240avea sofferto la sua maravigliosa storia diS. Benedetto, che egli dipinse nel celebrechiostro di S. Michele in Bosco, ch'è forseil più bel parto del suo divino pennello,non fece altro, che affrettarne maggior-mente la rovina. E pure qui non v erada opporre niente ne a' possessori di quellaegregia dipintura, nè al pittore, che vimise su le mani, sì perchè egli n eral'autore, e sì perchè era Guido. Or fateragione di quello, che si dee dire, quandosi vede, che uomini da nulla mettono lemani temerariamente sopra i lavori de'va-lentuomini.B. Ma dicono costoro: è meglio aver unapittura racconcia in buono stato, che senzaquesti ritocchi mezzo perduta.M. Questo è quello, che non è vero. Nècrediate, che questa sia una mia capric-ciosa opinione: sentite quel che dice questolibretto.B. Per curiosità lasciatemi vederne l'autore,che dovrebbe esser un compositor di leg-gende, poichè codesto libricciuolo ad esses assomigliaM. L'autore non è di gran nome, nè il librodi gran vaglia, ma e ottimo, e raro, per-chè contiene notizie vere, e singolari perlo più. E' di Gaspero Celio, ed e una me-moria de' nomì delli artefici di pittura, chehan-
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