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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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254M. In primo luogo molte traversie ebbe Giu-lio per via solamente di puro dipingere, epoi molti strani accidenti, se vi ricordate,vi ho narrato nel decorso del nostro ragio-nare accaduti a pittori, come pittori. Maoltre questo ve ne voglio soggiungere unaltro avvenuto a Gio. da S. Gio. quandodipinse nel palazzo Rospigliosi, allorchèn'era possessore il famoso Cardinale GuidoBentivoglio. Si offerse Gio. di dipingere aquel degnissimo Porporato lo sfondo dellasala senza pretendere altra ricompensa,che quella cortesia, che si fosse compiaciutod'usargli quel Signore; il quale veduta lasua bravura, e bizzaria nell' abbozzo, enella mossa delle sue figure, cominciava aconcepire stima, e amore verso di lui.Avendo al suo servizio due Franzesi pittoridi grottesche, questi per non so quale maltalento, guastavano la notte quello, cheGio. (*) dipigneva il giorno, tanto chefecergli perder la grazia di quel Porporato,che fu per cacciarlo da se come un teme-rario, se l'ultimo giorno, che con moltostento, e molti preghi s'indusse a conce-der-(*) Questo accidente occorso a Gio, da S. Gio. èraccontato diffusamente dal Baldinucci nel Tomopostumo stampato in Firenze nel 1728. a c. 26. dellavita di esso Gio.