227renze. Ma non bastando l'animo agli ar-chitetti, e a' muratori a far questo tra-sporto, fu abbandonata l'impresa. Veroè, che per devozione vi fu appeso un lan-ternoncino, che ad ogni po di vento bat-teva nella parte più vaga della pittura, ela disertava. Il resto lo guastavan le pioge, e chi si riparava in esso tabernacoloa dormire, e così si perdè un opera, chepoteva stare a fronte di tutte le pitturedel mondo; talchè quando leggo nel sud-detto Francesco Bocchi l'esatta narrazio-ne di questo fatto, e la descrizione diquesta pittura, mi par di sentirmi venirmeno per la pena, e parte per la stizzacontro la melensaggine degli architetti.Onde confermando il vostro pensiero, di-co io, se quegli stessi che conoscono ilpregio dell'opere, e hanno tutto il pen-siero di conservarle, tuttavia le lascianoandare in malora, considerate che cosasarà di quelle, che vengono alle mani de-gl'ignoranti, o de' saccenti. Poichè persalvar quest'opera d'Andrea, da che perdappocaggine non seppero traportarla, civoleva tanto a far diventar quel taberna-colo una cappella, e serrarla a chiave?M. Mi ricordo d'aver udito dire da un pit-tore della medesima Città, che volendosotto la loggia esteriore della Nunziata imu-P 2
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