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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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165
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S

165M. Ma queste pitture, qualunque elle sieno,erano in pubblico da molti anni, (a) eogn'uno le poteva vedere, anzi le avevavedute, e rivedute, e tuttavia io era Car-luccio delle madonnine, perchè a costoro,che si stimano d'aver buon gusto, parevadi dire una bella cosa, e di mostrarsi in-telligenti; e poco mancò, che con questoabbaiare non mi levassero la commissionedella tavola di S. Carlo al Corso, nellaquale con l'ajuto di Dio, e di quel Santo,mi riusci d'incontrare un benigno compa-timento, e Carluccio delle madonnine viseppe pur accozzare, e condurre quellefigure, che non sono alte meno di venti-due palmi. Ma per dir la verità io disprez-zai sempre il loro abbajare, e soleva ris-pondere, che Dio volesse, che io sapessiben dipignere le Madonne, (b) cioè un volto,che spiri insieme una bellezza celeste, euna santità divina. Il Domenichino al con-trario si afflisse tanto, che menava i suoigiorni in una somma confusione, e inquie-titudineB. Io sono pienamente certo, che in quelcaso non altrimenti, che in pena potevamenare i suoi giorni un così gran valen-tuomo, com era il Domenichino, veg-gen-L 3(a) Bellori part. 2. Vit. Carl. Mar. c.166.(b) Bell. Vit. Carl. Mar. c.192.