G 0odo, che mi
lente, e che ebbe maggiori imprese allemani, fu anche dallo impetuoso vento,e ardente dell'invidia, e dell'astio per-cosso, il qual pestifero fiato fu oltremodoringagliardito dall'altrui desiderio del gua-dagno, che speravasi di ritrarre da quelleimprese.B. Voi escite dal proposto argomento.Quando nelle cose umane si mescola l'in-teresse, e l'invidia, se il galantuomo provade' disgusti, non è colpa di quell'affare,per entro al quale si tramettono questi dueperniciosissimi mostri, ma di essi, che han-no prodotto, e produrranno sempre lamaggior parte de' mali, che avvengononel mondo. Se altri muore per aver man-giato un novo avvelenato, non se ne in-culpi l'uovo, ma la cicuta, o il solimato,o cosa somigliante, che v'era dentro.M. Io non so tuttavia, come questi vizj fac-ciano più spesso lega con le nostre Arti,o almeno mi pare; e specialmente conquella disgraziata dell'Architettura. Maposto che questo sia un mio travedere, ilfatto si è, e che non si può negare, chemolte volte pure vi si mescolano, e al-lora gl'infelici Professori hanno di mestieridi Signori, e Principi intelligenti, checon la perizia ed autorità loro gli mettanoal coperto da questi venti rabbiosissimi, iqua-