265B. Certo è, che chi volesse fare una nota ditutte le sconciature, e le mostruosità, ches'incontrano nelle pitture, per quel cheriguarda l'invenzione, causate dalle voglie,e da i pensieri strani di chi ordinò, e com-mise quell'opere, empirebbe un gran qua-derno.M. Ma sentite un'altra malaventura, cheviene addosso a noi altri poveri pittori sen-za averci nè colpa, nè peccato, e quelch'è peggio senza averci rimedio. Moltidi questi Signori ricchi, e potenti avendoda noi avuto un quadro, e compiacendo-sene, e stimandolo un'opera singolare, operchè ella sia tale in verità, o perchè lasentono per tale decantare da tutti, s'in-vogliano di farla intagliare in rame. Ecredendosi d'avere tanta cognizione dapotere scegliere un bravo intagliatore,scelgono o il peggiore, o uno che non sal'arte sua nè poco, nè presso, il quale visciupa quel bel quadro, non mettendolone' segni, e ne' contorni giusti, e nondandogli quel chiaroscuro, e quell' accor-do, che con grande avvertenza, e sape-re gli aveva dato il pittore; sicchè chi ve-de quella stampa col nome dell'inventore,e dell'incisore intagliatovi da piede; e ve-de insieme tanti spropositi, non sa a chi dique' due debba dare la colpa. E ponghia-mo,
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