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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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36quell'ingegno veramente divino, dall'altrao gli fece, o gli lasciò fare alcuni torti,de quali non voglio addurre altro testi-monio, che il fatto del Ponte S. Maria,ggi detto Ponte rotto, che d'ordine diPaolo III. avea preso Michelangelo a ri-fondare, essendo per l'antichita, e per locontinuo urto delle acque sconquassato,sicchè minacciava rovina; e già aveva con-dotto a buon porto quest' opera molto sca-brosa, quando tutto a un tratto Papa Giu-lio permesse, che i Cherici di Camera, cioèpersone che non intendevano niente le-vassero di mano al Bonarroti quest'opera,e l'appoggiassero a Nanni di Baccio Bigio,uomo per ogni conto inferiore a lui di lun-ga pezza; il quale straziando tutto quello,che aveva fatto con tanto giudizio Mi-chelangelo, fu causa, che il Ponte dopocinque anni rovinò, come aveva predettoquel grand' Uomo. Diede grande impaccioal medesimo eziandio il Maestro di Cameradel Papa, (a) ch'era Messer PiergiovanniAliotti Vescovo di Forlì, il qual Prelatoera uno di quegli, che presumeva intendersi di tutto, e saper tutto, e voler cac-ciare il naso in tutte le cose; laonde Mi-chelangelo, a cui conveniva soffrir moltodalla costui saccenteria, gli pose un sopra-no-(a) Vas. a c. 1002.