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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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129vate, le quali sanno pietà, e sono vera-mente sofistiche, e senza poter trovarnela ragione, poichè senza ragione sono statefatte, come il rabescame di certi intaglia-tori in legno nel fare adornamenti di spec-chi, o carri da carozza, e piedi da tavo-lini; i quali intagliatori, dopo aver fattouno scartoccio piegato per un verso, nefanno uno, che piega per l'altro, e aquesto ne attaccano uno, che di nuovopiega in contrario: e dove fanno un an-giolo, e dove un arpia, o un drago, o uncane, o un pesce, fecondo, che salta loroin capriccio, e lo perchè non sanno.B. Non vi ha dubbio, che si trovano di questiarchitetti, che non arte vere sed falso no-minantur architecti, (a) come dice Vitru-vio, e che pur troppo si veggono erigeree ornare talora edifizj d'un gusto così de-pravato, e barbaro, che tengono (comescrive il Vasari) più della maniera tedesca,che dell'antica e moderna vera, e buona (b),con vitupero dell'età nostra, e di chi facotali spese, e di chi le architetta, di cuisi potrebbe dir col Berni:Da fare ad Euclide, ed ArchimedePassar Parchitettor con uno spiede (e).(a) Vitr. Prefat. l.6. (b) Vas. part. 5. c. 281.(c) Bern. ſov. 4.