123M. Del medesimo, che fece scala al Bonar-roti, al Bernino, a Pietro da Cortona, eagli altri valentuomini, per giugnere aquella gloriosa altezza di perfezione, allaquale dalle loro opere si conobbe, cheascesero.B. Io non so, che Michelangelo studiassealtro, oltre le mattematiche, che il di-segno, nel quale fece fatiche immense,e sempre tenne avanti gli occhi il natu-rale, e le statue antiche, e poi fondatosiprofondamente nella notomia composedi sua testa quel suo stile grande, dotto,e terribile, che nessuno ha saputo imitare,intorno alla fonte non rimane torno torno altro,che una strada. E sopra questo rozzissimo imbasa-mento volendo inalzare una facciata regolare, se-condo uno degli ordini d'architettura, scelse il piùimproprio, e inconveniente, e il più sproporzionatoall'imbasamento, poichè scelse il Corintio, cioè ilpiù elegante, il più gentile, il più grazioso, e ilpiù culto di tutti, che fa una dissonanza insop-portabile, e ridicolosa: ma io lo compatisco, per-chè come si dice nel Dialogo, il Vignola, e glialtri maestri insegnano bene i medini di ciascunordine, ma non insegnano a quale di essi uno sidebba appigliare in ciascun caso singolare. Purequesta Fontana da tutti questi, che si dicono di buongusto, è stata esaltata fin sopra le stelle, più assai,che se l'avesse fatta il Bonarroti; benchè vi sienoaltri errori, che il numerargli non fa al nostroProposito
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten