ciascumre unone nencorso. Li acosi gaiesimorole: Alscose, n.baiFilardoquando
d'avvilire se, e l'arte a farsi raccoman-dare da persone improprie; parendo lorodi fare una viltà, o d'inchinarsi quasi amendicare la limosina, il che non convienead un nobile, e riguardevole professore.M. Crediatemi, che sempre segue così, esempre seguira con discredito grande depoveri artefici, quando non vi sia chi in-formi bene i Signori, che allora poi il bia-simo è anche loro, come seguì al mento-vato Pontefice. Il contrario accade, quan-do sono sì fatti, com'era il gran PonteficeNiccolò V. che al riferire del medesimoVasari: (a) Era d'animo grande, e riso-luto, e intendeva tanto, che non meno gui-dava, e reggeva gli artefici, che eglino lui,La qual coſa fa, che le impreſe grandi ſiconducono facilmente a fine, quando il pa-drone intende da per ſe, e come capace puòrisolvere subito; dove uno irresoluto, e in-capace nello ſtar fra il sì, e il no, fra varidiſegni, e opinioni, laſcia paſſar moltevolte inutilmente il tempo ſenza operare.B. Questo sarebbe forse il men male; il peggio è, che volendo pur operare, s'attac-cano al peggio: Mostrando (come dice ilmedesimo Scrittore) la volubilità loro, ilpoco sapere, e il manco intendere, avendoin man le coſe perfette, e mettendoſi innanzil'im-(a) Vas. T.1. c.414.