242rire, ch'io faccia tal furfanteria. E sog-giunse: Io non conosco quest'opera, perchè sonoignorante; ma avendo ſentito dire chi fu Cec-chino, mi basta di non far tal mancamento.Alla barba di quelli, che hanno rinfrescatoquelle del Sanzio.B. Dal parlare di questo artista plebeo impa-rino quei professori, che mettono così fa-cilmente le mani sull'opere altrui, qualinomi convengano loro, e con quali si bat-tezzi questa loro egregia impresa di ritoc-care le pitture degli altri, o qualunquealtra cola simile delle nostre arti.M. Or passiamo ad autori più classici. Il tantevolte citato Vasari l'avea detto molti anniprima, che noi nascessimo. Sentite di gra-zia le stesse parole: (a) Nel vero sarebbemiglio tenerſi alcuna volta le coſe fatte dauomini eccellenti piuttosto mezzo guaste, chefarle ritoccare a chi sa meno. Anzi quelportento dell'arte nostra, io dico lo stessoGuido Reni, pare, che non consentisse,che fossero ritoccate nè anco da chi nesapeva più, perchè (b) dava nelle furie(son parole del Baldinucci) quando senti-va, che alcun pittore aveſſe ardito di toccarpitture d'antichi maestri, tutto che lacere eguaste, cosa che egli non volle mai fare.(a) Vas. T. 1. c. 527. (b) Bald. T. 4. c. 327. Vit. Guid.Reni, e a c. 140. Vit. Dom. Passign.
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten