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177ſtravano contenti, finchè dall'AmbaſciatorCeſareo non furono tratti d'errore (poichegli uomini non così facilmente ſi accomodanoalla ragione, ſe l'autorità non vi ſi fram-mette) mentre riputando eſſo quella pitturamaraviglioſa, tentò con larghe offerte difarne acquiſto per mandarla all'Imperadore,sopradichè que Padri, fatta la loro ragu-nanza, convennero nel parere de' più pru-denti, di non privarsene a niun partito,conoscendo in effetto, ciò non era mestier perloro, ed eſſer molto differente la pratica delBreviario dall'intenderſi di pittura. Orche ne dite di questo racconto?B. Io non so che mi vi dire, se non che fi-nalmente i Frati si capacitarono, e parla-rono da' saviM. Si capacitarono, perchè erano affatto alloscuro di questa professione, e perchè inultimo si conobbero, e sì confessarono pertali: che se fossero stati di coloro, chevolgarmente si chiamano dilettanti e dibuon gusto, sarebbero incocciati più chemaiB. Basta la cosa finì beneM. Sì ma bisogna esser Tiziano, ed essergiunto ad avere il suo credito, e trovareun Signore intelligente, o almeno di giu-dizio come quell'Ambasciatore. Il Coreg-gio, che non era di minor eccellenza dilui,M