o trasfi-
145B. Questo è certo, e suppongo di sicuro,che in questo nessuno architetto manchiper ignoranza.M. Non è così, come voi credete, in quel-la parte dell'archittertura, che riguardal'ornato. Poichè i moderni architetti, chedebbono fare degli ornamenti alle porte,o alle finestre, o a qualunque altra parted'una fabbrica, tanto sacra, che profa-na, non pensano ad altro, che o a co-piare da qualche architettura buona, oche sembri loro buona qualche ornamen-to, e trasportarvelo con un poco di mu-tazione, ovvero ghiribizzando a rinvenirequalche cosa nuova, e capricciosa, e ap-plicarvela, quando paja a loro, che quellapossa servire d'abbellimento.B. Così è per l'appunto.M. Ma questo non è pensare al fine dell'ar-te, nè ad esso ordinare i suoi pensieri.B. E che cosa dunque si dovrebbero prefig-gere nell'animo gli architetti, quando sirivolgono ad adornare le loro fabbriche?M. Dovrebbero considerare, che l'orna-mento è una parte necessaria di quellafabbrica, e che a quel fine debbono esse-re diretre le mire dell'artefice, conside-rando, per qual ragione (*) è necessariaquella(*) Se a questo avesse posto mente chi adornò lasontana di Trevi in Roma, avrebbe facilmente