nome tagliato a suo dosso, come si vede inuna Lettera diretta al Vasari dicendo: (a)Il Tantecose lo seppe, e volsevi mandare unoa ſuo modo. Io per non combattere con chidà le moſſe d'venti, mi ſon tirato a dreto,perchè essendo Uomo leggieri, non vorreiesser traportato in qualche macchia. Lequali parole sono commentate dal Vasaricosì: Chiamava Michelangelo il TantecoseMonsig. di Forlì, perchè voleva far ognicosa.Essendo Maestro di Camera del Papa prov-vedeva per lui Medaglie, Gioje, Camei, efigure di bronzo, Pitture, Disegni, e vo-leva, che ogni cosa dipendesse da lui. Vo-lentieri fuggiva Michelangelo quest' Uomo,perchè avea fatto sempre uffizj contrarj albisogno di Michelangelo, e perciò dubitavanon essere dall'ambizione di questo Uomotraportato in qualche macchia.B. Quanto era lodevole il bel genio di questoPapa in dilettarsi di queste rarità, e pro-curare di farne acquisto, tanto fu strano ilprevalersi del sapere, e del giudizio dicostui, e non di quello di Michelangelo;e in genere di dirigere le fabbriche piutto-sto dipendere da quello, che da questo;e mi par compagno di quel Cardinale, ilquale teneva al suo servizio un gran Mat-tematico, e non se ne serviva se non ari-C3(2) Vas. ivi pag.756.
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