248abbia piuttosto sentito dire, che Raffael-lo gli facesse i pensieri, e gli schizzi, epoi glieli lasciasse mettere al pulito, e necontorni, tanto si fidava del suo sapere inquesto genere: E questo è più verisimile,altrimenti come mai avrebbe potuto Raf-faello aver tempo da operar tanto in pit-tura, se avesse anche dovuto terminaretanti disegni, che secondo il computo depratici di stampe sono sopra a secento?M. Anch'io non ho inteso dire, che Raffael-lo contornasse sul rame altro, che la Stra-ge degl'Innocenti, dove è l'abeto in lon-tananza, che volgarmente da questi ven-ditori di stampe si chiama la felcetta. Matornando in chiave, vedete se costoro,de' quali mi lagnava fin da principio, conle loro saccenterìe ci faccian perdere lareputazione.B. Voi non avete una ragione, ma cento.Ma lasciando di più lagnarsi del ritoccare,passiamo a quella maledizione del ripulirele pitture, e del lavarle.M. Non parlo di questo infortunio inevita-bile dell'arte nostra, e nostro proprio,dal quale è esente la scultura, e l'archi-tettura, perchè non posso parlarne senzasturbo, e senza entrare in collera. Oquesto sì che è un male senza rimedio, per-chè o le pitture vengono alle mani di per-so-
⸸
(1)