250de' ministri, o l'invidia de' nostri professo-ri, e la cabala, e l'intrigo degli uni, edegli altri.B. La pittura mi pare, che sia men sottopo-sta a questa tempesta, poichè non ha chefare con tanti interlocutori come un ar-chitetto, che tutto di è alle mani contanti ministri, e con tanti artigiani. Loscultore, e più il pittore conduce a finela sua opera da per se, e non tratta senon con chi gliela commette; o al più,se la dipigne a fresco, se la passa conun semplice muratore, che gli fa l'into-nacoM. Non è mica così, perchè primieramentenon sempre si tratta d'un ritratto, o d'unaMadonnina da tenere a capo a letto. Ta-lora i pittori hanno alle mani imprese gros-se, e che richieggono sotto di loro moltioperaj, e sono ne medesimi guai, e peggiori ancora degli architetti. Allorchè aLodovico Cigoli fu commesso di costruire,e dipignere tre grandi archi trionfali daFerdinando Primo Granduca di Toscana,in occasione delle Nozze del suo primo-genito, vi ricordate voi di quello, chegl'intervenne? Sentitelo dal Baldinucci:E da sapersi (dice egli) (a) che quantoera il Cigoli cresciuto di stima, e di credi-(2) Bald. Tom. 4. vita del Cigoli a c. 32.
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