156tura. Ma chi possiede bene questa secondaparte, crediatemi, che può più chiamarsiarchitetto, benchè manchi della prima,che chi possegga la prima, e manchi dellaseconda. Il vero è, che l'uno, e l'altrosarà un architetto, che non meriterà quest'appellazione, con tutta giustizia. Ed ec-covi dimostrato, quanto sia vero quello,che dissi l'altro giorno, che chi studia l'ar-chitettura, non la professa, e chi la pro-fessa, non la studia; onde si può dire conrutta verità, che quest'arte non è venutain decadenza, ma perduta affatto. Oraconsiderando tutte queste cose, e veden-dosi chiaramente, che senza un tale appa-rato non si sa l'arte, ne segue, che nè menosi può ben giudicare dell opere de' profes-sori; onde ogni ragione vorrebbe che chisa di non aver tanto capitale, si conoscesse,e si riportasse a chi ha acquistato dal con-senso universale fama d'eccellente; e nonistesse a far l'uomo addosso a i valentuo-mini, nè gli costringesse ad accomodare leloro opere alle sue capricciose fantasie,che è quello, che infelicita le nostre arti.B. Io ho finora tentato di torvi dalla mente,questa da voi immaginata infelicità, ma invece di diminuirvela, dubito d'avervelafatta fortificare, tanti sono i fatti, e le autorità, e le ragioni, che avete prodotteper
—parentemezz