134Domenichino, ch'era semplicemente pit-tore, nè s'ingannò mica; perchè fece unadelle più eccellenti opere, che vanti quest'alma città, talchè non ci è forestiero, chedopo aver veduto ciò, che ha di mirabileRoma, si chiami contento, se non vedequella villa maravigliosamente architettata,e ottimamente scompartita ne' suoi viali,e prospetti, e ornata di tante fontane, tuttevarie, e tutte belle. Lo stesso fece il Car-dinale Giulio Sacchetti, che venutogli ta-lento di fare un casino di delizia alla suaPigneta, sel fece disegnare da Pietro daCortona suo creato, che fece un pensieroornatissimo, e maravigliosissimamente in-teso, che va in istampa, e che non ebbeintera esecuzione o per l'infelicità del sito,dove fu piantato, o per la soverchia spesa,che ci voleva. E perchè non paia, che iovoglia attribuire questo pregio all'artemia, il Principe Panfili, quando risolvettedi fare la villa di Belrespiro fuori di portaS. Pancrazio, si prevalse dell'Algardi, cheera uno scultore di legno, e che cominciòin Roma a lavorare di marmo; or comeegli riuscisse voi lo vedete, e ognun, chela vede, è forzato di confessare, esserequesta la più bella villa di Roma.B. Di questo non mi stupisco tanto, perchèle ville son veramente cose più pittore-sche
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