Druckschrift 
Dialoghi sopra le tre arti del disegno
Entstehung
Seite
218
Einzelbild herunterladen
 

218Riccio, detto Bruciasorci pittore rinomato,non incontrò mai fortuna, perchè come silegge nella sua vita, (a) visse lontano dallefrodi, e trattò sempre con quel candore, chericerca la condizione d'un uomo virtuoso, ecivile, con la qual via fu sempre difficilel'ottenere l'ingreſſo nella grazia di coloro,che sono collocati in istato d'eminente for-tuna. E dovea aggiungere, e che non es-sendo, si credono intelligenti per una peri-zia piovuta loro in corpo dal cielo, laquale chiamano buon gusto, e io chiamofacoltà di dire, e far spropositi in questamateriaB. Basta il Valesio con queste chiacchiere,che non vagliono un fico, montano unfrullo, non m'avrebbe infinocchiato,m'infinocchierebbero questi professori, chehanno tutto il lor capitale sulla punta nondel pennello, o dello scarpello, ma dellalingua; quantunque io non sapessi distin-guere un quadro di Raffaelle da uno di Gio-vannino da Capognano.M. Crediatemi che se non aveste quell'intel-ligenza, che avete, o non l'avendo, se voinon vi giudicaste incapace di giudicarne,sareste rimaso trappolato, e maggiormentese aveste avuto del genio, e dell'affezionepel pittore, come l'avea quel Vicelegato.Per-(2) Ridolf. part. 2. a c.114.

Ache

(4)