose fatiche co-modamente ed onestamente viven-do. Nella Chiesa di sua Parrochiain Padova per sua divozione dipin-se a fresco la volta della CapellaMaggiore. Una bella serie di singo-lari quadri fiamminghi da lui raccol-