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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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136civili, e pubbliche fatte dal medesimo, eamendue maravigliose; e per consenso co-mune senza eccezione quel ponte è il piùbello, che sia stato fabbricato, dopo cherisuscito la buona architettura. Anzi dipiù egli aveva fatto un gran libro intito-lato La Città, dove erano i disegni ditutte le fabbriche, le quali ad essa posso-no occorrere, cominciando dalle porte diessa, e passando poi a fare il palazzo delPrincipe, quello per i magistrati, la chie-sa, le fonti, la loggia per gli mercanti, iponti, le piazze, e che so io; il qual te-soro intesi, esser venuto casualmente allemani del Viviani famoso mattematico, equindi passato in quello del Senator Luigidel Riccio, ornatissimo gentiluomo Fioren-tino, che lo donò al gran Principe Ferdi-nando, tra le cui robe, o è perduto, oè smarrito con danno veramente deplora-bile. E Giorgio Vasari, che non fecealtro, che dipingere, talchè ha empito desuoi quadri tutta Italia, ricercato dal GranDuca Cosimo del disegno per li pubblicimagistrati, fece la vaghissima fabbrica de-gli (*) ufizj, e ridusse il vecchio, e roz-zo palazzo de' Priori, detto oggi palazzovecchio, a una stupenda magnificenza disca-(*) Intagliata nell'opera del Ruggieri sopra piùvolte citata.

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