Druckschrift 
Dialoghi sopra le tre arti del disegno
Entstehung
Seite
190
Einzelbild herunterladen
 

190gare, e più propria, a rompere il collonelle sale, o nelle anticamere de' grandi fravarj, e innumerabili, e male adattati pa-reri de' cortigiani, da' quali sono per or-dinario oppreſſi, e ſoffogati; e rari ezian-dio sono i casi, ne' quali al povero arteficenon bisogni cattivare suo erudito intellettosotto l'ardita tirannide di sconcertati pen-fieri; togliendo dall'opera sua il più belloper dar luogo al più deforme; e per nonsoggettarsi a carichi de' più potenti, e pocointelligenti, soggettare sua stima, e suocredito ad una eterna cenſura d'un mondointero. Per questo del Borromino si legoche (a): Non fu mai possibile il farlo dise-gnare a concorrenza d'alcun altro artefice,ed una volta diede una coſtante negativa adun Cardinale di gran merito, che il per-ſuadeva a farlo in coſa, che doveva ſervi-re per le fabbriche del Lovre in Francia;soggiungendo, che i disegni erano i suoipropri figlivoli, e non volere, che eglinoandaſſer mendicando la lode per lo mondocon pericolo di non averla, come talora ve-deva a quei degli altri addivenire. E avearagione, perchè come saviamente dicevaAgostino Caracci (b): E' p.ù nel mondol'ignoranza, che il sapere, e benchè ciò sipossa dire universalmente, pure è più chevero(a) Baldin. T. 4. d c.74. (b) Malv. T. 1. Pag. 376.