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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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171sessanta (a), che ora si venderebbe cin-quecento almeno. La bellissima, e copiosis-sima tavola del S. Girolamo, come dice ilMalvasia (b), la quale si può dire la prin-cipale opera di Agostin Caracci, non glifu pagata da Certosini di Bologna più checinquanta scudi; e la stimarono tanto po-co, che furono per darla via (c). E lostesso fu pagato al Domenichino (d) il suoS. Girolamo fatto a concorrenza, o imi-tazione di quello, e tanto fu disprezzato,che in vece di metterlo su quell'Altare,pel quale era destinato, fu appeso in unacarbonaja; e pur questa è, come sapete,la terza tavola di Roma, che non haprezzo, che la possa pagare, e della qua-le dice il Malvasia (e): Questo comune-mente vien reputato per uno de' più bei qua-dri, che mai formasse pennello. E cinquan-ta scudi fu pagato il maravigliosissimo, eterribilissimo S Giacinto di Lodovico Ca-racci, che è in S. Domenico di Bologna;per difetto d'intelligenza in chi l'avevaordinato, come dice lo stesso Malvasia (f)La Tavola della Resurrezione tanto stima-ta d'Annibal Caracci, che in essa solavolle scrivere il suo nome, fu prezzatacosi(a) Bell. Vit. Pitt. c. 411. (b) Malvas. p.1. c. 389.(c) Bell. Vit. Pitt. c. 309. (d) Bald. T. 4. c. 348.(e) Malvasia T.2. c.316. (f) Malvasia ivi c. 459.