261mente con quell'inetto discorso, preten-dono di saperne più di me, che qualunqueio mi sia, sono dozzine d'anni, che pro-fesso quest'arte, e se non l'ho imparata,almeno l'ho studiata, che eglino non hannofatto nè l'uno nè l'altro. Io m'aspetto ungiorno, che m'abbia succedere come aGiuseppe Salviati, (a) a cui da uno di co-storo fu ordinato un quadro, che rappre-sentasse la madre di Dio, e sapendo, che icolori più nobili, e di maggior prezzoerano l'azzurro, e il carminio, voleva intutte le maniere, che per sua particolardevozione le facesse un occhio di carminio,e uno d'azzurro, costasse quel che mai po-tesse costare.B. A questo proposito mì sovviene d'averveduto, pare a me in Firenze nel refetto-rio de' PP. Serviti, la cena del Fariseo, sog-getto adattato a quel luogo; ma perchènel campo vi rimaneva del sito vacuo, vol-lero que' buoni Religiosi, che il pittore viaggiungesse in lontananza la Ss. Vergine,che dava l'abito a' sette Fondatori di quell'Ordine. Sovvienmi ancora, che in S. Lo-renzo della stessa Città in una bellissima ta-vola del Rosso, rappresentante lo sposali-zio della Madonna, il padrone, che la fecefare vi volle un Padre Domenicano, che viR 3(1) Ridolf. part. 1. c.224.
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten