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107mando lo studio delle cose buone;anzi essendo quasi perita affatto l'architettura, e vedendosi poco altro, che stranesconciature in questo genere, le quali sonoapplaudite come belle, e vaghe, s'abbianotanto a stravolgere le teste, e assuefare gliocchi al cattivo, che a poco a poco s' abbiaa far passaggio a distruggere tutto quello,che c è di buono.M. Chi si pigliasse il divertimento di notarein un quaderno tutte le fabbriche ben re-golate, che sono state sconce, o demolite,**) crediatemi, che si farebbe un buonvolumetto. Già si è veduto quelle, chefurono storpiate al Brunellesco, al Bonar-ro-(*) Gio. Pietro Zannotti nel Tom. 1. a cap. 283. dicedi Marcantonio Chiarini: Intorno alla vera architet-tura gli parea, che molto fosse declinata. Desideravaoccasione di essere architetto di qualche gran fabbrica,ma non potè mai un tal desiderio adempire, e a c.283. soggiugne, che il Chiarini conchiudeva che ilnon proccurare di farlo (d'immitare il buono, eperfetto gusto) derivava dalla soverchia vaghezzadi novità, per cui stuccandosi delle cose buone e quasiprendendòle a noja, loro facciamo succedere, e sino an-teponiamo le fantastiche, e le sformate.(**) Lo stesso Zannotti nel vol. 1. della medesimastoria dell' Accademia Clementina a c. 283. parlandopure del Chiarini dice: Se vedea poi qualche fab-brica antica guastata modernamente, non potea darsipace, e spesso ne vedea, e più ne vedrebbe ancor, sevi-